Talkin' Bob Dylan Blues
la posta di Maggie's Farm
parte 53


446) Ciao Michele,
la schiera di aspiranti soggettisti e sceneggiatori di Zimmy si infittisce... il Disegnatore Dilettante è prolifico più che mai... e chi ci ferma più ?? Se non riaprono i manicomi e ci internano tutti, mi sa che tra breve i mercati saranno inondati dal nuovo strepitoso albo n. 3! E intanto la Strip del Centenario si avvicina a grandi passi.... Scommetto
che il fumettista "Chick" Napoleon ci sorprenderà con qualcosa di fantasmagorico e pirotecnico....
Un saluto da Maggie's duck  .....e un grosso "smack" sul muso di Silvestro, è lui l'ispiratore della strip n. 87!

Ciao Anna, sì in effetti è da diverso tempo che vedo stazionare di fronte casa mia dei preoccupanti signori vestiti completamente di bianco, con in mano una camicia bianca chiusa sul davanti ed appoggiati ad un'ambulanza con la scritta "Regio Manicomio di Collegno"... ed è da allora che esco sempre dalla porta di servizio... Comunque non ci avranno... e se, pure, io dovessi cadere nella rete non preoccuparti non darò mai i vostri indirizzi, così che voi possiate continuare l'Opera dopo di me...
A proposito della strip numero cento, annuncio alle oceaniche schiere di fans che sarà come auspica Anna veramente particolare, per celebrare degnamente un'anniversario così importante (cento strips a fumetti per un  branco di pazzi come noi non sono niente male...), anzi Anna ne sà già qualcosa visto che la strip in questione l'ha scritta lei... Ne vedrete delle belle...!
Napoleon



 

447) Ciao, ho letto che si sta meditando su un cd di covers by mr. Zimmerman. Io
me ne ero fatto uno (suona veramente bene, niente mp3!) con questa
tracklist, se volete metterlo a disposizione ve lo mando. Ovviamente la tracklist è molto personale e, purtroppo, non mi ricordo le date delle singole performances:

senor,baby it ain't no lie,trail of the buffalo, tomorrow is forever,
halleluja i'm ready to go, FOTD, viola lee blues, roving gambler, stone
walls, long black veil, good as I  been to you, I walk the line, blue
moon of kentucky, black jack davey, blind willie mc tell

ciao
fra

Ciao Fra, direi che si può senz'altro fare un dylan tree con il tuo cd... Se vuoi, mandamene una copia e curo direttamente io il tree, spedendolo al primo che me lo chiede il quale proseguirà poi la catena...

E a proposito di Dylan Tree...


448) Ciao Michele !
Ti scrivo per chiederti un consiglio...
Vedi, avrei in mente di organizzare un'altro CD Tree con una novantina di
canzoni che ho scaricato da napster. Con queste mi sono creato i miei
personali boot (6 CD musicali) con tanto di copertine ideate dal
sottoscritto, ed ora mi farebbe piacere distribuirle per tutti i ragazzi del
sito che si mostreranno interessati. Alcune canzoni le conoscerai già, non
ho certo cose mai ascoltate, ma, inviandoti la lista delle song, volevo
sapere se secondo te il materiale era abbastanza interessante da farne un
nuovo Dylan-Tree. Non so se, essendo tutte cose scaricate dalla rete e comunque già apparse su boot o (pochissimo) su dischi originali, questo CD possa interessare veramente a qualcuno ! Per esempio sono sicuro che tu almeno il 90% (se non di +) delle
cose le abbia già ascoltate, quindi, non saresti particolarmente interessato a ricevere il CD. Che ne pensi ? Si potrebbe anche fare, in puro stile "signor Hood", una specie di referendum tra i visitatori del sito dicendo "C'è questo Dylan Tree in cantiere, cosa ne pensate ? Vi potrebbe interessare ?" e a quel punto ci potremmo basare
sulla risposta di visitatori. O, ancora, potrebbe essere in ogni caso utile a persone, che non riescono a procurarsi molto facilmente i boot ... Come vedi, sono molto molto indeciso sul da farsi !!! Dammi un consiglio tu, per favore !!! Poi, dopo, se è il caso, contatterò Anna e Carlo per coordinarci sull'uscita dei CD Tree.

Altra domanda: Avrai notato che i nomi dei "personali" boot che mi sono fatto sono tutte frasi di Dylan (nota di Michele: sono riportati più sotto). In particolare "Sacrilegious Lullaby In D-" è una frase con la quale Dylan presentò per la prima volta "Gates Of Eden", cioè una sacrilega ninnananna in ... ??? Ecco qual è il problema ! Nel libro della Morison dice "una sacrilega ninnananna in SOL MINORE", ma ascoltando Dylan, dato che il debutto di "Gates Of Eden" fa parte delle songs del possibile CD, mi sembra dire "This is a sacrilegious lullaby in ... in D-", che significa "sacrilega ninnananna in RE MINORE". Ecco, mi puoi aiutare anche su questo ? Sai cosa disse Dylan precisamente ? Se non ne hai la più pallida idea io lascio quello che mi sembra dica Dylan, e cioè "RE MINORE".

Ti elenco di seguito le canzoni :

It ain't me babe - Don't Look Back - 1965
It ain't Me babe - Live BBC
BD & Joan Baez - Blowin' In The Wind - Live "Hard Rain"
The Lonesome Death Of Hattie Carrol - Live Albany 18/04/1997
If You Gotta Go, Go Now - Live On BBC 1965
Absolutely Sweet Marie - Unplugged Outtake
Don't Think Twice, It's All Right - Live Newport 1964
Hurricane - Live Boston 21/11/75
BD & Bruce Springsteen - Forever Young Live
Tangled Up In Blue - Live
BD & Grateful Dead - Slow Train - Live
Sara - Live Madison Square Garden - 01/12/75
Make You Feel My Love - Live House Of Blues 1996
BD & Paul Simon - The Sound Of Silence - Live 13/06/1999
BD & Van Morrison - Crazy Love
Confidential To Me - The Genuine Basement Tapes
Cocaine - Mtv Unplugged Outtake
Like A Rolling Stone - Live Newport 25/07/65
Can You Please Crawl Out Your Window ? - Live
Isis - Live Boston 21/11/75
Heart Of Mine - The Genuine Bootleg Series Take 2
BD & Grateful Dead - Joey - Live
Love Sick - Live Regina Agridome 20/10/98
BD & Joan Baez - Mama You've Been On My Mind - Live At NYP 1964
Yesterday - Live
4th Time Around - 1970 Bootleg
Blind Willie McTell - Live Pittsburgh Civic Arena 05/11/99
BD & Janis Joplin - It Ain't Me Babe - Live 1964
Lunatic Princess Revisited - The Genuine Bootleg Series Take 2
Talking World War III Blues - Live 1964
BD & Paul Simon - The Sound Of Silence - Live
BD & Johnny Cash - Ring Of Fire
Saving Grace - Live 1980
Friend Of The Devil - Live East Lasing - Ann Arbor
Abandoned Love - Live Bitter End Club 1975
Country Pie - 22/09/00 Sheffield
Just Like A Woman - Live Boston 21/11/1975
I Want You - Live Cornell 15/11/99
SweetHeart Like You - Infidels Outtake Version
BD & Willie Nelson - Heartland
Simple Twist Of Fate - The Genuine Bootleg Series 3
Is Your Love In Vain - Live
BD & Paul Simon - The Boxer - Live
Desolation Row 05/11/00
BD & Bob Marley & U2 - Knockin' On Heavens Door - Live in LA
BD & Joan Baez - I Dreamed I Saw St. Augustine - Live Boston 21/11/1975
Love Minus Zero / No Limit - Live Boston 21/11/1975
Saved - Live 20/04/80
Going, Going, Gone - Live 16/05/76
Up To Me - Blood On The Tracks Outtake
It's All Right Ma (I'm Only Bleeding) - Live at BBC 1965
Just Like A Woman - Live at CFB 1971
It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry - Live Acoustic
You're A Big Girl Now - Live 1988
Most Of The Time - The Genuine Bootleg Series Take 2
The Gates Of Eden - Live 1970
Jokerman - Infidels Outtake
Mr. Tambourine Man - Live Boston 21/11/1975
Shelter From The Storm - Live 1979 at Budokan
Jet Pilot
The Down Is Gonna Shine - The Genuine Bootleg Series Take 2
BD & Patty Smith - Dark Eyes - Live
Tangled Up In Blue - Live Boston 21/11/75
We Better Talk This Over - Live 2000
Sad Eyed Lady Of The Lowlands - Denver Hoteltapes
Blind Willie McTell - Studio
Please Mrs. Henry - The Genuine Basement Tapes 3
Shelter From The Storm - Live From "Hard Rain"
To Ramona - Live From "Don't Look Back" - 1965
The Lonesome Death Of Hattie Carroll - Live From "Don't Look Back" - 1965
BD & Allen Ginsberg - Vomit Express
Simple Twist Of Fate - Live
One More Cup Of Coffee - Live Boston 21/11/1975
BD & The Band, . , Neil  Diamond - I Shall Be Relased From "The Last Walz"
Queen Jane Approximately - Live
Girl From The North Country - Blackbushe Aerodome, Surrey, UK 15/07/78
Just Like A Woman - Live San Josè 1998
Talkin'John Birch Paranoid Blues - Live NYP 1964
Positively 4th Street - Live 1966
Lily, Rosemary And The Jack Of Heart - Blood On The Tracks Alternate
The Gates Of Eden - Live 31/10/64 New York Philharmonic Hall
All I Really Want To Do - Live
Jokerman - Live
When I Paint My Masterpiece - Live
Spanish Harlem Incident - Live
House Of The Rising Sun - Live
I Don't Believe You - Live
Vincent Van Ghogh - Live
1913 Massacre (Woody Guthrie) - Live
Things Have Changed - Live
Maggie's Farm - Live Newport 1965

E questi sono i nomi che ho dato ai miei boot:

Anybody Can Be Just Like Me, Obviously
Religion Of Little Ten Women
Einstein Disguised As Robin Hood
Head  In A Guillottine
Comes From The Newspaper
Sacrilegious Lullaby In D-

Grazie di tutto e ciao.
Leonardo Mazzei

Ciao Leonardo (a proposito... niente nome di animale?...) certo che è interessantissimo il materiale che citi... Comunque la tua idea è lanciata... Chi è interessato alla cosa ci faccia sapere e se ci sono abbastanza richieste direi che puoi partire... Poi magari ci fermiamo in attesa di smaltire i trees attuali che salirebbero a quota 4 con il tuo, quello eventuale di Fra, e quelli di Anna e Carlo...
Non sono sicuro ma credo che tu abbia ragione riguardo al "Re minore" (qualcuno in ascolto ce lo può confermare?).
Ciao, Michele
ps: Per la strip relativa a Zimmy, mi sembra eccellente... Se me la confermi la disegno subito... Fammi sapere...
ps 2: Mi incuriosisce quella Yesterday live che mi manca...



 

449) Ciao michele,
quale estimatore di vecchia data (mi sembra di aver visto nascere MAGGIE'S
FARM) ti rinnovo i complimenti per il sito e per i progressi fatti nel corso dei
mesi.
Ogni volta mi riprometto di scriverti per un intervento ragionato su Dylan &
dintorni, ma poi svariati motivi - non ultimo il poco tempo a disposizione - mi
costringono a rinviare il proposito.
Anche stavolta sarà per la prossima.

Intanto, se già non l'hai fatto, ti invito a dare un'occhiata al sito di Andrea De Carlo e,
in particolare, alla pagina dedicata alla musica.

http://www.andreadecarlo.net/ita/musica.html

Che lo scrittore avesse qualche debito con Dylan lo si evince anche da un "omaggio"
contenuto nell'ultimo libro "NEL MOMENTO", nel quale - a un certo punto - il
protagonista del romanzo si siede al piano e suona "TIME PASSES SLOWLY".

ciao, a presto
neversaygoodbye
gianni z.

Ciao Gianni
grazie per i complimenti e aspetto allora il tuo intervento ragionato su Dylan & dintorni... Grazie per la segnalazione relativa ad Andrea De Carlo che ammetto di non conoscere (ma a questo punto mi informerò...). E' proprio vero come ho scritto nell'indice citando Tom Petty che: "Dylan influenced absolutely everything".
Ciao, Michele "Napoleon in rags"



 

450) Caro Michele "Napoleon in rags" Murino,
ti ringrazio della tua gentile e documentatissima risposta.
Però continuo ad essere della mia, amichevole, opinione.
(Mario si riferisce ad una sua recente lettera in cui mi consigliava di modificare l'aspetto della pagina dell'indice di MF)
Frequento sul web siti di news e fotografia, altra mia grande passione, tanto per citarne alcuni. Tutti questi siti sono organizzati allo stesso modo: pagina
principale e link. L'amico norvegese di "expecting rain" si è finalmente
deciso ad inserire la data relativa a cosa ha aggiornato, evitando così al
colto e all'ignorante di vagare inutilmente alla ricerca di novità. Ma
queste sono opinioni, i fatti sono altri. Il tuo sito è splendido, pieno di
informazioni e come diceva lo scrittore: " così è se vi pare".
Passiamo ad altro: Lucio Battisti nella sua splendida e poco conosciuta
"Registrazione" (dall'album "E già" del 1982) dice".....da Dylan (ho imparato) a dire quello che mi pare", splendida affermazione.
Ti ringrazio dell'invito a collaborare. Intanto sono in partenza: il 2 marzo
sono a Milano per Eric Clapton B28 fila 8 posti 7, 8. Ci sei? Chissà che
infili nella scaletta Sign Language, purtroppo senza la voce di Bob!!
Che vergogna dover spendere 25 sterline più le spese di spedizione per il
nuovo cd, inutile ma pur sempre di Bob, che più o meno penso tanti di noi
hanno già.
Un suggerimento, e un ringraziamento per il lavoro di Carlo e Anna: quello
che manca ai più di Dylan sono i videoclips, i filmati. Su questo sito
http://www.danajhanson.com/Dylan/index.html sono presenti video tra la buona
e la sufficiente qualità; altro video, questo eccellente, è stato pubblicato
sul singolo, uscito solo in Inghilterra, Things Have Changed; altro
materiale è presente sul cd rom Highway 61, altro su Greatest Hits Volume
3 versione 2 cd per Win, che io purtroppo non riesco a leggere come tanti
altri; altro sul DVD Don't Look Back, eccetera... Io posso aiutarvi con parte
di questo materiale. Perchè non pensare a un nuovo tree solo di video?
Ti ringrazio e a risentirci

Mario Mazziol

Ciao Mario,
sulla questione relativa alla home page di MF resto del mio parere anche se qualcosina ho modificato dopo la tua lettera di "protesta", dividendo più nettamente le sezioni...
L'altra idea che mi dai con questa tua mail relativa al mettere la data vicino ad ogni novità inserita nella sezione "Cosa c'è di nuovo" non mi sembra malvagia e probabilmente la adotterò...
Per quanto riguarda Battisti, conoscevo quel pezzo,  "Registrazione",  che ho citato anche in una passata pagina della posta. Sono d'accordo con te su quella frase, e quell'album di Lucio è effettivamente poco conosciuto e apprezzato, almeno stando a quanto ho sempre letto e sentito, ma secondo me è un grande album (l'unico, ricordiamo, senza i testi di Mogol o di Panella visto che i brani erano firmati da Velezia, pseudonimo della moglie di Lucio, Grazia Letizia Veronesi). Raccontaci se vuoi qualcosa sul concerto di Clapton al quale non ci sarò (ma soprattutto mandaci "le tue memorie" dylaniane...).
Per quello che riguarda i video io non sono assolutamente capace di metterne su MF e spero sempre nell'iniziativa del mitico Andygi (che sta studiando la cosa) o di Carlo col quale tempo fa parlammo della cosa. Se non ci pensano loro o qualcun altro... Per il materiale video non ci sarebbero problemi visto che io ho centinaia di filmati di Bob, quindi quello sarebbe il meno, comunque grazie per la tua disponibilità... nel caso facessimo davvero qualcosa ti chiederei la lista... Il problema, che mi segnalava Carlo tempo fa, è anche relativo al rischio di mettere materiale che poi potrebbe creare problemi a livello di copyright con conseguente oscuramento del sito... almeno così mi sembra di ricordare da uno scambio di lettere con Carlo di qualche tempo fa...
Ciao Mario e alla prossima.
Michele


451) Ciao Michele, ti leggo quotidianamente e per questo mi sembra di conoscerti da tanto tempo...
Come tutti anche io potrei stare qui a scriverti migliaia di complimenti ma ti diro' un solo motivo che mi unisce a te tutti i giorni, tu scrivi e pubblichi le notizie che io desidero conoscere e quindi sei in perfetta sintonia con me o io con te.....grazie di cuore!
Mi presento, sono Stefano e scrivo da Cagliari, sono un dylaniato cronico e dal 1987 non perdo un tour Italiano di Bob, con qualche visita fuori confine come Zurigo.
Ma ti raccontero' meglio prossimamente, volevo chiederti se fosse possibile dedicare uno spazio nel tuo sito a tutte quelle notizie che trattano l'aspetto "tecnico" dei concerti di Bob, cioe' strumenti utilizzati o tipo di impianto e potenza o ancora come si organizza logisticamente un suo concerto.....chiedo troppo????
Ciao, Stefano

Ciao Stefano,
l'idea mi sembra buona però ci vorrebbe un esperto... Se qualcuno ha voglia ed è competente in materia si faccia vivo con tutti i dati relativi in suo possesso ed inauguriamo una nuova sezione di MF sull'argomento... Sarebbe interessante...
Ciao Stefano e fatti vivo,
Napoleon in rags

Ed ora una lettera di Mino alla quale rispondo inserendomi all'interno del suo discorso visto che i temi sono molti:



 

452) Ciao Michele,
come al solito vado per spunti:

1) Una mia grande passione della pubertà sono stati i Beatles. Quando i miei coetanei impazzivano per Boy George e gli Spandau, io avevo le mie brave cassette di papà che cantavano Get Back e compagnia bella .
Poi la passione è cresciuta assieme a me, ho letto molto di loro e ascoltato molto. E tra le due grandi menti del gruppo, ho preso la strada di McCartney.
Ho letto molto del periodo dylaniano di Lennon, e mi pare che Lennon considerasse la sua canzone più dylaniana non tanto Norvegian Wood quanto la B-side di Help, ovvero You've got to hide your love away. Anch'io penso che sia così.
Tu cosa ne pensi ? E dove ritrovi altre influenze musicali, sopratutto negli anni a venire, penso magari al Sgt. Pepper o al White album ?

Beh, intanto sottolinerei come Lennon sia stato letteralmente illuminato dai dischi di Dylan, come egli stesso ha dichiarato, e con lui gli altri Beatles (soprattutto Harrison). Oltre alla celebre frase "Dylan mostra la strada", Lennon dichiarò: "Un tempo pensavo che fare canzoni fosse questo: io amo te e tu ami me. Ebbene mi sono reso conto attraverso Dylan che non è così".
Quanto alle altre canzoni di Lennon influenzate da Dylan io citerei "I'm a loser" dall'album Beatles for sale. Parzialmente secondo me anche "Nowhere man" ha qualcosa di dylaniano. Poi per ammissione dello stesso Lennon un'altra canzone ispirata da Dylan è "In my life" che però a me non ricorda tantissimo Bob.
A me piuttosto è "Lucy in the sky with diamonds" che ricorda certe cose di Dylan nella visionarietà, nell'uso di parole ricercate e suggestive ed in parte anche  "Being for the benefit of Mr. Kite" con tutta la sfilza dei coloriti personaggi che la popolano.
Anche "Come together" mi ricorda la costruzione di alcune canzoni di Dylan, in particolare "Subterranean homesick blues".
Sicuramente omaggio a Dylan è "I want you" che cita esplicitamente il titolo del celebre brano di Bob da Blonde on blonde ed in cui addirittura John canta "I want you, I want you, so bad" esattamente il verso di Dylan.
Una piccola curiosità riguarda anche "Hey Jude" di Paul che secondo alcuni celava un riferimento a Dylan (jude=ebreo) soprattutto nella frase "take a sad song and make it better" (prendi una canzone triste e rendila migliore). Riferimenti alla capacità di Dylan di rielaborare vecchi blues (sad song)? Ed ancora nella frase "Don't carry the world upon your shoulders" (Non portarti il mondo sulle spalle). Riferimento alla pressione di cui era fatto oggetto Dylan da cui tutti volevano "la risposta"?
Una curiosità: esiste un out take di Eat the document di circa venti minuti con Bob e John Lennon in auto per le strade di Londra... Se qualcuno ci sa dire di cosa parlano o addirittura mi manda una trascrizione dei dialoghi in italiano farebbe un'opera meritoria (io ci ho provato ma non capisco UNA parola di quello che dicono)...

2) Riguardo al discorso di De Gregori, so che tra le canzoni di Dylan tradotte ufficialmente c'è anche " Serie di sogni ", tradotta con Locasciulli. Tu la conosci ? L'hai sentita ? Il testo ? Io non ho trovato nulla.

No, non ne ero a conoscenza... Qualcuno ce l'ha?...

3) Mi ha davvero divertito la strip di Zimmy " One more cup of coffee ". Ho riconosciuto anche una citazione (volontaria ? ) di un film cult di chi ama Lino Banfi: Vieni avanti cretino. Non sarai mica un espertone anche di questi filmoni ?

La citazione era assolutamente volontaria. Quel film del grande Luciano Salce è mitico ed in parte la scenetta del cameriere che impazzisce a furia di bere caffè è un mio omaggio a Lino Banfi che, per chi non lo ricorda o non ha visto il film, in una esilarante scenetta interpretava la parte di un cameriere di un bar che deve servire un caffè a due fidanzati sull'orlo della rottura seduti al tavolino (che per la cronaca erano il sosia di Benigni uno e Adriana Russo - se non ricordo male - l'altra). Per una serie di equivoci tipici dell'Avanspettacolo (tutto il film di Salce è un omaggio a quel genere) Banfi è costretto a bere una dozzina di caffè e poi sull'orlo di una crisi dà in escandescenze...
A tal proposito, Mino, lo sai che l'estate scorsa mentre ero in vacanza a Montecarlo ho incontrato proprio il grande Lino Banfi?... Ero in una specie di supermercato specializzato in articoli legati al mare e ad un certo punto mio padre mi fa: "...ma quel tipo alla cassa, non è... come si chiama?". Io istintivamente guardo verso la cassa e vedo Banfi che sta pagando e sta per uscire. Lo inseguo e lo blocco all'uscita. "Signor Zagaria!", gli grido... Lui si gira e con la tipica parlata (tipo "Ti spezzo la noce del capocollo) mi fa: "Eccoloooo!". Abbiamo chiacchierato per un bel pò e tra l'altro gli ho detto che uno dei film più esilaranti che abbia mai visto era appunto "Vieni avanti cretino" di Salce, oltre a fargli i complimenti per "Il commissario Lo Gatto", altro film, più serio, ma che a me piace moltissimo... Banfi è simpaticissimo e mi ha anche permesso di riprenderlo con la mia fida videocamera... Mentre parlavamo ho scoperto che è famoso anche a Montecarlo visto che diversi francesi passando al nostro fianco gli gridavano sorridendo: "Sciao, Linò...".

4) Sono uno di quei maniaci che hanno tutti i Simpson registrati in videocassetta. (...)

Qui Mino riportava una battuta dei Simpson con riferimento a Dylan. La riporto più sotto perchè a me è piaciuta tanto da rielaborarla e farci subito una strip di Zimmy e quindi non voglio anticiparvi la gag finale.
Ecco la strip che ho disegnato sulla base della gag dei Simpson riferitami da Mino:


Ed ecco la fine della lettera di Mino:
 

Ti lascio con questa formidabile battuta tratta dalla puntata dei Simpson dove la mamma di Homer si rifà viva...
Mamma di Homer canta alla chitarra: " How many roads must a man walk down before you call him a man? "
Homer: Sette !
Lisa: Ma papà, si tratta di una domanda retorica ! "
Homer: Retorica eh ?........Otto !
 

Suerte, Mino Maggie's mosquito

Ciao Mino e alla prossima,
Michele


453) Ciao Michele,
Ho visto le news sulle set list del Tour Japanese.
Possibile che sono sempre le stesse canzoni degli anni
passati?
Mi aspettavo qualche cosa di nuovo,songs magari
prese da Desire... una One more Cup of Cofee non farebbe
male.
Oppure qualche cosa da OH Mercy,Oh Misericordia metti
un organo Bob!

Stefano.

Ciao Stefano, sono d'accordissimo con te su entrambi i punti. Secondo me Bob sta dimostrando scarsa fantasia per quanto concerne le scalette dei concerti... Ormai si ostina a puntare esclusivamente su una ristretta cerchia di canzoni, intendo ristretta rispetto alla marea di materiale a sua disposizione...
Diciamo la verità... Quale altro artista ha un così alto numero di brani nell'ambito dei quali scegliere? Una serie sterminata di capolavori o di ottime canzoni che farebbero la felicità di ogni artista... Invece Bob, gira e rigira, non esce da un certo ambito... Secondo me dovrebbe assolutamente eliminare (non tacciatemi di eresia!) alcuni brani onnipresenti che pur essendo dei capolavori assoluti rischiano di diventare delle sterili ripetizioni prevedibili dalla prima all'ultima nota se eseguite ad ogni concerto. Parlo di brani come Mr. Tambourine man, Tangled up in blue, Blowin' in the wind, It's all over now Baby Blue, All along the watchtower, Not dark yet, Maggie's Farm, Just like a woman, Love sick, Highway 61 revisited, brani stupendi, ripeto, ma che ormai mi sembra che Bob faccia tanto per routine, sicuramente perchè si sente "obbligato" a suonarli perchè si presume che siano quelli che la gente si aspetta... O, se eliminarli completamente risulterebbe, lo riconosco, eccessivamente drastico, Bob potrebbe quanto meno ridurne la presenza sostituendoli di tanto in tanto con brani "minori" ma più freschi... Ed una prova che suffraga assolutamente il mio discorso la abbiamo avuta proprio di recente quando Bob ha tirato fuori dal cilindro brani come Country pie, Tell me that it isn't true, If dogs run free che ha trasformato in autentici capolavori... Ecco, di canzoni come queste secondo me Bob ne avrebbe almeno un centinaio che vivacizzerebbero scalette troppo rigide e prevedibili, se solo lo volesse... Altro discorso è secondo me quello degli arrangiamenti, del sound, che ormai appiattisce tutte le canzoni. Voglio dire che il sound della band attuale è eccellente, per carità, e non mi sognerei minimamente di disprezzarlo (anzi!) però il discorso è sempre quello... si sa che anche il piatto più prelibato se mangiato ogni giorno rischia di venire a noia... Pensiamo agli arrangiamenti che caratterizzavano le canzoni nel periodo Rolling Thunder Revue, o a quelli del periodo cristiano, o del periodo "Las Vegas" (per così dire) di Street Legal e del Budokan. Lì secondo me Bob dimostrava una fantasia ed una imprevedibilità assolutamente encomiabili. Penso agli arrangiamenti completamente nuovi che fece all'epoca per brani come A hard rain's a-gonna fall ed It ain't me babe (vedi Renaldo and Clara) o One too many mornings o quella insuperabile versione velocizzata e ritmata di Shelter from the storm (vedi video "Hard Rain") o Blowin' in the wind, Ballad of a thin man e Don't think twice versione Live at Budokan... O ancora a quella stratosferica I pity the poor immigrant honky tonky ancora dal video "Hard Rain" ed una miriade di altri stravolgimenti che ti facevano sempre trovare di fronte a qualcosa di sorprendentemente nuovo... Penso ancora a Ballad of Frankie Lee and Judas Priest con i Grateful Dead, ad una bellissima versione reggae di If you see her say hello e ad altre simili... Anche in questo caso abbiamo una prova delle potenzialità inespresse al momento e questa prova ce la danno Cold Irons bound e Tryin' to get to heaven che Bob ha stravolto di recente lasciando a bocca aperta tutti quelli che le hanno ascoltate e sono secondo me tra le cose più belle che ha fatto in tempi recenti...
In questo discorso inserirei anche la tua nota finale relativa all'organo che in questo contesto secondo me risulterebbe indispensabile... Proprio ieri stavo guardando un video che mi è arrivato con le prove del concerto unplugged per MTV del 94 ed ascoltare quegli arrangiamenti con l'organo mi ha fatto rimpiangere quei tempi, con sublimi versioni di Hazel, di I want you, incredibilmente lenta rispetto all'originale e completamente stravolta ma forse ancor più bella...
Insomma io auspicherei meno routine e più improvvisazione sia nella scelta delle canzoni che degli arrangiamenti ed un recupero di materiale anni 70 ed 80 (Planet Waves, Desire, Street legal, Empire Burlesque)  ormai costantemente snobbato da Bob, ed una maggiore varietà, cosa che Bob ha sempre fatto nella sua carriera, anche nella prima metà degli anni 90, ma che da due/tre anni a questa parte sembra lasciare il passo ad uno show eccessivamente rigido e che ha un pericoloso senso di "deja vu"...



 

454) Ciao Michele,
ti invio il saggio di Steven Goldberg, "Bob Dylan e la poesia della
salvezza" tratto dal solito libro dell'Arcana editrice "Dylan, interviste
cronache e saggi, dal 1962 al 1984".
Come per l'articolo di Stephan Pickering che avevo mandato qualche tempo fa
a MF, anche qui l'argomento è il misticismo di Dylan. Ma è un misticismo più
"concreto" e più "umano" e, almeno per quel che mi riguarda, aiuta a vedere
in una prospettiva diversa e meno angosciante le cose che ci stanno
intorno....
Come premessa al saggio, Goldberg riporta l'ultima strofa di Tombstone
Blues, che contiene ciò che di più profondo e più vero Bob abbia scritto, ho
sperimentato di persona quanto siano veri quei versi... E' inevitabile
comettere errori, ma di per sè l'errore non porta infelicità, anzi, a volte
accade esattamente il contrario... spesso gli errori o le "pazzie" fatte
seguendo l'impulso del momento, seguendo una
"melody so plain",  a lungo andare si rivelano le cose più giuste... Quando
invece gli errori sono causati dalla razionalizzazione esasperata delle
nostre scelte, scelte dettate da ragionamenti egoistici e di convenienza, o
dall'orgoglio... allora generano i rimpianti e la terribile infelicità di
aver "perso" qualcosa, l'angoscia di aver lasciato indietro ciò che non
potremo più raggiungere, e ci si rende conto quanto le nostre conoscenze
siano a volte inutili... and cease the pain of your useless and pointless
knowledge...
Ciao da Anna duck... oggi un po' filosofica e moraleggiante....

Ciao Anna, il saggio è già apparso nell'indice del "Cosa c'è di nuovo"... Non lo avete ancora letto?... Fatelo subito perchè è molto molto interessante... Michele



 

455) UAO!!!!!!!!!!!!!!! PROPRIO NON CREDEVAMO DI ESSERE COSI' FAMOSI!!!!!!!!!!!!!!

Ciao Michele,
Siamo Marco & Antonio, degni rappresentanti dei Before Hendrix.
Vorremmo soddisfare a te e magari agli amici di MF alcune curiosità relative alla nostra storia musicale.
Siamo nati nel 94 a Luino e da allora abbiamo suonato in lungo e in largo (nella provincia e nella vicina Svizzera) per più di 100 concerti, proponendo la musica che amiamo (senza svenderci al commerciale).
Nel corso di questi anni nelle nostre scalette si sono avvicendati oltre 80 brani di musicisti a noi preferiti (Bob Dylan, Janis Joplin, Creedence C.R., Hank Williams, Johhny Rivers, Rick Nelson, Beatles, Neil Young, George Thorogood, Aretha Franklin, and many others)...
Naturalmente con questa nostra mail ci candidiamo ufficialmente a partecipare alla 2° edizione di "Bob Dylan Forever".
Ti preghiamo di comunicarci l'indirizzo dove poter spedire il nostro cd ed eventuali ulteriori informazioni.
Per adesso ti salutiamo sperando di risentirti presto.

P.S. TI INTERESSA PER CASO SAPERE IL PERCHE' CI CHIAMIAMO BEFORE HENDRIX?
SPERIAMO DI POTERTELO DIRE MAGARI SOPRA UN BEL PALCO MENTRE SUONIAMO "DON'T THINK TWICE.......".
Ciao!!!!!!!

Ciao Before Hendrix, vi ho già contattati privatamente ma approfitto di questa lettera per ricordare a coloro i quali sono interessati ad esibirsi a Bob Dylan Forever che devono spedire cd, nastri etc. al seguente indirizzo (che sarebbe poi il mio):
Michele Murino
Via Carrel 39
11100 Aosta

Ed ecco la foto dei:

                                 BEFORE HENDRIX



456) Cosa cosa cosa?... Ma stai scherzando, vero? Come sarebbe: foto con Sgarbi, con Smoking Man di X files etc... Se invece le hai davvero perchè non le pubblichi? Potrebbe essere divertente... Paolo

Paolo si riferisce a quanto ho scritto nella scorsa pagina della posta di MF a proposito della mia collezione di foto con vip... No, Paolo è tutto vero (tranne la foto con Bob che mi prende a calci, ovvio... Quella me la sono inventata)... Se proprio volete le pubblico ma non so a chi potrebbero interessare visto che l'unica in tema col sito l'ho già pubblicata (parlo di quella che mi ritrae con Joan Baez). Ciao, Michele


457) Mi chiamo Giovanni Cerutti, sono nato nel 1962. Ho incontrato Dylan nel 1978 a Blackbushe e da allora... Tempo fa ho scritto questo articoletto per un giornalino musicale a diffusione locale, mi interessa il vostro parere.
A proposito, nel tour del 1984 all'Orfeo di Milano De Gregori ha cantato Blowin' in the Wind e l'anno dopo, sempre all'Orfeo, Hobo lullaby di Woody Guthrie.

La valigia dell’attore
Considerazioni sui concerti dal vivo

Con il doppio CD “La valigia dell’attore” Francesco De Gregori pubblica il sesto live  della  sua carriera. Se si eccettua, infatti, “Banana Republic” che testimoniava il tour con Lucio Dalla del 1979 - peraltro si tratta di registrazioni per la massima parte provenienti dai check-sounds a causa di problemi tecnici - ha già pubblicato “Nientedacapire”, “Musica leggera” e “Catcher in Sky” nel 1990, “Il bandito e il
campione” nel 1993 e “Bootleg” nel 1994.
Mentre i primi tre live erano il risultato di due anni di registrazioni - dal 1987 al 1989 - , gli ultimi due testimoniano un tour - “Bootleg” addirittura un singolo concerto.  Anche se i quattro inediti   presenti - per tre si tratta di versioni registrate in studio - sono stati generalmente ben accolti dalla critica, la scelta di pubblicare un altro disco dal vivo ha sollevato qualche critica, simile del resto alle polemiche nate in corrispondenza all’uscita di “Bootleg” a ridosso del “Bandito e il campione”.
Non ci si è invece interrogati a fondo sul senso del lavoro di De Gregori nei concerti di questi anni, che la pubblicazione di questi dischi vuole sottolineare.
La lettura che propongo è che De Gregori si stia confrontando con il più significativo tentativo di trovare un posto alla canzone nell’espressione artistica contemporanea,
cioè con il Never Ending Tour di Bob Dylan.
A partire dal 1975, dopo la pubblicazione di Desire, Dylan decide di riprendere un suo vecchio progetto a più riprese vagheggiato durante gli anni Sessanta che prevedeva di costruire uno spettacolo rock avendo come riferimento le rappresentazioni teatrali di Broadway.
Ha ormai capito che la registrazione in studio ha assunto una complessità tecnica a cui non intende adeguarsi - Planet Waves e Blood On The Tracks sono stati
registrate in tre giorni, Desire in una notte - , come invece fanno molti suoi coetanei, perché non la ritiene in grado di confrontarsi con le altre modalità espressive dell’arte contemporanea.
Lo farà di tanto in tanto - Infidels nel 1983, Oh Mercy nel 1989, Time Out of Mind quest’anno -  e saranno sempre capolavori.
Se la canzone avrà un futuro come arte in grado di parlare all’uomo contemporaneo dipenderà dal palcoscenico: “Ciò che faccio è più che una cosa immediata. Sei su
di un palco e canti, ottieni una cosa immediata... non è come scrivere un libro o registrare un disco... ciò che faccio è così immediato che cambia la natura, il concetto stesso di arte” (cfr. Paolo Vites “Friend of the devil” Satisfaction settembre 1992).
Nel 1975 costituisce la Rolling Thunder Revue con la sua band - T-Bone Burnett, Howie Wyeth, Dave Mansfield, Steve Soles, Rob Stoner, Luther Rix , Mick Ronson e Scarlet Rivera - e molti altri artisti tra cui Joan Baez, Joni Mitchell, Bob Neuwirth, Roger McGuinn, che gira la provincia americana con concerti annunciati sulle radio locali fuori da ogni circuito.
Al tour - che dura due anni e sarà un controcanto alle celebrazioni del bicentenario, culminando con il concerto al Madison Square Garden per la liberazione del pugile nero Rubin “Hurricane” Carter ingiustamente incarcerato - partecipano Allen
Ginsberg e Sam Shepard, che da quell’esperienza ricaverà un libro che darà il senso
dell’importanza di Dylan nella cultura americana.
Il mancato sostegno della CBS e i conseguenti problemi finanziari costringono Dylan a sciogliere la Revue, ma l’idea di ridefinizione del rock come performance dal vivo ha mosso i primi convincenti passi.
Niente dischi nuovi da promuovere, nessun effetto sul palco, solo la forza della musica e delle parole.
Alla rilettura del suo repertorio - che approfondisce le canzoni scavandone l’essenziale fino al nucleo che le rende sempre vive - si unisce la rilettura della tradizione folk americana da Woody Guthrie ai canti tradizionali, nel tentativo di precisare il senso della forma canzone come espressione d’arte.
Dal 1978 al 1987 Dylan sviluppa ulteriormente la sua idea di performance live come luogo privilegiato della creatività, in questo aiutato dal fatto di avere già alle spalle un repertorio imponente che è già riconosciuto come riferimento ineliminabile - recentemente Giancarlo Susanna ha scritto sull’Unità “è lui l’unico veramente indispensabile” - da tutto il mondo della canzone, e non solo, come testimonia l’inserimento nella rosa finale per l’assegnazione del premio Nobel per la letteratura nel 1996.
Le tappe saranno scandite dal tour mondiale del 1978 - con il ritorno in Europa dopo dodici anni -,  dai gospel tour dal 1979 al 1981 - a chi gli chiedeva come mai dopo solo un anno ritornasse nelle stesse città degli States con il rischio di non avere più folle
imponenti in cerca dell’evento rispondeva che non era quello il senso dei suoi concerti... -, dal tour del 1984 con Mick Taylor alla chitarra, dai tre tour con Tom Petty e gli Heartbreakers nel 1986 e nel 1987 inframmezzati da sei concerti americani nel luglio del 1987 con i Grateful Dead che ancora oggi detengono tutti i primati di affluenza di pubblico.
Ed è proprio durante questi concerti che matura l’idea del Neverending Tour: “Se sei un’artista vero, ti devi dare al tuo pubblico interamente, non puoi andare in tour ogni tre anni, come facevo anch’io prima del tour con i Grateful Dead” (P. Vites cit.). E dal giugno 1988 ad oggi Dylan è ininterrottamente in tour, suonando in tutto il mondo sia in grandi città che in provincia - in Italia, ad esempio, ha suonato a Merano, Aosta, Udine - o in piccoli club - famosa la serata al Toad’s place di New Haven, un piccolo club con circa cento posti, dove nel gennaio 1990 ha suonato per più di quattro ore - con
una media di centoventi/centocinquanta concerti in un anno.
Lontano dai riflettori dei media, ma non della critica più attenta, Dylan sta ponendo le basi di una definizione del concerto dal vivo come forma d’arte.
Una forma d’arte che per la sua unicità di performance e la sua non ripetibilità
è in grado di rendere al meglio i travagli dell’uomo contemporaneo.
Credo si possa tentare di enucleare alcune caratteristiche salienti di questo lavoro.  In primo luogo il rifiuto di qualsiasi artificio esterno alla musica. In clamorosa controtendenza sia con i suoi coetanei - vedi gli Stones - che con le generazioni più giovani - U2 - nei concerti di Dylan c’è solo la musica.
Suona solo in luoghi di dimensioni contenute dove il rapporto con il pubblico non sia di tipo celebrativo - i “grandi stadi della dannazione” li ha definiti una volta - ma dove sia possibile ascoltare.
Non cede alla tentazione del “come eravamo”. Nei suoi concerti non ci sono “i Favolosi anni sessanta”; per lungo tempo non ha cantato le canzoni che tutti volevano, o se le ha cantate ha dato loro una veste calata nella contemporaneità.
Le scelte musicali. La formazione della band è essenziale: due chitarre - una è Dylan - basso - contrabbasso nei pezzi acustici - , batteria - nei concerti del 1992 ci
sono state due batterie - , a cui si è aggiunto dal 1992 il pedal steel. I musicisti non sono molto famosi, a parte G.E. Smith che ha suonato i primi due anni.  Il rapporto con le sue canzoni.
Come hanno notato Gino Castaldo e Roberto Giallo per Dylan non esiste la versione originale di una canzone. C’è un appunto pubblicato sul disco continuamente sviluppato, lasciato cadere se non funziona o lasciato quando sembra non offrire altri spunti, salvo riprenderlo dopo qualche tempo se si trova un aspetto inedito o un versante non esplorato.
Sempre tenendo la canzone ben dentro la contemporaneità - che non vuol dire attualità - mai per celebrarsi. Le linee melodiche sono continuamente cambiate - nei concerti del 1990 e 1991 ha tentato persino di cantare su tonalità diverse da quelle suonate - i testi continuamente sviluppati con cambi di prospettiva - ad esempio in Simple Twist Of Fate la terza persona narrante cambia continuamente da un versione all’altra - soppressione di strofe o scrittura di nuove, ricerca di aggettivi sempre più calzanti, ma sempre in
sequenze logiche: ogni versione presuppone le precedenti sia musicalmente che per i testi.
La parte musicale è dilatata sovente oltre la durata del testo cantato con continue improvvisazioni.
Non esiste una scaletta di concerto. Dylan prova gruppi di settanta/ottanta canzoni per volta che ruota ciclicamente. Ogni sera la scaletta dipende dal clima che si crea sul palco e spesso i musicisti devono improvvisare canzoni che non sanno: ”Provare, per me e la mia band, nel senso di provare una canzone, vuol dire sapere il titolo e in che accordo va suonata. Fatto questo, abbiamo provato” (P. Vites cit.).
Alle sue canzoni si affiancano pezzi della tradizione folk, country songs, o cover di
autori non sempre conosciuti. Il risultato di tutto questo è elettrizzante. Il pubblico avverte subito che non c’è né routine, né mestiere ma qualcosa di vivo. Ogni sera Dylan mette a repentaglio la sua carriera senza rete, ed infatti può capitare il concerto in tono minore. Questa lunga digressione credo possa consentire di rileggere il lavoro di De Gregori in una luce nuova.
Il riferimento al lavoro di Dylan - sentito come l’esperienza centrale della musica contemporanea che cerca di dare alla  canzone dignità di forma d’arte - appare evidente in alcune scelte, così come l’ulteriore elaborazione secondo la propria sensibilità di artista e la propria cultura.
Così si inquadrano i cambi di scaletta sera dopo sera, la ricerca di un suono non interamente pacificato - nel 1992  De Gregori adotta la stessa formazione adottata da Dylan con una chitarra in più per poi aggiungere strumenti della tradizione italiana come l’organetto o la fisarmonica - il lavoro sulle linee melodiche delle canzoni e sui testi per saggiarne la capacità di essere sempre significanti, insomma il tour come work in progress, come momento di produzione artistica del quale non si può fare a meno.
Certo De Gregori è legato a un concetto di canzone più formale, perché   la
letteratura italiana ha alle spalle una tradizione più vincolante che si riflette anche sulle culture popolari, mentre la letteratura americana è più giovane, per certi versi senza storia.
Credo, quindi, che il senso ultimo della pubblicazione dei dischi live sia lasciare un documento - la tradizione... - di questo continuo lavoro sul palco, “la mia attività stradaiola” come l’ha definito De Gregori in un intervista a Vincenzo Mollica.
La valutazione andrebbe allora fatta sulla validità e sul senso complessivo dei risultati raggiunti, piuttosto che sulla constatazione che si tratta dell’ennesimo disco live.

Ciao Giovanni, il tuo articolo è molto preciso ed esauriente e l'ho riportato qui sopra con piacere anche perchè contribuisce in maniera sostanziosa al dibattito che sta caratterizzando le ultime pagine della posta di MF in relazione al rapporto Dylan/De Gregori... Aggiungiamo Blowin' in the wind alla lista delle covers di Dylan cantate da Francesco ed a questo punto faccio la mia solita domanda speranzosa: qualcuno ha la registrazione di quel concerto all'Orfeo?...



 

458) Ciao Michele e continua così!!!!
Perché non ci parli un po' di te (che lavoro fai, come è nata la tua passione per Bob, etc.)?
Poi volevo sapere un tuo parere sul nuovo libro su Bob, quello della Moryson (libro che sto aspettando con impazienza): com'è, è bello?
Infine una curiosità che mi è sempre ronzata per la testa: sai mica spiegarmi il titolo "Blonde on blonde"?
Salutoni da Francesco R. "frog" (=la rana) da San Severo(FG)

Ciao frog, partendo dalla fine... sai che non ho idea del perchè di quel titolo? Qualcuno ha letto qualcosa al proposito? A me viene solo in mente che prendendo la prima lettera di ogni parola viene fuori il nome Bob (Blonde On Blonde). Letteralmente sarebbe "Bionda su bionda"? O "Biondo su Biondo"?... Mah! Forse qualche riferimento a quel colore di cui parlava Bob a proposito di quell'album quando parlava di un suono "dorato" (blonde?), lucente, selvaggiamente mercuriale?... Se qualcuno ha qualche idea ci illumini. Quanto al libro della Moryson è molto bello e racconta parecchie cosette di cui molte poco note...
Parlare di me? Ancora? Già vedo il terrore sulle facce di molti... Il mio lavoro è oramai conosciutissimo visto che l'ho detto molte volte (forse vi è sfuggito). Ho una libreria in Aosta specializzata in fumetti dall'originalissimo nome de "Il fumetto" (fatemi un pò di pubblicità) in cui cerco disperatamente di vendere gli albi di Zimmy ottenendo in cambio sguardi di disprezzo e disgusto da parte dei miei clienti (meno male che ci sono Dragonball, L'Uomo Ragno, Pokemon e Tex, altrimenti sarei fallito da un pezzo...). Quanto alla mia passione per Bob è qualcosa secondo me di "soprannaturale", di "paranormale" che onestamente non sarei in grado di spiegare ma tentando di farlo mi torna utile una lettera che spedii tempo fa ad Anna "Duck" ed in cui tra le altre cose (un ricordo di Bob Dylan Forever ed un altro del mio mitico - per me - incontro con Joan Baez) parlavo anche di questo legame con Dylan che va al di là della comprensione e secondo me sfocia nel "mistico", o, per restare su un piano meno alto, quantomeno nel mistero alla "X-Files" ma soprattutto non inerisce esclusivamente la persona di Dylan o la sua opera ma anche quelli che hanno vissuto con lui artisticamente e non, e su tutti ovviamente Joan Baez come si evincerà dalla parte finale del mio racconto ad Anna in cui non a caso mi definivo "figlio bastardo di Bob Dylan e Joan Baez". Ecco il mio delirio notturno con Anna (chi non vuole addormentarsi davanti al video lo salti a piè pari): "Uno dei momenti più belli della mia vita è stato alla festa Bob Dylan Forever in cui presentavo sul palco e parlavo di Bob. Direi che è stato il momento più bello secondo forse solo al mitico incontro con la dolce Joanie (alla quale è mancato poco che facessi la dichiarazione d'amore... mi sono astenuto solo per pudore e per un discorso anagrafico anche se appena possibile me la sbaciucchiavo affettuosamente). Quando ho organizzato Bob Dylan Forever e mi sono visto intervistato dalla Rai finendo addirittura in un programma nazionale è stato incredibile. In questo caso però non tanto per una questione di vanità quanto perchè parlavo di Bob che per me è il massimo (pensa che in una trasmissione radiofonica dedicata ai fumetti che conduco su Top Italia Radio appena posso mando pezzi di Dylan cercando di "pubblicizzarlo" il più possibile... tempo fa avrò "passato" almeno venti volte Things have changed). E nell'ambito di Bob Dylan forever il top del top è stato quando sono salito sul palco su invito dei cantautori ed ho cantato Tangled up in blue. Non so se ti rendi conto di cosa può essere cantare un brano di Dylan davanti ad un pubblico (sia pure esiguo come quello di quella occasione e limitato ovviamente ad un pub). Nel mio caso è stata una specie di iniezione di tutte le droghe esistenti (e molto più piacevole e meno dannosa...) ed ero gasatissimo al punto che praticamente in trance ho cantato tutto il pezzo sbagliando solo una frase (la maledetta terza del verso del "topless bar" che proprio non mi entra in testa) ed incredibilmente centrando tutto il resto della canzone anche da un punto di vista dell'intonazione tanto che alla fine gli applausi del pubblico mi sono sembrati quelli che Bob riceve davvero ai concerti (vabbè, non esageriamo...!).
Non so quanta adrenalina avevo in corpo quella sera so solo che ad ogni "taaangled up in blueeee" che cantavo mi sentivo al settimo cielo e mi vedevo con la bandana in testa in Colorado sotto la pioggia (anche se mi sembra che lì Bob non la cantò... che strano! Mi sono sempre chiesto il perchè).
Io a volte credo di essere una specie di "fratello di sangue" di Dylan, per usare l'espressione che lui stesso usò per definire il proprio rapporto con Joan Baez (sai che i due si sono tagliati i polsi facendo scorrere insieme il proprio sangue in un rituale che li ha appunto fatti diventare "fratelli di sangue"?) non si spiegherebbe altrimenti quello
che provo per lui. Tu sei riuscita a spiegarti perchè lo amiamo in questo modo? A volte io mi sento veramente "il figlio bastardo di Joan Baez e Bob Dylan" come recita una canzone di non mi ricordo più chi che ho letto qualche tempo fa su internet e spesso fantasticando mi convinco che avrei veramente dovuto vivere a quei tempi (intendo quando Bob e Joan e compagnia erano insieme) mentre purtroppo all'epoca avevo solo
qualche mese... Anzi meglio ancora avrei voluto far parte della Rolling Thunde Revue che come forse avrai capito da tutto quello che ho scritto resta per me un momento irripetibile non solo per Bob ma per tutti quelli che ne facevano parte. Quando ho letto di recente il pezzo che tu mi hai mandato con il racconto di Mike Porco ho provato quello che aveva provato lui vedendosi arrivare Bob, Joan e soci per il suo compleanno...
Come avrei voluto essere lì... Non è che conosci qualcuno che ha inventato la Macchina del tempo e magari ce la presta?... (ho appena finito di vedere su Raitre Ritorno al futuro due con i mitici Doc e Marty McFly)...
Non so spiegarti a parole quello che provo, è un qualcosa di magico, di alchemico, di mistico. Quando guardo Renaldo and Clara (sarò arrivato a quota venti) provo qualcosa di indescrivibile. A volte penso che in un' altra vita ero uno della Revue ma è impossibile perchè all'epoca ero ben vivo e vegeto in quel di Napoli, eppure mi sembra di conoscere da sempre quell'ambiente, quei colori, quei suoni, quelle persone, quei paesaggi, provo un legame che, ripeto, è inutile provare a rendere a parole o meglio "explain that in lines..."). Una sorta di "deja vu" paranormale di un'altra vita...
Capita solo a me o anche a te ed altri dylaniani? C'è un disegno cosmico in tutto questo? O sono semplicemente pazzo? I miei amici propendono nettamente per l'ultima
ipotesi.
Scherzi a parte puoi immaginare quindi quello che ho provato quel memorabile giorno nella fredda notte francese di Chateaux Arnoux (ricordi il mio racconto sull'incontro con Joan?). Di recente me lo sono riletto, così tanto per vedere a freddo se avevo scritto delle cazzate (non lo avevo più letto dal giorno della pubblicazione) e devo dire che mi sono sopreso rileggendolo di come ero riuscito a rendere le emozioni che avevo provato (meglio, avevamo provato io e Andrea Garutti) quella fatidica notte. Probabilmente quando l'ho scritto ero in preda ad una specie di trance, un pò come Dylan quando scriveva Tarantula o certi pezzi tipo Visions of Johanna o Desolation row (con le dovute differenze ovviamente). Anche se nonostante la "trance" ovviamente ho reso solo una parte di quelle sensazioni. Che donna, Joanie! Se con la famosa macchina del tempo tornassi al 64 o al 74 probabilmente farei a cazzotti con Bob per farle la corte.
Ti racconto una cosa che non ho ancora raccontato a nessuno (la conosce solo Andrea Garutti che era con me ovviamente). A Lucca nella seconda occasione in cui sono stato vicino a Joanie (hai notato che continuo a chiamarla così invece di Joan, proprio come faceva Bob quando ancora le voleva bene?) tra i vari sbaciucchiamenti di cui sopra, tra le frasi nel mio inglese incerto con le quali le esprimevo la mia adorazione (e, su
richiesta di Andy che non spiccica una parola nella lingua di Shakespeare, anche quella del suddetto), tra gli abbracci e le fotografie ed i complimenti per il concerto francese, tra la consegna di rose rosse ed i sorrisi ad un certo punto ho dato a Joanie una rivista
che mi ero portato dietro. Si trattava di uno speciale di Max (magari ce l'hai pure tu o lo hai visto) risalente al 1984 dedicato interamente al Live Aid. E' quello gigantesco con la copertina tutta rossa. Glielo ho aperto in un punto in cui c'erano due enormi foto, una sulla sinistra ed una sulla destra, a tutta pagina. La prima era una foto di Joanie e la
seconda, quella di destra, era ovviamente di Bob (dico ovviamente perchè per i giornalisti è normale o lo era fino a qualche anno fa mettere sempre insieme i due accomunandoli anche quando non era il caso). Joanie guarda subito la sua foto, non so se nota anche quella di Dylan a fianco. La guardo in viso e vedo che ha un'aria interrogativa. Infatti un secondo dopo mi prende l'albo di mano e ne guarda meglio la copertina con un'espressione come a dire "Che roba è?". Io le dico: "Don't you
remember?". Lei mi dice che no, non ha mai visto quell'albo. Bè le spiego che probabilmente è una cosa solo italiana... Lei sorride poi riapre al centro e riguarda la foto (per la cronaca si tratta della foto di cui ho preso un pezzettino - solo il volto di Joanie - usandolo per linkare il sito di Andrea a fondo pagina dell'indice di Maggie's Farm, lo hai notato?). Credo di scoprire in lei una certa vanità femminile perchè
mentre si rimira mi sembra pensare "Cavolo come ero bella in questa foto...". Poi Joanie sposta la testa e guarda la foto a fianco, quella di Dylan. Bob è seduto su uno sgabello, credo dietro le quinte del Live aid anche perchè mi sembra vestito esattamente come poi apparirà sul palco insieme a Keith Richards e Ron Wood. Ha un'aria pensosa, guarda a terra e fuma. Se non ce l'hai questa foto dimmelo perchè te la mando, è veramente bella... anzi magari se mi ricordo la metto sul sito... Appena Joanie vede la foto di Dylan si ferma a guardarla ed io non posso perdere l'occasione. Punto il dito prima sulla foto di lei poi su quella di Bob e le dico ridendo: "Always together...". Joanie mi guarda è fa
un'aria rassegnata come a dire "Quest'uomo sarà la mia rovina!!", e sbuffa simpaticamente come a dire "Morisse...!". Ma con un'aria, secondo me, di chi sottintende: "Se mi telefonasse in questo momento lascio tutto, concerto di Lucca etc. e prendo il primo aereo per raggiungerlo".
Già perchè io sono convinto che lei lo ami ancora, nonostante tutto. A Chateau Arnoux dopo la prima parte dello show in cui ero rimasto vicino ad Andrea che non aveva voluto accostarsi troppo al palco perchè doveva armeggiare con le sue macchine fotografiche (avrà scattato circa duecento foto di Joanie) e temeva di essere beccato dalla security, nella seconda parte l'ho abbandonato perchè volevo assolutamente essere
davanti al palco. Insinuandomi tra le maglie del pubblico sono arrivato in primissima fila proprio davanti a Joanie. Quando ha attaccato "Don't think twice, it's all right" io piangevo come un vitello ma tra le lacrime potevo vedere il suo viso e soprattutto i suoi occhi che tremavano d'amore per Bob. L'ha cantata con una dolcezza, un senso di
rimpianto, di nostalgia che è stato qualcosa di commovente. Ed anche quelli vicini a me sembravano provare quello che provavo io. L'ultimo verso, quello del "goodbye's too good a word babe",  come fa sempre, Joanie lo ha poi cantato con la voce di Bob, o meglio con la voce con la quale si diverte a parodiarlo. Il pubblico è andato in delirio alla
prima frase nasale "alla Dylan" e Joanie sorrideva con la dolcezza di cui sopra tradendo ancora una volta il rimpianto. Pensa che ho saputo tramite il newsgroup di Dylan, da ragazzi americani, che nei recenti concerti Joanie canta Diamonds and rust ma all'ultimo verso cambia la frase non dicendo più: "Se mi stai offrendo diamanti e ruggine sappi che ho già pagato" ma cantando invece "Se mi stai offrendo diamanti e ruggine... prendo i diamanti". Come a dire che se Bob la chiamasse lei correrebbe da lui come ipotizzavo prima? Io sono sicuro di sì...".

Siete ancora svegli?...
Beh, allora ci sentiamo alla prossima...
Michele "Napoleon in rags"
 
 

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