Talkin' Bob Dylan Blues
la posta di Maggie's Farm
parte 52

429) Ciao sono fausto e ho sentito qua e la su napster: oh babe it ain't no lie,
pass me not o saviour..., halleluja I'm ready to go...,duncan and brady..., roving gambler,i am the man thomas...,delia, blue bonnet...,searching for a soldier's grave..., friend of devil, e tutte le altre che non ricordo. Sono live di  quest'anno.
Sai mica dove posso averne un cd pieno? O conosci qualcuno che mi puo fare un cd con le
canzoni, oppure un sito...
Ho sentito to ramona da dublino vicar street e il mandolino credo sia
unico ( cioè spero non ci sia una versione migliore così mi metto il cuore in
pace).
beh un giorno ti mando il mio racconto di parigi.
ciao
FAUSTO

Ciao Fausto, la tua richiesta mi fa venire in mente che si potrebbe fare un bel cd per i prossimi dylan tree con tutte le canzoni di quel tipo che tu citi... e Bob ormai ne ha accumulate molte... Anna, Carlo, che ne dite?... Non sarebbe fantastico?... Fatemi sapere... Se poi qualcuno è in grado di aiutare Fausto mi scriva e glielo comunico...
Ciao Fausto e aspetto il tuo racconto da Parigi
Michele


430) Caro Michele,
allora parliamone, di questo De Gregori e del filo conduttore sempre molto visibile che lo tiene vicino a Bob.
Non faccio una rassegna album per album, perchè significherebbe provocare il suicidio di tutti quei lettori che più
di tanto interessati non sono.
Di De Gregori conosco tutto quello che ha scritto e cantato, e mi limito a proseguire per flash e spunti.

Innanzitutto, io credo che più che dalla musica di Bob in sè, Francesco sia stato influenzato dal "modo " di far
musica di Dylan, cioè dal modo di utilizzare la musica come forma di espressione per dire e manifestare un
pensiero, un cervello, un cammino interiore. Una forma di comunicazione a cui Dylan ha impresso una svolta dirompente per i giovani ( De Gregori aveva 11 anni quando Dylan ha inciso il suo primo album )
che si accostavano alla musica in quegli anni.
Se guardo ai primi album di Francesco, diciamo da Alice a Bufalo Bill, noto profonde influenze dylaniane che in
alcune canzoni riguardano anche la musica e gli arrangiamenti, e che in molte altre riguardano solo il modo di comporre una canzone. Faccio degli esempi:
Marianna al bivio e Buonanotte fratello sono canzoni nettamente dylaniane, perchè qui De Gregori scrive di
sogni e visioni potenti e ci mette sopra la sua chitarra folk. Stessa cosa per il successivo Cercando un Altro Egitto del 1974.
De Gregori usa dei personaggi simbolici per creare allegorie e paradossi, figure retoriche usate abbondantemente da Bob.
Ninetto e la Colonia e l'Uccisione di Babbo Natale sono altre variazioni sul tema " sogno, allegoria e paradosso ".
De Gregori è l'unico amante di Dylan che non viene spaventato dalla forza a tratti incomprensibile di molti sogni e
allucinazioni dylaniane della prima era. Francesco è ancora più oscuro, il suo modo di comporre non è
minimamente influenzato dal voler farsi capire, e in questo la sua filosofia del " non c'è niente da capire " è molto
simile a ciò che Bob dice a proposito del significato delle sue canzoni " a volte non le capisco neppure io..."
Il signor Hood, Buonanotte fiorellino ( ma questa è storia ), Festival, completano un primo periodo degregoriano
in cui è forte la presenza di Dylan, oltre che di Cohen, ( sopratutto nel primo album solista.)

Altro spunto: io credo che De Gregori si sia ulteriormente avvicinato a Dylan nel momento in cui ha imbracciato
la chitarra elettrica e composto ballate di pochi accordi e di forte presa.
E questo è avvenuto dal 1989 in poi.
Cito per tutti Bambini venite Parvulos, per me uno dei suoi capolavori assoluti. Un rock povero e convincente, e
un testo in cui l'allegoria regna sovrana, in cui compaiono strani personaggi quasi dylaniani, quali i professori
dell'altro ieri, l'arrotino che regala crack, mastro lindo che regola la fila, Nello stesso album, un De Gregori che
canta sempre più arrochito e pungente nella voce crea e distrugge il Dottor Dobermann. Cose è un altro esempio di ballata dylaniana, impreziosita da un'armonica che De Gregori suona raramente ma in modo incredibile ( non so cosa ne pensi ).
Canzoni d'amore è del 1992, e qui l'elettricità domina. Sangue su Sangue, Chi ruba nei supermercati, Vecchi amici, De Gregori incalza e sferza facendo capire con chi ce l'ha. E' questo il Francesco più vicino a
Dylan, per quanto posso capirne. E sempre per rimanere in questo tipo di ballate, anche se non rock, l'Aggettivo mitico è una degna continuazione di questo rapporto di forte influenza dylaniana.

Altro spunto: ci sono canzoni degregoriane che hanno anche solo l'atmosfera di canzoni di Bob. Se ascolto Battere e Levare ( 1996 ) nella versione chitarra e armonica, io risento la stessa tranquilla tristezza del giovane
Bob di "Don't think twice...." ed è una sensazione bellissima.

Altro spunto: ho letto in diverse fonti che Francesco nei primi anni di carriera metteva nel repertorio dei suoi concerti Masters of war cantata in inglese.
Ogni volta che vado ad un suo concerto spero sempre in qualche sorpresa...

Ultimo spunto: il modo di cantare dal vivo. Anche qui non so se è un riflesso condizionato, ma Francesco ha preso sempre più da Dylan nell'impostare il suo rapporto col pubblico e l'arrangiamento delle sue canzoni suonate dal vivo.
Io ho visto molti suoi concerti, e anche lui si limita a pochissime parole e gesti. Ciò scontenta chi si aspetta pensieri e parole, ma aumenta una carica ipnotica che Francesco suscita nei suoi concerti. E poi...e poi fa
letteralmente a pezzi le sue canzoni più famose, nel senso che oltre a creare arrangiamenti sempre nuovi, le canta
in modo irregolare e nervoso, anticipando frasi o rallentandone la pronuncia ( un deja-vu? ).

Ultimissimo spunto: la voce. Francesco, come emerge da alcune interviste è affascinato dalla voce di Bob. Io credo che Francesco abbia una voce incredibile, che col tempo e forse i sigari è divenuta più roca e calda.

Infine, credo che il grande merito di Francesco sia stato quello di rimanere se stesso e di crescere nella sua carriera grazie a Dylan e alla sua potente influenza, ed è riuscito a mantenere una sua autonomia come figura musicale che nessuno gli discute.

Grazie per essere arrivato fin qui...
Mino Maggie's mosquito

Ciao Mino, sono d'accordo al mille per mille con tutto quello che hai detto...
Ecco alcune altre cose che mi vengono in mente e che, spesso solo a livello di sensazione, di rimando probabilmente fortuito, di impalpabile affinità hanno sempre legato nella mia mente Francesco a Bob:
Renoir: Francesco la ha messa sul disco Francesco De Gregori in due versioni una "lenta" ed una "veloce", guarda caso come ha fatto Dylan con Forever young. Un caso? Quale viene prima, il disco di Bob o di Francesco?...
Dolce signora che bruci: a me ricorda molto, sempre a livello di sensazione, di atomosfera,  It's all over now baby blue in particolare quando Francesco canta - cito a memoria magari sbaglio qualche parola - "i soldati che aspettavi sono tutti alla tua porta che chiedono le chiavi" che mi ricorda l'impostazione di certe frasi di Baby Blue.
Un'altra canzone secondo me molto dylaniana è Finestra di dolore che tra l'altro come atmosfera mi rimanda a Visions of Johanna nella strofa in cui De Gregori canta "seduti nella stanza aspettavamo l'alba senza troppo interesse... e Anna perduta sul divano sembrava un bambino sconfitto". Da sempre nella mia mente Anna è Johanna.
Rimmel: secondo me non avrebbe sfigurato in Blood on the tracks.
Cercando un altro egitto: a me ricorda molto Talking world war III blues
In Cose quando Francesco canta "C'è qualcosa che brucia baby" non posso non pensare automaticamente a Dylan che canta "Something's burning baby", traduzione praticamente letterale.
Per quanto riguarda alcune cose che tu hai sottolineato: non ci avevo pensato al Mastro Lindo di Bambini venite parvulos che in effetti Dylan cita col nome originale di Mister Clean in I shall be free.
Sono d'accordissimo sul discorso che fai relativo all'armonica e all'uso che De Gregori ne fa che fa impazzire anche me. La versione che citi di Battere e levare, quella "nascosta" come 29ma traccia dell'album, oltre a essere una stupenda versione, è quanto di più dylaniano si possa... Pensa che una volta una mia amica salì sulla mia auto ed io stavo appunto ascoltando quel brano che era in un momento "strumentale" di armonica e chitarra... Lei mi fa: che canzone di Dylan è questa che non la conosco?... Le dissi: "Non puoi conoscerla, perchè è di De Gregori". Lei ci credette solo quando poi attaccò la voce di Francesco...
Non sapevo di Masters of war cantata da Francesco... c'è mica qualcuno che ne ha una registrazione...?
Ciao Mino
ps: ti immagini un giorno un duetto tra Bob e il Principe?... Fantascienza?... Mah, chissà? Mai dire mai... Un duetto De Gregori/Joan Baez c'è già stato quindi... magari la prossima tourneè italiana di Bob...



 
 

431) Ti mando la scaletta definitiva del disco live prossimo di Bob. L'ho letta su Expecting rain.
Ciao, Paolo

Bob Dylan Live 1961-2000
Thirty Nine Years Of Great Performances
Limited Edition

Cat No: SRCS2438
Barcode no: 5099700243829
Release Date: 5 March 2001

  Bob Dylan Live... is a phenomenal collection of 16 live tracks bringing
   together nearly 4 decades of Great Concert Performances by one of the
greatest singer/songwriters of the last 40 years. Featuring many 'rare' and
     previously 'unreleased' tracks 'Bob Dylan Live' is the definitive
 performance album and will appeal to fans and collectors alike. The album
   will be worked to press and adverts are to run in Mojo, Q and Uncut.

                          Album Tracklisting
                          1. Somebody Touched Me
                      9/24/2000 (Portsmouth, England)

                           2. Wade In The Water
                         12/22/1961 (Minneapolis)

                             3. Handsome Molly
                              1962 (Gaslight)

                               4. To Ramona
               1965 (Outtake from the film, Don't Look Back)

                          5. I Don't Believe You
 5/17/1966 (Free Trade Hall, Manchester, released on the album, LIVE 1966)

                            6. Grand Coulee Dam
                  1968 (from Woody Guthrie Tribute Album)

                       7. Knockin' On Heaven's Door
        1/30/1974 (Madison Square Garden NY from BEFORE THE FLOOD)

                            8. It Ain't Me Babe
                        1975 (from RENALDO & CLARA)

                         9. Shelter From The Storm
                           1976 (from HARD RAIN)

                          10. Dead Man, Dead Man
                            1981 (New Orleans)

                              11. Slow Train
                       1987 (from DYLAN & THE DEAD)

                                12. Dignity
                           1994 (from UNPLUGGED)

                           13. Cold Irons Bound
                 12/16/1997 (El Ray Theatre, Los Angeles)

                             14. Born In Time
                 2/1/1998 (New Jersey Center, New Jersey)

                              15. Country Pie
                        2000 (Portsmouth, England)

                          16. Things Have Changed
                        2000 (Portsmouth, England)
 
 

          Tracks 1, 2, 3, 4, 15 and 16 are previously unreleased
Tracks 6, 8 and 10, 13 and 14 have never been released on a Bob Dylan album
         Track 6 is from a compilation that is no longer in print
                    Track 8 is from a promo only album
               Track 10 is the "B" side of a cassette single
                 Track 13 and 14 were released on EP only

Grazie Paolo, un disco un pò "inutile" secondo me ma naturalmente è pur sempre un nuovo disco di Bob... Cosa ne pensano gli altri?...


432) Ciao Michele,
vorrei segnalare agli amici di MF uno splendido libro di Paolo Vites dal
titolo "Stories From A Neverending Concert" (Penguin's Editions - Milano -
1995) in cui racconta - in italiano! - le live performances di Dylan durante
il Neverending Tour, dal 1988 al 1994. Oltre a tante notizie interessanti e
ai giudizi critici sui concerti, contiene molte splendide foto, la
discografia completa, una ricchissima bibliografia, la filmografia e
l'elenco di tutte le apparizioni televisive di Bob. Credo che sia
indispensabile averlo...
Ed ora due parole sulla classifica di album che ti ho mandato: l'ho scritta
seguendo l'impulso del momento, senza ragionarci troppo, solo dopo che me lo
hai fatto notare mi sono resa conto di non aver inserito nessuno dei primi
album...certo che sono
dei capolavori, ci mancherebbe... e in questi giorni sto
ascoltando soprattutto il Dylan acustico di quel periodo, ed è
incredibilmente emozionante... Certamente nella mitica trilogia acustica
sono già
presenti tutte le caratteristiche del genio di Bob, ma ancora...non sò come
dire... a livello potenziale, in fieri... La genialità di Dylan sarebbe
esplosa più tardi, con la svolta elettrica, con Newport 65, con Highway
61....Non sono di quelli che hanno nostalgia del Dylan solitario con
chitarra acustica e armonica, nella mia immaginazione Dylan suona sempre con
una band, ecco il
perchè della "stranezza" della mia classifica...
Ciao a presto, Anna duck

Ciao Anna... Mmm... un possibile dibattito sulla posta di MF... Meglio il Dylan della prima trilogia? O quello della seconda? O è impossibile fare il paragone? Mi sa che è la terza che ho detto...
Ciao, Michele



 

433) Caro Michele "Napoleon in rags" Murino,
Il mio nome è Mario Mazziol, sono un dylaniato della prima ora essendo io
nato nell'aprile del 1941 (grazie in anticipo degli auguri), immagina negli
anni sessanta e settanta le difficoltà per avere notizie, per ascoltare la
musica di Bob. I sacrifici per comperare i dischi o le pessime, di qualità
sonora, cassette. Sapessi che effetto fa ai concerti, io con capelli e barba
quasi completamente bianchi vedermi attorniato da gente più giovane di me,
vedermi, sentirmi osservato: quasi dicessero cosa ci fa qui il nonno (in
realtà lo sono). Dicevo dylaniato, al matrimonio del mio terzo figlio ho
obbligato gli invitati ad ascoltare e leggere i versi di "Wedding Song", con
successo e qualche lacrima.
Io poi vivevo e lavoravo in giro per il mondo, pensa se in Africa o nei
paesi arabi uscivano i dischi di Bob.
Poi finalmente Internet, finalmente la possibilità di sapere, di ascoltare,
di leggere tutto o quasi su Bob.
Finalmente i siti tutti dedicati a Bob, alla sua Musica, alla sua Arte, siti
in tutte le lingue, aggiornati, uno addirittura due volte al giorno.
Il tuo sito esauriente, ma "incasinato.....".
Permettimi di suggerirti una migliore organizzazione: una pagina principale
con le informazioni essenziali e i link. Il tutto darebbe al sito maggior
leggibilità e lo farebbe apprezzare ancor di più. Mi trovo spesso a
sfogliare la lunga pagina principale, a perdermi nell’ammirevole marea d’
informazioni.
Ti ringrazio, restando in attesa del prossimo concerto di Bob..vicino a
casa.
Un cordiale saluto
Mario Mazziol

Ciao Mario e benvenuto sulle pagine di Maggie's Farm.
Mi dispiace che tu abbia difficoltà con l'impostazione del nostro sito ma soprattutto mi stupisco...
Io infatti non sono  d'accordo con te sul discorso della leggibilità della home page di MF visto che, secondo me,  è quanto di più semplice ci sia da consultare e, sempre secondo me ovviamente, rende il nostro sito il più chiaro, ordinato e leggibile di tutti quelli dedicati a Dylan presenti sul Web (quelli che io ho visto, intendo, cioè quasi tutti).
Spero di non sembrare presuntuoso ma ne sono profondamente convinto.
A differenza infatti di molti siti zeppi di banners, di rimandi, di rimandi ai rimandi, di links, di sottolinks, di finestre, di alert che ti fanno partire 60 javascript o comesichiamano, che ti rallentano all'esasperazione, etc, l'indice di MF secondo me è talmente semplice e chiaro che anche un bimbo potrebbe consultarlo.
Non bisogna fare altro che andare su e giù lungo l'indice e cliccare le sezioni che interessano.
Più facile di così secondo me si muore.
Tra l'altro anche la successione è molto logica e chiara.
Vado comunque a spiegarti il mio criterio sperando di farti cosa utile, Mario, e magari dopo potresti cambiare idea.
Innanzitutto c'è la sezione
Cosa c'è di nuovo come mi sembra logico che sia visto che i frequentatori abituali sono interessati alle novità. Ovviamente le voci di questa sezione sono elencate in ordine cronologico dalle più nuove (partendo dall'alto) alle più "vecchie" via via che si scende verso il basso

Subito dopo le novità inizia
l'indice generale che è ordinato secondo una ferrea logica proprio nel
modo che tu vorresti, cioè prima di tutto le cose essenziali più strettamente inerenti
Dylan in quanto artista
Si parte infatti con

BIOGRAFIA (ovviamente si inizia sempre con questa)
BOB DYLAN'S ODDS AND ENDS (Una biografia più approfondita)

poi i dati relativi ai dischi, la musica quindi

DISCOGRAFIA
ALBUM UFFICIALI
I 45 GIRI
LE CLASSIFICHE USA DEGLI ALBUM DI BOB
LAST TIME... statistiche sulle canzoni
MAY YOUR SONG ALWAYS BE SUNG... le covers di canzoni di Dylan
BOB DYLAN TOP TEN sondaggio interno a MF sulle canzoni

poi la sezione relativa ai testi, le parole quindi

TESTI IN ITALIANO le traduzioni in italiano
THE STORY BEHIND THE SONG analisi dei testi
IMPORTANT WORDS statistica sui testi di Bob
ITALIAN VERSION le "possibili" versioni in italiano
...AND GIVE THEM ALL ANOTHER NAME! i titoli alternativi

dopo la musica e dopo i testi segue logicamente la parte relativa alle opere di o su Dylan slegate dalla musica in senso stretto (libri, film, quadri etc.)

BIBLIOGRAFIA ITALIANA i libri su Dylan
FILMOGRAFIA GENERALE i film di e su Dylan
THERE WAS THIS MOVIE I SEEN ONE TIME... le apparizioni in video di Dylan
FILM/VIDEO un elenco generale
RENALDO AND CLARA analisi del film più importante di Dylan
WHEN I PAINT MY MASTERPIECE il Bob Dylan pittore

segue poi una parte relativa ai "servizi utili"

SUONARE DYLAN i testi e gli accordi delle canzoni di Bob
ASCOLTARE DYLAN consigli per i neo-dylaniani
DYLAN TREE per diffondere compilation di Dylan fatte dai fans

poi si passa alla sezione "parlano i fans"

RACCONTI DAL NEVER ENDING TOUR cronache dei fans in tourneè con Bob Dylan
TALKIN' BOB DYLAN BLUES la posta di Maggie's Farm

segue poi la parte relativa agli articoli dedicati a Bob sui giornali

STORIES IN THE PRESS gli articoli dedicati a Bob apparsi sulla stampa italiana

segue poi una parte relativa ad artisti che hanno avuto a che fare con Bob

DYLAN FRIENDS gli artisti che hanno incrociato la loro strada con Bob
JOANIE AND BOBBY il rapporto Baez/Dylan
DYLAN E I CANTAUTORI ITALIANI i cantautori italiani e Dylan
DYLAN E IL PRINCIPE Francesco De Gregori e Dylan

segue poi una sezione relativa all'ultimo lavoro in ordine di tempo di Bob

WONDER BOYS
WONDER BOYS : LE RECENSIONI
THINGS HAVE CHANGED - Il testo in italiano

poi una sezione relativa alle manifestazioni dedicate a Dylan in Italia (che speriamo si arricchisca)

BOB DYLAN FOREVER birthday party valdostano

poi una parte più leggerina e spesso umoristica che prende in giro simpaticamente Bob

PUOI CONSIDERARTI UN VERO "DYLANIATO" QUANDO...
LE INTERVISTE (IM) POSSIBILI...
DYLAN QUIZ
DYLAN QUIZ - LA SOLUZIONE
DYLAN TEST 50 quesiti per aspiranti laureandi in dylanologia
ZIMMY fumetti su Bob
I PEANUTS E BOB fumetto di Schulz dedicato a Bob
WAS THAT SOME KIND OF JOKE?... le gags pronunciate dallo stesso Dylan
IPSE DIXIT  (AFORISMI DYLANIANI IN VERSI SCIOLTI) le "frasi celebri" di Bob
SOMEONE SHOWED ME A PICTURE... fotografie inedite di Bob fatte dai fans
 

per concludere i links ed il motore di ricerca interno al sito

LINKS  i siti dedicati a Bob consigliati da Maggie's Farm
WHAT WAS IT YOU WANTED?  Il motore di ricerca di Maggie's Farm
FAREWELL ANGELINA Il sito italiano di Joan Baez

Mi sembra che più chiaro, semplice, logico ed ordinato l'indice non potrebbe essere. E' di una semplicità tale che credo nessun altro sito risulti più "limpido" e leggibile. Il tutto poi senza dover possedere una laurea in informatica e cliccare quarantamila links facendo il giro del Web in ottanta giorni ma semplicemente scorrendo con il cursore dall'alto verso il basso (o viceversa) impiegando pochi secondi a differenza di certi altri siti, tra cui anche il bellissimo ma incasinatissimo (quello sì) Expecting Rain che costringe a percorsi assurdi, rimandi, click avanti e indietro che spesso, almeno a me capita, fanno perdere un sacco di tempo di attesa tra un passaggio e l'altro quando non addirittura fanno bloccare tutto, tanto che a volte sono costretto a spegnere il computer.
La mia scelta è stata fin dall'inizio quindi questa attuale, semplice, chiara e facilmente consultabile e che nelle mie intenzioni resterà immutata. La marea di materiale che conto di inserire prossimamente non andrà ad intaccare in alcun modo tale preciso schema visto che ogni nuova eventuale rubrica andrà sistemata nella zona adeguata secondo le succitate categorie della spiegazione che ho riportato sopra, proprio come fatto fin dalla nascita di MF:
1) Dati dell'artista
2) Musica
3) Testi
4) Film-Video
5) Servizi "utili"
6) Parlano i fans
7) Articoli dei giornali
8) Artisti collegati
9) Dylan in Italia
10) Giochi- Fumetti- Umorismo
consentendo a chiunque di trovare subito ciò che cerca senza perdere tempo.
Caso mai, dunque, si può dire al limite che il tempo che si impiega a visitare Maggie's Farm è imputabile al fatto che il nostro sito è fin troppo ricco di materiale ma questo credo sia un pregio (o no?). Addirittura con il motore di ricerca puoi limitare ulteriormente il campo scegliendo gli argomenti che più ti interessano...
Tutto quanto sopra ho scritto è naturalmente la mia personale opininone ma magari molti altri saranno invece d'accordo con te (anche se la tua è la prima lettera in questo senso da quasi due anni che esiste MF, quindi mi sembrerebbe strano che finora tutti si sono trovati benissimo). Fatemi sapere...
Spererei di  averti convinto, Mario, ma forse così non è, o comunque di averti fatto cosa utile chiarendoti la logica dell'indice... Fammi sapere... Comunque dove mi auguro invece assolutamente di convincerti è a mandarmi tuoi contributi per il nostro sito... Cavoli, sei veramente un "dylaniano veterano" ed immagino che ne avrai di cose da raccontare... Come forse avrai visto, oltre naturalmente alla pagina della posta, abbiamo anche una sezione dedicata ai racconti dei concerti da parte dei fans e tu chissà quanti aneddoti avresti da raccontare... Mandami pure se vuoi tutto quello che ritieni interessante...
Ciao e alla prossima,
Michele "Napoleon in rags" Murino


Ed ora una lettera di Paolo Vites

434) Hey non esagerare con i complimenti ("bellissimo
articolo"...); scherzi a parte, complimenti di nuovo
per l'ottimo lavoro anche grafico che avete fatto con
il mio articolo (belle le immagini e i colori del
testo).
Grazie per la messa on line, ma dimmi: quanti
visitatori ha attualmente il tuo sito?
Non so come sono le tue programmazioni, ma se ti
interessa qualcosa d'altro da mettere on line fammi
sapere;
ho appena scritto la recensione del nuovo live che
uscirà il prossimo 5 marzo ma purtroppo è una
recensione abbastanza negativa perché come al solito
quelli della sony hanno fatto un pessimo lavoro,
assemblando pezzi già pubblicati e solo tre o quattro
inediti per nulla imperdibili
buon lavoro
Paolo Vites

Ciao Paolo, grazie per i complimenti sulla grafica... Ovviamente mi interessa tutto quello che vorrai mandarmi anche in chiave negativa su Dylan (anche a me questo prossimo live non esalta)... Mi chiedi quanti visitatori ha attualmente il sito... Purtroppo non sono in grado di darti una cifra precisa perchè il counter, che prima avevamo in fondo alla home page, l'ho eliminato perchè mi andava in conflitto e spesso creava problemi a visualizzare correttamente la pagina oltre che creare problemi a me quando la aggiornavo... Quello che posso dirti è che all'epoca in cui l'ho eliminato ero arrivato a circa 20.000 visitatori ed in teoria ora quella cifra dovrebbe essere raddoppiata visto che è passato più o meno altrettanto tempo da quando il counter è sparito di quanto ne fosse passato dall'inaugurazione del sito al momento dell'eliminazione.
Ciao Paolo e alla prossima,
Michele


435) Bene, il mio nome "animalesco" quindi...eh??
Direi che , visto che tanti anni fa , a scuola , ero soprannominato Albatros
in virtù delle mie lunghe leve.... (arms & legs) direi ... di continuare così che porta
bene...quindi vada per ALBATROS    !!
Ciao Amico.
TONI "ALBATROS"

OK



 

436) Ciao Michele.
Ti invio il testo di un altro articolo. Poche settimane fà avevamo un pò criticato Gino Castaldo.
Quest'articolo del 1998 mi sembra scritto con più attenzione e contiene un analisi più equlibrata della figura di Dylan.
Poi t'invio anche un profiletto, pescato in qualche posto su internet, di Dylan contenente una splendida frase di Tom Waits nel quale io mi ci ritrovo in pieno.
Antonio Maggie's Cat

Musica!
22 gennaio 1998

I miti della musica: Bob Dylan
di Gino Castaldo

Sono in molti oggi a storcere il naso. Quel canto così scarno, scostante, difficile, non sembra più adatto ai tempi. Dylan si porta dietro l'esercito
degli irriducibili, e un drappello di giovani curiosi. In quella voce così sfuggente, acida, incostante, c'è tutto il peso di una rivoluzione. Non tanto
quella dei proclami pacifisti, del pifferaio del movimento, ruolo, o meglio prigione, che Dylan ha combattuto per decenni, allergico com'è a ogni
etichetta.
La vera, profonda rivoluzione avvenne quando nelle cantine folk di New York spuntò un ragazzo dal viso scabro e spigoloso, con velleità poetiche e
il genio della musica, capace di rovesciare il mondo semplicemete col suo stile. Non era l'ennesimo menestrello disposto a ricalcare le orme dei padri
fondatori del folk americano. Nelle ombre di quella voce si annidava il più scabroso sentimento di un nuovo mondo, la percezione fantastica delle
immense possibilità della musica popolare. Da lì in poi fu il diluvio, ma per la prima volta molti ragazzi scoprirono che si poteva ascoltare, sì
semplicemente ascoltare un cantante, senza per forza sculettare sui ritmi dei balli alla moda.
Oggi può sembrare ovvio, ma allora non lo era affatto.
Dylan fornì la prima musica "giovanile" di puro ascolto. E quel canto conteneva un messaggio di incalcolabili implicazioni. Diceva che per cantare
non ci voleva una voce "bella", impostata correttamente secondo i paradigmi della pulizia formale, della retorica espressiva, della pur nobile finzione
dell'interprete. Si poteva saltare un passaggio fondamentale e avvicinare la voce del cantante a quella di chi pensava, scriveva, le cose da cantare. Una
analoga rivoluzione, va detto, stava avvenendo in tutto il mondo. In Brasile Joao Gilberto stava dimostrando più o meno le stesse cose. In Francia
gli chansonnier colti stavano trasformando i confini della canzone. Perfino in Italia, i cantautori genovesi stavano compiendo un percorso simile
Ma evidentemente l'impatto che ebbe Dylan sul mondo non è paragonabile a null'altro. Anche perché lo stile di Dylan era funzionale ad un racconto
di intensità planetaria, all'epos di una trasformazione che stava scuotendo il mondo dalle fondamenta. Avevano ragione i Beatles a dire che a mostare
la strada era stato lui. Nei suoi testi la sfera espressiva della canzone compiva un salto epocale, praticamente dimostrava che non c'erano più limiti,
che si poteva cantare di tutto, di qualsiasi argomento, e senza pudori di alcun genere.
Per questo i discepoli, magari inconsapevoli di Dylan, sono
centinaia, forse migliaia. Tutta la musica moderna gli deve qualcosa, anche quando il debito non è immediatamente riconoscibile. A parte Tom Petty
e Mark Knopfler, o il più giovane Jonny Lang, quelli che realmente assomigliano a Dylan sono davvero pochi. Ma è giusto così. Dylan non è
facilmente imitabile, si rischia la caricatura. La vera lezione che c'è nella sua musica è contraria ad ogni imitazione. Si può seguirne l'esempio
differenziandosi da lui. In fondo il suo messaggio più importante è cantare quello che si è, come si è, fino in fondo, senza mediazioni formali
Ma chi è veramente Bob Dylan, sarebbe giusto chiedersi a questo punto? Di sicuro uno dei più grandi poeti di questo secolo, ma un poeta musicale
s'intende. Sarebbe ingiusto scindere le due cose. Anzi, la grandezza del personaggio è proprio nell'aver esaltato questo moderno binomio della poesia
(che tra l'altro non fa altro che riscoprire le sua antiche origini). Gli splendidi versi di "Mr. Tambourine man" non sarebbero gli stessi, privati della
loro musica. Cosa sarebbe di "Like a rolling stone" senza quella progressione di accordi, senza la sferzante disperazione del canto di Dylan? Nella sua
arte, poesia, pronuncia, canto, elettricità, variazioni, fughe e frammentazioni melodiche, si fondono in una unica azione espressiva. Messi in fila uno
dopo l'altro i dischi di Bob Dylan, almeno tutti quelli che ha inciso negli anni Sessanta e Settanta, costituiscono una delle opere più importanti dei
nostri tempi, rappresentano tutto il carico bruciante della modernità, con tutte le sue contraddizioni, le sua asperità
Dylan è sempre stato un eroe scomodo: non ha mai voluto cedere alle tentazioni celebrative, scostandosi dai meccanismi che producono miti. In
fondo è ancora in gioco, continua a fare la sua strada, che è la più difficile, anche a costo di perdere pubblico, di non contare più sulle folle enormi che
un tempo lo idolatravano. Ha avuto il coraggio di essere talmente coerente da scomparire quasi, di rientrare in quella fascia di mercato che porta ai
suoi concerti mille, duemila persone al massimo. Poco per il più colossale e ingombrante mito della musica rock, molti per un estremista della
poesia musicale che se ne sbatte di ciò che sarebbe più opportuno per farsi amare. Un ricordo su tutti: Woodstock '94. Eravamo nel pieno di questa
fase discendente delle sue quotazioni di mercato, ma in una magica notte si verificò l'imprevisto.
Quando nella notte culminante del festival arrivò
lui, per l'area circolavano qualcosa come trecentomila ragazzi. Lui salì sul palco e questa folla immensa si zittì. Si creò un'atmosfera di sospensione,
di attesa. Dylan intonò nel modo più intimo che si possa immaginare una delle sue canzoni più dolenti e dolci: "It's all over now", e per una di
quelle strane circostanze che capitano ai grandi, la cantò con implacabile carisma, ma distante, come se la stesse cantando in una piccola stanza,
davanti ad una donna, o al massimo tre o quattro amici intimi. Era assurdo, ma funzionò. Quella folla di ragazzi rimase stregata, e anche noi, per
l'ennesima volta, dal fascino indiscreto di un irriducibile genio che ancora cercava brandelli di verità.

Ed ecco il trafiletto di cui parlava Antonio

BOB DYLAN (1941)

Figlio di ebrei russi, una moglie, quattro figli, mollte donne, 300 canzoni e una passione per whisky, mescalina e vita <<on the road>>. Candidato al premio Nobel per la letteratura.
Simbolo di un'epoca, espressione di un sogno generazionale, primo grande intellettuale del rock, menestrello elettrico. Da quando, ragazzo, incominciò a suonare nei fumosi locali di Minneapolis fino al concerto per il Papa a Bologna due anni fa. Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan, dal nome del poeta gallese romantico e dissoluto Dylan Thomas, ha fatto poesia in musica, aprendo nuovi orizzonti alla canzone popolare. Con la forza della sua coscienza, la consapevolezza del proprio ruolo, la scelta di un linguaggio surreale e audace.
Con <<Blowin' in the Wind>> regala la colonna sonora al movimento dei diritti civili, con <<Masters of War>> attacca il potere, con <<John Brown>> e <<Hurricane>> parla agli sconfitti. Diventa elettrico negli Anni Settanta, mistico, solitario, anima errante, nemico di ogni certezza e del suo stesso mito. ha detto il suo amico Tom Waits:<<Le sue canzoni ti fanno venire voglia di scappare di casa, lavorare per la ferrovia e sposare una zingara. Sono una visione, un indovinello, una preghiera>>.

Ciao Antonio, grazie per gli articoli. Preciso però che io avevo criticato Castaldo NON per quello che diceva di Dylan, su cui ero e sono d'accordissimo con lui, bensì per come aveva maltrattato (secondo me) un'artista sensibile ed unica come Joan Baez, degna di ben altro rispetto.
In merito poi al trafiletto con la frase di Tom Waits, una sola osservazione: come sarebbe "Diventa elettrico negli Anni Settanta" ? Allora a Newport e Manchester che cavolo gli hanno contestato?
Napoleon
 

Ed ora una segnalazione di Anna


437) Sarò in vacanza dal 4 al 13 marzo, ci concediamo qualche
giorno in un luogo esotico... ci costerà una fortuna ma come si dice
..."quanno ce vò ce vò" (caro prof., come me la cavo in romanesco?) ... ma
non farti strane idee, non vado in Australia, sigh, sigh.... Mi faresti un
grosso favore se mettessi un avviso sul sito in modo che quelli interessati
al tree mi contattino dopo che sono tornata, così eviterei un accumulo di
mail a cui non posso rispondere.
Ti ringrazio tantissimo di tutto, un salutone, Anna
 

Ok, boys. Siete avvisati. Per il momento il dylan tree è sospeso fino al ritorno di Anna.


438) Ciao Michele,
innanzitutto complimentoni per il sonetto romanesco dell'ultimo talkin' blues: bel lavoro e veramente
divertente; mentre lo leggevo nel silenzio assoluto di casa mia nel pomeriggio, i miei si sono preoccupati a sentirmi ridere da solo come un demente!
Prima di elencarti la mia classifica degli album più belli di Bob (l'ultima volta ti ho mandato quella
delle canzoni, lamentandomi della mia "capitolazione" in questo gioco perverso ma affascinante,
questa volta, invece, ho meno problemi, visto che con gli album una certa selezione è più agevole
farla), vorrei dire un paio di cose in risposta a quanto detto in talkin' blues 51.
In sintesi.
Ritengo che assegnare l'Oscar a Bob per Things have changed sia giusto non solo per rimediare al torto subito da
Knockin' on heaven's door (ma fu poi vero torto? personalmente non sono mai stato folgorato da
questa canzone, in fondo nata ed assurta agli onori della storia un pò per caso, ma qui il discorso
richiederebbe ben altro approfondimento), ma soprattutto perchè è una splendida canzone!
Giuro di averla considerata tale da subito, dal primo ascolto, quindi ben prima che fosse sulla bocca
di tutti (tutti!? tutti noi dylaniati!) e quindi non ho alcun dubbio che i giurati dell'Oscar non saranno
costretti a dover compiere alcun atto di contrizione per assegnargli quella statuetta, anche se poi, in
fondo, chissenefrega,  visto che certamente quella degli Oscar, in fondo (mica tanto in fondo), è
sempre stata una vera buffonata, basti pensare, come ultimissima prova, che un capolavoro (per
forma e per contenuto) come "I cento passi" non è stato inserito tra le nominations.......
A proposito dei bootleg, ne parlavo con Francesco (anche lui della fattoria) il giorno prima di
leggere la posta: ma che scherziamo?
E' evidentissimo, nonchè logico, che Bob in persona (non parlo tanto della CBS, che pure ha avuto
un ruolo tecnicamente importante) abbia svolto un ruolo, o meglio, non abbia svolto il ruolo del
"censore" o comunque di colui che , pur potendolo fare, non hai mai preteso di sorvegliare sui
nastri
e sui demo da lui registrati; insomma, se consideriamo che bootleg di Bob risalgono alla notte dei
tempi (sono o non sono i suoi tra i primi bootleg di sempre, almeno a quei livelli), è assurdo pensare
che il nostro sia riuscito nell'ardua impresa di farsi "soffiare" sotto il naso tutto ciò che registrava, e
perdippiù, senza che questo provocasse da parte sua delle ritorsioni nei confronti dei "sospetti ladri",
che pure sarebbero stati  facilmente individuabili!
Comunque sia, grazie di tutto, Bob, anche di questa tua ennesima trovata.
In conclusione, caro Michele, ti mando la mia classifica degli album, non prima, però, di salutare
tutta la comunità di Maggie's Farm grazie alla quale, Michele in testa, sono tornato a Bob dopo un
periodo di colpevole distrazione.
La mia top ten degli album:

   1.Desire
   2.Blood on the tracks
   3.Highway 61 revisited
   4.Time out of mind
   5.Blonde on blonde
   6.The freewheelin' Bob Dylan
   7.Another side of Bob Dylan
   8.Slow train
   9.Bringing it all back home
  10.Planet waves

Ciao a tutti da "dog" Gianfranco (Michele, mi devi far sapere se dobbiamo firmarci ormai solo con il nick o con entrambi i nomi) da San Severo (FG).

Ciao Gianfranco, per il nickname secondo me è più simpatico aggiungerlo al nome come una sorta di cognome... Per la classifica album ok, aggiungerò i tuoi voti alla classifica generale (altri nove punti per Blood on the tracks che rinsalderà la sua prima posizione) e quanto a Desire... i tuoi dieci punti lo fanno schizzare al decimo posto come new entry scalzando John Wesley Harding...
Tornato a Bob dopo un periodo di distrazione grazie a Maggie's Farm?... E' una cosa che mi fa veramente piacere, ora però non ti distrarre più...
Quanto ai bootlegs, secondo me Bob ha dato lui stesso i nastri a chi glieli chiedeva o comunque non ha impedito che i nastri circolassero perchè non gliene frega niente del suo lavoro registrato nè di quello inciso ufficialmente. Ha sempre dichiarato di non ascoltare i suoi vecchi dischi e di non esserne influenzato, figuriamoci che gli può interessare del resto... E poi credo che sarebbe impossibile provare ad impedire certe fughe... A volte credo che per Bob i dischi siano una cosa inutile, che lui preferirebbe fare solo il Neverending tour e la cura approssimativa del prossimo live lo prova.

Ed ora parliamo dei Before Hendrix, la band di cui abbiamo parlato tempo fa su queste pagine e che a quanto pare ha molti estimatori visto che Daniele di Luino mi scrive per tesserne le lodi. A questo punto cari Before Hendrix, non mi fareste sentire qualcosa di vostro?... Sono curioso... Poi se volete iscrivervi per Bob Dylan Forever - Seconda edizione, prossimamente ad Aosta, fatemi sapere...
Daniele di Luino prosegue poi


439) Pur essendo anch'io di Luino non conosco il Marco che scrive ( e quindi non parlo da parente o da
assoldato dei Before Hendrix!!) ma li ho sentiti diverse volte e meritano veramente!! Mi sembra che abbiano fatto un Cd di recente,
ma non so se di cover o canzoni loro, se ci sono cover di Dylan, Marco potresti segnalarlo?
A dicembre ho comprato un libro sulle canzoni di Dylan La storia dietro ogni canzone di Dylan - parte prima gli
anni 60 di Elaine Moryson e mi è piaciuto un sacco nonostante nonostante alcune affermazioni mooolto discutibili( a
pag. 242 dice che The ballad of Frankie Lee and Judas Priest è la ballata più noiosa dell'album! Ma è una delle mie canzoni preferite!!!)
Posto che il libro è una prima parte qualcuno di voi sa se esiste una seconda o terza parte pubblicata in Italiano?
Grazie per eventuali aiuti. Poi ti invio la mia classifica sugli album di dylan
1- Blonde on Blonde
2- Blood on the tracks
3- Time out of mind
4- Slow train coming
5- before the flood
6- Highway 61 revisited
7- Oh Mercy
8- Freewheeling Bob Dylan
9- Bringin it all Back home
10 - Desire
A proposito di Vites io mi ricordo di avere comperato e di aver gelosamente tenuto le copie di una sua pubblicazione di una dylan fanzine intitolata Rolling Thunder Revue che però alla quinta uscita aveva chiuso ( mi
pare ) e un Cd chiamato Great White Wonder n. 2, molto carino con cose interessanti. Siccome posto da vari indirizzi mi firmo anch'io con un nome di animale così sarò riconoscibile
ciao Daniele  Corvo Raven

Ciao Daniele, per quanto riguarda il libro della Morison concordo con te... Ballad of Frankie Lee and Judas Priest secondo me è una delle migliori canzoni di Bob quindi definirla noiosa è secondo me alquanto azzardato anche se "De gustibus non disputandum est". In italiano sicuramente non esistono le altre parti di quel libro e forse neanche in inglese ma su questo non sono sicurissimo. Qualcuno lo sa?
Per quanto riguarda la tua classifica ok. Blood on the tracks risulta veramente l'album più amato e con i tuoi punti andrà ancora più su...

Ed ora una lettera che giro ad Anna ed a Carlo (per il ps)


440) Ciao Anna,
vorrei far parte del Dylan tree anche se non conosco perfettamente il
funzionamento: "Qualcuno mi invia i CD contenenti i file mp3 (tramite
mail non sono troppo pesanti?), io masterizzo e reinvio a chi mi
segue?".
Saresti così gentile da conferamarmi o meno tale procedura?

Un saluto e buona giornata,
Arduino

P.S. Per caso è possibile procurarsi il CD del 1° Dylan Tree?
 

441) Mi sembra che  Bob Dylan non sia stato neanche
nominato (leggo da Expecting Rain) nelle Nomination al Nobel.

Commento: NO COMMENT

Stefano.

Come diceva Peppino a Toto' (rubo la gag a Michele)
 "...e con questo ho detto tutto"

Ciao Stefano ed io, continuando con le citazioni di Totò, aggiungo (in relazione al fatto che ancora non si decidono a dare il Nobel a Dylan): "OGNI LIMITE HA UNA PAZIENZA!!! PER DINCI ED ANCHE PER BACCO! EZIO E ANDIO!"



 

442) Ciao
Ti invio la lista dei dieci album di Dylan che
preferisco:

1- Desire
2- Oh Mercy
3- Time out of Mind
4- Highway 61
5- Blonde on Blonde
6- Planet Waves
7- Empire Burlesque
8- Slow Train
9- Infidel
10- Under the red sky

P.S ho ascoltato l'album ultimo di De Gregori. Non male, l'unica cosa
che non ho digerito la copertina che assomiglia a Planet Waves di Bob!

Ho letto che il 3 marzo esce un  live di Dylan,che
proprio live nel vero senso della parola
non e' poiche' contiene pezzi presi qua e la da vari
concerti.
Mi chiedo a che serve cio'?
Posso capire l'uscita dei vari "The Best" per attirare
le nuove generazioni.
Perche' la casa discografica non fa' uscire uno
completo?
E perche' non fa' uscire un bel Videograph magari con
un dietro le quinte.
So che i concerti del Supper Club sono stati ripresi
completamente e forse anche altri.
So che tutti i concerti di Dylan fino all'ultimo sono
stati registrati e custoditi
nella sua casa discografica, che aspettano a farci
la grazia?
Quando vedo l'uscita di 5 o 6 cd di alcuni artisti con
varie out-take mi dico
perche' loro sì e Dylan no?
Secondo me Dylan non c'entra nulla sulla pubblicazione
di tutto cio',secondo me e' la
casa discografica che ha in mano il gioco.
"....businessman they drink my wine,plowmen dig my
earth"
Aspettiamo fiduciosi.

Stefano.

Ciao Stefano ti dico solo una cosa: MAGARI!


443) Caro Michele Murino,
mi chiamo Sandro Naglia e faccio (pensa te) il cantante lirico, se mi prometti che leggendo questo
non penserai subito a Pavarotti o (peggio) a Bocelli. In realtà frequento repertori più variegati che
vanno da Monteverdi a Bach, Mozart, Schubert fino alla musica del Novecento. E qui esce fuori il
mio background dylaniato, visto che da qualche anno propongo commistioni e crossover
classicoleggeri che includono anche cover del Nostro. La presenza di Dylan è stata essenziale nella
mia vita come pure nella mia (chiamiamola così) "vocazione artistica".
Ti scrivo per diversi motivi: il primo è che, oltre a farti infiniti complimenti per "Maggie's Farm",
volevo comunicarti che presto troneggerà tra i "siti consigliati" (pochi in verità perché non sono un
fanatico di Internet) nel mio sito personale www.sandronaglia.com che verrà attivato tra breve; poi
volevo farti sapere dell'esistenza di un mio disco che si intitola "Song sketches - Da Dowland a
Dylan" e che propone canzoni dal Rinascimento ai giorni nostri fino appunto a una cover di
"Knockin'..." del Nostro, realizzata con chitarra acustica e chitarrone (ovvero l'antenato seicentesco
della chitarra) in una sorta di "esperimento di sound" (e voce non "impostata", ovviamente).
Informazioni sul disco, se ti interessa saperne qualcosa, puoi trovarne su
www.esperiamusic.com/songita.htm
e su
www.renaissancemagazine.com/music/dylan.html
(che è una bellissima recensione americana sul disco medesimo che paga un bel tributo a Dylan,
notevole perché la rivista si occupa di "Early Music"!)
La cosa divertente è che a causa di questo disco ora Dylan si trova "schedato" come compositore
anche in alcuni repertori discografici "classici" (e non gli era dovuto?).
Se per caso ti trovassi in quel di Bologna il prossimo 27 marzo, darò un concerto nell'Aula
Absidale di via dei Chiari con un programma in parte tratto dal disco che includerà anche una
"suite" da "Pat Garrett...".
Spero di non averti tediato e, rinnovandoti i miei entusiasmi per il tuo sito, mi auguro che presto ci
sarà occasione di conoscerci. (Mi accorgo ora che ti ho dato spontaneamente del tu, ma spero non
sia un problema!)
Saluti da
Sandro Naglia
sandronaglia@tiscalinet.it

Ciao Sandro, non mi hai affatto tediato e se passo da Bologna... La tua lettera mi fa molto piacere anche per un altro motivo, cioè perchè smentisce, se mai ce ne fosse ancora bisogno, quegli improvvisati critici (speriamo oramai rimasti in pochi) che (dimostrando il loro surreale senso dell'umorismo) ogni tanto si sentono pontificare: "Beh, sì, però Dylan a livello musicale è inconsistente..." e che ancora non si sono resi conto (meschini loro!) che Dylan, come scritto su un numero di "Buscadero" dopo l'uscita di Time out of mind, è il più grande compositore nell'ambito della musica rock.
Ciao, Napoleon


444) Ciao Michele e ciao a tutti gli amici della fattoria!
Ho seguito in silenzio (per impegni di studio non ho
avuto molto tempo) gli ultimi sviluppi del sito, ed
alcuni sono stati così grandi&interessanti che non ho
più potuto tacere! Lo scambio “epistolare” tra Antonio
S. e Stefano Rizzo è stata una delle pagine più belle
della posta di Maggie: la lettera di Antonio m’è
sembrata una dimostrazione di stima veramente sincera
e spontanea, e la risposta di Rizzo m’ha quasi
commossa: parlando del  periodo del suo lavoro su
Dylan ha descritto un quadro tanto delicato e “intimo”
che quando l’ho letto ho avuto una strana sensazione,
non so, come d’aver violato involontariamente la sua
privacy, d’essere entrata con gran trambusto in
ricordi che avrebbero richiesto, invece, passetti
piccoli piccoli & sulle punte... Sarò sensibile, ma
questa cosa m’ha fatto accapponare la pelle! Quanto a
“Blues, ballate e canzoni”, sarò sincera, non sapevo
fosse stato il preludio agli studi italiani in
materia; anch’io ho iniziato a conoscere Bob proprio
da lì, ma senza sapere che quello FOSSE l’inizio e
senza sapere che anche molti altri dylaniani (Antonio,
Anna e penso pure altri) erano partiti dallo stesso
punto. Guarda un po’ che coincidenze...
Ma poi ho visto che ci sono state anche altre lettere
di “illustri”... Uè! Maggie è diventata grande ormai,
“she’s a big girl now”!!!
Per compiere la mia buona azione quotidiana, vorrei,
poi, dare una mano alla causa di Desire, uno degli
album che preferisco e che ho visto nominato più volte
ultimamente. Anzitutto CHI ha detto... no, dico, CHI
ha detto che è un album “impuro”? Va bene che i punti
di vista non si discutono, ma allora mi si dica qual è
il Bob “puro”, che diamine! Personalmente non saprei
rispondere tant’è che se un ignorante in materia mi
chiedesse “Fammi ascoltare Dylan” sarei nel panico più
totale: qual è l’album, e quindi, “il” Dylan per
eccellenza, quello “definitivo”? Cosa potrei fargli
ascoltare? Non lo so. Detto questo, Desire a mio dire
è un capolavoro, un capolavoro che mi si è rivelato
nel tempo, ma che alla fine mi ha conquistata. Non
riesco ancora a capire il perchè, ma credo che mi
affascinino la sua aria “jewish” ed il simbolismo
ammaliante di certe liriche (Isis, Sara); mi incanta
perchè ha un tappeto sonoro ricco e un po’ “barocco” e
perchè ha il grande potere di evocare immagini nitide
di paesaggi e cose come nessun altro album: la notte,
i falò e le stelle (che schifo! anche se cerco di
combatterli ho anch’io i miei squallidi stereotipi!!!)
e donne zingare che danzano e bracciali che
tintinnano, e poi la “valley below”, i paesaggi
polverosi di Romance In Durango, il mare blu del
Mozambico... Lo trovo un album “affollato”, non solo
di strumenti, musicisti e voci, ma anche di persone e
personaggi spesso co-protagonisti accanto all’Io
(Magdalena, Sara, la “Sister”) altre volte
protagonisti essi stessi (Rubin Carter, Joey), e
proprio questa moltitudine di presenze lo rende
diverso dagli altri lavori, generalmente più
intimistici e “solitari” con un io forte e centripeta
(penso soprattutto a Blood on The Tracks, ma è solo un
esempio tra tanti). Credo che Desire sia uno di quegli
album senza mezze misure, o lo si ama o lo si odia, ma
forse questo accade un po’ con tutti i lavori di Bob e
pure col suo personaggio, credo. Ora non vorrei aver
esagerato con le lodi: chiaramente Desire è uno degli
album che più mi piacciono, ma ad oggi credo che non
sia comunque in grado di competere con Highway61,
Blonde On Blonde o Blood On The Tracks, sia chiaro...
Mi spiace solo che venga spesso snobbato e così ho
voluto provare a risollevarne l’immagine per quanto ho
potuto... Aaaahhh (sospiro), come sono caritatevole
io!!!
Per concludere, comincio fin da adesso a fare un
InBoccaAlLupo grosso come un tricheco obeso a Bob per
l’Oscar: come si dice, che vinca il migliore (s’è
capito che non mi sto riferendo a Sting & co.???)!
Ciao ciao!
Gio

Ciao Gio,
quanto a quelli che definiscono "Desire" un album non rappresentativo del Dylan "puro" io credo che si riferiscano al fatto che in quel disco, e soprattutto nel successivo Street legal che in questo discorso gli viene accomunato, Bob non è il Bob classico, quello folk, o folk/rock ma "invade" altri campi (ma perchè questo dovrebbe essere un male?). Anzi io penso che questo dimostri ancora una volta le grandissime qualità di compositore di Dylan che musicalmente parlando è forse il più ricco e vario dei grandi, che ha composto musiche di altissimo livello nei generi più disparati, dal folk al rock, dal country al gospel, dal blues al rock'n'roll con spruzzate di jazz recentemente...
Anche io mi sono molto emozionato per la lettera di Rizzo.
Ciao, Michele
(e il tuo nick-name?)



 
 

445) Ciao, ho letto in una recente lettera di Anna qualcosa relativo a foto di Napoleon in rags con vip... come sarebbe che hai una serie di foto tue con i
vip?... Che vip?... Avrai mica anche una foto con Bob che custodisci gelosamente e non ce la fai vedere?...
Inoltre, hai mica il testo di Jammin' me, una canzone che so essere stata scritta da Dylan e che dovrebbe essere in un disco di Tom Petty?
Giovanni

Ciao Giovanni,
no, Anna non era impazzita... si riferiva solo al fatto che in una mail che le avevo spedito tempo fa le dicevo che la mia collezione di foto con vip era già molto lunga e contava gente come Gerry Scotti, Vittorio Sgarbi, William B.Davis (lo Smoking Man di X-Files), Peppe Quintale, Zdenek Zeman ed altri... ah beh, anche il gatto siamese di Like a rolling stone (quello potete vederlo nella sezione "Nella vecchia fattoria"). Sì in realtà ho anche una foto che mi ritrae con Bob ma non ve la faccio vedere perchè lui mi stava prendendo a calci dicendomi di smetterla di rompergli le scatole...
Sterzi a parte (come disse il concessionario al cliente che gli chiedeva perchè l'auto che voleva acquistare non aveva il volante) veniamo alla canzone che citi. L'ha scritta Bob insieme a Tom Petty e Mike Campbell degli Heartbreakers (a proposito, va bene Vanessa Redgrave e Eddie Murphy, ma chi è Joe Piscopo?).
Ecco il testo:

You got me in a corner
You got me against the wall
I got nowhere to go
I got nowhere to fall
Take back your insurance
Baby nothin's guaranteed
Take back your acid rain
Let your T.V. bleed

You're jammin' me, You're jammin' me,
Quit jammin' me
Baby you can keep me painted in a corner
You can walk away but it's not over

Take back your angry slander
Take back your pension plan
Take back your ups and downs of your life
In raisin-land
Take back Vanessa Redgrave
Take back Joe Piscopo
Take back Eddie Murphy
Give'em all some place to go

You're jammin' me, You're jammin' me,
Quit jammin' me
Baby you can keep me painted in a corner
You can walk away but it's not over

Take back your iranian torture
and the apple in young Steve's eye
Yeah take back your losing streak
Check your front wheel drive
Take back Pasadena
Take back El Salvador
Take back that country club
They're tryin' to  build outside my door



 

446) Ciao Michele.

A proposito del Tour del 1966 volevo segnalare una cosa importante....
Ai dylaniani meno esperti, ad esempio come me, e che possegono una copia del cd-tree di Carlo, vorrei segnalare
che nella directory Hard To Find è presente un piccolo pezzo di storia Dylaniana. Riguarda "Ballad of Thin Man"
eseguita alla Albert Hall il 26 maggio 1966 (file: Greil1_03.ra) . Questa esibizione storica è descritta, con grande
rilievo da Greil Marcus, nel libro "Repubblica Invisibile". Vi riporto alcuni stralci del libro di Marcus. Chiaramente,
in rispetto dei diritti d'autore, riporterò non l'intero testo ma solo le preposizioni ed i periodi più essenziali
(consiglio la lettura integrale) inerenti l'episodio suddetto.

(.....) ... il nastro sopravvissuto, da quella serata, non riporta il frastuono della folla; non si riesce ad ascoltare ciò
che Dylan si sentiva arrivare dal pubblico, ma i suoi nervi erano ormai cosi tesi che ogni dissenso era doloroso.
Trent'anni dopo si può riuscire ancora a immaginarlo lì, ritto a fronteggiare la folla, e lo si sente cedere. "Oh Dio"
dice, come qualcuno cha ha già visto troppo volte......
L'Urlo solitario che gli è sembrato scorgere tra la folla sta già crescendo, prima timido, ora sguaiato:
"TRADITORE, VENDUTO, STRONZO, TU NON SEI BOB DYLAN". E poi le risa. "Stai parlando con me?" dice
teatralmente Dylan .... l'unica cosa rimasta è quel verso di Ballad of Thin A Man....
Dylan (in questo tour) usa Ballad of Thin A Man come il colpo proibito del lottatore da sferrare, come un'abile
mossa per ritorcere contro l'avversario la sua stessa forza. Alcune canzoni offerte durante il set potevano
decollare o no, ma, dal punto di vista formale, rimanevano sempre le stesse. Al contrario Ballad of Thin A Man
era sempre diversa, cambiava a seconda del pubblico, talora toccante, talora funzionale a cambiarne l'atteggiamento...
Le pareti dell'Albert Hall si risollevano ancora, il frastuono della folla rimane, ma seduto al pianoforte Dylan attacca a suonare. La canzone è un blues, non solo, in certe serate addirittura il piu grande blues che chiunque
abbia mai ascoltato.... Stasera, l'ultima di molte nel Regno Unito, l'ultima durante la quale questa musica verrà
suonata, nessuno si tira indietro. Viceversa le ferite vengono mostrate e la loro sgradevole vista quieta la folla.
"Sei sicuro?" Dylan chiede al ventiduenne Robbie Robertson; Bob Dylan è l'anziano, venticinque anni e due giorni....
Ballad of Thin A Man iniziò lentamente, come se tutte le motivazioni della canzone fossero sospese tra ogni
singola nota del primo fraseggio. La stessa frase musicale sembrò rimanere sospesa, come pressata contro una
parete di ghiaccio.. La chitarra attaccò un tema ma non gli diede forma. Il pianoforte entrò come se avesse
preferito essere da un'altra parte. Il basso sigillò l'attimo, come se non avesse nulla di meglio da fare. Il risultato fu
raccapricciante, inaccessibile a chiunque altro al di fuori delle sei persone sul palco. Tuttavia era come sempre,
ammiccante, un linguaggio segreto che tutti potevano capire e che poteva rompere quel codice di comportamento che ti teneva inchiodato alla poltrona. La perfomance girava stancamente, ma poi, senza preavviso, uscì dai binari "You know something is happening" ("sapete che sta succedendo qualcosa") gridò
Dylan al pianoforte. "And it's happening without you" ("E sta succedendo senza di voi!"). (.....)
----------

Ora io vi riporto, utilizzando le traduzioni del sito, la parte della canzone nella quale Dylan cambia i versi:

Bè, il mangiatore di spade
viene da te e poi si inginocchia
si fa il segno della croce
poi sbatte i suoi tacchi alti
e senza avviso
ti chiede come ti senti
e dice "Eccoti la tua gola indietro
grazie per il prestito!"
Sapete che sta succedendo qualcosa
e sta succedendo senza di Voi!"
vero Mister Jones?
(in realtà al posto di "vero" dice un'altra cosa ... ma il mio inglese è ... inconsistente...)

Il testo originario è:
E tu sai che qui sta succedendo qualcosa
ma non sai cos'è
vero mister Jones?

Tutto qui, volevo solo fare questa segnalazione e ringraziare Carlo per il prezioso regalo che ci ha fatto.

Ciao
Antonio Maggie's Cat
 
 

MAGGIE'S FARM

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