429) Ciao sono fausto
e ho sentito qua e la su napster: oh babe it ain't no lie,
pass me not o saviour...,
halleluja I'm ready to go...,duncan and brady..., roving gambler,i am the
man thomas...,delia, blue bonnet...,searching for a soldier's grave...,
friend of devil, e tutte le altre che non ricordo. Sono live di quest'anno.
Sai mica dove posso
averne un cd pieno? O conosci qualcuno che mi puo fare un cd con le
canzoni, oppure un
sito...
Ho sentito to ramona
da dublino vicar street e il mandolino credo sia
unico ( cioè
spero non ci sia una versione migliore così mi metto il cuore in
pace).
beh un giorno ti mando
il mio racconto di parigi.
ciao
FAUSTO
Ciao Fausto, la tua
richiesta mi fa venire in mente che si potrebbe fare un bel cd per i prossimi
dylan tree con tutte le canzoni di quel tipo che tu citi... e Bob ormai
ne ha accumulate molte... Anna, Carlo, che ne dite?... Non sarebbe fantastico?...
Fatemi sapere... Se poi qualcuno è in grado di aiutare Fausto mi
scriva e glielo comunico...
Ciao Fausto e aspetto
il tuo racconto da Parigi
Michele
430) Caro Michele,
allora parliamone,
di questo De Gregori e del filo conduttore sempre molto visibile che lo
tiene vicino a Bob.
Non faccio una rassegna
album per album, perchè significherebbe provocare il suicidio di
tutti quei lettori che più
di tanto interessati
non sono.
Di De Gregori conosco
tutto quello che ha scritto e cantato, e mi limito a proseguire per flash
e spunti.
Innanzitutto, io credo
che più che dalla musica di Bob in sè, Francesco sia stato
influenzato dal "modo " di far
musica di Dylan, cioè
dal modo di utilizzare la musica come forma di espressione per dire e manifestare
un
pensiero, un cervello,
un cammino interiore. Una forma di comunicazione a cui Dylan ha impresso
una svolta dirompente per i giovani ( De Gregori aveva 11 anni quando Dylan
ha inciso il suo primo album )
che si accostavano
alla musica in quegli anni.
Se guardo ai primi
album di Francesco, diciamo da Alice a Bufalo Bill, noto profonde influenze
dylaniane che in
alcune canzoni riguardano
anche la musica e gli arrangiamenti, e che in molte altre riguardano solo
il modo di comporre una canzone. Faccio degli esempi:
Marianna al bivio
e Buonanotte fratello sono canzoni nettamente dylaniane, perchè
qui De Gregori scrive di
sogni e visioni potenti
e ci mette sopra la sua chitarra folk. Stessa cosa per il successivo Cercando
un Altro Egitto del 1974.
De Gregori usa dei
personaggi simbolici per creare allegorie e paradossi, figure retoriche
usate abbondantemente da Bob.
Ninetto e la Colonia
e l'Uccisione di Babbo Natale sono altre variazioni sul tema " sogno, allegoria
e paradosso ".
De Gregori è
l'unico amante di Dylan che non viene spaventato dalla forza a tratti incomprensibile
di molti sogni e
allucinazioni dylaniane
della prima era. Francesco è ancora più oscuro, il suo modo
di comporre non è
minimamente influenzato
dal voler farsi capire, e in questo la sua filosofia del " non c'è
niente da capire " è molto
simile a ciò
che Bob dice a proposito del significato delle sue canzoni " a volte non
le capisco neppure io..."
Il signor Hood, Buonanotte
fiorellino ( ma questa è storia ), Festival, completano un primo
periodo degregoriano
in cui è forte
la presenza di Dylan, oltre che di Cohen, ( sopratutto nel primo album
solista.)
Altro spunto: io credo
che De Gregori si sia ulteriormente avvicinato a Dylan nel momento in cui
ha imbracciato
la chitarra elettrica
e composto ballate di pochi accordi e di forte presa.
E questo è
avvenuto dal 1989 in poi.
Cito per tutti Bambini
venite Parvulos, per me uno dei suoi capolavori assoluti. Un rock povero
e convincente, e
un testo in cui l'allegoria
regna sovrana, in cui compaiono strani personaggi quasi dylaniani, quali
i professori
dell'altro ieri, l'arrotino
che regala crack, mastro lindo che regola la fila, Nello stesso album,
un De Gregori che
canta sempre più
arrochito e pungente nella voce crea e distrugge il Dottor Dobermann. Cose
è un altro esempio di ballata dylaniana, impreziosita da un'armonica
che De Gregori suona raramente ma in modo incredibile ( non so cosa ne
pensi ).
Canzoni d'amore è
del 1992, e qui l'elettricità domina. Sangue su Sangue, Chi ruba
nei supermercati, Vecchi amici, De Gregori incalza e sferza facendo capire
con chi ce l'ha. E' questo il Francesco più vicino a
Dylan, per quanto
posso capirne. E sempre per rimanere in questo tipo di ballate, anche se
non rock, l'Aggettivo mitico è una degna continuazione di questo
rapporto di forte influenza dylaniana.
Altro spunto: ci sono
canzoni degregoriane che hanno anche solo l'atmosfera di canzoni di Bob.
Se ascolto Battere e Levare ( 1996 ) nella versione chitarra e armonica,
io risento la stessa tranquilla tristezza del giovane
Bob di "Don't think
twice...." ed è una sensazione bellissima.
Altro spunto: ho letto
in diverse fonti che Francesco nei primi anni di carriera metteva nel repertorio
dei suoi concerti Masters of war cantata in inglese.
Ogni volta che vado
ad un suo concerto spero sempre in qualche sorpresa...
Ultimo spunto: il modo
di cantare dal vivo. Anche qui non so se è un riflesso condizionato,
ma Francesco ha preso sempre più da Dylan nell'impostare il suo
rapporto col pubblico e l'arrangiamento delle sue canzoni suonate dal vivo.
Io ho visto molti
suoi concerti, e anche lui si limita a pochissime parole e gesti. Ciò
scontenta chi si aspetta pensieri e parole, ma aumenta una carica ipnotica
che Francesco suscita nei suoi concerti. E poi...e poi fa
letteralmente a pezzi
le sue canzoni più famose, nel senso che oltre a creare arrangiamenti
sempre nuovi, le canta
in modo irregolare
e nervoso, anticipando frasi o rallentandone la pronuncia ( un deja-vu?
).
Ultimissimo spunto: la voce. Francesco, come emerge da alcune interviste è affascinato dalla voce di Bob. Io credo che Francesco abbia una voce incredibile, che col tempo e forse i sigari è divenuta più roca e calda.
Infine, credo che il grande merito di Francesco sia stato quello di rimanere se stesso e di crescere nella sua carriera grazie a Dylan e alla sua potente influenza, ed è riuscito a mantenere una sua autonomia come figura musicale che nessuno gli discute.
Grazie per essere arrivato
fin qui...
Mino Maggie's mosquito
Ciao Mino, sono d'accordo
al mille per mille con tutto quello che hai detto...
Ecco alcune altre
cose che mi vengono in mente e che, spesso solo a livello di sensazione,
di rimando probabilmente fortuito, di impalpabile affinità hanno
sempre legato nella mia mente Francesco a Bob:
Renoir: Francesco
la ha messa sul disco Francesco De Gregori in due versioni una "lenta"
ed una "veloce", guarda caso come ha fatto Dylan con Forever young. Un
caso? Quale viene prima, il disco di Bob o di Francesco?...
Dolce signora che
bruci: a me ricorda molto, sempre a livello di sensazione, di atomosfera,
It's all over now baby blue in particolare quando Francesco canta - cito
a memoria magari sbaglio qualche parola - "i soldati che aspettavi sono
tutti alla tua porta che chiedono le chiavi" che mi ricorda l'impostazione
di certe frasi di Baby Blue.
Un'altra canzone secondo
me molto dylaniana è Finestra di dolore che tra l'altro come atmosfera
mi rimanda a Visions of Johanna nella strofa in cui De Gregori canta "seduti
nella stanza aspettavamo l'alba senza troppo interesse... e Anna perduta
sul divano sembrava un bambino sconfitto". Da sempre nella mia mente Anna
è Johanna.
Rimmel: secondo me
non avrebbe sfigurato in Blood on the tracks.
Cercando un altro
egitto: a me ricorda molto Talking world war III blues
In Cose quando Francesco
canta "C'è qualcosa che brucia baby" non posso non pensare automaticamente
a Dylan che canta "Something's burning baby", traduzione praticamente letterale.
Per quanto riguarda
alcune cose che tu hai sottolineato: non ci avevo pensato al Mastro Lindo
di Bambini venite parvulos che in effetti Dylan cita col nome originale
di Mister Clean in I shall be free.
Sono d'accordissimo
sul discorso che fai relativo all'armonica e all'uso che De Gregori ne
fa che fa impazzire anche me. La versione che citi di Battere e levare,
quella "nascosta" come 29ma traccia dell'album, oltre a essere una stupenda
versione, è quanto di più dylaniano si possa... Pensa che
una volta una mia amica salì sulla mia auto ed io stavo appunto
ascoltando quel brano che era in un momento "strumentale" di armonica e
chitarra... Lei mi fa: che canzone di Dylan è questa che non la
conosco?... Le dissi: "Non puoi conoscerla, perchè è di De
Gregori". Lei ci credette solo quando poi attaccò la voce di Francesco...
Non sapevo di Masters
of war cantata da Francesco... c'è mica qualcuno che ne ha una registrazione...?
Ciao Mino
ps: ti immagini un
giorno un duetto tra Bob e il Principe?... Fantascienza?... Mah, chissà?
Mai dire mai... Un duetto De Gregori/Joan Baez c'è già stato
quindi... magari la prossima tourneè italiana di Bob...
431) Ti mando la scaletta
definitiva del disco live prossimo di Bob. L'ho letta su Expecting rain.
Ciao, Paolo
Bob Dylan Live 1961-2000
Thirty Nine Years
Of Great Performances
Limited Edition
Cat No: SRCS2438
Barcode no: 5099700243829
Release Date: 5 March
2001
Bob Dylan Live...
is a phenomenal collection of 16 live tracks bringing
together
nearly 4 decades of Great Concert Performances by one of the
greatest singer/songwriters
of the last 40 years. Featuring many 'rare' and
previously 'unreleased' tracks 'Bob Dylan Live' is the definitive
performance
album and will appeal to fans and collectors alike. The album
will
be worked to press and adverts are to run in Mojo, Q and Uncut.
Album Tracklisting
1. Somebody Touched Me
9/24/2000 (Portsmouth, England)
2. Wade In The Water
12/22/1961 (Minneapolis)
3. Handsome Molly
1962 (Gaslight)
4. To Ramona
1965 (Outtake from the film, Don't Look Back)
5. I Don't Believe You
5/17/1966 (Free
Trade Hall, Manchester, released on the album, LIVE 1966)
6. Grand Coulee Dam
1968 (from Woody Guthrie Tribute Album)
7. Knockin' On Heaven's Door
1/30/1974 (Madison Square Garden NY from BEFORE THE FLOOD)
8. It Ain't Me Babe
1975 (from RENALDO & CLARA)
9. Shelter From The Storm
1976 (from HARD RAIN)
10. Dead Man, Dead Man
1981 (New Orleans)
11. Slow Train
1987 (from DYLAN & THE DEAD)
12. Dignity
1994 (from UNPLUGGED)
13. Cold Irons Bound
12/16/1997 (El Ray Theatre, Los Angeles)
14. Born In Time
2/1/1998 (New Jersey Center, New Jersey)
15. Country Pie
2000 (Portsmouth, England)
16. Things Have Changed
2000 (Portsmouth, England)
Tracks 1, 2, 3, 4, 15 and 16 are previously unreleased
Tracks 6, 8 and 10,
13 and 14 have never been released on a Bob Dylan album
Track 6 is from a compilation that is no longer in print
Track 8 is from a promo only album
Track 10 is the "B" side of a cassette single
Track 13 and 14 were released on EP only
Grazie Paolo, un disco un pò "inutile" secondo me ma naturalmente è pur sempre un nuovo disco di Bob... Cosa ne pensano gli altri?...
432) Ciao Michele,
vorrei segnalare agli
amici di MF uno splendido libro di Paolo Vites dal
titolo "Stories From
A Neverending Concert" (Penguin's Editions - Milano -
1995) in cui racconta
- in italiano! - le live performances di Dylan durante
il Neverending Tour,
dal 1988 al 1994. Oltre a tante notizie interessanti e
ai giudizi critici
sui concerti, contiene molte splendide foto, la
discografia completa,
una ricchissima bibliografia, la filmografia e
l'elenco di tutte
le apparizioni televisive di Bob. Credo che sia
indispensabile averlo...
Ed ora due parole
sulla classifica di album che ti ho mandato: l'ho scritta
seguendo l'impulso
del momento, senza ragionarci troppo, solo dopo che me lo
hai fatto notare mi
sono resa conto di non aver inserito nessuno dei primi
album...certo che
sono
dei capolavori, ci
mancherebbe... e in questi giorni sto
ascoltando soprattutto
il Dylan acustico di quel periodo, ed è
incredibilmente emozionante...
Certamente nella mitica trilogia acustica
sono già
presenti tutte le
caratteristiche del genio di Bob, ma ancora...non sò come
dire... a livello
potenziale, in fieri... La genialità di Dylan sarebbe
esplosa più
tardi, con la svolta elettrica, con Newport 65, con Highway
61....Non sono di
quelli che hanno nostalgia del Dylan solitario con
chitarra acustica
e armonica, nella mia immaginazione Dylan suona sempre con
una band, ecco il
perchè della
"stranezza" della mia classifica...
Ciao a presto, Anna
duck
Ciao Anna... Mmm...
un possibile dibattito sulla posta di MF... Meglio il Dylan della prima
trilogia? O quello della seconda? O è impossibile fare il paragone?
Mi sa che è la terza che ho detto...
Ciao, Michele
433) Caro Michele "Napoleon
in rags" Murino,
Il mio nome è
Mario Mazziol, sono un dylaniato della prima ora essendo io
nato nell'aprile del
1941 (grazie in anticipo degli auguri), immagina negli
anni sessanta e settanta
le difficoltà per avere notizie, per ascoltare la
musica di Bob. I sacrifici
per comperare i dischi o le pessime, di qualità
sonora, cassette.
Sapessi che effetto fa ai concerti, io con capelli e barba
quasi completamente
bianchi vedermi attorniato da gente più giovane di me,
vedermi, sentirmi
osservato: quasi dicessero cosa ci fa qui il nonno (in
realtà lo sono).
Dicevo dylaniato, al matrimonio del mio terzo figlio ho
obbligato gli invitati
ad ascoltare e leggere i versi di "Wedding Song", con
successo e qualche
lacrima.
Io poi vivevo e lavoravo
in giro per il mondo, pensa se in Africa o nei
paesi arabi uscivano
i dischi di Bob.
Poi finalmente Internet,
finalmente la possibilità di sapere, di ascoltare,
di leggere tutto o
quasi su Bob.
Finalmente i siti
tutti dedicati a Bob, alla sua Musica, alla sua Arte, siti
in tutte le lingue,
aggiornati, uno addirittura due volte al giorno.
Il tuo sito esauriente,
ma "incasinato.....".
Permettimi di suggerirti
una migliore organizzazione: una pagina principale
con le informazioni
essenziali e i link. Il tutto darebbe al sito maggior
leggibilità
e lo farebbe apprezzare ancor di più. Mi trovo spesso a
sfogliare la lunga
pagina principale, a perdermi nell’ammirevole marea d’
informazioni.
Ti ringrazio, restando
in attesa del prossimo concerto di Bob..vicino a
casa.
Un cordiale saluto
Mario Mazziol
Ciao Mario e benvenuto
sulle pagine di Maggie's Farm.
Mi dispiace che tu
abbia difficoltà con l'impostazione del nostro sito ma soprattutto
mi stupisco...
Io infatti non sono
d'accordo con te sul discorso della leggibilità della home page
di MF visto che, secondo me, è quanto di più semplice
ci sia da consultare e, sempre secondo me ovviamente, rende il nostro sito
il più chiaro, ordinato e leggibile di tutti quelli dedicati a Dylan
presenti sul Web (quelli che io ho visto, intendo, cioè quasi tutti).
Spero di non sembrare
presuntuoso ma ne sono profondamente convinto.
A differenza infatti
di molti siti zeppi di banners, di rimandi, di rimandi ai rimandi, di links,
di sottolinks, di finestre, di alert che ti fanno partire 60 javascript
o comesichiamano, che ti rallentano all'esasperazione, etc, l'indice di
MF secondo me è talmente semplice e chiaro che anche un bimbo potrebbe
consultarlo.
Non bisogna fare altro
che andare su e giù lungo l'indice e cliccare le sezioni che interessano.
Più facile
di così secondo me si muore.
Tra l'altro anche
la successione è molto logica e chiara.
Vado comunque a spiegarti
il mio criterio sperando di farti cosa utile, Mario, e magari dopo potresti
cambiare idea.
Innanzitutto c'è
la sezione
Cosa c'è di
nuovo come mi sembra logico che sia visto
che i frequentatori abituali sono interessati alle novità. Ovviamente
le voci di questa sezione sono elencate in ordine cronologico dalle più
nuove (partendo dall'alto) alle più "vecchie" via via che si scende
verso il basso
Subito dopo le novità
inizia
l'indice generale
che è ordinato secondo una ferrea logica proprio nel
modo che tu vorresti,
cioè prima di tutto le cose essenziali più strettamente inerenti
Dylan in quanto artista
Si parte infatti con
BIOGRAFIA
(ovviamente si inizia sempre con questa)
BOB DYLAN'S ODDS AND
ENDS (Una biografia più approfondita)
poi i dati relativi ai dischi, la musica quindi
DISCOGRAFIA
ALBUM UFFICIALI
I 45 GIRI
LE CLASSIFICHE USA
DEGLI ALBUM DI BOB
LAST TIME...
statistiche sulle canzoni
MAY YOUR SONG ALWAYS
BE SUNG... le covers di canzoni di Dylan
BOB DYLAN TOP TEN
sondaggio interno a MF sulle canzoni
poi la sezione relativa ai testi, le parole quindi
TESTI IN ITALIANO
le traduzioni in italiano
THE STORY BEHIND THE
SONG analisi dei testi
IMPORTANT WORDS
statistica sui testi di Bob
ITALIAN VERSION
le "possibili" versioni in italiano
...AND GIVE THEM ALL
ANOTHER NAME! i titoli alternativi
dopo la musica e dopo i testi segue logicamente la parte relativa alle opere di o su Dylan slegate dalla musica in senso stretto (libri, film, quadri etc.)
BIBLIOGRAFIA ITALIANA
i libri su Dylan
FILMOGRAFIA GENERALE
i film di e su Dylan
THERE WAS THIS MOVIE
I SEEN ONE TIME... le apparizioni in video
di Dylan
FILM/VIDEO
un elenco generale
RENALDO AND CLARA
analisi del film più importante di Dylan
WHEN I PAINT MY MASTERPIECE
il Bob Dylan pittore
segue poi una parte relativa ai "servizi utili"
SUONARE DYLAN
i testi e gli accordi delle canzoni di Bob
ASCOLTARE DYLAN consigli
per i neo-dylaniani
DYLAN TREE
per diffondere compilation di Dylan fatte dai fans
poi si passa alla sezione "parlano i fans"
RACCONTI DAL NEVER
ENDING TOUR cronache dei fans in tourneè
con Bob Dylan
TALKIN' BOB DYLAN
BLUES la posta di Maggie's Farm
segue poi la parte relativa agli articoli dedicati a Bob sui giornali
STORIES IN THE PRESS gli articoli dedicati a Bob apparsi sulla stampa italiana
segue poi una parte relativa ad artisti che hanno avuto a che fare con Bob
DYLAN FRIENDS
gli artisti che hanno incrociato la loro strada con Bob
JOANIE AND BOBBY
il rapporto Baez/Dylan
DYLAN E I CANTAUTORI
ITALIANI i cantautori italiani e Dylan
DYLAN E IL PRINCIPE
Francesco De Gregori e Dylan
segue poi una sezione relativa all'ultimo lavoro in ordine di tempo di Bob
WONDER BOYS
WONDER BOYS : LE RECENSIONI
THINGS HAVE CHANGED
- Il testo in italiano
poi una sezione relativa alle manifestazioni dedicate a Dylan in Italia (che speriamo si arricchisca)
BOB DYLAN FOREVER birthday party valdostano
poi una parte più leggerina e spesso umoristica che prende in giro simpaticamente Bob
PUOI CONSIDERARTI UN
VERO "DYLANIATO" QUANDO...
LE INTERVISTE (IM)
POSSIBILI...
DYLAN QUIZ
DYLAN QUIZ - LA SOLUZIONE
DYLAN TEST 50 quesiti
per aspiranti laureandi in dylanologia
ZIMMY fumetti
su Bob
I PEANUTS E BOB fumetto
di Schulz dedicato a Bob
WAS THAT SOME KIND
OF JOKE?... le gags pronunciate dallo stesso
Dylan
IPSE DIXIT (AFORISMI
DYLANIANI IN VERSI SCIOLTI) le "frasi celebri"
di Bob
SOMEONE SHOWED ME
A PICTURE... fotografie inedite di Bob fatte
dai fans
per concludere i links ed il motore di ricerca interno al sito
LINKS
i siti dedicati a Bob consigliati da Maggie's Farm
WHAT WAS IT YOU WANTED?
Il motore di ricerca di Maggie's Farm
FAREWELL ANGELINA
Il sito italiano di Joan Baez
Mi sembra che più
chiaro, semplice, logico ed ordinato l'indice non potrebbe essere. E' di
una semplicità tale che credo nessun altro sito risulti più
"limpido" e leggibile. Il tutto poi senza dover possedere una laurea in
informatica e cliccare quarantamila links facendo il giro del Web in ottanta
giorni ma semplicemente scorrendo con il cursore dall'alto verso il basso
(o viceversa) impiegando pochi secondi a differenza di certi altri siti,
tra cui anche il bellissimo ma incasinatissimo (quello sì) Expecting
Rain che costringe a percorsi assurdi, rimandi, click avanti e indietro
che spesso, almeno a me capita, fanno perdere un sacco di tempo di attesa
tra un passaggio e l'altro quando non addirittura fanno bloccare tutto,
tanto che a volte sono costretto a spegnere il computer.
La mia scelta è
stata fin dall'inizio quindi questa attuale, semplice, chiara e facilmente
consultabile e che nelle mie intenzioni resterà immutata. La marea
di materiale che conto di inserire prossimamente non andrà ad intaccare
in alcun modo tale preciso schema visto che ogni nuova eventuale rubrica
andrà sistemata nella zona adeguata secondo le succitate categorie
della spiegazione che ho riportato sopra, proprio come fatto fin dalla
nascita di MF:
1) Dati dell'artista
2) Musica
3) Testi
4) Film-Video
5) Servizi "utili"
6) Parlano i fans
7) Articoli dei giornali
8) Artisti collegati
9) Dylan in Italia
10) Giochi- Fumetti-
Umorismo
consentendo a chiunque
di trovare subito ciò che cerca senza perdere tempo.
Caso mai, dunque,
si può dire al limite che il tempo che si impiega a visitare Maggie's
Farm è imputabile al fatto che il nostro sito è fin troppo
ricco di materiale ma questo credo sia un pregio (o no?). Addirittura con
il motore di ricerca puoi limitare ulteriormente il campo scegliendo gli
argomenti che più ti interessano...
Tutto quanto sopra
ho scritto è naturalmente la mia personale opininone ma magari molti
altri saranno invece d'accordo con te (anche se la tua è la prima
lettera in questo senso da quasi due anni che esiste MF, quindi mi sembrerebbe
strano che finora tutti si sono trovati benissimo). Fatemi sapere...
Spererei di
averti convinto, Mario, ma forse così non è, o comunque di
averti fatto cosa utile chiarendoti la logica dell'indice... Fammi sapere...
Comunque dove mi auguro invece assolutamente di convincerti è a
mandarmi tuoi contributi per il nostro sito... Cavoli, sei veramente un
"dylaniano veterano" ed immagino che ne avrai di cose da raccontare...
Come forse avrai visto, oltre naturalmente alla pagina della posta, abbiamo
anche una sezione dedicata ai racconti dei concerti da parte dei fans e
tu chissà quanti aneddoti avresti da raccontare... Mandami pure
se vuoi tutto quello che ritieni interessante...
Ciao e alla prossima,
Michele "Napoleon
in rags" Murino
Ed ora una lettera di Paolo Vites
434) Hey non esagerare
con i complimenti ("bellissimo
articolo"...); scherzi
a parte, complimenti di nuovo
per l'ottimo lavoro
anche grafico che avete fatto con
il mio articolo (belle
le immagini e i colori del
testo).
Grazie per la messa
on line, ma dimmi: quanti
visitatori ha attualmente
il tuo sito?
Non so come sono le
tue programmazioni, ma se ti
interessa qualcosa
d'altro da mettere on line fammi
sapere;
ho appena scritto
la recensione del nuovo live che
uscirà il prossimo
5 marzo ma purtroppo è una
recensione abbastanza
negativa perché come al solito
quelli della sony
hanno fatto un pessimo lavoro,
assemblando pezzi
già pubblicati e solo tre o quattro
inediti per nulla
imperdibili
buon lavoro
Paolo Vites
Ciao Paolo, grazie
per i complimenti sulla grafica... Ovviamente mi interessa tutto quello
che vorrai mandarmi anche in chiave negativa su Dylan (anche a me questo
prossimo live non esalta)... Mi chiedi quanti visitatori ha attualmente
il sito... Purtroppo non sono in grado di darti una cifra precisa perchè
il counter, che prima avevamo in fondo alla home page, l'ho eliminato perchè
mi andava in conflitto e spesso creava problemi a visualizzare correttamente
la pagina oltre che creare problemi a me quando la aggiornavo... Quello
che posso dirti è che all'epoca in cui l'ho eliminato ero arrivato
a circa 20.000 visitatori ed in teoria ora quella cifra dovrebbe essere
raddoppiata visto che è passato più o meno altrettanto tempo
da quando il counter è sparito di quanto ne fosse passato dall'inaugurazione
del sito al momento dell'eliminazione.
Ciao Paolo e alla
prossima,
Michele
435) Bene, il mio nome
"animalesco" quindi...eh??
Direi che , visto
che tanti anni fa , a scuola , ero soprannominato Albatros
in virtù delle
mie lunghe leve.... (arms & legs) direi ... di continuare così
che porta
bene...quindi vada
per ALBATROS !!
Ciao Amico.
TONI "ALBATROS"
OK
436) Ciao Michele.
Ti invio il testo
di un altro articolo. Poche settimane fà avevamo un pò criticato
Gino Castaldo.
Quest'articolo del
1998 mi sembra scritto con più attenzione e contiene un analisi
più equlibrata della figura di Dylan.
Poi t'invio anche
un profiletto, pescato in qualche posto su internet, di Dylan contenente
una splendida frase di Tom Waits nel quale io mi ci ritrovo in pieno.
Antonio Maggie's Cat
Musica!
22 gennaio 1998
I miti della musica:
Bob Dylan
di Gino Castaldo
Sono in molti oggi
a storcere il naso. Quel canto così scarno, scostante, difficile,
non sembra più adatto ai tempi. Dylan si porta dietro l'esercito
degli irriducibili,
e un drappello di giovani curiosi. In quella voce così sfuggente,
acida, incostante, c'è tutto il peso di una rivoluzione. Non tanto
quella dei proclami
pacifisti, del pifferaio del movimento, ruolo, o meglio prigione, che Dylan
ha combattuto per decenni, allergico com'è a ogni
etichetta.
La vera, profonda
rivoluzione avvenne quando nelle cantine folk di New York spuntò
un ragazzo dal viso scabro e spigoloso, con velleità poetiche e
il genio della musica,
capace di rovesciare il mondo semplicemete col suo stile. Non era l'ennesimo
menestrello disposto a ricalcare le orme dei padri
fondatori del folk
americano. Nelle ombre di quella voce si annidava il più scabroso
sentimento di un nuovo mondo, la percezione fantastica delle
immense possibilità
della musica popolare. Da lì in poi fu il diluvio, ma per la prima
volta molti ragazzi scoprirono che si poteva ascoltare, sì
semplicemente ascoltare
un cantante, senza per forza sculettare sui ritmi dei balli alla moda.
Oggi può sembrare
ovvio, ma allora non lo era affatto.
Dylan fornì
la prima musica "giovanile" di puro ascolto. E quel canto conteneva un
messaggio di incalcolabili implicazioni. Diceva che per cantare
non ci voleva una
voce "bella", impostata correttamente secondo i paradigmi della pulizia
formale, della retorica espressiva, della pur nobile finzione
dell'interprete. Si
poteva saltare un passaggio fondamentale e avvicinare la voce del cantante
a quella di chi pensava, scriveva, le cose da cantare. Una
analoga rivoluzione,
va detto, stava avvenendo in tutto il mondo. In Brasile Joao Gilberto stava
dimostrando più o meno le stesse cose. In Francia
gli chansonnier colti
stavano trasformando i confini della canzone. Perfino in Italia, i cantautori
genovesi stavano compiendo un percorso simile
Ma evidentemente l'impatto
che ebbe Dylan sul mondo non è paragonabile a null'altro. Anche
perché lo stile di Dylan era funzionale ad un racconto
di intensità
planetaria, all'epos di una trasformazione che stava scuotendo il mondo
dalle fondamenta. Avevano ragione i Beatles a dire che a mostare
la strada era stato
lui. Nei suoi testi la sfera espressiva della canzone compiva un salto
epocale, praticamente dimostrava che non c'erano più limiti,
che si poteva cantare
di tutto, di qualsiasi argomento, e senza pudori di alcun genere.
Per questo i discepoli,
magari inconsapevoli di Dylan, sono
centinaia, forse migliaia.
Tutta la musica moderna gli deve qualcosa, anche quando il debito non è
immediatamente riconoscibile. A parte Tom Petty
e Mark Knopfler, o
il più giovane Jonny Lang, quelli che realmente assomigliano a Dylan
sono davvero pochi. Ma è giusto così. Dylan non è
facilmente imitabile,
si rischia la caricatura. La vera lezione che c'è nella sua musica
è contraria ad ogni imitazione. Si può seguirne l'esempio
differenziandosi da
lui. In fondo il suo messaggio più importante è cantare quello
che si è, come si è, fino in fondo, senza mediazioni formali
Ma chi è veramente
Bob Dylan, sarebbe giusto chiedersi a questo punto? Di sicuro uno dei più
grandi poeti di questo secolo, ma un poeta musicale
s'intende. Sarebbe
ingiusto scindere le due cose. Anzi, la grandezza del personaggio è
proprio nell'aver esaltato questo moderno binomio della poesia
(che tra l'altro non
fa altro che riscoprire le sua antiche origini). Gli splendidi versi di
"Mr. Tambourine man" non sarebbero gli stessi, privati della
loro musica. Cosa
sarebbe di "Like a rolling stone" senza quella progressione di accordi,
senza la sferzante disperazione del canto di Dylan? Nella sua
arte, poesia, pronuncia,
canto, elettricità, variazioni, fughe e frammentazioni melodiche,
si fondono in una unica azione espressiva. Messi in fila uno
dopo l'altro i dischi
di Bob Dylan, almeno tutti quelli che ha inciso negli anni Sessanta e Settanta,
costituiscono una delle opere più importanti dei
nostri tempi, rappresentano
tutto il carico bruciante della modernità, con tutte le sue contraddizioni,
le sua asperità
Dylan è sempre
stato un eroe scomodo: non ha mai voluto cedere alle tentazioni celebrative,
scostandosi dai meccanismi che producono miti. In
fondo è ancora
in gioco, continua a fare la sua strada, che è la più difficile,
anche a costo di perdere pubblico, di non contare più sulle folle
enormi che
un tempo lo idolatravano.
Ha avuto il coraggio di essere talmente coerente da scomparire quasi, di
rientrare in quella fascia di mercato che porta ai
suoi concerti mille,
duemila persone al massimo. Poco per il più colossale e ingombrante
mito della musica rock, molti per un estremista della
poesia musicale che
se ne sbatte di ciò che sarebbe più opportuno per farsi amare.
Un ricordo su tutti: Woodstock '94. Eravamo nel pieno di questa
fase discendente delle
sue quotazioni di mercato, ma in una magica notte si verificò l'imprevisto.
Quando nella notte
culminante del festival arrivò
lui, per l'area circolavano
qualcosa come trecentomila ragazzi. Lui salì sul palco e questa
folla immensa si zittì. Si creò un'atmosfera di sospensione,
di attesa. Dylan intonò
nel modo più intimo che si possa immaginare una delle sue canzoni
più dolenti e dolci: "It's all over now", e per una di
quelle strane circostanze
che capitano ai grandi, la cantò con implacabile carisma, ma distante,
come se la stesse cantando in una piccola stanza,
davanti ad una donna,
o al massimo tre o quattro amici intimi. Era assurdo, ma funzionò.
Quella folla di ragazzi rimase stregata, e anche noi, per
l'ennesima volta,
dal fascino indiscreto di un irriducibile genio che ancora cercava brandelli
di verità.
Ed ecco il trafiletto di cui parlava Antonio
BOB DYLAN (1941)
Figlio di ebrei russi,
una moglie, quattro figli, mollte donne, 300 canzoni e una passione per
whisky, mescalina e vita <<on the road>>. Candidato al premio Nobel
per la letteratura.
Simbolo di un'epoca,
espressione di un sogno generazionale, primo grande intellettuale del rock,
menestrello elettrico. Da quando, ragazzo, incominciò a suonare
nei fumosi locali di Minneapolis fino al concerto per il Papa a Bologna
due anni fa. Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan, dal nome del poeta
gallese romantico e dissoluto Dylan Thomas, ha fatto poesia in musica,
aprendo nuovi orizzonti alla canzone popolare. Con la forza della sua coscienza,
la consapevolezza del proprio ruolo, la scelta di un linguaggio surreale
e audace.
Con <<Blowin'
in the Wind>> regala la colonna sonora al movimento dei diritti civili,
con <<Masters of War>> attacca il potere, con <<John Brown>>
e <<Hurricane>> parla agli sconfitti. Diventa elettrico negli Anni
Settanta, mistico, solitario, anima errante, nemico di ogni certezza e
del suo stesso mito. ha detto il suo amico Tom Waits:<<Le sue canzoni
ti fanno venire voglia di scappare di casa, lavorare per la ferrovia e
sposare una zingara. Sono una visione, un indovinello, una preghiera>>.
Ciao Antonio, grazie
per gli articoli. Preciso però che io avevo criticato Castaldo NON
per quello che diceva di Dylan, su cui ero e sono d'accordissimo con lui,
bensì per come aveva maltrattato (secondo me) un'artista sensibile
ed unica come Joan Baez, degna di ben altro rispetto.
In merito poi al trafiletto
con la frase di Tom Waits, una sola osservazione: come sarebbe "Diventa
elettrico negli Anni Settanta" ? Allora a
Newport e Manchester che cavolo gli hanno contestato?
Napoleon
Ed ora una segnalazione
di Anna
437) Sarò in
vacanza dal 4 al 13 marzo, ci concediamo qualche
giorno in un luogo
esotico... ci costerà una fortuna ma come si dice
..."quanno ce vò
ce vò" (caro prof., come me la cavo in romanesco?) ... ma
non farti strane idee,
non vado in Australia, sigh, sigh.... Mi faresti un
grosso favore se mettessi
un avviso sul sito in modo che quelli interessati
al tree mi contattino
dopo che sono tornata, così eviterei un accumulo di
mail a cui non posso
rispondere.
Ti ringrazio tantissimo
di tutto, un salutone, Anna
Ok, boys. Siete avvisati. Per il momento il dylan tree è sospeso fino al ritorno di Anna.
438) Ciao Michele,
innanzitutto complimentoni
per il sonetto romanesco dell'ultimo talkin' blues: bel lavoro e veramente
divertente; mentre
lo leggevo nel silenzio assoluto di casa mia nel pomeriggio, i miei si
sono preoccupati a sentirmi ridere da solo come un demente!
Prima di elencarti
la mia classifica degli album più belli di Bob (l'ultima volta ti
ho mandato quella
delle canzoni, lamentandomi
della mia "capitolazione" in questo gioco perverso ma affascinante,
questa volta, invece,
ho meno problemi, visto che con gli album una certa selezione è
più agevole
farla), vorrei dire
un paio di cose in risposta a quanto detto in talkin' blues 51.
In sintesi.
Ritengo che assegnare
l'Oscar a Bob per Things have changed sia giusto non solo per rimediare
al torto subito da
Knockin' on heaven's
door (ma fu poi vero torto? personalmente non sono mai stato folgorato
da
questa canzone, in
fondo nata ed assurta agli onori della storia un pò per caso, ma
qui il discorso
richiederebbe ben
altro approfondimento), ma soprattutto perchè è una splendida
canzone!
Giuro di averla considerata
tale da subito, dal primo ascolto, quindi ben prima che fosse sulla bocca
di tutti (tutti!?
tutti noi dylaniati!) e quindi non ho alcun dubbio che i giurati dell'Oscar
non saranno
costretti a dover
compiere alcun atto di contrizione per assegnargli quella statuetta, anche
se poi, in
fondo, chissenefrega,
visto che certamente quella degli Oscar, in fondo (mica tanto in fondo),
è
sempre stata una vera
buffonata, basti pensare, come ultimissima prova, che un capolavoro (per
forma e per contenuto)
come "I cento passi" non è stato inserito tra le nominations.......
A proposito dei bootleg,
ne parlavo con Francesco (anche lui della fattoria) il giorno prima di
leggere la posta:
ma che scherziamo?
E' evidentissimo,
nonchè logico, che Bob in persona (non parlo tanto della CBS, che
pure ha avuto
un ruolo tecnicamente
importante) abbia svolto un ruolo, o meglio, non abbia svolto il ruolo
del
"censore" o comunque
di colui che , pur potendolo fare, non hai mai preteso di sorvegliare sui
nastri
e sui demo da lui
registrati; insomma, se consideriamo che bootleg di Bob risalgono alla
notte dei
tempi (sono o non
sono i suoi tra i primi bootleg di sempre, almeno a quei livelli), è
assurdo pensare
che il nostro sia
riuscito nell'ardua impresa di farsi "soffiare" sotto il naso tutto ciò
che registrava, e
perdippiù,
senza che questo provocasse da parte sua delle ritorsioni nei confronti
dei "sospetti ladri",
che pure sarebbero
stati facilmente individuabili!
Comunque sia, grazie
di tutto, Bob, anche di questa tua ennesima trovata.
In conclusione, caro
Michele, ti mando la mia classifica degli album, non prima, però,
di salutare
tutta la comunità
di Maggie's Farm grazie alla quale, Michele in testa, sono tornato a Bob
dopo un
periodo di colpevole
distrazione.
La mia top ten degli
album:
1.Desire
2.Blood
on the tracks
3.Highway
61 revisited
4.Time
out of mind
5.Blonde
on blonde
6.The
freewheelin' Bob Dylan
7.Another
side of Bob Dylan
8.Slow
train
9.Bringing
it all back home
10.Planet waves
Ciao a tutti da "dog" Gianfranco (Michele, mi devi far sapere se dobbiamo firmarci ormai solo con il nick o con entrambi i nomi) da San Severo (FG).
Ciao Gianfranco, per
il nickname secondo me è più simpatico aggiungerlo al nome
come una sorta di cognome... Per la classifica album ok, aggiungerò
i tuoi voti alla classifica generale (altri nove punti per Blood on the
tracks che rinsalderà la sua prima posizione) e quanto a Desire...
i tuoi dieci punti lo fanno schizzare al decimo posto come new entry scalzando
John Wesley Harding...
Tornato a Bob dopo
un periodo di distrazione grazie a Maggie's Farm?... E' una cosa che mi
fa veramente piacere, ora però non ti distrarre più...
Quanto ai bootlegs,
secondo me Bob ha dato lui stesso i nastri a chi glieli chiedeva o comunque
non ha impedito che i nastri circolassero perchè non gliene frega
niente del suo lavoro registrato nè di quello inciso ufficialmente.
Ha sempre dichiarato di non ascoltare i suoi vecchi dischi e di non esserne
influenzato, figuriamoci che gli può interessare del resto... E
poi credo che sarebbe impossibile provare ad impedire certe fughe... A
volte credo che per Bob i dischi siano una cosa inutile, che lui preferirebbe
fare solo il Neverending tour e la cura approssimativa del prossimo live
lo prova.
Ed ora parliamo dei
Before Hendrix, la band di cui abbiamo parlato tempo fa su queste pagine
e che a quanto pare ha molti estimatori visto che Daniele di Luino mi scrive
per tesserne le lodi. A questo punto cari Before Hendrix, non mi fareste
sentire qualcosa di vostro?... Sono curioso... Poi se volete iscrivervi
per Bob Dylan Forever - Seconda edizione, prossimamente ad Aosta, fatemi
sapere...
Daniele di Luino prosegue
poi
439) Pur essendo anch'io
di Luino non conosco il Marco che scrive ( e quindi non parlo da parente
o da
assoldato dei Before
Hendrix!!) ma li ho sentiti diverse volte e meritano veramente!! Mi sembra
che abbiano fatto un Cd di recente,
ma non so se di cover
o canzoni loro, se ci sono cover di Dylan, Marco potresti segnalarlo?
A dicembre ho comprato
un libro sulle canzoni di Dylan La storia dietro ogni canzone di Dylan
- parte prima gli
anni 60 di Elaine
Moryson e mi è piaciuto un sacco nonostante nonostante alcune affermazioni
mooolto discutibili( a
pag. 242 dice che
The ballad of Frankie Lee and Judas Priest è la ballata più
noiosa dell'album! Ma è una delle mie canzoni preferite!!!)
Posto che il libro
è una prima parte qualcuno di voi sa se esiste una seconda o terza
parte pubblicata in Italiano?
Grazie per eventuali
aiuti. Poi ti invio la mia classifica sugli album di dylan
1- Blonde on Blonde
2- Blood on the tracks
3- Time out of mind
4- Slow train coming
5- before the flood
6- Highway 61 revisited
7- Oh Mercy
8- Freewheeling Bob
Dylan
9- Bringin it all
Back home
10 - Desire
A proposito di Vites
io mi ricordo di avere comperato e di aver gelosamente tenuto le copie
di una sua pubblicazione di una dylan fanzine intitolata Rolling Thunder
Revue che però alla quinta uscita aveva chiuso ( mi
pare ) e un Cd chiamato
Great White Wonder n. 2, molto carino con cose interessanti. Siccome posto
da vari indirizzi mi firmo anch'io con un nome di animale così sarò
riconoscibile
ciao Daniele
Corvo Raven
Ciao Daniele, per quanto
riguarda il libro della Morison concordo con te... Ballad of Frankie Lee
and Judas Priest secondo me è una delle migliori canzoni di Bob
quindi definirla noiosa è secondo me alquanto azzardato anche se
"De gustibus non disputandum est". In italiano sicuramente non esistono
le altre parti di quel libro e forse neanche in inglese ma su questo non
sono sicurissimo. Qualcuno lo sa?
Per quanto riguarda
la tua classifica ok. Blood on the tracks risulta veramente l'album più
amato e con i tuoi punti andrà ancora più su...
Ed ora una lettera che giro ad Anna ed a Carlo (per il ps)
440) Ciao Anna,
vorrei far parte del
Dylan tree anche se non conosco perfettamente il
funzionamento: "Qualcuno
mi invia i CD contenenti i file mp3 (tramite
mail non sono troppo
pesanti?), io masterizzo e reinvio a chi mi
segue?".
Saresti così
gentile da conferamarmi o meno tale procedura?
Un saluto e buona giornata,
Arduino
P.S. Per caso è
possibile procurarsi il CD del 1° Dylan Tree?
441) Mi sembra che
Bob Dylan non sia stato neanche
nominato (leggo da
Expecting Rain) nelle Nomination al Nobel.
Commento: NO COMMENT
Stefano.
Come diceva Peppino
a Toto' (rubo la gag a Michele)
"...e con questo
ho detto tutto"
Ciao Stefano ed io, continuando con le citazioni di Totò, aggiungo (in relazione al fatto che ancora non si decidono a dare il Nobel a Dylan): "OGNI LIMITE HA UNA PAZIENZA!!! PER DINCI ED ANCHE PER BACCO! EZIO E ANDIO!"
442) Ciao
Ti invio la lista
dei dieci album di Dylan che
preferisco:
1- Desire
2- Oh Mercy
3- Time out of Mind
4- Highway 61
5- Blonde on Blonde
6- Planet Waves
7- Empire Burlesque
8- Slow Train
9- Infidel
10- Under the red
sky
P.S ho ascoltato l'album
ultimo di De Gregori. Non male, l'unica cosa
che non ho digerito
la copertina che assomiglia a Planet Waves di Bob!
Ho letto che il 3 marzo
esce un live di Dylan,che
proprio live nel vero
senso della parola
non e' poiche' contiene
pezzi presi qua e la da vari
concerti.
Mi chiedo a che serve
cio'?
Posso capire l'uscita
dei vari "The Best" per attirare
le nuove generazioni.
Perche' la casa discografica
non fa' uscire uno
completo?
E perche' non fa'
uscire un bel Videograph magari con
un dietro le quinte.
So che i concerti
del Supper Club sono stati ripresi
completamente e forse
anche altri.
So che tutti i concerti
di Dylan fino all'ultimo sono
stati registrati e
custoditi
nella sua casa discografica,
che aspettano a farci
la grazia?
Quando vedo l'uscita
di 5 o 6 cd di alcuni artisti con
varie out-take mi
dico
perche' loro sì
e Dylan no?
Secondo me Dylan non
c'entra nulla sulla pubblicazione
di tutto cio',secondo
me e' la
casa discografica
che ha in mano il gioco.
"....businessman they
drink my wine,plowmen dig my
earth"
Aspettiamo fiduciosi.
Stefano.
Ciao Stefano ti dico solo una cosa: MAGARI!
443) Caro Michele Murino,
mi chiamo Sandro Naglia
e faccio (pensa te) il cantante lirico, se mi prometti che leggendo questo
non penserai subito
a Pavarotti o (peggio) a Bocelli. In realtà frequento repertori
più variegati che
vanno da Monteverdi
a Bach, Mozart, Schubert fino alla musica del Novecento. E qui esce fuori
il
mio background dylaniato,
visto che da qualche anno propongo commistioni e crossover
classicoleggeri che
includono anche cover del Nostro. La presenza di Dylan è stata essenziale
nella
mia vita come pure
nella mia (chiamiamola così) "vocazione artistica".
Ti scrivo per diversi
motivi: il primo è che, oltre a farti infiniti complimenti per "Maggie's
Farm",
volevo comunicarti
che presto troneggerà tra i "siti consigliati" (pochi in verità
perché non sono un
fanatico di Internet)
nel mio sito personale www.sandronaglia.com che verrà attivato tra
breve; poi
volevo farti sapere
dell'esistenza di un mio disco che si intitola "Song sketches - Da Dowland
a
Dylan" e che propone
canzoni dal Rinascimento ai giorni nostri fino appunto a una cover di
"Knockin'..." del
Nostro, realizzata con chitarra acustica e chitarrone (ovvero l'antenato
seicentesco
della chitarra) in
una sorta di "esperimento di sound" (e voce non "impostata", ovviamente).
Informazioni sul disco,
se ti interessa saperne qualcosa, puoi trovarne su
www.esperiamusic.com/songita.htm
e su
www.renaissancemagazine.com/music/dylan.html
(che è una
bellissima recensione americana sul disco medesimo che paga un bel tributo
a Dylan,
notevole perché
la rivista si occupa di "Early Music"!)
La cosa divertente
è che a causa di questo disco ora Dylan si trova "schedato" come
compositore
anche in alcuni repertori
discografici "classici" (e non gli era dovuto?).
Se per caso ti trovassi
in quel di Bologna il prossimo 27 marzo, darò un concerto nell'Aula
Absidale di via dei
Chiari con un programma in parte tratto dal disco che includerà
anche una
"suite" da "Pat Garrett...".
Spero di non averti
tediato e, rinnovandoti i miei entusiasmi per il tuo sito, mi auguro che
presto ci
sarà occasione
di conoscerci. (Mi accorgo ora che ti ho dato spontaneamente del tu, ma
spero non
sia un problema!)
Saluti da
Sandro Naglia
sandronaglia@tiscalinet.it
Ciao Sandro, non mi
hai affatto tediato e se passo da Bologna... La tua lettera mi fa molto
piacere anche per un altro motivo, cioè perchè smentisce,
se mai ce ne fosse ancora bisogno, quegli improvvisati critici (speriamo
oramai rimasti in pochi) che (dimostrando il loro surreale senso dell'umorismo)
ogni tanto si sentono pontificare: "Beh, sì, però Dylan a
livello musicale è inconsistente..." e che ancora non si sono resi
conto (meschini loro!) che Dylan, come scritto su un numero di "Buscadero"
dopo l'uscita di Time out of mind, è il più grande compositore
nell'ambito della musica rock.
Ciao, Napoleon
444) Ciao Michele e
ciao a tutti gli amici della fattoria!
Ho seguito in silenzio
(per impegni di studio non ho
avuto molto tempo)
gli ultimi sviluppi del sito, ed
alcuni sono stati
così grandi&interessanti che non ho
più potuto
tacere! Lo scambio “epistolare” tra Antonio
S. e Stefano Rizzo
è stata una delle pagine più belle
della posta di Maggie:
la lettera di Antonio m’è
sembrata una dimostrazione
di stima veramente sincera
e spontanea, e la
risposta di Rizzo m’ha quasi
commossa: parlando
del periodo del suo lavoro su
Dylan ha descritto
un quadro tanto delicato e “intimo”
che quando l’ho letto
ho avuto una strana sensazione,
non so, come d’aver
violato involontariamente la sua
privacy, d’essere
entrata con gran trambusto in
ricordi che avrebbero
richiesto, invece, passetti
piccoli piccoli &
sulle punte... Sarò sensibile, ma
questa cosa m’ha fatto
accapponare la pelle! Quanto a
“Blues, ballate e
canzoni”, sarò sincera, non sapevo
fosse stato il preludio
agli studi italiani in
materia; anch’io ho
iniziato a conoscere Bob proprio
da lì, ma senza
sapere che quello FOSSE l’inizio e
senza sapere che anche
molti altri dylaniani (Antonio,
Anna e penso pure
altri) erano partiti dallo stesso
punto. Guarda un po’
che coincidenze...
Ma poi ho visto che
ci sono state anche altre lettere
di “illustri”... Uè!
Maggie è diventata grande ormai,
“she’s a big girl
now”!!!
Per compiere la mia
buona azione quotidiana, vorrei,
poi, dare una mano
alla causa di Desire, uno degli
album che preferisco
e che ho visto nominato più volte
ultimamente. Anzitutto
CHI ha detto... no, dico, CHI
ha detto che è
un album “impuro”? Va bene che i punti
di vista non si discutono,
ma allora mi si dica qual è
il Bob “puro”, che
diamine! Personalmente non saprei
rispondere tant’è
che se un ignorante in materia mi
chiedesse “Fammi ascoltare
Dylan” sarei nel panico più
totale: qual è
l’album, e quindi, “il” Dylan per
eccellenza, quello
“definitivo”? Cosa potrei fargli
ascoltare? Non lo
so. Detto questo, Desire a mio dire
è un capolavoro,
un capolavoro che mi si è rivelato
nel tempo, ma che
alla fine mi ha conquistata. Non
riesco ancora a capire
il perchè, ma credo che mi
affascinino la sua
aria “jewish” ed il simbolismo
ammaliante di certe
liriche (Isis, Sara); mi incanta
perchè ha un
tappeto sonoro ricco e un po’ “barocco” e
perchè ha il
grande potere di evocare immagini nitide
di paesaggi e cose
come nessun altro album: la notte,
i falò e le
stelle (che schifo! anche se cerco di
combatterli ho anch’io
i miei squallidi stereotipi!!!)
e donne zingare che
danzano e bracciali che
tintinnano, e poi
la “valley below”, i paesaggi
polverosi di Romance
In Durango, il mare blu del
Mozambico... Lo trovo
un album “affollato”, non solo
di strumenti, musicisti
e voci, ma anche di persone e
personaggi spesso
co-protagonisti accanto all’Io
(Magdalena, Sara,
la “Sister”) altre volte
protagonisti essi
stessi (Rubin Carter, Joey), e
proprio questa moltitudine
di presenze lo rende
diverso dagli altri
lavori, generalmente più
intimistici e “solitari”
con un io forte e centripeta
(penso soprattutto
a Blood on The Tracks, ma è solo un
esempio tra tanti).
Credo che Desire sia uno di quegli
album senza mezze
misure, o lo si ama o lo si odia, ma
forse questo accade
un po’ con tutti i lavori di Bob e
pure col suo personaggio,
credo. Ora non vorrei aver
esagerato con le lodi:
chiaramente Desire è uno degli
album che più
mi piacciono, ma ad oggi credo che non
sia comunque in grado
di competere con Highway61,
Blonde On Blonde o
Blood On The Tracks, sia chiaro...
Mi spiace solo che
venga spesso snobbato e così ho
voluto provare a risollevarne
l’immagine per quanto ho
potuto... Aaaahhh
(sospiro), come sono caritatevole
io!!!
Per concludere, comincio
fin da adesso a fare un
InBoccaAlLupo grosso
come un tricheco obeso a Bob per
l’Oscar: come si dice,
che vinca il migliore (s’è
capito che non mi
sto riferendo a Sting & co.???)!
Ciao ciao!
Gio
Ciao Gio,
quanto a quelli che
definiscono "Desire" un album non rappresentativo del Dylan "puro" io credo
che si riferiscano al fatto che in quel disco, e soprattutto nel successivo
Street legal che in questo discorso gli viene accomunato, Bob non è
il Bob classico, quello folk, o folk/rock ma "invade" altri campi (ma perchè
questo dovrebbe essere un male?). Anzi io penso che questo dimostri ancora
una volta le grandissime qualità di compositore di Dylan che musicalmente
parlando è forse il più ricco e vario dei grandi, che ha
composto musiche di altissimo livello nei generi più disparati,
dal folk al rock, dal country al gospel, dal blues al rock'n'roll con spruzzate
di jazz recentemente...
Anche io mi sono molto
emozionato per la lettera di Rizzo.
Ciao, Michele
(e il tuo nick-name?)
445) Ciao, ho letto
in una recente lettera di Anna qualcosa relativo a foto di Napoleon in
rags con vip... come sarebbe che hai una serie di foto tue con i
vip?... Che vip?...
Avrai mica anche una foto con Bob che custodisci gelosamente e non ce la
fai vedere?...
Inoltre, hai mica
il testo di Jammin' me, una canzone che so essere stata scritta da Dylan
e che dovrebbe essere in un disco di Tom Petty?
Giovanni
Ciao Giovanni,
no, Anna non era impazzita...
si riferiva solo al fatto che in una mail che le avevo spedito tempo fa
le dicevo che la mia collezione di foto con vip era già molto lunga
e contava gente come Gerry Scotti, Vittorio Sgarbi, William B.Davis (lo
Smoking Man di X-Files), Peppe Quintale, Zdenek Zeman ed altri... ah beh,
anche il gatto siamese di Like a rolling stone (quello potete vederlo nella
sezione "Nella vecchia fattoria"). Sì in realtà ho anche
una foto che mi ritrae con Bob ma non ve la faccio vedere perchè
lui mi stava prendendo a calci dicendomi di smetterla di rompergli le scatole...
Sterzi a parte (come
disse il concessionario al cliente che gli chiedeva perchè l'auto
che voleva acquistare non aveva il volante) veniamo alla canzone che citi.
L'ha scritta Bob insieme a Tom Petty e Mike Campbell degli Heartbreakers
(a proposito, va bene Vanessa Redgrave e Eddie Murphy, ma chi è
Joe Piscopo?).
Ecco il testo:
You got me in a corner
You got me against
the wall
I got nowhere to go
I got nowhere to fall
Take back your insurance
Baby nothin's guaranteed
Take back your acid
rain
Let your T.V. bleed
You're jammin' me,
You're jammin' me,
Quit jammin' me
Baby you can keep
me painted in a corner
You can walk away
but it's not over
Take back your angry
slander
Take back your pension
plan
Take back your ups
and downs of your life
In raisin-land
Take back Vanessa
Redgrave
Take back Joe Piscopo
Take back Eddie Murphy
Give'em all some place
to go
You're jammin' me,
You're jammin' me,
Quit jammin' me
Baby you can keep
me painted in a corner
You can walk away
but it's not over
Take back your iranian
torture
and the apple in young
Steve's eye
Yeah take back your
losing streak
Check your front wheel
drive
Take back Pasadena
Take back El Salvador
Take back that country
club
They're tryin' to
build outside my door
446) Ciao Michele.
A proposito del Tour
del 1966 volevo segnalare una cosa importante....
Ai dylaniani meno
esperti, ad esempio come me, e che possegono una copia del cd-tree di Carlo,
vorrei segnalare
che nella directory
Hard To Find è presente un piccolo pezzo di storia Dylaniana. Riguarda
"Ballad of Thin Man"
eseguita alla Albert
Hall il 26 maggio 1966 (file: Greil1_03.ra) . Questa esibizione storica
è descritta, con grande
rilievo da Greil Marcus,
nel libro "Repubblica Invisibile". Vi riporto alcuni stralci del libro
di Marcus. Chiaramente,
in rispetto dei diritti
d'autore, riporterò non l'intero testo ma solo le preposizioni ed
i periodi più essenziali
(consiglio la lettura
integrale) inerenti l'episodio suddetto.
(.....) ... il nastro
sopravvissuto, da quella serata, non riporta il frastuono della folla;
non si riesce ad ascoltare ciò
che Dylan si sentiva
arrivare dal pubblico, ma i suoi nervi erano ormai cosi tesi che ogni dissenso
era doloroso.
Trent'anni dopo si
può riuscire ancora a immaginarlo lì, ritto a fronteggiare
la folla, e lo si sente cedere. "Oh Dio"
dice, come qualcuno
cha ha già visto troppo volte......
L'Urlo solitario che
gli è sembrato scorgere tra la folla sta già crescendo, prima
timido, ora sguaiato:
"TRADITORE, VENDUTO,
STRONZO, TU NON SEI BOB DYLAN". E poi le risa. "Stai parlando con me?"
dice
teatralmente Dylan
.... l'unica cosa rimasta è quel verso di Ballad of Thin A Man....
Dylan (in questo tour)
usa Ballad of Thin A Man come il colpo proibito del lottatore da sferrare,
come un'abile
mossa per ritorcere
contro l'avversario la sua stessa forza. Alcune canzoni offerte durante
il set potevano
decollare o no, ma,
dal punto di vista formale, rimanevano sempre le stesse. Al contrario Ballad
of Thin A Man
era sempre diversa,
cambiava a seconda del pubblico, talora toccante, talora funzionale a cambiarne
l'atteggiamento...
Le pareti dell'Albert
Hall si risollevano ancora, il frastuono della folla rimane, ma seduto
al pianoforte Dylan attacca a suonare. La canzone è un blues, non
solo, in certe serate addirittura il piu grande blues che chiunque
abbia mai ascoltato....
Stasera, l'ultima di molte nel Regno Unito, l'ultima durante la quale questa
musica verrà
suonata, nessuno si
tira indietro. Viceversa le ferite vengono mostrate e la loro sgradevole
vista quieta la folla.
"Sei sicuro?" Dylan
chiede al ventiduenne Robbie Robertson; Bob Dylan è l'anziano, venticinque
anni e due giorni....
Ballad of Thin A Man
iniziò lentamente, come se tutte le motivazioni della canzone fossero
sospese tra ogni
singola nota del primo
fraseggio. La stessa frase musicale sembrò rimanere sospesa, come
pressata contro una
parete di ghiaccio..
La chitarra attaccò un tema ma non gli diede forma. Il pianoforte
entrò come se avesse
preferito essere da
un'altra parte. Il basso sigillò l'attimo, come se non avesse nulla
di meglio da fare. Il risultato fu
raccapricciante, inaccessibile
a chiunque altro al di fuori delle sei persone sul palco. Tuttavia era
come sempre,
ammiccante, un linguaggio
segreto che tutti potevano capire e che poteva rompere quel codice di comportamento
che ti teneva inchiodato alla poltrona. La perfomance girava stancamente,
ma poi, senza preavviso, uscì dai binari "You know something is
happening" ("sapete che sta succedendo qualcosa") gridò
Dylan al pianoforte.
"And it's happening without you" ("E sta succedendo senza di voi!"). (.....)
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Ora io vi riporto, utilizzando le traduzioni del sito, la parte della canzone nella quale Dylan cambia i versi:
Bè, il mangiatore
di spade
viene da te e poi
si inginocchia
si fa il segno della
croce
poi sbatte i suoi
tacchi alti
e senza avviso
ti chiede come ti
senti
e dice "Eccoti la
tua gola indietro
grazie per il prestito!"
Sapete che sta succedendo
qualcosa
e sta succedendo senza
di Voi!"
vero Mister Jones?
(in realtà
al posto di "vero" dice un'altra cosa ... ma il mio inglese è ...
inconsistente...)
Il testo originario
è:
E tu sai che qui sta
succedendo qualcosa
ma non sai cos'è
vero mister Jones?
Tutto qui, volevo solo fare questa segnalazione e ringraziare Carlo per il prezioso regalo che ci ha fatto.
Ciao
Antonio Maggie's Cat
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