Talkin' Bob Dylan Blues
La posta di Maggie's Farm
43ma parte

325) Comunicazione semiprivata per Carlo da parte di Michele:

Ciao Carlo, ma che sta succedendo con la tua casella di posta elettronica? Sono giorni che non ricevo tue notizie e non ho avuto risposta ad una miriade di mails che ti ho mandato. Approfitto quindi di questo spazio per comunicare con te ed in particolare in merito alla tua mail che riporto di seguito. Michele

Ecco la lettera che mi aveva scritto Carlo:

Ciao Michele,
sono sicuro che già ce l' hai, ma per prudenza ti invio in allegato la
traduzione dell' intervista a Marcus dopo l' uscita de "La Repubblica
Invisibile".
Secondo te perchè il manager di Dylan ha chiesto di non citare le canzoni
dei Basement Tapes pubblicate ufficialmente?
Ciao

Allora Carlo, l'allegato di cui parli non c'era nella tua mail (o te ne sei dimenticato o per qualche motivo non l'ho ricevuto). Ti prego di rispedirmelo dal momento che non ho quella intervista che mi interessa molto, anzi voglio anche pubblicarla in questa sede.
Quanto alla tua domanda non saprei cosa risponderti... Qualcuno in ascolto sa perchè nel volume di Greil Marcus non si parla delle canzoni ufficiali dei Basement tapes?...
A proposito di questo libro devo comunque dire che, seppur interessante, è anche molto pesante (io sono alla terza lettura e mi sfugge sempre qualcosa) però mi fido di Dylan il quale ha scritto sulla copertina del volume in questione: "Questo è un libro definitivo, penetra profondamente nel subconscio e passa al setaccio quel periodo storico con grande efficacia. Greil Marcus ce l'ha fatta di nuovo". Bob Dylan (come sono lontani i tempi della famigerata diatriba Dylan/Marcus a proposito di "Self Portrait"...).
Ciao Carlo, spero che tu risolva i tuoi problemi con la posta elettronica e ti faccia vivo al più presto. Michele.


326) Caro Michele, a volte mi stupisco di come ci siano sempre dei versi di Dylan che definiscono perfettamente una situazione, una sensazione, un sentimento: quando ho letto la tua risposta alla mia ultima mail mi sono venuti subito in mente questi: we always did feel the same, we just saw it from a different point of view... (Anna si riferisce ad una sua recente lettera ed alla mia relativa risposta nella quale si azzardava l'ipotesi di un Dylan maschilista o quanto meno "antifemminista", che poi potrebbe essere la stessa cosa...)
Ora cercherò di spiegarti il mio point of view  ... Probabilmente in alcuni
casi riesco a comunicare meglio con la famosa telepatia, anche se questo va
contro la ferrea (?) logica aristotelica a cui cerco sempre di attenermi,
(resta un mistero come l'irrazionalità più totale sia stata alla base delle scelte migliori che ho fatto, proprio non lo so ...).
Dunque, forse mi sono espressa male (non dovrei mettermi a scrivere di certi
argomenti alle 2 di notte !!! ), ma non ho mai pensato che Dylan sia un
"maschilista", mi dispiace se ho dato quella impressione. Semplicemente mi
sono ricordata di aver letto che in un certo momento le femministe se
l'erano presa con Dylan per qualche canzone, ed in effetti in JLAW non dice
cose proprio carine, ma sono perfettamente d'accordo con te, Michele, Dylan
non sta pensando genericamente alle donne ma ad una in particolare (e ho
cercato di esprimere questo concetto facendo quella domanda un po' scherzosa
direttamente a Bob).
In ogni caso sono sempre stata allergica a termini come "femminismo" e "maschilismo", mi sembra che semplifichino in maniera ridicola e un po' ottusa la complessità dei rapporti umani. Voglio dire che ci sono circa 3 miliardi di sfumature diverse nel rapporto tra un uomo e una donna e Dylan è riuscito ad esprimerle tutte queste sfumature con la sua poesia, come potrei definirlo maschilista ? non avrebbe proprio senso.
E non mi sognerei mai neppure per un attimo di pensare che tu sei un "maschilista" perchè ti piace Is Your Love In Vain !! La mia voleva essere solo una considerazione scherzosa sul fatto che quei versi mi fanno sentire un po'
inadeguata ... non sono molto brava in quelle mansioni, e se poi ho la
felice idea, mentre cucino, di ascoltare un cd di quelli giusti, allora è
garantito, il pranzo si brucia ... Non si contano le frecciatine ironiche di
amici e parenti vari per queste mie abilità e ormai trovo la cosa
divertente, anche se in fondo un po' mi infastidisce ... E veniamo al verso
"do you understand my pain"... (qui Anna si riferisce ad un verso della canzone Is your love in vain? che mi scriveva essere per lei insopportabile tanto che io le chiedevo spiegazioni in merito visto che probabilmente mi sfuggiva il significato della sua frase contro tale verso...)
è ovvio che qualcosa ti sfugge ... sono io che ho cercato di
sfuggire, perchè mi sono accorta che stavo per annoiare il mondo intero
(come vedi ho una mostruosa considerazione delle capacità divulgative del
tuo sito !) raccontando se quando come e in qual misura sono capace di
condividere il dolore di chi mi sta vicino e fino a che punto mi va di farlo ... e così ho risolto tutto con una battuta.
Il fatto è che i versi di Dylan mi coinvolgono sempre molto da vicino, e allora mi è difficile parlarne senza divulgare anche i fatti miei. Così mi sono bloccata senza andare avanti a spiegare ... Ma dal momento che desideri una spiegazione, ora mi sforzerò di affrontare il discorso cercando di essere il più distaccata possibile ed evitando le meditazioni troppo private ... In alcune canzoni (come Is Your Love In Vain e moltissime altre) Dylan descrive un rapporto tra due persone in cui una cerca unilateralmente nell'altra solo qualcuno che risolva i suoi problemi psicologici, che consoli, un rifugio dalla tempesta, una spalla su cui piangere. Ad un certo livello la cosa può anche risultare dolce e romantica e hai ragione Michele, quando dici che Bob esprime molta tenerezza in quei versi, ma io credo che non sia il modo giusto di amare una persona ... Tra "Shelter from the storm" e "I never asked for your crutch/now don't ask for mine" Dylan ha descritto altre
infinite sfumature di rapporti che io preferisco. Mi piace il Dylan di "It
ain't me babe", mi ci riconosco di più perchè fare la crocerossina a tempo
pieno non è mai stato il mio genere ... Ho la sensazione che
invece Bob abbia avuto in alcuni momenti una particolare predilezione per quel tipo di amore ... Non so se sono stata abbastanza chiara (converrai che non è facile mettere a fuoco queste cose e scriverne...), forse Bob è stato più esplicito in una intervista del 78, ne riporto qualche riga:

Domanda: Così nelle tue canzoni le donne sono diventate più reali, ci sono meno
dee ...
Dylan: La dea non è reale. Una donna bella come una dea se ne resta sul
piedestallo. Un fiore ti coinvolge veramente: l'aprirsi e il chiudersi, la
crescita e la confusione. Non si corre dietro ai fiori.
Domanda: Allora la tua considerazione delle donne è cambiata?
Dylan: Le persone sono persone. Non considero le donne come qualcosa a cui
aggrapparmi.
Domanda: Ma in passato ?
D: In passato sono stato colpevole di questo crimine senza ritegno.
(Ron Rosembaum, Playboy Interview Bob Dylan - A candid conversation, su
Playboy vol 25, n.3, marzo 1978.)

Da parte mia non riesco proprio a dire altro.
Ciao da Anna

Poi Anna mi scriveva in un post scriptum l'idea per una nuova strip di Zimmy e concludeva con la seguente frase:
[nota: se sto cominciando a rompere con questa storia di Zimmy, non farti
scrupoli, puoi dirmelo tranquillamente perchè non sono il tipo che si
offende. Resta inteso che se non mi dai uno stop io continuerò a
perseguitarti ...]
Ancora un saluto da Anna
 

Allora Anna, per quanto riguarda la tua ultima nota: ma stai scherzando? O meglio "was that some kind of joke"? Disegnare le strips di Zimmy è la cosa che attualmente mi diverte di più in assoluto quindi puoi mandarmi anche un'idea al giorno...e lo stesso vale ovviamente per tutti gli altri amici in ascolto.
Quanto al discorso "Dylan maschilista" direi che hai esposto il tuo pensiero con molta chiarezza. Comunque devo dire che probabilmente hai ragione tu sul fatto che Dylan ha sempre privilegiato questo tipo di rapporto. Anzi a pensarci bene devo riconoscere che anche io condivido ho o condiviso in passato tale sentimento ed ancora oggi il mio sogno sarebbe quello di trovare, proprio come Dylan un "rifugio dalla tempesta"... E la cosa risulta nel mio caso ancora più evidente se pensi che una delle mie canzoni di Dylan preferite in questo "settore" è proprio "Shelter from the storm" che ancora oggi dopo tanti anni mi fa piangere come un vitello (soprattutto al verso "I turned around and she was standing there with silver bracelets on her wrists and flowers in her hair", per non parlare di quando Bob canta il ritornello "Come in - she said - I'll give ya shelter from the storm, che ricorderò sempre nella versione per me insuperabile del video Hard Rain che mi fa ancora gettare lacrime come una fontana tutte le volte che lo riguardo...). Non so, sono sensazioni difficili da spiegare con le parole... Quello che ricordo e ricorderò sempre è che quando vidi per la prima volta il video in questione, Hard Rain, e sentii Bob cantare quel pezzo, mi vennero i brividi e mentre scorrevano i titoli in sovraimpressione con la traduzione io appunto ero commosso al punto da non riuscire a trattenere le lacrime... Ecco perchè per me quella performance resta unica... Chissà magari Bob quel giorno emanava un'aura particolare... Sembrava che nelle parole che pronunciava metteva veramente la sua vita...
Per quanto riguarda l'intervista di Playboy, non la posseggo... Quindi se tu ne hai una traduzione in italiano completa ti prego di inviarmela che la inserisco nella sezione Stories in the press visto che mi sembra un'intervista molto interessante.
Ciao Anna e a presto
Napoleon


327) M'è capitato tempo fa di vedere su MTV un video in cui
il protagonista, un collegiale un po' "sfigatello",
decide di cambiare pelle e look, entra in un negozio
d'abbigliamento, mostra ...tadàààà... la copertina di
Blonde On Blonde al commesso e gli dice di volersi
vestire così, come Bob. Querto ragazzo esce poi dal
negozio con giacca e sciarpa alla Dylan, incontra una
ragazza seduta sul marciapiede che sta leggendo
qualcosa -un libro, il retro di un disco... non
ricordo- che parla sempre di Bob, i due si intendono
con lo sguardo,  scatta la scintilla e se ne vanno
passeggiando per la città. La cosa bella è che i loro
discorsi, che compaiono in sovrimpressione mentre la
musica continua, sono tutti composti dai versi delle
canzoni del nostro!!!! Vorrei sapere se qualcuno
conosce questo video o se me lo sono sognato, dato che
era notte fonda quando l'ho visto; il titolo della
canzone e il nome del gruppo proprio non li so,
spiacente! Gio

Accidenti Gio mi hai messo addosso una tale curiosità che adesso spero davvero che qualcuno in ascolto ci sappia dire di che si tratta... Io onestamente non ne ho idea quindi se qualcuno può illuminarci al proposito farebbe cosa molto gradita... Fateci sapere.
Ciao Gio e alla prossima, Michele


328) Ciao Michele, ma dove hai scovato quei deliziosi disegni di Dylan in b/n ?
Forse da "Drawn Blank" che io cerco da un mucchio di tempo e che non trovo
da nessuna parte ? Se sì, dove diavolo hai trovato quel libro ????
Ho appena scaricato Zimmy61, da morire dal ridere !!! Gli altri 111 sogni ?
Secondo me tutte le canzoni di Bob sono sogni quindi sono molti più di 115,
per nostra fortuna !
A presto, Anna

Ciao Anna in merito ai disegni di Bob (Anna si riferisce alla nuova sezione di Maggie's Farm dal titolo "When I paint my masterpiece" dedicata al Dylan pittore) li ho su un fascicolo in bianco e nero che mi era stato dato, if my memory serves me well, a Milano, al pub El Paso durante la festa in onore di Bob Dylan di qualche anno fa organizzata da Claudio Panontin. Non saprei dirti se provengono dal libro che tu citi anche se è molto probabile. Se qualcuno possiede il volume in questione e si accorge di altri disegni di Dylan che non sono presenti nella pagina di Maggie's Farm mi farebbe un grande piacere se me ne inviasse una copia in maniera tale da poterli aggiungere a quelli che ho già inserito. Grazie.
Sono contento che ti sia piaciuta la strip del 115 sogno, Anna ed in effetti sul discorso dei sogni puoi avere ragione tu e magari Bob si è limitato a numerarne o dichiararne esplicitamente solo 4 (Bob Dylan's Dream, World War III, Motorpsycho Nitemare, ed il 115 appunto...) ma in realtà ce ne ha raccontati chissà quanti nelle sue canzoni (e non dimentichiamoci di Series of dreams nella quale si presume ne sono raccolti diversi...).
Ciao, Michele.


329) Nota di Michele: Proprio come avevo fatto nella posta di qualche settimana fa inserisco anche in questa una vignetta di Zimmy che ho disegnato ed utilizzato come copertina faidate per un cd di Bob fatto in casa con il materiale relativo ai concerti scozzesi ed inglesi ultimi scorsi di Dylan che ho scaricato da Internet e precisamente dal sito No direction home al seguente indirizzo:
http://www.user.xpoint.at/n.arno/mp3_files.htm
La riporto qui sotto nel caso possa servire a qualcuno che come me ha scaricato quelle canzoni facendosi un cd e voglia utilizzarla come copertina.
 



330) Pubblicità progresso: avete letto tutte le novità di Maggie's Farm?
Ad esempio la nuova sezione "When I paint my masterpiece" dedicata al Dylan pittore?
Oppure la nuova rubrica a cura di Leonardo dal titolo "Was that some kind of joke?" con i jokes dylaniani durante i concerti?
O la nuova strip di Zimmy dal titolo "Bob Dylan's 115th dream"?
Inoltre nella sezione da poco inaugurata, Stories in the press, ho pubblicato molti reperti storici tratti da L'Intrepido con vecchi articoli su Bob.
Nella stessa sezione c'è anche un bell'articolo tratto da La Stampa dal titolo "Dylan? Si studia all'Università".
Inoltre ho inserito la seconda parte di "There was this movie I seen one time..." ovvero tutte le apparizioni in video di Bob...
E tante altre cosette che trovate nella solita parte dal titolo "Cosa c'è di nuovo" subito prima dell'indice di Maggie's Farm. Napoleon.


331) Ciao Michele,
hai letto l'articolo sulla Stampa di qualche settimana fa che stroncava il volume che raccoglie i testi delle canzoni di Francesco Guccini?... Cosa ne pensi?... Se non lo hai letto dimmelo che ti invio in allegato l'articolo in questione.
Giovanni

Ciao Giovanni, ho letto quell'articolo e devo dirti che non sono assolutamente d'accordo con l'autore. Rispetto la sua personalissima opinione ma personalmente non condivido nulla di quello che ha scritto, anzi...
Riporto di seguito l'articolo integrale subito dopo il quale inserisco il mio commento e le mie personalissime riflessioni ed opinioni.

COM'E' NOIOSO GUCCINI SENZA MUSICA
di Maurizio Cucchi

Commentando uno dei suoi testi migliori, Giorno d'estate, Francesco Guccini dice saggiamente:"Non sono un poeta, ma un autore di canzoni. La poesia è fatta di altro spirito, di altre tecniche. La canzone è una forma completamente diversa, vive anche del supporto musicale. Cosa che non esclude la ricerca intorno alle parole, alla parola...".
Ma una volta che i testi delle canzoni, senza il "supporto" musicale, senza la voce del cantante, vengono pubblicati in un libro, non possiamo fare altro che leggerli così come sono, nudi e crudi, e l'effetto è quasi sempre scoraggiante. La lettura dei testi di Guccini, insomma non ha senso. Li ha scritti pensando di cantarli, è un cantastorie, ma se le storie non le canta che cantastorie è? Un pò come ascoltarne solo le musiche, che pure non sono gran cosa, e che lui stesso definisce "supporto". Concetto in effetti un pò limitativo, visto che le più belle canzoni - non di Guccini o di altri cantautori - che abbiamo ascoltato, facevano della musica, soprattutto della melodia, il loro elemento forte.
Dunque "Stagioni", libro pubblicato da Einaudi assieme a un video nella collana Stile libero, è in sostanza un documento, uno strumento non autonomo, a meno che non si legga i testi avendo nella mente la parte musicale. Una sorta di feticcio, di non-libro per i fans del bravo cantautore. Il quale, beninteso, fa, come dice, un lavoro di ricerca attorno alla parola, ma è anche burbanzoso, debordante, vivo di uscite felici in mezzo a grandi accumuli che alla lettura risultano semplicemente piatti. I testi appaiono spesso pressochè informi, non fosse per l'uso piuttosto ingenuo di rimette, inversioni, ritmi cantilenati. Ascoltando canzoni come L'avvelenata o La locomotiva avevo provato una certa emozione. Leggendole ha prevalso la noia.
Questo libro di Guccini è un contributo alla fastidiosa enfasi che si fa regolarmente attorno ai cantautori, o alla canzone in genere. Un disco nuovo viene sparato nei telegiornali di maggiore ascolto come l'opera di un genio. Un recital di Paolo Conte va in prima pagina sui quotidiani. Alcuni teneri sprovveduti dicono che la canzone è la poesia del nostro tempo. La musica leggera viene chiamata musica tout-court, ecc. ecc.
La canzone è la funzione espressiva per eccellenza della società spettacolo e della cultura di massa, e i suoi artefici ne sono i profeti e i maestri di pensiero. Propongo di tornare a considerarla com'era: un piacevole, civile genere di intrattenimento che nei pochi casi migliori può diventare arte.

Allora, iniziamo:

"Ma una volta che i testi delle canzoni, senza il "supporto" musicale, senza la voce del cantante, vengono pubblicati in un libro, non possiamo fare altro che leggerli così come sono, nudi e crudi, e l'effetto è quasi sempre scoraggiante."

Ma siamo sicuri che Lei volesse parlare di Guccini o piuttosto non ha sbagliato artista?... Non è che forse voleva parlare delle Spice Girls o dei Backstreet boys e magari sta facendo di tutta l'erba un fascio confondendo Guccini con Madonna, De Andrè con i Ricchi e Poveri e De Gregori con Raffaella Carrà?...
Ma Guccini ha scritto CAPOLAVORI INARRIVABILI, dimostrando una cultura, un'ironia, un'intelligenza nello scrivere, una poesia ed una profondità rare, riscontrabili solo negli altri GRANDI cantautori italiani della prima e seconda generazione ed in alcuni stranieri, primi fra tutti Bob Dylan. E Lei ha il coraggio di dire che, nudi e crudi, quei testi provocano un effetto scoraggiante? Ma se c'è qualcosa di scoraggiante, ad esser onesti, è il suo articolo caro Cucchi... Ma ha mai letto i testi di Guccini, scusi? Comincio a dubitarne, sinceramente.

"La lettura dei testi di Guccini, insomma non ha senso."

Per me invece ne ha e come... E' una lettura suggestiva e poetica ed anzi molti testi, senza la musica, risultano ancora più incisivi nella loro forza descrittiva e poeticamente ancor più validi e profondi.

"Un pò come ascoltarne solo le musiche, che pure non sono gran cosa"

Le musiche di Guccini non sono una gran cosa? E quali sarebbero allora le musiche che sono una "gran cosa"?... Forse quelle di Ricky Martin o di Tonino Carotone o quelle tipo "La Banana" o "Mambo number five"?...
Ma Guccini ha scritto musiche SUBLIMI, come Dylan, De Andrè, Conte e decine di altri cantautori... La musica dei cantautori ha spazzato via decenni di schifezze, di paccottiglia precotta, di canzoncine da deficienti, di musichette da "Carosello"...
Se per amor di paradosso dessimo per buona la Sua affermazione, allora, togliendo la musica dei cantautori, non potremmo che definire il novanta per cento di quello che resta, parafrasando il celebre critico musicale Greil Marcus, con la frase: Che è 'sta merda?...".

"(Guccini) è burbanzoso, debordante, vivo di uscite felici in mezzo a grandi accumuli che alla lettura risultano semplicemente piatti. I testi appaiono spesso pressochè informi, non fosse per l'uso piuttosto ingenuo di rimette, inversioni, ritmi cantilenati."

Ma qui siamo alla farsa. Non varrebbe nemmeno la pena perdere tempo a confutare le Sue affermazioni tanto risultano ridicole a chi ha ascoltato con un minimo di attenzione i dischi di Guccini...
Mi sa che forse qualcuno ha scambiato le copertine dei suoi cd e Lei, convinto di ascoltare Guccini, si sorbisce invece Toto Cutugno e Nino D'Angelo...
Uso ingenuo di rimette?
Rimette?Rimette?Rimette?Rimette?Rimette?
Ma chi? Guccini? Ma è sicuro di non aver sbagliato nome e magari voleva riferirsi a Paola e Chiara?...
Guccini ha scritto dei testi pieni di poesia, con parole coltissime inserite in periodi di una bellezza superba.
Ma ha mai ascoltato (comincio seriamente a dubitarne) album come "Metropolis", "Guccini", "Signora Bovary" o "Quello che non...".
Ma lì siamo quasi a livello di Dylan, di Leonard Cohen o di altri grandi poeti...

"Questo libro di Guccini è un contributo alla fastidiosa enfasi che si fa regolarmente attorno ai cantautori"

Ma sarà fastidiosa per LEI!!! Se non fosse stato per l'opera dei cantautori il panorama musicale in Italia sarebbe imbarazzante, da arrossire per la vergogna... Ma quando ci si renderà conto che se non fosse stato per autori come De Andrè, Guccini, Vecchioni, De Gregori, Conte, Battisti/Mogol, Battisti/Panella e tanti altri la musica italiana sarebbe ancora ferma alle canzonette degli anni quaranta?

"Un recital di Paolo Conte va in prima pagina sui quotidiani."

Ma MENO MALE!!! Perchè Paolo Conte è un GENIO ed un grande POETA che probabilmente Lei non ha mai avuto la fortuna di leggere.
Ma "MENO MALE!!!"  soprattutto perchè ogni articolo su Paolo Conte che va in prima pagina sottrae spazio a quelle solenni stronzate tipo "Il Grande Fratello" o "Carramba che fortuna!"...

"Alcuni teneri sprovveduti dicono che la canzone è la poesia del nostro tempo."

Non "la canzone", prego, ma "la Canzone d'Autore"... Comunque il "teneri sprovveduti" lo accetto come un complimento...
Michele Murino

Bene, per questa puntata della posta è tutto, ora vi lascio perchè vado ad ascoltarmi "Radici", di Francesco Guccini... Sapete, l'ora è tarda ed un pò di "testi informi", di "ingenue rimette", di "inversioni" e piatti "ritmi cantilenati" conciliano il sonno... Poi penso che mi sciropperò quella lagna di My back pages dal disco "Bathed in a stream of pure heat"... Sì lo so che musicalmente non è una "gran cosa" ma noi dylaniani sappiamo consolarci con poco... A volte nella vita bisogna sapersi accontentare...
Alla prossima, Michele.
 
 

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