325) Comunicazione semiprivata per Carlo da parte di Michele:
Ciao Carlo, ma che sta succedendo con la tua casella di posta elettronica? Sono giorni che non ricevo tue notizie e non ho avuto risposta ad una miriade di mails che ti ho mandato. Approfitto quindi di questo spazio per comunicare con te ed in particolare in merito alla tua mail che riporto di seguito. Michele
Ecco la lettera che mi aveva scritto Carlo:
Ciao Michele,
sono sicuro che già ce l' hai,
ma per prudenza ti invio in allegato la
traduzione dell' intervista a Marcus
dopo l' uscita de "La Repubblica
Invisibile".
Secondo te perchè il manager di
Dylan ha chiesto di non citare le canzoni
dei Basement Tapes pubblicate ufficialmente?
Ciao
Allora Carlo, l'allegato
di cui parli non c'era nella tua mail (o te ne sei dimenticato o per qualche
motivo non l'ho ricevuto). Ti prego di rispedirmelo dal momento che non
ho quella intervista che mi interessa molto, anzi voglio anche pubblicarla
in questa sede.
Quanto alla tua
domanda non saprei cosa risponderti... Qualcuno in ascolto sa perchè
nel volume di Greil Marcus non si parla delle canzoni ufficiali dei Basement
tapes?...
A proposito di
questo libro devo comunque dire che, seppur interessante, è anche
molto pesante (io sono alla terza lettura e mi sfugge sempre qualcosa)
però mi fido di Dylan il quale ha scritto sulla copertina del volume
in questione: "Questo
è un libro definitivo, penetra profondamente nel subconscio e passa
al setaccio quel periodo storico con grande efficacia. Greil Marcus ce
l'ha fatta di nuovo". Bob Dylan (come
sono lontani i tempi della famigerata diatriba Dylan/Marcus a proposito
di "Self Portrait"...).
Ciao Carlo, spero
che tu risolva i tuoi problemi con la posta elettronica e ti faccia vivo
al più presto. Michele.
326) Caro Michele,
a volte mi stupisco di come ci siano sempre dei versi di Dylan che definiscono
perfettamente una situazione, una sensazione, un sentimento: quando ho
letto la tua risposta alla mia ultima mail mi sono venuti subito in mente
questi: we always did feel the same, we just saw it from a different point
of view... (Anna si riferisce ad una sua recente
lettera ed alla mia relativa risposta nella quale si azzardava l'ipotesi
di un Dylan maschilista o quanto meno "antifemminista", che poi potrebbe
essere la stessa cosa...)
Ora cercherò
di spiegarti il mio point of view ... Probabilmente in alcuni
casi riesco a comunicare
meglio con la famosa telepatia, anche se questo va
contro la ferrea
(?) logica aristotelica a cui cerco sempre di attenermi,
(resta un mistero
come l'irrazionalità più totale sia stata alla base delle
scelte migliori che ho fatto, proprio non lo so ...).
Dunque, forse mi
sono espressa male (non dovrei mettermi a scrivere di certi
argomenti alle
2 di notte !!! ), ma non ho mai pensato che Dylan sia un
"maschilista",
mi dispiace se ho dato quella impressione. Semplicemente mi
sono ricordata
di aver letto che in un certo momento le femministe se
l'erano presa con
Dylan per qualche canzone, ed in effetti in JLAW non dice
cose proprio carine,
ma sono perfettamente d'accordo con te, Michele, Dylan
non sta pensando
genericamente alle donne ma ad una in particolare (e ho
cercato di esprimere
questo concetto facendo quella domanda un po' scherzosa
direttamente a
Bob).
In ogni caso sono
sempre stata allergica a termini come "femminismo" e "maschilismo", mi
sembra che semplifichino in maniera ridicola e un po' ottusa la complessità
dei rapporti umani. Voglio dire che ci sono circa 3 miliardi di sfumature
diverse nel rapporto tra un uomo e una donna e Dylan è riuscito
ad esprimerle tutte queste sfumature con la sua poesia, come potrei definirlo
maschilista ? non avrebbe proprio senso.
E non mi sognerei
mai neppure per un attimo di pensare che tu sei un "maschilista" perchè
ti piace Is Your Love In Vain !! La mia voleva essere solo una considerazione
scherzosa sul fatto che quei versi mi fanno sentire un po'
inadeguata ...
non sono molto brava in quelle mansioni, e se poi ho la
felice idea, mentre
cucino, di ascoltare un cd di quelli giusti, allora è
garantito, il pranzo
si brucia ... Non si contano le frecciatine ironiche di
amici e parenti
vari per queste mie abilità e ormai trovo la cosa
divertente, anche
se in fondo un po' mi infastidisce ... E veniamo al verso
"do you understand
my pain"... (qui Anna si riferisce ad un verso
della canzone Is your love in vain? che mi scriveva essere per lei insopportabile
tanto che io le chiedevo spiegazioni in merito visto che probabilmente
mi sfuggiva il significato della sua frase contro tale verso...)
è ovvio
che qualcosa ti sfugge ... sono io che ho cercato di
sfuggire, perchè
mi sono accorta che stavo per annoiare il mondo intero
(come vedi ho una
mostruosa considerazione delle capacità divulgative del
tuo sito !) raccontando
se quando come e in qual misura sono capace di
condividere il
dolore di chi mi sta vicino e fino a che punto mi va di farlo ... e così
ho risolto tutto con una battuta.
Il fatto è
che i versi di Dylan mi coinvolgono sempre molto da vicino, e allora mi
è difficile parlarne senza divulgare anche i fatti miei. Così
mi sono bloccata senza andare avanti a spiegare ... Ma dal momento che
desideri una spiegazione, ora mi sforzerò di affrontare il discorso
cercando di essere il più distaccata possibile ed evitando le meditazioni
troppo private ... In alcune canzoni (come Is Your Love In Vain e moltissime
altre) Dylan descrive un rapporto tra due persone in cui una cerca unilateralmente
nell'altra solo qualcuno che risolva i suoi problemi psicologici, che consoli,
un rifugio dalla tempesta, una spalla su cui piangere. Ad un certo livello
la cosa può anche risultare dolce e romantica e hai ragione Michele,
quando dici che Bob esprime molta tenerezza in quei versi, ma io credo
che non sia il modo giusto di amare una persona ... Tra "Shelter from the
storm" e "I never asked for your crutch/now don't ask for mine" Dylan ha
descritto altre
infinite sfumature
di rapporti che io preferisco. Mi piace il Dylan di "It
ain't me babe",
mi ci riconosco di più perchè fare la crocerossina a tempo
pieno non è
mai stato il mio genere ... Ho la sensazione che
invece Bob abbia
avuto in alcuni momenti una particolare predilezione per quel tipo di amore
... Non so se sono stata abbastanza chiara (converrai che non è
facile mettere a fuoco queste cose e scriverne...), forse Bob è
stato più esplicito in una intervista del 78, ne riporto qualche
riga:
Domanda: Così
nelle tue canzoni le donne sono diventate più reali, ci sono meno
dee ...
Dylan: La dea non
è reale. Una donna bella come una dea se ne resta sul
piedestallo. Un
fiore ti coinvolge veramente: l'aprirsi e il chiudersi, la
crescita e la confusione.
Non si corre dietro ai fiori.
Domanda: Allora
la tua considerazione delle donne è cambiata?
Dylan: Le persone
sono persone. Non considero le donne come qualcosa a cui
aggrapparmi.
Domanda: Ma in
passato ?
D: In passato sono
stato colpevole di questo crimine senza ritegno.
(Ron Rosembaum,
Playboy Interview Bob Dylan - A candid conversation, su
Playboy vol 25,
n.3, marzo 1978.)
Da parte mia non
riesco proprio a dire altro.
Ciao da Anna
Poi Anna mi scriveva
in un post scriptum l'idea per una nuova strip di Zimmy e concludeva con
la seguente frase:
[nota: se sto cominciando
a rompere con questa storia di Zimmy, non farti
scrupoli, puoi
dirmelo tranquillamente perchè non sono il tipo che si
offende. Resta
inteso che se non mi dai uno stop io continuerò a
perseguitarti ...]
Ancora un saluto
da Anna
Allora Anna, per
quanto riguarda la tua ultima nota: ma stai scherzando? O meglio "was that
some kind of joke"? Disegnare le strips di Zimmy è la cosa che attualmente
mi diverte di più in assoluto quindi puoi mandarmi anche un'idea
al giorno...e lo stesso vale ovviamente per tutti gli altri amici in ascolto.
Quanto al discorso
"Dylan maschilista" direi che hai esposto il tuo pensiero con molta chiarezza.
Comunque devo dire che probabilmente hai ragione tu sul fatto che Dylan
ha sempre privilegiato questo tipo di rapporto. Anzi a pensarci bene devo
riconoscere che anche io condivido ho o condiviso in passato tale sentimento
ed ancora oggi il mio sogno sarebbe quello di trovare, proprio come Dylan
un "rifugio dalla tempesta"... E la cosa risulta nel mio caso ancora più
evidente se pensi che una delle mie canzoni di Dylan preferite in questo
"settore" è proprio "Shelter from the storm" che ancora oggi dopo
tanti anni mi fa piangere come un vitello (soprattutto al verso "I turned
around and she was standing there with silver bracelets on her wrists and
flowers in her hair", per non parlare di quando Bob canta il ritornello
"Come in - she said - I'll give ya shelter from the storm, che ricorderò
sempre nella versione per me insuperabile del video Hard Rain che mi fa
ancora gettare lacrime come una fontana tutte le volte che lo riguardo...).
Non so, sono sensazioni difficili da spiegare con le parole... Quello che
ricordo e ricorderò sempre è che quando vidi per la prima
volta il video in questione, Hard Rain, e sentii Bob cantare quel pezzo,
mi vennero i brividi e mentre scorrevano i titoli in sovraimpressione con
la traduzione io appunto ero commosso al punto da non riuscire a trattenere
le lacrime... Ecco perchè per me quella performance resta unica...
Chissà magari Bob quel giorno emanava un'aura particolare... Sembrava
che nelle parole che pronunciava metteva veramente la sua vita...
Per quanto riguarda
l'intervista di Playboy, non la posseggo... Quindi se tu ne hai una traduzione
in italiano completa ti prego di inviarmela che la inserisco nella sezione
Stories in the press visto che mi sembra un'intervista molto interessante.
Ciao Anna e a presto
Napoleon
327) M'è
capitato tempo fa di vedere su MTV un video in cui
il protagonista,
un collegiale un po' "sfigatello",
decide di cambiare
pelle e look, entra in un negozio
d'abbigliamento,
mostra ...tadàààà... la copertina di
Blonde On Blonde
al commesso e gli dice di volersi
vestire così,
come Bob. Querto ragazzo esce poi dal
negozio con giacca
e sciarpa alla Dylan, incontra una
ragazza seduta
sul marciapiede che sta leggendo
qualcosa -un libro,
il retro di un disco... non
ricordo- che parla
sempre di Bob, i due si intendono
con lo sguardo,
scatta la scintilla e se ne vanno
passeggiando per
la città. La cosa bella è che i loro
discorsi, che compaiono
in sovrimpressione mentre la
musica continua,
sono tutti composti dai versi delle
canzoni del nostro!!!!
Vorrei sapere se qualcuno
conosce questo
video o se me lo sono sognato, dato che
era notte fonda
quando l'ho visto; il titolo della
canzone e il nome
del gruppo proprio non li so,
spiacente! Gio
Accidenti Gio mi
hai messo addosso una tale curiosità che adesso spero davvero che
qualcuno in ascolto ci sappia dire di che si tratta... Io onestamente non
ne ho idea quindi se qualcuno può illuminarci al proposito farebbe
cosa molto gradita... Fateci sapere.
Ciao Gio e alla
prossima, Michele
328) Ciao Michele,
ma dove hai scovato quei deliziosi disegni di Dylan in b/n ?
Forse da "Drawn
Blank" che io cerco da un mucchio di tempo e che non trovo
da nessuna parte
? Se sì, dove diavolo hai trovato quel libro ????
Ho appena scaricato
Zimmy61, da morire dal ridere !!! Gli altri 111 sogni ?
Secondo me tutte
le canzoni di Bob sono sogni quindi sono molti più di 115,
per nostra fortuna
!
A presto, Anna
Ciao Anna in merito
ai disegni di Bob (Anna si riferisce alla nuova sezione di Maggie's Farm
dal titolo "When I paint my masterpiece" dedicata al Dylan pittore) li
ho su un fascicolo in bianco e nero che mi era stato dato, if my memory
serves me well, a Milano, al pub El Paso durante la festa in onore di Bob
Dylan di qualche anno fa organizzata da Claudio Panontin. Non saprei dirti
se provengono dal libro che tu citi anche se è molto probabile.
Se qualcuno possiede il volume in questione e si accorge di altri disegni
di Dylan che non sono presenti nella pagina di Maggie's Farm mi farebbe
un grande piacere se me ne inviasse una copia in maniera tale da poterli
aggiungere a quelli che ho già inserito. Grazie.
Sono contento che
ti sia piaciuta la strip del 115 sogno, Anna ed in effetti sul discorso
dei sogni puoi avere ragione tu e magari Bob si è limitato a numerarne
o dichiararne esplicitamente solo 4 (Bob Dylan's Dream, World War III,
Motorpsycho Nitemare, ed il 115 appunto...) ma in realtà ce ne ha
raccontati chissà quanti nelle sue canzoni (e non dimentichiamoci
di Series of dreams nella quale si presume ne sono raccolti diversi...).
Ciao, Michele.
329) Nota di Michele:
Proprio come avevo fatto nella posta di qualche settimana fa inserisco
anche in questa una vignetta di Zimmy che ho disegnato ed utilizzato come
copertina faidate per un cd di Bob fatto in casa con il materiale relativo
ai concerti scozzesi ed inglesi ultimi scorsi di Dylan che ho scaricato
da Internet e precisamente dal sito No direction home al seguente indirizzo:
http://www.user.xpoint.at/n.arno/mp3_files.htm
La riporto qui
sotto nel caso possa servire a qualcuno che come me ha scaricato quelle
canzoni facendosi un cd e voglia utilizzarla come copertina.
330) Pubblicità
progresso: avete letto tutte le novità di Maggie's Farm?
Ad esempio la nuova
sezione "When I paint my masterpiece" dedicata al Dylan pittore?
Oppure la nuova
rubrica a cura di Leonardo dal titolo "Was that some kind of joke?" con
i jokes dylaniani durante i concerti?
O la nuova strip
di Zimmy dal titolo "Bob Dylan's 115th dream"?
Inoltre nella sezione
da poco inaugurata, Stories in the press, ho pubblicato molti reperti storici
tratti da L'Intrepido con vecchi articoli su Bob.
Nella stessa sezione
c'è anche un bell'articolo tratto da La Stampa dal titolo "Dylan?
Si studia all'Università".
Inoltre ho inserito
la seconda parte di "There was this movie I seen one time..." ovvero tutte
le apparizioni in video di Bob...
E tante altre cosette
che trovate nella solita parte dal titolo "Cosa c'è di nuovo" subito
prima dell'indice di Maggie's Farm. Napoleon.
331) Ciao Michele,
hai letto l'articolo sulla Stampa di
qualche settimana fa che stroncava il volume che raccoglie i testi delle
canzoni di Francesco Guccini?... Cosa ne pensi?... Se non lo hai letto
dimmelo che ti invio in allegato l'articolo in questione.
Giovanni
Ciao Giovanni, ho
letto quell'articolo e devo dirti che non sono assolutamente d'accordo
con l'autore. Rispetto la sua personalissima opinione ma personalmente
non condivido nulla di quello che ha scritto, anzi...
Riporto di seguito
l'articolo integrale subito dopo il quale inserisco il mio commento e le
mie personalissime riflessioni ed opinioni.
COM'E' NOIOSO GUCCINI
SENZA MUSICA
di Maurizio Cucchi
Commentando uno
dei suoi testi migliori, Giorno d'estate, Francesco Guccini dice saggiamente:"Non
sono un poeta, ma un autore di canzoni. La poesia è fatta di altro
spirito, di altre tecniche. La canzone è una forma completamente
diversa, vive anche del supporto musicale. Cosa che non esclude la ricerca
intorno alle parole, alla parola...".
Ma una volta che
i testi delle canzoni, senza il "supporto" musicale, senza la voce del
cantante, vengono pubblicati in un libro, non possiamo fare altro che leggerli
così come sono, nudi e crudi, e l'effetto è quasi sempre
scoraggiante. La lettura dei testi di Guccini, insomma non ha senso. Li
ha scritti pensando di cantarli, è un cantastorie, ma se le storie
non le canta che cantastorie è? Un pò come ascoltarne solo
le musiche, che pure non sono gran cosa, e che lui stesso definisce "supporto".
Concetto in effetti un pò limitativo, visto che le più belle
canzoni - non di Guccini o di altri cantautori - che abbiamo ascoltato,
facevano della musica, soprattutto della melodia, il loro elemento forte.
Dunque "Stagioni",
libro pubblicato da Einaudi assieme a un video nella collana Stile libero,
è in sostanza un documento, uno strumento non autonomo, a meno che
non si legga i testi avendo nella mente la parte musicale. Una sorta di
feticcio, di non-libro per i fans del bravo cantautore. Il quale, beninteso,
fa, come dice, un lavoro di ricerca attorno alla parola, ma è anche
burbanzoso, debordante, vivo di uscite felici in mezzo a grandi accumuli
che alla lettura risultano semplicemente piatti. I testi appaiono spesso
pressochè informi, non fosse per l'uso piuttosto ingenuo di rimette,
inversioni, ritmi cantilenati. Ascoltando canzoni come L'avvelenata o La
locomotiva avevo provato una certa emozione. Leggendole ha prevalso la
noia.
Questo libro di
Guccini è un contributo alla fastidiosa enfasi che si fa regolarmente
attorno ai cantautori, o alla canzone in genere. Un disco nuovo viene sparato
nei telegiornali di maggiore ascolto come l'opera di un genio. Un recital
di Paolo Conte va in prima pagina sui quotidiani. Alcuni teneri sprovveduti
dicono che la canzone è la poesia del nostro tempo. La musica leggera
viene chiamata musica tout-court, ecc. ecc.
La canzone è
la funzione espressiva per eccellenza della società spettacolo e
della cultura di massa, e i suoi artefici ne sono i profeti e i maestri
di pensiero. Propongo di tornare a considerarla com'era: un piacevole,
civile genere di intrattenimento che nei pochi casi migliori può
diventare arte.
Allora, iniziamo:
"Ma una volta che i testi delle canzoni, senza il "supporto" musicale, senza la voce del cantante, vengono pubblicati in un libro, non possiamo fare altro che leggerli così come sono, nudi e crudi, e l'effetto è quasi sempre scoraggiante."
Ma siamo sicuri
che Lei volesse parlare di Guccini o piuttosto non ha sbagliato artista?...
Non è che forse voleva parlare delle Spice Girls o dei Backstreet
boys e magari sta facendo di tutta l'erba un fascio confondendo Guccini
con Madonna, De Andrè con i Ricchi e Poveri e De Gregori con Raffaella
Carrà?...
Ma Guccini ha scritto
CAPOLAVORI INARRIVABILI, dimostrando una cultura, un'ironia, un'intelligenza
nello scrivere, una poesia ed una profondità rare, riscontrabili
solo negli altri GRANDI cantautori italiani della prima e seconda generazione
ed in alcuni stranieri, primi fra tutti Bob Dylan. E Lei ha il coraggio
di dire che, nudi e crudi, quei testi provocano un effetto scoraggiante?
Ma se c'è qualcosa di scoraggiante, ad esser onesti, è il
suo articolo caro Cucchi... Ma ha mai letto i testi di Guccini, scusi?
Comincio a dubitarne, sinceramente.
"La lettura dei testi di Guccini, insomma non ha senso."
Per me invece ne ha e come... E' una lettura suggestiva e poetica ed anzi molti testi, senza la musica, risultano ancora più incisivi nella loro forza descrittiva e poeticamente ancor più validi e profondi.
"Un pò come ascoltarne solo le musiche, che pure non sono gran cosa"
Le musiche di Guccini
non sono una gran cosa? E quali sarebbero allora le musiche che sono una
"gran cosa"?... Forse quelle di Ricky Martin o di Tonino Carotone o quelle
tipo "La Banana" o "Mambo number five"?...
Ma Guccini ha scritto
musiche SUBLIMI, come Dylan, De Andrè, Conte e decine di altri cantautori...
La musica dei cantautori ha spazzato via decenni di schifezze, di paccottiglia
precotta, di canzoncine da deficienti, di musichette da "Carosello"...
Se per amor di
paradosso dessimo per buona la Sua affermazione, allora, togliendo la musica
dei cantautori, non potremmo che definire il novanta per cento di quello
che resta, parafrasando il celebre critico musicale Greil Marcus, con la
frase: Che è 'sta merda?...".
"(Guccini) è burbanzoso, debordante, vivo di uscite felici in mezzo a grandi accumuli che alla lettura risultano semplicemente piatti. I testi appaiono spesso pressochè informi, non fosse per l'uso piuttosto ingenuo di rimette, inversioni, ritmi cantilenati."
Ma qui siamo alla
farsa. Non varrebbe nemmeno la pena perdere tempo a confutare le Sue affermazioni
tanto risultano ridicole a chi ha ascoltato con un minimo di attenzione
i dischi di Guccini...
Mi sa che forse
qualcuno ha scambiato le copertine dei suoi cd e Lei, convinto di ascoltare
Guccini, si sorbisce invece Toto Cutugno e Nino D'Angelo...
Uso ingenuo di
rimette?
Rimette?Rimette?Rimette?Rimette?Rimette?
Ma chi? Guccini?
Ma è sicuro di non aver sbagliato nome e magari voleva riferirsi
a Paola e Chiara?...
Guccini ha scritto
dei testi pieni di poesia, con parole coltissime inserite in periodi di
una bellezza superba.
Ma ha mai ascoltato
(comincio seriamente a dubitarne) album come "Metropolis", "Guccini", "Signora
Bovary" o "Quello che non...".
Ma lì siamo
quasi a livello di Dylan, di Leonard Cohen o di altri grandi poeti...
"Questo libro di Guccini è un contributo alla fastidiosa enfasi che si fa regolarmente attorno ai cantautori"
Ma sarà fastidiosa per LEI!!! Se non fosse stato per l'opera dei cantautori il panorama musicale in Italia sarebbe imbarazzante, da arrossire per la vergogna... Ma quando ci si renderà conto che se non fosse stato per autori come De Andrè, Guccini, Vecchioni, De Gregori, Conte, Battisti/Mogol, Battisti/Panella e tanti altri la musica italiana sarebbe ancora ferma alle canzonette degli anni quaranta?
"Un recital di Paolo Conte va in prima pagina sui quotidiani."
Ma MENO MALE!!!
Perchè Paolo Conte è un GENIO ed un grande POETA che probabilmente
Lei non ha mai avuto la fortuna di leggere.
Ma "MENO MALE!!!"
soprattutto perchè ogni articolo su Paolo Conte che va in prima
pagina sottrae spazio a quelle solenni stronzate tipo "Il Grande Fratello"
o "Carramba che fortuna!"...
"Alcuni teneri sprovveduti dicono che la canzone è la poesia del nostro tempo."
Non "la canzone",
prego, ma "la Canzone d'Autore"... Comunque il "teneri sprovveduti" lo
accetto come un complimento...
Michele Murino
Bene, per questa
puntata della posta è tutto, ora vi lascio perchè vado ad
ascoltarmi "Radici", di Francesco Guccini... Sapete, l'ora è tarda
ed un pò di "testi informi", di "ingenue rimette", di "inversioni"
e piatti "ritmi cantilenati" conciliano il sonno... Poi penso che mi sciropperò
quella lagna di My back pages dal disco "Bathed in a stream of pure heat"...
Sì lo so che musicalmente non è una "gran cosa" ma noi dylaniani
sappiamo consolarci con poco... A volte nella vita bisogna sapersi accontentare...
Alla prossima,
Michele.
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