TALKIN' BOB
DYLAN BLUES

PARTE 42


309) Caro Michele,
ho trovato e tradotto la pagina delle jokes di cui mi parlavi nell'ultima mail.
(Leonardo si riferisce alla pagina segnalata da Expecting rain con tutte le frasi scherzose che Bob dice ai concerti che gli avevo chiesto di tradurre per metterla su Maggie's Farm...).
Essendo state molte editate nel 2000, sai per caso se nell'aggiornare la pagina ne hanno tolto quelle più "vecchie" per lasciare spazio alle nuove ?
Sai se c'è un archivio con tutte quelle apparse sul sito ? Io non sono riuscito a trovare nessun link utile.
Non le ho tradotte proprio tutte perchè alcune si ripetevano o erano banali, ma questa proprio non l'ho capita :

14 luglio, Raleigh. "Larry was talkin' to Neil Young, and he asked him why (something) rock and roll - Neil told him "You put a stone up to one ear and a hamburger bun to the other" (rimshot). Then a few moments later he stops before introducing Charlie and says "No, it wasn't Neil Young, it was Elvis Costello".

Probabilmente c'è qualcosa che non so che mette in relazione Elvis Costello con la scenetta, ma sarebbe meglio "capirla", prima di metterla nella rubrica. Che ne pensi tu ? Ne sai qualcosa in più ?
Insieme alle jokes tradotte ti mando la traduzione di "Up to me" che ho scaricato da internet non molto tempo fa e che ritengo una delle miglori canzoni di Dylan in assoluto.

Invece di "Slow train coming", comunque, ho acquistato "Saved", ma te ne parlerò in un'altra mail quando avrò più tempo a disposizione.

Grazie.
Leonardo

P.s.
Grazie mille per la segnalazione di "Taratatà". L'ho visto ed anche registrato, ma sinceramente mi sembrava lasciasse molto a desiderare. Mezz'ora di programma, però, era effettivamente pochissima.
 

Ciao Leonardo,
credo che da qualche parte dovrebbero esserci anche i vecchi jokes ma non riesco a capire dove...
Io ricordo di averne letti moltissimi quindi quelli che tu hai già tradotto sono sicuramente solo quelli recenti...
Qualche amico in ascolto può aiutarci se sa dove sono le altre frasi?... Grazie!
Sulla battuta di Dylan su Elvis Costello ne sò quanto te quindi invito anche qui coloro che dovessero averla capita a spiegarcela...
Grazie per la traduzione di Up to me che anche io considero una grande canzone, uno dei soliti misteri di Dylan (mistero nel senso: perchè l'ha scartata da Blood on the tracks? Forse perchè quell'album era già troppo bello così?...).
Hai preso Saved invece di Slow train coming?... Mmm, beh anche quello è notevole però secondo me STC gli sta sopra diverse spanne e quando lo ascolterai probabilmente sarai d'accordo con me...
Ciao Leo e a risentirci,
Michele

ps: per comodità, visto che credo che aggiornerò la pagina delle traduzioni tra diverso tempo riporto subito qui sotto la tua traduzione di Up to me che poi ovviamente inserirò a suo tempo nella apposita sezione, così chi vuole può scaricarsela subito.

                UP TO ME
                words and music Bob Dylan

                Everything went from bad to worse, money never changed
                a thing
                Death kept followin', trackin' us down, at least I heard you
                bluebird sing
                Now somebody's got to show their hand, time is an enemy,
                I know you're long gone,
                I guess it must be up to me.

                If I'd thought about it I never would've done it, I guess I
                would've let it slide
                If I'd lived my life by what others were thinkin',the heart
                inside me would've died
                I was just too stubborn to ever be governed by enforced insanity,
                Someone had to reach for the risin' star,
                I guess it was up to me.

                Oh, the Union Central is pullin' out and the orchids are in bloom,
                I've only got me one good shirt left and it smells of stale perfume.
                In fourteen months I've only smiled once and I didn't do it consciously,
                Somebody's got to find your trail,
                I guess it must be up to me.

                It was like a revelation when you betrayed me with your touch,
                I'd just about convinced myself that nothin' had changed that much.
                The old Rounder in the iron mask slipped me the master key,
                Somebody had to unlock your heart,
                He said it was up to me.

                Well, I watched you slowly disappear down into the officers' club,
                I would've followed you in the door but I didn't have a ticket stub.
                So I waited all night 'til the break of day, hopin' one of us could get free,
                When the dawn came over the river bridge,
                I knew it was up to me.

                Oh, the only decent thing I did when I worked as a postal clerk
                Was to haul your picture down off the wall near the cage where I used to
                work.
                Was I a fool or not to try to protect your identity?
                You looked a little burned out, my friend,
                I thought it might be up to me.

                Well, I met somebody face to face and I had to remove my hat,
                She's everything I need and love but I can't be swayed by that.
                It frightens me, the awful truth of how sweet life can be,
                But she ain't a-gonna make me move,
                I guess it must be up to me.

                We heard the Sermon on the Mount and I knew it was too complex,
                It didn't amount to anything more than what the broken glass reflects.
                When you bite off more than you can chew you pay the penalty,
                Somebody's got to tell the tale,
                I guess it must be up to me.

                Well, Dupree came in pimpin' tonight to the Thunderbird Cafe,
                Crystal wanted to talk to him, I had to look the other way.
                Well, I just can't rest without you, love, I need your company,
                But you ain't a-gonna cross the line,
                I guess it must be up to me.

                There's a note left in the bottle, you can give it to Estelle,
                She's the one you been wond'rin' about, but there's really nothin' much to tell.
                We both heard voices for a while, now the rest is history,
                Somebody's got to cry some tears,
                I guess it must be up to me.

                So go on, boys, and play your hands, life is a pantomime,
                The ringleaders from the county seat say you don't have all that much time.
                And the girl with me behind the shades, she ain't my property,
                One of us has got to hit the road,
                I guess it must be up to me.

                And if we never meet again, baby, remember me,
                How my lone guitar played sweet for you that old-time melody.
                And the harmonica around my neck, I blew it for you, free,
                No one else could play that tune,
                You know it was up to me.
 

TOCCA A ME
parole e musica Bob Dylan

Ogni cosa è andata di male in peggio
I soldi non hanno mai cambiato niente
La morte continua a seguirci e a rintracciarci
Almeno ho sentito il tuo uccello blu cantare
Adesso qualcuno deve mostrare le mani
Il tempo è un nemico
So che sei andata via da tempo
Suppongo tocchi a me.

Se ci ripenso, non avrei mai dovuto farlo
Suppongo di averlo lasciato accadere
Se avessi fatto attenzione a quello che gli altri pensavano
Il cuore dentro di me sarebbe morto
Ero semplicemente troppo testardo per essere governato
Da una pazzia costretta
Qualcuno dovrebbe allungare la mano ed afferrare la stella nascente
Suppongo tocchi a me.

Ora, il sindacato centrale si sta tirando fuori
Le orchidee fioriscono
Mi rimane un'unica maglietta buona
E sa di vecchio
In quattordici mesi ho sorriso solo una volta
E non lo fatto coscientemente
Qualcuno deve trovare le tue orme
Suppongo tocchi a me

Era come una rivelazione
Quando mi tradisti con il tuo tocco
Volevo solo convincermi
che niente era cambiato poi molto
Il vecchio grassoccio con la maschera di ferro
Mi passò la chiave principale
Qualcuno deve aprire il tuo cuore
Lui mi disse che toccava a me

Ora, ti ho visto lentamente scomparire
Giù nella società per ufficiali
Avrei voluto seguirti nella porta
Ma non avevo il biglietto
Così attesi tutta la notte sino allo scoccare del giorno
Sperando che uno di noi riuscisse a liberarsi
Oh, quando l'alba si fece luce sul ponte del fiume
Sapevo che toccava a me

L'unica cosa decente che feci
Quando lavoravo come impiegato postale
Fu di strappare la tua foto dal muro
Vicino alla gabbia nella quale ero solito lavorare
Ero uno stupido o no
A proteggere la tua reale identità
Sembravi un po' scottato, amico
Ho pensato che toccava a me

Incontrai qualcuno faccia a faccia
Mi dovetti togliere il cappello
Lei è tutto quello di cui ho bisogno e che amo
Ma non posso essere scosso da questo
Questo mi spaventa, la tremenda verità
Di quanto la vita possa essere dolce
Ma lei non sta facendo una mossa
E suppongo tocchi a me

Ora abbiamo ascoltato il sermone sulla montagna
E sapevo che era troppo complesso
Non poteva voler dire più
Di quanto possa riflettere il vetro rotto
Quanto mordi più di quanto tu possa masticare
Devi pagare pegno
Qualcuno dovrebbe raccontare la storia
Suppongo tocchi a me

Dumpree viene a fare il ruffiano stanotte
Al Thunderbird Café
Crystal vuole parlare con lui
Io devo guardare da qualche altra parte
Ora, semplicemente non posso riposare senza di te, amore
Ho bisogno della tua compagnia
Tu non stai per varcare il confine
E suppongo tocchi a me

C'è un biglietto lasciato nella bottiglia
Puoi darla ad Estelle
Lei è l'unica sulla quale ti chiedevi
Ma non c'è davvero più niente da dire
Entrambi abbiamo sentito delle voci per un po'
Ed ora il resto è storia
Qualcuno deve piangere delle lacrime
Suppongo tocchi a me

Ora andate avanti ragazzi, battete le mani
La vita è una pantomima
Il capobanda dal capoluogo di contea
Dice che non avete così tanto tempo
E la ragazza con me dietro le ombre
Non ha le mie facoltà
Qualcuno di noi deve prendere la sua strada
Suppongo che tocchi a me

Ne non ci rincontreremo mai
Baby ricordati di me
Di come la mia solitaria chitarra suonava dolcemente per te
Questa melodia d'altri tempi
E l'armonica sulla mia gola
La suonavo per te senza pretese
Nessun altro potrebbe suonare questo motivo
Sai che toccava a me


310) Ciao,
ho scoperto il tuo sito soltanto adesso, complimenti e' fantastico.
Sono un giovane fan di Bob, ho 23 anni , ma lo ascolto da quando ne avevo
15 , vorrei sapere se esistono siti ftp dove poter scaricare  qualche bootleg di
Bob.
Ti ringrazio per la tua disponibilita'
ciao Mat

Ciao Mat, grazie per i complimenti...
Tempo fa nella posta di Maggie's farm l'amico Carlo aveva segnalato uno di questi siti ma se non ricordo male era un sito che andava e veniva nel senso che non sempre era possibile scaricare i files audio.
Comunque chiamo di nuovo in causa Carlo per chiedergli com'è la situazione e se ha scoperto qualche nuovo indirizzo. Nel caso lo comunicheremo in questa sede...
Ciao Mat e fatti vivo quando vuoi,
Michele



 

311) Ed ora una lettera di Stefano sul discorso

DYLAN/DE ANDRE'

Pur avendo sentito De Andre' in tre o quattro album
e pur avendo rispetto per il cantautore italiano mi
sembra che accostare i due dal punto di vista musicale e
letterario e' un impresa ardua e difficile anzi non ipotizzabile.
Mi spiego meglio. Io  Dylan lo seguo dal 1983  che
avevo circa 17 anni e tra
le nuove uscite cd di quel periodo ad oggi e
recuperando il Bob "passato"
dal primo album e quindi dall'83 a tutt' oggi mi
sembra che questi accostamenti
di artisti che assomigliano a Dylan lasciano spazio ad
un vuoto.
Un vuoto in cui da una parte c'e' DYLAN e dall'altra
parte ci sono gli altri che non assomigliano a Dylan.
Cosa vuol dire e' nato un nuovo Dylan? Cosa che si
sente e si ripete di anno
in anno, o che assomiglia a Dylan!.
Una volta, non ricordo in quale intervista, Dylan disse
(vado a memoria): "...vorrei veramente che
ci fosse un nuovo Dylan,ma il modo in
cui scrivo e la metrica
delle canzoni che compongo e' unicamente mia e non c'e'
nessun artista che si
avvicina", aggiunse, credo, che sarebbe ben lieto che
uscisse un nuovo Dylan.
Sempre in quel periodo (anni 80)  usci' un libro che possiedo
curato da Lato Side "Edoardo Bennato" (tra l'altro di
questo artista ho tutti i dischi), nella cui
copertina  inizia la prefazione dicendo
"Furbo epigono di Bob Dylan o artista
originale?........"
Secondo me pur avendo tuttel le traduzioni di
Dylan, pur avendo letto  le varie biografie di Dylan e
non essendo io  un critico musicale,non essendo un
musicista,ma essendo
solamente un fan del GRANDE BOB DYLAN mi viene da dire
che questi accostamenti
sono frutto di "invenzioni" giornalistiche che
appioppando la frase "assomiglia a Dylan"
sminuiscono il valore dell'artista in questione.
Questa considerazione mi riporta all'inizio dicendo
che De Andre' e' un grande artista
un poeta, ma italiano! Che Bennato e' un lucido
fustigatore dei mali piu' vari della
nostra societa' ma e' italiano.
E che ogni accostamento al grande Dylan non ha nulla a
che fare.
Primo perche' Dylan e' UNICO
Secondo perche' i testi di Dylan sono UNICI,anzi
diciamo GRANDIOSI dal primo
all'ultimo Things have changed (c'e  qualche testo
che si avvicina al suo!?)
Terzo perche' ha sulle spalle non so quante
generazioni
Quarto perche' parlo da fan di Dylan che appena puo'
va' anche all'estero per Bob.
Cosa che non farei per nessun altro artista al
mondo!
Quindi perche' De Andre' dovrebbe essere un Dylan
Italiano?
Perche' ha tradotto  e cantato "Romance in Durango"?
O Bennato perche' cantava agli esordi e a volte anche
oggi se pur raramente solo con chitarra  tamburello e armonica a
collo dando quindi di se stesso un look dylaniano?
Anche Bob Dylan agli esordi cercava di imitare Woody
Guthrie e durante
i primi concerti mimava qualche altro artista, ma prese
da loro grandi distanze.
Cominciando inizialmente dal nome che cambio' in
Bob Dylan.
E gia' questo atto stava a significare "UN CAMBIO", cioè che
era nato non un nuovo Woody Guthrie o un epigono di Woody Guthrie
ma un ARTISTA, al di la' e al di sopra di tutti.
E cioe' con uno stile tutto suo influenzato,inizialmente,
ma creando poi le Bob Dylan songs.
Io ascoltando De Andre' o Bennato o De Gregori non
sento tracce di Dylan ne' musicalmente
ne' dal punto di vista di scrittura.
Forse in qualche giro armonico chi si avvicina di piu'
a Dylan e' De Gregori.
Certi paragoni lasciano il tempo che
trovano.
Quindi De Andre' e' De Andre'
come Bennato e' Bennato, e De Gregori è De Gregori, o
Bruce Springsteen e' Bruce.
Ovviamente BOB e' al di sopra di tutti!!! e tra lui e
gli altri c'e' il vuoto!
Quindi diamo a lui il PREMIO NOBEL per favore.

Stefano

Ciao Stefano,
sono sostanzialmente d'accordo con te anche se io in De Andrè e soprattutto in De Gregori vedo
diversi rimandi a Dylan. Sicuramente, almeno questo è il mio pensiero, non li si può definire
lapidariamente i Dylan italiani, piuttosto secondo me si può dire che, a livello inconscio o forse in
parte volutamente, in certi periodi della loro vita artistica ed in certo qual modo di proporsi o di
scrivere hanno seguito la maniera dylaniana pur mantenendo la loro originalità (del resto se non
fosse così si sarebbero persi già da tempo mentre oggi sono e lo saranno in futuro stelle di
primissima grandezza della scena cantautorale italiana). Del resto l'influenza di Dylan su tutti
coloro che sono venuti dopo di lui sia in USA che nel resto del mondo è tale per cui volenti o
nolenti questi cantautori hanno dovuto confrontarsi con la sua musica ed i suoi testi (altrimenti
sarebbe un pò come dire che i fisici attuali non tengono conto della lezione di Einstein, tanto per
fare un esempio qualunque). Aggiungi l'amore che lega Fabrizio De Andrè e Francesco De Gregori
a Dylan ed ecco spiegati i numerosi rimandi, ammiccamenti ed omaggi a Bob da parte loro che
però non li etichetta come Dylan italiani anche perchè, come sottolinei, non ci sarà mai un altro
Dylan ma solo un cantautore originale che faccia propria la lezione di Bob...


312) Stavo leggendo la posta e ho visto che nell'ultima
parte si parla di un concerto di Bob a Monaco e poi si
cita  Munster. Se ho capito bene si confonde Monaco
(Munchen) con Munster (luogo dove Bob ha fatto il
concerto e dove anch'io ho scaricato le canzoni da
Internet) città dove c'è una splendida Abbazia. Anch'io
ho scaricato il concerto di Parigi, ma non ho avuto
problemi. Sono contento di vedere che Sua Bobbità ha
fedeli sempre più entusiasti e devoti.
Sono contento anche di vedere che c'è gente che lavora
duro per mantenere in vita siti dedicati al proprio
beniamino e che ringrazio devotamente.
A presto, Daniele

Ciao Daniele
ovviamente hai ragione... la geografia non è mai stata il mio forte...
Quindi preciso che  (bella forza... ci ho la enciclopedia davanti ora ci ho...) che Monaco di Baviera è appunto la capitale della Baviera mentre Munster è una citta della Renania Settetrionale... Io ho confuso le due città per l'assonanza tra Munich (o Munchen?) e Munster).
Comunque la sostanza del discorso non cambia visto che sempre di Germania si parla quindi il discorso filava ugualmente.
Grazie per le belle parole del tuo finale Daniele e fatti vivo quando vuoi (acc...dannnaz... malediz... ma allora sono l'unico che non è riuscito a scaricare il concerto di Parigi...?)
Michele


313) Ciao Michele,
volevo segnalarti/vi che e' appena uscito in edizione
italiana un nuovo libro su Bob Dylan (che ho gia'
comprato)
dal titolo:

 La storia dietro ogni canzone di Bob Dylan
 parte prima - gli anni sessanta

 di Elaine Moryson
 Tarabooks - Strade Blu srl
 lire 28.000
 Stampato nel  Novembre 2000
 pagine 270

Dal titolo sembra che debbano esserci altre "parti" o
uscite speriamo che non si fermi qui alla prima parte,
perche' e' interessante, ho dato un occhiata sfogliando qua' e
la' e c'e' la storia di ogni song dal primo album fino a
Nashville Skyline.
Stefano

Ciao Stefano,
grandissima notizia. Appena esce ad Aosta corro ovviamente a comprarlo e lo recensisco su MF.
Speriamo che gli altri volumi della serie non si facciano attendere troppo. Quindi, amici in ascolto, per coloro che ancora non lo sapevano, mettete da parte 28mila lirette che a Natale sapete cosa autoregalarvi.
Napoleon


314) Caro Michele,
anzitutto devo farti un mare di complimenti per i
continui miglioramenti del sito (se vai avanti così
non ci sarà più Expecting rain che tenga!) e per la
tua premurosa attenzione per tutti noi dylaniani in
rete. Gli spunti di Anna sulla visione dylaniana del tempo
mi hanno suggerito un parallelo con il discorso
sull’evoluzione della poetica del Nostro già fatto a
proposito dell’immagine della porta, che provo ancora
una volta a sottoporre al tuo vaglio critico…
Per quanto riguarda anzitutto la “fase giovanile”
della produzione di Dylan, il brano che meglio esprime
la riflessione sul senso del tempo, come hai
giustamente evidenziato, è sicuramente Restless
farewell. In particolare, nell’immagine del “false
clock” che “tries to tick up my time” emerge molto
chiaramente come per Bob, in quel momento, il tempo
fosse soprattutto una gabbia da cui cercare di evadere
per conquistare la libertà dello spirito.
Il tempo, invece, scorre lentamente negli anni
dell’idillio bucolico: “time passes slowly when you’re
lost in a dream”, l’istante ha una densità da
assaporare intensamente attimo per attimo, prima che
svanisca per sempre “like the red rose of summer that
blooms in the day”.
Si parlava poi di un ritorno all’inquietudine ed alla
ricerca, in forza del quale, come la porta diventa una
meta da raggiungere, così il tempo ricomincia ad
accelerare: “time is a jet plane, it moves too fast”
(You’re a big girl now), “time is an enemy” (Up to
me).
Fino ad arrivare a quella struggente e desolata
meditazione sul tempo perduto che è Time out of mind:
“time is running away” (Can’t wait), “I wish someone
would come and push back the clock for me”
(Highlands). Ma l’album è tutto pieno di “orologi di
Dalì”, per usare la splendida espressione di Anna.
Anche l’uso, per la copertina dell’album, da un lato
di fotografie sfocate e dall’altro di un’immagine
giovanile potrebbe essere piuttosto significativo in
questa prospettiva (per non parlare delle implicazioni
sul discorso della maschera fatto la volta scorsa…).
Del resto, le copertine dei dischi di Dylan non sono
mai casuali: basti pensare al fatto che, diversamente
dalla stragrande maggioranza degli altri suoi dischi,
in nessuno degli album della “trilogia cristiana” His
Bobness ha messo in copertina una propria immagine,
come a voler dire “stavolta al centro non ci sono io,
voglio affermare qualcosa di altro da me” (un po’ come
quegli artisti medievali che non firmavano le proprie
opere).
E a proposito del “Dylan cristiano”, sono
perfettamente d’accordo con le tue considerazioni, in
particolare sulla possibilità di leggere i brani di
Slow train coming & C. secondo un rapporto non
scontato tra Amore Sacro ed Amore Profano.
Non è necessario scomodare la poesia stilnovista e la
Vita Nuova di Dante per rendersi conto di quanto
spesso la figura femminile, nell’universo dylaniano,
venga descritta come uno strumento di salvezza, da If
not for you a You angel you, da Shelter from the storm
a Oh sister, fino a Precious angel o Angelina, tanto
per citare le prime che mi si affacciamo alla memoria.
Insomma, una compagna al destino che è redenzione e
dannazione al tempo stesso, secondo l’inconfondibile
contraddittorietà del genio dylaniano.
E con questo anche per stavolta direi proprio che è
tutto! A presto.

Gabriele
 

Ciao Gabriele,
ancora una volta sono rimasto a bocca aperta per la tua analisi che non fa una piega e soprattutto perchè dici quello che ho sempre pensato anche se probabilmente non sarei riuscito a mettere su carta come fai tu...
Anche sull'immagine di copertina di TOOM direi che hai ragione.
Tra l'altro mi viene in mente che qualcuno ha anche scritto che secondo lui Bob voleva fare un rimando ad un album della sua
giovinezza Blonde on Blonde (entrambi copertina sfocata, entrambi lunghissimi, entrambi con l'ultima canzone che occupa un'intera facciata, entrambe queste canzoni con un titolo simile Highlands/Lowlands). Un'altra conferma che Dylan ha cercato idealmente di rimettere indietro le lancette dell'orologio?...
Ciao Napoleon


315) CIAO MICHELE, VISTA LA BELLA VIGNETTA DAL TITOLO OKTOBERFEST, MI E' VENUTA LA VOGLIA DI INVIARTI UN SOGGETTO PER LE STRIPS.
IN REALTA' E DA UNA QUINDICINA DI GIORNI CHE LA STO' AFFINANDO.
L'ISPIRAZIONE (?) MI E' SORTA A SEGUITO DELLA DISCUSSIONE CON FRANCESCO SULLA FASE CRISTIANA.
NON LO SO SE TI PIACERA'. COME AL SOLITO DECIDI TU SE PUBBLICARLA O CAMBIARLA...
CIAO E COMPLIMENTI PER GLI ULTIMI ARRICCHIMENTI AL SITO.
ANTONIO S.

Ciao Antonio la tua strip la reputo una delle migliori cinque strips di Zimmy. L'ho già disegnata ed inserita nella apposita sezione. Correte a leggerla tutti che è veramente divertente (il titolo? "Il tema prevalente")...
Michele


316) Caro Michele
Finalmente mi sono deciso a scriverti. Ti ringrazio per aver pubblicato VISIONI DI GIOVANNA e spero che
nessuno degli amici che seguono Maggie's Farm si sia scandalizzato nel leggere questo tentativo di traduzione piuttosto "eroico".
Ti scrivo comunque per parlarti di Bobby.
Ascolto le sue canzoni da 20 anni e cioè da quando ne avevo 12. Ho cominciato per uno sbaglio di mia mamma
che voleva regalarmi un disco di Bob Marley ed invece mi ha regalato un disco di BOB DYLAN.
Lei non ricordava bene il cognome e tra un bob e l'altro ha scelto quello che più gli sembrava familiare.
Da allora è stato un continuo ricercare articoli, aquistare dischi, libri, imparare a suonare la chitarra sulle sue canzoni, scrivere io stesso canzoni, etc.
Ma uno dei ricordi più belli è stato il mio primo concerto di Bob che è stato anche il mio primo vero concerto in assoluto e anche la prima volta di BOB DYLAN IN ITALIA, ovvero il concerto del 28 maggio
1984 all' Arena di Verona.
Ricordo perfettamente quel piovoso lunedì di fine anno scolastico: il ritrovo in piazza per il pullman, il prezzo del biglietto (22000+10000 di viaggio), la grandine durante l'esibizione di CARLOS SANTANA, e poi
finalmente alle 23.00, eccoti comparire sul palco un omino piccolo piccolo (anche se ero in 13^ fila) vestito con una giacca di
pelle nera, maglietta bianca, pantaloni neri e Boots Of Spanish Leather. Per un ragazzo di 16 anni fu veramente una fitta al cuore! Io ero lì e lui anche! Era di fronte a me! Non lo dimenticherò mai.
Attaccò con Jokerman poi fece All Along The Watchtower, License To Kill, I And I. Ricordo che si interruppe su Heart Of Mine e
ricominciò la canzone daccapo. Via via fece, tra le altre cose, Girl From North Country, Ballad Of A Thin Man,
Like A Rolling Stone, Blowin' In The Wind accompagnato da Santana e per finire Tombstone Blues.
Purtroppo la critica non fu tanto tenera con l'esibizione di Verona e per molti rimase come il peggior concerto della sua carriera. Clinton Heylin, nel suo libro, lo definisce "disastroso" per ben 3 volte nello stesso capitolo.
Bè, per me non è così. Quello rimane il concerto della mia vita, il più importante, il primo in assoluto, quello a cui sono
più affezionato.
Tornai a casa alle 5 del mattino dopo il viaggio di ritorno in pullman verso Milano e qualche chilometro a piedi mentre già spuntava l'alba.
Indimenticabile!
In seguito ho visto tanti altri concerti molto belli, (di Bob però ne ho visti solo tre) in particolare ricordo quello degli U2 a Torino, spettacolare ed altrettanto emozionante, ma nessuno come il concerto di Verona. Il concerto di
Milano al Palavobis di quest'anno è stato lodevole e tecnicamente perfetto (finalmente) e lo ricordo con immenso piacere ma la prima volta è sempre la prima volta.
Ma quegli anni erano "duri".
A scuola e tra gli amici non c'era nessuno che ascoltava la mia stessa musica che oltra a Bob comprendeva (e comprende ancora oggi e ne sono fiero!) NEIL YOUNG, FABRIZIO DE ANDRE', cantautori
italiani, songwriters americani, musica tradizionale americana e tanta sana musica Rock. Mi sembrava di essere in un deserto e di
essere da solo ad ascoltare questa roba. Certo, le cose oggi sono poco differenti, ma esiste questa meraviglia che
è internet e in ogni momento c'è sempre qualcuno che parla di Bob & friends e che legge le cose che sto
scrivendo. Ma ti sei mai chiesto come sarabbe stata la tua vita senza le canzoni di Bob?
Sicuramente ha cambiato il corso delle cose (almeno delle nostre cose) e le ha rese sicuramente migliori.
Quando mi hanno chiesto se trovavo giusto che Bob vincesse il NOBEL per la Letteratura ho risposto che era un pò rischioso
fare a me una domanda del genere perchè se fosse possibile a lui darei anche il premio Nobel per la Medicina!
Comunque non voglio dilungarmi troppo anche se ho un sacco di cose da dire.
Ti saluto a ti ringrazio per la costanza che hai nel tenere il sito aggiornato. So che non è facile.
Ciao e alla prossima!

Ferdyp

Ciao Ferdyp,
grazie per la stupenda lettera.
La tua frase Io ero lì e lui anche! sintetizza mirabilmente le emozioni di noi fans quando Dylan esce sul palco.
Anche io ho sempre letto che il concerto di Verona 84 è considerato il peggiore di Bob ma chiaramente per te resterà sempre il migliore. Io non c'ero a Verona quel giorno anche se
ovviamente avrei voluto esserci (ma Napoli distava troppo e non ero ancora indipendente quanto a macchina e soldi...quindi rinunciai a malincuore). Ho poi visto alcune canzoni del concerto nel
vidoe che realizzò Rete quattro e devo dire che non mi sembrò un brutto concerto anche se certo non uno dei migliori.
La mia vita senza Dylan? Non riesco ad immaginarla...
Anche io credevo di essere in un deserto e credimi non riuscivo a trovare quasi nessuno che condividesse il mio amore per quell'omino di Duluth... Quando Andy mi invitò a fare un sito accettai anche per vedere se ero veramente solo e chiaramente sono strafelice di vedere che non è
così, anzi ti rivelo che la parte più bella della mia giornata e quando la sera apro la posta e vedo lettere di voi dylaniani che parlate di tutto quello che riguarda Bob... è la soddisfazione di vedere
che nella marea di ciarpame che la gente segue musicalmente parlando ci sono molti che apprezzano la vera musica.
Mi dici che scrivi canzoni... Ricordati che se vuoi puoi mandarmi tutto quello che ti riguarda in questo senso e nel caso tu voglia potrei inserirti nella sezione "Tutti figli di Zimmerman" (hai mai visto questa parte di Maggie's Farm? La trovi in fondo all'indice) sempre che ti faccia piacere essere considerato figlio di Zimmerman, e da quello che dici non ho dubbi...
Ciao e alla prossima
Michele


317) Ciao Michele,
è una serata tranquilla, quindi posso riempirla nel migliore dei modi
scrivendo qualcosa a Maggie's Farm. Non sò ancora quale sarà l'argomento di
questa mail, penso che andrò "freewheelin", a ruota libera, senza meta ...
Potrei partire dicendo qualcosa sull'argomento "Dylan e la religione" di cui
avete discusso qualche "talkin" fa. Premetto che a suo tempo, e cioè intorno
agli anni 79/80 o giù di lì, non mi aveva appassionato molto la diatriba su
Dylan "cristiano rinato" perchè per varie vicissitudini di vita avevo allora
altro a cui pensare, e mi ero limitata ad ascoltare gli album che uscivano,
Slow Train Coming mi era piaciuto moltissimo, Saved un filo meno, Shot Of
Love più di Saved, e di Infidels ho già parlato in un'altra mail.
Innanzitutto mi sembra sempre fuorviante e riduttivo suddividere la carriera
di un artista (e la vita in generale) in periodi, perchè ogni attimo di
vita, ogni opera artistica, così come ogni canzone e ogni verso, nel caso di
Dylan, è un fatto a sè e nello stesso tempo è legato e concatenato a quello
che lo precede e lo segue, almeno questo è ciò che penso io. In ogni caso mi
sembra che se proprio si vuole dare una qualche etichetta agli album di Bob
(cosa che però lui odia profondamente, mi pare), John Wesley Harding, che se
non erro è del 68, sia in assoluto il suo album + religioso, molto più di
quelli usciti nel periodo "incriminato" e bisognerebbe ricordare anche
canzoni come Father of Night e Three Angels (da New Morning) e cento altre.
Inoltre credo che la religione, o meglio la fede o la ricerca di una fede,
abbiano sempre avuto una grandissima importanza nella poesia di Dylan (e
credo anche nella sua vita), che la cosa piaccia o no ai suoi fans, e un
Dylan ateo o agnostico o materialista credo che non sia mai esistito. Si può
dire che Bob ha affrontato questo tema in mille modi diversi e forse noi
dovremmo limitarci a giudicare se ci sia della poesia e dell'arte in quello
che ha scritto e che ha cantato, indipendentemente dall'argomento trattato,
ed io credo che negli album sopra citati, soprattutto in STC, ci sia molta
poesia (ai critici consiglierei di ascoltare quella splendida e appassionata
versione live di I Believe In You che c'è sul bootleg You Don't Know Me ...)
In ogni modo non capisco proprio i sedicenti fans che hanno abbandonato
Dylan nel "periodo cristiano": o conoscevano Dylan in modo molto
superficiale, per luoghi comuni o per sentito dire, e non avevano mai
ascoltato nulla di ciò che aveva fatto negli anni 60 e 70,  oppure (non
vorrei sembrare troppo polemica, è solo una mia sensazione) si sono resi
conto, quando Dylan è uscito con quegli album così scopertamente "di fede" e
in qualche modo "reazionari" che non avrebbero più potuto "usarlo" per i
loro scopi "politici". Mi viene in mente ciò che diceva giustamente Antonio
un po' di tempo fa, e cioè che Dylan, più che ai conservatori, ha dato molto
più fastidio agli ambienti liberal e di sinistra, che erano quelli più
interessati ad intrappolarlo ed a servirsene per la loro propaganda, questo
è capitato in America fin dai primi anni 60, in Italia invece si è
cominciato forse dopo il 68 ... ed è arcinoto che Dylan non ha mai perso
l'occasione di scrollarsi di dosso tutti quelli che tentavano di "usarlo".
Resta da parlare di quella violenta invettiva contro l'omosessualità che
Dylan fece durante un concerto, tanto più incredibile e odiosa, se si pensa
che era stato sempre amico e ammiratore di Allen Ginsberg. D'altra parte
dobbiamo riconoscere che Bob non è mai stato un campione di tolleranza,
anzi, le manifestazioni eccessive ed estreme sono tipiche del suo carattere,
ha fatto e detto anche altre cose molto cattive, questa non è certo l'unica.
Mi pare di ricordare che in un certo periodo fece infuriare il movimento
femminista a causa del palese maschilismo di alcune sue canzoni, vedi ad es
Just Like A Woman. Premesso che il mio lato anarcoide mi ha sempre tenuto
ben alla larga dalle posizioni codificate (spesso ridicole e banali) di
qualsiasi movimento, partito, associazione e simili, devo riconoscere che
JLAW contiene il più terribile elenco di stereotipi femminili che sia mai
stato scritto: Dylan mostra di avere un concetto di donna come di un essere
essenzialmente isterico, bugiardo, psicologicamente labile e
caratterialmente instabile (ma Bob, che mostro di donna avevi incontrato in
quei giorni ??) E vogliamo parlare di quella canzone che tu Michele ami così
tanto e che invece a me fa stare malissimo, e cioè Is Your Love In Vain?
"Can you cook and sew, make flowers grow ..." be' io me la cavo solo con
surgalati e microonde, vado in panico se devo attaccare un bottone e riesco
ad assassinare sistematicamente tutte le piante che hanno la sfortuna di
entrare in casa mia, in quanto a "do you understand my pain ..." preferirei
mantenere un certo riserbo su questa faccenda, ma il fatto che l'ideale di
donna che D. ha in mente sia una specie di perfetta casalinga con una
robusta spalla su cui poter piangere ... mi procura una leggera (?!)
irritazione (non vorrei sembrare impicciona, ma dimmi, Bob, che razza di
donne frequenti ???)
Eppure, non so' per quale strano caso di masochismo, JLAW è una delle mie
canzoni preferite, quando guardo il video di quella versione con Tom Petty,
quella del concerto in Australia, vado letteralmente in estasi, forse perchè
Bob riesce ad esprimere anche cose sgradevoli e odiose con una tale poesia,
magia e fascino che gli perdono tutto ... e poi, quando penso che è la
stessa persona che ha scritto Sad Eyed Lady e Love Minus Zero, allora ...
D'altra parte, cari ragazzi, non ci lamentiamo, abbiamo scelto di adorare un
poeta scomodo, incauto (Antonio, hai trovato proprio la parola esatta !), a
cui non importa di essere "piacevole", che spesso va a toccare tasti che
sarebbe più comodo ignorare, che spesso dice cose che fanno male, che
accetta di mettere in mostra anche i lati meno nobili di sè, che non sempre
fa e dice quello che ci piace, ma che è sempre tremendamente "vero".

Per farmi perdonare il lungo vaneggiamento notturno sopra esposto concludo
raccontando un episodio divertente che ho letto su Expectingrain, magari a
qualcuno era sfuggito ...
A settembre Dylan ha fatto due concerti a Dublino, ed in quella occasione
Bono degli U2 aveva organizzato un party per festeggiare l'avvenimento. Ma
Bob ha snobbato la festa e non si è presentato. E perche mai ? Sembra che ai
suoi occhi Bono si sia macchiato di un crimine orrendo: ha detto 3 parole ad
un giornalista riguardo ad un incontro privato tra lui e Dylan ! Ma chi
aveva detto che con l'età il carattere di Bob si è ammorbidito ? A me sembra
che la reazione sia stata quella tipica del Dylan ventenne !

Ciao Michele e grazie dello spazio, questa volta te ne ho rubato davvero
troppo !
 

Ciao Anna, sì avevo letto quell'aneddoto sulla lite tra Dylan e Bono... Certo a questo punto sarei
curioso di sapere cosa ha detto Bono... Qualcuno ha letto qualcosa al riguardo, magari sul
newsgroup americano (sono mesi che non ho più il tempo di leggerlo...)?
Mi ha sorpreso la tua frase sulla possibile misoginia di Bob...
Dylan antifemminista? Mah... personalmente non l'ho mai inquadrato in quest'ottica anche se forse
in qualche sua canzone potrebbe trasparire qualche vago accenno a ciò... ma secondo me più
rivolto ad UNA donna in particolare (la moglie Sara?) che alle Donne in generale... Almeno questo
mi è sempre sembrato. Is your love in vain è una delle mie canzoni preferite di Bob per quanto
riguarda la musica, che considero una delle sue migliori... Il testo non mi ha mai colpito più di
tanto anche se mi è sempre piaciuta la sua musicalità... Comunque anche il verso incriminato sul
cucinare e cucire non mi sembra particolarmente maschilista, piuttosto in questo caso mi sembra
lasciar trapelare una grande dolcezza nei confronti della donna alla quale Bob parla... certo che può
essere interpretato in vari modi, ed il mio punto di vista è chiaramente quello di un uomo (e magari anche io inconsciamente potrei avere una sensibilità simile a Dylan in questo senso)... Cosa ne
pensano gli altri amici in linea...? Non ho capito invece il discorso sulla frase "do you understand my pain?". Mi riscrivi per spiegarmelo, Anna?...Forse mi sfugge qualcosa...
Sul discorso album religiosi concordo sul fatto che John Wesley Harding lo sia molto più dei tre con la S iniziale ma io estenderei il discorso anche a molte altre canzoni da vari album "non cristiani", penso a canzoni come The times they are a changin', When the ship comes in, A hard
rain's a-gonna fall, Father of night, Three angels, Oh sister,  Man of peace, Death is not the end ed altre che però sono passate sotto silenzio perchè inserite in un contesto in cui l'argomento di fondo
non era lo stesso come nel caso dei tre album "cristiani"... Voglio dire insomma che se per paradosso le canzoni di STC, Saved e Shot of love Bob le avesse incise distribuendole un paio alla volta negli album da Street legal ad Oh Mercy probabilmente nessuno se la sarebbe presa... Invece,
proprio come sottolinei tu Anna, la "sfacciataggine" di Dylan fece sì che coloro ai quali tornava comodo non avrebbero più potuto "usarlo" per i loro scopi "politici". Come a dire che: "Una ogni tanto te la concediamo... Dieci insieme NO!!!". Un pò cretino come ragionamento, mi sembra, e
sicuramente molti lo hanno fatto salvo tornare rassicurati quando Bob se ne uscì con Infidels che poi per certi versi ha molti punti in comune coi precedenti ma che non aveva stampata la "Big J" come la chiamava Frank Zappa (quella di Jesus, ovviamente) e quindi poteva "passare"...
Non mi pronuncio sul discorso omosessualità perchè non conosco le parole esatte dette da Dylan in quell'occasione... Se qualcuno ne ha una trascrizione me la mandi che la pubblichiamo... Potrebbe essere fonte di dibattito... Comunque a naso non ci credo ad un Dylan intollerante nei confronti
degli omosessuali altrimenti non si spiegherebbe la grandissima amicizia che lo legava a Ginsberg, come tu ricordi, ma anche alle centinaia di artisti omosessuali che Bob ha frequentato come amico
a volte anche intimo in oltre quarant'anni di attività... Anzi ho letto - non ricordo più dove - che si faceva l'ipotesi che lo stesso Dylan abbia avuto esperienze omosessuali da giovane e si erano fatti
anche nomi e portato documentazioni abbastanza attendibili (se qualcuno si ricorda dove si parla di ciò vale lo stesso discorso di prima, mi mandi ciò che trova). La sola cosa che ricordo al proposito
era che si parlava di It's all over now Baby blue come rivolta ad un uomo, un omosessuale che avrebbe avuto una relazione con Bob (si faceva anche il nome ma non me lo ricordo)...
Ciao Anna, a presto,
Michele



 

318) Ciao Michele, complimenti per le ultime modifiche al
sito: sta diventando sempre più perfetto, continua
così!
Anzi, sei così bravo che ti meriti un premio (???): ho
qui la traduzione delle note di copertina di Desire,
cui sto lavorando da tempo immemore e cui, finalmente,
sono riuscita a dare una forma definitiva (non oso
dire “completa” o “migliore”!). Ho pensato che magari
potesse tornarti utile, prima o poi, e così ho deciso
di spedirtela. Ma c’è un ma: ci sono punti che m’hanno
dato un sacco di difficoltà e su cui nutro moooolti
dubbi. Te li ho segnalati in nota: se tu riesci a
capirci qualcosa di più sappi che hai il dovere morale
(?) di farmelo sapere (ovviamente anche i suggerimenti
sulle altre parti sono ben accetti)!!!!!!! Per il
resto ho tentato di rispettare la punteggiatura ed ho
aggiunto qualche virgola e qualche articolo solo dove
assolutamente necessario per la comprensione, perchè
l’intenzione – l’intenzione, appunto... poi non si sa!
– era di lasciar scorrere tutto come negli originali,
cercando comunque di renderli scorrevoli anche in
italiano. Nel pezzo di Ginsberg mi sono concessa anche
qualche licenza lessicale, forse azzardata, ma che
credo sia servita a rendere un po’ meglio il testo di
partenza... E speriamo che il sommo Allen non si
rivolti nella tomba per causa mia!!!!! Inutile dire,
naturalmente, che questa mia “fatica” non ha alcuna
pretesa letteraria (ah ah ah! Figuriamoci!) e che l’ho
intrapresa con tutta l’umiltà del caso: uè, non sono
mica così presuntuosa, lo so bene che non sono la
Pivano!!!

Nota: nelle note (!) ho messo anche qualche piccola
informazione e delle citazioni che mi parevano
abbastanza interessanti.
Ri-nota: ho dovuto spedirti tutto il “malloppo” in
allegato per riuscire ad inviarti anche le note di cui
sopra e per evitare che l’impaginazione – che ho
mantenuto fedele all’originale, ovviamente!!!– subisse
scombussolamenti troppo gravi durante l’invio.
Ri-ri-nota: ho trovato anche altre poesie di Ginsberg
che riguardano Bob, per ora tre (“Blue Gossip”, “Lay
down yr Mountain” e “On reading Dylan’s writing”). Se
vuoi posso inviarti anche quelle, naturalmente con le
loro relative traduzioni appena le avrò completate
(Ah-ah, ma allora sei recidiva!!! Lo vedi che ti credi
veramente la Pivano???); credo possano essere
interessanti per arricchire ancor + il quadro su Bob,
visto che i due erano legati non solo da una grande
amicizia, ma  anche da una reciproca influenza
artistica... Fammi sapere!
Gio

Ho accorpato poi anche la lettera che segue essendo sempre di Gio.
Napoleon

Credo che quello che Antonio ha scritto nella sua
ultima e-mail riguardo alle reazioni che Bob suscita
sia quanto di più vero si potesse dire. Cioè, in poche
parole ha detto quello che diceva di non saper dire e
quello che io è una vita che vorrei dire. Non so se mi
spiego!... Questa "roba" io l'ho chiamata più volte
angoscia, ma non credo sia il termine giusto perchè
sa un po' di negativo... E invece, ha ragione Antonio,
il lato positivo nell'apprezzare un simile poeta c'è
ed è pure bello grande, solo che al momento mica lo
vedi, ennò!!! Prima c'è il panico e solo poi arriva il
bello... è una cosa scomoda, mooolto scomoda amare un
artista che ti fa star così male ("ma chi me lo fa
fare" è la domanda che mi sfreccia di continuo nel
cervello... forse un giorno o l'altro un pensierino su
Ricky Martin ce lo farò!) eppure non se ne può fare a
meno. Vallo un po' a capire l'essere umano...
Visto che ci sono ne approfitto anche per lanciare un
invito alla più rapida conversione a tutti i fedeli
dylaniani che ancora non apprezzano Blood On The
Tracks: fratelli siete ancora in tempo, pentitevi e
tornate alla ragione!!! [scherzo scherzo! De
gustibus...]. Gio
 

Ciao Ciao!
Gio.

Ciao Gio,
grazie di tutto. Ovviamente sì mandami tutto quello che traduci...
Vale anche per te il discorso fatto sopra per Leonardo vale a dire che intanto inserisco qui sotto le liner notes di cui parli poi le inserirò nella sede consona (Testi in italiano) appena aggiornerò quelle pagine...

Liner notes finali di Allen Ginsberg da Desire

CANZONI DI REDENZIONE

Hurricane. l'unico Hurricane innocente, canzone di protesta: Pro (in favore) + Attestare (testimoniare per) il caso-infamia del Pugile Mr. Carter accusato ingiustamente Contea Passaic N.J. cui il menestrello Dylan fece visita in cella. Il Poeta Dottore W.C.Williams lì lì per morire disse
“Un nuovo mondo è solo un nuovo intelletto” & spese la vita a redimere il puro linguaggio del Nord Jersey  così i poeti successivi han potuto cantare rime parlate di “tenace metallo ferreo ” (1)
“Vogliono ficcarlo in prigione
vogliono affibbiargli questo triplice omicidio
...Avrebbe potuto essere il campione del
mooondo-“
& termina limpido come l’acqua
“...Vergogna!
vivere in una terra dove la Giustizia è un gioco!”
così ogni ragazzo di Paterson avrà notizia, inoltre, che
“Rubin siede come Budda in una cella
da 10 piedi.” Grande Annunciazione quotidiana, la canzone raggiungerà le strade Corti Supreme avranno tossito & pianto, Rubin Carter scarcerato prega (2) Dio se ce n’è Uno in America – la familiare armonica trafigge le orecchie che hanno appena udito di
“criminali in giacca & cravatta...”
       I Vecchi Bardi & i Menestrelli poetarono le notizie dei loro tempi lungo le vie del pellegrinaggio – Visite di città in città a cantare i segreti di Re pastori cowboys & avvocati – la verità del Buon Cittadino Menestrello viene udita all’istante. Grande Suono in generazioni coscienti. La canzone dello strillone-profeta locale rieccheggia la vecchia poesia idealistica
giovanile di William Zan Zinger, riamplificata in vita, 1975. Protesta morta? La stirpe di bardi di strada di Woody Guthrie ci farà ancora piangere laddove c’è sofferenza da dover essere cantata.
     Canzoni di Redenzione di Dylan! Se lui può farlo noi possiamo farlo. L’America può farlo, “Va tutto bene Mà ce la posso fare” Sì! con compassione di tenace metallo aureo, lui sta ancora distribuendo Oro – ma ricordate, buoni Anarchici, “Per vivere fuori Legge dovete essere onesti.”
Ubriache Aggressive bottiglie di birra non redimeranno mai nessuno – Ma la canzone dalla coscienza limpida sì, ogni sillaba pronunciata, ogni consonante sbeffeggiata con labbra alzate sopra i denti per pronunciarla proprio a puntino nel microfono, ringhiata NON per insulto da ego da
quattro soldi ma piuttosto per enunciazione senza ego di fraseggi esatti così tutti possono sentire l’intelligenza (3) – che è solo il tuo cuore Caro.
     Isis qui incisa, il cantante più tardi la sviluppò sul palco cantò per settimane facciapallida, gran cappello grigio con applicati fiori & foglie di Novembre – nessuno strumento in mano, magro
corpo Chaplinesco danzante su sillabe sostenute dal ritmo della Rolling Thunder band che seguiva i ritardi spontanei & le declamazioni simil-parlate di Dylan per chiarire, ”È nachurale.” Così lo puoi sentire! Con dialogo a due parti! Grande scoperta, queste canzoni sono l’apogeo della Poesia-
musica sognata nei ’50 & primi ’60 – poeti che recitano-salmodiano con strumenti e bonghi – Ritmo regolare sotto il linguaggio elastico, poeta solo al microfono a recitare-cantare il testo di una
surrealistoria d’amore che si chiude con gigantesco “YEAH!” quando il menestrello dà via il suo cuore & dice di voler restare. Dylan resterà qui con noi! “Potresti non rivedermi domani.” Così ora rilascia i suoi miagolii & latrati a vocale lunga sopra i tetti antennati di piccole città. Per Isis Signora della Luna Creatrice del Linguaggio Dea della Nascita, Madre di Ra, Saraswati & Kali- Matoo, Hecate, Ea, Astarte, Sophia & Afrodite, Madre Divina.
     Oh Sister, di chi sta parlando? Sorella eterna? Sorelle buone cittadine, lui è ancora un tenero amico – perso solo amato come un magro guru terrorizzato da ogni cercatore in America che ha sentito quella voce a vocale lunga trionfante in estasi eroica, “Come ci si sente?” Ed ora è venuto
giù da quella Montagna di Suono (4), cantando come un mortale Biblico
   “Oh sorella, non sono un fratello per te
     Ed uno degno d’affetto?
     E il nostro scopo non è lo stesso
     su questa Terra
     amare e seguire la stessa direzione?

     Siamo cresciuti assieme dalla culla alla
     tomba
     Il tempo è un oceano ma termina alla
     spiaggia,
     Potresti non rivedermi domani”
Segue la prima Narrativa di Città, fatti concreti che battono in avanti con batterie & violini – come un racconto breve frastagliato, ballata cantata da eroe che rende eroe l’improbabile sensibile gangster Gallo, stoicismo Villonesco di tenace metallo ferreo & comprensione, con lungo lamentoso ritornello sul nome anonimo in 25 anni Joey, con dialogo panoramica filmica freddi soli
sopra Brooklyn – e la tua notizia interna i giornali non l’hanno interpretata per (5) il  fuorilegge ucciso.
     Pure Black Diamond Bay è un romanzo breve in versi, invenzioni a mente sciolta del Dylan surrealista fuorimoda  verso dopo verso, eccetto che D. dichiara che sta leggendo Joseph Conrad il contastorie, e così senti successioni continue di dettagli di Cappello Panama Cravatta, caldaie che
esplodono & personaggi che spariscono in tornados – All’improvviso una grande dissolvenza & sei seduto col menestrello Dylan in una famiglia di L.A. a guardare la stessa poesia Cronkiteata al TG:
il bardo canta l’orrendo film in cui tutti perdono & che puoi dire? Anche mio padre, età 80, ha chinato la testa & ha detto. “Che ci puoi fare?” sottovoce. Interessante, questo lungo racconto-allucinazione di spionaggio vita reale che apre la mente – improvvisamente rimessa nel tubo del
Samsara (6) con un cinico lamento, la sua disperazione – la condizione del Mondo nel suo stesso fallimento, non il nostro o quello di Dylan – noi siamo solo responsabili per il 25%, dice il Lama Saggezza Folle.
     Nel mentre in cui Dylan aveva composto la grande rima disillusa nazionale Idiot Wind (7)
     “...Soffiando in cerchio attorno al tuo
teschio
     Dalla Grand Coulee Dam fino al
Campidoglio...”
doveva essere pronto per un’altra grande ondata di sentimento profetico impavido – strane settimane cercando comunità era tornato alla casa della musica dell’Altro Estremo di Bleeker Street & aveva improvvisato & bevuto con l’antico amico improvvisatore di canzoni Bob Neuwirth
& anche con gli anonimi geni di strada e studio chitarristi batteristi prodigi del violino Rob Stoner, Howie Wyeth & il faccia-da-Botticelli piccolo David Mannsfield dal New Jersey – aveva fermato
la sua macchina rossa nell’East Village per la corvina Scarlet Rivera che camminava con la sua custodia di violino – l’adolescente gigante T-Bone Burnett materializzatosi dal Texas, Steven Soles dalla New York Blues – Mezzo mese fu speso in solitudine a Long Island con il teatrista Jacques Levy a lavorare su fatti fraseggi & rime di canzone, condividendo la gravità delle notizie – Un
sacco di sublime arte ritmica, come le veloci 11 sillabe Messicane che aprono Durango “Peperoncini Chili Piccanti nel sole vescicante” emersero capolavori – la Canzone divenne poesia cosciente, il meglio che si possa dire in ritmo assoluto, tenendo conto (8) che il discorso cade come il talk radiofonico di tua madre, tenendo conto che il cantante apre il suo corpo intero
all’Inspirazione per soffiar fuori una lunga folle vocale e inchiodare la parola nel cuore di ciascuno – Qui è dove si ottiene la divertente sincopatura – soffermandosi per pronunciare il verso proprio
come avanza la musica, libera, disperata, saltando dentro e fuori dagli accordi fatali “Potremmo non farcela nella notte.”
     “Ma è ancora come un proiettile elettrico,” disse il ragazzo Buddista, dov’è il grande rallentamento tenerezza alla quale tutti sanno che Dylan è occupato (9) sotto il suo Cappello da menestrello? Due le canzoni che il suo sentimento (10)  canta da solo, totale. One More Cup of Coffee for The Road – la voce si leva in cantillazione Ebraica mai sentita prima in una canzone
degli USA, sangue ancestrale che canta – una nuova età, un nuovo Dylan ancora redento, a suo agio – Un poco come l’America ora, non più paranoica, sono i Settanta veri (i fiori di ogni generazione-decade nel mezzo, Rinascimento della Poesia 1955, Pace Vietnam Berkeley 1965) – perchè ora la
congregazione dei poeti canta per il paese con nuova vecchia anima-gioia, merda estinta nel fuoco, ego riconosciuto & messo al suo posto, piacere-libidine messo da parte con dolore suicida, cuore colmo & che canta chiaro, cantillando come un cantore di sinagoga, “prima ch’io scenda nella Valle inferiore.”
     Quanto è andato lontano? Dalle profetiche interiori di solitudine spaventata – basandosi su quella stranezza dell’onestà di pensiero (11) – alla storica confessione personale a cuore aperto.
Alla maniera Semitica di Coffee for Road, Sara è un profondo motivo antico che rivela il paradigma familiare – che dichiara a Moglie & Mondo gli ultimi segreti dell’arte solitaria piangente:
   “Sveglio per giorni nel Chelsea
     Hotel
     Scrivendo  Sad Eyed Lady of the Lowland
     per te”
Chi pensava che l’avrebbe detto, così tutti alla fine l’hanno conosciuto (12), stessa anima che piange vulnerabile catturata in un corpo in cui  noi tutti ci troviamo?  (13) – rivelata abbastanza Persona per far piangere l’intera nazione di Whitman. E dietro tutto il vasto spazio solitario del Non Dio, o Dio, attenta cosciente compassione, consapevolezza di tutta una vita, noi siamo qui in
America alla fine, redenti. O Generazione, continua a lavorare!

Allen Ginsberg
Co-Direttore
della “School
of Disembodied
Poetics
‘Jack Kerouac’”,
Naropa Institute
York Harbor, Maine
10 Novembre
1975

Liner notes iniziali di Bob Dylan da Desire

Dove comincio... alle calcagna di Rimbaud muovendomi come un proiettile vagante per le strade segrete di una calda notte del New Jersey piena di veleno e stupore. Incontrando l’Angelo Regina
tra i giunchi di Babilonia e poi alla fontana del dolore scivolar via nella massa calda del diluvio...
Cantare lodi al re di queste strade morte, aggrapparsi e lasciarsi andare in modo divino – scorrendo nel ventre perduto della civiltà stagnante. L’avventura sta prendendo il comando. Tolstoj aveva ragione. Queste note stanno venendo scritte in una vasca da bagno nel Maine in condizioni ideali,
in ogni salotto di rarità da Brooklyn a Guam, da Lowell a Durango oh sorella, quando cado nelle tue braccia eccentriche (14) non senti il peso dell’oblio e le canzoni di redenzione sulle tue spalle (15) emergiamo a fianco di Miles Standish (16) ed affondiamo (17). Abbiamo parentele in Mozambico. Ho un fratello o due ed un sacco di Karma (18) da bruciare... Isis e la luna brillano su
di me. Quando Rubin uscirà di prigione festeggeremo nel parcheggio storico nella California bruciata dal sole...

© 1975 Ram’s Horn Music

NOTE:

(1) Non so se questa espressione appartenga a Bob, a Ginsberg (poco probabile, viste le virgolette) o a qualcun altro. Su ”Dylaniana” di Chris Williams viene riportata  la traduzione italiana di uno stralcio d’intervista del 1978 in cui Bob definisce il suono di Blonde On Blonde “...di selvaggio e
preciso mercurio. È oro metallico sfavillante...”. Non ho trovato la versione originale dell’intervista quindi non so se quel “preciso mercurio” e quell’ “oro metallico” siano  il “tough iron metal” e “tough gold metal” di cui parla Ginsberg. Se sono effettivamente parole di Bob, i casi possono
essere due: o il Nostro le ha pronunciate anche in altre occasioni precedenti all’intervista citata, visto che queste note sono datate 1975, oppure sono semplicemente le parole di una sua canzone
qui riprese da Ginsberg, e in questo caso ammetto di non conoscere tale fantomatico testo!
Comunque sia, visti i dubbi, ho scelto una traduzione personale.

(2) Anche se non c’è la “s”della terza persona singolare (cosa non strana nè nuova in Ginsberg), credo che questo “pray” sia un presente riferito a Rubin Carter.

(3) So che “intelligence” può anche essere tradotto come “notizia”, ma poi non saprei spiegarmi la frase successiva; probabilmente Ginsberg ha giocato proprio su questa ambivalenza, ma in italiano ho dovuto scegliere e questo è quanto. Tu che ne dici?

Concordo

(4) Ho trovato una bella intervista del 1976 di Peter Barry Chowka a Ginsberg in cui il poeta ricorda un discorso avuto tra lui e Bob durante il Rolling Thunder: Dylan, parlando del suo rapporto con Dio, diceva di trovarsi “sulla cima di una Montagna” e di aver poi scelto di scendere...
Ti riporto il pezzo in questione [le maiuscole sono quelle presenti nel testo dell’intervista, la cui trascizione è stata corretta dallo stesso Ginsberg] :  He (=Bob) also said he believed in God. That's why I wrote "Lay down yr Mountain Lay down God." Dylan said that where he was, "on top of the
Mountain," he had a choice whether to stay or to come down. He said, God told him, "All right, you've been on the Mountain, I'm busy, go down, you're on your own. Check in later." (laughs) And
then Dylan said, "Anybody that's busy making elephants and putting camels through needles' eyes is too busy to answer my questions, so I came down the Mountain." Non so se la “Montagna di Suono” derivi da questo episodio, ma m’è sembrato giusto segnalarlo!

(5) Help anche qui!  La traduzione letterale è questa, ma non mi pare molto chiaro il senso

Anche io non saprei districarmi... Qualche idea, amici in ascolto?

(6) Nella filosofia Buddista, è il ciclo di morte e rinascita, pieno di insoddisfazione e sofferenza, che sorge dall’ignorare la vera natura della realtà.

(7) Riporto, sempre dall’intervista citata nella nota 3, un altro pezzo in cui Ginsberg parla di Idiot Wind: I had written a long letter to him [...]. I said also that I had dug the great line in the song "Idiot Wind," which I thought was one of Dylan's great great prophetic national songs, with one
rhyme that took in the whole nation, I said it was a "national rhyme."

(8) Qui, come poco dopo, “allow for” l’ho tradotto con “tenendo conto”, il significato che tutti i vocabolari riportano. Ho avuto parecchi dubbi, all’inizio avevo scelto un “permettendo al discorso di...permettendo al cantante di...”, ma mi pareva una forzatura perchè così ignoravo quel “for”.

(9) Anche la traduzione di questo pezzo è super-incerta . L’interpetazione che ho dato credo sia abbastanza plausibile ma è personale e quindi assolutamente discutibile.

10) Cosa può voler dire con “heartlife”??? La parola pare inesistente, così scritta; ho cercato ovunque e ho ragionato un bel po’, ma l’arcano rimane! Alla fine ho scelto questa traduzione “politically correct”, chiaramente accetto consigli!

(11) Anche qui ho speso ore & ore di riflessioni, ma non sono venuta a capo di nulla. Ho scelto la traduzione letterale, anche se non chiarissima dal punto di vista del senso.

(12) So che nell’originale c’è un condizionale, ma credo sia solo...apparente! Mi spiego: ho trovato altri casi in cui Ginsberg “mozza” i participi passati rendendoli uguali all’infinito, per intenderci “known” diventa “know”,  come qui; quindi l’“everybody’d finally know” sarebbe un “everybody had finally known”. Il condizionale, poi, mi stonava un po’ in questa frase già molto incasinata di
suo

(13) Altro pezzo da esaurimento nervoso! Spero che il senso un po’ si capisca, anche se ammetto che può non essere molto chiara... Per quello che ho capito dovrebbe essere “Chi  mai pensava che potesse scoprirsi così tanto [vedi la citazione da “Sara”]  e mostrare al mondo che anche lui, come
noi tutti, è un’anima vulnerabile rinchiusa dentro un corpo?”.

(14) “Spacy” è parola ignota. Solo un dizionario di slang americano la riporta e con questa traduzione. Mah!

(15) Questo pezzo dovrebbe forse essere letto come una domanda perchè la costruzione che Bob usa  io la interpreto come interrogativa “Can not ya feel...”, ma potrebbe anche essere una forma enfatica; per non limitare le possibilità interpretative, non ho aggiunto nessun punto di domanda.

(16) E vabbè, se devo fare qualcosa vedo di essere perlomeno esauriente: Miles (o Mile ) Standish fu un colono americano (1584?-1656), leader dei Pilgrims nella colonia di Plymouth.

(17) Ho tradotto “take the rock” con “affondiamo” ricavando la soluzione un po’ dalle varie locuzioni di “take” e dai significati di “rock” , un po’ dal contesto (=si è in una metafora di navigazione) e un po’ “a naso”. L’espressione così combinata, infatti,  non la riporta nessuno dei 1600 vocabolari consultati!

(18) Riporto il pezzo di un’ intervista del 1976 di Peter Barry Chowka a Ginsberg  in cui si parla di questo punto:
PBC: Sounds like Dylan tying up a lot of loose karmic
AG: Right. As he says in the jacket notes to the Desire album, "We've got a lot of karma to burn." To deal with or get rid of, I think he means.



 

319) Nota di Napoleon. Da Expecting rain: Bob Dylan potrebbe essere il solo candidato sicuro per una nomination all'Oscar per la canzone Things have changed della colonna sonora di Wonder Boys.
Che arrivi l'Oscar dopo il mancato Nobel?...


320) Ciao, sono un venticinquenne fan di Bobby boy e volevo prima di tutto
complimentarmi x lo splendido sito e poi rivolgerti un domanda:non mi è
chiaro infatti se le versioni differenti delle canzoni di Blood On The Tracks che appaiono sul Bootleg Series, su Biograph e sulla colonna sonora di Jerry Maguire sono quelle della famosa session di New York oppure se quest'ultima è reperibile solo su bootleg.
Altra questione :a quando le versioni remasterizzate e con
bonus tracks di cui ho sentito parlare di Freewhelin, Blonde, Oh Mercy e
BOTT? Quelli della Columbia(Sony) mi hanno un po' stufato!
E' probabile che non sia una novità,comunque:i Placebo nel loro ultimo
album Black Market Music nella canzone "Slave to the Wage" cantano:"Sick
and tired of MAGGIE'S FARM she's a bitch with broken arms..."

Grazie e saluti da Luca

(puoi pubblicare la lettera sul sito e anche la mia e-mail) pl.stabe@agonet.it

Ciao Luca,
allora:

You're a big girl now di Biograph è del 25 settembre 1974
Tangled up in blue di Biograph è quella ufficiale
Tangled up in blue di Bootleg series 1/3 è del 16 settembre 1974
Idiot wind di Bootleg series 1/3 è del 19 settembre 1974
If you see her say hello di Bootleg series 1/3 è del 16 settembre 1974
Shelter from the storm del film Jerry Maguire è del 16 settembre 74

Quelle del bootleg "New York Sessions - Blood on the tracks" sono invece:

1) Tangled up in blue 12 sett 74
2) Simple twist of fate 16 sett 74
3) You're a big girl now 12 sett 74
4) Idiot wind  12 sett 74
5) You're gonna make me lonesome when you go 16 sett 74
6) Meet me in the morning 23 sett 74
7) Lily Rosemary and the Jack of Hearts 12 sett 74
8) If you see her say hello 16 sett 74
9) Shelter from the storm 16 sett 74
10) Buckets of rain 16 sett 74

Come vedi sono dunque quasi tutte diverse quelle del boot da quelle dei dischi ufficiali tranne che per Shelter from the storm ed If you see her say hello. Morale della favola: se trovi New York Sessions prendilo al volo.
Per quanto riguarda le versioni rimasterizzate che citi anche io ne avevo letto qualcosa ma non saprei dirti se sono uscite. Io recentemente ho comprato Blonde on Blonde limited millennium edition e Blood on the tracks limited millennium edition (quelli in bustina trasparente e cartoncino duro che simula il vecchio long playing) però non saprei dirti se sono due delle edizioni che citi o se dovrebbero fare anche quelle con bonus tracks... Qualcuno ha letto qualcosa al proposito?...
Grazie per la segnalazione sui Placebo, Luca e a risentirci
Michele "Napoleon in rags"


321) Avete letto la pagina "Le interviste (im)possibili?"... La trovate nella sezione "Cosa c'è di nuovo..." nella pagina dell'indice di Maggie's Farm. Napoleon


322) Ciao Michele , scusami x il ritardo ma considera che sono una vera e propria frana in fatto di  pc , internet e e.mail !
Pensa , non so neanche io come ho fatto a conoscerti ( sicuramente con un motore di ricerca !! ).
Mi hai anche risposto dicendomi che possiedi un video dove a Charlie Sexton cade il plettro ... ma non trovo + l'e.mail o il sito dove l'ho letto !!
Se ancora lo desideri , ti mando le notizie + importanti su Charlie Sexton tipo la discografia e le apparizioni + significative... anche se si possono contare con il contagocce , purtroppo (!!!).
Un'altra cosa , puoi mandare attraverso il tuo sito , un'annucio x
chiedere foto dei concerti dove si veda Charlie Sexton, ovviamente pagandole?
Grazie mille , aspetto... e buon lavoro !! ciao  Francesco

Ciao Francesco allora nell'ordine:
1) privatamente ti scriverò per il video con Charlie Sexton in bell'evidenza (si tratta del video di Milano ultimo scorso)
2) certo, ti confermo che puoi mandarmi tutto quello che vuoi su Charlie Sexton e lo inserirò in una apposita sezione di Maggie's Farm
3) il tuo annuncio è pubblicato... Avete foto di Charlie  Sexton? Scrivete a Francesco...
Ciao, Michele



 

323) Sono reduce dalla lettura della spassosissima
intervista (im)possibile a Dylan e devo ringraziarti
ancora una volta, Michele, per le risate grasse che mi
fai fare... Se è vero vhe il riso allunga la vita,
sono in debito con te di almeno 20 anni!!! Comunque
non è solo il lato divertente della cosa che m'ha
spinto a scriverti, ma il fatto che... cavolo! hai in
pratica dimostrato, ridendo e scherzando, come le
risposte ad ogni possibile domanda i poeti le diano
attraverso le loro opere. La mia prof. di italiano del
liceo era fissata non poco con 'sta storia e devo
ammettere che aveva stragrande ragione (eeeh beh, il
tempo porta giudizio...!!!). C'è chi si lamenta del
fatto che Bob si sia costruito questa maschera un po'
snob dell'artista che si scoccia a parlare di sè, che
non ama farsi fotografare, che si fa desiderare come
una donzella al primo appuntamento... Ma che vogliono,
dico io, che vogliono sapere di più? Cosa mangia a
colazione? E chi se ne frega!!! Quello che deve dire
di importante l'ha detto e lo dice nel modo più
naturale, nelle sue canzoni e poesie, basta avere
voglia di ascoltare! é proprio vero che spesso ci si
complica la vita proprio per niente!!! Tra l'altro la
surreale intervista di Napoleon mi ha solleticato una
riflessione di diverso genere, ma non troppo: mi sono
chiesta più volte quale sarebbe la prima cosa che
direi a Bob se mai lo incontrassi per strada (Mamma
mia!!!)... Mi piacerebbe rivolgere la domanda a tutti
i dylanianti. Io ho riflettuto un bel po' e alla fine
credo che la cosa più intelligente che potrei dire sia
"Scusi sa dirmi che ore sono?"... davvero geniale,
no?? Gio

Ciao Gio, mi fa piacere ti abbia divertito la mia pagina sulle Interviste (im) possibili... Anche io mi sono divertito un mondo a farla... Anzi se volete cimentarvi anche voi mandatemi i vostri "deliri"...


324) Ciao Michele,
In merito alla questione "Dylan il Fabrizio De Andrè americano" volevo segnalare all'indirizzo
http://www.alice.it/cafeletterario/interviste/pivano2.html
un'intervista alla Pivano nella quale è comprensibile, in
parte, tale giudizio o verdetto. Riporto lo stralcio più significativo:
"D: L'unione parola e musica: lei è stata la prima a dare un peso letterario ai testi di certi musicisti, primo fra tutti Bob Dylan.
R: Certo sono stata la prima a far capire che questi erano i nuovi poeti. Perché noi non vogliamo fare il nome di poeti ai giovani, se no scappano. I ragazzi, i giovani (che sono sempre la mia speranza, la possibile
utopia che siano loro a mettere a posto le cose di questo mondo mandato così alla rovina) non leggono i poeti ufficiali.
Leggono quei poeti che creano le loro canzoni. Allora noi diciamo Bob Dylan e diciamo De Andrè, e De Andrè quattro anni prima di Dylan, ricordiamocelo, perché la poesia contestataria l'ha fatta per prima lui!".
Come vedi, una questione cronologica.
Approfitto dell'occasione per dire due parole o meglio un mio personalissimo parere su Dylan-De Andrè.
Per me è opinabile affiancare De Andrè a Dylan o viceversa. Credo che siano due persone che hanno radici e
cultura sia musicali che sociali differenti. Hanno in comune, forse, lo stesso spirito nel fare il loro mestiere ma se
si analizza in profondità i temi che entrambi affrontano, forse scopriamo divergenze non proprio trascurabili. Ad
esempio, il trasporto che De Andrè aveva per gli emarginati non lo ritroviamo con la stessa forza in Dylan. Il quale, secondo me, è un "poeta borghese" che tratta dei sentimenti della "Borghesia" mentre De Andrè,
l'anarchico, e antiborghese in toto. Sono due visioni della società che pur partendo dalle stesse riflessioni (ingiustizie sociali e giudiziarie, insofferenza per i poteri dominati) hanno però due differenti conclusioni. La
poesia contestataria è qualcosa di indefinibile a meno che, non si individuano quali siano i temi da contestare.
Allora io noto che, Dylan mira alla genesi del "comportamento" e le conseguenti ipocrisie mentre De Andrè denuncia i danni che tali comportamenti provocano nella intera società. Il Piero che muore, perchè esita a
uccidere un uomo che porta l'uniforme differente dalla sua, non assomiglia al John Brown che ritorna vivo da una guerra per quale lui era partito con pseudo-giuste motivazioni. Piero è il povero che muore in una
guerra decisa "da altri". John Brown torna ferito, sia nell'animo che nel fisico, da una guerra che il proprio spirito di borghese
appoggiava. Piero non ha colpa della propria morte, John è partecipe della propria rovina, per il suo modo di pensare (così come la protagonista di LARS). Questo mirare alle debolezze dell'individuo mi fa preferire Dylan a
De Andrè, nei mie gusti personali, in quanto mi sento più partecipe. Mentre di rado riesco ad identificarmi nei personaggi raccontati da De Andre' che sembrano essere vittime senza colpe. Ed io non sono un "senza colpe".
In conclusione vorrei ringraziare, pubblicamente, Carlo per il notevole materiale, sia qualitativamente che quantitavamente, che ci ha messo a disposizione nel CD, che ci stiamo scambiando, e a te, per la
copertina, .... sfiziosa ...., che hai realizzato.
CIAO A TUTTI.
ANTONIO S.
NAPOLI 02/12/2000

Ciao Antonio... Non sono d'accordo con la Pivano sul discorso cronologico... Secondo me il vero De Andrè è venuto fuori dopo che Dylan era ormai una stella di grandezza universale. Il primo De Andrè pur se, lo riconosco, aveva in nuce alcune tematiche che poi ha ampliato nel tempo, era ancora legato ad un modo di scrivere e a tematiche scevre dalle implicazioni che poi avranno tutte o quasi le canzoni che scriverà a partire da Tutti morimmo a stento in poi. Infatti le prime cose di Fabrizio, canzoni come Per i tuoi larghi occhi, E fu la notte, Nuvole barocche, Valzer campestre, ed altre del primo periodo sono più inseribili (se proprio si vuole sempre a tutti i costi far risalire lo stile di un cantautore a precedenti esperienze) ad artisti come Tenco e Paoli... Invece, guarda caso dopo che Dylan aveva scritto i primi album-capolavoro (Freewheelin', Times, Another Side e successivamente la seconda trilogia fino a Highway 61 e Blonde on blonde) si possono riscontrare in De Andrè come un pò in tutti i cantautori italiani, una certa diversa sensibilità ed un diverso modo di comporre (parlo di testi) e se si ascoltano canzoni come "Al ballo mascherato" ed altre di "Storia di un impiegato" o quasi tutte quelle di "Non al denaro non all'amore nè al cielo" (ed in parte anche quelle di dischi come Tutti morimmo a stento e La buona novella) tale discorso risulta secondo me chiaro ed evidente. Ma, come scrivevo prima, non perchè De Andrè copiasse Dylan (anzi magari cercava di non tenerne conto in nessun modo) ma solo perchè magari inconsciamente certe cose erano ormai arrivate al giro dei cantautori italiani che volenti o nolenti dovettero fare i conti con l' "ombra" positivamente ingombrante di Dylan. E, ancora guarda caso, di chi cerca la collaborazione De Andrè dopo il suo primo periodo? Dapprima di Francesco De Gregori ed in seguito di Massimo Bubola, ovvero due "dylaniani doc".
Il dibattito continua...

E per oggi è tutto... See you later...
Michele "Napoleon in rags"
 
 

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