parte 380
Lunedì 1 Ottobre 2007



Impazza la discussione a proposito di "Io non sono qui" (chi l'avrebbe mai detto?). Ecco altri commenti
(grazie a tutti per gli interventi):

4877) Ciao Michele,
credo che il quadro ha cui fa riferimento Marco on the tracks per la scena del film sia il celebre "Ofelia"
di Millais.
L'onta e il disonore ricadano su un degregoriano come te, dato che un particolare del quadro in
questione fa da copertina al disco di De Gregori in coppia con Venditti ;))))
Comunque non mi pare un riferimento così ovvio.

Per i riferimenti a Dylan in opere letterarie ti segnalo che Stephen King cita Dylan nel suo romanzo
"Desperation".
Non mi ricordo se ad un certo punto alcuni personaggi stiano parlando di dio o del diavolo, ma qualcuno
ad un certo punto fa una battuta tipo: "Se dio (o il diavolo?) si incarnasse probabilmente andrebbe da
Dylan a chiedergli che cavolo voleva dire quando ha scritto "Gates of Eden"!!"

Ciao, Tommaso.


4878) Ciao Michele,
sono andata anch'io finalmente a vedere "I'm not there", ed ecco qualche impressione. Allora, il film non
mi è sembrato certo un capolavoro, ma comunque credo di aver trascorso due ore molto piacevoli, non
mi sono annoiata, e non mi aspettavo niente di più o di diverso.
Ho letto solo superficialmente i commenti al film, per evitare di essere troppo influenzata, ma non sono
affatto d'accordo con i commenti totalmente negativi apparsi su MF; a quelli che hanno stroncato il film
vorrei chiedere: ma cosa cavolo avreste fatto voi se vi foste trovati a fare un film su Dylan ???
Sappiamo tutti che la materia è terribilmente ostica... e il regista secondo me se l'è cavata fin troppo
bene, tenuto conto del rischio. Come si fa a raccontare qualcosa di così immenso e di così sfuggente
come Dylan ? E' praticamente impossibile e semmai il regista ha peccato di presunzione pensando di
poter affrontare una simile sfida... E in fondo ha scelto il modo migliore (e forse l'unico possibile): ha
immaginato quattro o cinque racconti che avessero a che fare vagamente con il mondo-Dylan e che si
intrecciano in modo caotico, e ha provato a rappresentarli utilizzando esclusivamente citazioni dylaniane:
brandelli di canzoni, poesie, interviste, foto, biografie vere e false, miti, leggende e perfino copertine di
dischi (ci sono delle scene impressionanti che sembrano l'animazione della copertina dei Basement
Tapes).
Insomma una specie di gioco, di rompicapo, di puzzle onirico... ma probabilmente l'arte di Dylan è
proprio questo: un gioco, un rompicapo, un puzzle onirico... e il sogno dylaniano è talmente vasto che
sarebbero possibili altri cento film e altri cento racconti e altri cento personaggi raccontati solo con
l'aiuto di molecole della sua "vita".
Per finire due fermo-immagine.
Scena uno: Cate Blanchett che per cinque secondi guarda dritto dentro la cinepresa. Impressionante.
Gli occhi sono diversi, ma lo sguardo è lo stesso di Dylan, ti arriva dentro lo stomaco, ti incenerisce.
Non so come ci sia riuscita, è da Oscar.
Scena due: il ragazzino negro e i due bluesman con la chitarra che cantano una versione di Tombstone
Blues più blues che mai: forse bastava questa scena a spiegare la musica di Dylan, questi pochi istanti
valgono il film.
Saluti a tutta la fattoria
Anna "Duck"

PS:  Michele, ti propongo anch'io un gioco: proviamo a raccogliere tutte le citazioni (immagini, suoni,
voci, sensazioni) presenti nel film. Sono sicura che ne ne troveremmo a migliaia...


4879) Caro Michele,

il dibattito nella farm su "i'm not there" ha preso una piega curiosa, dato che non si sta più discutendo del
film, ma del giudizio (e del ruolo dei critici). Sembra che l'entusiasmo dei più giovani debba o possa far
giustizia dei giudizi critici dei giornalisti (anche anziani!) di mestiere.
Ma è davvero così? Provo a sintetizzare alcuni punti.

1) Il diritto di critica e la bertoncellite. Innanzi tutto, mi pare evidente che chiunque possa esprimere il
suo giudizio. Inoltre, mi sembra che ci sia un aspetto che anima i più giovani ed entusiasti recensori, e
che è difficile spiegare. Provo a fare un esempio: se incontro in treno uno sconosciuto e scopro che
condivide le mia passione per Dylan, il sentimento è di entusiasmo, di condivisione, di fratellanza. Se poi
lo sconosciuto mi dice cose specifiche che non condivido (per esempio, il suo album preferito è Down in
the Groove e la canzone che più ama è Wigwam) penso che sia la sua opinione, figlia di come ha
vissuto quelle cose, e che come tale non posso "criticarla". Anzi, prevale comunque, come è giusto che
sia, l'entusiasmo di condividere le proprie passioni con altri. Ma se chi mi parla di Dylan lo fa in un libro,
in un documentario o in un film, allora le sue scelte (proprio per il mezzo che ha scelto per esprimerle)
sono sottoposte al giudizio del pubblico. E in questo caso, lo spirito di fratellanza ("è comunque una
buona opera perché parla di Dylan") deve necessariamente lasciare spazio al giudizio critico. Se poi chi
esprime il suo giudizio fa il critico di mestiere, tanto meglio: vorrà dire che dispone di più strumenti
rispetto ad altri. Ma non c'è nulla di più, e mi sembra fuori luogo ogni tipo di dietrologia sulle psicosi dei
critici musicali. A rendere meno ridicolo il tutto, poi, andrebbe sempre ricordato che non stiamo parlando
di una critica negativa a un lavoro di Dylan, ma al giudizio su un'opera che parla di Dylan.

2) Il film. Il film di Haynes non è una biografia; non ha come obiettivo quello di raccontare la "storia" o
la "vita" (anzi, ammette in partenza che ce ne sono molte) di Dylan. Anche perché se l'obiettivo fosse
questo, sarebbe un fallimento totale: nessuno degli spettatori che non conosce Dylan può ricavare dal
film una biografia, mentre gli spettatori che già conoscono Dylan di una biografia non hanno bisogno.
Quindi il film non potrebbe che essere inteso come un'opera ispirata dalla musica e dalla vita di Dylan.
Non potendo essere presenti tutte le musiche e tutti i dettagli, come è ovvio, è stata fatta una scelta,
ovvero (il termine più appropriato mi sembra quello della recensione di Michele) un collage. Bene, il
collage delle musiche (nel senso della loro scelta e dell'accoppiamento con le scene) è sicuramente
piaciuto a tutti. Non saprei dire nulla invece sulla tecnica cinematografica, per totale ignoranza.

3) I contenuti. Per quanto riguarda i contenuti, invece, sono valutati in modo molto diverso. Diamo per
scontato il rispetto per la libertà dell'autore, che infatti ha potuto scegliere gli elementi che a suo giudizio
meglio riuscivano nel rappresentare o nel rendere omaggio a Dylan.
Personalmente (e ancora una volta cito un termine di Michele) direi che la maggior parte degli elementi
contenuti nel film sono stereotipi. Questa cosa di per sé potrebbe non disturbare (anche se è abbastanza
noioso nel 2007 ritornare alla storia di Pete Seeger con l'ascia a Newport, tanto per citarne una), ma
è allarmante il fatto che quasi tutti questi elementi siano gli stessi, ad esempio, di No direction home.
Solo che il film di Scorsese voleva essere un documentario, e c'è riuscito bene. Non si capisce il senso,
per fare un altro esempio, di riprendere le scene di No direction home, che a sua volta già le riprendeva
dai film del 1965 e del 1966, e di rifarle (maniacalmente) identiche mettendo un'attrice al posto di Dylan.
L'attrice sarà anche bravissima, ma non siamo a un concorso di imitatori. Ovviamente, nel film ci sono
anche bei momenti, scene toccanti, idee riuscite, ma quello che complessivamente manca, in un'opera di
questo tipo, è proprio l'originalità.
Quindi mi ripeto: capisco che "parla di Dylan", ma questo non rende il film intoccabile e un critico
rabbioso chi non l'ha apprezzato. Tutti preferiamo vedere un film su Dylan piuttosto che un film di Boldi,
ma evidentemente molti preferiscono un film "originale" a uno che parla di Dylan in un modo
stereotipato e mutuato da film precedenti.

4) Le interpretazioni. Si sta scatenando, infine, una ricerca dei mille significati nascosti nelle scene nel
film (chi è la ragazza morta, chi ha sellato il cavallo, chi è il dermatologo della pittrice francese.) che
rivela energie che potrebbero prendere direzioni migliori.
Personalmente, lascerei questi dubbi all'analista di Haynes: non è disprezzo, per carità, è che ciascuno
dei milioni di dylaniani vede, sente o immagina cose diverse, ed è meglio concentrarsi sulle proprie che
su quelle di un altro (a meno che siano particolarmente rilevanti e rivelanti). Già è dura capire se e
cosa voleva dire Dylan, figuriamoci decifrare chi costruisce un'opera comunque ermetica intorno alla
sua figura...

un caro saluto a te e un abbraccio a tutti

blindboygrunt59


4880) Ciao Michele,
ti scrivo per esprimere tutto il mio stupore riguardo ai commenti positivi su I'm not there, e soprattutto
alla scorsa mail di Andrea Orlandi che cerca i motivi più riposti e assurdi sul fatto che il film a qualcuno
non sia piaciuto, quando invece a me la questione sembra abbastanza semplice: I'm not there è un brutto
film; affiancarlo poi a nomi tipo Fellini mi pare veramente assurdo...
L'impressione generale che ne ho tratto è stata quella di un'involontaria parodia: questo riprendere le
inquadrature di No direction home, Don't look back, etc. e soprattutto le parole delle canzoni e delle
poesie di Dylan per inserirle fuori contesto, è stata una pessima idea, perchè le riduce costantemente ad
un'interpretazione banalizzante; il film è pieno di queste sublimi banalità e poteva funzionare solo come
parodia ludica o satirica, ma prendendosi così sul serio l'unico risultato che riesce ad ottenere è di far
sembrare Dylan un deficiente che parla in continuazione senza sapere ciò che dice. Concordo poi in
pieno con Bruno Jackass quando dice: "Sono stati presi tutti gli aspetti più mitizzati del personaggio e
sono stati mistificati a fini spettacolari". In conclusione, secondo me, non c'è una scena che si salva.
A presto.
Francesco "Tiger"

Ciao a tutti e grazie ancora per i commenti.
Credo che blindboygrunt abbia fatto il punto con grande chiarezza su tutto e la sua lettera esprime
esattamente il mio pensiero sul film. Io mi permetto solo di aggiungere alla sua lucida analisi un punto -
tra quelli ancora a "sfavore" di Todd Haynes - che blindboygrunt non ha sottolineato e che invece io
avevo cercato di rimarcare nei giorni scorsi. E' vero come dice bbg che "...Il film di Haynes non è una
biografia; non ha come obiettivo quello di raccontare la "storia" o la "vita", etc...", ma io dico che questo
è avvenuto solo in teoria. Magari era l'idea iniziale. Resta il fatto che gran parte del film è volutamente
e deliberatamente impostata come una biografia (sia pur frammentata e non lineare) perchè se andate a
mettere in fila tutti gli episodi precisi che Haynes riprende a mani basse ed in quantità abnorme dalla
storia di Dylan (intendo la storia vera, la sua vita vera, gli accadimenti veri che sono capitati a Dylan e
non certo ad altri) l'idea iniziale sparisce miseramente. E' come se Haynes avesse avuto un'idea iniziale
originale e valida ma poi quando è passato alla fase realizzativa non ha avuto più le idee chiare (forse
perchè si è accorto che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, e un'intuizione iniziale originale,
spiazzante e personale deve poi anche essere messa in pratica in un film di due ore che deve essere
commercialmente vendibile) e ha fatto un po' di confusione, non ha più saputo dove andare a parare, si
sia cioè fatto allettare più di una volta dalla via tradizionale, più facile e sicura, magari tentato anche
dalla bravura della Blanchett, e sia ricaduto clamorosamente nel deja vu, nella ricostruzione, nella
citazione, nell'ammicamento, nello stereotipo, nella tentazione di piegarsi al "Mito" di Dylan, quello più
trito e "commercialmente" tranquillizzante, Judas, Newport, il traditore, le prese in giro nei confronti dei
giornalisti, il ribelle, il cristiano invasato, il marito fallito, il poeta maledetto, Rimbaud, il Dylan
anfetaminico e chi più clichè ha più ne metta... (guarda caso - cioè - esattamente tutte le cose
saggiamente ignorate e saltate a piè pari da Dylan in "Chronicles", quella sì una non-biografia
capolavoro).
Ecco perchè continuo a pensare che il vero "Io non sono qui", quello "ispirato alle molte vite, et cetera"
sarebbe stato quello con Richard Gere. Continuo a pensare che quello sarebbe stato un gran film e se
Haynes fosse stato abbastanza coraggioso ed ispirato da non lasciarsi condizionare dal resto ne sarebbe
venuta fuori una grande storia, epica, misteriosa, onirica, profonda, qualcosa di finalmente nuovo, di
originale, di personale, invece dei remake e dei collage che ha fatto, pescando spesso anche male in
cose rimasticate fino alla nausea e come sottolinea ancora Francesco "Tiger" basate su "interpretazioni
banalizzanti".
Ancora a Francesco "Tiger" dico che sostanzialmente sono d'accordo con lui e che anche a me il
paragone con Fellini fa sorridere anche se spero che chi ha citato Fellini o altri grandi (a cui anche
Haynes si vergognerebbe di venire accostato, credo) lo abbia fatto non con l'intento di mettere Io non
sono qui sul piano dei capolavori del maestro di Rimini (ci sarebbe veramente da ridere) ma
esclusivamente alludendo a qualche umile omaggio/citazione del pur bravo Haynes. Voglio sperarlo.
Ringrazio Tommaso per la segnalazione del quadro relativo al film di Haynes ma gli dico che sono
"scevro da colpe" ed innocente come un neonato :o) perchè non posseggo il disco di De
Gregori/Venditti che citava il quadro in questione (album che ha per titolo Theorius campus) ma solo
una sua ristampa dal titolo "Roma Capoccia" con copertina differente (quella con i faccioni di Antonello
e Francesco, per intenderci). Dico sempre a Tommaso che sono d'accordo con lui e che anche secondo
me quel quadro non ricorda molto la scena del film di Haynes.
Ad Anna la papera ribadisco quello che ho scritto la volta scorsa... Se qualcuno ha voglia mi può
mandare una lista iniziale e poi di volta in volta la aggiorniamo con le segnalazioni dei lettori (la metterei
a fondo pagina come le altre liste "in progress" già presenti). Che ne dite? Chi se la sente di iniziare
(bastano anche una decina di voci per inaugurare...)?
Ciao a tutti,
Michele "Napoleon in rags"


4881) http://www.shmoozenet.com/yudel/mtarchives/001839.html

Se qualcuno si chiedeva qualcosa al riguardo della attuale posizione religiosa di Bob...

Ciao

Andrea Orlandi

Ciao Andrea
e grazie della segnalazione.
"Bob odia la gente"... e se ne sono accorti ora???!!! :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4882) Osservazione:
"...Svanisce il sogno che stava cominciando a delinearsi a Nashville, quello di un Dylan che finalmente
tirava fuori dal suo repertorio un po' di canzoni mai o poco eseguite. Sparito infatti l'ospite a sorpresa,
Jack White, che aveva movimentato le date in Tennessee "costringendo" Bob a cantare con lui "One
more cup of coffee (Valley Below)" e "Meet me in the morning", e ad accompagnarlo in "Outlaw
blues", le scalette sembrano tornate alla normalità..."

Avevo visto anche io le novita', ma e' sempre cosi', ogni volta che sul palco c'e' un ospite ecco che
puntualmente Bob se ne esce con qualche cosa di nuovo, nel 1995 andai a Londra al Brixton alla serata
del 31 stavo a pochi metri dal palco e sul palco sali' la leader dei Pretender, Carole King e Elvis
Costello, non vi dico Bob... era alle stelle, rideva, gigionava, pure la voce era cambiata, a cosa si deve
tutto cio', non l'ho mai capito.

Forse accade piu' o meno cosi:

Guest star: ehi Bob che ne dici se facciamo questa sera TALKIN' BEAR MOUNTAIN PICNIC
MASSACRE BLUES?

Bob: (annuisce timidamente e con voce cantilena) ok man.

Altra serata, altro concerto, anno 2009

Guest star: ehi Bob sarebbe forte che questa sera suonassimo SAN FRANCISCO BAY BLUES
Bob : (annuisce timidamente e con voce cantilena) ok man.

Stefano C.

Ciao Stefano,
grande! Hai centrato secondo me il discorso perfettamente. Quando Bob è con qualcun altro si
trasforma e finalmente si dà un po' una mossa :o) per così dire. Non a caso secondo me una delle cose
più belle recenti è quando arriva Norah Jones sul palco (ve la ricordate?). E vogliamo parlare del duetto
con Clapton in Don't think twice del Crossroads? Ma ce ne sarebbero mille di episodi così. Ecco perchè
scrivevo che sarebbe bene se Bob si trovasse un Jack White ad ogni concerto... Purtroppo è un utopia,
naturalmente. Diciamo che Bob secondo me ha bisogno di essere stimolato, pungolato, spronato a fare
cose diverse, ma questo lo riescono a fare solo come dici tu le guest stars... certo non ci riuscirà mai
Tony Garnier :o)
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4883) Ciao Michele,
per caso sfogliando il libro di M.Grey Bob Dylan Encyclopedia un tomo di 700 pag. ho trovato una foto
di un Bob Dylan con chitarra giovanissimo non so il periodo in cui e' stata scattata forse e sicuramente
e' una foto dal liceo, o quando si esibiva con i Golden (?).

stefano c.

Ciao Stefano,
grazie.
Hai visto che abbiamo avuto anche l'onore di veder citata Maggie's Farm in quel libro...? Vediamo se
indovinate in quale scheda... :o)
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4884) Sto cercando, per una mia amica pazza che si vuol fare un tatuaggio, degli esempi di scrittura di Bob Dylan, qualcuno può aiutarmi?
In particolare voleva "A hard rain's a-gonna fall" scritto di pugno da Bob.....

grazie
ALE

Ciao Ale,
in passato qualche scritto autografo di Bob è venuto fuori ma proprio non mi ricordo di Hard rain.
Qualcuno sa altrimenti? Se no puoi usare la bozza di Idiot Wind che c'è su "Lyrics 1962-2001" (Edito da
Feltrinelli, marzo 2006, "Fuori Collana").
Sullo stesso libro c'è anche - sempre dal "pugno" di Dylan - Bye and bye, uno stralcio di Highlands, uno
di Up to me, uno di Sweetheart like you e vari altri. Tieni conto però che spesso la grafia di Bob è al
limite dell'incomprensibile e lo provano le 322 notti che ho passato a decifrare il testo alternativo di Idiot
Wind che trovi qui tradotto.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4885) Caro Michele,
mi chiamo Fausto Leali, anche se non sono quello che tu pensi (!) ma un volgare omonimo di 45 anni,
che di mestiere fa il cardiologo in ospedale...
Da vecchio dylaniano (Desire fu il primo disco acquistato nel lontano '75 e a quello seguirono dischi,
nastri, boots, cd e chi più ne ha più ne metta, o meglio "metti tutto in solaio che qui non ci stiamo più"
come dice mia moglie...) navigo da tempo sul tuo sito, che trovo di un livello davvero eccezionale.
Se gli inglesi sapessero l'italiano credo proprio che smetterebbero di aggiornarsi su Boblinks o Dylan
Digest !

Mi sono avventurato a scrivere qualcosa di Dylan anch'io, sul mio blog, ricordando l'incontro di Bob con
Giovanni Paolo II esattamente dieci anni fa.
Se hai tempo da perdere, trovi i miei sproloqui qua :
http://talkin-walkin.blogspot.com

Ti saluto caramente, ringraziandoti ancora per il lavoro che svolgi sul tuo sito.
Con un caro saluto,

Fausto

Ciao Fausto,
grazie per i complimenti che ricambio e ho segnalato giorni fa il link.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4886) A chi conosce la produzione di Bob Dylan.

Vorrei sapere come mai 'Cross the green mountain', che fa parte della colonna sonora del film "Gods
and generals" del 2003, non compare nel sito ufficiale www.bobdylan.com e in altri siti internet.

Grazie!

Massimo Rubboli

Ciao Massimo,
perchè non è in un disco di Bob ma appunto in un disco con una soundtrack. Infatti mancano anche Waitin' for you, Tell Ol' Bill e Huck's tune, tra le altre. Ma l'importante in fondo è che ci sia su Maggie's Farm, no? Insomma, per parafrasare un celebre coro della curva sud romanista ai tempi della competizione Totti/Salas potremmo cantare: "MeggisFàrm... MeggisFàrm / Che ce frega de l'artri siti / Noi c'avemo Meggisfàrm... Meggisfàààààrm!" :o)
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4887) ciao Michele,
un amico mi ha stuzzicato sollecitando chiarimenti sul possibile significato di Tangled Up In Blue.
Ho provato ad articolare un commento, soprattutto a beneficio di chi non frequenta il mondo dylaniano.
Sono certo che anche gli altri frequentatori di Maggie's Farm si vorranno cimentare nell'impresa.

http://riccardo-uccheddu.blogspot.com/2007/09/su-bob-dylan-e-la-sua-tangled-up-in.html#links

un saluto, a presto,
Gianni.

Ciao Gianni,
grazie della segnalazione e naturalmente può anche darsi che Bob abbia messo Delacroix solo perchè
gli serviva una città che facesse rima con "emloyed" :o)
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4888)  Ciao, Michele.

Non so se l'avete già segnalato, sembra recente: un articolo di Wilentz sulla realizzazione di Blonde on
Blonde.

Il link è

http://www.oxfordamericanmag.com/content.cfm?ArticleID=254&Entry=Extras

Salutoni!

Michele Medda

Ciao Michele,
in effetti non l'avevamo segnalato.
Grazie e ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4889) Ciao Michele,potresti dirmi quali erano il titolo e l'interprete della sigla di un mitico programma rai degli anni ' 70 che andava in onda nella fascia di programmazione preserale (ricordo solamente che si parlava di avventura):mi sembra che tu ne abbia parlato una volta nella "talk". Grazie, ora e sempre forza Bob.
Ciao.
marco

Ciao Marco,
sinceramente non mi viene in mente. Chi è che ne aveva parlato? Qualcuno si ricorda?
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4890) ciao,
mi é piaciuto molto il tuo sito! io adoro bob dylan ho visto il film i'm not there, però, accidenti, non ho
capito qual é la canzone quando woody va a trovare il suo idolo woody guthrie in ospedale. Potresti
aiutarmi tu?
grazie mille,
babs

Ciao Babs,
certo, è la grandissima "Blind Willie McTell", una canzone scartata dall'album "Infidels" dell'83 e pubblicata solo in seguito su "Bootleg Series Vol. 1-3" nel '91.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4891) Ciao Michele,

copertina e tracklist del doppio cd in uscita a fine ottobre, colonna
sonora di I'm not there.

Elio "Rooster"

DISC 1:

1. All Along The Watchtower - Eddie Vedder and The Million Dollar Bashers
2. I'm Not There - Sonic Youth
3. Goin' To Acapulco - Jim James/Calexico
4. Tombstone Blues - Richie Havens
5. Ballad Of A Thin Man - Stephen Malkmus and The Million Dollar Bashers
6. Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again - Cat Power
7. Pressing On - John Doe
8. Fourth Time Around - Yo La Tengo
9. Dark Eyes - Iron & Wine/Calexico
10. Highway 61 Revisited - Karen O and The Million Dollar Bashers
11. One More Cup Of Coffee - Roger McGuinn/Calexico
12. Lonesome Death Of Hattie Carroll, The - Mason Jennings
13. Billy 1 - Los Lobos
14. Simple Twist Of Fate - Jeff Tweedy
15. Man In The Long Black Coat, The - Mark Lanegan
16. Senor (Tales Of Yankee Power) - Willie Nelson/Calexico

DISC 2:

1. As I Went Out One Morning - Mira Billotte
2. Can't Leave Her Behind - Stephen Malkmus/Lee Ranaldo
3. Ring Them Bells - Sufjan Stevens
4. Just Like A Woman - Charlotte Gainsbourg
5. Mama You've Been On My Mind - Jack Johnson
6. I Wanna Be Your Lover - Yo La Tengo
7. You Ain't Goin Nowhere - Glen Hansard/Marketa Irglova
8. Can You Please Crawl Out Your Window? - The Hold Steady
9. Just Like Tom Thumb's Blues - Ramblin' Jack Elliott
10. Wicked Messenger - The Black Keys
11. Cold Iron Bound - Tom Verlaine and The Million Dollar Bashers
12. Times They Are A Changin', The - Mason Jennings
13. Maggie's Farm - Stephen Malkmus and The Million Dollar Bashers
14. When The Ship Comes In - Marcus Carl Franklin
15. Moonshiner - Bob Forrest
16. I Dreamed I Saw St. Augustine - John Doe
17. Knockin' On Heaven's Door - Antony and The Johnstons
18. I'm Not There - Bob Dylan

Ciao Elio
e grazie infinite.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4892) ciao michele, si sa niente della data di pubblicazione di questo Dvd The Other Side Of The Mirror
ma ci sarà anche la famosa esibizione della contestazione elettrica? e il prezzo, si sa gia?
dario

Ciao Dario,
30 ottobre (su bobdylan.com anche prima), 20 dollari circa. Certo che sì per la famosa esibizione.

All I Really Want To Do (7/24/1965) - afternoon workshop

1963

North Country Blues

With God On Our Side (with Joan Baez)

Talkin' World War III Blues

Who Killed Davey Moore?

Only A Pawn In Their Game

Blowin' In The Wind (with The Freedom Singers, Joan Baez, and Peter, Paul and Mary)

1964

Mr. Tambourine Man

Johnny Cash sings Don't Think Twice, It's All Right

Joan Baez sings Mary Hamilton as Bob Dylan

It Ain't Me, Babe (with Joan Baez)

With God On Our Side (with Joan Baez)

Chimes Of Freedom

1965

If You Gotta Go, Go Now

Love Minus Zero/No Limit

Maggie's Farm (electric)

Like A Rolling Stone (electric)

Mr. Tambourine Man

It's All Over Now, Baby Blue

Bonus Feature: Interview with director Murray Lerner


Ed ecco in conclusione le consuete classifiche:

LE MIGLIORI COVER INTERPRETATE DA BOB DYLAN
Vota la tua cover preferita tra quelle interpretate da Bob Dylan e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche più segnalazioni)

Voti finora pervenuti:

- Deportees (di Woody Guthrie) - Bob Dylan & Joan Baez, Fort Collins, Colorado, 23 Maggio 1976 - due voti
- Hallelujah (di Leonard Cohen) - Bob Dylan, Montreal (Canada), 8 Luglio 1988 - un voto
- The Times've Known" di Charles Aznavour, versione inglese di Bob Dylan, interpretata a New
York, Madison Square Garden il 1 novembre 1998 - un voto
- Pancho and Lefty di Townes Van Zandt, interpretata da Bob Dylan e Willie Nelson a Austin (TX)
il 28 aprile 1993 - un voto


I MIGLIORI CONCERTI DI BOB DAL 2001
Vota il tuo concerto preferito degli ultimi anni e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche più segnalazioni)

Voti finora pervenuti:

- Londra, Inghilterra - Hammersmith Apollo - 24 Novembre 2003 - 2 voti
- Zurigo, Svizzera - Hallenstadion - 3 Novembre 2003 - 2 voti
- Tulsa, Oklahoma, U.S.A. - Drillers Stadium - 6 Luglio 2005 - 1 voto
- Verona, New York, U.S.A. - Events Center, Turning Stone Casino and Resort - 20 aprile 2005 - 1 voto
- Denver, Colorado, U.S.A. - Fillmore Auditorium - 29 marzo 2005 - 1 voto
- Milano, Italia - Forum di Assago - 12 Novembre 2005 - 1 voto
- Sun City West, Arizona, U.S.A. - Maricopa County Events Center - 8 Aprile 2006 - 1 voto
- West Lafayette, Indiana , U.S.A. - Elliot Hall Of Music, Purdue University - 3 Novembre 2004 - 1 voto
- Bonn, Germania, Museumplatz - 29 giugno 2004 - 1 voto
- Grand Prairie, Texas - Nokia Theatre - 15 Aprile 2006 - 1 voto
- Berlino, Arena, 11 Aprile 2002 - 1 voto
- Berlino, Arena, 20 Ottobre 2003 - 1 voto
- Goteborg, Scandinavium, 21 ottobre 2005 - 1 voto


LE COVER IMPERDIBILI (Le migliori cover di brani scritti da Bob)
Vota la cover (o più cover) di brani di Bob pubblicate dopo il 2001

Voti finora pervenuti:

One More Cup of Coffee (Valley Below) - Sertab Erener, da "Masked and anonymous" - 5 voti
Come una pietra scalciata (Like a rolling stone) - Articolo 31 e Bob Dylan, da "Masked and anonymous" - 3 voti
Come il giorno (I shall be released) - Francesco De Gregori, da "Mix" - 2 voti
Most of the time - Sophie Zelmani - da "Masked and anonymous" - 2 voti
Shelter from the storm - Cassandra Wilson - da "Belly of the sun" - 2002 - 2 voti
I'll be your baby tonight - Norah Jones - 2003 - 1 voto
Most of the time - Ani di Franco - 1 voto
It's all right ma (I'm only bleeding) - Hamell On Trial - 1 voto
On a night like this - Los Lobos - da "Masked and anonymous" - 1 voto
My Back Pages - Magokoro Brothers - da "Masked and anonymous" - 1 voto
Farewell Angelina - Joan Baez - da "Bowery Songs" - 2005 - 1 voto
You're Gonna Make Me Lonesome When You Go - Madeleine Peiroux - da "Careless love" - 2004 - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Avril Lavigne - 1 voto
Masters of war - Pearl Jam live at the Benaroya Hall, 22 ott 2003 (concerto acustico) - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Warren Zevon - 1 voto

scrivi a spettral@tin.it e segnala i tuoi concerti/covers preferiti/e

Nota bene: il limite temporale del 2001 è stato fissato per ottenere due liste che siano idealmente il seguito di quelle pubblicate sul volume "Bob Dylan 1962/2002 40 anni di canzoni" di Paolo Vites e Alessandro Cavazzuti (Editori Riuniti), che si fermano appunto al 2001, anno di pubblicazione del libro.


I RIFERIMENTI A BOB DYLAN NEI ROMANZI (O IN ALTRE OPERE LETTERARIE)
Vuoi contribuire ad allungare la lista sottostante? Segnala a spettral@tin.it i romanzi, i racconti o le altre opere letterarie in cui viene citato direttamente o indirettamente Bob Dylan

- "Nel momento" di Andrea De Carlo
- "Alta fedeltà" di Nick Hornby
- "La spia e la rockstar" di Liaty Pisani, Fazi, 2006
- "L'era del porco" di Gianluca Morozzi, Parma, Guanda, 2005
- "Scirocco" di Girolamo De Michele, Torino, Einaudi, 2005
- "Giorni di un uomo sottile" di Ernesto Aloia nella sua raccolta "Chi si ricorda di Peter Szoke?", minimum fax 2003
- "La ragazza dai capelli di cobalto" di Gianluca Morozzi, nell'antologia di vari autori "Strettamente Personale", ed. Pendragon, 2005.
- "L'Emilia o la dura legge della musica" di Gianluca Morozzi - Guanda
- "Tokyo blues" di Murakami Haruki - Norvegian Wood (trad. ital. Milano, Feltrinelli)
- "Dance dance dance" di Murakami Haruki (trad. ital. Torino, Einaudi)
- "La Torre Nera" di Stephen King
- "I giorni felici di California Avenue" di Adam Langer
- "Per sempre giovane" di Gianni Biondillo, edizioni Guanda - 2006
- "Americana" di Don de Lillo
- "Denti bianchi" di Zadie Smith
- "La Danza del Pitone", di Norman Silver
- "Troppi paradisi" di Walter Siti, Einaudi
- "La fortezza della solitudine" di Jonathan  Lethem (Tropea)
- "Siamo tutti nella stessa  barca" di Owen King (Frassinelli)
- "Come dio comanda" di N. Ammaniti (Mondadori)
- "Accecati dalla luce" di Gianluca Morozzi (Fernandel)
- "Chi è quel signore vestito di bianco vicino a Bob Dylan?" di Gianluca Morozzi ("Vertigine", numero unico - 2006)
- "Il cielo sopra Parigi" di Teo Lorini (Fernandel n. 58)
- "Venerati maestri" di E. Berselli (Mondadori)
- "Zona disagio" di Jonhatan Franzen (Einaudi)
- "Una vita da lettore" di Nick Hornby
- "Ragionevoli Dubbi" di Gianrico Carofiglio - Sellerio editore
- "31 Canzoni" di Nick Hornby
- "Questa scuola non è un'azienda. I racconti del prof. Bingo" di Vittorio Vandelli
- "I ponti di Madison County'' di R. J. Waller
- "La cultura del controllo" di David Garland
- "Il paese mancato" di Guido Crainz
- "Paura e disgusto a Las Vegas" di Hunter S. Thompson
- "L'ultima tazza di caffé" di Teo Lorini (da "Posa 'sto libro e baciami" - ed. Zandegù, Torino 2007)
- "Small world" di David Lodge
- "In cerca di te" di John Irving
- "Mi ammazzo, per il resto tutto ok" di Ned Vizzini, Mondadori.
- "Parlami d'amore" di Silvio Muccino e Carla Vangelista
- "Memorie di un artista della delusione" di Jonathan Lethem (Minimum fax)
- "Boccalone. Storia vera piena di bugie" di Enrico Palandri, Milano, L'erba voglio, 1979 (ristampato da Bompiani)
- "Vedi alla voce Radio Popolare", a cura di Sergio Ferrentino con Luca Gattuso e Tiziano Bonini, Milano, Garzanti, 2006, p. 240 ("Live In Paris  - 1978").
- "Jim ha cambiato strada"(1987) di Jim Carroll. Edizione originale "Forced Entries:The Downtown Diaries 1971-1973", traduzione italiana: Milano, Frassinelli, 1997.
- "Desperation" di Stephen King
- "Hellbook" di Michele Murino (ovvero "X-Files Bob")