parte 379
Lunedì 24 Settembre 2007



Ancora un po' di commenti a proposito del film di Todd Haynes, "Io non sono qui", sulle "molte vite di
Bob Dylan". Elenco le lettere di seguito e poi rispondo alla fine a tutti cumulativamente.

4862) Ciao Michele.
La tua risposta ad Alessandro (lettera 4854 della scorsa pagina della posta) ha centrato appieno tutti i
problemi del film.

Chissà se mai Dylan dirà la sua opinione sul film per come è stato realizzato...
Immagino infatti che la sola lettura dello script, magari neanche completo, non sia sufficente per una
valutazione.

Bruno Jackass

P.S. Un "dead pony" si trova anche in "A Hard Rain's Gonna Fall".


4863) http://www.ilmascalzone.it/articolo.php?id=11596

Ciao Michele,
volevo riportarti questo articolo sul film, secondo me e' un analisi che si avvicina di piu' al film stesso e a
quanto non si e' detto, inoltre si avvicina anche alla parte finale del tuo articolo, secondo me e' molto
verosimile al film.

Alla prossima
Stefano C.


4864) http://www.livecity.it:80/2007/09/17/una-vita-da-cinefilo-capitolo-9p /

Altra recensione da non "addetti ai lavori" (intendesi così detti esperti di Dylan)

Mi pare  sia la prova che NON è vero che il film non colpisca un semplice appassionato di cinema non
necessariamente addentro alle innumerevoli problematiche del mondo Dylaniano.

Potrei dire che fino ad ora non sono riuscito a leggere UNA SOLA recensione giornalistica che fosse
completamente negativa, come quelle subito sparate dai nostri esperti e/o fanatici.

Penso che il problema (definito brillantemente "bertoncellite" da Dario) dei critici
musicali/giornalisti/scrittori che nutrono una sincera duratura passione per Dylan e che sono costretti a
mescolare la loro passione con il mestiere di cui vivono, sia questo:

quando scrivono dell'oggetto della loro passione (non importa se ancora viva o basata su esperienze
ormai lontane, ma se ancora viva è ancora peggio) non possono fare a meno di subire il complesso
dell'"indipendenza intellettuale" dal loro amato artista. Sono troppo vicini al fuoco, e rischiano di
bruciare.

Per cui gli è impossibile, per motivi di orgoglio - naturali in persone di indubbia qualità- accettare il
semplice fatto di poter essere tacciati di mancanza di professionalità e senso critico, per eccesso di
servilismo o piaggeria nei confronti del loro beniamino. Nell'affrontare quindi la prova, sono quasi
costretti ad essere estremamente severi e più realisti del re.

Il punto è che ciò non li rende minimamente più obiettivi, perché diventano delle mine vaganti che alla
fine non rappresentano né il giornalismo critico distaccato, né il punto di vista di un appassionato.

Ed è inutile che premettano sempre che sono estimatori sinceri dell'artista, ma che non si ridurranno al
livello di patetici fans e che quindi assumeranno un approccio professionale e non da appassionati.

Ciò non li rende diversi o migliori, e non migliora comunque il livello del loro intervento.

Guardate un po': non a caso, dopo tali fatidiche premesse, il critico si scatena e si scaglia contro l'opera
che sta recensendo, cercando di guadagnarsi sul campo il rispetto dei colleghi, degli editori e delle
masse. Eh sì, è proprio un gran giornalista indipendente il nostro; dopo aver ammesso che è un esperto
e amante del tal artista, riesce ad essere ben al di sopra della sua passione e non si inchina al suo idolo,
ma pure lo critica selvaggiamente.

Ed è, ahimè, l'unica via percorribile per brillare di luce propria e non riflessa, l'unica via per non sentirsi
umiliati dalla propria passione.

Penso che in tali situazioni sarebbe più onesto rinunciare al compito, o scrivere invece seguendo quello
che detta il cuore.

Altro problema - e questo affligge non solo gli appassionati/critici di mestiere ma anche i semplici
appassionati con velleità da super esperti del settore- è quello di voler distinguersi dalle masse e poter
dire agli altri:

ragazzi, abbiamo tutti la stessa passione, ma mentre voi siete arrivati ora, noi siamo qui da lungo tempo
e sappiamo distinguere il bene dal male; ma ancor più, non ci lasciamo intimidire dall'artista, ci fa un
baffo l'artista, e vi spieghiamo come non farvi ingannare, voi poveri polli che bevete tutto quello che vi
versano sul bicchiere.

Ecco, direi che questo approccio è anche più irritante del primo. Perché il primo ha almeno una
motivazione concreta e forse giustificabile (la conservazione della propria indentità professionale),
mentre il secondo dimostra soltanto spirito di protagonismo.

Pensateci: quale speranza di spiccare sugli altri avrebbero lor signori, se non asssumessero un
atteggiamento di sfida verso l'artista e non fossero il più delle volte iper critici, in particolare con i lavori
più recenti proprio perché accessibili a tutti nello stesso momento e non provenienti da un passato da
raccontare agli altri?

Lor signori sono facilmente smascherabili, perché fanno tutti le stesse premesse:

- non mi piace Modern Times

- non vado più ai suoi concerti

- ho smesso da lungo tempo di prendere per buono tutto quello che il nostro fa

- farebbe meglio a fermarsi

- ha perso la voce dopo la rolling thunder revue

Un consiglio, se posso; rilassatevi, lasciate che le emozioni fluiscano e traspaiano dalle vostre
espressioni, e non prendetevela troppo con il vostro idolo o la sua arte se vi costa ammettere che si è
preso una fetta della vostra esistenza.

Il problema è vostro, non suo.

Cordialmente

Andrea Orlandi


4865) Ciao  Michele,

ho letto tutti gli interventi su "Io non sono qui", bene o male mi sembra che hanno tutti ragione, chissa'
che ne pensa A. Carrera quando vede il film, e Bobby.
Forte la vignetta "Io non sono qui 2 - La vendetta"

Stefano C.


4866) ciao Michele,
vorrei aggiungere il mio parere (o forse sarebbe meglio dire i miei pensieri sparsi) ai pareri su "I'm not
here".

Il film, come dimostrato da tutte le opinioni che hai ricevuto, si presta a mille interpretazioni e giudizi
diametralmente opposti, e non credo si possa mai arrivare a stabilire se sia un capolavoro o una cagata
pazzesca senza lasciarsi inevitabilmente influenzare da quello che per ognuno di noi significa Bob
Dylan(e le sue canzoni). Fondamentalmente io sono più per un giudizio positivo, anche se non posso
fare a meno di notare alcune note dolenti del film.

A me è piaciuto è il tentativo del regista di farti vivere una giornata da Bob Dylan, ovvero di entrare in
qualche modo in quella che poteva essere la vita di Dylan negli anni sessanta: la pressione dei giornalisti,
l'ombra silenziosa e inquietante di Grossman, il rapporto con i fans, il rapporto con moglie e amanti varie,
l'impossibilità di vivere tutte quelle emozioni dentro una sola vita.
Mi è piaciuta l'idea di far vivere contemporaneamente più personalità di Dylan, seppure alla fine emerga
soprattutto l'interpretazione straordinaria della Blanchett, davvero eccezionale.
Bella l'idea di far rivivere il famigerato Dylan al Folk Festival nel '65, e in generale mi è piaciuto il film
perchè mi ha lasciato la sensazione di un viaggio nel tempo e contemporaneamente di un viaggio -
seppure parziale e incompleto - dentro la mente di Dylan.
Sinceramente non l'ho trovato per niente offensivo nei confronti di Dylan o dei Dylaniani, e io mi ritengo
Dylaniano al 100%. E' vero, a volte Blanchett/Dylan è un pò intontito, ma non lo vedo come un
intontimento da "lobotomizzato", bensì come l'intontimento inevitabile quando sei perennemente
circondato da fans urlanti, giornalisti che ti fanno domande idiote, e sei sempre in movimento e magari
contemporaneamente fai uso di qualche sostanza che altera mente e realtà...

Detto questo, è anche vero che nel film c'è poco cuore, ed è emblematico in tal senso il fatto che alla
fine l'unico personaggio che sembra possedere umanità e cuore sia Billy the Kid/Dylan/Gere, come se il
giovane Dylan fosse privo di sentimenti.
Ci sono poi troppe citazioni/omaggio: va bene ricreare una scena da "Don't look back" o da "No
direction home" ma prendere a piene mani intere sequenze e scene mi sembra un pò eccessivo.

Non so sinceramente quanto il mio giudizio comunque positivo sul film nasca dalla mia passione per
Dylan: poter andare al cinema ad ascoltare il meglio di "Blonde on blonde" in formato videoclip o
immaginare di essere davvero lì, al Newport Folk Festival, mentre Dylan mitragliava il pubblico con
"Maggie's farm" con Pete Seeger furioso e il pubblico che ancora oggi non si sa a chi o cosa stesse
fischiando... beh, a me fa un certo effetto.

Nonostante tutto, nel bene e nel male, resto convinto che sia un film che valga la pena di essere visto,
ma probabilmente chi non conosce anche solo gli episodi fondamentali della vita di Dylan, di tante scene
e tanti aneddoti non saprebbe davvero che farsene.

ps: per la scena nel finale della "donna cadavere dentro la bara", non ho avuto il tempo di leggere tutti i
messaggi sul tuo sito e quindi non so se dico cose già note, ma sicuramente il volto e i vestiti della donna
sono copia fedele di un famoso quadro (dove mi sembra di ricordare che la donna sia galleggiante su di
un lago: è un quadro bellissimo e inquientante).
C'è poi da dire che esistono diverse foto di fuorilegge famosi come Billy the Kid, fotografati da morti,
dentro la bara, e quindi Billy the kid/Gere/Dylan in quella scena del film potrebbe guardare se stesso, il
suo destino o qualcosa del genere.

Il vero significato della "donna cadavere dentro la bara" che è in parte copia fedele di un quadro non lo
saprei dire, ma mi vengono in mente una dozzine di idee, tra cui:
- Dylan che per "Blood on the tracks" è influenzato un fantomatico pittore e dice di aver immaginato
ogni canzone dell'album come fosse un quadro.
- Dylan/Gere/Billy the Kid che guarda in faccia la morte (così come gli è accaduto con l'incidente in
moto), morte rappresentata non solo dall'assassino di Billy the Kid (Pat Garrett) ma anche da quella
bara con la donna dentro.
- qualcosa che richiama "Idiot wind": nel testo della canzone non si menziona una donna che muore?

Bè, non vorrei averne sparate troppe, quindi ti saluto, alla prossima.

Marco on the tracks


4867) Ciao Michele,
ritornando al film 'I'm not There' e se la chiave per leggere il film sia di tipo onirica?
E se tutto ruota attorno al personaggio Gere-Garrett-Dylan?
E se questo e' il personaggio chiave?
Mi sembra che ad un certo punto del film, forse proprio la sequenza iniziale dove inizia la parte di Gere,
Dylan-Gere, apre gli occhi da un sogno, cioe' Dylan ha i suoi sogni e suoi pensieri rivolti al passato, al
suo passato musicale e non, musicale e famigliare, sempre rivolti al passato e quando vede quel tizio nel
paese di Enigma vestito da circo che canta, mentre Dylan si toglie la maschera trasparente di Renaldo e
Clara, forse gli suggerisce la sua strada quella del 'neverending tour', come fece prima la governante di
colore quando Dylan era un Kid.
E tutte le persone che si muovono attorno a Gere, non sono forse rappresentazioni di vita che scorre
attorno a Dylan? Tipo la song "Ain't talkin'", e quel pupazzo enorme che vola e rappresenta il Dylan
elettrico 1966, con una scena di felliniana memoria, forse non sta a rappresentare il fenomeno da
baraccone del passato, con sempre Gere Dylan che pensa al passato?
Ma nel contempo ci  ricorda il film girato da Bob Dylan 'Pat Garrett & Billy the Kid'.
E se il regista ha provato a scoprire qualche cosa dal mondo Dylaniano? Entrando per un attimo nella
sua mente? E fosse questo un capolavoro?
Penso che questo sia un grande film, forse grandissimo, mi devo ricredere e' come se fosse una song di
Dylan, che va ad inserirsi nell'immenso catalogo di songs di Bob Dylan.

Stefano C.


4868) Ciao Michele, devi scusare il fratello cattivo che vive nella mia mente.
O cmq come dici tu: sono completamente impazzito, lo riconosco!
Certo che rimane l'invito a venire a Cosenza, io e The Saint, ti aspettiamo! (ci siamo capiti!)
Così come rimane il rispetto, con la differenza d'opinioni e di stile e spero tanto anche la nostra amicizia
virtuale, almeno.
Non sono uno che dimentica, la farm mi è stata vicina negli ultimi tempi oscuri.
Due anni senza Ferzan e con saturno contro non li auguro a nessuno, vabbè forse a chi sparla su e di
Dylan si!

Dopotutto sei sempre quello che mi pubblica un racconto ogni sei minuti ( cosa di cui continuo a
ringraziarti, e se passo da quelle parti ti porto il regalo!)

Cmq anche nella mia pazzia qualcosa l' ho azzeccata, credo, mi ha fatto piacere leggere nella tua
recensione :- "...e la cover da brividi di Goin' to Acapulco che incredibilmente oscura anche quella di
Dylan..."
E concordo, sulla cover dei Sonic Youth di 'I'm not there' è veramente mediocre, a mio avviso (l' ho
ascoltata tre volte).
A proposito ma si conoscono gia le tracce della colonna sonora e la data di pubblicazione?

Nonostante la Bertoncellite, resti un grande!!! (cmq non preoccuparti, conosco la cura e te la prescrivo
gratis, ammesso che tu voglia guarire!?! Scherzo, Michele, non disperarti, lo sanno tutti che sono
pazzo!)

Pazzia o meno (giudica tu)
La tua recensione è la migliore che ho letto finora su I' m not there, (non mi riferisco alla sola Farm, ma
ad ogni cosa letta, spulciata o origliata!)
Mi è davvero piaciuta molto, soprattutto nei punti che io non concordo, che non ti elenco, per rispetto e
risparmio di tempo e spazio, perché mi è servita molto a capire cosa mi ha colpito maggiormente del
film, perché lo considero un bel film (magari non proprio da otto e mezzo, ma non potevo farmi sfuggire
l'idea di dare il voto più cinematograficamente affascinante ad un film su Dylan!?!), e che, lo ripeto
ancora, è un film d'autore, e anche piuttosto atipico, a meno che non si prenda a modello Fellini, Godard,
Antonioni, Gus Van Sant, Peckinpah e Terrence Malick tutti mischiati e messi in un cocktail a base
lisergica!) e che col bio pic c'entra veramente poco (ma penso che la cosa s'è capita!)
Insomma forse sarebbe piaciuto un film alla 'Ray', giusto? Oppure alla 'Walk the Line', e mi perdoni il
vecchio Vites, ma quello di James Mangold è un gran film!
Mi dispiace per il tuo amico Paolo, ma per lui non c'è niente da fare, ormai è spacciato.
Per te invece nutriamo molto speranze, tieni duro sempre!!! (in tutti i sensi)

Io ti ringrazio, come sempre e come dice anche Davide, sei l'editore più liberale e libertario d'Italia!
Beppe Grillo ti fa un baffo! (vabbè, adesso non esageriamo, scusa, ecco che il cattivo irrompe a gamba
tesa!)

E ti ringrazio anche per aver creato la farm, che è un bel non luogo, almeno per me!

Cmq io mi riferivo ad un discorso cinematografico e non da esperto o da fan dylaniano, anche perché,
(ho visto il film tre volte) da un punto di vista storico e musicale potrebbe anche essere una cazzata di
film, cosa che ti scrivevo anche nella prima mail, ma come opera a sé stante è un affresco vigoroso e
potente, come scrive Mauro Gervasino, una biografia cubista, un'opera eroica, di enorme spessore,
cinematograficamente seducente, ma anche cerebrale, distante.

Diciamo così, io sono un fan di Dylan, almeno credo, a cui non piace troppo glorificare Dylan, voglio
dire, se provochi, qualcuno reagisce, giusto?
La parte più dylaniana del film sembra quella in bianco e nero.

Non so resto perplesso, ma se non è piaciuto neppure a te, se non a sprazzi, be, forse è venuto il
momento di ritirarmi a vita privata e di evitare di scrivere sulla farm almeno per un bel po', a meno di
non venir tirato in ballo.

Mi terrò compagnia con un po' di droga, cosa che consiglio a tutti, fan di Dylan in testa, perché e questa
è la mia bomba atomica, come si fa ad apprezzare il periodo 65-67 senza fare uso o abuso di cannabis?
E come si fa ad apprezzare 'I'm not there' se prima non si è pippati un po' di ketamina?

Scherzo, oppure no, tenetevi il vostro Dylan, io me ne vado in buen retiro, in compagnia del Vate di
Duluth, quello drogato, insofferente e solitario, che non a caso ha approvato questo lavoro di Haynes.

Buona fortuna se aspetti qualcuno
A un angolo di strada e non si vede nessuno
Se credi che c'è un posto nel mondo dove non c'è più la guerra
Anche per un secondo
Se il giorno che ti sta passando accanto
E' uguale agli altri cento giorni
Che hai riso e che hai pianto
Se credi ancora che chiudendo gli occhi
Poi non ci vedi più
Vedi quant'è bello il cielo
Rosso e viola quando è sera.
Nero quando è notte scura
E io ci penso e non mi fa paura
E' bella pure la città non si combatte più
Buona fortuna se non chiedi più niente
E ti sta bene così
Se poi non cambia niente E ti sta bene così
Se poi non c'è problema E ti sta bene così
Se poi non credi a niente E ti sta bene così...
(Mimmo Locasciulli 'Buona fortuna')

ps per the saint

Sillogismo o logica della follia lisergica, come se Erasmo avesse incontrato Burroughs, che lo fa drogare
di brutto, te lo do io l'elogio della follia!!!

Sillogismo:
Tutte le donne sono vanitose, le regine sono donne, dunque le regine sono vanitose!
Decifra questo Enigma e vinci un biglietto per Torremezzo, entri gratis al White lion's Hotel

Michele, mentre ti scrivo sto ascoltando il nuovo album di Springsteen, 'Magic', che non so cosa dirà poi
Vites, ma a me sembra un disco eccellente! (ho ascoltato solo le prime 4 tracce!)

dario twist of fate
detto anche il parassita di piano dei rossi lounge #41


4869) ciao Michele

Ancora giudizi positivi: l'unico film del festival a Toronto che possa reclamare lo status di capolavoro...

http://www.villagevoice.com/film/0738,lee,77810,20.html

Andrea Orlandi


4870) E ancora Andrea Orlandi mi segnala:

http://www.fondazioneitaliani.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1905&Itemid=53

Grazie a tutti per i commenti e per i links agli articoli su "Io non sono qui".
Dico a Bruno "Jackass" che dubito fortemente che Dylan abbia letto lo script di Haynes e Moverman. La mia idea è che abbia letto solo il soggetto abbozzato o forse gli hanno solo parlato dell'idea di massima. Potrei sbagliare ovviamente ma questa è la mia idea. Dubito che si sia letto la sceneggiatura completa scena per scena e tutti i dialoghi parola per parola.
Hai ragione a proposito del cavallo morto che c'è anche in Hard Rain, però io mi riferivo alla canzone
che il nostro lettore citava e che faceva da sottofondo in quella scena del film in cui compariva il
cavallo, canzone che se non sbaglio era proprio "Man in the long black coat". Ricordo male? Fatemi
sapere. Naturalmente invece hai ragione sul riferimento ad Hard Rain che è evidente ("I met a young
child beside a dead pony") in quella bellissima sequenza del film di Haynes.
Ad Andrea dico che la sua tesi per cui i critici/fans possono essere in parte condizionati nel giudizio su
"Io non sono qui" - secondo le motivazioni che Andrea espone sopra punto per punto - potrebbe anche
nascondere un fondo di verità ma sinceramente io sarei più propenso a credere che, molto più
semplicemente, se il film è piaciuto uno dice che gli è piaciuto, se non gli è piaciuto dice che non gli è
piaciuto, senza farsi tanti problemi o trip mentali del tipo "se dico così poi qualcuno pensa cosà", "se dico
cosà qualcuno potrebbe pensare che lo dico per non dire così...".
Io ad esempio ho detto che "Io non sono qui" mi è piaciuto qua e là ma complessivamente non mi ha
esaltato. Se mi avesse esaltato l'avrei detto. Punto. Sarà forse troppo semplice ma preferisco vederla
così piuttosto che pensare a giudizi "costruiti" o basati su atteggiamenti tesi solo a "darsi un tono" o a
rispettare una "presunta immagine".
Paolo Vites ad esempio, dopo aver letto le lettere che lo chiamavano in causa su MF, mi ha mandato
una mail molto pungente e divertente dove mi ha chiarito molto il suo pensiero. Io avrei voluto renderla
pubblica inserendola oggi in questa pagina ma lui mi dice che è meglio di no per non alimentare
polemiche. Peccato perchè sarebbe servita molto e ha confermato nella mia mente l'impressione che -
almeno per quanto riguarda me, ovviamente - su "Io non sono qui" Paolo abbia scritto parole molto
giuste nel suo blog e certo non dettate dai preconcetti ipotizzati da Andrea relativi al "critico
condizionato dal dover parlare dell'oggetto della sua passione". Tutto questo "in my holy opinion" come
dicono quelli che parlano bene (?) :o)
A Stefano dico che ho parlato con Alessandro Carrera il quale mi ha detto che non ha ancora visto il
film che a quanto pare in America sarà abbastanza difficile da vedere nelle sale (Alessandro mi diceva
che esce in poche città e, ad esempio, a Houston, Texas, dove Alessandro vive, nemmeno arriva).
Per quanto riguarda la tesi di Marco sul riferimento bara/quadro ho provato a cercare in Rete ma non
so a quale dipinto ti riferisci. Qualcuno se lo ricorda? Fateci sapere. Comunque tesi affascinante.
Naturalmente la donna "morta" in Idiot Wind è Sara ("Ferisci quelli che amo di più e copri la verità con
le menzogne / Un giorno sarai nella fossa con mosche che ti ronzeranno intorno agli occhi e sangue
sulla sella"). Mi convince però poco questa immagine in relazione a quella del film (un'altra delle mie
scene preferite di 'Io non sono qui', tra l'altro).
Ancora a Stefano dico che magari ci ha azzeccato con il discorso della "chiave onirica" con cui
interpretare tutto il film che potrebbe essere in effetti tutto il sogno di Dylan/Gere, ma se così fosse allora ahimè anche qui Haynes ha scopiazzato visto che lo aveva fatto già Dylan in "Renaldo and Clara" solo 32 annetti fa: Bob Dylan: "L'uomo sdraiato sul pavimento alla fine di 'Renaldo and Clara' sta chiaramente sognando e nessuno gli chiede niente, ma tutto il film è il suo sogno..."
A Dario dico purtroppo che ho dovuto obtorto collo rivelare a Paolo tutto quello che so di te per cui mi
sa che tra un po' ti vedrai recapitare a casa pacchi esplosivi... L'unico modo che hai per fare ammenda
è sottoscrivere un abbonamento a Jam per i prossimi 271 anni. :o)
Per quanto riguarda la data di pubblicazione della colonna sonora di "I'm not there" mi risulta il 30
ottobre. Per quanto riguarda la tracklist eccola secondo Vinyl Fever:
All Along The Watchtower --Eddie Vedder & The Million Dollar Bashers
As I Went Out One Morning--Mira Billotte
Ballad Of A Thin Man--Stephen Malkmus & The Million Dollar Bashers
Billy--Los Lobos
Can You Please Crawl Out Your Window--The Hold Steady
Can't Leave Her Behind--Stephen Malkmus & Lee Ranaldo
Cold Irons Bound--Tom Verlaine & The Million Dollar Bashers
Dark Eyes--Iron & Wine & Calexico
Fourth Time Around--Yo La Tengo
Goin' To Acapulco--Jim James & Calexico
Highway 61 Revisited--Karen O & The Million Dollar Bashers
I Dreamed I Saw St. Augustine - John Doe
I Wanna Be Your Lover--Yo La Tengo
I'm Not There--Bob Dylan
I'm Not There--Sonic Youth
Just Like A Woman--Charlotte Gainsbourg & Calexico
Just Like Tom Thumb's Blues--Ramblin' Jack Elliot
Knockin' On Heaven's Door--Antony & The Johnsons
The Lonesome Death Of Hattie Carroll--Mason Jennings
Maggie's Farm--Stephen Malkmus & The Million Dollar Bashers
Mama You've Been On My Mind--Jack Johnson
The Man In The Long Black Coat--Mark Lanegan
Moonshiner--Bob Forrest
One More Cup Of Coffee--Roger McGuinn & Calexico
Pressing On--John Doe
Ring Them Bells--Sufjan Stevens
Señor (Tales Of Yankee Power)--Willie Nelson & Calexico
Simple Twist Of Fate--Jeff Tweedy
Stuck Inside Of Mobile With Memphis Blues Again--Cat Power
The Times They Are A Changin'--Mason Jennings
Tombstone Blues--Richie Havens
When The Ship Comes In--Marcus Carl Franklin
Wicked Messenger--The Black Keys
You Ain't Goin 'Nowhere--Glen Hansard & Markta Irglov
Sempre a Dario dico, con un pizzico di malignità nei confronti del bravo Haynes, che... sì è vero, 'Io non
sono qui' non si avvicina molto ad un bio-pic e tutti ora l'han capito... L'unico che non mi sembra averlo
capito quando ha scritto il film è Haynes!
Per quanto riguarda "Vites spacciato" :o) ricòrdati, o Dario, che anche Francesco Totti in una celebre
intervista di qualche tempo fa disse con un neologismo da Premio Nobel : "Me stavano a spaccià..." e poi
guarda cos'è successo... Campione del Mondo, capocannoniere, scarpa d'oro, coppa Italia, supercoppa Italiana, sicuramente prossimo scudetto, di nuovo capocannoniere, championsleague, pallone d'oro e appena va via Donadoni (speriamo!) ritorno trionfale in Nazionale, vittoria agli Europei, nuovi figli in arrivo, un nuovo best seller in libreria e un (non) bio-pic per la regia di Haynes a lui dedicato dal titolo appunto di "Me stavano a spaccià!", ispirato alle molte vite der pupone. Mi vedo già la scena con Totti a Trigoria in conferenza stampa che si alza e smitraglia sui giornalisti al grido di "Roma faje li bozzi!", oppure l'infanzia di Francesco a Trastevere interpretato da un bambino nero con un pallone con su scritto "Questo affare ammazza i laziali"... :o)))
Per quanto riguarda la frase "se non è piaciuto neppure a te..." ti ringrazio ma attribuisci alle mie parole
un'importanza che certo non hanno. Io ho espresso una mia opinione pura e semplice, mica ho la verità
in tasca. Pensa che a me non è piaciuto granchè "Io non sono qui" ma trovo un capolavoro "Renaldo
and Clara". Ora se parli con un critico esperto ti dice che il secondo è una merda e il primo è
eccellente. Quindi vedi un po' tu che peso posso avere... (diciamo più o meno come quello di Fiona
nella Storia del Cinema) :o)
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"

Si chiama Buona Fortuna e va
come può
col futuro a metà
E' della vergine
e si sa
le menate che ha
Faccia da rock
vive la vita no-stop
Butta via le sue idee
come se quasi andassero fuori moda
Ti dirà unica
ma s'è portato a letto anche la fortuna...
E la fa facile
tiene in finestra l'erba di California...
(Facchinetti-D'Orazio, 'Buona Fortuna')

ps: a parte scherzi, Dario, continua a scrivere... altro che ritirarti a vita privata...


4871)  Caro Michele
..ecco cosa ho trovato ieri sera guardando il film "People I know", con Al Pacino e Kim Basinger..
Ho scattato questa "istantanea"... spero ti faccia piacere...
A presto
Al Diesan

Ciao Al,
grazie. Eccola qui sotto... Chi mi manda quel poster? Starebbe benissimo sulla parete del mio letto di fianco alla gigantografia di Carla Bruni...
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4872) Ciao Mike,
volevo segnalare una cover a mio parere piuttosto riuscita: The White Stripes - Love Sick. qui c'è anche
il link per il filmato su youtube

http://it.youtube.com/watch?v=Z1CmZ2adpnk

Comunque la mia preferenza va anche a Like a rolling Stone dei rolling stones e knockin on heavens
door dei guns n' roses.
Quest' ultima é resa meglio nel cd Live Era o soprattutto nel DVD live a Tokyo.
grazie
Jim

Ciao Jim,
grazie della segnalazione.
Molto bella in effetti questa "Love sick" anche se devo essere sincero a me la voce di Jack White non è
che mi faccia fare i salti dalla sedia per l'entusiasmo. Ad esempio, dirò un eresia?, nella recente
versione con Bob di One more cup of coffee (Valley Below) secondo me canta molto meglio Bob di
Jack.
In ogni caso credo che le due che citi poi siano diverse spanne sopra, concordo. Soprattutto Knockin', eccezionale. Ma anche LARS of course.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4873) Ciao Michele,

segnalo un articolo di Repubblica dal quale si apprende che anche quest'anno Bob è tra i candidati al
Nobel.

http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/spettacoli_e_cultura/premi-nobel/premi-nobel/premi-nobel.html

Tifiamo tutti compatti per il nostro Grande.

Un saluto a tutti

Marina

Ciao Marina,
fusse che fusse la vorta bbona?
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4874) Ciao Michele,
sono una giovanissima ('84) e ho da poco cominciato ad esplorare l'universo Bob Dylan.
Voglio semplicemente ringraziarti, perchè con il tuo lavoro, sento di non essere sola in questa grande
avventura.

Ciao!
Benvenuta su queste pagine e grazie per le belle parole. Scrivi quando vuoi... OK?
ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4875) STOCCOLMA (21 settembre) - Si avvicina la settimana dell'annuncio dei Nobel, dall'8 e al 15 ottobre, e sulla stampa svedese impazza il toto-premi. A suscitare più interesse sono i canditati all'ambito titolo per la letteratura, tra i quali compaiono anche i nomi di Roberto Benigni e Bob Dylan. La Fondazione Nobel di Stoccolma ama fare sorprese perciò quest'anno potrebbe assegnare il riconoscimento non a uno scrittore, ma a un personaggio che ha comunque dato un grande contributo alla letteratura. Il regista e attore de La vita è bella si è distinto per la divulgazione della Commedia dantesca, mentre il cantautore Bob Dylan è da sei anni nella lista dei possibili premiati, supportato da molte università statunitensi. Alcune voci, invece, parlano della vittoria di un autore americano perché da oltre un decennio il Nobel non raggiunge il nuovo mondo.

Nella lista ci sono ci sono gli scrittori statunitensi Philip Roth, Norman Mailer e Joyce Carol Oates, la canadese Margaret Atwood e il peruviano Mario Vargas Llosa. Sul versante mediorientale, invece, spiccano i nomi dei due israeliani, Amos Oz e David Grossman. È stato riproposto il nome del poeta sirio-libanese Adonis, già l'anno scorso battuto dal turco Orhan Pamuk

La stagione dei Nobel 2007 si aprirà a Stoccolma, l'8 ottobre, con l'annuncio dei premi per la medicina, seguiti dai riconoscimenti per la fisica, per la chimica e si concluderà con quello dell'economia, il 15. Il Nobel per la pace sarà annunciato a Oslo il 12 ottobre. I candidati sono ufficialmente 181, tra i quali Albert Al Gore, vicepresidente nell'esecutivo di Clinton, Sheila Watt-Cloutier, leader degli Inuit canadesi e impegnata nella denuncia dei danni provocati dai cambiamenti climatici nell'Artico, Mahathir Mohamad, ex premier della Malaysia, e il presidente boliviano Evo Morales. Il riconoscimento per la letteratura di solito viene annunciato durante la stessa settimana. I vincitori riceveranno, a dicembre, un assegno di 10 milioni di corone svedesi, pari a 1,06 milioni di euro.
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Non riesco a capire perche' la stampa italiana accomuna queste 2 figure del mondo dello spettacolo.
Mi dispiace per Benigni ma secondo me al di la' dell'interesse tra i due e' nettamente superiore Bob Dylan.
Quali sono i parametri di valutazione?
Benigni che legge "Dante" e lo interpreta e tra l'altro sono andato anche al suo spettacolo, pagando un biglietto abbastanza alto e/o Bob Dylan che scrive da 40 anni ed e' considerato da tutta l'america e non solo un "poeta" magari del Rock?

Spero che il nobel della Letteratura lo prende Bob, lo so che e' difficile poiche' cosi' facendo la musica popolare viene considerata cultura, e quindi diviene per cosi dire alto locata, e ufficializzata come un qualche cosa al pari di altre discipline umanistiche.

Stefano C.

Ciao Stefano,
io lo darei a Bob quest'anno e a Benigni fra sette/otto, così fa la trafila e l'anticamera di Bob che è candidato al premio da un pezzo :o) Comunque va bene anche un ex-aequo :o)
Che ne pensate? Chi lo merita di più?
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4876) circa un mese fa alla radio rai (o rai 1 o rai 2) di mattina verso le 10:30-11:30 c'è stato un programma interamente dedicato a bob dylan (presentato da una ragazza); annunciando l'uscita ad ottobre di un cofanetto di sue canzoni, hanno fatto sentire una canzone cantata da bob dylan con accompagnamento di sax o di tromba ma non riesco a sapere il titolo, se mi puoi aiutare a  identificarla.
grazie.
kiara

Ciao Kiara,
e come si fa? La tromba e/o il sax sono in parecchie canzoni di Bob di "Street Legal", in "Shot of love", in "Empire Burlesque", in "Knocked out loaded", in "Oh mercy", in "Under the red sky", in "Live at budokan" etc... Se qualcuno ha ascoltato la trasmissione e può aiutarci... Non ricordi nemmeno una parola della canzone? Potrebbe bastare per individuarla...
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


Ed ecco in conclusione le consuete classifiche:

LE MIGLIORI COVER INTERPRETATE DA BOB DYLAN
Vota la tua cover preferita tra quelle interpretate da Bob Dylan e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche più segnalazioni)

Voti finora pervenuti:

- Deportees (di Woody Guthrie) - Bob Dylan & Joan Baez, Fort Collins, Colorado, 23 Maggio 1976 - due voti
- Hallelujah (di Leonard Cohen) - Bob Dylan, Montreal (Canada), 8 Luglio 1988 - un voto
- The Times've Known" di Charles Aznavour, versione inglese di Bob Dylan, interpretata a New
York, Madison Square Garden il 1 novembre 1998 - un voto
- Pancho and Lefty di Townes Van Zandt, interpretata da Bob Dylan e Willie Nelson a Austin (TX)
il 28 aprile 1993 - un voto


I MIGLIORI CONCERTI DI BOB DAL 2001
Vota il tuo concerto preferito degli ultimi anni e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche più segnalazioni)

Voti finora pervenuti:

- Londra, Inghilterra - Hammersmith Apollo - 24 Novembre 2003 - 2 voti
- Zurigo, Svizzera - Hallenstadion - 3 Novembre 2003 - 2 voti
- Tulsa, Oklahoma, U.S.A. - Drillers Stadium - 6 Luglio 2005 - 1 voto
- Verona, New York, U.S.A. - Events Center, Turning Stone Casino and Resort - 20 aprile 2005 - 1 voto
- Denver, Colorado, U.S.A. - Fillmore Auditorium - 29 marzo 2005 - 1 voto
- Milano, Italia - Forum di Assago - 12 Novembre 2005 - 1 voto
- Sun City West, Arizona, U.S.A. - Maricopa County Events Center - 8 Aprile 2006 - 1 voto
- West Lafayette, Indiana , U.S.A. - Elliot Hall Of Music, Purdue University - 3 Novembre 2004 - 1 voto
- Bonn, Germania, Museumplatz - 29 giugno 2004 - 1 voto
- Grand Prairie, Texas - Nokia Theatre - 15 Aprile 2006 - 1 voto
- Berlino, Arena, 11 Aprile 2002 - 1 voto
- Berlino, Arena, 20 Ottobre 2003 - 1 voto
- Goteborg, Scandinavium, 21 ottobre 2005 - 1 voto


LE COVER IMPERDIBILI (Le migliori cover di brani scritti da Bob)
Vota la cover (o più cover) di brani di Bob pubblicate dopo il 2001

Voti finora pervenuti:

One More Cup of Coffee (Valley Below) - Sertab Erener, da "Masked and anonymous" - 5 voti
Come una pietra scalciata (Like a rolling stone) - Articolo 31 e Bob Dylan, da "Masked and anonymous" - 3 voti
Come il giorno (I shall be released) - Francesco De Gregori, da "Mix" - 2 voti
Most of the time - Sophie Zelmani - da "Masked and anonymous" - 2 voti
Shelter from the storm - Cassandra Wilson - da "Belly of the sun" - 2002 - 2 voti
I'll be your baby tonight - Norah Jones - 2003 - 1 voto
Most of the time - Ani di Franco - 1 voto
It's all right ma (I'm only bleeding) - Hamell On Trial - 1 voto
On a night like this - Los Lobos - da "Masked and anonymous" - 1 voto
My Back Pages - Magokoro Brothers - da "Masked and anonymous" - 1 voto
Farewell Angelina - Joan Baez - da "Bowery Songs" - 2005 - 1 voto
You're Gonna Make Me Lonesome When You Go - Madeleine Peiroux - da "Careless love" - 2004 - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Avril Lavigne - 1 voto
Masters of war - Pearl Jam live at the Benaroya Hall, 22 ott 2003 (concerto acustico) - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Warren Zevon - 1 voto

scrivi a spettral@tin.it e segnala i tuoi concerti/covers preferiti/e

Nota bene: il limite temporale del 2001 è stato fissato per ottenere due liste che siano idealmente il seguito di quelle pubblicate sul volume "Bob Dylan 1962/2002 40 anni di canzoni" di Paolo Vites e Alessandro Cavazzuti (Editori Riuniti), che si fermano appunto al 2001, anno di pubblicazione del libro.


I RIFERIMENTI A BOB DYLAN NEI ROMANZI (O IN ALTRE OPERE LETTERARIE)
Vuoi contribuire ad allungare la lista sottostante? Segnala a spettral@tin.it i romanzi, i racconti o le altre opere letterarie in cui viene citato direttamente o indirettamente Bob Dylan

- "Nel momento" di Andrea De Carlo
- "Alta fedeltà" di Nick Hornby
- "La spia e la rockstar" di Liaty Pisani, Fazi, 2006
- "L'era del porco" di Gianluca Morozzi, Parma, Guanda, 2005
- "Scirocco" di Girolamo De Michele, Torino, Einaudi, 2005
- "Giorni di un uomo sottile" di Ernesto Aloia nella sua raccolta "Chi si ricorda di Peter Szoke?", minimum fax 2003
- "La ragazza dai capelli di cobalto" di Gianluca Morozzi, nell'antologia di vari autori "Strettamente Personale", ed. Pendragon, 2005.
- "L'Emilia o la dura legge della musica" di Gianluca Morozzi - Guanda
- "Tokyo blues" di Murakami Haruki - Norvegian Wood (trad. ital. Milano, Feltrinelli)
- "Dance dance dance" di Murakami Haruki (trad. ital. Torino, Einaudi)
- "La Torre Nera" di Stephen King
- "I giorni felici di California Avenue" di Adam Langer
- "Per sempre giovane" di Gianni Biondillo, edizioni Guanda - 2006
- "Americana" di Don de Lillo
- "Denti bianchi" di Zadie Smith
- "La Danza del Pitone", di Norman Silver
- "Troppi paradisi" di Walter Siti, Einaudi
- "La fortezza della solitudine" di Jonathan  Lethem (Tropea)
- "Siamo tutti nella stessa  barca" di Owen King (Frassinelli)
- "Come dio comanda" di N. Ammaniti (Mondadori)
- "Accecati dalla luce" di Gianluca Morozzi (Fernandel)
- "Chi è quel signore vestito di bianco vicino a Bob Dylan?" di Gianluca Morozzi ("Vertigine", numero unico - 2006)
- "Il cielo sopra Parigi" di Teo Lorini (Fernandel n. 58)
- "Venerati maestri" di E. Berselli (Mondadori)
- "Zona disagio" di Jonhatan Franzen (Einaudi)
- "Una vita da lettore" di Nick Hornby
- "Ragionevoli Dubbi" di Gianrico Carofiglio - Sellerio editore
- "31 Canzoni" di Nick Hornby
- "Questa scuola non è un'azienda. I racconti del prof. Bingo" di Vittorio Vandelli
- "I ponti di Madison County'' di R. J. Waller
- "La cultura del controllo" di David Garland
- "Il paese mancato" di Guido Crainz
- "Paura e disgusto a Las Vegas" di Hunter S. Thompson
- "L'ultima tazza di caffé" di Teo Lorini (da "Posa 'sto libro e baciami" - ed. Zandegù, Torino 2007)
- "Small world" di David Lodge
- "In cerca di te" di John Irving
- "Mi ammazzo, per il resto tutto ok" di Ned Vizzini, Mondadori.
- "Parlami d'amore" di Silvio Muccino e Carla Vangelista
- "Memorie di un artista della delusione" di Jonathan Lethem (Minimum fax)
- "Boccalone. Storia vera piena di bugie" di Enrico Palandri, Milano, L'erba voglio, 1979 (ristampato da Bompiani)
- "Vedi alla voce Radio Popolare", a cura di Sergio Ferrentino con Luca Gattuso e Tiziano Bonini, Milano, Garzanti, 2006, p. 240 ("Live In Paris  - 1978").
- "Jim ha cambiato strada"(1987) di Jim Carroll. Edizione originale "Forced Entries:The Downtown Diaries 1971-1973", traduzione italiana: Milano, Frassinelli, 1997.
- "Hellbook" di Michele Murino (ovvero "X-Files Bob")