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Ancora un po' di commenti a proposito
del film di Todd Haynes, "Io non sono qui", sulle "molte vite di
Bob Dylan". Elenco le lettere di
seguito e poi rispondo alla fine a tutti cumulativamente.
4862) Ciao Michele.
La tua risposta ad Alessandro (lettera 4854 della scorsa
pagina della posta) ha centrato appieno tutti i
problemi del film.
Chissà se mai Dylan dirà la sua opinione
sul film per come è stato realizzato...
Immagino infatti che la sola lettura dello script, magari
neanche completo, non sia sufficente per una
valutazione.
Bruno Jackass
P.S. Un "dead pony" si trova anche in "A Hard Rain's Gonna Fall".
4863) http://www.ilmascalzone.it/articolo.php?id=11596
Ciao Michele,
volevo riportarti questo articolo sul film, secondo me
e' un analisi che si avvicina di piu' al film stesso e a
quanto non si e' detto, inoltre si avvicina anche alla
parte finale del tuo articolo, secondo me e' molto
verosimile al film.
Alla prossima
Stefano C.
4864) http://www.livecity.it:80/2007/09/17/una-vita-da-cinefilo-capitolo-9p /
Altra recensione da non "addetti ai lavori" (intendesi così detti esperti di Dylan)
Mi pare sia la prova che NON è vero che il
film non colpisca un semplice appassionato di cinema non
necessariamente addentro alle innumerevoli problematiche
del mondo Dylaniano.
Potrei dire che fino ad ora non sono riuscito a leggere
UNA SOLA recensione giornalistica che fosse
completamente negativa, come quelle subito sparate dai
nostri esperti e/o fanatici.
Penso che il problema (definito brillantemente "bertoncellite"
da Dario) dei critici
musicali/giornalisti/scrittori che nutrono una sincera
duratura passione per Dylan e che sono costretti a
mescolare la loro passione con il mestiere di cui vivono,
sia questo:
quando scrivono dell'oggetto della loro passione (non
importa se ancora viva o basata su esperienze
ormai lontane, ma se ancora viva è ancora peggio)
non possono fare a meno di subire il complesso
dell'"indipendenza intellettuale" dal loro amato artista.
Sono troppo vicini al fuoco, e rischiano di
bruciare.
Per cui gli è impossibile, per motivi di orgoglio
- naturali in persone di indubbia qualità- accettare il
semplice fatto di poter essere tacciati di mancanza di
professionalità e senso critico, per eccesso di
servilismo o piaggeria nei confronti del loro beniamino.
Nell'affrontare quindi la prova, sono quasi
costretti ad essere estremamente severi e più
realisti del re.
Il punto è che ciò non li rende minimamente
più obiettivi, perché diventano delle mine vaganti che alla
fine non rappresentano né il giornalismo critico
distaccato, né il punto di vista di un appassionato.
Ed è inutile che premettano sempre che sono estimatori
sinceri dell'artista, ma che non si ridurranno al
livello di patetici fans e che quindi assumeranno un
approccio professionale e non da appassionati.
Ciò non li rende diversi o migliori, e non migliora comunque il livello del loro intervento.
Guardate un po': non a caso, dopo tali fatidiche premesse,
il critico si scatena e si scaglia contro l'opera
che sta recensendo, cercando di guadagnarsi sul campo
il rispetto dei colleghi, degli editori e delle
masse. Eh sì, è proprio un gran giornalista
indipendente il nostro; dopo aver ammesso che è un esperto
e amante del tal artista, riesce ad essere ben al di
sopra della sua passione e non si inchina al suo idolo,
ma pure lo critica selvaggiamente.
Ed è, ahimè, l'unica via percorribile per
brillare di luce propria e non riflessa, l'unica via per non sentirsi
umiliati dalla propria passione.
Penso che in tali situazioni sarebbe più onesto
rinunciare al compito, o scrivere invece seguendo quello
che detta il cuore.
Altro problema - e questo affligge non solo gli appassionati/critici
di mestiere ma anche i semplici
appassionati con velleità da super esperti del
settore- è quello di voler distinguersi dalle masse e poter
dire agli altri:
ragazzi, abbiamo tutti la stessa passione, ma mentre voi
siete arrivati ora, noi siamo qui da lungo tempo
e sappiamo distinguere il bene dal male; ma ancor più,
non ci lasciamo intimidire dall'artista, ci fa un
baffo l'artista, e vi spieghiamo come non farvi ingannare,
voi poveri polli che bevete tutto quello che vi
versano sul bicchiere.
Ecco, direi che questo approccio è anche più
irritante del primo. Perché il primo ha almeno una
motivazione concreta e forse giustificabile (la conservazione
della propria indentità professionale),
mentre il secondo dimostra soltanto spirito di protagonismo.
Pensateci: quale speranza di spiccare sugli altri avrebbero
lor signori, se non asssumessero un
atteggiamento di sfida verso l'artista e non fossero
il più delle volte iper critici, in particolare con i lavori
più recenti proprio perché accessibili
a tutti nello stesso momento e non provenienti da un passato da
raccontare agli altri?
Lor signori sono facilmente smascherabili, perché fanno tutti le stesse premesse:
- non mi piace Modern Times
- non vado più ai suoi concerti
- ho smesso da lungo tempo di prendere per buono tutto quello che il nostro fa
- farebbe meglio a fermarsi
- ha perso la voce dopo la rolling thunder revue
Un consiglio, se posso; rilassatevi, lasciate che le emozioni
fluiscano e traspaiano dalle vostre
espressioni, e non prendetevela troppo con il vostro
idolo o la sua arte se vi costa ammettere che si è
preso una fetta della vostra esistenza.
Il problema è vostro, non suo.
Cordialmente
Andrea Orlandi
4865) Ciao Michele,
ho letto tutti gli interventi su "Io non sono qui", bene
o male mi sembra che hanno tutti ragione, chissa'
che ne pensa A. Carrera quando vede il film, e Bobby.
Forte la vignetta "Io non sono
qui 2 - La vendetta"
Stefano C.
4866) ciao Michele,
vorrei aggiungere il mio parere (o forse sarebbe meglio
dire i miei pensieri sparsi) ai pareri su "I'm not
here".
Il film, come dimostrato da tutte le opinioni che hai
ricevuto, si presta a mille interpretazioni e giudizi
diametralmente opposti, e non credo si possa mai arrivare
a stabilire se sia un capolavoro o una cagata
pazzesca senza lasciarsi inevitabilmente influenzare
da quello che per ognuno di noi significa Bob
Dylan(e le sue canzoni). Fondamentalmente io sono più
per un giudizio positivo, anche se non posso
fare a meno di notare alcune note dolenti del film.
A me è piaciuto è il tentativo del regista
di farti vivere una giornata da Bob Dylan, ovvero di entrare in
qualche modo in quella che poteva essere la vita di Dylan
negli anni sessanta: la pressione dei giornalisti,
l'ombra silenziosa e inquietante di Grossman, il rapporto
con i fans, il rapporto con moglie e amanti varie,
l'impossibilità di vivere tutte quelle emozioni
dentro una sola vita.
Mi è piaciuta l'idea di far vivere contemporaneamente
più personalità di Dylan, seppure alla fine emerga
soprattutto l'interpretazione straordinaria della Blanchett,
davvero eccezionale.
Bella l'idea di far rivivere il famigerato Dylan al Folk
Festival nel '65, e in generale mi è piaciuto il film
perchè mi ha lasciato la sensazione di un viaggio
nel tempo e contemporaneamente di un viaggio -
seppure parziale e incompleto - dentro la mente di Dylan.
Sinceramente non l'ho trovato per niente offensivo nei
confronti di Dylan o dei Dylaniani, e io mi ritengo
Dylaniano al 100%. E' vero, a volte Blanchett/Dylan è
un pò intontito, ma non lo vedo come un
intontimento da "lobotomizzato", bensì come l'intontimento
inevitabile quando sei perennemente
circondato da fans urlanti, giornalisti che ti fanno
domande idiote, e sei sempre in movimento e magari
contemporaneamente fai uso di qualche sostanza che altera
mente e realtà...
Detto questo, è anche vero che nel film c'è
poco cuore, ed è emblematico in tal senso il fatto che alla
fine l'unico personaggio che sembra possedere umanità
e cuore sia Billy the Kid/Dylan/Gere, come se il
giovane Dylan fosse privo di sentimenti.
Ci sono poi troppe citazioni/omaggio: va bene ricreare
una scena da "Don't look back" o da "No
direction home" ma prendere a piene mani intere sequenze
e scene mi sembra un pò eccessivo.
Non so sinceramente quanto il mio giudizio comunque positivo
sul film nasca dalla mia passione per
Dylan: poter andare al cinema ad ascoltare il meglio
di "Blonde on blonde" in formato videoclip o
immaginare di essere davvero lì, al Newport Folk
Festival, mentre Dylan mitragliava il pubblico con
"Maggie's farm" con Pete Seeger furioso e il pubblico
che ancora oggi non si sa a chi o cosa stesse
fischiando... beh, a me fa un certo effetto.
Nonostante tutto, nel bene e nel male, resto convinto
che sia un film che valga la pena di essere visto,
ma probabilmente chi non conosce anche solo gli episodi
fondamentali della vita di Dylan, di tante scene
e tanti aneddoti non saprebbe davvero che farsene.
ps: per la scena nel finale della "donna cadavere dentro
la bara", non ho avuto il tempo di leggere tutti i
messaggi sul tuo sito e quindi non so se dico cose già
note, ma sicuramente il volto e i vestiti della donna
sono copia fedele di un famoso quadro (dove mi sembra
di ricordare che la donna sia galleggiante su di
un lago: è un quadro bellissimo e inquientante).
C'è poi da dire che esistono diverse foto di fuorilegge
famosi come Billy the Kid, fotografati da morti,
dentro la bara, e quindi Billy the kid/Gere/Dylan in
quella scena del film potrebbe guardare se stesso, il
suo destino o qualcosa del genere.
Il vero significato della "donna cadavere dentro la bara"
che è in parte copia fedele di un quadro non lo
saprei dire, ma mi vengono in mente una dozzine di idee,
tra cui:
- Dylan che per "Blood on the tracks" è influenzato
un fantomatico pittore e dice di aver immaginato
ogni canzone dell'album come fosse un quadro.
- Dylan/Gere/Billy the Kid che guarda in faccia la morte
(così come gli è accaduto con l'incidente in
moto), morte rappresentata non solo dall'assassino di
Billy the Kid (Pat Garrett) ma anche da quella
bara con la donna dentro.
- qualcosa che richiama "Idiot wind": nel testo della
canzone non si menziona una donna che muore?
Bè, non vorrei averne sparate troppe, quindi ti saluto, alla prossima.
Marco on the tracks
4867) Ciao Michele,
ritornando al film 'I'm not There' e se la chiave per
leggere il film sia di tipo onirica?
E se tutto ruota attorno al personaggio Gere-Garrett-Dylan?
E se questo e' il personaggio chiave?
Mi sembra che ad un certo punto del film, forse proprio
la sequenza iniziale dove inizia la parte di Gere,
Dylan-Gere, apre gli occhi da un sogno, cioe' Dylan ha
i suoi sogni e suoi pensieri rivolti al passato, al
suo passato musicale e non, musicale e famigliare, sempre
rivolti al passato e quando vede quel tizio nel
paese di Enigma vestito da circo che canta, mentre Dylan
si toglie la maschera trasparente di Renaldo e
Clara, forse gli suggerisce la sua strada quella del
'neverending tour', come fece prima la governante di
colore quando Dylan era un Kid.
E tutte le persone che si muovono attorno a Gere, non
sono forse rappresentazioni di vita che scorre
attorno a Dylan? Tipo la song "Ain't talkin'", e quel
pupazzo enorme che vola e rappresenta il Dylan
elettrico 1966, con una scena di felliniana memoria,
forse non sta a rappresentare il fenomeno da
baraccone del passato, con sempre Gere Dylan che pensa
al passato?
Ma nel contempo ci ricorda il film girato da Bob
Dylan 'Pat Garrett & Billy the Kid'.
E se il regista ha provato a scoprire qualche cosa dal
mondo Dylaniano? Entrando per un attimo nella
sua mente? E fosse questo un capolavoro?
Penso che questo sia un grande film, forse grandissimo,
mi devo ricredere e' come se fosse una song di
Dylan, che va ad inserirsi nell'immenso catalogo di songs
di Bob Dylan.
Stefano C.

Dopotutto sei sempre quello che mi pubblica un racconto
ogni sei minuti ( cosa di cui continuo a
ringraziarti, e se passo da quelle parti ti porto il
regalo!)
Cmq anche nella mia pazzia qualcosa l' ho azzeccata, credo,
mi ha fatto piacere leggere nella tua
recensione :- "...e la cover da brividi di Goin' to Acapulco
che incredibilmente oscura anche quella di
Dylan..."
E concordo, sulla cover dei Sonic Youth di 'I'm not there'
è veramente mediocre, a mio avviso (l' ho
ascoltata tre volte).
A proposito ma si conoscono gia le tracce della colonna
sonora e la data di pubblicazione?
Nonostante la Bertoncellite, resti un grande!!! (cmq non
preoccuparti, conosco la cura e te la prescrivo
gratis, ammesso che tu voglia guarire!?! Scherzo, Michele,
non disperarti, lo sanno tutti che sono
pazzo!)
Pazzia o meno (giudica tu)
La tua recensione è la migliore che ho letto finora
su I' m not there, (non mi riferisco alla sola Farm, ma
ad ogni cosa letta, spulciata o origliata!)
Mi è davvero piaciuta molto, soprattutto nei punti
che io non concordo, che non ti elenco, per rispetto e
risparmio di tempo e spazio, perché mi è
servita molto a capire cosa mi ha colpito maggiormente del
film, perché lo considero un bel film (magari
non proprio da otto e mezzo, ma non potevo farmi sfuggire
l'idea di dare il voto più cinematograficamente
affascinante ad un film su Dylan!?!), e che, lo ripeto
ancora, è un film d'autore, e anche piuttosto
atipico, a meno che non si prenda a modello Fellini, Godard,
Antonioni, Gus Van Sant, Peckinpah e Terrence Malick
tutti mischiati e messi in un cocktail a base
lisergica!) e che col bio pic c'entra veramente poco
(ma penso che la cosa s'è capita!)
Insomma forse sarebbe piaciuto un film alla 'Ray', giusto?
Oppure alla 'Walk the Line', e mi perdoni il
vecchio Vites, ma quello di James Mangold è un
gran film!
Mi dispiace per il tuo amico Paolo, ma per lui non c'è
niente da fare, ormai è spacciato.
Per te invece nutriamo molto speranze, tieni duro sempre!!!
(in tutti i sensi)
Io ti ringrazio, come sempre e come dice anche Davide,
sei l'editore più liberale e libertario d'Italia!
Beppe Grillo ti fa un baffo! (vabbè, adesso non
esageriamo, scusa, ecco che il cattivo irrompe a gamba
tesa!)
E ti ringrazio anche per aver creato la farm, che è un bel non luogo, almeno per me!
Cmq io mi riferivo ad un discorso cinematografico e non
da esperto o da fan dylaniano, anche perché,
(ho visto il film tre volte) da un punto di vista storico
e musicale potrebbe anche essere una cazzata di
film, cosa che ti scrivevo anche nella prima mail, ma
come opera a sé stante è un affresco vigoroso e
potente, come scrive Mauro Gervasino, una biografia cubista,
un'opera eroica, di enorme spessore,
cinematograficamente seducente, ma anche cerebrale, distante.
Diciamo così, io sono un fan di Dylan, almeno credo,
a cui non piace troppo glorificare Dylan, voglio
dire, se provochi, qualcuno reagisce, giusto?
La parte più dylaniana del film sembra quella
in bianco e nero.
Non so resto perplesso, ma se non è piaciuto neppure
a te, se non a sprazzi, be, forse è venuto il
momento di ritirarmi a vita privata e di evitare di scrivere
sulla farm almeno per un bel po', a meno di
non venir tirato in ballo.
Mi terrò compagnia con un po' di droga, cosa che
consiglio a tutti, fan di Dylan in testa, perché e questa
è la mia bomba atomica, come si fa ad apprezzare
il periodo 65-67 senza fare uso o abuso di cannabis?
E come si fa ad apprezzare 'I'm not there' se prima non
si è pippati un po' di ketamina?
Scherzo, oppure no, tenetevi il vostro Dylan, io me ne
vado in buen retiro, in compagnia del Vate di
Duluth, quello drogato, insofferente e solitario, che
non a caso ha approvato questo lavoro di Haynes.
Buona fortuna se aspetti qualcuno
A un angolo di strada e non si vede nessuno
Se credi che c'è un posto nel mondo dove non c'è
più la guerra
Anche per un secondo
Se il giorno che ti sta passando accanto
E' uguale agli altri cento giorni
Che hai riso e che hai pianto
Se credi ancora che chiudendo gli occhi
Poi non ci vedi più
Vedi quant'è bello il cielo
Rosso e viola quando è sera.
Nero quando è notte scura
E io ci penso e non mi fa paura
E' bella pure la città non si combatte più
Buona fortuna se non chiedi più niente
E ti sta bene così
Se poi non cambia niente E ti sta bene così
Se poi non c'è problema E ti sta bene così
Se poi non credi a niente E ti sta bene così...
(Mimmo Locasciulli 'Buona fortuna')
ps per the saint
Sillogismo o logica della follia lisergica, come se Erasmo
avesse incontrato Burroughs, che lo fa drogare
di brutto, te lo do io l'elogio della follia!!!
Sillogismo:
Tutte le donne sono vanitose, le regine sono donne, dunque
le regine sono vanitose!
Decifra questo Enigma e vinci un biglietto per Torremezzo,
entri gratis al White lion's Hotel
Michele, mentre ti scrivo sto ascoltando il nuovo album
di Springsteen, 'Magic', che non so cosa dirà poi
Vites, ma a me sembra un disco eccellente! (ho ascoltato
solo le prime 4 tracce!)
dario twist of fate
detto anche il parassita di piano dei rossi lounge #41
4869) ciao Michele
Ancora giudizi positivi: l'unico film del festival a Toronto che possa reclamare lo status di capolavoro...
http://www.villagevoice.com/film/0738,lee,77810,20.html
Andrea Orlandi
4870) E ancora Andrea Orlandi mi segnala:
http://www.fondazioneitaliani.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1905&Itemid=53
Grazie a tutti per i commenti e
per i links agli articoli su "Io non sono qui".
Dico a Bruno "Jackass" che dubito
fortemente che Dylan abbia letto lo script di Haynes e Moverman. La mia
idea è che abbia letto solo il soggetto abbozzato o forse gli hanno
solo parlato dell'idea di massima. Potrei sbagliare ovviamente ma questa
è la mia idea. Dubito che si sia letto la sceneggiatura completa
scena per scena e tutti i dialoghi parola per parola.
Hai ragione a proposito del cavallo
morto che c'è anche in Hard Rain, però io mi riferivo alla
canzone
che il nostro lettore citava e
che faceva da sottofondo in quella scena del film in cui compariva il
cavallo, canzone che se non sbaglio
era proprio "Man in the long black coat". Ricordo male? Fatemi
sapere. Naturalmente invece hai
ragione sul riferimento ad Hard Rain che è evidente ("I met a young
child beside a dead pony") in quella
bellissima sequenza del film di Haynes.
Ad Andrea dico che la sua tesi
per cui i critici/fans possono essere in parte condizionati nel giudizio
su
"Io non sono qui" - secondo le
motivazioni che Andrea espone sopra punto per punto - potrebbe anche
nascondere un fondo di verità
ma sinceramente io sarei più propenso a credere che, molto più
semplicemente, se il film è
piaciuto uno dice che gli è piaciuto, se non gli è piaciuto
dice che non gli è
piaciuto, senza farsi tanti problemi
o trip mentali del tipo "se dico così poi qualcuno pensa cosà",
"se dico
cosà qualcuno potrebbe pensare
che lo dico per non dire così...".
Io ad esempio ho detto che "Io
non sono qui" mi è piaciuto qua e là ma complessivamente
non mi ha
esaltato. Se mi avesse esaltato
l'avrei detto. Punto. Sarà forse troppo semplice ma preferisco vederla
così piuttosto che pensare
a giudizi "costruiti" o basati su atteggiamenti tesi solo a "darsi un tono"
o a
rispettare una "presunta immagine".
Paolo Vites ad esempio, dopo aver
letto le lettere che lo chiamavano in causa su MF, mi ha mandato
una mail molto pungente e divertente
dove mi ha chiarito molto il suo pensiero. Io avrei voluto renderla
pubblica inserendola oggi in questa
pagina ma lui mi dice che è meglio di no per non alimentare
polemiche. Peccato perchè
sarebbe servita molto e ha confermato nella mia mente l'impressione che
-
almeno per quanto riguarda me,
ovviamente - su "Io non sono qui" Paolo abbia scritto parole molto
giuste nel suo blog e certo non
dettate dai preconcetti ipotizzati da Andrea relativi al "critico
condizionato dal dover parlare
dell'oggetto della sua passione". Tutto questo "in my holy opinion" come
dicono quelli che parlano bene
(?) :o)
A Stefano dico che ho parlato con
Alessandro Carrera il quale mi ha detto che non ha ancora visto il
film che a quanto pare in America
sarà abbastanza difficile da vedere nelle sale (Alessandro mi diceva
che esce in poche città
e, ad esempio, a Houston, Texas, dove Alessandro vive, nemmeno arriva).
Per quanto riguarda la tesi di
Marco sul riferimento bara/quadro ho provato a cercare in Rete ma non
so a quale dipinto ti riferisci.
Qualcuno se lo ricorda? Fateci sapere. Comunque tesi affascinante.
Naturalmente la donna "morta" in
Idiot Wind è Sara ("Ferisci quelli che amo di più e copri
la verità con
le menzogne / Un giorno sarai nella
fossa con mosche che ti ronzeranno intorno agli occhi e sangue
sulla sella"). Mi convince però
poco questa immagine in relazione a quella del film (un'altra delle mie
scene preferite di 'Io non sono
qui', tra l'altro).
Ancora a Stefano dico che magari
ci ha azzeccato con il discorso della "chiave onirica" con cui
interpretare tutto il film che
potrebbe essere in effetti tutto il sogno di Dylan/Gere, ma se così
fosse allora ahimè anche qui Haynes ha scopiazzato visto che lo
aveva fatto già Dylan in "Renaldo and Clara" solo 32 annetti fa:
Bob Dylan: "L'uomo sdraiato sul pavimento alla fine di 'Renaldo and Clara'
sta chiaramente sognando e nessuno gli chiede niente, ma tutto il film
è il suo sogno..."
A Dario dico purtroppo che ho dovuto
obtorto collo rivelare a Paolo tutto quello che so di te per cui mi
sa che tra un po' ti vedrai recapitare
a casa pacchi esplosivi... L'unico modo che hai per fare ammenda
è sottoscrivere un abbonamento
a Jam per i prossimi 271 anni. :o)
Per quanto riguarda la data di
pubblicazione della colonna sonora di "I'm not there" mi risulta il 30
ottobre. Per quanto riguarda la
tracklist eccola secondo Vinyl Fever:
All Along The Watchtower --Eddie
Vedder & The Million Dollar Bashers
As I Went Out One Morning--Mira
Billotte
Ballad Of A Thin Man--Stephen Malkmus
& The Million Dollar Bashers
Billy--Los Lobos
Can You Please Crawl Out Your Window--The
Hold Steady
Can't Leave Her Behind--Stephen
Malkmus & Lee Ranaldo
Cold Irons Bound--Tom Verlaine
& The Million Dollar Bashers
Dark Eyes--Iron & Wine &
Calexico
Fourth Time Around--Yo La Tengo
Goin' To Acapulco--Jim James &
Calexico
Highway 61 Revisited--Karen O &
The Million Dollar Bashers
I Dreamed I Saw St. Augustine -
John Doe
I Wanna Be Your Lover--Yo La Tengo
I'm Not There--Bob Dylan
I'm Not There--Sonic Youth
Just Like A Woman--Charlotte Gainsbourg
& Calexico
Just Like Tom Thumb's Blues--Ramblin'
Jack Elliot
Knockin' On Heaven's Door--Antony
& The Johnsons
The Lonesome Death Of Hattie Carroll--Mason
Jennings
Maggie's Farm--Stephen Malkmus
& The Million Dollar Bashers
Mama You've Been On My Mind--Jack
Johnson
The Man In The Long Black Coat--Mark
Lanegan
Moonshiner--Bob Forrest
One More Cup Of Coffee--Roger McGuinn
& Calexico
Pressing On--John Doe
Ring Them Bells--Sufjan Stevens
Señor (Tales Of Yankee Power)--Willie
Nelson & Calexico
Simple Twist Of Fate--Jeff Tweedy
Stuck Inside Of Mobile With Memphis
Blues Again--Cat Power
The Times They Are A Changin'--Mason
Jennings
Tombstone Blues--Richie Havens
When The Ship Comes In--Marcus
Carl Franklin
Wicked Messenger--The Black Keys
You Ain't Goin 'Nowhere--Glen Hansard
& Markta Irglov
Sempre a Dario dico, con un pizzico
di malignità nei confronti del bravo Haynes, che... sì è
vero, 'Io non
sono qui' non si avvicina molto
ad un bio-pic e tutti ora l'han capito... L'unico che non mi sembra averlo
capito quando ha scritto il film
è Haynes!
Per quanto riguarda "Vites spacciato"
:o) ricòrdati, o Dario, che anche Francesco Totti in una celebre
intervista di qualche tempo fa
disse con un neologismo da Premio Nobel : "Me stavano a spaccià..."
e poi
guarda cos'è successo...
Campione del Mondo, capocannoniere, scarpa d'oro, coppa Italia, supercoppa
Italiana, sicuramente prossimo scudetto, di nuovo capocannoniere, championsleague,
pallone d'oro e appena va via Donadoni (speriamo!) ritorno trionfale in
Nazionale, vittoria agli Europei, nuovi figli in arrivo, un nuovo best
seller in libreria e un (non) bio-pic per la regia di Haynes a lui dedicato
dal titolo appunto di "Me stavano a spaccià!", ispirato alle molte
vite der pupone. Mi vedo già la scena con Totti a Trigoria in conferenza
stampa che si alza e smitraglia sui giornalisti al grido di "Roma faje
li bozzi!", oppure l'infanzia di Francesco a Trastevere interpretato da
un bambino nero con un pallone con su scritto "Questo affare ammazza i
laziali"... :o)))
Per quanto riguarda la frase "se
non è piaciuto neppure a te..." ti ringrazio ma attribuisci alle
mie parole
un'importanza che certo non hanno.
Io ho espresso una mia opinione pura e semplice, mica ho la verità
in tasca. Pensa che a me non è
piaciuto granchè "Io non sono qui" ma trovo un capolavoro "Renaldo
and Clara". Ora se parli con un
critico esperto ti dice che il secondo è una merda e il primo è
eccellente. Quindi vedi un po'
tu che peso posso avere... (diciamo più o meno come quello di Fiona
nella Storia del Cinema) :o)
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"
Si chiama Buona Fortuna e va
come può
col futuro a metà
E' della vergine
e si sa
le menate che ha
Faccia da rock
vive la vita no-stop
Butta via le sue idee
come se quasi andassero fuori moda
Ti dirà unica
ma s'è portato a letto anche
la fortuna...
E la fa facile
tiene in finestra l'erba di California...
(Facchinetti-D'Orazio, 'Buona Fortuna')
ps: a parte scherzi, Dario, continua a scrivere... altro che ritirarti a vita privata...
4871) Caro Michele
..ecco cosa ho trovato ieri sera guardando il film "People
I know", con Al Pacino e Kim Basinger..
Ho scattato questa "istantanea"... spero ti faccia piacere...
A presto
Al Diesan
Ciao Al,
grazie. Eccola qui sotto... Chi
mi manda quel poster? Starebbe benissimo sulla parete del mio letto di
fianco alla gigantografia di Carla Bruni...
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"

4872) Ciao Mike,
volevo segnalare una cover a mio parere piuttosto riuscita:
The White Stripes - Love Sick. qui c'è anche
il link per il filmato su youtube
http://it.youtube.com/watch?v=Z1CmZ2adpnk
Comunque la mia preferenza va anche a Like a rolling Stone
dei rolling stones e knockin on heavens
door dei guns n' roses.
Quest' ultima é resa meglio nel cd Live Era o
soprattutto nel DVD live a Tokyo.
grazie
Jim
Ciao Jim,
grazie della segnalazione.
Molto bella in effetti questa "Love
sick" anche se devo essere sincero a me la voce di Jack White non è
che mi faccia fare i salti dalla
sedia per l'entusiasmo. Ad esempio, dirò un eresia?, nella recente
versione con Bob di One
more cup of coffee (Valley Below) secondo me canta molto meglio Bob
di
Jack.
In ogni caso credo che le due che
citi poi siano diverse spanne sopra, concordo. Soprattutto Knockin',
eccezionale. Ma anche LARS
of course.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"
4873) Ciao Michele,
segnalo un articolo di Repubblica dal quale si apprende
che anche quest'anno Bob è tra i candidati al
Nobel.
Tifiamo tutti compatti per il nostro Grande.
Un saluto a tutti
Marina
Ciao Marina,
fusse che fusse la vorta bbona?
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"
4874) Ciao Michele,
sono una giovanissima ('84) e ho da poco cominciato ad
esplorare l'universo Bob Dylan.
Voglio semplicemente ringraziarti, perchè con
il tuo lavoro, sento di non essere sola in questa grande
avventura.
Ciao!
Benvenuta su queste pagine e grazie
per le belle parole. Scrivi quando vuoi... OK?
ciao,
Michele "Napoleon in rags"
4875) STOCCOLMA (21 settembre) - Si avvicina la settimana dell'annuncio dei Nobel, dall'8 e al 15 ottobre, e sulla stampa svedese impazza il toto-premi. A suscitare più interesse sono i canditati all'ambito titolo per la letteratura, tra i quali compaiono anche i nomi di Roberto Benigni e Bob Dylan. La Fondazione Nobel di Stoccolma ama fare sorprese perciò quest'anno potrebbe assegnare il riconoscimento non a uno scrittore, ma a un personaggio che ha comunque dato un grande contributo alla letteratura. Il regista e attore de La vita è bella si è distinto per la divulgazione della Commedia dantesca, mentre il cantautore Bob Dylan è da sei anni nella lista dei possibili premiati, supportato da molte università statunitensi. Alcune voci, invece, parlano della vittoria di un autore americano perché da oltre un decennio il Nobel non raggiunge il nuovo mondo.
Nella lista ci sono ci sono gli scrittori statunitensi Philip Roth, Norman Mailer e Joyce Carol Oates, la canadese Margaret Atwood e il peruviano Mario Vargas Llosa. Sul versante mediorientale, invece, spiccano i nomi dei due israeliani, Amos Oz e David Grossman. È stato riproposto il nome del poeta sirio-libanese Adonis, già l'anno scorso battuto dal turco Orhan Pamuk
La stagione dei Nobel 2007 si aprirà a Stoccolma,
l'8 ottobre, con l'annuncio dei premi per la medicina, seguiti dai riconoscimenti
per la fisica, per la chimica e si concluderà con quello dell'economia,
il 15. Il Nobel per la pace sarà annunciato a Oslo il 12 ottobre.
I candidati sono ufficialmente 181, tra i quali Albert Al Gore, vicepresidente
nell'esecutivo di Clinton, Sheila Watt-Cloutier, leader degli Inuit canadesi
e impegnata nella denuncia dei danni provocati dai cambiamenti climatici
nell'Artico, Mahathir Mohamad, ex premier della Malaysia, e il presidente
boliviano Evo Morales. Il riconoscimento per la letteratura di solito viene
annunciato durante la stessa settimana. I vincitori riceveranno, a dicembre,
un assegno di 10 milioni di corone svedesi, pari a 1,06 milioni di euro.
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Non riesco a capire perche' la stampa italiana accomuna
queste 2 figure del mondo dello spettacolo.
Mi dispiace per Benigni ma secondo me al di la' dell'interesse
tra i due e' nettamente superiore Bob Dylan.
Quali sono i parametri di valutazione?
Benigni che legge "Dante" e lo interpreta e tra l'altro
sono andato anche al suo spettacolo, pagando un biglietto abbastanza alto
e/o Bob Dylan che scrive da 40 anni ed e' considerato da tutta l'america
e non solo un "poeta" magari del Rock?
Spero che il nobel della Letteratura lo prende Bob, lo so che e' difficile poiche' cosi' facendo la musica popolare viene considerata cultura, e quindi diviene per cosi dire alto locata, e ufficializzata come un qualche cosa al pari di altre discipline umanistiche.
Stefano C.
Ciao Stefano,
io lo darei a Bob quest'anno e
a Benigni fra sette/otto, così fa la trafila e l'anticamera di Bob
che è candidato al premio da un pezzo :o) Comunque va bene anche
un ex-aequo :o)
Che ne pensate? Chi lo merita di
più?
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"
4876) circa un mese fa alla
radio rai (o rai 1 o rai 2) di mattina verso le 10:30-11:30 c'è
stato un programma interamente dedicato a bob dylan (presentato da una
ragazza); annunciando l'uscita ad ottobre di un cofanetto di sue canzoni,
hanno fatto sentire una canzone cantata da bob dylan con accompagnamento
di sax o di tromba ma non riesco a sapere il titolo, se mi puoi aiutare
a identificarla.
grazie.
kiara
Ciao Kiara,
e come si fa? La tromba e/o il
sax sono in parecchie canzoni di Bob di "Street Legal", in "Shot of love",
in "Empire Burlesque", in "Knocked out loaded", in "Oh mercy", in "Under
the red sky", in "Live at budokan" etc... Se qualcuno ha ascoltato la trasmissione
e può aiutarci... Non ricordi nemmeno una parola della canzone?
Potrebbe bastare per individuarla...
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"
Ed ecco in conclusione le consuete classifiche:
LE MIGLIORI COVER INTERPRETATE
DA BOB DYLAN
Vota la tua cover preferita tra
quelle interpretate da Bob Dylan e contribuisci alla nostra classifica
(valgono anche più segnalazioni)
Voti finora pervenuti:
- Deportees (di Woody Guthrie) -
Bob Dylan & Joan Baez, Fort Collins, Colorado, 23 Maggio 1976 - due
voti
- Hallelujah (di Leonard Cohen)
- Bob Dylan, Montreal (Canada), 8 Luglio 1988 - un voto
- The Times've Known" di Charles Aznavour, versione inglese
di Bob Dylan, interpretata a New
York, Madison Square Garden il 1 novembre 1998 - un voto
- Pancho and Lefty di Townes Van Zandt, interpretata
da Bob Dylan e Willie Nelson a Austin (TX)
il 28 aprile 1993 - un voto
I MIGLIORI CONCERTI DI BOB DAL
2001
Vota il tuo concerto preferito
degli ultimi anni e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche
più segnalazioni)
Voti finora pervenuti:
- Londra, Inghilterra - Hammersmith Apollo - 24 Novembre
2003 - 2 voti
- Zurigo, Svizzera - Hallenstadion - 3 Novembre 2003
- 2 voti
- Tulsa, Oklahoma, U.S.A. - Drillers Stadium - 6 Luglio
2005 - 1 voto
- Verona, New York, U.S.A. - Events Center, Turning Stone
Casino and Resort - 20 aprile 2005 - 1 voto
- Denver, Colorado, U.S.A. - Fillmore Auditorium - 29
marzo 2005 - 1 voto
- Milano, Italia - Forum di Assago - 12 Novembre 2005
- 1 voto
- Sun City West, Arizona, U.S.A. - Maricopa County Events
Center - 8 Aprile 2006 - 1 voto
- West Lafayette, Indiana , U.S.A. - Elliot Hall Of Music,
Purdue University - 3 Novembre 2004 - 1 voto
- Bonn, Germania, Museumplatz -
29 giugno 2004 - 1 voto
- Grand Prairie, Texas - Nokia Theatre - 15 Aprile 2006
- 1 voto
- Berlino, Arena, 11 Aprile 2002 - 1 voto
- Berlino, Arena, 20 Ottobre 2003 - 1 voto
- Goteborg, Scandinavium, 21 ottobre 2005 - 1 voto
LE COVER IMPERDIBILI (Le migliori
cover di brani scritti da Bob)
Vota la cover (o più cover)
di brani di Bob pubblicate dopo il 2001
Voti finora pervenuti:
One More Cup of Coffee (Valley Below) - Sertab Erener,
da "Masked and anonymous" - 5 voti
Come una pietra scalciata (Like a rolling stone) - Articolo
31 e Bob Dylan, da "Masked and anonymous" - 3 voti
Come il giorno (I shall be released) - Francesco De Gregori,
da "Mix" - 2 voti
Most of the time - Sophie Zelmani - da "Masked and anonymous"
- 2 voti
Shelter from the storm - Cassandra Wilson - da "Belly
of the sun" - 2002 - 2 voti
I'll be your baby tonight - Norah Jones - 2003 - 1 voto
Most of the time - Ani di Franco - 1 voto
It's all right ma (I'm only bleeding) - Hamell On Trial
- 1 voto
On a night like this - Los Lobos - da "Masked and anonymous"
- 1 voto
My Back Pages - Magokoro Brothers - da "Masked and anonymous"
- 1 voto
Farewell Angelina - Joan Baez - da "Bowery Songs" - 2005
- 1 voto
You're Gonna Make Me Lonesome When You Go - Madeleine
Peiroux - da "Careless love" - 2004 - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Avril Lavigne - 1 voto
Masters of war - Pearl Jam live at the Benaroya Hall,
22 ott 2003 (concerto acustico) - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Warren Zevon - 1 voto
scrivi a spettral@tin.it e segnala i tuoi concerti/covers preferiti/e
Nota bene: il limite temporale del 2001 è stato fissato per ottenere due liste che siano idealmente il seguito di quelle pubblicate sul volume "Bob Dylan 1962/2002 40 anni di canzoni" di Paolo Vites e Alessandro Cavazzuti (Editori Riuniti), che si fermano appunto al 2001, anno di pubblicazione del libro.
I RIFERIMENTI A BOB DYLAN NEI
ROMANZI (O IN ALTRE OPERE LETTERARIE)
Vuoi contribuire ad allungare la
lista sottostante? Segnala a spettral@tin.it i romanzi, i racconti o le
altre opere letterarie in cui viene citato direttamente o indirettamente
Bob Dylan
- "Nel momento" di Andrea De Carlo
- "Alta fedeltà" di Nick Hornby
- "La spia e la rockstar" di Liaty Pisani, Fazi, 2006
- "L'era del porco" di Gianluca Morozzi, Parma, Guanda,
2005
- "Scirocco" di Girolamo De Michele, Torino, Einaudi,
2005
- "Giorni di un uomo sottile" di Ernesto Aloia nella
sua raccolta "Chi si ricorda di Peter Szoke?", minimum fax 2003
- "La ragazza dai capelli di cobalto" di Gianluca Morozzi,
nell'antologia di vari autori "Strettamente Personale", ed. Pendragon,
2005.
- "L'Emilia o la dura legge della musica" di Gianluca
Morozzi - Guanda
- "Tokyo blues" di Murakami Haruki - Norvegian Wood (trad.
ital. Milano, Feltrinelli)
- "Dance dance dance" di Murakami Haruki (trad. ital.
Torino, Einaudi)
- "La Torre Nera" di Stephen King
- "I giorni felici di California Avenue" di Adam Langer
- "Per sempre giovane" di Gianni Biondillo, edizioni
Guanda - 2006
- "Americana" di Don de Lillo
- "Denti bianchi" di Zadie Smith
- "La Danza del Pitone", di Norman Silver
- "Troppi paradisi" di Walter Siti, Einaudi
- "La fortezza della solitudine" di Jonathan Lethem
(Tropea)
- "Siamo tutti nella stessa barca" di Owen King
(Frassinelli)
- "Come dio comanda" di N. Ammaniti (Mondadori)
- "Accecati dalla luce" di Gianluca Morozzi (Fernandel)
- "Chi è quel signore vestito di bianco vicino
a Bob Dylan?" di Gianluca Morozzi ("Vertigine", numero unico - 2006)
- "Il cielo sopra Parigi" di Teo Lorini (Fernandel n.
58)
- "Venerati maestri" di E. Berselli (Mondadori)
- "Zona disagio" di Jonhatan Franzen (Einaudi)
- "Una vita da lettore" di Nick Hornby
- "Ragionevoli Dubbi" di Gianrico Carofiglio - Sellerio
editore
- "31 Canzoni" di Nick Hornby
- "Questa scuola non è un'azienda. I racconti
del prof. Bingo" di Vittorio Vandelli
- "I ponti di Madison County'' di R. J. Waller
- "La cultura del controllo" di David Garland
- "Il paese mancato" di Guido Crainz
- "Paura e disgusto a Las Vegas" di Hunter S. Thompson
- "L'ultima tazza di caffé" di Teo Lorini (da
"Posa 'sto libro e baciami" - ed. Zandegù, Torino 2007)
- "Small world" di David Lodge
- "In cerca di te" di John Irving
- "Mi ammazzo, per il resto tutto ok" di Ned Vizzini,
Mondadori.
- "Parlami d'amore" di Silvio Muccino e Carla Vangelista
- "Memorie di un artista della delusione" di Jonathan
Lethem (Minimum fax)
- "Boccalone. Storia vera piena di bugie" di Enrico Palandri,
Milano, L'erba voglio, 1979 (ristampato da Bompiani)
- "Vedi alla voce Radio Popolare", a cura di Sergio Ferrentino
con Luca Gattuso e Tiziano Bonini, Milano, Garzanti, 2006, p. 240 ("Live
In Paris - 1978").
- "Jim ha cambiato strada"(1987) di Jim Carroll. Edizione
originale "Forced Entries:The Downtown Diaries 1971-1973", traduzione italiana:
Milano, Frassinelli, 1997.
- "Hellbook" di Michele
Murino (ovvero "X-Files Bob")