parte 371
Lunedì 30 Luglio 2007


E' uscito!!!



BOB DYLAN - TARANTULA
IN LIBRERIA

HUCK'S TUNE
E' uscita la colonna sonora del film "Lucky You"
con la nuova canzone di Bob Dylan, "Huck's Tune"


MEMORY ALMOST FULL
Il nuovo album di Paul McCartney


4761) Ciao Michele, innanzitutto ben tornato dalla mitica Scozia. Ci sono stato anch'io ed ho dei ricordi
bellissimi. Il week end scorso sono stato al bellissimo blues festival di Pistoia (dove lo scorso anno c'è
stato anche il ns. mitico amico !!!). A parte la gioia di ascoltare il mitico Greg Allman e la sera dopo il
grande Joe Cocker (che razza di band aveva !!) ho ascoltato dei grandi artisti dall'età bizzarra, un
chitarrista di 16 anni che faceva paura ed un inglese (intorno ai 21 penso) che mi ha stupito per come
comunicava con lo strumento. E mi ha fatto una grande sorpresa: fino ad oggi pensavo che la più bella
cover di "Girl from the North Country" fosse quella di Joe Cocker e Leon Russel, ma Danny Bryant
(questo è il suo nome) mi ha steso già dalla prima nota e quando ha annunciato la cover di Bob. Da
brividi, non mi è ancora passata la pelle d'oca. Trasformata in ballata americana blues l'ha interpretata
dal vivo con una tale carica che la gente è rimasta tutta allibita da tale bellezza, quasi un dono dal cielo
che riempiva quella bellissima piazza dove sorge il duomo di Pistoia !!! Non volevo che i lettori della
Fattoria la perdessero. Ciao e buone cose.  Maurizio

http://homepage.mac.com/mauriziopolverelli/FileSharing33.html

Ciao Maurizio,
grazie per la segnalazione e per il link... Io ho provato a scaricarla ma non riesco ad aprirla... con cosa devo farlo?
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4762) Salve!

Cerco la registrazione del concerto di Berlino, Maggio 2007.
Qualcuno mi può aiutare?

Saluti,

Jorg

Ciao Jorg,
ho messo l'annuncio anche qualche giorno fa. Spero che qualcuno ti possa aiutare.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4763) CIAO MICHELE,

PRIMA DI TUTTO: HO APPENA DATO UN'OCCHIATA ALLA POSTA DI MAGGIE'S FARM
COME FACCIO OGNI TANTO; MI ASSOCIO AL "GRAZIE DI CUORE" DI FABIO PER IL
TUO LAVORO.

C'E' UNA CANZONE DI BOB ALLA QUALE SONO MOLTO LEGATO PERCHE' E' QUELLA
CHE MI HA FATTO DECIDERE, UN'ANNETTO FA, CHE FOSSE ORA DI CONOSCERE
QUESTO FAMOSO DYLAN. LA CANZONE E' "CHANGING OF THE GUARDS"; L'HO
SENTITA ALCUNE VOLTE PER RADIO E MI E' PIACIUTA MOLTISSIMO; NON
CONOSCEVO IL TESTO, OVVIAMENTE, MA HO TROVATO LA MUSICA TRASCINANTE E
COINVOLGENTE. COSI' SE ADESSO HO UNA VENTINA DI ALBUM DEL NOSTRO MITO
(IL PRIMO E' STATO OVVIAMENTE "STREET LEGAL"), LO DEVO A LEI.
POI HO INIZIATO A LEGGERE MOLTE COSE SU DYLAN ED HO CONSTATATO CHE
NON E' UN PEZZO MOLTO CONSIDERATO; L'ALBUM DI CUI FA PARTE, SONO
D'ACCORDO, NON E' CERTO UNO DEI CAPOLAVORI DI BOB; IO ADORO "BLONDE ON
BLONDE" E "BLOOD ON THE TRACKS". MA ANCHE DOPO AVERE ASCOLTATO IL
MEGLIO DI DYLAN (CREDO) RIMANGO CONVINTO CHE "CHANGING OF THE
GUARDS" SIA UN BELLISSIMO PEZZO, CHE PUO' STARE BENISSIMO TRA LE SUE COSE
MIGLIORI.
QUALCUNO MI SA DIRE PERCHE' GODE DI POCA CONSIDERAZIONE? E' VERO CHE
POTEVA FORSE ESSERE ARRANGIATA MEGLIO, CHE IL SUONO E' UN PO' CONFUSO,
CHE QUELL'INUTILE CODA FINALE POTEVA ESSERE EVITATA, CHE IL TESTO NON E'
AL LIVELLO DEI MIGLIORI, MA A ME FA L'EFFETTO DI UNA SCARICA DI ENERGIA
OGNI VOLTA CHE LA ASCOLTO (SE POSSO A VOLUME ALTISSIMO). E POI PIACE
ANCHE A PATTI SMITH (VEDERE FILMATO SU YOUTUBE).

CIAO A TUTTI, MARCO.

Ciao Marco,
hai messo il dito nella piaga. "Street Legal" è un album stupendo e "Changing of the guards" una
canzone incredibile. Non molti lo sottolineano. E soprattutto Bob!!! Che sembra essersi dimenticato di
quel disco di cui non esegue praticamente più nulla da eoni tranne "Senor (Tales of yankee power)".
Immaginatevi come rivitalizzerebbero le scalette brani come quelli di SL. Certo ci vorrebbe una nuova
band o almeno qualche nuovo elemento (non ultime ovviamente le Carolyn, Jo ed Helena di turno). Patti
Smith naturalmente è nel giusto, of course. Bob ravvediti!
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


...e a proposito di Patti...

4764) Ciao Michele, e bentornato dalle vacanze! Ti do, a beneficio dei tanti estimatori di De André che
seguono e leggono MF, un'interessante anticipazione sul prossimo disco di Patti Smith. L'album,
attualmente in fase di registrazione negli States, conterrà ben tre cover del mitico ''Faber'', ossia 'Amore
che vieni, amore che vai', 'Fiume Sand Creek' e 'Una storia sbagliata' (brano quest'ultimo dedicato a
Pier Paolo Pasolini, scrittore di cui Patti Smith è notoriamente una grande ammiratrice). Pare si stia
occupando della traduzione dall'italiano all'inglese Shel Shapiro, musicista londinese che ha avuto in
Italia una certa notorietà, sin dai primi anni '60, con i Rokes, complesso beat di cui è stato sino al '70 il
leader. Lo stesso Shapiro (non so quanti lo sappiano), più o meno un anno fa, era stato contattato da
Dori Grezzi, che gli aveva chiesto di riadattare la canzone 'Amore che vieni, amore che vai' in
inglese per il concerto ''Buon compleanno Faber'', cantata proprio da Patti Smith, ospite d'onore della
manifestazione.

Sempre a proposito di Patti Smith, sono stato (da fan di vecchia data della cantautrice americana) a
vederla a Cagliari, al concerto che ha tenuto l'8 luglio scorso all'Anfiteatro romano! Lo show è stato
semplicemente strepitoso e Patti, pur senza l'apporto di Tom Verlaine, ha offerto ai circa duemila
presenti una performance di gran classe e straordinaria intensità. Tra i brani proposti, non sono
mancate ovviamente le cover dell'ultimo album ('Twelve') e tra queste, naturalmente, 'Changing of the
guards' di Bob Dylan. Al di là degli immancabili classici (strepitose, come sempre, 'Gloria', 'Because the
night' e soprattutto 'Rock'n'roll nigger', riproposta come ultimo bis in una versione letteralmente
devastante), le cose che mi hanno colpito maggiormente sono state proprio le canzoni di 'Twelve', in
particolare 'Are you experienced?' di Jimi Hendrix con tanto di finale free jazz e intervento della stessa
Patti con il clarino, 'Gimme shelter' degli Stones, 'Soul kitchen' dei Doors (davvero bella) e 'Smells like
teen spirit' dei Nirvana.
C'è stata, tra l'altro (verso metà show) anche una piccola ''sorpresa'', nel momento in cui la band ha
attaccato l'inno immortale dei mitici Ramones 'Blitzkrieg bop'.
Inutile dire che il pezzo in questione ha fatto praticamente venir giù tutto l'Anfiteatro! Una gran bella
serata, davvero.

Prima di chiudere, Michele, volevo chiederti una cosa. Su un vecchio numero di 'Buscadero' che mi ha
prestato un amico ho trovato una recensione che mi ha incuriosito molto. Riguarda un doppio tribute
a Bob Dylan del 1989, intitolato 'The songs of Bob Dylan', in cui sono presenti, tra gli altri, Johnny Cash,
Sam Cooke, Elvis Presley, Ry Cooder, Bonnie Raitt, Jerry Lee Lewis e Bryan Ferry. Mi sai dire
qualcosa, in proposito? Mi piacerebbe sentirlo, ma ho come l'impressione che sia ormai fuori
commercio. Se qualcuno che staleggendo ha il disco in questione e potesse gentilmente farmene una
copia, gliene sarei infinitamente grato. Il mio indirizzo è il seguente: stebob@libero.it; Thanks!

Ciao, e alla prossima!
Stefano ''Red Lynx''

PS: per Al (Diesan) & Pino ''Ron'' Tocco: grandiii, lo sapevo che vi sareste fatti valere là in Umbria!!!

Ciao Stefano
e grazie per la recensione di Patti Smith e le segnalazioni relative a De Andrè. E vale la pena ricordare
Massimo Bubola, autore di ben due delle tre canzoni insieme a Faber ("Fiume Sand Creek" e "Una
storia sbagliata"). Di quest'ultima segnalo una strepitosa versione di Loredana Bertè dal recente tributo
a De Andrè "Amico Fragile". Da brividi. Di gran lunga superiore alla versione di De Andrè, bisogna
ammetterlo.
Non conosco il disco tributo a Bob che citi. Chi sa di che si tratta? Suppongo anche io comunque che
sia una cosa ormai fuori commercio.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"



4765) Ciao Michele,

mi affaccio di nuovo nella Farm  per esprimere a tutti voi la mia riconoscenza per avere dato vita a
questo sito che consente, ad una profana come me, di entrare nel mondo sconfinato della produzione
lirica e musicale del grande Bob.
Un ringraziamento speciale va a Carlo Pig per la squisita ed incondizionata disponibilità che ha profuso
nell'avviarmi alla scoperta di questo meraviglioso mondo, inviandomi un assaggio del materiale messo a
disposizione dal porcile.

Vorrei poi intervenire sul tema della “commercializzazione”  (se così si può dire) dell’immagine artistica
di cui si è parlato nella precedente talking.

Concordo con quanto da Te affermato. Personalmente penso che la grandezza di Bob e di altri artisti di
comprovata levatura sta nel fatto di avere considerato la propria attività artistica  come una professione
qualsiasi, che come tale per essere esercitata al meglio richiede la spendita  delle migliori capacità,
l’analisi e l’approfondimento, la dedizione. Certamente la professione artistica richiede un quid in più,
che è dato dalla creatività, dall’estro, ma necessita tuttavia di impegno costante e di studio esattamente
come qualsiasi professione. Bob mi sembra abbia dedicato tutta la vita alla scoperta di soluzioni
musicali, ed al miglioramento di se stesso ed in più di una occasione mi sembra abbia lasciato trapelare
di intendere il suo lavoro esattamente nel senso che prima esponevo.

Se così è, mi sembra che l’aspetto economico-commerciale non snaturi affatto la grandezza dell’artista
il quale esprime ciò che sente nella forma che più gli è congeniale ma al contempo è e deve essere un
professionista per dare sempre il miglior prodotto (nel caso di specie musicale) che giustamente pone
sul mercato e lascia al giudizio degli acquirenti (noi tutti).  E niente di scandaloso se quel prodotto e la
stessa persona dell’artista si promuove nelle forme consentite dal mercato.

Ciò che conta è il prodotto.

Bob mi sembra sia la testimonianza di tutto ciò. E tra l’altro nessuno di noi direbbe che la grandezza
artistica di Raffaello o di Michelangelo debba essere sminuita per il fatto che al tempo le botteghe si
facevano la guerra, oggi diremmo, commerciale, contendendosi i committenti, e ciascuno di loro viveva
dei proventi che la pittura gli procurava.

Un saluto a tutti

Marina

Ciao Marina,
direi che hai fotografato benissimo la questione. Sono d'accordo al cento per cento.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4766) Ciao, Michele!

In breve: Taken è una miniserie TV (prodotta e supervisionata da Spielberg) che racconta la storia di
tre famiglie (i militari Crawford e i civili Keys e Clarke) coinvolte nelle cosiddette "alien
abductions", cioè i rapimenti ad opera di extraterrestri. Il tutto nell'arco di quarant'anni, dagli anni
sessanta ai giorni nostri.

In Italia, Taken (composta da dieci episodi di un'ora e ventotto minuti ciascuno) è stata trasmessa da
Italia 1 nel 2005.

Per ulteriori dettagli sulla serie: http://www.cbc.ca/taken/

Nell'episodio numero 3, High Hopes (Grandi speranze), che si svolge negli anni sessanta, la musica di
Dylan è presente in due scene.

La prima scena si svolge il 23 ottobre 1962 (la data è indicata da una didascalia: è il giorno dopo il
discorso televisivo con cui Kennedy annuncia all'America il momento più critico della crisi
missilistica cubana, che avrà termine il 28, pochi giorni dopo).

I figli di Owen e Anne Crawford ascoltano Man of Constant Sorrow, dal primo LP di Dylan. La
copertina del disco è inquadrata in primo piano, tenuta in mano dal giovane Eric Crawford, come si vede
dal fotogramma.

Dal dialogo che segue si intuisce che il disco è stato probabilmente acquistato dalla madre Anne.

Eric, guardando la foto sulla cover, commenta sarcastico: The guy (Dylan, ndr) ought to get a haircut.
ANNE replica: I think he looks serious.
ERIC: Seriously stupid. And this song has no beat.
ANNE: I don't think it's supposed to have a beat.

Un attimo dopo entra in scena Owen, che esorta i figli a lasciar perdere la musica e a fare i compiti, e il
discorso su Dylan viene interrotto.

Man of Constant Sorrow rimane in sottofondo per tutta la durata della scena, circa due minuti (a partire
dal minuto 38.49 fino a 40.38).

La seconda scena si svolge qualche giorno dopo. La canzone See That My Grave is Kept Clean (dallo
stesso LP) accompagna il passaggio dalla scena della morte di Anne Crawford alla scena in cui Owen
ne dà la notizia ai figli. Owen entra in casa mentre i ragazzi stanno ascoltando il disco di Dylan, e ferma
il giradischi per parlare con i ragazzi.
La canzone parte a 1.15.06 dall'inizio (come già detto, ogni episodio dura un'ora e ventotto minuti) e ne
sentiamo circa venti secondi.

Ecco qua!

salutoni, e buona estate!

Michele

Ciao Michele,
grazie per le informazioni ed ecco i fotogrammi in questione.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"



In merito alla mail di Paolo Scotto (vedi scorsa puntata della posta, lettera 4748) ecco alcune repliche
tra cui la prima di Alessandro Carrera. Grazie ad Alessandro per il contributo.

4767) Dylan secondo George Steiner

Rispondo volentieri alla sollecitazione di Paolo Scotto, che mi chiede che cosa ne penso della presa di
posizione di George Steiner su Dylan. La frase incriminata è questa:
“Che Bach e Beethoven realizzino le potenzialità delle imprese umane e superino il rap o l’heavy metal,
o che Keats provochi intuizioni di cui le liriche di Bob Dylan sono ignare, è o dovrebbe essere
lampante...” Il contesto è quello delle “Charles Eliot Norton Lectures” di Harvard, una serie di
conferenze che ogni anno vengono affidate a una personalità culturale di fama indiscussa. Nel 1985
doveva tenerle Calvino, ma morì improvvisamente prima di partire. Gli altri due italiani a ricevere
l’onore delle Norton Lectures sono stati Umberto Eco e Luciano Berio. Le conferenze di Steiner si
sono svolte nel 2001 e 2002, sono state pubblicate in lingua originale nel 2003 e in italiano l’anno dopo
(George Steiner, “La lezione dei maestri”, trad. di F. Santovetti e S. Velotti, Milano, Garzanti, 2004).
Steiner critica duramente la vigliaccheria intellettuale dei professori americani che per apparire più
progressisti e politically correct hanno distrutto lo studio dei classici rimpiazzandoli con curriculum
raffazzonati e pieni di autori minori, legittimati solo perché appartenenti a varie minoranze etniche,
religiose o razziali. La stoccata a Dylan compare qui. Con tutto il rispetto per il magistero critico di
George Steiner (tra l’altro non dico che abbia completamente torto; i programmi universitari americani
imposti dalla political correctedness di turno li conosco bene, ma l’argomento è troppo complesso per
essere affrontato in questa sede), il riferimento a Dylan è veramente fuori luogo. Se Steiner intende dire
che Dylan ignora Keats, si sbaglia. Mi sembra di aver dimostrato a sufficienza nelle note alla traduzione
di “Lyrics 1962-2001” che Dylan ha mimato l’andamento dell’“Ode a un usignolo” di Keats, senza
assolutamente plagiarla e nemmeno citandola direttamente, bensì usandola in modo molto sottile, in “Mr.
Tambourine Man” e in parte anche in “Not Dark Yet”. Tra l’altro, riferimenti a Keats compaiono
anche in “You’re a Big Girl Now”, “Shelter from the Storm” e “Jokerman”. Se invece Steiner intende
dire che i versi di Keats raggiungono un livello di complessità e di completezza espressiva molto
superiore a quelli di Dylan, questo è certamente vero, ma io gli chiederei allora quale poeta
contemporaneo, anche tra i grandi, reggerebbe il confronto con Keats. Dire che Paolo Conte sarà pur
bravo ma Foscolo era meglio non è un argomento critico.
Se poi Steiner invece vuole dire che è assurdo studiare Dylan per political correctedness e bisognerebbe
invece studiare Keats, allora sbaglia in un altro senso, perché i corsi universitari che si insegnano su
Dylan in America non nascono affatto da un inchino alla political correctedness. Dylan è ebreo, ma
negli Stati Uniti gli ebrei non sono considerati una “minoranza” (solo gli afroamericani, i latinoamericani
emigrati o nati negli Stati Uniti, le donne e i gay sono “minoranze” in senso legale). Agli effetti legali
nonché universitari, Dylan e Keats sono entrambi “anglos”, che dovrebbe voler dire “anglosaxon”, ma
ormai significa “bianco” in generale. Anche un italiano è un “anglo” (e che questa definizione sia
assolutamente imperialista – o almeno io la vivo così quando mi sento definito “anglo” – è una cosa che
ai sostenitori della political correctedness non viene neanche in mente). Oltretutto Dylan è un
maschilista di vecchia scuola e in tempi passati (1980, nel suo periodo “Christian”) aveva perfino
trovato da obiettare al fatto che i gay si stessero muovendo per ottenere obiettivi politici (aveva
specificato di non essere contro i gay bensì contro una “politica gay”, ma è appunto la politica gay che
ha portato i gay a essere riconosciuti come minoranza ufficiale). In effetti sono abbastanza stupito del
fatto che finora nessun gay e ben poche femministe abbiano messo Dylan sulla graticola della political
correctedness. Nel primo caso forse lo salva la sua amicizia con Ginsberg; nel secondo caso,
ultimamente gli ha fatto bene cantare in duetto con Mavis Staples. Al convegno su Dylan al quale ho
assistito a Minneapolis nel marzo di quest’anno la relazione di due studiose era appunto dedicata alla
cover femminili di Dylan, e la sua amicizia con Mavis Staples era il centro del loro intervento (titolo:
“Quello che Dylan ha imparato da Mavis”).
Per l’accademia americana Dylan è un “white male” esattamente come Keats e quando sarà morto,
facendo gli scongiuri, sarà anche lui un “dead white male” come lo sono Dante, Shakespeare e Goethe.
Avrà anche lui il suo posto in quello stesso “canone occidentale” che Steiner vuole difendere. Il che mi
porta all’ultima questione. Avrebbe senso studiare Dylan invece di Keats? In linea di principio, no. Ma
la cultura non è fatta solo di grandi personaggi immobilizzati nel loro canone. Quello che dobbiamo
chiederci è quale funzione avevano, nella loro società, i grandi poeti del passato. Intorno alle loro opere
si formava una comunità, una società, una conversazione comune e anche molte illusioni comuni. Oggi
come oggi, quanti poeti riescono ancora ad esercitare questa funzione? Forse nemmeno i più grandi dei
contemporanei, forse neanche Derek Walcott, anche se probabilmente è il più significativo poeta
vivente. Le cause sono molte, e non le posso discutere qui. Ma alcuni artisti popolari, “poeti comuni”
come Dylan, sono riusciti a occupare questo spazio, sono riusciti a creare comunità e conversazione
sociale. È perfettamente legittimo studiarli non invece dei grandi del passato bensì insieme ai grandi del
passato, perché la continuità non deve andare perduta.
Pochi giorni fa sono stato ospite di un piccolo e bellissimo festival letterario a Santulussurgiu, in
provincia di Oristano, intitolato “A libro aperto”. Mi avevano chiamato per parlare di Dylan e dividevo il
palco con i curatori degli atti di un convegno su De Andrè e con due musicisti, pianoforte e voce, che
eseguivano (molto bene) canzoni di De Andrè. Dopo che Andrea Cannas, uno dei tre curatori di
“Cantami di questo tempo. Poesia e musica in Fabrizio De Andrè” (Cagliari, Aipsa Edizioni, 2007)
aveva messo in campo Dante e Leopardi per spiegare perché De Andrè andava considerato un poeta,
io gli ho detto che mi aveva spiazzato e che a quel punto per introdurre il discorso su Dylan potevo solo
controbattere con Shakespeare e Whitman. I paragoni si facevano assurdi, ma non era assurdo il fatto
che noi abbiamo bisogno di qualcuno, Dylan o De Andrè, che vogliamo imparare a memoria, di cui
vogliamo parlare e grazie al quale vogliamo formare una comunità, così come generazioni hanno
imparato a memoria Leopardi e ne hanno fatto tesoro anche senza che la scuola li obbligasse. È così
che per molti si fa strada la comprensione di quello che Shakespeare o Keats hanno fatto ai loro tempi.
I livelli possono cambiare, Dylan può essere più o meno grande di Keats, ma non è questa la cosa più
importante. Quello che conta è che la poesia deve circolare, essere un circolo e in circolo, non solo uno
scaffale di libri in linea retta. A me hanno fatto molte domande sulla poesia, non solo su Dylan, e mentre
i due musicisti eseguivano De André ho visto alcuni tra il pubblico che li seguivano parola per parola,
sillabando il testo insieme a loro. Se questa non è cultura viva, allora non so che cos’è.
Non so nemmeno se con questi argomenti riuscirei mai a convincere George Steiner, ma se mi capita ci
provo.

Alessandro Carrera


4768) Ciao Michele,
vorrei segnalare a Paolo che, a proposito di "La lezione dei maestri", George Steiner ha già ricevuto una
doverosa stroncatura qui:
http://www.uni.edu/universitas/dec05/jesseswan1205.htm
dove si cita tra l'altro anche il passo relativo a Keats e Dylan.
Steiner sembra l'ennesima dimostrazione di come si possa studiare tanto e capire poco, quando si
manda in ferie il cervello.
Che sia "troppo lavoro a tavolino"?
Comunque per un sedicente filosofo che parla male di Bob ce n'è almeno un altro (vero) che ne parla
bene: nelle sue "Conversazioni" Gilles Deleuze, dopo aver riportato l'ottavo degli "Outlined Epithaps"
così si esprimeva:

"Orgoglio e meraviglia,modestia anche, di questo poema di Bob Dylan.
Dice tutto. Io professore,vorrei riuscire a tenere un corso così come
Dylan organizza una canzone, sorprendente produttore più che autore.
E bisognerebbe che cominciasse come per lui,tutto d'un colpo,con la
sua maschera di clown, con un'arte per ciascun dettaglio concertata e
tuttavia improvvisata. Il contrario di un plagiario,ma anche di un maestro
o di un modello. Una preparazione molto lunga,ma niente metodo o regole
o ricette. Nozze,e senza coppie o coniugalità. Avere un sacco dove mettere dentro
tutto ciò in cui mi imbatto,a condizione che si metta anche me dentro un sacco.
Trovare, incontrare, rubare, invece di regolare, riconoscere e giudicare.
Perché riconoscere è il contrario di incontrare. Giudicare è il mestiere di molta gente,
e non è un bel mestiere,ma è anche l'uso che molti fanno della scrittura.
Meglio essere uno spazzino che un giudice. Più uno si è ingannato nella vita
e più dà lezioni......."

Maurizio F.

Ciao Maurizio e grazie della segnalazione.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4769) Ciao Michele,
dato che con la prima mail abbiamo rotto il ghiaccio ho pensato bene di continuare a rompere attraverso
alcune mie curiosità che spero tu possa soddisfare: come avviene l' aquisizione dei testi di Bob?
tramite trascrizione? questo vuol dire che riesci a capire tutto quello che canta Bob?!
Le versioni alternative molte volte provengono da registrazioni bootleg?
Per questa volta credo che basti e ti ringrazio in anticipo per le tue risposte.
Alla prossima!
Fulvio

Ciao Fulvio,
per quanto riguarda i testi delle canzoni pubblicate su dischi ufficiali mi attengo ai testi ufficiali di
bobdylan.com, in genere. Per i testi delle versioni alternative quasi sempre li ho redatti ad orecchio
ascoltando le canzoni in questione e spesso aiutandomi con testi trascritti da altri fans sul web (spesso
devo dire non esattissimi... più volte ho corretto, spero bene, molte frasi...). Per le canzoni apparse su
bootleg idem come sopra. Per rispondere alla tua domanda direi che nè io nè gli stessi ascoltatori di
lingua inglese riusciamo a capire tutto quello che canta Bob, naturalmente... Lo conosci l'aneddoto per
cui c'era in America chi capiva "the ants are my friends..." al posto di "the answer my friend..."?
attribuendo a Bob simpatie imenottere :o) Sul web da qualche parte c'è chi ha trascritto tutti i fraintendimenti delle canzoni di Bob... non ricordo dove... Chi se lo ricorda?
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4770) Caro Michele,
il fan Fulvio, nel recente post numero 4745 ribadisce (già tu ne avevi fatto cenno) che il CD come tipo
di supporto ha le ore contate.
Forse sarò scemo, ma non ho compreso appieno il significato di tale catastrofica previsione. Volete dire
che dopo aver posseduto la discografia ufficiale completa di Bob in vinile e dopo averla ricompletata
(faticosamente ed onerosamente) sul supporto ottico dovrò prima di crepare ricrearmi una terza
collezione magari su Blue Ray?
Ditemi che non è così, altrimenti mi sparo subito e la faccio finita.
Ciao
Enrico

Ciao Enrico,
io ho riportato quello che molti sostengono, per cui tra qualche anno (c'è chi dice cinque, chi dieci) il
disco inteso come CD avrà fatto il suo tempo e sarà sostituito, come era avvenuto per il vinile.
Non saprei quanto ci sia di vero in questa previsione, sinceramente. Bisognerebbe chiedere a qualche
esperto del settore. Io ci credo poco al fatto che in pochi anni avvenga tale rivoluzione (almeno non in
maniera totale)... certo se non si decidono ad abbassare i prezzi non dico che la cosa non venga
accelerata... Oggi chi appena appena è un appassionato di musica e vuole comprare tutti i CD che ama
dovrebbe spendere un capitale... Ad esempio io dieci anni fa avrei comprato molti più dischi di quanti
possa permettermi di comprare oggi... Attualmente devo obtorto collo rinunciare a qualcosa che un
tempo avrei sicuramente comprato... Il "Dylan 07" ad esempio sarà il primo Dylan che non acquisterò,
tanto per dire... Se magari cominciassero ad abbassare i prezzi...
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


...e a proposito di Dylan 007, dalla Sony con amore...

4771) Ciao Michele, e bentornato dalle vacanze.
Ciao anche a tutti gli amici dylaniani.

Volevo dire la mia sulla polemica del triplo cd che uscirà a Ottobre. Diciamo che sto nel mezzo, perchè
non mi dispiace che esca un nuovo cofanetto (soprattutto perchè triplo, e voglio ricordare che l'ultimo
triplo ufficiale pubblicato da Dylan risale al 1991), ma allo stesso tempo se saranno solo i "soliti pezzi"
sarò un po' deluso, anche se lo comprerò lo stesso per il booklet fotografico!
Spero che la Sony faccia un'operazione tipo "Biograph" e magari potrebbe inserire canzoni che non
hanno mai visto la luce in via ufficiale, tipo "The ballad of Emmett Till" o "I'm not there" per dirne un
paio di cui ho solo sentito parlare, ma che non ho mai ascoltato non possedendo alcun "bootleg non
ufficiale"! Magari è un'utopia, ma... chissà! Spero che la profezia di Dario "Twist of Fate" sul Bootleg
Series Vol. 8 si possa concretizzare al più presto, anche se la cosa che gradirei di più da parte della
Sony e di Dylan, è la pubblicazione di qualche concerto in DVD! Su questo siamo troppo, ma troppo
carenti!!!
Ogni tanto ci pensate che su un uomo che ha alle spalle una carriera musicale di 45 anni esiste solo
MTV Unplugged come concerto in DVD ufficiale? PUBBLICATE I DVD DI DYLAN!!! Ristampate
il concerto sui 30 anni di carriera, ristampate Hard To Handle, e un bel concerto degli ultimi anni! Ci
vogliono anche i video. Almeno io la penso così.

Ho letto da qualche parte che il dj Mark Ronson, sta remixando una canzone di Dylan, ma non so quale.
Qualcuno ne sa qualcosa? Magari ascolteremo Dylan anche in discoteca? Ve la immaginate una
canzone di Dylan "versione remix"?
Sicuramente sarà una boiata, ma farà conoscere Dylan ai giovani.

Michele ti avevo promesso la mia recensione sulla ristampa dei Traveling Wilburys, eccola:
The Traveling Wilburys Collection (DELUXE EDITION)

Aspettavo la ristampa dei due album di questo super gruppo da quando 6 o 7 anni fa cominciai a
navigare su Maggie's Farm, e leggendo le pagine che riguardavano i Traveling Wilburys mi ricordai (fu
un vero e proprio flashback), di un video che trasmettevano sempre, in un canale musicale nel 1988, e
che mi colpì già all'epoca (avevo solo 10 anni)! Quel video era "Handle with Care". Cominciai a
scaricare la musica dei Traveling Wilburys, ma volevo fortemente u na ristampa dei dischi.
Dovevo possederla.
Trovai i due dischi su E-Bay, ma solo di seconda mano perchè non furono più stampati dall'inizio degli
anni '90, e io non acquisto cd di seconda mano. Così finalmente dopo tanta attesa, qualche mese fa,
sempre su Maggie's Farm leggo la notizia: "Saranno ristampati i cd dei Traveling Wilburys"! Ero al
settimo cielo, avevo quasi paura che non sarei arrivato ad acquistarli e prenotai il cofanetto nella sua
edizione più lussuosa qualche settimana prima dell'uscita!
Poi mi arriva a casa ed è uno spettacolo. Il cofanetto è cartonato e rivestito di una tela colore panna
(anche se avrei preferito un colore più scuro) che non avevo mai visto in nessun disco, il bellissimo logo
dei Traveling Wilburys sta al centro, inclinato di qualche grado verso destra, e dice già tutto! Poi una
sorpresa dietro l'altra. I due cd e il dvd inseriti in un'altra confezione cartonata, simile a quella
dell'edizione DELUXE di Masked & Anonymous.

Il primo disco è il cd "The Traveling Wilburys Vol. 1" per intero, e in più ci sono due Bonus Tracks:
"Maxine" e "Like a Ship".

Il secondo disco è il DVD che contiene un documentario di venticinque minuti chiamato "The True
History Of The Traveling Wilburys" con i sottotitoli, e i video delle seguenti canzoni: "Handle With
Care", "End Of The Line", "She's My Baby", "Inside Out" e "Wilbury Twist". Praticamente tutti i video
dei Traveling Wilburys, manca solo (e mi piacerebbe sapere il perchè) "Nobody's Child"!

Il terzo disco è il cd "The Traveling Wilburys Vol. 3" per intero, e in più ci sono altre due Bonus Tracks:
"Nobody's Child" e "Runaway".

C'è poi un booklet di 48 pagine (sempre cartonato), molto bello e originale. La prima copertina si chiama
"The History Of The Traveling Wilburys" e contiene un introduzione (in inglese) di Mo Ostin, svariate
foto del gruppo, tutti i dati dei due dischi pubblicati, articoli di giornale e una lunga recensione (sempre in
inglese). Girando il booklet di 180° troviamo "The True History Of The Traveling Wilburys", dove
troviamo altre foto, alcuni appunti con i testi di qualche canzone, un'altra recensione sempre in inglese e
infine una spiegazione su "Come ballare il Wilbury Twist"! Questo splendido Booklet, a mio avviso
sarebbe potuto diventare eccezionale se avessero inserito anche i testi di tutte le canzoni, ma se gli
dovessi dare un voto da 1 a 10, gli darei senza dubbio un bel 9+!

A completare questo meraviglioso cofanetto ci sono infine un certificato di autenticità che contiene un
numero seriale ed è firmato da un certo "Jefferson Wilbury", quattro belle cartoline e uno sticker con il
logo del gruppo.

Infine due curiosità.

1) Nel retro della custodia dei tre dischi c'è un logo "anti-pirateria" con il marchio dell' F.B.I. dove c'è
scritto "FBI ANTI-PIRACY WARNING"! Non avevo mai v isto questo logo in nessun disco.

2) Non so se qualcuno di voi ci ha mai fatto caso, ma nel video di "Inside Out" si può notare (e ciò
riguarda proprio il nostro Dylan) quello che cinematograficamente viene chiamato un "BLOOPER"!
Vale a dire una sorta di errore o una cosa illogica che si verifica penso nel 100% dei film (esiste anche
un sito internet www.bloopers.it).
La situazione è questa qua: Quando la canzone comincia Dylan non ha gli occhiali da sole, poi
(esattamente al minuto 1:28) si vede per qualche secondo con gli occhiali da sole fino al minuto 1:36 e
poi all'ennesimo cambio di inquadratura e per tutta la durata della canzone è di nuovo senza occhiali!
Chi di voi se ne era accorto?

Un saluto a tutti.

Luigi78.

Ciao Luigi
e grazie per la rece che ho messo anche qualche giorno fa.
Su Mark Ronson la canzone in questione è Most likely you go your way (And I'll go mine).
Mi unisco al tuo appello per i DVD aggiungendo alla tua lista soprattutto Hard Rain!!!
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


Appello di Mick Dylan dei Blackstones:

4772) PERCHE’ COSTITUIRE UNA DYLAN TRIBUTE BAND ?
Mi son fatto questa ed altre domande all’inizio , quando , dopo aver parlato con gli altri membri dei
Blackstones , decisi di suonare e cantare le canzoni di Bob Dylan nel modo che le nostre capacità
tecniche e musicali ci avrebbero permesso , imitando il meno possibile la voce del Maestro per questioni
evidenti , ( la mia voce non assomiglia per niente a quella di Bob ) , ma questa è solo una delle tante
possibili scelte che ha nè più nè meno il valore di ogni altra . Probabilmente se avessi avuto in
dono da Madre Natura la voce di Al Diesan mi sarei messo ad imitare Bob parola per parola , ma
questa possibilità ce l’ha solo Alex , così io ho dovuto trovare un’altra soluzione .
L’altra domanda che mi sono fatto è che utilità hanno le tribute band e soprattutto che senso hanno ,
domanda per niente facile da rispondere , potresti trovare mille sensi o nessuno , mille utilità o nessuna ,
ma indubbiamente di un fatto bisogna prendere nota , le Tribute Bands di Dylan ci sono , suonano con
tanto feeling e capacità le canzoni di Bob , tutti scelgono il proprio modo per rendere un omaggio
visibile, udibile e tangibile a colui che tanto ha dato a tutti noi , tanto da sentire e tanto da pensare , il
Dylan delle centomila domande e delle altrettante risposte è ben vivo dentro di noi , lui dà le sue , noi le
nostre , fa le domande anche per conto nostro , quante volte mi sono trovato a pensare “ Cazzo , queste
erano le domande che volevo fare io ma lui mi ha preceduto , ci ha pensato prima , ed ha cercato anche
di dare le sue risposte , la sua interpretazione dei fatti , il suo commento sugli avvenimenti , ma lui è
Dylan ed io no , ecco perchè lui arriva sempre prima di me."
Mi son anche chiesto mille volte se ogni tanto la sua curiosità è stata attirata delle Tribute Bands , da
tutti quei ragazzi che bene o male suonano le sue canzoni , se gli è mai venuto voglia una volta di
cantare con una di loro , se ha mai pensato di scrivere loro una lettera di incoraggiamento , di
apprezzamento o di ringraziamento , se ogni tanto , guardando il suo sito e vedendo le tribute bands
linkate ufficialmente gli sia venuta la voglia di vedere in faccia chi sono , come suonano , come si
vestono , se in qualche modo lo rappresentano e lo spiegano a quelli che per un motivo o per l’altro non
hanno mai avuto la possibilità di andare ad un suo concerto , magari clicca il mio link e guarda le mie
foto , la mia faccia , mi piace pensare che lo faccia , mi piace pensare di non essere un perfetto
sconosciuto per lui , di essergli un po' familiare anche se non ci siamo mai parlati e probabilmente mai lo
faremo .
Vorrei poter girare la domanda ad Alessandro Carrera e che Alessandro , nel corso della prossima
intervista con Dylan gli faccia questa domanda per conto mio e per conto di tutti quelli che suonano la
musica di Dylan . Chissà se un giorno succederà.... io lo spero tanto , illudersi non è proibito e non fa
neanche male , è perfino legale , nessuno ti iscriverà mai nel registro degli indagati o ti manderà un
avviso di garanzia perchè hai il desiderio , una volta nella vita , di dire ciao o di stringere la mano a Bob ,
meglio ancora se mi dice grazie perchè sono uno dei tanti che diffonde la sua musica o fa conoscere le
sue canzoni a tutte quelle persone che magari conoscono superficialmente solo quelle quattro o cinque
più famose . Forza Alessandro , pensi di poterlo fare ?
Mick Dylan

...e naturalmente se Alessandro ha bisogno di qualcuno che lo aiuti io potrei anche fare il sacrificio è
andare con lui... :o)
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4773) Ciao Michele, è un po' che non mi faccio vivo ma .... things have changed...
La mia passione per Dylan, però, non può mutare..
Girovagando su You Tube ho trovato il clip di "I'm not there", un film su Dylan.
Non so se ne avete già parlato in Maggie's farm: se è così, scusatemi, ma se non è così vorrei avere
delle notizie in più perchè il progetto, quantomai ambizioso, mi intriga parecchio.
http://www.youtube.com/watch?v=VyWgzUGOliw
La cosa che più mi ha impressionato nel filmato non è tanto la somiglianza facciale dell'attore (per
quanto ben truccato) con il Dylan degli anni 60, quanto la mimica, il movimento delle mani e della
postura! Nota quando si gratta gli occhi, quando si mette la sigaretta in bocca, il modo in cui sta seduto
e come stringe la mano.
Alla base sta indubbiamente un approfondito studio dela personaggio!
Coraggio, dammi delle informazioni in piu (so che le hai)!

Edo

Ciao Edo
ne abbiamo parlato qua e là. Qui trovi una pagina su MF. Comunque hai ragione sull'interpretazione. Non è un attore ma un attrice però. Si tratta infatti di Cate Blanchett. Per il resto trovi qualche notizia tratta dai giornali o da vari siti nella pagina del "Cosa c'è di nuovo" di MF (le trovi facilmente inserendo "I'm not there" in "trova""find in page"). Di più non si sa al momento. Il film comunque sarà presentato a Venezia.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4774) Ciao Michele, ho come l'impressione che quelli di ''Rockstar'' abbiano preso un piccolo abbaglio...

E' senz'altro vero che oggi è la ricorrenza del famoso incidente motociclistico che occorse al nostro il 29
luglio del '66, ma mi pare che gli anni siano 41 e non 39!!!

Ci sentiamo,
Stefano

    “Crash on the levee, mama/Water's gonna overflow/Swamp's gonna rise/No boat's gonna row/Now, you can train on down/To Williams Point/You can bust your feet/You can rock this joint/But oh mama, ain't you gonna miss your best friend now?/You're gonna have to find yourself/Another best friend, somehow”
 

È di 39 anni fa il famoso incidente in moto che in qualche modo fa da spartiacque fra due periodi della carriera di Bob Dylan.
È il Dylan che è stato fischiato sui due lati dell’Atlantico quello che il 29 luglio del ’66, fuori dalla sua casa di Woodstock, nello stato di New York, si fa male alle vertebre del collo e subisce anche un trauma cranico.
Da allora è rimasta una cortina di fumo sulle vere cause dell’incidente e su quali fossero le condizioni del songwriter, di cui si dice sia stato in condizioni critiche per una settimana e che non ricordasse l’incidente.
Qualche biografo ha messo in dubbio però la serietà dell’incidente, ma nessuno nega che abbia segnato un cambiamento critico nella vita e nella carriera di Dylan.
Il menestrello infatti si chiude in casa per un lungo periodo, e sparisce dal mondo.
Quando ne esce, chiama a raccolta la Band e si trasferisce al Big Pink dalle parti dei monti Catskill.
Qui comincia un lavoro appassionato e furioso di costruzione e registrazione, che in parte uscirà prima come bootleg con il titolo “The Great White Wonder” e quindi reimmesse sul mercato nel 1975 come “The Basement Tapes”.
Come tuttora si può sentire, in canzoni come “Crash On The Levee (Down In The Flood) ”, “Apple Suckling Tree” o anche nella reinterpretazione di canzoni tradizionali come “Ain’t No More Cane”, Dylan e la Band riescono a legare le radici del blues e del folk degli anni Venti e Trenta con i suoni più recenti e con le idee del presente.
Il disco ufficiale seguente uscirà nel ’67 e sarà “John Wesley Harding”.

A cura di Fabio Alcini (da http://www.rockstar.it/tracciadelgiorno.asp?ID=552)

Ciao Stefano,
naturalmente hai ragione. Sono 41! Piccolo errore di conteggio di Rockstar... :o)
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


Ed ecco in conclusione le consuete classifiche:

LE MIGLIORI COVER INTERPRETATE DA BOB DYLAN
Vota la tua cover preferita tra quelle interpretate da Bob Dylan e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche più segnalazioni)

Voti finora pervenuti:

Deportees (di Woody Guthrie) - Bob Dylan & Joan Baez, Fort Collins, Colorado, 23 Maggio 1976 - due punti
Hallelujah (di Leonard Cohen) - Bob Dylan, Montreal (Canada), 8 Luglio 1988 - un punto


I MIGLIORI CONCERTI DI BOB DAL 2001
Vota il tuo concerto preferito degli ultimi anni e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche più segnalazioni)

Voti finora pervenuti:

Londra, Inghilterra - Hammersmith Apollo - 24 Novembre 2003 - 2 voti
Zurigo, Svizzera - Hallenstadion - 3 Novembre 2003 - 2 voti
Tulsa, Oklahoma, U.S.A. - Drillers Stadium - 6 Luglio 2005 - 1 voto
Verona, New York, U.S.A. - Events Center, Turning Stone Casino and Resort - 20 aprile 2005 - 1 voto
Denver, Colorado, U.S.A. - Fillmore Auditorium - 29 marzo 2005 - 1 voto
Milano, Italia - Forum di Assago - 12 Novembre 2005 - 1 voto
Sun City West, Arizona, U.S.A. - Maricopa County Events Center - 8 Aprile 2006 - 1 voto
West Lafayette, Indiana , U.S.A. - Elliot Hall Of Music, Purdue University - 3 Novembre 2004 - 1 voto
Bonn, Germania, Museumplatz - 29 giugno 2004 - 1 voto
Grand Prairie, Texas - Nokia Theatre - 15 Aprile 2006 - 1 voto


LE COVER IMPERDIBILI (Le migliori cover di brani scritti da Bob)
Vota la cover (o più cover) di brani di Bob pubblicate dopo il 2001

Voti finora pervenuti:

One More Cup of Coffee (Valley Below) - Sertab Erener, da "Masked and anonymous" - 5 voti
Come una pietra scalciata (Like a rolling stone) - Articolo 31 e Bob Dylan, da "Masked and anonymous" - 3 voti
Come il giorno (I shall be released) - Francesco De Gregori, da "Mix" - 2 voti
Most of the time - Sophie Zelmani - da "Masked and anonymous" - 2 voti
Shelter from the storm - Cassandra Wilson - da "Belly of the sun" - 2002 - 2 voti
I'll be your baby tonight - Norah Jones - 2003 - 1 voto
Most of the time - Ani di Franco - 1 voto
It's all right ma (I'm only bleeding) - Hamell On Trial - 1 voto
On a night like this - Los Lobos - da "Masked and anonymous" - 1 voto
My Back Pages - Magokoro Brothers - da "Masked and anonymous" - 1 voto
Farewell Angelina - Joan Baez - da "Bowery Songs" - 2005 - 1 voto
You're Gonna Make Me Lonesome When You Go - Madeleine Peiroux - da "Careless love" - 2004 - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Avril Lavigne - 1 voto
Masters of war - Pearl Jam live at the Benaroya Hall, 22 ott 2003 (concerto acustico) - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Warren Zevon - 1 voto

scrivi a spettral@tin.it e segnala i tuoi concerti/covers preferiti/e

Nota bene: il limite temporale del 2001 è stato fissato per ottenere due liste che siano idealmente il seguito di quelle pubblicate sul volume "Bob Dylan 1962/2002 40 anni di canzoni" di Paolo Vites e Alessandro Cavazzuti (Editori Riuniti), che si fermano appunto al 2001, anno di pubblicazione del libro.


I RIFERIMENTI A BOB DYLAN NEI ROMANZI (O IN ALTRE OPERE LETTERARIE)
Vuoi contribuire ad allungare la lista sottostante? Segnala a spettral@tin.it i romanzi, i racconti o le altre opere letterarie in cui viene citato direttamente o indirettamente Bob Dylan

- "Nel momento" di Andrea De Carlo
- "Alta fedeltà" di Nick Hornby
- "La spia e la rockstar" di Liaty Pisani, Fazi, 2006
- "L'era del porco" di Gianluca Morozzi, Parma, Guanda, 2005
- "Scirocco" di Girolamo De Michele, Torino, Einaudi, 2005
- "Giorni di un uomo sottile" di Ernesto Aloia nella sua raccolta "Chi si ricorda di Peter Szoke?", minimum fax 2003
- "La ragazza dai capelli di cobalto" di Gianluca Morozzi, nell'antologia di vari autori "Strettamente Personale", ed. Pendragon, 2005.
- "L'Emilia o la dura legge della musica" di Gianluca Morozzi - Guanda
- "Tokyo blues" di Murakami Haruki - Norvegian Wood (trad. ital. Milano, Feltrinelli)
- "Dance dance dance" di Murakami Haruki (trad. ital. Torino, Einaudi)
- "La Torre Nera" di Stephen King
- "I giorni felici di California Avenue" di Adam Langer
- "Per sempre giovane" di Gianni Biondillo, edizioni Guanda - 2006
- "Americana" di Don de Lillo
- "Denti bianchi" di Zadie Smith
- "La Danza del Pitone", di Norman Silver
- "Troppi paradisi" di Walter Siti, Einaudi
- "La fortezza della solitudine" di Jonathan  Lethem (Tropea)
- "Siamo tutti nella stessa  barca" di Owen King (Frassinelli)
- "Come dio comanda" di N. Ammaniti (Mondadori)
- "Accecati dalla luce" di Gianluca Morozzi (Fernandel)
- "Chi è quel signore vestito di bianco vicino a Bob Dylan?" di Gianluca Morozzi ("Vertigine", numero unico - 2006)
- "Il cielo sopra Parigi" di Teo Lorini (Fernandel n. 58)
- "Venerati maestri" di E. Berselli (Mondadori)
- "Zona disagio" di Jonhatan Franzen (Einaudi)
- "Una vita da lettore" di Nick Hornby
- "Ragionevoli Dubbi" di Gianrico Carofiglio - Sellerio editore
- "31 Canzoni" di Nick Hornby
- "Questa scuola non è un'azienda. I racconti del prof. Bingo" di Vittorio Vandelli
- "I ponti di Madison County'' di R. J. Waller
- "La cultura del controllo" di David Garland
- "Il paese mancato" di Guido Crainz
- "Paura e disgusto a Las Vegas" di Hunter S. Thompson
- "L'ultima tazza di caffé" di Teo Lorini (da "Posa 'sto libro e baciami" - ed. Zandegù, Torino 2007)
- "Small world" di David Lodge
- "In cerca di te" di John Irving
- "Hellbook" di Michele Murino (ovvero "X-Files Bob")