parte 352
Lunedì 26 Febbraio 2007


4545) Ciao Michele.
Prima di tutto, eccomi finalmente tornata dal mio viaggio su Marte!
Questa è l'unica spiegazione possibile per la mia lunga (infinita, direi) assenza da queste pagine.
Non scrivo da molto tempo, ma devo dire che ogni lunedì sera -o martedì mattina, a volte- sono qui per
leggere tutto quello che il popolo della fattoria di Maggie ha da dire riguardo al nostro adorato Bob.
E ora trovo il tempo di scrivere perchè il tuo conflitto interno, causa Bob e il suo ignobile
comportamento con gli esseri umani, mi ha molto colpito. Cosa posso dire?
Non ho parole per descrivere la mia faccia quando ho sentito Mollica, e non ho parole per descriverla
quando ho (ri)visto il filmato di Eduardo De Filippo...ma come ti vengono queste uscite geniali?
E' stato grandioso...
A parte tutto, questo dibattito Bob essere crudele-grande genio è molto attuale per me, visto che è in
corso con una mia amica una lotta sulla questione. Lei dice che è un essere "ignobile", io cito Joan Baez
e dico che "bob è un miracolo".
Ma la domanda che mi pongo è: ma perchè la gente ama accanirsi contro di lui? Perchè devono sempre
andare a scavare nei particolari della sua vita per poi additarlo e gridare al mondo che Bob Dylan è un
uomo pessimo? E' possibile che trovino piacere nel gettare fango in faccia a questo grande genio? Sono
tali la gelosia e l'invidia nei suoi confronti?
Io non so...a me sembra quasi morboso..consumano la loro vita in cerca di qualcosa che permetta loro
di accusarlo.
Io di biografie di Dylan ne ho lette, e so bene che non è perfetto, ma d'altronde chi lo è? Chi, fra
coloro che ne parlano di male, si comporterebbe in modo diverso? Chi di loro si è davvero fermato a
pensare alle sue ragioni, ai suoi sentimenti?
Perchè devono vedere il mondo per forza in bianco e nero, e chi di loro potrebbe dire di essere bianco?
E poi perchè invece di guardare a Bob, che mi sembra aver fatto almeno un paio di cose buone nella
sua vita -solo un paio, però, non esageriamo- non guardano ai veri mostri, alle persone davvero
'pessime', quelli che uccidono, violentano, rubano, ai 'masters of war'?

una risposta a tutte queste mie domande io non ce l'ho. Ma forse "sono troppo piccola per capire".
Fabrizia

Ciao Fabrizia,
e bentornata tra noi.
Il mio 'conflitto' era ovviamente una boutade. Figurati se una 'pessima' (per usare le sue parole :o) ) persona come Mollica può turbarmi più di tanto... :o) Era solo un'occasione per fargli un'enorme pernacchio eduardiano per le sue porcate e la sua maleducazione. Lo festeggiamo anche qui sopra con una parodia di quella sua sottospecie di programma dove pubblicizza solo i suoi amici e gli amici degli amici.
A proposito voglio dire che incredibilmente quattro o cinque persone mi hanno scritto impaurite,
credendo che fossi serio quando dicevo che volevo chiudere MF per le parole del 'pessimo' Mollica...
Ora dico, ma come si può cascare nella mia trappola? Eppure dovreste conoscermi bene, no? Come
dice Guccini, per la battuta mi farei spellare (Parole, "Parnassius Guccinii").
Per rispondere alla tua domanda, Fabrizia. Come mi vengono queste idee geniali? Forse perchè sono un
genio? :o) Devo dire che appena Mollica ha terminato il suo sproloquio, davanti ai miei occhi
è comparso Eduardo con la mano sulla bocca che mi diceva... "ehhhhhh sì, ci vuole, ci vuole... vai e agisci!" :o)
Giuro! E' stata una visione del grande Maestro. Una voce di dentro, per dire. E di fianco a lui c'era Totò
che diceva : "Mollicone... 'ndranghete!" accompagnando con eloquente gesto principesco. :o)
A proposito fai un pernacchio da parte mia anche alla tua amica, però se è carina, libera e disponible
dalle pure il mio indirizzo.
Per quanto riguarda la tua domanda sul "come si fa ad accanirsi con Dylan... etc... ?" il fatto è che
quando si è un nessuno si tende ad attaccare i grandi per sentirsi più importanti... ti dice niente la sigla
A.J.W.?
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


Sempre a proposito del mio scherzo...

4546) Ciao volevo dirti che sei un gran pirla perchè alla tua età non si fanno sti scherzi hai capito?
E poi vorrei proprio sapere a che pro hai fatto 'sta gran minchiata!!
Mo ti odio piu di prima. Dimmi dove abiti che risolviamo a modo mio.
SPERAVO PROPRIO CHE QUESTO SITO FALLISSE SPERAVO PROPRIO CHE MORISSE LI'!!!
Alexander

Ehhh, mai sperare prima di capire! Come diceva il grande Lo Abracek: "Tutto è dimostrabile, soprattutto il contrario..."
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: alla mia età? Ma sono proprio nell'età degli scherzi infantili, eziandio! Ovvìa!


4547) Bryan Ferry dice: "Nel lavoro di Dylan c'è moltissima gioia, una sorta di humour contagioso... e tutto questo è vita, vita vera." Parole sante dette da un grande artista come lui. Inoltre oltre che grande
artista anche una persona molto raffinata, mica come qualcuno...e poi è anche buono come il pane,
soprattutto se si tratta del tipo michetta (infatti detesto il pane con troppa Mollica).

Ciao, non te la prendere Michele e fatti un bel panino con la mortadella!

P.S. Consiglio il panino con la mortadella fatto proprio con la michetta, tipico pane milanese. Per i
dettagli guarda qui.
http://www.taccuinistorici.it/newsbrowser.php?news_id=876&news_dove=3

Ferdinando "Ferdyp" Pollastri

Ciao Ferdyp
parole sante!
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4548) Ciao a tutti, segnalo subito un'altra canzone dai basement esuguita dal vivo una sola volta (credo) nel '71 con The Band. E'  "DON'T YA TELL HENRY" pubblicata ufficialmente sulla ristampa di ROCK
OF AGES.
Non so se l'aete già segnalato, ma nel film "il club degli imperatori" ci sono 2 citazioni dylaniane. Il
ragazzo "ribelle" protagonista del film ha appeso in camera un poster di Dylan. Poi estrae una valigia da
sotto il letto e la apre... ecco un'altro poster di Dylan appeso nella valigia. Il film è carino fino all'epilogo
a mio avviso pietoso.
Ciao, buona giornata
Ste

Ciao Ste,
grazie per aver ricordato Don't ya tell Henry. No, non si era parlato del "Club degli imperatori", dunque
grazie per la segnalazione.
A presto
Michele "Napoleon in rags" 


4549) Ciao Michele,
mi sono preso qualche appunto leggendo le scorse talkin’ – eccoti qualche nota, probabilmente anche
superata da altre mail, qualcuna anche un po’ off topic.
Grafica. A me quella di Maggie’s farm piace molto. La trovo molto personale, anche per la sua
impostazione un po’ old fashioned (per me è un complimento) rispetto a quelle che si incontrano in rete.
Effettivamente è diventata enorme (ho letto 3000 pagine?), ma penso che dopo un po’ che la si
frequenti vi ci si orienti benissimo; probabilmente il punto è proprio questo: niente impedisce di farne un
uso mordi e fuggi, ma il sito è così evidentemente sostenuto da una vera passione che è più adatto ad
una lenta esplorazione prima e assidua frequentazione poi. Due esempi: i frame e la musica. Per quanto

riguarda i frame, e affini, preferisco di gran lunga una pagina apposita con i link per le passate talkin’ e i

contenuti a tutto schermo piuttosto che l’appesantimento di una colonna laterale su tutte le pagine e gli
archives mese per mese (o settimana per settimana) sempre presenti. La musica: capita anche a me di
scaricare degli mp3 da vari blog, ma mi accorgo che alla fine ci vado solo per quello; molto più calda la
modalità tree o B&P in auge nella Fattoria.
Hallelujah. Non so se hai già risposto a chi te l’ha chiesto qualche talkin’ fa. Ecco comunque un link per

la Hallelujah dal vivo di Bob (estate 1988 a Montreal, quindi omaggio diretto a questo capolavoro di
Leonard Cohen): http://poundforpound.blogspot.com/2006_12_01_html. Nella pagina vi sono
anche altre versioni. Oggi la canzone viene associata più facilmente a Jeff Buckley che a Cohen ed
effettivamente Jeff fa venire i brividi, ma esplorando i link della pagina si rimane sorpresi dal numero di
cover ispirati da questo moderno classico; e certamente, come per tutti i classici, non è una storia finita
(once a classic, always a classic).
Theme Time Radio Hour. Il link sulla prima pagina è scaduto da un paio di mesi, causa esaurimento del
blogger al quale va comunque tutta la mia riconoscenza; se vuoi sostituirlo c’è quest’altro:
http://expectingrain.com/discussion/viewtopic.php?t=10502. Sono un po’ sorpreso anch’io che nelle
talkin’ si parli poco di TTRH. Si tratta della finestra più ampia che Dylan abbia mai aperto sui suoi gusti
musicali. E’ vero che non sappiamo quanto delle sue scelte sia farina del suo sacco e quanto sia quello
che gli viene passato dai responsabili della trasmissione (un ascoltatore è arrivato ad accorgersi che di
un brano di Graham Parker è stata trasmessa una versione uscita solo in poche copie e non nei negozi),
ma proprio non credo che Bob proponga brani che non gli piacciano. Le sue scelte sono sempre
interessanti, sia che si tratti di archeologia musicale sia per quanto riguarda le sue preferenze tra gli
artisti a lui contemporanei o che addirittura abbiano iniziato dopo di lui. Nell’ultimo episodio (n. 41
Heart) ribadisce la sua stima per Joe Strummer con un brano dei 101’ers, la band nella quale Joe aveva iniziato. La radio è un tipo di medium che mi sembra gli sia assolutamente congeniale. Di sicuro ci
saranno almeno 50 puntate. La voce introduttiva di Ellen Barkin è diventata una simpatica tradizione. In

rete si trovano elenchi dei brani ordinati per autore (per ora ci sono in testa Van Morrison e George
Jones, probabilmente il più famoso cantante country nashvilliano vivente, con 6 brani ciascuno),
cronologia, e quant’altro (http://www.thebobdylanfanclub.com/annotated_Theme_Time.htm). Non vi
sono certezze su quando (cioè con quanto anticipo) e dove vengano registrate le puntate. Certo se uno
fa una media di 100 concerti l’anno, si può ipotizzare che almeno una parte del lavoro venga fatto in
tour.
Una parola a proposito dei testi. Diversi appassionati si sono accorti – al di là di ogni ragionevole dubbio

– che lunghe parti del parlato di Bob sono riprese pari pari da voci di Wikipedia
(http://expectingrain.com/discussion/viewtopic.php?t=11518) e ciò ha scatenato l’ennesima accusa di
plagio. Il mio parere è che Wikipedia sia per sua natura lì, a disposizione di tutti, e che quindi la
questione del plagio non si ponga. Certo, come sottolineava Vites a proposito della musica, citare le fonti

sarebbe stato più elegante e nel caso dei testi del parlato alla radio non sarebbe neanche compito di
Dylan. La circostanza semmai getta una luce sul compito di coloro che nei credits vengono indicati
come responsabili della ricerca del materiale (i credits vengono elencati dall’annunciatore Pierre
Mancini, per conto del produttore Eddie Gorodetsky, dopo la fine di ogni puntata; si possono anche
trovare alla fine della pagina su TTRH di Wikipedia:
http://en.wikipedia.org/wiki/Theme_Time_Radio_Hour). Io questa cosa preferirei non averla scoperta
perché altera un pochino il gusto con il quale ascolto la fantastica voce del nostro. Personalmente
scarico gli episodi come un unico brano di un’ora; per l’artwork utilizzo
http://dylanstubs.com/pictures/2007_stewART_CD/index.html (nella versione slim CD) e poi me li
ascolto in macchina: viaggiando di notte si rasenta la perfezione.
Ecco un video originale di un brano di Question Mark & the Mysterians comparso nella puntata n. 40
Tears; si tratta di 96 Tears che ricordo anche nelle versioni degli Stranglers e di Garland Jeffreys:
http://www.youtube.com/watch?v=F9MMCNm-msQ (once cool always cool!).
Alicia Keys. Alicia Keys è nata nell’isola di Manhattan (uno dei cinque distretti/borough di New York –

gli altri sono: Bronx, Queens, Brooklyn e Staten Island,) il 25 gennaio 1980 nel quartiere di Harlem.
Tuttavia è cresciuta in un altro quartiere di Manhattan di nome Hell’s Kitchen. Il quartiere di Hell’s
Kitchen è delimitato a Ovest dal fiume Hudson, a nord dalla 57a e a sud dalla 34a strada.
Parallelamente alla 34a (tra questa e la 33a) scorre la ferrovia che attraversa Manhattan (in breve,
LINE): proviene dal New Jersey e, attraversata l’isola (dove partecipa dello snodo della Grand Central
Station, la stazione che si vede nel film Madagascar), prosegue verso Brooklyn
(http://newyorkcity2005.web.infoseek.co.jp/information/maps/midtown_west-map.html).
La mia ipotesi è che BD abbia incontrato Alicia da qualche parte e le abbia chiesto: da dove vieni/di
dove sei? Click, la risposta è rimasta nella sua mente (magari rafforzata dal fatto che lui in quel periodo
abitasse/avesse una delle sue case proprio down the line) e un giorno ha trovato la sua strada tra i versi
di Thunder on the mountain. Alicia/Beatrice potrebbe forse essere proprio colei che ha le chiavi.
Thunder on the mountain. Musicalmente uno sballo: un’introduzione solo strumentale (forse i tamburi
anticipano di una frazione di secondo le quattro gravi pennate della ritmica e i fraseggi blues della
solista) conclusa da una rullata / un attimo di pausa (ricorda qualcosa?) / ancora la batteria: TU-RRRT-

TUM! e la band parte. Dylan ha realizzato la saldatura tra LARS e Johnny B. Goode. I testi sono
piuttosto oscuri; il narratore canta in prima persona e sembra effettivamente alla ricerca di qualcosa;
c’è una donna? forse più di una. Negli ultimi otto versi potrebbe forse parlare del suo desiderio di
riporre il martello e il forcone (i suoi strumenti) sulla mensola e andare finalmente al Nord a vivere di
ciò che la terra gli offrirà. Ma non so se lo farà, se sente il bisogno di concludere con un’esortazione
che mi sembra rivolta a se stesso:
For the love of God, you ought to take pity on yourself.
Per l’amor di Dio, dovresti aver pietà di te stesso.
Mi sa che lo vedremo in tour ancora per un po’.
Johnny Ray. Dylan ha citato Johnny Ray diverse volte nel corso degli anni, parlandone come di uno che

gli fece una grande impressione negli anni ’50. Ecco ad esempio una sua dichiarazione su Ray e sul
significato della radio nei tempi passati rilasciata al Der Spiegel nel 1997:
When I was young, America was connected above all by means of the radio. The radio was the most
important. You had stations who could play whatever they wanted. And all of this was broadcast over
thousands of miles. Take Jimmy Hendrix, he grew up in Seattle. The radio connected us all. I don’t
know when they started to play all that pap, I only know that radio today is different. Someone like the
singer Johnny Ray, who was kind of a leper back then, he wouldn’t stand a chance today. Johnny Ray
had a whole different kind of dynamic, he had heart and soul and he really wanted us to feel something
when he sang.
Quando ero giovane, era soprattutto la radio a stabilire legami in America. La radio era il mezzo più
importante. C’erano stazioni che potevano trasmettere qualsiasi tipo di musica. E tutto veniva trasmesso

per migliaia di miglia. Prendi Jimi Hendrix, lui è cresciuto a Seattle. La radio ci connetteva tutti. Non so
quando abbiano cominciato a suonare tutta questa pappa, so solo che oggi la radio è diversa. Uno come
il cantante Johnny Ray, che allora veniva considerato una specie di lebbroso/reietto, non avrebbe alcuna

possibilità oggi. Johnny Ray aveva una dinamica completamente diversa, aveva cuore e anima e voleva
davvero che noi sentissimo qualcosa quando cantava.
Ecco un video di Johnny Ray: http://www.youtube.com/watch?v=Zkondh_YZMU.
Università. Hai già dato l’annuncio, ma magari c’è qualche pazzo dylaniato che potrebbe andarci. A me

piacerebbe avere gli atti di questo simposio su Dylan che si terrà dal 24 al 27 marzo a Minneapolis (le
iscrizioni chiudono il 12 marzo).
Highway 61 Revisited: Dylan’s Road from Minnesota to the World University of Minnesota.
Assessing Bob Dylan’s work, sources, and international influence, this symposium features Greil
Marcus, Michael Gray, Christopher Ricks, Alessandro Carrera, Anne Waldman, Daphne Brooks, Matt
Friedberger, Gayle Wald, Dave Marsh, Thomas Crow, CP Lee, Darcey Steinke, Robert Polito, Stephen

Scobie, Dylan Hicks and other musicians, and more. Per registrarsi:
http://register.cce.umn.edu/Course.pl?sect_key=180046&web_sec=&cmp_cd=TUCL.
Modern times. L’ho comprato in settembre e non ho mai avuto il coraggio di ascoltarlo. Dopo averne
sentito dal vivo quello che ho potuto (scaricando i brani dai concerti dell’ultimo leg del tour americano),
ai primi di febbraio ho preso il coraggio a due mani e ho inserito il CD nel lettore. Ecco le mie canzoni
preferite, in ordine di apparizione: Spirit on the water, When the deal goes down, Wokingman’s blues #2

ed Ain’t talkin’. Negli ultimi anni Dylan affronta con sempre meno timore le atmosfere blues e questo
album ne è intriso come forse nessun altro dei precedenti. Le canzoni mi sono sembrate tutte più belle
sul CD che dal vivo e credo che il motivo sia da ricercarsi nell’incredibile maestria alla quale Bob è
arrivato (a 65 anni!) nella cura dell’emissione vocale. Il tono rauco al quale ci ha abituato ai concerti
non è sparito, ma sul CD si sentono inflessioni e cambi di tonalità di estrema espressività. Ecco alcune
parole di Chris Gregory:
These guys - Kimball, Freeman, Herron, Garnier, Recile - are Men In Grey - they play together like
they've been doing it nearly every night for a year (which of course they have). The groove they set up
is relaxed and smoothy, allowing Bob's vocal variations to make the song flow. And what a voice he
has now. Now it's modulated by a deceptive sweetness of tone, achieved by Bob's clandestine study of
the crooners of the 30s and 40s. In his early years he sang in a deliberately alienating nasal drawl. He
forced you to listen to the words. Made you sit in your seat and wouldn't let you dance. Now you can
dance to all Bob's music. Finally he has achieved his ambition, as stated in his callow youth, to 'carry
himself like Big Joe Williams'.
Questi ragazzi - Kimball, Freeman, Herron, Garnier, Recile – sono Uomini In Grigio (ndt, impiegati, vedi

anche l’abbigliamento da concerto) – suonano insieme come se lo avessero fatto quasi tutte le sere da
un anno (la qual cosa ovviamente hanno fatto). Suonano con un tiro calmo e rilassato, così da
permettere alle variazioni vocali di Bob di far scorrere le canzoni. E che voce ha Dylan adesso! Ora è
in grado di modulare il tono con ingannevole dolcezza, capacità conseguita grazie ad uno studio
clandestino dei crooner degli anni ’30 e ’40. Nei primi anni Dylan cantava con un deliberato e rallentato
timbro nasale. Si era forzati ad ascoltare le parole. Vi bloccava sulla sedia e non vi avrebbe permesso di

ballare. Adesso si può danzare con tutta la sua musica. Finalmente Bob ha realizzato la sua ambizione,
dichiarata da giovane imberbe, di 'arrivare a comportarsi come Big Joe Williams'.
Sui motivi per i quali Modern times sia andato primo in classifica ho le mie perplessità (magari fosse
semplicemente perché è un gran disco). Ma che ci sia andato mi è sembrato stupefacente con i tempi
che corrono. Per una volta la sciatteria in sala di registrazione, per la quale Dylan è proverbiale, mi è
sembrata chiaramente al servizio di un progetto. La band dietro di lui suona con la naturalezza permessa

dal fatto di aver suonato decine e decine (per Garnier centinaia) di concerti insieme. Sono abituati a
fare il meglio che possono per stargli dietro anche senza indicazioni. Alcuni strumenti appaiono e
scompaiono, ma in ogni caso i musicisti gli consentono di concentrarsi sulle liriche. E’ così che si arriva
all’estrema intensità di Spirit on the water e, per me, soprattutto di When the deal goes down.
Quest’ultima ha delle analogie con Every grain of sand per le atmosfere musicali e con Not dark yet
per il tema della morte; ambedue canzoni con una dimensione religiosa. C’è forse meno disperazione
adesso, forse perchè chi canta non è solo.
Dario twist of fate. Sincera invidia per Dario che ha, con tutta evidenza, il dono di saper narrare. I suoi
racconti mi piacciono e mi piace la sua capacità di assumere punti di vista così diversi.
The times they are a-changin’. E’ sempre stata una delle canzoni più presenti dal vivo. Dalla metà del
tour estivo U.S.A. (più precisamente dal 19 agosto – Frederick, Maryland) è però scomparsa dalla
scaletta. Per un po’ è stata sostituita da You ain’t goin’ nowhere. Nessuna esecuzione nel tour
autunnale. Mah.
...
Come mothers and fathers / Throughout the land
And don't criticize / What you can't understand
Your sons and your daughters / Are beyond your command
Your old road is / Rapidly agin'.
Please get out of the new one
If you can't lend your hand
For the times they are a-changin'.
...
Venite madri e padri / da ogni parte del Paese
e non criticate / quello che non potete capire
i vostri figli e le vostre figlie / sono al dì la dei vostri comandi
la vostra vecchia strada / sta rapidamente invecchiando.
Per favore andate via dalla nuova
se non potete dare una mano
perché i tempi stanno cambiando.
...
Lui ha sempre caricato di così tanto senso le parole, che forse non riesce a non sentire che la sua
posizione non è più quella del son, ma quella del father (o grandfather). Magari lo sentiva già da un
pezzo e io non me n’ero accorto.

Per ora basta e spero a presto
salutoni
Alexan “Wolf”

Ciao Alexan,
sulla grafica, tranquilli... perchè, come ho detto, resterà quella di adesso nei secoli dei secoli, è semplice e
bella e il 99 per cento delle persone che mi hanno scritto hanno detto che è perfetta così. OK per
Hallelujah che non avevamo segnalato.
Grazie per la segnalazione del link a Theme Time... che vado a sostituire subito. In effetti è strano
che nessuno su MF parli della trasmissione, mi aspettavo più commenti, per me è l'ennesimo capolavoro
del pessimo Bob.
Per quanto riguarda il simposio di Minneapolis, come saprai il nostro Alessandro Carrera sarà tra gli
ospiti d'onore quindi spero che potrà farci avere un po' di materiale da mettere su MF a testimonianza
dell'evento. A proposito, Alessandro mi ha detto che nella sua relazione citerà anche MF quindi siate
orgogliosi! Saremo menzionati nel più importante simposio su Dylan mai tenutosi!!! :o)
Per il resto grazie per le lunghe e davvero interessantissime analisi che ho letto con molto piacere.
Dovresti scrivere più spesso visto che cogli sempre degli aspetti dell'arte dylaniana estremamente
interessanti...
Alla prossima,
Michele "Napoleon in rags" 


4550) Ciao Michele e un saluto a tutti,

é la prima volta che ti/vi scrivo, e mi sento quasi a disagio nel scrivere qualcosa su Dylan letto da
cotanti esperti, visto che sono abituato a parlarne tra profani.

Sono un appassionato di Dylan da quando avevo 14 anni e ora ne ho 28, e ho ascoltato Dylan in ogni
momento della mia vita in maniera a tratti "esagerata", mi sono appassionato in momenti diversi ad ogni
sua "fase" anche se ultimamente ho riscoperto e sono stato semplicemente travolto dal periodo 64-66 in
cui credo che Dylan sia stato semplicemente indefinibile in termini di grandezza (scusate l´enfasi ma so
che qui posso permettermela), a tal proposito vorrei chiedervi se sapete di registrazioni di quel periodo
non incluse nella discografia ufficiale, Es. Concerti con gli Hawks e Outtakes di Bringing It All Back
Home, Highway 61 Rivisited o Blonde on Blonde.

Ho saputo dell´esistenza di un Blonde on Blonde outtakes (di cui alcuni pezzi sono inseriti nel Bootleg
Series Vol 2) ma non ne ho mai trovato che qualche pezzo.

Gradirei informazioni e consigli su come reperire il materiale.

Ti/Vi ringrazio in anticipo

Fabrizio

Ciao Fabrizio,
Bootleg con materiale '64, tra gli altri:
Strip Tease
Quest TV, Recorded Dr Zimmerman's Original Old Time
Quest TV, Recorded Paranoid Blues
Steve Allen Show, LA, CAI Was So Much Younger Then
Steve Allen Show, LA, CATV Guide
CBC TV Broadcast 'Quest' Paranoid Blues
Tonight BBC TV  London, UKTV Guide
Another Side sessions  NYC, NY, As Good As It Gets
Newport Folk Festival, RI From Newport to the Ancient Empty Streets in LA
Philadelphia Town Hall, Bob Dylan Live With The Band Al Kooper & Mike Bloomfield
Bootleg con materiale '65, tra gli altri:
Strip Tease
Bob Dylan Live With The Band Al Kooper & Mike Bloomfield
Don't Look Back Sndtrk. plus Newport Folk Festival
From The Heart Vol.1
Thin Wild Mercury
The Lonesome Sparrow Sings
Bringing It All Back Home sessions  NYC, As Good As It Gets
Bringing It All Back Home sessions  New York, NY, 7 Years of Bad Luck
Les Crane Show WABC-TV/NY1965 Revisited
Bootleg con materiale '66, tra gli altri:
Bob Dylan Live With The Band Al Kooper & Mike Bloomfield
Acetates on the Tracks 2
Denver Hotel Tape, Away From The Past
Sydney Stadium, Australia  Genuine Live 1966
Australia Bob Dylan's Dream Vol. I
Play Fucking Loud
Trovi tutti i dati sul sito bobboots
Su come reperire il materiale scrivi al Porcile di MF, al nostro Carlo "Pig" che ti aiuterà senz'altro (ilmio.divista@infinito.it).
Ciao,
Michele "Napoleon in rags" 


4551) Ciao Michele,
entro di soppiatto nella discussione sul presunto ateismo di Dylan per aggiungere Every grain of sand ai
tre brani citati da Dario Twist of fate.
In un mondo in cui ci sono più teste di cavolo che cavoli è inutile parlare , contano i fatti, in questo
caso i fatti sono le canzoni .
Giulia rabbit

Augh! Teste di cavolo e teste di molica, direi da oggi in poi... :o)


4552) Grazie Michele
per la tua tempestiva risposta

per concretizzare il grazie...
...ti allego il testo di una mia traduzione-adattamento in dialetto veneto di "When the Deal Goes Down"
("Se te me voi", cioè "Se mi vuoi" - con il mio gruppo l'abbiamo suonata a due voci, è proprio carina)

Vedi tu se è il caso di metterla nel tuo sito

Ciao!
Alberto

SE TE ME VOI (WHEN THE DEAL GOES DOWN - Bob Dylan)

’A notte xe scura, go un fià de paura
De essare ancora inseguio
Se gà squarcià el veo me rimbomba el sarvèo
E no, no se torna più indrìo
Pa’ sta nuvola nera pregarò anca stasera
Do secondi e doman xe za quà
Vivemo morimo el parchè no o savemo
se te me voi mi sarò sempre qua

Magnemo bevevo provemo e pensemo
Amissi drìo na carezà
Mi pianzo mi rido de parlar no me fido
De robe che me so inventà
Se ‘naltra tempesta rovina a me festa
Go zà a corona de spine indossà
cuore a cuore ombre che slonga e ore
se te me voi mi sarò sempre qua

De notte a  luna fa ciaro e fortuna
che mi ne distinguo el coeore
A vita imparemo e dopo perdonemo
Soa strada asfaltà de dolore
Più deboi de un fiore, xe preziose ‘ste ore
Ne tien stretti forse igà
te ghe un viso beo come vedare el cieo
se te me voi mi sarò sempre qua

Rancuro el destin meo meto in taschin
cammino in mezo aea corente
scolto i rumori confondo i amori
so sempre un po’ dipendente
pal dominio dea tera, i buta bombe, i va in guera
ma mi no sarò più inrabià
el me cuore xe tuo o go sempre savuo
se te me voi mi sarò sempre qua

Ciao Alberto,
certo che è il caso. L'ho già inserita nella nostra sezione dedicata al Dylan in vernacolo.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags" 


4553) Salve sono un seguace di Dylan ho trovato il sito del Signor Murino, magnifico ci sarebbe da perdersi x giorni, chiedo gentilmente 2 cose, 1) come posso mandare un' email al Grande Bob o chi per lui legge i messaggi dei suoi fans.
2) non ho trovato nei libri che avete recensito un piccolo libretto di circa 200 pag scritto a quattro mano
da 2 giornalisti che parla di mio zio e del grande Dylan.
gradirei s'è possibile una sua risposta .

Ciao Alfredo,
ed è un onore per me avere su MF il nipote del grande Mike Porco. In effetti avevamo parlato del libro
dedicato a Mike su MF ma avevo dimenticato di inserirlo nella pagina della bibliografia, cosa che ho
prontamente fatto. Se avrai aneddoti su tuo zio e Dylan da raccontare noi siamo qui (immagino che per
motivi familiari avrai sentito molte storie al riguardo).
Per quanto riguarda come contattare Dylan purtroppo l'unico tentativo è scrivere al suo sito
bobdylan.com o a questo indirizzo che è (era?) quello del suo management: OK Management - PO Box 3727 - Beverly Hills, California - 90212.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4554) è possibile mettere un messaggio su maggie's farm
"wanted: DVD copy of the saturday night Dylan Day Roma 2005"?
mi basta anche la porzione con il mio piccolo set

grazie,
francesco lucarelli
(lucarelli.f@gmail.com)

Ciao Francesco,
fatto! L'ho inserito anche nel "Cosa c'è di nuovo" e nella bacheca . Spero che qualcuno ti contatti.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4555) Ciao Michele il tuo sito è magnifico!!
Solo una cosa: il Porcile di Maggie è fatto male .... infatti se guardi : Le canzoni negli mp3 non hanno
nome e tu per sapere quale canzone vuoi sentire devi star lì ad ascoltarle tutti gli inizi....Fortunatamente
io essendo un grande intenditore di Dylan le riconosco al volo....Questa è da una parte una critica,
dall'altra un consiglio.
Saluti da Alessandro.

Ho girato la domanda al tenutario del Porcile. Ecco qua: 


4556) Ciao Michele,
grazie per avermi girato la lamentela.
Non so a quale tree faccia riferimento Alessandro, né posso sapere se i dischi in suo possesso siano
integri dal punto di vista del contenuto, però tutti i file audio contenuti nei tree del porcile sono ordinati
per cartelle con nomi espliciti e accompagnati da file di testo o html con tutte le informazioni possibili.
Una possibilità è che Alessandro si riferisca alla riproduzione con un player mp3 portatile e che i files
audio non siano nominati col titolo della canzone (ma con un generico trackXX.mp3) né lo contengano
nei tag delle informazioni. E' vero e direi che nasce dal fatto che questo tipo di fruizione è esplosa dopo
l' uscita dell' ultimo tree audio in formato mp3, se si escludono alcuni concerti, per i quali però, essendo
nominate correttamente le cartelle, non è forse un gran disagio.
Ce ne ricorderemo per i prossimi.
Carlo "Pig" 


4557) new york stories è un film in tre episodi girato da allen, coppola e scorsese. nell'episodio di scorsese,
che è quello che apre il film, il pittore protagonista della storia dipinge spesso ascoltando like a rolling
stone. ma da scorsese ce lo potevamo aspettare, no? spero che finalmente vinca l'oscar, se lo merita.
Simone Zaccagni
http://digilander.libero.it/zaccagni

OK!
Ciao,
Michele "Napoleon in rags" 


4558) Ciao Michele,
eccomi di nuovo qua, a distanza di una settimana, per alcune nuove 'segnalazioni' che l'altra volta mi
erano sfuggite!

Vorrei però ribadire, innanzitutto, quanto già detto nell'ultima Talkin' a proposito di 'Io e Annie'. Il film di
Woody Allen (vincitore, nel 1978, di ben quattro premi Oscar) contiene effettivamente un riferimento
(esplicito) a Bob Dylan, ma, come dicevo la settimana scorsa, la canzone citata è 'Just like a woman'.
Il dubbio mi era venuto dopo aver letto nella Talkin' 350 l'intervento di Simone Zaccagni (il quale
peraltro mi ha preceduto di un soffio nella segnalazione del film), che parlava invece di 'Like a rolling
stone'. Per curiosità, sono andato a rivedermi il film, e in particolare la scena 'incriminata' (capitolo 19,
'Il sesso e Kafka'), e ti confermo dunque quanto appena detto. Nella divertentissima scena cui Simone
faceva riferimento, si parla rispettivamente del Maharishi (quello dei Beatles), di Bob Dylan e dei
Rolling Stones, ma la canzone citata è 'Just like a woman' e non (come detto erroneamente da Simone)
'Like a rolling stone'.

Fatta questa doverosa puntualizzazione, se qualcuno non avesse ancora visto il film in questione, se lo
vada a vedere quanto prima, perché, citazioni dylaniane a parte, è davvero qualcosa di eccezionale, sia
per i dialoghi (stupendi) sia per la bravura degli attori.

Sempre a proposito di film, di premi Oscar e di grandi maestri, la giornata di ieri (25 febbraio 2007)
merita di essere ricordata per due importanti motivi. Il primo, naturalmente, per l'Oscar alla carriera
conferito ad un grandissimo musicista e maestro di casa nostra come Ennio Morricone. Il secondo per il
primo Oscar conquistato, dopo una carriera ormai ultratrentennale e sei tentativi falliti, dal più grande
regista attualmente vivente, cioè Mr. Martin Scorsese. E' davvero incredibile che a Los Angeles si
siano accorti del vecchio Martin solo adesso, comunque 'meglio tardi che mai'! Chissà, magari anche
nei più 'austeri' ambienti di Stoccolma, qualcun'altro quest'anno potrebbe finalmente aprire gli
occhi...

Per la cronaca, il regista italoamericano si è aggiudicato per il suo 'The Departed' (che ancora non ho
visto, ma che andrò a questo punto a noleggiare al più presto!) ben quattro statuette, ovvero quelle per il
'miglior film', la 'miglior regia', il 'miglior montaggio' e la 'miglior sceneggiatura non originale'.

Insomma, vittoria a mani basse su (quasi) tutti i fronti, proprio come accaduto nel '78 a Woody Allen
con 'Io e Annie'...

Come ti dicevo la settimana scorsa parlando di Lucinda Williams, nel suo ultimo album ('West') suonano
sia Jim Keltner sia (soprattutto) Tony Garnier. Se già questo, di per sé, costituisce un motivo di
interesse verso il disco in questione (io ho ascoltato qualcosina su 'Amazon' e mi sembra davvero
notevole), forse ti interesserà ancor più sapere che anche la bella Lucinda è una grandissima fan di Bob
Dylan!

Ti riporto, dall'ultimo numero di 'Buscadero', questo breve ma significativo passo dell'articolo di Mauro
Zambellini: 'Il disco che più di ogni altro cambiò la mia vita fu 'Highway 61 Revisited' di Dylan. Uno
studente di mio padre (il padre di Lucinda è un professore di letteratura e insegna attualmente
all'Università dell'Arkansas), un giovane poeta, lo portò in casa mia un giorno del 1965. Sebbene fossi
ancora molto giovane, fu un'autentica rivelazione per me. All'improvviso c'era qualcuno che metteva
insieme i due mondi da cui provenivo: la tradizionale folk music dei dischi di mio padre, Lightin' Hopkins
e Mississippi John Hurt, e il creativo mondo della scrittura dei poeti e della letteratura. Avevo
cominciato a scrivere verso i dieci anni, ma quando ne ebbi dodici e comprai la mia prima chitarra (una
economica Silvertone), imparai a suonarla proprio per poter scrivere canzoni come quelle che erano
contenute in quel disco'.

Sempre a proposito di cover, volevo segnalare che nell'ultimo disco di David Bromberg (quello con la
copertina disegnata da te di cui parlava Carlo 'Pig' nella Talkin' 349...) c'è, tra le altre, una bella
versione slow di 'It takes a lot to laugh, it takes a train to cry', mentre in quello di Bob Margolin ('In
north Carolina') abbiamo una interessante rilettura in chiave blues di 'Tears of rage'.

Visto che da poco se n'è parlato, sia incidentalmente a proposito dei film 'dylaniani', sia a proposito dei
libri (musicali e non) che contengono riferimenti all'opera del nostro, un'ultimissima precisazione mi
sembra, infine, più che mai opportuna a proposito di '31 canzoni', un libro di Nick Hornby uscito nel 2003
e recentemente ristampato in Italia da Guanda. Il libro è 'interessante' perché una delle 31 canzoni
prese in esame è naturalmente una canzone di Bob Dylan, un artista che in verità (stando almeno a
quanto dichiarato in passato dallo stesso Hornby) non rientra tra i favoriti dell'autore di 'Alta fedeltà' e
'Come diventare buoni'. Ad ogni modo, la canzone prescelta da Hornby è 'Can you please crawl out
your window', un brano minore (ammesso che si possa utilizzare il termine 'minore' a proposito di un
brano di Bob Dylan) dello sterminato repertorio del nostro, cui evidentemente lo scrittore inglese è
particolarmente affezionato.

Approfitto ancora un po' dello spazio concessomi (e della vostra pazienza) e prima di concludere
raccolgo l'invito per la nuova classifica lanciata da Michele qualche settimana fa ('quali sono le cover di
brani di Dylan superiori alla versione originale di Bob'?).
Io, oltre che essere un fan sfegatato di Bob, sono anche un grande appassionato di Jimi Hendrix, perciò
do, senza esitazioni, il mio voto ad 'All along the watchtower' di Jimi Hendrix. Pur essendo da sempre
interessato alle cover dylaniane, credo che sia oggettivamente difficile mettere su una classifica del
genere, nel senso che alla fine l'originale risulta essere quasi sempre migliore della interpretazione di
questo o quello. Uno dei pochissimi casi in cui la cover supera in bellezza l'originale rimane tuttavia, a
mio parere, proprio quello di Hendrix. La cover in questione, per quei pochi che non lo sapessero, si
trova su 'Electric Ladyland', uno dei più grandi dischi doppi (insieme of course a 'Blonde On Blonde' e
'The White Album' dei Beatles) degli anni '60, e forse il più grande in assoluto del mitico Jimi! Ti mando

in allegato sia la copertina attuale del disco (con l'immagine in primo piano di Jimi) sia quella che venne
a suo tempo censurata. Enjoy them!

Un saluto a tutta la farm, e alla prossima!
Stefano 'Red Lynx'

PS: Michele, non te la do ancora al cento per cento, ma ci sono buone probabilità che vada al primo dei
due concerti italiani di Bob, cioè quello di Torino! Spero alla fine di andarci davvero, così sarà una
buona occasione per rivedere te e qualche altro e per conoscere di persona quelli (la maggior parte) che
non conosco. A proposito di Turìn, ho visto qualche foto su internet del Palaolimpico 'Isozaki' e la
location mi sembra davvero notevole...

Ciao Stefano,
per il premio Oscar a Scorsese dato con un pochino di ritardo :o) basta ricordare che Bob ha vinto il suo
primo Grammy con Gotta serve somebody!!!!! Davvero una barzelletta!
Grazie per il pezzo estrapolato da Zambellini e che non avevo letto e per le segnalazioni delle cover che
vado ad aggiungere.
Sulla classifica cover invito altri a segnalare le loro. Mi sembra interessante la cosa...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
p.s. decisamente più interessante la alternative cover di Electric Ladyland







4559) in effetti "shelter from the storm" rifatta dalla wilson non è superiore alla versione originale, ma quando ho fatto la lista non ho saputo resistere ad inserire questa versione perchè la adoro...
sul fatto del 10 per cento sui racconti, per me va bene, ma se ti do il 20 mi fai da agente?

ho ascoltato quel bootleg del 97 ed è davvero grande, you're big girl now su tutte...
per quanto riguarda mollica... è proprio un sacco di lardo, ma poi dico io questa superficialità, nel bollare le cose, manco fosse il Papa, quello di adesso, non woytila, perchè lo sanno tutti, lui era un fan di dylan...
cmq de filippo docet!

michele ti manda i complimenti per il sito un mio amico australiano...

dario "twist of fate"

ps

ma interviste a tony garnier ce ne sono in giro?
mi sono documentato e ho visto che oltre dylan ha fatto comunque belle collaborazioni...

Ciao Dario.
Ringrazia il tuo amico australiano e per quanto riguarda interviste a Garnier non saprei, al momento non ricordo ma forse qualcuna ce n'è... Chi può aiutarci?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


Ed ecco in conclusione le consuete classifiche:

LE MIGLIORI COVER INTERPRETATE DA BOB DYLAN
Vota la tua cover preferita tra quelle interpretate da Bob Dylan e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche più segnalazioni)

Voti finora pervenuti:

Deportees (di Woody Guthrie) - Bob Dylan & Joan Baez, Fort Collins, Colorado, 23 Maggio 1976 - due punti
Hallelujah (di Leonard Cohen) - Bob Dylan, Montreal (Canada), 8 Luglio 1988 - un punto


I MIGLIORI CONCERTI DI BOB DAL 2001
Vota il tuo concerto preferito degli ultimi anni e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche più segnalazioni)

Voti finora pervenuti:

Londra, Inghilterra - Hammersmith Apollo - 24 Novembre 2003 - 2 voti
Zurigo, Svizzera - Hallenstadion - 3 Novembre 2003 - 2 voti
Tulsa, Oklahoma, U.S.A. - Drillers Stadium - 6 Luglio 2005 - 1 voto
Verona, New York, U.S.A. - Events Center, Turning Stone Casino and Resort - 20 aprile 2005 - 1 voto
Denver, Colorado, U.S.A. - Fillmore Auditorium - 29 marzo 2005 - 1 voto
Milano, Italia - Forum di Assago - 12 Novembre 2005 - 1 voto
Sun City West, Arizona, U.S.A. - Maricopa County Events Center - 8 Aprile 2006 - 1 voto
West Lafayette, Indiana , U.S.A. - Elliot Hall Of Music, Purdue University - 3 Novembre 2004 - 1 voto
Bonn, Germania, Museumplatz - 29 giugno 2004 - 1 voto
Grand Prairie, Texas - Nokia Theatre - 15 Aprile 2006 - 1 voto


LE COVER IMPERDIBILI (Le migliori cover di brani scritti da Bob)
Vota la cover (o più cover) di brani di Bob pubblicate dopo il 2001

Voti finora pervenuti:

One More Cup of Coffee (Valley Below) - Sertab Erener, da "Masked and anonymous" - 5 voti
Come una pietra scalciata (Like a rolling stone) - Articolo 31 e Bob Dylan, da "Masked and anonymous" - 3 voti
Come il giorno (I shall be released) - Francesco De Gregori, da "Mix" - 2 voti
Most of the time - Sophie Zelmani - da "Masked and anonymous" - 2 voti
Shelter from the storm - Cassandra Wilson - da "Belly of the sun" - 2002 - 2 voti
I'll be your baby tonight - Norah Jones - 2003 - 1 voto
Most of the time - Ani di Franco - 1 voto
It's all right ma (I'm only bleeding) - Hamell On Trial - 1 voto
On a night like this - Los Lobos - da "Masked and anonymous" - 1 voto
My Back Pages - Magokoro Brothers - da "Masked and anonymous" - 1 voto
Farewell Angelina - Joan Baez - da "Bowery Songs" - 2005 - 1 voto
You're Gonna Make Me Lonesome When You Go - Madeleine Peiroux - da "Careless love" - 2004 - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Avril Lavigne - 1 voto
Masters of war - Pearl Jam live at the Benaroya Hall, 22 ott 2003 (concerto acustico) - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Warren Zevon - 1 voto

scrivi a spettral@tin.it e segnala i tuoi concerti/covers preferiti/e

Nota bene: il limite temporale del 2001 è stato fissato per ottenere due liste che siano idealmente il seguito di quelle pubblicate sul volume "Bob Dylan 1962/2002 40 anni di canzoni" di Paolo Vites e Alessandro Cavazzuti (Editori Riuniti), che si fermano appunto al 2001, anno di pubblicazione del libro.


I RIFERIMENTI A BOB DYLAN NEI ROMANZI (O IN ALTRE OPERE LETTERARIE)
Vuoi contribuire ad allungare la lista sottostante? Segnala a spettral@tin.it i romanzi, i racconti o le altre opere letterarie in cui viene citato direttamente o indirettamente Bob Dylan

- "Nel momento" di Andrea De Carlo
- "Alta fedeltà" di Nick Hornby
- "La spia e la rockstar" di Liaty Pisani, Fazi, 2006
- "L'era del porco" di Gianluca Morozzi, Parma, Guanda, 2005
- "Scirocco" di Girolamo De Michele, Torino, Einaudi, 2005
- "Giorni di un uomo sottile" di Ernesto Aloia nella sua raccolta "Chi si ricorda di Peter Szoke?", minimum fax 2003
- "La ragazza dai capelli di cobalto" di Gianluca Morozzi, nell'antologia di vari autori "Strettamente Personale", ed. Pendragon, 2005.
- "L'Emilia o la dura legge della musica" di Gianluca Morozzi - Guanda
- "Tokyo blues" di Murakami Haruki - Norvegian Wood (trad. ital. Milano, Feltrinelli)
- "Dance dance dance" di Murakami Haruki (trad. ital. Torino, Einaudi)
- "La Torre Nera" di Stephen King
- "I giorni felici di California Avenue" di Adam Langer
- "Per sempre giovane" di Gianni Biondillo, edizioni Guanda - 2006
- "Americana" di Don de Lillo
- "Denti bianchi" di Zadie Smith
- "La Danza del Pitone", di Norman Silver
- "Troppi paradisi" di Walter Siti, Einaudi
- "La fortezza della solitudine" di Jonathan  Lethem (Tropea)
- "Siamo tutti nella stessa  barca" di Owen King (Frassinelli)
- "Come dio comanda" di N. Ammaniti (Mondadori)
- "Accecati dalla luce" di Gianluca Morozzi (Fernandel)
- "Chi è quel signore vestito di bianco vicino a Bob Dylan?" di Gianluca Morozzi ("Vertigine", numero unico - 2006)
- "Il cielo sopra Parigi" di Teo Lorini (Fernandel n. 58)
- "Venerati maestri" di E. Berselli (Mondadori)
- "Zona disagio" di Jonhatan Franzen (Einaudi)
- "Una vita da lettore" di Nick Hornby
- "Ragionevoli Dubbi" di Gianrico Carofiglio - Sellerio editore
- "31 Canzoni" di Nick Hornby
- "Questa scuola non è un'azienda. I racconti del prof. Bingo" di Vittorio Vandelli
- "I ponti di Madison County'' di R. J. Waller
- "Hellbook" di Michele Murino (ovvero "X-Files Bob")