parte 342
Lunedì 18 Dicembre 2006

4405) ciao michele, ti invio la mia prima volta con dylan, hai letto la mia penultima mail, cosa ne pensi del tutto?

Cmq eccoti When we firt met...

Dario

Ciao Dario,
certo che ho letto... Ho messo tutto, compreso il "first met" che chi non ha letto può trovare qui ... Tutto molto bello, come diceva Pizzul :o)
Aspetto il seguito visto che finivi il tuo pezzo con la frase "to be continued..."
A presto,
ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4406) Ciao Michele,

a parte i dovuti complimenti per il tuo magnifico sito che quotidianamente visito, ti volevo comunicare che per ragioni personali mi devo privare di alcuni pezzi della mia collezione, tra cui anche alcuni vecchi numeri della grandissima (e forse unica) unica fanzine italiana, redatta da Sua Eccellenza Paolo Vites, oltre a stampe francesi e russe very interesting e varie:

http://search.ebay.com/_W0QQsassZsgarrupQQhtZ-1

Se volessi pubblicare la notizia mi faresti un grande piacere, se invece preferisci non divulgare, comunque grazie lo stesso per la tua attenzione e ancora complimenti per il sito (l’unica modifica che mi piacerebbe sarebbe un piccolo forum).

Ciao

Antonio

Ciao Antonio,
cerrrto che divulgo... ecchè scherziamo? La rivista di Sua Eccellenza Paolo Vites è un boccone ghiotto... è un po' come la chitarra di Blind Lemon che Bobby Cupid porta a Jack Fate in Masked and anonymous... Quella "...che ha dato inizio a tutto..." :o)
Anche il resto dei pezzi della collezione sono appetibili... in bocca al lupo.
Niente forum per mia scelta... poco controllabile... difficile da gestire... suscettibile di ingolfamento di centinaia di cazzate e/o insulti... Zeppo di messaggi superficiali di due righe che dicono poco o nulla
e spesso sono deprimenti (tipo "Il tal disco è una merda!" stop)... Meglio secondo me posta tradizionale con lettere lunghe, meditate, argomentate, dati e commenti espressi con riflessione, logica e competenza, con interventi approfonditi, articolati, colti, spesso anche di persone con grande autorità ed esperienza...
Comunque, come ricordo sempre, la decisione di non mettere il forum è dovuto in particolare ad una mia visita di circa 8 anni fa ad un forum sulla grande Mina in cui lessi vari messaggi di quelli sopra stigmatizzati e tra i quali un esplicativo: "Mina fa le pompe ai cavalli!".
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4407) Carissimo Michele,
un dubbio mi attanaglia.... scorrendo il video su You Tube  (veramente troppi - qualcuno sa come scaricarli?) sono incappato in una scenetta carina di Dylan che firma autografi dopo un concerto a Vienna del 1981 (Il video è intitolato "Bob Dylan interview on the street"). Non avevo mai visto una ripresa di Dylan in attività scrittoria (manuale), e qui appare evidentemente che usa la mano sinistra. Il mancinismo (cosa interessante!) di Dylan è risaputo?
ciao a tutti
Francesco "Gypsy Flag"
P.S. aggiungo il  io voto per la cover "deportees", uno tra i miei pezzi preferiti in assoluto....

Ciao Gypsy,
sì, mi sembra di ricordare che tempo fa su MF se n'era parlato del fatto che Bob sia mancino... Dunque ti confermo la cosa... Del resto se guardi Don't look back mi sembra di ricordare che anche lì scrive diverse volte con la sinistra... e se ricordo bene anche in Renaldo and Clara quando scrive qualcosa contro la vetrina del negozio... Se poi il fatto che sia mancino implica qualcos'altro non saprei... Forse il genio è sempre un mancino? Può essere? Se qualcuno ne sa qualcosa ci faccia sapere...
Ok per deportees... voto aggiunto.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4408) Ciao Michele,
ho ascoltato Modern Times centinaia di volte prima di sentirmi in grado di dire qualcosa in proposito.
Il primo impatto è stato deludente,per giorni e giorni ho ascoltato solo Someday baby e Workingman's blues, le uniche che meritassero a mio parere un ascolto perpetrato e continuato, assieme, ma meno,ad Ain't talkin' e Nettie Moore. Poi mi sono letteralmente innamorata di Spirit on the water con quell'armonica finale strepitosa e ho visto che il nostro Bob ha fatto le cose per bene davvero. Il disco è volutamente "approssimativo" dal punto di vista musicale, come il sound dei concerti attuali, e le due sagome (e so io a chi mi riferisco) in studio si danno da fare e il risultato è buono.
Il sapore retrò è stupendo,il suo cantare idem ,il tutto è godibilissimo e io sono sempre più strabiliata
da questo genio contemporaneo che a questa età e dopo siffatta carriera, riesce ancora a tirare fuori
capolavori.
Quelli che dicono che il disco è sottotono e che sicuramente sono più belli TOOM o Blonde on blonde o
qualche altro, non hanno che da andarseli a risentire dato che esistono,certo sarebbe grottesco se Dylan a
65 anni suonati facesse ancora il ragazzino come Mick Jagger ad esempio........

Rendiamoci conto che ci sono persone che con uno o due brani azzeccati, ci campano una carriera.
Io non ancora riesco a stilare la mia lista delle 10 canzoni preferite perchè ne dovrei mettere per forza
cento, come minimo, e adesso dovrei agiungerci Someday baby, Workingman's blues,Spirit on the water, Nettie Moore e Ain't talkin'.
Che poi l'imbecille di turno dica che c'è Timrod (che grazie a Bob è stato in qualche modo pure riesumato) nei suoi testi, come se avesse scoperto chissà quale delitto, è assolutamente ininfluente.
Se fosse così facile, perchè solo Dylan riesce a fare certe cose?
Certo nel disco ci sono pure brani minori, ma in tutti i dischi ce ne sono e non c'è proprio da lamentarsi
per questo.
Concludo,mi rendo conto di essere troppo di parte...:))

Adesso è tempo di pensare al tour primaverile.

...e poi, Michè, volevo dirti che la All Along the watchtower fatta da Hendrix non fa impazzire neanche
me (due nell'universo finora?), preferisco quella da Before the Flood , oltre che la classica di JWH.
un salutone a tutti i Dylaniati
Giulia rabbit

Ciao Giulia,
lieto di risentirti e lieto di constatare che MT ti è piaciuto...
A proposito di recensioni e commenti sul disco... ieri giravo in rete e sono andato a farmi una capatina, come spesso faccio, su ibs per vedere se avevano aggiunto commenti al disco... Hai notato (avete notato) che è zeppo di commenti entusiastici...? Non vorrei esagerare ma credo che sia uno dei prodotti con la media voto più alta di sempre... andate a leggervi i commenti...
Strano che tra le tue preferite non citi Thunder on the mountain che a me, dopo i primi ascolti senza infamia e senza lode, ora invece fa davvero impazzire... Per il resto concordo con te essendo anche le mie preferite Spirit on the water, Workingman's Blues, Ain't Talkin' e Nettie Moore.
Lieto di sentire il tuo commento su All along the watchtower... temevo davvero di essere solo...
Sei pronta per il tour primaverile?... Chissà, magari per quel tempo le due sagome che citi saranno state riposte in magazzino :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: a proposito, Giulia, leggi attentamente questa puntata della posta perchè come scoprirai hai trovato altre persone che come te pensano che Bob sia un santo :o)... 


4409) Michele,
per il titolo della rubrica dei film come non suggerirti:
*There was this movie I seen one time*?
:-D)
 

Ciao

Beppe

www.giuseppegazerro.com

Ciao Beppe,
in effetti ci avevo pensato ma l'avevo già usata per un'altra rubrica ... e non volevo ripetermi... Altre idee...?
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4410) Ciao Michele e Magfarmiani

volevo rispondere alla questione da te sollevata riguardo la classifica dei dischi di Bob Dylan stilata da Mojo. Effettivamente crea scalpore vedere album come Modern Times, ma soprattutto Oh Mercy, così in basso e New Morning così in alto. Di fronte a questa classifica, sono andato a vedere il voto che Mojo ha dato a Modern Times e ho visto che assegna ben 4 stelle (un bell'album, quindi) all'ultima fatica di Dylan classificatasi al 17esimo posto. Questo, vuol dire che almeno fino al 17esimo posto, i dischi di Bob Dylan hanno ricevuto 4 o 5 stelle.
Fatta questa osservazione mi è tornata in mente un'affermazione di Paolo Vites, fatta nel suo libro "Bob Dylan 40 anni di canzoni", che andrebbe sempre tenuta presente quando parliamo del menestrello di Duluth. Bob Dylan ha scritto talmente tanti album di qualità e vari -così ricordo l'affermazione di Vites- che è poco intelligente parlare di quali siano i suoi grandi dischi: per tutta questa varietà, per tutta questa qualità delle incisioni, ognuno avrà la sua lista personale di grandi album.
Di fronte alla classifica posso dire che i grandi album di Dylan non si esauriscono ai soli anni '60 e questo mi fa piacere. Seguo Dylan da quasi tre anni, sono un neofita, ma in questo periodo ho cercato di leggere tutto il possibile scritto su di lui, di ascoltare ogni bootleg capitatomi sottomano. E ho notato che negli ultimi tempi, forse da Oh Mercy in poi, l'attività del nostro cantante dopo i '60 è stata enormemente rivalutata. Prima, sulla carriera di Dylan si stagliava la lunga ombra dei capolavori dei '60 adesso, fortunatamente, si inizia ad apprezzare meglio i suoi dischi del dopo Blonde on blonde. Questa rivalutazione ha trovato il suo apice proprio in occasione dell'uscita degli ultimi due dischi. Perché questo nuovo apprezzamento? è legato solo alla riscoperta della qualità dei dischi dopo i '60 oppure è legato ad altro? come la capacità di Dylan di cantare le paure, l'animo profondo dei nostri "tempi moderni"?.

Un salutone a tutti
Raffaele

Ciao Raffaele,
come non concordare con te?
Io faccio notare che dopo il periodo oscuro degli anni '80 (seconda metà) e anni '90 (prima metà), Dylan ha sfornato tre dischi di canzoni originali (checchè ne dicano i polemici di Timrod di Waters e compagnia cantando) che sono uno più bello dell'altro, Time out of mind, "Love and theft" e Modern Times e sfido
chiunque a trovare un artista sessantenne che abbia fatto altrettanto.
E oltretutto un artista sessantenne con alle spalle almeno 8 capolavori assoluti della discografia mondiale di tutti i tempi: Freewheelin', The times they are a-changin', Bringing it all back home, Highway 61 Revisited, Blonde on blonde, Blood on the tracks, Desire, Oh mercy (ma se ne potrebbero aggiungere anche altri).
Secondo me dunque la rivalutazione è dovuta proprio all'alta qualità degli ultimi lavori di inediti, tra l'altro inframmezzati, non dimentichiamocelo, da brani eccezionali/eccellenti/splendidi come Things have changed, 'Cross the green mountain e Tell Ol' Bill.
Se pensiamo che nel periodo immediatamente precedente a TOOM (e saltando ovviamente i due dischi acustici di cover) c'erano Under the red sky, Down in the groove e Knocked out loaded o le canzoni di Hearts of fire direi che la cosa è stupefacente... La realtà è che Dylan a partire dalla seconda metà degli anni '90 è ritornato in grandissima vena e secondo me non ha quasi più sbagliato un colpo... Poi si potrà discutere se Modern Times sia più bello di Time out of mind... O se Time out of mind sia più bello
di "Love and Theft", e viceversa... Resta il fatto che gli ultimi dieci anni ci hanno regalato grandi lavori da parte di Dylan e non è un caso se le classifiche, le recensioni, i premi e la risposta del pubblico hanno
confermato pienamente la cosa.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4411) Ciao mitico Michele, non so se ti è già arrivata la new: il mitico promoter Bill Graham ha deciso di mettere a disposizione buona parte del suo archivi musicale; trattasi di splendidii concerti (dagli anni
70 in poi) che si possono ascoltare in streaming con una semplice registrazione (N. Young, led zeppelin, springsteen e tanti altri) .
E' interessante notare come non compaia nessun concerto del nostro caro papà Bob, suppongo che i diritti per trasmetterli siano troppo salati anche per B. Graham. Però c'è una gran bella chicca, anzi due. Sono
presenti due concerti della rolling tunder revue, anno 1975; il primo a Plymouth e il secondo al Madison Square di N.Y.C.. Non ci sono le performance di Dylan ma quelle di tutti gli altri che facevano la
serata con lui. In pratica è possibile ascoltare tutto il concerto tranne le sue canzoni. Sono registrazioni che non avevo mai sentito prima e sebbene le performance dei vari Ramblin Jack Elliot, Joan Baez ecc non siano esaltanti, l'ascolto permette di farsi un'idea di cosa doveva essere davvero la rolling thunder revue.

Si respira un atmosfera da "circo storto" e sembra quasi di poter respirare la "fumera" :°) che doveva esserci. Insomma un altro modo meraviglioso di immergersi virtualmente in un posto e in un tempo
mitico.
dimenticavo l'indirizzo: http://concerts.wolfgangsvault.com/

Ciao a tutti
McTell

Ciao McTell,
no, non sapevo di questa notizia, grazie della segnalazione...
Il periodo RTR a me piace in toto, Dylan o non Dylan, certo se c'era lui sarebbe stato meglio (ma va?) :o)
A presto
ciao
Michele "Napoleon in rags"


4412) Ciao Michele,
coi miei commenti contro il Dylan menestrello rischio di farmi troppi nemici, dovrò andarci cauto.
Comunque, Don't think twice... - Girl from north country - Times the are a c. - The lonesome death of H. C., sono fra le mie preferite... Purtroppo scegliere dieci pezzi per Dylan sono troppo pochi.

A diffondere il verbo a Cosenza ci provo, sono anni che tento di far apprezzare generi musicali poco usuali qui, infatti, gli autostoppisti non vogliono passaggi da me perché si è sparsa la voce che ascolto
'musica atroce' (oltre a Dylan, in macchina ho sempre Van, Bruce, Waits e poi raccolte country, blues, rock anni 50-60, soul, jazz ecc.) Coi miei coetanei ci ho rinunciato, ma c'è un gruppetto di diciottenni
che mi segue, ad esempio Davide, (che avevo gia citato nel racconto del concerto) dopo avermi frequentato è stato due volte da Dylan, (Roma 2003 e Cosenza 06) tre volte da Springsteen e poi James Brown, Dr John, Lou Reed ecc.
Insomma, sono soddisfazioni!

No, il numero della ragazza non ce l' ho, anche perché uno va a vedere Dylan non ci pensa alle donne, una cosa per volta... considera poi che era la mia 'prima' volta' e che un po' ne ho abbastanza di ragazze
'troppo musicali',(rainy day women) la mia prossima ragazza deve essere una fan di Gigi Finizio (sto scherzando, ovviamente!)
La mia prima volta di Dylan te la spedirò appena trovo 'il mio diario' dove l'avevo già narrata' (si', a me stesso!?!)
Devi sapere che sono 'un grafomane matto alla Lester Bangs, e scrivo tutto di tutti'
Adesso ad esempio sto scrivendo un racconto di fantascienza ambientato nel 2027 nella fantomatica Repubblica Meridionale d'Europa, in un Mondo dove non solo è stata negata la libertà di stampa, ma è anche stata creata 'La tassa sul Libero Pensiero' e la Rep. M. d'Europa è l'unica nazione che non l'ha tassato.
In tutto questo un impresario musicale fallito (Ercole Speranza) sull'orlo della disperazione sentimentale ed economica decide di organizzare un tour con le vecchie glorie del passato, su tutti Van Morrison, Bob Dylan, Bruce Springsteen e Santana, quasi in stile Thunder revue.
Fra contrabbandieri di cannabis, (che viene usata come carburante dato l'Embargo a cui la Rep. M. d'Europa deve sottostare) il Nostro Bob sarà ancora una volta ?il paladino delle cause perse...
Se ti interessa poi ti spedirò anche questa storia ( ce l'avevo in testa da un paio d'anni,ma dieci giorni fa, dopo aver visto 'Masked and Anonymous' ho capito che si può fare!)

Tre domande: si sa nulla della seconda parte dell'Autobiografia?

Cosa ne pensi della versione di Judy Collins di Like a Rolling Stone? A me piace, non so, è molto particolare, forse anche per il fatto che tutto sembra, (almeno all'inizio) tranne Like, cmq a volte bisogna
apprezzare anche il coraggio, secondo me.

Ho anche sentito parlare di questo libro su 'Like a rolling stone', scritto da Greil Marcus, ma com'è, me lo consigli?
Ti spiego meglio.

Una sera in cui ero in vena di auto commiserazione, dopo aver rivisto 'New York Stories', in particolare l'episodio di Scorsese, dove per inciso c'è la famosa 'Like' in versione live 66 con i The Band... Ho
bevuto un po' più del solito e dopo aver raccolto le mie 15 versioni di 'Like', fra cover ed esecuzioni di Bob, ho scritto di getto 'un pezzo di vomito', in tipico stile Dylan, almeno credo.
Volevo fartela leggere, magari per avere anche solo un'opinione da 'Napoleon in rags'
Cmq eccoti il testo Dario Greco/Dylan... Se pensi si possa pubblicare sul sito, ne sarei onorato.

'I semafori rossi non sono Dio' (*1)

'You've gone to the finest school
all right Miss Lonely
But you know you only used to get juiced in it
Nobody's ever taught you
How to live in the street
And now you're gonna have to get used to it
You say you never compromise
With the mistery tramp but now you realize
He's not selling any alibis
As you stare into vacuum of his eyes
And say do you want to make a deal?

(da 'Like a Rolling Stone' di Bob Dylan)

'La stupidaggine avanza nella notte, oltre l'alcool, la violenza e le barbarie

Timore e tremore, Sangue sui binari
Padri orgogliosi di figlie vergini
Assenza di sentimento e movimento
Quest'orologio senza lancette, sperduto fra il nulla e l'addio,
con opulenta inesorabile disperazione

Tra le tante versioni possibili di una canzone
Come puoi sapere quale sia la migliore?
Beh, lo stesso è per la vita
Conosci quella di maggior successo
Non è detto che sia la migliore

Chissà poi cosa sarà?
La ricompensa...
Mentre la notte cavalca
E qualcuno ulula (urla)
C'è gran fraintendimento nell'aria
Qualcuno forse ha capito:

La vita non sarebbe così male se solo il mondo fosse un posto comodo in cui vivere

Ti senti come un barbone senza il suo cartone da ristoro
E sai che verranno ad interromperti nonostante sia notte

Chiuso fra quattro mura con litri e litri di vomito già pronti
Aspetti che si versi del dolce miele per te
Non c'è miele qui, stanotte, soltanto veleno e la verità più acerba
Non ci sono 'tastiere' (*2) su cui battere la tua verità
Menzognero della tua stessa dignità
Ipocrita del tuo credo
Redentore del tuo piscio
Cosa ti era stato promesso se mi avresti fatto cadere
 

Nessun posto da poter chiamare casa
cosa c'è oltre lo sventolio di tutte quelle bandiere!?!
 

Quando il compagno di viaggio ti avrebbe voltato le spalle
Quando il vento diventa gelido e nella notte non c'è riparo per te
E resta solo la tua carcassa putrida di verità e menzogne
Del tuo essere, lento fluire
Di tutti i pensieri
Quando ti fermi e niente resta
Ti senti come uno che ha tradito se stesso con tutte le ispirazioni di
giovane promessa

Persona non gradita, neppure da se stesso, nella propria mente
dove non vi è luce e la poca autocommiserazione che rimane non basta a
pagare nessun conto
E il peso del tuo essere straborda e non ti consente di partire e
neppure di restare dove vorresti

Se spostavi una pietra ti accusavano di aver provocato una frana

Turista dei bassifondi
Agitatore di un ghetto che non è casa tua
Defunto nella cripta
Esteta profeta di tragedie altrui

C'era un cuore che viveva in un tempo incontaminato
Dove il rumore faceva a pugni con la luce
e la tua luce aveva un ritmo in continuo scambio di energie e armonie

Nessuna direzione nessun onore!

Ogni colpo rifluiva dentro di te
E se mettevi in moto la tua mente tutto sembrava privo di senso
quello che non vedevi poteva materializzarsi davanti a te, fino a
scorgere la tua vera essenza,
per sopportare la tua scomoda risacca che ti aveva scacciato
starnutendoti dentro un occhio lucido

Vedere il proprio orizzonte
sparire oltre la cometa dei tuoi occhi riasciugati da una realtà che ti
vedeva prigioniero delle tue stesse obiezioni

Grintoso essere capace di popolare soltanto sogni notturni bagnati
Nessun ghigno accompagnava la notte
Straniero senza volto in un paese civile
Guerriero solitario in una nazione neutrale
Quale era stato il tuo torto

Qual era il gusto
Qual era il prezzo?

Chi avrebbe gioito della tua precoce sconfitta

Re senza trono
Principe mai riconosciuto di una cenciosa casata
Chi ha scoperto il tuo valore
Celato nelle tue vesti e nell'aspetto
Nel tuo portamento dimesso

Non vi era stato nulla di così regale su questo suolo che nel corso del
tempo aveva conosciuto soltanto Miseria e Polvere - Sacrificio
Demoni e polvere
Sangue e pietre
Redenzione senza peccato
Esseri inermi che provvedevi ad alimentare
Come se da questo fluire potesse nascere qualcosa
e nel tuo essere ci fosse solo pietà

Non eri così forte da reggere il peso di secoli d'ingiustizie
Gente che ogni giorno aveva preso qualcosa senza restituirla e che non
voleva più pagare

E avresti invece donato ogni cosa
E saresti rimasto privo anche della tua pelle,
se solo fosse servito alla causa
Dove era il giogo adesso?

Dove la sete e il canto che toglieva strati di pelle
Dove il lamento colmo di sabbia e di colla
Incapace di distinguere il Peccatore dal Santo

per trovare dimora nei sogni di un piccolo despota pazzo
che non conosce la differenza fra luci e ombre

L'oscurità si fa largo nella notte e ne squarcia le candide vesti

Lasciala fluire oltre il mio sentire, falle invadere la mia pace
Non ci sono rifugi capaci di contenere questa follia, stanotte
Il mio battaglione è rimasto senza provviste
'e io darei tutto per avere un cavallo non contaminato dalla peste' (*3)
Ciò che resta è la disperazione dei miei uomini che stremati invocano
compassione
in una notte senza fine

Sono angeli rumorosi
Crudele è questo lamento che perfora le mie stanche orecchie
Quando troveremo il nemico?
Quando i nostri scudi saranno frantumati dalle armate di Tigranes (*4)
Fra ombre e suggestioni, demoni nella polvere e brama di vivere

Molti altri tra i nostri nemici mordono in questo momento la polvere
La risposta dolce calmerà la collera e la parola pungente ecciterà
l'ira.

E tu

Che ancora non hai deciso se sarai un uomo oppure no
Quando calda è la lama e lunga la strada
nei passi del viandante è stato distillato un siero di veleno misto a
verità

Ascoltalo

Egli sa: esisteva già prima che il respiro diede vita al nostro cuore e
la simbiosi fu spezzata

Eppure la vita sfuggiva
Veloce il vento correva dentro i tuoi capelli e fieri occhi osservavano
le mie debolezze
L'incedere dubbioso
C'era coraggio nell'aria

per quanto tempo ancora e perché?
Avrei sposato la mia causa o sarei diventato un corridore del proprio
destino
senza guadagnare saggezza - rifiuto - consapevolezza
Disperazione
Avrei accontentato semplicemente la bestia
O mi sarei estraniato dal resto del gregge per assurgere a ruolo di
Pastore,
mai di aquila perché rapace è il mio essere, ma non le mie ali

Il superamento della propria natura, la preda predatrice
La sofferenza è l'antipasto del piacere
E sarà infine una giornata di sole
Come un bicchiere di cristallo
Il mio cuore divenuto piombo pulsa e ogni battito sconquassa le mie
membra
Uccidere e morire con tutto l'entusiasmo orgiastico di un rituale
primitivo
Con un'esultanza che apparenta la festa alla guerra
Oggi più che mai le tribù si innalzano
sopra le cattedrali edificate dall'uomo col sangue e il cemento
Anche l'eroe solitario si è rifugiato nella caverna
mi ha abbandonato qui a combattere
sono costretto ad indossare questa scomoda armatura
e adesso vengo usato come bersaglio

Per quanti giorni ancora dovrò combattere senza battermi
e quante centurie calpesteranno e violeranno il mio terreno
Cavaliere senza cavallo io sono!
Capitano di una Valle Solitaria
Senza un esercito da guidare né attitudini al comando
Senza coraggio.

Uomo della strada svesti 'il tuo' Signore e fallo tornare ciò che era
Fallo tornare vero!

Note

(*1) Gino Paoli
(*2) nel senso della key del computer non di pianoforte o strumento
musicale
(*3) Riccardo III William Shakespeare
(*4) comandante persiano che mosse guerra contro le armate di Leonida

(*) La nota fondamentale resta Bob Dylan, perché senza la sua 'Like a
Rolling Stone', non sarei mai entrato nello stato di trance necessario
per scavarmi dentro e pescare tutti i sentimenti contenuti nel mio
testo. E anche oltre la canzone ci altri riferimenti più o meno
nascosti.

Ps
scusami se ti sto monopolizzando il sito!
E' il classico fare espansivo del meridionale!
E quanto sono meridionale, io!!!

cmq sto scrivendo anche un saggio sugli album minori di Dylan dal titolo "L'insostenibile leggerezza di quel 'Dylan minore'"

Un'analisi musicale sugli album Nashville Skyline, New Morning, Shot of love, Empire Burlesque e "Love and Theft"...

se ti interessa te la spedisco appena finisco di scriverla, così magari mi dai un consiglio e poi se è il caso la pubblichi sul sito...
grazie ancora e perdona il mio essere un logorroico della tastiera...

Ciao Dario,
hai ragione sul fatto che dieci brani sono troppo pochi per uno come Dylan, come sottolineava Giulia prima...
Bene per l'opera di proselitismo cosentino... Prosegui così e mi raccomando segnala a tutti l'indirizzo di MF così aumentiamo la comunità...
Aspetta, aspetta... Vuoi dire che avevi pensato a quella trama della Repubblica Meridionale d'Europa PRIMA di vedere Masked and anonymous?
Se ho capito bene sarebbe incredibile... Come potresti a questo punto non avere Dylan nel tuo dna? :o)
Purtroppo per quanto riguarda l'autobiografia di Bob, seconda parte, non si hanno ancora molte notizie... Intanto non perderti "Tarantula" (il cosiddetto "romanzo" scritto da Dylan negli anni sessanta) che uscirà tra pochi mesi per Feltrinelli a cura di Alessandro Carrera, ricchissimo di note... diciamo finalmente l'edizione definitiva...
La cover della Collins che citi non me la ricordo sinceramente... l'avrò sicuramente ascoltata ma al momento non mi sovviene... la cercherò...
Ti consiglio sicuramente il libro di Marcus su Like a rolling stone, anzi ti consiglio in generale tutto quello che scrive Greil Marcus su Bob chè è sempre molto interessante.
Bello il tuo componimento dylan-style che ora mi impegnerà per le prossime settimane alla ricerca delle citazioni :o) Ovviamente puoi e devi mandarmi il saggio sui dischi minori... come forse saprai abbiamo la rubrica "Come writers..." in cui pubblichiamo tutti i saggi inviatici dai lettori di MF, accanto ad altri di firme prestigiose come Alessandro Carrera, Paolo Vites, Stefano Rizzo, Fernanda Pivano et cetera...
Una sola correzione assolutamente d'uopo: "Love and theft" disco MINORE????
"Love and theft" è considerato uno dei grandissimi dischi di Dylan.
Ha ricevuto lodi ed encomi da TUTTI i critici mondiali ed ha venduto tantissimo oltre ad essere arrivato in vetta alle classifiche di tutto il mondo...  Se vai in questa pagina te ne potrai rendere conto... a patto che tu abbia un paio di giorni per leggere tutto. Se no ecco un riassunto:
"Love and theft è uno dei più importanti album dell'intera carriera di Dylan" (Indipendent)
"Bob Dylan è una dinamo sonica. Love and theft è il primo album di Dylan da Highway 61Revisited in cui la musica ti cattura prima delle parole" (Los angeles Times, giudizio: 4 stelle su 4)
"Con Love and theft Dylan supera tutte le attese con un tipo molto differente di capolavoro" (Billboard)
"Bob Dylan porta tutto a casa nel suo 43mo album, Love and theft, un capolavoro che è un viaggio attraverso la storia musicale americana" (Rolling Stone, giudizio: 5 stelle su 5)
"Bob Dylan è il moderno Shakespeare" (The Guardian)
"Dylan dipinge un altro capolavoro. Love and theft è il miglior album dell'anno ed il primo grande album del 21mo secolo" (The Berkshire Eagle)
"Il nuovo disco "Love & Theft", uscito in questi giorni, è l'ennesima conferma di un talento unico tra i musicisti (e non solo) contemporanei. Di questi tempi non capita spesso di avere la fortuna di ascoltare un disco così."
"Con «Love and Theft» il musicista torna ai tempi d'oro", "Love And Theft  ha fatto gridare critici devoti e ascoltatori comuni al miracolo"
"E' tornato a essere il Dylan che era (...) Il se stesso di sempre, manifesto perfetto e completo di una poetica che ora ritroviamo intatta." (Ranieri Polese da "Sette", settimanale del Corriere della Sera).
"Con il suo 43mo nuovo album "Love and theft" la sterminata discografia di Dylan si arrichisce di nuovi capolavori", "In ognuna delle 12 splendide canzoni di questo cd la sua voce intercetta un'inquietudine universale" (Antonella Fiori da "Sorrisi e Canzoni TV")
"E’ al suo 43esimo album, ma è più in forma che mai" (Andrea Carugati da "Il Messaggero")
"Love and Theft: a 60 anni Dylan ha dipinto un altro capolavoro" (Washington Post)
"Love and Theft è un disco sorprendente" (Paolo Carù, da "Buscadero")
"Ritrovando a 60 anni l'autentico blues e l'ironia dei suoi debutti Dylan realizza  con "Love and theft" uno dei più grandi album della sua carriera". "Non c'è un solo titolo mediocre su questo album e molti possono rivaleggiare con le migliori canzoni di tutta la sua produzione" (Liberation)
"Bussando alle porte dell'Inferno Bob Dylan riesplode con un capolavoro blues con un tocco di diabolico ingegno". "La voce di Dylan non è mai suonata così meravigliosamente distrutta" (Daily News)
"Dylan è sicuramente al suo massimo. Sconvolgendo le aspettative "Love and Theft" getta un ponte tra futuro e passato in una radicale reinvenzione degli stili musicali dell'America ante-guerra e sta registrando uno sfrenato entusiasmo come i suoi primi classici. Rolling Stone ha assegnato al disco cinque stelle, il primo punteggio pieno per un album dal lontano 1992" (USA Today)
Insomma io lo toglierei dalla tua lista dell'insostenibile leggerezza... :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4413) grazie a Stefano C. per questo link sul caso "Factory Girl"

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2006/12_Dicembre/14/factory.shtml


4414) In uno scambio di mail private chiedevo a Beppe, esperto deandreiano, la seguente cosa:
a proposito tu che sei addentro alle cose deandreiane...
si è poi saputa la verità sulla presunta partecipazione di de andrè al concerto di dylan nell'84 in italia... in
particolare qual è la versione più attendibile? quella per cui de andrè invitato ad aprire il concerto per bob disse orgoglioso e offeso: io non apro i concerti per nessuno!
oppure: io aprire per dylan? non scherziamo... mi cagherei addosso....
ciao
michele "napoleon in rags"

Ed ecco la risposta di Beppe che credo interessi anche tutti i lettori di questa rubrica

Bella domanda!! Per la verità qualche anno fa sono riuscito a porre il quesito sia alla Dori (Ghezzi, nota di Napoleon) che a Cristiano (figlio di De Andrè, nota di Napoleon) e, mentre quest’ultimo mi disse che il
padre appunto non avrebbe fatto l’apripista di nessuno, l’acida consorte mi rispose che Fabrizio aveva paura di un simile incontro. Personalmente credo che la verità sia in una delle rare interviste audio che De Andrè talvolta rilasciava e in cui disse che sarebbe stato abbastanza imbarazzante in un contesto così decisamente rockeggiante (erano anni di Marley, Springsteen etc. che riempivano gli stadi) presentarsi immancabilmente seduto a gambe incrociate con la sua chitarra acustica ed il faretto puntato sugli spartiti
mentre Dylan e Santana, ancora giovani leoni, incrociavano le Stratocaster al ritmo indiavolato di Soul sacrifice o di LARS. Del resto come mi confidò Francone Mussida della PFM ci volle una pazienza certosina, all’epoca, per convincere Faber a presentarsi in pubblico accompagnato da una rock
band rispetto a cui si sentiva quanto meno a disagio e un po’ impacciato.
Negli anni 90’ , secondo me aveva poi acquisito una notevole padronanza della scena, ciononostante non gli è mai riuscito di schiodarsi dalla sua sedia a centro palco se non per accucciarsi a terra cantando Sidun o per il bis finale del Pescatore (suonata con Gibson solid body con una gamba appoggiata sulla sedia in stile Georges Brassens all’Olympia di Parigi). Più di questo non so dirti, ma se mi dovessero giungere aggiornamenti ti terrò informato.

Ah, dimenticavo; un piccolo quesito. Sai dove posso rintracciare l’audio di “Anahtea”, di Judy Collins che è poi la rielaborazione di una vecchia ballata a cui anche Bob si ispirò per Seven Curses? Idem per Red Wing che, se non sbaglio è una vecchia ballata scozzese. Ne sai qualcosa di piu'?

Grazie e a presto, Beppe.

Ciao Beppe
e grazie per le delucidazioni.
Non conosco la canzone della Collins che citi... Qualcuno può aiutarci?
Fateci sapere.
Grazie.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4415) Mi chiamo Davide Imbrogno. Ho diciannove anni. Abito a San Benedetto Ullano, in provincia di Cosenza.Un piccolo paese alle pendici della Catena Costiera tirrenica.
Un mio caro amico e compagno di viaggi, mi ha parlato del vostro sito.
Il nome del sito mi ha incuriosito molto, Maggie 's Farm rimane una delle mie canzoni preferite del Santo Bob. Beh! Questo lo sanno tutti.
Sono un giovane malato e tossicodipendente di musica rock anni settanta. Sono un appassionato di Dylan, Springsteen, Van Morrison, ecc. Ho visto due volte Bob Dylan dal vivo, la prima volta fu nel 2003 a Roma, in quell'occasione dovetti litigare con mia madre perché lei, non era d'accordo a mandarmi da solo al concerto. Ma poi riuscii a convincerla e andai a vedere Bob al Palalottomatica, credo che quella serata abbia stravolto il mio modo di pensare e di essere un adolescente di sedici anni. La seconda volta che vidi Dylan, risale a questa estate quando è venuto nella mia città: Cosenza. Quando ho sentito la notizia, ho creduto fosse una bufala, ma un giorno percorrendo con la macchina una strada della mia città, vidi un
manifesto sei metri per tre, sul quale c'era scritto: Bob Dylan, stadio San Vito di Cosenza, 20 luglio 2006 ore 21:00. quando lessi il manifesto stavo rischiando di andarmi a schiantare contro un muro. Il concerto di Cosenza è stato sublime. Andai a vedere il concerto con quattro miei cari amici: Dario, Paolo, Luca e Fabrizio. Quella sera Bob era davvero in forma, pensate ci ha lasciato cantare il ritornello di Like. A fine esibizione, ha persino detto: 'Thank you!'. Ma la cosa più bella che mi sia mai capitata fu quando, a fine esibizione, io gridai a squarcia gola: BOOB! Bob si rivolse con lo sguardo alla prima fila, e dopo aver guardato per un istante verso di me e verso i miei amici, con il suo dito indice ci ha indicati. Per circa un secondo ho guardato gli occhi di Dylan, che guardavano i miei. È stato come avere trentasette orgasmi in contemporanea. Posso assicurarvi di aver visto gli occhi del Re Iguana, un angelo sterminatore, ho visto occhi che da anni ormai, non provano più a scrutare verità e bellezza! Non siamo sicuri che i santi esistono, ma siamo sicuri che esiste Bob Dylan, un uomo, un angelo, che continua a fare miracoli. La prima volta che ascoltai Dylan avevo quindici anni (prima lo conoscevo solo per nome, e sapevo un paio di canzoni), il mio caro amico Dario, in un momento in cui ci stavamo rilassando in presenza della 'Regina Mary' decise di farmi ascoltare 'Hurricane', per la prima volta ascoltai il Bolero del ventesimo secolo, ascoltai la canzone Rock più bella che fosse mai stata scritta, decisi di procurarmi l'album Desire, e tutti i dischi possibile.

Volevo chiedervi: Modern times è di sicuro un gran disco, ma come mai Dylan si ostina a proporre tutti questi brani swing, che senso hanno?
Dove posso trovare la versione di 'Sittin' on the dock of the bay' cantata da Dylan?
E' vero che 'Sara' è stata incisa una sola volta?
Potete darmi qualche informazione più specifica su Desire, sulla sua realizzazione?
Vorrei farvi i miei complimenti per il sito, è davvero fatto bene. Ho deciso di inviarvi questa mail, con in allegato un mio racconto che ha alcuni riferimenti Dylaniani, ovviamente la storia è inventata! Grazie
della vostra passione, entrando nel sito, si capisce d'essere adepti di una religione che ha come messia un uomo dal naso pronunciato!

Ciao da Davide the Saint!

Ps
Dite a Dario 'Twist of Fate' che la sua 'presunta carriera di cantante' è finita prima di iniziare e che con quella barba più che Dylan, sembra Bob Seger dei poveri!

Ciao Davide,
visto anche il tuo ps credo di intuire chi sia il Dario che citi con cui sei andato al concerto :o)
Allora per quanto riguarda i brani swing... non direi che Bob si ostina a farli... In realtà li ha sempre fatti anche in passato... Come lui stesso ha dichiarato a proposito di MT sono nel suo dna... Tieni conto che è
cresciuto con quel tipo di brani... Secondo me il bello di Bob è anche questo, cioè riuscire a coprire con la sua produzione praticamente l'intero spettro della musica americana tradizionale... Non saprei che senso hanno... Non credo che debbano avere un senso... Ripeto, fanno parte di Dylan, della sua storia e delle sue radici, al pari dei brani r'n'r della sun records, al pari di Elvis, di Odetta, di Guthrie, dei gospel etc... Spesso in passato ne ha eseguite tante in veste di cover... Forse è vero che di recente ne ha fatte un po' di più in prima persona, scrivendole (o riscrivendole sulla base di brani antichi)... A me piacciono molto...
Dylan, che molti si ostinano a immaginare esclusivamente come il menestrello che canta canzoni folk di protesta con la chitarra e l'armonica, ha cantato di tutto nella sua vita: il folk/blues tradizionale del primo disco e dei primi tempi, il folk di protesta dei primi album di originali, la canzone politica in particolare in The times..., il talking blues da Freewheelin' a Under the red sky, il chicago blues dei dischi elettrici dei sessanta, il country di Nashville Skyline e di molti altri dischi successivi, il reggae del periodo Budokan e zone limitrofe, le crooner songs disseminate dai tempi di Self Portrait fino a Modern Times (da Frank Sinatra ad Elvis, da Gilbert Becaud a Charles Aznavour), il rock acido ed il punk ante litteram dei tempi di The Band e della Paul Butterfield Blues Band, il rock and roll più puro, il rockabilly e tutte le altre forme similari disseminate qua e là in concerto e nei dischi da Down in the groove a "Love and theft" e Modern Times, il rock pastorale e biblico di John Wesley Harding, il tex-mex, il rap, le ballads in tutte le loro forme rock-ballad, country-ballad, gospel-ballad etc. (ed in cui credo sia indiscusso maestro), la black music, il r'n'b' ed il gospel esaltante dei tempi di Street Legal, Slow train Coming, Saved, la musica caraibica di alcuni brani degli anni '80, il folk tradizionale anglo/americano ripreso a piene mani dagli anni 60 ad oggi ed esaltato in dischi come World gone wrong e Good as I been to you oltre che nelle centinaia di cover eseguite in concerto, il vaudeville, il walzer, il jazz, lo spoken word di New Morning, il pop di Self Portrait e naturalmente il blues in tutte le sue forme.
Per quanto riguarda Sittin' on the dock of the bay chi lo sa su che boot è reperibile? Fateci sapere, grazie!
Per quanto riguarda Sara in una take la risposta è sì.
Per quanto riguarda Desire ti consiglio questo articolo di Paolo Vites. E soprattutto questo, sempre di Paolo.
Ho pubblicato il tuo racconto... Chi non lo ha letto lo trova qui . E... OK, l'ho inserito nella pagina dei "fantaracconti dylaniani"...
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4416) Grazie a Raffaella che mi invia quanto segue...

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2006/12_Dicembre/06/pezzo_europeo.shtml


4417) Ciao Michele, ti mando in anteprima l'ultimo articolo che ho scritto per 'Vulcano', il bimestrale di attualità, politica, cultura & sport dell'hinterland cagliaritano con cui da circa un anno collaboro.

Riguarda Eva Cassidy, un'artista straordinaria e poco conosciuta dal grande pubblico, che purtroppo non ha avuto durante la sua breve vita (è morta a causa di un melanoma a soli 33 anni) quel successo che
avrebbe certamente meritato.

Ho voluto dedicarle quest'articolo, sia perché da quando (grazie ad un amico) ho scoperto la sua voce me ne sono follemente innamorato, sia perché - a dieci anni dalla sua scomparsa - nessuna rivista
specializzata ha pensato (così almeno mi sembra) di ripercorrere la sua triste vicenda.

Ti mando anche, insieme all'articolo, alcuni video tratti da youtube! E' solo una piccola selezione basata sul mio gusto personale, ma è più che sufficiente (per chi non ha mai avuto la fortuna di ascoltare questa straordinaria interprete) per farsi un'idea della sua eccezionale bravura. Spero che abbia il tempo di
guardarli, appena puoi, perché ne vale davvero la pena...

Ecco qua i rispettivi link:

http://www.youtube.com/watch?v=eUwTdqPkluY
http://www.youtube.com/watch?v=NRxfOYFVjP4
http://www.youtube.com/watch?v=K7-haKkFnT8
http://www.youtube.com/watch?v=WhIn97TI_20
http://www.youtube.com/watch?v=qK176U7bWR4
http://www.youtube.com/watch?v=M8xG08JNdmg
http://www.youtube.com/watch?v=JQuksPhbUMc

Se poi qualcuno fosse interessato ad approfondire ulteriormente l'argomento, consiglio una visita ai seguenti siti:

http://evacassidy.org/eva/
http://www.crosstownarts.com/CrosstownArts/client_music/eva/
http://www.evacassidy.dk/

That's all!

Spero che possa trovare l'articolo di tuo interesse e ti dico, per concludere, che sto facendo indagini più 'approfondite' per sapere se Eva Cassidy ha cantato anche qualcosa di Bob Dylan! Non ne sono sicuro, ma non mi sentirei di escluderlo...

Grazie a 'youtube' oggi stanno affiorando un sacco di cose interessanti... chissà, magari prima o poi potrebbe saltar fuori qualcosa di Bob rifatta anche da Eva! Let's hope...

Un saluto, e alla prossima!
Stefano 'Red Lynx'

PS: ah, l'autore dell'articolo, cioè Bob Smith, sono sempre io! E' lo pseudonimo che uso per scrivere nel giornale e l'ho scelto of course unendo i nomi di due tra i miei artisti preferiti, cioè Bob Dylan e Patti Smith!

Ciao Stefano
ok per tutto. Non conoscevo Eva Cassidy... Andrò a guardarmi i video che linki...
Ecco di seguito l'articolo di Stefano...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

Un angelo caduto in volo – la triste storia di Eva Cassidy
di Bob Smith

Il 2 novembre del 1996, a soli 33 anni, si spegneva, stroncata da un male incurabile, Eva Marie Cassidy. So che questo nome probabilmente non dirà nulla ai più che leggono, ma ci va comunque di parlare di lei e di ricordarla perché si tratta, a nostro parere, di un'artista straordinaria di cui, a dieci anni dalla scomparsa, un po' tutti gli “addetti ai lavori” sembrano essersi dimenticati.
E' una storia dannatamente triste la sua, ma merita di essere raccontata perché ci fa capire, nella sua drammaticità, quanto possa essere cieca, e talvolta persino crudele, l'industria del music business.
Eva nacque nel 1963 ad Oxon Hill (Maryland), ma trascorse la sua infanzia e il resto dei suoi giorni ad Alexandria (Virginia), nei pressi di Washington.
L'aria musicale che si respira in famiglia la porta ben presto a cimentarsi nel canto, e a mettere su insieme al padre Hugh (uno scultore con la passione per la musica folk e country) e al fratello Danny una piccola band. Qualche anno dopo (siamo nel 1986) Eva, convinta da un amico, entra per la prima volta in uno studio di registrazione incidendo alcuni brani con un gruppo vero e proprio, i Method Actor. Quando il musicista e produttore Chris Biondo la sente cantare rimane letteralmente folgorato dalla sua voce potente e straordinariamente duttile, una voce capace di affrontare, con egual intensità, tanto i classici del soul
quanto gli standard del jazz e del blues e, intuendone le potenzialità, le prospetta immediatamente una serie di nuove collaborazioni.
Da quel momento in poi, sotto la guida di Biondo e grazie anche al sodalizio con Chuck Brown (un musicista di rhytm'n'blues molto popolare nell'area di Washington), la timida ed introversa Eva inizia a farsi conoscere e apprezzare, e a suonare dal vivo in maniera continuativa. Ma nonostante i consensi del pubblico e i reiterati sforzi di Biondo, nessuna major si dimostra interessata a metterla sotto contratto. La sua voce è ritenuta troppo sofisticata per i gusti medi del pubblico, e quindi “non commerciabile”.
Nel 1996 esce, fortissimamente voluto da Biondo, un disco registrato dal vivo al 'Blues Alley' (un leggendario locale jazz di Washington), l'unico insieme a 'The Other Side' (una raccolta di duetti con Chuck Brown) pubblicato quando Eva era ancora in vita. Il disco è naturalmente autoprodotto, e chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo sa di cosa era capace Eva davanti ad un microfono. Il repertorio affrontato, interamente composto di cover, spazia dal jazz al blues e racchiude in 13 brani tutta la potenza espressiva di quest'artista tanto brava quanto sfortunata. Il trattamento riservato da Eva (accompagnata, va detto, da
un ensemble di musicisti straordinari) a classici senza tempo quali 'Cheek to cheek', Stormy monday', 'Fine and mellow', 'Autumn leaves' e 'What a wonderful world' è a dir poco stupefacente. Come altrettanto stupefacenti, per non dire da pelle d'oca, sono le riletture di 'People get ready' (Curtis Mayfield), 'Bridge over troubled water' (Paul Simon) e, soprattutto, 'Fields of gold' (Sting).
Eppure, nonostante ciò, sia il disco in questione sia quello registrato qualche anno prima con Chuck Brown, passano praticamente inosservati.
All'inizio del 1996 Eva inizia ad avvertire dei forti dolori all'anca. Viene ricoverata al John Hopkins Hospital di Baltimora e, dopo una serie di accurati esami clinici, arriva il terribile responso dei medici: melanoma avanzato, le restano sì e no altri cinque mesi di vita.
Nel settembre dello stesso anno si esibisce insieme a Chuck Brown per l'ultima volta, in occasione di un piccolo concerto–tributo organizzato dagli amici. Morirà il 2 novembre successivo, a soli 33 anni, nel più totale anonimato massmediatico.
La sua scoperta a livello mondiale e il successo arriveranno, purtroppo, solo due anni dopo la tragica scomparsa grazie ad un dee–jay della BBC di Londra che, incantato dalla sua voce, inizia a trasmettere alla radio la versione di 'Over the rainbow' (il brano tratto dal musical 'Il mago di Oz', reso celebre alla fine degli anni '30 da Judy Garland) registrata alcuni anni prima da Eva.
Il clamoroso successo decretato dagli ascoltatori induce una piccola label inglese (la Hot Records) ad assemblare una raccolta antologica ('Songbird'), che nel giro di poche settimane vende un milione di copie raggiungendo addirittura il primo posto delle charts inglesi.
Così, in maniera casuale e del tutto inopinata, quella stessa ragazza che solo qualche anno prima veniva rifiutata dalle più importanti case discografiche perché ritenuta “non adatta” al grande pubblico e che mai, in vita, riuscì a varcare i confini di casa propria, quel fragile angelo biondo la cui voce si stenta quasi a credere possa essere esistita, riuscì ad ottenere quei riconoscimenti che un destino beffardo le aveva sempre negato durante la sua breve e tormentata esistenza.
I dischi di Eva Cassidy sono stati ora tutti ristampati e si trovano, finalmente, anche in Italia. Se siete amanti della buona musica, se ancora riuscite a commuovervi davanti ad una canzone, se siete interessati a sapere com'è la voce di un angelo, l'unico consiglio che posso darvi è di cercare, in qualsiasi modo, questi dischi. Fatelo, e quella voce non vi abbandonerà più. 


4418) Ciao Michele, ho appena letto il racconto di Davide 'The saint' Imbrogno, l' ho trovato terribilmente affascinante, un nuovo tassello dylaniano direi, a metà fra Verdone e Sergio Caputo, con quell'alone
di sconfitta che ci copre e ci rende immuni da ogni sortilegio. In questa landa desolata, vallata di santi, boscaioli e agricoltori, come direbbe il Poeta?
Volevo chiederti, sento un gran parlare di queste versioni differenti di Dignity, non ho mai sentito la versione del Best of volume 2, vale la pena procurarlo, a me piace molto il pezzo com'è sull'Unplugged e
anche la versione di Joe Cocker.
Questa è una nuova e strampalata teoria: Dylan sta tentando di distruggere il Suo mito, perché il Mito è un mostro di celluloide, ma è il sangue che c'è dietro a creare il Mito. Così facendo sta plasmando
uno spettro ancora più indistruttibile, ovvero 'La corazza del distruttore del Mito'. Come del resto non c'era riuscito nei primi '70, non ci riesce neppure adesso. I tempi stanno cambiando e abbiamo
bisogno di Dylan più che mai. Un Occidente votato alla distruzione ha bisogno di un distruttore che così facendo accresce la propria Leggenda!
Dio benedica Dylan anche per questa abilità!
Mi rendo conto che il concetto è bislacco e molto confuso.

Se è possibile mi piacerebbe aggiungere alla lista di film dylaniani altri titoli?

Lenny con Dustin Hoffman (film biografico su Lenny Bruce)

'Radio America' e 'Kansas city' di Robert Altman

Bound for Glory film biografico su Woody Ghutrie

Honky tonk man di Clint Eastwood - L'uomo che non c'era di Joel Coen

Accordi e disaccordi e Manhattan di Woody Allen

Prima della pioggia di Miko Manchevsj (penso sia scritto male il nome del regista)

Ps
Ti allego un mio racconto che ho recentemente resuscitato dalla polvere. E' molto diverso nei toni rispetto a 'Materiali di età neroniana', ma con altrettanti riferimenti dylaniani, anche se qui Dylan non è presente come attore della storia, fa più da colonna sonora scenografica e da fonte d'ispirazione'

Ciao Dario,
direi che sicuramente vale la pena di avere tutte le versioni di Dignity, che è una canzone secondo me  molto bella in tutte le sue incarnazioni... Per certi versi la mia preferita resta quella di Umplugged...
Ok per la lista aggiornata dei film "dylaniani"... Aggiungo quelli nuovi e quanto prima metto tutto su una pagina apposita...
Ecco il racconto.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

“L’accappatoio rosa”      del 25-4-2006 e del 12-12-2006

(Liberamente ispirato a Blood on the tracks, ad altre canzoni di Bob Dylan e soprattutto da episodi (auto)biografici)

“Noontime, and I'm still pushin' myself along the road, the darkest part,
Into the narrow lanes, I can't stumble or stay put.
Someone else is speakin' with my mouth, but I'm listening only to my heart.
I've made shoes for everyone, even you, while I still go barefoot”

                                                                                                         (Bob Dylan  I and I)

“Soprattutto ricorda cosa pensasti di me quando c’incontrammo: il primo respiro è tuo ma gli altri appartengono ad entrambi.
Nascondi ogni battito di cuore sbagliato e fammi vedere cosa passa attorno ai tuoi caldi umori.
Non ho mai assaporato il gusto dell’infinito, ma il desiderio che fa bramare la tua carne è maggiore della volontà di diventare vegetariano.
Ogni mia molecola pulsa: avverto la tua presenza e le vibrazioni infinitesimali si riflettono nell’Oceano Indiano provocando maremoti.
“Tu ferisci gli unici che io amo di più e copri la verità con le menzogne.”
Adesso scordati il tuo grigio passato, dimentica, quel che hanno visto nel futuro. Stanotte mi sento l’ultimo guerriero rimasto, e sono qui per esaudire ogni tuo ordine anche il più peccaminoso e amorale, se solo tu lo chiedessi potrei sfamare le tue ataviche bramosie di sazietà. Oltre la sfera delle percezioni, oltre il tempo stesso.
Non domandarti: chi fermerà il dolore? Pensa a chi fermerà il tuo dolore!
“E’ passato tanto tempo, neppure ricordo quando una sconosciuta ha dormito l’ultima volta nel mio letto…”

Aveva smesso di credere e lottava solo per se stesso e non aveva nessun’intenzione di confrontarsi.
Per continuare a gettare sale sulle ferite ascoltava in continuazione alcune canzoni di Bob Dylan, una su tutte “Idiot Wind”, il suo trentatré giri di “Blood on the tracks” gracchiava come un Corvo Tempesta, ogni imperfezione del suono proferiva alla sua coscienza un’occasione per crescere, per capire, la voce di Dylan si gonfiava nella stanza, interagiva col suo essere e bruciava come acido caustico sul suo apparato genitale.
Ogni sconfitta porta con se un desiderio e una maledizione.
“Quello che è buono è cattivo, quello che è cattivo è buono.
Non ho conosciuto pace e quiete per così tanto tempo che non riesco nemmeno a ricordare come sia / C'è un soldato solitario sulla croce, fumo si riversa fuori dalla porta di un vagone
Non lo sapevi, non credevi che sarebbe potuto accadere, alla fine ha vinto la guerra dopo aver perso tutte le battaglie.”
Quei solchi ormai consunti erano parti integranti della sua esperienza d’amante fallito e fallimentare.
Nessuna cosa riusciva a distrarlo dal suo dolore accecante come il ghiaccio e il fuoco, l’idea di lei continuava a perseguitarlo, coi suoi sorrisi, con le sue provocazioni che non avevano metodo né scopo, come quando, sedendo sul divano lo carezzava, col piede nudo e sensuale, e lo smalto sulle unghie fucsia, volendo solo sondare la vitalità e l’elasticità e magari, perché no, se qualcosa nei suoi pantaloni era ancora in grado di guizzare e fino a che punto era possibile tenere a bada l’istinto immediato di reagire.
Le donne sui vent’anni sono imbarazzanti: perennemente dibattute fra la realtà del sesso sul sedile posteriore e il sogno dell’amore nel castello.

Vittorio sapeva che le donne adorano fare l’amore e darti piacere, magari non a te ma a qualcuno che ti somiglia molto, con una linea migliore.
Nessuna era mai stata veramente interessata ad uno così, brevilineo, un naso storto che gli proferiva carattere e grinta, come un gran rapace che però stando troppo a terra si appesantisce e non può più volare in alto come un tempo sapeva fare.
Gli occhi invece erano magnetici e sapevano cogliere le sfumature della vita, oltre alle curve di donne vogliose, ma non di lui che insistevano col raccontare particolari piccanti e che forse tentavano di provocarlo, ma con la tipica discrezione che piace tanto agli ambigui e su cui le femmine sanno primeggiare, facendone motivo di vanto e arrecando pretese di sensibilità e di esclusiva
comprensione della natura umana!

A volte pensava allo stare solo come alla condizione ideale dell’uomo, la perfezione.
C’era una parte di Vittorio che voleva solo vivere, l’altra ambiva invece l’amore, il sentire, il conoscere, il confrontarsi, a volte, nei momenti di delirio addirittura il capire.

Il significato: c’è gente che rincorre ancora il significato di una canzone, di un film, l’arte oggi ha perso di valore, ma alcune opere trascendono tale ragione, riescono ad andare oltre il significato.
Solo un Cantante in quel gioco riusciva più di tutti a farlo arrendere alla vita, lo faceva sentire una vera nullità, era Qualcuno che nella sua vita non era mai sceso a compromessi col suo essere Artista, Uno che nemmeno cantava bene, perché a volte non c’è da cantare bene o da suonare, a volte bisogna solo dare l’anima ed essere veri, sentire ogni verso come se fosse quello finale.
Gli stava a cuore questo tipo d’arte, non altrettanto la sua vita che si trascinava a fatica come uno zaino pieno di sogni spezzati ed incubi a stento celati.
Anche nella vita di un satiro amorale può splendere il sole con tutta la sua energica letizia.
E quindi, dopo rinunce, gioie, momenti di crescita, disillusione, perdita di valori e ripensamenti in corsa, Vittorio tornò alla Vita. Dentro avvertiva forte un malessere diffuso in tutto il corpo, il cui riverbero aveva un effetto domino anche sul suo circondario.

Il sogno di Vittorio

Quella mattina Natalia lo aveva svegliato, e lui aveva in mente di telefonare ai genitori: credeva di aver lasciato la sua Panda in un parcheggio non autorizzato in Via Roma. Non trovava la macchina e dopo una breve esitazione s’era ricordato d’averla lasciata in un divieto di sosta. La realtà, fatta d’estemporanee reminiscenze e tangibile possibilità, ogni giorno sceglieva tra le tante variabili, in una fusione simbiotica.

Un passato che confluiva nel futuro, un futuro che interagiva con il passato. In quel periodo non assumeva droghe. Solo un regime di sesso eccessivo.
Era stemperato: girava a vuoto all’interno di un sistema che in ogni modo se l’era ingollato e inalato.
Un sole caldo gli asciugava gli occhi facendo rientrare le lumache dentro il guscio e riportando i suoni della notte lontani…
Un groviglio di pensieri lo assaliva. Non era quello il momento per abbandonare la sua mente nella coscienza dove presente, futuro, passato, visioni e realtà convivevano in un’elastica armonia.

Vittorio non poteva far a meno di pensare alla sua amica perduta nell’altra vita parallela. Quel viaggio lo portava lontano dalla sua coscienza e dall’ideale di vita.

Ascolti quel pezzo e il disco ce l’ hai in mano: non lo lasceresti mai, ma prima o poi ti svegli e nonostante tutti gli sforzi e la fatica non ti riesce di portarlo nel mondo concreto che lo imbruttisce e lo rende simile a tutto il resto, niente di speciale, ma quale unicità!

Quel pezzo lo portava direttamente nell’altra dimensione, la parte che stringeva e non lo lasciava: la manina che un’altra volta tornava a strattonare e il disco c’era, ma non la voglia di ascoltarlo.
Tanto lo stereo non funziona mai o non lo senti tu, oppure perviene tempestivamente qualcuno che ti distrae, perché quella è una porta che proprio non puoi aprire…
C’era una luce strana, pulita…

La casa si trovava dove era sempre stata: non il calore di fine primavera che la avvolgeva, un pomeriggio di maggio intenso e rigonfio di caldana, in uno stato di catartica attenzione fluttuante, dove i momenti s’intersecavano con lente e avvolgenti dissolvenze incrociate.
Però quella mattina lasciava scorrere il tempo nel verso umorale e solo l’orologio fucsia a forma di peperone di Vittorio poteva scandirlo.

Sempre senza destarsi dal letto, sentì qualcuno chiamare il suo nome, si affacciò sul balcone anche se la camera da letto il balcone non l’aveva mai avuto: c’era gente in acqua e c’era anche il mare!
Invitò a salire gli amici di sempre per far baldoria come non faceva da qualche tempo e per far loro conoscere Natalia.
In una girandola di colori pastello con un cielo vaniglia il sole si posò dolcemente sull’acqua, per nascondersi lento dietro ad esso: il Mar Ionio, in un pomeriggio di maggio, nella casa col sole che tramonta ad est” Natalia non c’era più. Sentiva verso lei una distanza siderale ed immotivata.

Viveva una paradossale quotidianità da clima apocalittico.
Uno schizofrenico scoppiettante in pantofole scalcagnate, sempre di buon umore, senza motivo.
Lei non era solo una ragazza, aveva dentro energie e visioni d’insieme capaci di far testo a sé.
Un’infanzia vissuta con impeto, astuzia: lucida follia e perversione mortalmente arroventata.
Una libellula infuocata che buca ogni velo d’ipocrisia e di burocrazia cartacea e legislativa.
Solo spirito: destinata a schiantarsi come una supernova; a trovare la propria Posizione Originaria.

Saliva sul bus senza pensare né salutare, non sapeva dove si sarebbe diretta, però viveva con passione e vigore ogni particella del proprio se.
Proprio come quando divenne donna, per gioco e senza saperne le conseguenze: un ragazzo poco più grande di lei la prese, con naturale sgomento e stupore divenne ciò che odiava, matura!
Lei era tanti mondi lontanissimi che grazie ad un portale si trasformavano fluidamente in parole calde, come gli umori che spesso secernevano le sue mutande.

Quando lo vide, col suo naso terribile ed espressivo, non poté far altro che sbattergli addosso.
Lei ebbe un sussulto, ma lo riconobbe.
Tra l’altro camminava con le braccia basse e una mano, presa alla sprovvista si diresse con fiuto e senza volerlo sul suo pacco.
Enorme. Non aveva mai sentito al tatto una simile sensazione.
Ebbe quasi paura, ma era così scossa che non tolse subito la mano, del resto c’era un gran freddo e quel posto fu insolitamente caldo e ospitale.
Vittorio con imbarazzo le prese la mano e gliela strinse, presentandosi e scusandosi per l’incidente, assicurandole che non soffriva di problemi di prostata.

Lui non lasciava scampo, assaliva le persone senza dare l’opportunità di conoscerlo realmente, perché non conosceva se stesso abbastanza bene.
Stava dimenticando qualcosa d’importante, stava perdendo la sua candida ingenuità.
L’innocenza del suo volto lasciava campo aperto ad un disilluso e sempiterno ghigno da figlio di puttana. Una ruga scomposta s’ inerpicava sopra il suo labbro superiore facendo quasi una curva.
Ma cosa stava dimenticando? Difficile dirlo.

“Vento idiota che soffia ogni volta che muovi la bocca / che soffia sulle strade che portano qui a Sud  / Vento idiota che soffia ogni volta che sbatti i denti sei un'idiota, bambina  /  E' un miracolo che tu sappia ancora come respirare”

Lei aveva grandi e multiformi qualità, che lui non vedeva più.

“Riesci a sentirmi adesso? Comincio ad odiare me stesso.Cominci ad odiarmi?
Riesci a sentire il mio coltello che entra con tutta la lama nelle tue candide carni”.
“Tu hai domato il leone nella mia gabbia ma non era abbastanza per cambiare il mio cuore”

Ancora una volta sentiva il suo sangue arabo scorrere nelle vene e partire, con voce disperata ma possente, in un canto flamenco di dolore per la sua misericordia. Il rifiuto di una nuova visione del se senza la sua Natalia.

Lei studiava Antropologia Culturale ed era rimasta shockata nell’apprendere gli usi e costumi d’alcuni paesini dell’entroterra siciliano.

Anticamente le donne, dopo sposate, nel preparare il pranzo al marito mischiavano al cibo il sangue del ciclo mestruale per esercitare un potere psichico che avrebbe garantito loro di non dividere i mariti con altre donne, scongiurando così ogni tipo di divisione, un po’ simile al Voodo.

La reazione di Natalia ricordava quella tetra sensazione di vuoto, quel posto vuoto dove i Martiri si lamentano e gli Angeli giocano con il peccato.
Una sensazione di freddo, che ti assale pur indossando cinque maglioni. Resta immutabile perché il freddo lo senti dentro le ossa, nelle frattaglie che si scuotono e girano al suono di “All along the wachtower”.

Natalia non lo capiva, ma Vittorio cercava di ricordarle che nel mondo esistono persone intelligenti che non leggono libri, che non vanno ai “Martedì d’Essai” né ad “altre stronzate denominate eventi culturali” che vivono una vita non meno metafisica o meta letteraria dei giovani e aspiranti onanisti della scrittura.
Stuprava la sua innocenza con la stessa naturalezza del pisciare. Reclamava, da parte di Natalia, maggiore autoironia e sincerità!
Era, questa soltanto stanchezza che trascinava il loro rapporto come un morto sulla sabbia.

Guardava dalla finestra gente che si divertiva: lui non lo faceva da troppo tempo.
Aveva perso il gusto di ridere, di meravigliarsi.
Si, certo restava il sesso, ma adesso aveva bisogno di fumare maryuana per eccitarsi e provare piacere come un tempo, senza annoiarsi. Capiva che la vita non è solo belle donne e cocaina, almeno non per lui.
L’alone di luce e le schegge iridescenti cadevano giù verso l’Inferno.
Rapito da un’esplosione, come un orgasmo estivo.
Pure l’accappatoio rosa di Natalia non lo eccitava più, mentre una volta bastava solo vederlo in bagno, anche se lei non era in casa, per eccitarlo.

Un giorno in cui Natalia sarebbe rincasata tardi, era stato costretto a masturbarsi e aveva paura di entrare in bagno perché la cosa lo avrebbe ulteriormente stimolato.
Ma ora non succedeva più da qualche tempo, l’accapatoio era sgualcito e gli rammentava i bei tempi perduti.

Se solo gli odori avessero sapore…
Poter bere un bicchiere di sciroppo di latte di mandorla senza aggiungervi acqua. Se non ci fosse la nausea: la vita sarebbe come uno la immagina.
Mangiare una torta intera senza problemi, senza ingrassare, immutabili e perfetti come il cristallo.

“E quando alla fine il fondo cedette si tirò indietro in buon ordine / La sola cosa che sapeva fare era tirare a campare come un uccello che vola aggrovigliato nella tristezza.”

Forse è solo un accapatoio rosa che mette in moto il reparto idraulico, la vera essenza della libidine, peccaminosa, ignorante e propulsiva, come le donne volgari che ti eccitano senza motivo, non per i sandali di cattivo gusto e nemmeno per quelle gonne che scoprono gambe gonfie. Tutta quella carne che si sperde perché è in atto una Rivoluzione Vegetariana da parte del Maschio Moderno.
E non sono nemmeno quelle labbra turgide col rossetto o quello sguardo da rettile che invoca di essere presa più volte con violenza, schiaffeggiata sul culo, stretta il più possibile, come i ragazzi che si scatenano alle feste e vorrebbero che il divertimento non finisse mai.
Quei chili in più nei punti giusti che diventano amabili curve: perfette imperfezioni del mondo.

Reggimenti d’accappatoi rosa che sfilano in adunate sediziose per le vie delle nostre città, dove tutti gli eterosessuali rimasti non devono più vergognarsi della loro natura.
La pacchiana sensualità di provincia con le sue monotone imperfezioni, con le donne che vanno a fare la spesa in pantofole, senza trucco, perfette come quadri di Hopper.
Nella mente di Vittorio fluttuava una realtà parallela fatta di sogni inconfessati.
Ormai per riuscire ad eccitarsi era costretto a pensare ad altre donne, ma non a quelle agognate bensì alle più ripugnanti, solo cosi riusciva a scoparsi Natalia, facendo violenza sui suoi sentimenti.
La violenza è una voce che sussurra parole sdolcinate su un tappeto musicale fatto d’archi e del suono delle malinconiche sirene d’Ulisse.
“Gli altari stanno bruciando con alte fiamme lontane / I nemici sono passati dall'altro lato
Le campane della sera hanno rintoccato / c'è blasfemia nell’aria che dicano che ho camminato nella bella luce della natura  /  e che fui leale alla verità ed al bene”
Tutta la dolcezza, la sensualità di un tempo era smarrita per sempre, non c’era altro da fare che accettare la sconfitta, firmare il trattato di resa incondizionata.

Un giorno Vittorio aveva appuntato su un libro questa frase: “Vorrei essere un uccello, senza cervello ma libero di volare via da qui”. Tutto adesso appariva ai suoi occhi bislacco e flebile, inconsistente. Una visione plumbea, nordica della vita, ma nemmeno da emigrato. Senza le radici, favorevole al dio della Macchina che distruggeva il mondo di prima.

L’autunno del cuore stava per cedere il passo all’inverno: spoglio, freddo e insensibile era l’umore di Natalia, peggiorava di giorno in giorno, ormai. Vittorio pensava ci fosse troppo di lei in ciò che vedeva.
“Devi sempre essere preparato, ma non sai mai a cosa Non c’è limite alla quantità di problemi che portano le donne L’amore è piacevole, l’amore è prendere in giro,  l’amore non è una cosa cattiva”
C’era troppo di lei in ogni cosa, come se ne fosse invischiato tutto come melma o come sangue mestruale sulle mutande.
Ricordava con rabbia e dolore quella poesia letta con distrazione su “Il falco letterario”

“C’è un uomo cui non funziona il proprio accendino
soprattutto quando è in crisi
dopo tante peripezie ne trova uno che non fallisce nemmeno un colpo
Si innamora di una donna e la donna gli chiede in regalo l’accendino
Senza esitare glielo dà anche se sa bene che la donna non è innamorata di lui.
Passano gli anni e anche tanti accendini che non funzionano mai nelle sue mani
proprio perché lui gira a vuoto su se stesso senza l’amore.
Forse però a lui non interessava avere un accendino funzionante
Preferiva semplicemente provare a farlo andare o a chiedere di accendere a qualcun altro
Per trovare forse una donna interessata a lui con un accendino che andasse bene per entrambi
Oppure anche lei con lo stesso problema ma con una risoluzione: smettere di fumare insieme!”

Ripensava con intenso calore all’ultima volta che il suo sentimento era stato vero, le disse: -
“Baciami adesso e tutto il resto non avrà nessun’importanza, lasciati andare al tuo stupore e dissemina di germogli candidi ogni mio orifizio perché anime gemelle come noi non possono far altro che rincorrersi”
Vittorio pensava dunque al suo accendino che non funzionava più bene, agognando quell’accapatoio rosa.
Le sue innumerevoli nevrosi ormai avevano preso il sopravvento sul sistema nervoso instaurando una dittatura demoplutocratica.
Ormai da giorni viveva sprofondato nella sua poltrona, tra le mani aveva un poemetto scritto nei suoi immortali sedici anni.

“Quel piccolo, piccolo uomo, sta qui nella mia mano;
Ha un’espressione affatto rassicurante, il viso greve mentre mi osserva non posso far altro che ascoltare e obbedire ad ogni suo ordine
Quel piccolo, piccolo uomo parla con grazia e senza malizia, è delicato come il vento che mi sveglia d’estate, eppure mi narra di vite passate, di grembi visitati e mai dimenticati:
Stati mentali non ancora decantati; dove la notte dei tempi dimora in assoluta armonia col fragore del tuono e dei fulmini che l’ ha squarciata
Quel piccolo, piccolo uomo mi tiene sveglio tutta la notte narrandomi di guerre da lui combattute con la consapevolezza di non poter vincere ma la determinazione di incontrare i nemici in battaglia
Mi parla con voce calda ed evocativa e dice: - Fratello! “Ero bruciato dalla stanchezza, sepolto dalla grandinata / avvelenato nei rovi e stremato sul sentiero, cacciato come un coccodrillo, devastato nel grano / Improvvisamente mi voltai e lei era lì   / con braccialetti d'argento ai polsi e fiori nei capelli   / Venne verso di me con grande grazia e mi tolse la corona di spine”

Pensava fra se e se
“Non c’è nemmeno una goccia di sangue che scorre nelle mie vene, soltanto rabbia – odio
Voglia di distruggermi e di distruggere
L’odore che investe ogni mio umore è amaro e nefasto, è odore di verità
Non viene via con la notte, né col giorno, né col sole né con la pioggia,
dovrei provare col fuoco e la benzina / non va più via e mi distrugge dentro
Ma quale amore! Ma che comprensione! Sono solo rapporti anali scambiati per affetto!
Chi sei?
Nascita di una nuova Era – Nascita di una nazione:
Coraggio – perdita di virilità – istinto di mascolinità
Impotenza
Estinzione del maschio – “virile troppo virile”
Clone di Pippo Baudo biondo platino con occhi azzurri”

Il Disco (*), che sembrava ormai in casa un elemento a se stante, s’impadroniva di molti momenti, i più dolci e strazianti, che nel cuore di Vittorio mutavano in lampi d’odio e frammenti di pazzia…
“C'è un uccello sulla linea dell'orizzonte, su di una staccionata
Sta cantando la sua canzone per me a sue spese.
Ed io mi sento proprio come quell'uccello, oh, oh  /  mentre canto solo per te.
Spero che tu mi possa sentire / sentirmi cantare attraverso queste lacrime”

Aveva dimenticato una cosa importante, ma iniziava a ricordare: c’è sempre “qualcuno pronto ad ascoltare qualcuno pronto a stare zitto che s’ irriterà a causa di un qualcuno che fa troppe domande e che cerca invano di scavare dentro di te e di “metterti a nudo”, strato dopo strato fino a raggiungere quell’etereo, immacolato accapatoio rosa con la sola intenzione di osservarlo in tutto il suo fulgido splendore.
“Mi dicono di essere prudente / Per tutti gli scopi che mi propongo di raggiungere
Mi dicono che la vendetta è dolce / E da dove stanno, sono sicuro che lo è
Ma io non provo niente per il loro gioco / Dove la bellezza non viene apprezzata
Tutto quello che sento è calore ed ardore / E tutto quello che vedo sono occhi scuri”

CONCLUSIONE:

L’amicizia tra uomo e donna equivale ad essere sessualmente vegetariani.
E noi siamo nati carnivori.

“Ormai è pomeriggio, ed io mi sto ancora spingendo lungo la strada, dalla parte più buia,
nello stretto viottolo, non posso inciampare o rimanere bloccato.
Qualcun altro sta parlando con le mie labbra, ma io ascolto solo il mio cuore.
Ho fatto scarpe per chiunque, anche per te, mentre io vado ancora scalzo.”

                                                                                                                     (Bob Dylan   I and I)

Canzoni di Bob Dylan estrapolate nel (dal) racconto

I and I  -  Idiot wind
You’re a big girl now  - Dark eyes
Shelter from the storm  - Tangled up in blue
All along the watchtower  -  Dirge
Love minus zero  - Sugar baby

(*) Il Disco è “Blood on the tracks”

(*)  “Somewhere Tonight” di Bob Seger 


4419) TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SU THE ARTIST E NON AVETE MAI OSATO CHIEDERE!!!

Che cosa ha spinto le più eminenti teste del fumetto underground mondiale a riunirsi per la prima volta e assecondare i piani di un maledetto nano!?!?

Ecco a voi, per la gioia dei vostri occhi, "Tutto quello che avreste voluto sapere suThe Artist e non avete mai osato chiedere!!!", il nuovo faraonico numero speciale di The Artist, la rivista diretta da Puck il nano.

(rullo di tamburi)
PAOLO BACILIERI alla copertina!!!
AVVOCATO PSICHEDELICO alle parole!!!
HUNT EMERSON al sax tenore!!!
FOOLBERT STURGEON al Nuovo Testamento!!!
ALBERTO PONTICELLI alla zombificazione!!!
ZOGRAF all'estasi onirica!!!
NICOZ alle feste orgiastiche!!!
MAURIZIO ROSENZWEIG alla vita cittadina!!!
HURRICANE IVAN alla guida di un colpo di stato!!!
STEFANO ZATTERA ai dischi volanti!!!
SERGIO PONCHIONE alla danza dei tavoli !!!
ALBERTO CORRADI allo stufato di ossa!!!
DAVIDE BOLDRINI al sequestro di persona!!!
MASSIMO SEMERANO allo slogamento della mandibola!!!
MIKE DIANA alla bambola gonfiabile!!!
AKAB alle noccioline!!!
MAESTRALE DANILO nello spazio!!!
GEREMIA MOSCATELLI alla sedia elettrica!!!
EMANUELE FOSSATI in piena mummificazione!!!
FEDERICO SFASCIA al ministero della giustizia!!!
NICCOLO' STORAI alla bancarotta!!!
ALESSIO SPATARO al primo appuntamento al buio!!!
GIULIANO ALOISI alla Bibbia!!!
FERNANDO CARETTA al contrabbando!!!
SQUAZ alla foto di famiglia!!!
OSVALDO CAVANDOLI alla Linea!!!
DAVID VECCHIATO all'impiccagione!!!
ROBERTO MANGOSI alla frangia dinamitarda!!!
PAT MORIARITY alle cornici!!!
LUCA TIERI alla permanente!!!
GIUSEPPE FESTINO al monopattino!!!
SBROCK alle femmine fatali!!!
CHESTER ai rapimenti!!!
& PUCK IL NANO alla mitragliatrice puntata su tutti!!!

oltre 120 pagine di fumetti inediti scritti e disegnati da Paolo Bacilieri, Hunt Emerson, Maurizio Rosenzweig, Alberto Ponticelli, Squaz, David Vecchiato, Stefano Zattera, Massimo Semerano, Sergio Ponchione, Mike Diana, Pat Moriarity, Zograf, Foolbert Sturgeon, Alberto Corradi, Hurricane Ivan, Alessio Spataro, Geremia Moscatelli, Emanuele Fossati, Akab, Osvaldo Cavandoli, Danilo Loizedda, Giuliano Aloisi, Davide Boldrini, Fernando Caretta, Luca Tieri, Roberto Mangosi, Nicoz, Jacopo
Olivieri, Rocco Lombardi, Federico Sfascia, Niccolò Storai, Giuseppe Festino, Christophe Bladeau.

Postfazione di Giancarlo Mattia e copertina doppia di Paolo Bacilieri.
Con la partecipazione straordinaria del Dottor Cifra, Mostro&Morto, Max Zillion, Giustizia Arbitraria e Obliquomo!!!

beh?!?che aspettate?!? mandate una email a : felicman@tiscali.it o lagoladipuck@email.it


Ed ecco in conclusione le consuete classifiche aggiornate con le segnalazioni di questa pagina:

LE MIGLIORI COVER INTERPRETATE DA BOB DYLAN
Vota la tua cover preferita tra quelle interpretate da Bob Dylan e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche più segnalazioni)

Voti finora pervenuti:

Deportees (di Woody Guthrie) - Bob Dylan & Joan Baez, Fort Collins, Colorado, 23 Maggio 1976 - due punti
Hallelujah (di Leonard Cohen) - Bob Dylan, Montreal (Canada), 8 Luglio 1988 - un punto


I MIGLIORI CONCERTI DI BOB DAL 2001
Vota il tuo concerto preferito degli ultimi anni e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche più segnalazioni)

Voti finora pervenuti:

Londra, Inghilterra - Hammersmith Apollo - 24 Novembre 2003 - 2 voti
Zurigo, Svizzera - Hallenstadion - 3 Novembre 2003 - 2 voti
Tulsa, Oklahoma, U.S.A. - Drillers Stadium - 6 Luglio 2005 - 1 voto
Verona, New York, U.S.A. - Events Center, Turning Stone Casino and Resort - 20 aprile 2005 - 1 voto
Denver, Colorado, U.S.A. - Fillmore Auditorium - 29 marzo 2005 - 1 voto
Milano, Italia - Forum di Assago - 12 Novembre 2005 - 1 voto
Sun City West, Arizona, U.S.A. - Maricopa County Events Center - 8 Aprile 2006 - 1 voto
West Lafayette, Indiana , U.S.A. - Elliot Hall Of Music, Purdue University - 3 Novembre 2004 - 1 voto
Bonn, Germania, Museumplatz - 29 giugno 2004 - 1 voto
Grand Prairie, Texas - Nokia Theatre - 15 Aprile 2006 - 1 voto


LE COVER IMPERDIBILI (Le migliori cover di brani scritti da Bob)
Vota la cover (o più cover) di brani di Bob pubblicate dopo il 2001

Voti finora pervenuti:

One More Cup of Coffee (Valley Below) - Sertab Erener, da "Masked and anonymous" - 5 voti
Come una pietra scalciata (Like a rolling stone) - Articolo 31 e Bob Dylan, da "Masked and anonymous" - 3 voti
Come il giorno (I shall be released) - Francesco De Gregori, da "Mix" - 2 voti
Most of the time - Sophie Zelmani - da "Masked and anonymous" - 2 voti
Shelter from the storm - Cassandra Wilson - da "Belly of the sun" - 2002 - 2 voti
I'll be your baby tonight - Norah Jones - 2003 - 1 voto
Most of the time - Ani di Franco - 1 voto
It's all right ma (I'm only bleeding) - Hamell On Trial - 1 voto
On a night like this - Los Lobos - da "Masked and anonymous" - 1 voto
My Back Pages - Magokoro Brothers - da "Masked and anonymous" - 1 voto
Farewell Angelina - Joan Baez - da "Bowery Songs" - 2005 - 1 voto
You're Gonna Make Me Lonesome When You Go - Madeleine Peiroux - da "Careless love" - 2004 - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Avril Lavigne - 1 voto
Masters of war - Pearl Jam live at the Benaroya Hall, 22 ott 2003 (concerto acustico) - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Warren Zevon - 1 voto

scrivi a spettral@tin.it e segnala i tuoi concerti/covers preferiti/e

Nota bene: il limite temporale del 2001 è stato fissato per ottenere due liste che siano idealmente il seguito di quelle pubblicate sul volume "Bob Dylan 1962/2002 40 anni di canzoni" di Paolo Vites e Alessandro Cavazzuti (Editori Riuniti), che si fermano appunto al 2001, anno di pubblicazione del libro.


I RIFERIMENTI A BOB DYLAN NEI ROMANZI (O IN ALTRE OPERE LETTERARIE)
Vuoi contribuire ad allungare la lista sottostante? Segnala a spettral@tin.it i romanzi, i racconti o le altre opere letterarie in cui viene citato direttamente o indirettamente Bob Dylan

- "Nel momento" di Andrea De Carlo
- "Alta fedeltà" di Nick Hornby
- "La spia e la rockstar" di Liaty Pisani, Fazi, 2006
- "L'era del porco" di Gianluca Morozzi, Parma, Guanda, 2005
- "Scirocco" di Girolamo De Michele, Torino, Einaudi, 2005
- "Giorni di un uomo sottile" di Ernesto Aloia nella sua raccolta "Chi si ricorda di Peter Szoke?", minimum fax 2003
- "La ragazza dai capelli di cobalto" di Gianluca Morozzi, nell'antologia di vari autori "Strettamente Personale", ed. Pendragon, 2005.
- "L'Emilia o la dura legge della musica" di Gianluca Morozzi - Guanda
- "Tokyo blues" di Murakami Haruki - Norvegian Wood (trad. ital. Milano, Feltrinelli)
- "Dance dance dance" di Murakami Haruki (trad. ital. Torino, Einaudi)
- "La Torre Nera" di Stephen King
- "I giorni felici di California Avenue" di Adam Langer
- "Per sempre giovane" di Gianni Biondillo, edizioni Guanda - 2006
- "Americana" di Don de Lillo
- "Denti bianchi" di Zadie Smith
- "La Danza del Pitone", di Norman Silver
- "Troppi paradisi" di Walter Siti, Einaudi
- "La fortezza della solitudine" di Jonathan  Lethem (Tropea)
- "Siamo tutti nella stessa  barca" di Owen King (Frassinelli)
- "Come dio comanda" di N. Ammaniti (Mondadori)
- "Accecati dalla luce" di Gianluca Morozzi (Fernandel)
- "Chi è quel signore vestito di bianco vicino a Bob Dylan?" di Gianluca Morozzi ("Vertigine", numero unico - 2006)
- "Il cielo sopra Parigi" di Teo Lorini (Fernandel n. 58)
- "Venerati maestri" di E. Berselli (Mondadori)
- "Zona disagio" di Jonhatan Franzen (Einaudi)
- "Hellbook" di Michele Murino (ovvero "X-Files Bob") :o)