parte 339
Lunedì 27 Novembre 2006


BEATLES  - THE BEATLAND  -  MICHELE MURINO  -  THE BLACKSTONES - BOB DYLAN

ALL YOU NEED IS ROCK
*The songs that changed the world*
MILANO
DOMENICA 18 Febbraio 2007 - ore 21,00 - TEATRO BARRIO'S - Clicca qui


4368) Ciao Michele,

ti mando finalmente la lista delle dieci canzoni di Bob Dylan secondo me piu' belle.
Aggiungo 2 canzoni di riserva, nel caso non dovessi considerarne qualcuna della lista (perche' solo interpretata da Dylan).

1.    MOONSHINER   ( The Bootleg Series Volumes 1-3 )
2.    A HARD RAIN'S A-GONNA FALL
3.    LIKE A ROLLING STONE
4.    IT'S ALL OVER NOW BABY BLUE
5.    FOREVER YOUNG
6.    TOMORROW NIGHT
7.    CHANGING OF THE GUARDS
8.    YOU'RE A BIG GIRL NOW
9.    POSITIVELY 4TH STREET
10.  SIMPLE TWIST OF FATE

riserve
11.   YOU AIN'T GOIN' NOWHERE
12.   BLOOD IN MY EYES

Ciao,
Vincenzo Laterza

Ciao Vincenzo,
OK, ricevuto. Valgono anche le interpretazioni dunque Moonshiner e Tomorrow night ci stanno dentro (e poi la prima è addirittura la tua prima!)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4369) Ciao Michele,
ti giro questa notizia da rockol con qualche riferimento a Bob...
ciao
Sandro

Ciao Sandro,
grazie!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

Vestito di Lennon, ampli dei Pink Floyd: grande asta il 29 novembre

A Londra, il prossimo 29 novembre, si svolgerà una grande asta organizzata da Fame Bureau in cui saranno offerti molti oggetti che ebbero direttamente a che fare con dei grandi del pop e del rock. In un buon numero di casi i "memorabilia" sono interessanti. L'asta è stata indetta alle ore 18 presso il Sound al numero 1 di Leicester Square, nel pieno centro della capitale britannica. Informazioni: 0044-2073790452, sito thefamebureau.com, mail info@thefamebureau.com.
Dall'elegante catalogo ricevuto a casa (senza che egli lo avesse richiesto) da un collaboratore di Rockol, ecco qualche esempio. Il prezzo indicato è in dollari USA. Una tuta bianca indossata a metà anni Settanta da Agnetha Faltskog degli Abba, 1800-2800 dollari. Cappello Borsalino indossato da Elton John per la promozione del'album "Reg strikes back", 1120-1500. Giubbotto nero indossato da Michael Jackson nel tour del 1984, 750-1120. Maglietta del Live Aid 1985 firmata da Bob Dylan, Tom Petty, Madonna, Ozzy Osbourne e Keith Richards, 370-560. Basso Gibson usato da Matlock dei Sex Pistols, 15.040-18.800. Fender Stratocaster del 1957 usata da Hank Marvin degli Shadows, 62.000-65.000. Autografo di Mick Jagger, 180-220. Una t-shirt nera indossata ed autografata da Sting, 370-560. Scarpe da ginnastica autografate da Britney Spears, 560-750. Guanto stile anni Cinquanta autografato da Madonna e da lei utilizzato per le riprese del film "Evita", 370-560. Cappello in pelle nera indossato da Madonna nel Girlie Tour del 1993, 750-940. Amplificatore Fender Bassman 100 usato dai Pink Floyd per le registrazioni di "Dark side of the Moon", 2800-4700. Batteria Ludwig usata da John Bonham dei Led Zeppelin, 56.000-75.000. Fender Stratocaster bianca, del 1963, usata da Jimi Hendrix: prezzo su richiesta. Camicia chiara, mezze maniche, posseduta ed autografata da Elvis Presley, 940-1300. EP "Magical mystery tour" dei Beatles autografato da John Lennon, 1120-1300. Bottiglia di Pepsi autografata da George Harrison per la promozione della bibita da parte dei Beatles, 940-1120. Foto di Paul e Linda McCartney con diritti di copyright, 180-370 dollari. Due forchette, due coltelli ed un cucchiaino provenienti dalla casa di Kenwood di John e Cynthia Lennon, accompagnati da una lettera di Cynthia che certifica che la posateria è stata usata da lei e John, 370-560. Abito beige del 1963 usato da John Lennon ed utilizzato dal museo Madame Tussaud's di Londra, il quale inaugurò le statue di cera dei Beatles il 29 aprile 1964, 47.000-65.000 dollari.


4370) ...e anche questo! da http://www.borsaitaliana.reuters.it

NEW YORK (Reuters) - Alcuni testi originali dell'ex Beatle Paul McCartney e una chitarra appartenuta al leggendario Jimi Hendrix sono tra gli oggetti acquistabili a New York in un'asta di cimeli della musica rock e pop.

All'asta di Christie's, dedicata a oggetti appartenuti ai grandi del rock e del pop, che si terrà il 4 dicembre, saranno vendute anche alcune lettere d'amore e appunti personali di Bob Dylan, insieme con un'inedita registrazione di un'intervista a John Lennon.

I testi manoscritti della canzone "Maxwell's Silver Hammer", scritta nel 1968 da Paul McCartney per l'album "Abbey Road", dovrebbero essere, secondo Christie's, quelli battuti a al prezzo più alto, con un valore stimato che va dai 170.000 ai 250.000 euro.

"I testi di McCartney sono raramente disponibili sul mercato ed erano quasi sei anni che non se ne vedevano", ha detto Helen Hall, portavoce di Christie's, mostrando altri articoli che vanno dagli oggetti appartenuti al gruppo rock The Doors, a quelli della cantante pop Madonna.

Una chitarra Fender Stratocaster appartenuta a Jimi Hendrix fino a due anni prima della sua morte, avvenuta nel settembre 1970, potrebbe essere venduta a un prezzo che va da 67.000 ai 100.000 euro. La chitarra era stata modificata e riaccordata per Hendrix, che era mancino, ma non è chiaro se sia stata veramente suonata dal chitarrista, a quanto afferma Christie's.

Un altro oggetto appartenuto a Dylan è una copia dimostrativa (un cosiddetto "demo") del disco "The Freewheelin' Bob Dylan", con la lista delle canzoni scritta a mano dallo stesso Dylan, che ha un valore che va dai 6.700 ai 10.000 euro.

Un' intervista rilasciata da John Lennon nel 1974 a un giornalista freelance e registrata su cassetta, nel quale l'ex Beatle parla di vari argomenti, dalla riunione con i Beatles alle aspre polemiche con l'amministrazione Nixon, potrebbe essere venduta per un prezzo che va dai 25.000 ai 35.000 dollari (21.000 - 29.000 euro).


4371) Ciao Michele,
grazie di avere postato Ain't Talkin', come molti sono già in trepida attesa del live di New York e questa gustosa anticipazione ingentilisce l'ansia...
Scrivo per segnalare altre due citazioni dylaniane.
Tanto per cambiare, sono del recordman Gianluca Morozzi. Nel suo romanzo springsteeniano "Accecati dalla luce" (Fernandel) il protagonista paragona la qualità dei testi di Dylan e Springsteen e conclude che chiedergli di scegliere tra i due è un po' come quando si domanda a un bambino se vuol più bene al papà o alla mamma. Nello stesso romanzo c'è anche l'affermazione (che a un ammiratore del Boss dev'essere costata parecchio) per cui "Blinded by the light" è Springsteen che tenta malamente di rifare Dylan.
A presto
Teo Lorini

Ciao Teo
e grazie della segnalazione... Bella la metafora del papà e della mamma :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4372) Ciao Michele
lo sapevi che Cremonini sta diventando un dylaniano? :o) Ho trovato varie notizie al riguardo sul suo sito e altrove...
Guarda qui...
Ciao
Sabrina

Ciao Sabrina
come dicevo tempo fa, ben venga... più siamo meglio stiamo... e poi è bello che un artista giovane si dica influenzato da Bob... mi raccomando Cesare, continua così e metti quanto più Dylan puoi nelle tue canzoni :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

"Maggese", com'e' nata la canzone...

"Maggese" è ormai da diverso tempo in radio ed il video passa spesso su Mtv, quindi, come lo è stato per "Marmellata #25", vorrei raccontarvela.

Era Novembre dello scorso anno, sei mesi dopo il viaggio purificatore in Argentina, quattro dall'abbandono dell'Erica, e poche settimane da quando la mia storia anti-depressione con Linda si era esaurita.
Ed il momento non era dei più facili.
L'uscita del disco si avvicinava, ancora non sapevo che avrei registrato tutte le canzoni in Inghilterra. Walter non era sereno, il che manda regolarmente me nel pallone, e l'ansia è nemica di tutto, anche della scrittura, ed era parecchio che non suonavo dal vivo, il che mi faceva incazzare parecchio.
Di buono c'era che avevo cominciato ad ascoltare Bob Dylan, traducendo tutti i suoi innumerevoli testi, il che aveva dato nuova linfa alla mia scrittura, tant'è vero che nei mesi precedenti avevo scritto una bella canzone su Bologna, "Le tue parole fanno male" e l'apprezzatissima "Dev'essere cosi'" che come sapete è stata suonata per la prima volta in Tour con la Telefilmonic Orchestra ma che sarà pubblicata nel prossimo album.

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BOBBY D (in breve)

Il "vecchio" Bob viene in città per suonare.
Ed io allupato come una zanzara in cerca di sangue mi precipito al Palamalguti perchè non gli permetterò mai di entrare e passarmi cosi vicino senza che io lo veda.
Si presenta con 10 minuti di ritardo, vestito con un bellissimo completo nero, accompagnato dalla sua elegante band al completo: due chitarristi, un bassista (che farà ruotare fra le sue mani anche il contrabbasso), batteria, steel guitar, violino, e lui stesso impegnato alla tastiera (pianoforte), voce e armonica.
Non ha bisogno nè di cori ad armonizzare la sua voce, perchè canta con una intensità tale, e con una timbrica cosi particolare che qualsiasi cosa in più guasterebbe la delizia, tanto è vero che nel mix generale ad avere più risalto sono la sua voce e le chitarre elettriche, nè di altri artifizi.
La scenografia è curata ma decisamnete scarna, il che fa prevedere un concerto spoglio di quelle caratteristiche ormai diventate un clichè di ogni concerto che si rispetti: gli "effetti speciali".
Niente di tutto questo.
Bob Dylan scende dallo spazio degli anni '60, atterra in una città qualsiasi del pianeta (non credo proprio che a lui faccia alcuna differenza essere a Bologna o a Tokio), suona, e riparte come un extraterrestre venuto in pace.

Avevo già visto Dylan un anno fa a Benidorm, in Spagna. Ma questa volta il concerto è stato leggermente più generoso.
In scaletta comparivano infatti canzoni che, seppur arrangiate in modo totalmente diverso, a volte in antitesi rispetto all'originale, hanno fatto la storia e che hanno messo in imbarazzo migliaia di cantautori.

"I Ain't Gonna Work on Maggie's Farm No More", "Love Minus Zero", "Highway 61", "It's Allright Mama, I'm Only Bleeding", "Like a Rolling Stone" per citarne qualcuna.

Non mi sarà mai chiaro Dylan.
E tra l' altro non desidero capirlo.
Ma tra una canzone e l'altra (durante un concerto di Bob Dylan c'è sempre tempo per pensare), mi sono chiesto più volte che cosa significhi al giorno d'oggi, come icona e come musicista, un'artista come lui.

Il Palamalaguti era mezzo pieno (quindi anche mezzo vuoto).
Non mi meraviglio, anzi, nessuno si è meravigliato per questo.
Anche le Chiese sono ormai tutte mezze vuote la domenica (molte a dire il vero sono deserte). Ma la coerenza di Dylan nel portare avanti la sua sacrosanta musica, originale nel senso più letterario del termine, cioè mantenendo fede alle sue scelte, e perchè no alle sue presunzioni, è straordinaria se si pensa che questa persona ha contribuito forse più di ogni altra allo sviluppo della musica popolare, e che potrebbe alla sua età appendere quella meravigliosa giacca nera e starsene in casa a scrivere barzellette.

Invece ha chiamato il suo tour "Neverending Tour".

"Dylan ha dichiarato più volte la sua necessità di tornare alla tradizione, ed è cosi che porta avanti il suo circo. Nel modo più tradizionale possibile, ovunque si trovi, qualsiasi pubblico abbia pagato per sentirlo o vederlo.

Rock'n'roll, blues, country, senza alcuna concessione, senza alcun compromesso. Perchè è ovvio, e sentendolo snocciolare rime e graffianti ritornelli ce ne si rende conto alla svelta, che è la parola, la poesia, ciò che fa di un suo concerto un fuoco d' artificio di emozioni.

E' convincente, romantico, a volte aggressivo, a volte desolato, mentre appoggia le sue labbra sul microfono.
Le sue movenze sono sinuose e a volte persino sexy(!!!!), mentre trascina le canzoni tra passaggi raffinati, sempre e comunque classici, e per questo onesti, mentre guida la sua armonica e la fa parlare.

Bobby D. ti convince senza ammiccare, senza regalarti nulla, anzi, (purtroppo), togliendo molto.
Spoglia le sue canzoni di quello che ne hanno fatto gli uomini e le ripropone come un secondo Vangelo, spoglia un evento di quell'ostentazione di luci e suoni tipica dei nostri giorni, dandoti in cambio il fascino del suo mito, l'eterna eleganza del passato, dei suoi capelli bianchi, dei suoi sorrisi stanchi e del suo sguardo che sembra annebbiato, ma più è annebbiato e più è saggio.
Tanto è vero che durante il concerto canta in un modo strepitoso.
La sua timbrica è come direbbe "Richard Benson": infernale ma allo stesso tempo umana come poche.

Le variazioni che si permette di fare alle linee melodiche sono spesso ripetitive, come per dire "Non esistono le canzoni, ne esiste una sola, universale." Concetto forse un pò mistico, ma reale nel caso Dylan, che rimane per me un punto di riferimento fondamentale, al quale sono convinto ci si appoggerà sempre di più nel futuro.
Perchè sarà anche "vecchio", ma è di cemento armato.

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Nella scorsa stagione Cesare Cremonini è andato in giro per i teatri con il Maggese Theatre Tour. Dieci date importanti. Dieci date che hanno illuminato di una nuova luce l'ex leader dei Lunapop e che ora si sono trasformate in un CD/DVD. In quattordici tracce, 1+8+24 - dove 1 sta per Cesare Cremonini, 8 per i componenti del gruppo e 24 per la London Telefilmonic Orchestra - contiene e ripropone il concerto di Milano al Teatro Smeraldo del 18 ottobre 2005 in tutta la sua interezza. E in tutta la sua luce. Sempre più lontano dalla sua vecchia band - anche se nel CD sono presenti alcuni successi e brani minori del passato - Cremonini apre con l'inedito Dev'essere così. Ecco cosa ci ha raccontato di questa esperienza.

Dev'essere così?
E' un brano che ho scritto recentemente e per questo è al passo con quello che sono adesso. Mi ha riempito di felicità il poterla presentare e rappresenta un po' quello che farò nei prossimi anni. Già l'avevo suonata dal vivo ma qui abbiamo inserito la versione in studio perchè è più accurata. E' una canzone d'amore con elementi diversi, nuovi rispetto ai miei standard. Negli ultimi tempi ho ascoltato molto Bob Dylan e De Gregori. E credo si senta.


4373) Ciao Michele,
ho appreso con piacere la notizia che riguarda il grande Brian Ferry.
Dev'essere interessante sentire come interpreta i brani di Bob Dylan. Sono curioso di sapere quale sarà la track-list. Io Ferry lo apprezzo abbastanza in quanto ha fatto parte dei mitici Roxy Music... con l'altro grande anzi genio Brian Eno.
Ciao
Giovanni

Ciao Giovanni
Brian è uno dei miei miti di gioventù... Anche io sono entusiasta della notizia, come si sarà evinto dal mio commento posto come incipit della "news" :o) Mi attirerò le ire dei dylaniani ma dico che preferisco la sua A hard rain's a-gonna fall a quella di Bob :o)
Poi quando l'ha fatta alla serata in cui Bob ha ricevuto il Polar Prize... Da favola! Grande Brian.

Non si sa ancora la tracklist. Riporto la notizia di cui stiamo parlando per chi non l'avesse letta su MF.
WOW! GRANDE BRIAN!!!
Un grande degli anni ’70, Brian Ferry, ex leader dei Roxy Music, ha annunciato per marzo 2007 un nuovo album, che sarà composto di cover di Bob Dylan. Un’altra conferma peraltro del grande rilancio del cantastorie americano, testimoniato dal ritorno dopo ben 30 anni, al numero uno della classifica americana di un suo album (Modern Times, primo nella classifica di Billboard lo scorso 7 settembre).
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: guarda che splendido questo video di Brian su Hard Rain: http://www.youtube.com/watch?v=JYP3NKOr98U


4374) Ciao Michele,
sono tornato on-line, non che si sia sentita la mia mancanza ;-)
negli ultimi due mesi (ma progressivamente già dall' estate tutta) non ho praticamente avuto accesso alla rete e ho dovuto anche rinunciare ad aggiornare il porcile.
Ti faccio i complimenti per lo show che avete messo in piedi; Anna mi ha raccontato dei due spettacoli a cui ha assistito, ho visto qualche foto (col tuo look acchiapponico) e mi ha detto del tour che vi si profila...
Sono rimasto indietro un po' con tutto e per questo ti chiedo di mettere quest' avviso qui sotto nella Talkin'.
Ci sentiamo
Carlo "Pig"

Ciao Carlo,
fatto, eccolo qui!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: Visto che tu non ti sposti dalla Capitale porteremo prima o poi All you need is rock anche a Roma :o)
Per quanto riguarda il look spero di acchiappare ogni tanto qualcosa :o)

Ciao Michele,
scrivo per scusarmi per la mia assenza degli ultimi due mesi che ha tenuto quasi fermo il porcile. Chiedo a chi mi avesse scritto senza ottenere risposta di rifarlo a quest' altro indirizzo (di riferimento d' ora in poi):
ilmio.divista@infinito.it da non confondere col precedente molto simile. Spero di avere presto il tempo di lavorare al materiale video di Roma e Pistoia 2006 che Luca Tweeter ci ha messo a disposizione per generare un tree.
Carlo


4375) Grazie a Nuccio Origgi per queste foto ricordo dalla serata di Vimercate.


da sinistra: Michele Murino, Fernanda Pivano, il giudice Armando Spataro


il pubblico con infiltrate magfarmiane...


4376) Ciao Michele,
nuova serata Dylan!!! Il 5 Dicembre all'Eskimo Club (via dei Canacci 12, Firenze), suono con Bernardo Cicchi (basso acustico) e Gabriele Savarese (chitarra, violino)... come sempre è divertente vedere gente che canta le canzoni nel pubblico e scoprire che avevano saputo del concerto su Maggie's Farm :)
Ciao e grazie
Francesco Maggi

Ciao Francesco,
segnalato!
In bocca al lupo.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4377) cIAO michael!!!!!!!!!!
ho letto l'ultima talking e secondo me quella canzone significa qualcosa di piu ma non son sicuro del sinificato completo non è che potresti tradurlo?
Io non sono capace. E poi la voce che si riferisce al bob l'ho sentita anche io!!!!Ne volevo la conferma.
P.s.:Si è aperto un dibattito!!! Speriamo qualcun'altro si unisca!!
cIAO cIAO.
Simo "Sally gal" mansutti

OK Simo,
allora nella prossima talkin' provo a tradurla. Per chi non sa di cosa si parli:

Hand Me Down (The Wallflowers)

Whatever I know too much
You won't be anyone
Now tell me what you are thinking of
How could think you'd be enough
It's not that you've stayed too long
It's not that you've done something wrong
It's not your fault
But you embarrass yourself

Hand me down
It's better when you're not around
You feel good
And you look like you should
But you will never make us proud

You've been used by a army of cues
You've been touched by the lips of a queen
Now we've all made good use of you
But you won't be needed again
So don't you move and let someone else in
Make some room for a new harlequin
It's never enough
So don't disappoint us again

Hand me down
It's better when you're not around
You feel good
And you look like you should
But you won't ever make us proud

Hand me down
It's better when you're not around
You feel good
And you look like you should
But you could never make us proud
Hand me down

So look at you with your worn out shoes
Livin' proof evolution's through
We're stuck with you
This revolution's due

Hand me down
It's better when you're not around
You feel good
And you look like you should
But you could never make us proud

Hand me down
It's better when you're not around
You feel good
And you look like you should
But you won't ever make us proud


4378) Caro Michele,

in uno dei cd "The Bootleg Series Volumes 1-3" c'e' una versione acustica bellissima di Like a Rolling Stone che pero'  Dylan interrompe ad un certo punto. Forse era una prova o un esercizio per riscaldare le dita.
Mi sono chiesto se fosse possibile trovare da qualche parte tale versione o una simile, pero' completa e naturalmente acustica, magari in qualche altro booltleg o concerto.

Inoltre oggi ascoltando la bellissima "Diamonds and rust" di Joan Baez e sapendo che e' dedicata a Dylan, mi chiedevo, senza civetteria credimi, se davvero Joan e Bob non si sono piu' parlati dopo i dissapori degli anni settanta.

Grazie e a presto
Vincenzo Laterza

Ciao Vincenzo,
quella di cui parli è la versione "valzer" di Like a rolling stone che Dylan stava facendo ascoltare ai suoi musicisti come demo all'inizio delle sedute di registrazione del brano...
Ecco Nigel Williamson al riguardo: C'è poi la versione semi-abbozzata a tempo di valzer che abbiamo potuto finalmente ascoltare nel 1991 su The Bootleg Series: Volumes 1-3, nella quale Dylan si impapera sulle parole («You used to make fun about» invece di «Laugh about»), e che collassa dopo due minuti quando Dylan borbotta: «La voce se ne è andata, amici. La riproviamo di nuovo?». Anche se registrata appena 24 ore prima, è una canzone completamente diversa dalla versione definitiva: lenta, melanconica e più simile a una folk ballad che al futuro del rock&roll.
Non mi risulta esistano altre versioni. Qualcuno lo sa?
Per quanto riguarda Bob e Joan si sono parlati eccome dopo gli anni settanta. Hanno fatto anche un tour insieme nell'84. In questo mio vecchio articolo trovi molte informazioni al riguardo.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4379) carissimo michele,

come non farti avere un altro segno di stima per il tuo lavoro immenso che spargi per la rete per tutti coloro che, come me, senza DYLAN non sanno vivere.
io ho 21 anni e bob è un esempio di stile, fichezza e tutto il resto.
E' odioso, ma è dylan.
E' arrogante, ma è dylan.
Non considera nessuno, ma è dylan.
Quanti difetti ma quanta perfezione.
Senza questi difetti non sarebbe lo stesso. Perchè il mondo di oggi non ci offre più artisti simili? Perchè a 21 anni devo sentirmi dire che ascolto musica da vecchi? Perchè voi "anziani" avete avuto dylan da giovani e a me tocca vasco rossi o ligabue o le maledizioni (volevo dire le vibrazioni)????
Comunque, caro Michele mi dici una cosa?
Può essere che il Maestro sia cosi inarrivabile da concedere cosi poche interviste? La piu recente è striminzita e quella precedente è soltanto del 2004 per la CBS.
Ti prego, facci avere ogni singola parola o intervista detta o concessa da bob perchè è sempre stupendo ed odioso ed esagerato ed arrogante e strafottente nelle sue parole ma è Bob Dylan e poi mi faccio delle gran risate.
firmato allen ginsberg

Ciao,
Bob non è che parli moltissimo ma in effetti un bel po' di interviste le ha date... In effetti ultimamente non ha parlato moltissimo... Comunque non preoccuparti, su MF cercherò di riportare quante più cose dice Bob...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4380) Ciao Michele
ti invio questa recensione di un disco di Simon e Garfunkel che cita anche Bob.
Val

Ciao Val
grazie!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

Simon & Garfunkel - Bridge over troubled water [1970] (27 Novembre 2006)

Il glorioso epilogo del duo più importante della storia del rock.

In seguito ad un periodo lungo e tormentoso, finalmente, nel gennaio del 1970, vede la luce il quinto ed ultimo disco di Simon and Garfunkel.
“Bridge over trouble water” è effettivamente l’album che segna la fine di un’epoca: la rottura di un sodalizio, dovuta ad un’acquisita consapevolezza di una evidente diversità di opinione: mentre, infatti, Garfunkel ha una predilezione per i temi facili ed easy-listening, Simon tende verso una avanzata musica d’autore, con testi più impegnati ed originali. D’altronde, è proprio quest’ultimo la mente ed il musicista, ragione principale che lo induce a desiderare di ottenere maggior credito rispetto al compagno.

La percezione che qualcosa è cambiato è assai evidente nella significativa variazione stilistica: infatti, benché permanga il folk beat del passato, non mancano interessanti propositi innovativi.
Proprio la title track, che apre la scaletta, è una dolce e struggente ballad pianistica, cantata quasi interamente da Garfunkel che, nella parte finale, viene adornata dall’apporto degli archi, in un enfasi sempre più crescente: una canzone che evoca la speranza, seppur nella solitudine e nella sofferenza, come un “ponte sull’acqua agitata”.
L’amarezza di questi temi, scottanti e scomodi allo stesso tempo, viene cantata nell’hit single “The boxer”, caratterizzata da un country energico, che culmina nell’orecchiabile coro vocale. Il pezzo, che fu l’unico singolo pubblicato nel 1969, sarebbe un omaggio a Bob Dylan, almeno secondo quanto viene affermato dai molti.

Altro momento di strabiliante passionalità, è “The only living boy in New York”, una commuovente dedica di Simon all’amico Garfunkel, quando quest’ultimo era in Messico per girare “Comma 22” di Mike Nichols: la registrazione del film richiese più tempo del previsto, posticipando di molto la realizzazione dell’album. Nel testo lo chiama affettuosamente Tom, come ai tempi degli esordi (si facevano chiamare, infatti, Tom e Jerry), ed esprime in tutto il suo ardore la mancanza dell’amico. Proprio in tale atmosfera di isolamento e nostalgia, Simon compone diversi pezzi dell’album.
“So long, Frank Lloyd Wright”, invece, esprime l’interesse di Art per l’architettura, in un suadente e quasi malinconico condensato di bossa e ballad beatlesiana.
Infine, mentre “Cecilia” rappresenta un germe della propensione di Simon per la world music, grazie alla gioviale ritmica africana, non manca una cover di “Bye bye, love” degli Everly Brothers, ma soprattutto la versione inglese di “El condor pasa”, brano dei “Los Incas” che rappresenta degnamente la cultura andina, con la memorabile melodia suonata dal cosiddetto flauto di Pan.

L’album fu il primo prodotto dalla Columbia records ad essere registrato con il 16 piste; esso raggiunse il primo posto negli States e in Gran Bretagna, per ben dieci settimane, vendendo circa dieci milioni di copie, ed aggiudicandosi persino un Grammy, come album dell’anno.
Purtroppo, nonostante un successo simile, le intenzioni dei due non cambiarono e la separazione fu inevitabile: solo nel 1982, si riunirono occasionalmente per un memorabile concerto al Central Park di New York, immortalato da un album live (“The concert in Central Park”).
“Bridge over troubled water”, con la sua geniale attitudine di esprimere musicalmente sensazioni coinvolgenti, rappresenta l’epilogo di un breve ma glorioso pezzo di storia, consacrando Simon e Garfunkel il duo più importante nel mondo del rock.

Tracklist:
1. Bridge over troubled water
2. El condor pasa
3. Cecilia
4. Keep the customer satisfied
5. So long, Frank Lloyd Wright
6. The boxer
7. Baby driver
8. The only living boy in New York
9. Why don’t you write me
10. Bye bye, love
11. Song for the asking

Michele Camillò

Voto al disco: 9 / 10

http://www.livecity.it/critica/cd/archives/002174.html


Ed ecco in conclusione le consuete classifiche aggiornate con le segnalazioni di questa pagina:

LE MIGLIORI COVER INTERPRETATE DA BOB DYLAN
Vota la tua cover preferita tra quelle interpretate da Bob Dylan e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche più segnalazioni)

Voti finora pervenuti:

Deportees (di Woody Guthrie) - Bob Dylan & Joan Baez, Fort Collins, Colorado, 23 Maggio 1976
Hallelujah (di Leonard Cohen) - Bob Dylan, Montreal (Canada), 8 Luglio 1988


I MIGLIORI CONCERTI DI BOB DAL 2001
Vota il tuo concerto preferito degli ultimi anni e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche più segnalazioni)

Voti finora pervenuti:

Londra, Inghilterra - Hammersmith Apollo - 24 Novembre 2003 - 2 voti
Zurigo, Svizzera - Hallenstadion - 3 Novembre 2003 - 2 voti
Tulsa, Oklahoma, U.S.A. - Drillers Stadium - 6 Luglio 2005 - 1 voto
Verona, New York, U.S.A. - Events Center, Turning Stone Casino and Resort - 20 aprile 2005 - 1 voto
Denver, Colorado, U.S.A. - Fillmore Auditorium - 29 marzo 2005 - 1 voto
Milano, Italia - Forum di Assago - 12 Novembre 2005 - 1 voto
Sun City West, Arizona, U.S.A. - Maricopa County Events Center - 8 Aprile 2006 - 1 voto
West Lafayette, Indiana , U.S.A. - Elliot Hall Of Music, Purdue University - 3 Novembre 2004 - 1 voto
Bonn, Germania, Museumplatz - 29 giugno 2004 - 1 voto
Grand Prairie, Texas - Nokia Theatre - 15 Aprile 2006 - 1 voto


LE COVER IMPERDIBILI (Le migliori cover di brani scritti da Bob)
Vota la cover (o più cover) di brani di Bob pubblicate dopo il 2001

Voti finora pervenuti:

One More Cup of Coffee (Valley Below) - Sertab Erener, da "Masked and anonymous" - 5 voti
Come una pietra scalciata (Like a rolling stone) - Articolo 31 e Bob Dylan, da "Masked and anonymous" - 3 voti
Come il giorno (I shall be released) - Francesco De Gregori, da "Mix" - 2 voti
Most of the time - Sophie Zelmani - da "Masked and anonymous" - 2 voti
Shelter from the storm - Cassandra Wilson - da "Belly of the sun" - 2002 - 2 voti
I'll be your baby tonight - Norah Jones - 2003 - 1 voto
Most of the time - Ani di Franco - 1 voto
It's all right ma (I'm only bleeding) - Hamell On Trial - 1 voto
On a night like this - Los Lobos - da "Masked and anonymous" - 1 voto
My Back Pages - Magokoro Brothers - da "Masked and anonymous" - 1 voto
Farewell Angelina - Joan Baez - da "Bowery Songs" - 2005 - 1 voto
You're Gonna Make Me Lonesome When You Go - Madeleine Peiroux - da "Careless love" - 2004 - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Avril Lavigne - 1 voto
Masters of war - Pearl Jam live at the Benaroya Hall, 22 ott 2003 (concerto acustico) - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Warren Zevon - 1 voto

scrivi a spettral@tin.it e segnala i tuoi concerti/covers preferiti/e

Nota bene: il limite temporale del 2001 è stato fissato per ottenere due liste che siano idealmente il seguito di quelle pubblicate sul volume "Bob Dylan 1962/2002 40 anni di canzoni" di Paolo Vites e Alessandro Cavazzuti (Editori Riuniti), che si fermano appunto al 2001, anno di pubblicazione del libro.


I RIFERIMENTI A BOB DYLAN NEI ROMANZI (O IN ALTRE OPERE LETTERARIE)
Vuoi contribuire ad allungare la lista sottostante? Segnala a spettral@tin.it i romanzi, i racconti o le altre opere letterarie in cui viene citato direttamente o indirettamente Bob Dylan

- "Nel momento" di Andrea De Carlo
- "Alta fedeltà" di Nick Hornby
- "La spia e la rockstar" di Liaty Pisani, Fazi, 2006
- "L'era del porco" di Gianluca Morozzi, Parma, Guanda, 2005
- "Scirocco" di Girolamo De Michele, Torino, Einaudi, 2005
- "Giorni di un uomo sottile" di Ernesto Aloia nella sua raccolta "Chi si ricorda di Peter Szoke?", minimum fax 2003
- "La ragazza dai capelli di cobalto" di Gianluca Morozzi, nell'antologia di vari autori "Strettamente Personale", ed. Pendragon, 2005.
- "L'Emilia o la dura legge della musica" di Gianluca Morozzi - Guanda
- "Tokyo blues" di Murakami Haruki - Norvegian Wood (trad. ital. Milano, Feltrinelli)
- "Dance dance dance" di Murakami Haruki (trad. ital. Torino, Einaudi)
- "La Torre Nera" di Stephen King
- "I giorni felici di California Avenue" di Adam Langer
- "Per sempre giovane" di Gianni Biondillo, edizioni Guanda - 2006
- "Americana" di Don de Lillo
- "Denti bianchi" di Zadie Smith
- "La Danza del Pitone", di Norman Silver
- "Troppi paradisi" di Walter Siti, Einaudi
- "La fortezza della solitudine" di Jonathan  Lethem (Tropea)
- "Siamo tutti nella stessa  barca" di Owen King (Frassinelli)
- "Come dio comanda" di N. Ammaniti (Mondadori)
- "Accecati dalla luce" Gianluca Morozzi (Fernandel)
- "Hellbook" di Michele Murino (ovvero "X-Files Bob") :o)