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4329) Cara Maggie's farm,
mi sembra un pò strano aver scritto nell'oggetto
"pazzo per Bob", strano perchè ho 42 anni e mi sembra di pensare
come un fan adolescente.
Però, pensandoci, è vero ciò che
ho scritto.
Ho conosciuto Bob Dylan molto presto, a 16 anni, in 3°
liceo scientifico, in una mattina dell'autunno del 1980 quando un amico
mi parlò di Hurricane, mi descrisse il testo ed io rimasi affascinato.
Facendo mente locale, capii che quel meraviglioso cantautore
era l'autore di Blowing in the wind, canzone famosissima perchè
da me cantata in chiesa in italiano con i boy scout quando avevo solo 8
o 9 anni, intorno al 1972/73.
Chi non l'ha cantata in chiesa in quegli anni?
Poi , nei primi anni '80, un pomeriggio che stavo a letto
con la febbre, ascoltai per radio "The times are changing" e mi commossi.
In quegli anni conoscevo poche sue canzoni "A hard rain's
a-gonna fall", "Hurricane", "Mr. Tambourine Man", "Don't think twice..",
"Just like a woman" e poche altre.
Molto più tardi, nel 1996, a Londra entrai in
un locale a Piccadilly e mi misi a ballare sulle note di una canzone stupenda,
incantevole era "Like a rolling stone" ed io non la conoscevo; come avevo
fatto ad ignorarla ?
A luglio di quest'anno sono andato a Paestum, dato che
io sono e vivo a Sala Consilina (SA), per ascoltarlo in concerto.
E' stato stupendo: Bob aveva un cappellone beige, suonava
la pianola, sprigionava un'energia giovanile ai piedi delle colonne doriche(?)
dei templi di Paestum.
Quando ha intonato "Tombstone Blues" noi 5 o 6 mila presenti
siamo impazziti di gioia!!
Tornato a casa ho deciso di leggere su internet le traduzioni
dei testi perchè li conoscevo molto poco.
Leggendoli mi si è spalancato un mondo.
Testi di una bellezza poetica visionaria si sono materializzati
davanti ai miei occhi . "Chimes of freedom" stupenda, pazzesca, allucinante,
poetica, mozzafiato,"Girl from the north country", "Sara", "Shelter from
the storm" grandiosa, "All along the watchtower" enigmatica, misteriosa,
bellissima (Ma che vuol significare?), "Vomit express", "Slow train" e
sono solo all'inizio.
Come si fa a scrivere così ? Qualcuno me lo spiega
?
C'è qualche fan che condivide le mie emozioni'
N.B. a Paestum dietro di me era seduta una donna bellissima
sui 30-35 anni, forse di Napoli o Salerno.
Se anche lei si connette a Maggie's Farm , perchè
non mi comunica le sue emozioni per Bob.
Ciao a tutti, Giulio.
Ciao Giulio
e grazie per il bel racconto che
mi ha emozionato perchè mi ha ricordato i tempi in cui anche io
scoprivo Bob (e neanche tanto lontano da te... a Napoli).
Per All along the watchtower ti
consiglio di leggere il mio libro "Percorsi"
in cui ne parlo diffusamente...
E poi naturalmente non perderti
tutti i saggi della nostra sezione Come writers
and critics... in cui credo che troverai molte cose interessanti per
la comprensione di molti testi di Bob...
Se la donna bellissima legge queste
righe e vuole mettersi in comunicazione con Giulio (e se poi qualche altra
donna bellissima vorrà fare lo stesso con me... :o) )
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"
Ed ecco qualche nuova classifica inviataci da Marco:
4330) Album:
1 - Desire
2 - Highway 61 Revisited
3 - The Freewheelin' Bob Dylan
4 - Street Legal
5 - Empire Burlesque
6 - Dylan
7 - Nashville Skyline
8 - Blonde on Blonde
9 - Pat Garrett and Billy hte Kid
10 - Blood on the Tracks
Canzoni:
1 - YOU BELONG TO ME
2 - BLIND WILLIE MC TELL
3 - BLOWIN' IN THE WIND
4 - TIGHT CONNECTION TO MY HEART
5 - LIKE A ROLLING STONE
6 - ABSOLUTELY SWEET MARIE
7 - HURRICANE
8 - KNOCKIN' ON HEAVEN'S DOOR
9 - MR. TAMBOURINE MAN
10 - OH SISTER
Copertine:
Decisamente La Migliore Copertina è quella dell'ALBUM : The Freewheelin' Bob Dylan
Marco
Ciao Marco
e grazie per le classifiche. Come
forse sai ho aggiornato da poco le nostre classificone generali. Tra qualche
mese nuovi aggiornamenti.
Mmmm... è la prima volta
che vedo "Dylan" così in alto in classifica, addirittura sesto!!!
E devo dire che in generale la tua classifica è molto personale
vista la presenza di Empire Burlesque, Pat Garrett e Nashville Skyline
che in genere non sono album molto votati... Come mai questa tua predilezione
per "Dylan" (lo ricordo a chi non lo sapesse, un album considerato da molti
il peggiore di Bob... disco non autorizzato dall'autore e pubblicato dalla
casa discografica per ripicca perchè Dylan aveva cambiato etichetta...
composto da avanzi delle sessions di Self Portrait...)
Poi ho un dubbio sul tuo primo
posto tra le canzoni. Intendevi proprio You belong
to me o ti sei confuso con She belongs to me?
Fammi sapere (la prima è la cover interpretata da Bob per il film
Natural born killers, la seconda è il pezzo di Bringing it all back
home).
Ciao e alla prossima,
Michele "Napoleon in rags"
4331) Ciao Michele
ti invio questa recensione dal sito di Internet book
shop
ciao
luca
Dylan è tornato. Come il diluvio annunciato dal
suo thunder on the mountain, dilava l'arida terra della musica moderna
con un capolavoro; offre a noi assetati nel deserto di che placare la sete.
C'erano stati altri buoni album in questi ultimi 20 anni,
ma nessuno come questo, che si situa tra i suoi più grandi in assoluto.
Dylan è vivo, la sua arte grandissima. Poeta,
musicista, scrittore, pittore con le parole, uomo di grande cultura, non
solo musicale, ci offre un sicuro riparo dalla tempesta di cose insipide,
inutili e brutte che dobbiamo sorbirci tutti i giorni in un mondo che sembra
aver perso il senso estetico. La sua
importanza travalica ormai la cultura americana vista
l'influenza che ha esercitato e continua ad esercitare per tutti coloro
che fanno musica o arte più in generale. Dopo più di 40 anni
di carriera e di capolavori, è stupefacente come sia possibile avere
ancora intatta questa capacità creativa. Questa prerogativa
appartiene solo ai geni. Mi sembra che ci siano almeno
tre capolavori: Thunder on the mountain, travolgente rock-blues che non
ha niente da invidiare a Highway 61, Ain't talkin', misteriosa, oscura
che trasmette sensazioni profonde e indecifrabili.
Una parola a parte merita secondo me Workingman's blues
#2. Una delle più belle canzoni che Dylan abbia mai scritto.
Da notare che usa la parola proletariato in un paese
dove tutto quello che anche lontanamente ricorda il comunismo suona come
eretico.
Grande Bob, non sei mai dove gli altri ti aspettano.
La melodia, dolcissima venata di malinconia, raggiunge
diretta il cuore e fa scorrere lunghi brividi sulla schiena. Ho provato
ad aggiungere l'armonica e il risultato sarebbe stato straordinario, Bob.
Bellissime anche le canzoni da crooner, a differenza di altre nei precedenti
album che non mi erano piaciute molto.
Da sottolineare la prova della band con un suono compatto
che asseconda in modo perfetto la performance vocale di Bob.
Grazie Bob, per averci dato nuovamente la possibilità
di gridare a pieni polmoni il nostro amore per te
Massimo (22-10-2006)
Voto: 5 / 5
Ciao Luca,
che dire, sono d'accordo in pieno
ovviamente...
Mi piace soprattutto il riferimento
al "sicuro riparo dalla tempesta di cose insipide, inutili e brutte che
dobbiamo sorbirci tutti i giorni in un mondo che sembra aver perso il senso
estetico."
In effetti a me Modern Times sembra
proprio quello.
Una pausa di bellezza, di poesia
e di splendore in un panorama di mediocrità, squallore e pochezza
artistica (in TV, al cinema, nella musica, un po' dovunque...)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
4332) Ciao Michele
ti linko due indirizzi dove puoi trovare altre recensioni su Modern Times! la prima è una recensione assurda e insulsa non perché parli male di MT (ci sono dischi di Bob che anche a me non piacciono come, ad esempio, "Love and Theft") ma per il modo in cui mischia superficialità d'analisi e astio. Gli indirizzi sono:
www.rocklab.it/recensioni.php?id=1599
www.rockstar.it/recensioni.asp.ID=3223
Un saluto dalla Toscana
Raffaele
Ciao Raffaele
e grazie per le segnalazioni.
La prima, senza offesa per l'autrice,
è veramente una cosa superficiale e miserella... Mi sembra di non
poterla nemmeno considerare...
La seconda invece non la trovo...
non mi funziona il link...
Ciao e alla prossima,
Michele "Napoleon in rags"
4333) new dylan foto?
stefano

Ciao Stefano
e grazie per la foto...
L'avevo vista già in passato
ma è molto bella per cui va benissimo riproporla per chi non la
conosce...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
4334) Carissimo Michele,
stavolta ti scrivo principalmente per 3 motivi:
1) grazie alle tue indicazioni ho scoperto il sito YOUTUBE.COM dove ho trovato una serie infinita di video live del nostro grande amato e fra i tanti ho ritrovato una superba versione di I DREAMED I SAW SAINT AUGUSTINE eseguita a Merano 2002 davanti ai miei occhi (e alla mia telecamera, che ha peraltro registrato quasi tutti i concerti a cui ho assistito in + di 20 anni da Verona '84 in poi): la mia domanda è questa, non capendo un tubo di inglese (cosa da non credere per uno che ascolta Dylan da 30 anni tutti i giorni.....!!!!!!): ma si possono scaricare e come??????? Spiegamelo in maniera semplice, grazie.
2) Mi spiace per te e per tutti gli amici del sito ma
proprio non riesco a condividere i giudizi positivi e in qualche caso entusiastici
sul nuovo disco di Dylan MODERN TIMES: per me è un disco mediocre
come tutti quelli fatti da INFIDELS in poi (quindi salvo Infidels e forse
anche OH MERCI che è passabile), tutti dischi che ho ascoltato una,
due, tre volte e poi trovandoli "piatti", "vuoti" e "insignificanti" gli
ho ordinatamente posati nel apposito mobile.
Dirò sinceramente che, pur avendo la DISCOGRAFIA
COMPLETA più una serie interminabile di BOOTLEG del nostro, fra
i dischi usciti negli ultimi 15 anni ricordo e ascolto molto volentieri
solo quelli della BOOTLEG SERIES (segnatamente i vol. 5 RTR '75 e vol.
7 No Direction Home).
3) Concerti: di male in peggio!!!!! Quest' anno per la
1^ volta da Verona 1984 ho disertato la Tournee' di Dylan in Italia (tieni
conto che fino all' anno scorso ho visto 1 o 2 concerti per ogni anno che
si è presentato in Italia !!!).
Ma anche qua, e mi spiace andare controcorrente, devo
dire che Dylan in concerto ora come ora fa "pena", ma fa proprio pena veramente!!!!
ed i suoi attuali musicisti mi fanno quasi schifo (ci sono dalle mie parti
dei complessi di giovani che suonano le canzoni di Dylan molto meglio di
come le suonano quei quattro......).
Per uno come me che ha visto Verona 84, Modena 87, Livorno
89, Bologna 91, Merano 92, Milano Palatrussardi 93 e Sonoria 94, Firenze
2000, Brescia 01, Milano 02 (e tanti altri ancora) dove ho veramente apprezzato
dei buoni concerti e ottime interpretazioni (almeno 5-6 per concerto),
come può ora apprezzare i concerti degli ultimi 3-4 anni?????? E
non facciamo confronti impietosi con le performance live di altre epoche
tipo 1974 con The Band, 1975/76 con la RTR (picco assoluto dell' era Dylan),
1978, 1985-86 con Tom Petty, ecc.
Oggi non riesce a cantare in maniera almeno decente,
non suona più la chitarra (cos' è Bob Dylan senza chitarra????),
suona sempre lo stesso repertorio (stufante all' inverosimile) tralasciando
i grandi capolavori che tutti si aspettano di ascoltare e come già
detto è accompagnato da musicisti di pessima qualità e capacità........
Infine, ma questo non è colpa di Dylan, non è
possibile spendere 40-50-60 euro per andare nella piazza di Pistoia (dove
c' ero già stato nel 1997 con la moglie incinta) e stare in piedi
in mezzo alla folla per 3-4 ore !!!! (lo dice uno che per 20 anni ha patito
di tutto e di più per vedere i concerti di Dylan e si è beccato
l' acquazzone a Verona, a Bologna, a Milano-Sonoria, a Strà e a
Udine dove alla fine non si è neanche esibito...) Ora non più,
non per questo Dylan che oltre a farmi pena mi fa anche rabbia..... perchè
cosi sciupa il suo mito.
Morale della favola. Sono una dylaniano deluso, molto deluso del Dylan ultima versione che si consola ascoltando il "vecchio" Dylan che con le sue stupende melodie, il tono della voce, la sua rabbia, la sofferenza ma anche la forza e la genialità che fuoriescono dalle sue canzoni, soprattutto live, è stato, è tuttora e lo sarà anche in futuro la "colonna sonora della mia vita"
Stefano
Ciao Stefano,
su Youtube purtroppo non sono in
grado di aiutarti ma credo che i filmati si possano solo guardare ma non
scaricare... Se qualcuno però conosce qualche trucco ci faccia sapere...
Per quanto riguarda la tua delusione sul Dylan post-Infidels naturalmente
non proverò a convincerti del contrario perchè mi sembri
molto deciso e quindi più che dirti che non sono d'accordo non saprei...
Personalmente considero all'altezza
dei grandi album del passato, o almeno ad un livello più che eccellente,
almeno 7 album da Infidels in poi: Infidels, Oh Mercy, Good as I been to
you, Word gone wrong, Time Out Of Mind, "Love and theft", Modern Times.
Però sul fatto di "sciupare
il suo mito" non sono d'accordo... Se pensi che i concerti di Dylan richiamano
sempre moltissima gente non vedo perchè non dovrebbe andare in tour...
Per salvaguardare un mito? Ma per quelli che vanno a vederlo ovviamente
semmai è il contrario... Semmai il mito viene perpetuato...
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"
4335) Ciao Michele,
tempo fa avevo visto su Maggie's Farm delle foto di Allen
Ginsberg con Bob Dylan, dei tempi della rolling...
Dove sono... ?
Grazie in anticipo e ti scriverò presto per darti
il mio parere su Modern Times che trovo tra i cinque dischi di Bob più
belli in assoluto (anzi ti rimanderò la mia classifica aggiornata),
il migliore del Dylan degli ultimi vent'anni. Mi ha fatto letteralmente
entusiasmare e lo trovo eccezionale, soprattutto Workingman's blues, in
assoluto la mia preferita, Ain't talkin' (sublime), Thunder on the mountain
(strepitosa) e Spirit on the water (capolavoro).
Ciao
Franco
Ciao Franco
le foto che cerchi sono queste.
Ciao e allora aspetto la tua recensione...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
4336) Ciao Michele
mi serviva quell'articolo in cui si parlava di Dylan
e soci che andavano a fare visita a Mike Porco.
L'ho letto sicuramente su Maggie's Farm...
Fammi sapere, grazie...
Paolo
Ciao Paolo
era molto bello, secondo me...
Eccolo qui di seguito... Consiglio
chi non lo ha letto di farlo...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
Mike Porco
Talkin' New York
su "Conclusions On The Wall", Thin
Man Ltd., 1980
Mi pare un poco strano narrare
qui la mia "autobiografia". Spero soltanto che i miei ricordi vi aiutino
a percepire qualcosa della vita del Greenwich Village in quei grandi giorni.
Ma iniziamo dal principio.
Arrivai in America nel 1933 - sapete,
uno dei tanti in mezzo alle "masse confuse che anelavano respirare in libertà".
Avevo diciott'anni e m'ero lasciato alle spalle la nativa Calabria e il
mio lavoro, una piccola bottega di falegname. Mio padre era emigrato negli
Stati Uniti per primo e noi avremmo dovuto seguirlo, uno alla volta, man
mano che lui avesse avuto la possibilità di portarci fin là.
Ma mio padre morì poco prima che io arrivassi e ad accogliermi trovai
mio zio, che mi prese nella sua casa come un figlio.
Non parlavo la lingua di qui e
si era allora all'apice della depressione. Insomma, era pressoché
impossibile trovare un'occupazione: proprio non c'era lavoro. Mi trovai
infine qualcosa, lavorando con mio zio nel suo ristorante: 90 ore la settimana
per 11 dollari. Mi davano i pasti gratis ma niente vacanze, e rimasi lì
cinque anni!
Quando venne la guerra, ero sposato
con tre figli e lavoravo come barista. Andai a lavorare nei Cantieri della
Marina di Brooklyn come falegname, tanto per fare la mia parte. Dovetti
imparare a usare il ferro invece del legno. Ma non m'importava il lavoro;
il brutto era quell'incredibile rumore. Laggiù persi una parte del
mio udito.
Al termine della guerra assunsi
la direzione del bar di un ristorante che si chiamava Club 845. Era nel
Bronx e Louis Armstrong, Ella Fitzgerald e Billie Holiday erano tra quelli
che ci suonavano. Finii per fare la conoscenza di tutti i musicisti e cominciai
così ad entrare in contatto con il campo musicale.
Nel 1952 i miei cugini comprarono
un ristorante nel Greenwich Village, un vecchio locale chiamato Gerde's
- dal nome del vecchio proprietario, un amabile gentiluomo. Io mi occupai
del rinnovo e passai in quel locale come direttore, mantenendone il nome
perché faceva fare buoni affari. Si trovava al numero 11 della West
4th Street e gran parte della clientela era composta di gente che lavorava
nel campo della vendita dei cappelli, a Broadway.
Le cose funzionavano bene durante
la giornata ma dopo le cinque di sera, più o meno era un mortorio.
Mi serviva più denaro per pagare i conti. Così ne discussi
con amici e decisi di provare con la musica - sapete, avevamo un pianista,
un trio di jazz per ballare, perfino musica "bongo"!
Un giorno, verso la fine del 1959,
entrarono due tipi - Izzy Young e Tony Prendergast. Mi dissero d'essere
amanti del folk. Io dissi: "Cos'è la musica folk?". Izzy dirigeva
il Folklore Center e i due cercarono di spiegarmi la popolarità
di personaggi come Peter Seeger, Joan Baez e Odetta.
Volevano che il Gerde's diventasse
una ribalta per il loro tipo di musica. Io, per me, avevo voglia di tentare
e ci accordammo cosi: loro avrebbero prodotto gli spettacoli e pagato i
musicisti, io avrei dato a Tom e Izzy la somma guadagnata con le tariffe
supplementari.
Cosi era iniziata la tradizione
folk di Gerde's - ribattezzato per l'occasione The Fifth Peg at Gerde's.
Amavo sinceramente la musica e i "ragazzi" erano meravigliosi, anche se
il mio caro amico scomparso Cisco Houston e altri non erano esattamente
dei “ragazzi". Ma per me erano tutti parte della mia famiglia. E sapete,
ogni canzone nel suo piccolo voleva dire qualcosa.
Farsi conoscere fu lento, all'inizio,
e dopo circa cinque settimane, Tom e Izzy furono obbligati ad abbandonare
il ruolo di impresari. Io proprio non potevo offrir loro condizioni migliori.
Eppure mi sentivo che la musica folk era ottima per il locale e che c'era
in giro abbastanza interesse per far andare avanti la cosa; ma c'era un
problema: non conoscevo nessun cantante folk.
I Clancy Brothers, che erano bravissimi
ragazzi, mi presentarono Charlie Rotschild, un diciottenne che conosceva
tutti i folksinger della città. Charlie ed io riuscimmo a ingaggiare
dei cantanti da soli.
Cambiai di nuovo il nome, questa
volta diventò Gerde's Folk City ed entro la primavera del 1960 s'era
sparsa per New York la voce che il Gerde's era il locale dove andare ad
ascoltare del folk.
Bene, non è che gli affari
andassero benissimo ma ci guadagnavo di che vivere. Avevo ottimi artisti
- Tommy Makem, i Clancy's, i Weavers, Cisco Houston, il Reverendo Gary
Davis, Carolyn Hester, Judy Collins. Peter Paul and Mary formarono il loro
trio nel mio club, sapete? Quelli che non avevano ancora un gran nome seguirono,
in molti casi per diventare grandi a loro volta.
I lunedì sono sempre serate
pigre sulle scene di New York - tutti devono riprendersi dal week-end!
Io volevo sfruttarle per farne una serata del dilettante, in modo da, speravo,
attirare nuovi clienti. Ne parlai con Charlie Rotschild e Bob Shelton,
che mi suggerirono di tentare un "Hootenanny". Non avevo mai sentito questo
nome prima ma Bob sosteneva che suonava bene, e me lo scrisse. Scopersi
che suonava meglio di "serata del dilettante": così nacquero gli
"hoots" del Gerde's.
L'idea funzionò proprio
bene, tanto che di lì a poco non potevo più muovermi tanti
erano i clienti. E la gente faceva la coda davanti al locale! Era stupefacente.
Visto il mio successo, il Bitter End e il Gaslight seguirono le mie orme.
Gli hoots andavano avanti tutta
notte e attiravano molti dei professionisti più giovani, che ancora
erano in via di perfezionamento: Judy Collins, Tom Paxton, Jack Ejliott,
Dave Van Ronk, persino un giovanissimo Arlo Guthrie. Oh e ce n'erano tanti
altri. Io amavo tutto questo e, mentre mi divertivo, il Gerde's diventava
il club più importante della zona. Era una ribalta per nuovi talenti
e mi dava la possibilità di trovare artisti di "spalla" per le altre
serate. Potevo dare a qualcuno dei ragazzi una vera possibilità
di sfondare.
Un giorno, entrò questo
giovanotto e chiese di suonare. Disse di chiamarsi Bob Dylan. Tutti mi
assicurarono che era notevole e che dovevo assolutamente sentirlo. Ma io
gli chiesi prima di tutto di provarmi la sua età, perché
non dimostrava più di sedici anni.
Il ragazzo tornò la successiva
serata di hoot, con il suo certificato di nascita o qualcosa del genere.
Gli permisi di suonare ma non mi sembrò niente di speciale, quella
prima sera - nient'altro che l'ennesimo cantante folk. Niente d'impressionante,
sapete. Ma al pubblico piaceva, così lo feci tornare la settimana
seguente, invece di dirgli, come dovevo fare a volte, che c'erano troppe
altre persone in attesa di suonare. Mel e Lilian Bailey continuavano a
dirmi che era davvero bravo e che si scriveva le sue canzoni.
Decisi di dargli un'opportunità
vera e propria: due settimane come spalla di John Lee Hooker. Quando glielo
dissi, Bobby era così eccitato che faceva i salti dalla gioia. John
era amato da tutti e Bobby capiva che con lui avrebbe raggiunto un buon
pubblico.
Gli dissi che gli servivano una
tessera del sindacato della Musicians Union e una tessera per cabaret,
e lo portai dove poteva ottenerle. Fu allora che mi assunsi il ruolo di
suo tutore, perché non aveva ancora 21 anni e sosteneva di non avere
nessun parente ancora in vita.
Ricordo che l'uomo del sindacato
mi guardava con aria interrogativa dietro la schiena di Bobby - sul genere
"ma è vera questa storia?"
L'11 aprile 1961 Bobby Dylan iniziò
la sua prima scrittura importante. Gli avevo fatto tagliare i capelli (anche
se non sembrava proprio che lo avesse fatto!) e gli avevo prestato un paio
di blue jeans puliti per l'occasione. Dio, era un ragazzo così conciato!
Bobby continuò a girare
attorno al Gerde's anche dopo le sue prime due settimane di lavoro, suonando
agli hoots e partecipando a jam sessions con altri musicisti. Si muoveva
a un passo tremendamente sostenuto, lavorando su materiale nuovo, trovando
il modo di conoscere tutte le persone giuste.
Decisi di dargli un'altra mano,
una scrittura con inizio il 26 settembre, insieme ai Greenbriar Boys. Questa
volta Bob Shelton era lì come inviato del Times e fu allora che
scrisse quella famosa recensione - quella ristampata poi sul primo album
(nota di Michele: l'avete letta prima di questo pezzo). Bobby ne fu addirittura
estasiato! Ci improvvisò anche sopra un talking blues, una sera.
E naturalmente ciò gli fornì un lancio notevole. Il giorno
dopo che era apparsa la recensione John Hammond gli offrì un contratto
con la Columbia Records.
Per Bobby, come tutti voi sapete,
le cose continuarono a migliorare sempre più. Io mi sento proprio
orgoglioso per tutto questo. Mi sento come se questi ragazzi fossero tutti
miei figli e io li avessi visti crescere come persone e come artisti. Tanti
di loro sono andati avanti fino a diventare delle stars. Per tutti gli
anni 60 il Gerde's è stato il locale dove sentire la musica folk,
il centro della scena folknik di New York e, forse, addirittura di quella
americana! Era un periodo così eccitante! Tutti venivano e suonavano
e si divertivano. Vorrei che potessero tornare! Janis Joplin, Simon and
Garfunkel, Steve Goodman, Phil Ochs, José Feliciano... Ce n'erano
tanti di loro.
Quella sera del 1975, il mio sessantunesimo
compleanno, non me la dimenticherò mai. Arrivò Bobby con
Joan Baez, Phil Ochs, Bobby Neuwirth, Jack Elliot, Roger McGuinn, Allen
Ginsberg -tutta la vecchia gente, il cast di quella che sarebbe diventata
la Rolling Thunder Revue. Ero cosi emozionato. Qualcuno mi disse soltanto:
"C'è un po' di gente che vuol vederti"! E poi Bobby e Joan cantarono
Happy Birthday. Tutti a due a cantare insieme dopo tutti questi anni -
e cantavano per me! Era magico! Non m'importò che Rosie lasciasse
cadere la mia torta di compleanno!
Mi venivano le lacrime agli occhi
- per un poco furono di nuovo i vecchi tempi. Almeno, posso rivedermi parte
di ciò in Renaldo and Clara.
Molti di loro sono ritornati per
le celebrazioni del ventesimo anniversario, nel dicembre 1979. Mi arrivò
anche una simpatica lettera di Edward Koch, il sindaco di New York, che
si congratulava con noi per l'anniversario.
Tutti quegli anni del Gerde's -
sono stati incredibili! Non c'è da stupirsi che fosse come casa
mia! Ma i vecchi tempi non torneranno mai. Non sarà mai di nuovo
come negli anni '60, nonostante tutti i tentativi di revival. Immagino
che i tempi siano obbligati a cambiare, proprio come dice Bobby in quella
canzone.
Questa è forse una delle
ragioni per cui ho deciso di ritirarmi all'inizio di quest'anno. L'uomo
che ha comprato il club mi ha promesso di mantenere la tradizione musicale
del vecchio Gerde's.
Io ho avuto una bella vita; ora
è il momento di lasciare che sia qualcun altro a provarci. Spero
di aver dato a tutti qualcosa che avesse un valore. Loro, certo, mi hanno
dato molto. Ora, sono felice di vivere con tutti questi magnifici ricordi.
4337) Cari amici di maggiesfarm,
l'anno prossimo il 25-27 marzo, si svolgera' al Weisman
Art Museum di Minneapolis un grosso convegno internazionale su Bob Dylan,
intitolato "Bob Dylan from the Highway 61 to the World". Sono stato invitato
come ospite d'onore (ed e' davvero un onore grandissimo e che non mi aspettavo)
e gli organizzatori mi hanno chiesto di parlare della ricezione di Bob
Dylan in Italia.
Avro' 45 minuti e quindi molto tempo da riempire. Ho
parecchio sull'argomento, ovviamente, tutti i libri usciti in Italia e
le traduzioni, le cover versions piu' importanti ecc., ma ci sono alcuni
reperti che mi potrebbero essere utilissimi e sui quali mi e' difficile
mettere le mani da dove mi trovo. Per esempio, so che in occasione dei
concerti di Parigi del 1978 o del 1981 (ma credo proprio che fossero quelli
del 3-9 luglio 1978) "Lotta continua" aveva pubblicato un'intervista esclusiva
a Dylan a cura di Gad Lerner (me lo ricordo perche' l'avevo letta). C'e'
nessuno che ce l'abbia, se la possa procurare e possa farmi una
fotocopia o uno scanning? E ancora: c'e' un buon articolo
o libro o sito che racconti che cos'era il Folkstudio a Roma nel 1962-1963?
Qualcuno conosce per caso il libro di Dario Salvatori "Folkstudio Story"
(Torino, Studio Forma, 1981), che e' introvabile e pochissime biblioteche
hanno in tutta Italia (ho fatto una ricerca sul Sistema Bibliografico Nazionale)?
Se qualcuno pensa di avere del materiale significativo e me lo vuole far
sapere, il mio indirizzo elettronico e': Alessandro Carrera acarrera@uh.edu
Molte grazie in anticipo,
Alessandro Carrera
Ed ecco in conclusione le consuete classifiche:
LE MIGLIORI COVER INTERPRETATE
DA BOB DYLAN
Vota la tua cover preferita tra
quelle interpretate da Bob Dylan e contribuisci alla nostra classifica
(valgono anche più segnalazioni)
Voti finora pervenuti:
Deportees (di Woody Guthrie) - Bob
Dylan & Joan Baez, Fort Collins, Colorado, 23 Maggio 1976
Hallelujah (di Leonard Cohen) -
Bob Dylan, Montreal (Canada), 8 Luglio 1988
I MIGLIORI CONCERTI DI BOB DAL
2001
Vota il tuo concerto preferito
degli ultimi anni e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche
più segnalazioni)
Voti finora pervenuti:
Londra, Inghilterra - Hammersmith Apollo - 24 Novembre
2003 - 2 voti
Zurigo, Svizzera - Hallenstadion - 3 Novembre 2003 -
2 voti
Tulsa, Oklahoma, U.S.A. - Drillers Stadium - 6 Luglio
2005 - 1 voto
Verona, New York, U.S.A. - Events Center, Turning Stone
Casino and Resort - 20 aprile 2005 - 1 voto
Denver, Colorado, U.S.A. - Fillmore Auditorium - 29 marzo
2005 - 1 voto
Milano, Italia - Forum di Assago - 12 Novembre 2005 -
1 voto
Sun City West, Arizona, U.S.A. - Maricopa County Events
Center - 8 Aprile 2006 - 1 voto
West Lafayette, Indiana , U.S.A. - Elliot Hall Of Music,
Purdue University - 3 Novembre 2004 - 1 voto
Bonn, Germania, Museumplatz - 29
giugno 2004 - 1 voto
Grand Prairie, Texas - Nokia Theatre - 15 Aprile 2006
- 1 voto
LE COVER IMPERDIBILI (Le migliori
cover di brani scritti da Bob)
Vota la cover (o più cover)
di brani di Bob pubblicate dopo il 2001
Voti finora pervenuti:
One More Cup of Coffee (Valley Below) - Sertab Erener,
da "Masked and anonymous" - 5 voti
Come una pietra scalciata (Like a rolling stone) - Articolo
31 e Bob Dylan, da "Masked and anonymous" - 3 voti
Come il giorno (I shall be released) - Francesco De Gregori,
da "Mix" - 2 voti
Most of the time - Sophie Zelmani - da "Masked and anonymous"
- 2 voti
Shelter from the storm - Cassandra Wilson - da "Belly
of the sun" - 2002 - 2 voti
I'll be your baby tonight - Norah Jones - 2003 - 1 voto
Most of the time - Ani di Franco - 1 voto
It's all right ma (I'm only bleeding) - Hamell On Trial
- 1 voto
On a night like this - Los Lobos - da "Masked and anonymous"
- 1 voto
My Back Pages - Magokoro Brothers - da "Masked and anonymous"
- 1 voto
Farewell Angelina - Joan Baez - da "Bowery Songs" - 2005
- 1 voto
You're Gonna Make Me Lonesome When You Go - Madeleine
Peiroux - da "Careless love" - 2004 - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Avril Lavigne - 1 voto
Masters of war - Pearl Jam live at the Benaroya Hall,
22 ott 2003 (concerto acustico) - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Warren Zevon - 1 voto
scrivi a spettral@tin.it e segnala i tuoi concerti/covers preferiti/e
Nota bene: il limite temporale del 2001 è stato fissato per ottenere due liste che siano idealmente il seguito di quelle pubblicate sul volume "Bob Dylan 1962/2002 40 anni di canzoni" di Paolo Vites e Alessandro Cavazzuti (Editori Riuniti), che si fermano appunto al 2001, anno di pubblicazione del libro.
I RIFERIMENTI A BOB DYLAN NEI
ROMANZI (O IN ALTRE OPERE LETTERARIE)
Vuoi contribuire ad allungare la
lista sottostante? Segnala a spettral@tin.it i romanzi, i racconti o le
altre opere letterarie in cui viene citato direttamente o indirettamente
Bob Dylan
- "Nel momento" di Andrea De Carlo
- "Alta fedeltà" di Nick Hornby
- "La spia e la rockstar" di Liaty Pisani, Fazi, 2006
- "L'era del porco" di Gianluca Morozzi, Parma, Guanda,
2005
- "Scirocco" di Girolamo De Michele, Torino, Einaudi,
2005
- "Giorni di un uomo sottile" di Ernesto Aloia nella
sua raccolta "Chi si ricorda di Peter Szoke?", minimum fax 2003
- "La ragazza dai capelli di cobalto" di Gianluca Morozzi,
nell'antologia di vari autori "Strettamente Personale", ed. Pendragon,
2005.
- "L'Emilia o la dura legge della musica" di Gianluca
Morozzi - Guanda
- "Tokyo blues" di Murakami Haruki - Norvegian Wood (trad.
ital. Milano, Feltrinelli)
- "Dance dance dance" di Murakami Haruki (trad. ital.
Torino, Einaudi)
- "La Torre Nera" di Stephen King
- "I giorni felici di California Avenue" di Adam Langer
- "Per sempre giovane" di Gianni Biondillo, edizioni
Guanda - 2006
- "Americana" di Don de Lillo
- "Denti bianchi" di Zadie Smith
- "La Danza del Pitone", di Norman Silver
- "Troppi paradisi" di Walter Siti, Einaudi
- "La fortezza della solitudine" di Jonathan Lethem
(Tropea)
- "Siamo tutti nella stessa barca" di Owen King
(Frassinelli)
- "Come dio comanda" di N. Ammaniti (Mondadori)
- "Hellbook" di Michele
Murino (ovvero "X-Files Bob") :o)