parte 331
Lunedì 2 Ottobre 2006



Ciao ragazzi,
sono appena tornato da Como dopo la splendida serata di All you need is rock (che ha avuto un grandissimo successo... grazie di cuore a tutti i magfarmiani che sono intervenuti e a tutti gli spettatori... prossimamente le foto).
Non ho avuto quindi il tempo di inserire in questa puntata della Talkin' anche le mail che mi avete spedito negli ultimi due/tre giorni. Naturalmente le inserirò nella prossima puntata.
Michele

4275) Ciao Michele.
Ti invio in allegato il testo di "Workingman's blues #2" dopo averne rilevato alcune, piccole, differenze tra il testo riportato su MF ed il cantato effettivo ascoltato dal disco.
Naturalmente verifica che le mie osservazioni siano esatte prima di una eventuale modifica sulle tue pagine web.
Con sincera amicizia
Al Diesan

Ciao Al,
grazie, correggerò.
Ecco il testo con evidenziate le modifiche:
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

Legenda:
_____ : lettere o parole da sostituire
_____ : lettere o parole da aggiungere
_____ : lettere o parole da cancellare
Inoltre líultimo dubbio riguarda la frase finale del refrain, non sono sicuro che sia ďthese workingmanís bluesĒ , ma piuttosto mi sembra che dica ďthisĒ

WORKINGMAN'S BLUES #2
words and music Bob Dylan

Thereís an eveniní haze settliní over the town
Starlight by the edge of the creek
The buyiní power of the proletariatís gone down
Moneyís gettiní shallow and weak
Well, the place I love best is a sweet memory
Itís a new path that we trod
They say low wages are a reality
If we want to compete abroad

My cruel weapons have been put on the shelf
Come sit down on my knees
You are dearer to me than myself
As you yourself can see
Well Iím listening into the steel rails hum
Got both eyes tight shut
Just sitting here trying to keep the hunger from
Creeping itís way into my gut

Meet me at the bottom, donít lag behind
Bring me my boots and shoes
You can hang back or fight your best on the frontline
Sing a little bit of these workingmanís blues

Well, Iím sailiní on back, ready for the long haul
Tossed by the winds and the seas
Iíll drag Ďem all down to hell and Iíll stand Ďem at the wall
Iíll sell Ďem to their enemies
Iím tryiní to feed my soul with thought
Gonna sleep off the rest of the day
Sometimes no one wants what we got
Sometimes you canít give it away

Now the place is ringed with countless foes
Some of them may be deaf and dumb
No man, no woman knows
The hour that sorrow will come
In the dark I hear the night birds call
I can feel a loverís breath
I sleep in the kitchen with my feet in the hall
Sleep is like a temporary death

Meet me at the bottom, donít lag behind
Bring me my boots and shoes
You can hang back or fight your best on the frontline
Sing a little bit of these workingmanís blues

Well, they burned my barn, they stole my horse
I canít save a dime
I got to be careful, I donít want to be forced
Into a life of continual crime
I can see for myself that the sun is sinking
How I wish you were here to see
Tell me now, am I wrong in thinking
That you have forgotten me?

Now they worry and they hurry and they fuss and they fret
They waste your nights and days
Them I once forget
But you Iíll remember always
Old memories of you to me have clung
Youíve wounded me with your words
Gonna have to straighten out your tongue
Itís all true, everything you have heard

Meet me at the bottom, donít lag behind
Bring me my boots and shoes
You can hang back or fight your best on the frontline
Sing a little bit of these workingmanís blues

In you, my friend, I find no blame
Wanna look in my eyes, please do
No one can ever claim
That I took up arms against you
All across the peaceful sacred fields
They will lay you low
Theyíll break your horns and slash you with steel
I say it so it must be so

Now Iím down on my luck and Iím black and blue
Gonna give you another chance
Iím all alone and Iím expecting you
To lead me off in a cheerful dance
I got a brand new suit and a brand new wife
I can live on rice and beans
Some people never worked a day in their life
Donít know what work even means

Well meet me at the bottom, donít lag behind
Bring me my boots and shoes
You can hang back or fight your best on the frontline
Sing a little bit of these workingmanís blues


4276) Ciao Michele, ti scriverò sull'album e altre storie. nel frattempo ti mando questo link
http://www.wittgenstein.it/post/20060921_83341.html
dal plagio delle canzoni al plagio delle copertine?
Un abbraccio, Mino

Ciao Mino,
sì, avevamo segnalato qualche puntata fa questa copertina identica, se non sbaglio scovata da Bruno "Jackass"... Giacchè deve plagiare, Bob non lascia le cose a metà, ovviamente... o tutto o niente, anche la copertina! :o) Quando si è dei grandi lo si è in tutto...
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4277) Ciao Michele,
ho appena letto il messaggio in oggetto riguardante gli assoli di armonica. Poichè chiedi se qualcuno vuole contribuire lo faccio volentieri (Let my poor voice be heard, come dice lui):
1) What can I do for you - concerto di Toronto 20/04/80 (dal bootleg Gospeller): inarrivabile, scioglie anche le pietre
2) Sad-eyed lady of the lowlands: ipnotico, vorresti che continuasse all'infinito
3) Forever young - concerto di Portland 19/04/96 (dal bootleg "The Maine event"): quando si sposa qualcuno che conosco o nasce un bambino regalo sempre un CD con questa versione (oltre ovviamente a qualcosa di più materiale, lo dico per non fare la figura del tirchio), il commento tipico è questo "bellissimo, chi è? ne hai delle altre come questa?"

Colgo l'occasione per ringraziarti per le tue analisi su "Modern times" e ti do il mio giudizio con un unico aggettivo che, dopo alcuni ascolti, mi sembra il più appropriato: affascinante.

Ciao
Marco Benevelli

P.S. Forse è superfluo, ma preciso lo stesso che la frase in inglese riportata all'inizio è tratta da "Let me die in my footsteps", non vorrei che qualcuno mi accusasse di plagio...

Ciao Marco,
grazie per le tue segnalazioni... L'appello di Jerry ha avuto molto successo perchè in questa pagina rispondono in parecchi sull'argomento... Io aspetto un po' (devo pensarci bene).
Grazie per i ringraziamenti :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4278) Ciao Michele,
Hai letto la recensione di MT che c'è su Diario a firma di Paolo Zaccagnini?
Un cumulo di inesattezze, sviste, imprecisioni. Difficile credere che il recensore abbia davvero ascoltato il disco...
"Ain't Talkin' è la canzone più politica del disco", "un tostissimo testo anticapitalista" (non è una svista:lo ripete due volte), "Someday Baby è fortissimamente autobiografica", l'album è ricco di "echi
beatlesiani" e di "atmosfere anni Sessanta" (testuale).

Alla fine il succo è che il disco è buono, ma santo cielo quante castronate.

A parte la scontatissima "Dylan ha fatto di meglio negli anni Sessanta" (vien da chiedersi se lo dicessero già di "Freewheelin'" rispetto a "Bob Dylan"), l'articolista afferma che TUTTI i concerti del NET (quasi
20 anni di lavoro) sarebbero una presa in giro dei fans, esibizioni fiacche e con la volontà di macellare tutti i vecchi classici. Per non parlare del riferimento ai biglietti costosissimi. Ma quando mai? Vada
a sentirsi Springsteen (senza accredito stampa, magari) così si fa un'idea di cos'è un biglietto costoso...

Vabbé, piccolo sfogo di indignazione, scusa Michele
Ci sentiamo presto, torno ad ascoltare Workingman's Blues, anzi, come scrive Zaccagnini "Working man blues"

Teo Lorini

Ciao Teo,
grazie della segnalazione. No, non avevo letto quell'articolo... Per quanto riguarda il tuo accenno a Freewheelin', sembra che nel 1957, quando il sedicenne Bob registrò alcuni brani a casa del suo amico Rick Kangas (vedi notizia di mercoledì scorso) un giornalista che si trovava di passaggio da Rick, disse: "Beh, sì, però Bob ha fatto di meglio quando ha cantato alla festa della Mamma nel '52! Questa "I got the blues", e anche questa "The Frog Song", mi sembrano una rifrittura che mangi finchè calda, ma che si fa presto callosa... E' ormai un artista "dai molti stereotipi"... Uno "sgualcito fantasma"... Ormai è finito..."
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4279) Ciao Michele,
ero piuttosto indeciso se inviare o meno queste mie riflessioni su 'Modern Times', ma proprio alcuni recenti interventi 'critici' (mi riferisco, in particolare, a quelli di Peppe Basile, Alessandro Cavazzuti e Bruno 'Jackass' apparsi da ultimo su queste pagine) mi hanno alla fine indotto ad uscire allo scoperto e a dire la mia.

Ho ascoltato il disco più volte da quando lo stesso è uscito e ho letto praticamente tutto ciò che è stato scritto sull'argomento, sia su MF che su altri siti. La mia impressione è che si tratti di un lavoro
assai sopravvalutato. Per quanto mi sforzi, non riesco francamente a capire come si sia potuto gridare da parte di alcuni (addetti ai lavori compresi) al 'capolavoro'. Qua, a mio parere, non siamo nemmeno di fronte ad un 'gran disco', ma ad una sostanziale rifrittura di cose già sentite. Mi spiace dirlo, ragazzi, ma questo 'ritorno' di Bob mi ha profondamente deluso. Pur non essendo uno di quelli che, a suo tempo, si strapparono i capelli per 'Love and Theft', dopo una decina di ascolti di 'Modern Times', vi confesso che sto iniziando a rivalutare quel disco. Voglio dire, lì almeno c'erano quei 4/5 brani (penso a Mississippi, Summer days, High water, Honest with me e Moonlight) che ti facevano 'balzare dalla sedia'... ma qui, scusate, cosa abbiamo di così trascendentale? Dieci 'nuovi' brani che, per quanto ben cantati, si trascinano stancamente per 63 lunghi minuti senza nulla togliere o aggiungere a quanto già sapevamo. Risultato: una noia mortale e un disco, musicalmente parlando, di rara piattezza. Se si eccettuano quei due 'guizzi di classe' rappresentati rispettivamente da Ain't talkin' e Workingman's blues (due pezzi che, per quanto belli, sono comunque lontani anni luce, a mio parere, dalla epicità di brani come Highlands
e Mississippi), di interessante c'è davvero poco altro. No, ragazzi, mi dispiace, ma non è certamente questo (se ancora è lecito avere delle aspettative) il Dylan che mi aspettavo.

Anche secondo me - come sottolineato sia da Bertoncelli su 'XL' sia da Marco Denti su 'Buscadero' - qui urge più che mai l'intervento di un 'vero' produttore. Qualcuno (penso, ad esempio, a T-Bone Burnett, allo stesso Lanois, ma anche - perché no - al barbuto Rick Rubin) capace di ridare al nostro Bob quegli stimoli di cui egli ha, in questo momento, palesemente bisogno e soprattutto di
'rivitalizzare' un sound divenuto ormai sempre più prevedibile, stantio e ripetitivo.

Un'ultima osservazione. Michele, tu dici (in quel tuo saggio recente) che chiunque abbia un minimo di orecchio e un briciolo di sensibilità non può non apprezzare 'Modern Times', lavoro, a parer tuo, 'splendido'. Beh, se limitiamo il discorso alle sole liriche, non ho alcuna difficoltà a schierarmi dalla tua. Ho letto i testi e (per quanto mi sembrino decisamente meno 'ispirati' rispetto al precedente 'Love and Theft') di poesia, in effetti, ce n'è parecchia, un po' in tutti i nuovi brani. Ma ciò tuttavia non basta, secondo me, a fare di questo 'Modern Times' né un gran disco né tantomeno un capolavoro, perché è dal punto di vista musicale (purtroppo) che le nuove canzoni falliscono. E' del tutto assente in questo 'Modern Times', da un lato quella 'magia' che pervade ogni singolo solco di 'Time out of Mind',
dall'altro il 'dinamismo' che caratterizza 'Love and Theft'. Il disco è ben cantato, i testi sono (come sempre) interessanti, ma il suono - come osservato acutamente da 'Buscadero' - non c'è. O meglio c'è, ma è un unico suono lungo e ripetitivo che, alla fine, più che 'coinvolgere' l'ascoltatore sortisce l'effetto esattamente opposto, cioè stanca ed annoia. Insomma, non è certo uno di quei dischi che si fanno
riascoltare con piacere.

That's all. Mi rendo conto che un simile giudizio possa apparire agli occhi dei più 'impietoso', ma questa è attualmente la mia opinione e, a costo di diventare 'impopolare' e attirarmi le antipatie di chi legge, ho preferito esternarla anziché tenermela dentro. E' stata dura scrivere queste cose, credetemi, perché è sempre difficile mettere in discussione (soprattutto quando lo si ama visceralmente) un 'monumento' come Bob Dylan, ma sentivo di dovermi liberare di un peso e, seppure a malincuore, ho dovuto farlo.

Un saluto a tutti,
Stefano 'Red Lynx'

Ciao Stefano,
e grazie per la tua critica (ogni tanto qualcuno mi dice che su MF tendiamo a parlare sempre troppo bene di Dylan, dunque mail come la tua piovono per me come la manna dal cielo per dimostrare il contrario).
Inutile dire che non sono d'accordo su nulla di quello che scrivi a proposito di Modern Times (come avrai capito leggendo le mie impressioni decisamente ultrapositive sul nuovo disco di Bob, negli scorsi giorni) ma ovviamente eviterò di ripetere quanto già detto e che tu avrai sicuramente già letto.
Risponderò però ad alcune domande che poni, non a me ma a tutti ovviamente:

>ma qui, scusate, cosa abbiamo di così trascendentale?

Tre brani tra i migliori di sempre: Workingman's Blues, Nettie Moore, Ain't talkin', tutti di una bellezza struggente, sia a livello musicale sia a livello lirico, cantati da Dylan in maniera superlativa.

Tre brani eccellenti: Thunder on the mountain, When the deal goes down e Spirit on the water che toccano il cuore e la mente come poche altre di Dylan.

Due brani "standard" eseguiti decisamente bene: Rollin' and tumblin' e Someday baby.

8 su 10. Le restanti due soltanto "buone"...

Uno degli album più compatti, ben "dosati", ispirati, profondi e significativi di Dylan (e per di più cantato in maniera mirabile).

> Risultato: una noia mortale e un disco, musicalmente parlando, di rara piattezza.

Credo che uno dei punti di forza di MT sia proprio la musica, assolutamente deliziosa in alcuni brani (Spirit on the water, Beyond the horizon), assolutamente trascinante in altri (Thunder on the mountain, Rollin' and tumblin'), struggente e sublime in altri ancora (Workingman's blues, Nettie Moore), da brividi in altri ancora (Ain't talkin'), piacevolmente classica nei blues (Someday baby, The levee's gonna break). Ovvero, secondo me, l'esatto contrario di "noia" e di "piattezza".

> 'rivitalizzare' un sound divenuto ormai sempre più prevedibile, stantio e ripetitivo.

La produzione del disco ed il sound trovato da Dylan sono per me la ciliegina sulla torta (come già per "Love and theft"). Per quello che mi riguarda sono felicissimo che Dylan abbia chiuso con i produttori egocentrici che ritenevano di insegnargli come far suonare le sue (!!!!!) canzoni, Daniel Lanois in testa, bravissimo musicista e geniale produttore, ma che produca i dischi degli altri artisti che hanno bisogno di ricevere un'impronta altrui... Dylan è Dylan e le sue canzoni devono suonare da Dylan, non dal Pinco Pallino o dal Sempronio di turno... Dylan ha una propria personalità unica sia a livello di voce che di sound, non è uno degli artisti "normali" che deve decidere "come far suonare il suo disco" oppure "come far suonare la sua voce" o che deve "utilizzare le tecnologie all'avanguardia" (o avere necessariamente frinire di grilli in sottofondo, sciabordio delle paludi, rimbombi temporaleschi o voce manipolata con effetti eco etc.)... Dylan è un gigante che fa categoria a sè stante e che deve essere "puro", non "filtrato", "guidato" o peggio "manipolato" e "artefatto". Come è stato osservato da più di un critico, le cose migliori Dylan le ha fatte quando era ispirato, aveva scritto grandi canzoni, entrava in studio e le registrava, ed era semplicemente "Bob Dylan". Ed il produttore gli apriva la porta, gli portava il caffè e gli spegneva le luci o giocava a carte con lui e gli consentiva di essere se stesso.
Inoltre tu scrivi a proposito del sound di Dylan che è "divenuto ormai sempre più prevedibile, stantio e ripetitivo". Poi allo stesso tempo auspichi una produzione di Lanois. Scusa ma mi sembra che ci sia un po' di contraddizione. Che senso ha riproporre il sound già ascoltato in ben due album anche nei nuovi dischi di Bob? Quello non sarebbe altrettanto "prevedibile, stantio e ripetitivo"? Voglio dire, siamo sicuri che se dopo Time out of mind Lanois avesse continuato a produrre i dischi di Bob ora non saremmo tutti qui a dire: "Sì, però che palle 'sto Lanois... Tutti i dischi uguali...! Sempre il solito "ghost sound"... Che noia! Forse sarebbe meglio che Bob se li producesse da solo..."
Inoltre siamo così sicuri che se Bob avesse prodotto Oh mercy e TOOM da solo non avrebbe fatto addirittura di meglio? Non ho certo detto io quanto segue: "Vedi, per quanto riguarda Lanois... Io registravo una canzone nella maniera che più mi piaceva e lui rovinava le parti più belle. Era una cosa irritante... Non mi piaceva affatto!" (Bob Dylan dall'intervista a "Rolling Stone", settembre 2006)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4280) Ho aspettato con ansia queste nuove canzoni, come molti ho tentato di immaginare come potevano essere. Modern Times per me è un bell'album.
Alcune canzoni sono ottime, altre meno (come in ogni album, ovvio!).
La cosa che più di MT mi ha impressionato è stata la capacità di creare da parte di Dylan un sound che dà unità stilistica all'intera opera, e lo stupore in merito a questa bella sorpresa è dovuto a due fattori non irrilevanti che mi facevano (prima dell'ascolto) preoccupare: la scarsa qualità creativa e tecnica dell'attuale band (a parte l'ordinario ma indispensabile T.Garnier e a parte G.Receli, anche se quest'ultimo il più delle volte fa il percussionista piuttosto che il batterista) e il fatto che Dylan (come in L&T) era il produttore. MT è un album da regalare, è un album che dà la certezza che anche coloro che conoscono Dylan in modo sufficiente lo possano apprezzare. Lo può apprezzare con semplicità sia chi adora il jazz, il blues o nulla di tutto questo. Ecco, per me Modern Times è primo in classifica perché possiede la capacità di essere apprezzato al primo ascolto (qualità suono e qualità voce) e perché porta la firma di Bob Dylan, il mito. E' da ingenui ritenere che un'opera artistica possa vivere scollata da chi la produce, e non è un insulto all'opera (e indirettamente all'autore) affermare che la si apprezza anche ed in virtù del fatto che porta una determinata firma e non un'altra. Come a dire: uno scarabocchio di Picasso non è uno scarabocchio proprio perché è di Picasso (e Picasso, in questo senso, significa la sua storia, tutto quello che ha fatto prima, la sua rivoluzione). Con ciò non voglio dire che altri sarebbero riusciti a scrivere pezzi come Nettie Moore, e che non avrebbero venduto perché non sarebbero stati Dylan. Semmai: solo Dylan può scrivere un capolavoro come Nettie Moore e vendere, però, in virtù del fatto che è Dylan.
Modern Times è un bell'album. Ecco forse il problema (almeno per me).
Forse non si edifica su di un registro sonoro tutto da scoprire ascolto dopo ascolto come Time Out Of Mind (per me il capolavoro assoluto, musicalmente e nei testi). TOOM è un concept-album in assoluto. Epico e intellettualmente sempre nuovo. Geniale e struggente. Triste senza banalità. Forse Modern Times potrebbe 'intellettualmente' stancare prima. La cosa però meravigliosa e unica di Dylan è che ogni suo pezzo non è mai quel pezzo, aspettiamo a sentire il Modern Times live.
Altra piccola cosa: quanto odio coloro che tentano continuamente di colorare Dylan con i colori del cristianesimo, del loro cristianesimo.
Di quella fede che non centra nulla con quella americana. Quasi peggio di coloro che colorano Dylan di comunismo pacifista. Dio è l'ultima speranza? E' così che dice ModernTimes? Mah, si potrebbero dire talmente tante cose. Si potrebbe allora dire che MT piuttosto lamenti l'assenza di Dio (che non lo dice affatto ma che paradossalmente lo si può dire!).
Ok, ognuno ci veda quel che gli pare! In ogni caso Dylan continua a cantare It's All Right Ma, e fortunatamente (almeno per me) rimane con i piedi per terra, senza inciampare in un cielo senza mondo.
Simone

Ciao Simone
sono d'accordo con molto di quello che dici tranne che - ovviamente, vista la mia "battaglia" recente - su quello che scrivi in relazione al primo posto in classifica di Modern Times.
Sinceramente non riesco a capire - lo ribadirò fino alla morte - perchè bisogna per forza trovare una qualche "giustificazione", un qualche "alibi" al fatto che Modern Times abbia avuto questo enorme successo e sia arrivato primo praticamente in tutto il mondo. Cioè, mi sembra quasi che si debba a tutti i costi trovare un qualche motivo collaterale per spiegare questa cosa, come se fosse una cosa "incredibile", "inspiegabile", quasi una cosa di cui vergognarsi. Possibile che Dylan debba essere "giudicato" e "processato" anche quando arriva primo? Mi sembra una cosa davvero paradossale. Tempo fa quando i suoi dischi non arrivavano nei primissimi posti ci lamentavamo perchè la gente non riusciva a capire la bellezza delle canzoni di Dylan e premiava invece artisti nettamente inferiori. Ora che Dylan è arrivato primo e dovremmo gioirne, viceversa si dice: "Sì è primo, però..." aggiungendo un qualcosa che giustifichi l'evento (e se non sono i fans della Keys sono gli Ebrei, e se non sono gli Ebrei è la pubblicità che è stata fatta al disco, e se non è la pubblicità allora è il traino di Chronicles e di No Direction Home, e se non quello allora è il fatto che è un disco "che porta la firma di Bob Dylan" ed "ha la capacità di essere apprezzato al primo ascolto", e via di questo passo). Ripeto quello che dicevo nel mio articolo tempo fa: è così difficile pensare che è primo solo perchè è un bel disco, punto e basta? Senza altre appendici, giustificazioni, alibi e motivazioni più o meno campate in aria?
Tu dici che è primo "perchè possiede la capacità di essere apprezzato al primo ascolto". Ma ti chiedo: ed Empire Burlesque? Mai disco di Dylan fu più immediato, pop e di facile ascolto, con arrangiamenti di grande presa per il periodo in cui uscì, quello sì per me un disco che la grande massa avrebbe potuto apprezzare al primo ascolto. Eppure arrivò 33mo. E vogliamo parlare di Infidels? Spero non vorrai dirmi che brani come Jokerman, o Sweetheart like you, o Man o Peace, o Don't fall apart on me tonight etc. non siano nettamente più immediati e di facile presa sul pubblico "di massa" (quello che fa arrivare primo un album), di brani come Nettie Moore, Ain't Talkin', Workingman's blues o Spirit on the water...? E Street legal? E Nashville Skyline? Non mi dirai che quel sound non era decisamente più di  facile presa e "fruibile" di quello di MT? Addirittura nel caso di SL accusarono Bob di imitare Springsteen perchè era quello che andava per la maggiore e vendeva una caterva di dischi...
E lo stesso discorso vale per la tua affermazione secondo cui è primo anche perchè la gente compra il "Mito" di Bob Dylan. Per me è una frase alquanto vaga. Io il mito lo potevo comprare anche quando ha fatto "Knocked out loaded". O quando ha fatto "Empire Burlesque". O quando ha fatto "New Morning", etc. Mi sembra che il nome su quei dischi fosse sempre quello... "Bob Dylan". Dunque se fosse solo per una questione di "nome", allora il "Mito" è talmente enorme che ogni disco di Dylan avrebbe dovuto conquistare il primo posto. La verità è che se un "Mito" fa un disco che è un flop, può essere un "Mito" finchè vuole ma un flop rimane.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4281) Ciao Michele e ciao a tutti i magfarmiani in ascolto,
mi vergogno a dire che ho ascoltato finalmente solo da una settimana Modern Times perchè volevo la versione con dvd e mi hanno fatto aspettare un casino di tempo per averla nel buco in cui vivo in provincia di Matera... Ma l'attesa è stata ripagata alla stragrande! MT è nel mio lettore fisso da sette giorni e ne sono rimasto ipnotizzato... non riesco ad ascoltare altro... Ho ascoltato diversi dischi belli di recente, a partire da quello di Springsteen fino a quello di Neil Young, ma MT è di un altro livello... Non c'è nulla da fare... Quando esce un nuovo disco di Dylan automaticamente ridimensiona i lavori degli altri... mi sembra che ci si accorga all'improvviso di quello che si può fare con la musica e con le parole... Come se Dylan si riprendesse lo scettro momentaneamente passato di mano nei cinque anni che ormai passano per un nuovo album... Per usare la frase utilizzata da Dylan nei confronti di Alicia Keys dico anche io: "Non c'è nulla di questo disco che non mi piaccia". Ad esempio vedo che molti individuano in Levee's gonna break e Beyond the horizon gli unici punti deboli del disco... Beh, per me sono strepitose già quelle... Beyond the horizon poi musicalmente mi fa impazzire ed ha un testo bellissimo... Leeve's gonna break per me è un mistero che non piaccia... la trovo straordinaria. Comunque sono d'accordo più o meno con quello che ho letto su MF per quanto riguarda le migliori che anche per me sono - sarà scontato dirlo - Workingman's blues, Thunder on the mountain, Ain't talkin' e Nettie Moore.
Adoro comunque anche Spirit on the water...
L'unica cosa che adesso spero ardentemente è che Bob dal vivo non ci faccia solo i blues (sicuramente farà Rollin' and tumblin' e Someday baby), ma soprattutto ci faccia WMBlues, Nettie Moore, Ain't talkin' e Spirit on the water...
Un'ultima nota sulla band. A me dal vivo non entusiasma moltissimo anche se trovo che siano comunque degli ottimi professionisti. In questo disco però mi hanno sorpreso positivamente, davvero.
Ciao
Vincenzo

Ciao Vince,
tutti dicono che dal vivo Bob non farà nessuna di quelle che speri... Mah, io sono convinto invece che Workingman's Blues la farà e anche Nettie Moore... Forse è meno probabile Ain't talkin'... Staremo a vedere... Personalmente spero che faccia anche Thunder on the mountain, magari in apertura di concerto, al posto delle varie Maggie's farm di turno... Secondo me sarebbe un opener straordinario...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4282) Caro Michele
guardavo ieri un bellissimo concerto di Bob, quello alla Wembley Arena di Londra del 5 Ottobre del 2000. Mi sono così accorto di una cosa. Prima della presentazione della band stranamente Bob parla un bel po' col pubblico e la cosa mi ha stupito essendo abituato a sentirgli solo dire i nomi dei membri del gruppo. Ho provato a capire cosa dice ma non ci ho capito nulla. Tu puoi aiutarmi? Hai quel video?
Ciao e grazie in anticipo
Lucio

Ciao Lucio,
certo che sì, ce l'ho ed è anche un grande concerto secondo me. Allora, prima di presentare la band Bob dice: "Siamo davvero orgogliosi di suonare qui. E' un grande onore suonare in questo paese, la Gran Bretagna. Quando ero ragazzo mi raccontavano della Battle of Britain (almeno così capisco io). Della RAF. Di Winston Churchill, e di tutto il resto. Ora... tutti noi sappiamo che la Gran Bretagna resistette da sola senza bisogno di alcun alleato, e questa cosa ha sempre significato moltissimo per me e per tutti quelli con cui sono cresciuto (boato del pubblico). E ora vi presento la band..."


4283) ciao michele, sul sito youtube c'è un video del "nostro" in grande spolvero:si tratta dell'interpretazione di "changing of the guards" in un concerto del 1978 a nashville.sia bob che la sua band sembrano divertirsi parecchio,oltre al pubblico.se non l'hai ancora visto ti consiglio di dargli un'occhiata.
P.S.mio figlio che ha 3 anni balla sulle canzoni rock-blues di modern times (thunder on the mountain, rollin&tumblin, someday baby tanto per intenderci). per una strana coincidenza sempre su you tube ho trovato un video di una festa di compleanno,con dei bambini che si scatenano con il papà sulle note di someday baby:nuove generazioni di fans x il buon vecchio bob?

Ciao e grazie della segnalazione,
corro su youtube che di recente ci sta regalando un sacco di belle cose dylaniane (se non le avete viste vi consiglio di andarci...)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4284) Ciao Michele..
Mi presento il mio nome e' Luciano Revi.
Navigando ho sentito il richiamo delle sirene. Ho vissuto una strana sensazione. Non avevo amici fidati che mi legassero all'albero maestro.
Ragion per cui sono stato attirato nel tuo splendido SITO.
Essendo te un amante dell'opera di Bob Dylan potrai capire cosa ho provato.
Foto, testi & traduzioni, il forum, recensioni, l'elenco di tutti gli album e tanto ancora!!!

Io sono un musicista ed "ascolto" Bob Dylan da quando avevo circa dieci anni. Adesso ne ho 25. Due mesi fa ha visto la luce il mio primo ALBUM folk... THOUGHTS IN THE WIND (Pensieri al Vento N.d.T.) LSRmusic 2006 nel quale a mio modesto parere si puo' toccare il mio PROFONDO rispetto
nei confronti di Bob Dylan.

Inutile farti un MIO PERSONALE curriculum Dylaniano...
Possiedo tutto cio' che serve per poter amare Bob Dylan soprattutto la sensibilita' e l'amore per le cose semplici (semplici ma non banali).

Spesso purtroppo mi sono sentito solo. Intendo come fan di Bob Dylan. Ho iniziato a suonare a nove anni nel (aime') lontano 1990. In quell'epoca tutti i miei amici erano presi dalla morsa crescente dei NIRVANA prima e dei loro predecessori poi come MELVINS e SEX PISTOLS. Ed io mi sentivo
solo. Pur avendo imparato con la chitarra quasi tutte le songs dei NIRVANA mi sentivo solo. In quanto il mio vero amore era Bob Dylan. Non tanto la persona, che ho imparato ad apprezzare con il passare degli anni, ma lo stile e le canzoni di BOB DYLAN.

Questo mio "processo di solitudine" iniziato all'epoca dei NIRVANA si e' poi protratto per lungo tempo.
dopo i NIRVANA arrivarono i primi album degli OASIS e poi i RADIOHEAD i COUNTING CROWS e poi tanti tanti tanti altri FINCHE' ognuno di noi AMICI ha scelto il suo genere ed i suoi
artisti preferiti. Io sono rimasto solo con il mio Bob Dylan.

Pensa che al concerto del 10/11/2005 in quel di CASALECCHIO DI RENO ci sono andato da solo.
Premetto che vivo nella provincia di LECCE. Quindi fra andata e ritorno ho fatto oltre 1.600 Km per poter essere presente al concerto.
(piccola parentesi... ma eri presente al PALAMALAGUTI alla porta n°10 e/o 12? Sentii qualcuno parlare di un presidente di un sito di Bob Dylan... una coppia di signori mi pare)

Ora non vorrei stancarti con questa mia MAIL e tantomeno rubarti del tempo prezioso. Volevo solo dirti che navigando ho sentito il richiamo delle sirene. Ho vissuto una strana sensazione. Non avevo amici fidati che mi legassero all'albero maestro. Ragion per cui sono stato attirato nel tuo splendido SITO.
Essendo te un amante dell'opera di Bob Dylan potrai capire cosa ho provato.

ADESSO MI SENTO MENO SOLO...e sono FELICE DI POTER SCAMBIARE OGNI TANTO
(se mi e' permesso) ALCUNI PENSIERI CON TE E CON GLI ALTRI UTENTI DEL SITO.

Ho notato.. leggendo alcune tue risposte..che sei una persona molto SEMPLICE.. motivo per cui ho deciso di scriverti questa MAIL.
Solitamente sono un po' piu' TIMIDO. Ma saperti AMANTE della musica di Bob Dylan ha ridotto le DISTANZE. (potere della musica)

Ti lascio il link qualora volessi ascoltare alcuni brani del mio album.

> myspace.com/lucianorevi

Tra l'altro due dei quattro brani presenti in quel link sono scaricabili GRATUITAMENTE.

Spero in una tua risposta e magari mi farebbe anche piacere avere un tuo giudizio in merito alla mia musica.

Con l'occasione TI saluto e rinnovo i COMPLIMENTI per il lavoro che hai svolto.

Con affetto & gratitudine...

LUCIANO REVI

Ciao Luciano,
grazie infinite per i complimenti e benvenuto tra noi.
Può darsi che al Palamalaguti io fossi dove dici tu... Sinceramente non ricordo dopo così tanto...
Mi sono riconosciuto molto nella tua mail soprattutto quando racconti del fatto che eri solo in quanto dylaniano. Prima che mi decidessi a fare un sito come MF, visto che sulla Rete non c'era niente, e conoscessi di conseguenza molti dylaniani sparsi in giro per l'Italia, anche io ero isolato in una specie di roccaforte assediata da metallari, rappari, poppettari e chi più ne ha ne metta :o)
Naturalmente non "puoi" ma "devi" scrivere quando vuoi alla posta di MF (più siamo meglio stiamo, come si dice...).
Ho pubblicato il link che mi hai mandato così chi è interessato può andare ad ascoltare i tuoi brani.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4285) Salve, spesso capito su maggiesfarm per raccogliere notizie su Dylan e testi, mi sono accorto di una piccola lacuna.

Nella sezione dedicata alle cover, alla voce "Girl from north country", non compare la traduzione di Hugues Aufray "LA FILLE DU NORD", 1967 eseguita con lo stesso titolo anche da Francis Cabrel e Jean-Jacques Goldman nel 1999 nell'album "Sol en si" n°4.

Un caro saluto e complimenti vivissimi.

Amos Bonato

Ciao Amos,
grazie. Ho già aggiornato la pagina relativa.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4286) Vorrei continuare il 'gioco dell'armonica' lanciato nella scorsa Talkin' MF dall'amico Jerry.
Così d'impatto mi vengono in mente alcune grandi performances armoniciste del nostro, presenti su discografia ufficiale, chissà quante altre mi sfuggono in questo momento?
Secondo me tra i molti sono degni di nota, anche se un po' dimenticati, alcuni assoli tratti dal 1° album, Bob Dylan, secondo me 'You're no good' e 'Gospel Plow' meritano una menzione.

1) Don't think twice, it's alright - versione live da Before the Flood
2) Just Like a Woman - versione live da Before the Flood
3) Every grain of sand - versione da Shot of Love
4) Absolutely Sweet Marie - versione da Blonde on Blonde
5) What can I do for You? - versione da Saved
6) You're No Good - versione da Bob Dylan
7) Gospel Plow - versione da Bob Dylan.

Saluti,
Enrico "slowhand" - Bergamo

Ciao Enrico,
grazie per i voti... Ora che mi ci fai pensare... quello da Saved... mmm... mi sa che rientrerà anche nella mia classifica...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4287) Leggendo quà e là nella talking n° 330, al n° 4270 viene proposto una specie di sondaggio a proposito degli assoli di armonica....
Parere assolutamente personale, credo che, se non il migliore in assoluto, ma sicuramente da brivido alto, è l'assolo che ha fatto nel duetto con Paul Simon sulle note di "Sound of silence", assolutamente divino....
Paul Simon è già piccolo di statura di suo, ma credo che di fronte a quell'assolo sia letteralmente scomparso !!
Credo anche che chi ha avuto, o ha, occasione di vedere quel filmato non possa pensare diversamente....
Un saluto a Jerry ed a tutti...
Al Diesan

Ciao Al,
grazie anche a te. Per fare un giochino di parole sul titolo allora si potrebbe dire che in quell'occasione il "sound" di Bob ha ridotto al "silence" Simon :o)))
Michele "Napoleon in rags"


4288) <... ai "detrattori" di Modern Times consiglierei, uno, di sturarsi le orecchie: perché la qualità del
suono è densa ed elaborata, la "grana" della voce è poliedrica, cangiante e - in diversi brani - satura di
emotività in ogni strofa. Consiglierei, due, di chiudere gli occhi e abbandonarsi a brani come Someday
Baby (o I Ain't Talkin') perchè sono ipnotici, possono indurre leggeri stati alterati di coscienza, senza
uso di sostanze. Infine, godersi il piacere di entrare al bar per un caffè e sentire - come successo a me
ieri -  Someday Baby trasmesso dalla radio locale. Sono più di trent'anni che ascolto Dylan, non  mi era
mai successo...
Francesco Spagna

Ciao Francesco,
hai fatto bene a sottolineare l'aspetto legato alla qualità del suono e alla voce di Bob. Io avevo
accennato alla cosa nella mia recensione ma in effetti è bene rimarcare il più possibile proprio questo
aspetto che è uno dei grandi pregi del disco, insieme alla qualità delle canzoni e dei testi, alla loro
profondità ed al loro spessore.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" >

Prendo spunto da questo messaggio/risposta per esprimere il mio pensiero riguardo I Ain't Talkin' e gli stati alterati di coscienza.

Prima strofa:
As I walked out tonight in the mystic garden
The wounded flowers were dangling from the vine
I was passing by yon cool crystal fountain
Someone hit me from behind

Nel mistico giardino, stanotte son uscito
Fiori dal rampicante pendenti, feriti
Passai oltre la fresca fonte di cristallo, lassù in cima
Quando da dietro qualcuno mi urtò

Secondo me Dylan in persona ha camminato nel "giardino mistico". Lui stesso disse di avere scritto in una specie di trance o stato alterato di coscienza. In effetti l'ascolto di questa canzone induce ad uno stato psico-fisico che va oltre il semplice relax. Qui si entra in una nuova realtà, un nuovo "ambiente" dove crolla il sistema spazio-temporale così come noi lo conosciamo. Forse questo è il posto dove ognuno di noi può trovare le risposte ai grandi temi della vita. Dylan ha l'accesso a questa nuova realtà e lo comunica al mondo. Ma il mondo, noi, non comprenderemo mai completamente Dylan se non cambiamo punto d'osservazione. Lo stesso tema secondo me lo si può correlare ad alcuni testi di Battiato, in particolare alla canzone "E ti vengo a cercare". Questo mio intervento vuole solo essere uno spunto alla discussione in un sito dove la discussione si esprime sempre su alti livelli.
Un saluto, Massimo

E ti vengo a cercare

E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo oramai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Emanciparmi dall'incubo delle passioni
cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un'immagine divina
di questa realtà.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.

Ciao Massimo,
che posso dire se non che condivido pienamente? Quella della dimensione nascosta alla quale Dylan ha accesso è una cosa che in diversi hanno rilevato nel corso degli anni.
Ecco la frase esatta di Dylan alla quale hai fatto riferimento: "Ho scritto queste canzoni in uno stato non meditativo, per niente. Piuttosto in uno stato di trance..."
Tra l'altro mi fai un parallelismo con un artista da me adorato come Battiato e quella che citi è una delle sue canzoni che più fanno sì che il mio "heart burnin', still yearnin'"...
A me tutto o quasi Modern Times comunica queste sensazioni di estraniazione dalla realtà, di viaggio in una sorta di dimensione parallela in cui passato, presente e futuro si sovrappongono e convivono, Alicia Keys e Nettie Moore, Ovidio ed Henry Timrod, le donne di Washington e l'esercito degli orfanotrofi, il "workingman" e i disperati che scappano mentre la diga sta per cedere, una dimensione che per Dylan forse è davvero "beyond the horizon", il suo paradiso in cui sarà al fianco del suo Re? Credo che tu e Francesco (ed anche Francesco "Tiger" nella scorsa puntata) abbiate colto uno dei punti fondamentali che fa di Modern Times un album così affascinante e misterioso, così "arricchente", spiritualmente e mentalmente parlando.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: voglio anche io allora mettere qui di seguito uno dei testi di Battiato che mi dà indescrivibili sensazioni...

Sui Giardini della Preesistenza

Torno a cantare il bene e gli splendori
dei sempre più lontani tempi d'oro
quando noi vivevamo in attenzione
perché non c'era posto per il sonno
perché non v'era notte allora.

Beati nel dominio della Preesistenza
fedeli al regno che era nei Cieli
prima della caduta sulla Terra
prima della rivolta nel dolore.

Tu volavi lieve
sui giardini della preeternità
poi ti allungavi
sopra i gelsomini.

Ho visto dei cavalli in mezzo all'erba
seduti come lo sono spesso i cani
e senza tregua vedo buio intorno
voglio di nuovo gioia nel mio cuore
un tempo in alto e pieno di allegria. 


4289) Ciao Michele, sono Maurizio da Rimini.
Purtroppo non ci siamo visti all'ultimo tour, io ero a Pistoia e non sono riuscito a venire alle grandi jam-session.
Volevo rispondere a Jerry - e salutare anche se non conosco, ma tra fan di Bob esiste già un'amicizia nel DNA penso :0) - sul migliore assolo di armonica di Bob.
Io da quando l'ho sentito sono sempre rimasto a bocca aperta di fronte al fantastico assolo di "What can I do for you" dall'album Saved, e ritengo sia uno dei migliori assoli nel rock di armonica, usata con maestria ed intelligenza, dove il virtuosismo (non eccessivo) è al servizio della canzone e non una semplice autocelebrazione (come purtroppo fanno molti musicisti). Anch'io suono l'armonica - ho suonato diversi anni in un piccolo gruppo blues - ed ho sempre ripetuto senza grosse difficoltà qualsiasi pezzo di Dylan. Questo è molto impegnativo, alla faccia di chi continua ad affermare che Dylan sa giusto soffiare sull'armonica due note !!!!!!!!!!!!
Che sia volendo anche un virtuoso si è capito all'inizio della carriera quando ascoltando due volte una canzone dicevano che la ripetesse in maniera identica nei locali come se fosse una copia (e la chitarra suonata dai folk singer in quegli anni non era sempre semplicissima !!!).
Poi sappiamo tutti che sono un po' di anni che non usa lo strumento in maniera "impeccabile" e non è certo un BB King che invecchiando migliora :0))
Ma in ogni caso possiamo tirar fuori dei pezzi suonati da lui che sono fantastici. Come non ricordare l'incantevole "When he returns" di "Slow Train Coming" dove suona il piano con una forza d'animo che
ti fa venire la pelle d'oca, dove usa la voce come se venisse da un cielo nuvoloso con il sole in controluce che fa uscire quei raggi di luce che ti fanno sentire così piccolo, e l'armonica è la brezza
che ti accarezza e ti fa sentire bene dentro. E' chiaro che un jazzista risponderebbe (sono note che tira fuori anche un bambino) ma sappiamo bene che se amiamo Dylan è perchè il ns rapporto con la musica parte dal cuore e non dalla forma.
Ascoltare quel brano con Dylan solo al piano è per me come ascoltare una grande orchestra, ed in effetti ti crea intorno qualcosa di incredibile che non può essere solo. Ma non inseriamoci in discorsi
troppo filosofici che non riuscirei neppure ad esprimere.
Ritornando all'assolo di armonica nel periodo religioso una cosa che mi ha stupito è anche la complessità della struttura musicale delle canzoni. A differenza dei giri armonici piuttosto classici e semplici, in quei dischi si scatena con giri di accordi particolari, armonie anche difficili e che allora che strimpellavo la chitarra, mi mettevano in crisi. E quell'assolo di armonica, specie nel finale, quando rimane solo con l'Hammond che riempie i bassi e ti entra nello stomaco, e escono quelle note alte, con quei contrasti di pausa e virtuosismo............ beh provate ad ascoltarlo a tutto volume e fatemi sapere che ne pensate !!!!!!!!!!!!!!
Altro assolo veramente toccante, ma completamente opposto a quello citato, è nella "Don't think twice, it's all right" suonata dal vivo nel disco "Before the Flood" nel '74.
Qui non c'è pulizia, attenzione alle note singole, ma c'è il vero Dylan con una grinta direi incredibile, dove l'armonica viene usata violentemente per creare emozione come se fosse una chitarra elettrica suonata a tutto volume. E' una versione bellissima della canzone, e l'armonica suonata con tanta grinta è puro rock.

Velocemente - devo lavorare ora !! - un solo appunto per il nuovo disco : ECCEZIONALE !!!!!
Penso il migliore negli ultimi 15 anni, con una WorkingMan's Blues #2 che ogni volta che l'ascolto mi devo fermare per godermela, e penso si possa paragonare ai grandi successi che l'hanno reso famoso (the times they are a'changing, mr tambourine man, ecc) , e non vedo l'ora di ascoltare live "Nettie Moore".
I testi poi .... grandi !!! Grazie BOB !!

Ciao Michele e buon lavoro.

Maurizio

Ciao Maurizio,
grazie anche a te per il contributo sull'armonica e per le belle sensazioni che hai comunicato (ci sei riuscito perfettamente, non temere!)
Mi associo incondizionatamente al tuo "Grazie BOB !!" per Modern Times.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4290) Ciao Napoleon in rags, ciao amici dylaniani.

Vedo che con l'uscita di Modern Times l'atmosfera si è "riscaldata"!
Che cosa rischio se dico che secondo me è uno dei migliori dischi di sempre? Una cosa che non mi piace però c'è. La copertina. Era meglio una foto di Bob con il suo Black Moustache in evidenza. Le canzoni sono tutte stupende. Ascoltandolo in continuazione non mi dispiace neanche "The Leeve's Gonna Break"! La voce poi... da brividi! Non posso descrivere le emozioni che mi trasmette.

Però non toccatemi "'Cross The Green Mountain"! Quella è sempre stata nella mia Top Ten! Come avevo già detto in una mia mail precedente il pezzo più bello secondo me è "Nettie Moore". Quella canzone mi ipnotizza. Comunque questa è la mia classifica relativa al nuovo disco:

1) Nettie Moore
2) Workingman's Blues #2
3) Thunder on the Mountain
4) When the Deal Goes Down
5) Ain't Talkin' (So che Michele non concorderà con me per questo 5° posto)
6) Someday Baby
7) Spirit on the Water (Forse Michele non concorderà neanche per questo)
8) Rollin' and Tumblin'
9) Beyond the Horizon
10) The Leeve's Gonna Break

Mi piace il sondaggio lanciato da Gerardo (Jerry) sugli assoli di armonica e voglio partecipare.
Le canzoni sono tantissime e non è facile pensarci (è quello che dicevo io! Mi sa che ci metterò un annetto a decidere :o))) ), ma al primo posto senza dubbi c'è l'assolo di "Blowin' in the Wind" versione live reperibile nell'edizione limitata "The Best of Bob Dylan volume 2" nel cd bonus, quello che contiene anche una versione live di Highlands. Michè sono curioso di sapere se (parlando di discografia ufficiale) ne trovi uno migliore tu. (vedremo)
"Absolutely Sweet Mary" al secondo posto.
In terza posizione metterei l'assolo di "Shooting Star" (Unplugged). Vi farò sapere in seguito se me ne verranno in mente altri.

Ma ora parliamo di "Huck's Tune". E' vero che è un outtake di Modern Times? Quando è prevista l'uscita nei negozi? E come si chiama la colonna sonora dove verrà inserita la canzone?

"Bob Dylan's The Collection", che cos'è? E' già uscito? Si può acquistare in Italia? Quanto costa? E' vero che c'è un libretto di 100 pagine all'interno e che contiene 42 canzoni inedite? Ti prego di spiegarmelo in parole povere perchè io non so nemmeno che cos'è iTunes'!!!

Dove si può acquistare il cd "Blues"? Ho provato da Carù ma non è più disponibile.

Quand'è che si decideranno a pubblicare una "vera" antologia di canzoni? Sarebbe bello un doppio disco che contenga: 'Cross the Green Mountain, Waitin' for You, Tell Ol' Bill, Huck's Tune, Return to Me, You Belong to Me, My Blue Eyed Jane, Heartland (con Willie Nelson), Red Cadillac and a Black Moustache, Ring of Fire, Rita May, The Lonesome River (con Ralph Stanley), The Usual, This Old Man, Trouble in Mind, la versione elettrica di Blind Willie Mctell, George Jackson, Angel Flying too Close to the Ground, Band of the Hand, ecc. ecc.

Forse ho fatto troppe domande, ma sono sicuro che saprai rispondere a tutto.

Sei Gentilissimo.

Grazie anticipatamente.

Luigi78.

Ciao Luigi,
no, direi che tutto sommato la tua classifica non mi trova poi molto distante. Anche per me le cinque che citi nei primi posti sono collocabili lì, posto più posto meno. Solo Spirit on the water la metterei un po' più su ma direi che siamo lì, più o meno i capolavori di MT sono posizionati un po' da tutti i magfarmiani in quelle posizioni...
Non è chiarissimo se "Huck's tune" sia stata registrata durante le sessions di Modern Times. C'è chi dice che sia così (Olof). Ma molti sostengono sia la canzone registrata in Irlanda di cui parlammo tempo fa. Vedremo se è così. La data esatta di uscita della soundtrack è il 6 marzo prossimo. Il film si chiama "Lucky You".
Su iTunes e su "Blues" putroppo non posso aiutarti perchè ne so quanto te e sono naturalmente operazioni che non mi interessano avendo già tutto quel materiale. Chi può farci un riepilogo sintetico o dirci dove è possibile reperire "Blues" (che ricordo è un cd limitato di Barnes & Nobles)?
Il doppio che citi sarebbe in effetti una favola. Io aggiungerei Sloppy drunk, Polly Vaughn, Catskill Serenade, Miss the Mississippi and you, I can't get you off of my mind, Mutineer, Train of love, Crossroads, Blue Monday, London Calling, A change is gonna come e You Win Again... Così diventa un triplo.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4291) Questa è la mia personale breve recensione di "Modern Times" per il mio blog dedicato alla musica.
http://passions.blog.tiscali.it

Bob Dylan
Modern Times
29 agosto 2006 (Columbia)

Se il sangue scorre ancora nelle vostre vene
e i pensieri corrono veloci dietro le vostre passioni
è giunto il giorno di dare spazio a Modern Times.

Se appartenete alla schiera di chi pensa che il rock sia morto
e che il tempo della musica non sia più atto a fornire sorprese,
allora siete fuori strada: è giunta l'ora di ascoltare Modern Times.

Se da anni non fate altro che riempire casa vostra di ristampe di vecchi album
e vi siete già rifatti la collezione su CD di tutti gli album in vinile del passato,
è giunto il momento cambiare musica con Modern Times.

Se poi reputate che Bob Dylan sia ormai vecchio e barboso
e che non sia più capace di concepire qualcosa di interessante,
anche per voi è questo il giorno per tendere l'orecchio a Modern Times.

Se pensate che l'unica canzone famosa sia Blowing in the wind
e che dagli anni '60 questo signore non abbia fatto altro che vivere di rendita
bene, allora vi sbagliate di grosso: questi sono i giorni di Modern Times.

E se credete che la musica sia poesia e prosa, amore e odio,
memoria ed oblio, furore e serenità, rabbia e dolcezza,
allora sì che l'attesa è ormai finita: è arrivato Modern Times.

Se amate il blues o adorate il rock
se provate affetto per la canzone d'autore e i cantastorie
non è più tempo di esitare, è il momento di Modern Times.

Se invece ritenete che non abbia alcun senso tutto quello che ho scritto sopra
fate bene a non fidarvi delle mie parole
procuratevi piuttosto questo album e concedete il vostro spazio a Modern Times.

Nessuno di voi resterà deluso.

Renato

Ciao Renato,
grazie e... ben detto!
Io aggiungerei solo:

Se avete un minimo di orecchio musicale
se avete un po' di sensibilità poetica
è il momento di correre a comprare Modern Times :o)))))

Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4292) Caro Michele,
mi associo alla proposta di Gerardo riguardo agli assoli di armonica.
Mi mancano solo due dischi (Modern times e Before the flood); non solo , ma non riesco a ricordare tutti gli assoli pertanto è difficile menzionare i brani migliori, ma credo che la scelta va sicuramente sugli album acustici e tra questi il Live 1966 at Royal Albert Hall Bootleg n°4, il primo cd. Secondo me svetta su tutte "It's all over now, Baby Blue". Da Brividi! Ciao Michele Lenzi

Ciao Michele,
OK!


4293) Nuova classifica songs - Grazie a Sebastiano che me la invia:

1. Like a Rolling Stone
2. Desolation Row
3. Mr.Tambourine Man
4. Girl From The North Country
5. It's All Over Now Baby Blue
6. Ballad Of A Thin Man
7. I Shall Be Released
8. It's Allright Ma
9. Maggie's Farm
10. The Times They Are A-Changin

Sebastiano


4294) La mia francofilia, associata al Dylaniamento, mi ha fatto trovare un'altra cover mancante.

Adieu Angelina, di Nana Mouskouri, sempre tradotta da Hugues Aufray nel 1967.

Ancora saluti.

Amos

Ciao Amos,
grazie per la nuova segnalazione.
A presto
Michele "Napoleon in rags"


Ed ecco in conclusione le consuete classifiche:

I MIGLIORI CONCERTI DI BOB DAL 2001
Vota il tuo concerto preferito degli ultimi anni e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche più segnalazioni)

Voti finora pervenuti:

Londra, Inghilterra - Hammersmith Apollo - 24 Novembre 2003 - 2 voti
Tulsa, Oklahoma, U.S.A. - Drillers Stadium - 6 Luglio 2005 - 1 voto
Verona, New York, U.S.A. - Events Center, Turning Stone Casino and Resort - 20 aprile 2005 - 1 voto
Denver, Colorado, U.S.A. - Fillmore Auditorium - 29 marzo 2005 - 1 voto
Milano, Italia - Forum di Assago - 12 Novembre 2005 - 1 voto
Sun City West, Arizona, U.S.A. - Maricopa County Events Center - 8 Aprile 2006 - 1 voto
West Lafayette, Indiana , U.S.A. - Elliot Hall Of Music, Purdue University - 3 Novembre 2004 - 1 voto
Zurigo, Svizzera - Hallenstadion - 3 Novembre 2003 - 1 voto
Bonn, Germania, Museumplatz - 29 giugno 2004 - 1 voto
Grand Prairie, Texas - Nokia Theatre - 15 Aprile 2006 - 1 voto

LE COVER IMPERDIBILI (Le migliori cover di brani scritti da Bob)
Vota la cover (o più cover) di brani di Bob pubblicate dopo il 2001

Voti finora pervenuti:

One More Cup of Coffee (Valley Below) - Sertab Erener, da "Masked and anonymous" - 4 voti
Come una pietra scalciata (Like a rolling stone) - Articolo 31 e Bob Dylan, da "Masked and anonymous" - 3 voti
Come il giorno (I shall be released) - Francesco De Gregori, da "Mix" - 2 voti
Most of the time - Sophie Zelmani - da "Masked and anonymous" - 2 voti
Shelter from the storm - Cassandra Wilson - da "Belly of the sun" - 2002 - 2 voti
I'll be your baby tonight - Norah Jones - 2003 - 1 voto
Most of the time - Ani di Franco - 1 voto
It's all right ma (I'm only bleeding) - Hamell On Trial - 1 voto
On a night like this - Los Lobos - da "Masked and anonymous" - 1 voto
My Back Pages - Magokoro Brothers - da "Masked and anonymous" - 1 voto
Farewell Angelina - Joan Baez - da "Bowery Songs" - 2005 - 1 voto
You're Gonna Make Me Lonesome When You Go - Madeleine Peiroux - da "Careless love" - 2004 - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Avril Lavigne - 1 voto
Masters of war - Pearl Jam live at the Benaroya Hall, 22 ott 2003 (concerto acustico) - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Warren Zevon - 1 voto

scrivi a spettral@tin.it e segnala i tuoi concerti/covers preferiti/e

Nota bene: il limite temporale del 2001 è stato fissato per ottenere due liste che siano idealmente il seguito di quelle pubblicate sul volume "Bob Dylan 1962/2002 40 anni di canzoni" di Paolo Vites e Alessandro Cavazzuti (Editori Riuniti), che si fermano appunto al 2001, anno di pubblicazione del libro.


I RIFERIMENTI A BOB DYLAN NEI ROMANZI (O IN ALTRE OPERE LETTERARIE)
Vuoi contribuire ad allungare la lista sottostante? Segnala a spettral@tin.it i romanzi, i racconti o le altre opere letterarie in cui viene citato direttamente o indirettamente Bob Dylan

- "Nel momento" di Andrea De Carlo
- "Alta fedeltà" di Nick Hornby
- "La spia e la rockstar" di Liaty Pisani, Fazi, 2006
- "L'era del porco" di Gianluca Morozzi, Parma, Guanda, 2005
- "Scirocco" di Girolamo De Michele, Torino, Einaudi, 2005
- "Giorni di un uomo sottile" di Ernesto Aloia nella sua raccolta "Chi si ricorda di Peter Szoke?", minimum fax 2003
- "La ragazza dai capelli di cobalto" di Gianluca Morozzi, nell'antologia di vari autori "Strettamente Personale", ed. Pendragon, 2005.
- "L'Emilia o la dura legge della musica" di Gianluca Morozzi - Guanda
- "Tokyo blues" di Murakami Haruki - Norvegian Wood (trad. ital. Milano, Feltrinelli)
- "Dance dance dance" di Murakami Haruki (trad. ital. Torino, Einaudi)
- "La Torre Nera" di Stephen King
- "I giorni felici di California Avenue" di Adam Langer
- "Per sempre giovane" di Gianni Biondillo, edizioni Guanda - 2006
- "Americana" di Don de Lillo
- "Denti bianchi" di Zadie Smith
- "La Danza del Pitone", di Norman Silver
- "Troppi paradisi" di Walter Siti, Einaudi
- "La fortezza della solitudine" di Jonathan  Lethem (Tropea)
- "Hellbook" di Michele Murino (ovvero "X-Files Bob") :o)