parte 330
Lunedì 25 Settembre 2006

Ciao ragazzi,
negli ultimi giorni sono stato fuori "sede"... Sono infatti appena tornato a casa da Como dove abbiamo fatto le prove per la prima di All you need is rock (mi raccomando se siete in zona non mancate, sabato prossimo!) Non ho avuto quindi il tempo di inserire in questa puntata della Talkin' anche le mail che mi avete spedito negli ultimi due/tre giorni. Naturalmente le inserirò nella prossima puntata.
Michele

4257) gentile Michele Murino,
scrivo ancora per segnalare una citazione di Dylan nel nuovo romanzo di Walter Siti "troppi paradisi"
pubblicato da Einaudi. Si tratta di una cosa minima. di una produttrice televisiva  si dice che colleziona
dischi in vinile di Dylan.Non so perchè l'autore ha voluto connotare in questo modo un personaggio
negativo  che compare fugacemente all'inizio del romanzo. invece mi sembra più sostanziosa  la
presenza di un personaggio di nome Dylan, il protagonista, nel romanzo di Jonathan  Lethem  "la
fortezza della solitudine" (Tropea) , un ragazzino che cresce nella New York degli anni settanta a cui i
genitori hanno imposto il nome del nostro , ma non ho ancora letto il libro.
quanto a "modern times", non so. gli entusiasmi mi sembrano eccessivi ma non ho molto amato
nemmeno "love and theft" ma lì almeno c'era Mississippi e nè Nettie Moore nè ain't talkin' mi sembrano all'altezza, non me ne voglia.
paolo scotto
p.s.
una curiosità. ho comprato il bootleg <<surviving in a ruthless world>> registrato aTampa il 2 febbario
del 2002, che gliene sembra di quello show, se lo conosce? su Expectingrain non ho trovato alcuna
review

Caro Paolo,
grazie infinite delle segnalazioni che vanno ad allungare la nostra lista a fondo pagina.
Purtroppo non ho quel bootleg che lei cita con il concerto di Tampa. Però se ricordo bene a suo tempo avevo scaricato degli mp3 di quel concerto che mi erano piaciuti moltissimo.
Mississippi è a mio avviso uno dei capolavori di Dylan. Però Ain't talkin' e Nettie Moore, ma anche Workingman's Blues, non me ne voglia neanche lei, secondo me non sono da meno.
Per quel che mi concerne non direi che in "Love and theft"... "almeno c'era Mississippi".
In "Love and theft" c'era Po' Boy, uno dei massimi capolavori recenti di Dylan.
In "Love and theft" c'era Sugar Baby, idem.
In "Love and theft" c'era High Water, idem.
In "Love and theft" c'erano grandissime canzoni come Summer Days, Lonesome day blues, Honest with me, Floater etc.
Quindi per me in "Love and theft" c'era "anche" Mississippi, non "almeno".
Saluti e ancora grazie,
Michele "Napoleon in rags"


4258) Ciao Michele,
credo che, giunti a questo punto, sia necessario denunciare Dylan alle autorità per:
1) Finanziamento illecito all'esercito israeliano
2) Plagio del disco "Love & Theft" ai danni di uno scrittore giapponese
3) Plagio del disco "Modern Times" ai danni di un poeta americano
4) Plagio della canzone Blowin' in the wind
Poi, visto che non mi viene in mente altro, ne sparo un po' a caso che tanto va sempre bene:
5) Bigamia
6) Evasione fiscale
Infine:
7) Falsa testimonianza (qualcuno dice che è grande invece è PICCOLO)
8) Furto (LADRUNCOLO)
9) Inquinamento dell'atmosfera con il suo puzzo nauseabondo (FETENTE)

A parte gli scherzi, sai qual è la cosa che più mi infastidisce?
Sono cinque anni che aspetto un disco di inediti di Bob, e dopo neanche un mese che è uscito mi tocca perdere tempo, sì' proprio perdere tempo, per leggere un mare di stupidaggini senza il minimo senso critico o di approfondimento.
Preferirei leggere saggi, analisi, piccoli aneddoti personali riguardo il primo ascolto, e invece mi tocca passare metà del tempo (che già è poco) a cestinare chili di monnezza. Per fortuna esiste questa isola felice della Farm, dove ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni e di controbattere, nel caso non sia d'accordo, a quelle degli altri restando entro i limiti di una sana ed educata dialettica.
Infine permettimi un appello: Se odii una persona a tal punto da scrivere piccolo ladruncolo fetente facci un favore: non comprare i suoi dischi, non comprare i suoi libri, non andare ai suoi concerti.
Non te l'ha mica perscritto il dottore.
Ciao e tante belle cose dylaniane a tutti
Sandro

Ciao Sandro,
che fai? Mi trascini sul mio terreno?... Cos'è la tua, una provocazione? :o))) Allora non posso esimermi dal continuare io la lista. Ho una reputazione da difendere.
Quindi facciamo come Bono Vox che ha elencato i 50 motivi per amare Bob.
Noi elenchiamo i 50 motivi per odiarlo. Speriamo che qualche rivista ce la pubblichi, così smascheriamo definitivamente questo criminale...

I 50 MOTIVI PER ODIARE BOB DYLAN

1/9)  vedi sopra
10) usurpatore del titolo di cantante (perchè non sa cantare, ha la voce da uomo lupo, un penoso gorgoglio da rana, è asmatico, catarroso, fa un sacco di inascoltabile upsinging, insomma una merda totale, fa veramente schifo e ascoltarlo è una tortura per chi ha un minimo di orecchio musicale)
11) usurpatore del titolo di chitarrista (perchè non sa suonare la chitarra, fa assoli di una sola nota, è davverso scarso ed improponibile, e poi ora ha persino l'artrite, quindi...)
12) usurpatore del titolo di pianista (perchè non sa suonare il piano, fa un inascoltabile 'plin plon' che nemmeno un bambino sulla pianola Bontempi...)
13) usurpatore del titolo di attore (perchè non sa recitare, ha sempre la stessa faccia, non è capace di pronunciare una battuta; per citare Giacomo diciamo che fa veramente cagare...)
14) usurpatore del titolo di regista (perchè non sa dirigere film, ha fatto dei pasticci inenarrabili ogni volta che si è messo dietro la macchina da presa, è un povero aspirante cinematografaro fallito patetico e ridicolo che fingeva di fare film d'arte che erano invece una totale immondizia)
15) usurpatore del titolo di cantautore (essendo invece diventato un commerciale cantante da Las Vegas; tra un po' lo vedremo vivere in roulotte di fianco ai casinò da cui lo chiameranno ogni volta che deve salire sul palco per divertire i giocatori... a comando. Una specie di giullare a cui buttare qualche avanzo)
16) connivente con le lobby ebraiche per conquistare il 1° posto in classifica (Modern Times c'è arrivato solo grazie a ciò)
17) connivente et sovvenzionatore delle multinazionali e delle corporazioni responsabili di tutti i mali del
pianeta (ultima della lista: la Genentech. Le altre son troppe da elencare tutte...)
18) mercante venduto alla pubblicità per denaro (biancheria intima Victoria's Secret)
19) venduto che pur di far soldi mette in liquidazione la propria arte ai biechi e globalizzatori venditori di caffè... (Starbucks)
20) ...e anche i titoli delle sue canzoni ("The times they are a-changin'", data alle banche!!!)
21) guerrafondaio (non si schierò contro la guerra del Viet-Nam, derise Crosby Stills Nash & Young per averlo fatto, e diede concerti per le Accademie Militari; ha incontrato, cantato, suonato per i presidenti USA con cui era chiaramente pappa e ciccia, poi ha detto che Masters of war non è affatto una canzone pacifista, nelle sue cento case ha un arsenale di armi da far invidia ad una base dell'esercito; nella sua biografia ha addirittura ammesso che il suo sogno era la carriera militare; sempre lì ha dichiarato di amare moltissimo i libri di strategia militare)
22) violento (picchiava Sara, gli ha tirato anche un posacenere cercando di ucciderla; ha aggredito A.J.Weberman pestandolo a sangue, ha quasi picchiato Phil Ochs per i suoi giudizi negativi su una sua canzone)
23) furbo, approfittatore, calcolatore, falso ed ipocrita (si servì di Joan Baez per avere successo e poi la
scaricò appena ottenuto quel che voleva; e Joan è stata solo una delle tante persone usate da Bob... la lista sarebbe lunga come un rosario, a partire da Dave Van Ronk al quale rubò l'arrangiamento di House of the rising sun...)
24) falsificatore di documenti (ha dichiarato una data di nascita falsa, vedi copertina di Biograph)
25) manipolatore di fotografie (vedi notizia di mercoledì)
26) "cattivo, capriccioso ed ingiusto padrone di casa, distruttore di mobili, libri e suppellettili" (vedi qui)
27) drogato (qui non c'è bisogno di prove, basta guardarlo; poi lo hanno detto tutti da Suze Rotolo a Joan Baez... Nella Rolling Thunder Revue sniffava cocaina ogni sera; con The Hawks si imbottiva di anfetamine; la Pivano gli ha visto fumare quintali di erba; si è fumato, sniffato ed ingurgitato praticamente di tutto)
28) ... e per di più eroinomane (nella sua immondizia Weberman trovò le prove, e poi ci sono tutti i cavalli di cui parla nelle sue canzoni, e poi il cucchiaio di I'll be your baby tonight, il fagottino di Down along the cove, et cetera!!!)
29) razzista ed intollerante (il discorso contro gli omosessuali conosciuto come "San Francisco Rap"... e poi ha fatto una canzone su George Jackson e non ha versato nemmeno un penny alla vedova... si è intascato tutto lui fino all'ultimo nichelino guadagnando soldi sulla pelle dei poveri neri...)
30) capitalista (è probabilmente l'uomo più ricco del mondo e ne vuole sempre di più, ecco perchè continua a far concerti e dischi che fa pagare un sacco di soldi e non si spreca nemmeno a far mettere i testi delle canzoni allegati, testi che tra l'altro plagia!)
31) traditore della causa del proletariato
32) infedele (aveva contemporaneamente tre o quattro donne)
33) alcolizzato, misogino, anti-femminista, reazionario, papista, maleducato ed ingrato (non parla col pubblico)
34) fascista (cazzo, era amicissimo di Johnny Cash!)
35) omicidio o tentato omicidio... (ha sparato ad un certo "Gray")
36) ...e rapimento (portò sua moglie in Italia appropriandosi poi della cospicua eredità della donna)
37) furto con destrezza (rubò i dischi dell'Anthology a quel suo amico...)
38) istigazione al consumo di sostanze stupefacenti (convinse i Beatles a drogarsi; senza contare poi Rainy day women...)
39) istigazione all'aborto (nei confronti di Suze Rotolo)
40) istigazione al suicidio (Phil Ochs)
41) vilipendio della religione (l'incipit di H61)
42) sfruttamento del lavoro minorile (il coro di bambini di "They killed him")
43) violenza su minori (naturalmente sempre il coro succitato, e oltretutto obbligò il piccolo Jakob a guardare Eat the document)
44) diffamazione (ha infangato il nome di quella perla d'uomo di William Zanzinger, rovinandogli per sempre la reputazione e la vita)
45) calunnia (è stato per questo denunciato dalla figlia di Hollis Brown che però dubito vedrà mai un nichelino)
46) molestie sessuali (infilò la mano nelle mutandine della sua vicina di tavolo, presente il di lei marito, e non per cercare l'accendino..., leggi biografia di Clinton Heylin; mise la mano tra le cosce di Joan Baez in camerino durante il tour dell'84, leggi biografia di Joan Baez "And a voice to sing with")
47) guida in stato di ebbrezza (dopo le session di Desire si tamponava con il suo produttore per le strade di NY completamente ubriaco)
48) tortura e sadismo (un giorno obbligò un suo amico cinefilo di Mexico City a guardare in sequenza Eat the document, Renaldo and Clara, Hearts of fire e Masked and anonymous... è ancora ricoverato)
49) terrorismo internazionale (l'uscita del suo album "Love and theft" l'11 settembre 2001 era un chiaro segnale ad Al Qaeda per l'attentato... ovviamente Dylan è il capo dell'organizzazione)
Cos'altro? Ah, già!
50) raggiro dell'altrui credulità e circonvenzione di incapace (sono quarant'anni che ci fa fessi facendoci comprare i suoi dischi spacciandoli per opere d'arte)
Credo che manchi solo lo scippo, l'abigeato e gli atti osceni in luogo pubblico (ah, no! forse quelli ci sono... dimenticavo i concerti indecenti degli ultimi anni :o) ).
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: grazie per le belle parole. Credo anche io che Maggie's Farm sia un'oasi di intelligenza in cui rifugiarsi la sera dopo aver letto i commenti e le notizie su Dylan nei vari forum, nei siti e sui giornali durante la giornata (e se mi sto imbrodando fa niente, lo dico lo stesso perchè è quello che penso and not give a damn... :o) ).
ps2: mi associo alla tua frase "se odiate a tal punto una persona da scrivere..." (e sopra di motivi ce ne sono davvero tanti), fateci un favore: dimenticatevelo.


4259) Ciao Michele,
ho letto nel tuo articolo ed in quello di Carrera che un tizio avrebbe definito Dylan "un piccolo ladruncolo fetente". Volevo far sapere alla persona in questione che (è bene che lo sappia) lui è invece un "piccolo vermiciattolo puzzolente"... :o) Visto che nessuno glielo dice mi sembra il caso che ne venga reso edotto! Non credi?
Ciao
Roberto

Ciao Roberto
fossi in te non darei tanto peso a certa gentucola. Io preferisco rispondere citando il grande Bob:
"It takes a thief to catch a thief"... :o)
Ciao
Michele


4260) Ciao Michele e "contadini" tutti.
Come avrebbero detto a "Tutto il calcio.." scusate v'interrompo di nuovo, ma dopo tanto tempo, ho
bisogno di spazio... Quando ho scritto il mio primo intervento, non avevo idea di tutto il casino che si
sarebbe scatenato contro Modern Times. Questa storia dei plagi a me pare francamente stucchevole e
penso che sia anche ora di finirla.
La mia conoscenza dell'inglese è molto scarsa per permettermi un'esegesi approfondita dei testi di Bob
Dylan e comunque non credo che per un paio di citazioni si possa parlare di plagio. Come ho già detto
nel mio precedente intervento, considero "Modern Times" un disco di buon livello ,comunque inferiore a
Time out of mind e al pari di Love & Theft. Detto questo,  non vedo perchè i cosidetti critici musicali,
che la sanno sempre troppo lunga debbano accanirsi in questo modo contro il musicista di Duluth. Ha
evidemente ragione Alessandro Carrera  quando dice che Bob ha sempre qualcosa da farsi perdonare.
Del resto l'accusa di essere un Giuda lo accompagna ormai da quarant'anni. Gli stessi critici sono pronti a spellarsi le mani per qualsiasi cosa produca il Bruce Springsteen di turno che gode di una fama a mio avviso, immeritata o quanto meno sproporzionata rispetto al suo effettivo valore. Già, ma Bob è il "venduto" per antonomasia, quello che "una volta era sempre meglio" e altre banalità simili. Ricordo ad esempio un intervista ad Eugenio Finardi dove si diceva che All along the watchtower, fosse in realtà un plagio e così via.
Ho citato il primo esempio che mi è venuto  in mente, ma credo che anche in America si dicano queste
cose.Artisti che non hanno mai detto niente di originale come Ritchie Heavens (che ha fatto passare
come una sua canzone lo spiritual "Freedom"),rilancia periodicamente questo tipo di accuse. Gente a
vuoto di argomenti oltrechè di idee.Il mio ascolto della musica (qualsiasi, non solo quella di Bob) è
totalmente istintivo. Quando ascoltai per la prima volta "My back pages" mi colpì il modo quasi omerico
di cantare, cosa che appartiene solo a Bob Dylan. Apprezzo "Like a Rolling stone" per come è costruita
musicalmente. Lo stesso discorso vale per molte altre canzoni di cui solo dopo ho apprezzato anche il
significato del testo.Considero Dylan come i Beatles (non gli Stones, loro sì dei veri "copioni) grandi
musicisti, pieni di idee e incapaci di  farsi etichettare. Poi vorrei finire citando ancora l'articolo di Carrera:" Date pure a un gruppo  di persone le poesie di Timrod e nessuno se ne verrà fuori con una canzone di Bob Dylan. Un  saluto e a presto, Jerry.

Ciao Jerry,
una sola veloce precisazione. Nessun critico serio ed autorevole ha preso in considerazione la ridicolaggine del "plagio" e tutti o quasi si sono affrettati a dire che è fantascientifico anche il solo pensarlo. Il guaio sono i giornalisti ignoranti che si sono limitati a riprendere la notizia gonfiandola per motivi fin troppo chiari (se no - appunto - non faceva notizia) e gli imbecilli che sui vari forum non hanno perso l'occasione per riversare il loro livore su Dylan (con un tempismo eccezionale tra l'altro, visto che solo pochi giorni prima io - che evidentemente ho davvero doti profetiche - li avevo appena smascherati in Dotti, medici e sapienti). I cretini che "stanno a rosicà" ed a cui non è parso vero aggiungere ai loro commenti insolenti su MT anche la postilla "...e per di più quel ladro plagia pure le opere altrui".
L'ultimo articolo che ho letto ieri su un sito di cui taccio il nome per carità di patria inizia così: "Bob Dylan accusato di plagio. Interi brani del suo nuovo disco sarebbero copiati dai versi di un poeta dell'800".
Non c'è limite alla vergogna...
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4261) Ciao Michele,
sto leggendo la talkin di ieri e il dibattito è veramente MOLTO interessante.
In particolare ho apprezzato molto il commento di Peppe Basile e in buona parte anche le equilibrate
notazioni di Cavazzuti e Francesco.

Per rispondere alla tua nota mi preme specificare che quando uso il termine "irrilevante" mi riferisco
all'universo dylaniano, nel senso che Modern Times non ha aggiunto musicalmente nulla di nuovo a
quanto Dylan ha già prodotto. In tal senso "irrilevante"
non sottintende una connotazione negativa dell'album, che a mio parere merita pienamente (come tutti
gli album di Dylan nessuno escluso) il primo posto nella classifica mondiale :-).

Quando giudico Bob riesco a farlo SOLTANTO rispetto al corpo della SUA opera, poiché mi riesce
difficile trovare altri termini di paragone.

Entrando nello specifico del disco i tre brani che lasciano il segno su di me sono quelli citati dai più:
Workingman Blues, Nettie Moore, Aint Talkin. Il motivo è evidente: sono i brani che maggiormente si
distaccano dai canoni stilistici a 12 battute che pure Bob sembra apprezzare moltissimo specialmente
dal vivo! E' una scelta che non comprendo: capisco però che è molto più semplice cantare dal vivo
Summer Days e tutti i suoi cloni, piuttosto che Mississippi... ma che peccato, però!!!

Scommetterei sul fatto che Bob dal vivo non proporrà spesso Workingman Blues#2, così come
raramente esegue Mississippi o non esegue mai "Cross the Green Mountain" una canzone che davvero
può cantare soltanto lui e forse l'ottimo Cavazzuti.

Il fatto è che Dylan ci ha viziato. Ha mostrato (e spesso ha anche cercato di nascondere) un talento
così enorme che molti di noi si sentono sempre un po' insoddisfatti... vogliamo veramente sempre di più,
come bambini viziati. In questo senso mi sento anche di condividere le tue critiche ai "saccenti"... ma
cosa pretendiamo di più da costui!?!?!?

Oggi Bob Dylan vuole restituirci la canzone popolare, leggera, anche orecchiabile... prendiamola e
vediamo dove ci porta. Potrebbe essere il saldo di un debito, come dicevo, o potrebbe essere un'esca:
catturo le masse e le riporto verso nuovi capolavori. Senza considerare che ogni nuovo adepto di Bob,
come leggiamo spesso proprio su Maggiesfarm, viene AUTOMATICAMENTE condotto al suo mondo
fatto di capolavori in una scoperta affascinante.

Come spesso accade il tempo dirà quanto MT conti nella discografia dylaniana.

Per il momento un grande in bocca al lupo ad Alessandro Carrera a cui tanto tempo fa mandai una mail,
esortandolo a candidarsi per la traduzione di Tarantula! E' una sfida impressionante, che merita
ammirazione e rispetto anche soltanto per il fatto di averla accettata! Bravo Alessandro, in bocca al
lupo!

Saluti
Bruno "Jackass"

Ciao Bruno,
scusami ma continuo a non essere d'accordo con te. Soprattutto perchè musicalmente proprio Modern Times è pieno delle canzoni che dovrebbero piacere a te, visto che, nel disco, quelle che "...non si distaccano dai canoni stilistici a 12 battute" che citi (e che tu non gradisci) sono davvero poche...
Citi 'Cross the green mountain, ad esempio, e non mi sembra che, in gran parte, lo stile di MT sia poi così distante... (oltre tutto, poi, tu hai scritto che 'Cross the green mountain "da sola vale 10 volte tutto Modern Times"... E, detto sinceramente, questa ti sembra un'affermazione equilibrata? Scusa la franchezza ma a me sembra veramente una cosa fuori dal mondo). Io per esempio sarei tentato di dirti che Ain't talkin' è superiore da sola a 'Cross the green mountain... ma temendo una tua rappresaglia armata non lo dirò ovviamente :o)))))
Poi c'è una cosa che proprio non mi torna. Il discorso del Bob Dylan che tu dici sta cercando di essere "popolare, leggero e orecchiabile". Che addirittura secondo te "getta esche per catturare le masse".
Non so se abbiamo ascoltato due dischi diversi :o) ma domando: Ain't Talkin' è "orecchiabile"? Nettie Moore è "popolare"? Workingman's blues è "leggera"? The leeve's gonna break è "commerciale"? When the deal goes down, Spirit on the water (!!!) o Beyond the horizon (!!!!!!) "catturerebbero le masse"? Melodie, arrangiamenti, liriche ed interpretazioni vocali clamorosamente old style, secondo te strizzerebbero l'occhio alla musica che oggi attira la massa??? (Madonna? Christina Aguilera? Shakira? Jovanotti? Eminem? ). Testi profondi, densi di significato, criptici, zeppi di allusioni e rimandi poetici, biblici e letterari, "catturerebbero le masse"? (quali? quelle che ascoltano i testi di Robbie Williams e di Nek?) Boh! Per te sarebbero quelle le "esche" che Dylan getta per "attirare le masse e  riconquistarle"??? A me sembra che MT sia tutto tranne che "leggero", "popolare", "orecchiabile" e "catturatore delle masse"... Non a caso Alessandro Carrera (a mio avviso giustamente), nell'articolo che ha scritto per MF, lo definisce "un album che va contro ogni regola attuale del mercato".
Oltre tutto, quello che più mi stupisce è che smentisci te stesso. Ecco di seguito il tuo giudizio sulle canzoni di "Love and Theft" in stile Modern Times (ovvero: ballate lente / crooner songs / swing-jazz old style):
Mississippi - voto 9  - grande, trovo che il ritornello e' simile a quello di Delia (World Gone Wrong)
Bye and Bye - voto 8 - Bellissima. Una sorpresa.
Floater - voto 8 -  Fresca e "vecchio stile" allo stesso tempo. Proprio come Bob.
Po' Boy  - voto 9 -  Stupenda. Che altro dire?
Highwater - voto 7 -  Sembra uscita da una sessione di Blood on The Tracks con i Deliverance.
Moonlight - voto 9 - Deliziosa - questo Dylan jazz mi piace sempre di piu'.
Sugar Baby  - voto  9 - Meravigliosa.
Alla luce di questi giudizi mi sembra strano che non ti piaccia Modern Times. Comunque credo anche io che il tempo ci dirà quanto conterà MT nella discografia dylaniana.
Ciao,
Michele
ps:  non ti sembra di avere un tantinello esagerato dicendo che 'Cross the green mountain la possono cantare solo Dylan e Cavazzuti? Già l'altra volta io ho lodato il bellissimo lavoro di Alessandro sul volume di Editori Riuniti... ora arriva  questa tua dichiarazione... Non  fargli montare troppo la testa se no la prossima volta che lo invito a suonare mi chiede un cachet milionario... :o)


4262) Caro Michele, a me piace Modern Times, anche se questo potrebbe essere scontato se detto da me.
L'ho trovato riuscito meglio di Love And Theft, più profondo e di maggior spessore rispetto all' album
del 2001. Sono convinto inoltre che la chiave di lettura di questo disco si trovi in Masked And
Anonimous, almeno per quanto riguarda i contenuti. Fin dal boogie di Thunder On The Mountain che
apre con vigore severo e deciso la raccolta e attraverso tutti gli altri pezzi straordinari veniamo
accompagnati in un viaggio non solo nella storia americana ma anche nella nostra condizione di esseri
umani che vivono in un mondo destinato a distruggersi proprio come raffigurato nel film. Mi sembra
inoltre, ascoltando il disco, di vedere gli stessi colori e le stesse connotazioni scenografiche di Masked
And Anonimous. Sembra quasi una perfetta colonna sonora scritta però ispirandosi alla visione del film.
Ma se questo finiva come se la diga avesse ceduto (The Levee's Gonna Break), il disco invece lascia
come una porta aperta, una via di fuga, un'appiglio, una speranza: infatti la grande canzone Ain't Talkin'
(puro genio-Dylan) colorata come i colori del CD contiene si versi come:

"Non parlo, soltanto cammino
Su per la strada, dietro la curva
Brucia il cuore, ancora si strugge
Nell'ultima retrovia alla fine del mondo"

e la canzone è un blues in minore che finisce però con una modulazione in accordo maggiore come se
fosse un sigillo solenne, come ad indicare la via, la luce del sole, l'amore, il paradiso. Credo che sia
normale per un uomo dell'età di Dylan essere un pò fatalista così come è normale che sia attaccato alle
cose dei suoi anni migliori quando non c'era tutta questa tecnologia e tutto era più semplice. Registrare
un disco era più facile ma non era "comodo" come oggi e quello che ne usciva era quello che si sentiva
in quel momento, non era ciò che oggi viene filtrato e ripulito come un cristallo di boemia. La gente
compra questo disco perchè si prova piacere ascoltarlo, non perchè è la moda del momento. E' vero,
dannatamente vero, puoi toccare le parole che escono dall'impianto audio. E' come ascoltare una
lezione di un grande Professore di Storia americana e nello stesso tempo è come ascoltare i preziosi
racconti del nonno che pesca la verità nel cuore della storia direttamente vissuta. Qui Dylan è l'anello di
collegamento con il blues, il jazz, Robert Johnson, Muddy Waters, Jimmie Rodgers, George & Ira
Gershwin, Billie Holliday, Hank Williams e tutto quello che c'era.
Questo è quello che provo io ascoltando il disco, mentre tra le critiche più o meno negative che ho letto
mi ha stupito quella di Marco Denti sul Buscadero di Settembre. Sono un grande ammiratore di Marco
Denti e non riesco a capire come possa mancare di profondità un disco del genere. Certo, se gli
spettacoli dal vivo non sono eccellenti stessa cosa non si può dire di questo disco, anche se come dice
comunque Denti, Dylan rimane un continuo enigma. Ma la cosa più bella che ho letto è stato l'intervento
di Alessandro Carrera su Maggie's Farm. Credo che non esistano giudizi, riflessioni, analisi migliori di
quelle che letto in quell'articolo stamattina. Io invito chiunque a leggelo perchè serve non solo a capire
perchè Dylan prende in prestito i versi di Henry Timrod o le melodie di Muddy Waters e Merle
Haggard ma anche a vedere le cose in modo diverso da quelle che vorrebbero fartele vedere (Beppe
Grillo docet). Perchè, mi domando, gli articoli su Dylan non li fanno scrivere ad Alessandro Carrera che
di Dylan se ne intende e che poi lo fa anche con piacere oltre che competenza?

Difetti di questo disco? Il booklet della versione deluxe è scomodo da sfogliare per via di quella
copertona che rilega in modo snaturato le foto e le buste contenente il CD e il DVD. Poi..."Who Killed
Soy Bomb?"

Siamo stati recentemente, il giorno del mio compleanno, ad un concerto del grande Elliott Murphy dove
io e mia moglie abbiammo assistito ad una grande performance del grande cantautore Newyorkese in
cui ha eseguito una bellissima versione di Like A Rolling Stone introdotta solo da voce, basso e batteria
mentre il chitarrista (il francese Olivier Durand, peraltro) cambiava una corda alla chitarra di Elliott!
Prima di eseguirla ha dedicato la canzone "...al Great Maestro Bob Dylan di cui ho avuto l'onore di
aprire il concerto a Pistoia Blues lo scorso Luglio..." Avrei voluto gridargli che c'ero anch'io ma non mi
è sembrato il caso...Dopo 4 (quattro!!) encore e 3 (tre!!) ore di concerto ha eseguito, sfinito e
dissanguato di canzoni, una sentita Knockin'on Heaven's Door che risuona ancora nelle nostre orecchie.

Consiglio a tutti (anche ad Alessandro Carrera) di leggere il bel libro di Gianluca Morozzi "L' Emilia O
La Dura Legge Della Musica" che è si uno Springsteeniano ma cita anche Dylan nelle sue righe e il suo
libro è veramente divertente. Inoltre consiglio l'ultimo album di Tom Petty Higway Companion, bel disco
appassionato e pieno.

Spero di aver scritto tutto.

Ciao e buona musica a tutti.

Ferdinando

PS. Il 30 settembre non ci potrò venire a Como perchè ho un concerto Tributo a De Andrè a Cavenago
Brianza (MI).

Ciao Ferdinando,
concordo su tutto quello che dici. La tua analisi mi sembra assolutamente pertinente.
Già la volta scorsa avevamo fatto notare il parallelismo tra Masked and Anonymous e Modern times e la tua osservazione ne è un'ulteriore conferma. Concordo.
L'articolo di Buscadero è anche per il sottoscritto inspiegabile. Credo che se c'è un disco "profondo" e di spessore tra gli ultimi di Dylan sia proprio Modern Times.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: peccato, mi sarebbe piaciuto averti come spettatore alla prima di "All you need is rock"... Sarà per la prossima data...


4263) Ciao Michele..
so che non c'entra nulla con Bob Dylan. Ma io suono (canto) e ho appena finito di registrare un demo in cui ci sono delle traduzioni di Georges Brassens fatte da me e suonate dal mio gruppo di amici, suonatori, arrangiatori!
Lo puoi ascoltare qui:
http://www.myspace.com/gruppobrassens

guarda tu se è il caso di segnalarlo da qualche parte...

un saluto
Andrea

E' il caso!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4264) Carissimo Michele
Volevo segnalarti, qualora ancora tu non ne fossi a conoscenza, ed in ogni caso a beneficio di tutti i lettori di MF, la presenza di un particolare dvd, di cui ti allego le foto di copertina (fronte e retro), che ha a che fare con Bob. In realtà Lui non c'è, se non attraverso alcuni spezzoni di video e un po' di foto (alcune delle quali assolutamente rare e molto belle); si tratta infatti di lunghe interviste a personaggi che hanno fatto da 'satelliti', per periodi più o meno lunghi, al 'Pianeta' Dylan, gravitando nella sua orbita per poi andare via o essere messi da parte.
I periodi analizzati sono 2: la ormai mitica (ed il termine in questo caso non è usato a sproposito, come spesso avviene) 'Rolling Thunder Revue' e gli anni del Gospel dalla fine del 1978 al 1981.
Tra gli intervistati possiamo sicuramente menzionare Rubin 'Hurricane' Carter, Scarlet Rivera, Ramblin' Jack Elliott e Rob Stoner (tutti per la RTR), mentre per gli anni del Gospel citiamo Jerry Wexler e Regina McCray.
La durata è di ben 240 minuti, tutti in lingua originale senza sottotitoli.
La produzione è del 2006, perciò direi piuttosto recente. Credo che possa essere importante soprattutto come documento e testimonianza di un'epoca, nonché di uno dei passaggi veramente radicali, a livello artistico e personale, del Nostro Mito.
Fino a pochi giorni fa ignoravo l'esistenza di tale dvd, ma un mio carissimo amico musicista mi ha fatto questa piacevolissima sorpresa.
Con sincera amicizia

Al Diesan

Ciao Al,
grazie di tutto. Ecco qui le immagini.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"



Ed ora una replica del succitato Alessandro Cavazzuti in merito alla nostra discussione della scorsa volta (vedi lettera 4229)

4265) Ciao Michele,
permettimi una sola precisazione a margine della tua risposta, dopodiché, se sei d'accordo, possiamo
ritenere chiuso l'argomento, (ché comunque potremmo andare avanti all'infinito, temo).
Tu sostieni che la tua famosa (famigerata..?) frase sull'orecchio musicale e la sensibilità poetica
andrebbe letta nel contesto. Vero, in teoria, ma se tu la metti all'inizio del pezzo è un pò difficile inserirla
nel contesto, o no? Suona più come un'affermazione che non ammette repliche, uno squillo di tromba da
cui tutto consegue.
Quanto poi al fatto che la mia reazione alla suddetta frase sia stata in realtà dettata dall'oggetto
specifico (Modern Times) e non vi sarebbe stata se dell'album io fossi stato entusiasta, mi dispiace ma ti
devo contraddire. Nel bene o nel male,  nell'apprezzamento o meno, la frase mi striderebbe comunque.
Un conto è dare un giudizio molto positivo su qualcosa (un album o un concerto, come nel caso del
virgolettato che citi), un conto è cercare di dare al proprio apprezzamento una valenza 'oggettiva', mi
spiego? E questo te lo dice uno che in moltissime occasioni si è trovato stupito ( a dir poco) di fronte ad
attenti estimatori dylaniani che sembravano non apprezzare quello che per me non si poteva mettere in
discussione...Non per questo mi sono sognato di mettere in discussione la loro sensibilità musicale. Anzi,
spesso il rifletterci sopra mi ha aperto nuovi orizzonti.
Va bè, stiamo sfociando nell'accademico, temo. Meglio smettere, che dici?
Alessandro
P.S. Riguardo al virgolettato... ma che razza di libri leggi? -)

Ciao Alessandro,
sicuramente potremmo andare avanti all'infinito e fare un bel po' di tediosa accademia, sono d'accordo con te. Quindi faccio anche io solo una precisazione sui tuoi dubbi. Può darsi che, come dici, messa all'inizio dell'articolo (ma era volutamente messa lì bellicosamente per "mettere subito le carte in tavola"), la frase che a te era sembrata eccessiva potesse appunto essere interpretata in maniera errata. Però (rischio di ripetermi, ma per me è fondamentale ribadirlo perchè... "hic est busillis"), leggendo il seguito, e quindi l'articolo nella sua interezza, risultava chiaramente come una provocazione/esortazione a non essere così: eccessivi / volgari / deliranti / ingiusti / presuntuosi (aggiungi tu altri aggettivi)... diretta ai personaggi di cui parlavamo. Insomma, per usare termini più diretti e sicuramente più esplicativi: "Se uno mi dice che Modern Times è una "merda", che io non capisco una mazza se dico il contrario, e non mi argomenta il suo giudizio, il minimo che si possa aspettare da me è che io gli dica che magari dovrebbe cercare di essere più 'sensibile' ed avere più 'orecchio'..." Questo da me che sono educato, ovviamente. Un altro magari gli mena.
Sul secondo punto, come scrivevo la volta scorsa, quella era secondo me l'impressione che si ricavava dal tuo risentimento. Però, come precisavo, probabilmente era appunto solo un'impressione e sono lieto di averne avuto conferma dalla tua precisazione, anche perchè questo mi dà ragione su quello che scrivevo. Come vedi, infatti, una frase può essere interpretata in un modo o nell'altro a seconda di chi la legge, se non la si "pesa" alla luce di un discorso più ampio. Per citare un grande: "Certe volte non basta capire quello che le cose vogliono dire. Qualche volta è più importante capire anche quello che non vogliono dire."

(E questo te lo dice uno che in moltissime occasioni si è trovato stupito ( a dir poco ) di fronte ad attenti
estimatori dylaniani che sembravano non apprezzare quello che per me non si poteva mettere in
discussione... Non per questo mi sono sognato di mettere in discussione la loro sensibilità musicale.
Anzi, spesso il rifletterci sopra mi ha aperto nuovi orizzonti.)

Ecco! Arriviamo a quello che io dicevo nell'articolo (e a quello che continuo a dire da quando esiste MF). Sembrano parole mie! Il "manifesto programmatico" di MF.
Speriamo che le leggano anche i personaggi a cui ho indirizzato "Dotti, medici e sapienti" e ne sappiano fare "buon pro"! E, quando magari un dylaniano osa dir loro che Modern Times è un grande disco, non ne mettano in discussione la sensibilità musicale dicendogli che è un coglione perchè Modern Times è... "pure shit", annichilendo qualsiasi possibilità di "apertura degli orizzonti"!!!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4266) Ciao Michele,
grazie per la tua gentile risposta alla mia e-mail la settimana scorsa.
In questi ultimi tempi, complice l'entusiasmo derivato dall'ascolto di "Modern times", sto facendo ruotare con ancora più frequenza l'opera (quasi) omnia di Dylan nel mio lettore cd. E mi è capitato di rivalutare molto "Street-legal". Lo trovo un disco molto buono, quasi ai livelli di "Desire". Ho letto che è stato accolto freddamente dalla critica all'epoca. Mi daresti un tuo giudizio sull'album?
Grazie, Jacopo.

P.S. Immagino che in qualche modo Dylan sia affezionato a questo disco. E' stato ristampato due volte, se non sbaglio. Una volta nel 1999 e l'altra nel 2002. Penso questo voglia dire qualcosa, non trovi?

Ciao Jacopo,
non so se Dylan sia particolarmente affezionato a questo disco. A dire il vero in concerto è una vita che non esegue praticamente nessun brano di Street Legal. Unica eccezione è qualche apparizione di Senor. Anzi secondo me dovrebbe ricordarsi di più di questo album dal vivo, come di Desire, di Planet Waves e Blood on the tracks, dischi da cui esegue pochissimo o nulla (chiaro che per quelli di Street Legal dovrebbe avere la band adatta).
A me piace molto. Non è nella mia top ten ma è uno dei dischi immediatamente successivi. Sicuramente è uno dei migliori dischi di Dylan, comunque, ed in effetti è strano che molti non lo abbiano mai citato o ricordato particolarmente, anzi sembra che se ne siano dimenticati. Un po' forse dipese dalla resa non eccellente del missaggio originale. La versione rimasterizzata del 99 però rende giustizia al lavoro.
Musicalmente è un disco molto ricco ed in molti punti travolgente con il suo alto tasso elettrico, con lo splendido sound "nero", lo splendido hammond di Pasqua, il magistrale sax di Steve Douglas e l'entusiasmante coro femminile che tanto caratterizzerà i gospel years. E naturalmente con un grandissimo Dylan e grandissime performance vocali oserei dire degne dei tempi di H61 e Blonde on blonde.
Ci sono alcune canzoni che mi fanno davvero andare in estasi, come Changing of the guards, Baby stop cryin', No time to think, Is your love in vain? e Senor e c'è un grandissimo brano come Where are you tonight (Journey Through dark heat).
Non so, forse Bob sembra essersi volutamente dimenticato di questo disco perchè gli ricorda il doloroso divorzio dalla sua amata Sara (che avvenne nello stesso anno).
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4267) Ciao Michele,
ho scritto qualche riflessione su Modern Times: ecco qua.
Ciao
Francesco "Tiger"

Modern Times - Continua il ciclo della guerra civile

In una recente intervista Dylan ha parlato di Modern Times come del secondo capitolo di una trilogia
iniziata con "Love And Theft". Credo che il filo conduttore di questa trilogia (anche se per ora ne
abbiamo solo i 2/3), oltre alle affinità musicali, sia quello della guerra civile americana (di cui Bob ha
parlato in Chronicles affermando che era il momento della storia americana che più lo aveva
appassionato da ragazzo), la quale in quest'ultimo disco ritorna in maniera ancora più organica e
pervasiva che in "Love And Theft" (al punto che ritengo che addirittura tutte le canzoni siano
ambientate in quell'epoca, nonostante qualche salto nel presente: questo naturalmente non significa che
non abbiano legami con l'attualità). In quest'ottica alcune affinità testuali con il poeta confederato
Henry Timrod, oltre a non costituire plagio come ha già sottolineato Alessandro Carrera nel suo recente
articolo, diventano parte integrante della struttura semantica del disco, accentuando questo richiamo al
mondo della guerra civile.

Thunder on the mountain

Ritengo che i maggiori indizi del fatto che la canzone sia ambientata durante la guerra civile siano
l'atmosfera rurale dell'ultima strofa ("I'll plant and I'll harvest what the earth brings forth | The
hammer's on the table, the pitchfork's on the shelf") e i versi "Gonna raise me an army, some tough
sons of bitches | I'll recruit my army from the orphanages" che sembrano alludere al fatto che il
protagonista sia un generale in cerca di soldati. Come nel resto delle canzoni di Modern Times sono
presenti intrecciate tra loro la tematica privata (l'amore per una donna), quella politica (la guerra civile),
quella morale ("Gonna forget about myself for a while, gonna go out and see what others need") e
quella religiosa (il tuono sulla montagna è quello che in Esodo sente Mosè quando sta salendo sul Sinai a
prendere le tavole della legge, mentre la scritta sul muro ricorda quella del libro del profeta Daniele).
L'ambiente in cui si muove la voce narrante è quello di un world-gone-wrong ed è presente anche il
senso di attesa che stia per succedere qualcosa (la fine del mondo, probabilmente) anche se è meno
spasmodico che nelle canzoni di "Love And Theft".

Spirit on the water

Canzone che parla di un amore totale e assoluto ("I keep thinking about you baby | I can't hardly
sleep"; "Life without you | Doesn't mean a thing to me") ma anche calato in una dimensione non
idealizzata ("They brag about your sugar | Brag about it all over town | Put some sugar in my bowl | I
feel like laying down") e che per certi versi ricorda Tangled up in blue per il "topless place" dove si
incontrano i due protagonisti. I primi due versi (tratti da Genesi) introducono la tematica religiosa,
ripresa dall'identificazione del protagonista con Cristo nel verso "I'm sweating blood" (cosa non nuova
a Dylan) e nella penultima strofa dove un omicidio (probabilmente avvenuto nella rissa di cui parla due
strofe prima) gli impedisce di andare in paradiso con la sua amata.

Rollin' and thumblin'

La canzone parla del rapporto tormentato tra i due protagonisti, a parte la nona strofa dove accanto ad
immangini apocalittiche ("The night's filled with shadows, the years are filled with early doom") Dylan
si descrive come una specie di sciamano che, attraverso le citazioni testuali e musicali che inserisce
nelle sue canzoni, riporta in vita (anche se per il solo spazio di una canzone) le anime dei vecchi
bluesmen e del mondo che hanno cantato. Credo sia questo il senso profondo dell'operazione che
Dylan sta facendo da Good as I been to you in avanti: altro che furtarelli a man bassa come qualcuno
vorrebbe farci credere!

When the deal goes down

Prendo qui l'occasione per ringraziare te e Leonardo per le ottime traduzioni a tempo di record di tutte
le canzoni di Modern Times. In questo caso però vorrei proporre una traduzione diversa visto il
riferimento a Last fair deal gone down di Robert Johnson (peraltro già citata in Changin of the gaurds)
e cioè "quando la partita finirà": il senso del resto non cambia molto. Credo poi che nel terzo verso
invece di tolls Dylan dica toils ("il mio sconcertante cervello si affatica in vano"). Infine il settimo verso
della seconda strofa io lo tradurrei così: "le nostre ombre rotolano da anima a anima".
Nonostante il dolore, la tragicità della vita e la sua incomprensibilità ("We live and we die, we know not
why") la voce narrante promette alla sua donna che le sarà vicino fino alla morte (ricorda, anche se
forse un po' da lontano, Ct 8,6: "forte come la Morte è Amore"). La tematica religiosa si insinua nella
preghiera della prima strofa e nella corona di spine della seconda.

Someday baby

Nel primo verso della seconda strofa mi sembra che Dylan dica turn me out, cioè "mi metti alla porta".
Vorrei poi segnalare che nell'ultimo verso "Why was I born to love you?" Dylan cita se stesso, anche
se con tutt'altra intensità, e precisamente la bellissima I'm not there ("I was born to love her"), verso
che con tutto il suo peso di fatalità ma anche di missione divina riscatta l'intera canzone.

Workingman's blues #2

Altra canzone che si richiama in maniera più esplicita alla guerra civile. Credo che il protagonista sia un
lavoratore che nel corso della guerra è diventato generale: si spiegherebbero così le allusioni alle armi
crudeli, ai nemici e all'ordine delle uccisioni per i sacri pacifici campi. La tematica privata e quella
pubblica-sociale-politica si intrecciano in modo davvero mirabile.

Beyond the horizon

L'allusione a un luogo dell'anima richiama Where teardrops fall. La tematica religiosa emerge dal fatto
che oltre l'orizzonte qualcuno ha pregato per la tua anima e dal dolce scampanìo di St. Mary. L'ultimo
verso credo possa essere interpretato sia nel senso che il suo amore durerà in eterno (e quindi
richiamerebbe "And if there is eternity I'd love you there again" di Wedding song) sia, riferendosi alla
strofa precedente doce si dice che c'è sempre un motivo al perché la vita di qualcuno è stata
risparmiata, come un'allusione al fatto che è riuscito a scampare miracolosamente alla morte (ed ha
quindi più tempo di una vita) solo per continuare ad amarla.

Nettie Moore

I versi "I'm gonna make you come to grips with fate | When I'm through with you, you'll learn to keep
your business straight" io li tradurrei così: "Ti farò affrontare il tuo destino | Quando avrò finito con te,
avrai imparato a rigare diritto". Inoltre ritengo che insieme a "You can do what you please, you don't
need my advice | 'Fore you call me any dirty names, you better think twice" siano le parole del giudice
nominato subito prima. Poi propongo una diversa interpretazione sintattica degli ultimi versi del ritornello
che tradurrei "Ma non c'è rimasto nessuno che possa dire che | il mondo è diventato nero davanti ai
miei occhi".
A frapporsi all'amore dei due protagonisti c'è, come in Spirit on the water, un guaio giudiziario e anche
con la coscienza ("Got a pile of sins to pay for and I ain't got time to hide"). In sottofondo il mondo
della ricerca impazzito, demagoghi e donne del malaugurio.

The levee's gonna break

Nella terza strofa mi sembra che "I paid my time" significhi "Ho scontato la mia pena detentiva".
Nell'undicesima strofa c'è un accenno al millenarismo. Tra le schermaglie amorose dei due
protagonisti uno scenario da fine del mondo, anche se per un momento sembra arrivata l'età dell'oro
("I woke up this morning, butter and eggs in my bed").

Ain't talkin'

La canzone più bella dell'album e tra le più belle in assoluto di Dylan. Credo che anche il protagonista
di questa canzone sia un generale della guerra civile. Lo scenario è quello di un mondo misterioso e
sfuggente segnato dal dolore, dalla violenza e dalla sopraffazione (perfino "every nook and cranny has
its tears"); la chiusa, che in questo ricorda Blind Willie McTell, sembra dirci che anche Dio se ne è
andato ("There's no one here, the gardener is gone"): infatti in Gv 20,15 Maria Maddalena scambia
Gesù risorto per il custode del giardino. Mai come in questa canzone Dylan ci ha fatto sentire tutto il
dolore della guerra e del male che può albergare nel cuore dell'uomo (in particolare il modo in cui
Dylan pronuncia "I'll burn that bridge before you can cross" e "Now I'm all worn down by weeping |
My eyes are filled with tears, my lips are dry | If I catch my opponents ever sleeping | I'll just slaughter
'em where they lie"); l'unica speranza di sollievo può venire dalla preghiera della madre ("They say
prayer has the power to heal | So pray for me, mother"). La strofa che parla degli amati compagni
ricorda il finale di 'Cross the green mountain ("they were calm they were blunt, we knew them all too
well | we loved each other more than we ever dared to tell"). Significativo infine il fatto che il disco si
chiuda sulle parole "world's end": una denominazione che mi sembra sia spaziale che temporale.

A presto.

Francesco "Tiger"

P. S. sono entusiasta della notizia che Alessandro tradurrà anche Tarantula...

Ciao Francesco
e grazie per la tua interessantissima e preziosa disamina di "Modern Times" che in alcuni punti mi ha commosso, davvero.
E' incredibile che un disco come Modern Times, così "leggero", così "commerciale", così "inconsistente", con un Dylan che "imita Sinatra", un disco "poco ispirato" e che "strizza l'occhio alla musica leggera" (e che arriva in vetta solo per questo e per i complotti sionisti), un' "operazione commerciale" sospinta da altre operazioni similari come Chronicles e No direction home, "un'opera gracilina e confusa", un'opera "in sofferenza", un disco di un autore che in essa riversa i suoi "molti stereotipi", stereotipi da lui "snocciolati con una tranquillità ai confini dell'indolenza e del torpore", un autore che è uno "sgualcito fantasma", un disco "opaco, senza smalto, con poca fantasia", un disco "con testi che sono volentieri di amore cotto", un album definito "un dischetto minore", un lavoro "dalla composizione ordinaria e prevedibile", un disco "disimpegnato", una "rifrittura che mangi finchè calda ma che presto si fa callosa", e che per qualcuno è una "crap" e una "shit" senza appello, opera di un "piccolo fetente ladruncolo"... è incredibile - dicevo - che una siffatta porcheria susciti invece in molti di noi analisi così colte, così poetiche, così profonde ed intellettuali, dalla Guerra Civile a Dante, dalle poesie di Henry Timrod a Shakespeare, dalla Storia Americana alla filosofia, da Robert Johnson a Blind Willie McTell, da Beatrice e La vita nova fino al Canone di Johann Pachelbel e al barocco tedesco, dalla tradizione Folk alla letteratura, da Ovidio alla Bibbia, e muova in noi sentimenti così profondi ed umani.
Mah! Misteri della vita...
Sulle traduzioni ti rispondo per quello che riguarda le mie:
- su "when the deal goes down" ho tradotto "turno", perchè ho trovato in diversi dizionari che "deal" è riferito al turno di gioco durante una partita di carte... Dunque metaforicamente "quando verrà il turno" (di gioco) diventa ovviamente "quando verrà il turno" (quando toccherà a "me", quando toccherà a "noi", insomma quando sarà il nostro turno...).
Anche perchè mi ricordava molto la frase che si usa in italiano per indicare la fine (soprattutto la morte) per cui "prima o poi per tutti arriva il proprio turno".
Naturalmente anche la tua tesi della "fine della partita" calza a pennello ed il senso non cambia, in effetti.
- su "turn me out" o "turn it out" di "Someday baby", non saprei. Io ho preso il testo pubblicato su Expecting rain che riporta appunto "turn it out". Quindi se riferito al denaro è "Ti prendi il mio denaro e lo spendi tutto ".
Se fosse "turn me out", riferito dunque al protagonista, diventerebbe "Ti prendi il mio denaro e mi metti alla porta"
Per quanto riguarda le possibili traduzioni differenti in Nettie Moore e The leeve's gonna break,
invito Leonardo ad intervenire essendo l'autore di quelle traduzioni. Facci sapere che ne pensi, Leo!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: su Carrera e Tarantula... sono entusiasta anch'io !!!


4268) Ciao Michele,
sono Dino da Parma. Non so se ti ricordi di me (ti  ho inviato il libro da autografare...ci siamo visti di
sfuggita al concerto di Joan a Milano...), come stai? Vedo che il sito è come il vino....più passa il tempo
migliore diventa! Complimenti!

Che dire poi sul lavoro del nostro, Modern Times!!!?? Nulla di quanto non sia già stato detto! E' un capolavoro! Le mie canzoni preferite sono Workingman's blues e Nettie Moore, ma Thunder on the mountain e When the deal goes down sono notevoli!!!

Volevo chiederti conferma di quanto ho visto navigando su internet? Ma è vero che Bob tornerà presto
dalle notre parti in concerto? Sarebbe fantastico anche alla luce del fatto che ho perso le sue recenti
performances causa recente paternità!!!

Spero di vederti presto, magari al concerto così avrò modo di parlarti del libro che sto scrivendo su Bob
(naturalmente non sarà mai all'altezza della tua recente fatica, ma spero comunque sia un pò
interessante)!!!!

A presto ciao Dino

Ciao Dino,
certo che mi ricordo!!!!
In effetti è stato riportato da bobdylan.com che presto verranno annunciate nuove date europee del "Bob Dylan Show". Naturalmente per il momento non si sa assolutamente quando nè che nazioni toccherà (anche se gira qualche voce che parla del mese di maggio).
In bocca al lupo per il libro e se hai bisogno a disposizione!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4269) Ciao Michele
ti avevo mandato un commento su MT ma ho visto che non c'è nell'ultima Talkin'. Provo a rispedirtelo nel caso non ti sia arrivato...
Volevo fare delle brevi osservazioni su Modern Times.
Parto dall'affermazione più naturale, semplice e logica, anche se qualcuno - pochi fortunatamente - non è d'accordo. Si tratta di un'opera eccellente. Un lavoro maturo, più di Time out of mind e "Love and theft" di cui costituisce il naturale seguito. Da Time out of mind in avanti, ma già in Good as I been to you e World gone wrong, Dylan ha iniziato un'opera di ritorno alle origini, di riscoperta delle radici, uno splendido lavoro di riappropriazione dell'identità americana, ed in questo senso mi sembra che sia Chronicles, sia la "partecipazione" a "Gods and generals" ed in un certo senso anche "Masked and anonymous", abbiano costituito i tasselli di questo grande affresco che Bob sta dipingendo ormai da oltre dieci anni. In Modern times ha raggiunto per me l'apice di questa operazione, grazie a quegli autentici capolavori che sono Thunder on the mountain, una canzone che dice molto più di quel che apparentemente sembrerebbe, e leggendo le tue osservazioni della volta scorsa credo che tu sia d'accordo con me, Spirit on the water (per il sottoscritto la migliore dell'album), Workingman's blues # 2 (sono pronto a scommettere che diventerà uno dei grandissimi classici di Dylan), Nettie Moore e Ain't Talkin' per cui davvero non ci sono parole. In particolare quest'ultima lascia completamente senza fiato e viene da chiedersi come fa uno che ha scritto tanti capolavori assoluti a sfornarne un altro ancora superiore a 65 anni, quando si potrebbe presumere che abbia già detto tutto quel che aveva da dire...
Musicalmente il disco mi piace più degli ultimi due. Per non parlare della voce e dell'interpretazione che sono nettamente superiori, soprattutto in brani come Nettie Moore, Ain't talkin', Spirit on the water e nella incommensurabile Workingman's blues.
Il maggior pregio del disco è per me costituito dall'incredibile unità e mi ha colpito la frase di Carrera che ha detto che gli è sembrato un'unica grande canzone. Anche a me ha dato quella sensazione e non riesco ad ascoltarlo saltando qualche brano.
Non so quanti hanno fatto notare che il disco si apre con l'annuncio di Dio (Thunder on the mountain, the Sun will be here soon), e si chiude con la "fine del mondo" dopo che "the gardener is gone". Credo che sia voluto. Credo che indichi un percorso che fa di ogni canzone del disco un tassello di un mosaico unico. E' uno di quei dischi che Dylan dal vivo dovrebbe eseguire integralmente, come fanno a volte dei suoi colleghi (vedi Neil Young). Naturalmente dubito che così avverrà, anche se mi piacerebbe moltissimo.
Mi verrebbe da dire che con Modern Times Dylan ha raggiunto la vetta e difficilmente ci stupirà ancora. Ma con Dylan è meglio andarci cauti. Vedremo tra cinque anni. Non mi meraviglierei di un Dylan settantenne che infine "dipinge il suo capolavoro".
Ciao
Valerio

Ciao Valerio,
sai che ti dico?
Non mi meraviglierei nemmeno io!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: la tua mail mi era arrivata lunedì quando avevo già "chiuso" la pagina... dunque l'ho spostata qui...


4270) Ciao Michele sono Gerardo (per una volta mi qualifico col mio vero nome). Da  armonicista dilettante vorrei  lanciare un sondaggio.  Qual è secondo  te il miglior assolo  (o pezzo) di armonica suonato da Bob ? Io ho già le mie prime tre posizioni.
1) Absolutely Sweet Marie
2)  It Ain't me babe (versione Real Live)
3) All Along thr Watchtower:
C'è qualcuno che vuole continuare questo gioco?
Ciao "Napoleon" e alla prossima

Ciao Jerry,
mmm... a me piacerebbe... lasciami pensare un po'... ci sono così tanti assoli... Intanto se qualcuno vuole contribuire...
Ciao Michele "Napoleon in rags"


4271) capolavoro!!
paolo vites

http://uncyclopedia.org/wiki/Bob_Dylan

Vero!
Divertentissimo!
Michele "napoleon in rags"


4272) ... ai "detrattori" di Modern Times consiglierei, uno, di sturarsi le orecchie: perché la qualità del suono è densa ed elaborata, la "grana" della voce è poliedrica, cangiante e - in diversi brani - satura di emotività in ogni strofa. Consiglierei, due, di chiudere gli occhi e abbandonarsi a brani come Someday Baby (o I Ain't Talkin') perchè sono ipnotici, possono indurre leggeri stati alterati di coscienza, senza uso di sostanze. Infine, godersi il piacere di entrare al bar per un caffè e sentire - come successo a me ieri -  Someday Baby trasmesso dalla radio locale. Sono più di trent'anni che ascolto Dylan, non  mi era mai successo...
Francesco Spagna

Ciao Francesco,
hai fatto bene a sottolineare l'aspetto legato alla qualità del suono e alla voce di Bob. Io avevo accennato alla cosa nella mia recensione ma in effetti è bene rimarcare il più possibile proprio questo aspetto che è uno dei grandi pregi del disco, insieme alla qualità delle canzoni e dei testi, alla loro profondità ed al loro spessore.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4273) ciao michele, sul blog www.sweet-old-blues.blogspot.com c'è il link dell'articolo di carrera (pubblicato sul tuo maggiesfarm) sul presunto plagio. nel mio piccolo, diffondo. ciao.

Gianni Zanata

Blog: sweet old blues
Post: timrod semen
Link: http://sweet-old-blues.blogspot.com/2006/09/timrod-semen.html

Ciao Gianni,
grazie! Invito gli altri amici in ascolto a continuare così!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


E a tal proposito...

4274) Ciao Michele
ho appena letto il tuo articolo con i "giornalisti" Venceslao Guido Maria Vien Dal Colle e Laudomia Grazia Maria Orimbelli del Santo Sepolcro :o)))) Grandissimo! Hai scritto un piccolo capolavoro che sintetizza mirabilmente lo standard di certi giornali... Sono d'accordo con tutto quello che hai scritto sul caso Timrod... Per quello che mi è possibile sto inviando il link a quanti più siti e giornali riesco... ma dubito che rettificheranno o riporteranno la notizia nei termini giusti...  vedremo.
Ciao
Luca
ps: perchè non lo traduci in inglese e lo invii anche ai siti esteri?

Grazie infinite anche a te Luca!
L'idea della traduzione è buona... Mi metterò al lavoro (anche se non so quanti stranieri conoscano Al Bano :o) Vabbè metterò una nota :o) )
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


Ed ecco in conclusione le consuete classifiche:

I MIGLIORI CONCERTI DI BOB DAL 2001
Vota il tuo concerto preferito degli ultimi anni e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche più segnalazioni)

Voti finora pervenuti:

Londra, Inghilterra - Hammersmith Apollo - 24 Novembre 2003 - 2 voti
Tulsa, Oklahoma, U.S.A. - Drillers Stadium - 6 Luglio 2005 - 1 voto
Verona, New York, U.S.A. - Events Center, Turning Stone Casino and Resort - 20 aprile 2005 - 1 voto
Denver, Colorado, U.S.A. - Fillmore Auditorium - 29 marzo 2005 - 1 voto
Milano, Italia - Forum di Assago - 12 Novembre 2005 - 1 voto
Sun City West, Arizona, U.S.A. - Maricopa County Events Center - 8 Aprile 2006 - 1 voto
West Lafayette, Indiana , U.S.A. - Elliot Hall Of Music, Purdue University - 3 Novembre 2004 - 1 voto
Zurigo, Svizzera - Hallenstadion - 3 Novembre 2003 - 1 voto
Bonn, Germania, Museumplatz - 29 giugno 2004 - 1 voto
Grand Prairie, Texas - Nokia Theatre - 15 Aprile 2006 - 1 voto

LE COVER IMPERDIBILI (Le migliori cover di brani scritti da Bob)
Vota la cover (o più cover) di brani di Bob pubblicate dopo il 2001

Voti finora pervenuti:

One More Cup of Coffee (Valley Below) - Sertab Erener, da "Masked and anonymous" - 4 voti
Come una pietra scalciata (Like a rolling stone) - Articolo 31 e Bob Dylan, da "Masked and anonymous" - 3 voti
Come il giorno (I shall be released) - Francesco De Gregori, da "Mix" - 2 voti
Most of the time - Sophie Zelmani - da "Masked and anonymous" - 2 voti
Shelter from the storm - Cassandra Wilson - da "Belly of the sun" - 2002 - 2 voti
I'll be your baby tonight - Norah Jones - 2003 - 1 voto
Most of the time - Ani di Franco - 1 voto
It's all right ma (I'm only bleeding) - Hamell On Trial - 1 voto
On a night like this - Los Lobos - da "Masked and anonymous" - 1 voto
My Back Pages - Magokoro Brothers - da "Masked and anonymous" - 1 voto
Farewell Angelina - Joan Baez - da "Bowery Songs" - 2005 - 1 voto
You're Gonna Make Me Lonesome When You Go - Madeleine Peiroux - da "Careless love" - 2004 - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Avril Lavigne - 1 voto
Masters of war - Pearl Jam live at the Benaroya Hall, 22 ott 2003 (concerto acustico) - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Warren Zevon - 1 voto

scrivi a spettral@tin.it e segnala i tuoi concerti/covers preferiti/e

Nota bene: il limite temporale del 2001 è stato fissato per ottenere due liste che siano idealmente il seguito di quelle pubblicate sul volume "Bob Dylan 1962/2002 40 anni di canzoni" di Paolo Vites e Alessandro Cavazzuti (Editori Riuniti), che si fermano appunto al 2001, anno di pubblicazione del libro.


I RIFERIMENTI A BOB DYLAN NEI ROMANZI (O IN ALTRE OPERE LETTERARIE)
Vuoi contribuire ad allungare la lista sottostante? Segnala a spettral@tin.it i romanzi, i racconti o le altre opere letterarie in cui viene citato direttamente o indirettamente Bob Dylan

- "Nel momento" di Andrea De Carlo
- "Alta fedeltà" di Nick Hornby
- "La spia e la rockstar" di Liaty Pisani, Fazi, 2006
- "L'era del porco" di Gianluca Morozzi, Parma, Guanda, 2005
- "Scirocco" di Girolamo De Michele, Torino, Einaudi, 2005
- "Giorni di un uomo sottile" di Ernesto Aloia nella sua raccolta "Chi si ricorda di Peter Szoke?", minimum fax 2003
- "La ragazza dai capelli di cobalto" di Gianluca Morozzi, nell'antologia di vari autori "Strettamente Personale", ed. Pendragon, 2005.
- "L'Emilia o la dura legge della musica" di Gianluca Morozzi - Guanda
- "Tokyo blues" di Murakami Haruki - Norvegian Wood (trad. ital. Milano, Feltrinelli)
- "Dance dance dance" di Murakami Haruki (trad. ital. Torino, Einaudi)
- "La Torre Nera" di Stephen King
- "I giorni felici di California Avenue" di Adam Langer
- "Per sempre giovane" di Gianni Biondillo, edizioni Guanda - 2006
- "Americana" di Don de Lillo
- "Denti bianchi" di Zadie Smith
- "La Danza del Pitone", di Norman Silver
- "Troppi paradisi" di Walter Siti, Einaudi
- "La fortezza della solitudine" di Jonathan  Lethem (Tropea)
- "Hellbook" di Michele Murino (ovvero "X-Files Bob") :o)