parte 328
Lunedì 11 Settembre 2006


4204) Caro Michele,
innanzitutto ben tornato!
Ti scrivo per segnalarti una cover che io personalmente adoro: è quella di Forever Young eseguita da
Ruth Gerson in Not Around Town Bootlegs 1996-98.
Ogni volta che ascolto quella lirica, in versione cover o originale, mi commuove, e non solo.
Rende migliori le mie giornate, anche quelle più nere.
Ravviva bellissimi ricordi.
Trovo che sia anche un portafortuna: per questo spesso la utilizzo per fare gli auguri di compleanno agli amici, che ovviamente gradiscono molto!
Per quanto riguarda Modern Times, la mia preferita in assoluto (per ora) è Ain't Talkin'...
comunque sto ascoltando e riascoltando tutti i pezzi e non riesco a trovarne uno che non mi piaccia!!
L'uso ripetuto del sostantivo "brain" nei testi forse sta a sottolineare l'importanza di tale organo, molto poco usato in questi nostri tempi "moderni"? ...o no?
Ciao e ancora complimenti, non ti ringrazierò mai abbastanza per questo sito!
Anna

Ciao Anna,
adoro Ruth Gerson. Andrò ad aggiungere subito il titolo nella nostra pagina relativa.
Volevo partecipare ad un thread sul Dylan Pool di uno che chiedeva di scrivere una canzone di Modern Times che era piaciuta ed una che non era piaciuta. Ho iniziato a scrivere il messaggio e poi l'ho annullato... Non riuscivo a rispondere alla seconda parte! :o) Davvero!
Ain't talkin' al momento è al secondo posto della mia classifica, preceduta da Workingman's Blues # 2 che credo sarà difficilmente scalzata e seguita a ruota da Nettie Moore praticamente a pari merito con When the deal goes down. Ma stanno guadagnando posizioni anche Spirit on the water e Thunder on the mountain che sono praticamente a poche incollature dal terzo posto. Devo dire comunque che Modern Times è uno dei dischi di Bob per cui mi riesce più difficile separare le canzoni... Lo trovo splendido proprio nella sua interezza.
Non male la tua risposta al mio quesito sul 'brain' della scorsa puntata... Qualcuno ha altri suggerimenti...? A me ha colpito perchè oltretutto mi sembra un termine scarsamente utilizzato nei dischi precedenti.
Ciao e grazie per i complimenti,
Michele "Napoleon in rags"


4205) Ciao Michele,
Sono Luigi da Modena.. ogni tanto mi facco vivo ma vi seguo sempre con interesse.
So che sarete superimpegnati per l'uscita dell'ultimo (splendido) album ma mi permetto di sottoporVi questo link ad una mia pagina dove potere scaricare l'mp3 della mia esecuzione di "Sara". Mi rendo conto della particolarità del mio progetto, di cui ti avevo già scritto, ma mi piacerebbe partecipare a qualche vostra iniziativa.
A tua disposizione per ogni informazione ti mando i miei più cordiali saluti ed auguri di buon lavoro.

Luigi catuogno

ecco il link: http://digilander.libero.it/hardrain61/index.html

Ciao Luigi
e grazie per il link. La tua esecuzione è davvero bella. Segui Maggie's Farm e se in futuro ci sarà l'occasione sicuramente qualcosa faremo.
A presto.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4206) salve mi chiamo LucaG.
sono un fan di Bob Dylan e ogni giorno visito il vostro sito che trovo sia il più completo in assoluto riguardo un cantante.
volevo proprovi una traduzione di Like a rolling stone scritta da me.
è una traduzione letterale, solo che ci sono le rime. spero vi piaccia.
un grosso saluto.
LucaG

Ciao Luca,
grazie, la riporto qui sotto e l'ho inserita nella nostra pagina apposita.
E' molto bella, complimenti, anche se... hai eliminato "Napoleon in rags"... sigh :o) !
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

COME UNA PIETRA ROTOLANTE
di LucaG

Una volta ti vestivi in maniera molto elegante
Gettavi una moneta ai mendicanti credendo di fare una cosa importante
Non lo pensi anche tu?
La gente rimaneva a vedere
Diceva attenta bambola stai per cadere
Ma tu ci ridevi su
Tutti quanti si lasciavano andare
Ora non sembri così in vena
Al pensiero di dover scroccare
La tua prossima cena

Come ci si sente
Senza un'abitazione
Come un perfetto viandante
Come una pietra rotolante

Signorina solitaria, hai frequentato la scuola più raffinata
Ma lo facevi solo per sentirti più elettrizzata
E nessuno ti ha insegnato come vivere per strada
Ma ora scopri che ti ci devi abituare
Hai detto che non saresti mai scesa a compromessi
Col misterioso vagabondo mentre ora lo stai per fare
E capisci che non ti sta concedendo alcun alibi
Mentre guardi nei suoi occhi vuoti e gli chiedi vuoi un affare?

Come ci si sente
A vivere senza abitazione
Senza nessuna direzione
Come un perfetto viandante
Come una pietra rotolante

Non ti sei mai voltata per dare un'occhiata
All'espressione accigliata
Sulle facce dei clown e dei giocolieri
Non hai mai saputo capire che non era una cosa di cui gioire
Non hai mai lasciato che gli altri al posto tuo potessero subire
Come fossero tuoi scudieri
Andavi a spasso col tuo cavallo cromato
Col diplomatico e il suo gatto siamese arruffato
Non è difficile scoprire che lui non è dove disse di andare
Dopo averti rubato tutto ciò che ti poteva rubare

Come ci si sente
A vivere senza abitazione
Senza nessuna direzione
Come un perfetto viandante
Come una pietra rotolante

La principessa sul trono e le persone nel loro abito
Stanno bevendo pensando che sia loro il merito
Se ci si scambia regali e cose preziose da scartare
Ma è meglio che tu stringa il tuo anello di diamanti in pugno
E lo usi come pegno
Eri sempre così divertita e solare
Indossavi abiti logori e il linguaggio che lui era solito usare
Corri da lui non puoi rifiutare
Quando non hai niente, non hai niente da lasciare
Sei invisibile ora non hai più segreti dai quali scappare

Come ci si sente
A vivere senza abitazione
Senza nessuna direzione
Come un perfetto viandante
Come una pietra rotolante


4207) Ciao Michele,
ho letto le note alle canzoni di Modern Times, e volevo aggiungere soltanto una curiosità: il brano "Hand Me Down My Walking Cane" che Dylan cita in Ain't Talkin' si può trovare sull'home page di
Cheezeball, http://www.cheezeball.net/index2.html , in una registrazione del 1927. E' proprio in fondo alla pagina, vi consiglio di dare un'occhiata al sito perchè trovate tanti mp3 interessanti, e inoltre ogni tanto postano un intero concerto di Dylan... Attualmente ci sono le prime 8 canzoni del 18 novembre 2005 a Birmingham.
Altre registrazioni degli anni '20 sono alla pagina
http://www.cheezeball.net/Mp3s.htm
Un saluto a tutti i dylaniani della Farm in ascolto di Modern Times!
Ely81

Ciao Ely,
grazie della segnalazione che vado ad aggiungere alla pagina curata dal nostro Leonardo "Lion"...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4208) Ciao Michele,

riguardo a Love Sick sul dvd che accompagna Modern Times, ti segnalo, oltre allo scempio su Soy Bomb, anche il taglio completo della terza strofa (I see lovers in the meadow...), alla fine della quale entrava appunto Soy Bomb.
Manica di dilettanti.

Ciao,
Alessandro

Ciao Alessandro,
credo che non ci siano parole in effetti...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4209) il mio commento a Modern Times
ciao
Michele Talo

Ciao Michele
grazie per le tue osservazioni. Le ho già messe qualche giorno fa su Maggie's Farm in una pagina apposita. Ma le riporto di nuovo anche nella posta per chi si fosse perso il pezzo che ho trovato davvero bellissimo.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

A MARGINE DI MODERN TIMES

Ho persino smesso di ascoltare Modern Times. Voglio godermelo e centellinare le emozioni. Ho letto
molto di quello che si dice, ho letto molto di quello che ognuno pensa, recensioni affrettate e analisi più
complesse, con un fondo di verità in ognuna. Ed io non possiedo alcuna verità per confutare o acclarare
con un senso definito, come invece vorrei,  questa o quest'altra tesi.  Lo stereo suona nel cuore della
sera, con la stessa intensità di anni addietro, la mia mente è bombardata, sento di riuscire ad estraniarmi
con una difficoltà crescente, man mano che gli anni passano,  c'è una verità in ogni istante che esce,
sento paralare di aerei che cadono, dighe che crollano e orfanotrofi utilizzati per reclutare le proprie
armate. Alle volte sento di non aver fiato per commentare o per dire qualcosa di diverso. Cosa potresti
dire di più. Sento che ha ancora senso guardare oltre l'infinito come faceva Leopardi tanti anni fa e
pensare  ad un amore che tracima oltre i confini temporali di una vita, ha ancora senso capire che
diventa moderno affermare lo scontato, rifiutato  e scongiurato dalle ovvietà dei nostri giorni. Alcuni
decenni non possono essere sufficienti per alterare le ambizioni, le coscienze e le aspettative dell'uomo.
Il perché, il senso del vivere e morire non è comunque stato spiegato, anche se riesco a sorridere
davanti allo stereotipo delle domande chi sono?, da dove vengo? E io che mi immagino con le  scarpe e
stivali per camminare a fianco di qualcuno, con lo scopo di sentirsi comunque in prima linea, mi riporto
indietro a quella vecchia frase del sentirsi ogni giorno un gradino più avanti rispetto al giorno precedente,
mi pare di sentire come allora il richiamo a quei vecchi stivali di cuoio spagnolo e quel richiamo del
cammino, lo sento dentro la mia mente mentre ascolto, sento  che non può esserci una condizione
diversa rispetto alla tristezza nel cantare assieme la condizione di lavoratori di questo mondo che
comunque ci è riservata. Ed è questa la parte che voglio fare. Penso ai raccoglitori di cotone, vedo i
vecchi film in bianco e nero, nelle sperdute fattorie dell'Alabama e della Luisiana, li immagino intonare i
blues alla ricerca di un giorno successivo. Penso anche ai minatori spersi nelle viscere della terra, rivedo
cento, mille giorni senza orizzonte, vedo l'orizzonte di Hibbing e l'immensa distesa di terra di un colore
mai visto. Che sia stata pensata per il film 'north country' ripenso. Guardo oltre l'orizzonte della
ferrovia a cui affidarsi per un nuovo orizzonte.  Penso alle suggestioni di muli coperti di gioielli, di muli
nella stalla e adesso di muli stanchi. Forse perché portano un peso, penso. Ci sarà un senso in questo mi
chiedo? Sono forse come i vecchi cavalli stanchi al sole? E la mia mente si disperde nei mille pensieri
del potrebbe essere o non potrebbe essere. Sono battaglie anche queste? Sono nuove ricerche? O sento
solo la stanchezza dentro me e le vecchie strade sono ancora troppo morte per sognare. Ma immergo il
mio parlare dentro il camminare, costruisco dentro di me il paradosso che  adesso sono troppo stanco
per parlare e ha senso invece camminare, con i volti di ragazze lasciati indietro. Ritorno con la memoria
a quella sera in cui lo rivedo cantare per quel vecchio cantante, al ferire senza esserne consapevole ma
per restare amici e andare comunque per la strada che si incontrerà dietro la curva.  E in tutte queste
suggestioni sento quel camminare quella sera nel parco, rivedo il volto di amanti allegri e quella tristezza
naturale che accoglie ogni amante rifiutato. Penso a quel rifugio mistico dove camminare, nelle
scogliere che si disperdono a precipizio sull'oceano, rivedo l'emozione dei miei viaggi nelle terre
d'Irlanda, sento levarsi le preghiere degli avi o solo le suggestioni del vento, o non è neppure un
mormorio,  sento Cohen cantare 'Love Itself', provo le incertezze del mio animo davanti alla capacità
di amare il mio prossimo. Rivedo quella camminata, quell'incontro con due uomini che parlano del
tempo vicino alla ferrovia, ripenso a quella frase, alle volte mi giro e c'è qualcuno, altre volte ci sono
solo io, una volta di più mi chiedo ancora perché quel equilibrio della realtà del uomo è diventato un
piano perfetto. E non ho davvero mai incontrato due uomini che parlano del tempo la mattina presto
vicino ai binari, ma davvero è come una sensazione che mi pare di aver vissuto. Ripenso a quella voglia
di non  parlare specialmente  su qualsiasi cosa del passato e a qualcuno che mi chiede forse se vado a
votare, che disturba i miei pensieri urtandomi lungo il cammino, sento quel bisogno di alleviare la
tensione del mio cuore forse e di camminare sentendomi ancora scalzo. Non è ancora buio. Nel silenzio
notturno, con la nebbia che cala sulla città, tuoni nella montagna fuochi nella luna, oltre l'orizzonte aldilà
del sole, stanotte sono uscito, ho pianto per tutta la notte, la tristezza stamani è venuta giù come
grandine,  se continuerà a piovere la diga cederà, spirito nell'acqua, oscurità nel volto del profondo.
Rimescolo mentalmente tra me tutte quelle canzoni che iniziano con una descrizione del tempo e della
natura,  portandomi immediatamente dentro una condizione. Può essere una coincidenza mi chiedo o è
una nuova chiave di lettura oltre quella del camminare. E' così diverso Modern Times o raccoglie il
testimone da altri momenti? Sono forse gli stessi momenti o le stesse predisposizioni d'animo? E penso
a me che costruisco parole e suggestioni e emozioni e ricordi e pensieri e riflessioni e momenti, da ritagli
di vecchie canzoni e  riesco a trovare naturale, quando si ascoltano canzoni a cui si vuole bene, che si
possano costruire nuove canzoni da vecchi frammenti di canzoni ascoltate e  penso che non potrebbe
essere diverso se davvero le canzoni fanno parte della nostra vita e delle nostre emozioni e questa può
essere un'altra chiave di lettura. E penso proprio che Bob questa volta abbia fatto così.
Michele


4210) Caro Michele,
quando è uscito Modern Times ero in India, e su uno di quei tanti negozi che uniscono tecnologia avveniristica a retaggi tribali, tipici del sub continente indiano, ho acquistato il CD. Purtroppo la versione Deluxe non l'avevano, così, vista la voglia di ascoltare subito le canzoni, ho preso la versione semplice. Ora, so che ci sono, nel dvd allegato della versione Deluxe, 4 video. Li posso vedere da qualche parte all'interno del tuo bellissimo sito? Quanto costa in più la versione Deluxe rispetto al semplice CD?
Ciao e grazie
Simone

Ciao Simone
i video li puoi tranquillamente vedere su Youtube . Sono "Things have changed" videoclip ufficiale. "Love Sick" dai Grammy Awards. "Blood in my eyes" videoclip ufficiale. "Cold irons bound" da Masked and Anonymous (versione inedita). La versione de luxe costa un bel po' di più rispetto alla versione regular per cui mi sento di consigliarti, se non sei un supercollezionista completista di limitarti alla regular edition. Almeno secondo me la deluxe non è indispensabile...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4211) Ciao a tutti, ho 28 anni ed ho conosciuto da poco la musica di Bob Dylan rimanendone folgorato. Grazie al vostro strepitoso sito (non sto scherzando, è qualcosa di eccezionale per completezza e passione che trasuda) e alle utili recensioni e classifiche varie ho iniziato a collezionare i miei primi 10 cd di Bob non riuscendo più a smettere di ascoltarlo^^.

La mia rischiesta comunque è questa, avendo già comprato il monumentale volume di Alessandro Carrera con i testi tradotti delle canzoni vorrei acquistare anche una biografia di Dylan e un libro che analizzi e/o recensisca le sue canzoni/albums. Cosa mi consigliereste nello specifico?

Grazie e a presto
Tommy

Ciao Tommy,
per quanto riguarda la biografia io ti consiglierei quella di Howard Sounes (Guanda). Non perchè sia necessariamente la migliore bensì perchè è la più aggiornata. Ti avviso che però dedica anche molto spazio al Dylan privato, insomma in certi punti è un po' in stile Novella 2000. Ma è molto completa e ben scritta a mio avviso. Per quanto riguarda un libro che analizzi i dischi ti consiglio senza dubbio quello di Paolo Vites, "Bob Dylan 1962/2002 - 40 anni di canzoni" (Editori Riuniti) che oltretutto ha una ricca appendice dedicata all'analisi dei migliori concerti (curata da Alessandro Cavazzuti).
Ciao e grazie per i complimenti.
Michele "Napoleon in rags"


4212) Ciao Michele,
bentornato dalle vacanze, e così il tuo cuore è nelle Highlands!
Proprio ieri sera in auto ho risentito tutto "Time Out Of Mind", bellissimo, impenetrabile, infinitamente
misterioso e affascinante..
presto ti scriverò con calma le mie impressioni su "Modern Times", giusto il tempo di esplorarlo per
bene... L'ho comprato il 29 Agosto a Barcellona (invece dei soliti stivali di pelle spagnola), e in
allegato c'era anche un elegante librettino di una novantina di pagine della Columbia, con un'essenziale discografia (molto opinabile, tra l'altro, con molti greatest hits e senza "Live at the Gaslight" o "Masked and Anonimous").
Ti scrivo per segnalarti che sul mio blog di cinema popolare, http://attentialcine.blogosfere.it/, ho scritto un breve post sul rapporto tra Bob e il grande schermo, principalmente per il gusto di parlare di Dylan e di linkare maggiesfarm. Invito te e tutti gli amici della Fattoria a farmi una visita, e a farmi poi sapere che ve ne pare.
Ci sentiamo prestissimo..
Ciao,
Paolo Bassotti

Ciao Paolo
grazie della segnalazione. Corro a leggere.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4213) Non farò il 'self-ordained professor' e mi limiterò a scrivere le impressioni in me suscitate dal nuovo album.
Il buon Napoleon ci ha messo a disposizione i testi prima che potessi ascoltare la musica e quindi il mio primo impatto è stato con la parte letteraria del disco. Devo dire che i testi mi sono sembrati densi di significato e nell'insieme mi hanno dato l'impressione di una foto di come Dylan si pone oggi rispetto ad alcuni temi (e quindi direi che il titolo 'Modern Times' potrebbe in effetti alludere ai tempi moderni di Bob, come se dicesse: a questo punto della mia vita io la penso così).
Ogni canzone è dedicata ad una donna e ho l'impressione che ogni donna sia la personificazione di qualcosa di più ampio. In 'Someday baby', ad esempio mi sembra che la donna rappresenti il pubblico. Dylan dice che un giorno la sua donna non si preoccuperà più di lui, anziché essere lui a non preoccuparsi più di lei; come dire: un giorno tutti voi fan che ho fuggito ed insieme rincorso per tutta la vita non vi preoccuperete più di me e - per quanto ciò mi dispiaccia - sarà una liberazione.
Secondo me se lo leggiamo in questa chiave, l' intero testo acquista un chiaro significato e ci dice come Dylan in questi suoi 'Modern Times' viva la fama.
Le donne delle altre canzoni, per ora, hanno ai miei occhi molti volti e sto cercando di capire quale sia quello giusto (mi date una mano??)
Poi l'album è stato infine pubblicato ed ho potuto ascoltarne la parte musicale: mi aspettavo che avrebbe moltiplicato le suggestioni del solo testo ed invece è stato il contrario; improvvisamente le canzoni non parlavano altro che di donne. Forse è normale che sia così: l'aspettativa era tale che non poteva non essere in parte delusa.
In conclusione: secondo me i testi sono una vera miniera di spunti e riflessioni ed una sciarada per comprendere il Dylan-pensiero sul suo presente, sul suo futuro ed il suo passato. La musica direi che è decisamente meno interessante rispetto a 'Time out of mind' e mi sembra che sia suonata con meno energia rispetto a 'Love and Theft' (anche se finalmente Bob si è deciso a inserire qualche assolo fra le strofe...) ma dopo aver ascoltato l'album una decina di volte comincio ad affezionarmici.
Un'ultima cosa per il nostro mitico benefattore Napoleon: secondo me 'Beyond the horizon' acquista una forza ed un sigificato diverso se nella prima strofa traduci più letteralmente 'alla fine dell'arcobaleno la vita è solo all'inizio' invece che 'alla fine dell'arcobaleno dove la vita è solo all'inizio': a me sembra che lui voglia fare una precisa affermazione (forse sulla vita dopo la morte: la canzone finisce con 'ho più di una vita per amarti').
Ciao a tutti dalla lucertola

Ciao Lizard
e bentornato su questi lidi.
Interessante la tua interpretazione di Someday Baby in chiave "It ain't me babe". Non ci avevo pensato. Chissà?
Per quanto riguarda il "dove" che ho messo nel verso di Beyond the horizon, mi è sembrato rendesse il verso più musicale nella lettura e non mi sembra che modifichi il concetto.
Continua ad ascoltare Modern Times e - ci scommetto - il tuo affetto diventerà amore :o)
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


4214) Ciao Michele e tutti i Magfarmiani o Dylaniani come il sottoscritto, intanto volevo fare i complimenti per il sito forse non l'ho mai fatto, ma e' sempre piu' aggiornato e ricco di news.

Inoltre volevo spendere 2 parole per Modern Times. Che dire piu' di quanto hanno gia' scritto altri? Dal mio punto di vista e' un grande album. Ain't talkin', Nettie Moore, Workingman's Blues, sono grandi canzoni dylaniane allo stato puro, come del resto tutto l'album. Grande Dylan ! che si mostra sempre come il migliore di tutti e sempre piu' avanti di tutti.
Modern Times e' un capolavoro anche se qualche songs e' in tono minore, e i testi poi sono grandi, apocalittici , potenti e taglienti.
Ancora grande Bob sei tutti noi!

Stefano C.

Ciao Stefano,
come potrei non essere d'accordo? La tua mail conferma tra l'altro che le prime tre della lista son sempre le stesse.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4215)  Ciao Michele,
innanzitutto complimenti per il sito! Ha aiutato tantissimo un ventiduenne come me a coltivare la propria passione per Dylan!
Visita dopo visita, lettura dopo lettura, quando ero alle prime armi ho saputo da quali dischi partire, poi, con il passare del tempo, come proseguire bene la strada.
Da esperto quale sei, vorrei farti alcune domande riguardanti certe scelte (sciagurate?) compiute da Dylan durante gli anni '80. Infatti più ascolto il terzo cd delle "Bootleg series volumes 1-3" più non
riesco a capire?

1) Si riesce a cogliere il vero valore di "Infidels" (purtroppo) solo dopo aver ascoltato anche "Tell Me", "Lord Protect My Child", "Foot Of Pride" e, soprattutto, "Blind Willie McTell". Secondo te perché non
sono state incluse nel disco? Una qualche incapacità da parte di Dylan nel selezionare il proprio materiale? E dire che a coprodurre il lavoro c'era pure Mark Knopfler. Che sia sfuggita la bellezza di
"Blind Willie McTell" anche a lui? Dylan dice che in verità non l'ha mai finita. C'è da credergli?

2) Perché, secondo te, "Empire Burlesque" è stato prodotto in maniera così, passami il termine, estrema? Le canzoni, prese singolarmente, dal punto di vista della scrittura, sono tutte molto valide. Anzi, "Empire Burlesque", a mio avviso, ha ben poco da invidiare ad album ben più considerati. Però, sinceramente, perché scegliere di remixare tutto e vestire le canzoni con arrangiamenti così carichi e
pretenziosi? Infatti la versione di "When The Night Comes Falling From The Sky" registrata con Steve Van Zandt e Roy Bittan della E-Street Band è a mio avviso stupenda. Lo stesso dicasi per "Dark
Eyes", che conclude il disco: solo voce, armonica e chitarra. Quella era la giusta strada da percorrere. Cos'è successo a Dylan in quei mesi?
Perchè spersonalizzarsi così tanto? Incertezza sulla direzione da prendere? Voglia di strizzare l'occhio alle classifiche? Cattivi consigli?

3) Perché far uscire due dischi come "Knocked Out Loaded" e "Down In The Groove"? Dylan non fa mai niente per caso: qual è il loro vero significato? Dietro ad una casualità di facciata, si deve evidentemente nascondere una motivazione. Non voglio essere eccessivamente severo, ma il materiale, secondo me, è alquanto scadente per gli standard ai quali ci aveva abituati Dylan fin solo ad alcuni anni prima. Ma questo fatto, per assurdo, può anche passare in secondo piano. Quello che maggiormente mi stupisce di questi due lavori, è l'apparente mancanza di direzione: cover, outtakes da precedenti album, collaborazioni (alcune riuscite, altre meno, qualche occasione sprecata - vedi quella con Tom Petty & The Heartbrakers), qualche inedito, eccetera. Sembrano più degli appunti di viaggio che dischi finiti nel vero senso della parola. Col senno di poi, Dylan non avrebbe fatto meglio ad unire il materiale migliore (magari solo quello esclusivamente firmato da se stesso) sotto un unico titolo?
"Brownsville Girl", sinceramente, meritava migliori compagne di viaggio.

4) "Dignity" e "Series Of Dreams". Se è comprensibile l'esclusione della prima (in un album dalle atmosfere notturne come "Oh Mercy", un pezzo come "Dignity" effettivamente stride), ancora mi interrogo sul perché Dylan abbia voluto escludere la seconda. Forse non era pronta? Forse non era contento della registrazione? Pensava di svilupparla ancora? Secondo me sarebbe stata la canzone perfetta per chiudere il disco, meglio di "Shooting Star". Cosa ne pensi?

4b) Meglio "Dignity" prodotta da Daniel Lanois oppure prodotta da Brendan O'Brien? Io, a malincuore (ho un'enorme stima per Lanois, sia come autore sia come produttore - basti pensare all'importante lavoro svolto al fianco di Peter Gabriel e degli U2), propendo per la versione di O'Brien. Mi sembra abbia messo più a fuoco le potenzialità del brano.

5) Il rapporto Bob Dylan - Daniel Lanois non mi è sembrato dei più facili. Il duo ha fatto un'ottimo lavoro in "Oh Mercy", ma con "Time Out Of Mind" non tutto è filato liscio. Fermo restando che tra Dylan e Lanois c'è una grande stima reciproca, ho notato che spesso e volentieri il cantautore di Duluth ha lanciato frecciatine all'indirizzo del noto produttore canadese. Ho letto alcune dichiarazioni di Dylan, a proposito delle divergenze di opinioni dei due sull'arrangiamento di "Mississippi", che sono emblematiche.
Secondo te torneranno a lavorare assieme? Perché il Bob Dylan (pardon... Jack Frost) produttore è molto bravo, e "Love & Theft" e "Modern Times" lo testimoniano, però, se si facesse affiancare di nuovo da Daniel Lanois (o, perché no, come auspica anche Bertoncelli, da Rick Rubin) potrebbe fare ancora meglio. Quindi, nell'eventualità: teniamoci forte!

Scusa se ti ho annoiato con queste mie domande!
Grazie di tutto!
Jacopo.

Ciao Jacopo,
andiamo con ordine.

1) Su Infidels naturalmente hai ragionissima, soprattutto in riferimento a Blind Willie McTell. Qualcuno ha sostenuto che Bob non l'abbia messa nel disco perchè essendo troppo bella avrebbe fatto sparire tutte le altre. Direi che lo sa solo Bob il motivo. Magari la riteneva davvero non finita. Di certo è una delle ragioni per cui nel corso degli anni da più parti si è sentito parlare dell'atteggiamento di distacco di Dylan nei confronti del lavoro in studio. Non è la prima volta che non ha dato peso a canzoni sublimi, preferendone altre (vogliamo parlare di Angelina, The groom's still waiting at the altar o Caribbean wind... O Mississippi?). Knopfler comunque non ha colpe. Il lavoro finale lo fece Dylan e la decisione di escludere Blind Willie McTell fu esclusivamente sua e di nessun altro. E quando Mark (assente per impegni con i Dire Straits) tornò e vide il disco finito esclamò sconvolto: "E dov'è finita Blind Willie McTell?". Sembra che per tre anni Knopfler tenne il broncio a Bob per quella scelta.
Comunque non è solo l'esclusione di Blind Willie McTell o di Foot of pride che castrò alquanto Infidels ma anche il fatto che il disco fu troppo pensato e ripensato ed anche rimaneggiato perchè Dylan non era soddisfatto del lavoro di Knopfler. Ma vogliamo dire che Infidels resta comunque un grandissimo album? Io lo dico.

2) Su Empire Burlesque.
Il motivo è secondo me la volontà di fare un disco moderno, al passo con le tecniche dell'epoca (cosa cui Bob rinunciò tempo dopo quando si rese conto dei limiti di quelle tecniche). E' stato riportato che Dylan in persona chiese ad Arthur Baker (che di fatto è quasi il produttore dell'album se pur non accreditato) se fosse possibile far suonare il suo album come uno di Madonna.
A me comunque sinceramente non dispiace la resa pop di When the night comes falling from the sky. Certo è inferiore all'altra ma a mio modesto avviso nemmeno poi di tantissimo. E decisamente preferisco la Tight connection più r'n'b con venature pop di Empire Burlesque alla versione di "Someone's got a hold..." che invece - a mio avviso stranamente - in molti giudicano inspiegabilmente superiore. Insomma secondo me il disco ha in effetti una patina decisamente anni ottanta in quanto a sound ma non trovo la cosa necessariamente un dramma. Va tenuto conto che si era in un periodo in cui i dischi che andavano per la maggiore avevano un certo tipo di sonorità.

3) Su Knocked out loaded e Down in the groove.
Quello è il periodo universalmente conosciuto come quello della confusione. Dylan non aveva certo idee chiarissime e certo non fu aiutato dai suoi collaboratori. Non credo come dici che ci sia un "vero significato" dietro i due dischi (e lo stesso Dylan dichiara ad un giornalista a proposito di Knocked out loaded: "E' un disco che non ha un tema o un significato preciso"). Sono il frutto di innumerevoli sessions, come già lo era stato Empire Burlesque, e non nascono da un progetto preciso (sicuramente non Knocked Out Loaded, forse un certo disegno vago c'era dietro Down In The Groove a proposito del quale Dylan parlò di un progetto in stile "Selfportrait"). Tanto è vero che alcuni brani di Knocked Out Loaded sono solo degli scarti di Empire Burlesque. Bob andava in studio e incideva brani su brani fino a trovarne di abbastanza buoni ed in numero sufficiente da fare un disco. Quello che a me stupisce invece è che nonostante la casualità dei lavori e la poca voglia di Dylan in quel periodo, anche in questi due dischi universalmente considerati pessimi ci sono cose assolutamente eccelse come Brownsville Girl o pregevoli e decisamente buone come Silvio e Death is not the end, o ancora gradevoli come Rank strangers to me e Precious Memories. La "confusione" in Dylan era dettata soprattutto dal suo non ritrovarsi nei tempi nuovi, nelle nuove tecniche di studio (in diverse interviste del periodo sottolinea la cosa) tanto che ad un certo punto decise che era giunto il momento di chiuderla definitivamente con gli album in studio (meno male che poi ha cambiato idea :o) ). Il discorso che facevo prima sul fatto che non c'è un vero significato o un preciso progetto viene confermato anche dal fatto che Al Kooper, presente a molte delle sessions del periodo, dichiarò che Bob aveva registrato innumerevoli altre canzoni assolutamente fantastiche e mai pubblicate (e non sarebbe stata la prima volta nè sarebbe stata l'ultima... basti pensare ai quattro capolavori - a mio avviso - delle Bromberg Sessions spuntati di recente e disinvoltamente dimenticati e buttati nel cestino da Dylan come se niente fosse).

4) Series of dreams, concordo, doveva assolutamente essere inserita su Oh Mercy ed avrebbe reso il disco ancor più bello di quanto già non fosse (pur restando comunque un capolavoro). Non credo che sarebbe stata una chiusura migliore di Shooting star che reputo la chiusura par excellence di Oh Mercy. Ma certo andava inserita e la sua esclusione è solo il segno che in quelle sessions Bob aveva fin troppi capolavori a sua disposizione.

4b) Preferisco nettamente la versione di O'Brien per quanto quella di Lanois sia comunque molto bella.

5) Chissà se Bob tornerà ad avvalersi della collaborazione di Lanois? Secondo me è difficile, anche perchè in tempi recenti più volte Dylan non ha perso l'occasione per affermare di non essere soddisfatto di come Lanois voleva far suonare la sua voce e qua e là ha polemizzato alquanto sul lavoro di Daniel. Io direi che quanto ha fatto "Jack Frost" è la prova che Bob non ha bisogno di produttori ma di grandi canzoni. Qualcuno ha il coraggio di credere che se Oh Mercy lo avesse prodotto "Jack Frost" sarebbe stato meno bello?
Qualcuno ha il coraggio di credere che Down in the groove sia brutto perchè non è stato prodotto da Lanois e non perchè era composto da Let's stick together, When did you leave heaven, Sally Sue Brown, Ugliest girl in the world etc.?
E ancora: qualcuno ha il coraggio di credere che Oh Mercy sia un capolavoro perchè lo ha prodotto Lanois e non perchè era composto da: Shooting star, Man in the long black coat, Ring them bells, Most of the time, Everything is broken etc.?
Io no.

Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


4216) Paolo Vites (grazie) mi invia questa dichiarazione di Pete Townshend su Bob e su Modern Times nella quale Pete non perde l'occasione per definire "grandi" le canzoni del nuovo album di Bob dimostrando come sempre di capirne di musica :o)

I heard some tracks from Bob Dylan's new CD on BBC radio last night.They are great. Mature just as Bruce Springsteen?s last album was. The critics were favourable about the way Bob Dylan is facing his ageing process and is remaining connected with his ageing audience. It made me think; I believe I have done something like this on some of the songs on the Who album. But on some of them I have borrowed the voices of an imaginary young band of musicians, and allowed them to speak when very young, when young and middle-aged, and then when they are even older than I am today. I wonder why we, the song-writers of today, feel the need to even think about this? Did Cole Porter worry about the creatures of his craft growing old gracefully, bitterly or resolutely?
Did Frank and Ella concern themselves about how strange it might be to sing songs about young love, when both of them were in old age?

Rock 'n'roll - and Bob Dylan exploded from the slowly evolving folk traditions of Dave Van Ronk and Ritchie Havens and embraced the rock form by sheer force of will - is getting old. If it embraces the issues of ageing, it will age. Or would you say it is becoming universal now, free of limitation and constraint? Against all the odds I put up in my own jaundiced middle-age, rock is not dead. Neither is it right. Or wrong. Or a new religion. Or an answer. Or even a question. It's a process. An island. Walk on, walk off. The kids in my imaginary band The Glass Household in Wire & Glass describe the process as breathing, exploding, imploding, climbing a stairway to a door made from a mirror, and walking through, expecting oblivion in a Black Hole, instead finding a slow after-show party.

I feel as though I'm walking out of the sleepy party, back through the door, down the stairway, to the stage. There's some cleaning up to do down there before I can go back up and chit-chat about past lives. (dal suo sito ufficiale)


4217) Cultura e spettacolo

07 set 00:15  Musica: Bob Dylan in testa alle classifiche dopo 30 anni

NEW YORK - Con il suo ultimo album "Tempi moderni" Bob Dylan dopo 30 anni e' tornato in testa alle
classifiche di vendita. Tempi Moderni, appena uscito in Usa, ha venduto infatti piu' 192 mila copie.
L'ultima volta che il cantautore 65enne ha prodotto da un album da hit e' stato nel 1976, quando Desire
resto' per cinque settimana in vetta alle classifiche. (Agr)

http://www.polare.com/news/click/-4,2870859/

Da polare.com

Mick

Ciao Mick,
thanx!


4218) Ciao Michele,
ho avuto la fortuna 'dylaniana' di trascorrere l'ultima settimana di agosto in vacanza in quel di London, England. perché fortuna 'dylaniana? Semplicemente per il fatto che lassù nella capitale d'Albione tanto cara al nostro Bob, Modern Times è uscito nei music stores già il 28 agosto, addirittura con un giorno d'anticipo sugli Stati Uniti e due sulla Germania. beh, essere tra i primi ad acquistare Modern Times, a Londra, nella mitica Oxford Street è stata una goduria unica.
Inutile che ti dica l'emozione provata entrando in alcuni di questi grandi negozi dove per tutta la settimana si trasmettevano le gemme dell'album, ho trascorso ore intere là dentro!!!!
Per quanto riguarda il giudizio sul disco dirò di esserne entusiasta, ancora devo decidere qual è la canzone che più mi coinvolge... la scelta è ardua ma senza dubbio rimane il capolavoro assoluto.
Un saluto a tutti
Enrico 'slowhand' - Bergamo

Ciao Enrico,
se tu hai vissuto l'emozione 'albionica' dell'uscita di Modern Times io e Benedicta abbiamo provato quella scozzese dell'anteprima radiofonica della BBC... Dunque siamo pari ! :o)
Fammi poi sapere cosa decidi per quanto riguarda la canzone preferita, sono curioso di sapere se anche tu non uscirai dal trittico Workingman's Blues #2/Ain't Talkin'Nettie Moore...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4219) Grazie ancora a Mick che mi invia da La Provincia di Como:

Modern times: continua la lezione del prof. Dylan Quarant'anni dopo l'incidente che chiuse la prima e
più importante fase della sua carriera, un album per piacere a tutti Non si tratta di un disco eccelso ma
è semplice e buono con i brani migliori nella coda: «Nettie Moore» e «Ain't talkin'»
Come altri musicisti che hanno raggiunto una certa età anagrafica e artistica, anche Bob Dylan ha
intrapreso un cammino tranquillo: dischi con parsimonia, quando pensa di aver qualcosa da dire e
canzoni valide. A rimpinguare la folta discografia bastano gli archivi. Fra Love and theft, il suo disco
datato, con micidiale coincidenza, 11 settembre 2001, e questo Modern times non è stato assente, anzi.
Mentre proseguiva il 'neverending tour', ha pubblicato tre volumi delle sue Bootleg series. L'ultimo è
rigoglioso di scampoli del suo primo periodo da «Columbia recording artist», come ama farsi annunciare.
Complice, per questo progetto, No direction home, documentario di Martin Scorsese in collaborazione
con Dylan stesso che ha permesso anche la pubblicazione di uno Scrapbook ricco di manifesti d'epoca,
foto, tagli, ritagli e frattaglie. Più che mai volonteroso di raccontarsi in questo periodo, è certo più
interessato alle Chronicles (siamo tutti in attesa del secondo capitolo): autobiografia in tre volumi. Non è
quindi senza certe aspettative, anche molto forti, che si procede all'ascolto di Modern times: a 40 anni
esatti dall'incidente motociclistico che chiuse la prima e più importante fase della sua vita musicale, è
disco che può (e deve) piacere a tutti. Piace ai nostalgici per ovvii motivi, ai detrattori perché, rispetto a
quanto era accaduto negli anni Ottanta, quando era in crisi nera, e a buona parte dei Novanta, era
afflitto dal «blocco dello scrittore», oggi non gli si può rimproverare nulla. Piace ai giovani per questo
suo essere una leggenda vivente, 65 anni suonati, un vecchio maestro come lo furono, per lui, John Lee
Hooker o Bukka White. E poi, diciamocelo, concerti brutti Dylan non può più farne, saranno sempre
meglio di quanto si è ascoltato nel 'periodo buio' prima della rinascita post Oh Mercy, un album che ha
segnato il passo anche per quanto riguarda le pubblicazioni discografiche: le registrazioni prescindibili di
Bob sono alle sue spalle, non davanti a lui. Modern times ha la sola colpa di essere un 'buon' disco ma
non ottimo, non eccelso. È un disco semplice, registrato con la tour band, prodotto dal fido Jack Frost
(un amico di Alias, di Renaldo, di Zimmy, di tutti gli altri nickname di Dylan), allinea dieci canzoni che
scavano nel passato musicale americano. Così Thunder on the mountain è un boogie elettroacustico che
allontana la paura: le corde vocali tengono (anche se, naturalmente, non c'è paragone con la vacua
soavità di Alicia Keys, citata, a sorpresa, nel testo). Spirit on the water è una ballad morbida, ricca di
inflessioni jazzate anche se il tono è morbidamente country. Una canzone d'amore. Ce ne sono diverse
nel disco e se Bob ha una nuova serenità, questa certo traspare: è buon sangue quello che scorre fra i
solchi. Come all'inizio della sua carriera, l'ex folksinger prende un vecchio blues, Rollin' and thumblin', e
lo firma. E chi gli può dire niente? Valzer per When the deal goes down: si sente quella voglia di andare
indietro nel tempo, ancora più lontano dei favolosi anni Sessanta, che già era evidente in Love and theft:
i due dischi hanno lo stesso sound, con buona pace dei Modern times (o forse l'atteggiamento di Dylan è
davvero lo stesso di Chaplin: per vivere i tempi moderni bisogna tenere un piede nel passato e non
lasciarsi sopraffare). Someday baby è molto distante dai sassi che colpiscono il battistrada di chi corre
sulla Highway 61 ma si fa voler bene. Workingman's blues #2 (la numero uno è di Merle Haggard) è un
peana per i lavoratori americani che tutte le note stampa, quindi è da presumere anche Dylan stesso,
riferiscono a quella Union sundown che ammoniva sui rischi del globalismo quando nessuno conosceva
ancora quella parola. I capolavori arrivano verso la fine: Nettie Moore, folksong moderna di grande
bellezza e la lunga Ain't talkin', cupa, ombrosa, avvolgente, alzano il tiro di un disco che lascia l'amaro in
bocca solo a chi cerca nella musica quello che ci vuole trovare e non ascolta quello che, invece, c'è. E
Dylan c'è. Ancora.
Alessio Brunialti


4220) Francesco Grandi mi invia:

Bob Dylan Becomes Oldest Living Person To Top US Chart With 'Modern Times'...

http://www.gigwise.com/news.asp?contentid=21959

Ciao Francesco
e grazie per la segnalazione. Ovviamente si parla dell'ennesimo record di Bob. L'artista vivente più anziano ad arrivare n. 1 nella classifica statunitense. Perchè si stupiscono poi? Non sanno che Bob è forever young? :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4221) Ciao Michele e ciao a tutti gli amici del talkin',

mi chiamo Nicola e sono un assiduo frequentatore di maggies farm.
Vi scrivo per raccontarvi un episodio curioso che riguarda il nostro amato BOB DYLAN. Qualche giorno fa un mio amico mi ha prestato il dvd del film scarface ( non quello degli anni 80 con Al Pacino ma l'originale di Howard Hawks del 1932, ripeto 1932 ), ebbene in una scena del film viene inquadrata in primo piano la pagina di un giornale dove l'articolo in alto ha come oggetto la scampata morte ad un agguato di un boss mafioso.Fin qui niente di strano, ma l'occhio mi cade nell'articolo sottostante dove
incredibilmente compare il seguente titolo: "BOB DYLAN EXPLAINS IT ALL IN BLOOD ON THE TRACKS". Inutile dire che Dylan nel 1932 non era nemmeno nato e Blood on the tracks era lungi dall'essere composto. Felice di avervi fornito questa curiosita' spero che qualcuno sappia darmi qualche spiegazione. Intanto vi saluto e vi consiglio di rimanere a stomaco vuoto perche' tra poco arriva una
scorpacciata di GRAMMY.........
Nicola

Ciao Nicola,
ne parlammo tempo fa quando Francesco ci pose lo stesso quesito. Ci soccorse allora Alessandro Carrera.
Ecco il riepilogo (in nero) di quei tempi lontani (ti riporto la mia risposta a Francesco e poi la mail di Carrera) :o):

Ciao Fra
diciamo che la cosa starebbe bene in una storia di Nathan Never, magari a base di viaggi nel tempo. Qualcuno dal 1932 viaggia con una macchina del tempo fino al 1975, trova un articolo su "Blood on the tracks" e tornato nel passato lo impagina col resto delle notizie di quel periodo...
In realtà io non mi ci sono raccapezzato molto e allora ho chiesto lumi ad Alessandro Carrera che ha risolto il mystero. Ecco qua:

3185) Caro Michele,

c'e' una sola spiegazione alla stranezza riportata da Francesco. Probabilmente quel fotogramma e' stato realizzato all'epoca del doppiaggio del film, nel 1975 o subito dopo, e poi inserito nella pellicola. Non avendo a disposizione un giornale del 1932 hanno preso il primo che capitava, dove si trovava quell'articolo su Dylan.
A presto,
Alessandro Carrera

Chiaro, no? Insomma dopo l'uscita di Blood on the tracks in fase di riedizione del film hanno inserito quella scena ex novo. Se invece qualcuno ha un'altra spiegazione... (a parte quella dei viaggi nel tempo, of course :o) )

Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4222) ciao Michele,
dopo una lunga, lunghissima assenza sul Talkin' Blues, ritorno con un messaggio brevissimo, ma molto, molto esplicito. Premesso che trovo Modern Times un grande album, ma non ottimo, e che per quanto mi riguarda è troppo uguale a Love and Theft, ho un commento da fare su Dotti, Medici e Sapienti: SEI GRANDE.

Punto. Nient'altro da dire.
Fabrizia

Ciao Fabrizia.
Grazie! Punto. :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4223) ciao michele,
ma che ti è preso con quell'articolo? ( anche Francesco si riferisce a Dotti, Medici e Sapienti )
non ti sembra di avere un po' esagerato? a me MT continua a non piacere, non x snobismo o altro, ma xchè non mi entra dentro, non ho un contatto emozionale con questo disco. sarà un problema mio e di alri suppongo, ma essere messi alla berlina perchè un disco (un disco eh) non ti piace mi sembra un atteggiamento da ayatollah. che sia primo in classifica sinceramente non me ne frega un cazzo, e non vuole dire nulla sulla qualità del lavoro in se: TOOM e Oh mercy neanche l'avranno vista la classifica ma sono grandi, enormi lo stesso, altrimenti se il metro è il successo commerciale il meglio del meglio è, che so, madonna o gli ac/cd. lascia agli altri la libertà di non amare un disco quanto lo ami tu (certo, hai ragione, senza spiegazioni dietrologiche idiote tipo quella sugli ebrei..), io continuo ad ascoltarlo e mi sembra un dischetto minore, non mi fa certo schifo, ma per il mio dylan (penso che ognuno abbia il suo, o meglio i suoi dylan) è un addendo che poteva anche non esserci.
non me lo fa amare di più ne amare di meno, punto. e un po' di musica, anche oltre a dylan l'ho sentita in quarant'anni, no?
infine, non mescolare l'entusiasmo per il disco con i concerti, qui non si tratta di essere maestri di musica per verificare che negli ultimi tre-4 anni messer bob ha avuto dei rendimenti live a dir poco altalenanti ( e sempre più verso il basso) è un dato di fatto che neanche un nuovo blood on the track può cancellare. capisco che il tuo entusiasmo (indubbiamente rinforzato dalla comune messe di elogi) ne sia uscito rinforzato ma non ti far prendere la mano da scomuniche a tambur battente su quanti, poveri loro, non hanno il minimo orecchio musicale o un po' d'anima per capire quanto sia grande quest'ultima prova
ciao
francesco
ps il successo commerciale oggi è alquanto labile, le vendite per arivare primo in classifica in italia (ma non solo) sono risibili rispetto ad una volta

Ciao Francesco,
ho l'impressione che tu non abbia letto molto attentamente il mio articolo. O - se invece lo hai fatto - che tu lo abbia allora completamente ed inspiegabilmente travisato. Vado dunque a chiarire punto per punto le tue obiezioni ingiustificate:

ma che ti è preso con quell'articolo? non ti sembra di avere un po' esagerato? a me MT continua a non piacere, non x snobismo o altro, ma xchè non mi entra dentro, non ho un contatto emozionale con questo disco. sarà un problema mio e di altri suppongo, ma essere messi alla berlina perchè un disco (un disco eh) non ti piace mi sembra un atteggiamento da ayatollah.

E chi ti avrebbe messo alla berlina? Se leggi attentamente il mio pezzo vedrai che mi rivolgo a quelli che scrivono:

1) "disamine costituite da commenti che per lo più si estrinsecano in un "crap", o altre similari espressioni bisillabe, basse e volgari quanto lapidarie (sarà che non riescono ad imbastire frasi con più di due o tre parole in fila?)"

Tu hai fatto disamine simili? Non mi sembra. Almeno a MF, hai inviato una mail in cui esprimevi in maniera perfettamente legittima, e direi anche abbastanza ben articolata, la tua accoglienza tiepida nei confronti di Modern Times. Non mi sembra che tu abbia usato espressioni bisillabe basse e volgari (per chi non lo avesse capito mi riferivo ovviamente al termine "shit", che - per chi non conosce l'inglese - sta per "merda") o termini come "crap" (che - sempre per chi non sa l'inglese - sta per "porcheria").

E, in secundis, mi riferivo a quelli che scrivono:

2) "disamine articolate e pseudo-intellettuali ma comunque incapaci di esprimere un'analisi obiettiva senza salire sul pulpito di una presunta superiore capacità di distinguere il bello, l'esclusivo, l'elitario dalla sbobba che può piacere solo alla massa ottusa e bovina."

Anche in questo caso non mi sembra il tuo caso (e scusa il bisticcio di parole).
La tua mail a MF, come scrivevo sopra, non mi sembrava affatto "incapace di esprimere un'analisi obiettiva" nè mi sembrava scritta da un "pulpito di presunta superiore capacità di discernimento".
Se poi tu ritieni che invece il tuo commento rientrasse in quei parametri e dunque ti sei riconosciuto nel mio "identikit" e sentito per questo chiamato in causa e "messo alla berlina", beh, è un problema tuo (ma - scusa la franchezza - in questo caso avresti, come si suol dire, "la coda di paglia")...
Se ti può far piacere, comunque, ti confermo che non parlavo certo di te o di quelli che, come te, hanno espresso una semplice opinione motivandola in maniera legittima (non condivisibile, per quel che mi riguarda, ma assolutamente legittima). Se no rischio di subire le ritorsioni anche del mio amico Bertoncelli, qualora si sentisse anche lui "messo alla berlina" (anzi, a scanso di equivoci: "Ehi, Riccardo, non mi riferivo alla tua recensione!!! Don't shoot me, please! Quando ci rivediamo? Vieni a vedere 'All you need is rock'?")

Inoltre, tanto per esser chiari, io non ho "messo alla berlina" nemmeno coloro che rientrano nelle due categorie sopra enumerate. Ho semplicemente ironizzato sui loro deliri che mi sembra di aver ben evidenziato nell'articolo. Vallo a rileggere e capirai quali. E' il minimo che certi personaggi si meritano per le frasi deliranti e per le trivialità gratuite che scrivono. O vorresti tu, in stile Ayatollah, impedirmi di criticare chi scrive castronerie ed ingiustificati insulti a go-go?

che sia primo in classifica sinceramente non me ne frega un cazzo, e non vuole dire nulla sulla qualità del lavoro in se

E chi dice il contrario? Forse che ho scritto da qualche parte che, solo perchè è primo in classifica, Modern Times deve piacere a tutti o diventa automaticamente un prodotto di qualità? Dove lo hai letto, scusa?
Ho scritto però che è ridicolo dire che è primo in classifica per il "marketing", per "il sostegno dei fans di Alicia Keys", per le "manovre degli Ebrei" etc., tutte cose che ho appunto letto nei commenti delle persone che citavo nel mio pezzo ed a cui ovviamente mi rivolgevo (e anche qui non mi sembra che tu abbia detto qualcosa di simile... o, se eventualmente l'hai detto o lo pensi o lo condividi, allora sì, ti inserisco senza meno nel gruppo, non ho mica problemi, così almeno avrai un motivo per sentirti chiamato in causa :o) ).
Sul fatto poi che - come scrivi - il primo posto in classifica "non vuole dire nulla sulla qualità del lavoro in sè" posso essere d'accordo, ma anche questo io non l'ho mai scritto. Ho scritto invece (ed in tempi assolutamente non sospetti, ovvero molto prima che il disco anche solo entrasse in classifica) che Modern Times è un disco splendido perchè ha dieci canzoni straordinarie, non certo perchè è primo in classifica. Però, ripeto, se è primo in classifica, che si abbia l'onestà di riconoscerlo senza trovare giustificazioni esilaranti/deliranti al fatto che lo sia.

infine, non mescolare l'entusiasmo per il disco con i concerti, qui non si tratta di essere maestri di musica per verificare che negli ultimi tre-4 anni messer bob ha avuto dei rendimenti live a dir poco altalenanti ( e sempre più verso il basso) è un dato di fatto che neanche un nuovo blood on the track può cancellare.

Scusa la franchezza, ma l'hai letto davvero attentamente il mio pezzo? Ho addirittura esordito dicendo

"Modern Times è un lavoro splendido che va ad allungare l'elenco delle cose splendide che Dylan ha realizzato, discograficamente parlando, a partire dai primi anni '90."

cioè mettendo in evidenza quell'inciso GRANDE come una casa ("discograficamente parlando") che ho aggiunto proprio per evitare che qualcuno pensasse che io parlassi in generale anche del Dylan live.
Non so, direi che più chiaro di così non avrei potuto essere.

ps il successo commerciale oggi è alquanto labile, le vendite per arivare primo in classifica in italia (ma non solo) sono risibili rispetto ad una volta

Anche qui siamo d'accordo. Ma - e sono costretto a ripetermi - quando mai ho scritto il contrario? Io mi limito a constatare che Modern Times è primo in classifica. Non ho mica detto che ha venduto quanto "Desire" o quanto "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" (o quanto "White Christmas" se vuoi ingigantire il paradosso)... Ma resta il fatto che è primo e non capisco perchè non dovremmo gioire ed essere entusiasti (non so, secondo te cosa dobbiamo fare, piangere e strapparci i capelli? :o) )
Ripeto, non capisco perchè se in testa ci va la Aguilera o Madonna è tutto un fiorire di "vendite record", "dominio incontrastato della classifica", "grande successo", "le regine del mercato discografico" ed altri roboanti strilli editoriali. Se invece ci va Dylan si parla di "realtà di mercato diverse da quelle di un tempo", "di Ebrei che manipolano le vendite", di semplici "strategie pubblicitarie", di "ritorno pubblicitario dovuto a Chronicles e No Direction Home" et cetera.
O va bene così?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4224) ciao a michele e a tutti i magfarmiani,
è un po' che non scrivo ma vi ho sempre seguiti con attenzione...

Modern Times... be' che dire: ha ragione bertoncelli: è un disco da pensionato routinier, roba di maniera, fiacca e impolverata, ottocentesca, "buone cose di pessimo gusto" (vedi canzoni del tipo di spirit on the  water)...

Scherzo, naturalmente !
Vedrete che tra una quindicina d'anni anche il prode bertoncelli ammetterà che si tratta di un grande disco e magari sarà pure disposto a riconoscere l'errore di valutazione critica che oggi sta commettendo
(michele ipotizzava dieci anni, ma io non condivido il suo relativo ottimismo sulla natura umana).

Naturalmente, pur non condividendolo affatto, rispetto il giudizio bertocenlliano sull'ultima fatica del Nostro; viene da un personaggio competente, autorevole, che, coerentemente con la passata minimizzazione di un lavoro come "love and Theft", minimizza anche questo. Questioni di gusti, forse. Certo, l'affermazione che dylan ha bisogno di un produttore mi sembra ai limiti dell'assurdità critica (oltre che acustica). E in questo caso non è certo solo questione di gusti.

Vorrei partire proprio da qui, capovolgendo l'affermazione dell'illustre critico: Modern Times è il capolavoro produttivo di jack frost.
Ci ho messo quattro ascolti, forse cinque, per capirlo, ma ormai ne sono sicuro: il fascino maggiore di questo disco, almeno per me, proviene dal sound complessivo, che si sposa stupendamente con arrangiamenti scarni, essenziali eppure sofisticati nella loro apparentemente semplicità.
Sarà forse una mia suggestione, ma la stratificazione sonora ravvisabile in certi episodi del disco (vedi la canzone numero 10) mi ricorda certe soluzioni di Time Out Of Mind liberate da certi effetti alla Lanois.
Mi riferisco alle lievi fluttuazioni e pulsazioni sonore di fondo, che dylan riesce a collocare, parlando in termini di spazio, in una dimensione intermedia tra il secondo piano e lo sfondo o, se volete, in un continuo fluttuare tra il secondo piano e lo sfondo, in una stratificazione sonora raffinatissima (pur senza averne l'aria) e, soprattutto, efficacissima nel rendere il clima espressivo della canzone (un capolavoro senza tempo, una canzone notturna, lunare, mercuriale, divinamente interpretata da una voce che sembra salire dagli anfratti del tempo e della Storia: il modo in cui dylan pronuncia l'ultima parola di ogni strofa è da brividi sotto la pelle - del corpo e dell'anima).

Un altro aspetto notevole di quella straordinaria realizzazione produttiva che è Modern Times è la registrazione della voce: perfetta. Anzi, è stata la cosa che sulle prime più mi ha colpito. Ed anche la performance vocale di dylan è notevole, a mio avviso. Sempre entusiasmante. A tratti metafisica (ain't talking appunto).
Per me i capolavori sono almeno quattro: la 1, Thunder on the mountain, la 4, When the deal goes down, la 6, Workingman's blues e la 10, Ain't talkin'. Gli ultimi due mostrano forse una maggiore originalità compositiva e liriche più suggestive, ricche di senso, nelle quali dal 'poetico' si approda decisamente alla poesia.
Nella numero 6 l'intensità dell'interpretazione è degna di Jokerman, nella 10 siamo tra le Lowlands e Blind Willie McTell (e come se Blind Willie fosse potuto arrivare "laddove nessun profeta giunge" e avesse potuto intonare il suo ultimo blues).
Le altre canzoni sono tutte di ottima qualità, anche quelle apparentemente meno originali o, se volete, apparentemente più simili a certi episodi del disco precedente. La notevolissima realizzazione strumentale e vocale ne fa opere del tutto originali e profondamente dylaniane. Contesto l'idea che ci siano 'riempitivi': la scaletta del disco è perfetta e contribuisce non poco sia all'impressione di compattezza ed unitarietà (pur nella diversità) sia al dialogo tra i singoli pezzi. Dylan scherza con le canzoni alla crosby come uno stravinsky neoclassico con i temi di pergolesi. Allo stesso tempo le prende profondamente sul serio, come vecchi oggetti di famiglia, custodi di memorie. Se ne appropria, rivitallizzandole, rendendole dylaniane e inserendole, in tal modo, in un time out of mind (è dal '92
che lo fa, a partire da quello straordinario disco che è Good As Been To You, col quale dylan aveva ancora una volta anticipato i tempi).

Insomma, Dylan ci ha regalato un altro grande disco: è questa la considerazione più importante.

Un saluto a tutti Marlow

P.S. I testi non ci sono neanche nell'edizione col dvd, nè poteva essere altrimenti d'altronde: non ci sono figli maggiori o minori con bob: l'uomo è giusto per quanto avaro.

Ciao Marlow
la tua recensione è straordinaria. Sono d'accordo su ogni singola virgola. Posso aggiungere la mia firma in fondo? Grazie!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4225)  Ciao Michele,
ti invio questa segnalazione che ho trovato sul programma del Festivaletteratura di Mantova 2006.
Si tratta del documentario di un regista olandese che nasce dai testi delle canzoni di Dylan. Ecco la notizia:

Sabato 9 settembre, ore 21
HOW MANY ROADS
di Jos de Putter, Olanda, 2005, 75' - versione originale, sottotitoli in italiano
Anteprima italiana
I testi delle canzoni di Bob Dylan sembrano avere un legame talvolta ironico, talvolta drammatico, ma sempre profondo con la vita e le scelte di molte persone. Il film si compone di undici ritratti, ognuno legato a una strofa di un pezzo di Dylan, di uomini e donne dalle vite diverse, di età diverse, ma con una cosa in comune: senza quelle parole le loro vite avrebbero probabilmente preso altre strade. Un film su un'ossessione, ma anche un road movie attualissimo nel cuore dell'America più profonda, dallo stesso regista di Alias Kurban Said (Pagine Nascoste 2005).

Lo conosci? Ne sai qualcosa?
Altro appello alla tua onniscienza. Che ne è della misteriosa nuova canzone di cui davi notizia l'8 dicembre su Maggie's Farm?
L'articolo parlava di una pezzo registrato in uno studio di Dublino dopo un concerto...
Ciao ciao, Michele, e buona settimana
Teo Lorini

Ciao Teo
non sapevo nulla di questo documentario che mi sembra molto interessante. Qualcuno ha altre notizie in merito?
La canzone che citi alla fine uscirà tra breve. Si chiama Huck's Tune e fa parte della colonna sonora del film Lucky You di prossima/imminente uscita (naturalmente su MF daremo ampio risalto alla cosa).
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4226) Ciao Michele,
spero che tu stia bene. Ti invio il nostro comunicato stampa di ARS box relativo al nuovo concorso per artisti emergenti.... sai mai che possa interessare ai musicisti di maggie's farm!!

Ciao
Cristiano

Ciao Cristiano,
OK!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

ARS box - il primo editore online per tutti gli artisti
Via S. Paolo, 15 - 20121 Milano
cp@arsbox.com - www.arsbox.com

Comunicato Stampa
Premio editoriale 'I Migliori Artisti Emergenti'
Il primo concorso ARS box dedicato a tutti gli artisti
Milano, 4 settembre 2006: ARS box, il nuovo talent scout telematico, organizza un concorso a premi
dedicato a tutti gli artisti esordienti autori di Musica, Cinema, Narrativa, Fumetto e Arti Visive.
Il sito di ARS box, raggiungibile all?indirizzo www.arsbox.com e attivo dallo scorso mese di aprile,
permette agli artisti di pubblicare, distribuire e vendere le loro opere in formato elettronico attraverso internet. Si tratta di un elegante ?contenitore? che ospita le opere degli artisti in formato elettronico e le rende disponibili al pubblico mediante ?download? sul proprio computer.
Il concorso è stato pensato per aiutare gli artisti, in particolare i giovani emergenti, con un piccolo
contributo economico che permetta loro qualche risorsa in più a sostegno della loro attività, e si ripeterà con cadenza regolare ogni quattro mesi.
I premi per i vincitori comprenderanno, oltre a un Abbonamento Artisti Base gratuito su ARS box per
12 mesi, un contributo economico in contanti come segue:
PER IL PRIMO CLASSIFICATO, PREMIO DI 600.00 EURO
per il secondo classificato, premio di 400.00 euro
per il terzo classificato, premio di 200.00 euro
Il concorso si svolgerà nel periodo12 settembre - 12 dicembre, e terminerà con l?estrazione delle tre
?Opere Migliori? giudicate dalla comunità internet del sito attraverso la procedura delle recensioni e dei
voti online. Durante la durata del concorso, infatti, il pubblico potrà scaricare le opere degli artisti (leggerle, ascoltarle, guardarle) esprimendo il proprio giudizio. Alla fine del concorso le Opere che avranno ottenuto il punteggio più alto decreteranno i tre autori vincitori. Per partecipare è sufficiente iscriversi gratuitamente al sito (i primi tre mesi di prova per gli artisti sono infatti sempre gratuiti) e inviare le proprie opere. Chi invece desideri soltanto partecipare come ?fruitore? può iscriversi gratuitamente in qualità di utente standard e contribuire al successo delle opere presenti.
Per ulteriori informazioni:
ARS box - Ufficio Stampa
Via San Paolo, 15
20121 Milano
Telefono: 02-45071250 - Fax: 02-42108569
email: ufficiostampa@arsbox.com - Web: www.arsbox.com


Ed ecco in conclusione le consuete classifiche:

I MIGLIORI CONCERTI DI BOB DAL 2001
Vota il tuo concerto preferito degli ultimi anni e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche più segnalazioni)

Voti finora pervenuti:

Londra, Inghilterra - Hammersmith Apollo - 24 Novembre 2003 - 2 voti
Tulsa, Oklahoma, U.S.A. - Drillers Stadium - 6 Luglio 2005 - 1 voto
Verona, New York, U.S.A. - Events Center, Turning Stone Casino and Resort - 20 aprile 2005 - 1 voto
Denver, Colorado, U.S.A. - Fillmore Auditorium - 29 marzo 2005 - 1 voto
Milano, Italia - Forum di Assago - 12 Novembre 2005 - 1 voto
Sun City West, Arizona, U.S.A. - Maricopa County Events Center - 8 Aprile 2006 - 1 voto
West Lafayette, Indiana , U.S.A. - Elliot Hall Of Music, Purdue University - 3 Novembre 2004 - 1 voto
Zurigo, Svizzera - Hallenstadion - 3 Novembre 2003 - 1 voto
Bonn, Germania, Museumplatz - 29 giugno 2004 - 1 voto
Grand Prairie, Texas - Nokia Theatre - 15 Aprile 2006 - 1 voto

LE COVER IMPERDIBILI (Le migliori cover di brani scritti da Bob)
Vota la cover (o più cover) di brani di Bob pubblicate dopo il 2001

Voti finora pervenuti:

One More Cup of Coffee (Valley Below) - Sertab Erener, da "Masked and anonymous" - 4 voti
Come una pietra scalciata (Like a rolling stone) - Articolo 31 e Bob Dylan, da "Masked and anonymous" - 3 voti
Come il giorno (I shall be released) - Francesco De Gregori, da "Mix" - 2 voti
Most of the time - Sophie Zelmani - da "Masked and anonymous" - 2 voti
Shelter from the storm - Cassandra Wilson - da "Belly of the sun" - 2002 - 2 voti
I'll be your baby tonight - Norah Jones - 2003 - 1 voto
Most of the time - Ani di Franco - 1 voto
It's all right ma (I'm only bleeding) - Hamell On Trial - 1 voto
On a night like this - Los Lobos - da "Masked and anonymous" - 1 voto
My Back Pages - Magokoro Brothers - da "Masked and anonymous" - 1 voto
Farewell Angelina - Joan Baez - da "Bowery Songs" - 2005 - 1 voto
You're Gonna Make Me Lonesome When You Go - Madeleine Peiroux - da "Careless love" - 2004 - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Avril Lavigne - 1 voto
Masters of war - Pearl Jam live at the Benaroya Hall, 22 oct 2003 (concerto acustico) - 1 voto
 
 

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Nota bene: il limite temporale del 2001 è stato fissato per ottenere due liste che siano idealmente il seguito di quelle pubblicate sul volume "Bob Dylan 1962/2002 40 anni di canzoni" di Paolo Vites e Alessandro Cavazzuti (Editori Riuniti), che si fermano appunto al 2001, anno di pubblicazione del libro.


I RIFERIMENTI A BOB DYLAN NEI ROMANZI (O IN ALTRE OPERE LETTERARIE)
Vuoi contribuire ad allungare la lista sottostante? Segnala a spettral@tin.it i romanzi, i racconti o le altre opere letterarie in cui viene citato direttamente o indirettamente Bob Dylan

- "Nel momento" di Andrea De Carlo
- "Alta fedeltà" di Nick Hornby
- "La spia e la rockstar" di Liaty Pisani, Fazi, 2006
- "L'era del porco" di Gianluca Morozzi, Parma, Guanda, 2005
- "Scirocco" di Girolamo De Michele, Torino, Einaudi, 2005
- "Giorni di un uomo sottile" di Ernesto Aloia nella sua raccolta "Chi si ricorda di Peter Szoke?", minimum fax 2003
- "La ragazza dai capelli di cobalto" di Gianluca Morozzi, nell'antologia di vari autori "Strettamente Personale", ed. Pendragon, 2005.
- "L'Emilia o la dura legge della musica" di Gianluca Morozzi - Guanda
- "Tokyo blues" di Murakami Haruki - Norvegian Wood (trad. ital. Milano, Feltrinelli)
- "Dance dance dance" di Murakami Haruki (trad. ital. Torino, Einaudi)
- "La Torre Nera" di Stephen King
- "I giorni felici di California Avenue" di Adam Langer
- "Per sempre giovane" di Gianni Biondillo, edizioni Guanda - 2006
- "Americana" di Don de Lillo
- "Denti bianchi" di Zadie Smith
- "Hellbook" di Michele Murino (ovvero "X-Files Bob") :o)