parte 327
Lunedì 4 Settembre 2006

4170) Ciao Michele
ti segnalo questa news,
ciao
Sandro

Bob Dylan to make surprise guest appearance
The legend gets funky for singer's new album
Bob Dylan has made a rare guest spot, helping out on funk star Gary Cooper's project Mudbone.
The legend has lent his piano skills to the track 'Home', on the new release from the former Parliament
and Funkadelic vocalist.
The album, 'Fresh Mud', has been put together with the help of former Eurythmics mainman Dave
Stewart, who knows Dylan and asked him to pitch in for Mudbone.
"Dave had already recorded the acoustic piano with Bob Dylan at his home, as they are friends,"
Cooper told NME.COM. "When we listened to the piano part, it fitted in really well with an idea Dave
and I had been working on. So we tried it out, liked it and ended up using it in the track called 'Home'."
'Fresh Mud' is released on October 2. Meanwhile Dylan releases his own new album, 'Modern Times',
on August
http://www.nme.com/news/bob-dylan/23883

Ciao Sandro,
in breve: Dylan fa un'apparizione a sorpresa come ospite speciale suonando il piano nel disco della star funk Gary Cooper, "Fresh Mud". La traccia in questione è "Home". Il disco è stato realizzato con l'aiuto di Dave Stewart, ex Eurythmics, grande amico di Dylan. "Fresh Mud" uscirà il 2 Ottobre.
Ciao e grazie della segnalazione,
Michele "Napoleon in rags" 


4171) ciao,
ti scrissi già tempo fa (dopo il concerto di Strà 2004 di cui porto nel cuore la STREPITOSA e furente versione di Most Likely You Go Your Way a cui ho avuto la fortuna di assistere quella sera dal vivo) per farti i complimenti per il formidabile website.
te li rinnovo e ti lascio il mio voto sulla migliore cover dylaniana eseguita e pubblicata dopo il 2001:
MASTERS OF WAR - Pearl Jam live at the Benaroya Hall, 22 oct 2003 (concerto acustico).
da pelle d'oca l'interpretazione vocale di ed vedder.
meglio ancora della versione eseguita da eddie e mike mccready nel 93 per il 30th Anniversary Concert Celebration (tra parentesi, se si potesse votare anche per le cover degli anni '90, non esiterei a dare la mia preferenza a quel capolavoro di versione live di nove minuti di Foot of Pride che Lou Reed tirò fuori proprio in quell'occasione).
e questo, è quanto.
nell'attesa spasmodica per il nuovo album, ti saluto.
OcchiStupidi

Ciao OcchiStupidi,
grazie per i complimenti e per il "formidabile".
Aggiungo allora il tuo voto alla listona a fondo pagina.
Per la cronaca anche io credo che la versione di Vedder di Masters of war sia sbalorditiva. A me anche quella del Madison
aveva fatto venire i brividi (e me li fa venire ogni volta che la rivedo). E' un grande!
Ciao,
Michele "Napoleon in rags" 


4172) ciao, sono Stefano from Arco, volevo chiedere se secondo te ci sono canzoni chiaramente attribuibili a  dylan che sono rimaste fuori da Lyrics 1962-2001. cioè non traditional dei quali si è appropriato come mi  sembra sia il caso di wade in the water, ma rocks and gravel ad esempio? killing me alive? stealin'? i  was young when i left home sono traditional?
Nel libro della Arcana vol 3 1972-85, quello di tito schipa per capirci, sono citate anche  walk out in the
rain e love you too much da street legal come outtake.
E poi fra "love and theft" e l'imminente modern times che brani ci sono? io conosco waitin' for you e tell
ol' bill ce ne sono altri? Certamente la scelta delle canzoni in lyrics sarà stata fatta in accordo con
Dylan, ma forse ne ha scritte talmente tante che qualcuna se l'è dimenticata. sarebbe utile avere un
elenco pseudo-completo non ti pare? ciao e alla prossima
stefanorlandi@alice.it

Ciao Stefano,
per scelta di Dylan in "Lyrics" sono andate soprattutto le canzoni dei dischi ufficiali e quelle comunque scritte da Dylan senza l'aiuto di altri. In questo senso mancano quelle dei Traveling Wilburys e molte altre composte con altri artisti. Comunque se vai nella nostra pagina delle traduzioni trovi per ogni canzone i credits, cioè se sono traditionals, se sono originali di Dylan o se sono brani scritti da Bob con altri e puoi quindi ricavare per esclusione le canzoni scritte da Bob e non incluse in Lyrics.
E se leggi l'intervista a Carrera che trovi qui , Alessandro spiega il criterio della scelta.
Le canzoni mancanti sono troppe per citarle tutte. Comunque scorrendo la nostra pagina e andando un po' a memoria te ne segnalo un po', le prime che mi balzano agli occhi (una lista sommaria e ovviamente non completa): Ain't gonna go to hell for anybody, All the tired horses, Am I your stepchild?, Coming from the heart, Coverdown Breakthrough, Cuban missile crisis, Does she need me?, Fur Slippers, Goodbye Holly, Got my mind made up, Go 'way little boy, I'm not there (1956), In search of Little Sadie, I will love Him, Jammin' me, Jet Pilot, Julius and Ethel, Love rescue me, Positively Van Gogh, Repossession Blues, Steel Bars, Stop now, Straight A's in love, The Phantom Engineer, The very thought of you, The wandering kind, Thief on the cross, Time to end this masquerade, Troubled and I don't know why, Vomit Express, Wait for the light to shine, Waiting to get beat, Walk out in the rain, What kind of friend is this?, When I got troubles, Why'd you cut my hair?, Working on a guru, Yonder comes sin, You been hiding too long e decine e decine di altre più o meno minori. Diciamo che per fare una raccolta completa ci volevano tre volumi di Lyrics. O lo spazio infinito di MF :o)
Come ti dicevo più su trovi tutti i dati e le traduzioni, oltre ai testi ovviamente, nella pagina sopra segnalata.
Rocks and Gravel comunque è attribuita a Brownie McGhee & Leroy Carr. Killing me alive è semplicemente il titolo di lavorazione di Sitting On A Barbed Wire Fence. Stealin' è un traditional. I was young when I left home è un traditional arrangiato da Dylan.
A parte le due che citi alla fine c'è 'Cross the green mountain, e Gonna change my way of thinking nella nuova versione con Mavis Staples, peraltro inserita in "Lyrics" (la nuova versione è del 2003 ed è tratta da "Gotta Serve Somebody - the gospel songs of Bob Dylan").
Ciao,
Michele "Napoleon in rags" 


4173) Ciao Michele,
volevo segnalarti una simpatica iniziativa del nostro piccolo negozio di dischi. Sabato 2 settembre, per festeggiare l'uscita del nuovo disco di Dylan, ci sara' una festa durante la quale i Tweeter and the monkey man  si esibiranno nel meglio ( ? ) del repertorio dylaniano.
Ti allego la locandina e ti aspetto.....se sei gia' tornato!
ciao e a presto con i commenti del nuovo album !!
Claudia

PLAYLOUD
via IV novembre 11  Cento (Ferrara)
tel. 051/ 6831052

Ciao Claudia
purtroppo ero in vacanza e quando sono tornato ho rivisto la posta tardi... Vale comunque come segnalazione. Meglio che
niente.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags" 


4174) Hello Farmers,
segnalo questo articolo dal Giornale on-line.
Saluti,
Enrico slowhand - Bergamo

DYLAN:  «I DISCHI DEGLI ULTIMI VENT’ANNI SONO ATROCI»  -

Antonio Lodetti

«Non conosco nessuno negli ultimi vent'anni che abbia inciso un disco dal suono decente. Questi dischi
moderni sono atroci, la tecnologia appiattisce i suoni, rende tutto statico». Si sfoga Bob Dylan - in
un'intervista a Rolling Stone - alla vigilia dell'uscita del suo nuovo album Modern Times, già definito a
priori un capolavoro.
Vabbè, che i suoni moderni siano molto più puliti ma meno veri ed affascinanti che nel glorioso passato
dei long playing è cosa che trova tutti d'accordo.
Ma il poeta si spinge oltre e picchia duro. «Mi ricordo le polemiche per scaricare la musica gratis da siti
come Napster. Ebbene, perché no? La gente fa bene a copiare le canzoni da Internet: non valgono
niente». Il suo non è uno sterile attacco al mondo del rock, è un grido di rabbia che assume anche i
colori dell'autoaccusa. Dylan - dal punto di vista dell'acustica - non è contento neppure di se stesso.
«Anche i brani del mio nuovo album sicuramente erano dieci volte migliori quando sono stati suonati in
studio rispetto a quello che si potrà ascoltare sul cd».
Un inno al passato e alla nostalgia? Piuttosto un recupero del suo mondo. Se nei concerti dal vivo Dylan
- che oggi sul palco si dedica esclusivamente al piano - assembla il rock and roll più ruvido ai sapori
callosi del vecchio blues, nel nuovo cd (come e più dei precedenti Love and Theft e Time Out of Mind)
trasporta nell'attualità i suoni di Woody Guthrie, Bukka White e Big Joe Williams che lo hanno partorito.
Non fa come Bruce Springsteen che rilegge (peraltro splendidamente) Pete Seeger; lui scrive brani
nuovi di zecca, attuali ma col cuore alle radici. Così può permettersi di parlare del suo mondo privato con un pizzico di nostalgia. «I dischi che ho sempre ascoltato e che amo ancora più di ogni altra cosa - prosegue - non si possono più fare oggi.
Parlo dei long playing che giravano sui giradischi, quelli di Brian Wilson ad esempio; ma bisogna guardare in faccia la realtà, quei tempi sono andati per sempre. Noi dobbiamo fare ciò che possiamo per difendere i suoni veri combattendo la tecnologia in tutti i modi possibili».
Dylan è più che mai il padrone di se stesso, e non a caso Modern Times (in uscita l'1 settembre) è da lui
prodotto con lo pseudonimo di Jack Frost. «Non mi piace fare dischi - puntualizza -, lo faccio
malvolentieri, ma ho scritto queste canzoni in stato quasi ipnotico, in una specie di trance. E poi ho la
miglior band di sempre, gente che sa cosa voglio e cui non ho nulla da insegnare». Ci sono i presupposti
perché i suoi «tempi moderni» facciano epoca come quelli di Charlie Chaplin.

Ciao Enrico,
grazie per l'articolo.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags" 


4175) Salve,
scorrendo tra le pagine del vostro sito che, devo ammettere , ho trovato casualmente mi sono reso conto che per un fan di Dylan il sogno dei sogni è incontrare il Maestro.
A me è successo e non è stato un incontro breve, una pacca sulle spalle ma ben altro.
Raramente lo racconto perchè non vi sono molte persone interessate ma forse non è il vostro caso.
Vi sono cose che ho promesso a Jim Callaghan di non divulgare mai, ma altre credo di poterle dire
Se Michele è interessato me lo faccia sapere
Grazie
Davide Musa
Ravenna

Ciao Davide,
a questo punto devi assolutamente raccontarci tutto. Resto in attesa...
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


4176) Guarda che ho trovato per il sito
Tamburino

Bob Dylan: foto
http://it.music.yahoo.com/ar-312874-photos-252490-Bob-Dylan

Ciao "Tamb"
e grazie per la segnalazione.
Per chi è interessato si tratta delle foto di Bob con parrucca bionda e cappuccio dalla prima di Masked and anonymous...
Ciao,
Michele "Napoleon in rags" 


4177) ciao, sono un giovane recensore di nome filippo, ho sentito modern times e a proposito di questo lavoro ho appena scritto una cartella per il sito www.debaser.it

pensavo potesse interessare anche a voi, perciò se volete pubblicarla su maggie's farm ne sarei onorato!

ciao, filippo aka dune buggy

Ciao Filippo,
grazie. La pubblico qui sotto.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"

MODERN TIMES
Dylan e noi

E' bello sapere che alcuni artisti non si fermano mai. Che non vogliono vivere di rendita, nonostante l'ispirazione abbia i suoi alti e bassi. Dylan è uno di questi artisti. Per molti è l'Artista, il Poeta, il Menestrello, il qualcosa sempre con la maiuscola. Ancora una volta, eccolo qua con il suo cappellaccio schiacciato in testa e la sua chitarra, davanti a qualche palco, nella sua infinita tournee, pronto a cantarci vecchi inni e nuove idee. La sua voce gracchia ruvida e scura. Come sempre sta un po' lontano dal microfono, si avvicina con due passi, pronuncia una frase, si allontana di nuovo. Oppure se ne sta nascosto dietro al pianoforte, abbarbicato sullo sgabello.

A volte prova anche a cantare. Come in questo attesissimo "Modern Times", con la copertina in bianco e nero e i testi a colori.
La voce tenta di farsi levigata, la musica è sempre quella, rock, blues, folk jazzato che profuma di legno antico come la credenza del nonno. E in mezzo a tanto, professionalissimo mestiere ("Rollin' And Tumblin'", "Beyond The Horizon" per dirne due), può capitarci di ascoltare qualcosa di trascinante (l'apertura "Thunder On The Mountain"), di liricamente emozionante (la vibrante "Workingman's Blues #2", "Spirit On The Water", "Nettie Moore"), e purtroppo anche di leggermente noioso ("When The Deal Goes Down", "Ain't Talkin'") o addirittura evitabile ("The Levee's Gonna Break"). Comunque noi saremo lì ad aspettare, a precipitarci al negozio di dischi, a scartare ansiosamente la plastica del cd, sempre troppo difficile da aprire, saremo pronti ad immergerci nella fantasia del Menestrello con la M maiuscola, ad ascoltare le sue storie e le sue poesie, ad immaginare pagine scritte di getto, strofe mezze cancellate, parole sostituite con altre... saremo sempre lì ad amare Dylan perchè è Dylan, e questo ci basta. E' Dylan, e parla del tuono sulla montagna e dello spirito sull'acqua, della nebbia e della pioggia notturna, della luna, dell'orizzonte, del sole, dell'arcobaleno, fa' il mestiere che ogni poeta dovrebbe fare, cioè guardarsi attorno e scrivere di quello che vede, e di come questo lascia una traccia negli occhi, qualche volta anche nelle ossa. Non è importante che il disco sia bello o no, che le canzoni siano memorabili, infuocate o un po' spente: è importante che Dylan  parli, o canti, perchè la sua voce è come un fango che si è formato nella tradizione, è scivolato attraverso i decenni, ha impiastrato un po' tutto, e ci piace sapere che sporca ancora, certo meno di prima.

"Thunder on the mountain, fires on the moon
There's a ruckus in the alley and the sun will be here soon
Today's the day, gonna grab my trombone and blow
Well, there's hot stuff here and it's everywhere I go

(...)

Feel like my soul is beginning to expand
Look into my heart and you will sort of understand
You brought me here, now you're trying to run me away
The writing's on the wall, come read it, come see what it say

Thunder on the mountain, rolling like a drum
Gonna sleep over there, that's where the music coming from
I don't need any guide, I already know the way
Remember this, I'm your servant both night and day

The pistols are poppin' and the power is down
I'd like to try somethin' but I'm so far from town
The sun keeps shinin' and the North Wind keeps picking up speed
Gonna forget about myself for a while, gonna go out and see what others
need"

da "Thunder On The Mountain"
(testo tratto da Maggie's Farm http://www.maggiesfarm.it) 


4178) Ciao Michele,
ti segnalo - ma sicuramente lo saprai già - il numero di settembre di Rolling Stone con lungo articolo su Modern Times (non vedo l'ora di sentirlo... per fortuna mancano ormai pochi giorni all'uscita).
Altri due motivi validi (almeno per me) per l'acquisto della suddetta rivista:
1. intervista con il corsaire Johnny Depp;
2. intervista con lo straordinario Kevin Spacey.

Le foto che ho scattato a Pistoia sono venute da schifo, per cui non te ne mando neppure una...

Buone vacanze e a presto!

Anna

Ciao Anna,
grazie per la segnalazione.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags" 


4179) Ciao ragazzi, guardate in cosa mi sono imbattuto cercando il testo di Nettie Moore on-line... il ritornello sembrerebbe una citazione di una canzone ottocentesca:

http://www.pdmusic.org/1800s.html (pagina generale)

http://www.pdmusic.org/1800s/57gnm.txt (pagina della canzone)

non so se la cosa è già stata segnalata altrove...
Carlo "Pig"

Ciao Carlo,
come sai "repetita iuvant"... quindi per chi non lo sapeva...
Grazie per la segnalazione.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags" 


4180) Ciao a tutti!
Prima di qualsiasi cosa, complimenti per l'ottimo sito.
Avrei due cose da dire.
La prima è che non credo che Dylan negli ultimi concerti suoni la tastiera per avere davanti i testi delle
canzoni. Ero a Roma e ho notato come all'inizio di ogni canzone Dylan si spostasse verso sinistra e
guardasse qualcosa su un tavolo. Mi sono fatta l'idea che controllasse la scaletta. Se avesse avuto i testi
delle canzoni davanti, che motivo avrebbe avuto di guardare la scaletta?
Seconda cosa. Qualcuno potrebbe dirmi cos'ha detto esattamente Dylan alla fine del concerto? Ha
presentato la band, certo, ma prima ha detto qualcos'altro che non sono riuscita a capire, un po' per
l'emozione (devo ammettere che da Forever Young in poi sono stata un mare di lacrime... era il mio
primo concerto!), un po' per il caos, un po' perchè c'era una pazza isterica alla mia destra che mi ha
frantumato un timpano.
Ciao, Sara.

Ciao Sara,
sono convinto a metà, nel senso che magari la scaletta deve comunque consultarla per ricordarsi la sequenza delle canzoni e poi trovare il testo corrispondente (non è detto che li abbia già in ordine e comunque potrebbe voler controllare per sicurezza per non creare equivoci con la band). E' un'ipotesi ovviamente.
Non so cosa abbia detto Bob esattamente a fine concerto a Roma. Chi lo sa?
Ciao,
Michele "Napoleon in rags" 


4181) Ciao Michele,
ti segnalo che sul blog di oggi 16 agosto di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it) c'è un simpatico articolo
del comico genovese che cita Dylan.

Nel 1969 Tito Stagno entrò nella storia. Confuse i tempi dell'allunaggio. Diventò un esempio per il nostro giornalismo che, da allora, le notizie le dà quando vuole. Stagno è rimasto nella memoria degli italiani. I nomi degli astronauti, invece, non se li ricorda nessuno.
Il filmato originale della missione dell'Apollo 11 è scomparso. L'ingegnere della Nasa Richard Nafzger che le sta cercando tra 2000 scatoloni ha dichiarato: 'Sono probabilmente troppo sensibile alla parola 'perso'. Io non credo che il filmato sia perso.' E: 'Abbiamo usato delle ottime procedure per classificare i filmati'. Infine ha aggiunto che con la sua squadra di cinque persone impiegherà sei mesi per ritrovarlo. Una persona rassicurante. Sei ingegneri della Nasa che cercano un filmato aprendo scatole di cartone... Meglio di Gianni e Pinotto.
Sono sconfortato, dopo bancopoli e calciopoli, anche allunopoli. Qualcuno è sceso davvero sulla Luna il
21 luglio 1969? Quella notte le immagini sono state trasmesse da Houston usando un video registrato
ripreso da una telecamera. Il filmato scomparso era l'unica prova. Strano che non sia mai stato digitalizzato e trasmesso in versione originale.
Come siamo ridotti. Per avere la certezza che l'uomo è stato sulla Luna dobbiamo affidarci a un filmato. Quando rifletto su cosa è vero e cosa è falso mi vengono mille dubbi. Il Prodi che ho incontrato a Palazzo Chigi era un ologramma? Mastella è ministro della Giustizia? Il duo Letta-Letta esiste veramente? D'Alema era a Beirut o a Cinecittà? Ed esiste un filmato che provi che Bertinotti è comunista? Domande a cui non è possibile dare risposte. 'The answer, my friend, is blowing in the wind...'

Ciao,
grazie della segnalazione.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags" 


4182) ciao Michele,
un commento rapido e fulminante su Modern Times: CAPOLAVORO!
Sono rimasto sbalordito dalla bellezza del lavoro. Meglio di "Love and theft" sia pur di poco. Workingman's blues è una delle canzoni più belle mai scritte da Bob. Per me è al livello dei capolavori degli anni '60. Thunder on the mountain è un altro dei miei pezzi preferiti del disco, così come Rollin' and tumblin' per quanto riguarda i brani veloci. Nettie Moore e Ain't talkin' sono stupende ma forse la mia preferita per certi versi è quel gioiello che si chiama When the deal goes down.
Una segnalazione: hai notato che Mario Luzzatto Fegiz e Marco Mangiarotti nei loro articoli sul Corriere della Sera e su La Nazione hanno ripreso pari pari le tue traduzioni di Modern Times? Potevano almeno citarti!!!
ciao
Raffaele

Ciao Raffaele
grazie per il tuo commento e per quanto riguarda le traduzioni, beh, ne sono onorato... poi Fegiz è un amico e gli dissi che poteva prendere tutto quello che scrivevo su MF senza problemi... dunque va bene così... Inutile dire che su MT siamo completamente d'accordo e le canzoni che citi sono esattamente le mie preferite anche se a me piace molto anche Spirit on the water.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4183) Paolo Vites mi invia questo commento di Patti Smith su Modern Times, grazie!

Well I was sitting on my window sill, watching the sky shifting, when a messenger arrived with
a copy of the new Bob Dylan album. I gave old Glenn Gould a rest and put Modern Times in my player. To this day, it still feels funny sliding a CD in place instead of setting a record on the turntable.
It was always exciting, that first moment, when the needle connected with the vinyl groove. The first CD I ever heard was an experimental one, a long time ago, with Rainy Day Women on it. I just shook my head and said "nope. it will never take off.
nobody will give up playing records." Nostradamus I am not.
In any event, there are two handsome portraits of Bob in the packaging. I like the song called Ain't Talkin'. Like walking alongside Bob hearing him thinking. It was nice to get a special copy brought to my door. It kind of made up for all those bus rides in the mid-sixties, through Camden into Philadelphia,
to stand for hours in line just to buy a copy of Highway 61 and Blonde on Blonde. It was always
worth it though. I was never disappointed. 


Ed ecco ancora Paolo:

4184) Chi ha ucciso Soy Bomb?

I geni del dipartimento marketing Sony al lavoro... prima hanno "ucciso" Soy Bomb, eliminandolo completamente dal video di Love Sick incluso nel dvd dell'edizione speciale di MT. Ok, Soy Bomb era un pirla, ufficilizzare gesti come i suoi non è una bella cosa... però potevano allora scegliere un altro video da inserire nel dvd. Insomma, sembra quelle operazioni che faceva il compagno Stalin quando voleva eliminare dalla memoria storica un ex compagno di partito che aveva fatto internare nei lager.
prima nella foto c'era anche lui, adesso non c'è più. Come spiegare lo sguardo divertito e spaventato allo stesso tempo di bob dylan, quando Soy Bomb fa irruzione sul palco, o le risate di Tony Garnier adesso che Soy è sparito? Come raccontare quanto cool fosse stato - allora - Bob Dylan quando non perse neanche un fraseggio o una battuta nonostante l'irruzione del personaggio durante la performance, a chi non l'ha mai visto integrale? Boh. Misteri della discografia.

Secondo: il folder che accompagna l'edizione regolare di MT è imbarazzante. Neanche fosse un brutto bootleg degli anni ottanta. Ma dico: con quel che costano i cd potevano inserire due pagine in più,
che schifezza è??

Battuta dell'anno (dall'intervista a Usa today): "Quando ho ascoltato Lets Impeach the President di Neil Young ho pensato: roba da pazzi, ha scritto una canzone su Bill Clinton??" (Bob Dylan)

Paolo Vites 


E sullo stesso argomento:

4185) CIAO
SE HAI GIA' VISTO IL DVD DI BOB  SAI A COSA MI RIFERISCO.
NON SI PUO' TAGLIARE UN VIDEO IN QUEL MODO ( LOVE SICK ).
CIAO E COMPLIMENTI PER IL SITO.
ANDREA

Ciao Paolo, ciao Andrea,
come non essere d'accordo su Soy Bomb! Una roba davvero pazzesca! Mah! A meno che non abbiano tagliato Soy Bomb perchè altrimenti avrebbero dovuto pagargli i diritti di immagine :o)))
Bellissima la battuta di Bob su Neil :o)))
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4186) Sul mio personalissimo cartellino:

1 Blonde on Blonde
2 Highway 61 Revisited
3 Bringing it all back home
4 The freewheelin'
5 Blood on the tracks
6 Time out of mind
7 The times they are a-changin'
8 Oh mercy
9 Desire
10 Another side of Bob Dylan

Complimenti per il sito.

Saluti,
Thomas

Ciao Thomas
e grazie per la classifica e i complimenti...
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4187) Bentornato Michele !!!
come sono andate le vacanze scozzesi ?  sono sicura che saranno state grandiose e spero che ci
racconterai qualcosa di succoso.... ho mandato un SMS a Beni quando siete partiti (e so che pure Carlo
lo ha mandato), ma probabilmente le Highlands sono un paese talmente favoloso e mistico che i banali
messaggini telefonici non ci arrivano... :-)
La papera ha svolazzato un po' per mari, monti e città, ma ora è atterrata in tempo per becchettare un
po' il nuovo album.... ed eccomi pronta per qualche impressione a caldo, e le mie impressioni sono
caldissime !
Ho visto che hai già messo online un tuo corposo commento, ma lo leggerò dopo averti scritto questa
mail, per non essere influenzata...
Allora, bentornato Bob !!!  Già dal primo ascolto Modern Times mi è sembrato un album perfetto,
classico, senza una sbavatura, oserei dire "mozartiano", nessun fronzolo musicale, nessuna forzatura,
scarno, essenziale. E' semplicemente Dylan allo stato puro. Sai che non sono mai riuscita ad apprezzare
a fondo "Love And Theft", qui invece mi sembra che sia tornato il "mio" Dylan, quello di sempre. Ho
l'impressione che questi brani potrebbero essere collocati in qualunque periodo della storia dylaniana,
senza stonare. E poi ritorna nel titolo la parola "tempo" sempre così intrigante quando è Dylan a
pronunciarla...
Al primo ascolto mi sono balzati alle orecchie almeno due capolavori, Workingman's Blues #2 e  Ain't
Talkin'; sono di quei brani provvidenzialmente lunghi, e che pure vorresti che si prolungassero ancora,
all'infinito.... E' bellissima anche Nettie Moore, con quella percussione martellante, e il grande rock di
Thunder On The Mountain.
Ho bisogno di riascoltare il cd ancora molte volte per dire qualcosa di più, soprattutto per quanto
riguarda i testi, anche se subito mi ha colpito When The Deal Goes Down,  la meditazione sulla
ineluttabilità e irragionevolezza della morte, sulla nostra tragica impotenza di fronte ad essa, sull'ombra
che la morte getta su tutta l'esistenza, e le dà e le toglie significato; e con l'unica speranza possibile di
poter alleviarne almeno alla fine la solitudine. Ma è forse troppo presto, le parole di Dylan sono sempre
molto "pesanti" e vanno meditate e digerite con calma, quindi magari ti manderò altri commenti più in
là...
Un abbraccio.
Anna "Duck"

PS: Michele, ti ho visto in tutte le foto dei concerti, sei sempre abbracciato ad altre ragazze... sei un
traditore !!! sono gelosissima !!!

Ciao Anna,
visto che mi hai abbandonato ho pensato bene di tradirti con le altre dylaniane di MF :o)
Ora che sei tornata in pista ti aspetto senza meno a Como per la prima mondiale di All you need is Rock! così potrò abbracciare e riabbracciare te come si conviene!!!! Non mancare ovviamente!!!
Le vacanze sono andate benissimo e probabilmente il mio cellulare e quello di Beni non hanno mai ricevuto i messaggi di cui parli. Misteri della telefonia. Pensa che abbiamo anche beccato in anteprima Modern Times sulla BBC Radio mentre ci spostavamo nelle lande scozzesi tra pecore, mucche, fiumi e laghi. Presto su MF una strip di Zimmy che racconterà le nostre gesta scozzesi.
E' incredibile come finora nei commenti positivi a MT tutti segnalino le stesse 4 o 5 canzoni. Direi che stavolta Bob ha messo d'accordo quasi tutti e quei brani diventeranno i classici per antonomasia del disco. Questo per dirti ovviamente che condivido il tuo commento.
Bello quanto scrivi su When the deal goes down. Anche a me aveva fatto lo stesso effetto mentre la traducevo. Il mio testo preferito del disco resta però quello di Workingman's Blues #2 insieme con quello di Ain't Talkin'.
Un abbraccio e a presto
Michele "Napoleon in rags" 


4188) Caro Michele
che dire di Modern Times (che per la cronaca è fisso nel mio lettore 24 ore su 24 da giorni) se non che Bob ha sfornato l'ennesimo capolavoro dopo i due acustici di inizio novanta, Toom e L&T? Ormai è un crescendo e dai primi novanta ad oggi Bob non ha più sbagliato un colpo, una sfilza impressionante di capolavori... Adoro Workingman's Blues #2 ma trovo eccezionali anche Thunder on the mountain (quella strofa su Alicia Keys mi fa andare fuori di testa), Nettie Moore e Ain't Talkin' (una delle canzoni "dark" di Bob più belle di sempre).
Grazie Bob per averci dato questa nuova perla.
Io ho trovato la versione senza DVD... Vale la pena prendere anche l'altra?
Ciao
Alessandro

Ciao Alessandro
sinceramente se hai già i tre video editi non è che il DVD sia poi questa gran cosa. Il quarto certo è inedito ma insomma... secondo me è più per completisti.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4189) Carissimo Michele.

Intanto un saluto caloroso, visto che non ci si sente da parecchio.

Bene, è arrivato FINALMENTE questo 1° settembre 2006. Un giorno che noi dylaniati d’Italia
abbiamo aspettato con ansia, con trepidazione, con curiosità. E ieri di ritorno dal lavoro, con tangenziale
di Vicenza chiusa per lavori, mi sono infilato addirittura in autostrada per arrivare al centro commerciale
col mio amico Fabio (ti ricordi?) dove avremmo finalmente acquistato Modern Times l’ultima fatica
(non la chiamerei poi così, Bobby in fondo, si capisce, si diverte un sacco) del nostro eroe di Duluth.
Ovvio che la versione normale non l’ho neppure guardata, mi sono gettato su quella deluxe, con buona
pace di Fabio che temeva che i cd si rovinassero in quella custodia “insolita”. Dopo averlo convinto ed
aver provveduto all’acquisto entrambi ci infiliamo in macchina.

Momento di silenzio seguito da un lungo sospiro: il cd entra nell’autoradio.

Premessa: io non avevo assolutamente voluto ascoltare nessuna prehear, nessuna anticipazione, nulla di nulla
insomma.

Subito partono le chitarre vigorose di Thunder On The Mountain e la mia Clio comincia a ballare
ritmicamente al nostro movimento che accompagna un pezzo trascinante da morire. Insomma è stato un
approccio con Modern Times decisamente SUPERLATIVO. Ascoltiamo qualche traccia in macchina
ma l’ansia di arrivare ciascuno a casa propria e di ascoltarlo con la dovuta calma è palpabile. Tutta la
sera è un via vai di messaggi con Fabio (che mi confessa che Nettie Moore e Ain’t Talkin’ sono già dei
classici; con immensa mia rabbia: non le ho ancora ascoltate!), mentre io sono a bere qualche birra fuori
(in attesa di tornare a casa e spararmi il resto del disco; prima di uscire ero arrivato solo alla traccia 6).

Bene dopo ventiquatto ore ti dico una cosa: è un album assolutamente magnifico, trascinante,
coinvolgente, superbamemente suonato e cantato, e migliore al primo ascolto di "Love & Theft" (e scusa se è poco...). Le mie favorite sono Workingman’s Blues e Nettie Moore, ma moltissime altre valgono smisuratamente, basti pensare a Spirit On The Water, Ain’t Talkin’, Thunder On the Mountain...Un disco ispirato e coinvolgente, quanto di meglio ci si potesse aspettare da Bobby. Credo che le lodi non siano sufficienti a far capire alla gente che non ascolta Bobby abitualmente di quanto grande sia quest’album...

L’unica cosa che mi duole è che Beyond The Horizon sia forse un gradino sotto il resto: molto mestiere
e nel complesso una brutta copia di Floater un po’ ripetitiva (spero di cambiare idea molto presto
ovviamente).

Ti saluto e mi rituffo in uno degli innumerevoli ascolti che merita questo nuovo ed entusiasmante
capitolo di un Eroe che non finirà mai di stupirci.

Marco Pavan

Ciao Marco
e grazie per il tuo commento... Io quando ho preso il disco sapevo già tutto perchè non avevo resistito alla tentazione di scaricare i brani in anteprima dalla Rete... Però è stata comunque un'emozione avere il CD tra le mani e riassaporare "ufficialmente" tutto. Come dicevo sopra condivido quanto scrivi e il commento del tuo amico Fabio che dimostra come in effetti i brani supergettonati siano sempre quelli.
Non so se ritenere MT superiore a L&T, al momento li metto sullo stesso altissimo livello, forse con un piccolo vantaggio per MT (però anche L&T ha diversi capolavori, da Mississippi a Po' Boy, da High Water a Sugar baby).
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4190) Sono da sempre un grande fan di Bob Dylan ed ascolto i suoi dischi da quando avevo undici anni.
Questo grande artista ha, a mio parere, influenzato assolutamente tutto il paesaggio musicale degli ultimi
40 anni. Sono, difatti, sicuro che Dylan conosce pochissimi accordi eppure la sua esecuzione ha sempre
qualcosa di speciale, di riconoscibile. Ci sono degli errori che sono diventati parte del suo suono. Del
resto, per la prima volta introdusse l'elemento civile nelle canzoni. È lui che ha creato la canzone civile,
parlando anche della guerra nucleare. Per me Dylan è la quintessenza del rock'n'roll. Ho cominciato ad
ascoltarlo a metà dei Sessanta, quindi non l'ho mai considerato un cantautore o un poeta folk; per me lui
era rock, elettricità, movimento. Quando, per esempio, canta "Hurricane", sembra il canto di un pugile,
di un combattente e penso che si possa ben dire che, come Elvis ci ha liberato il corpo, Bob Dylan ci ha
liberato la mente. Poi, a proposito di un suo famoso brano "Highway 61 Revisited", mi piace ricordare
che, la prima volta che l'ho ascoltato, sono rimasto affascinato dai suoni di tutti gli strumenti che ci sono
in quel disco. Veramente emozionante. E’ senz'altro vero che è difficile dire su Dylan qualcosa che non
sia già stato detto, e magari dirlo anche meglio. Basterà forse ribadire che Bob Dylan è un pianeta
ancora inesplorato. Per un cantautore lui è indispensabile almeno quanto lo sono per un falegname
chiodi, martello e sega, e, come ha detto parlando di lui un altro grandissimo della musica internazionale,
Tom Waits, che io condivido pienamente: "In Dylan sono importanti anche i fruscii dei suoi bootleg degli
anni Sessanta e Settanta. Lui vive nell'essenza delle sue canzoni". Ed adesso dopo cinque anni, è uscito
Modern Times, il primo nuovo album di  Bob Dylan dopo cinque anni. Esattamente è il suo 44mo album.
Grande, grandissimo Dylan. Giù il cappello, anche da sessantacinquenne continui ancora a stupirmi! A
quando il Premio Nobel per la letteratura?
Mario Pulimanti (Lido di Ostia-Roma)

Ciao Mario,
grazie per il commento e stai sicuro che prima o poi il Nobel arriverà...
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4191) Ciao Michele

Sono Antonio da Napoli, antonio cat per intenderci.
Sperando di fare cosa gradita e cosa buona e giusta ti invio un po' di recensioni su Modern Times (...c'è anche la venegoni :-)...). Sono tutti articoli di cui ho citato la fonte e l'autore (ove era indicato), ed inoltre sono tutti reperebili liberamente sui siti web indicati.
Ciao a presto
Antonio "Cat"

Ciao Antonio
e grazie per il superlavoro di raccolta che hai fatto. Ho messo tutto qui .
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags" 


Ed ecco ancora Antonio:

4192) Ciao Michele
Voglio essere sincero. Non mi aspettavo molto da Modern Times. A me non era molto piaciuto Love and Theft. Non mi piace il sound che hanno preso i suoi concerti live delle ultime stagioni tanto da decidere di non andare ad incontrarlo a Paestum. Per cui quando sabato pomeriggio sono andato alla Fnac di Napoli per andare a comprare il cd il mio stato d’animo non era ansioso ma era quasi che andassi a comprarlo solo perché un domani non risultasse un tassello mancante della mia discografia Dylaniana. Come se fosse, insomma, un dovere.
Peraltro avevo già sentito diversi brani grazie a Radio Capital che dal 26/08 ne trasmetteva diversi brani ma li ascoltavo distrattamente.
Insomma non tirava una bella aria. Poi, eppoi è successo che tornando a casa sabato notte l’ho ascoltato per ben due volte di fila ed alcuni brani anche di piu’; tanto che sono andato a dormire alle cinque di mattina. Dato che sono dell’opinione che di notte alcuni cd sono come le donne ossia sono più belle che di giorno, per cui l’ho riascoltato di nuovo domenica pomeriggio. E devo dire che è un gran bel disco con Ain’t talkin’ che entra dritto dritto nella “Gold Category” della produzione Dylaniana, ma non ti dico in che posizione perché sarebbe solo atto civettuolo. Ma sì faccio il civettuolo e dico che è tra le venti canzoni piu’ belle di Dylan.
Sono d’accordo con la tua recensione ossia che Ain’t talkin’ ricorda le atmosfere di Oh Mercy e Time Out Of Mind così come, anche io ho notato che The leeve's gonna break assomigli un po troppo a Summer Days. Poi mi sono piaciute tantissimo Spirit Of Water e Workingman's Blues # 2. Le altre canzoni mi sono piaciute chi piu’ o chi meno ma sono tutte godibili nell’ascolto e di alto livello (comunque un paio di riempitivi ci sono ma non disturbano).
Quello che più mi ha stupito è la voce. Chiara e ben controllata. Così come gli arrangiamenti tutti ben calibrati senza tanti fronzoli, quasi minimalisti e senza quegli eccessi che si erano ascoltati, secondo me, in Love and Theft.
La band, bhe la band forse non è la migliore in assoluto ma una cosa è sicura è la band giusta per
il sound che Dylan voleva ottenere in questo disco. Tra l’altro gli assoli non sono niente male, insomma un gran prova da parte di questi professionisti che in studio forse hanno più tempo per poter esprimersi
e si sono sentiti meno in soggezione che sul palco dove, forse, devono avere a che fare con la lunaticità di Dylan.
In definitiva un gran bell'album forse non a livello di time out of mind (ma io ne sono perdutamente innamorato per cui non faccio testo) sicuramente superiore a Love an Theft dal quale lo distingue un sapore più corposo ed omogeneo ed una linea sonora sicuramente più pacata ed equilibrata e che ricorda molto Oh Mercy senza però esserne asservito, diciamo che si colgono, a tratti, alcune affinità.
Che dire per finire? ... beh dico che a me questo Modern Times mi piace tanto e sono anche pentito di
non aver preso la versione Deluxe ma forse non ho tutti i torti; ho intravisto dal cellophane che la confezione deluxe non offriva ai cd molta protezione dalla polvere. Fosse stato un cofanetto chiuso l’avrei preso sicuramente. E comunque se c’è una cosa che non mi è piaciuta è la confezione, molto spartana, poche foto, note essenziali (io adoro quando dicono pezzo per pezzo chi suona) e senza testi. Forse sono presenti nella versione deluxe … ma comunque è andata cosi … ciò che importa sono le canzoni.
Ciao
Antonio "Cat"

Ps: Dylan non perde occasione per parlare male del mio adorato Times Out Of Mind ma se l’incontrate ditegli da parte mia che io sosterrò sempre, a questo punto con animo impavido, che è il suo capolavoro in assoluto degli ultimi 30 anni …. e ditegli anche che secondo me lui fa cosi perche gli sta sulle spelotas Lanois … ecco!!! mi so sfogato …. ;-) ….

Ri-ciao Antonio
e grazie per aver sottolineato (in pochi lo hanno fatto) come la voce di Bob in MT sia bellissima. L'ho scritto io nella mia recensione ma non mi sembra che in molti lo abbiano fatto notare.
Il modo in cui canta brani come Spirit on the water è straordinario.
Ed il fraseggio in alcuni momenti di Thunder on the mountain o Workingman's blues non ha niente da invidiare al Bob degli anni d'oro. Questa è l'ennesima riprova che certe manchevolezze che a volte dal vivo si avvertono sono dovute alla stanchezza ed al fatto che canta e suona ogni sera...
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4193) ciao ragazzi, allego qui la recensione del grande Bertoncelli

"Un album di Bob Dylan è sempre un regalo, specie in questi tempi avari; l'ultimo di pezzi nuovi risaliva a cinque anni orsono, il penultimo a nove. Per questo credo che leggeremo recensioni affettuose se non entusiastiche di Modern Times, sebbene nella realtà sia un'opera gracilina e confusa, in sofferenza se paragonata agli altri lavori della vecchiaia; così lontana la fosca bellezza di Time Out Of Mind ma distanti perfino i (rari) lampi di Love And Theft.

Qui un Dylan dai molti stereotipi, cercati e abbracciati con amore, che snocciola l'amato rosario di rockabilly, blues d'anteguerra, pop della sua adolescenza, con una tranquillità ai confini dell'indolenza o
forse del torpore - ti viene da criticare l'iniziale Thunder On The Mountain per come vibra poco (traballa, piuttosto) e alla fine ti accorgi che è il brano più dinamico fra tutti, insieme a quella Rollin' And Tumblin' che non si dà neanche la pena di nascondere le ascendenze.

Dylan suona con la sua band, ed ecco un altro punto - come gli show dal vivo sono spesso opachi così queste performance, senza smalto, con poca fantasia. Lui ci canta sopra con il naso che si apre e chiude a seconda dell'umore, spesso portato a fare il crooner con la voce dei suoi giubilei romantici, con testi che sono volentieri di amore cotto.
In Beyond The Horizon sembra il cugino americano di Paolo Conte, uno sgualcito fantasma da una vecchia radio a valvole.

Poi forse hanno ragione gli ultimi New York Dolls, "un giorno ci farà piacere ricordare perfino questo". Chissà. Un giorno. Per adesso il bottino sembra scarso, una canzone focosamente socialista sul mondo del lavoro (Workingman's Blues, # 2) e un fascinoso mistero in fondo al disco, Ain't Talkin', racconto di una visione alla fine del mondo o forse al calare della vita.

Dylan non si è mai esposto tanto come negli ultimi anni, ecco uno dei molti paradossi di questa vicenda, ma l'impressione è che i dischi e gli show non siano più il modo privilegiato per raccontarsi. Sono più
stimolanti e veritiere le sue trasmissioni radio, la serie Theme Time Radio Hour trasmessa dall'emittente satellitare XM in cui Dylan fa il dee jay piegando gli argomenti della vita alle sue voglie di musica - il Tempo, la Mamma, il Baseball, il Caffè con Sinatra, Robert Johnson, Jimi Hendrix, Judy Garland".
Riccardo Bertoncelli

Personalmente la sottoscrivo parola per parola (con l'eccezione che di pezzi come behind the horizon paolo conte non ne ha per fortuna mai scritti) ma vorrei aggiungere un paio di cosette: perchè messer dylan non si prende mai la briga di citare le fonti?

sorry guys, ma rollin & tumblin è per struttura ed chorus quella di muddy waters, beh, secondo me è giusto dirlo, magari cointestando la canzone visto che dylan apporta novità testuali. idem per someday
baby, che mi pare essere di lightinh hopkins. si lo so, dylan è dylan, nel blues tutto si ricicla, amore e furto, ma non è che non si vogliono pagare le royalties? successe lo stesso ai led zeppelin (whole lotta love e bring it on home) e finirono per pagare, spero qualcuno lo faccia anche con dylan. tra l'altro questi due pezzi a mio parere sono tra i più riusciti, con la conclusiva aint talkin di un album che sicuramente sarà incensato dai più ma che si rivela essere operina minore, molto minore. e poi quel pseudo swing con questa banda di mediocri, mamma mia che tristezza, come tristezza mette quel crooneggiare da stanco ballader da spettacolo per retired a las vegas. TOOM rimane l'ultimo dylan al quale riesco a relazionarmi ed amare, L&T e MT sono quei dischi che compri, cerchi di farteli anche piacere, ma poi alla fine rimangono, per me, a raccogliere polvere sugli scafali.di modern qui c'è proprio poco e neanche un po'dell'amabile grazia e semplice poesia del grande chaplin
ciao a tutti, adesso lapidatemi pure (ma insieme al bertoncelli eh!)
Francesco
PS prime impressioni dopo 7-8 spiacevoli ascolti, difficile che salga nella mia lunga lista dei capolavori dylaniani

Ciao Francesco,
secondo me Bert non ci ha preso nemmeno stavolta, come nel caso di "Love and theft"... :o)
Sono sicuro che come già fece nel caso di Desire (che stroncò all'uscita) cambierà idea tra dieci anni, quando intanto Bob avrà sfornato il suo 47mo disco :o)
Un solo commento però alla tua chiosa finale

>di modern qui c'è proprio poco...

No, non c'è proprio niente. Grazie al cielo!

Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4194) Ciao Michele
ho appena ascoltato Modern Times per la decima volta circa... Sono rimasto estasiato da alcuni brani in particolare. Su tutti Ain't talkin', capolavoro assoluto di Bob. Quell'attacco è forse il più bello che ho mai sentito da una ventina d'anni a questa parte. E quel testo! Meraviglioso. Il brano più bello del disco secondo me. Al secondo posto metterei Workingman's Blues a pari merito con Nettie Moore e forse Thunder on the mountain che mi ha entusiasmato fin dal primo ascolto per il modo di cantare di Bob che mi ha ricordato gli anni d'oro di H61. Ma reputo grandissimi brani anche When the deal goes down e Spirit on the water. Sicuramente il disco più bello di Bob degli ultimi dieci anni seguito a ruota da L&T e Time out of mind. Ti rinvio quindi la mia classifica aggiornata:
1) Highway 61 Revisited
2) Blood on the tracks
3) Bringin it all back home
4) Oh mercy
5) Blonde on blonde
6) Modern times
7) Freewheelin'
8) "Love and theft"
9) Desire
10) Slow train coming

Ciao
Giulio

Ciao Giulio
grazie per il commento e la classifica... In effetti dopo MT mi sa che molti aggiorneranno la propria :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4195) Ciao Michele
due sole righe per chi non ha ancora comprato o ascoltato il disco:
MODERN TIMES è STU-PEN-DO! Un capolavoro di disco. Se avete qualche dubbio... spazzateli via!!!
Ciao
Vince

Ciao Vince,
ma perchè, c'è ancora qualcuno che non l'ha comprato secondo te? :o)))
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4196) Workingman's Blues #2.
Splendida!! Per me la migliore dell'album.
Riguardo alla tua traduzione, vorrei discutere con te un pezzetto:

All across the peaceful sacred fields
They will lay you low
They'll break your horns and slash you with steel
I say it so, it must be so

In particolare l'ultimo verso, che tu hai tradotto:
Ho dato io l'ordine e perciò è così che dovrà avvenire

Ma a me sembra che potrebbe anche suonare:

I say it's so, it must be so

che cambia senso del tutto:
Ho detto che è così, dev'essere così

La tua traduzione però potrebbe combinare con il pezzo più sopra in cui dice:

Li trascinerò tutti quanti all'inferno e tutti li metterò al muro
Li venderò ai loro nemici

Cosa ne pensi?

Francesca - "FORever YOUng Belluno"

Ciao Francesca
io l'ho inteso proprio come dici tu alla fine. Cioè mi è sembrato collegato con il pezzo in cui i versi sembrano descrivere una situazione di guerra... Che ne pensano gli altri?
Comunque concordo con te sul fatto che sia forse il brano migliore del disco (insieme a Ain't talkin' per me).
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4197) Ho una domanda. Secondo voi perchè tanti "brain" in Modern Times?
Michele "Napoleon in rags"

Spirit on the water:
"You got the key to my brain"

Rollin' and tumblin':
"Some young lazy slut has charmed away my brains"

When the deal goes down:
"My bewildering brain, toils in vain"

The Leeve's gonna break:
"Don't be a stranger with no brain or heart"

Ain't talkin'
"Got to get you out of my miserable brain" 


4198) Ciao Napoleon,
rieccoci qui con un disco di Bob in più che ci conferma un'altra volta che a 65 anni il nostro è più vivo e "sveglio" che mai e ha ancora tante cose da dire e soprattutto ha ancora una grande voce per cantare.
Modern Times è un bel disco. Capisco che come giudizio può apparire banale e scontato, ma dopo i primi ascolti è questo che posso dire: ascoltare Dylan dà soddisfazione, è piacevole e soprattutto dà
soddisfazione constatare che il livello è sempre alto.
Non ho le competenze per dare giudizi "tecnici", mi limito a ripetere che trovo Modern Times un disco cantato molto bene, con la voce di Dylan capace come al solito di mettere in movimento, tutto in una
volta, la pancia, il cuore e il cervello di chi ascolta.
Il mio brano preferito, al momento, è Spirit on the water. E' una sorpresa prima di tutto per me stesso, in fondo in "Love and Theft" ho preferito i brani blues a quelli da crooner. Ma Spirit on the water mi
suona come una canzone magica, quasi perfetta, eccellente. Per il resto concordo con quanto tu hai scritto sugli altri picchi dell'album: Workingman's Blues, Nettie Moore e Ain't Talking.
I punti più deboli sono invece, secondo me, Someday Baby e The Levee's gonna break che mi danno un po' un'impressione di già sentito.
Ecco, questa è l'unica piccola riserva che ho su Modern Times: gran disco, ma forse un po' troppo simile a "Love and Theft".
Dylan in passato ci ha abituato a cambiamenti repentini da un disco all'altro, spiazzanti, imprevedibili, qualche volta con risultati eccellenti, altre volte con cadute vistose. Ora mi sembra che si sia fermato su
livelli molto alti, ma abbia deciso, forse per la prima volta, di non sorprenderci. Chissà che la sorpresa non ce la riservi per il suo settantesimo compleanno ;-)

Cambiando argomento: un paio di settimane fa ho visto su Sky Masked and Anonymous in versione italiana. Devo dire che mi è piaciuto (ero un po' prevenuto, ma a torto). Certo, Bob non è un grande attore (mi pare che per lui si possa riciclare la battuta sulle due espressioni: con o senza cappello), ma il film è denso, sentito, importante, non banale.
L'immagine degli Stati Uniti "sudamericani", del dittatore, delle legioni di disperati agli angoli delle strade colpiscono con potenza.
Ovviamente la colonna sonora è eccellente (da brividi la scena in cui Jack Fate arriva nella città dei miserabili sulle note di Blind Willie McTell), e fenomenali sono le esecuzioni live di Dylan e della Band.

Ora ti saluto, alla prossima
Jacopo

Ciao Jacopo,
sulla voce vale quanto detto sopra ad Antonio. Mi fa piacere leggere che anche tu hai sottolineato la cosa...
Ti do ragione su Someday Baby e Leeve's gonna break ma in fondo sono brani che "ci volevano", sia perchè sono nel dna di Bob, come dice lui, sia per alternare le sonorità. Sono d'accordo anche quando dici che il disco è troppo simile a "Love and Theft" ma io non lo vedo come un difetto. Secondo me è proprio una specie di "lato 2"... Il cambiamento secondo me ci sarà con il prossimo album (a proposito Bob non farci aspettare il 2011... Il 2009 può andare bene!).
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4199) Ciao Michele
Come va? Io sono qui con nel cuore il nostro viaggio e la testa ancora laddove anche il cuore di Bob si trova...
Ho preso il disco di Bob: è STUPENDO!!! mi piace pure di più di "Love and theft". Lo trovo commovente da morire, non so se anche tu hai la stessa sensazione, a me appare struggente, un disco di cui Woody sarebbe orgoglioso... Ormai Bob è in tutto e per tutto catapultato negli anni trenta... La mia preferita, come era prevedibile, è "Workingman's Blues", ma anche Nettie Moore mi piace molto... Sono sopraffatta, niente da dire. e tu?
Beni "Hamster"

Ciao Beni,
inutile dire che anche il mio "heart" è ancora nelle "highlands" e per me Modern Times resterà il disco "scozzese" di Bob visto che lo abbiamo ascoltato in anteprima mentre scorrazzavamo nelle scottish lands...
"Stupendo" è il termine giusto, per me, perchè coniuga lo "stu-pore" che Bob suscita ancora con un nuovo disco nonostante i suoi 65 anni e oltre 40 di carriera e la bellezza di cui è ancora capace di rivestire le canzoni. Immaginavo che Workingman's blues sarebbe stata la tua preferita visti i tuoi trascorsi guthriani :o) ma credo che sia in assoluto il brano più apprezzato (stando ai commenti che leggo) a prescindere dalla conoscenza che si può avere del grande Woody. Sinceramente non vedo l'ora che Bob ce la faccia sentire in concerto.
Su Nettie Moore concordo e ti consiglio di assimilare bene anche Ain't talkin' e When the deal goes down che scoprirai essere altri due grandissimi brani.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4200) Ciao Michele,
dopo svariati ascolti ecco un mio primo commento su Modern Times.

Voce: sono stupefatto. Le recenti prove dal vivo di Bob mi avevano lasciato l'amaro in bocca... Credevo che ormai la voce fosse irrimediabilmente compromessa ed invece Modern Times è per me il disco meglio cantato della sua intera discografia, e di gran lunga.

Canzoni: Quattro capolavori assoluti. Tre canzoni eccellenti. Due canzoni buone. Una canzone inutile.
Nell'ordine i capolavori sono: Thunder on the mountain, When the deal goes down, Workingman's blues e Ain't Talkin'. Le tre canzoni eccellenti sono Spirit on the water, Rollin' and tumblin', Nettie Moore. Le due canzoni buone sono Someday baby e Beyond the horizon. La canzone inutile è Leeve's gonna break.
Le prime quattro mi hanno dato chi più chi meno grandissime emozioni e soprattutto Ain't talkin' mi ha quasi suscitato le lacrime in alcuni punti. Ho poi letto la traduzione su MF ed ho avuto la conferma. Credo sia uno dei testi più belli di Bob. WMB è uno dei brani che non smetterei di ascoltare. Se fosse durato 16 minuti sarebbe stato ancora meglio. Anche qui il testo è stupefacente, di una potenza strabiliante, bellissima, pura. Thunder on the mountain ha solo un difetto: Bob la canta un tono sotto. Se fosse riuscito a tenere un tono più alto sarebbe stata ancora più sfavillante. Anche qui il testo è eccellente soprattutto
in alcuni punti, quelli più mistici o quelli più ironici.

La band: continua a non piacermi dal vivo ma devo riconoscere volente o nolente che nel disco ha fatto un lavoro buono e adeguato.

Produzione: Ormai è chiaro che Bob deve prodursi i dischi da solo.

Ciao e grazie per il lavoro che fai.
Giorgio

Ciao Giorgio,
grazie a te per il commento.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


4201) Ciao Michele ti giro la mail che ho ricevuto da I Tunes Music Store. Non so francamente se può
accedervi anche chi non possiede un I Pod, ma ci provo lo stesso. Peraltro ti segnalo che Modern
Times sarà acquistabile (scaricabile) su I Tunes dal 1° settembre con in allegato 2 video.
PS1: ho ascoltato un brano del nuovo disco di Bob su Radio Capital che ce l'ha in anteprima esclusiva.
Si tratta di Workingman's Blues #2, stupendo!
PS2: sul nuovo Rolling Stone c'è uno speciale dedicato al predetto disco.
See ya soon,
peace

bob sinisi

ps: sul mio blog ho parlato di Lui...

http://seeneasy.splinder.com/

Bob Dylan
iTunes è lieta di offrirvi The Collection, di Bob Dylan. La raccolta comprende tutti gli album dell'artista,
dal vivo e in studio, a partire da Bob Dylan del 1962. Ma non è tutto. Per i fanatici di Dylan, ci sono
anche 42 registrazioni rare, per un megatotale di 773 brani, accompagnati da un magnifico libretto di 100
pagine. Inoltre, siamo lieti di offrire in regalo, sia agli appassionati che a coloro che si avvicinano a
Dylan per la prima volta, una conferenza (in inglese) di Christopher Ricks della Boston University:
Cambridge Forum Presents: Bob Dylan; un'analisi letteraria decisamente interessante su uno dei più
grandi poeti del 20mo secolo.

Ciao Bob
e grazie per le segnalazioni.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


4202) Ciao Michele,
ti scrivo perché mi sono divertito a buttar giù una storia... che a te, forse, farà sorridere come storia su Dylan (anche se penso di averci visto giusto su un paio di cose). In realtà, forse, non è la storia di una conversione, ma quantomeno di un ravvedimento...

Te la incollo di seguito, ma la trovi sul mio blog: http://yesterdayspapers.splinder.com/

Spero di leggerti presto.

Saluti,
Christian

Ciao Christian.
Grazie, la riporto qui di seguito.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

sabato, 26 agosto 2006

TEMPI MODERNI

Negli ultimi trentatré anni, yours truly e Robert Zimmermann hanno abitato a due indirizzi diversi. Non
solo. Ho sottratto ad ogni giornata energie non indifferenti per tenermi a debita distanza dalla sua città.
“Blonde On Blonde” mi ha sempre rammentato un film hard visto ai tempi della seconda superiore,
“Highway 61” il titolo di uno spot del Telepass e “Rolling Thunder” il puzzo stantio di un plagio ideale,
ché di rotolanti esistevano già le Pietre. Le uniche a poterselo permettere e con ben più fragore di un
tuono.

Chi ha cercato la pagliuzza nei miei occhi, lamentando la presunta eresia di queste affermazioni, è stato
pagato con la stessa moneta. Gli Stones avrebbero potuto scrivere “Mr. Tambourine Man”, ma Dylan
non sarebbe riuscito a dar vita a “(I Can’t Get No) Satisfaction” nemmeno se la musa apparsa in sogno
a Keith Richards avesse sbagliato indirizzo, prendendo la strada di Duluth. Ne ero (e ne rimango)
convinto. Ogni volta che la musica di Mr. Dylan ha suonato il mio campanello, non ha trovato altro che
la porta. Punto, a capo.

Ieri sera però - forse perché forte di quella disillusione figlia di giorni ormai troppo uguali tra loro, forse
perché in cerca di una compagna che non si dileguasse al volo, scarpe in mano e trucco sfatto – ho
aperto. Sono entrate, una dietro l’altra, le dieci tracce di “Modern Times”. Mai sentito titolo più in
distonia con il contenuto dell’album. Il nuovo lavoro di Monsieur Zimmermann, registrato lo scorso
inverno, è innovativo quanto tentare di incendiare una catasta di legna con una pietra focaia. Basti dire
che l’architettura compositiva è imperniata sull’alternanza tra ballads e sonorità roots e che il pezzo più
corto non dura meno di cinque minuti.

Tuttavia, per quanto lo si arrivi a detestare, sarebbe ipocrita negare l’appartenenza di Dylan alla
generazione di artisti che ha stupito il mondo dimostrando l’infinita complessità delle cose
apparentemente semplici. E di esempi “Modern Times” ne offre almeno un paio due spanne sopra la
media. Piazza d’onore per “Ain’t Talkin’”, ovvero quasi nove minuti à la Tom Waits, cui è affidata la
chiusura dell’album, che scaldano il cuore più d’un fuoco in inverno. E’ quasi una libidine, poi, poter
scrivere che il nostro, malgrado tutto, continui a non prendersi troppo sul serio. Almeno, questa è
l’impressione prevalente, sentendogli uscire di bocca “Gotta get you out of my miserable brain…”.

Menzione d’onore pure per “Spirit On The Water”, una delle poche canzoni d’amore swing al mondo
(“I'd forgotten 'bout you and you turned up again”). Volendo rendere onore al merito a Zimmy fino in
fondo, va sottolineato che i vocals alla Donald Duck non trovano diritto d’asilo nei sessanta minuti
dell’album (e men che meno in questo pezzo). Difficile poi restare indifferenti all’armonica che fa
calare il sipario sul brano, duettando con una chitarrina dal timbro tanto per bene, da jazz club londinese.

Al di là della tradizione, comunque, “Modern Times” regala alcuni momenti di vero spasso. Fin
dall’iniziale “Thunder On The Mountain”, i cui assoli in salsa rockabilly strapperebbero un sorriso a
Chuck Berry. Peraltro, come non lasciare andare le labbra pensando a Bob in versione bananone e
brillantina. Anche l’ondeggiante “Beyond The Horizon” restituisce l’immagine di un Dylan senza filtro,
tanto da spingersi ad osservare “behind the sun / at the end of the rainbow / life has just begun”.
Insensatamente efficace. Eppoi, quella “Rollin’ and Tumblin’”, così country-rock e spavaldamente
briosa da calzare a pennello sulla scena della festa nel saloon di un film di Leone.

La lista dei motivi di compiacimento per aver aperto la porta potrebbe continuare con la chitarra che
ricama sull’ossessivo ritornello di “Someday Baby”, le atmosfere inconfondibilmente “on the road” di
“Nettie Moore” e la dolcezza di “When The Deal Goes Down”. Volendo cercare, a tutti i costi, un
colpo basso da assestare al vecchio Bob, si potrebbe obiettare che “The Levee’s Gonna Break” ricordi
un po’ troppo da vicino “Johnny B. Goode”, ma sono argomenti da Al Bano, quindi lasciamoli ai suoi
avvocati. Oltretutto, arrivati qui (è la nona canzone), il trucco del menestrello (che in questo album è
tutto fuorché tale) è già riuscito.

Ripensando al passato, nonostante gli sforzi profusi, il destino una sera mischiò le carte in maniera
beffarda e fece sì che fosse Dylan a capitare nella mia città. Correva il mese di luglio 1992 e per la
tappa di provincia di ciò che gli annali ricordano come il suo più brutto tour degli ultimi vent’anni
accorsero seicento persone malcontate. Yours truly aveva due buoni motivi per restare a casa: a)
Dylan, b) la maturità il giorno dopo. Se accadesse domani sera, i biglietti staccati potrebbero essere uno
in più. A patto, però, che “Modern Times”, le sue ballads e lo scavare alle radici del rock’n’roll siano il
piatto del giorno. Altrimenti, perché perdere un’occasione per restare, un’altra volta, “stuck inside of
mobile with the Memphis blues again”?

Christian Diemoz
postato da: Chris73 alle ore 23:12 


4203) articolo tratto dal sito del quotidiano LA REPUBBLICA...
I vecchi 33 giri stanno scomparendo, ma crescono i nostalgici del suono analogico. "I dischi moderni sono atroci..."
Dylan boccia il compact disc è la rivincita del vecchio lp
di ERNESTO ASSANTE
ROMA - Jonathan Lethem intervista Bob Dylan per Rolling Stone. Parlano del nuovo disco, Modern
Times, che sarà nei negozi lunedì. E il grande Bob si sfoga: "Non puoi fare oggi un disco che suoni
come quelli che ascoltavo e amo ancora. Brian Wilson ha fatto tutti i suoi dischi con un registratore a
quattro piste, ma oggi non puoi più ottenere quel suono in uno studio di registrazione con centinaia di
piste. Diciamo la verità, quei tempi sono an-da-ti. Io faccio quello che posso per combattere questa
tecnologia, ma non conosco nessuno che abbia fatto un disco che suoni decentemente negli ultimi venti
anni. I dischi moderni sono atroci, non hanno un suono. Non c'è definizione, niente voce, niente di
niente, sono statici. Anche le canzoni del mio nuovo disco probabilmente suonavano dieci volte meglio
quando le ho registrate in studio. I cd sono piccoli. Non hanno dignità. Mi ricordo quando arrivò quel
tipo di Napster (Shawn Fanning, ndr): diceva che tutti potevano avere musica gratis, io ho pensato
'Perché no? i dischi tanto non valgono nulla, comunque'".

L'affermazione è esplosiva, soprattutto perché a farla è l'autore di dischi entrati a far parte della storia
della musica, un musicista che ha vissuto l'era del vinile e la sua fine, con l'arrivo del piccolo e digitale
compact disc. Ha ragione il vecchio Bob? Difficile dirlo, perché ovviamente il cambiamento di suono tra
l'era analogica e quella digitale è talmente grande da rendere difficilmente paragonabili le due
tecnologie.

Sicuramente alcuni casi sono addirittura evidentissimi, come quello degli U2, i cui dischi di maggior
successo (The Joshua Tree in particolare) hanno un suono terribile anche per orecchie non esperte, ma
nella maggior parte dei casi la differenza non è così grande da risultare evidente, anzi le
"rimasterizzazioni" di vecchi dischi offrono oggi agli appassionati un suono smagliante. Non secondo
Dylan, ovviamente, che prosegue per la sua strada e anche nella sua trasmissione radiofonica
settimanale via satellite su XM, si ostina a trasmettere dischi che sono stati registrati prima dell'avvento
del digitale.

Certo, le cifre del mercato parlano chiaro, il vinile è attestato saldamente all'ultimo posto delle richieste
del pubblico, con un piccolo 1 per cento del mercato, ma gli appassionati sono una pattuglia che non
demorde. Nel 2005 contro i 705 milioni di cd venduti negli Usa, solo un milione di dischi in vinile è
entrato nelle case degli americani, in Italia seimila dischi in vinile contro ventotto milioni di cd. Ma
sarebbe stato difficile far crescere quel numero perché si contano sulle dita di due mani gli artisti che
ancora stampano album in vinile e anche volendo non è possibile comprare novità in lp.

Eppure un mercato, anche se piccolo esiste. Roba da maniaci, da passatisti impenitenti, da conservatori
incalliti, incapaci di comprendere e di vivere i pregi del progresso tecnologico? Non necessariamente. In
Italia il fenomeno del "recupero" del vinile sta crescendo e con sempre maggior frequenza (oltre alle
convention dei collezionisti, come la ormai famosissima Vinilmania, che si svolge tre volte l'anno a
Milano) i dischi è possibile trovarli in molti negozi specializzati.

Non mancano comunque le novità, legate alla musica da discoteca che continua a prediligere il vinile
come supporto. Il motivo principale è del tutto tecnico, perché i missaggi, lo scratching, le classiche
"evoluzioni" dei maghi delle consolle sono possibili usando i piatti dei giradischi.

Una seconda rilevante parte del mercato del vinile è fatta dagli audiofili, quelli che comprano dischi di
qualità superiore come gli Original Master Recording su vinile da 180 grammi, o come i D2D, dischi
incisi direttamente, senza la realizzazione di un master precedente. Ma il gruppo più numeroso di
fanatici del vinile è quello dei collezionisti. La rivista che in Italia offre loro il maggior numero di
informazioni è il mensile Raro, ma la "bibbia" del collezionismo musicale è Record Collector, nata nel
1980 e oggi discretamente diffusa in tutta Europa.

E poi c'è Internet: centinaia di negozi on line offrono edizioni rare e rarissime, dischi introvabili, ma
anche semplicemente usati. Basta collegarsi a siti come www. gemm. com o cercare su Ebay per
essere sommersi di offerte.

(26 agosto 2006)

Ciao e grazie a chi mi ha inviato l'articolo.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags" 


Ed ecco in conclusione le consuete classifiche aggiornate con le segnalazioni di questa puntata:

I MIGLIORI CONCERTI DI BOB DAL 2001
Vota il tuo concerto preferito degli ultimi anni e contribuisci alla nostra classifica (valgono anche più segnalazioni)

Voti finora pervenuti:

Londra, Inghilterra - Hammersmith Apollo - 24 Novembre 2003 - 2 voti
Tulsa, Oklahoma, U.S.A. - Drillers Stadium - 6 Luglio 2005 - 1 voto
Verona, New York, U.S.A. - Events Center, Turning Stone Casino and Resort - 20 aprile 2005 - 1 voto
Denver, Colorado, U.S.A. - Fillmore Auditorium - 29 marzo 2005 - 1 voto
Milano, Italia - Forum di Assago - 12 Novembre 2005 - 1 voto
Sun City West, Arizona, U.S.A. - Maricopa County Events Center - 8 Aprile 2006 - 1 voto
West Lafayette, Indiana , U.S.A. - Elliot Hall Of Music, Purdue University - 3 Novembre 2004 - 1 voto
Zurigo, Svizzera - Hallenstadion - 3 Novembre 2003 - 1 voto
Bonn, Germania, Museumplatz - 29 giugno 2004 - 1 voto
Grand Prairie, Texas - Nokia Theatre - 15 Aprile 2006 - 1 voto

LE COVER IMPERDIBILI (Le migliori cover di brani scritti da Bob)
Vota la cover (o più cover) di brani di Bob pubblicate dopo il 2001

Voti finora pervenuti:

One More Cup of Coffee (Valley Below) - Sertab Erener, da "Masked and anonymous" - 4 voti
Come una pietra scalciata (Like a rolling stone) - Articolo 31 e Bob Dylan, da "Masked and anonymous" - 3 voti
Come il giorno (I shall be released) - Francesco De Gregori, da "Mix" - 2 voti
Most of the time - Sophie Zelmani - da "Masked and anonymous" - 2 voti
Shelter from the storm - Cassandra Wilson - da "Belly of the sun" - 2002 - 2 voti
I'll be your baby tonight - Norah Jones - 2003 - 1 voto
Most of the time - Ani di Franco - 1 voto
It's all right ma (I'm only bleeding) - Hamell On Trial - 1 voto
On a night like this - Los Lobos - da "Masked and anonymous" - 1 voto
My Back Pages - Magokoro Brothers - da "Masked and anonymous" - 1 voto
Farewell Angelina - Joan Baez - da "Bowery Songs" - 2005 - 1 voto
You're Gonna Make Me Lonesome When You Go - Madeleine Peiroux - da "Careless love" - 2004 - 1 voto
Knockin' on heaven's door - Avril Lavigne - 1 voto
Masters of war - Pearl Jam live at the Benaroya Hall, 22 oct 2003 (concerto acustico) - 1 voto
 
 

scrivi a spettral@tin.it e segnala i tuoi concerti/covers preferiti/e

Nota bene: il limite temporale del 2001 è stato fissato per ottenere due liste che siano idealmente il seguito di quelle pubblicate sul volume "Bob Dylan 1962/2002 40 anni di canzoni" di Paolo Vites e Alessandro Cavazzuti (Editori Riuniti), che si fermano appunto al 2001, anno di pubblicazione del libro.


I RIFERIMENTI A BOB DYLAN NEI ROMANZI (O IN ALTRE OPERE LETTERARIE)
Vuoi contribuire ad allungare la lista sottostante? Segnala a spettral@tin.it i romanzi, i racconti o le altre opere letterarie in cui viene citato direttamente o indirettamente Bob Dylan

- "Nel momento" di Andrea De Carlo
- "Alta fedeltà" di Nick Hornby
- "La spia e la rockstar" di Liaty Pisani, Fazi, 2006
- "L'era del porco" di Gianluca Morozzi, Parma, Guanda, 2005
- "Scirocco" di Girolamo De Michele, Torino, Einaudi, 2005
- "Giorni di un uomo sottile" di Ernesto Aloia nella sua raccolta "Chi si ricorda di Peter Szoke?", minimum fax 2003
- "La ragazza dai capelli di cobalto" di Gianluca Morozzi, nell'antologia di vari autori "Strettamente Personale", ed. Pendragon, 2005.
- "L'Emilia o la dura legge della musica" di Gianluca Morozzi - Guanda
- "Tokyo blues" di Murakami Haruki - Norvegian Wood (trad. ital. Milano, Feltrinelli)
- "Dance dance dance" di Murakami Haruki (trad. ital. Torino, Einaudi)
- "La Torre Nera" di Stephen King
- "I giorni felici di California Avenue" di Adam Langer
- "Per sempre giovane" di Gianni Biondillo, edizioni Guanda - 2006
- "Americana" di Don de Lillo
- "Denti bianchi" di Zadie Smith
- "Hellbook" di Michele Murino (ovvero "X-Files Bob") :o)