TALKIN' BOB DYLAN BLUES
la posta di Maggie's Farm

Trentunesima parte


213) Ciao Michele, buon rientro dalla Costa Azzurra! Mi sembra di capire che anche questa volta la tua telecamera non è riuscita ad avere un incontro ravvicinato con quel famoso e sfuggente personaggio ...
Conosco anch'io molto bene la Costa Azzurra e la Camargue, sono splendide, ma forse in agosto sono un po' troppo affollate per i gusti del nostro Bob, sicuramente avrai migliori chances ai concerti di Londra e Parigi !
Io invece ho concluso le mie vacanze sulle solitarie e inaccessibili Alpi austriache, ma anche qui di Dylan nemmeno l'ombra !!
Però come ben saprai (ci sono delle montagne anche dalle tue parti, vero ?) le arrampicate verso rifugi e ghiacciai predispongono alla meditazione (ma anche l'astinenza forzata da spaghetti al pomodoro gioca strani scherzi !), quindi ho approfittato per ripensare all'ultima lettera di Antonio ed ecco che vorrei aggiungere un paio di cosucce (ho paura che le cosucce saranno un po' più di due, mi scuso fin da ora se mi dilungherò un po').
Mi sono molto piaciute le sue considerazioni sul Dylan "politico" e l'articolo di Marco Denti; e mi sono ricordata, a proposito di autori russi, che c'è un altro scrittore russo, Solzenitsyn, che è stato, come Dylan, "una forchetta infilzata nel midollo" della società del suo paese, è stato un dissidente anomalo, ha denunciato gli orrori del regime stalinista fino a pagare con il carcere, ha ricevuto il premio Nobel ma non si è mai allineato nè con il potere occidentale nè poi con i nuovi potenti del Cremlino ed ha continuato ad essere critico anche nei confronti delle aberrazioni del
consumismo (se non lo conoscete, andate subito a leggervi qualcosa, Per il bene della causa, Il primo cerchio, Reparto C, sono i suoi libri che mi sono piaciuti di più.)
Tornando a Dylan, credo che sia stato consapevole fin dall'inizio della inutilità dell'azione politica e abbia per questo evitato di "intrupparsi", di far parte del coro ipocrita che prometteva libertà, uguaglianza, ecc. ecc., non ha mai ceduto neppure per un attimo alle banalità del "political correct" ed al conformismo dell'anticonformismo.
Ricordate il suo discorso all'apparenza sonclusionato alla consegna del premio Tom Paine ? "... oggi non c'è nè bianco nè nero, nè destra nè sinistra, per me c'è solo su e giù, e giù è molto vicino alla terra. Sto cercando di andare su senza pensare a cose banali come la politica. Non ha niente a che fare con questo, io parlo della gente in generale e di quanto è oppressa ...("...I realize gravity/is my only enemy...").
Allora si disse che aveva bevuto troppo, ma io sono convinta che fosse lucidissimo! In una intervista - non ricordo con precisione, mi pare negli anni 60 - ebbe il coraggio di affermare "l'uguaglianza non esiste, l'unica cosa che ci rende tutti uguali è la morte" facendo a pezzi l'ipocrisia e la retorica che rivestono questa parola (... Equality, I spoke the word/as if a wedding
vow./Ah, but I was so much older than,/I'm younger than that now.).
E poi ancora in uno degli 11 Outlined Epitaphs: " ... non esistono confini di stato/e le conoscenze non contano/quando i sentimenti sono feriti/e io sto dalla parte di questi sentimenti feriti ..."
Penso che la ragione che ha tenuto Dylan alla larga dalla politica sia una ragione istintiva e viscerale.
La politica segue delle regole - che sono poi le stesse che guidano la società - che la costringono, per raggiungere il consenso più vasto possibile, ad occuparsi di categorie astratte, non di persone: la politica si occupa dei lavoratori, degli imprenditori, del proletariato, del ceto medio, delle donne, dei giovani, dei bianchi, dei neri ecc. e per questo non potrà mai comprendere e risolvere i veri problemi dell'individuo.
Tutto questo credo che sia incompatibile con la poetica dylaniana che invece si rivolge sempre alle persone e non alle categorie: fateci caso, Dylan ci racconta sempre storie di "individui", ci racconta la storia di Hollis Brown, di Emmett Till, di Donald White, di Hattie Carroll e di William Zanzinger, di Percy e di tanti altri, perchè le tragedie collettive sono sempre vissute non dalle "masse" ma dalle persone, vittima della guerra non è l'esercito o la nazione sconfitta,
ma John Brown, da qualsiasi parte combatta e la "Mama weeping for her blue-eyed boy ... " Dylan, e soprattutto qui ci trovo una notevole analogia con Cechov, riesce a comprendere e a rivelarci quelle "storie troppo personali" che la società soffoca e banalizza.
Credo che Desolation Row, come i racconti cechoviani, rappresenti poeticamente la condizione di infelicità dell'individuo nella società, causata dall'annientamento della nostra identità (... they're painting the passports brown ...) che a volte ci impedisce di essere noi stessi e quindi di essere
liberi (perchè la libertà è ben altro che uguaglianza a scuola !). Viviamo tutti in un circo, ci affolliamo al beauty parlor, ci mettiamo il trucco sulla faccia per recitare il nostro ruolo, anche il Good Samaritan si prepara per lo show...
Ma soprattutto Dylan, come Cechov, ci fa capire che in fondo l'infelicità e le tragedie umane non sono "colpa" della politica o della società, ma sono ineluttabili perchè derivano dalla nostra incapacità di comunicare, non riusciamo a comprenderci ed a conoscerci a fondo perchè ci affidiamo alle nostre capacità razionali più che all'istinto.
La nostra intelligenza, di cui ci nutriamo, di cui andiamo così fieri e di cui ci fidiamo ciecamente (...They're spoonfeeding Casanova/to get him to feel more assured/then they'll kill him with self-confidence/after poisoning him with words...) è in realtà molto limitata, perchè procede per concetti astratti, e quindi riesce a cogliere solo alcune delle infinite sfaccettature che compongono ciascuno di noi e così perde di vista la vera realtà che è l'individuo, unico e diverso da qualsiasi altro: credo che capiti a tutti di credere di conoscere una persona e poi all'improvviso un giorno meravigliarci per un atteggiamento o un comportamento che non ci saremmo mai immaginati, o addirittura trovarsi di fronte un estraneo.
Abbiamo tutti questa "heart-attack machine" legata alle spalle e alimentata dall'intellettualismo e dal vento idiota delle parole (...intellectual spiders/weave down sixth avenue ...) che minaccia e uccide il nostro cuore e quindi ci impedisce di raggiungere una conoscenza diversa e più profonda delle cose (...all the agent/ and the superhuman crue/come out and round up everyone/that knows more than they do ...) che invece potremmo ottenere affidandoci di più alla nostra parte irrazionale ed emotiva (e neppure tutto l'argento e l'oro di "Silvio" potranno ridarci il battito di un cuore che si è inaridito !)
Le categorizzazioni e gli schemi mentali sono come gabbie in cui gli altri ci costringono e noi stessi ci rinchiudiamo e solo la visione poetica di Dylan e di altri come lui può intravedere "...the empty cage now corrode..."
Credo che la poesia abbia la capacità di guardare alle cose da una prospettiva diversa, riesce a farci dare un'occhiata "between the windows of the sea" oppure "...inside the Gates of Eden", ci aiuta a fermarci un attimo ad "aspettare la pioggia", insieme alle "lovely mermaids", ai "calypso singers" ed ai "fishermen" che "hold flowers", e allora anche Ofelia, racchiusa nella sua veste di ferro, potrà scorgere il "Noah's great raimbow".
Ma forse, come Ofelia, anche noi continueremo comunque a passare la maggior parte del nostro tempo a spiare dentro Desolation Row.
Dylan invece - ma lui ha incredibili visioni poetiche, noi possiamo solo tentare di seguirne qualche traccia - ha passato una vita a rincorrere le sue "series of dreams" e così può dire "Someone
else is speakin' with my mouth, but I'm listening only to my heart/I've made shoes for everyone, even you, while I still go barefoot".
Probabilmente le cose andrebbero meglio se tutti andassero in giro un po' più scalzi - in senso
metaforico naturalmente !

Ho riletto quello che ho scritto, forse ho esagerato, ho filosofeggiato un po' troppo, be', Michele, prendi il tutto con le dovute cautele. Vorrei anche dire che la poetica di Dylan è talmente ricca e complessa che sarebbe veramente sciocco pretendere di avere l'esclusiva dell'interpretazione giusta e definitiva di Desolation Row, penso che ci siano almeno altri cento significati diversi.
E poi non dimentichiamoci mai che Dylan è soprattutto un musicista !
Ciao - Anna

PS: Qualche giorno fa avevo mandato una mail con qualche idea x Zimmy, mi sa che non ti è arrivato nulla! Te la rispedisco ?

Ciao Anna e grazie per la tua bellissima lettera.
No, in effetti, pur sperandoci, non ho avvistato Bobby nè sulla Cote d'Azur nè in Camargue (avevo sperato in un suo ritorno di fiamma verso questa regione della Francia). In compenso ho incontrato in quel di Montecarlo il grande Lino Banfi che faceva la spesa in un supermercato e che mi ha concesso diversi minuti del suo tempo ed una ripresa con la fidata videocamera che tu citavi...
Quanto all'astinenza dagli spaghetti al pomodoro ed in generale dalle specialità culinarie del nostro Paese... non me ne parlare. Nella terra dei nostri cugini d'Oltralpe ho dovuto sorbirmi nell'ordine: fois gras, astice, avocado, montone, salades varie et cetera et cetera che... saranno buoni finchè si vuole (de gustibus...) ma vuoi mettere una pizza margherita con tripla mozzarella???
Quanto alla tua disamina di "Desolation row" e alle tue osservazioni sul Dylan poeta direi che è degna di nota e mi ha suggerito alcuni passaggi che non avevo mai preso in considerazione... Invito anche altri a mandare le loro considerazioni al riguardo in maniera da affiancare in questa pagina della posta, alla parte più dichiaratamente aneddotica o comunque relativa ad un discorso cronologico-didascalico anche una parte più "impegnata" che possa essere spunto di riflessione sull'opera di Dylan che è, anche per i motivi così ben sottolineati da Anna nella sua lettera, una delle più composite nel campo musicale e senz'altro meritevole di essere collocata anche e soprattutto in campo letterario tralignando dai confini della canzone...
Per quanto riguarda il tuo post scriptum, Anna... No, ho ricevuto regolarmente le tue idee per i fumetti di Zimmy, anzi li ho già disegnati e collocati nel sito nella solita sezione.
Ciao e grazie, Michele "Napoleon in rags" Murino


Nota: a proposito dei fumetti di Zimmy voglio segnalare che la strip dal titolo "Il vendicatore blu(es)" è stata per un certo periodo "inaccessibile" nel senso che non si apriva. Ora dovrebbe essere tutto ok (riprovate se non ci siete riusciti la prima volta). Purtroppo ho notato che capita spesso che per far apparire completamente tutte le vignette di una strip bisogna aggiornare diverse volte la pagina finchè non appare nella sua interezza. Quindi se vi compare sullo schermo solo una o comunque solo alcune vignette cliccate la voce "aggiorna" e l'inconveniente dovrebbe essere superato.


214) Caro Michele,
sono Antonio G. ed ho sul piatto del giradischi Saved pronto a
riascoltare Solid Rock per rimediare all'offesa. A parte gli scherzi,
sono perfettamente daccordo con te nel rilevare quanto diverso sia il
livello di gradimento che noi dylaniani (per fortuna) manifestiamo nei
confronti delle innumerevoli canzoni del Maestro. E' ovvio che ognuna
di esse coinvolge emotivamente o razionalmente in modo ed intensità
differenti ciascuno di noi.
Ricordo di aver letto che negli anni 60, ad un giornalista che chiedeva
a Bob, sostenendo che le sue canzoni non le capiva affatto, di
chiarirne il significato, Dylan rispose pressappoco: "Se non ci arrivi,
vuol dire che a te non volevo dire proprio niente."
Deduzione personale pretenziosa: in Solid Rock Bob a me non voleva dire
nulla.
Per quanto riguarda la classifica già oggi ne compilerei una
completamente differente.
Ho notato con piacere che una buona parte dei prossimi concerti in
Europa sono "sold out", cosa che manifesta un certo rinnovato interesse
per Dylan nel vecchio continente. Se penso che nel '93 a Napoli gli
spettatori furono poco più di 2000 (peccato per gli assenti; fu un
concerto fantastico). Non vedo l'ora che arrivi il 6 ottobre per lo
show di Wembley. Questa volta ti prometto un racconto dettagliato
sull'evento.

Saluti e a presto.
Antonio

P.S.: et al. (latino: et alii, italiano: ed altri) è molto usato nelle
pubblicazioni tecnico-scientifiche, ed è comodo.

Ciao Antonio... accidenti! Ma certo! Et al...et alii... E pensare che ho fatto il liceo classico ed il latino dovrei conoscerlo (il fatto è che, non so perchè, pensavo a tutte le lingue possibili tranne il latino). Per chi si stesse chiedendo se io e Antonio siamo impazziti ricordo che il riferimento è appunto alla sigla "et al" che Antonio aveva usato in conclusione di una sua precedente lettera e di cui a me era sfuggito il significato.
Tornando al discorso relativo alla canzone "Solid rock" (tratta dall'album Saved) a me piace soprattutto da un punto di vista musicale. Personalmente la ritengo in assoluto la canzone più trascinante dal punto di vista del ritmo di tutte quelle scritte da Bob ed ogni volta che la ascolto non riesco a non alzarmi in piedi e dimenarmi in un misto tra Little Richard/Mick Jagger/Elvis.
Comunque mi sembra affascinante la tua idea relativa al fatto che, come diceva Dylan, se una canzone di Bob non ci dice nulla probabilmente è perchè... non era "diretta" a noi...
E' un discorso che a me fa venire in mente per correlazione quello relativo ai quadri. Voglio dire che spesso uno stesso quadro visto da due persone diverse comunica alla prima una sensazione ed alla seconda quella opposta. Io però ho notato che, soprattutto relativamente al discorso musicale, questo concetto è fortemente influenzato da un discorso temporale. Intendo dire che nel giudizio positivo o negativo su un brano di Dylan (ma in generale su qualsiasi brano musicale) personalmente sono molto "condizionato" dal periodo storico, visto che in diversi momenti della mia vita il giudizio su alcuni pezzi è radicalmente mutato (valga per tutti l'esempio di "Blowin' in the wind", canzone che 20 anni fa ritenevo la mia preferita di Bob e che adesso mi lascia, non dico indifferente, ma un pò freddino).
E' vero quello che dici sulla vendita dei biglietti dei prossimi concerti di Bob in Europa che sembrano richiamare moltissima gente. Pensa che per una sua data "acustica" in Irlanda precisamente a Dublino (Vicar Street, Mercoledì 13 settembre) TUTTI i biglietti sono andati esauriti in soli 55 (CINQUANTACINQUE) secondi. Un record incredibile.
Aspetterò con ansia il racconto da Wembley e speriamo che tu ti goda un GRANDE concerto. Io ormai ho deciso che andrò solo a Parigi il 3 ottobre (salvo controordini dell'ultima ora...).
Ciao e alla prossima,
Michele


Comunicazione di servizio: Nella sezione "Testi in italiano" sono state aggiunte "Last Thoughts on Woody Guthrie", "In the garden", "Every grain of sand", "The groom's still waiting at the altar" e "I'll remember you". Tutte le suddette traduzioni sono opera dell'amico Leonardo Mazzei che qui ringrazio.


215) Ciao Michele,
è inutile chiederti come hai passato le vacanze, sarebbe una domanda
retorica visti i tuoi diari di viaggio. Complimenti.
Io, invece, ho passato un ritorno dalle vacanze che definire di M%£$@ è un
eufemismo che sfiora il realismo metaforico. Il mio hard disk, la cui natura
è decisamente anarchica, mi si è rivoltato contro e guarda caso si è
danneggiato proprio in corrispondenza, tra le altre, della cartella Dylan,
danneggiando irrimediabilmente tutti file; ho perso file audio, più di un
centinaio di pagine web, tra le quali tutta la tua sezione talking, testi in
italiano ecc...
Per cui uno di questi sabati pomeriggi dovrò scaricare di nuovo tutto il
materiale del tuo sito e ritrovare gli altri siti. Spero che per motivi di
spazio tu non sia costretto a ridimensionare, allintrasatta (tutto ad un
tratto), il contenuto del sito e che quindi io abbia il tempo di ricostruire
il mio archivio su Dylan. ( .... non so se sia è una richiesta, o una
preghiera ...)
Comunque.... ti scrivo per chiederti se sei a conoscenza, all'approssimarsi
del sessantesimo anno di età del Nostro, di movimenti da parte delle case
editoriali italiane per festeggiare questo evento. Io sogno che, una volta e
per tutte, ci sia una raccolta ordinata delle traduzioni, letterali non in
rima, di tutte le liriche e le note di copertina della produzione dylaniana;
ed inoltre la traduzioni di alcuni libri in inglese di critica sull'opera
dylaniana, segnalati su alcuni siti, oppure di un nuovo libro di un autore
italiano su Dylan. Se non sbaglio l'ultimo resta sempre quello di Nemesio
Ala?.

Un miracolo, sarebbe, una nuova intervista al Nostro, visto che sono tre
anni che non ne rilascia.

Stesso discorso per la COLUMBIA/CBS/SONY se si parla di un'altro Bootleg
series o addirittura di un nuovo album. Credo che non ci sia più posto per
cd tipo: "the best of . vol. 3452/bis".
Chiaramente questa domanda è rivolta a tutti, specialmente a coloro che
riescono a leggere con facilità i siti web in inglese e newsgroup.
Infine, durante il mio soggiorno ischitano ho potuto riascoltare più volte,
dopo qualche anno, con attenzione e calma l'album John Wesley Harding.
Confesso che questo album non l'ho mai compreso a pieno e rientrava fra gli album che io ritenevo, nei miei gusti personali, di "seconda schiera". Pur lasciandomi, nel suo
complesso, ancora un sapore tipo "...è bello .ma?. non lo so!!..."; credo di
aver preso comunque una cantonata nel giudicarlo, nel passato,
negativamente. Ad esempio ho scoperto un gioiello di canzone come "As I went
out one morning" che musicalmente mi piace tantissimo (McCoy e Buttrey sono
una eccezionale sezione ritmica) mentre il testo mi resta misterioso e
quindi spero che tra le prossime canzoni che tradurrai, ci sia posto anche
per questa.
SALUTI
Antonio S.
Napoli, 04 settembre 2000

Ciao Antonio, per quanto riguarda le celebrazioni che auspichi... beh mi associo, soprattutto all'ipotesi di un nuovo album in studio (ormai Time out of mind l'ho consumato...). Onestamente non so a cosa servono i Bootleg series visto che ormai il materiale alternativo dylaniano (o quello live) te lo "tirano dietro" dappertutto. Ogni tanto sento spuntare la voce di questo fantomatico nuovo album che sarebbe già stato registrato da Dylan un bel pò di tempo fa e che qualcuno vorrebbe di imminente uscita (Anna qualche tempo fa ci aveva linkato un sito - svedese se non vado errato - che parlava di questa ipotesi)... Io ci crederò solo quando l'annuncio sarà ufficiale...
Mi unisco al tuo invito: ovviamente chiunque scovi sulla Rete notizie al riguardo ce le segnali.
Per quanto riguarda il discorso relativo ad una pubblicazione omogenea ed esaustiva dei testi di Bob, invece, io sono molto scettico e non credo che qualche editore si prenda la briga di un'operazione simile che non so quanto possa costituire un rientro da un punto di vista economico. Inoltre, a naso, mi sembra che Dylan sia molto "cavilloso" su queste questioni e non conceda facilmente autorizzazioni a pubblicare i suoi testi (qualcuno mi sa spiegare infatti come mai dal volume "Tutte le canzoni di De Andrè" della serie "SuperMiti" Mondadori che presentava TUTTE le canzoni mai scritte, tradotte o anche solo interpretate dal grande Fabrizio, le uniche due che mancavano erano, guarda caso, Romance in Durango e Desolation Row nelle versioni italiane "Avventura a Durango" e "Via della povertà"?...).
Più probabilità secondo me ci sono per quanto riguarda la traduzione italiana di libri in inglese dedicati a Dylan visto che l'ultimo, almeno così mi sembra, risale a quasi quattro anni fa (parlo della "Repubblica invisibile" di Greil Marcus della Arcana). Sperèm.
Quanto ad una nuova intervista con "the man himself"... secondo me è poco probabile a meno che non esca effettivamente un nuovo disco (del resto a volte penso: ma che cavolo di domande si possono ancora fare a Dylan dopo 40 anni?).
"John Wesley Harding" è uno dei miei album preferiti e proprio come te adoro "As I went out one morning". Circa il significato di questa canzone tieni conto che quasi tutto l'album è basato sulla Bibbia e tutto il racconto credo sia allegorico.
Il significato di "As I Went Out One Morning" è oscuro come tutte, o quasi, le canzoni di JWH, anche se c'è l'ipotesi per cui Dylan si riferisca in questa canzone all'episodio risalente al 1963 quando ricevette il Tom Paine Award dall'Emergency Civil Liberties Committee e durante il discorso di accettazione (secondo alcuni in stato di totale ubriachezza) Dylan fece oscuri riferimenti all'assassinio di John Fitzgerald Kennedy quasi a difesa dell'assassino (anche se sembra per amor di paradosso).
Tom Paine è infatti citato due volte nella canzone, anzi ne è un personaggio protagonista.
Tom Paine è un personaggio storico di grande importanza della Rivoluzione Americana. E' famoso per avere scritto il pamphlet dal titolo "Common Sense" che molti ritengono avere avuto un ruolo chiave nel dirigere l'opinione pubblica americana verso l'appoggio alla rivoluzione contro gli Inglesi.
Ecco di seguito il testo originale di Dylan con la mia traduzione di "As I went out one morning":

AS I WENT OUT ONE MORNING
words and music Bob Dylan

As I went out one morning
To breathe the air around Tom Paine's,
I spied the fairest damsel
That ever did walk in chains.
I offer'd her my hand,
She took me by the arm.
I knew that very instant,
She meant to do me harm.

"Depart from me this moment,"
I told her with my voice.
Said she, "But I don't wish to,"
Said I, "But you have no choice."
"I beg you, sir," she pleaded
From the corners of her mouth,
"I will secretly accept you
And together we'll fly south."

Just then Tom Paine, himself,
Came running from across the field,
Shouting at this lovely girl
And commanding her to yield.
And as she was letting go her grip,
Up Tom Paine did run,
"I'm sorry, sir," he said to me,
"I'm sorry for what she's done."
 

Mentre uscivo un mattina
per respirare l'aria dalle parti di Tom Paine
vidi la più bella fanciulla
che mai camminò in catene
Le porsi la mano
e lei mi prese per il braccio
Capii in quel preciso momento
che intendeva farmi del male

"Vattene subito"
le dissi
"Non voglio", rispose lei
Io dissi "Non hai scelta"
"Vi supplico, signore", implorò,
dagli angoli della bocca
"Vi sarò consenziente senza che nessuno lo sappia,
ed insieme fuggiremo verso Sud"

Proprio in quell'istante Tom Paine in persona,
arrivò di corsa attraverso i campi,
gridando in direzione di quella bellissima ragazza
ed intimandole di non fare resistenza
E mentre lei finiva nella sua stretta
Tom Paine corse
"Mi dispiace, signore", mi disse
"Mi dispiace per ciò che lei ha fatto"


216) Grazie Michele,
per quanto riguarda la data della festa dei gitani, ho effettuato una
ricerca in rete che mi ha dato risultati diversi, comunque tutti tra il 22
ed il 28 maggio; il sito ufficiale di Saintes Maries de la Mer però in
effetti dice il 24 ed il 25 quindi dovrebbero essere questi i giorni giusti
anche se magari, visto il grande pellegrinaggio, la festa vera e propria
dura più di 2 giorni.
A proposito di pellegrinaggio, visto che abito a Roma, ho assistito a quello
cattolico, e contrariamente a quanto scritto sull' articolo che comparve su
Expectingrain, non ho sentito mai levarsi il coro di Blowin' in the wind tra
la folla di fedeli; anzi per dirti la verità, a me che non sono propriamente
un cattolico, e che ho osservato l' evento con l' occhio dell' antropologo,
mi è sembrato un enorme spreco tutto quell' entusiasmo; ed anche se mi
suonano sempre sospette le grandi convergenze, me ne sarebbe piaciuta una
analoga, magari con di mezzo qualche ideale già fallito in passato e che
qualcuno di nostra conoscenza ha cantato.
Lo sai chi è una grande fan della musica dei gitani?... la tua (ormai
personale) amica Joan Baez: molto tempo fa lessi sul sito di Chico (ex Gipsy
Kings) una sua lettera in cui descriveva il rapimento con cui ascoltava la
loro musica dopo aver assistito per la prima volta ad un concerto; quando ho
conosciuto i siti tuo e di Andy-g ho cercato di nuovo in rete quella lettera
per mandarla a Andy-g ma non l' ho più trovata.
Una grande notizia sul sito ftp che raccoglie e rende disponibili quasi tuti i bootlegs di Dylan: ha riaperto e si possono scaricare per intero anche i concerti di Modena, Firenze ed Ancona.
Il sito è fruibile con un client ftp o con Explorer 5 ed il nuovo indirizzo è:
ftp://rmd:rmd@134.126.202.71:3939
Solo di mattina si riesce ad accedervi.
Buon download a tutti
Carlo

Ciao Carlo, mi era sfuggita la notizia su Expectingrain per cui durante il raduno cattolico a Roma si sarebbero levati cori inneggianti a Blowin' in the wind. Potrebbe anche darsi visto che il Papa ormai ha dato a questa canzone il suo imprimatur (vi ricordate del Congresso Eucaristico di Bologna del 97?...). Se ritrovi la lettera di Joan mandala ad Andy che sicuramente è interessatissimo alla cosa.
Grazie per la segnalazione relativa al sito dedicato ai bootleg di Bobby.
Ciao, Michele


Ed ora un messaggio che non c'entra con Bob ma che mi fa piacere inserire. Se amate i fumetti (come avrete capito dalle strips di Zimmy io li adoro) visitate il seguente sito italiano che è molto bello ed è curato dal mio amico Max Turco:
http://web.tiscalinet.it/ultrazine


217) Caro Michele,
come và ? Spero tu abbia fatto buone vacanze.
Per quanto riguarda la mia collezione De Andreiana, devo dire che l'estate è stata portatrice di album di De Andrè, prima di leggere i tuoi consigli, però, perchè, sai, ti ho chiesto quale secondo te potevo comprare, ma poi dovendo partire per le vacanze e non sapendo ancora come fare ... ho fatto di testa mia.
Quindi ho acquistato prima "da Genova", dal quale ricorderei "Verranno a chiederti del nostro amore", la quasi "De Gregoriana" (secondo me) "Canzone per l'estate", "Don Raffaè", "Amore che vieni amore che vai", "La ballata del Michè" e "La guerra di Piero" e poi ho preso "Canzoni" con "Via della povertà" (che mi ricorda qualcosa ...) e la stratosferica "La città vecchia" che, per me, si gioca il titolo di "Migliore canzone italiana" con "E' stata tua la colpa" di Edoardo Bennato (ah, io sono un fan anche del grande Bennato !). Certo, De Andrè, Bennato ... ma Dylan è
sempre Dylan ! E allora andiamo a comprare "Empire Burlesque" ! Magnifica "Dark eyes" ! Tight connection to my heart (Has Anybody Seen My Love) è un potenziale capolavoro ... ma non mi piace tanto la versione originale, è un capolavoro assoluto, invece, sfruttando al massimo tutte le sue potenzialità, la versione live del 17 novembre 1993 eseguita al "Supper Club" di New York e che ho scaricato da internet (grazie a Carlo !).
Su questa linea sono anche "I'll remember you" e "When the night comes falling from the sky", un pò più belle nella versione "Hard to handle". Ed infine ho acquistato quello che in questo momento (mi perdoni chi non la pensa come me, ma potrei cambiare giudizio in un batter d'occhio) ritengo il miglior disco di Dylan in assoluto !
Mi sono sbilanciato veramente molto ma sono sotto l'effetto di frasi come : "Steal a little and they trow you in jail, steal a lot and they make you king", "You know sometimes Satan comes as a man of peace", "Took a stranger to teach me, to look into justice's beautiful face, and to see an eye for an eye, and a tooth for a tooth", "Someone else is speackin' with my mouth, but I'm listening only to my heart, I've made shoes for everyone, even you, while I still go barefoot" ... avrai capito, oramai, che parlo di "Infidels" !
Per me è un disco magnifico ! Il disco dove i testi e la musica (magnifica !) sono allo stesso livello, ed a un livello altissimo !
Su "Jokerman" e su "License to kill" c'è quasi una mia vecchia lettera intera, "Sweetheart like you" è magnifica, e mi chiedo come si possa scrivere una canzone così in studio ed in tempo "reale" !
A questo punto, appoggiando il progetto di scambio CD bootleg di Carlo proporrei per incominciare il boot delle session di "Infidels".
Ma, forse, e dico solo FORSE, avrò la possibilità di prendere mp3 e boot di Dylan dalla rete quasi gratuitamente dato che sto lavorando ad una azienda che ha il collegamento 24h su 24h !!! Naturalmente, nelle mie possibilità, tutto quello che acquisirò sarà a vostra
disposizione !
Però, ragazzi, non vi prometto niente ! Io farò il possibile. Anzi, al più presto andrò a vedere se ha
riaperto quel sito ftp segnalato da Carlo tempo fa e che metteva a disposizione tutti i bootleg di Dylan ... poi vi faccio sapere ! Ritornando a noi, molto belle anche "Neighborhood bully", "Man of peace" e "Union Sundown".
Un capolavoro assoluto "I and I" ed un altro piccolo capolavoro anche "Don't fall apart on me tonight" !
Un album magnifico !!! Ragazzi chi non l'ha acquistato lo faccia al più presto ! Fidatevi !
Poi mi sono accorto di una cosa strana : nelle liner notes di "Shot of love" ci sono le informazioni su tutte le canzoni meno che su "The groom's still waiting at the altar". Qualcuno sa perchè ?
E poi ho letto su un articolo che il signor Hood "non è altro che il bandito John Wesley Harding già celebrato da Dylan in un suo omonimo album". Il signor Hood di cui parlo, è, naturalmente, quello di Francesco De Gregori dalla canzone, appunto "Il sig. Hood (a M. con autonomia)". Che ne pensi di questa "tesi" Michele ?
A questo punto "Hood" potrebbe stare per Robin Hood ? E poi ho letto che non si ha alcun indizio sulla M. che appare sulla dedica. Tu hai qualche idea ? E "con autonomia" che vorrà dire ?
Va bè, ragazzi, concludo dicendo che la canzone nella quale Dylan suona la lead guitar è "Leopard Skin Pill-box Hat". Ora che lo sai, Michele, ascoltala e ti accorgerai che la mano di Dylan è abbastanza inconfondibile.
Un saluto a tutti, e speriamo bene per quanto riguarda i bootleg !
Leonardo Mazzei

Ciao Leonardo, come sempre vado con ordine visto che la tua lettera è zeppa di argomenti:
non conosco il disco "Da Genova" che hai comprato ma ovviamente è una antologia di De Andrè. Come consiglio personale fossi in te io eviterei le antologie perchè tanto quelle canzoni te le ritrovi tutte negli album che (secondo me) è meglio privilegiare.
Mmmm... Scrivi "la quasi Degregoriana" "Canzone per l'estate"...
Forse perchè non sai che "Canzone per l'estate" è stata proprio scritta da De Gregori (insieme a Fabrizio). Anzi ti dò un'altra curiosità di cui non so quanti si sono accorti. De Gregori si è ispirato per la musica di questa canzone (forse inconsciamente ma non credo) ad un pezzo di Dylan, esattamente "Lily, Rosemary and the Jack of Hearts". Prova ad usare il testo di De Gregori/De Andrè con la musica di Dylan e vedrai che è praticamente uguale, solo che in "Canzone per l'estate" il tono è più alto e la melodia ben camuffata grazie ad un ritmo diverso.
Per quanto riguarda "Tight connection to my heart (Has anybody seen my love)" secondo me è una canzone STUPENDA, una delle migliori di Bob. Io comunque amo svisceratamente la versione ufficiale di "Empire Burlesque", anche se mi piace quasi sempre questo brano in qualsiasi versione live (adoro anche la versione abbozzata di Bootleg Series 1/3 con il titolo "Someone's got a hold of my heart"). A proposito Leonardo, hai mai visto lo stupendo videoclip di questa canzone? E' il mio video preferito di Bob...
Mmmm... "Infidels" il miglior disco di Bob?... Beh certo è un gran disco, pieno di grandi canzoni che sono poi quelle che tu citi. Anche a me piace molto "Man of peace" che musicalmente è una rielaborazione di "Maggie's Farm" anni 80... I capolavori sono però "I and I", "License to kill", "A sweetheart like you" anche se io citerei pure "Jokerman" e "Neighborhood bully" (di quest'ultima adoro soprattutto il ritmo).
Per quanto riguarda il sito sui bootleg che citi, Carlo nella lettera precedente ne ha parlato segnalandone la riapertura.
Passiamo ad un altro argomento: nelle liner notes di Shot of love non c'è riferimento alcuno a "The groom's still waiting at the altar" per il semplice motivo che questo brano non fa parte di quel disco. Era infatti stato pubblicato solo come singolo e soltanto nelle riedizioni successive di "Shot of love" in cd (versione economica "nice price") era stato aggiunto come decima canzone (è la sesta nell'elenco) forse come una specie di "regalo".
Ovviamente il booklet dell'album si riferisce alla versione ufficiale di "Shot of love" e non alla riedizione ed ecco spiegato il mistero dell'assenza di Groom... Quindi ricorda: The groom... NON fa parte di "Shot of love".
Per quanto riguarda poi il "Signor Hood" di Francesco De Gregori, questi non è altro che Marco Pannella (ecco spiegata la emme di "a M. con autonomia"). La spiegazione l'ho sentita dalla bocca dello stesso De Gregori. Prova a riascoltare la canzone conoscendo l'identità del protagonista e vedrai che tutto ti torna (a proposito di quiz Degregoriani: e chi sarà mai il protagonista di "Vecchi amici" che se ne va in giro "come una sciantosa" e che "ha le orecchie piene di sapone" nell'album di Francesco dal titolo "Canzoni d'amore"?... Ed ancora, tempo fa il mio amico Alberto Visconti mi disse che secondo lui il protagonista di "Atlantide", altro pezzo di De Gregori, sarebbe un certo Robert Zimmerman... Possibile?).
Ciao e alla prossima Leonardo,
Napoleon


Comunicazione interna (ormai ho esaurito i sinonimi...): Avete letto le due nuove strips di Zimmy dal titolo "Napoleon in frac" e "Dalla Svezia con amore"? No? Che aspettate? Le ho realizzate sulla base di due soggetti della mitica Anna che ringrazio "urbi et orbi" per avermi fornito le idee...
C'è poi una terza strip nuova dal titolo "Z-files" che è il seguito dell'episodio "Il vendicatore blu(es)"... Sono tutte nella solita sezione... M.

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