parte 302
Lunedì 20 Febbraio 2006

3834) Ciao Michele,
comincio a fremere nell'attesa del nuovo disco di Bob (speriamo bene... non vorrei che fossero le solite
voci e poi chissà quanto dobbiamo aspettare ancora).
Volevo approfittare della tua rubrica e del fatto che Paolo Vites spesso scrive su MF per chiedergli
alcune cose, se possibile. Ho di recente letto il suo libro "Bob Dylan - 1962/2002, 40 anni di canzoni" e
devo dire che è davvero bello, il migliore tra quelli che ho letto fino ad oggi e il più completo. Nel
leggerlo mi sono venute alcune curiosità in relazione alla rubrichetta "Le cover imperdibili" che Vites ha
messo in appendice ai dischi.
Nelle cover dell'album Another side Vites cita la My Back Pages dei Byrds. A me piace moltissimo
quella dei Ramones. Volevo chiedere a Paolo che ne pensa e se l'avrebbe inserita se non fosse stato
per quella dei Byrds...
Come mai di alcuni dischi non ha segnalato neanche una cover? Perchè non ce n'erano o perchè le ha
giudicate tutte pessime? In particolare mi riferisco a Street Legal, Saved e Self Portrait (a me piace
molto la cover di Quinn the eskimo di Manfred Mann...)
Da quando lo ha scritto fino ad oggi cambierebbe qualche cover? Cioè, ne ha sentite di recente
qualcuna migliore di qualcuna di quelle che ha segnalato?
Infine volevo chiedergli se può fare qualche anticipazione sui musicisti che saranno presentati sui
prossimi numeri di Rock Files o, se non può anticipare troppo, almeno se Springsteen sarà prima o poi
inserito.
Grazie in anticipo e ciao a tutti
Luca "Bear"

Ciao Luca,
ecco la pronta risposta di Paolo:

Ciao Michele,
rispondo a Luca:

riguardo i Ramones, quella cover di My back pages mi piace molto, ma d'altro canto io adoro i Ramones. Onestamente però non si può paragonare con quella dei Byrds, non fosse altro per meriti storici.
E' troppo importante quanto i Byrds fecero per 'sdoganare' il folk di Dylan verso l'elettricità alla Beatles. Peraltro, la cover dei Ramones si ispira chiaramente più ai Byrds che a Dylan, per cui è quasi una cover di una cover.

effettivamente, non ho segnalato molte cover che sarebbe stato doveroso citare. Colpa delle deadlines editoriali, che al solito costringono a fare le corse dimenticando cose importanti, e colpa della mia solita
testa di cavolo... A proposito di Street Legal, pensa che io adoro quel disco della jerry garcia band dal vivo dove fa simple twist of fate, tangled up in blue e senor, ma ho dimenticato completamente di citare
appunto quella cover di senor, stessa cosa per quinn the eskimo dei manfred mann.

da quando ho scritto il libro non ricordo di aver sentito cover particolarmente brillanti, eccetto una bella Buckets of Rain fatta da beth orton con M. Ward, ma era su un bootleg dal vivo e non su disco
ufficiale.

sarebbe carino se tu o altri lettori di maggies farm proponeste una selezione 'alternativa' alle mie cover segnalate.

grazie

Paolo Vites

Ciao Paolo
e grazie per l'intervento. L'idea mi sembra carina. Invito quindi anch'io i magfarmiani a inviare le loro cover preferite, magari segnalando soprattutto quelle successive al 2001. Si potrebbe fare una lista/classifica di quelle non comprese nel libro di Paolo dal 2001 a oggi.
Per rispondere a Luca: sul disco di Dylan niente paura, sento che ormai ci siamo, non credo che dovremo aspettare ancora tanto... Ho la sensazione che la primavera potrebbe portarci buone notizie. Sperèm!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3835) Ciao Michele.
Non vorrei essere cattivo, ma Ligabue prima di parlare di Dylan dovrebbe pensarci 4 volte... i due sono proprio agli antipodi.

Ligabue ha adottato, con un successo che non finirà mai di stupirmi, un canto da stitico cronico che suona fasullo che di più non si può.

Ligabue è una macchietta, è una parodia del cantante rock.

Il successo che riscuote la dice lunga sulle capacità di discernimento del pubblico italiano.

Bruno "Jackass"

Ciao Bruno
anche a me Ligabue non fa impazzire, soprattutto per il modo di cantare. Comunque gli va dato almeno il merito di aver cantato Knockin'... :o)
Comunque a proposito della tua frase "...non finirà mai di stupirmi..." mi ci sono ritrovato moltissimo... La cosa che a me stupisce da sempre è come è possibile che si critichi Dylan per la sua voce quando Ligabue è al primo posto delle classifiche con la sua! Misteri della vita! E lo stesso discorso lo farei per Piero Pelù...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: comunque facciamo sei volte :o)


3836) Hello Michele,

È ufficiale, il 24 febbraio ore 21:00 al 1° piano dell'Aeroporto Internazionale di Napoli si esibirà la
Maggie's Farm Southern Band in un concerto tributo al grande Bob. Come al solito cercheremo di
tenere alto il nome della Fattoria. Rappresentanti di MF saremo Leonardo, il sottoscritto ed il grande
Sal, che introdurrà il concerto parlando di Bob e MF e sarà impegnato nella lettura di testi di Dylan nei
momenti di pausa.

Naturalmente è un peccato che tu non possa esserci.

Per emulare Bob, abbiamo introdotto nella band un nuovo chitarrista (Francesco) che rappresenta la
perfetta fusione tra Clapton e Hendrix...

Il concerto sarà registrato su CD che ovviamente provvederemo a distribuire agli amici di MF (se avranno la bontà di ascoltarci)...

Ecco la locandina dell'evento.

Un abbraccio,

Antonio.

Ciao Antonio,
benissimo, allora un benvenuto al nuovo membro di cui aspetto di sentire mirabilia... Naturalmente la registrazione DEVE essere distribuita ai magfarmiani come sempre... Come sai a me sarebbe piaciuto moltissimo partecipare ma come dicevo di recente è un periodaccio e la distanza è davvero troppa... Comunque sono sicuro che anche senza di me sarà una grande serata... Speriamo di poter bissare magari in estate, e chissà che magari allora possa venire... Comunque vista la sede del concerto vi consiglio questo slogan da utilizzare magari in qualche articolo a magnificare la vostra performance: "La Maggie's Farm Southern Band prende il volo!" :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3837) Ciao Michele,
Proseguo sulla strada appena intrapresa e segnalo questa intervista fatta a David Mansfield, ottimo polistrumentista che ha suonato con il nostro Bob fin dalla prima Rolling Thunder Revue e poi durante tutto il Tour del 1978, rivelando davvero un grande talento, ascoltare per credere gli incredibili assoli di violino nelle infuocate performances di 'All along the watchtower' di quell'epoca.
Naturalmente, Michele, l'onore della traduzione è tutto tuo!
Ho anche una domanda, sperando che tu o qualche amico dylaniano riesca a soddisfare la mia curiosità: ho ascoltato l'MP3 di una bella versione di 'Friend of the devil' eseguita da Bob a East Lansing nel
1996, dove a ricamare c'è una slide guitar molto ma molto stile Mark Knopfler... possibile fosse lui, o se no chi era?
Grazie e a risentirci
Enrico 'Slowhand' - Bergamo

P.S. Complimenti vivissimi per il libro, conto di acquistarlo a brevissimo

http://www.b-dylan.com/pages/samples/davidmansfield.html

Ciao Enrico
e grazie per la segnalazione dell'intervista ad uno dei miei miti della RTR (Mansfield, ovviamente), intervista che ho prontamente tradotto e messo qui , andate a leggerla se già non lo avete fatto perchè ricostruisce un po' il periodo della Revue e la sua nascita.
Per quanto riguarda la chitarra "ricamatrice" di East Lansing non è Knopfler ma John Jackson. Però mi sa che ti sbagli per quanto riguarda la canzone perchè Friend of the devil non mi risulta suonata in quella data ma il giorno dopo ad Ann Arbor.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3838) Ciao Michele,

e' da molto che non scrivo e colgo l'occasione di salutare comunque tutti e comunque seguo sempre
quasi giornalmente il sito, felice di poter aver letto della probabile uscita di un nuovo album di Dylan; ho
letto con entusiasmo "l'anteprima" di "Un giorno tutto sara' calmo", ti chiedo quindi se sai quando ci sarà un' anteprima "visiva" dello spettacolo teatrale, in quale citta', e quando.

Stefano C.

Ciao Stefano,
mi fa piacere che tu abbia apprezzato il nostro lavoro teatrale... Per il momento non si hanno altre date certe per "Un giorno tutto sarà calmo" anche se una data a Milano è da tempo "in cantiere" e spero che quanto prima possa andare "in porto"... Ovviamente su MF daremo notizie nella solita pagina dedicata alla piece.
Ciao e grazie per le puntuali segnalazioni che ogni tanto mi invii...
Michele "Napoleon in rags"


3839) Ciao Michele!!

Sono mortificato! Non mi sono collegato da diverso tempo e non ho potuto farti i miei auguri per la 300ma talkin'. Te li faccio con ritardo imperdonabile ma sappi che sono vivi e sinceri. Ricordo con piacere le talkin' dove partecipavo con lettere lunghissime che tu con stoica pazienza leggevi e alle quali rispondevi con puntualità. Con la stessa pazienza leggevano altri ma fortunatamente per voi tale strazio da un po' di
tempi vi è stato risparmiato... ma ritornerò... Non è una promessa è una minaccia ..... ;-))))

Gazie di cuore.

... SEMPER AD MAIORA!!

Ciaoooooo!!!!

Antonio Cat

Ps: spero di trovare 'Bob Dylan - Percorsi' e un giorno pregiarlo con una tua dedica.

Ciao Antonio,
invece io ti sprono a scrivere di nuovo con la facondia di un tempo perchè ricordo che le tue mail erano sempre molto interessanti ed "istigatrici" di riflessioni&dibattiti.
Grazie per i complimenti e sarà un piacere pregiare il mio libro con una mia dedica appena ci rivedremo, spero presto, magari ad un nuovo concerto di Bob (incrociamo le dita per l'estate?)...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3840) Ciao Michele,

dopo un secolo e mezzo torno a scrivere sulla Talkin' che diciamolo è diventata un po' troppo poco per noi che ormai  non pranziamo con persone che non sono del nostro rang. O no, Michè? Due anni di tavola franca, tutti i giorni... senza Luisella!

Che dire?. è uscito il tuo libro. Mandamelo così ti faccio pubblicità. Lo aspetto, ci tengo, e mi offendo.
Un'altro mio uscirà a fine anno (fortunatamente non su Dylan. Quello ci piglia a calci prima o poi),
tra JAM, le varie collaborazioni, l'università, il mio sito su Neil Young. Insomma non c'è nemmeno il
tempo per scrivere tra tanti impegni..!

E a proposito di impegni io, che indegnamente mi trovo a sostituirti, e la Maggie's Farm Southern Band
saremo protagonisti il 24 febbraio all'aeroporto internazionale di Napoli di una serata tributo a Bob
Dylan. Ovviamente sarà una cosa magnifica. Un capolavoro oserei dire. Un capolavoro
annunciato...anche se diciamolo se venivi tu era un?altra cosa. Da noi si dice che ci manca 'a' chiav
e' l'acqua! Elio è invitato come supporto morale.

Dopo questa mi autonomino Murino del Sud anche se mi hanno detto che di Murino ce n'è uno tutti
gli altri son nessuno ma comunque la carica mi spetta.

Bene, l'oggetto della mia e.mail riguarda appunto North Country, che ho visto sabato sera. Il film è
davvero molto bello, soprattutto se si studia diritto sindacale. Al di là di tutto però ciò che colpisce sono
le ambientazioni, l'atmosfera desolata del Minnesota, l'aria chiusa e opprimente delle miniere, i rumori
incessanti. Gli unici squarci di tranquillità vengono dai brevissimi momenti felici della protagonista
passati con i due figli e puntualmente sottolineati da Tell Ol Bill, che come avrete letto nel mio saggio è tutt'altro che un brano spensierato. Ecco il contrasto tra le scene serene e il brano in sottofondo mi hanno veramente colpito moltissimo. Il brano suona nel contesto delle scene come una sorta di pensiero fisso della protagonista verso tutte le molestie che subiva insieme alle sue colleghe durante il lavoro in miniera. E' davvero toccante quando fa progetti con i figli per un futuro migliore, ottenuto grazia al lavoro in miniera, mentre in sottofondo Dylan canta la frase: 'Remember me you'll understand. Emotions we can never share' che suona davvero tristissima in quel contesto. Il film ha un finale non scontato, anche se per certi versi si lascia intendere che la protagonista finirà per innamorarsi del suo avvocato. Dopo Match Point di Wody Allen è uno dei film dell'anno per me.

Sempre in tema di film mio fratello Lucio, che l'inglese non sa nemmeno dove stà di casa per curiosità ma credo anche per proseguire la sua conversione al Dylanismo, ha comprato su Prima Fila Sky Masked & Anonymous..il film è senza dubbio più godibile ma Dylan viene doppiato una schifezza. E si ha molto di più la sensazione che sottosotto lui stia sempre a pensare ma che cazzata che ho fatto a
fare un film, che ci faccio qui e via discorrendo. E' meglio in inglese. Confermo comunque che se
non guardo attentamente i movimenti di Dylan è un gran capolavoro dello Zimmy-Pensiero.

Leggendo del fatto che Dylan sta incidendo un nuovo album con l'attuale Tour Band ho cominciato a
fare gli scongiuri e le danze della pioggia affinché vada tutto a  monte e che reincida tutto. Spero solo
che siano dei demo guida. Dov'è Sexton? Sapevo per certo, da fonti ufficialissime, che aveva inciso
con lui come produttore e con Baxter alla pedal. Era una bufala?

Volevo in fine segnalarti http://www.grazianoland.net/download.htm che sul sito di bootleg dell'amico
ma soprattutto rocker di alta scuola Graziano Romani ci sono una bella dose di cover dilaniane. tra cui la mitica TI VOGLIO dei Nomadi.

That's All Folks!

Stay Beautiful!

Sal 'The Eagle'

Ciao Sal,
ma come t'è saltato in testa? Salvatò, noi siamo ancora giovani... e tu dopo due anni hai spezzato...!!! C'eravamo incamminati così bene, eziandìo! Io sono nato per fare il signore... Qua si mangia pane e veleno... Anzi solo veleno!
Sulla mia mancata presenza a Napoli ovviamente hai ragione... che vuoi farci... oddio... modestamente piaciucchio... incontro... soprattutto con le ragazze (ma che gli farò io a queste arabe? Mah!)... e sarei venuto volentieri a fazzolettarmene qualcuna parte-nopea e parte napoletana... a farmi le otto notti... Sai com'è, sono uomo di mondo, ho fatto tre anni di militare a Cuneo! Dovevi vedermi quando avevo tre anni... avevo i capelli lunghi così... tutti mi scambiavano per una femminuccia... Ehh, che ci vuoi fare... io sono nato con il destino di essere forte... la mia è la forza del destino! Il fatto è che da Aosta a Napoli ci vogliono almeno quattro giorni di mare. Se bastano! Peccato perchè mi sarebbe piaciuto riunirmi con voi che state sotto allo stivale... Sì lo so, c'era l'aereo ma io non sono un volatile, sono un mammifero...
Comunque, come ho detto al priore di anzio, anche senza il sottoscritto me medesimo di persona sarà una grande serata, ne sono sicuro, stupenda, bellissima, radiomarellica! Quindi non vi preoccupate se non ci sono e andate avanti tranquilli perchè, come dice quell'antico detto della provincia di Chiavari? "Chi si ferma è perduto!" Del resto voi ormai avete un bel curriculum quindi... ma mi raccomando non mostratelo in pubblico quella sera... magari ci sono delle signore! Oibò!
Ah, tuo fratello non sa l'anglicano? Secondo me gli serve un poliglotta... Se vuoi, ho un amico che a casa sua c'ha dei poliglotti alti così... te ne faccio mandare uno?
Per quanto riguarda la bufala di cui parli, anche io spero che ti avessero riferito cose esatte in primis perchè vuoi mettere Baxter e Sexton!?! Mica quisquilie e pinzellacchere! O tampoco bagattelle! In secundis diciamo le cose come stanno, eziandio... il fatto è che, come voi ben sapete, soprattutto a Milano, le bufale circolano sciolte per le strade, salgono nei palazzi... e poi c'è la nebbia! E quando c'è la nebbia mettono i nomi sui manifesti e noi speriamo di leggere sui manifesti i nomi di Charlie e Bucky piuttosto che quelli di Denny e Stu... perchè va bene che ognuno ha la faccia che ha... ma qui si esagera!!! Che si informino!!! Che si vadano a leggere la Gazzetta Ufficiale... Oibò, la moseca è un'altra cosa... quelli non sanno fare nè il punto nè il contrappunto... E' la somma che fa il totale! Ma mi faccino il piacere... Ma se ne vadino! Per diancine!
Comunque a proposito delle bufale, per riconoscere se sono bufale o no, devi andare dal casantuoglio, prendi la bufala tra due dita, premi, se cola il latte la prendi... se no desisti!
Grazie per la segnalazione del Graziano Romani. A prescindere!
A proposito di "Romani" mi viene in mente una cosa che... mmm... Romani... Romani... Un popolo di persone attente, di persone vigili... conosciuti nel mondo per i loro modi urbani... O popolo di vigili urbani!!!
Comunque segnalo volentieri il suo sito.. sai, mi piace essere d'aiuto... per me è un hobby... casa mia ormai è diventata un obitorio... siamo tutti obesi... è pieno di obelischi...
Esequie distinte,
un bacio ai bambini... e un bacio alla signora... cioè volevo dire un saluto alla signora...
Salutami Caserta (capitale morale d'Italia)
In data odierna, senza nulla a pretendere
Michele "Napoleon in rags" (che sono io)
ps: che San Gennaro nubile e martire ti protegga!


3841) Ciao Michele/Napoleon in rags,

approfitto dell'imminente uscita di un nuovo album di Dylan per rivolgerti un paio di domande sul
vecchio Bob...

Quanto è stato importante, secondo te, Daniel Lanois, per l'eccellente riuscita di album come 'Oh
Mercy' e 'Time out of mind' (due degli album di Dylan che preferisco in assoluto)?

Si sa qualcosa sulla produzione del nuovo album di Dylan? Si tratterà di pezzi inediti scritti da Dylan
oppure no?

L'ultima domanda la rivolgo non solo a te, ma anche a tutti i Dylaniati. La domanda è:  " io sono
normale? "

Mi spiego meglio... E' normale ascoltare 'If you see her say hello' tutti i giorni per mesi e trovarla ogni
volta più bella/intensa di prima? E' normale arrivare a casa la sera, stanchi dopo una stressante giornata
di lavoro, mettere 'Time out of mind' e ritrovare in un istante la serenità perduta? E' normale sentire
una offesa o una critica nei confronti di Dylan ancora di più che un'offesa a se stessi? E' normale non
riuscire neppure a pensare ad un paragone tra Dylan e qualsiasi altro songwriter? E' normale rimanere
talmente ipnotizzati dallo sguardo di Dylan nelle interviste di 'No direction home' da non rendersi
neppure conto di quello che sta dicendo? Vi prego, ditemi che non devo andare dallo psichiatra!!!!!!!

In ultimis ecco la mia 'When we first met. La prima volta con Dylan.'

La prima volta che incontrai Dylan fu sei anni fa. Lui non se la passava troppo bene, aggrovigliato
com'era nella tristezza, con un dolore che andava e veniva, come un cavatappi nel cuore. Riuscivo a
sentire ogni battito del suo cuore, sentivo persino nascere ogni sua lacrima. Mai una canzone, in
trent'anni di vita, aveva avuto su di me un effetto del genere.

La prima volta che incontrai Dylan fu cinque anni fa. Io non me la passavo troppo bene, aggrovigliato
com'ero nella tristezza, con un dolore che andava e veniva, come un cavatappi nel cuore. I battiti del
cuore di Dylan si confondevano con i miei, così come le sue lacrime. Mai una canzone, in trentun'anni
di vita, aveva scavato così a fondo nella mia anima.

La prima volta che incontrai Dylan fu una notte di quattro anni fa. Ci incrociammo nel French Quarter,
a New Orleans; una stella cadente illuminò per un breve istante il cielo, per poi scivolare via. Lui non mi
dedicò neppure uno sguardo. E perché poi avrebbe dovuto farlo? Eravamo soltanto due anime perdute
nella notte. Mi passò affianco, e in quell'attimo un vento gelido mi attraversò la pelle. Non so se fosse il
vento o forse solo la mia immaginazione, so solo che sentii una voce sussurrarmi: 'Sì, lo so, adesso è
tardi per dirle tutto quello che lei desiderava sentirsi dire da te, ma domani è un altro giorno.'

La prima volta che ho incontrato Dylan è stato cinque minuti fa. Ero immerso nella bellezza sconfinata
di 'Not dark yet' per la milionesima volta.

Adesso devo andare. Dove? Ad incontrare Dylan, ancora una volta per la prima volta.

Marco on the tracks

Ciao Marco,
Daniel Lanois credo sia stato fondamentale per il suono di Oh Mercy e di Toom ma io non sono di quelli che lo incensa a priori. E' un grandissimo nel suo genere e non si discute ma per quel che mi riguarda è uno dei tanti collaboratori che Bob ha avuto e con o senza di lui non è che per Bob sarebbe cambiato qualcosa. Non credo cioè che senza la sua produzione Oh Mercy e Toom sarebbero stati meno belli. Anzi sono convinto che se li avesse prodotti Bob sarebbero stati ugualmente dei grandi dischi e forse Toom anche migliore. In quest'ultimo infatti la mano di Lanois secondo me appesantisce un po' troppo le canzoni ottenendo sì un lavoro unitario ma che alla lunga può stancare, e lo stesso dicasi per la voce registrata a volte in maniera non adatta a Dylan. Con "Love & Theft", che reputo un capolavoro, Bob ha dimostrato di produrre con più fantasia, freschezza e varietà e sfruttando molto meglio la sua voce e sinceramente spero che il prossimo album se lo produca ancora da solo. Non a caso Bob si scontrò con Daniel ai tempi di Toom (molti hanno scritto che Lanois era il produttore che ci voleva per Dylan, personalmente trovo invece che le loro visioni siano molto lontane e dovendo scegliere tra una delle due inutile dire che preferisco mille volte quella di Dylan). Lanois ha fatto un lavoro eccellente cercando il "suono delle paludi della Louisiana" per OM, fermo restando che le riscritture live di quei pezzi fatte da Bob sono ugualmente eccellenti ed alcune volte superiori. Insomma OM è uno dei massimi capolavori della discografia di tutti i tempi per merito di Bob, delle canzoni incredibilmente ispirate che aveva scritto, per la sua interpretazione, indipendentemente da Lanois che naturalmente ha saputo valorizzare quei capolavori. Voglio dire che credo che OM e Toom sarebbero stati due tra i dischi di Bob da te preferiti anche se non li avesse prodotti Lanois. A volte leggo cose a mio avviso molto campate in aria e sembra quasi che i dischi di Bob dagli anni '80 in avanti dimostrassero l'inettitudine di Bob e che solo Lanois fosse andato lì a dire "ora ti faccio vedere io come si fa un disco"... Non mi sembra che "Infidels" sia una porcheria... O "Good as I been to you", o "World Gone Wrong". Per non parlare di "Love and theft" che come ho scritto reputo un capolavoro. Nè mi sembra che se "Knocked out loaded" fosse stato composto tutto di canzoni del livello di "Brownsville girl" non si sarebbe gridato giustamente al capolavoro, a testimonianza che sono le canzoni a fare i grandi dischi (Brownsville girl è reputata uno dei vertici di Dylan). Secondo me i dischi di Bob non hanno bisogno di grandi produttori o di produttori particolarmente innovativi o geniali o eccentrici, hanno bisogno solo che Bob abbia scritto grandi canzoni e sia ispirato e abbia voglia di fare il disco. Negli anni sessanta i produttori erano per lui gente che gli apriva solo la porta dello studio e gli ordinava il pranzo (più o meno) e guarda che capolavori Bob ha realizzato. E' facile sentirsi dire che si è prodotto un capolavoro quando si hanno Man in the long black coat, Ring them bells, Most of the time, Not dark yet e Million miles. Oppure Sad Eyed Lady, Like a rolling stone, Mr. Tambourine Man e Hard rain. Un po' meno lo è con Under your spell, Got my mind made up o Had a dream about you baby...
Per quanto riguarda il nuovo album di Bob non si conoscono ancora dettagli ma si presume ovviamente che siano tutti brani nuovi scritti da Bob.
Naturalmente non devi andare dallo psichiatra (se no dovrei andarci anche io... :o)).
Grazie per il bel racconto della serie "When we first met..." che inserirò presto nella nostra sezione.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3842) ciao michele,
ti mando in allegato l' e-mail per la talkin' di questa settimana...

ti saluto... e complimenti per il libro

Marlow

Conoscevo anch'io i giudizi di scaruffi sui dischi di dylan... Che dire ? Tutto sommato a dylan gli va
pure bene, al confronto con altre recensioni: vedere al riguardo come scaruffi tratta i beatles, declassati
al ruolo di band di supporto di george martin, loro produttore...

I suoi contributi, quando non si fa prendere troppo la mano dall'approccio ideologico che gli è proprio -
com'è palesemente nel caso dei beatles -, sono in genere interessanti e stimolanti; io stesso ho più volte,
negli ultimi anni, 'approfittato' del suo sito, che è ricchissimo e ben articolato.
In effetti un articolo come quello dedicato ai beatles è a dir poco sconcertante: non si capiscono le
ragioni di tanta acredine, di tanto categorico e preconcetto rifiuto, in un narcisistico quanto gratuito
compiacimento demistificatorio che non rende giustizia alla grandezza dei beatles e della loro musica, ed
alla grandissima influenza che essa, oggettivamente, ha avuto sul corso della musica rock (o pop-rock
che dir si voglia). Dirò di più: non aiuta neppure a mettere bene a fuoco l'oggetto della trattazione.
Alla fine della lettura chi non conosce la musica dei beatles è ben lontano dal farsene un'idea, seppure
approssimativa. Questo perché il vero oggetto della trattazione non è la musica dei beatles, quanto la
dissennata sopravalutazione che in più di trent'anni  ascoltatori comuni, colleghi musicisti ed illustri critici
di tutto il mondo ne avrebbero fatto (e continuano indefessi, recidivi, nell'insulso peana, i marrani?!).
Il furore ridimensionatorio, forzato e in parte gratuito, pervade tutto l'articolo rendendolo poco
accessibile al lettore medio, e fondamentalmente inutile sul piano storico-critico. Si può infatti, anche in
sede di analisi storica, sminuire la grandezza o il valore estetico di un fatto artistico e musicale; e ciò
sulla base di propri convincimenti estetici, del proprio gusto personale, di una propria idea del rock e
della storia del rock. Non si può però negare o sminuire, come implicitamente fa scaruffi, l'enorme
importanza ed influenza che un fatto artistico e musicale ha avuto nel mondo (al punto da 'modificarlo':
la musica dopo i beatles non è stata più la stessa). Tutto ciò che riguarda gli effetti  di un'influenza (di
una lezione musicale, in questo caso) appartiene al regno dei fatti oggettivamente documentabili, e lo
storico, gli piaccia o no, deve tenerne conto. Capisco che tenerne conto e darne notizia al lettore
avrebbe potuto provocare l'insorgere, nel lettore medesimo, dell'imbarazzante domanda sul perché una
tanto mediocre e superficiale proposta musicale abbia poi  riscosso tanti consensi non solo tra i fan ma
anche tra gli addetti ai lavori (critici e musicisti: e sottolineo musicisti, tra cui, e scusate se è poco, lo
stesso dylan). E la cosa più incredibile è che tuttora, a distanza di quasi trentasei anni dallo scioglimento
del gruppo, i consensi continuano, non conoscono requie, e si sono addirittura 'storicizzati', presso i
critici. E non è da credere che tutti i critici del mondo siano fan dei beatles. Ragion per cui l'obiezione
che lo scaruffi solitamente muove a chi di fronte alle sue demistificanti analisi mostra sconcerto o anche
solo perplessità non può valere in questo caso. I dischi 'sperimentali e alternativi' che ha ascoltato lui, li
conoscono quasi tutti i suoi colleghi.
Che ci sia allora un'ondata di rincretinimento generale? Che vogliano per caso diventar tutti
baronetti??

Non accetto infine l'ipotesi che il contributo musicale di dylan alla storia del rock non sia stato così
importante come generalmente si crede. Non l'accetto per il semplice fatto che contraddice la verità
storica (non mi pare d'altronde che scaruffi lo disconosca).
E vorrei sottolineare come, secondo me, il contributo di dylan (la sua influenza) sia stato di gran lunga
maggiore sul piano musicale che su quello letterario. Innanzitutto perché scrivere e cantare canzoni è
essenzialmente un fatto musicale, e poi perché, se si guarda bene, dylan sul piano letterario non ha
avuto veri continuatori, e neanche veri imitatori (intendendo questa parola nella sua accezione migliore).

La sua è stata più che altro una (fondamentale) lezione di metodo, non di stile. La scrittura di dylan, per
la sua geniale sregolatezza e per tante altre cose, è inimitabile. De Gregori e De Andrè, che a tutti noi
piacciono tanto, mostrano, nello scrivere i testi delle loro canzoni, uno stile molto personale, sul quale la
lezione di dylan ha influito, nella sostanza, molto più indirettamente di quanto molti siano disposti a
credere.

                                                                                                             Tanti saluti a tutti da Marlow

P.S. una piccola curiosità: quale poteva essere la durata massima di un vecchio vinile ? Conoscete vinili
che arrivano a sessanta minuti ?

Ciao Marlow,
sono completamente d'accordo con te... I Beatles sono stati geniali e rivoluzionari indipendentemente da Martin (ognuno ha il proprio Lanois ? :o) ). Basta vedere come Dylan ne è stato colpito per valutarne la statura.
Sul discorso relativo ai vinili mi sembra di ricordare che la durata massima si aggirava intorno ai 50 minuti.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3843) Ciao Michele,
hai sentito la sigla musicale di fine collegamento con le olimpiadi invernali di Torino? The man in me, che tra l'altro faceva parte della colonna sonora del film "Il grande Lebowski". Ormai Bob è dappertutto.
Ciao e tante belle cose a tutti gli amici della Farm.
P.S.: sarò al concerto di Joan a Milano. C'è forse alle porte un incontro tra i farmiani presenti?
Ciao
Sandro

Ciao Sandro,
come scrivevo la volta scorsa, al concerto di Joan a Milano per il momento siamo già in 5... o forse 6. Ricordo anche a te di farti vivo con il sottoscritto un po' prima della data così ci diamo un punto di incontro e in ogni caso ne approfitteremo per un nuovo incontro di MF e dunque metterò il rituale annuncio sul sito.
Grazie per la segnalazione sulle olimpiadi che non sto seguendo...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3844) Caro Michele, è la prima volta che scrivo sul tuo sito per il quale ti faccio i miei complimenti.
Seguo Dylan da quando avevo 11 anni (Desire) e continuo ad essere affascinato da quest'uomo e dalle
sue capacità di attrazione. Non ho molto da dire ma ho pensato di scriverti di getto dopo aver terminato
la visione del bellissimo e, a tratti, commovente NDH.
Il motivo per cui scrivo è banale: vedendo finire il film e vivere il "dramma" della svolta elettrica,
osservando le interviste pazzesche a cui era sottoposto Dylan allora e la sua intelligenza evidente nelle
risposte, non posso che cogliere il paradosso di una persona su cui è sempre gravato il peso di dover per
forza esprimere qualsiasi cosa, purchè impegnata, e il suo rivendicare di essere soltanto ciò che si
esprime e nient'altro.
Il paradosso per me sta nel fatto che ancora oggi Dylan ha la capacità di attirare l'attenzione spiegando
ciò che di fantastico succedeva allora perpetrando quel senso di attesa che lui dice di aver sempre
voluto schivare. D'altra parte è anche per questo che noi ci sentiamo attratti da lui, o no?
Volevo poi aggiungere qualcosa circa le assonanze di canzoni nostrane con Dylan: mi pare che lo
svolgimento musicale di Caldo e scuro (De Gregori- Amore nel pomeriggio) sia molto vicino a Not Dark
Yet così come quello di Così celeste (Zucchero, Miserere) sia uguale in certi tratti a I shall be released.

Volevo poi spezzare una lancia per una canzone minore di Dylan che non viene mai citata è che è
Wigwam. Canzone certamente minore ma estremamente solare e felice.
Infine una chiosa su De Gregori che ha liquidato il Boss salvo poi comporre Per le strade di Roma con
forte richiamo nel titolo e nella musica (o arrangiamenti?) di Streets of Philadelphia.
Grazie dell'ospitalità
Franco

Ciao Franco,
allora benvenuto su queste pagine e grazie per i complimenti, sempre graditi.
Accidenti, ascoltavi Dylan già a 11 anni (e poi... Desire!!!!). Io a 11 anni ascoltavo i Beatles e i Pooh anche se di lì a poco sarei passato ai cantautori italiani con la D e poi a quello con la D un po' più grande :o)
Grazie per la testimonianza che condivido e grazie per le nuove segnalazioni della categoria "Assonanze/Citazioni/Omaggi" con cui vado ad arricchire la sottostante lista che diventa così sempre più completa. Tra l'altro a proposito di Caldo e scuro mi ero dimenticato completamente l'analogia che già tempo fa avevo notato e segnalato su MF.
A proposito del nuovo disco di DeGre, "Calypsos", che sto ascoltando proprio in sottofondo mentre redigo questa puntata della posta (bello, molto bello anche se a mio avviso inferiore a "Pezzi"), dici che Per le strade di Roma potrebbe richiamare Springsteen...? E non è che invece magari, chissà, hai visto mai che nella testolina del principe ronzava un certo verso che fa più o meno:o) "...oh the streets of Rooooooome..."??? :o)
Ciao e alla prossima,
Michele "Napoleon in rags"
 

Lista aggiornata:

1- Buonanotte Fiorellino (De Gregori)... Winterlude (testo e musica)
2- Sì Viaggiare (Battisti)... All Along The Watchtower (musica)
3- Un altro giorno è andato (Guccini)... I want you (musica)
4- Vedi Cara (Guccini)... Don't think twice it's all right (musica)
5- Al ballo mascherato (De Andrè)... Desolation Row/Tombstone Blues (testo)
6- Sally (De Andrè/Bubola)... Isis (ispirazione del testo)
7- Tempo reale (De Gregori)... Highway 61 revisited (musica)
8- Vai in africa Celestino (De Gregori)... Everything is broken (testo)-Subterranean Homesick Blues (musica)
9- Il suono delle campane (De Gregori/Locasciulli)... Stuck inside of Mobile... (musica)
10- Cercando un altro Egitto (De Gregori)... Talkin' World War III Blues (ispirazione del testo)
11- Giuliana (Ivan Graziani)... Gotta serve somebody (musica)
12- L'atomica cinese (Guccini)... A hard rain's a-gonna fall (ispirazione del testo)
13- Johnny lo zingaro (Bubola)... All along the watchtower (musica)
14- Parole a memoria (De Gregori)... Knockin' on heaven's door (citazione musicale)
15- Il panorama di Betlemme (De Gregori)... All along the watchtower (citazione musicale)
16- Numeri da scaricare (De Gregori)... Meet me in the morning (musica)-Slow train coming (citazioni testuali)
17- L'aggettivo mitico (De Gregori)... Blowin' in the wind (citazione-omaggio nel testo)
18- Farewell (Guccini)... Farewell Angelina (citazioni musicali e testuali)
19- Talkin' Milano (Guccini)... Vari Talkin' Blues dylaniani (testo e musica)
20- Statale 17 (Guccini)... Down the highway (testo), Highway 61 Revisited (ispirazione del titolo)
21- Canzone per un'amica (Guccini)... Ballad for a friend (testo)
22- Camicie rosse (Bubola)... Billy (musica)
23- Dolce signora che bruci (De Gregori)... It's all over now Baby Blue (ispirazione di versi)
24- Shomèr ma mi-llailah? (Guccini)... All along the watchower (corrispondenze bibliche da Isaia)
25- Bandiera Bianca (Battiato)... Mr. Tambourine Man (citazione testuale)
26- Bandiera Bianca (Battiato)... The times they are a-changin' (citazione testuale)
27- Cuccuruccucu (Battiato)... Like a rolling stone (citazione testuale)
28- Cuccuruccucu (Battiato)... Just like a woman (citazione testuale)
29- Noi non ci saremo (Guccini)... A hard rain's a-gonna fall (ispirazione del testo)
30- Canzone per Silvia (Guccini)... Hurricane (idealmente)
31- Compagni di viaggio (De Gregori)... Simple twist of fate (corrispondenze testuali)
31- Cartello alla porta (De Gregori)... Sign on the window (titolo)
32- Overdose d'amore (Zucchero)... Shot of love (titolo e parzialmente musica)
33- Pietre (Gian Pieretti/Gianco)... Rainy Day Women (musica e testo)
34- Bufalo Bill (De Gregori)... With God On Our Side ("The country was young... the cavalry charged..." - "Il paese era molto giovane, i soldati a cavallo eran la sua difesa)
35- ...E fuori continua a piovere (Del Sangre)... Tombstone Blues (musica)
36- Non 6 Bob Dylan (883)... (citazione del nome di Dylan)
37- Eskimo (Guccini)... (citazione del nome di Dylan)
38- Il vento dell'est (Gian Pieretti/Ricky Gianco)... Girl From the North Country
39- Pentathlon (De Gregori)... Gotta serve somebody (testo)
40- Canzone per Sergio (Vecchioni)... Blowin' In The Wind (citazione di versi).
41- Il suonatore è stanco (Vecchioni)... (citazione del nome di Dylan)
42- Bambini venite parvulos (De Gregori)... I Shall Be Free (Mr Clean/Mastro Lindo)
43- Disastro aereo sul canale di Sicilia (De Gregori)... Three Angels
44- Il canto delle sirene (De Gregori)... Jokerman
45- Numeri da scaricare (De Gregori)... Blowin' In The Wind ("non è possibile che non vedi" / "how many times can a man turn his head and pretend that he just doesn't see" )
46- Renoir (De Gregori)... The Times They Are A-Changin' ("Ora i tempi si sa che cambiano".)
47- Renoir (De Gregori)... Forever Young (Doppia versione e posizione nel disco, ultima della prima facciata, prima della seconda. )
48- Titanic (De Gregori)... Desolation Row (Si è tanto parlato dell'influenza del poema di Enzensberger «La fine del Titanic», che De Gregori non ha mai smentito, ma nemmeno sottolineato troppo entusiasticamente, e ci si è dimenticati l'ultima strofa di Desolation Row: «the Titanic sails at dawn»)
49- Chi ruba nei supermercati (De Gregori)... Desolation Row ("Tu da che parte stai?". Certo la citazione di Brecht è evidente, ma io ci sento l'eco del "Which side are you on?")
50- Sempre e per sempre (De Gregori)... Desolation Row (E which side troveremo sempre e per sempre Francesco? Non va dimenticato che «Which side are you on» è il titolo di una famosa canzone politica, riportata in auge dal folk revival dei primi anni sessanta.)
51- Il vestito del violinista (De Gregori)... Chimes Of Freedom («Così sentimmo nell'aria forte la ridondanza delle campane/come un ricordo che faceva piangere, come l'odore del pane». Anche qui difficile non pensare a quali campane avesse in mente De Gregori quando scriveva)
52- La testa nel secchio (De Gregori)... Slow Train ("E il treno sta partendo / Ma non è ancora partito" . Inoltre mi sembra di poter cogliere un'analogia anche nel ritmo delle due canzoni.)
53- Il vestito del violinista (De Gregori)... I shall be released ('Come vedere spuntare il sole dall'altra parte di un muro...' -  'I see my light come shining from the west unto the east... Yet I swear I see my reflection some place so high above this wall')
54- La testa nel secchio (De Gregori)... Angelina ('Blood dryin' in my yellow hair' - 'Ma ho del sangue nei capelli').
55- Dolce signora che bruci (De Gregori)... A Hard rain's a-gonna fall ('I met a young woman whose body was burning')
56- Tempo reale (De Gregori)... A Hard rain's a-gonna fall ('E nessuno ricorda la faccia del boia' -'The executioner's face is always well hidden')
57- Sono tuo (De Gregori)... Absolutely Sweet Marie (Where are you tonight, sweet Marie? - Ma dove sei stanotte, amore mio?)
58 - Tu angelo tu (Bubola)... You angel you (testo e struttura musicale)
59 - Cardiologia (De Gregori)... I threw it all away ("[l'amore] fa curvare i pianeti" - "Love...  makes the world go 'round"...)
60) Registrazione (Lucio Battisti) (citazione del nome di Dylan: "Da Dylan (ho imparato) a dire quello che mi pare")
61) Il bombarolo (De Andrè)... Desolation Row/Lay down your weary tune ("C'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo" - "The cryin' rain like a trumpet sang" e "Everybody is making love or else expecting rain")
62) Caldo e scuro (De Gregori)... Not dark yet (svolgimento musicale)
63) Così celeste (Zucchero)... I shall be released (svolgimento musicale)
64) Beatles; Rolling Stones e Bob Dylan (Elio e le Storie Tese) (citazione del nome di Dylan)


3845) Salve Michele,
per iniziare, grazie per la promozione a Muz (hai letto il mio articolo? Il disco del quale parlerò fra
un paio di numeri non è Shot Of Love, ma ci sei andato molto vicino).
Ecco le solite considerazioni sparse, con qualche segnalazione che spero troverai curiosa:

Ieri sera son stato al concerto, molto gradevole, dei Piano Magic. Hanno aperto i pretenziosi Castanets. Te li segnalo poichè l'unica cosa interessante del loro set è stata l'apertura con una stranita cover di New Pony, quasi irriconoscibile senza il coretto 'how much longer'.

Dieci baronetti come te si trovarono un giorno convocati da Bob Dylan, il quale disse loro: 'Che ne
dite di formare un complesso e di chiamarci Bob Dylan?'. Prese la parola John, disse: 'Non ti seguirò.
Presto Ringo, Paul e George costituiamo i Beatles. Presto Ringo, Paul e George cantiamo Yesterday?.
Charlie, Bill, Ron, Keith Mick e Brian accettaron di buon grado di suonare nei Bob Dylan: 'Presto
accompagnamo il cantautore che farà molto scalpore con canzoni impegnate!. É l'inizio di 'Beatles; Rolling Stones e Bob Dylan', una canzone (una delle più fiacche, ad esser sinceri) dei grandissimi Elio E Le Storie Tese, contenuta nell'album del 1999, Craccracriccrecr.

Dylan viene citato anche in uno dei brani più popolari di Billy Joel, 'We Didn't Start The Fire', dall'album Storm Front, del 1989. La canzone è un elenco (molto 'americano-centrico') di fatti e personaggi rilevanti degli anni centrali del ventesimo secolo. Dylan non poteva mancare! Ecco il verso nel quale è nominato:
Hemingway, Eichmann, Stranger in a strange land
Dylan, Berlin, Bay Of Pigs Invasion
Lawrence of Arabia, British Beatlemania
Ole Miss, John Glenn, Liston beats Patterson
Pope Paul, Malcolm X, British politician sex
JFK blown away, what else do I have to say?

A proposito della polemica su Scaruffi, cercherò di non esser troppo cattivo. Semplicemente ho
l'impressione che molti critici, specialmente italiani, riescano ad apprezzare un disco solo se li
fa sentire intelligenti (e così, mentre all'estero si godevano il punk, in Italia ci sorbivamo il prog).
Poveri noi, poveri ingenui, che cerchiamo una musica capace di entrarci nelle ossa prima che nel cervello, e che non baratteremmo due minuti di Otis Redding con l'intera discografia di Captain Beefheart!
O poveri loro?
Ps: La mia passione per Elio e soci potrebbe apparire in netta contraddizione con questa svelta tirata sulla musica 'intelligente' e di impianto progressive.
Presumibilmente lo è. Non fa niente, almeno per me.

Per oggi è tutto, Michele, grazie per lo strepitoso lavoro che fai sul sito, per tutte le anticipazioni e
per le notizie che scovi sulla rete. Ti scrivo ascoltando Street Legal (la New Pony di ieri mi ha
fatto venir la voglia), che suona magnificamente, come al solito. Che goduria!
Alla prossima,
Paolo Bassotti.

Ciao Paolo
non ho ancora letto il tuo articolo ma conto di farlo (devi sapere che nella landa in cui vivo non è facile trovare tutto quel che si cerca)...
Grazie per le segnalazioni, ho aggiunto quella di Elio nella listona qui sopra. Non conoscevo quel brano...
Io ad essere sinceri per l'intera discografia di Captain Beefheart non baratterei nemmeno le outtakes di Hearts of fire !!! :o))))
Come scritto nella mail precedente ovviamente sono d'accordo sul tuo giudizio relativo a Scaruffi e più guardo quella lista con i giudizi agli album di Bob e più trasecolo...
Alla prossima,
Michele "Napoleon in rags"


3846) Ciao Michele, eccomi di nuovo qua dopo qualche mese di 'assenza' per una segnalazione e una curiosità. As for the first one, volevo segnalare (anche se sicuramente lo saprai già) che proprio nella
giornata di ieri (sabato 18 febbraio) il nostro Bob è stato ancora una volta protagonista. Il festival del cinema di Berlino ha infatti chiuso i battenti con la proiezione out of competition della nuova
versione restaurata di 'Pat Garrett & Billy The Kid'!

Si sarebbe trattato (stando a quanto si evince da multiplayer.it) 'dell'anteprima assoluta di un'edizione realizzata sulle indicazioni del regista (Sam Peckinpah) morto nel 1984 e di una serie di commenti dei suoi collaboratori dell'epoca'.

Quanto alla curiosità, vorrei invece chiederti lumi about 'Rolling Thunder and The Gospel Years'. Gironzolando qualche giorno fa su Amazon, ho infatti notato la presenza di un DVD con codesto titolo. Si tratta (I guess) di un documentario non autorizzato, giusto? Ne sai qualcosa? Vale la pena averlo? Fammi sapere...

Un saluto,
Stefano 'Red Lynx'

PS: non ho ancora avuto il tempo di acquistare la tua ultima 'fatica' editoriale, ma presto lo farò! I'll tell you more appena avrò letto il libro...

PS: ho appena finito di scrivere per la rivista con cui da qualche tempo collaboro ('Vulcano') una recensione su 'No Direction Home' di Martin Scorsese. Te la mando in anteprima per MF unitamente alla foto del DVD di cui sopra!

A presto

Ciao Stefano,
proprio ieri ho visto al telegiornale che parlavano di Pat Garrett and Billy the kid al Festival di Berlino... Non so moltissimo del DVD 'Rolling Thunder and The Gospel Years' che mi risulta in uscita il 4 aprile. Ti confermo solo che non è ufficiale e comunque credo che ogni DVD che riguardi due periodi magici come la RTR o i Gospel Years meriti di essere visto/posseduto quindi mi sento tranquillo nel consigliartelo a scatola chiusa...
Ecco di seguito il tuo bell'articolo su NDH che inserirò ovviamente anche nella nostra paginona delle Stories in the press.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"

L'evento musicale del 2005: “No Direction Home”, a Martin Scorsese picture.

No Direction Home di Martin Scorsese, film–documentario che ripercorre i primi anni della vita e della
carriera di Bob Dylan, è stato senza dubbio uno degli eventi musicali più attesi del 2005. Il regista di
Taxi Driver, come forse gli appassionati di rock & blues sapranno, non è in realtà nuovo ad esperimenti
di questo genere, avendo già diretto nel lontano '78 il celebre The Last Waltz (concerto–evento che
segnò il definitivo addio alle scene di The Band, il gruppo che dal '66 al '74 accompagnò Dylan in giro
per il mondo nelle sue scorribande dal vivo) e, appena qualche anno fa, The Blues – from Mali to
Mississippi, altro interessante e non meno riuscito documentario con il quale lo stesso Scorsese ha
voluto rendere il suo personale tributo all'antica musica degli schiavi neri, il blues appunto.
Il risultato di quest'ennesima fatica “cinematografica” del regista italoamericano è tuttavia, se possibile,
ancor più straordinario rispetto agli altri due pur illustri predecessori.
Da vero appassionato qual'è, Scorsese ci prende per mano e ci guida, in un affascinante viaggio di oltre
tre ore, alla scoperta dei tanti momenti “topici” della vita e della carriera di uno dei più straordinari
interpreti dei nostri tempi, quel Robert Allen Zimmerman da tutti universalmente conosciuto, sin dai
primi anni '60, come Bob Dylan. Un documentario che non è, si badi, solo un semplice e sentito omaggio
a colui che qualcuno ha definito il “più grande scrittore rock” vivente, ma, di più, la rappresentazione di
un'epoca, un viaggio a ritroso nel tempo alla riscoperta delle più profonde radici della musica moderna,
americana e non.
E' un viaggio, questo di Scorsese, che parte da molto lontano e che, dalle miniere di Hibbing (la piccola
città del Minnesota dove il giovane Dylan trascorse la sua infanzia e buona parte della sua
adolescenza), snodandosi attraverso le più importanti e cruciali tappe della carriera del cantautore
americano, arriva e si conclude con il famoso incidente motociclistico del luglio del '66, episodio
quest'ultimo quanto mai “provvidenziale” che, costringendo lo stesso Dylan ad un forzato ritiro dalle
scene di quasi due anni, varrà paradossalmente a salvargli la vita.
Sullo sfondo di tutto ciò i tanti personaggi e compagni di viaggio (dalla “storica” fidanzata Suzie Rotolo
al poeta della beat generation Allen Ginsberg, dall'amata–odiata Joan Baez al “padre putativo” Woody
Guthrie, dal mitico produttore della Columbia John Hammond all'outlaw per antonomasia della musica
country, il compianto Johnny Cash) che hanno segnato la prima parte di una carriera ormai
ultraquarantennale, ma soprattutto lui, Bob Dylan, che, vincendo per una volta la sua proverbiale
idiosincrasia verso i microfoni, decide di mettersi in gioco in prima persona come mai aveva fatto prima
di allora, rispondendo, tra una sequenza e l'altra del documentario, a tutte le domande del
regista–intervistatore.
E' un Dylan inedito, ironico, insolitamente disponibile, più umano, per certi versi “atipico” (se mai parola
del genere può essere impiegata a proposito di Bob Dylan) e a tratti, direi, quasi irresistibile quello che
fa capolino qua e là dal documentario di Scorsese. Sarà forse l'approssimarsi alla fatidica soglia dei
sessantacinque (li compirà il prossimo 24 maggio) con il suo inevitabile fardello di preoccupazioni ma, al
tempo stesso, di saggezza e ritrovata serenità, sarà forse la serietà del progetto e la “non invadenza” del
regista, sarà quel che sarà, ma un Dylan così rilassato e sorridente non lo si era proprio mai visto.
Tra i momenti più “spassosi” del film–documentario ci piace ricordare, oltre alle testimonianze di due
straordinari protagonisti del Village come Dave Van Ronk (molto divertente quella sul “furto”, da parte
del giovane Dylan, della “sua” House Of The Rising Sun) e Liam Clancy dei Clancy Brothers, quello a
dir poco esilarante con cui si apre il secondo dei due dischi, che vede Bob impegnato, tra una pausa e
l'altra del suo tour britannico, in un autentico “pezzo di teatro” davanti ad un cartello che recita
testualmente: “compravendita di animali & uccelli su commissione”.
Tra i momenti “topici”, non si possono invece non menzionare il primo “tradimento elettrico” della storia
del folk (consumatosi, davanti ad un esterrefatto Pete Seeger, in quel di Newport nell'estate del '65) e
(soprattutto) il più feroce scambio di battute tra il pubblico (“Judas!”) e un artista (“I don't believe you /
you're a liar”) che la storia del rock ricordi. Grazie al paziente lavoro di Scorsese e di Steve Berkowitz
(il responsabile del dipartimento Legacy della Columbia Records, che ha condotto per l'occasione la più
approfondita indagine negli “archivi dylaniani” finora mai effettuata), oggi è finalmente possibile
ammirare in qualità digitale, a distanza di quasi quarant'anni da quella notte di Manchester che cambiò
per sempre il corso del rock, la celebre sequenza che vide protagonisti, da un lato un giovane Dylan
all'apice della sua stagione “anfetaminica”, dall'altro buona parte del suo pubblico di aficionados, e che,
nel bootleg di quello straordinario concerto poi “legalizzato” trentadue anni dopo dalla Columbia,
precedeva immediatamente l'esecuzione forse più “tirata” e incazzata di Like a rolling stone (una delle
canzoni–manifesto insieme a Blowin' in the wind e Subterranean homesick blues della poetica
dylaniana) che a memoria d'uomo si ricordi.
Inutile dire, in conclusione, che la fotografia (che vede alternarsi, nelle varie sequenze del
film–documentario, ora il bianco e nero ora il technicolor) è (ma poteva essere diversamente con un
maestro come Scorsese dietro la cinepresa?) semplicemente straordinaria.
Lavori così curati (sono addirittura ben 24 i sottotitoli disponibili!) se ne sono visti, a mio avviso, davvero
pochi in questi ultimi anni. Ecco perché (nella speranza che Dylan, la Columbia e Scorsese decidano di
dare prima o poi un seguito a questa riuscitissima prima parte) questo No Direction Home di Martin
Scorsese, che siate o meno degli appassionati di Bob Dylan, è un documentario assolutamente
imperdibile. Alla prossima!
Bob Smith 


3847) Ciao Michele,
non so se Gilberto l'ha mandata anche a te... a me la sua "trasfigurazione" sembra strepitosa... una
specie di mutazione genetica del nostro Napoleon... :-))
Secondo me ci si potrebbe costruire intorno una strip...
Un bacione !
Anna "Duck"

Ciao Anna
non potevo esimermi dal condividere con i magfarmiani il nuovo lavoro grafico di Gilberto che testimonia la mia indiscutibile, inarrestabile ed incontestabile ascesa al rango di superstar (lavoro che NON mi ha mandato! Capisco però che sia più piacevole corrispondere con una fanciulla... :o) )
Eccolo qua, complimenti a Gilberto!
Bacione!
Michele "Napoleon in rags"



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