parte 298
Lunedì 23 Gennaio 2006


Nella scorsa puntata Ste chiedeva lumi su una canzone di Bob in cui si parlava di una donna che si spoglia, di cui non ricordava il titolo... Ecco un paio di tentativi di risposta...

3781) Michele,
come va?

Ti scrivo per dirti che secondo me la canzone cui allude Ste nell'ultimo Talkin' e' *if you gotta go go now*

Ciao

Beppe

Ciao Beppe,
qui tutto bene e grazie per la segnalazione. In effetti potrebbe darsi che la canzone a cui alludeva Ste nella scorsa posta fosse proprio If you gotta go go now. Francesco "Tiger" qui di seguito ipotizza invece un altro titolo altrettanto pertinente. Qualcuno ha avuto altre idee?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


Ecco Francesco:

3782) Ciao Michele,

leggendo l'ultima talking ho capito a cosa ti riferivi quando hai fatto il paragone tra Dolce signora che
bruci e It's all over now, baby blue e devo dire che hai perfettamente ragione, specie sulla dylanicità del
verso "i soldati che aspettavi, sono tutti alla tua porta che chiedono le chiavi". Concordo in pieno anche
per Tempo reale e Hard rain, che mi era proprio sfuggita.

In una mail dell'ultima talking Ste accenna ad una canzone di Dylan "che parla di una donna che si
spoglia e dopo pochi versi Bob fa un ghigno quasi una risata": credo proprio che sia I shall be free.

A presto.

Francesco "Tiger"

Ciao Francesco.
In effetti I shall be free si presta alla descrizione di Ste. Rispetto all'ipotesi di Beppe che ho riportato qui sopra, in I shall be free in effetti c'è una descrizione più dettagliata della donna che si spoglia. In If you gotta go go now invece si può più che altro intuire che la donna si spogli (si spoglierà?) invitata dagli ironici versi cantati da Bob. Ste, facci sapere quale delle due è quella a cui pensavi (o se nessuna delle due è quella giusta, eventualmente...). Ecco il passo citato da Francesco:
Mi son preso una donna ieri notte,
ero ubriaco per tre quarti, lei sembrava nervosa.
Si tolse la sua ruota, si tolse la sua campana,
si tolse la parrucca, disse, "Come sembro?"
Io di corsa...  completamente nudo...
fuori dalla finestra !
Qui trovi il testo di If you gotta go go now. E qui il testo completo di I shall be free.
Per quanto riguarda il discorso dei riferimenti a canzoni di Bob fatti in canzoni di cantautori italiani, ne approfitto per segnalarne un altro evidentissimo anzi clamoroso e che non so come sia possibile ma mi era completamente passato di mente... La canzone in questione è di Massimo Bubola ed è "Tu angelo tu" che è una clamorosa citazione/omaggio di "You angel you" di Dylan dall'album "Planet Waves". Il brano di Bubola, oltre al titolo, è simile nella melodia e nella struttura. Lo si trova nel disco "Massimo Bubola" oppure nella ristampa "Giorni Dispari":

TU ANGELO TU
testo e musica Massimo Bubola

Tu angelo tu
regina solitudine
distendi le tue ali quaggiù
tu angelo tu.

Tu angelo tu
riempi la mia vita
di lacrime e di baci tu
tu angelo tu.

Perchè contare le stelle
perchè contare i desideri
se il cuore è uno solo e l'uno sei tu
tu il mio angelo tu.

Tu angelo tu
con i tuoi capelli lunghi
proteggi i miei segreti tu
tu angelo tu.

Tu angelo tu
per come sai capire
per come sai perdonare tu
sei il mio angelo tu.

Perchè pensare a domani
perchè ricordare ieri
se il tempo è uno solo e l'uno sei tu,
tu il mio angelo tu.

Perchè contare le stelle
perchè contare i desideri
se il cuore è uno solo e l'uno sei tu
tu il mio angelo tu
se il cuore è uno solo e l'uno sei tu
tu angelo tu

Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3783) Ciao ragazzi , ci siamo !
Giovedi 26 Gennaio , ore 22.00 , al mitico CITY HALL di PADOVA  (a 2 Km. dall'uscita A4 di
Padova Est) "Mr.AntonDjango" , Giorgio "SuperjoyDrum" Binotto , Walter "Peggy" Pegoraro e Leo "Bassman" Tringali (cioè... la Mr.AntonDjango's band...) presentano :
"..play fuckin' loud! " - Serata Tributo a BOB DYLAN

( altre info nel sito www.mr-antondjango.it ).

Ci vediamo e... vi aspetto !
Toni Albatros... AntonDjango

Ciao Toni,
benissimo. Io sarei venuto volentieri se ne avessi avuto la possibilità ma l'infrasettimanalità dell'evento me lo impedisce. Speriamo in futuro.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3784) Ancora io Michele.
Ragazzi , qualcuno mi sa dire se e dove posso trovare il cappellino "Highway 61 Revisited" ?? (quello indossato da De Gregori il 1° Maggio... per intenderci).
Ciao a tutti,
Toni "Albatros"

Ri-Ciao Toni,
se vai su bobdylan.com dovresti poterlo acquistare... Se non sbaglio una volta c'era nella sezione Store (anche se in effetti ora non lo vedo più). Se invece alludevi dove trovarlo in negozi italiani non saprei... Qualcuno lo sa?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"




Qui e sopra Francesco De Gregori al concerto del Primo Maggio, 2005, Roma

3785) ciao michele, ho conosciuto da poco l'eccellente e divertente sito di maggie's ( nonostante la mia frequentazione dylaniana risalga ai tempi dei tempi, quando ancora il computer era solo un'immagine
fantascientifica...)... Splendido lavoro il vostro!
ho trovato nella rubrica delle recensioni delle compilation live una tua a dir poco coinvolgente partecipazione alla versione di MY BACK PAGES sul CD " bathed in a stream of pure heat " e visto che da sempre questo e' uno dei miei brani favoriti di Bob, inutile dire che mi hai fatto fare un salto dalla sedia!!!
(...)
Ti ringrazio moltissimo e ti auguro un buon lavoro e spero passando da Aosta prima o poi di venire a fare un salto nella tua libreria!
ciao, giovanni.
P.S.
c'era nella posta una vecchia richiesta di info su una canzone di Pippo Franco, citante Bob Dylan: il titolo esatto era appunto "Vedendo la foto (o forse "una foto", non ricordo bene) di Bob Dylan" e risale al 1966.

Ciao Giovanni
alla parte privata della tua mail che ho saltato ti rispondo ovviamente privatamente.
Grazie per il resto e ti confermo che quella versione di My back pages contenuta in "Bathed in a stream of pure heat" è qualcosa di inarrivabile, strepitosa, paradisiaca. Anzi mi hai fatto venire la voglia di riproporre quelle mie sensazioni sperando che possano spronare altri a cercare quella chicca: Io ancora riesco ad emozionarmi anche ascoltando le vecchie canzoni (quelle forse maggiormente "usurate")... Ad esempio ricordo ancora qualche tempo fa la grandissima emozione che mi diede ascoltare la versione di My back pages di Utica, New York del 24 aprile 1997 sul bootleg "Bathed in a stream of pure heat".
Stavo lavorando al computer ed ascoltavo il cd... Quando attaccò My back pages con quel violino che ti prende alla bocca dello stomaco seguito dal primo verso in cui Dylan ti fa letteralmente sollevare da terra e ti fa volare tra fiamme cremisi non riuscii, dopo qualche minuto, a continuare quello che stavo facendo, e mi ritrovai a bocca aperta trasportato da quell'autentico capolavoro mentre mi beavo di quel violino, di quella armonica e di quella voce incredibile e mi chiedevo, come se già non ne fossi sicuro: "Ma allora Dylan è un GENIO irraggiungibile se riesce a fare una cosa simile su quello che già è sublime...". Al primo "Oh but I was so much older then, I'm younger than that now" gli occhi iniziavano già ad inumidirsi. E quel violino implacabile strofa dopo strofa... tu vorresti magari una pausa in quell'ondata di sensazioni ed invece quel "maledetto" violino ti continua a far oscillare come un guscio di noce in una tempesta... La voce di Dylan sembra quasi "piangere" e tu capisci che quell'uomo, quando vuole, quando canta una cosa non per "routine" è assolutamente ineguagliabile... A 6 minuti e 33 della canzone dopo un'altro pezzo implacabile di violino entra lui con l'armonica che si intreccia con il violino per diversi minuti e tu hai già capito che quella è la migliore versione di My back pages che mai sentirai in dieci vite... "In a soldier stance I aimed my hand..." e sei ormai completamente staccato dalla realtà circostante e ti ritrovi con gli altri davanti al palco di Utica... "My existence led by confusion boats/Mutiny from stern to bow"... Il guscio di noce è ora una barca di ammutinati ma la tempesta continua...
I brividi ormai hanno coperto ogni centimetro della tua epidermide e se prima gli occhi erano inumiditi... beh... l'armonica misericordiosamente chiude finalmente il pezzo dopo 8 minuti e 47 ed un assolo di quelli che ti scavano dentro, la folla esplode e tu pensi: "Cosa non avrei dato per essere ad Utica quel giorno". Poi spengo il computer e rimetto il cd ma stavolta inizio dall'ultima canzone del secondo disco e capisco che chi ha compilato quel boot doveva conoscere bene il latino "dulcis in fundo"...
Quella è secondo me in assoluto la versione migliore di questa canzone (seguita a ruota, per altri motivi nostalgici, da quella con gli amici del Madison Square Garden, Petty, Mc Guinn etc...).
Ciao Giovanni e grazie per la dritta sul pezzo di Pippo Franco. Nessuno riesce a trovare il testo? Fatemi sapere, thanx! Però grazie alla memoria di Giovanni ho trovato sulla rete un trafiletto in questione da una biografia di Pippo Franco. Ecco qua: Inizia la carriera a metà degli anni '60 come musicista, animatore di complessi beat dai nomi zoologici, I gatti e successivamente I pinguini. È autore e interprete di canzoni che propone nei locali di cabaret di Roma e Milano. Il suo disco "Vedendo una foto di Bob Dylan" (1968) ottiene anche un buon risultato di vendite. (da www.delteatro.it)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3786) Ciao Ragazzi!
Penso che non sia facile spiegare a qualcuno che non ama la musica, o meglio non ama Bob, come ci si possa sentire innanzi al mito durante un suo show. credetemi che ho cercato di spiegarlo, ho costretto mia moglie, i miei amici e parenti ad assistere ai suoi show, ma non sono riuscito nell'opera di convincimento. Forse è colpa mia, forse è impossibile. allora ho rinunciato; ho deciso di tenere le mie sensazioni per me e dividerle con Voi che siete sicuramente competenti e, principalmente, amanti del mito dylaniano.

Alcune recensioni giornalistiche sugli ultimi concerti sia Italiani che europei di Dylan, hanno affermato che il 'mito' ormai non ha più nulla da dire, se non portare stancamente in giro la sua persona.. per fortuna, altri giornalisti più attenti hanno sconfessato quanto detto.

Penso, sinceramente, che non si possa affermare che il mito è finito! Come si fa? basta ascoltarlo cantare, trascinare le parole dei suoi capolavori e rovesciarle sugli spettatori. Ogni show di Dylan è 'lo Show', canzoni che hanno in comune con la precedente esecuzione solo il nome, ma non il ritmo, la melodia e, a volte, neppure le parole. Penso che solo un genio possa reinventarsi di tour in tour, ma anche di concerto in concerto. Penso, altresì che un grosso aiuto gli venga dato dalla sua band che, a mio avviso, è semplicemente fantastica.

Ormai sono quasi 20 anni che seguo Dylan; ho avuto la possibilità di assistere a circa 30 suoi concerti tra l'Italia e l'Europa (ora i miei impegni lavorativi e famigliari hanno ridotto il tempo da dedicare a questa mia passione, ma anche quel poco tempo me lo custodisco gelosamente), ho circa 200 sue incisioni tra concerti ed outtakes, ma ogni volta che apre bocca per parlare o cantare, provo la sensazione che ho avuto la prima volta quando, alle scuole medie, ho sentito Blowin' in the wind cantata con Joan Baez!. resto in estasy. riesco ad abbandonare tutto e creare un microcosmo dove ci sono solo io e lui!

Strana sensazione, ma assolutamente gradevole ed appacificante nonché rilassante. Spero di poter usufruire di questo limbo ancora per molto tempo e spero che ne possa trarre giovamento anche il mio piccolo Riccardo, nato da pochi mesi, ma che sembra già apprezzare All along the watchtower e a cui vorrei dedicare, idealmente, Forever Young!!!!

Ciao a tutti. Dino

Ciao Dino
grazie per la bella testimonianza in cui ovviamente mi sono identificato (e come me credo moltissimi dei lettori di MF)... Una curiosità: la Blowin' in the wind che citi è per caso quella con Joan dal video di Hard Rain (Rolling Thunder Revue II)? Perchè in tal caso è esattamente quello che è successo a me che devo tutto a quel video (e ai dischi dei cantautori italiani, De Andrè/Bubola, De Gregori, Guccini) per la mia scoperta dell'Universo Bob Dylan.
Allora non resta che dedicare a Riccardo questi immortali versi:
May God bless and keep you always,
May your wishes all come true,
May you always do for others
And let others do for you.
May you build a ladder to the stars
And climb on every rung,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

May you grow up to be righteous,
May you grow up to be true,
May you always know the truth
And see the lights surrounding you.
May you always be courageous,
Stand upright and be strong,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

May your hands always be busy,
May your feet always be swift,
May you have a strong foundation
When the winds of changes shift.
May your heart always be joyful,
May your song always be sung,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3787) Ciao Michele,

rileggendo ultimamente il Canzoniere di Petrarca ho notato che alcuni suoi versi presentano delle affinità abbastanza strette con alcuni versi di Dylan:

-Rvf 267,14: "ma 'l vento ne portava le parole" - Blowin' in the wind: "The answer is blowin' in the
wind";

-Rvf 215,13: "pò far chiara la notte, oscuro il giorno" - She belongs to me: "She can take the dark out of the nighttime | And paint the daytime black" (che quindi tradurrei così: "Può rimuovere l'oscurità dalla notte | E colorare il giorno di nero");

-Rvf 152,14: "ché ben pò nulla chi non pò morire" - Gates of Eden: "Leaving men wholly, totally free | To do anything they wish to do but die";

-Rvf 307,7: "A cader va chi troppo sale" - Foot of pride: "He reached too high, was thrown back to the ground";

-Rvf 327,9-11: "Dormit'ài, bella donna, un breve sonno: | or se' svegliata fra li spirti electi, | ove nel suo
Factor l'alma s'interna" - 'Cross the green mountain: "his long night is done".

Alcune precisazioni: per quanto riguarda la seconda affinità, Petrarca riferisce il verso a Laura, richiamandosi al motivo di tradizione romanza della donna-sole da lui particolarmente sviluppato, e penso che il riferimento possa illuminare anche il verso di Dylan che si riallaccerebbe quindi a questa tradizione; riguardo alla terza mi sembra che anche qui il verso di Petrarca aiuti a capire quello di Dylan, vista l'ironia con cui questo viene pronunciato, soprattutto la parola totally; per quanto riguarda la quinta confermerebbe la tesi che ho sostenuto molte talkin' fa e che cioè la notte del capitano di cui parla Dylan sia la sua vita (terrena).

A mio avviso quelle più evidenti e probabili sono la seconda e la terza, entrambe in Bringing it all back home. A questo punto vorrei chiamare in causa, sperando che ci stia leggendo, un esperto come Alessandro Carrera (la cui traduzione delle Lyrics attendo con trepidazione) per sapere se secondo lui è ipotizzabile una conoscenza diretta di Petrarca da parte di Dylan (che tra l'altro forse si riferisce a lui in Tangled up in blue, sbagliando di un secolo) e a quale altezza oppure se possa invece aver letto qualche poeta inglese o americano che ha dei versi simili, vista l'enorme influenza di Petrarca sulla poesia (specie nel '500), oppure se infine siano solo coincidenze casuali.

Vorrei poi anche far notare che in Tight connection to my heart il verso "You're the one that's got the
key" rimanda al motivo della donna che ha le chiavi del cuore dell'amante di derivazione provenzale e
sfruttato pure in un paio di sonetti del Canzoniere.

A presto.

Francesco "Tiger"

Ciao Francesco,
direi che le tue ipotesi non fanno una grinza e credo che siano molto probabili anche perchè Bob ha sicuramente letto Petrarca come si evince dall'intervista rilasciata a Craig McGregor alla Brisbane Festival Hall di Brisbane, Australia, il 12 Marzo 1978 e pubblicata in New Musical Express il 22 Aprile 1978. Bob ci dice la verità (forse) sul poeta citato in Tangled up in blue:
(discutendo su "Tangled Up In Blue")
Dylan: Mi piace quella canzone. Già, quel poeta del 13mo secolo.
McGregor: Chi era?
Dylan: Plutarch. E' il nome giusto, no?
McGregor: Sì
Quindi Bob dice che il nome del poeta è Plutarco anche se egli non è sicuro che sia il nome giusto tanto da chiedere conferma all'intervistatore. E naturalmente non può essere Plutarco che visse in Grecia dal 46 circa al 127 circa. Quindi è chiaro che Bob si sbaglia "per assonanza" facendo confusione tra due nomi simili in inglese (Plutarch/Petrarch) e voleva dire invece "Petrarch", quindi Petrarca.
Per quanto riguarda la parte finale relativa alle chiavi in possesso della donna amata ricordo che anche in Absolutely sweet Marie potrebbe esserci un riferimento simile "You see, you forgot to leave me with the key". Così come in Sara: "You gimme a map and a key to your door." E naturalmente anche in "Up to me": "It was like a revelation when you betrayed me with your touch / I'd just about convinced myself that nothin' had changed that much / The old Rounder in the iron mask slipped me the master key / Somebody had to unlock your heart, he said it was up to me".
Ricordo a chi non lo ha letto che qui trova un bellissimo saggio di Francesco in cui ci sono anche riferimenti a Petrarca e ovviamente si parla anche di Dylan (in particolare del brano Blind Willie McTell).
A proposito di corrispondenze, a me il verso di Petrarca "Solo et pensoso i più deserti campi
vo misurando a passi tardi et lenti", ricorda un po' l'inizio di Love Sick: "Cammino lungo strade morte
i miei piedi sono così stanchi". Invece dei campi deserti le strade morte, i passi tardi e lenti ovviamente sottintendono piedi stanchi per il cammino. Chissà se è solo una coincidenza?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps per chi non lo sa: la sigla rvf riportata da Francesco si riferisce all'opera da cui sono tratti i versi, ovvero i Rerum vulgarium Fragmenta (il Canzoniere, appunto)


3788) Ciao Michele & farmers,
vorrei segnalare questo link dove si possono ascoltare alcune interessantissime performances, live e outtakes che partono dai primi anni '60 fino al Bob più recente.

http://www.geocities.com/SoHo/Coffeehouse/2909/realaudio.html

Ormai mi sono specializzato nello scovare testi delle covers dylaniane. Ho notato che nella sezione testi qui su Maggie's c'è una versione incompleta di "Let's Begin", che Bobby aveva proposto ad Avignone durante il Tour Europeo del 1981, sono riuscito a recuperane le liriche complete, eccole qua:

LET'S BEGIN
(words & music by Jim Webb)
Eseguita da Bob Dylan ad Avignone, Fr il 25-07-1981

Oh, when the love was lost
How did I ever survive?
Through that dark and lonely midnight
Tell me how did I stay alive
Oh, I'll try to last 'til morning
My new found friend, let's begin

Let's begin, there's so much to discover, let's begin
We got to learn about each other
And in the end we may find that we are lovers
You know, you got to play to win, let's begin

Oh, how to count the cost
How did we ever survive?
What the future has in store
Well, it's time to realize
Oh, we'll try it all again
My new found friend, let's begin

Let's begin, there's so much to discover, let's begin
We got to learn about each other
And in the end we may find that we are lovers
You know, you got to play to win, let's begin

Invece nonostante tutti i miei sforzi (chi mi aiuta?) non sono riuscito a trovare il testo della canzone di Curtis Jones "Lonesome Bedroom Blues",  eseguita da Bob durante il tour del 1978, che secondo me è stato uno dei migliori in assoluto con una band stratosferica, sei d'accordo?
A presto, un grosso ciao a tutti
Enrico 'slowhand' - Bergamo

Ciao Enrico,
grazie per il link.
E grazie per il testo di Let's begin che provvederò quanto prima a tradurre e ad aggiungere alla nostra mega-pagina.
Tour del '78? Quelli sì che erano tempi!... direbbero i detrattori del periodo anni '90/2000... :o) A parte scherzi, io adoro tutto il periodo live che va dalla prima Rolling Thunder Revue fino alla fine dei Gospel Years... Secondo me è il top del top di Bob live e la band che citi ovviamente è una delle migliori: Billy Cross alla lead guitar, Alan Pasqua alle tastiere, Steven Soles alla chitarra ritmica, il grande David Mansfield al violino e al mandolino, Steve Douglas al sassofono, Rob Stoner (Wow!!!) al basso, Bobbye Hall alle percussioni, Ian Wallace alla batteria, Helena Springs, Jo Ann Harris, Debbie Dye alle voci (Wow bis!!!). Uno spettacolo!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3789) Ciao Michele,
hai visto l'ultima pubblicazione (cd) di Jerry Garcia dei Grateful Dead?
Esegue tutti brani di Bob Dylan, anche dal vivo. C'è una recensione su JAM di gennaio.
Non l'ho ancora comprato.
Ciao
Peppe

Ciao Peppe
grazie per la segnalazione. Consiglio personale per chi non ha quei brani: procuratevi il CD perchè merita davvero ed è un'occasione per riascoltare il grande e indimenticato Jerry Garcia al proposito del quale Bob disse (per commemorarne la morte): "Non c'è modo di misurare la sua grandezza o importanza come persona e come musicista. Io penso che nessun elogio gli renderà giustizia. Era davvero grande, molto più che un superbo musicista dotato di orecchio e di abilità addirittura paurosi. E' il vero spirito personificato di qualunque cosa che nel suo profondo è un Paese dai Fiumi Fangosi e che pure fa salire il suo grido fino alle sfere. E' stato grandissimo, superbo musicista di incredibile bravura. Non ha avuto davvero eguali. Per me non è stato solo un musicista ed un amico, egli è stato come un fratello maggiore che mi ha insegnato e mostrato molto più di quanto avesse mai saputo. Ci sono un sacco di spazi tra la Carter Family, Buddy Holly ed Ornette Coleman, un mucchio di universi, ma egli li ha riempiti tutti senza essere il membro di alcuna scuola. Il suo modo di suonare era malinconico, spaventoso, sofisticato, ipnotico e sottile. Non c'è modo per dare l'idea della perdita..."
Ecco la tracklist del disco:

GARCIA PLAYS DYLAN
1. It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry, Jerry Garcia Band
2. Tough Mama, Jerry Garcia Band
3. Positively 4th Street, Legion of Mary
4. Wicked Messenger, Jerry Garcia Band
5. Knockin' On Heaven's Door, Jerry Garcia Band
6. Simple Twist of Fate, Jerry Garcia Band
7. I Shall Be Released, Jerry Garcia Band
8. When I Paint My Masterpiece, Jerry Garcia Band
9. She Belongs To Me, Grateful Dead
10. Forever Young, Jerry Garcia Band
11. Tangled Up in Blue, Jerry Garcia Band
12. Senor (Tales of Yankee Power), Jerry Garcia Band
13. Visions of Johanna, Grateful Dead
14. Mighty Quinn (Quinn, The Eskimo), Grateful Dead
15. It's All Over Now, Baby Blue, Grateful Dead
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

3790) Ciao Michele,
ieri sera si è parlato di te a Radio Città Futura! E' una radio di Roma (FM 97.7; si può ascoltare su Internet: www.radiocittafutura.it) , dalle 21:30 alle 23 c'è un programma chiamato Lunapark condotto da Giancarlo Susanna: finora l'ho sentito tre volte e ogni volta si è parlato di Dylan!
Veramente si è iniziato con un giudizio negativo sulle 'canzoni rovinate-pessima voce-niente chitarra' dell'ultimo periodo (e io mi sono un po' "arrabbiata"...), ma insomma sappiamo che su questo ci sono
pareri contrastanti, e ognuno ha la sua opinione.
Comunque ieri sera il conduttore indossava una maglietta di Dylan, aveva in scaletta una cover di "It takes a lot to laugh, it takes a train to cry" e subito dopo "Leopard skin pill box hat" dal Bootleg Series 7, ha consigliato di leggere Chronicles (e a quel punto l'avevo ormai ampiamente "perdonato"...), e infine, dopo un messaggio mio e di un altro ascoltatore, ha nominato Maggie's Farm e te in particolare!
E ora che ci penso, io ho iniziato a sentire RCF proprio grazie a Dylan, perchè il giorno del suo concerto a Roma nel 2003 ho letto sul giornale che tutta la programmazione della giornata sarebbe stata dedicata a lui... prima di questo non la conoscevo nemmeno e ora è la mia radio preferita!
Inoltre, un po' di tempo fa ha trasmesso un'intervista a Massimo Bubola, di cui avevo appena sentito parlare per la prima volta qui su Maggie's Farm...
Insomma, qualcosa in comune l'avete, così ho pensato di parlartene!
Ciao a presto,
Ely81

Ciao Ely,
e grazie per la bella notizia... Stiamo diventando sempre più famosi :o) Allora grazie a Giancarlo Susanna e Radio Città Futura per avermi/averci menzionati.
Del buon gusto musicale di Radio Città Futura neanche a farlo apposta proprio qualche settimana fa avevamo avuto già una prova visto che nell'intervista a Bobby Solo , Bobby ci aveva detto che avevano passato la sua versione di Farewell Angelina proprio di recente... Insomma, è gente che se ne intende! :o) E in un panorama radiofonico in cui Dylan è quasi del tutto assente la cosa non può che farci piacere... (anche se, piccolo aneddoto, qualche giorno fa su Radio Due, in un programma mattutino di cui non ricordo il titolo, hanno passato Hurricane e l'hanno fatta andare anche per un bel po'... Poi dopo averla sfumata e rientrati in studio il presentatore si è lamentato con la regia per aver sfumato... ! Bravo!).
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3791) Ciao Michele,
riguardo all'intervista di De Gregori su Il canto delle sirene-Jokerman di cui parlavamo nella scorsa talkin', avevo chiesto lumi nel forum del rimmelclub: la risposta ce l'ha data Claudio:

Da La Repubblica del 21 Gennaio 1988 (di Gino Castaldo)

[...] A proposito di Dylan, questo disco sembra di nuovo ispirato a lui, soprattutto il pezzo "Il canto delle
sirene"...
"Su questo posso anche rilasciare una confessione piena. Certo, è figlio di pezzi come Jokerman. Non mi vergogno di dirlo, anche perchè non ha nulla a che vedere come linea melodica nè come parole. E' chiaro che si prende dagli altri tutto quello che c'è da prendere. Dylan è il primo a dirlo: le canzoni si piegano ai propri fini, e uno si nutre di quello che è stato fatto prima.
La cosa che importa per un artista è che alla fine di questa operazione esca fuori qualcosa che ha un significato, che comunichi, che abbia storia...". [...]

Per restare in tema De Gregori, il suo prossimo album dovrebbe uscire il 10 o il 17 Febbraio e sarà intitolato Calypso.
A presto.
Francesco "Tiger"

Ciao Francesco
e grazie per il contributo. Risolto il mistero, dunque, anche se resta comunque la domanda relativa all'ispirazione che De Gregori può aver avuto da Jokerman per la sua Il canto delle sirene visto che in effetti tracce evidenti di corrispondenze testuali o musicali non ve ne sono... Probabilmente bisognerebbe chiederlo direttamente a lui...
Sul nuovo album di Francesco... e per restare in tema... non è che lo ha chiamato così ricordandosi dei "Calypso singers" di Desolation row? Quelli che deridevano T.S.Eliot e Ezra Pound?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3792) ciao michele,
ti volevo chiedere un parere sui dischi di massimo bubola.
Dovendone acquistare uno, con quale consiglieresti di iniziare ? La scelta in questo caso è tra "Amore e Guerra" (1996) e ".....e Farfalle" (1999) - non mi ricordo tutto il titolo.

Volevo poi farti i complimenti per la bella recensione di "Pezzi" di De Gregori, che ho da poco acquistato, e che ho molto apprezzato (un disco dal sound brillante, fresco e robusto, compatto e variegato e splendidamente unitario).
I riferimenti musicali al Dylan Live sono numerosi e posti in bella evidenza - quando addirittura non si tratta di vere e proprie citazioni.
Credo che De Gregori abbia realizzato uno dei dischi migliori di tutta la carriera (sicuramente degli ultimi vent'anni). La canzone "Il panorama di Betlemme" è straordinaria, una delle più belle ed efficaci mai scritte dal Nostro, che a volte riesce ancora ad essere geniale, sopratutto nell'invenzione delle situazioni narrative.
E' un disco che piacerà sicuramente a molti appassionati di Dylan.
Consiglio infine, a chi non lo avesse fatto, l'acquisto dell'ultimo live di Paolo Conte, un capolavoro assoluto.

Un' ultima considerazione, su dylan questa volta.

"E lasciatelo divertire...!"

Gira ancora il mondo in tour alla veneranda età di 64 anni, suona quasi tutto l'anno, si diverte alle tastiere, scrive la sua autobiografia, sta per far uscire un nuovo disco di inediti - a quanto pare -, cura con attenzione il suo mito perchè tale cura è oramai diventata per lui un dovere, che lo voglia o no; e poi non è vero che faccia concerti stile Las Vegas: si limita semplicemente a rinnovarsi con maggiore cautela e ponderatezza - e direi che alla sua età (per un rocker 64 anni sono come 84 per uno scrittore) sia del tutto comprensibile.
E nel frattempo continua a scrivere splendide canzoni: "Things have changed" è di soli cinque anni fa, ed è un capolavoro, degna di figurare su un qualsiasi disco dylaniano degli anni sessanta.
Tanti Saluti a Tutti
Marlow

Ciao Marlow
per quanto riguarda il disco di Bubola ti consiglio sicuramente Amore e Guerra. L'altro che non ricordi si chiama Diavoli e farfalle.
In Amore e Guerra ci sono alcuni classici stupendi di Massimo: Marabel, Johnny lo zingaro, Fiume Sand Creek, Quello che non ho, Un angelo in meno, Sally, Spezzacuori, Andrea, Eurialo e Niso, Camicie Rosse, Tre rose, Don Raffaè. Praticamente il meglio del meglio.
Va detto che anche in Diavoli e farfalle ci sono grandi brani e in particolare Ballata dei luminosi giorni , E una tirata d'orecchio, Tina, Il Blues di Re Teodorico, Se questo è un uomo. Ma se devi scegliere prendi il primo.
Su De Gregori inutile dire che sono d'accordissimo con te... Vedremo se questo nuovo Calypso eguaglierà la bellezza di Pezzi. E naturalmente sono d'accordo anche sul grandissimo Paolo Conte.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3793) Ciao Michele
come va?
Io sono abbastanza incasinato con la stagione, gli spettacoli nuovi e il film e mi rimane poco tempo per fare altro. Veruschka sbriciando sul blog di Cesare Cremonini ha trovato un suo post dove parlava di Visions of Johanna utilizzando la tua traduzione del testo, ovviamente citandone la fonte. Te lo segnalo anche se magari lo sai già.
Michele "Scorpion"

Ciao Michele
e grazie della notizia... E grazie a Cremonini che a questo punto mi sta sempre più simpatico :o) Naturalmente mi fa piacere che Cremonini frequenti Maggie's Farm... Anche perchè tempo fa disse alcune cose che riporto qui:

Cremonini: guardo a Dylan e De Gregori - MILANO - Dopo Freddie Mercury e i Beatles (che non sono finiti in soffitta, sia chiaro), i nuovi maestri di Cesare Cremonini sono Bob Dylan e Francesco De Gregori. «Credo nei miti e li cerco per farmi forza. Fatico a trovarli ai giorni d’oggi, così li cerco retro », dice il cantautore, ex leader del fenomeno Lùnapop, per spiegare cosa c’è alle radici di «Maggese», suo secondo album solista. Lo stesso stile del collega italiano si trova in «Sardegna»: «Non me ne vergogno. E’ il De Gregori che oggi non c’è più: non ha più 25 anni e ha cambiato stile», spiega. Dylan, invece, è nel brano che dà il titolo all’album. «In questi mesi ho letto tutte le sue biografie. Parlando di una crisi creativa, disse: "ogni canzone che arriva è come la prima rosa di maggio". Ho voluto assolutamente mettere quella citazione. Il confronto con lui è più con il poeta che non con il musicista». Il titolo del disco è preso da una poesia che una ex gli ha dedicato. «E’ il periodo di riposo che serve per per ridare fertilità ai campi. E spiega bene anche la mia ripartenza a tre anni dall’ultimo lavoro», puntualizza. (...)

E dopo la tua segnalazione sono andato sul blog di Cremonini e ho trovato altre sue dichiarazioni: (A proposito della sua canzone Maggese) "Era Novembre dello scorso anno, sei mesi dopo il viaggio purificatore in Argentina, quattro dall'abbandono dell'Erica, e poche settimane da quando la mia storia anti-depressione con Linda si era esaurita. Ed il momento non era dei più facili.
L'uscita del disco si avvicinava, ancora non sapevo che avrei registrato tutte le canzoni in Inghilterra. Walter non era sereno, il che manda regolarmente me nel pallone, e l'ansia è nemica di tutto, anche della scrittura, ed era parecchio che non suonavo dal vivo, il che mi faceva incazzare parecchio.
Di buono c'era che avevo cominciato ad ascoltare Bob Dylan, traducendo tutti i suoi innumerevoli testi, il che aveva dato nuova linfa alla mia scrittura, tant'è vero che nei mesi precedenti avevo scritto una bella canzone su Bologna, "Le tue parole fanno male" e l'apprezzatissima "Dev'essere cosi'" che come sapete è stata suonata per la prima volta in Tour con la Telefilmonic Orchestra ma che sarà pubblicata nel prossimo album."

E sempre sul blog di Cremonini ho trovato anche un suo bel racconto della data di Bologna di Bob.
Spero che Cesare non se la prenda se lo rubo dal suo blog (http://www.cesarecremonini.it/blog.php?id_post=424&page=3)  : "11 novembre 2005, ore 05:09 BOBBY D (in breve) - Il "vecchio" Bob viene in città per suonare. Ed io allupato come una zanzara in cerca di sangue mi precipito al Palamalguti perchè non gli permetterò mai di entrare e passarmi cosi vicino senza che io lo veda.
Si presenta con 10 minuti di ritardo, vestito con un bellissimo completo nero, accompagnato dalla sua elegante band al completo: due chitarristi, un bassista (che farà ruotare fra le sue mani anche il contrabbasso), batteria, steel guitar, violino, e lui stesso impegnato alla tastiera (pianoforte), voce e armonica.
Non ha bisogno nè di cori ad armonizzare la sua voce, perchè canta con una intensità tale, e con una timbrica cosi particolare che qualsiasi cosa in più guasterebbe la delizia, tanto è vero che nel mix generale ad avere più risalto sono la sua voce e le chitarre elettriche, nè di altri artifizi.
La scenografia è curata ma decisamnete scarna, il che fa prevedere un concerto spoglio di quelle caratteristiche ormai diventate un clichè di ogni concerto che si rispetti: gli "effetti speciali".
Niente di tutto questo.
Bob Dylan scende dallo spazio degli anni '60, atterra in una città qualsiasi del pianeta (non credo proprio che a lui faccia alcuna differenza essere a Bologna o a Tokio), suona, e riparte come un extraterrestre venuto in pace.
Avevo già visto Dylan un anno fa a Benidorm, in Spagna. Ma questa volta il concerto è stato leggermente più generoso.
In scaletta comparivano infatti canzoni che, seppur arrangiate in modo totalmente diverso, a volte in antitesi rispetto all'originale, hanno fatto la storia e che hanno messo in imbarazzo migliaia di cantautori.
"I Ain't Gonna Work on Maggie's Farm No More", "Love Minus Zero", "Highway 61", "It's Allright Mama, I'm Only Bleeding", "Like a Rolling Stone" per citarne qualcuna.
Non mi sarà mai chiaro Dylan.
E tra l' altro non desidero capirlo.
Ma tra una canzone e l'altra (durante un concerto di Bob Dylan c'è sempre tempo per pensare), mi sono chiesto più volte che cosa significhi al giorno d'oggi, come icona e come musicista, un'artista come lui.
Il Palamalaguti era mezzo pieno (quindi anche mezzo vuoto).
Non mi meraviglio, anzi, nessuno si è meravigliato per questo.
Anche le Chiese sono ormai tutte mezze vuote la domenica (molte a dire il vero sono deserte). Ma la coerenza di Dylan nel portare avanti la sua sacrosanta musica, originale nel senso più letterario del termine, cioè mantenendo fede alle sue scelte, e perchè no alle sue presunzioni, è straordinaria se si pensa che questa persona ha contribuito forse più di ogni altra allo sviluppo della musica popolare, e che potrebbe alla sua età appendere quella meravigliosa giacca nera e starsene in casa a scrivere barzellette.
Invece ha chiamato il suo tour "Neverending Tour".
"Dylan ha dichiarato più volte la sua necessità di tornare alla tradizione, ed è cosi che porta avanti il suo circo. Nel modo più tradizionale possibile, ovunque si trovi, qualsiasi pubblico abbia pagato per sentirlo o vederlo.
Rock'n'roll, blues, country, senza alcuna concessione, senza alcun compromesso. Perchè è ovvio, e sentendolo snocciolare rime e graffianti ritornelli ce ne si rende conto alla svelta, che è la parola, la poesia, ciò che fa di un suo concerto un fuoco d' artificio di emozioni.
E' convincente, romantico, a volte aggressivo, a volte desolato, mentre appoggia le sue labbra sul microfono.
Le sue movenze sono sinuose e a volte persino sexy (!!!!), mentre trascina le canzoni tra passaggi raffinati, sempre e comunque classici, e per questo onesti, mentre guida la sua armonica e la fa parlare.
Bobby D. ti convince senza ammiccare, senza regalarti nulla, anzi, (purtroppo), togliendo molto.
Spoglia le sue canzoni di quello che ne hanno fatto gli uomini e le ripropone come un secondo Vangelo, spoglia un evento di quell'ostentazione di luci e suoni tipica dei nostri giorni, dandoti in cambio il fascino del suo mito, l'eterna eleganza del passato, dei suoi capelli bianchi, dei suoi sorrisi stanchi e del suo sguardo che sembra annebbiato, ma più è annebbiato e più è saggio.
Tanto è vero che durante il concerto canta in un modo strepitoso.
La sua timbrica è come direbbe "Richard Benson": infernale ma allo stesso tempo umana come poche.
Le variazioni che si permette di fare alle linee melodiche sono spesso ripetitive, come per dire "Non esistono le canzoni, ne esiste una sola, universale." Concetto forse un pò mistico, ma reale nel caso Dylan, che rimane per me un punto di riferimento fondamentale, al quale sono convinto ci si appoggerà sempre di più nel futuro.
Perchè sarà anche "vecchio", ma è di cemento armato."

Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3794) Ciao Michele come stai? Volevo segnalarti che ho visto "Masked and Anonymous" e mi è piaciuto molto. In più c'è una versione acustica di I'll remember you da BRIVIDO. Poi in questi giorni sto ascoltando l'ultimo di Richard Ashcroft e t'invito vivamente ad ascoltare la prima "Why not nothing" (un fraseggio e timbro Dylanianissimo) ed anche la seconda "Music is power" (anche qui il Dylan della Big Pink). Poi volevo chiederti se quest'anno ci sarà il nostro Festival........ (spero proprio di sì). Un abbraccio a tutti.
Vincent

Ciao Vincent
per il Fest daremo ovviamente notizie su MF. Per il momento è un po' presto.
Grazie per la segnalazione relativa a Ashcroft. Proverò ad ascoltare i pezzi che citi.
Che dire della I remember you che citi se non: Hai ragione!!! :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3795) Ciao Michele,
come va?
Ti sei deliziato abbastanza con il video del concerto di Joanie? A proposito di Joan, volevo chiederti a quale concerto vai ad aprile... mio padre forse mi porta a milano, e se tu vai a quello, potremmo incontrarci... a proposito, hanno già iniziato a vendere i biglietti!
Una curiosità: tu hai scritto una poesia su Joan, e ad un certo punto dici : "lontano dall'odio che tra la cenere cova" (o qualcosa del genere)... per caso è una citazione di Whitman? ho trovato un verso molto simile in un libro...
Anyway, su NME di gennaio, Bob è al 7° posto tra i libri del 2005 con The Bob Dylan Scrapbook e al 3° tra i dvd dell'anno con "No Direction Home"...su XL di gennaio, invece, è al 3° posto (di nuovo!) tra i Dvd, ovviamente con No Direction Home... Bah, io No Direction Home l'avrei messo almeno al primo... :-)!

Peace and Baez
Fabrizia

Ciao Fabrizia
per quanto riguarda i concerti di Joan credo di andare a Milano. Fatti viva per quell'epoca così magari ci incontriamo.
Per quanto riguarda la mia poesia dedicata a Joan (che era più che altro una canzone costruita idealmente sulla musica del pezzo di Guccini su Guevara) e che riporto qui sotto per chi non la conosce non c'è un riferimento voluto a Withman a meno che non lo abbia fatto a livello inconscio, magari un ricordo inconsapevole...
I piazzamenti in classifica di Bob comunque mi sembrano buoni sia per lo Scrapbook che per NDH... Pensavo peggio.

J.B. (CANZONE DEL TEMPO CHE CI HA TRADITI)
di Michele Murino

Con riflessi di corvo, con riflessi di luna
nelle molte battaglie, e sconfitte qualcuna,
hai cantato e marciato e il tuo canto rimane
anche se le parole a volte sembrano vane

Nel sessanta cantavi di un America nuova
lontana dall'odio che tra la cenere cova
Nel sessanta marciavi per l'America nera
troppo sangue tra le stelle e strisce della bandiera

Troppi i corpi straziati in quella lontana guerra
guerra senza nemico, senza fronte nè terra
guerra di donne e bambini, guerra senza pietà
quando il denaro bestemmia non si guarda l'età

Un ragazzo ribelle combatteva al tuo fianco
un giorno ti ha lasciata, forse era troppo stanco
di inutili battaglie e di effimeri miti
o forse è solo il tempo che tutti ci ha traditi

Il corvo è ormai volato e ha raggiunto la luna
prosegue la tua battaglia, finchè ne resta una
finchè varrà la pena seguire un ideale
allora le parole non suoneranno vane
finchè varrà la pena seguire un ideale
allora le parole non suoneranno vane
se varrà ancora la pena seguire un ideale
allora le nostre parole non saranno mai vane

Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


3796) Gospel Song DVD è uscito!!!
Sal "Eagle"
Clicca qui

Ciao Sal,
grazie per la segnalazione!


3797) Ciao Michele volevo segnalarti il nostro prossimo concerto.
Grazie di cuore.
Un abbraccio
Emanuele

THE BEARDS IN CONCERTO
Presents :Bob Dylan and The Band songs.
Venerdi 27 Gennaio 06 ore 22.00
'OPEN GATE PUB'
Fiesso d'artico, Venezia

Per informazioni :
info@thebeards.it
www.thebeards.it

Prossime date :
10 Febbraio 06 - 'Al vapore' Mestre, Venezia
16 Febbraio 06 - 'Cockney London Pub" Villa del Bosco , Padova
10 Marzo 06 - 'Night Hawks' Brendola , Vicenza
12 Marzo 06 - 'Ricky's Pub' Villa del Conte , Padova


3798) ti segnalo Il Mucchio di gennaio con Bob Dylan all'interno, forse ne eri già al corrente, anche su quelli passati c'è sempre qualcosa...

ciao
Raf

Ciao Raf
thanx!


3799) NEWS FROM AL DIESAN'S WEBSITE

The Illinois Experience
Photos and song lists of the live performances In Illinois - Usa (November - December 2005)
See the page
http://www.al-diesan.it/html/live.htm

La Illinois Experience
Foto e titoli delle canzoni eseguite durante la permanenza in Illinois - Usa (Novembre - Dicembre 2005)
Vedi la pagina
http://www.al-diesan.it/html/dalvivo.htm



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