parte 296
Lunedì 9 Gennaio 2006






3759) Ciao Michele, ciao dylaniani... intanto Buon 2006 a tutti! E che sia un anno pieno di ... Bob! Inserisco la mia classifica (purtroppo in continuo aggiornamento, visto che non ho tutti i cd di Bob..):
1. Visions of Johanna
2. Like a rolling stone
3. Hurricane
4. Stuck Inside of Mobile With the Memphis Blues Again
5. Just like Tom Thumb's blues
6. Desolation row
7. Jokerman
8. Just like a woman
9. Heart of mine
10. Knockin' on heaven's door
Ciao,
Mariella.

Ciao Mariella,
Buon 2006 anche a te e a tutti quelli che stanno leggendo... Sarà un nuovo grande anno dylaniano (non ci sono dubbi!) con un nuovo disco di inediti (vero Bob?) altre chronicles e sicuramente altri libri (in primis le Lyrics in italiano ormai imminenti) e altri dischi (e perchè no?... anche qualche dvd!) interessanti di e su Bob (e un nuovo tour italiano di cui naturalmente ci lamenteremo a suo tempo :o) ).
Grazie per la tua classifica. Mi ha colpito la posizione altissima di Heart of mine che in genere è un brano poco considerato... e che a dire il vero anche io ho liquidato nel libro "Bob Dylan" della collana Legends (Editori Riuniti) con un velocissimo "Brano leggerino per quanto piacevole all'ascolto". Segno che ogni dylaniano ha una sua classifica particolare e che un brano che ad alcuni può dire poco ad altri invece comunica moltissimo e segno che è difficilissimo capire cosa piace e cosa no e prova lampante di come avesse ragione Dylan quando in un'intervista, parlando dei brani da lui scelti in concerto, diceva che non esistono canzoni da eseguire per forza e canzoni da non eseguire, perchè quello che per qualcuno può avere un significato per qualche altro non ne ha affatto. Ricordo a chi non lo sa che può votare i dieci brani preferiti di Bob e i suoi dieci album (oltre che le copertine). In queste pagine trovate tutto:
Canzoni
Album
Copertine
Tra qualche settimana i nuovi aggiornamenti.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3760) Caro Michele, ti risparmio i fin troppo ovvii complimenti per il sito e ti risparmio pure la mia
"autobiografia dylaniana"; vengo subito alla domanda. Leggendo l'intervista dell'84 pubblicata su MF ho letto un riferimento ad Aunt Molly Jackson di cui proprio non conoscevo manco l'esistenza. In
Internet ho trovato qualcosa di lei e in particolar modo mi ha incuriosito il testo di una canzone dal titolo
"Poor miner's farewell". La metrica e lo stile del pezzo ricordano a tal punto "Only a hobo" che ho
provato a cantarcela sopra e ci sta perfettamente. Sai dirmi se in effetti la melodia di quest'ultima si
riconduce proprio a quel pezzo? Grazie e a presto, Beppe.

Ciao Beppe
è proprio così. Bob in quegli anni (inizio '60) riprendeva a piene mani melodie esistenti (come del resto si era soliti fare nell'ambito del folk, anzi era la regola, e quando si scriveva un pezzo folk cercando di creare una nuova melodia si veniva guardati con sospetto :o)).
Non si può nemmeno dire con esattezza che il rimando sia a quella canzone in particolare visto che anche quella a sua volta si rifà ad un'altra melodia preesistente...
Nello specifico il brano di Aunt Molly Jackson, che risale al 1932, è un rifacimento del brano di John Wallace Crawford dal titolo "Only A Miner Killed."
E' probabile che Dylan, per la sua  "Only A Hobo", abbia tenuto ben presente soprattutto la versione di John Greenway apparsa su "The Songs and Stories of Aunt Molly Jackson" (pubblicato su etichetta Folkways nel 1961).
Tutte queste versioni erano comunque a loro volta l'adattamento di molte canzoni simili più antiche tra cui alcune che parlano di marinai o cowboys morti. Il brano in questione tra l'altro ha la stessa melodia della Guthriana "The Great Divide". Una canzone che lo stesso Bob cantava spesso al Gerde's Folk City.
Insomma nel folk è difficile risalire con esattezza alla fonte di un motivo che si tramandava di generazione in generazione da tempi remoti e nell'era pre-copyright si perpetuava la tradizione musicale anonimamente.
Per i curiosi ecco il testo di "Poor Miner's Farewell":

Poor hard working miners, their troubles are great,
So often while mining they meet their sad fate.
Killed by some accident, there's no one can tell,
Their mining's all over, poor miners farewell!

Only a miner, killed under the ground,
Only a miner, but one more is gone.
Only a miner but one more is gone,
Leaving his wife and dear children alone.

They leave their dear wives and little ones, too,
To earn them a living as miners all do.
Killed by some accident, there's no one can tell,
Their mining's all over, poor miners farewell!

Leaving his children thrown out on the street,
Barefoot and ragged and nothing to eat,
Mother is jobless, my father is dead,
I am a poor orphan, begging for bread.

When I am in Kentucky so often I meet,
Poor coal miners' children out on the street.
"What are you doing?" to them I have said,
We are hungry, Aunt Molly, and we're begging for bread."

"Will you please help us to get something to eat?
We are ragged and hungry, thrown out on the street."
"Yes, I will help you," to them I have said,
"To beg food and clothing, I will help you to get bread."

Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3761) Ciao Michele,
intanto complimenti a Carrera per Un giorno tutto sarà calmo (ho letto il suo brano su Maggie's farm. A quando il seguito?). Veramente molto bello... spero di poter vedere poi l'opera in teatro dalle mie parti (sono di Bergamo)... la Sardegna era un po' lontana per me... ci sono novità? Ma la Benedicta Froelich che ha scritto con te Un giorno tutto sarà calmo è la stessa Beni dei fumetti di Zimmy? Volevo poi chiederti se mi consigli di cercare la versione remixata di Street legal che so era uscita qualche anno fa... ne vale la pena veramente o è simile all'originale (devo dire che i sacd secondo me non erano poi questa gran cosa secondo me). Ultima domanda: hai la scaletta esatta dei brani eseguiti da Bob al tributo a Woody Guthrie?
Baci
Francesca

Ciao Francesca
grazie per i complimenti e yeeesss!!! la Beni in questione è sempre la nostra mitica scrittrice elvetica che tra un po' ci manderà anche il seguito delle avventure di Mummy and Zimmy (vero Beni? su, su... non poltrire... datti da fare :o) ). Per quanto riguarda "Un giorno tutto sarà calmo", dopo la prima ad Olbia il regista Michele Salimbeni mi fa sapere che ci saranno altre rappresentazioni in altre città ma al momento non ci sono date fissate (se tutto va bene ce ne sarà una a Milano... quindi vicino a te). Naturalmente su MF daremo ampio risalto alla cosa (tieni in memoria questo link per gli aggiornamenti) o ad eventuali altre date. Per il seguito del testo su MF... come si suol dire "prossimamente su questi schermi..."
Su Street legal io dico che vale la pena perchè la nuova versione è nettamente superiore alla precedente che aveva davvero molti problemi. E per quanto riguarda la scaletta del Woody Guthtrie Tribute ecco qua:
Nello show pomeridiano alla Carnegie Hall di New York (20 Gennaio 1968) Bob eseguì i seguenti brani di Woody:
I Ain't Got No Home
Dear Mrs Roosevelt
The Grand Coulee Dam
This Land Is Your Land
Bob era accompagnato nelle prime tre da The Band (Robbie Robertson, Richard Manuel, Garth Hudson, Rick Danko, Levon Helm). La quarta vedeva Dylan affiancato da Pete Seeger, Judy Collins, Arlo Guthrie e Odetta.
Nello show serale nello stesso luogo e nella stessa data Bob eseguì:
Ain't Got No Home
Dear Mrs Roosevelt
The Grand Coulee Dam
This Train Is Bound For Glory
Le prime tre ancora con The Band e la quarta ancora con Seeger, Collins, Arlo Guthrie e Odetta.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3762) Caro Michele,
a proposito della disposizione del palco utilizzata da Dylan nei concerti a partire dal 2003 - Talkin' 291-, avevo letto anch'io l'intervista a Bubola, ma già allora la sua opinione non mi aveva convinto del tutto.
Perché il centro del palco non sparisce, anzi è ben segnalato dal microfono, ma resta vuoto. E lo stesso
Dylan dalla sua postazione lo guarda per tutto il concerto. Ogni tanto lo raggiunge: ultimamente per
qualche assolo di armonica, nei concerti degli anni scorsi anche per fare qualche canzone con la
chitarra. Era questa l'immagine che mi aveva turbato a Milano nel concerto del 2003, unita a una
evidente difficoltà di Dylan a camminare. Non che il concerto non fosse stato bello. Anzi, non dovendo
suonare la chitarra, Dylan poteva scandire le parole con molta cura e capacità evocativa, dando nuovo
spessore ai testi.
Se l'intenzione fosse stata quella di far sparire il centro, non si capisce il motivo di costruirci intorno la
scenografia del palco. Ma che vorrà dire? Chi manca? E chi manca deve ancora arrivare, o se ne è già
andato? O tornerà presto? Non ci resta che aspettare con impazienza il ritorno in Europa del
Neverending Tour.

(A questo proposito, se sei sempre del parere di andare a sentire Bob a Londra, sono della partita fino
da adesso).

Anche se ho visto che nessuno ha fatto nuove segnalazioni sulle «assonanze» dylaniane nei testi dei
nostri autori - Talkin' 268 -, ho continuato ad annotarmele man mano che mi venivano in mente. Inutile
dire che Francesco De Gregori è una vera miniera. Anzi, sapendo della sua profonda conoscenza di
Dylan, forse gliene attribuisco anche qualcuna a cui non pensava: ma si sa che l'inconscio nei processi
creativi ha una larga parte...
Dunque:

Il canto delle sirene / Jokerman

Non sono più in grado di recuperare il riferimento, ma sono quasi sicuro che che sia stato lo stesso De Gregori a parlare del collegamento in un'intervista

Numeri da scaricare / Blowin' In The Wind

"non è possibile che non vedi" / "how many times can a man turn his head and pretend that he just
doesn't see"

Renoir / The Times They Are A-Changin'

"Ora i tempi si sa che cambiano". Difficile non pensare che De Gregori possa scrivere un verso così
senza alludere a Times

Renoir / Forever Young

Doppia versione e posizione nel disco, ultima della prima facciata, prima della seconda.

Titanic / Desolation Row

Si è tanto parlato dell'influenza del poema di Enzensberger «La fine del Titanic», che De Gregori non ha
mai smentito, ma nemmeno sottolineato troppo entusiasticamente, e ci si è dimenticati l'ultima strofa di
Desolation Row: «the Titanic sails at dawn»

Chi ruba nei supermercati / Desolation Row

"Tu da che parte stai?". Certo la citazione di Brecht è evidente, ma io ci sento l'eco del "Which side are
you on?"

Sempre e per sempre / Desolation Row

E which side troveremo sempre e per sempre Francesco? Non va dimenticato che «Which side are you
on» è il titolo di una famosa canzone politica, riportata in auge dal folk revival dei primi anni sessanta.

A proposito di Desolation Row, vorrei segnalare il bel commento - ripreso dal precedente «Amico
fragile», unica biografia autorizzata di De André - che Cesare Romana inserisce nel suo «Smisurate
preghiere. Sulla cattiva strada con Fabrizio De André», Arcana, 2005 a pagg. 63-64, paragonando
Dylan a Dante.

Il vestito del violinista / Chimes Of Freedom

«Così sentimmo nell'aria forte la ridondanza delle campane/come un ricordo che faceva piangere, come
l'odore del pane». Anche qui difficile non pensare a quali campane avesse in mente De Gregori quando
scriveva

La testa nel secchio / Slow Train

"E il treno sta partendo / Ma non è ancora partito" . Inoltre mi sembra di poter cogliere un'analogia
anche nel ritmo delle due canzoni.

Escluderei, invece, senza alcun dubbio l'assonanza tra «La ballata dell'eroe» e «John Brown». «La
ballata dell'eroe» è stata pubblicata su 45 giri Karim nel 1961 (discografia di Mariano Brustio contenuta
in «Fabrizio De André. E poi il futuro» a cura di Guido Harari, Mondadori, 2001 pag. 186). Questa
incisione è poi confluita in un numero imprecisato di antologie costruite con il materiale dei 45 giri
Karim, ufficiali e semiufficiali. Va ricordato che De André nei suoi quarant'anni di carriera ha inciso per
undici case discografiche differenti, e ogni passaggio riapriva la questione dei diritti sul vecchio
materiale. Quel materiale è stato pubblicato anche su due cd. Il primo nel 1991 dalla Philips - sull'onda
del successo delle «Nuvole» - conteneva tutte le canzoni Karim, compreso «Nuvole barocche»/«E fu la
notte», il primo 45 giri pubblicato nel 1960. De André, convinto che quei master fossero andati distutti,
non gradì per nulla. Il secondo, ancora disponibile, fu pubblicato dopo la sua morte dalla Universal nel
2000, con il consenso della famiglia, e contiene tutto il materiale Karim, meno le due canzoni prima
citate. Quando pubblicò «Volume III» nel 1968 per la Bluebell Record, De André scelse molte canzoni
del repertorio Karim - alcune celeberrime come «La canzone di Marinella» e «La guerra di Piero» - tra
cui «La ballata dell'eroe», ma le reincise in una nuova esecuzione, anche se con arrangiamenti molto
simili all'originale. È abbastanza difficile notare le differenze, se non si ha consuetudine con il materiale
di De André. Per questo molti pensano che quelle canzoni siano più recenti di quanto effettivamente
sono. Non so datare con esattezza «John Brown», ma anche se è possibile che nel 1961 fosse stata già
scritta, è assolutamente impossibile che De André potesse conoscerla.

Non vorrei essere petulante insistendo sull'esclusione dell'assonanza tra «Un altro giorno è andato» e «I
Want You», ma non fidandomi del mio orecchio ho verificato la sequenza degli accordi e le linee
melodiche dei due spariti e sono differenti: Sol/Do/Re7 e Fa/La-/Re-/Do/Sib. Ma anche in questo caso
non corrisponde la cronologia. «Un altro giorno è andato» è stata scritta con il titolo di «Spiccioli» nel
1967 (Un altro giorno è andato. Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto, Giunti, 1999, pag. 75).
E anche qui è molto difficile, anche se non è da escludere totalmente, pensare che Guccini avesse già
ascoltato Blonde On Blonde.

Che dietro al Suonatore stanco di Vecchioni si nasconda De Gregori lo rivela Sergio Secondiano Sacchi
nella biografia «Voci a San Siro», Arcana, 1992, pagg. 100-101. D'altronde quel disco, Elisir, è pieno di
riferimenti ai colleghi. C'è anche Guccini nella struggente «Canzone per Francesco» e nella terza strofa
di «Figlia» - «e allora saprai che porti il nome di un mio amico/di uno dei pochi che non mi hanno mai
tradito». La prima figlia di Vecchioni si chiama Francesca - e c'è De André nell'irriverente «Le belle
compagnie» - Whisky Kid che mai aveva visto un contadino, faceva tardi a tirar mattino e si interrogava
«...su, dimmi specchio delle mie brame, chi è il più anarchico del reame», allusione a «Storia di un
impiegato» e lieto viveva in un castello col marcondirondirondello, allusione a «Girotondo» - che gli
costerà un battibecco con Dori Ghezzi durante uno spettacolo alla Bullona di Milano.
D'altronde non è l'unica canzone in cui è finito De Gregori. Nella divertente e dissacrante «La zappa, il
tridente, il rastrello,la forca, l'aratro, il falcetto, il crivello, la vanga», evidente presa in giro della chitarra,
contrabbasso,... di Battisti, pubblicata nel 1976 in «Mio fratello è figlio unico», Rino Gaetano descrive
l'amico Francesco alle prese con l'inaspettata popolarità: «Giovane e bello divo e poeta/con un principio
di intossicazione aziendale/fatturato lordo la classifica che sale/il resto lo trova naif». L'amicizia fra i
due, nata al Folkstudio, sarà suggellata dalla partecipazione di De Gregori, durante il periodo del suo
ritiro dalle scene dopo la contestazione al Palalido, in «Fabbricando case», pubblicato nel 1978 su
«Nuntereggae più», dove fa un elegante controcanto.

L'identificazione tra la nera signora di «Samarcanda» e la creature void of form di Shelter From The
Storm nasce tutta nella mia testa. Secondo me sono la stessa persona, anche se conosco le fonti di
Vecchioni, una storia della cultura orientale, passata attraverso la dominazione araba anche nella
tradizione siciliana delle storie di Giufà, che è riportato sull'esergo di Appointment in Samarra di John
O'Hara, dove l'ha scovata Vecchioni.
Per cui è un accostamento del tutto soggettivo, che nasce dal fatto che ho sempre vissuto la signora di
Shelter come una presenza niente affatto rassicurante: per me «I'm bound to cross the line» indica la
marcia di avvicinamento alla morte, e la bellezza che cammina sul filo del rasoio si può cogliere solo alla
fine dell'avventura su questa terra. Ero curioso di sapere se qualche altro maggiefarmiano condivideva
questi miei stati emotivi.

Per concludere vorrei farti partecipe di un aspetto del mio rapporto con l'arte di Dylan. Trovo sublimi
certi suoi attacchi di chitarra, quando giocherella con le note a metà tra il «e adesso cosa vi faccio» e il
«cerco nel groviglio primordiale un filo per raccontarvi qualcosa su come va questo mondo». Ti segnalo
due attacchi su tutti: All Along the Watchtower con The Band su Before The Flood, e Every Grain Of
Sand del concerto di Barcellona del 26 giugno del 1984. Non ti propongo proprio una nuova classifica -
ma se credi, anche - quanto di ricevere qualche segnalazione, anche ad uso personale, per scovare
qualche tesoro che sicuramente mi è nascosto: nessuno può pensare di conoscere completamente
Dylan, neanche Cristopher Ricks! (A proposito il suo Visions Of Sins è davvero una lettura
straordinaria, che radica il lavoro di Dylan nella tradizione della poesia inglese, più che americana).

Spero davvero a presto

Gianni The lonesome sparrow

P.s. per Michele ed Elio Rooster.
Leggendo per motivi professionali, ma anche per curiosità intellettule, una bella ricerca di Simon Kuper,
un giornalista inglese, pubblicata in Italia da Isbn, «Ajax, la squadra del ghetto. Il calcio e la Shoah», ho
scoperto che il padre di Ruud Krol è stato un coraggioso capo della Resistenza olandese. Si vede che
certe qualità vengono da lontano...

Ciao Gianni
e grazie per la tua attenta ed interessante disamina e per tutte le segnalazioni che vado dunque ad aggiungere al nostro listone che riporto qui sotto.
Su Un altro giorno è andato non escluderei del tutto che Guccini potesse aver già ascoltato Blonde on blonde... Come sai lui all'epoca aveva stretti contatti con Deborah Kooperman, la musicista americana, che sicuramente possedeva i dischi di Dylan e lo stesso Guccini aveva avuto una relazione con una ragazza americana ed era andato con lei negli USA "...in cerca di rari giornaletti..." (e sicuramente anche di dischi) come dice in Canzone delle situazioni differenti. Credo insomma che Guccini tra amici americani e fidanzate non avesse problemi ad avere Blonde on blonde "in diretta" alla sua uscita. A me i due motivi continuano a sembrare molto simili se pur su tonalità diverse anche se in effetti gli accordi non sono gli stessi... ma il cantato di Guccini mi riporta sempre alla mente il brano di Bob.
Sono naturalmente sempre d'accordo per andare a Londra! Stavolta Bob non ci frega!!!! :o)
E' suggestiva la tua ipotesi di identificazione del personaggio di Shelter from the storm con quello di Samarcanda... anche se a me non convince molto forse perchè ho sempre visto quel brano in chiave "positiva"... ma chi può dirlo?
Non conoscevo alcuni aneddoti che riporti come quello del Guccini citato in «Figlia». Grazie per le segnalazioni. Così come non conoscevo il discorso relativo a Rino Gaetano...
A proposito delle citazioni di Bob in canzoni altrui ora mi è venuto in mente che tempo fa avevo trovato (ma poi perso) una pagina in inglese in cui venivano elencati moltissimi brani in inglese in cui veniva citato Bob... qualcuno si ricorda dov'è? Fatemi sapere, grazie...
Non so quale potrebbe essere il riferimento a Jokerman inserito ne Il canto delle sirene... chiedo l'aiuto all'esperto degregoriano Francesco "Tiger" se sta leggendo queste righe... ne sai qualcosa Francesco?
Verissimo il discorso di Renoir, anche io l'ho sempre interpretata come un riferimento a Forever Young quella mossa strana della doppia versione così posizionata.
A proposito c'è un brano di Bennato che si chiama Non c'è tempo per pensare che potrebbe anche rimandare a No time to think... ecco il testo:

Tempi di guerre sante e di eroi
che hanno le idee chiare
sanno che la guerra è santa
e non cíè tempo per pensare

Sanno che con líinferno e il paradiso
cíè poco da scherzare
e che il vero Dio ha deciso
da che parte stare

E non cíè tempo per pensare
e non cíè tempo per capire
bisogna credere e obbedire
e qui cíè il bene e qui cíè il male

Io alla guerra non ci vado
questo è fuori discussione
io che da bambino ero rinnegato
e un disertore

Ma quel che è peggio ho disertato
cori e manifestazioni
e quel luogo comune
che separa cattivi e buoni

E non cíè tempo per pensare
e non cíè tempo per capire
bisogna credere e obbedire
e qui cíè il bene e qui cíè il male

E non cíè tempo per pensare
cíè tempo solo per scandire
gli stessi slogans tutti insieme
slogans al posto delle ideeÖ

A proposito di De Gregori mi viene in mente un altro possibile riferimento a Dylan nel suo capolavoro Bufalo Bill: "Il paese era molto giovane... i soldati a cavallo era la sua difesa..." in riferimento a With God On Our Side ("The country was young... the cavalry charged..." - "Il paese era giovane... la cavalleria caricava..."). Che ne dite? Senza contare che poco dopo dice "...dimostrava in maniera lampante l'esistenza di Dio... ("...with God on our side...", appunto).
Inoltre non escluderei che nella costruzione di Alice non lo sa De Gregori si sia ricordato di Visions of Johnna con tutta quella serie di personaggi descritti nelle varie situazioni e il "...ma tutto questo Alice non lo sa..." che chiude ogni strofa e che mi ricorda molto il "...these visions of Johanna etc." che chiude ogni strofa del brano di Bob. Senza contare che De Gregori come Dylan descrive personaggi che sembrano non avere a che fare con le protagoniste delle canzone Alice/Johanna (Irene al quarto piano... Lili Marlene... Cesare perduto nella pioggia... Il suo amore ballerina... Il mendicante arabo... li trovo analoghi a Louise e il suo amante... il Piccolo ragazzo perduto... le Donne con la faccia di gelatina... il venditore ambulante, etc...  Oltretutto De Gregori parla del "tram di mezzanotte" e Dylan di una corsa notturna della metropolitana...).
Sempre per quanto riguarda il grande DeGre ho sempre associato il verso di Rimmel che recita "Chi mi ha fatto le carte mi ha chiamato vincente ma uno zingaro è un trucco..." al verso di Idiot Wind in cui Dylan parla della zingara che gli legge la mano... Visto che lo stesso Francesco ha dichiarato in seguito che - forse inconsciamente - quel brano e gli altri di quel disco erano molto influenzati da Blood on the tracks non è da escludere...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: bello l'aneddoto sul grande e indimenticato Rudy Krol... se poi scoprissimo che a casa sua ha anche un po' di dischi di Dylan... :o)
ps2 Invito i magfarmiani che stanno leggendo queste righe a inviare i loro "attacchi chitarristici" dylaniani preferiti...

Ecco l'elenco aggiornato delle "assonanze" dylaniane in canzoni di altri artisti segnalate dai magfarmiani... Volete allungare la lista? Fateci sapere...

1- Buonanotte Fiorellino (De Gregori)... Winterlude (testo e musica)
2- Sì Viaggiare (Battisti)... All Along The Watchtower (musica)
3- Un altro giorno è andato (Guccini)... I want you (musica)
4- Vedi Cara (Guccini)... Don't think twice it's all right (musica)
5- Al ballo mascherato (De Andrè)... Desolation Row/Tombstone Blues (testo)
6- Sally (De Andrè/Bubola)... Isis (ispirazione del testo)
7- Tempo reale (De Gregori)... Highway 61 revisited (musica)
8- Vai in africa Celestino (De Gregori)... Everything is broken (testo)-Subterranean Homesick Blues (musica)
9- Il suono delle campane (De Gregori/Locasciulli)... Stuck inside of Mobile... (musica)
10- Cercando un altro Egitto (De Gregori)... Talkin' World War III Blues (ispirazione del testo)
11- Giuliana (Ivan Graziani)... Gotta serve somebody (musica)
12- L'atomica cinese (Guccini)... A hard rain's a-gonna fall (ispirazione del testo)
13- Johnny lo zingaro (Bubola)... All along the watchtower (musica)
14- Parole a memoria (De Gregori)... Knockin' on heaven's door (citazione musicale)
15- Il panorama di Betlemme (De Gregori)... All along the watchtower (citazione musicale)
16- Numeri da scaricare (De Gregori)... Meet me in the morning (musica)-Slow train coming (citazioni testuali)
17- L'aggettivo mitico (De Gregori)... Blowin' in the wind (citazione-omaggio nel testo)
18- Farewell (Guccini)... Farewell Angelina (citazioni musicali e testuali)
19- Talkin' Milano (Guccini)... Vari Talkin' Blues dylaniani (testo e musica)
20- Statale 17 (Guccini)... Down the highway (testo), Highway 61 Revisited (ispirazione del titolo)
21- Canzone per un'amica (Guccini)... Ballad for a friend (testo)
22- Camicie rosse (Bubola)... Billy (musica)
23- Dolce signora che bruci (De Gregori)... It's all over now Baby Blue (ispirazione di versi)
24- Shomèr ma mi-llailah? (Guccini)... All along the watchower (corrispondenze bibliche da Isaia)
25- Bandiera Bianca (Battiato)... Mr. Tambourine Man (citazione testuale)
26- Bandiera Bianca (Battiato)... The times they are a-changin' (citazione testuale)
27- Cuccuruccucu (Battiato)... Like a rolling stone (citazione testuale)
28- Cuccuruccucu (Battiato)... Just like a woman (citazione testuale)
29- Noi non ci saremo (Guccini)... A hard rain's a-gonna fall (ispirazione del testo)
30- Canzone per Silvia (Guccini)... Hurricane (idealmente)
31- Compagni di viaggio (De Gregori)... Simple twist of fate (corrispondenze testuali)
31- Cartello alla porta (De Gregori)... Sign on the window (titolo)
32- Overdose d'amore (Zucchero)... Shot of love (titolo e parzialmente musica)
33- Pietre (Gian Pieretti/Gianco)... Rainy Day Women (musica e testo)
34- Bufalo Bill (De Gregori)... With God On Our Side ("The country was young... the cavalry charged..." - "Il paese era giovane... la cavalleria caricava...")
35- ...E fuori continua a piovere (Del Sangre)... Tombstone Blues (musica)
36- Non 6 Bob Dylan (883)... (citazione del nome di Dylan)
37- Eskimo (Guccini)... (citazione del nome di Dylan)
38- Il vento dell'est (Gian Pieretti/Ricky Gianco)... Girl From the North Country
39- Pentathlon (De Gregori)... Gotta serve somebody (testo)
40- Canzone per Sergio (Vecchioni)... Blowin' In The Wind (citazione di versi).
41- Il suonatore è stanco (Vecchioni)... (citazione del nome di Dylan)
42- Bambini venite parvulos (De Gregori)... I Shall Be Free (Mr Clean/Mastro Lindo)
43- Disastro aereo sul canale di Sicilia (De Gregori)... Three Angels
44- Il canto delle sirene (De Gregori)... Jokerman
45- Numeri da scaricare (De Gregori)... Blowin' In The Wind ("non è possibile che non vedi" / "how many times can a man turn his head and pretend that he just doesn't see" )
46- Renoir (De Gregori)... The Times They Are A-Changin' ("Ora i tempi si sa che cambiano".)
47- Renoir (De Gregori)... Forever Young (Doppia versione e posizione nel disco, ultima della prima facciata, prima della seconda. )
48- Titanic (De Gregori)... Desolation Row (Si è tanto parlato dell'influenza del poema di Enzensberger «La fine del Titanic», che De Gregori non ha mai smentito, ma nemmeno sottolineato troppo entusiasticamente, e ci si è dimenticati l'ultima strofa di Desolation Row: «the Titanic sails at dawn»)
49- Chi ruba nei supermercati (De Gregori)... Desolation Row ("Tu da che parte stai?". Certo la citazione di Brecht è evidente, ma io ci sento l'eco del "Which side are you on?")
50- Sempre e per sempre (De Gregori)... Desolation Row (E which side troveremo sempre e per sempre Francesco? Non va dimenticato che «Which side are you on» è il titolo di una famosa canzone politica, riportata in auge dal folk revival dei primi anni sessanta.)
51- Il vestito del violinista (De Gregori)... Chimes Of Freedom («Così sentimmo nell'aria forte la ridondanza delle campane/come un ricordo che faceva piangere, come l'odore del pane». Anche qui difficile non pensare a quali campane avesse in mente De Gregori quando scriveva)
52- La testa nel secchio (De Gregori)... Slow Train ("E il treno sta partendo / Ma non è ancora partito" . Inoltre mi sembra di poter cogliere un'analogia anche nel ritmo delle due canzoni.)


3763) caro michele , sono un giovane cantautore torinese è mi chiamo giovanni camanni. ho scoperto che nel tuo sito (Maggie's farm) c'è una bella pagina dedicata alle traduzioni più o meno libere delle canzoni di bob.
qualche mese fa mi sono trovato a tradurre una canzone: belle isle. ho così pensato di inviartela.
grazie per tutto quello che mi hai fatto scoprire col tuo sito.

P.S. Se hai tempo e voglia anche io ho un sito (www.giovannicamanni.it). mi piacerebbe avere una tua opinione sul mio "lavoro" appena agli inizi ma molto difficile da portare avanti qui in italia! grazie. ciao.

giovanni camanni

Ciao Giovanni,
grazie per il bellissimo testo che trovo molto riuscito e che ho inserito nella nostra sezione apposita e che riporto anche qui di seguito.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

Belle Isle
(traduzione di Giovanni)

Una sera passeggiavo spettinato solo
nei campi maturi per una carezza
sulle rive del lake Erin dove
si pescano risposte e bellezza

Sbirciai una contadina al suo lavoro
e mi fermai a guardarla graziosa
danzare con garbo sull'erba
giovane stella brillante dell'isola luminosa.

Mi chinai umile a quell'angelo
"Dolce fanciulla dove sei nata?
Sei forse figlia del cielo?
Amo già le tue trecce di seta".

"Ragazzo ti racconterò il mio segreto
sono solo una povera contadina
e tradire i miei voti e le mie promesse
e' più di quanto possa il mio cuore di bambina

perciò non scivolerò fra le tue braccia
ma pregherò per la miseria e la fatica
e per chi mi ha lasciato così sola
sola sulle rive dell'isola bella".

"Signorina di sole non voglio deriderti
sono io che vengo da te mascherato
per mantenere la nostra ultima promessa
e speravo di arrivare inaspettato

tu sei la ragazza che cercavo per amare
tu sei da sempre nel mio cuore
per me non c'è altra damigella
che la mia giovane stella brillante dell'isola bella".


3764) Ciao, innanzitutto buon anno!
Il viaggio a Londra come previsto non ha avuto molto a che fare con Dylan ma ho comunque fatto delle
ricerche...
*Il vicolo del video di Subterrenean homesick blues non esiste più o comunque è molto cambiato: ho
girato tutte le strade intorno allo Strand cioè la via del Savoy Hotel ma non l'ho trovato (e poi per inciso
non sono riuscita a scaricarlo da internet)!
*Già prima di partire avevo letto su internet che il pub dove è stata scattata la foto della copertina di
World gone wrong (il  Flukes Cradle Cafè bar a Camden High street) ha chiuso.
*In compenso ho comprato The word rivista dove eleggono Bob uomo dell'anno. Si trova anche in Italia
e ci ho trovato un 'espressione divertente circa l'annoso dibattito sulla voce di Bob (traduco: Dire che
Bob Dylan non sa cantare è come dire che i granchi non sanno nuotare; tecnicamente no ma sanno
muoversi davvero bene nell'acqua.) Carino no?
*Poi passeggiando a Nottingh Hill su Westbourne Grove, ho per caso guardato dentro una casa... su
un'intera parete c'era dipinto il viso di Bob ...come serigrafata! Fantastico! Ho provato a fare una foto
ma con il vetro non veniva niente... ho anche provato a suonare ma nessuno mi ha risposto!
Un abbraccio a tutti
Matilde

Ciao Matilde
e grazie per il racconto. Immaginavo che a distanza di così tanti anni sarebbe stato difficile ritrovare intatti i "luoghi dylaniani" a Londra. A proposito del tuo ultimo asterisco... mi viene ora in mente che in casa ho giusto giusto una parete libera... :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3765) Caro Michele,
volevo chiederti dove posso rintracciare a roma (magari su noleggio) il film di pennebaker che mi è
riuscito introvabile!
Colgo l'occasione per porti i miei complimenti per questo sito al servizio di tutti quanti vorrebbero
entrare o fanno già parte del mondo dylaniano.
Ho vent'anni e ascolto Bob da  soli due anni e non passa giorno che io non ascolti uno dei suoi
capolavori o senza che io veda anche una sola foto di zimmy per darmi carica ed infondermi sicurezza.
Ma non posso fare a meno di notare come Bob stia friggendo le sue canzoni più belle in tutti i modi e in
tutte le maniere creando solo sconforto ed imbarazzo verso chi lo ama.
Qualche giorno fa ascoltavo My back pages da una data (credo zurigo) del suo tour 2005 e
sinceramente ho fatto un balzo sulla sedia nel sentire quella voce stanca e alla ricerca di originalità.
E che arrangiamenti, e come allunga tutto per portare una delle sue piu belle canzoni oltre i 5 minuti ma
per far cosa? quest'uomo si ricorda o no d'essere bob dylan e come tale poter entusiasmare anche con
una chitarra fatta di cartone? o anche con un'armonica soltanto?
Ti prego Michele non nascondiamo la polvere sotto il tappeto, quando ascolto i suoi album e sopratutto
quando guardo le immagini gentilmente concesseci da "un tale" Martin Scorsese mi emoziono per la
fighezza di bob e per quella musica sensazionale.
Non venitemi a dire che ho solo 20 anni vi prego, perchè la musica è tutta la mia vita da sempre e parlo
sopratutto di musica anni 60-70 e con ciò ho qualche conoscenza e so riconoscere un autore che veniva
da un altro pianeta (bob universalmente inteso) da uno che svende al migliore offerente la sua musica e
la sua voce (bob anni 2000).
E non mi sento di dire che ha chiuso, magari ci riserva qualche stravolgimento della musica da far
chiudere bottega agli altri" per manifesta inferiorità" però Bob non ti stiamo urlando"Giuda" questa volta
perchè gli hai dato una gran bella lezione tanto tempo fa, ma oggi ti chiediamo di non prostituirti più e di
regalarci nuove emozioni perchè per noi sarai sempre sinonimo di musica poesia e stile.
Francesco

Ciao Francesco
grazie per i complimenti e per quanto riguarda il film di Pennebaker non ti resta che scrivere al tuo concittadino Carlo "Pig" (ilmio.divista@libero.it) che ti potrà essere d'aiuto.
Per il Bob che dipingi nella mail mi sembra di capire che tu sia d'accordo con l'articolo di Paolo Vites al centro delle ultime Talkin'... Non ho ben capito però in che senso parli di "prostituirsi"... Secondo me oggi Bob non sta facendo niente di diverso rispetto a quello che ha fatto fin dagli anni '60, per cui se si sta prostituendo ora lo ha sempre fatto. A cosa alludevi esattamente? Sul discorso dell' "entusiasmare anche con una chitarra di cartone" naturalmente sono d'accordo con te e con me credo moltissimi altri lettori... ma credo anche che ormai la scelta della tastiera sia irreversibile anche se spero anch'io in un ripensamento da parte di Bob e non sai quanto pagherei per vederlo con una chitarra di cartone da solo senza band eseguire brani acustici come faceva un tempo, con tanto di armonica, come tu auspichi.
Per quanto riguarda "My back pages" si conferma quello che scrivevo più su in merito al fatto che davvero ogni dylaniano ha un punto di vista differente forse su ogni canzone o addirittura su ogni singola versione... tanto per dire ecco quello che aveva scritto la succitata Benedicta al riguardo nella sua recensione da Zurigo: "Un'altra chicca è stata My Back Pages, distintasi in particolare per l'interpretazione soft, che ha reso la canzone appena più lenta che in tour precedenti, e per l'impronta pianistica che Bob le ha dato con la tastiera. Di nuovo, gli assoli di chitarra, così come gli accompagnamenti alla steel pedal tra una strofa e l'altra, sono stati molto belli e mai troppo invadenti".
Tu scrivi invece: "Ho fatto un balzo sulla sedia nel sentire quella voce stanca e alla ricerca di originalità", e parlate entrambi dello stesso artista, dello stesso concerto e della stessa canzone.
Per quanto riguarda il discorso dei dischi, beh direi che possiamo dimenticarci che Bob canti i brani come su disco, non lo faceva ieri e meno che meno lo farà oggi o domani... sia per scelta che per capacità vocali ormai ridotte (Highway 61 l'ha fatto a vent'anni, Blood on the tracks a trenta, Infidels a quaranta... oggi ne ha 65!!!). Tanto più se poi tu fai il paragone con il film di Scorsese... stiamo parlando di Bob al vertice dei vertici della sua carriera (insieme con il periodo RTR) dunque secondo me è assolutamente improponibile utilizzare quella come pietra di paragone per giudicare il Dylan attuale. Che ne pensano gli altri dylaniani in ascolto?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


Ed ecco Mick Dylan dei "Blackstones"...

3766) Ciao Michele, ho fatto un restyling al nostro sito e nella pagine del Maggie's Farm Folk Fest ho inserito i link per tutti gli artisti che hanno partecipato, clicca sul link qui sotto, fai scorrere la pagina e troverai la scritta "Tutti gli artisti che hanno suonato con noi a Roma".
Ciao,
Mick Dylan

http://www.blackstones.it/aromaitaliano.htm

Ciao Mick,
benissimo, grazie per la segnalazione.
Purtroppo non sono riuscito ancora a trovare foto dalla serata di Milano al Ristoshow dell'11 novembre '05 e dunque rinnovo ancora l'appello visto che ho notato qualcuno che di foto ne ha fatte quella sera (se leggete questa pagina fatemi sapere, grazie!).
Ok per il resto.
Ciao
Michele


3767) E a proposito del Dylan Day di Milano ecco una mail di Beppe Gazerro che mi segnala un paio di link al suo sito. Se siete interessati alla registrazione cliccate sul primo. Per una recensione della serata cliccate sul secondo.

http://www.giuseppegazerro.com/mp3/DylanDay_Milan_2005.htm

http://www.giuseppegazerro.com/dylan_tribute/DylanDay05review.htm


3768) Sabato 14 Gennaio dalle 21.30

Al Centro Sociale "La Strada"
Via Passino, 24 (Zona Garbatella) Roma
Tel 0651607784
Mail: csoalastrada@libero.it
 

ďE se vi siete detti non sta succedendo nienteĒ

3° Tributo a FABRIZIO DE ANDRE'

con:

THE GANG,
KAY MCCARTHY e PIERO RICCIARDI,
EDOARDO DE ANGELIS,
MASSIMILIANO D'AMBROSIO,
VERBAMANENT RASALI,
FABRIZIO MOZZILLO E I SERVI DISOBBEDIENTI,
SERGIO SIMEONI,
LAURA POLIMENO,
NORA TIGGES MAZZONE,
GIAMPIERO MAZZONE,
RAZMATAZ,
MASSIMILIANO LAROCCA,
MAURIZIO TREQUATTRINI,
FONDAZIONE G,
DAVIDE VACCARI,
VINCENZO POMPONI,
FABRIZIO GUARINO,
FEDERICO PALLADINI BAND,
REIN.



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