parte 292
Lunedì 12 Dicembre 2005


Iniziamo anche questa puntata della "Talkin' Bob Dylan Blues" con alcune mail relative all'articolo di Paolo Vites "The mighty road to rock 'n' roll"...

3718) Caro Michele,
sono un assiduo frequentatore del 'tuo' sito e non posso fare a meno di associarmi ai continui complimenti che ricevi per quanto sei riuscito a mettere in piedi. Ho un archivio ben fornito in fatto di dischi, nastri, video e libri vari ma ti assicuro che in questo mio 'spazio musicale' c'è un posto ormai fisso e privilegiato per quanto ruota attorno a quello che hai costruito e che ritengo non abbia molti antagonisti a tale livello.
Premessa doverosa a parte vorrei esprimere un mio parere prendendo spunto da quanto letto in merito all'analisi fatta da Vites che mi sembra basata su un taglio decisamente specialistico. Ma non potrebbe essere diversamente, considerando la sua conoscenza dell'intero panorama 'Dylan' basato su
una visione fatta a 360° gradi. Mi trovo sostanzialmente d'accordo circa l' esposizione fatta e le opinioni conclusive espresse circa gli shows riferiti agli ultimi tour effettuati dal 2001 in poi. Un confronto questo 'impari' se riferito a quelli fatti in precedenza e che sostanzialmente non possono aver soddisfatto completamente chi, dal 1984 ad oggi (senza considerare chi ha avuto la fortuna di assistere a quelli degli anni precedenti) non ha mai perso l'occasione di assistere (io sono tra quelli) ad uno dei tanti
spettacoli proposti da Dylan in Italia.
Nel corso degli anni ho assistito ad una ventina di concerti ed in questi ho visto un po' di tutto. Dal Dylan impacciato e con una Band poco convincente (sembrava che stessero facendo le prove definitive per il tour) a Verona il 28 Maggio 1984 sono passato a quello completamente trasformato pochi
giorni dopo a S. Siro, pronto a regalare un concerto bellissimo di circa tre ore.
Poi c'è stato il tour con Petty nel 1987 con concerti brevi ma molto intensi (Modena e Arena di Milano). Ho avuto la fortuna di essere presente all'ottimo esordio italiano del NET (Milano 1989) seguito dai ritorni meno felici nel 1990 (con Van Morrison) e nel 1992 (Correggio - doppia batteria e rottura di chitarra).
Poi c'è stata l'evidente ripresa contrassegnata da concerti coinvolgenti nel 1993 e nel 1994. Così nel tempo, non per abitudine ma desiderando farlo, ho continuato ad essere presente praticamente ogni anno all'appuntamento.
Purtroppo spesso è stato vissuto in ambienti pur se coinvolgenti dal punto di vista ambientale sicuramente poco ideali per ascoltare e gustare appieno quanto di volta in volta proposto. Ci sono stati alti e bassi, negli stessi concerti ma comunque sempre, in ogni occasione (anche le più disastrate) l'opportunità di ascoltare un artista unico, in grado anche nelle serate più infelici e 'tragiche' di offrirmi l'opportunità di gustare qualche piccola 'perla'.
Considerando le ultime mie presenze a concerti di Dylan (per alcuni veri anni di progressiva decadenza) sono concorde con le affermazioni, lette o ascoltate direttamente, che approfondiscono vari aspetti e che spaziano da analisi sugli arrangiamenti proposti, sulla la voce che non c'è, sul livello dei musicisti che diventano dopo gli esordi poco felici degli insostituibili accompagnatori, ma completamente discorde con quanti affermano che in questi ultimi anni (2001-2005) siano completamente mancati momenti di grande musica. Mediamente il repertorio presentato è stato di circa 120 canzoni per tour con alcuni punti fermi. Mi tornano in mente o meglio ho riascoltato i nastri degli ultimi concerti cui ho assistito (Milano 2002/2003/2005 e Como 2004) che mi avevano permesso di sentire direttamente (le conoscevo già a livello di nastro) alcuni brani presentati sotto una nuova veste (naturalmente considerarla migliore o peggiore di altre è una sensazione puramente soggettiva). A parte il fatto che in quattro concerti ho avuto l' opportunità di ascoltare una ottantina di brani differenti (si accettano paragoni con qualsiasi altro artista in grado di farlo a distanza di pochi mesi) ma tra questi certamente ne ho trovati molti eseguiti in modo tale da collocarli tra le migliori interpretazioni di sempre. Chiaramente non sempre le scalette proposte sono state all'altezza delle mie aspettative (ma il problema per uno che ha ascoltato non meno di un migliaio di nastri è che normalmente sa quello che può essere offerto) e l'aspetto puramente musicale non sempre coinvolgente ma non mi è mai successo di non riportare a casa qualche sensazione particolare.
Da sempre, fin dalle prime volte, ho sentito ai vari concerti i commenti più disparati. C'era chi chiedeva le canzoni 'acustiche' chi voleva quelle 'rock'. Chi non aspettava altro che imboccasse l'armonica ed eseguisse le 'vecchie canzoni' magari senza accorgersi che la canzone elettrica del momento altro non era che una 'Masters of War' irriconoscibile. Chi avrebbe voluto che Dylan abbandonasse la chitarre e si concentrasse solo sul cantato. In contemporanea venivano richiesti differenti 'hits' mentre lui non te ne concedeva nemmeno uno. Poi quando lo faceva, stravolgendo il tutto, i più non riuscivano a riconoscere i brani. Ci sono state le volte che te le proponeva in serie, visto che di canzoni belle ne ha fatte molte, ma alla fine all'appello ne mancavano sempre delle altre. Io desidererei ascoltare mille volte le attuali 'Ballad of Hollis Brown' rispetto alla versione fatta nel 1974 con la Band oppure l'odierna 'Chimes of Freedom' a confronto con quella byrdsiana con Tom Petty nel 1987 ma sicuramente allo stesso tempo qualcuno mi direbbe che dovrei considerarle al contrario. Anche se allo stesso tempo non posso essere particolarmente coinvolto ascoltando l'attuale 'Shelter from the Storm' ricordando le versioni dell' Hard Rain Tour o di altri tour (1987-1989). E' vero ormai in queste ultime tourneè tutto appare standardizzato e non ci è concesso ascoltare quello che una volta era una regola (la stessa canzone completamente stravolta a distanza di due sere) ma a questo punto mi accontento sperando magari che gli accompagnatori diano una mano a risollevare la situazione.
Comunque, al di là delle impressioni o delle aspettative personali, sentendo i commenti di molti, mi sembra che gli show proposti in questi ultimi anni, compresi gli ultimi, se non hanno del tutto soddisfatto gli esperti oppure i 'neofiti' (ma questo è successo in occasione di ogni tournee di Dylan da sempre), allo stesso tempo ha trovato consensi da parte di parecchia gente che, ne sono sicuro, sono ritornati dopo una prima volta (magari poco convincente) e se e ci sarà l'occasione si ripresenteranno anche alla prossima occasione. Io naturalmente a differenza di Vites (ma non mi meraviglierei di rivederlo come l'ultima volta mentre in fila aspettavo di entrare al concerto), ma non potrebbe essere diversamente, sarò certamente tra quelli che, se Dylan me ne darà ancora l'opportunità, saranno presenti.
Un'ultima osservazione in merito al fatto che il Dylan 'italiano' snobbi il nostro pubblico. Sentendo i concerti fatti in altri posti e leggendo i vari commenti mi sembra di capire che spesso, molto spesso, siamo stati noi gli 'invidiati' considerati fortunati. Il fatto è che tutti quanti vorremmo avere un 'set list' tutto nostro eseguito secondo l'arrangiamento preferito.
Anche io personalmente avrei preferito essere a Zurigo il giorno dopo Milano (28 brani differenti nei due concerti) dove avrei potuto ascoltare alcune tra le mie canzoni preferite tra l'altro 'interpretate' ed 'arrangiamenti' all'altezza dei momenti migliori. Avrei sentito Senor,Visions Of Johanna e Every Grain Of Sand invece delle poco convincenti Stuck Inside o Boots of Spanish ma allo stesso tempo credo che anche gli svizzeri siano stati privati delle 'bellissime' interpretazioni fatte al Forum di Forever Young, Just Like A Woman e Ballad of Hollis Brown.
Ciao a tutti
Paolo / Crema

Ciao Paolo,
grazie infinite per i complimenti al sito. E grazie per il tuo commento che va ad aggiungersi a tutti quelli che abbiamo pubblicato nelle ultime settimane. Come avevo previsto, il dibattito si sta giustamente prolungando e mi sa che ne parleremo ancora a lungo... Invito tutti a dire la propria sull'argomento ricordando che l'articolo che ha dato origine al dibattito potete trovarlo qui , e che le altre mail su questo tema le trovate qui e qui.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3719) Ciao Michele!
Come va?
E' un pò che non ci si vede.... precisamente dal Maggie's Farm Folkfest.
Volevo dire la mia per quanto riguarda la voce di Bob.
Ho letto tutte le email sull'argomento e ascoltando un mp3 mi è parso tutto chiaro.
Bob Dylan è affetto da una "paraculite" (perdonatemi il termine) per la questione wolfman.
L'mp3 in questione è una bellissima Ring them bells del 06/11/2005 (se non erro). Bob si diverte a fare la voce da uomo lupo fin dall'inizio... ma poi che succede?? Nel verso "when the game is through, Ring them bells, for the time that" sparisce..... ritorna la voce chiara e un pò nasale che non risentivo da un pezzo, mi spiazza..... poi nella fine del verso all'arrivo della parola FLIES ci ricade un' altra volta alla grande!
Secondo me è qualcosa di voluto come l'upsinging del resto!
Spero solo che nella registrazione del prossimo disco di inediti sparisca o per lo meno si attenui questo cambiamento vocale artisticamente voluto (secondo me!).
Ci sentiamo!
A presto!
Andrea
Jokerman

Ciao Andrea,
qui va tutto bene, grazie.
Per quanto riguarda il discorso relativo alla voce di Bob, anche io tempo fa ho scritto che a volte mi sembra quasi che Bob calchi la mano sia sulla "wolfman voice" sia sull' "upsinging", come se lo facesse deliberatamente, come se ne avesse fatto una sorta di "scelta estetica", accentuando - anche quando potrebbe evitarlo - entrambe le cose. Molti invece, tra cui Paolo, come si evince leggendo il suo articolo, sono convinti che così non è e ritengono che invece sia proprio lui che non ce la fa più a cantare come un tempo (e come abbiamo letto anche nella mail di Antonio che apriva la scorsa "Talkin'"). Resta però per me il mistero - che tu evidenzi con la Ring them bells che citi, ma potrei a tal proposito citarti anche io alcune stupende versioni recenti di Ballad of a thin man e di Lonesome death of Hattie Carroll, così come Million dollar bash - di come sia possibile che talvolta Bob sforni prove vocali senza o quasi "upsinging" nè tanto meno "wolfman voice"... E resta il fatto che - nonstante Paolo la stronchi senza possibilità di appello nel suo pezzo - "Tell Ol' Bill" a me sembra invece cantata più che bene e senza avvisaglie dei criticati difetti di cui stiamo parlando. Io temo che molto dipenda dal fatto che Bob fa molti concerti uno dietro l'altro e la voce dal vivo è spesso sforzata e logorata da troppe ore di canto. Sbaglierò. Sono sicuro, ad esempio, come tu auspichi, che un prossimo album in studio ci regalerà una prova vocale da parte di Bob decisamente buona.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3720) Ciao Michele,
provo a dire anche io la mia sul pezzo di Paolo Vites, molto interessante perchè offre molti spunti di dibattito. Premetto subito che sono d'accordo con lui su molte cose ma su altre ho qualche dubbio.
Sono d'accordo ad esempio quando fa il discorso relativo a contestualizzare un'opera di Dylan mettendola a confronto col resto e non prendendola come episodio a sè. Lui fa l'esempio di New Morning che in effetti se giudicato pensando al resto della produzione precedente o successiva di Bob non regge il confronto. Però credo che nel caso di un concerto, o meglio di un periodo relativamente lungo di concerti, tale sistema di giudizio non si possa attuare con la stessa efficacia perchè se nel caso di un disco si può parlare di ispirazione del momento, nel caso dei concerti secondo me influisce troppo un discorso legato al tempo che passa, all'età che avanza, alla salute fisica (e vocale) che non permette più a Bob di suonare la chitarra o di cantare come cantava negli anni '60 o '70 ma nemmeno '90... Insomma credo che se Bob con Blood on the tracks o Desire abbia ritrovato l'ispirazione e abbia fatto dei capolavori che oscurano New Morning così come lo stesso album scompariva se confrontato con H61 o Bringing... nel caso dei concerti parliamo di una cosa che va al di là della semplice volontà di Bob... Anzi secondo me, considerata l'età e tutto il resto, io mi sento di dire che l'attuale livello è soddisfacente e comunque non me la sentirei di paragonarlo ai concerti degli anni '90 o del 2000 proprio perchè, ripeto, il tempo passa... Nessuno di noi (parlo almeno per quelli che hanno superato i 45 anni) può pretendere di avere la freschezza, la salute, la voglia di fare e tutto il resto di 10, 20 o 30 anni fa.
E' vero come scrive Paolo che Dylan sembra essersi adagiato e non ha più tanta voglia di sperimentare o di rimettersi in gioco azzerando la sua tecnica di performer per costruirsene una completamente nuova, come Paolo fa notare Dylan fece in passato... però è anche vero che all'epoca molti lo criticavano per il suo approccio un po' alla "come viene viene" rispetto ad ogni brano (che poi talvolta portava a dei capolavori ma a volte anche a delle versioni inascoltabili), mentre ora io leggo molti più giudizi positivi che parlano di un Dylan che finalmente non improvvisa più e dà ad ogni brano una sua compiutezza, una sua finitezza, un suo rigore magari prevedibile ma molto più professionale di prima. Insomma mi sembra che come al solito quando si parla di Dylan quest'uomo non riesce a mettere d'accordo tutti, ci sarà sempre qualcuno che non ama questa o quella cosa...
Sono invece molto d'accordo quando Vites scrive: "(...) Dopo aver provato, nell'inverno del 1993, a usare la chitarra acustica come una solista, quasi imbarazzato del gesto, dice 'fanculo e prende la chitarra elettrica e diventa il solista della band. I risultati hanno scandalizzato i benpensanti del rock (e chi si crede di essere? Eric Clapton?) e infatti lui la solista la suona malissimo ma non ha importanza, gli consente di entrare in un modo nuovo e diverso nelle sue stesse canzoni, per riscoprirne la struttura, decomporle come quando giri un guanto dall'altra parte e vedere dove esse, le canzoni possano portarti..."
Ecco secondo me il maggior difetto imputabile al Dylan attuale è proprio l'abbandono della chitarra che gli consentiva molta più creatività. Questa tastierina con il suo plin plon monotono e assolutamente improponibile (secondo me ovvio) proprio non la digerisco. Sarebbe quasi meglio che non suonasse nulla e si limitasse a cantare. Ora leggo che durante i soundcheck Bob la chitarra la usa. Dunque non sarebbe del tutto vera la voce relativa alla schiena o a problemi alle mani che gli impedirebbero di suonare la chitarra. Se così fosse sarebbe allora una scelta deliberata ed in questo caso per me sarebbe davvero la scelta più assurda che Bob abbia mai fatto nella sua vita (per me un Dylan al piano invece che alla chitarra equivale ad un uccello che cammina invece di volare).
Un pensiero veloce: non credo come alcuni dicono che suoni le tastiere per poter leggere i testi delle canzoni appoggiati sopra... Se così fosse sarebbe da pazzi... Ti metti un bel leggio davanti al microfono e li leggi... Meglio questo che decurtare così clamorosamente le tue potenzialità dal vivo (qualcuno lo criticherebbe perchè legge i testi mentre suona la chitarra? Credo proprio di no...)
Sono d'accordissimo su Mobile quando Paolo scrive: "Memphis blues again - un brano che negli ultimi anni è diventato una mortale strada verso l'annullamento di ogni pretesa artistica...".
E' vero, la versione attuale è veramente di una noia mortale, come qualcuno ha osservato, una roba inascoltabile, anzi direi irritante. Secondo me sarebbe il caso che Bob le elimini proprio canzoni del genere se non è più capace di cantarle.
Un altro punto su cui sono molto d'accordo è quando scrive: "(...) Dylan ('ho sempre navigato in quel grande mare che è l'America') si erge come un momumento della sua America: i traditional che aprono ogni serata sono una festa, Dylan si mostra un armonizzatore incredibile prestandosi alle voci dei suoi accompagnatori, come mai avremmo pensato."
Ecco se Bob ritirasse fuori tutti quei bellissimi traditionals con cui infarciva le scalette negli anni 80 e 90 secondo me i concerti ne acquisterebbero molto in bellezza ed imprevedibilità anche perchè è chiaro oramai che quando Bob canta brani nuovi si impegna decisamente di più, li sente più vivi e ne trae molto di più che da alcuni suoi brani superabusati per cui a volte sembra non aver voglia di cantarli (e l'esempio di Mobile di prima è illuminante, ma io ci aggiungo anche Watching the river flow, Most Likely, Lay lady lay, Tweedle Dee, e altri). Questo discorso secondo me è clamorosamente provato, come sottolinea anche Paolo Vites, dalle canzoni di Zevon che per un po' Bob ha eseguito.
Per quanto riguarda la voce non saprei cosa dire. Può darsi che Paolo sia nel giusto quando ipotizza un miglioramento dovuto solo ad un aiuto tecnico e a trucchetti con microfoni e mixer, però almeno su questo punto devo dire che i concerti di Bologna e Milano mi hanno soddisfatto più che in passato perchè la voce e le parole di Bob sono state chiare e i versi quasi tutti comprensibili (che nel caso di un poeta come Dylan la cosa è importante perchè il testo ha un'importanza enorme).
Mi sentirei invece di escludere che Dylan possa fare in Italia i greatest hits perchè sui giornali italiani lo criticavano perchè non li faceva. Un Dylan che legga i giornali italiani o ne tenga conto mi sembra veramente impossibile. Anche se sono d'accordo con Paolo che Bob a volte è irritante e sembra snobbarci ammannendoci le solite canzoni, poi va in Inghilterra e tira fuori l'inosabile. Su questo credo davvero che Bob sbagli e, come dice Vites, "o suoni per tutti o non suoni per nessuno".
In conclusione io auspicherei questi miglioramenti, precisando che comunque andrò sempre a vedere Bob che mi dà in ogni caso molto di più di chiunque altro al momento, compresi i citati Stones e McCartney:
1) ritorno alla chitarra
2) ritorno a brani traditionals o di altri artisti
3) basta proporre solo canzoni da H61, BoB, Frewheelin', L&T e Toom. Esiste Desire, esiste PW, esiste STC, esiste SoL, esiste Infidels!!! Esiste Street Legal, uno dei suoi capolavori assoluti!!!! Per non parlare di Bott da cui pesca sempre le stesse due o tre (lo stesso dicasi per Oh mercy: perchè non si ricorda più di Political World? O di Everything is broken, o Where teardrops fall (che bella!!), o What good am I, Disease of conceit, Most of the time, What was it you wanted? O Series of dreams?). O i tanti brani quasi mai eseguiti da Another side o Times e Freewheelin'...
4) conferma di Garnier, Recile, Herron e Kimball, ma defenestramento di Freeman
5) meno concerti, più riposo, uguale voce migliore. Magari show in posti più piccoli ed intimi, date rarefatte e maggior cura nelle scalette (in fondo i soldi non credo ti servano Bob!)
6) uso limitato dell'upsinging che a me sinceramente non è che dispiaccia più di tanto a patto che Bob non lo utilizzi sistematicamente
Ciao
Gianni

Ciao Gianni,
inutile dire che sono d'accordo sui punti 1, 2, 3... mentre sul 6 no e sul 4 sono d'accordo a metà nel senso che secondo me dovrebbe sparire anche Kimball. Sul punto 5 dico solo: Magari!!! Ed ora un'altra mail sugli argomenti sollevati da Paolo e che offre un punto di vista secondo me molto particolare e che finora nessuno qui su MF aveva fatto notare...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3721) Ciao,
capita spesso di leggere lunghe e approfondite analisi sul Dylan live e sulla qualità delle sue performances, dico solo un paio di cose.
Per caso mi sono ritrovato ad ascoltare Dylan a Pescara 2001, un concerto bellisimo e intenso, eppure mi ricordo che quando lo vidi quella sera non mi entusiasmò più di tanto.
Fra qualche decennio i nuovi fan di Bob Dylan che adesso non sono ancora nati, si ritroveranno ad ascoltare centinaia di bootleg, scambiarsi maree di video... ma si dispereranno perchè non avranno più la possibilità di vedere Dylan on stage perchè magari frattanto si sarà ritirato dalle scene!
Leggeranno e ascolteranno come racconti epici le storie raccontate dagli "anziani" che hanno visto Dylan in concerto, non gli sembrerà vera l'idea, la gioia di poter davvero avere questa fortuna.
Godete di questo grande privilegio OGGI, siamo dei fortunati a poter vedere dal vivo una leggenda vivente, uno dei più grandi artisti della storia di tutti i tempi.
Pensate a uno studioso e appassionato di Michelangelo che possa avere la possibilità di vederlo oggi, di poter vedere il maestro mentre affresca una sua opera.
In futuro questo Bob Dylan sarà elogiato e incensato, si scriveranno fiumi di racconti nostalgici.
Siate in anticipo sui tempi.
Non innamoratevi di questo Bob Dylan odierno fra cinquanta anni, fatelo OGGI.
Roberto

Ciao Roberto
e grazie anche a te per il contributo. Qualcuno ha detto che siamo fortunati a vivere nella stessa epoca di Dylan come lo erano i contemporanei di Shakespeare... 'Nuff said!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3722) Ciao sono Piero,
volevo farti una domanda. volevo sapere del tour 75-76 (RTR) quali sono le canzoni che sono state cantate e cambiate come arrangiamenti. cioè hard rain nel 75 era molto veloce, nel 76 era proprio diversa, molto piu' lenta, vedi il video.
volevo anche sapere in quali concerti (DATA E LOCALITA?) ha cantato la canzone people get ready e se esistono cd o dvd in circolazione di suddetti concerti.
grazie piero.

Ciao Piero.
Subito una premessa. Se - come mi pare di capire - non possiedi molto di quel periodo, ti consiglio di comprare tutto quello che puoi, oppure copialo, fattelo prestare o rubalo:o), perchè a mio avviso il periodo 75-76 della RTR è il migliore di tutta la carriera di Bob e bisogna avere assolutamente tutto di quegli anni (dischi ufficiali, bootleg, video e quant'altro).
Per venire alla tua domanda, non ho ben capito se intendi parlare delle canzoni modificate in quanto ad arrangiamento nell'ambito degli anni della RTR (in questo caso è impossibile risponderti... ogni sera cambiavano gli arrangiamenti... o quasi) o se intendi parlare degli arrangiamenti della RTR differenti rispetto alle versioni originali... In quest'ultimo caso va detto che una delle canzoni più stravolte durante il periodo della Rolling Thunder Revue è sicuramente "It ain't me babe", diversissima e stupenda nella nuova versione RTR che si può ammirare ad esempio nel film "Renaldo and Clara" (è uno dei vertici assoluti di Dylan quella versione, secondo me, ma più in generale uno dei vertici dell'Arte di tutti i tempi). Altre versioni molto modificate sono One too many mornings, Tonight I'll be staying here with you, Blowin' in the wind - che era completamente diversa, molto più ritmata e con la melodia originale quasi sparita e sostituita da una nuova (secondo me molto più bella), cantata a due voci con Joan Baez. Knockin' on heaven's door era diversa più che altro a livello di testo visto che Bob e anche McGuinn aggiungevano versi, modificavano parole etc. (ma questo ovviamente vale per diversi brani eseguiti dalla RTR). Anche Shelter from the storm aveva un arrangiamento diverso dal disco e anche in questo caso di gran lunga superiore, a mio avviso (vedi Hard Rain).
Comunque praticamente tutte le canzoni cantate nel corso della RTR si differenziavano molto dalla versione originale. Puoi rendertene conto procurandoti i vari bootleg o dischi ufficiali che riguardano il periodo e che ti riporto qui di seguito:

"Bootleg Series Vol. 5: The Rolling Thunder Revue"
"Hard rain"

Bootleg 1975:
Cowboy Angel Blues
Plymouth Rock
Renaldo And Clara, Acetates on the Tracks 3
Get Ready! Tonight Bob's Staying Here With You
Dark Night on the Spanish Stairs
Mapleleaf Gardens 1975
Knight Of The Hurricane

Bootleg 1976:
Acoustic Thunder
The Day Before the Hurricane
The Days Before Hard Rain
Rolling Thunder Revue
Blood and Thunder
Hold The Fort For What It's Worth

Per quanto riguarda "People Get Ready", Bob l'ha cantata nelle prove per la RTR agli Studio Instrumental Rentals di New York City nell'Ottobre 1975.
Sul bootleg Songs for Patty Valentine trovi questa versione che è poi quella proveniente dal promo 12" EP "Four songs from Renaldo and Clara" del 1978 che pubblicava appunto la versione in studio dell'Ottobre 1975.
Bob l'aveva già cantata ai tempi dei Basement Tapes nel 1967, registrata nella cantina di The Big Pink a West Saugerties, New York. La trovi sui bootleg A tree with roots e The Genuine Basement Tapes.
C'è poi la versione registrata al Belmont Hall Studio di Brown County (Bloomington, Indiana) del 20 Novembre 1989 pubblicata sull'album con la colonna sonora del film "Flashback" (la puoi trovare nel bootleg "Hard to find").
Poi l'ha cantata all'Estadio Obras di Buenos Aires, Argentina, l'8 Agosto 1991. Ce ne sono altre?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
p.s. Una curiosità. Curtis Mayfield, che fu il leader del gruppo di Chicago "The Impressions", è l'autore di "People Get Ready". E sulla copertina di "Bringing it all back home" di Bob, guarda caso, si vede la copertina di "Keep On Pushing", album di quel gruppo.


3723) Ciao, vorrei portare la vostra attenzione sul live BEFORE THE FLOOD e in particolare sulla versione secondo me sublime di DON'T THINK TWICE, IT'S ALL RIGHT in esso contenuta.
E' stato uno dei miei primi dischi di Dylan ed ho conosciuto quindi questa canzone in quella versione che mi pare così diversa dall'originale (che ho ascoltato dopo) ma secondo me ancora più emozionante con la voce di Dylan che raggiunge un equilibrio straordinario tra rabbia e rimpianto che trovo impossibile descrivere.
Forse BEFORE THE FLOOD è inferiore ad altri live (specie quelli non ufficiali) ma per me DON'T THINK TWICE di quel disco resta una delle mie preferite interpretazioni di Dylan, alla faccia di chi afferma che lui storpierebbe le proprie canzoni in concerto....
Mi piacerebbe sapere cosa pensate a tale proposito.
Ciao da Antonio

P.S. Complimenti per il sito magnifico a cui mi collego sempre più spesso!

Ciao Antonio,
e grazie per i complimenti.
Come dico spesso in questi casi... "sfondi una porta aperta" con me, a questo riguardo. Perchè quella versione di "Don't think twice" che citi la adoro veramente. Anche per me rientra nella lista delle mie versioni preferite di quel brano anche se devo dire - e qui so che mi attirerò le ire di qualcuno - ancor più bella è la versione di Budokan. Che ne pensano gli altri amici in ascolto?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3724) Ciao.. sono quello che ha dimenticato di firmare la missiva il 5-12... sorry!
solo due cose: le cose orribili (libri di vites e altri tipo stampa alternativa ecc.ecc.), mica li butto!.... devo sempre ricordarmi come NON si scrive un libro su Dylan.... per quanto riguarda il pub di Camden in cui Bob ha scattato la foto di copertina di World gone wrong: credo si chiamasse FLUKE'S CRADLE e, purtroppo, non c'è più.... ho girato Camden in lungo e in largo ma qualche 'anziano' abitatore del luogo mi ha assicurato che non c'è più... ve la racconto come l'ho appresa dalla strada... se poi mi hanno gabbato, che peste li colga!
winterludemylittleapple

Ciao Winterlude...
e grazie per la segnalazione che sarà utile alla nostra amica che la volta scorsa diceva di apprestarsi ad un viaggio a Londra sulle tracce dei luoghi dylaniani.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"
ps: quella di "buttare i libri" era naturalmente una battuta per dire che a me invece i volumi di Vites e di Bertoncelli piacciono molto e molto di quello che so su Dylan lo devo anche a questi due autori... Posso invece essere d'accordo con te sul volume "Dylan S.p.A." di Stampa alternativa, quello sì veramente un delirio...


3725) Ciao Michele,
sono Luigi Catuogno da Modena.
Ti scrivo per segnalarti queste due uscite in libreria:

WILLIAMSON NIGEL
GUIDA COMPLETA A BOB DYLAN

SHEPARD SAM
DIARIO DEL ROLLING THUNDER
Dylan e la tournee del 1975
(udite udite!!!)

Link per ordinare:
http://www.hoepli.it/items.asp?ty=bk&p=h&pc=004019003006000

Un caro saluto e buon lavoro!!

Luigi Catuogno

Ciao Luigi
e grazie per le segnalazioni.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


3726) Gentile Michele,
ti scrivo per informarti, non solo te, ma tutti i magfarmiani, che in edicola è stato pubblicato un volume della serie Uncut: Bob Dylan and folk scene boom 1964-1974, che raccoglie una serie di articoli in inglese pubblicati principalmente su New Musical Express , Melody Maker e altri, naturalmente di quel periodo. Nel volume sono raccolte numerose recensioni , interviste , articoli non solo su Dylan , ma anche su CSN Young, Byrds, James Taylor, Joni mitchell e tanti altri, imperniato tutto sulla musica folk. Naturalmente la parte del leone la fa Dylan. Le cose più curiose che personalmente trovo sono due: il grande risalto dato alla lunghezza del brano Like a rolling stone al momento della pubblicazione in Gran Bretagna... "When a single is released, it is by no means certain to be like a rolling stone". Tra le righe si legge anche ..."the monotonous melody and expressionless intoning cannot hold the interest".
L'altro fatto curioso è l'articolo scritto da Nick Kent su NME nel 1973 che si chiede chi fosse l'erede di Dylan "the pretenders and the contenders for the master's crown" citando una serie di cantautori, alcuni per me sconosciuti, come P. F. Sloan, David Blue, Wainwhright. Tra essi spunta il nome di Springsteen di cui scrive.. "is probably more responsible than anyone else for all this New Dylan".
Tornando al discorso della musica Folk mi sono documentato che Dylan abbia partecipato al festival di Newport ed alcuni brani sono stati incisi e pubblicati anche con lo pseudonimo di Blind Boy Grunt (come mai?); io possiedo il "Live at Newport" di J. Baez in cui Dylan partecipa in due brani. Ti chiedo pertanto quali sono i brani pubblicati ed in quali dischi; pare che vi sia anche una raccolta. ti ringrazio
Michele Lenzi

Ciao Michele,
grazie per la segnalazione.
Per quanto riguarda la tua domanda, Blind Boy Grunt era uno pseudonimo usato da Dylan nel 1963 per alcune registrazioni fatte per la rivista Broadside, un magazine underground di musica folk che per primo pubblicò i testi di Dylan e che pubblicava anche dischi, in genere di canzoni di protesta (spesso Dylan registrava le canzoni su un piccolo registratore nell'ufficio di Broadside). Dylan era ovviamente sotto contratto con la Columbia e quindi il nome "Bob Dylan" non poteva apparire ufficialmente su dischi di altre etichette. Per evitare problemi contrattuali Dylan si inventò lo pseudonimo di Blind Boy Grunt.
Dovrebbero esserci almeno otto canzoni a nome "Blind Boy Grunt": "Only a hobo", "The death of Emmett Till", "John Brown", "Train a-travelin'", "Talkin' Devil", "The ballad of Donald White",  "(I'd Hate To Be You On That) Dreadful Day" e "Let me die in my footsteps".
Se qualcuno se ne ricorda altre me le può segnalare? Grazie.
Di raccolte in cui hanno inserito quei brani ce ne sono moltissime ma credo sia tutta roba ormai introvabile.
Sull'album "Broadside Ballads, Volume 1, A Handful of Songs About Our Time" (settembre 1963, secondo altre fonti ottobre 1963) c'erano "Only a Hobo", "John Brown", "Talkin' Devil" e "Let me die in my footsteps" (quest'ultima indicata sul disco con questo titolo: "I Will Not Go Down Under The Ground". In coppia con Happy Traum). Tutte canzoni registrate negli uffici di "Broadside" a New York nel Gennaio e Febbraio 1963.
Poi c'è l'album  "Broadside Ballads Vol. 6: Broadside Reunion" del 1971 con "Train A-Travelin'",  "(I'd Hate To Be You On That) Dreadful Day", "The Death Of Emmett Till" e "The ballad of Donald White".
Sull'album "The Best of Broadside: 19" c'era "John Brown".
Sull'album "The Best of Broadside: 30" c'era "The Ballad of Donald White".
Sulla raccolta "Smithsonian Folkways recordings featuring Blind Boy Grunt" credo ci siano quasi tutte.
Raccolta che dovrebbe essere - a quanto ne so - la stessa chiamata "Smithsonian Folkways collection The Best of Broadside 1962-1988". Dovrebbe essere disponibile e reperibile tramite il sito della Folkways. Dovresti provare a cercare in Rete.
C'è un bootleg dal titolo "Blind Boy Grunt" che comprendeva ad esempio Only a hobo, John Brown e Talkin' Devil. Stesso discorso: devi provare a cercare in Rete.
Poi al Dobell's Jazz Record Shop di Londra il 14 e 15 Gennaio 1963 Bob partecipò con il nome di Blind Boy Grunt alle sessions con Dick Farina, Eric von Schmidt ed Ethan Signer. Bob suonò l'armonica e contribuì come seconda voce. Parte di quel materiale fu pubblicato sul disco "Dick Farina and Eric von Schmidt" (Folklore, 1964).
Una curiosità: le canzoni di questa sessions furono Glory, Glory, You Can Always Tell, Xmas Island, Cocaine, London Waltz e Overseas Stomp. E a proposito di London Waltz, quest'ultima viene accreditata a Richard Farina anche se nel libro "Positively 4th Street" David Hajdu racconta che London Waltz è in realtà una canzone scritta e musicata all'impronta in una improvvisazione da Dylan, Farina e Von Schmidt. Hajdu tra l'altro afferma che London Waltz, Overseas Stomp e  You Can Always Tell vennero registrate il 14 gennaio senza Dylan che avrebbe partecipato solo alla session del 15.
A proposito di come nacque lo pseudonimo ecco Bob: (...) Una versione di "Only a hobo" ha avuto in effetti una pubblicazione sia pur limitata. Dylan l'ha registrata negli uffici di "Broadside" nel febbraio del 1963 ed in seguito quella registrazione venne inserita sul disco "Broadside Ballads Vol. 1". Poichè era già sotto contratto con la Columbia Records, Dylan dovette nascondere il proprio nome sotto lo pseudonimo di Blind Boy Grunt sul disco di "Broadside". In seguito egli raccontò al folksinger del Greenwich Village Happy Traum una storia a proposito di come questo particolare pseudonimo era nato: "Ero lì che cantavo questa canzone ed avevo soltanto un paio di strofe e niente altro, così qualcuno nella cabina di controllo mi disse: "Vai avanti, cantane ancora". Io risposi: "Beh, non ce n'è più. Non posso cantare più niente." Il tizio mi disse: "Allora se non puoi cantare fai GRUNT! (ndt: grugnisci)". E allora io risposi: "GRUNT?". Poi qualcun altro che era seduto ad una scrivania alla mia sinistra mi fa: "Che nome devo scrivere su questo disco?". Io risposi: "GRUNT!". Lei mi chiese: "Solo GRUNT?". Poi il tizio della cabina di controllo disse: "GRUNT!". Entrò qualcuno dalla porta e disse: "Quello era Blind Boy Grunt?" e la ragazza che era seduta alla scrivania disse: "Sì!".
Per quanto riguarda le canzoni di Newport esistono troppi dischi per citarli tutti.
Ad esempio Newport Broadsides (Topical Songs), pubblicato dalla Vanguard (USA) nel 1964, con Ye Playboys & Playgirls, versione live con Pete Seeger dal  Newport Folk Festival del 27 Luglio 1963. E con With God On Our Side, versione live con Joan Baez dal Newport Folk Festival del 28 Luglio 1963.
C'è poi Joan Baez Live At Newport, Vanguard (USA), 1997 con It Ain't Me, Babe, versione live con Joan Baez dal Newport Folk Festival del 24 Luglio1964. E con With God On Our Side, versione live con Joan Baez dal Newport Folk Festival del 26 Luglio 1964.
Poi c'è l'album Evening Concerts At Newport Vol. 2, 1964 della Vanguard con This Land Is Your Land, versione live con Pete Seeger e tutti gli altri artisti, dal Newport Folk Festival del 28 Luglio 1963.
Poi c'è l'album di Artisti Vari, "The Greatest Of Folk-Rock" (2LP, HRB Music Co., 1975) con Ye Playboys & Playgirls, versione live con Pete Seeger, registrata nel set pomeridiano del Newport Folk Festival del 27 Luglio 1963 (la stessa di Newport Broadside (Topical Songs).
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


3727) Ciao Michele,
riguardo ai testi che chiedevi nella scorsa Talkin', rispondendo ad Enrico, se Dust My Broom è la canzone omonima di Robert Johnson, ecco in allegato il testo con mia relativa traduzione.
A presto.
Francesco "Tiger"

Ciao Francesco,
sì, si tratta proprio di quella "Dust my broom" (che Dylan eseguì nella versione di Elmore James, praticamente identica all'originale di Johnson). Grazie per il testo con traduzione che ho messo qui.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


Amici veneti (e dintorni) non perdetevi il nostro Toni "Albatros" che ci segnala tra gli altri un tributo a Dylan e Young (leggete sotto...)

3728) Cari amici .... trevigiani , veneziani e..."Resto del mondo" .
Son tornato riposato (?!?) e son pronto a riprendere con le mitiche serate della mitica Mr. AntonDjango's band !
Vi lascio quindi un riferimento per i prossimi due incontri (molto) ravvicinati , Vi aspetto numerosi (ovviamente..) e Vi abbraccio (affettuosmente..) ....

Ciao a tutti,
TONI

Mr. AntonDjango's band

! The Golden Age of Rock !

Live music

Mr.AntonDjango's band  -  Live

Next Confirmed Shows:

Venerdì 16 Dicembre - BLUES JAM POINT - Maserada di Piave (TV) 'RUST , WIND & STONES' - serata tributo Bob Dylan / Neil Young

Giovedì 22 Dicembre - CITY HALL - Padova

Giovedì  5 Gennaio 2006  - IMBARCADERO - Cendon di Silea (TV)

Venerdì 13 Gennaio 2006 - MC BRYAN - Altivole (TV)

Venerdì  3 Febbraio 2006 - OPEN GATE - Fiesso d'Artico (VE)

 .......and more.....


3729) Ciao Michele. Ti invio questa scheda sul Nostro, certo che non mancheranno i commenti su MF.
Ciao.
Massimo

Ciao Massimo,
grazie per la scheda.
Ecco il link: http://www.scaruffi.com/vol1/dylan.html
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"



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