parte 284
Lunedì 17 Ottobre 2005


3567) Ciao Michele.
Sono veramente entusiasta per tutto questo materiale che sta uscendo su Dylan.
Spero solo che sia vera la notizia, che tu hai riportato qualche giorno fa, sul nuovo disco e sul secondo volume di Chronicles, che dovrebbero uscire entro il 2006. Attendo con ansia anche la traduzione delle "Lyrics" di Alessandro Carrera, che a quanto ho capito dovrebbero essere pronte per la primavera.
Poi... l'uscita dello Scrapbook, l'imminente uscita del DVD di "No Direction Home", la colonna sonora di "North Country" e ovviamente... il concerto che si avvicina!!! Personalmente il 2005 per me è stato un anno (dal punto di vista Dylaniano s'intende) incredibile. Sono riuscito a trovare (grazie a te) i CD che mi mancavano, ho acquistato i vari DVD che ci sono sul mercato, ho letto molti libri, tutte le Talkin' di Maggie's Farm, ecc. ecc. Insomma, in poche parole, quello che sono riuscito ad apprendere su Dylan quest'anno... neanche in tutti i 10 anni che lo seguo.

Naturalmente ho speso anche molti soldi per tutto ciò, ma non me ne sono pentito affatto. Ti dico questo perchè ho letto qualche polemica sul prezzo dello Scrapbook. Anche a me a primo acchito sembra molto caro, ma sono sicuro che dopo che lo avrò acquistato, letto e visionato, mi dimenticherò dei soldi che ho speso. Io la penso così: "Se una cosa è di qualità, è giusto pagarla". Solo che qualsiasi cosa che esce di Dylan, di qualità o non, la acquisto lo stesso! :-)))

Sempre a proposito dello Scrapbook, ho visto che l'autore si chiama Robert Santelli. Ecco... il cognome Santelli è molto diffuso dalle mie parti. Mia nonna si chiama così, e alcuni dei suoi antenati emigrarono dalla Sicilia in America molto tempo fa. Il succo del discorso è questo: "Se scopro che Robert Santelli è un mio lontano parente... mi faccio mandare una copia dello Scrapbook GRATIS!!!" :-)))
Sicuramente non può dirmi di no. In Sicilia alla famiglia ci teniamo. :-)))))))))))

In questi giorni, in seconda serata, su rete4, hanno dato il film "Radiofreccia" di Luciano Ligabue.
Purtroppo non l'ho visto tutto, ma quel poco che ho visto è stata una scena dove "due sfigati" definiscono "mezze seghe" "gli ascoltatori di cantautori come Bob Dylan!"
La scena è tutta da interpretare e comunque guardando tutto il film è probabile che nella colonna sonora, si trovi qualcosa del Nostro.

Infine volevo chiederti quale "nome" dice Bob, nella canzone "Talkin' world war III Blues" (versione "Bootleg Series Vol. 6") al posto di Abramo Lincoln. E perchè tutto il pubblico si mette a ridere? Chi è il personaggio che cita Dylan?

P.S. Complimenti per la piccola ma efficiente modifica alla tabella delle novità. Ora si vedono meglio.
Continua così.

A presto.

Luigi78.

Ciao Luigi,
ti confermo che le "Lyrics" tradotte ed annotate da Alessandro Carrera usciranno per Feltrinelli a primavera. Sul nuovo numero di Jam, Alessandro ha anche brevemente spiegato il suo criterio di traduzione e ha dato alcune anticipazioni sull'opera (Jam n. 119, lo trovi ora in edicola).
Per quanto riguarda lo Scrapbook rispondo sia a te che ad altri nella mail sottostante che lo "chiama in causa" e dimostra come le opinioni tra i dylaniani siano le più disparate e talvolta contrastanti in relazione a questo tomo.
Penso proprio che Santelli, con quel cognome, sia un italo-americano o quanto meno di origini italiane. Se scopri che è un tuo parente fai mandare una copia anche a me, OK? :o)
A proposito di "Radiofreccia" di Ligabue (che non ho visto)... spero che quella scena fosse puramente simbolica e non "ammiccante" da parte del Liga che a quanto mi risulta apprezza Bob.
Per quanto riguarda la versione di "Talkin' World War III Blues" dal "Bootleg Series Vol. 6" ti dico che il nome che Dylan canta al posto di Abraham Lincoln è quello di Carl Sandburg, poeta e scrittore americano morto nel 1967. Dylan lo cita anche in "Chronicles". Lo incontrò nel '64 durante il viaggio che fece coast-to-coast (il viaggio durante il quale nacquero canzoni come Mr. Tambourine Man).
La gente ovviamente ride per la battuta.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


3568) Gentile Michele,
ho letto diverse recensioni (compreso la tua su JAM) sul libro "Scrapbook-Dylan", e ho notato che tutte hanno un tono entusiastico. Personalmente il libro mi lascia abbastanza perplesso, quindi sono fuori dal coro.Ti spiego, i motivi.
1) il prezzo : 48 euro, cioè quasi 100.000 lire (e non è poco);
2) ci sono locandine, biglietti, ritagli di giornali, manoscritti, ecc., ma rimangono pur sempre facsimili;
3) ci sono solo 60 pagine con foto, gadget, quindi non vi è molto da leggere;
4) c'è un cd di circa 45 min. di interviste di cui la maggior parte presenti nel film di Scorsese, se ci fosse stato anche un brano, magari inedito...
La domanda che quindi ti rivolgo è che questo libro non ti sembra un po' superfluo visto che vi sono già un doppio cd ( di inediti ) ed un film in dvd con immagini inedite, concerti, interviste , ecc. che
probabilmente costa anche meno?
un saluto Michele Lenzi

Ciao Michele,
rispondo anche a Luigi che citava lo "Scrapbook" nella mail precedente.
Come si nota i pareri sono i più diversi e si va dalla perplessità alla soddisfazione completa (come si evince anche dalle mail sottostanti di Elio "Rooster" e di Andrea). Luigi dice giustamente che se una cosa è di qualità la si paga senza badare a spese. Tu sollevi il problema se sia o meno utile un'operazione del genere o se non sia superfluo un libro simile.
Personalmente sono d'accordo con Luigi in merito al fatto che i soldi contano poco se l'oggetto acquistato ha un valore qualitativamente alto. Il problema è vedere se lo Scrapbook ce l'ha. Trattandosi però di un oggetto "cult", un oggetto da "fans", è difficile stabilire se esso abbia o meno valore perchè può averlo per un fan che ama raccogliere questo tipo di "memorabilia" e può non averne alcuno per chi ama solo la musica di Bob e non è assolutamente interessato a collezionare gadgets, foto, locandine ed altri oggetti similari.
Insomma, per rispondere alla tua domanda, secondo me lo Scrapbook è superfluo e non lo è allo stesso tempo, dipende da chi lo acquista. E' questo il motivo per cui la mia recensione che tu citi non ha un tono entusiastico ma semplicemente informativo, perchè secondo me anche tra i dylaniani ci sarà chi lo compra per un fatto collezionistico e poi lo ripone sullo scaffale dopo averlo distrattamente sfogliato, e c'è chi ne farà un oggetto di culto negli anni a venire :o). Io sono sicuramente a mezza strada tra le due ipotesi ma avrei sicuramente preferito che Feltrinelli lo accantonasse per il momento e facesse uscire subito le "Lyrics" che stiamo aspettando ormai da un bel pezzo, magari facendo uscire lo Scrapbook a Natale visto che poteva essere più un oggetto-regalo che altro.
Sul prezzo sono d'accordo con te. 48.00 euro non sono affatto pochi anzi sono tanti; pensa che in un primo tempo era stato annunciato al prezzo di 40 euro che a me sembrava già alto, poi invece è uscito con  una maggiorazione di ben 8 euro. Ripeto, 48 euro a mio modesto avviso sono decisamente tanti (attenzione, non dico "troppi", dico "tanti") ma non va però dimenticato che probabilmente i costi di produzione (credo soprattutto in relazione ad una tiratura relativamente limitata del volume) siano tali da giustificarlo. Io suppongo - ma è solo una mia idea - che l'Editore abbia giustamente pensato che il libro venderà pochissimo (non è certo come un volume similare dedicato tempo fa ai Beatles che hanno un 'bacino d'utenza' centinaia di volte superiore a Dylan) e dunque avrà optato per una tiratura bassa ed un prezzo alto per rientrare nei costi. Se qualcuno può confermare o smentire la cosa...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


E a testimonianza di quanto scrivevo sopra:

3569) Ciao Michele,
sembra incredbile l'entusiasmo che un film, o un libro come lo Scrapbook, può dare a chi comunque da una vita sta dietro a questo personaggio. Io, lo ripeto, non avrei mai creduto di poter godere di queste cose, l'ho detto sempre per ogni Bootleg Series ma adesso abbiamo raggiunto l'impensabile.
Elio "Rooster"
p.s.: E' vero! Le immagini della custodia interna di No direction home non sono le stesse delle copertine di 'Bringing it all back home' e 'Blonde on blonde'. Non me ne ero accorto e bravo Luigi che nella talkin' scorsa lo hai fatto notare.


3570) Ciao Michele,
ho tra le mani lo "Scrapbook" che è veramente uno spettacolo. Finalmente anche per Dylan si sono decisi a fare un bel libro interattivo che molti ne ho visti di altri artisti e molto meno influenti di Bob ma su Dylan ancora niente fino ad adesso.
Il libro è zeppo di cose mai viste e vi consiglio di prenderlo che vale la pena davvero. Sai se faranno mai un secondo volume che riguarda gli anni successivi?
Ti invio anche le mie classifiche che mi sono accorto che non ti ho mai spedito:

Canzoni singole:

1) It's all right mà
2) Hurricane
3) Shelter from the storm
4) Memphis Blues Again
5) Series of dreams
6) Blind Willie McTell
7) Groom still waiting at the altar
8) Man in the long black coat
9) Po' Boy
10) Masters of war

Album:

1) Blood on the tracks
2) Desire
3) Planet Waves
4) Highway 61 revisited
5) Freewheelin' Bob Dylan
6) Oh Mercy
7) Love & Theft
8) Blonde on blonde
9) Self Portrait
10) Bringing it all back home

Copertina.... mmmm???
Diciamo Oh Mercy, veramente splendida.

Ciao
Andrea

Ciao Elio, ciao Andrea,
e grazie per le testimonianze... Un secondo volume della serie "Scrapbook"...? Chissà... Visto che stanno pensando ad una seconda parte del film magari se la cosa andrà in porto vi abbineranno un secondo tomo simile... chi può dirlo?
Ok per le classifiche. Tra qualche mese i nuovi aggiornamenti.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3571) Caro Michele e amici della Farm.
Non so chi di voi ha potuto vedere il bellissimo special che ieri (lunedì 10 ottobre), la trasmissione Atlantide su La 7 ha dedicato a Bob Dylan. Magari si trattava di cose già note, ma vedere la vita di Bob per due ore su una tv italiana è sempre una notizia. Io tenevo la tv accesa di sottofondo mentre lavoravo e ho ritrovato molte curiosità, critiche ed episodi che non conoscevo. Per non parlare delle azzeccatissime , quanto assurde conferenze stampa di Bob Dylan, soprattutto dopo il 1965. Spero di incontrarvi a Milano. Ciao e alla prossima, Jerry.

Ciao Jerry,
me lo sono perso purtroppo. Se qualcuno lo ha registrato e me ne fa avere una copia per il mio archivio avrà la mia gratitudine.
Un solo appunto, Jerry: come sarebbe che hai lasciato la TV in sottofondo e hai continuato a lavorare??? Ma quando c'è Bob in TV si molla tutto, ci si piazza davanti allo schermo con frittatona di cipolle e confezione di Peroni gigante come ricordava Antonio la volta scorsa, si stacca il telefono per le eventuali telefonate di Filini che ci invita a vedere film cecoslovacchi... e ci si gode lo spettacolo!!!!!!!! :o))))
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3572) Ciao Michele, come promesso ti mando in allegato gli estratti dell'intervista di Thurston Moore a Patti Smith nei quali si parla di Bob Dylan.
Sostanzialmente sono due "tranches", la seconda è decisamente più interessante della numero uno, poiché racconta del primissimo incontro tra i due artisti.
Saluti,
B o B

Ciao Bob
e grazie infinite!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

THURSTON MOORE
ALABAMA WILDMAN
Leconte Trovatori
A cura di Daniela Liucci
euro 15,00

"Respirare Thurston Moore è come prendere il siero della verità. E' un'esperienza pericolosa".
YOKO ONO

Nota in terza di copertina:
Thurston Moore è nato a Coral Gables, in Florida, nel 1958. Tra il 1977 e il 1978 si trasferisce a New York, fonda i Coachmen poi gli Arcadians, da cui prendono vita i Sonic Youth che diventeranno la band di culto per eccellenza del rock; tra gli anni ’80 e i ’90 collaborano con i più famosi gruppi americani, dai Public Enemy ai Nirvana, e con artisti fondamentali come Neil Young e John Cage. A parte il lavoro con i Sonic Youth, Moore è occupato in diversi progetti culturali a carattere multimediale.
 

Ho terminato di leggere Alabama Wildman, il primo libro di Thurston "Sonic Youth" Moore pubblicato nel Bel Paese.
Il lavoro raccoglie poesie, racconti di vita vissuta, memorie e fotografie. Il tutto all'insegna dell'improvvisazione sfrenata, del delirio e della lucidità tipici del genio statunitense. Imperdibile in tal senso sonicXsmith, l'intervista concessa dall'icona Patti Smith a Thurston durante il viaggio Boston-Lowell e nei giorni successivi.

sonicXsmith

(registrata a notte fonda in un albergo di Lowell, nel Massachussetts il 6 ottobre 1965 e il giorno seguente sul sedile posteriore di un’auto diretta a Boston)

(…) pagine 87 – 88
T: Quindi qual è il primo disco in assoluto che hai comprato?
P: Il primo singolo che abbia mai posseduto era “Shrimp Boats” di Harry Belafonte (…) E poi, un’altra volta, mi portò (la madre, n.d.B.) a casa dal lavoro questo disco, faceva la cameriera al banco in un emporio dove c’era una cassetta delle occasioni per dischi usati, e mi disse “Ti ho preso questo disco, non ho mai sentito parlare di questo tipo, ma ha l’aspetto di qualcuno che può piacerti” e si trattava di “Another Side Of Bob Dylan”. Lui mi piaceva davvero, e mi piaceva perché era vivo. Tu sai che amavo Rimbaud, e lo amavo così tanto che gli avevo dedicato tanti, tanti dei miei sogni a occhi aperti da ragazzina. Ma non importava perché allora non c’era mai verso di avere un ragazzo, se hai 15 o 16 anni e non puoi avere il ragazzo dei tuoi sogni, devi solo sognarlo a occhi aperti tutto il tempo. Qual è la differenza se è un poeta morto o un ragazzo più grande? Qual è la differenza? Se ad ogni modo non puoi avere nessuno dei due, ti fai solo una proiezione di uno dei due. Almeno Bob Dylan…era un sollievo fare sogni a occhi aperti su qualcuno che era vivo.
T: Ma fondamentalmente irraggiungibile.
P: Si, da giovane amavo il mio Rimbaud e con lui sognavo a occhi aperti. Era come se fosse il mio ragazzo. Dico davvero, sai, trascorrevamo insieme tanto tempo. Dai, sul Canale di Suez.
 

(…) (pagine 89 – 90)
T: Cambierò ancora una volta argomento. Quando hai incontrato per la prima volta Bob Dylan?
P: E’ stato nel backstage del Bitter End, un piccolo locale, e noi non avevamo ancora un batterista, sapevamo quello che stavamo facendo ma non avevamo ancora un contratto.
T: Lo hai visto tra il pubblico?
P: No, qualcuno ci disse che era lì. Avevo il cuore che batteva all’impazzata e diventai insofferente all’istante. Fu incredibile, suonammo benissimo e avevo fatto un paio di riferimenti, di accenni indiretti per far capire che sapevo che c’era. Alla fine venne nel backstage, cosa che fu molto gentile da parte sua, e mi si avvicinò mentre io continuavo a muovermi nervosamente. Qualcuno disse che eravamo come due pitbull che giravano in cerchio. Sai, ero solo una mocciosa, avevo un’altissima concentrazione di adrenalina, molta adrenalina e lui disse qualcosa come “Ci sono poeti qui intorno?” e io risposi “Non mi piace più la poesia. La poesia fa schifo!”. Mi ero comportata proprio come un’idiota e pensavo che non mi avrebbe mai più rivolto la parola. Il giorno seguente, o quello dopo ancora, sulla copertina del Village Voice uscì una foto di noi due scattata da qualcuno quella sera. Il fotografo aveva immortalato Dylan con le braccia intorno a me. Sai, per i suoi tempi era una foto fantastica, di quelle in cui tutt’e due sembravamo stupendi. Era un sogno che si era avverato ma mi ricordava ancora come mi fossi comportata da idiota. Qualche giorno dopo stavo camminando per la strada del Bottom Line e lui mi chiese della mia poesia “Dylan’s Dog”, di cosa parlava e poi si mise le mani nel giubbotto – indossava gli stessi vestiti che aveva quando fu scattata la foto, quelli che mi piacevano molto, è questo che mi piace in un uomo – e tirò fuori la foto di noi due comparsa sul Village Voice e disse: “Chi sono queste persone? Tu sai chi sono?” e  mi sorrise, allora ebbi la certezza che era tutto a posto. Fu davvero carino. Quindi…spero si prenda cura di se stesso, è quello che gli auguro. Una volta andai a vedere Joan Baez nel lontano 1964, o qualcosa del genere, il che era la cosa più hippie da fare per una ragazzina della mia età, oltre a infiltrarsi a una serata di Coltrane. In effetti andai a vedere Joan Baez, era abbastanza brava, era in un tendone e con lei c’era questo ragazzo, Bobby Dylan. Fu quella la prima volta in assoluto che lo ascoltai, prima che mia madre mi regalasse il disco. Aveva i capelli più corti e la sua voce era come quella di una motocicletta che attraversa un campo di grano.
 

NOTA: l’intervista che T.M. ha realizzato con Patti Smith durante il viaggio Boston – Lowell e nei giorni seguenti è apparsa su numerose riviste in versioni diverse da quella inserita in Alabama Wildman. La presente trascrizione è molto più fedele al parlato, senza modifiche o tagli.


E ora parliamo un po' di "Tell Ol' Bill". Risposte cumulative in fondo.

3573) Ciao Michele
ho ascoltato il nuovo brano di Bob, "Tell O' Bill" (lo hanno linkato sul Dylan Pool... mi pare che non lo hai segnalato), e devo dire che non mi dispiace anche se lo reputo inferiore a 'Cross the green mountain e nettamente inferiore rispetto a Things Have Changed, per citare altre canzoni da film. Mi piace invece molto di più rispetto a Waitin' for you... Volevo chiederti se è stato poi appurato se si tratta di un brano di Dylan o se è un riadattamento. E se sai i musicisti con cui è stata registrata... Grazie per aver già tradotto il brano su MF. Secondo te Bob la farà dal vivo?
Ciao
Sandro


3573) http://www.jr.com/
a questo sito si può ascoltare un sampler di 30 secondi di "Tell Ol' Bill", la colonna sonora da cercare è North Country; in effetti sembra che le visioni dei film (things have changed, waitin' for you, green mountain) creino ispirazioni in questi anni e almeno a giudicare dal commento, Bob le mette giù veloci per spiegare le emozioni del film.
dovremo rinchiuderlo in qualche sala cinematografica se vogliamo album con più assiduità.

mi ricorda molto da vicino 'cross the green mountain e knockin on heaven's door come tematica

mi piace molto quel verso "ed a me stesso, da solo, io canto" come fosse quel "saprò la mia canzone bene" di hard rain, che colpì molto Ginsberg e che sembra molto autobiografico nel suo modo di porsi nel NET

Michele Talo

Ciao Sandro, ciao Michele.
Grazie per la segnalazione dell' mp3 sampler che ho riportato qualche giorno fa (a proposito avete notato quanti apostrofi nei brani di Bob per i film? Heaven's, 'Cross, Waitin', Ol'...). Preciso che non ho segnalato l'mp3 del brano intero che in effetti è stato postato da più parti perchè si tratta di materiale ufficiale e dunque mi sembra giusto che quello lo si ottenga acquistando il CD originale.
A proposito di "Tell Ol' Bill" e per rispondere a Sandro, in effetti di recente sulla Rete si sono trovate le più svariate speculazioni in merito, se si trattasse di un originale di Dylan, o di un traditional, o di una canzone nuova ma rielaborata da Dylan sulla base di materiale antico. E in un'intervista a Charlize Theron, l'attrice protagonista del film "North Country" (della cui colonna sonora, ricordo, "Tell Ol' Bill" fa parte insieme anche ad altri brani di Dylan ma tutti già editi), la donna ha fatto capire che il testo della nuova canzone di Dylan potrebbe fare riferimento anche all'infanzia/adolescenza del cantautore nel Minnesota. La Theron diceva infatti testualmente: "(...) inoltre (Dylan) ha accettato di scrivere qualcosa per i titoli di coda del film (l'inedita "Tell Ol' Bill", ndr). Non voglio dire come lo so ma da quel che so la sua infanzia ad Hibbing non è stata piacevole e Bob ha cercato di fuggire via di lì appena ne ha avuto la possibilità."
In merito a questi dubbi e a queste speculazioni ci viene in soccorso Alessandro Carrera che ringrazio molto per le note sottostanti:


3574) Caro Michele,

"Tell Ol' Bill", incluso nella colonna sonora di "North Country", e' un brano di Dylan interamente
nuovo. La confusione nasce dal fatto che esiste un traditional intitolato "Tell Ol' Bill" che Dylan aveva
inciso nel marzo del 1970 durante le sessioni di "Self Portrait" e che non e' mai circolato, credo, nemmeno su bootleg. Del nuovo brano so solo che e' stato registrato nell'estate del 2005, ma non so dove e con chi.
"Tell Ol' Bill", peraltro, e' solo il titolo alternativo di una ballata tradizionale piu' conosciuta come "This Morning, This Evening, So Soon". Con questo titolo (o anche come " Dis Mornin', Dis Evenin' ") e' inclusa nelle raccolte a stampa di Carl Sandburg e di John e Alan Lomax, ed e' stata incisa da Dave Van Ronk, Doc Watson, Guy Carawan e altri ancora.
Con il testo di " This Mornin', This Evenin' " la canzone di Dylan ha in comune solo la frase "tell ol'
Bill", che pero' nell'originale ha un contesto tutto diverso: "Tell ol' Bill, when he leaves home this
mornin', to let them downtown coons alone", cioe' " Dite al vecchio Bill quando esce di casa stamattina,
di lasciare in pace quei bifolchi giu' in citta' " (ho tradotto "coons" con "bifolchi", ma potrebbe voler
dire anche "negri" in senso offensivo). Si tratta di una moglie che vuol dare un avvertimento al marito, ma e' troppo tardi. Alla sera gli portano a casa il cadavere del marito morto ammazzato. Puo' darsi,
naturalmente, che Dylan abbia citato da altri brani tradizionali, ma il testo mi sembra molto "suo";
molto, per dire, nella stessa vena pastorale-disincantata di "Moonlight" (e anche se poi scoprissimo che ha fatto man bassa di citazioni, sarebbe "suo" lo stesso; non sarebbe la prima volta).
Per quanto riguarda l'argomento del film, indipendentemente da quello che dice Charlize Theron,
non ha a direttamente che fare con l'infanzia di Dylan. Si basa su un fatto di cronaca abbastanza
celebre avvenuto nell'ambiente minerario del Nord del Minnesota, un caso di molestia sessuale che fece scalpore e spinse a definire nuove leggi per la difesa delle donne sul posto di lavoro.
Un caro saluto,
Alessandro Carrera


E ancora a proposito di "Tell Ol' Bill" che, sempre per rispondere a Sandro, personalmente dubito che ascolteremo dal vivo:

3575) Ciao Michele.

Sto ascoltando l'mp3 di Tell Ol' Bill...
e mi si ripropone il fatale quesito:
perché Dylan canta veramente bene soltanto in studio?

Avevo già detto, commentando "Love & Theft", che Dylan dimostrava a tutti che la sua voce è ancora incredibilmente bella, e che lui è più che mai padrone delle sue capacità vocali, ma...

Ma perché allora dal vivo è biascicato e monocorde (non sempre... ma quasi sempre)?

Non paghiamo abbastanza i biglietti d'ingresso?
Fa ricerca vocale d'avanguardia in pubblico?
E' stanco ed annoiato per i troppi concerti?
Vuole stupirci dimostrandoci che può fare come gli pare?

In quale volume di "Chronicles" ci spiegherà questo mistero?
Chi glielo dice al vecchio Bill?

Ciao Michele e grazie ancora per quanto fai.
Bruno "Jackass"

Ciao Bruno,
anche a me "Tell Ol' Bill" sembra cantata piuttosto bene e con voce piuttosto pulita tranne che qualche parolina qua e là un po' smangiucchiata o "ululata" :o). Va detto che le esibizioni dal vivo vedono Bob con una voce poco riposata (quando non allo stremo) perchè ovviamene cantando quasi ogni sera le corde vocali vengono sforzate e altra cosa è invece una incisione in studio che suppongo Bob effettui quando ha la voce ben riposata. Ad esempio sono certo che se mai dovesse farla dal vivo, Bob quando arriverà ai finali dei primi due versi delle strofe 2, 3, 5, 6, 8, 9, 11, 12 terrà il tono basso invece che alzarlo come fa nella versione in studio. Che ne pensano gli altri magfarmiani? Che ve ne pare della voce di Bob in "Tell Ol' Bill"? Fateci sapere...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
p.s.: Mmm... però non è escluso che magari Dylan faccia davvero ricerca vocale d'avanguardia in pubblico... :o)


Grazie a Francesco per la segnalazione di questi due links: Dylan vince il Quill Prize per il suo "Chronicles" e con lui anche l'autrice di Harry Potter! :

3576) Clicca qui

e qui

http://news.bbc.co.uk/1/hi/entertainment/arts/4334420.stm

Ciao Francesco


3577) Ciao Michele,
ecco il mio piccolo contributo alla dylanite:

Bob Dylan top ten

1) Like a rolling stone;
2) It's alright ma, i'm only bleeding;
3) Just like a woman;
4) She belongs to me;
5) The lonesome death of  Hattie Carroll;
6) Simple twist of  fate;
7) Series of dreams;
8) Not dark yet;
9) Visions of Johanna;
10) Let me die in my footsteps;

Top ten album:

1) Blonde on blonde;
2) Highway 61 revisited;
3) Time out of mind;
4) Blood on the tracks;
5) The times they're a-changin';
6) The freewheelin' bob dylan;
7) Another side of bob dylan;
8) Planet waves;
9) Oh Mercy!
10) Infidels; "Love and theft";

Ho notato che nelle classifiche avete votato anche i best of e le bootleg series. Non ho ancora ascoltato il volume 7: no direction home, la mia bootleg series preferita è la numero 6, bob dylan live at philarmonic hall di new york.

Top five copertine album:

1) The freewheelin' bob dylan;
2) Blonde on blonde;
3) Highway 61 revisited;
4) Bringing it all back home;
5) Street legal;

Rubrica puoi considerarti un vero dylaniato quando...

...Ti alzi la mattina presto e trovi delle rane nelle tue calze.
...la sera sbirci fuori dalla finestra e dici a te stesso: «non è ancora scuro, ma lo sarà presto!»
...i termosifoni tossiscono.
...una tua amica parte per un viaggio in spagna e ti chiede:«Vuoi che ti porti qualcosa?», e tu rispondi:«solo una: stivali spagnoli di cuoio spagnolo.»
...inviti a ballare una ragazza ad una festa, e invece di dirle:«vieni balliamo!», le dici: «Wallflower! Wallflower! won't you dance with me?»

Rubrica ipse dixit (aforismi dylaniani):

Il tempo passa lentamente quando sei in cerca di un sogno da "time passes slowly"

Lei può togliere il buio dalla notte e dipingere il giorno di nero da "she belongs to me"

non sarà così, non sono nato per perderti da "I want you"

caro padrone ti prego non mettere un prezzo sulla mia anima da "dear landlord"

il ritornello di "lonesome death of hattie carroll" (come mai non l'hai messo Michele?)

mi hai lasciato sulla porta a piangere sotto la luna di mezzanotte da "standing in the doorway"

Ora ti lascio, scegli tu il materiale che ti piace e quello da cestinare,
un abbraccio e ci sentiamo presto
Davide "ballad of a thin man" Saladino

Ciao Davide,
grazie per le classifiche delle SONGS e degli ALBUM che ho di recente aggiornato. E grazie anche per i contributi alle rubriche "Sei un vero dylaniato..." e "Ipse dixit" che integrerò prossimamente con le tue aggiunte.
Ciao e a presto
Michele "Napoleon in rags"


3578) Ciao maggiesfarm,
sono Andrea Baroni. Oggi, curiosando tra le prossime uscite a noleggio in dvd nell'opuscolo della catena VideoVip, ho visto anche il film "Masked and Anonymous". Dovrebbe uscire entro la fine del mese di ottobre. Questa vi era sfuggita vero?

Andrea Baroni

Ciao Andrea
e grazie per la segnalazione che ho riportato qualche giorno fa (e che ci era in effetti sfuggita) e che riporto qui per chi non l'ha letta. Finalmente potremo goderci (a dispetto di quelli che dicono che non è un gran godimento :o) ) "Masked And Anonymous" in italiano.
Chissà chi doppierà Bob?...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3579) Ciao Michele
Vorrei esprimere una disapprovazione ed una critica su "No Direction Home" Bootleg Series Vol. 7.

Disapprovazione.
Perché devo spendere 28.00 euro per ritrovarmi un libretto scritto in inglese e non tradotto in italiano? Insomma la Columbia non ha qualche spicciolo per pagare uno che traduca le liner notes? (Va bene che l'hai fatto tu però, ma non è lo stesso!) Io pretendo che a questo prezzo lo faccia la Columbia. Che sono un fans di serie B perche appartengo ad un paese di lingua latina? Oppure devo fare un corso accelerato di americano scritto?

Critica
I Bootleg series usciti sino adesso erano effettivamente dei tesori finalmente svelati al grande pubblico. Il volume 1-3 conteneva molti inediti, straordinari peraltro, mentre gli altri bootleg series riguardavano dei live rappresentativi di tappe fondamentali della carriera di Dylan. Ma questo Vol. 7, io mi domando,
che identità ha???
Nulla aggiunge all'analisi che ognuno di noi vuol fare del percorso creativo di Dylan.
Le versioni alternative si dimostrano per quelle che sono ossia hanno meritato di essere tali. Ci sono alcuni live ma con tutta onestà potevano restare tranquillamente nel pianeta 'bootleg' non ufficiali. (Non è detto che tutto ciò che è stato sui Bootleg debba appartenere ai "Bootleg Series")
Peraltro non si capisce perché c'è il doppione di Like Rolling Stone già tracciata nel Vol. 4 (possibile che non si poteva scegliere pezzi live non ancora editati di quel periodo?) .
C'è la famosa versione di Tambourine Man con Elliot. Ok! Figo! Bene! Bello! Ma?! Con tutto il rispetto per Elliot e con tutto il bene che ho per Dylan ma non mi sembra una gran esibizione (la leggenda narra che non erano proprio sobri). E', secondo me, un documento storico ma come tale doveva andare in un progetto, che so?, tipo 'museo delle rarità'. Qualcuno dirà 'Sì ma è il nastro che ascoltarono i Byrds quando decisero di fare la loro versione di Tambourine Man'; Ma daaiiii???! Ok! Figo! Bene! Bello!. Infine c'è la cosa che più mi ha lasciato stupito ossia 'when i got troubles'. Primo, ad essere proprio pignoli ed un po' sarcastici questo semplice blues è un pezzo di Robert Allen Zimmerman.
Secondo non dice nulla se non che Dylan cantava (o si divertiva a cantare con gli amici) pezzi blues
prima di diventare icona del Folk (c'era bisogno di una prova certa?). Terzo è dannoso perchè dà l'idea che la Columbia o chi per essa voglia andare a guadagnare, facilmente, in quel numeroso bacino di fans di Dylan che per decenni ha alimentato il mercato dei bootleg. Giusto che questi l'abbiano fatto, è una passione sincera che va rispettata ed ammirata ma, che la Columbia dopo quasi mezzo secolo scova, da non so quale posto, una composizione adolescenziale di Bob Dylan e la inserisca nella collana dei 'bootleg series', che di per sè dovrebbe avere un suo prestigio, a me sembra che si vada a raschiare il fondo del barile.

Non so! M'immagino quelli della Columbia in un ufficio posto ad un piano alto di un grattacielo di New York che si dicono:
'Capo! Allora abbiamo messo un bel po' di roba.'
E il capo 'Ma ci manca la chicca, non so, un inedito; qualcosa che questi bootlegari non hanno!';
'Ehm qualcosa c'è, abbiamo un blues di quando Dylan aveva 17 anni e il nastro di Dylan con i Beatles, quando vennero in america e si fecero una cantata ed una canna tutti insieme';
'NO! Mettiamo il blues di Bob 17enne mentre con il nastro dei Beatles ci facciamo tutto il Volume 8!!!'; Amen

Insomma Michele è pur vero che trascuro il fatto che questo Bootleg series è legato con il film di Martin Scorsese, ma i miei dubbi sulla sua validità culturale e storica restano e comunque, e di questo ne sono certo, non è un Bootleg series all'altezza degli altri e per dirla tutta non doveva essere etichettato come tale.
Ciao
Antonio "Cat"

Ciao Antonio,
sulla mancata ed ormai cronica traduzione delle note dei cd in italiano sfondi una porta aperta. Anche a me ha sempre dato molto fastidio tanto che da quando ho creato MF me le sono tradotte da me e le ho messe online affinchè chi non sa l'inglese possa apprezzare degli scritti a volte molto belli ed interessanti (ma non certo per fare un piacere alla casa discografica :o)... Se almeno mi mandassero i dischi gratis!!!! :o) ). Anche qui torniamo al discorso dei costi che abbiamo fatto per lo Scrapbook più su. Probabilmente costa, non tanto pagare un traduttore, quanto ristampare il booklet in italiano... non so... non saprei quanto costa effettivamente... Certo che è una cosa irritante e fa veramente pensare che non si voglia spendere un centesimo in più del necessario.
Sulla validità dei brani inclusi nel BS7 condivido il tuo parere limitatamente ad alcuni brani, ma non su tutti. L' "errore" di fondo è stato a mio avviso voler sfruttare l'uscita del film e abbinarvi un BS al solo scopo di venderne più copie (suppongo). E' chiaro che, trainato da un film di un grande regista come Scorsese, un film di cui si è parlato, si parla e si parlerà ancora a lungo, un cd ad esso collegato ha molte più probabilità di essere notato e quindi venduto. Ma è altrettanto chiaro che, così facendo, cioè una volta deciso di fare l'accoppiata CD/DVD, sono stati costretti a pescare nell'ambito di un certo tipo di materiale e tutto proveniente da un periodo in cui di veramente inedito o di enorme valore c'era pochino.
Non sono d'accordissimo con te sul fatto che il CD non abbia una identità... in fondo, piaccia o meno, è la colonna sonora di quel periodo preso in esame nel film di Scorsese, cioè dagli esordi del giovanissimo Dylan alla fine degli anni '50, fino al '66, individuato come anno in cui termina una sorta di primo ciclo della carriera (e perchè no? della vita) di Dylan. In questo senso secondo me una certa identità il CD ce l'ha, anche se come dirò più sotto forse potevano farlo uscire appunto solo come soundtrack. Non credo che in toto il cd sia poco valido. In fondo se ci pensi, per tutti quelli che non hanno i bootleg c'è un bel po' di materiale interessante e, anche per chi ha i bootleg, qui la qualità del suono è decisamente superiore. A me alcune alternate takes piacciono davvero molto, a partire da Desolation row, passando per It takes a lot..., fino a Memphis Blues, Visions of Johanna e Tombstone blues.
Su "When I got troubles" hai ragione, non è niente di che ed è un brano di Robert Zimmerman, non di Bob Dylan, però il valore storico ce l'ha ed in fondo da qualche parte dovevano pur metterlo. Siccome dubito che faranno mai un intero CD con brani del '59 o simili, meglio qui che da nessuna altra parte, fermo restando che la mossa è stata dettata anche secondo me, oltre che da quello che può in effetti essere il valore storico, in gran parte da motivazioni di ordine commerciale e serve ad aggiungere un motivo in più che spinga all'acquisto. Ma in fondo è la logica del profitto che sta dietro ad ogni operazione antologica musicale... Perchè altrimenti inserire una versione alternativa inedita di Shelter from the storm in Best of Bob Dylan vol. 1? Perchè inserire alcuni inediti di Dylan nel CD di Masked and anonymous composto essenzialmente da interpretazioni di altri artisti? Perchè mettere degli inediti in Bob Dylan Greatest Hits II, ovvero una raccolta di successi? Perchè mettere inediti in Masterpieces? Perchè mettere Dignity in Greatest Hits III, ossia un'altra raccolta di successi? Perchè mettere la versione integrale di Things Have Changed in Essential? Perchè mettere qualche inedito in 39 years?... e potremmo andare avanti all'infinito. Voglio dire insomma che nel caso di BS7 la Columbia non ha fatto niente di diverso da quello che ha fatto cento volte in passato.
Naturalmente sono d'accordissimo sul fatto che BS7 sia nettamente inferiore ai primi 6 ma credo che - di questo periodo - di tesori da svelare non ce ne siano più molti. Sono d'accordissimo sull'inutilità del doppione di LARS/Judas se non che nel film ha una tale importanza (dà addirittura il titolo al film) che in quest'ottica non mi sento di condannare del tutto chi ha deciso di inserirla.
Hai ragione quando scrivi che non doveva essere etichettato come BS. A mio avviso è stata un'altra mossa dettata solo da ragioni commerciali (se lo inseriamo in una collana già esistente "costringiamo" in un certo senso chi li ha già tutti a prendere anche questo, al di là dell'effettivo interesse che il potenziale acquirente ha per quel materiale), ma torniamo al discorso di prima su "When I got troubles" e al fatto che Pecunia non olet.
Secondo me insomma BS7 ha le sue luci e le sue ombre come sempre avviene nel caso di operazioni del genere. Credo che gli appassionati ormai ci abbiano fatto l'abitudine e prendano quel che c'è di buono, sorbendosi magari anche il resto, l'inutile doppione di LARS, l'inutile doppione di Song to Woody, alcuni quasi inutili brani live, e brani come When I got troubles che se da un lato costituiscono sicuramente un'importante testimonianza storica dall'altro è vero che non sono certo dei capolavori.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
p.s.: a proposito non ho resistito alla tentazione di trasformare in una strip di Zimmy la tua battuta sui dirigenti Columbia (era praticamente una sceneggiatura già bell'e pronta), dunque eccola qua :o)))
 


 

 

 


3580) Grazie a Stefano C. che mi segnala questa news da Rockol:

Morto il promoter di Dylan e Guthrie
All'età di 86 anni è scomparso Harold Leventhal, uno dei più noti produttori folk della vecchia leva. Leventhal, morto a New York, col suo lavoro aveva attraversato tutta la seconda metà del ventesimo secolo. Fu lui a presentare l'allora ventunenne Bob Dylan, il 12 aprile 1963, al pubblico della Town Hall di New York per quella che si accingeva ad essere la prima grande esibizione pubblica del futuro menestrello di Duluth. Più tardi lavorò anche con Arlo e Woody Guthrie, Pete Seeger, Harry Belafonte, Joan Baez, Johnny Cash, i Mamas and the Papas e Neil Young. Leventhal produsse anche alcuni film, tra i quali il celebre "Alice's restaurant", e nel 1989 conquistò un Grammy per aver prodotto l'album "Folkways: a vision shared - A tribute to Woody Guthrie and Leadbelly".
tratto da: http://www.rockol.it/news.php?idnews=74015


3581) Ciao a tutti, sono una ragazza di 15 anni, grande amante del "profeta". Il mio incontro con Bob, è arrivato circa due anni fa, e da allora, non l'ho più lasciato. Un giorno alla scuola media, cantammo una canzone di un "certo" Bob Dylan, era Blowing in the wind. Rimasi folgorata dal testo, indescrivibile
l'emozione che provai, la musica, ma più d'ogni altra cosa, il timbro di voce. Subito dissi a mio padre, grande intenditore di musica, chi fosse quel cantante, che seppur sessantenne, per me era più che mai giovane. In seguito ricordai di aver visto un grande film, HURRICANE, e ricordai la colonna sonora, anch'essa indescrivibile. Alcuni giorni dopo, andammo in un negozio di cd, e comprai " The times they are a-changin' ", l'emozione nell'ascoltare quel cd, non l'avevo mai provata, neanche quando ero più piccola, e ricevevo un regalo da "babbonatale". In seguito, mi sono documentata su Bob, ho comprato libri, ho appeso poster, e vi ringrazio tanto per questo sito. Credo che una volta che si incominci ad ascoltare Dylan, non la si può finire più. Bob ti entra dentro, finisce con il diventare un pezzo di te, e della tua anima. Dylan è cucito dentro di me. Solo una cosa non sono mai riuscita a capire, ma Dylan, crede in Dio??, Bhè, aspetto tanto la vostra risposta, GRAZIEEEE!!!!. A PRESTO.
JIUSY

Ciao Jiusy
e benvenuta su queste pagine. Mi fa piacere quando sento che Dylan riesce ad arrivare anche alle nuove generazioni (se puoi, non perderti i suoi prossimi concerti a Bologna e Milano il 10 e 12 Novembre).
Grazie per i complimenti al sito che spero ti sia utile nella tua scoperta dell'Universo Bob Dylan (e in ogni caso scrivimi ogni volta che hai qualche dubbio su Bob, sarò felice di darti tutte le informazioni possibili) e, per rispondere alla tua domanda, direi che non ci sono dubbi che Dylan creda in Dio. Se scorri i testi di molte sue canzoni (li trovi tutti qui), in particolare di album come Slow train coming, Saved e Shot of love, e le dichiarazioni di molte sue interviste (le trovi qui) non ci sono dubbi al riguardo. A volte da quello che Dylan dice ho l'impressione che non solo creda in Dio ma creda fermamente che Dio lo abbia scelto per una particolare "missione". Ad ogni modo ti riporto uno stralcio di un'interessante intervista ad Alessandro Carrera in cui gli chiedevamo un parere sulla attuale visione religiosa di Dylan:

D: In "Chronicles" Dylan non fa alcun accenno esplicito al discorso "religione"; nè alla sua educazione ebraica nè alla sua successiva conversione al cristianesimo... Secondo te, qual è la posizione attuale di Dylan in questo senso? Si può ipotizzare che sia ancora cristiano come sostengono alcuni?

Alessandro Carrera: Credo che la sua posizione attuale sulla religione si possa riassumere in tre dichiarazioni rispettivamente del 1985, del 1997 e del 2001. Nella prima diceva: “Che si creda o no in Gesù Cristo come Messia è irrilevante, ma l’essere consapevoli del complesso messianico è tutto ciò che conta… Chi crede nella venuta del Messia vive la propria vita fin d’ora come se Lui fosse qui. Questa almeno è l’idea che ne ho io”. E nella seconda: “La verità per quanto riguarda il mio rapporto con la religione è questa: io trovo religiosità e filosofia nella musica. Non le trovo da nessun altra parte... Non seguo né rabbini, né predicatori, né evangelisti, niente del genere. Ho imparato più dalle canzoni di quanto abbia mai imparato da questo tipo di persone. Le canzoni sono il mio vocabolario. Credo nelle canzoni”. Non c’è bisogno di aggiungere molto, sono affermazioni piuttosto chiare. Dylan è rimasto sostanzialmente vicino alla fede ebraica anche quando era cristiano. Il suo cristianesimo è molto veterotestamentario, ma in questo, bisogna dire, Dylan era vicino anche al cristianesimo evangelico americano, che nonostante tutta l’enfasi posta su “Jesus”, resta molto più vicino all’idea veterotestamentaria di Dio di quanto non lo sia il cattolicesimo romano. Mi sembra che la posizione attuale di Dylan riguardo alla religione possa essere definita come un teismo culturale. Come dire: credo in un Dio vivente, personale e trascendente (non un Dio come semplice “causa del mondo”), non seguo nessuna particolare religione, ma cerco di modellare la mia fede sulla fede espressa da quella che storicamente è stata la religiosità popolare. Se poi si vuole una presa di posizione più teologicamente impegnativa, e in qualche modo definitiva, si può considerare ciò che Dylan dice nell’intervista rilasciata a Rolling Stone il 22 novembre 2001: “Se mai sappiamo qualcosa di Dio, Dio è arbitrario. Per cui è meglio che la gente si abitui all’idea”. Non è una visione consolante della religione, tutt’altro. Si oppone di fatto al teismo finitistico di William James, di A. N. Whitehead e altri filosofi americani, che negavano a Dio l’onnipotenza per evitare di trovare in lui anche l’origine del male. Un Dio arbitrario, e che quindi è al di là delle distinzioni tra bene e male, appartiene a tutt’altra tradizione (in questo momento mi vengono in mente certi mistici tedeschi, ma non è detto che Dylan li debba conoscere; bastano alcune frange della tradizione ebraica).

Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


3582) Caro Michele,
anzitutto complimenti per il tuo articolo su "JAM"!
Ti segnalo poi, se già non l'hai visto, che "ALIAS", il supplemento del sabato del "Manifesto" ha
dedicato sabato 15 ottobre una pagina (quasi) intera allo "Scrapbook" dylaniato. Ed anche il supplemento domenicale del "Sole - 24 ore" ha dedicato ieri un articolo a Dylan, recensendo il film di Scorsese e lo "Scrapbook".
Buona serata,
Giorgio Brianese

Ciao Giorgio
grazie per i complimenti e per la segnalazione. Purtroppo non ho reperito i giornali... Se qualcuno ha fatto una scansione della pagine e me le invia vado ad arricchire la nostra sezione "Stories in the press".
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 



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