parte 283
Lunedì 10 Ottobre 2005


3550) Caro Michele,
mi è piaciuto il carteggio con Anna "duck": siete davvero simpatici!!! Ho anch'io ascoltato NDH con un
po' di ritardo, per poi rimanerne estasiato. Io credo - e mi piacerebbe sapere cosa ne pensate - che ciò
sia dovuto anche a un lavoro eccezionale che è stato fatto sul suono, che "viene fuori" proprio bene.
Molti dei pezzi suonano incredibilmente attuali. Chissà, magari quella versione di Chimes of Freedom, così limpida e così potente, è in grado di colpire al cuore un ragazzo di oggi come negli anni sessanta... E come rimanere indifferenti a quella versione di Desolation Row suonata in stile Velvet Underground?

Ciao, un abbraccio
Francesco Spagna

Ciao Francesco,
ribadisco quanto detto ad Anna la volta scorsa... Credevo che avrei ascoltato distrattamente quel cd magari solo un paio di volte perchè, mi dicevo, in fondo è roba che più o meno è già risaputa... invece continuo ancora oggi a riascoltarlo, merito, come scrivi, anche del lavoro di "ripulitura" del suono. Quanto al fatto che i pezzi siano attuali, beh qui non ci sono dubbi, almeno per me. Ho prestato volutamente (nel senso non "su richiesta") il cd ad alcuni miei amici molto giovani proprio per cercare di metterli sulla buona strada e per valutare quanto quelle vecchie canzoni possano ancora essere attuali ed innovative per un pubblico che segue artisti giovani (diciamo che ho fatto una specie di test)... I commenti sono stati più che positivi con frasi tipo: "E sono canzoni di 40 anni fa?...", soprattutto con riferimento ai brani del periodo elettrico, ovviamente. Segno della continuità di Dylan e della freschezza di molti suoi brani "d'epoca". Ai brani che citi io aggiungerei "Leopard Skin Pill Box Hat" e "Stuck inside of Mobile" che mi "mandano fuori di testa"...
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


3551) Ciao Michele,
guarda questo bell'omaggio pittorico a Dylan.
Vasco

Homage an Bob Dylan, 1981
Aquarell
Rosenbach
Privatbesitz

(Omaggio a Bob Dylan, 1981
Acquarello
Autore: Rosenback)

Ciao Vasco
molto bello. Grazie.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


3552) Ciao Napoleon in rags e ciao a tutti i dylaniani.
Riguardo alla scorsa Talkin' e alla mail di Gianluca coo coo bird, anche io una volta ho provato ad acquistare su bobdylan.com, ma effettivamente le spedizioni le effettuano solo negli Stati Uniti. (Hai visto Michele, ogni tanto sono io che riesco a dare qualche chiarimento a te. :-)).

Poi, se non ricordo male, un po' di tempo fa, qualcuno voleva sapere come fare per ricevere il
Volume "Rock Files" su Bob Dylan. Purtroppo, a suo tempo l'ho perso anch'io, ma scrivendo alla
redazione di Jam, mi hanno risposto che è possibile averlo effettuando un vaglia postale. Quindi basta
informarsi.

Sempre qualche Talkin' fa, qualcuno si lamentava sul fatto che la copertina del disco "NO DIRECTION HOME" (non quella cartonata, ma quella del disco) fosse uguale a quella di "Bringing It
All Back Home"!
Forse tu te ne sei accorto, o forse no, ma se proprio dobbiamo essere pignoli... le due copertine in
questione NON SONO AFFATTO UGUALI! Simili sì, ma uguali no!!!
Avete presente il gioco delle "7 differenze" che si trova in molte riviste e nelle settimane enigmistiche?
Bene! Nella copertina di "No Direction Home", #1 Dylan non ha in mano il gatto, ma al suo posto un'armonica. #2 Le mani di Dylan sono in una posizione diversa. #3 La mano destra della Signora Grossman tiene la sigaretta in modo differente. #4 Il braccio sinistro della Signora Grossman quasi non si vede più e al suo posto risalta un cuscino arancione. #5 La posizione dei dischi e riviste non è la stessa. #6 Si intravede (in basso e al centro) un libro, o disco, o rivista? di colore grigio con scritto in
giallo "ICHING" (mentre in "Bringing It All Back Home" s'intravede solo lo spigolo). #7 Tutti gli oggetti posizionati sopra il grande camino alle spalle di Dylan e della Signora Grossman, si vedono a metà.

Di evidente c'è anche quel "cerchio giallo" che è presente in "Bringing It All Back Home", ma che manca in "No Direction Home".

Quindi io ho contato 8 differenze, ma può essere che ce ne siano delle altre.

P.S.#1 Grazie per la segnalazione sui dischi di Ivan Graziani. Vedrò di procurarmeli al più presto.
P.S.#2 Io avevo consultato il tuo sito "Ivangarage" ma non avevo trovato una sezione sui dischi più belli, sezione che è invece presente su maggie's farm.

A presto.

Luigi78.

Ciao Luigi
in effetti quella copertina presenta una foto "alternativa" dalle sessions fotografiche di Daniel Kramer per l'album. Altra differenza è che - ovviamente - visto che Bob ha in mano l'armonica, il gatto è davanti alla sig.ra Grossman, intento a leccarsi. Il cerchio giallo che citi credo sia l'effetto di un filtro utilizzato da Kramer. Anche la foto di Blonde on Blonde è differente.
Per quanto riguarda Ivangarage in realtà la pagina che citi in un certo senso esiste e la trovi qui.
Confermo che basta chiedere a Jam (redazione@jamonline.it) per ottenere l'imperdibile splendida monografia di Rock Files dedicata all'intera carriera di Bob Dylan dai suoi esordi ad oggi e con - tra le altre cose - il più bel saggio sul periodo cristiano di Dylan che sia mai stato scritto.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


Ed ora un po' di mail sullo Scrapbook:

3553) Ciao Michele
volevo segnalarti/vi che e' uscito edito dalla Feltrinelli (tutto in versione italiana)  "The Bob Dylan Scrapbook" 1956-1966 con annesso cd.
Stefano C.


3554) Ciao Michele.
Solo due parole (poi ne parleremo meglio) in preda all'entusiasmo per l'acquisto dello scrapbook. Il
bambino che è in me (meno male) stasera è in estasi.
Pur avendone letto tanto nei mesi scorsi, non avevo capito che fosse così; di cose mai viste ce ne sono tante, e montate poi in una maniera particolarissima all'interno del libro stesso... E' incredibile quello che sta uscendo quest'anno sui primi anni di Bob!
Stasera ho rivissuto una sensazione simile a quella di più di 10 anni fa quando uscì il cd-rom "Highway 61 interactive", anche quella una cosa piuttosto in anticipo rispetto all'epoca (e che pagai 100.000 lire, se vogliamo più dei 48 euro di oggi per lo Scrapbook!).
Ciao.
Elio "Rooster"


3555) Ciao Michele ...
... probabile che mi sia sfuggito ... sta di fatto che ti segnalo questa notizia che ho raccolto su rockol (sito alquanto noto) .... notizia che non ho incrociato nelle mie letture su maggie's farm .... ma ripeto ... probabile che mi sia sfuggito ... cmq ... nel dubbio ... repetuta juventus... :-)
ciao
antonio ... al secolo ... cat

Pubblicato in Italia 'The Bob Dylan scrapbook 1956-1966'
Sarà pubblicato il prossimo 6 ottobre da Feltrinelli, nella serie "Fuoricollana", 'The Bob Dylan
scrapbook 1956- 1966': una raccolta di materiale inerente agli anni degli inizi del cantautore di Duluth. All'interno diverse rarità, come i testi delle sue canzoni, le copie dei biglietti dei concerti e delle locandine, come quella per il concerto di Newport del 1963. Nel libro, sessantaquattro pagine per quarantotto euro, sarà inserito anche un disco con le registrazioni di alcune interviste fatte a Dylan. (Fonte: La Repubblica) (04 ott 2005)

Ciao a Stefano, Elio e Antonio
grazie per i commenti e le notizie; qui c'è una pagina dedicata al libro dal nostro "Rooster" al quale dico che anche il sottoscritto pagò una fortuna il cd rom Highway 61 interactive che poi qualche fortunello ha ottenuto per un tozzo di pane un po' di tempo dopo (ma l'esclusiva e la novità si paga :o)) Credo che però quel cdrom sia ora ampiamente superato da questo Scrapbook. Un solo commento personale che vale quel che vale ovviamente: continuo a pensare che il prezzo sia eccessivo per l'effettivo valore del volume.
Ciao a tutti,
Michele "Napoleon in rags"


3556) Ciao Michele e ciao a tutti gli amici della Farm...... Mi rifaccio vivo (anch'io..) dopo un po' di tempo e in prossimità del "nostro" reality show di Novembre (sì , a Bologna ci sarò anch'io..).
Innanzitutto mi scuso con Michele per le difficoltà avute nell'organizzazione del "North East D Day"
(ricordi Michele?) ma ho dovuto accantonare l'idea per l'impossibilità-di-fare-le-cose-per-bene-dedicandoci-il-dovuto-tempo.
Infatti nel poco tempo libero ho preferito suonicchiare con la band (www.mr-antondjango.it per le ns date live) con cui sono parecchio "impegnatiello" in quanto sto preparando un evento per il 16 Dicembre (una serata tributo a Bob Dylan & Neil Young) che penso intitolerò "NO DIRECTION HOME NIGHT"...
A meno che questo non si trasformi in un bel ... "IN <NOBEL> DIRECTION NIGHT"..... ..bah.. mi sa che questa cosa sta un po' prendendomi la mano.... (accetto suggerimenti).
A proposito.
Ho preparato una cosettina per tutti i Maggiesfarmiani che spero possa far piacere.
Da buon (?!?) informatico, senza sapere se ci aveva pensato qualcuno prima di me , ho raccolto in un foglio elettronico i risultati delle ns classifiche (album + songs).
Le ho pesate opportunamente e riproporzionate percentualmente e poi ho rappresentato in un grafico
il tutto cercando di evidenziare la relazione tra voti dati agli album e i voti totalizzati dagli stessi album per effetto dei voti alle canzoni singole....
Ci ho perso una decina di minuti , quasi per gioco, ma ne è uscito un grafico , secondo me , "stimolante"
che in qualche modo Michele renderà disponibile nel sito (giusto Michele?).
Per esempio si può evincere che :
- Oh Mercy e TOOM sono molto apprezzati nella globalità ma non hanno songs "globalmente" significative;
- si nota una sinusoide abbastanza ricorrente nella produzione del Nostro... nonchè l'apprezzamento nostro che va verso la parte iniziale della sua carriera; ...e via discorrendo.... chi più ne ha più ne metta (Michele , lancia il dibattito !!!).
E' chiaro che sarebbe stato bello pesare anche altri fattori (quante song determinano il punteggio,
oppure ragionare per annata , ...e così via..) ma ....diciamo che intanto vi lascio passare qualche minuto
davanti a questa semplice rappresentazione e poi.... sbizzarritevi un po' voi con le riflessioni; e se qualcuno vuole i fogli-dati già pronti me lo faccia sapere che li spedisco.
Ora vi saluto e, intanto, mi prenoto per il pranzo, la cena e tutto il resto ..a Bologna.
Ci si sente !! Ciao ragazzi ,
Toni "Albatros"

Ciao Toni,
sicuramente ci vedremo a Bologna. Segnati il numero di cellulare mio (che però sicuramente hai già) e di Anna "Duck" così ci sentiamo quando sarà il momento per incontrarci:
Michele "Napoleon in rags": 3332417057
Anna "Duck": 3489040938
Per quanto riguarda il tuo lavoro statistico sulle nostre classifiche purtroppo non sono riuscito a leggere quei files. Ti chiedo scusa... potresti inviarli a Carlo "Pig" che mi dà sempre una mano in questi casi e riesce a risolvermi tutti i problemi? Fammi sapere, grazie. L'indirizzo di Carlo è ilmio.divista@libero.it
(Carlo, grazie già da ora se riuscirai a farmeli avere in formato a me accessibile).
In bocca al lupo per le tue iniziative e fammi sapere che provvederò a darne degna pubblicità su MF.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


3557) Ciao Michele,
grazie per le informazioni della scorsa Talkin', e ad Alessandro Carrera per la sua risposta.
...ancora qualche domanda: sapresti indicarmi come trovare i due Travelin' Wilburys, vol. 1 e vol. 3, in versione cd? vorrei comprarli in versione originale.
Una curiosità: Greil Marcus, nel suo libro "Like a rolling stone", parla dell'introduzione parlata di Dylan alla canzone LARS (dopo aver eseguito Ballad of a Thin Man) dal concerto a Londra del 27 maggio 1966 (l'ultima data del mitico tour): è quando Dylan introduce i membri della Band, dice che LARS è una canzone dedicata al Taj Mahal e ringrazia con velenosa ironia il pubblico in sala, prima di lanciarsi in una durissima e cattiva versione del pezzo (la versione definitiva, come si usa dire?).
A me però risulta che quella presentazione si possa ascoltare sul bootleg "Genuine 1966 - the genuine
royal albert hall concert", dove è indicata la data 26 (e non 27) maggio 1966.
Ho cercato su internet, ma ho trovato solo conferme che il materiale di tale bootleg si riferisca alla sera del 26 maggio. E' così? Oppure le indicazioni sono errate e le incisioni sul bootleg sono del concerto del 27 maggio? Oppure le registrazioni delle canzoni (Ballad of A Thin Man e LARS) sono del 26 maggio mentre l'introduzione parlata tra le due canzoni è stata presa dalla sera del 27? ...se qualcuno sa chiarirmi il dubbio...
Inoltre, chiedo a tutti: qualcuno sa come reperire il bonus cd del sito bobdylan.com "Live at Carnegie
Hall 1963"?  A me risulta che non effettuino spedizioni all'estero.
Grazie... Gianluca coo coo bird.

Ciao Gianluca
abbiamo appurato che in effetti non si effettuano spedizioni all'estero da bobdylan.com, purtroppo. E anche per i cd dei Traveling Wilburys niente da fare. L'unica è provare su ebay o mettere annunci su siti o forum tipo il Dylan Pool.
Per quanto riguarda l'introduzione parlata a LARS, secondo varie fonti internet o cartacee, è avvenuta alla Royal Albert Hall di Londra il 26 Maggio 1966: "I’ve never done this before but I want you to meet Robbie Robertson here and, and Garth Hudson, Mickey Jones, Rick Danko, and, … and Richard! (poi, rivolto alla band) You promised me you were gonna read. It doesn’t mean a thing now, but they’re all poets, you understand, if it comes out that way, it comes out that way, but, all poets you know.This song here is dedicated to The Taj Mahal. Now, we’re gonna leave after this song and I wanna say goodbye to all of you people, you’ve been very wo.. very people, you know, I …, you’ve been very nice people. I mean, here you are sitting in this great, huge place. And believe me, we’ve enjoyed every minute of being here!" (prima di Like A Rolling Stone).
Quindi si deve presumere che si sia trattato di un errore di Marcus, fino a prova contraria.
Tra l'altro è quel discorso in cui Dylan si dimentica (!!!!!!) il cognome di uno dei suoi amici di The Band, incredibile! Richard Manuel infatti diventa semplicemente... 'Richard', nonostante Bob si fermi per un po' sforzandosi di ricordare il cognome :o) Ci sono ancora dubbi che Bob fosse alquanto fatto o sfatto durante quel tour ??? :o) Sarebbe come se oggi ad un certo punto presentasse dicendo: "Ed al basso stasera Tony... Tony... ehm... al basso, stasera: Tony!!!!!" :o))))
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


3558) Ciao Michele ecco la mia classifica dei Dieci Preferiti, diciamo quelli che ho ascoltato di più.
Col tempo è cambiata e può darsi che fra un po' cambi ancora... ma proprio questo è il bello no?

1) Blonde on Blonde
2) Highway 61 Revisited
3) Bringing it all Back Home
4) Blood on the tracks
5) The Freewheelin' Bob Dylan
6) Oh Mercy
7) John Wesley Harding
8) Desire
9) The times they are a-changin'
10) Another side of Bob Dylan

Ciao Stefano

Ciao Stefano
grazie.
Ricordo che ho appena aggiornato la classifica relativa.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


3559) Ciao Michele, come stai? E' davvero molto tempo che non ci si sente. La mia vita è un po' cambiata. Ho traslocato e sono diventato padre di una bimba che mi ha letteralmente fatto perdere la testa. Continuo ancora a visitare il tuo splendido sito, anche se con frequenza molto minore. Spero ci si possa incontrare a Bologna. Se tu e gli altri amici della Fattoria arrivate un po' prima del concerto, si può anche pranzare insieme. Per qualsiasi cosa sono a tua disposizione.
Giulio "Horse"

Ciao Giulio
ovviamente ci vedremo sì a Bologna. Segnati i numeri di cellulari che ho riportato sopra. Se tutto va bene dovremmo essere nella città felsinea per ora di pranzo, io, Anna, Beni, Liaty e tutto il resto della banda.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3560) http://www.bigomagazine.com/features05/DMdylan.html

Ciao Michele,
non conoscevo questa lettera di Dylan a quelli del Tom Paine Award... è un documento bellissimo, te lo segnalo anche se sono sicuro che tu già lo conosci e magari è anche di già su Maggie's Farm.

Ciao
Bruno (Jackass)

Ciao Bruno,
l'avevamo già segnalata. E' tutto qui.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


E ora due commenti al film "No direction home" di Stefano e Antonio:

3561) Ciao Michele e a tutti,
volevo dirvi che ho visto tutto il film di Martin Scorsese, "No Direction Home", 2 dvd set acquistato
presso Amazon.uk.
Non vorrei sempre dire che ogni cosa che esce di o su Dylan è eccezionale, ma il lavoro fatto da Martin è secondo me quello di aver creato un CAPOLAVORO, dall'inizio del film fino alla fine senza mai stancare.
Inutile dire che la parte più accattivante del film sono, secondo me, le sequenze live del 1966 tirate a lucido sia dal punto di vista visivo che audio.
Inoltre dà modo di far capire come e perchè Dylan sia diventato famoso in quell'ambito e in quel periodo storico popolato da cantanti folk, fino a tradire (?) le sue origini e prendendo la strada elettrica.
Quest'ultimo evento è illustrato da Scorsese in modo talmente veritiero che trova conferma dal filmato dal Newport Folk Festival quando Bob si presenta con la Butterfield Band dando un colpo micidiale "Elettrico" scuotendo non poco tutta l'intera manifestazione folk, eloquente è l'intervento successivo sul palco di Murreay.
Per non parlare dei filmati di Dylan del Tour Londinese del 1966, durante "Ballad of a Thin man" o l'ormai celebre "Like a Rolling Stone", famosa per  il "Giuda" e relativa risposta da parte di Dylan questa volta ben documentata visivamente, e altre situazioni simili, sempre prese da quel periodo.
Anche qui Scorsese illustra in modo preciso il periodo snervante e elettrico di Dylan.
La cosa che secondo me Scorsese è riuscito a fare in modo egregio, è quella che dall'inizio del film fino alla fine, riesce a far risultare Dylan per quello che è, cioè un GENIO e una persona molto umana.
Non dico nulla di più poichè il film è solo da vedere tutto in una sola volta, sono circa 3 ore e mezza, ma poteva durare anche di più.
Ho sentito che è in progetto una seconda parte del film che prende un altro periodo Dylaniano
speriamo...
Ho scritto tutto cio' on line, dandovi quelle che sono le mie prime impressioni, sicuramente ci saranno
delle piccole imprecisioni.
Stefano C.


3562) Caro Michele

Nella nottata tra sabato e domenica, approfittando del fatto che Brunellina dormiva, visto che naturalmente si appropria constantemente del DVD player, mi sono goduto indisturbato stravaccato sulla poltrona (...fritattone di cipolle, Peroni familiare e r.. Libero) No Direction Home - Part I & Part II.
Perferirei condividere qualche impressione "emozionale" piuttosto che aprire una dissertazione dotta sull'argomento che lascerei a chi lo fa di mestiere e in modo mirabile (Carrera, Vites e tanti amici di MF).
E'inutile dirvi che per uno come me che si ciba di Dylan da diverse decadi la visione di questo capolavoro firmato Scorsese mi ha portato in un'altra dimensione e mi è sembrato di vivere per qualche istante nella "Repubblica Invisibile" raccontata da Greil Marcus.
Nel documentario sono presenti quasi tutti i miei "eroi": Joanie, Dave Van Ronk, Mike Bloomfield, Al Kooper, Robbie Robertson, Allen Ginsberg, Johnny Cash, Pete Seeger, Woody, Peter LaFarge, etc, etc, etc, etc...........
E naturalmente Mr Dylan, con le sue infuocate performance inglesi del 1966, le apparizioni ai festival di Newport 63, 64 ed il famigerato 65, la marcia su Washington, le interviste epocali e l'intervista del 2004 che "guida" un po' tutte le fasi del film. Il tutto inquadrato nel periodo storico più creativo e rivoluzionario dell'era contemporanea.
Non si contano le scene che mi hanno emozionato in modo particolare.
Provo a ricordarne alcuna.....

- Joan e Bob mano nella mano si avviano verso il microfono per cantare "With God On My Side" nel 1964
- Bob che entra in macchina con Robbie Robertson dopo un concerto inglese con la faccia stravolta fuggendo dai fan alcuni veramente inviperiti e dice "Don't boo me anymore !..."
- Alcune reazioni dspettose ed antipatiche verso i fan durante il tour inglese del 66, come solo Bob sa fare...
- Le versioni di Joan e Bob sulla loro separazione durante il tour inglese del 1965. La versione di Bob è del tipo...."Spero un giorno capisca che non si può essere innamorati e stare sul palco insieme nello stesso
momento"
- Le lacrime sulle guance di Bob durante "It's All Over Now.." a Neport 65. Sì penso proprio abbia pianto! Tra l'altro i suoi commenti nell'intervista del 2004 risentono ancora dello shock subito.
- La quasi confessione di Pete Seeger sul fatto che avesse intenzione di tagliare i cavi elettrici con un'ascia durante la prestazione di Dylan a Newport 65. La sua ammissione che la scelta di Bob fu comunque giusta.
- Il racconto di Dave Van Ronk, con tanto di risatina sarcastica, sul fatto che avesse intenzione di incidere "The House Of Rising Sun" e che Dylan l'avesse spiazzato e quindi costretto a non cantarla più perché ogni volta gli dicevano "hai copiato la canzone da Bob" e di come il destino avesse restituito la pariglia a Bob quando Eric Burdon e The Animals registrarono il loro hit internazionale e Dylan per anni decise di non cantarla in pubblico per la stessa ragione, ormai la canzone era diventata di Eric Burdon e The Animals.
- L'ammissione di Van Ronk che la visione politica di Bob piuttosto naive si fosse dimostrata negli anni più credibile rispetto a quella supposta più colta del movimento folk degli anni 60.
- Allen Ginsberg a sua volta ricorda che quando ascoltò "Hard Rain" capì di essere di fronte ad un passaggio generazionale epocale tra la "early Beat generation" e quella rappresentata dall'arte di Dylan.
- Ancora Ginsberg racconta l'episodio del 1965 quando Dylan e Beatles erano insieme in una camera d'albergo a Londra e lui invitato non potè fare a meno di notare che i protagonisti della favolosa rivoluzione musicale e culturale di quegli anni in realtà non fossero che dei ragazzi un po' impacciati proprio a causa della loro giovane età.

E tanto, tanto ancora....

Dopo "cotanta" visione ho spento il DVD player e il televisore (credo fosse RAI 1) mandava in onda qualcosa del tipo Celentano/Mina....anni 60 !!!!!,
perdonatemi ma nonostante la simpatia, mi sono letteralmente cadute le braccia.....
E quei due erano tra i migliori in Italia...... perdonatemi ancora ma è meglio che mi sto zitto.... (or they'll put my head in a guillottine...).

Un abbraccio. Bologna e Milano si avvicinano come pure i gemellini.

Antonio

Ciao Stefano, ciao Antonio
e grazie per la vostra testimonianza che - c'è bisogno di dirlo? - condivido, anche se a mio avviso potevano magari presentare per intero alcune performance, soprattutto quelle del periodo elettrico, invece che farne vedere solo spezzoni... Magari eliminando qualche intervista (alcune sono molto interessanti ma altre in effetti ripetono cose già note e stranote) e ricavando dunque più spazio per la musica.
Le scene ricordate da Antonio e da Stefano sono, più o meno, quelle che sono rimaste impresse particolarmente anche a me. Aggiungerei il gioco di parole di Dylan quando legge le insegne del negozio in Inghilterra ed improvvisa una sorta di assurda lunghissima filastrocca cambiando di volta in volta soggetto verbo e complemento oggetto, o anche la scena dei fans che gli chiedono l'autografo dal finestrino dell'auto e l'atteggiamento incredibilmente snob di Bob, o le interviste alle due spettatrici alquanto isteriche che dicono che Dylan è "fake... neurotic" (mi piacerebbe chiedere loro oggi qual è il loro parere) e mentre le due ragazze parlano la "camera" si sposta all'interno della sala da concerto e vediamo Dylan eseguire una  STRATOSFERICA 'Tell me momma', avanti 6000 anni, come se all'improvviso ci si fosse sintonizzati su una stazione radio che trasmetteva da Marte. Ed anche l'incredibile sorriso di ilarità sul viso di Bob durante l'intervista quando rievoca le domande che gli facevano i giornalisti alla metà degli anni '60.
A proposito della frase su Joan che menzioni, Antonio, sono d'accordo che probabilmente Dylan sottintendesse dire che in quel momento (tour inglese) era forse giusto che lui non dividesse il palco con Joan. Aggiungo solo però che in un certo senso Bob dopo tanti anni viene abbastanza (direi molto) incontro a Joan e forse in questo clima di chiara riappacificazione ed autodafè recente (soprattutto da parte sua nei confronti della Baez) ammette con se stesso e con gli altri a proposito di quel tour inglese e della sua decisione di escludere Joan: "It was probably a stupid thing to do, not letting her play..." (Probabilmente fu una cosa stupida non farla suonare). Mi ha riportato alla mente per associazione di idee la frase che disse a proposito di Ballad in plain D, "Fui davvero uno stronzo a scrivere quella canzone!" con riferimento alle frasi inutilmente cattive contro Carla Rotolo.
Tra l'altro la frase che citi secondo me è da interpretare (se non ho capito male le parole di Bob... le ho riascoltate una ventina di volte...) addirittura come un'ammissione di colpa da parte sua, colpa dovuta all'amore che provava per Joan. Perchè Bob dice: "You know... I...  it was probably a stupid thing to do, not letting her play... but you can't be wise and in love at the same time... so... I hope she see the light sooner or later...", vale a dire "Sai... io... probabilmente è stata una cosa stupida quella di non farla suonare (con me)... ma non puoi essere assennato ed innamorato allo stesso tempo... così... spero che Joan possa capire prima o poi...". Dunque addirittura Dylan ammetterebbe di aver sbagliato a non farla cantare con lui escludendola dal tour inglese, si scusa pubblicamente con Joan e giustifica la sua "stupidità" nel fare quella scelta con il fatto che era innamorato di Joan. Il che sarebbe notevole come affermazione. Che ne pensano gli altri? Tra l'altro non so perchè ma quel "sooner or later" buttato lì da Bob mi ha fatto pensare che magari l'abbia messo volutamente per richiamare la canzone "One of us must know"... chissà?
A Stefano confermo che in effetti è in previsione una seconda parte, secondo questa notizia che abbiamo riportato qualche giorno fa e che inserisco qui di nuovo per chi non l'ha letta:
DYLAN IN TRATTATIVA PER IL SEGUITO DI "NO DIRECTION HOME"
Secondo alcune fonti Bob Dylan è in trattative per un sequel del documentario di Martin Scorsese, "No
Direction Home". Susan Lacy, produttore esecutivo del film, ha dichiarato che "discussioni preliminari"
sono già avvenute. "No Direction Home", nel quale Dylan ha parlato in maniera estesa a proposito della
sua vita, per la prima volta di fronte ad una cinepresa, ha seguito la sua carriera fino al 1966. La
signorina Lacy ha rivelato che un seguito del film è stato preso in considerazione durante una "webchat"
con i fans di Dylan. La Lacy ha dichiarato: "Stiamo tenendo discussioni preliminari a proposito del
progetto. Proprio in questi giorni stiamo facendo delle ricerche. Non c'è così tanto materiale, nè così
denso come quello che abbiamo trovato per il primo film e che proveniva dagli anni Sessanta. Ci sono
delle grandi lacune." Sebbene non siano state ancora pubblicate cifre ufficiali, Susan Lacy ha definito i
dati di ascolto per "No Direction Home", che è stato mandato in onda questa settimana sia nel Regno
Unito che negli Stati Uniti, con il termine "favolosi."
(da http://www.ananova.com/entertainment/story/sm_1553674.html, traduzione di Michele Murino).
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


3563) Caro Michele,
telegraficamente ti riporto alcune news.
Dettagli su Tell Ol' Bill il nuovo brano di Bob per la colonna sonora in uscita...
R-0649 Tell Ol' Bill (Traditional) - previously unreleased song, recorded mid-2005. This was first reported as being the uncirculating out-take from Self Portrait recorded at Columbia Studios, New York, 4 Mar 1970. Clinton Heylin lists it as "Tell Old Bill", while Michael Krogsgaard lists it as "This Evening So Soon" as written on the studio session recording sheet. However, it is in fact a new recording, made earlier this year with musicians including Elana Fremerman on violin.

Cavalcando l'onda del successo di No Direction Home la Sony ha messo fuori un altro agghiacciante e poco rappresentativo Best Of Bob Dylan
1. Blowin' In The Wind
2. The Times They Are A-Changin'
3. Mr. Tambourine Man
4. Like A Rolling Stone
5. Rainy Day Women #12 & 35
6. All Along The Watchtower
7. Lay, Lady, Lay
8. Knockin' On Heaven's Door
9. Tangled Up In Blue
10. Hurricane
11. Forever Young
12. Gotta Serve Somebody
13. Jokerman
14. Not Dark Yet
15. Things Have Changed
16. Summer Days

Nella serie TV Crossing Jordan che è possibile seguire su La 7 il giovedì e in anteprima e in replica su Fox sul Sat spesso e volentieri come colonna sonora sono utilizzati brani di Bob, stasera ad esempio nel secondo episodio mi sono goduto Lonesome Day Blues mentre qualche sera fa Not Dark Yet e Love Sick.

Aggiungo una news in merito al concorso di Cover Dilaniane, dopo diversi problemi la giuria sembra essere ormai in via di definizione. Aggiornamenti in arrivo.

Concludo con un annuncio OFF TOPIC:
il 20 novembre al Jailbreak di Roma si terrà il Neil Young Day con il patrocinio del Comune di Roma. L'evento è organizzato da www.rockinfreeworld.135.it (ovvero il sito italiano di Neil Young che ormai gestisco da un paio di anni) e dalla storica crew di Wooden Nickel (Stefano Frollano e Francesco Lucarelli, quest'ultimo noto ai maggiesfarmiani per la sua performance durante il MFFF), ci saranno diverse band ad esibirsi, una mostra fotografica, memorabilia e una sorpresa assoluta dalla California. Prossimamente ti invio altri dettagli.
Saluti a tutti
Sal "Eagle"

Ciao Sal
e grazie per le segnalazioni.
Per quanto riguarda "Tell Ol' Bill" riporto la notizia che avevamo inserito su MF:
Una nuova canzone scritta ed interpretata da Bob Dylan nella colonna sonora del film "North Country". La soundtrack contiene 12 tracce di artisti come Gustavo Santaolalla, Warren Zevon, Leo Kottke, Kim Carnes, The Bellamy Brothers, Mac Davis, e Cat Power.
Ecco la tracklist: 1. North Country -  Gustavo Santaolalla 2. Girl Of The North Country -  Leo Kottke
3. Tell Ol' Bill -  Bob Dylan 4. Werewolves Of London -  Warren Zevon 5. Bette Davis Eyes -  Kim
Carnes 6. If I Said You Had A Beautiful Body (Would You Hold It Against Me) -  The Bellamy
Brothers 7. Lay Lady Lay -  Bob Dylan - 8. A Saturday In My Classroom - Gustavo Santaolalla 9.
Sweetheart Like You - Bob Dylan 10. Baby Don't Get Hooked On Me - Mac Davis 11. Do Right To
Me Baby (Do Unto Others) - Bob Dylan - 12. Standing Up - Gustavo Santaolalla 13. Paths Of Victory
- Cat Power
Due links utili:
- http://www.imdb.com/title/tt0395972/
- http://www.sonymusicstore.com/store/catalog/MerchandiseDetails.jsp?merchId=90355&skuId=90365

Traduco di seguito il trafiletto riportato sopra per chi non sa l'inglese:
R-0649 Tell Ol' Bill (Tradizionale) - canzone inedita registrata alla metà del 2005.
Inizialmente si è letto che fosse un outtake non circolante dall'album "Selfportrait" registrata ai Columbia Studios di New York, il 4 Marzo 1970. Clinton Heylin la riporta con il titolo "Tell Old Bill", mentre Michael Krogsgaard come "This Evening So Soon" secondo quanto scritto sui documenti relativi alla registrazione all'epoca della session in studio. Si tratta in realtà di una nuova registrazione realizzata da Dylan quest'anno, accompagnato da vari musicisti tra i quali è inclusa anche Elana Fremerman al violino.

Dunque una fonte la dà come scritta da Dylan, la seconda come traditional. In realtà si tratta (o almeno così dovrebbe) di un brano originale di Dylan.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3564) Ciao Michele,
ti scrivo per dirti che il nuovo disco degli EELS (che hanno suonato a Milano sabato, 8 ottobre, al Conservatorio G.Verdi, quello che è stato affidato in gestione a Claudio Trotta) lo dovresti ascoltare.
Il loro capolavoro, "Beautiful Freak" del 1996 fu osannato dalla critica.
Parlavano anche allora di "Folk americano", inteso come base sottostante alla loro musica, molto evoluta. Io non riuscivo a sentire questa vena folk in quel disco, che è effettivamente splendido.
Ma in questo disco nuovo, veramente, c'è un'essenza folk indefinibile, quasi impercettibile, ma c'è. Ci sono dei momenti particolarissimi. Mi fa pensare alle cose che racconta Dylan in "Chronicles", non so. Ho delle sensazioni strane quando lo ascolto, è un disco di grandissima composizione, ma anche
di spunti brevissimi, quasi accennati, in cui si avverte quello che aleggia in certe composizioni cantautorali tipicamente americane.
Il disco, nel suo complesso (è un doppio di 33 brani) è stupendo. Sabato io li vado a vedere a Milano (non farò foto, ho un posto lontano dal palco), sarà un concerto in cui gli EELS verranno accompagnati da un quartetto d'archi.
Prevedo un concerto di livello elevatissimo. Non so se li hai mai sentiti, ma sono fra i quattro-cinque gruppi di punta della musica americana di questi anni, e c'è una ricerca di sonorità e una fusione incredibile di stili nella loro musica. Imperdibili, veramente.
Ciao,
Peppe

Ciao Peppe
non conosco molto gli Eels ma a questo punto mi informerò.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


Grazie a Raffaella per questa bio di Fortis che cita Bob:

3565) Alberto Fortis è nato il 3 giugno 1955 a Domodossola in provincia di Verbania all'epoca era sotto la
giurisdizione di Novara. La passione per la musica è nata suonando la batteria: a 13 anni ha fondato il
primo gruppo che ha chiamato I Paip's come il locale del Sestriere dove si era esibito. A 16 anni ha
suonato per la prima volta in Rai con una nuova band: I Raccomandati. Si è fatto le ossa con cover di
chiara ispirazione rock: Credence Clearwater Revival Ten Years After Led Zeppelin. Nel repertorio
c'erano anche i Vanilla Fudge del batterista Carmine Apice che sei anni fa Alberto ha avuto il piacere
di conoscere a Los Angeles. Improvvisamente a 18 anni Alberto Fortis ha iniziato a suonare il
pianoforte pur senza averlo mai studiato forte di un istinto affinato in tanti anni di batteria strumento che
ancora oggi definisce meraviglioso ed esorcizzante. La sua prima composizione al pianoforte è una suite
di venti minuti che viene giudicata troppo ardita per il disco d'esordio ma verrà ripescata nel secondo
album. Appassionato del rock straniero più sostenutoAlberto aveva un solo grande amore italiano: Lucio
Battisti che per lui era l'equivalente italiano dei Beatles per quell'espressionismo nelle canzoni che
ancora oggi è inarrivabile. Altro punto di riferimento per la sua formazione artistica è Bob Dylan: per il
talento letterario ma anche per l'energia musicale delle sue poesie. (...)
da www.albertofortis.it

http://www.university.it/notizie/vedi_notizia.php?COD_NOTIZIA=22648 


3566) Riceviamo e pubblichiamo:

TENCO 2005 / COMUNICATO STAMPA N.3 – 10.10.2005

INCONTRI, ASCOLTI E PROIEZIONI NEI POMERIGGI DEL “TENCO”
Tra i protagonisti Gino Paoli, Fernanda Pivano, Sergio Staino,
La Crus, Fausto Mesolella, Têtes De Bois
Si riscopre il Folkstudio - “Novità” di Umberto Bindi e Giorgio Gaber

Per il trentennale della Rassegna della canzone d’autore, dal 20 al 22 ottobre a Sanremo, il Club Tenco ha messo in programma anche un fitto calendario di appuntamenti pomeridiani, aperti a tutti, che si terranno in ciascuna delle tre giornate all’Ariston Roof a partire dalle 15.30. Una serie di incontri anche spettacolari con personaggi di primo piano della musica italiana, intorno a temi ed eventi altrettanto interessanti, che il Club, con autonome scelte di propria politica culturale, ha valutato meritevoli di essere ospitate.
Si parte giovedì 20 col festeggiare il decimo compleanno de “L’Isola che non c’era”, l’unica rivista che si occupa solo di musica italiana, che per l’occasione inizia una produzione di minicd allegati al periodico per promuovere cantautori che pur avendo già dimostrato le proprie qualità sono privi di contratto discografico; il primo della serie, che il direttore Francesco Paracchini porterà all’Ariston Roof, è Mircomenna. Il gruppo La Crus (Mauro Ermanno Giovanardi e Cesare Malfatti con Alessandro Cremonesi) presenta in anteprima una inedita operazione di abbinamento fra le nuove canzoni che costituiscono l’imminente album “Infinite possibilità” con alcuni cortometraggi selezionati in collaborazione col Milano Film Festival. “Avanti Pop” è una colossale manifestazione itinerante voluta dai Têtes de Bois che nel 2006 percorrerà l’Italia, con ospiti illustri ad ogni tappa, accostando la musica ai temi del lavoro, in occasione dei cento anni della Cgil: ne parlano Andrea Satta e Daniele Silvestri. Escono in cd, nei giorni del “Tenco”, le ultime registrazioni di Umberto Bindi, con alcuni inediti: l’iniziativa sarà illustrata dai promotori (Dino Piretti per Raitrade e Nino Pirito per “Il Secolo XIX”) mentre Gino Paoli ricorderà la figura dell’amico. Il pomeriggio di giovedì si conclude con una succosa primizia: la Discoteca di Stato (rappresentata da Francesco Aquilanti e da Luciano Ceri, quest’ultimo curatore del progetto) ha acquisito il formidabile archivio audio e video del leggendario Folkstudio di Giancarlo Cesaroni (già Premio Tenco) e intende divulgarlo: se ne vedrà un saggio in questa occasione.
Un’altra importante realizzazione in dvd, ora disponibile, è quella del teatro-canzone di Giorgio Gaber: il curatore Stefano Senardi, in collaborazione con l’Associazione Giorgio Gaber, ne mostrerà un esempio in apertura del pomeriggio di venerdì 21. Gli operatori stessi del Club Tenco occuperanno gli spazi successivi: in maniera semiseria Mario De Luigi e Antonio Silva rievocheranno la lunga sequela di convegni tenuti in questi trent’anni al “Tenco”, mentre Sergio Secondiano Sacchi e Roberto Molteni proietteranno due gustosi montaggi di immagini su spunti legati alla canzone d’autore. Scoppiettante epilogo del pomeriggio con una irresistibile performance di Sergio Staino: il grande disegnatore commenterà le sue vignette e i suoi fumetti che nel corso dei 25 anni di Bobo sono state dedicate molto spesso ai cantautori, e sarà a sua volta “commentato” al pianoforte, a mo’ di cinema muto, da Leonardo Brizzi.
Il terzo pomeriggio, sabato 22, si apre con la presentazione dei giovani vincitori del concorso “Scrivilamusica” per i migliori racconti brevi sul tema “La musica e… il disco che non c’è”: a rappresentare gli enti organizzatori saranno Flavio Brighenti per “Il Venerdì di Repubblica”, Gianna Caviglia e Guido Festinese per il Comune di Genova, Antonio Silva per il Club Tenco. Una singolare operazione artistica è quella che il Club ha scelto di offrire subito dopo: “I piaceri dell’orso” (Editrice Zona), libro-cd di Fausto Mesolella, il chitarrista degli Avion Travel, costituito da un’irruente declamazione senza pause di parole dettate da stimoli musicali e non. Gran finale con Fernanda Pivano, quest’anno Premio Tenco per l’operatore culturale. Un incontro con la scrittrice sarà preceduto dalla proiezione del film centrato su di lei “A farewell to beat” di Luca Facchini, presente il produttore Domenico Procacci di Fandango, e dalla presentazione di un libro che raccoglie i saggi della Pivano sui suoi grandi amori musicali, a cura di Sergio Secondiano Sacchi e Stefano Senardi, dal titolo “I miei amici cantautori”.
Tutti questi incontri sono a ingresso libero.



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