parte 280
Lunedì 19 Settembre 2005


Per coloro i quali si volessero aggregare al gruppo di Maggie's Farm in occasione dei concerti di Dylan di Milano e Bologna o per pranzi, cene, saluti etc. durante quelle magiche giornate: segnate i numeri di cellulare sottostanti così potrete contattarci il giorno dei concerti (o un po' prima, se volete) in modo da metterci d'accordo su dove vederci.
Anna "Duck" - 348 9040938
Michele "Napoleon in rags" - 333 2417057
Nota importante: siccome ho un rapporto poco felice con i cellulari ed ho il vizio di dimenticare spesso di accenderli o ricaricarli o portarmeli dietro etc. vi consiglio vivamente di segnarvi anche quello di Anna così che se io non dovessi essere reperibile, perchè magari il mio cellulare giace immoto e sconsolato chissà dove, lo sarà sicuramente la nostra papera del cuore, e visto che io ovviamente non mi separerò dalla suddetta fanciulla durante il tour di Bob in Italia (fossi matto!!! :o) ) trovando lei trovate me!
Michele "Napoleon in rags"

3495) Ciao a tutti sono Marco da Luino (va)
il discorso di Jack Nicholson lo puoi trovare sul cofanetto della great dane YOU DON'T KNOW ME.
un saluto
Marco

Ciao Marco
e grazie per la segnalazione.
Carlo, che lo cercava la volta scorsa, sa quindi dove trovarlo.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3496) http://www.bbc.co.uk/music/bobdylan/

Ciao Michele,
qualcuno riuscira' a riprendere dalla televisione inglese tutto cio'?
Se ci riesci tu anche in video te ne sarei molto grato.

Alla prossima, male che vada ci si vede a Bologna.

Stefano

Ciao Stefano
io purtroppo non ci riuscirò. Se qualcuno è in grado mi scriva. Grazie.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: ci vediamo a Bologna!


3497) Ciao Michele ho comprato oggi "No direction Home" e lo devo ancora sentire bene... ti volevo chiedere alcune cose riguardo le versioni presenti.

"It's all over now Baby Blue","Desolation Row", "Tombstone Blues", "Visions of Johanna" sono quelle presenti su The Genuine Bootleg Series oppure sono altre takes?

Sicuramente la qualità sarà migliore ma mi incuriosiva saperlo.

Ti volevo anche segnalare una cover dei "Flying Burrito Brothers" gruppo Country Rock per eccellenza di "If you Gotta Go Go Now"... magari già la conosci ma a me è piaciuta molto.

Grazie

Stefano

Ciao Stefano,
si tratta di versioni differenti per Tombstone Blues, Visions of Johanna e Baby Blue. Desolation row è invece la stessa.
Per quanto riguarda la cover dei Flying Burrito non la conosco. La cercherò, grazie della segnalazione.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3498) Ciao
volevo solo dire che sono d'accordo con Leonardo su Campbell... Spero davvero che prima o poi torni perchè la band attuale non mi piace per niente.
Ciao
Piero

Ciao Piero,
i voti per Larry aumentano, con somma gioia della nostra Ila "Ladybird", suppongo :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3499) Ciao, non so se avete già trattato questa questione, e se sì vorrei sapere dove & quando.

anyway, le versioni 2003 cartonate e quelle in jewel case sono uguali le une alle altre?
intendo ad es. in particolare / BLONDE ON BLONDE COL 5123522000 /
e la versione doppia, "integrale", di cui parla Vites nell'atlantino Giunti.

e in genere tutte quelle con le barrettine sul dorso del JC. sono SACD solo quelle in cui l'acronimo compare bello chiaro nella confezione?

Grazie

sergio

Ciao Sergio,
lascio a Carlo "Pig" il compito di rispondere qui di seguito:

Ciao Michele,
visto che, come riferimento, ci si può basare su Blonde On Blonde, si può controllare sulla tabella della "Blonde On Blonde discography" del sito Electric Dylan (che contiene anche le discografie di Bringing e di Highway).
Questo il link alla pagina:
http://www.rdf.pwp.blueyonder.co.uk/BobAppend/AppendixB.htm
(e questo al sito: http://www.rdf.pwp.blueyonder.co.uk/ )
da lì si vede che la versione 5123522000 è del 2004 ed è un cd contenente la stessa versione dell' album contenuta nello strato leggibile su lettori cd del C2H 90325... che invece è un sacd ibrido e che nella stessa confezione è accompagnato da un sacd a singolo strato contenente la versione di Blonde in 5.1.
Carlo "Pig".

Grazie a Carlo ed una correzione al volo per Sergio: l'atlantino Giunti non è di Paolo Vites ma di Cesare Rizzi.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3500) Carissimo Michele,
non ci conosciamo ma la mia stima nei tuoi confronti è salita ulteriormente dopo la tua magnifica anteprima del "pacchetto" no direction home! Complimenti per il tempismo, la completezza e la precisione dei tuoi scritti. Sono dilaniano di vecchissima data per cui preferisco non addentrarmi nei meandri del "dylan finito" di cui ho letto in questi giorni. Per me il problema non esiste e sono tanti i fatti che lo dimostrano.
Volevo solo un aiuto da te: ho trovato questo sito dove è presente un video di un paio di minuti di tale Lamar Fike (un personaggio che non conosco) che  parla in inglese del rapporto tra dylan ed elvis.

http://www.pbs.org/wnet/americanmasters/dylan/footage.html

Siccome la cosa mi intriga da morire ma il mio inglese fa schifo ti chiedevo di darci un occhio e di accennare una traduzione per i curiosi come me.
Sarebbe bello sentire una testimonianza di un Elvis ammiratore del ns. Bob e mi pare che la sostanza dell'intervista sia proprio questa.

Ancora complimenti e speriamo di vederci e conoscerci a Milano davanti a Bob!
Ciao

McTell

Ciao McTell,
e grazie per i complimenti.
Non riesco a vedere il filmato che hai linkato. Comunque immagino che Fike dica più o meno quello che puoi trovare nella pagina di MF che ho dedicato appunto ad Elvis e Dylan. Se non l'hai ancora vista la trovi qui. Ti confermo che ad Elvis piaceva molto il Dylan non politico (diciamo così), il Dylan dei brani come Don't Think Twice o Tomorrow is a long time che infatti Elvis ha interpretato.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


Avevo spedito a Francesco "Tiger" l'mp3 di "Agnese" del grande Ivan Graziani nell'interpretazione di Francesco De Gregori da Viva Radio Due con Fiorello. Francesco mi scrive quanto segue (riporto la sua mail essendoci alcune cose di interesse dylaniano):

3501) Ciao Michele,
grazie mille per l'mp3 di Agnese: mi è arrivato senza problemi. Sulla voce hai ragione: è molto diversa
da come canta ora di solito De Gregori. Mi sa che vale lo stesso ragionamento che facevi a proposito di Dylan, e cioè che faccia apposta a cantare in maniera più o meno arrochita, e che se lo vuole, sa ancora dare una certa dolcezza al suo timbro. Tra l'altro, secondo me, De Gregori è il più grande cantante italiano, è l'unico che riesce ad "usare" la voce a fini espressivi; e Dylan è il più grande performer di sempre, perchè anche lui fa la stessa cosa, solo che ad un livello molto più alto: riesce anche a dare un senso completamente diverso ad una canzone soltanto cambiando il modo di cantare (un esempio sono le varie versioni di It ain't me babe). Poi recentemente ho visto il film Il dio nero e il diavolo biondo di Glauber Rocha e ho notato che le ultime parole di Chronicles richiamano davvero da vicino il finale di questo film.
A presto.
Francesco "Tiger"

Ciao Francesco
e grazie per la testimonianza. Proverò a guardare il film che citi.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3502) Caro Michele,
la parola che ti è sfuggita nella trascrizione di Desolation Row è "bosoms", petti.
A proposito, io ho trovato NDH un tantino inutile. LARS si era già sentita, STW anche. I veri inediti sono pochi, le versioni alternative rubano spazio per quanto siano ben riuscite. Per esempio, bella l'idea di mettere Stuck inside of mobile, ma perchè tutta, bastavano due strofe per dare l'idea, visto che a un certo punto Dylan dimentica le parole. Mi chiedo cosa pensi un non dylaniato ascoltando NDH. Mi è sembrata un'operazione del cavolo, quando il meraviglioso concerto di Charlotte del 78 e quelli del Supper Club sono ancora lì ad aspettare, e non si sente un live nuovo dall'Unplugged...
La voce tante volte è quello che è, dal 2000 ad adesso, ma se il Bob ci si mette, sa ancora strappare le parole dal testo come quella mitica Idiot Wind di Hard Rain...
Insomma, ben vengano le ricostruzioni filologiche dei primi anni di carriera, ma c'è modo e modo.... e anche per i sixties ci sono tanti inediti che aspettano (All over you, Stealin', Emmet Till per dire qualcuno che poteva sostituire una di quelle live version su NDH per nulla imprescindibili, perché identiche alla versione studio). Un conto è materiale mai sentito, un conto è costruire un disco su materiale mai sentito che però è uguale a quello sentito. Passiamo al raduno di Bologna... Iniziamo a decidere se andare a mangiare in osteria? Quanti sarebbero disposti, quanti in ogni caso sono già nella vecchia signora coi fianchi un po' molli a mezzodì? Stiliamo un elenco?
Ciao e a presto
Michele "hound dog" Mari

Ciao Michele,
grazie per l'aggiunta relativa al testo alternativo di Desolation Row. Ho provveduto ad aggiungere la parola mancante (se qualcuno riesce a capire altre parole che ometterò nei prossimi testi alternativi da No Direction Home, e che metterò pian piano tradotti nei prossimi giorni, mi faccia sapere, grazie).
Per quanto rigaurda il raduno bolognese ho messo in cima a questa pagina i numeri di cellulare del sottoscritto e di Anna "Duck". Per me va benissimo un'osteria, magari una di quelle dove va/andava il Guccini??? :o) Magari lo becchiamo!
Per quanto riguarda coloro che saranno già a mezzogiorno a Bologna invito gli interessati a scrivermi e farmi sapere.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: per chi non lo sapesse o non se ne fosse ricordato dico che la bella metafora finale usata da Michele è riferita alla stupenda canzone di Guccini (appunto!) che si chiama "Bologna" ed è sull'album "Metropolis" (un album che se non avete vi consiglio perchè è molto bello)


3503) Ho letto con interesse molti dei messaggi della vostra casella delle lettere.
Molti si chiedono cosa farà bob dylan con una band che non infiamma.
Semplice: se sarà in forma farà dei buoni concerti, se non lo sarà darà una pessima prova di sè, come non di rado ha fatto in passato, con la solita tranquilla disinvoltura. Perchè dylan, a pensarci bene, è stato forse l'unico artista rock a potersi permettere di sbagliare un concerto o una tournèe o un
disco senza troppi drammi (da parte sua). Senza che mai il timore di compromettere una carriera, di perdere fan o di subire cali nelle vendite ne condizionasse veramente le scelte, anche quando queste apparivano a tutti (anche a quelli a lui più vicini) potenzialmente fallimentari. Tutto ciò era parte della
sua libertà artistica (sempre vigorosamente difesa), della sua concezione della vita e della sua estetica musicale (basata sull'improvvisazione e la sperimentazione). Dylan nei suoi momenti migliori ha sempre avuto molto chiara la direzione da prendere. Nei momenti meno felici, quelli di confusione mentale ed esistenziale, non ha esitato a "fare", anche a costo di fare male e di sbagliare, e, a volte, di produrre dischi mediocri. Lui sapeva - al di là degli impegni contrattuali con la casa discografica - che, nel suo
caso, fermarsi e prendersi una lunga pausa di riflessione non sarebbe servito a nulla. Perchè dylan in realtà non si è mai fermato (e quando negli anni novanta ha diradato le pubblicazioni discografiche era comunque impegnato nel never ending tour). Dylan ha sempre saputo che, nel suo caso, per il tipo di
artista istintivo che era, anche i fallimenti erano parte essenziale di un'esperienza artistica unica e irripetibile, all'interno della quale le cadute erano il presupposto dialettivo delle risalite. Per produrre grandi capolavori bisogna rassegnarsi a produrre ogni tanto opere mediocri. Meglio questo che star
fermi (questa, credo, la filosofia di dylan). Che poi, a guardar bene, i dischi veramente mediocri da lui prodotti sono pochi: non più di cinque o sei.
Chiunque altro si sarebbe astenuto dal realizzarli, dylan no: anche a questo è coraggio.

Del film di scorsese non condivido la scelta di fermarsi al '66. Credo infatti che il "primo" bob dylan (quello più ispirato) vada oltre questa data: secondo me arriva sino al '70, l'anno di self portrait, l'album
dell' "autodistruzione" ( un'operazione a suo modo geniale: facciamo sparire il personaggio bob dylan,
in modo che il signor Zimmerman possa starsene in pace per un po').
Un album come JWH fa ampiamente parte del primo dylan: senza questo lavoro (una sorta di oscuro e bellissimo alter ego di Blonde on Blonde), e senza i basament tapes (che di JWH sono la premessa) non si può avere una visione chiara e completa del "primo" dylan. Tanto più che dylan con i lavori del '67 anticipa, ancora una volta e genialmente, il futuro corso di una parte della musica americana. Posso capire le riserve nei confronti di nashville skyline, che ha l'aria di un'opera interlocutoria in vista di un disco contry-rock-pop che non arriverà, e che altri si incaricheranno di realizzare (da young a crosby).

un saluto a tutti da Marlow... e complimenti per il sito

Ciao Marlow
e grazie per i complimenti.
Mi sembra che la tua analisi sia molto pertinente ed inviti a riflettere chi si limita a bocciare in toto i lavori minori di Dylan senza appello. Proprio oggi leggevo un articolo di Bono Vox in cui il leader degli U2 ammette quanto gli piacciano alcuni brani di Knocked Out Loaded, Under the red sky e Down in the groove, ed in cui dice che adora Saved... (nei prossimi giorni lo tradurrò per Maggie's Farm).
Per quanto riguarda No Direction Home sono pienamente d'accordo con te anche se credo che la scelta di fermarsi al '66 sia più che altro simbolica (il cambio di rotta di Dylan, la contestazione e tutto il resto) oltre che probabilmente coniugata con l'esigenza di dover far stare il tutto in un film che, per quanto lungo, ha i suoi tempi (in caso contario io non mi sarei fermato nemmeno ai primi settanta ma avrei incluso il periodo R&C e la svolta cristiana, quanto meno...).
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3504) Caro Michele,
sono Giorgio da Verona. Non so se riuscirai a rispondere nella posta di domani.
Leggendo della canzone di Syd Barrett vorrei chiedere: alla meta' degli anni '60 fu scritta in Italia la
canzone 'Vorrei essere Bob Dylan' e mi pare la cantasse Pippo Franco o non so chi. Chi sa
qualcos'altro, parole comprese????.
Giorgio da Verona

Ciao Giorgio
se non sbaglio molto tempo fa sulla Talkin' avevamo accennato a questa canzone ma non mi sembra di ricordare che fossimo riusciti a risalire ai dati precisi nè al testo. Rinnovo dunque la richiesta: chi se ne ricorda?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3505) Ciao Michele.
Non so se hai notato anche tu: nei giornali - in particolare La Repubblica - hanno scritto e sbandierato
che il concerto di Ligabue di sabato è stato il più grande evento in termini di pubblico per un singolo
artista (non per una band)

Ma Blackbushe 1978 dove lo hanno messo? I giornali dell’epoca parlano di ben oltre 200 mila persone,
alcuni di 250.000.

Vogliamo ricordarglielo ai nostri giornalisti? Io ho già scritto alla Repubblica.

Per quanto riguarda i concerti di Bob in totale, penso che ai 1800 circa dal 1988 ad ora, facendo un rapido calcolo a memoria della varie tournee, ne vadano aggiunti presumibilmente altri 650 per il periodo ante 1988 per un totale di forse 2.500 circa. Sono sicuro che da qualche parte c’è la statistica precisa e la troveremo.

Ciao

Andrea Orlandi

ps: Ecco l’articolo anche su kataweb! Spacciano il record assoluto.

http://www.kataweb.it/articolo/1099767

Ed ecco anche il corriere che disinforma....

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2005/09_Settembre/10/concertoliga.shtml

Ciao Andrea,
d'accordissimo, ovviamente. Ho segnalato l'errore diversi giorni fa su MF.
Io ho trovato anche questo articolo secondo cui il primato precedente a quello di Ligabue sarebbe appartenuto a Paul McCartney con 180.000 e anche qui Dylan non è nemmeno menzionato.

http://it.news.yahoo.com/050908/203/3dmtk.html

Se trovi la statistica esatta relativa al numero dei concerti di Bob fammi sapere. Credo che la cifra approssimativa che ipotizzi sia comunque abbastanza realistica.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


E ancora su Ligabue:

3506) Michele,
ciao!

Ti scrivo perche' l'articolo su Ligabue in cui si faceva menzione del *record* di presenze e' secondo me stato travisato, in quanto credo parlasse di record *italiano*
Non credo proprio possano pensare veramente che in America nessuno abbia mai fatto piu'di cosi'.
Solo a memoria mia, so di Simon & Garfunkel che han fatto piu' di 500mila persone piu' di una volta.
Ed anche Paul McCartney, lo so per certo, solo quella volta che venne a Venezia ce ne furono
200000, dissero. In tempi recenti, poi, tra Madonna e la Spears non si contano nemmeno i concerti oceanici, so per certo di 300mila al Maracana' per Ricky Martin, 200mila per Jennifer Lopez sempre al Maracana.. Insomma, dai! O parlava di record italiano o e' un pazzo!!!
:-D)

Ciao

Beppe

Ciao Beppe,
no, parlavano proprio di record assoluto, nessuna specifica o limitazione. Ecco perchè ho riportato la notizia sottolineandone l'insensatezza.
Simon e Garfunkel non vanno considerati perchè duo (il record si riferisce ad artisti singoli).
Per Madonna, Macca e gli altri che citi non saprei... forse erano concerti gratuiti e non li hanno considerati per questo? I giornali, come riportato sopra, sostengono che il record di paganti era di Paul McCartney con 180mila...
Io comunque propendo per l'ultima ipotesi della tua mail :-D)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3507) Grazie a Paolo Vites che mi invia questa illuminante foto...


...cosa legge courtney?

3508) Ciao Michele,
grazie per la pubblicazione della recensione sui Jefferson.
L'ho appena vista.
E' possibile, secondo te, trovare qualche registrazione dei concerti italiani della Reunion?
Cordialità, a presto.
Giuseppe Basile

Ciao Giuseppe.
Purtroppo non sono in grado di aiutarti. Qualcuno sa dove trovarne? Fateci sapere.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3509) Ciao Michele.
Ti invio un po’ di cose.

Un raro retro copertina di Teddy Bob... con Bob!

Un articolo di Carù da Buscadero su BS7 (a proposito è fighissimo!)

La recensione di Steve Forbert di un concerto di Bob e Willie del 2004
http://www.steveforbert.com/StevesPicks/Dylan%20Nelson.htm

Un articolo su MF da JAM di questo mese (e non andare in brodo di giuggiole!)

A proposito non perdetevi JAM di ottobre perché c’è la mia intervista fiume con Michelle Shocked.
Abbiamo parlato anche del suo non amore per Bob.

Sal "Eagle"

Ciao Sal,
grazie per i ritagli e i link. Il Teddy Bob l'ho messo qui qualche giorno fa. Prossimamente gli altri e intanto un thanx a Fabio Rodighiero per l'articolo di Jam che - sì - mi ha fatto andare in brodo di giuggiole! :o) (è qui sotto).
Ovviamente nessuno perderà la tua intervista alla Shocked (c'è qualcuno dei magfarmiani che non compra Jam??? Nel caso remoto, fatelo !!!)... ma credo che per quel che mi riguarda salterò la parte del "non amore" :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3510) Mike Marqusee mi invia questo comunicato stampa relativo al suo volume "Wicked Messenger - Bob Dylan and the 1960s"

Trade paperback; £10.99; 336 pages
Published by Seven Stories Press
30 October, 2005

Revised and expanded edition of Chimes of Freedom - includes a new chapter on Dylan's 2004
memoir Chronicles, Vol. I and his 2003 film Masked and Anonymous.

Critically-acclaimed cultural commentator Mike Marqusee explores the prickly and seemingly
contradictory development of Bob Dylan's artistic aesthetic amidst the political and social forces of the
1960s. Dylan's abrupt abandonment of overtly political songwriting in the mid-sixties caused an uproar
among critics and fans, and Dylan has spent the rest of his career with a seemingly conflicted attitude
towards his earlier 'finger-pointin'' songs, sometimes embracing them - as when he performed
Masters of War to audiences during both the Gulf and Iraq Wars - and sometimes rejecting politics
outright.  Mike Marqusee advances the new thesis that Dylan did not turn away from politics but
changed the manner of his critique to address the shifting political climate and his own evolving
sensibility.
Wicked Messenger is also a riveting political history of the United States in the 1960s.  Tracing the
development of the decade's dissent movements - from SDS and the Civil Rights Movement to Black
Power, the Weather Underground, and the counterculture - Marqusee shows how the dynamic
complexity of the sixties was both mirrored and anticipated in Dylan's anarchic and incomparable
mid-sixties albums.
Mike Marqusee is the author of a number of groundbreaking books on politics and popular culture,
including Anyone But England (Verso, 1994), War Minus the Shooting (Heinemann, 1996), and
Redemption Song (Verso, 1999).  Born and raised in the United States, he has lived in London since the
1970s.

Please contact Claire Derouesné on 020 8829 3007 or at

claired@turnaround-uk.com for more information or for an interview with the author.

Distributed by TURNAROUND   (visit our website at www.turnaround-uk.com)

Unit 3 Olympia Trading Estate, Coburg Road, Wood Green, London, N22 6TZ

T: 020 8829 3000       F: 020 8881 5088       Mnemonic: TURN       E:orders@turnaround-uk.com

Praise for Mike Marqusee and Chimes of Freedom:

An extremely entertaining and significant work that speaks to the challenges of our present tense as
much as it hymns a lyric genius for all times.
Time Out

Even as The Times They are A-Changin' and Blowin' in the Wind played their crucial role in
creating a new politically active youth culture, as Mike Marqusee notes, their author abandoned any
interest in being the Voice of a Generation.  Instead, Bob Dylan embarked on a far more personal and
enigmatic quest that continues to this day.  Marqusee makes a case for appreciating Dylan's
finger-pointing songs as more than apprentice work and proves an able explainer of the tether between
them and their era.
Richard Abowitz, Rolling Stone

Chimes of Freedom by Mike Marqusee offers a fascinating and detailed analysis of the forces that
shaped the politics of the folk revival. . . .  Marqusee presents an excellent account of the cultural
phenomenon into which Dylan developed in the mid-1960s, and the ways in which his songs registered,
amplified or evaded the pressures of the time. . . . Marqusee's emphasis on the political implications
and reception of the mid-1960s work lends his narrative freshness, vigor, and purpose.
The Times Literary Supplement

Marqusee offers incisive and revealing analyses of his lyrics and . . . suggests fresh and plausible
explanations of Dylan's work.  His scholarship is impressive and his writing style is absorbing and often
lyrical.  Every Dylan fan will learn something new from Marqusee's labor of love.
Rab McWilliam, Red Pepper

Uplifting and judicious . . . .  Marqusee's book is an impassioned, close re-reading of the musical and
political contexts for Dylan's songs.  He brings to it a critic's insights, an activist's experience and an
aphorist's skill.
Jewish Chronicle

In this remarkable reflection on the culture of the sixties, Mike Marqusee restores the forgotten moral
and political contexts of Dylan's supernova years. In doing so, he rescues one of the most urgent poetic
voices in American history from the condescension of his own later cynicism.
Mike Davis, author of City of Quartz

Complex yet accessible, this is a fascinating and entertaining book, enjoyable for the casual listener
and the hardcore fan alike.
WhatsonUK

A brilliant history... anaylses Dylan's finger-pointing songs with clinical precision...
Uncut

Fascinating and extremely well-written.
BBC Radio London


3511) NOVITA' DAL SITO DI AL DIESAN.

1) Tutto il sito è rinnovato negli elementi grafici, anche se la struttura è rimasta identica
http://www.al-diesan.it/html/homepage.ita.htm

2) Tutte le bonus tracks pubblicate in questi anni sono adesso disponibili all'ascolto
http://www.al-diesan.it/html/bonustrack.ita.htm

3) Introdotta la nuova sezione "DAL VIVO" con foto ed mp3 dal "Dylan Meeting 2003"
http://www.al-diesan.it/html/dalvivo.htm

Sperando di averVi come visitatori e di incontrare il Vostro gradimento si porgono cordiali saluti



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