parte 278
Lunedì 5 Settembre 2005





3470) Ciao Michele,
complimenti per il sito, davvero eccezionale. Ti scrivo per chiederti delucidazioni su un disco, sicuramente un bootleg, che s'intitola "back pages 1961-1996". Finora sul web non ho trovato notizie a riguardo, tu l'hai mai sentito nominare?
Un saluto
Davide

Ciao Davide
e grazie per i complimenti.
Purtroppo non conosco il bootleg che citi. Conosco un "My back pages" ma con materiale del '78. Dove ne hai sentito parlare? Qualcuno ce l'ha o ne sa qualcosa? Fatemi sapere, grazie.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


E ora un po' di lettere che segnalano siti dove è possibile trovare copertine di bootlegs in risposta a Roberto che cercava quella del concerto di Ravenna (vedi Talkin' della settimana scorsa). Grazie a tutti per le segnalazioni.

3471) ciao,
per le copertine cd

dylanimages.com

michele talo


3472) http://members.tripod.com/monicasdude/DATEFRAM.HTM

Ciao

Beppe


3473) Ciao!
In risposta alla lettera n° 3458, volevo avvisare che esiste una copertina del cd in questione: basta andare sul sito Dylan Artworks e poi cercare GREG'S ARTWORK SITE. Fra l'altro, le foto usate
per la copertina sono state scattate da me. Se dovessero esserci difficoltà, mi puoi scrivre al seguente indirizzo:
dyporlan@interfree.it
Ciao a tutti.
Gianni


3474) Ciao Michele,
rispondo per tramite tuo a Roberto che chiedeva una copertina del concerto di Ravenna del 2002: può trovarla qui
www.dylanimages.com
assieme a tantissime altre.

Marco Benevelli


3475) Ciao Michele,
in relazione alla richiesta di Roberto ecco il link dove ci sono varie versioni della copertina del cd live a
Ravenna:
http://dustyoldfairgrounds.com/bd2002.htm

Ciao e complimenti per il ricchissimo sito.
Antonio

P.S. Riguardo al capolinea cui sarebbe giunto Dylan, io penso che sia giunto al capolinea dal punto di vista concertistico perchè continua sempre a rifare i cavalli di battaglia, seppur con qualche piccola variazione ... anche se poi mi ritrovo ad ascoltare continuamente i suoi ripetitivi concerti bootleggati :)

P.P.S. A parere mio tra i migliori boots mai usciti di Dylan c'è Genuine Bootleg Series (9 cd) ricchi di pezzi eccezionali e ben assemblati (a parte le variazioni di volume tra i vari branì).
Insomma chi ancora ne fosse sprovvisto vada sul Porcile di Maggie's Farm (1.000.000 a tutti i fattori che ci cibano sempre con nuovi boots)

Ciao Antonio,
non sono d'accordo con te sulla parte iniziale del tuo primo p.s. ma devo dire che anche a me piacerebbe se Bob per qualche tempo sostituisse un po' di brani storici, immortali ma un po' inflazionati dal vivo, tipo All Along The Watchtower, Highway 61 Revisited, It Ain't Me, Babe o Like A Rolling Stone con sorprese come quelle di qualche tempo fa, tipo Romance in Durango, Jokerman o Yea, Heavy... non necessariamente queste intendo, ma brani che, come quelli, costituiscano una vera novità... che so, Changing of the guards - che, dimenticavo, Massimo Bubola ad Aosta mi ha detto essere per lui una delle più grandi canzoni di Dylan - o qualche altra di Street Legal... o magari Isis o Dirge o qualche altra di Planet Waves o le meno eseguite di JWH... o magari una Sad Eyed Lady :o)... insomma cose veramente sorprendenti... Speriamo che in Europa ci faccia davvero qualche sorpresa del genere... Fermo restando che se continua a fare i classici non sarò io a lamentarmi :o) ...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3476) Ciao Michele.
Ho una proposta da fare: visto che molti di voi arriveranno a Bologna con largo anticipo rispetto al concerto, io che sono bolognese, seppure d'adozione causa studi, propongo un bel raduno di fan in piazza Maggiore già a partire dalla mattina-primo pomeriggio, si mangia qualcosa e ci si butta a prendere i posti sotto al palco. Eventualmente si potrebbe anche prenotare un'osteriola, se qualcuno è interessato, e poi dopo il concerto, festa non stop.
Sarebbe bello conoscerci tutti e andare al concerto insieme, scommettere sulla set-list, e magari con un
paio di chitarre cantare tutte le canzoni che Bob non canterà...
Io mi offro per l'organizzazione in loco.
Se vuoi cominciare a raccogliere iscrizioni, potremmo buttare giù un programmino di massima...
Ciao
Michele "hound dog"

Ciao Michele,
la tua idea mi sembra ottima. Rimandami il tuo indirizzo email così quando sarà il momento ci mettiamo d'accordo e ci incontriamo. Intanto chi vuole aderire mi faccia sapere. Di sicuro tieni conto che già solo noi del gruppo storico di MF sparsi soprattutto al Nord e con l'aggiunta del gruppo romano/partenopeo saremo almeno una ventina e forse qualcosina in più.
Ci sentiamo.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3477) Ciao Michele.
Sono riuscito a procurarmi "No Direction Home" con due giorni di anticipo, ordinandolo direttamente al sito della Sony. Bellissimo anche se avevo gia' molti dei pezzi, che comunque ripuliti a dovere suonano molto, molto meglio (la "Chimes of Freedom" di Newport 1964, la prima versione di "Visions of Johanna" del novembre 1965...). Siccome ho ordinato "No Direction Home" insieme allo Scrapbook (che mi arrivera' intorno al 20 settembre) mi hanno mandato uno splendido "bonus" con sei brani del concerto alla Carnegie Hall del 26 ottobre 1963. Ora, questo e' veramente una gemma, voce chiarissima e straordinaria, e una incredibile "Lay Down Your Weary Tune". Ho il bootleg "Dylan in Concert" con alcuni dei brani di quel concerto, ma credo che ce ne siano due o tre in quel bonus che nessun collezionista ha. Credo che l'unico modo per ottenerlo, oltre al website della Sony, sia tramite il Giappone.
Ieri sono passato da uno Starbucks Cafe', dove ho preso un te' e "Live at Gaslight 1962". L'ho pagato 16,95 dollari, meno di un disco regolare a prezzo regolare, ma piu' di quello che avrei pagato per una novita' in un grosso negozio o un supermercato (le novita' costano meno le prime settimane, per invogliare all'acquisto). Bella confezione, belle foto e bella incisione, ma solo 10 pezzi e una durata complessiva di 47 minuti. Nel bootleg i pezzi sono 17. Io speravo di poterlo vendere o regalare, ma dovro' tenermelo ancora. "No More Auction Block" era gia' incluso in "The Bootleg Series Vols. 1-3", quindi i pezzi non inclusi sono 6, che non sono affatto inferiori agli altri (hanno piu' alti e bassi come livelli di suono, ma credo che il problema si potesse risolvere). Non capisco queste decisioni, cosi' come non capisco perche' nel bonus disc offerto insieme allo Scrapbook non ci siano anche, visto che di spazio ce n'era, "Seven Curses" e "Percy's Song", entrambe gia' selezionate per il "Bob Dylan in Concert" che nel 1963 non era uscito.
E poi c'e' un errore nei "credits". "Rocks and Gravel" e' attribuita a Dylan, ma e' un arrangiamento di
materiale preesistente, mentre "John Brown" e' considerata un brano tradizionale.
Va bene, sono lamentazioni di chi non he mai abbastanza di Dylan. Quello che conta e' che una buona
parte di quei nastri (soprattutto "Barbara Allen") adesso e' disponibile al vasto pubblico (per 18 mesi
solo da Starbucks, poi nei negozi). A proposito: tra le novita' offerte da Starbucks, Dylan era in
compagnia di Herbie Hancock, Sly and the Family Stone e Antigone Rising, un gruppo nuovo di cui si parla bene. Tra le novita' annunciate ci sono Etta James e Zucchero (gia'). Tutti traditori della causa,
suppongo...
Un caro saluto
Alessandro Carrera
Ciao Alessandro
e grazie per le interessanti anticipazioni e commenti. Non vedo l'ora di gustarmele anche io queste chicche dylaniane e credo che lo stesso valga per molti di coloro che stanno leggendo. Resta in effetti il rammarico per queste operazioni a metà. Perchè non pubblicare tutte e 17 le canzoni del Gaslight? Perchè non pubblicare tutte le canzoni inedite della Carnegie Hall?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: Ah, per quanto riguarda Zucchero ho uno slogan da suggerire a Starbucks per invogliare i clienti delle loro cafeterie ad acquistare il cd: "Aggiungete dello Zucchero nel vostro caffè!" :o)

3478) Ciao Michele,
questa mia a dirvi che ... sono ancora vivo ... :-)
Ti scrivo per un paio di cose dopo anni credo.
Prima cosa, ho visto il concerto per amazon.com con la nuova band, ed ho trovato le conferme a quello che pensavo ...

Stu Kimball, è rimasto al livello del suo primo concerto. Denny Freeman, è un buon chitarrista ma ... ?
Don Herron fa bene il suo lavoro. In pratica, i tre che dovrebbero dare la spinta tecnico-artistica alla
band, non ci riescono brillantemente, e questo mi spiace davvero molto ...

Ricorderai che sono un "veneratore" di Larry Campbell, che ritengo il miglior chitarrista che Dylan abbia mai avuto (superiore anche a Robbie Robertson per ritmica ed ecletticità ed a G.E. Smith
per stile ... ed a tutti gli altri per tecnica ...), e vedendo il video non ho potuto fare a meno di rimpiangerlo ...

"Most Likely You'll Go Your Way", bellissima canzone ed in una buona versione, risulta assolutamente patetica se confrontata con quella con Campbell nel 2004 che era assolutamente sublime e, con
questi presupposti, irraggiungibile.
La versione di amazon.com è la versione che potrebbe suonare anche la Maggie's Farm Southern Band, tecnicamente semplice, senza sussulti, ne' parti particolarmente in risalto ...
Oggi se Dylan sbaglia il concerto o canta male, probabilmente buttiamo i ns. soldi ... dato che non è che uno ci vada per i suoi completini decorati ...
Ieri (vedi Napoli e Ravenna, per esempio) se Dylan sbagliava concerto, la band, con Campbell in testa, prendeva potere, lasciandoti quella sensazione di soddisfazione alla fine dei brani ...
E' un problema serio mi sa ...

Poi, ricorderai certamente che, all'uscita di Chronicles ti dissi che c'era, nella parte in cui si parla del suo approccio alla chitarre, una similitudine col mio saggio sulla musica di Dylan dove appunto facevo notare questa cosa e tentavo di spiegare quello che pensavo del suo approccio solista alla chitarra.
Dopo mesi, come mi chiedesti, ti allego un estratto dal saggio, che potrebbe essere interessante. Aspetto commenti, chiaramente
Saluti a tutti, Leonardo ancora "Lion"

Da "No One Else Could Play That Tune, You Know It Was Up To Me"

Il modo di suonare live di Dylan è stato sempre molto diverso. Come abbiamo detto nel 1976 si possono trovare i suoi primi e brevissimi assolo, ma poi, nei tour seguenti come quello del 1978, quelli del
1979-1981 o quelli del 1984 e 1986, troviamo un Dylan particolarmente disciplinato alla chitarra, suonando quasi esclusivamente la parte ritmica. Lo stesso fa nel 1988, primo anno del Never Ending Tour, ma più nelle parti elettriche, coadiuvato da G. E. Smith. Nelle esecuzioni acustiche, poi, i due fanno vedere davvero cose sublimi. E' in ogni caso ancora Smith a prendere le parti più in rilievo lasciando a Dylan la parte ritmica.
Lo stesso vale per i primi 3 o 4 anni del 'tour senza fine', ma dal 1993 Dylan comincia a prendere un po' più la parte della lead guitar, ma soprattutto sui pezzi acustici e sarà così anche per l'anno
successivo. Nel 1996, poi, Dylan si prende praticamente tutte le parti di lead, come abbiamo già detto, lasciando davvero molto poco a J. J. Jackson. In ogni pezzo, infatti, Dylan si lancia in assolo palesemente improvvisati che possono soddisfare o meno, ma che sono più volte bellissimi. Naturalmente sono straordinarie tutte le performance su pezzi acustici, ma sono da notare anche magnifici pezzi elettrici come Ballad Of A Thin Man o Tombstone Blues entrambi su Hard To Find Vol. 5.
Dal 1996, però, si hanno anche le prime testimonianze di un approccio particolarissimo alla chitarra, dato che Dylan, da quell'anno a questa parte, cominciò a cercare fraseggi musicali, dei brevi 'riff', da
inserire alla fine dei versi cantati. Da allora è come se facesse per tutta la canzone un'attenta ed inconscia ricerca, completamente improvvisata, di una sequenza di note da suonare subito dopo ogni
verso. Spesso questa sua 'ricerca' non va a buon fine e la canzone può dare un effetto forse 'incompleto', ma altre volte, quando Dylan trova il fraseggio, essendo completamente improvvisato, rende la performance di quella sera, e spesso un intero concerto, unico. Particolarità che distingue i fraseggi in questione è il fatto che, soprattutto negli ultimi due anni, sono suonati sulle corde 'centrali' come la terza e la quarta e che, soprattutto nei pezzi elettrici, la chitarra di Dylan è particolarmente distinta dalle altre per il suo suono particolarmente 'sotto-tono', anche, probabilmente, a causa
dell'assenza di effetti applicati allo strumento.
Vari esempi di fraseggi del genere li troviamo, per esempio, sulla bellissima Boots Of Spanish Leather su House Of Blues '96 ad Atlanta, dove Dylan trova il 'riff', che sostituisce il giro Sol-Sol/Do-Sol
alla fine dei versi, solo dopo il primo assolo e lo utilizza dalla strofa che incomincia con 'Well I got a letter on a lonesome day'. Un altro esempio può essere quello che troviamo sulla splendida 'The Times
They Are A-Changin' su Pathway To The Stars (2000) con il fraseggio che comincia subito dopo il verso 'Come writers and critics, Who prophesize with your pen' ed è utilizzato un po' per tutta la canzone, o sulla Just Like Tom Thumb's Blues presente sulla stessa compilation dove il 'riff' incomincia subito dopo il verso 'I cannot move, My fingers are all in a knot', ma che diventa particolarmente definito dopo il verso 'Sweet Melinda, The peasants call her the goddess of gloom'.
Ancora degli esempi su Boots Of Spanish Leather ai Tramps di New York (1999) con un fraseggio simile a quello sulla versione del 1996, ma più lento e su Visions Of Johanna dello stesso show, con il bellissimo 'riff' già subito dopo il primo verso. Ancora potremmo citare la magnifica One Too Many Mornings sulla compilation Not Dead Yet (1997) o la Oh, Babe It Ain't No Lie su Bathed In A Stream Of Pure Heat (1997), con fraseggio acustico praticamente dal primo verso. Ma performance del genere sono ricercabili in ogni concerto.
In ongi caso, come abbiamo detto, può capitare che il 'riff' non arrivi o arrivi tardi, come, ad esempio, nella Under The Red Sky su Tomorrow Is Hard Enough (2000), dove lo trova (e lo ricava) solo dopo l'assolo che poi introduce il bridge 'This is the key to the kingdom ('riff') and this is the town ('riff'), o può capitare di trovare un concerto nel quale lo trova praticamente subito come sulla splendida Things Have Changed di Milwaukee 2001 e lo tiene vivo per tutta la durata del pezzo. Questo approccio, è in ogni caso assolutamente di rilievo sia per il suo valore di improvvisazione, sia per il particolare modo di cantare e suonare la chitarra in contemporanea che ne viene fuori. Ed è in ogni caso una particolarità che rende i concerti di Dylan assolutamente unici ed irripetibili.
Leonardo Mazzei

Ciao Leonardo
e bentornato sulla Talkin'.
Non mi sento di giudicare ancora negativamente i nuovi arrivi (che ormai sono nuovi relativamente) e aspetto di vederli in azione in Italia, anche se come te adoravo Campbell e sicuramente se Larry fosse rimasto sarebbe stato meglio (anche se per rispondere al tuo confronto devo dire che io preferisco ancora Robbie Robertson di un bel po').
Su Stu Kimball e Danny Freeman in effetti ho letto spesso anche sui vari forum in inglese commenti non entusiastici, mentre mi sembra che Don Herron in generale sia molto apprezzato come risulta anche da molti commenti nel nostro "What's going on in your show...".
Ho provato a riascoltare la Most likely... del concerto di amazon dopo aver letto il tuo commento... in effetti non mi aveva esaltato le prime volte che l'avevo sentita e ho avuto la conferma.
Mi sembra di capire comunque che tu auspicheresti il licenziamento di Stu e Denny e il ritorno di Larry, giusto? E in alternativa a Larry (che dubito tornerà)? Inoltre: questo significa che NON verrai a vedere Bob a Milano e/o Bologna? :o)...
Inoltre, rileggendo l'estratto del tuo saggio che - ricordo - chi vuole trova completo qui, mi sembra anche di capire che per te sarebbe meglio che anche Bob tornasse alla chitarra, giusto?
Che ne pensano gli altri dylaniani in ascolto? Mi sembra che il dibattito sui chitarristi di Dylan sia interessante... Anzi ora che ci penso si potrebbe votare una classifica dei migliori di tutti i tempi... magari con tre voti a disposizione...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3479) Ciao "Napoleon in rags",
volevo farti i complimenti per il tuo libro, che ho acquistato e letto in poco più di 24 ore (ovviamente fai i complimenti da parte mia anche a Salvatore Esposito). Ora però spiegami una cosa. Perchè riguardo al disco "Bob Dylan Live 1961-2000", scrivete che è stato pubblicato solo in Giappone? Io l'ho trovato facilmente in Italia. Mentre invece volevo sapere dove posso acquistare l'antologia "Masterpieces". Questa sì che non la trovo!!
Ho acquistato anche il nuovo "Bootleg Series" e devo dire che è qualcosa di eccezionale!!!
In modo particolare mi affascinano le versioni di "Visions of Johanna", "Don't think twice, it's all right",
"This land is your land" e "Just like Tom Thumb's Blues". A proposito di questa canzone, mi sembra che
nell'ultima strofa le liriche siano leggermente diverse rispetto alla versione che è poi stata utilizzata per
"Highway 61 Revisited". Potresti tradurla?
Volevo anche chiederti se si sa qualcosa riguardo alla pubblicazione del secondo volume di "Chronicles". Da poco tempo infatti, ho finito di leggere anche questo libro, e sono molto curioso del suo
seguito. Mi sapresti dire se nel DVD "Dont look back", citato da Paolo Vites nel suo ultimo libro,
(Docurama 2000), sono presenti i sottotitoli in italiano? E dove posso acquistare il DVD "Masked &
Anonymous", anche nella sua versione americana, con i soli sottotitoli in italiano? Dato che non c'è
l'edizione italiana... pazienza! Ho letto su qualche pagina internet, che, il film "No Direction Home"
verrà proiettato nelle sale italiane in concomitanza con i concerti che Dylan terrà nel nostro paese! Può
essere vero??? Inoltre ti segnalo delle citazioni Dylaniane nel film "Blow", a proposito di "It ain't me,
babe", molto curiosa nel contesto in cui si trova... e poi il film è bello davvero.

Alla prossima.

Luigi78.

Ciao Luigi
e grazie per i complimenti e la segnalazione di "Blow" che non conoscevo.
Per quanto riguarda "Bob Dylan Live 1961-2000" è uscito appunto solo per il mercato giapponese (le copie che sono state diffuse in Europa e negli altri Paesi non facevano parte di una diversa edizione, erano solo di importazione). "Masterpieces" è da tempo fuori catalogo e per questo introvabile.
Anche a me piacciono molto le canzoni che citi dal BS7 e ti confermo che c'è più di una differenza a livello testuale tra le canzoni ufficiali e queste alternate takes. Naturalmente mi piacerebbe tradurre tutte le canzoni differenti per la nostra paginona. Cercherò di trascriverle ammesso che si riesca a capire bene cosa canta Dylan. Se qualcuno ha la trascrizione di questi versi differenti e me li invia mi farebbe cosa gradita. Di sicuro ci sono sul brano che cita Luigi e anche su Stuck inside of Mobile. Ma ad un primo ascolto direi che qualche differenza, magari solo una o due parole, c'è su molti brani. Fatemi sapere. Tra l'altro hai notato che stranamente Dylan non canta "...when the ship comes in..." come dovrebbe essere, bensì uno strano "...when the ships come in..." (..."quando le navi arriveranno...")? Le prime due strofe lo dice giusto ma la terza e la quarta volta canta appunto "ships"...
Non ci sono novità per un eventuale secondo volume di Chronicles ma credo che sia decisamente prematuro parlarne ora. Credo che passerà un bel po' prima di vederne il seguito.
Per quanto riguarda il DVD di Don't look back purtroppo NON ha i sottotitoli e lo stesso vale per Masked and anonymous e dunque per quanto riguarda quest'ultimo puoi solo ordinare il DVD in originale in vari negozi online tipo www.nannucci.it
Ho letto anche io quella cosa su 'No direction home' nelle sale italiane ma credo che sia un errore. Dubito che lo vedremo nei cinema. In USA e UK va in onda in TV. Poi c'è il DVD ovviamente. Ma dubito che andrà nei cinema. Al limite in Italia potrebbe trasmetterlo qualche rete televisiva.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3480) Ciao,
non so se l'avete già visto.
Mario

http://www.pbs.org/wnet/americanmasters/dylan/footage.html

Ciao Mario
grazie per la segnalazione. A chi interessa dico che si possono scaricare brevi interviste ad Allen Ginsberg, Mickey Jones e Lamar Fike oltre ad alcuni minuti di esibizioni di Bob Dylan (Leopard-Skin Pill-Box Hat a Dublino 2 maggio1966 e Mr. Tambourine Man, Belfast, 6 maggio 1966). Il tutto tratto dal film No direction home ovviamente.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


Grazie a Giovanni per questo trafiletto:

3481) Tom Waits - I miei venti dischi preferiti
Bob Dylan - The basement tapes - Columbia 1975
Su Dylan si è detto talmente tanto che è difficile aggiungere qualcosa di nuovo. Basta dire che Dylan è un
pianeta da esplorare. Per chi scrive canzoni Dylan è essenziale quanto chiodi, martello e sega lo sono per un falegname. A me piace la musica in cui sono stati lasciati dentro la buccia e i semi (per questo non potrei mai fare a meno dei bootleg in cui il rumore e i graffi della registrazione sono inseparabili dalla musica stessa). Il suo percorso di cantautore è la stoffa di cui sono fatti i miti perche Dylan vive nell'etere delle sue canzoni. Viva i " Basement tapes ". In questo disco c' è gioia e abbandono; ma è anche una lezione di storia. Tom Waits


3482) Ciao Michele,
bentrovato a te e agli amici di Maggie's farm.

La pioggia, uno degli elementi caratteristici di questa estate 2005, ha fatto anche ieri la sua parte al concerto gratuito che De Gregori ha tenuto qui a Roma. Da un temporale protrattosi lungo la prima ora di concerto io, Carlo Pig e mio figlio Mattia siamo usciti bagnati completamente, e siamo stati costretti, a 2/3 di concerto, a riprendere anticipatamente la strada di casa.
Ieri sera la pioggia mi ha condizionato, non sono riuscito a godermi il concerto, e di certo non per colpa di De Gregori e del suo gruppo, che si sono espressi ottimamente, così come avevano fatto al Palalottomatica lo scorso 19 maggio, quando a  questa estate romana De Gregori aveva dato una sorta di benvenuto, di saluto al quale ieri la pioggia non ha consentito di dare un adeguato seguito. Peccato!

Estate agli sgoccioli, purtroppo, e vacanze finite già da una settimana. Le colonne sonore delle mie ferie di quest'anno sono state al mare a luglio lo splendido "Live @ the Fillmore" di Lucinda Williams (un doppio cd che mi sento davvero di consigliare a tutti), e in montagna ad agosto un gruppo di cose dylaniane e non giratemi ad inizio agosto da Carlo Pig (il doppio dvd "dont look back outtakes", il filmato del bel concerto Amazon e due cd audio con brani di Bob live 2005) e da Sal Eagle. In più, come da tradizione nel triangolo abruzzese Rivisondoli - Roccaraso - Pescocostanzo (3 paesi in 4 km), la solita serie di concerti e spettacoli gratuiti nelle piazze, che quest'anno ha proposto Michele Zarrillo, Sandro Giacobbe, Dolcenera, Roberto Ciotti, Peppe Barra e Patrizio Trampetti, Pippo Franco e Edoardo Vianello: appuntamenti in alcuni casi interessanti, in altri piacevoli, in altri semplicemente divertenti (ascoltare dal vivo frasi come "mi hanno fatto innamorare gli occhi verdi di tua madre" oppure "sarà perchè io dondolo, saranno gli occhi tuoi che brillano" rende l'estate ancora più magica ed incredibile ... :-)).

Lunedì scorso, con il rientro, immediato acquisto di Uncut e Mojo con questa ennesima classifica delle 100 migliori canzoni di Bob (bella, ma io avrei altre 100 canzoni, se non 200, altrettanto proponibili) e gli ennesimi due cd tributo a Bob (carini entrambi comunque); e ancor più immediato acquisto del bellissimo No direction home, uscita con la quale la discografia ufficiale di Dylan si arricchisce di un altro tassello importantissimo per gli anni fino al 1966, gli unici anni nei quali, l'ho già detto qualche altra volta, la carriera di Bob risulta avere, a mio parere, una logica sequenza (l'album d'esordio, i tre capolavori acustici e l'impressionante trittico Bringing-Highway-Blonde. Da John Wesley Harding in poi trovo tutto più difficile da collocare).
Di No direction home non mi piace che ci sono incluse due cose già ufficialmente pubblicate, la Song to Woody nella versione del primo album e addirittura la stessa Like a rolling stone del bootleg series 4. Ok, è la colonna sonora del film, però il concetto di bootleg series sembrava sempre quello dell'inedito... e poi, come foto di fronte e retro copertina della custodia del cd (quella di plastica interna, non l'esterna che include cd e libretto), avrei scelto qualcosa di differente dalle immagini di copertina di Bringing e di Blonde. Comunque, come sempre, per le cose di Bob non c'è spiegazione, quindi non ci resta che aspettare il film (che belli i trailers) e il tour, io continuo a sperare in una terza data più meridionale per il giorno 11 ma, abbandonata già la possibilità di farmi una data estera della quale ti avevo accennato, devo decidere presto se fare Bologna, Milano o entrambe.

Ho letto le dissertazioni sul Dylan al capolinea apparse sulla talkin' questa estate, non aggiungo niente, ho già detto la mia in passato, in particolar modo tre anni fa quando Dylan, all'inizio di quel bel tour autunnale che lo vedeva per la prima volta quasi esclusivamente alla tastiera, venne dato, su queste stesse pagine, non al capolinea ma alla frutta. Capisco quelli che 40 anni fa lo chiamavano Judas o gli frugavano nella spazzatura, ma continuo a non capire tutti quelli che negli ultimi 20 - 30 anni trovano da ridire su tutto quello che fa. E a tal proposito vorrei concludere riportando ancora una volta le ultime righe delle note allegate a bootleg series 1-3 scritte da John Bauldie nel 1991:  ".... che Dylan abbia continuato a scrivere, registrare, esibirsi, rendere perplessi, stupire, frustrare, sbalordire, provocare, sfidare ed intrattenere così tante persone per così tanti anni è una cosa sorprendente. Non c'è nessuno come lui. Quelli di noi che lo hanno seguito nella sua corsa sono stati di fatto fortunati. Ed ancora non si ferma!"

Elio Rooster

Ciao Elio,
spero che tu decida poi di venire a Milano e Bologna così ti unisci al gruppone.
Inutile dire che condivido in pieno la parte finale della tua lettera e devo dire che leggendo le ultime Talkin' mi ritornava in mente quello di cui parlavamo al Maggie's Farm Folk Fest in merito all'ipercriticismo cui è sottoposto Dylan condannato dopo 40 anni ad essere sempre messo in discussione (ricordi il giochino: "Ma anche solo questa...!"?). Hai fatto bene a citare la frase di Bauldie che non mi era venuta in mente nelle mie risposte ma che in effetti sintetizza benissimo il nostro pensiero (intendo il mio il tuo e quello di - credo - molti altri dylaniani).
Sono d'accordo sulle inutili ripetizioni del BS7.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"



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