parte 275
Lunedì 15 Agosto 2005


3436) Ciao Michele,
innanzitutto complimenti per il sito,
volevo chiederti se, secondo te, nel DVD "no direction home" ci saranno i sottotitoli (almeno in inglese).
Volevo inoltre segnalarti la presenza di un altro trailer del film:
http://www.amazon.com/exec/obidos/tg/browse/-/14104231/002-9003722-0062462.
A presto
Jimmy

Ciao Jimmy,
grazie per i complimenti e grazie per la segnalazione che ho segnalato :o) nel Cosa c'è di nuovo qualche giorno fa.
Per quanto riguarda "No direction home", io più che i sottotitoli in inglese auspico e spero che ci siano quelli in italiano!!!
Purtroppo non ho notizie in merito... ma - come dice l'Agente Mulder - voglio davvero credere che sia così! E se così non sarà, sarà l'ennesima vergogna.
Già per "Masked and anonymous" non si erano presi la briga di metterli. Spero vivamente che un film di Scorsese (!!!!) venga ritenuto degno di essere capito ed apprezzato anche da coloro i quali parlano solo la lingua italiana, visto che a quanto sembra questi ultimi vengono sempre considerati una fascia di pubblico inesistente, in maniera irritantemente scorretta, a mio avviso...
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


3437) Ciao Michele, sono Annalisa Pompeo.
Ricordi?
Finalmente..... il mio primo singolo è uscito e puoi trovarlo nei negozi di dischi!
Si chiama WOODSTOCK, come il grande festival che tu ben conosci e il mio nome d'arte come ti avevo già anticipato è Annalyse. Se vuoi puoi richiederlo anche per le radio.
Il video è uscito appena ieri sera e ha già 550 voti. E', per adesso, il primo nella new Playlist del canale
Music Box, (quindi se possiedi digitale terrestre o antenna parabolica puoi vederlo) e puoi
votarlo con un sms al 48472 con scritto: Box 047 Ovviamente più si vota, più si scala la classifica!

Tra poco arriverà su Mtv e a Novembre ci sarà l'uscita definitiva dell'album che in questi giorni
sto registrando.

Insomma.... stanno accadendo tante belle cose e questo ci tenevo davvero tanto a dirtelo.

Aspetto una tua risposta!

Un abbraccio

Annalisa- annalyse

Il mio sito web è: www.annalyse.net
(Ci sono ancora alcune piccole cose da modificare ma lo puoi visitare senza problemi)

Ciao Annalisa,
WOW! Sono davvero felice che la tua carriera abbia preso il volo!!! Bentornata su MF e allora OK, faremo opera di propaganda... dunque amici magfarmiani datevi da fare per pubblicizzare e diffondere...
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


3438) Gentile Michele ,

ho letto la tua risposta a Paolo, quando dici che ti piace Neil Young soprattutto se in stile Dylan; devo
ammettere che la tua affermazione su N. Young è un po' vaga. Il canadese , quando incide un disco,
può essere catalogato sotto una duplice veste: con i Crazy Horse (tra le cose migliori) o da solo (e le
cose migliori si ritrovano negli anni 70); anzi , quando incide da solo tende sempre a spiazzare. Negli anni 80  ha pubblicato un disco con  strumenti elettronici (Trans), un disco rockabilly ( Everybody Rockin') un disco di pura musica country (Old Ways), un disco di blues-swing (This note's for you) ed il sottoscritto è rimasto, a suo tempo,deluso. Anche lavori degli ultimi 10 anni come Silver and Gold e Are you passionate? non lasciano, secondo me , un bel segno. Fortunatamente quando vi sono i Crazy Horse (Ragged Glory e Greendale)  i brani sono più convincenti. Pertanto, ti piace N. young quando è da solo
(vedi discografia anni 70) o con i Crazy horse? Un affettuoso saluto
Michele Lenzi

Ciao Michele,
non facevo tanto una questione relativa al NY "da solo" o con i Crazy Horse. Più che altro mi riferivo alle canzoni. Preferisco cioè le canzoni di Young che più si avvicinano allo stile di Dylan, sia per quanto riguarda la struttura che la melodia ed il modo in cui vengono eseguite. Diciamo insomma quelle che mi vedrei bene cantate da Dylan (in definitiva quelle che facevano arrabbiare Dylan insomma :o) ). Immagino che tu conosca l'aneddoto raccontato da Bob a proposito di Heart of gold: "Vivevo a Phoenix, in Arizona, e la canzone più di successo di quel periodo era Heart of gold di Neil Young. La odiavo. Voglio dire, mi piaceva un sacco Neil Young, ma mi infastidiva sentire Heart of gold... Dicevo: "Merda, questo sono io. Suona come una delle mie canzoni ma non lo è, e non sono io a cantarla!". Insomma, ero là, sperduto nel deserto, che cercavo di darmi una calmata. New York era un posto tremendo. In compenso Woodstock era anche peggio: gente che viveva sugli alberi fuori da casa mia, fans che cercavano di entrarmi in casa abbattendo la porta e auto che mi inseguivano persino sulle peggiori strade di montagna. Avevo bisogno di rilassarmi un pò e scordarmi di tutto, me incluso; per questo motivo me n'ero andato così lontano. Solo che ogni volta che accendevo la radio sentivo questa cosa che assomigliava alle mie canzoni, ma non era mia".
Comunque mi piacciono moltissimo diversi album di Neil, come Harvest o After the gold rush. E ancora Live Rust o On the beach (bellissimo). Non mi dispiace Harvest Moon. E naturalmente mi piace moltissimo il pluricitato Greendale. Mi piace molto meno il NY "grunge" e conosco molto poco di quello elettronico di Trans che citi o degli album degli '80 e quel po' che conosco non mi piace. Preferisco nettamente quello delle ballate lente e malinconiche tra il folk/rock e il country.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


3439) Ciao Michele
soliti complimenti per il sito e, siccome ci hai abituati troppo bene, ti segnalo quella che potrebbe essere
una svista nella traduzione dell’articolo di Neil Hickey: “I think of myself as more than a musician, more
than a poet” lo tradurrei “Penso a me stesso come più che ad un musicista, più che ad un poeta”.
Quando poi dice “il vero sé è qualcosa d’altro rispetto a questo … ” mi sembra che intenda sottolineare
quanto lui sia diverso dagli altri (che, probabilmente, si accontenterebbero di precisare se si sentono più
poeti o più musicisti) e, al contempo, deridere la pretesa di capire quello che uno è magari derivandolo
da quello che fa.
E questo ci riporta alla polemica di questi ultimi numeri della Talkin’.
Dico la mia solo su alcuni punti. (cito alcune cose a memoria: scusami le imprecisioni)
Dylan rientra nella storia della musica “rock” – e non sto a specificare altro … tanto ci capiamo –
perché è questo l’ambito nel quale si esprime. Ma contemporaneamente lui questa scena la trascende.
Voglio dire che se noi lo paragoniamo ad altri attori di lunga data della stessa scena facciamo un doppio
torto: a lui e agli altri.
A lui perché è vero quello che lui dice: “… quello che sto facendo io, non lo sta facendo nessun altro
…” e questo al di là del rispetto che sicuramente lui prova per molti degli altri artisti. A parte alcuni
musicisti per musicisti (penso a tanti professionisti/turnisti degli studi di registrazione, ma non solo,
pensate per esempio a Jerry Scheff che oltre che con Dylan ha suonato per Elvis Presley, i Doors,
Mink de Ville e chi più ne ha più ne metta) credo non vi sia nessuno che – se non altro per motivi d’età
– abbia incrociato gli strumenti con così tanti colleghi, sia sul palco, sia in sala d’incisione.
Con risultati altalenanti.
Ma Dylan dell’aspetto formale si cura poco e mi sembra che quando gli interessa, gli interessa
esclusivamente perché una determinata forma è quella che meglio si presta a mettersi al servizio di una
sua idea, di uno spirito particolare. Quando dice a Robbie Robertson di suonare come se … (vedi
passaggio del libro di Scaduto con la descrizione delle raccomandazioni per l’esecuzione di un certo
brano riportate da un’attrice australiana) vuole ottenere un feeling/una atmosfera … e se lui la sente va
bene così.
Indipendentemente dalla resa su disco.
Per tanto tempo ci siamo chiesti perché andasse in giro con un batterista scarso (non mi ricordo il
nome), ma la spiegazione più verosimile è che a lui andava bene così. Noi magari potremmo
rimpiangere il fatto che certe canzoni sarebbero potute suonare ancora più splendide … ma per lui il
punto non era quello.
Apro allora un’altra parentesi e torno sulla questione dischi belli/dischi brutti. Come ho già scritto
“Saved” per me è un brutto disco, oltre tutto mal prodotto; dopodiché ne apprezzo praticamente tutte le
canzoni e penso che per seguire la vita di Dylan sia importante né più né meno degli altri. Idem per
“Empire Burlesque” e per “Knocked out loaded” e idem per altri dischi che lui stesso in “Chronicles”
dice di aver pubblicato prendendo il meno peggio di quello che aveva inciso (pur non apprezzandolo)
quasi a voler deliberatamente perdere l’affezione/attenzione del pubblico. E anzi poi scrive di aver
pubblicato anche le cose che aveva scartato in precedenza.
Provo a dirlo in un altro modo: i critici musicali fanno la storia dei singoli artisti attraverso le loro
discografie. Qualcuno mi spieghi – se il criterio è questo – come si fa a dare 5 stellette a “Highway 61
revisited” o a “Blood on the tracks” e poi darne 4 o anche solo 3 ai dischi che ho menzionato prima. Il
problema è che il criterio per Dylan non può essere questo.
Riprovo a dirlo ricorrendo ad un altro esempio. Nella collana Rock legends c’è un libro di Paolo Vites
su Patti Smith, artista per la quale si può fare un discorso analogo. Analizzando i vari dischi, a proposito
di “Gung Ho” dice che forse è il suo più bel disco. E’ un’affermazione sorprendente (ma che sotto una
certa ottica in parte condivido) e lo è perché a nessuno sfugge come i dischi incendiari di Patti Smith
siano stati “Horses e “Radio Ethiopia”. Però è vero: presi a sé (fuori contesto) tutti i suoi dischi che
Gung Ho sia il più bello, il più compiuto, ci può stare (non sto parlando di gusti: per me Radio Ethiopia è
inarrivabile).
Ma allora se per valutare un disco dobbiamo sempre valutare il contesto, con Dylan ci potremo in
qualsiasi momento attaccare al fatto che comunque nel disco in questione c’è una canzone stupenda
(magari molto di più in versioni differenti) o ci sono tracce della Bible heritage o della Folk heritage o
della sua personal heritage o l’aria dei tempi che cambiano o un po’ di tutto questo. Questi rimandi a
qualcosa di molto più ampio, o magari leggibili in modo intertestuale all’interno dell’opera – e della vita
(è lui stesso che ci dice: “è tutto lì, nelle canzoni”) – di Bob, ovviamente aggiungono valore al piacere
con il quale ascoltiamo questi dischi, su un piano musicale, ma anche  su un piano metamusicale (come
il ballo di John Travolta e Uma Thurman in Pulp Fiction, film che non amo particolarmente perché mi fa
pensare alla quantità di talento visuale sprecato su una storiella, ci dà un piacere che è
metacinematografico).
Se poi Dylan introduce un’intervista vantandosi di aver avuto 5 stellette su Rolling Stone contribuisce a
confondere le idee … ma anche questo non dovrebbe sorprenderci.
E veniamo al perchè paragonarlo ad altri artisti faccia un torto anche a loro. I vari Tom Waits, Neil
Young, Van Morrison, Joni Mitchell, Bruce Springsteen, Leonard Cohen, Patti Smith, Paul Simon (mi
piacciono tutti, alcuni molto), etc. non hanno mai preteso di essere giudicati per altro che per la loro
musica. Quando si dice che li si considera di molto inferiori, cosa si intende? come uomini? Non penso.
Come artisti? E’ una questione di gusti.
Quando dici che, ad esempio Tom Waits, “ non è nemmeno lontanamente vicino alla grandezza di
Dylan, pur essendo un eccellente autore” di che “grandezza” parli? Come uomo? Quando precisi che
non intendevi sminuirlo  ma solo dire che “a mio avviso Bob nonostante gli anni che passano è
ancora oggi il migliore del "mazzo" che avevo citato …” intendi allora come artisti? Volendoli valutare
anche solo come artisti, li conosciamo così bene? Uno come Van Morrison tra i Them e i dischi fatti a
suo nome, con o senza altri artisti, ha fatto (antologie escluse) 41 dischi. Negli anni ’80, quando tanti
altri hanno prodotto dischi da nascondersi, ha sfornato almeno tre capolavori. Probabilmente lo si è
ascoltato alcune volte, si è deciso che non fa per noi e poi non lo si è più ascoltato.Benissimo, è una
questione di gusti.
Dylan invece, al di là della sua elusività, pretende di dirci qualcosa di più. Basta leggere i testi delle sue
canzoni o le sue interviste (che in effetti non soddisfano mai i critici, ma dicono molto di più di quel che
sembra). E in fin dei conti è anche per questo che a me piace. Persino nelle cover piega le parole a
nuovi significati che ci vuole comunicare. Persino nel semplice ma contemporaneamente altissimo
artigianato di “Red cadillac and a black moustache” è in grado con pochi accordi e pochi timbri (ma
formalmente impeccabili) di confezionare il suo omaggio alla Sun records.
“Cerco semplicemente di essere diretto da un punto di vista poetico e musicale … Scrivere e
rappresentare è ciò che faccio in questa vita e in questo paese. Ma potrei essere felice essendo un
fabbro. Scriverei e canterei lo stesso. Non posso immaginare di non farlo. Tu fai quel che sei stato
predisposto a cominciare ad essere.”
Per me vuol dire: “potrei fare un’altra cosa, ma per esprimermi scrivo e canto”.
Ok, scusa per lo spazio – e mi riservo di modificare molte opinioni. In effetti leggendo le Talkin’
settimanali mi capita spesso.
Ne approfitto anche per ringraziare Carlo Pig che è sempre gentilissimo per quanto riguarda tree e
B&P. Nell’ultima mail mi scriveva: “a me i concerti del '95 piacciono abbastanza, ma non come quelli
del '93”. Help: non sono a questo livello.
Sarò a Seattle (città dove fu fondata la Starbucks – il nome è preso da quello di uno dei tre ufficiali in
seconda del Capitano Achab in Moby Dick – e dove risiede il Cafè originale – l’unico con insegna e
logo diversi da quelli presenti nel resto degli USA – e credo che ci entrerò, ma non per bere un caffè …) e in Canada a metà settembre.
Ti auguro buone vacanze e se non ci vediamo prima ci vedremo senz’altro al Forum.
Ciao.
Alexan Wolf

Ciao Alexan
e grazie per l'interessante mail ed il contributo al dibattito.
Per rispondere alle domande che mi poni: in relazione a Waits o a Van Morrison (e ovviamente anche a Young, a Springsteen etc.) che citavo in quella mia risposta, non mi riferivo naturalmente al valore di questi personaggi in quanto "uomini".
Come scrivevo a proposito di Dylan, infatti, non credo che noi si possa giudicare un artista in quanto "uomo", visto che quella è una sfera di cui sappiamo (e dovremmo giustamente sapere) poco.
Nè mi riferivo ai loro comportamenti pubblici al di fuori di quello che è il loro mestiere.
Mi riferivo semplicemente a quello che, nella globalità di quello che hanno pubblicamente cantato/scritto/detto, oltre che per il modo in cui lo hanno fatto e per la portata universale della loro opera, tali personaggi hanno rappresentato e rappresentano per me.
E' chiaro dunque che in questo senso, come per qualsiasi opinione personale, il mio è un giudizio che troverà molti d'accordo ma altrettanti in disaccordo (esattamente come sono in disaccordo io con quelli che dipingono Dylan come un artista finito).
Infatti proprio rispondendo in merito alla presunta fine di Dylan (il "Dylan al capolinea") ribadivo che per me anche oggi Dylan è di gran lunga superiore agli artisti citati, Waits o Van Morrison compresi, appunto, al di là della grandezza fuori discussione di questi ultimi. Ed ecco perchè sono dell'idea che Waits e gli altri siano, a seconda dei casi, buoni/ottimi/eccellenti/grandissimi artisti ma non confrontabili con Dylan ed era proprio in questo senso che facevo un (a mio avviso calzantissimo) paragone calcistico in cui mettevo Maradona da una parte e tutti gli altri grandi campioni dall'altra.
Può darsi che qualcuno bolli negativamente un artista avendolo ascoltato poche volte, anzi è sicuramente vero visto che spesso parlo con persone che mi dicono che Dylan fa schifo e poi, da me sollecitati, ammettono di averne ascoltato due o tre canzoni. Io quelli che ho citato li conosco invece molto bene e li ho ascoltati un po' tutti, e non limitatamente a poche canzoni (per alcuni di essi ho ascoltato quasi tutta la produzione ufficiale e per altri una buona fetta), e mi piacciono anche molto, chi più e chi meno ovviamente, ma non mi hanno MAI dato quello che mi ha dato Dylan. Molti dei loro dischi li reputo grandi opere ma nel complesso non si avvicinano a Dylan neanche lontanamente, secondo me. Ed in questo, ripeto, non sminuisco gli artisti in questione ma semmai ingigantisco Dylan, perchè se Maradona avesse dovuto giocare solo contro Barbadillo, Luvanor, Van de Korput e Blissett sarebbe stato un conto, contro Platini e Falcao un altro.
Faccio un esempio. Se ascolto l'ultimo di Springsteen, o "Greendale" di Neil Young (che, come scrivevo, mi piace veramente tanto), o uno dei recenti di Waits etc., beh... posso riconoscere che siano dei bei dischi, a volte eccellenti, a volte davvero notevoli, ma quello che mi hanno trasmesso "Love & Theft" e "Time out of mind" (e, sempre per restare solo nell'ambito della produzione più recente, anche i due acustici di inizio '90) non me lo hanno trasmesso i dischi citati, per quanto belli.
Immaginati ora questo discorso ampliato a tutta la produzione di Dylan. La cosa non fa che aumentare il "distacco". In questo senso, il disco meno riuscito di Dylan mi dà comunque qualcosa in più, proprio perchè, come tu scrivi, anche un disco "brutto" come "Saved" è importante nè più nè meno degli altri album di Dylan. E questo avviene proprio in virtù della frase di Bob che tu citi:  “… quello che sto facendo io, non lo sta facendo nessun altro…”.
Ecco, secondo me è proprio questo il punto. Ci sono grandi musicisti, grandi artisti, grandi songwriters che chi più chi meno, dai '60 in avanti, fanno cose più o meno egregie, ma "nessuno fa quello che fa Dylan".
Poi naturalmente mi potrai facilmente dimostrare che un disco di Van Morrison degli anni '80 è superiore anni luce a Knocked out loaded o Down in the groove o Empire burlesque... ma io faccio un discorso che inerisce l'opera complessiva, la statura dell'artista anche in relazione ha quanto ha influito, a quanto è stata ed è considerata la totalità dei suoi lavori, oltre che - nello specifico del discorso che si faceva in quella lettera - in relazione all'attuale valore dei vari "mostri sacri" del Rock... e - ripeto - in questo senso non vedo lotta, oggi come ieri, nonostante i 64 anni e la voce da lupo.
E questo proprio in virtù della frase che tu citi, giustamente, nella tua mail: "Penso a me stesso come più che ad un musicista, più che ad un poeta". Waits, Van Morrison, Springsteen, Cohen... possono appunto
essere dei grandi musicisti, dei grandi poeti, dei grandi performer... Dylan è più di tutto questo. Lo dice lui e non possiamo che essere d'accordo, a mio modesto avviso.
Buone vacanze anche a te e già che ci sei perchè non scrivi un reportage da Seattle... ? Potresti fare una piccola indagine nei negozi Starbucks chiedendo notizie e pareri su questo "disco dell'infamia"... o magari sul Dylan al capolinea :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


3440) Ciao Michele e ciao a tutti i dylaniani.
Ho acquistato il biglietto per il concerto di Bologna, e sono riuscito a trovare (finalmente) il settore
"parterre in piedi" (cosa che non mi era riuscita il primo Novembre 2003 a Roma, al mio primo concerto
di Dylan, quando ero seduto in tribuna... proprio alle sue spalle, e in pratica l'ho visto in faccia solo a
fine concerto, al momento dell'inchino!!!).
Questo sarà il mio secondo concerto, e spero tanto di potermi aggregare alla vostra "superhuman
crew". A proposito, vorrei sapere che significa "posto 0013" che sta scritto nel mio biglietto. Che ci sono
dei posti numerati anche per il parterre?

Per quanto riguarda la discussione "Dylan al capolinea" non ho detto la mia... beh... "Which side are
you on?"

Nella scorsa talkin' l'amico Paolo Bassotti parlava del DVD di "No Direction Home".
Ma davvero uscirà in Italia, e soprattutto, in lingua italiana?
Io per esempio non sono riuscito a trovare in nessun posto il DVD di "Masked & Anonymous" (mi
riferisco sempre, in versione "originale" ed in lingua italiana), addirittura qui in Sicilia non l'hanno
nemmeno proiettato al cinema! Vedi un po' se mi riesci a fare quest'altro "miracolo" come hai fatto con
"Bootleg Series Vol. 1-3". Fammi sapere.

Ciao a tutti e a presto.

Luigi78.

Ciao Luigi,
per i concerti ovviamente ci ritroveremo tutti insieme. Quando sarà il momento daremo i numeri di cellulare di alcuni magfarmiani così tutti potranno contattarci e ci ritroveremo tutti davanti al palco di Bob.
Per "Masked and anonymous" ti confermo che non è stato proiettato in nessun cinema dello Stivale, non solo in Sicilia dunque.
Nè esiste un dvd con sottotitoli in italiano, ma solo l'edizione originale americana che ha i sottotitoli in francese e spagnolo.
Per "No direction home", come scrivevo più su, spero proprio che la cosa non si ripeta e che si decidano a fare una edizione italiana, o quanto meno con sottotitoli.
Per quanto riguarda il numero 0013 ovviamente essendo "parterre in piedi" i biglietti non sono numerati, dunque quello è numero identificativo del tagliando ma non ha niente a che vedere con il posto.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


3441) Ciao Michele
secondo me non bisogna insistere tanto su questa cosa del Dylan al capolinea. E' giusto che ognuno abbia le proprie idee, ci mancherebbe, però secondo me si dà molto peso a qualche dissenso quando il consenso
è amplissimo. Voglio dire che se tre persone scrivono che Dylan è al capolinea va benissimo, è un loro parere rispettabile (secondo me assolutamente errato) e dunque va rispettato. Però magari ce ne sono 3000 che ritengono Dylan in piena forma e semplicemente non scrivono per dirlo (anche perchè non avrebbe molto senso). Voglio dire che in genere una voce di dissenso in un mare di consensi fa più clamore, ecco perchè secondo me bisogna darle il peso giusto.
E' un po' come quando ci sono le elezioni e si sente molta gente lamentarsi per la vittoria di questo o quel partito. Sembra che sono tutti contro, ma se tale partito ha vinto vuol dire che ha preso più voti, o no? Ecco, secondo me la maggioranza silenziosa dei dylaniani è in netto disaccordo con queste poche voci discordanti, ma il silenzio ovviamente non fa "rumore".
Comunque sono d'accordissimo con le risposte che hai dato ai "contestatori", hai perfettamente inquadrato la situazione e sottoscrivo il tuo parere come quello degli altri che hanno scritto "in difesa" di Bob (ho messo le virgolette perchè anche io sono convinto che non abbia bisogno di alcuna difesa). Ci vediamo a Bologna.
Ciao
Fausto

Ciao Fausto
ovviamente sono d'accordo con te. Anche se continueremo a pubblicare tutte le mail di dissenso, chiaramente.
Secondo me comunque c'è una cosa che taglia la testa al toro e che nè io nè altri abbiamo fatto ancora notare, dunque la riporto ora. Se Dylan fosse davvero al capolinea, come si spiega che i suoi tour continuano a vederlo superimpegnato, una sera sì e una no o quasi, e la gente affolla quasi tutte le date, e nonostante ci sia andato innumerevoli volte continua a fissare date nelle solite città e puntualmente la gente torna a vederlo? Parliamo di un artista di 64 anni che non ha nessun disco nuovo da proporre, nessun video che gira su MTV o canali similari, nessuna canzone che passa in radio, nessun passaggio televisivo tipo partecipazioni a programmi di grossa audience, nessuna spinta mediatica e zero pubblicità (spesso non vengono nemmeno affissi i manifesti per pubblicizzare le date, o se ci sono sono pochissimi e minuscoli). Ci sarà un motivo o no?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3442) Ecco alcuni dati su prossime uscite editoriali dylaniane:

The Bob Dylan Scrapbook. 1956-1966. Con CD Audio 64 p., euro 40,00 Fuori collana Feltrinelli, ISBN: 88-07-42112-7 (data di pubblicazione prevista: Novembre 2005) Libro più CD Audio allegato costruiscono una biografia interattiva e illustrata di Bob Dylan, di cui propongono interviste, immagini d'archivio, testi autografi di canzoni leggendarie come "Blowin' in The Wind" e "Like a Rolling Stone", materiali rari tratti dalle raccolte di collezionisti di tutto il mondo, memorabilia che, al di là dell'interesse biografico, offrono il disegno singolare di un'importante epoca di storia del rock and roll. Il CD allegato documenta l'affermazione di Dylan come musicista e personaggio pubblico, dalle prime interviste in cui inventava la sua biografia fino a quelle registrate nel 2004 per il film di Martin Scorsese "No Direction Home", in cui rievoca gli anni degli esordi.

Williamson Nigel - Guida completa a Bob Dylan - 340 p., euro 12,00 - Vallardi A. (data di pubblicazione prevista: Settembre 2005) Nigel Williamson, consulente di case discografiche e talent scout, si occupa di Bob Dylan da oltre trent'anni prima come fan e poi sempre più come studioso di un fenomeno peculiare del nostro tempo. In questo libro offre una guida all'universo Bob Dylan: dagli anni della formazione a quelli delle canzoni di protesta, a quelli della ricerca di un nuovo modo di scrivere e cantare. Ogni album viene analizzato e commentato. Un capitolo seleziona e analizza le cinquanta canzoni "fondamentali" scritte dall'artista. Infine, curiosità su film, video, tour, concerti e gadget.



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