parte 272
Lunedì 25 Luglio 2005




3405) Caro Michele,
non amo intervenire nelle discussioni più accese perchè c'è sempre qualcuno che riesce a dare alcune
argomentazioni simili al mio pensiero. Però stavolta credo che alcune sfacettature non siano ancora state esplorate così mi permetto di aggiungere il mio contributo alla discussione.
Le strategie commerciali
ho come l'impressione che Sony da pochi anni abbia inserito Bob nelle sue strategie commerciali da big.
Non è possibile che Blood on the tracks riceva un grammy per le note di copertina e che l'unico album
premiato come miglior disco dell'anno sia TOOM senza che in questo ambito non rientrino i contatti tra
le maggiori case discografiche.
Qualcuno diceva che lo sforzo promozionale di un disco di grande livello viene assorbito in tre, quattro
anni e pertanto non è possibile, per un grande nome sfornare un disco all'anno con il conseguente
battage pubblicitario. Occorre però tener vivo il nome nella memoria dei consumatori e in questo i
bootleg series, film e libri vanno benissimo.
L'ispirazione dell'artista è del resto importante, ma se ascoltiamo l'ultimo di Van Morrison, che fa un
disco all'anno, riusciamo a capire che è un grande disco, ma quanti in sostanza ne parlano?
Sul fatto del Gaslight tape e del bootleg series n.7 come prove di sfruttamento commerciale cosciente da parte di Bob proprio non ci credo, non so quanto scelga Bob ma se sei a corto di ispirazione ci sono
molti modi di vendere . alcuni esempi : un disco di duetti (Van, Simon, la Baez , La Jones, la Crow ecc..
che in quanche modo già esisterebbe)
Un disco live dei suoi attuali bellissimi concerti con i nuovi arrangiamenti un disco di traditional folk magari con i chieftains o di country con i grandi cantanti con cui ha lavorato.
Per tutto questo non c'è bisogno di ispirazione se l'obiettivo è unicamente di vendere.
Bruce sta promuovendo un disco con registrazioni degli utimi 10 anni.
Credo che Bob voglia proprio dire, guardate al mio cammino, la musica è la mia storia e questa è la
musica, questa è la musica che usciva dalle caffetterie, questo era un ambiente autentico e questo era il
profumo del caffè che ne usciva. Nelle caffetteria si faceva grande musica e c'era un clima di ideali, di
discussione, di vita. chi crede che un live attuale avrebbe venduto meno dei gaslight tape credo si sbagli.
Questa è una operazione che è tutt'altro che commerciale, i gaslight tape per chiunque li ascolti sono
tutt'altro che un disco commerciale: Bob avrebbe potuto farne un centinaio di più moderni e vicino ai
gusti di oggi.
Quella sarebbe stata un operazione commerciale, come sta facendo Bruce che io, per primo, non
critico.
Chi ha visto Seattle una volta di più si è reso conto che Bob non strizza l'occhio a nessuno. Per
dimostrare questo la sera dopo, fatto più unico che raro, ha fatto quasi le stesse canzoni, come a dire gli
invitati di amazon non sono diversi o migliori dei miei fans, perchè è la mia musica quello che io voglio
proporre. Mi pare un segnale evidente ma pochi lo hanno messo in rilievo.
Eppure Amazon è un veicolo commerciale; ma Bob usa i mezzi che il commercio gli mette a
disposizione per veicolare quello che gli interessa venga proposto. Come a dire vengo lì ma faccio quello
che mi pare. Con Norah Jones è diverso, lei è brava e lui lo sa.

Michele Talo

Ciao Michele
in effetti le tue argomentazioni sul Gaslight mi sembrano assolutamente pertinenti e non avevo considerato finora la cosa in quest'ottica... E' la dimostrazione che Dylan effettivamente non la vede come un'operazione commerciale, o non esclusivamente come tale, ed è un altro punto a sfavore di quei giornalisti da barzelletta che pur di scrivere contro Bob si attaccano a tutto (ma delle critiche mosse a Bob parleremo più diffusamente sotto nella mail di Francesco).
Per quanto riguarda il discorso di sfornare un disco all'anno io credo che al di là del discorso che fai relativo al battage pubblicitario il grosso del "problema" sta nel fatto che Dylan ormai dall'inizio del Neverending Tour ha trovato nella dimensione live la sua vera dimensione e gli album credo gli importino davvero relativamente, o quanto meno gli interessano solo nel momento in cui ha davvero in mano del materiale degno di essere proposto (TOOM, "L&T").
Penso che sia sicuramente meglio aspettare tre o quattro anni per un disco veramente bello che un anno per un disco così così...
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"
ps: a proposito delle tue ipotesi... io sottoscriverei ora come ora senza ombra di dubbio un disco intero di duetti con Nora Jones di cui mi sono innamorato...


3406) Caro Napoleon,

ti mando la mia risposta a chi dice che Dylan è al capolinea.

1) Intanto Dylan al capolinea c'è arrivato, tanti altri non ci sono arrivati, molti sono a malapena partiti!

2) Se Dylan è al capolinea vuol dire che ci ha portato dove aveva promesso!

3) Ha fatto salire e scendere sul suo bus almeno 10 generazioni di persone, contestatori, ebrei, cattolici, hippy, yuppie, critici, rockstars, giovani, vecchi, donne e bambini e su tutti ha lasciato un segno.

4) In realtà Dylan al capolinea c'è arrivato già 45 volte, ed ogni volta è ripartito e ha fatto una nuova corsa, spesso mostrandoci territori inesplorati, che ci hanno disorientato ed estasiato.

5) L'autobus di Dylan continuerà a viaggiare anche dopo la sua eventuale reale e speriamo lontana dipartita, perché l'opera di Dylan resterà nei secoli futuri un punto di riferimento per chiunque avrà orecchie e cuore per sentire.

Bruno "Jackass"

Ciao Bruno,
condivido la tua azzeccatissima e allo stesso tempo ficcante lista e aggiungo solo: Ugh! :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: non so se è casuale ma anche Joan Baez aveva usato la metafora dell'autobus con riferimento a Dylan: "You're a savage gift on a wayward bus..." (da "Wind of the old days")


3407) Caro Michele e farmiani vari,
Dylan non è al capolinea, anche se il suo peso mi sembra un po' scemare. Le critiche o gli omaggi a lui
rivolti in ogni caso sono 'rispettabili' (non parlo di idioti alla weberman, eh) in quanto come persona pubblica è, e non potrebbe non esserlo, al centro di un complesso sistema di relazioni ecc. Quello che mi sembra è che qui alla fine si giustifichi pressocchè tutto quello che fa. La frase più semplice è poesia pura, il concerto più mediocre è (quasi sempre descritto come) un evento, un pezzo buono su lavori prescindibili quasi salva dischi che sarebbe meglio non fossero mai usciti (Down, Empire, Knoked ecc., inutile spreco di materie prime, tremo all'idea di inediti anni 80!) . Per quanto ami dylan non mi riesce avere un atteggiamento da vero fan, sorry guys. Io non voglio sindacare la legittimità di una scelta (mettere o no la propria faccia su una tazza da te o 'vendere' una canzone alla pubblicità), è libero di fare quello che gli pare. Constato che altri nella sua posizione non lo fanno e personalmente mi fa più piacere l'atteggiamento di Tom Waits, ad esempio, che afferma di 'non essere ancora caduto così in basso (penso che parlasse anche in termini economici oltre che umano/artistici) da dover vendere la sua
musica alla pubblicità'. Dylan lo fa? Bene, affari suoi, ma se qualcuno lo critica per favore non
facciamo sempre l'avvocato difensore, è una persona pubblica e quindi è giusto che azioni pubbliche si
possano criticare. Se si sposa si droga, mette al mondo figli, beve, ecc. sono affari privati, nessuno ha
diritto di metterci il becco, ma quello che appartiene alla persona pubblica, e lui lo è volente o nolente, è
criticabile. E' legittimo 'vendersi', ognuno investe quello che può e dove può, ma non facciamoci
troppe dietrologie. Vende le canzoni con le mutande o il caffè? Affari suoi, nessuno impone a noi di
comprare ma nessuno può impedire di fare sentire anche voci diverse, visto e considerato non solo
quello che ha rappresentato, ma quello che emerge chiaramente dalla sua arte (trust the work dont trust
the artist). Ha cambiato idea? Solo gli stolti non cambiano mai, fa bene, personalmente non condivido
ma non mi scandalizzo affatto. Vuole scappare dal suo mito? Secondo me c'è già riuscito piuttosto
bene, specie se continua a fare concerti pietosi come questi o mezzi album come L&T (tutti recensiti
entusiasticamente). La prossima volta sponsorizzerà la Martin Marietta? Bene, continuerò a sentire la
sua musica ed apprezzarla come prima, ma come uomo la mia percezione sarà ulteriormente diversa.
La storia dell'arte è piena di grandi artisti che erano anche piccoli uomini, a me interessa l'artista,
sinceramente dell'uomo dylan interessa in un certo senso ben poco. Più che una congiura mondiale
volta a criticarlo mi sembra che ci sia un atteggiamento di inutile venerazione per ogni cosa che fa
(eccetto il cinema, dove è proprio irrimediabilmente negato nel modo più assoluto). quello che lo rende
grande nell'arte non necessariamente lo rende grande nella vita, a me sembra che qui si voglia fare un
calco della sua vita a modello di quello della sua arte. se la seconda è grande, e lo è,anche la prima in un
certo senso deve esserlo.
Saluti a tutti
Francesco

Ciao Francesco
e grazie per il tuo intervento che però condivido solo in relazione ad alcuni punti, dunque provo a dire la mia di seguito, sperando di non annoiare i lettori (mi è venuta una risposta lunghina...).
Che il peso di Dylan, se parliamo in termini di influenza, di attualità, di capacità di 'fare tendenza', di seguito, di ascendente etc., stia scemando, è indubbio, ma non da oggi, bensì dal 1966 secondo me, salvo impennate casuali negli anni successivi. Ma è esattamente quello che Dylan vuole/voleva; basta leggere Chronicles dove scrive a chiare lettere che voleva essere dimenticato perchè - e ne aveva tutto il diritto - era stufo di essere preso come spunto per i deliri più deliranti da parte di pseudo-giornalisti. Il fatto è che è talmente grande, che è un tale Genio, che naturalmente non è riuscito nell'intento perchè quello che fa possiede una cifra talmente enorme dal punto di vista dell'espressione delle capacità umane e dal punto di vista della comunicazione, e tale è il suo carisma e la sua capacità di focalizzare su di sè l'attenzione dei media, che non passa inosservato in nessun caso, anche se egli cerca, come ha detto fino alla nausea, semplicemente di essere uno che scrive e canta canzoni, nè più, nè meno... non vuole cambiare il mondo o andare al di fuori di quello che è il ristretto (se di ristretto si può parlare :o) ) campo d'azione che lo riguarda, ovvero quello della musica (a differenza ad esempio di artisti come Jovanotti, o Bono, o Joan Baez o altri...).
Se invece si parla di peso in termine di valore artistico, di validità delle sue opere, di qualità delle canzoni che produce attualmente o della bontà delle sue attuali performance dal vivo, posso essere d'accordo sul fatto che rispetto all'epoca d'oro (diciamo così) degli anni Sessanta le cose siano cambiate ma se il peso è scemato, è scemato nella misura in cui un artista invecchia e non può per forza di cose avere la freschezza, la voglia di fare, le idee, la capacità innovativa che aveva quando era giovane ed il terreno era vergine. E' chiaro che quando uno Grande come Dylan ha rivoluzionato tutto quello che c'era da rivoluzionare, quando ha riscritto la Storia della Musica e della Cultura Popolare ad essa legata, quando si è posto nei confronti dei suoi contemporanei grazie alla sua opera straordinaria come un Dante o un William Shakespeare rispetto a coloro che vivevano rispettivamente nel Trecento e nel Seicento, beh... è dura poi continuare per 40 anni su quei livelli. E' un fatto assolutamente normale, direi naturale e 'fisiologico'. Con la differenza che, rispetto agli altri artisti della "sua epoca", nonostante questo processo 'fisiologico', Dylan è ancora un bel po' di spanne sopra tutti gli altri (compreso il Tom Waits che citi che secondo me non è nemmeno lontanamente vicino alla grandezza di Dylan, pur essendo un eccellente autore. Così come non lo sono nemmeno lontanamente Springsteen, Neil Young, Van Morrison e tutti gli altri, Cohen compreso).
Dove non sono d'accordo con te è in relazione alla parentesi in cui scrivi "tremo all'idea di inediti anni '80"... Molti di quelli con cui parlo in effetti continuano a bollare gli anni '80 come una specie di ricettacolo delle più immonde immondizie dylaniane ed io sinceramente non so come si possa sostenere una cosa simile. L'hanno scritta anche critici autorevoli questa cosa ma a me è sempre sembrata inspiegabile.
Certo non si può obiettivamente dire che Dylan in quegli anni abbia raggiunto il livello degli anni precedenti ed io stesso se devo descrivere l'opera di Dylan degli anni Ottanta e devo confrontarla con quella dei '60 e '70 devo fare dei necessari distinguo (sul libro di Legends non ho certo scritto mirabilie quando ho parlato di Knocked Out Loaded, tanto per fare un esempio), ma da questo a buttar via tutto... Quello che mi stupisce soprattutto quando leggo che gli anni '80 sono una specie di monte di schifezze inenarrabili, il punto più basso di Dylan, un artista finito, un artista distrutto, sull'orlo del baratro, un artista ridicolo, imbarazzante e chi più ne ha più ne metta... beh, quello che mi stupisce - scrivevo - è che poi mi metto a pensare ad una ipotetica lista di canzoni degli anni '80 da poter utilizzare in una altrettanto ipotetica compilation... e comincio ad elencare nella mia mente alla rinfusa: Shooting star, Ring them bells, Brownsville girl, Tight connection to my heart, Series of dreams, Dignity, Jokerman, Covenant woman, Pressing on, Angelina, Groom's still waiting at the altar, I and I, Man in the long black coat, In the Garden, Solid Rock, Caribbean wind, Sweetheart like you, Someone's got a hold of my heart, Foot of Pride, Most of the time, Every Grain of Sand, Blind Willie McTell... Beh penso che qualunque altro artista, anche se avesse scritto solo queste canzoni nella sua intera carriera, sarebbe considerato uno dei più grandi di tutti i tempi. Per Bob invece si parla di anni in cui aveva toccato il fondo, di ciarpame, di periodo da dimenticare... Se era un artista finito quello che ha scritto quelle canzoni in quel decennio... Mah!
Per il resto non è che ci sia una volontà a difendere sempre e comunque Dylan, come scrivi (del resto Bob non avrebbe bisogno di avvocati difensori avendo già dalla sua la sua Arte ed il suo Genio), non da parte mia almeno ma credo in generale neanche da parte dei fans più sfegatati, fermo restando che il fatto stesso di essere fans porta magari involontariamente ad accettare con benevolenza ed un occhio di riguardo quello che fa Bob (altrimenti che fans saremmo?). Dunque niente buonismo ad oltranza nei riguardi di Bob e sono d'accordo con te naturalmente che le critiche sono 'rispettabili' se non che, come scrivevo, ho l'impressione che negli ultimi casi, quello della lingerie e ora quello del caffè, tali critiche siano assolutamente pretestuose e fuori luogo perchè non ineriscono l'arte di Dylan. Non sono d'accordo con te infatti quando dici che in quanto persona pubblica è giusto che si muovano a Dylan anche quelle critiche. Secondo me non hanno niente a che fare con la sua arte, sono scelte commerciali, decisioni che prende evidentemente per vendere più dischi, per avere maggiore visibilità, per arrivare ad un pubblico diverso o chissà per quali altri motivi (magari è amico del titolare di Starbucks e vuole fargli un piacere... magari è amico del produttore degli spot di VS e gli ha fatto piacere fargli da testimonial... dico per dire... chi può sapere cosa spinge una persona a fare una cosa piuttosto che un'altra?) ma cosa c'entrano con le sue canzoni o con la sua arte o col fatto che è un personaggio pubblico? E' pubblico in relazione alla sua arte, quindi in quanto scrittore, compositore ed interprete, non in quanto gestore dei propri interessi economici... Non vedo come questi ultimi possano essere considerati "pubblici"... Secondo me la critica la si può muovere a come scrive una canzone, a come compone la musica, a come canta dal vivo, non certo se sceglie di vendere i suoi dischi in una catena di coffee shop o di fare da testimonial per una linea di biancheria intima, e soprattutto secondo me non ci si può atteggiare - come hanno fatto e fanno molti giornalisti nei casi citati e non solo - a moralizzatori di Dylan, rimproverandogli eventuali comportamenti 'non etici', con l'aria di chi voglia insegnargli come ci si comporta, come si sta al mondo, e rinfacciandogli che è caduto in basso, che si è svenduto, che è un affarista, che è venuto meno a dei principi (ma chi li decide questi principi?). Quella infatti non è critica lucida e costruttiva, è spocchia e presunzione di chi si erge a fustigatore degli altrui costumi (e soprattutto - ripeto - criticandolo in un campo che non ha nulla a che vedere con l'unica cosa che di pubblico c'è nel suo lavoro, ovvero le sue canzoni).
Anche perchè per quello che possiamo sapere magari Dylan devolverà in beneficenza per la ricerca sul cancro o sulla sclerosi multipla ogni dollaro di quelli che ha guadagnato dallo spot pubblicitario di VS e di quelli che guadagnerà da Starbucks e non deve certo venirlo a dire a noi nè tantomeno a noi deve interessare quello che fa con i soldi che si è guadagnato senza aver compiuto alcun reato. Insomma voglio dire che il fatto che sia un personaggio pubblico non significa che noi si debba mettere il naso in questioni che sono assolutamente private così come Dylan, quando va in un ufficio postale, può permettersi di fare critiche all'impiegato per come svolge il suo lavoro pubblico ma certo non può mettere il becco su come quest'ultimo investe il denaro che guadagna criticandone le scelte ed accusandolo di "immoralità". Possiamo discutere la validità artistica di Love Sick non il fatto che Bob ne faccia un cd speciale e lo dia a Victoria's Secret. Se la cosa ci turba tanto basta non comprarlo. Così come possiamo discutere se il materiale dei concerti del Gaslight sia valido o meno, se Dylan canti bene o no, se suoni bene o no, ma non certo se decide di farne un cd e darlo a Starbucks. Tanto più quando poi la cosa viene presentata da questi scribacchini da giornali di pettegolezzi tipo Eva Tremila con articoli del tenore: "Guardate quel bugiardo e speculatore di Dylan come viene meno ai propri principi e compie sordide e squallide azioni di cui dovrebbe vergognarsi, pur di rimpinguare ulteriormente le sue casse che sono già stracolme visto che è ricco da far schifo...!" (perchè poi è quello lo spirito che trapela da quegli articoli di "denuncia"...). Giornalisti e studiosi seri come un Marcus o un Williams o per restare in Italia come un Carrera o un Vites, non sprecherebbero mai tempo a raffazzonare trafiletti da gossip su Dylan e le modelle, il caffè, gli assegni milionari etc. Proprio in questa pagina Michele Talo fa giustamente notare che se fosse stato per un fatto di speculazione Dylan avrebbe trovato molto di meglio da proporre che non i Gaslight Tapes.
A mio avviso i vari scribacchini che hanno profuso inchiostro nel segnalare l'immoralità e la bassezza di Dylan avrebbero fatto meglio, in vece dei loro articoletti sul caffè che credo non fregassero a nessuno, di parlare magari del disco in sè, dell'importanza delle canzoni che contiene, del valore storico di quelle registrazioni, magari facendo un po' di storia visto che non tutti sono esperti come noi che sappiamo vita morte e miracoli di Bob dal Gaslight a Seattle/Amazon... Invece no, parliamo dei soldi, parliamo dei contratti esclusivi con Starbucks, facciamo ironia sul prossimo passo che farà Dylan che magari farà mettere la propria immagine sulle tazze, rivanghiamo le solite cose degli "abominevoli spot di VS" (Hey Mr Lingerie Man... ah ah ah... quale soave ed intelligentissima battuta... quale sofisticata ed acuta ironia... quale illuminante e sottile ammiccamento...) o di The times they are a-changin' data alle banche, o della "seminuda Adriana Lima" etc... tanto sono cose molto più importanti di "Barbara Allen" o di "Hard rain" o di "Don't think twice" che in fondo sono robetta...
Per quanto riguarda i concerti pietosi non saprei. Ho ascoltato pochi mp3 recenti e non mi sono sembrati eccellenti ma neanche pietosi... direi alcuni "normali" altri decisamente buoni, altri più che buoni se non fosse per la voce di Bob che ora come ora non mi convince a pieno ed in certi casi non mi piace affatto. Ho visto un solo concerto intero, quello di Seattle, è mi è sembrato assolutamente piacevole nel suo complesso tranne che per quelle cose che ho rimarcato nell'articolo che ho messo on line qualche giorno fa. Non so quali hai ascoltato tu da definirli addirittura pietosi, comunque spesso è anche questione di opinioni personali se pensi che proprio nella prima lettera di questa puntata della Talkin' ancora Michele scrive a proposito di quei concerti: "...Un disco live dei suoi attuali bellissimi concerti...". Pietosi, bellissimi, altri direbbero discreti, altri stupendi, altri buoni... Insomma tutto è relativo sul Dylan live...
Che ne pensano gli altri amici in ascolto?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3408) salve a tutti,

come è lecito, faccio i miei complimenti per questo sito strabiliante, esagerato!
volevo sapere una cosa: dove posso trovare notizie riguardo al bootleg di dylan e johnny cash? insomma
volevo saperne la storia, la track-list e quante piu notizie.
GRAZIE IN ANTICIPO!

Ciao Allen Ginsberg (non ti sei firmato dunque uso il nome che ho letto nel tuo indirizzo e-mail)
ecco tutto quanto c'è da dire sul bootleg di Dylan e Cash.
Trovi tutto sul bootleg dal titolo ALIAS - THE SIDEMAN STORY VOL. 4
Ecco la tracklist (tra parentesi gli autori; dove non indicato: Bob Dylan):

One Too Many Mornings
Good Old Mountain Dew (Bascom Lamar Lunsford/Scott Wiseman)
I Still Miss Someone (Johnny Cash/Roy Cash Jr.)
Careless Love (traditional)
Matchbox (Carl Perkins)
That's All Right Mama (Arthur Crudup)
Big River (Johnny Cash)
I Walk The Line (Johnny Cash)
You Are My Sunshine (Jimmy Davies/Charles Mitchell)
Guess Things Happen That Way (Jack Clement)
Blues Yodel No. 1 (Jimmie Rodgers)
Blues Yodel No. 5 (Jimmie Rodgers)
Girl From The North Country
Ring Of Fire (June Carter/Merle Kilgore)

(tutte cantate in duetto con Johnny Cash)

tratte dalle sessions di Bob Dylan e Johnny Cash presso gli studi della CBS a Nashville, Tennessee, il 17 e 18 febbraio del 1969

la band era composta da: Bob Dylan (voce, chitarra e armonica), Johnny Cash (voce), Bob Wilson (piano), Charlie Daniels (chitarra), Charlie McCoy (basso), Norman Blake (chitarra), Hargus "Pig" Robinson (piano), Peter Drake (steel guitar), Kenneth Buttrey (batteria).

Il boot contiene anche:

Vomit Express
Going To San Diego
September On Jessore Road
Jimmy Berman

(Dylan suona la chitarra, il piano e l'organo)

tratte da "Ginsberg Project Holy Soul & Jelly Roll" - Record Plant, New York, 17-20 Novembre 1971. Brani di Bob Dylan con Allen Ginsberg.

This Old Man

tratta dall'album benefico Disney "For Our Children" di artisti vari. Cover di un traditional.
 

Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


3409) Caro, carissimo Michele.
Da quanto tempo non mi faccio sentire, eppure ti garantisco che la Fattoria è uno dei posti da me più frequentati nelle mie (ahimè) sempre minori frequentazioni della rete.
Dylan è sempre nel mio cuore, lo ascolto e lo riascolto sopratutto nei bootlegs che possiedo grazie al porcile....A tal proposito... gli ultimi concerti che possiedo risalgono a quelli di Milano e Ravenna del 2002 (o 2003?). Ci sono novità che si possono procurare?
Riguardo a De Gregori, ho letto e apprezzato molto la tua recensione di Pezzi, sul cui grado di "dylanismo" è inutile pronunciarsi più di tanto. Ormai la strada degregoriana è quella, ed io ritengo che, in mancanza del sacro fuoco che si ha solo durante la gioventù, dedicarsi a comporre ballate americane
sporche o orecchiabili che sia sia un ottimo modo di invecchiare musicalmente senza fotocopiarsi o estinguersi naturalmente.
Spero davvero che Dylan venga a novembre, in modo da rivederlo ancora dal vivo.
Ti seguo sempre con stima e affetto.
Ciao, Mino "Mosquito".

Ciao Mino
bentornato su queste pagine e grazie per le belle parole. Mi fa piacere risentirti... pensavo che ormai ti fossi dato anima e corpo a Battiato e De Gregori e ti fossi dimenticato del tutto del vecchio ma non ancora al capolinea Bob. :o)
Dylan in Italia ci verrà di sicuro (come potrebbe fare un tour europeo e saltare lo Stivale?) e sembra che le date di Milano e Bologna siano sicure (speriamo di avere presto l'ufficialità). Ci vedremo sicuramente lì. Per le novità in materia di boot naturalmente vai nella nostra pagina del Porcile di Maggie's Farm (http://porcile.tk) o contatta direttamente il nostro infaticabile Carlo "Pig" a ilmio.divista@libero.it o Anna e Elio (trovi gli indirizzi nella pagina).
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


3410) Ciao Michele!

Volevo segnalarti che venerdì 29 luglio alle ore 23.20 Raitre trasmetterà il film Wonder Boys. Si tratta, credo di una prima tv. Sarà sempre un piacere riascoltare 'Things Have Changed'.

Un saluto.

Marco Pavan

Grazie Marco.
Non perdetevelo anche perchè al di là delle canzoni di Dylan in esso contenute è un gran bel film.
Michele "Napoleon in rags"


3411) Ciao Michele,
ho scovato alcune versioni italiane di canzoni dylaniane, te ne mando l'elenco, se per caso non le conoscessi. Credo siano state tutte prodotte intorno agli anni 60.
Se poi ti interessano te le copio tutte su un cd.

- Ti voglio (I want you) : I nomadi
- La risposta (Blowing in the wind) : I King
- La risposta (Blowing in the wind) : Johnatan & Michelle
- La risposta è caduta nel vento (Blowing in the wind) : Luigi Tenco
- Bambina, non sono io (It ain't me, babe) : I King
- Come una pietra che rotola (Like a rolling stone) : Gianni Pettenati
- Come una pietra che rotola (Like a rolling stone) : Juniors
- Mister Tamburino (Mr.Tambourine man) : Don Backy
- Mister Tamburino (Mr.Tambourine man) : Minstrels
- Come una donna (Just like a woman) : Ricky Gianco

Un amico mi ha passato una versione live in mp3 di "The night they drove old dixie down" del 1974 sostenendo di averla recuperata tra il materiale di Dylan, non so dove.
All'ascolto però i conti non mi tornano affatto. Se è lui è irriconoscibile. Ne sai qualcosa ?
Inoltre ti mando di seguito i testi di due vecchie canzoni che citano Bob
ciao
Valeria

Ciao Valeria
e grazie di tutto.
Non mi risulta che esista la The night they drove old Dixie down che citi. Si tratta di un errore... Il pezzo è di The Band.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
 

DALL'AMERICA Sergio Endrigo - 1970

Caro amico Bob e amica Joan
Dall'America voi cantate
La speranza e la paura
"We shall overcome" ha detto Joan
Ma in America chissà
Dove son finiti tutti i fiori
Tutti i fiori questa guerra li finì.

E pensare che poco tempo fa
Siamo andati tutti in America
Dimenticando il cielo
Attraversando il mare
Per cercare pane e libertà
La felicità.

Caro amico Bob e amica Joan
Dall'America voi cantate
La speranza e la paura
Di chi vuole una nuova libertà
Questa voce è una rosa che vivrà.

DIMMI DYLAN Five gentlemen

Dimmi, dimmi Dylan
Se il tuo tamburino
Poi ritrovò quell'amore
Che cercava per sè
Su dillo, dillo a me
Ehi, Dylan tu puoi dirmelo.

Dimmi, dimmi Dylan
Se su questa terra
Alla guerra non si giocherà più
O si continuerà invece
Per l'eternità
Ehi, Dylan tu puoi dirmelo.

Dimmi, dimmi Dylan
Non c'è più speranza
Oppure aver pazienza può darsi chi lo sa
Che un mondo un po' migliore
Un giorno arriverà
Ehi, Dylan tu puoi dirmelo.

Dimmi, dimmi Dylan
Se tu sei sincero
Oppure non è vero
Che tu soffri come noi
E in fondo pensi solamente ai fatti tuoi
Ehi, Dylan tu puoi dirmelo.

Dimmi, dimmi Dylan
Se ci dici tutto
O qualche cosa resta
In fondo agli occhi tuoi
Che tu non vorrai mai, mai mostrare a noi
Ehi, Dylan tu puoi dirmelo.
Ehi, Dylan tu puoi dirmelo
Ehi, Dylan tu puoi dirmelo

Dylan! Dylan!
Dylan! Dylan!


3412) Ciao,

Ho 40 anni, abito in zona PV, suono la chitarra e canto. Cerco elementi motivati per formare un gruppo
di tributo a Bob (1 chitarra, basso, batteria e magari un tastierista). E-mail: momax2000@tiscali.it


3413) "Carlo" Pig mi segnala le novità del Porcile di Maggie's Farm:

- DON'T LOOK BACK OUTTAKES
- TROGOLO

DON'T LOOK BACK OUTTAKES
un nuovo tree disponibile nella pagina dvd. Si tratta di due dvd-video contenenti filmati girati per il documentario Don't Look Back sul tour britannico del '65, e non inclusi nelle selezioni del regista Pennebaker.

TROGOLO
un tree che accorpa su due dvd, in formato mp3, la maggiorparte del materiale audio fondamentale diffuso su alcuni tree del porcile. Contiene una raccolta quasi esaustiva delle prime registrazioni, delle registrazioni
inedite in studio, delle rarità discografiche e una vasta selezione di concerti da tutta la carriera.

http://porcile.tk


3413) Ciao Michele,
con questo aggiornamento si chiude il Dylan Contest. Dopo le vacanze verrà ufficializzata la giuria e si procederà alla votazione.
Un saluto
Sal "Eagle"

Benissimo! Con questo rispondo a qualche lettera che ho ricevuto di recente ma che non ho pubblicato e con le quali mi si chiedeva che fine aveva fatto il Concorso delle covers dylaniane di Maggie's Farm... Non ce ne siamo dimenticati... E' solo "congelato" in attesa della giuria... Restate sintonizzati...



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