parte 270
Lunedì 11 Luglio 2005


3388) Caro Michele come vedi dalla mail sono anche io un curatore di un sito musicale : "napolimusica" che a dire la verità è un riempitivo del mio lavoro di web designer, è il luogo dove posso esprimere la mia
passione per la musica.
Devo dirti che preferisco da sempre il tuo di lavoro, è tra le mie migliori abitudini consultare maggies
farm e divertirmi nel leggere del "Nostro" tramite le recensioni e le parole a volta di referenziati e il più
delle volte di occasionali appassionati colti dalla comune folgorazione avvenuta nella loro vita dopo
l'incontro con il personaggio Bob Dylan.
E' da tempo che anche io penso e ripenso ad una lista preferita di 10 canzoni dylaniane, impresa ardua
per tutti ma comunque ci provo, seguirò il criterio della emozionabilità, cioè elencherò quelle canzoni che suscitano su di me maggiore presa emotiva e che non smetterei mai di ascoltare....

1.Blind Willie Mc Tell
2.Tomorrow is a long time ( la versione sussurrata di "more greatest hits del 1971" è da brividi! )
3.It takes a lot to laugh, it takes a train to cry
4.Slow train coming
5.Going going gone ( planet waves è un disco troppo sottovalutato, rappresenta il top della miscela
Dylan/The Band! Springsteen non ha mai realizzato un disco con il sound che possa tenere il passo di
Planet waves.....)
6.Stuck inside of Mobile with the Memphis blues again
7.Restless farewell ( La versione cantata alla festa di addio di Sinatra mi ha fatto innamorare di questa
canzone )
8.I shall be released ( la versione di Joe Cocker la trovo starordinaria! )
9.Senor
10.Series of dreams

Ti segnalo per le tue rubriche che nel film : "La giuria" con Gene Hackman la canzone dei titoli di coda è una cover di Heart of mine eseguita da Peter Malick e cantata da Norah Jones, contenuta nell'album
New York city del 2003

cordialmente
Giovanni

Ciao Giovanni
grazie per i complimenti e benvenuto su queste pagine.
Ho aggiornato la nostra paginona sulle citazioni musicali di Dylan nei film. Chi non la conosce ancora la trova qui. A proposito, chiunque sia a conoscenza di altri film con canzoni dylaniane me le segnali.
Grazie per la classifica. Tra qualche settimana aggiornerò la pagina relativa.
Secondo me la Restless Farewell del Tributo a Sinatra resta una delle più belle cose fatte da Bob live e tutto sommato, ripensando alla classifica suggerita da Toni Albatros la volta scorsa, quel pezzo lo metterei ben tra i primi della mia classifica dal vivo.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"
ps: e complimenti per "Napolimusica"... da un napoletano/valdostano...


E ora un paio di mail contro Bob... (chi dice che lo lodiamo solo?...)

3389) Ciao Michele
ho seguito la polemica relativa al caso Starbucks che hai messo sul sito... Naturalmente sono d'accordo con te che quello che hanno scritto alcuni giornali non sta in cielo nè in terra perchè Dylan è padrone di fare quello che vuole con il frutto del suo lavoro... ci mancherebbe altro... se lo vuole vendere attraverso la catena di caffè Starbucks non vedo cosa interessa agli altri e soprattutto non capisco perchè volersi sempre mettere a criticare le scelte di qualcuno come se questo rubasse qualcosa... Le canzoni sono sue e sarà ben padrone di farne quello che vuole, no? Dylan è uno che vende la sua arte, lo ha sempre fatto, non è certo un ente di beneficenza, non lo è mai stato... Mi piacerebbe chiedere ai giornalisti che hanno scritto peste e corna di questa cosa che ne penserebbero se qualcuno andasse da loro a sindacare sui giornali per cui lavorano, dicendo questo va bene e questo no...
C'è però una sola cosa che secondo me può essere contestata a Bob... Che senso ha mettere in circolazione un disco con inediti del 62 quasi contemporaneamente ad un altro disco con inediti sempre degli anni sessanta (BS7)? Ecco, questa cosa mi fa pensare che non ci siano state idee molto chiare... voglio dire che si era parlato di un disco di materiale nuovo (e non si vede), di materiale vecchio reinterpretato (e non si vede), di un Bootleg series con inediti (e stando alla scaletta circolante, di inedito non c'è molto, nel senso che magari le versioni sono inedite ma le canzoni sono sempre quelle). E ora questo Gaslight. Insomma non credi che Bob abbia fatto un po' di confusione?... Perchè non uscire subito con un disco nuovo (che le canzoni le ha lo ha detto lui, quindi è sicuro). Non si era detto anche ai tempi di Time out of mind che l'uscita di un bootleg series con perle d'epoca (come fu poi quello del Live 66) dopo che Dylan era ritornato alla grande con un superdisco come TOOM, confermando il suo genio assoluto, aveva un senso (mentre non lo avrebbe avuto se fosse uscito prima il live 66)? E lo stesso avvenne con BS5 uscito dopo l'altro capolavoro di materiale nuovo ("L&T"). Ora invece che succede?... Secondo me questa operazione attuale può dare adito a voci tipo "sta raschiando il fondo del barile per vendere un po' di roba vecchia"... in assenza di cose nuove di valore...
Che ne pensi? Che ne pensate maggiesfarmiani?
Vittorio

Ciao Vittorio.
Non saprei cosa dire. In fondo non hai torto. "Love & Theft" risale al 2001, sono passati ben quattro anni che effettivamente sono tantissimi. Un album di canzoni nuove sarebbe il benvenuto, ormai. In effetti da "L&T" ad oggi sono sfilati ben 3 bootleg series (contando quello in uscita) e il Gaslight che in fondo è un altro BS... 4 dischi di materiale vecchio, che sono un po' tanti (anche se... ben vengano naturalmente!). Diciamo che se uscisse a breve un album nuovo le cose si riequilibrerebbero, considerando che avremmo in 4 anni 4 dischi di materiale vecchio controbilanciati da due di materiale nuovo e da Masked and anonymous e le varie canzoni per colonne sonore che in fondo sono sempre materiale nuovo. Se invece non esce... Ma non voglio nemmeno pensarci :o) Che ne pensano gli altri?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3390) Ciao Michele e ciao a tutti,
nn vorrei essere lapidato ma mi sa che dylan è al capolinea... dopo che varie interviste avevano fatto presagire finalmente un nuovo disco ecco che nn se ne parla più ed è tutto un fiorire di iniziative commerciali x me molto discutibili... dopo l'ultimo album di canzoni nuove ed in generale l'ultimo lavoro degno del genio di bob (vale a dire love and theft) è stato un continuo di cose più o meno inutili... di canzoni e canzoncine x colonne sonore o x tributi non se ne può più e secondo me anche di qualità non eccellente (anche green mountain secondo me non è questo granchè)... poi spot televisivi discutibili, film poco riusciti (non ho visto m&a ma stando a quanto ho letto nn mi sembra granchè), dischi di cose sapute e risapute per catene di negozi di caffè, rimasticature e ristampe in sacd di cui personalmente non avvertivo la necessità, un album colonna sonora con poco di inedito (dixie e diamond joe, nn certo roba memorabile) e roba di altri artisti che saran bravi finchè si vuole ma nn sono bob, collezioni assolutamente superflue come 39 years, bootleg series a go go bellissimi ma sempre roba vecchia è, una biografia che a me nn è dispiaciuta ma nn è certo lo stesso che un disco (in fondo bob è un musicista e cantante e nn uno scrittore), una lista interminabile di film e telefilm fatti e prossimi venturi (magari quello di scorsese sarà un capolavoro ma anche quello nn è un disco), dubito per il film biografico con i sette attori che interpretano bob e stendiamo un velo su darhma and greg, scrapbook con i quali mi sembra si cerchi solo di far soldi (sinceramente chi anelava a vedere questo scrapbook?), e poi libri di lyrics (che magari sì ci volevano per aggiornare la situazione testi ma - ripeto - anche quelli nn sono lo stesso che un disco nuovo)... insomma tra film, telefilm, libri, audiolibri, biografie, ristampe rimasterizzate, antologie più o meno inutili, spot pubblicitari, lyrics e dischi gadget da supermercati, noccioline e caramelle mi sembra che bob si sia un po' seduto e si sia scordato del suo genio...

Ciao
Alessandro

ps anche perchè le ultime cose - bio, film, lyrics, documentari - mi sembrano un po' celebrative ed autoincensatorie, come di uno che ha chiuso la carriera e dice guardate come sono stato bravo...

Ciao Alessandro.
Non sono d'accordissimo con la tua tesi, nel senso che anche prima di "Love and Theft" c'erano stati libri, film, antologie, lyrics e tutte le altre cose che dici (a parte gli spot televisivi)... Posso darti atto che ora sono venuti un po' tutti insieme nel giro di tre anni e sicuramente l'aspetto commerciale non è secondario... Ripeto quello che ho scritto su: se esce un nuovo album (che si spera sia un altro capolavoro come "L&T" visto che abbiamo aspettato 4 anni e passa... visto che non uscirà certo a breve...) allora gli spot, i film e i gadget passeranno in secondo piano (e del resto non è che scopriamo oggi, nel 2005, che Dylan viene sfruttato da un punto di vista commerciale... lo è sempre stato, quando più, quando meno). Del resto il tuo discorso potrebbe essere valido se nel frattempo Dylan si fosse ritirato e non avesse più fatto concerti... Allora sì che si potrebbe parlare di un artista al capolinea e del quale si tenta di vendere tutto il vendibile fino ad "esaurimento scorte"... Invece Dylan ha sempre continuato a suonare dal vivo ed ha anche sempre detto che la dimensione live è la sua preferita... Il fatto è che molto spesso ci si dimentica della sua età... Non è pensabile che realizzi oggi un album ogni anno o ogni due anni come negli anni 60 e 70 quando era nel pieno del vigore, dell'ispirazione e della voglia di fare... Secondo me è meglio fare un disco ogni quattro/cinque anni ma che sia un capolavoro (Toom, L&T) piuttosto che un disco ogni due anni magari mediocre... A patto che entro il 2005 o al massimo ad inizio 2006 questo nuovo album finalmente esca...
Che ne pensano gli altri...?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps e poi sinceramente... ammettendo anche per amor di paradosso che non fosse uscito nulla di quello che tu stigmatizzi in questi ultimi anni... cosa sarebbe cambiato...? pensi che al posto dei film, degli spot pubblicitari, della bio, dei bs, dei libri e dei gadget etc... Bob avrebbe fatto uscire altri due o tre album di canzoni nuove? Secondo me semplicemente non sarebbe uscito nulla...


3391)  Michele, questa è la copertina dell'ultimo libro che Cesare G. Romana ha dedicato a Fabrizio De André. Si chiama Smisurate Preghiere, l'ho comprato la settimana scorsa e sto terminando di leggerlo. Se c'è qualche 'aficionado' di De André in ascolto, non se lo lasci sfuggire! E' davvero molto molto
bello...

A presto,
Stefano 'Red Lynx'

PS: approfitto ancora un po' dello spazio concessomi per mandare la mia classifica delle migliori 10 covers (eseguite da altri artisti) di Bob Dylan.
Anch'io, a suo tempo, ne proposi una analoga... perciò rispondo molto volentieri all'appello di Toni 'Albatros' e vi dico quali sono (attualmente) le mie 10 preferite...

1. Jimi Hendrix / All Along The Watchtower (from Electric Ladyland, 1968)
2. Byrds / Mr. Tambourine Man (from Mr. Tambourine Man, 1965)
3. Fabrizio De André-Massimo Bubola / Romance In Durango (from Rimini, 1978)
4. Rolling Stones / Like A Rolling Stone (from Stripped, 1995)
5. Johnny Cash / Wanted man (from At San Quentin, 1969)
6. Eric Clapton / Knockin' On Heaven's Door (from There's One In Every Crowd, 1975)
7. Neil Young / Just Like Tom Thumb's Blues (from The 30th Anniversary Concert Celebration, 1993)
8. Cassandra Wilson / Shelter From The Storm (from Belly Of The Sun, 2002)
9. P. J. Harvey / Highway 61 Revisited (from Rid Of Me, 1993)
10. O'Jays / Emotionally Yours (from The 30th Anniversary Concert Celebration, 1993)

Ciao Stefano
ok! Mi hai fatto ricordare un'altro brano tra i miei primissimi, che è appunto la Emotionally Yours degli O'Jays... Ricordo ancora l'emozione (è il caso di dire!) che mi fecero provare quando ascoltai il brano nel corso del concerto tributo a Bob del 92... una cosa indescrivibile... veramente eccezionali...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps ecco la copertina del libro su Fabrizio De Andrè di cui parlava Stefano


3392) Ciao Michele
ti segnalo la copertina del dvd di No direction home e dello scrapbook su Bob
Paolo

Ciao Paolo,
grazie. Eccole qui sotto.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"



3393) Ciao Michele.

Canzoni:

1) Like a rolling stone
2) Knockin' on heaven's door
3) It's all right,ma
4) Desolation row
5) Can you please crawl out your window?
6) Things have changed
7) Covenant woman
8) Brownsville Girl
9) To Ramona
10) Boots of spanish leather

Album:

1) The freewheelin' Bob Dylan
2) Blonde on blonde
3) Highway 61
4) Bringing it all back home
5) Blood on the tracks
6) The times they are a-changin'
7) Oh mercy
8) Street legal
9) Empire burlesque
10) Desire

La migliore copertina è:

Bringing it all back home

Giorgio

Ciao Giorgio
e grazie anche a te per le classifiche. Dunque Bringing it all back home balza in testa nella classifica delle copertine...
Alla prossima,
Michele "Napoleon in rags"


3393) Ciao Michele,
complimenti per il sito e ti invio una bella foto risalente alla commedia alla quale prese parte Bob negli anni '60, "Madhouse on Castle Street", che ho visto non essere presente sulla tua bella pagina dedicata a quel lavoro (o meglio c'è ma più in piccolo).
Ciao
Francesca

Ciao Francesca,
grazie infinite. Eccola qui sotto, l'ho messa nella nostra pagina relativa. Davvero molto bella.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3394) Ciao Michele,
quella che segue è la recensione del concerto tenuto da Patti Smith il 2 luglio scorso, che ha aperto a S. Maria Navarrese (incantevole località ogliastrina nella costa centro-orientale della Sardegna) la rassegna 'Rocce Rosse Blues' 2005.
Lo show, seppur nella sua brevità (solo 16 brani per un totale di circa 2 ore), è stato molto intenso e
coinvolgente.
Purtroppo la tanto invocata cover di Bob Dylan alla fine non è arrivata... Quella 'prescelta' per l'occasione è stata, infatti, Not Fade Away di Buddy Holly, brano reso celebre, tra gli altri, dai mitici Rolling Stones nel loro Stripped del '95 (bellissimo 'unplugged' contenente, oltre alla dolcissima Little Baby di Willie Dixon, altre due memorabili covers, cioè Like A Rolling Stone di Bob Dylan e Love In Vain di Robert Johnson).
Questo concerto (come già quello di due anni fa ad Olbia) ha confermato, se mai ce ne fosse bisogno, la misura della statura di Patti Smith, un artista vero (uno degli ultimi, a mio parere, ancora in circolazione) che - sebbene prossimo ai sessanta - ha ancor oggi grinta, carisma, classe e voce da vendere, e
(soprattutto) tante tante cose ancora da dire.

Un abrazo a todos,
Stefano 'Red Lynx'

PS: Michele, ti mando in allegato anche alcune foto scattate durante il concerto da un amico che mi ha
accompagnato (Fabrizio Racis). Non sono bellissime come quelle di Elio, ma spero che possano rendere (almeno in parte) l'idea dello show! Un'ultimissima cosa. Questa che vi sto inviando è una recensione a cui tengo particolarmente! Infatti dovrebbe segnare l'inizio della mia collaborazione con 'Vulcano', una rivista di attualità politico-culturale dell'hinterland cagliaritano. Mi dovrei occupare (insieme ad un altro carissimo amico) di musica (una delle mie più grandi passioni), anche se, in prospettiva, non escludo di scrivere anche di altro.

PS2: Dallo scorso 6 luglio sono 'ufficialmente' Doctor In Law!!! E adesso, come si suol dire, viene il bello...

PS3: Michele, io ci avevo anche pensato a infilare nella tesi qualche riferimento a Bob... ma non so se 'quelli' avrebbero capito... sai, la giurisprudenza non è una di quelle discipline che lasciano tanto spazio alla fantasia, ma dove abbondano al contrario i 'puristi'... tu mi capisci, non è vero??

Vabbuò, mi pare che sia davvero tutto per questa volta!
Alla prossima,
Stefano 'Red Lynx'

Ciao Stefano
e grazie di tutto.
In bocca al lupo per la collaborazione con "Vulcano" e soprattutto per il tuo dottorato in legge (...attento alle 'Georgia laws'... :o) ).
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


Il ritorno di Patti Smith
(di Stefano Cicu)

Sabato 2 luglio, nell’incantevole scenario di S. Maria Navarrese, ha preso il via la rassegna Rocce Rosse Blues 2005 con un gran concerto di Patti Smith.
La cantautrice americana (che tornava in Sardegna per la seconda volta, dopo lo show olbiese di due anni fa), accompagnata, come sempre, dal fido Lenny Kaye alla chitarra ritmica e da Jay Dee Daugherty alla batteria (gli unici due superstiti del Patti Smith Group, la storica band che sin dal ’75 accompagna Patti Smith sia in studio che dal vivo) con l’innesto del bravissimo Tony Shanahan al basso e (soprattutto) dell’immenso Tom Verlaine (ex leader dei Television) alla chitarra solista, è salita sul palco poco prima delle 22 regalando ai circa tremila presenti una performance di gran classe e straordinaria intensità.
16 brani in tutto (un po’ pochi, in verità) per un totale di circa 2 ore, che hanno praticamente ripercorso tutta la carriera dell’artista di Chicago, dai lontani esordi di Horses (disco di cui, proprio quest’anno, cade il trentennale) all’ultimo bellissimo (e, a mio avviso, un po’ sottovalutato) Trampin’.
Dopo un inizio un po’ in sordina affidato a due “classici” degli anni ’70 come Dancing Barefoot e Redondo Beach e ad un “quasi classico” come Beneath The Southern Cross (dall’album Gone Again del ’96) cui seguono subito dopo alcuni brani tratti dall’ultimo Trampin’, il concerto inizia decisamente a decollare con Free Money, dallo storico album d’esordio Horses. Da questo momento in poi è tutto e solo rock’n’roll allo stato puro. La bellissima e psichedelica Ain’t It Strange (dall’album Radio Ethiopia del ‘76), impreziosita dal bottleneck di Tom Verlaine, e una toccante We Three (dal capolavoro del ’78 Easter) fanno da preludio ad una versione letteralmente incendiaria di 25th Floor (ancora da Easter), senz’altro uno dei momenti più “caldi” dell’intero set.

Ad una tempesta sonica del genere non poteva ovviamente che far seguito una parentesi di quiete, affidata nella circostanza a Peaceable Kingdom, dall’ultimo album Trampin’. Ma la “tranquillità” è destinata bruscamente ad interrompersi quando partono le prime note di quella che resta, a tutt’oggi, la canzone forse più conosciuta di Patti, quella Because The Night scritta in coppia con Bruce Springsteen nel 1978, e incisa poi (nel medesimo anno) da Patti nel suo album Easter. Il brano in questione, insieme a People Have The Power (altro grande successo, stavolta dall’album Dream Of Life  del 1988) è quello che ha sicuramente coinvolto la maggior parte dei presenti.
Prima del botto finale, affidato ad una stratosferica versione di Gloria (riadattamento dell’omonimo brano dei Them dell’irlandese Van Morrison), c’è ancora il tempo per una dedica ad un amico scomparso (il brano Wild Leaves è stato dedicato da Patti al suo fotografo “ufficiale” Robert Mapplethorpe, morto di AIDS nel 1989, una delle presenze più importanti, insieme all’ex marito Fred Sonic Smith e a Sam Shepard, nella sua vita) e addirittura per una cover di Buddy Holly, quella Not Fade Away che sin dagli anni ’60 è entrata stabilmente a far parte del repertorio dei Rolling Stones, e che è stata poi reincisa dagli stessi nel loro album Stripped del ’95. Proprio quest’ultima canzone ha fornito a Patti il tappeto sonoro per una traboccante “declamazione d’amore” verso la Sardegna, il suo mare e la sua gente.
Che altro dire, in conclusione? Che si è trattato, come già detto all’inizio, di una grandissima performance, che abbiamo assistito al concerto di un artista vero (uno dei pochi ancora in circolazione), che Patti Smith (nonostante sia ormai prossima ai sessanta) ha ancora grinta, carisma, classe e voce da vendere, che non ha la minima intenzione di andare a ritirare la pensione, e che ha (soprattutto) tante tante cose ancora da dire.





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