parte 263
Lunedì 16 Maggio 2005



 


3298) Salve Michele.

Torno a scriverti dopo un paio di settimane d'assenza.
Ho comunque continuato a seguire gli aggiornamenti del sito, come al solito interessantissimi.
Ecco qualche mia considerazione sul tema del momento.

Dylan Vs. Springsteen.
Il problema non si pone! Sono due artisti leggendari che nutrono una grande stima l'uno dell'altro, non ha senso metterli contro come se stessimo parlando di Duran e Spandau!
Si possono però fare dei sereni confronti.

La cosa più lampante mi sembra il fatto che, artisticamente, non giochino affatto sullo stesso campo.
Bruce è il re del rock da stadio, ci gode a cantare degli "anthems", ad essere simbolo e portavoce.
Sappiamo bene, invece, come Bob abbia ben altra concezione del suo rapporto con il pubblico. Ci ha
provato a fare la rockstar (proprio oggi mi son svegliato ascoltando "Real Live"!), ma negli ultimi
quindici anni si è reso conto che è per tutti, anche per sè stesso, molto più interessante se si "limita" ad essere Bob Dylan!
Springsteen ha inoltre una più naturale propensione al pop, senza che in questo ci sia nulla di sbagliato
(anzi presto ti manderò qualche riga sul bisogno di riconsiderare il lato pop di Dylan).
Prendi una canzone come "Worlds Apart", una delle migliori dell'ultimo Springsteen. È tanto
"radiofonica" da sembrare uscita da un album di Sting, eppure cantata dal Boss funziona. In bocca a Dylan, con quell'arrangiamento arabeggiante, sarebbe probabilmente sembrata ridicola.

Il secondo paragone, che presumibilmente farà adirare qualche fan di Bruce, è sul loro stato di salute
artistica. Bob, lavorando quasi "con leggerezza", sta realizzando negli ultimi anni un capolavoro dopo
l'altro. Il bello è proprio nel fatto che i suoi dischi recenti siano perfetti senza apparire sforzati.
Springsteen, in studio, sembra invece sempre schiacciato dal peso di dover dimostrare qualcosa.
Forse soprattutto a sè stesso. Dischi come "The Ghost of Tom Joad" e "The Rising" meritano senz'altro il Grammy per la buona volontà. Ma, a risentirli di recente, mi paiono davvero molto sopravvalutati, privi dell'energia e dell'intensità che Bruce è ancora capace di trasmettere in concerto.

Concludo con un giochino, qualche domanda aperta, per te e per tutta la gente della Fattoria:

1.  Come pensi che sarà, musicalmente, il prossimo disco in studio di Dylan?
2.  Come vorresti che fosse?
3.  Che cosa vorresti venisse pubblicato nel prossimo volume delle "Bootleg Series"?
4.  Quale giovane artista vorresti vedere aprire i concerti di Dylan?
5.  Bob ha parlato di reincidere alcuni suoi vecchi brani. Quale canzone vorresti vedere su disco in una
nuova versione?

Le mie risposte te le mando la settimana prossima, poichè penso di essermi già troppo dilungato!!
Grazie per l'attenzione Michele, a presto
Paolo Bassotti

Ciao Paolo,
non avrei mai pensato che il dibattito Springsteen/Dylan avrebbe avuto una tale risonanza su MF. Anche in questa Talkin', oltre alla tua, pubblico altre tre mail sull'argomento. Segno che Springsteen è seguitissimo e il tema ha appassionato molti (che io ricordi non è mai avvenuto per altri artisti su MF).
Come scrivevo la volta scorsa sono sostanzialmente d'accordo con quanto scrivete tu e gli amici qui di seguito. Più difficile per me è rispondere ad alcune delle tue domande conclusive... Diciamo che intanto mi piacerebbe che 'sto benedetto nuovo disco di Dylan uscisse una volta per tutte, visto che se ne parla da secoli (o almeno così mi sembra, ormai)... mi basterebbe già anche solo quello :o) Come penso che sarà o come mi piacerebbe che fosse? A meno che non torni a produttori tipo Lanois (ne dubito), e ammesso che invece se lo produca ancora una volta da solo, credo che il prossimo disco proseguirà sulla falsariga di "Love & Theft", sia dal punto di vista del sound che dei testi (chiaramente mi riferisco ad eventuali canzoni inedite, visto che tra le varie voci circolate c'è anche quella di materiale vecchio rielaborato, come ricordi anche tu). Credo che ormai Dylan si trovi a proprio agio nel guardare al passato e il mondo musicale a cui fa riferimento è sempre più quello dell'America della prima metà del secolo scorso. Se andiamo a vedere le ultime produzioni di Bob ci accorgiamo che, a partire da Good as I been to you, passando per World Gone Wrong, proseguendo con "Love & Theft" e poi con 'Cross the green mountain, Waitin' for you e le altre sporadiche partecipazioni e tributi vari, da My Blue Eyed Jane a Return to me, ad I Can't get you off of my mind fino alle recentissime Dixie e Diamond Joe (per non parlare delle moltissime cover live per la quali Bob pesca a piene mani dalla tradizione), la strada intrapresa da Dylan è una strada che va all'indietro da un punto di vista temporale. In un certo senso anche TOOM aveva le premesse per proseguire quel discorso, se non che l'apporto di Lanois ne ha fatto secondo me qualcosa di differente. Credo che Dylan non si discosterà da questo sentiero nè credo che possa decidere di compiere musicalmente una nuova svolta anche se con Dylan mai dire mai. Non credo però che l'eventuale nuovo album sarà un pastiche come "Love & Theft". anche se probabilmente un certo grado di "contaminazione" ci sarà.
Su "Bootleg Series" vedrei bene il meglio del periodo cristiano. In fondo finora i BS hanno coperto gli anni iniziali con il "Philarmonic Hall", quelli elettrici dei '60 con il "Royal Albert Hall", quelli della RTR con il vol. 5... Dunque la logica vorrebbe che si passasse al periodo religioso, anche se dubito che così sarà.
Artisti giovani ad aprire i concerti di Bob? Sinceramente non ne vorrei, nè saprei chi citare, a parte magari Jakob, non sarebbe male :o)
Vecchie canzoni rifatte? Non ho dubbi, Sad Eyed Lady... o altri brani mai rifatti neanche dal vivo o addirittura incompleti come She's your lover now, Dirge o Black Diamond Bay.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"
ps: aspetto le tue note sul Dylan "pop" e le risposte alle tue domande... sono curioso...


Ed ecco le tre mail che citavo prima e a cui rispondo alla fine cumulativamente, vista l'attinenza degli argomenti.

3299) Ciao Michele,
secondo me il confronto Dylan/Springsteen non si pone. Senza offesa per il secondo (che mi piaciucchia) secondo me Dylan è un artista UNICO, nel senso che non ce ne sono mai stati e dubito ce ne saranno mai come lui, sia per quanto riguarda i testi che ha scritto, sia per quanto riguarda l'aspetto musicale e chiaramente anche quello performativo, e più in generale per il complesso della sua opera (musicale e non). Springsteen è uno che ha scritto delle belle canzoni ma sinceramente non credo che sia unico, ce ne sono diversi alla sua altezza, ma tutti diverse spanne sotto Dylan che è secondo me un gigante difficilmente raggiungibile. Secondo me l'opera complessiva di Dylan non è paragonabile a quella di nessun altro artista, in questo concordo con quanto scrisse tempo fa Elio "Rooster"... Io ho l'impressione che a volte si perda la visione d'insieme di quello che ha prodotto Dylan a tutti i livelli e dell'incidenza della sua figura e della sua opera negli ultimi 40 anni. Springsteen e quelli come lui sono "soltanto" degli eccellenti artisti ma Dylan fa categoria a sè.
Ciao
Vittorio


3300) Cari amici,
(...)
se ci sono due artisti che trovo tra i più distanti tra loro sono Dylan e Springsteen. Ecco perchè credo che non ci sia rivalità nè debba esserci, perchè sono due mondi differenti sia pur con alcuni punti in comune. De Gregori forse ha esagerato ma tutto sommato non mi sento di dargli torto sotto un certo punto di vista. Chi ha apprezzato Dylan potrà al massimo riconoscere in alcune cose di Springsteen una notevole ispirazione ed un notevole talento ma nel momento in cui lo si paragona alle cose migliori di Dylan non c'è confronto. Lo stesso vale per altri artisti che ogni tanto sento paragonare a Dylan. Faccio un esempio: De Andrè. Mi ha sempre fatto sorridere - senza offesa - la frase della Pivano che continua a cercare di spacciare Dylan per il De Andrè americano. Fabrizio è stato un grande e non c'è dubbio ma anche solo paragonarlo a Dylan mi fa sorridere. Lo stesso De Andrè quando si sentiva paragonato per grandezza a Dylan sorrideva e si schermiva (e non era falsa modestia). Siamo proprio su due pianeti diversi. Proviamo a valutare l'opera globale di De Andrè e poi quella di Dylan e ci accorgiamo che è veramente azzardato anche solo pensare ad un paragone in quanto ad importanza, rilevanza, influenza, vastità, innovazione, rivoluzionarietà, eterogeneità, capacità interpretativa e re-interpretativa, unicità, spessore musicale, originalità etc. Senza contare che Dylan ha fatto tutto da solo (tranne rarissimi casi) mentre De Andrè ha ricevuto un apporto fondamentale da una miriade di artisti che hanno firmato i suoi pezzi.
Lo stesso dicasi per De Gregori (che pure mi piace) o altri artisti come Cohen e Waits o altri che ogni tanto sento accostare a Dylan. Sinceramente penso che solo tra molti anni guardando indietro ci si renderà conto della effettiva portata dell'opera di Dylan e ci si accorgerà di quanta distanza c'è tra i suoi lavori e quelli degli artisti che di tanto in tanto gli vengono accostati.
Ciao a tutti.
Luigi De Sanctis


3301) Ciao Michele,
ho seguito con attenzione il recente dibattito interno sul caso 'De Gregori-Springsteen', e credo anch'io che il buon Francesco, in quella famosa intervista, abbia decisamente (e forse deliberatamente) esagerato. La sensazione che si tratti, più che di affermazioni ben ponderate, di parole in libertà è, in
effetti, piuttosto forte. Ciò che francamente non capisco è perché tanto astio nei confronti di un 'onesto lavoratore' del rock come Springsteen, e (soprattutto) perché si debbano periodicamente giustapporre (per usare le parole di De Gregori) 'due mondi diversi' come Dylan e appunto Springsteen. Sappiamo
tutti benissimo cosa ha fatto (lasciato) Dylan e che cosa ha fatto (lasciato) Springsteen. E sappiamo anche, altrettanto bene, qual è (da un punto di vista storico) il 'peso' dell'uno e quello dell'altro. D'accordissimo con De Gregori sul fatto che 'Dylan (al pari di pochissimi altri: Beatles, Velvet Underground, Jimi Hendrix e Frank Zappa) è musicista sbilenco, dissonante, innovativo', ma definire Springsteen 'un furbacchione del rock' mi sembra, francamente, ingeneroso. A me Springsteen (soprattutto quello dei primi dischi) continua a piacere parecchio, anche se ovviamente preferisco Dylan. La verità è che 'l'opera dylaniana' è qualcosa di irripetibile e (forse) di ineguagliabile, e
quindi ogni eventuale confronto con quella di altri è già perso in partenza. Da una parte c'è Dylan, dall'altra tutti gli altri. E Springsteen è appunto uno di questi 'altri'. Ecco perché, a mio parere, sarebbe meglio evitare questo genere di 'speculazioni'. Anche quell'altra affermazione di De Gregori secondo cui 'si sente che Springsteen lavora in uno studio' mi convince infine assai poco, e mi sembra anzi un po' buttata lì. Forse che lo stesso Dylan, proprio con un attento lavoro 'in studio', non ha sfornato capolavori come 'Blood On The Tracks', 'Oh Mercy' e 'Time Out Of Mind'? In realtà, il fatto che periodicamente lo stesso Springsteen abbia sentito (e ancora continui a sentire, come nell'ultimo 'Devils & Dust') l'esigenza di tornare all'acustico, sembrerebbe smentire questa affermazione. Che ne pensano gli altri?

Ancora una cosa, prima di concludere. A mio parere, se c'è una canzone in cui (forse) Dylan parla esplicitamente di sesso, questa è Lay Lady Lay. Mi pare che (titolo della canzone a parte) versi come 'lay lady lay / lay across my big brass bed / what ever colours you have in your mind / I'll show them to you / and you'll see them shine' e come 'stay lady stay / stay with your man a while / until the break of day / let me see you make him smile / his clothes are dirty but his hands are clean / and you're the best thing that he's ever seen' siano inequivocabili. Tutta la canzone, a mio parere, potrebbe essere letta come un inno alla lascivia e all'abbandono dei sensi. Che ne pensi, Michele?

Ciao a tutti, e a presto!
Stefano 'Red Lynx'

PS: causa matrimonio (non il mio, ma quello di uno dei miei 17 cugini), purtroppo sarò costretto a saltare il 'Folk Fest' di Roma:( vi seguirò da casa, anche se non è esattamente la stessa cosa. Spero veramente che la prossima volta non ci siano 'intoppi'...

PS: Michele, ti mando in allegato due belle foto che ho scovato da poco su Internet. Mi pare di non averle ancora viste...

Grazie a Vittorio, Luigi e Stefano per i loro interventi (che - non so perchè - ma credo che innescheranno nuovi commenti...) e dico a Luigi che alla parte "privata" della tua mail che ho tagliato risponderò appunto... in privato. A Stefano dico invece che naturalmente Lay lady lay rientra di diritto nella categoria... Me n'ero completamente dimenticato la volta scorsa...
Sulla frase di De Gregori relativa allo "studio" mi è venuto in mente che una volta DeGre disse che "Oh mercy" era secondo lui il disco più brutto di Dylan. Ecco il commento di Ciccio da un'intervista relativa al disco di Bob "Under the red sky":
De Gregori: "L’ultimo disco di Dylan è bellissimo. È pieno di grinta, è ruvido, c’è "Under The Red Sky" che ha un testo bellissimo... Per molti versi è un disco politico. Non mi è piaciuto invece "Oh Mercy": non era Dylan, era un disco "leccato", in cui tutto era perfettamente al suo posto... Sai che ti dico? È il peggior disco di Dylan".
E in questo senso potrebbe darsi che De Gregori abbia una opinione simile su TOOM. E credo che in questo senso andasse interpretata anche la sua frase relativa a Springsteen e al suo lavoro in studio.
Mi spiace davvero che non ci sarai a Roma. Sarebbe stata l'occasione buona per incontrarci. Sarà per la prossima volta (magari a un concerto di Bob!!!). Grazie per le belle foto che riporto qui sotto.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"



3302) Ciao Michele....
Ma non ero io l'esperta di Dylan Dog?! Mi hai fatto fare una brutta figura davanti a tutti!!! Questo è pure il più importante sito italiano su Bobby... In ogni caso, chiedo scusa per i miei errori :-) ...hai
perfettamente ragione per quanto riguarda "Memorie dall'invisibile" ...errore di distrazione (ce li ho sullo
stesso album) ..Invece, per quanto riguarda l'altro devo ammettere che non lo sapevo ....Colgo
l'occasione per dirti che ho notato anch'io lo splendido particolare del cappello di Francesco al concerto
del primo maggio (e quel concerto l'ho guardato solo per lui....) e ora, guarda caso, sto ascoltando
"Highway 61 revisted"... Ma davvero Dylan verrà in Europa? Cavolo...speriamo!!!
Ok, sono troppo impegnata ad ascoltare la canzone per scriverti una mail come si deve, e sta sicuro che
non spegnerò lo stereo per te:-)!!!
Fabrizia

Ciao Fabrizia,
il fatto è che io ho una libreria specializzata in fumetti e dunque sono avvantaggiato :o) Per i tuoi errori ti consiglio di espiare ascoltando almeno due album di Bob e Joan al giorno... So che è un sacrificio ma del resto... :o) Scherzi a parte ci sono arrivato solo tramite google grazie al nome che mi avevi dato, quello della protagonista del fumetto di DD... A proposito, per chi non sa di cosa stiamo parlando consiglio di guardare la pagina dedicata a "Dylan e i comics" che ho aggiornato con le vignette dylaniane segnalate da Fabrizia la volta scorsa. Clicca qui.
Per quanto riguarda il cappellino dylaniano di De Gregori - sigh - tutti lo hanno visto tranne me!!! Non è che qualcuno mi può far avere una registrazione del programma? A proposito grazie per la "Agnese" di De Gregori che mi è stata inviata da Fabio.
Per Bob in Europa speriamo... Al momento si tratta di "rumors", come si suol dire, ossia di voci. Però, come scrivevo la volta scorsa, vengono da una fonte più che attendibile quindi ci sono ottime possibilità che diventino realtà.
Ciao Fabrizia e se trovi altre citazioni di BD in DD o in altri fumetti fammelo sapere. Finora tra quelli bonelliani ne abbiamo beccate in Dylan Dog, Nick Raider e Nathan Never... Ma secondo me potrebbero essercene anche  in Julia e Martin Mystere (così, a naso...). Intanto più sotto in questa pagina me ne segnalano una tratta dalla rivista "Orient Express", opera di Roberto Baldazzini.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: a proposito di Dylan e i fumetti... un quiz estemporaneo che lancio a tutti (senza premio però... siamo sulle spese :o) )... Qual è l'unica canzone in cui Bob parla di fumetti (almeno io me ne ricordo una... magari poi ce ne sono altre). Chi lo sa?


3303) Ciao Michele
ti invio alcune vignette di un fumetto... mi sembra che non le hai nella pagina su Bob e i fumetti. Sono tratte da una storia di Roberto Baldazzini dal titolo Strada senza fine (della serie Martin Trevor, pubblicata sulla rivista Orient Express nel 1983).
Ciao
Sandro


Ciao Sandro
grazie infinite!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

3304) ciao Napoleon,
ho scoperto solo oggi il tuo sito, e mi dispiace di aver perso tutto questo tempo.
Di Dylan si dicono tante cose, anche se una volta una signora che come me si appoggiava alla transenna di un concerto (chissa' quale, forse bologna 91, o correggio qualche tempo dopo) mi disse che in genere i veri fan parlano poco del loro idolo. Io volevo solo dire che mi piace tanto Positively 4th
street, tanto che ascolto quasi solo versioni di questo pezzo live (se a qualcuno piacesse la versione di Liverpool '96, quella con Al Kooper o quelle di Berlino o Magdebur stesso anno, potrebbe magari parlarne, anche se forse niente superera' la versione para-punk dell'Astrodome del '76 - se non
il reaharsal di qualche settimana prima...). E' una vera canzone di gente che non ne puo' piu' di tutte queste moine, di tutto questo mondo che ci dobbiamo sorbire, e che pero' scopre anche che non ci puoi fare niente (chi ha fatto la rivoluzione, o il terrorismo, o il missionario, non ha risolto molto, una riflessione a cui sara' arrivato anche Bob), se non compatirlo.
La trovo piu' potente di It's alright, mama, decisamente.
Ci sarebbero da aggiungere poche farsi su un altro grande pezzo un po' dimenticato, Most of the time, di cui esiste al solito una versione superiore, non pubblicata, che giro' come video nei primi mesi del 1990, e dove al basso c'era un gran bel signor musicista, Randy Jackson (si, parente di un altro Jackson famoso musicista...)

comunque, se a te e a chi ci legge va di dare qualche idea su questi pezzi, oppure di ricordare qualcosa dei concerti italiani degli anni novanta (butto la' quelli a cui sono stato, in ordine oltretutto di preferenza personale da un punto di vista musicale 1. Pisa 94 2. Livorno 89 3. Correggio 92 (per i pezzi acustici e Hwy 61) 4. Pistoia 96 (a cui andai travestito da Jim Morrison) 5. Anzio 01 6. Lucca 98 7.Bologna 91 (in realta' fu un concerto mitico, ma Dylan non sapeva proprio cosa stava facendo per meta' dello show...) Il piu' emozionante, ovviamente fu il primo. Se qualcuno sa cosa significa vedere arrivare l'ometto nero e iniziare Times they are a-changin' ELETTRICA+ARMONICA, non puo' dimenticare lo Stadio di Ardenza nel 1989. Non puo'.
Hai visto? Non e' proprio vero che i fans non sono loquaci....
ciao!
luigi
 
Ciao Luigi
e grazie per le tue testimonianze (a proposito ti segnalo la sezione Racconti dal Neverending Tour che, stando alla tua mail, credo potresti apprezzare molto... anzi se vuoi contribuire con qualche racconto di concerti passati...).
Io non sono mai riuscito a fare una classifica dei concerti a cui ho assistito perchè in fondo ognuno mi ha dato un'emozione diversa. Forse metterei una piccola spanna sopra gli altri quello di Collegno 98.
Su Positively sono d'accordo con te anche se con It's all right ma è una bella lotta e io metterei forse un gradino sopra la seconda.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: non è che hai una foto dal concerto di Pistoia con te vestito da Jim Morrison? :o)


3305) Ciao Michele
ti segnalo questa notizia sul film dedicato alla vita di Bob Dylan... Io non conosco bene l'inglese... non è che potresti tradurlo sul sito?
Ciao
Roberto

Ciao Roberto
in breve la notizia riporta che un finanziamento di 25 milioni di dollari è stato effettuato per il film biografico di Todd Haynes dedicato alla vita di Bob Dylan da parte della Celluloid Dreams. Dunque è iniziato il casting del film, il cui titolo provvisorio è I'm not there, in cui Dylan sarà interpretato da sette attori diversi. In lizza tra i possibili interpreti ci sono al momento Cate Blanchett, Colin Farrell, Adrien Brody, Richard Gere, Julianne Moore e Charlotte Gainsbourg. Ognuno degli interpreti rifletterà i diversi aspetti della vita e della carriera di Dylan in continua trasformazione. Dylan ha collaborato in prima persona al film. Un giovane attore di 11 anni interpreterà il Dylan ragazzo.
Il film, che se ho capito bene potrebbe essere distribuito dalla Paramount Pictures (ma la cosa non è più certa come sembrava in un primo tempo), è prodotto dalla Killer Films insieme a Jeff Rosen, il manager di lunga data di Bob Dylan. John Wells e John Goldwyn sono produttori esecutivi.
Ciao e grazie per la segnalazione
Michele "Napoleon in rags"

The international financing for Todd Haynes’ $25m star-studded biopic of Bob Dylan has started to fall
into place now that Celluloid Dreams has been engaged as the film’s international sales agent.
With the Paris-based outfit on board, the necessary pre-sales can now be secured to allow Haynes to
close casting for I’m Not There, in which the iconic singer-songwriter will be portrayed by seven
different actors.
Currently lined up to capture his various personas over the course of his five-decade career are Cate
Blanchett, Colin Farrell, Adrien Brody, Richard Gere, Julianne Moore and Charlotte Gainsbourg. Each
of them will reflect different facets of his ever-changing life and career in a film that is being made with
the co-operation of Dylan himself.
In addition to the glittering roll-call of award-winning talent, a young black actor will be cast to play
Dylan as an 11-year-old.
The North American distribution for I’m Not There is still up in the air following a change in regime at
Paramount Pictures, where the film was originally set up.
Killer Films is producing the film with Jeff Rosen, Bob Dylan’s longtime manager. John Wells and John
Goldwyn are executive producing.
Financing is being brokered by Cinetic Media’s John Sloss and CAA’s Emanuel Nunez and Kevin
Iwashina.
“It feels great to continue our relationship with Celluloid Dreams,” said Christine Vachon, whose first
deal with Celluloid was earlier this year on Tom Kalin’s Savage Grace. “They have been chasing this
movie for more than a year now.”
Added Celluloid’s president Hengameh Panahi: ‘You can imagine how excited we are. The package is
extraordinary: Todd Haynes is a world-class director, Killer Films is the best US independent producer;
the story by Oren Moverman is unique; and we have a dream cast.
“I have to thank both the producers and John Sloss with whom we have natural affinity. With them, we
already have a great project to be directed by Tom Kalin.”


ALLORA RAGAZZI... CI SIAMO ORMAI!
Ci vediamo a Roma per il Maggie's Farm Folk Fest insieme ai miei soci Benedicta "Hamster", Franco Fosca e naturalmente insieme a tutti gli altri magfarmiani romani e non... Non mancate e ci sentiamo tra due settimane per la Talkin'!!!

MAGGIE'S FARM FOLK FEST
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