parte 261
Lunedì 2 Maggio 2005





3277) Ciao Michele,
la presente mail per farti sapere che in settimana verrà inserito un nuovo tree (essential concerts vol. 3) nel porcile di Maggie's Farm. Ti chiedo perciò di annunciarlo sulla talkin' del prossimo lunedì.

Grazie e ciao.
Marco Benevelli

Ciao Marco
ecco fatto.
Ricordo che si tratta di una raccolta antologica di concerti in mp3 su due cd-r da 700MB/80min.
Ecco la lista dei concerti contenuti:
- Fort Worth TX 16-5-1976 (intero bootleg "Hold the fort for what it's worth")
- New Orleans LA 10-11-1981 (intero bootleg "The child's balloon")
- Boston MA 8-10-1994 (tratto dal bootleg "Blue-eyed Boston boy)
- Monterey CA 27-5-1995 (tratto dal bootleg "Guided by the eternal light")
- Berlino 17-6-1996 (intero bootleg "Soul")
- San Josè CA 19-5-1998 (intero bootleg "San Josè 98 soundboard")
- Horsens Denmark 21-5-2000 (tratto dal bootleg "Horsens teater")
- Milwaukee WI 28-10-2001 (tratto dal bootleg "Trailing moss in mystic glow")
- Motril Spain 10-7-2004 (tratto dal bootleg "Bleeding shadows")
Correte nel Porcile di MF per iscrivervi se non l'avete già fatto!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


A proposito della lettera della volta scorsa relativa alla ricerca di una qualche canzone che parlasse di nativi americani mi scrive Bruno:

3278) Ciao Michele.
Robbie Robertson ha inciso un disco che si intitola "Music From The Native Americans"
Francamente non l'ho mai ascoltato ma potrebbe fare al caso di Luisa.

http://theband.hiof.no/albums/music_for_the_native_americans.html

Bruno Jackass

Ciao Bruno,
ok! Grazie.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3279) Ciao Michele,
essendo sia Springsteeniano che Dylaniano (o Dylaniato? Boh...) vorrei esprimere anch'io il mio parere,
non su chi dei due sia il migliore, ma sul perchè ogni tanto spunta fuori l'assurda "sfida" tra i due da
parte di chi li ascolta.
Secondo me molti Dylaniani e molti Springsteeniani amano in maniera così assoluta i primi Dylan e i
secondi Bruce da rimanerne accecati e non riuscire a vedere altro. Ora, se tale amore cieco fosse
rivolto diciamo alle Spice Girls, allora o il fan è sedicenne o il fan ha qualche problema. Con Bruce e
Bob le cose cambiano, perchè le emozioni che loro riescono a dare, quello che le loro parole, le loro
canzoni, i loro concerti lasciano a chi li ascolta sono indubbiamente qualcosa di difficile da trovare
altrove. Questo amore assoluto non avrebbe probabilmente niente di male se non nei "casi patologici" in
cui non esiste niente al di fuori Bruce o Dylan.
Io ascolto Dylan praticamente ogni giorno della mia vita, e quando non lo ascolto la sue canzoni
comunque mi accompagnano. Dal primo giorno in cui l'ho ascoltata non passa giorno in cui non mi
ritrovi a pensare quanto sia immensa, profonda, emozionante "Every grain of sand", mentre quando
voglio liberare la mente metto il CD di Highway 61 e via, "Like a rolling stone". Potrebbero persino
bastare queste due "canzoni" per fare di Dylan un Grande, e non solo del Rock.
Dylan non ha confini ed è impossibile paragonarlo a qualsiasi altro artista. Dylan è Dylan, tutto il resto è
relativo.
Ma tutto quello che suscita in me ascoltare Dylan non mi impedisce, per fortuna, di ascoltare ed
apprezzare altri artisti o altri generi musicali.
E lo stesso vale per Bruce Springsteen. Ho trent'anni, e quindi credo sia normale che io abbia scoperto,
molti anni fa, prima Bruce e il suo "Born in the usa" piuttosto che Dylan. Da lì il mio percorso è stato
prima quello di scoprire il vero Bruce, quello grintoso di "Born to run", quello ferito e incazzato di
"Darkness of the edge of town", quello poetico e struggente di "The River" ed infine tutti i suoi album, da "Greetings from Asbury Park" e "The Wild the innocent..." all'ultimo "Devils & dust".
Durante questo percorso un giorno mi si è piazzato davanti il Bob Dylan di "Blood on the tracks" e "Blonde on blonde" e niente più è stato come prima. Se fossi rimasto tra gli "irriducibili" di Bruce probabilmente non avrei mai scoperto Dylan, ma forse non lo avrei scoperto neppure se non fossi stato uno Springsteeniano, perchè Bruce parla spesso del suo fratello maggiore Bob, e non smette mai di ringraziarlo per quello che gli ha dato.
Dylan e Bruce sono due grandissimi artisti, ma lo sono in modo totalmente differente, sia per quano
riguarda le loro canzoni che per quanto riguarda i loro concerti.
Generalmente, i testi di Dylan raccontano di un dolore e di emozioni più personali, quello che succede in
molte canzoni di Dylan è quello che Dylan stesso prova sulla sua pelle, e fin dai tempi di "Freewheelin"
fino ad arrivare a "Love & theft" i sogni di Dylan sono sogni infranti, gli amori di Dylan sono amori che
ti lasciano addosso più dolore che serenità. Bruce, perlomeno fino a "The ghost of Tom Joad", racconta
di sogni da realizzare, di una terra promessa dove ricominciare, di una "pretty little miss" con la quale
condividere queste emozioni. Oggi Bruce è certamente un pò più pessimista, ma alla fine in ogni suo
album c'è almeno una canzone dove qualche speranza per il futuro si intravede (ad es. "The land of
hope and dream" e "The rising").
Dylan e Bruce sono poi completamente diversi nei loro concerti. Bruce ama vedere il suo pubblico
urlare le canzoni insieme a lui, saltare, ballare, vivere insieme ogni canzone, sognare insieme di correre
su strade deserte e polverose; Dylan neppure ci guarda verso il pubblico, ma non è menefreghismo, è il
suo carattere, e comunque Dylan ti coinvolge ed emoziona lo stesso anche se indossa occhiali scuri e
guarda chissà dove; "Shooting star" cantata all'MTV unplugged è assolutamente sconvolgente, la voce
di Dylan è quasi sussurrata eppure ti penetra nelle ossa, e l'amarezza di Dylan per una storia ormai
spenta diventa tua, come se fossi tu e non Dylan ad aver visto una stella cadente scivolare via. Dylan ti
lascia addosso le sue emozioni, ti apre un varco nel suo mondo, e per farlo non ha neppure bisogno di
guardarti negli occhi, è la sua voce, sono le sue parole, è qualcosa nell'aria, qualcosa che senti
all'improvviso appena Dylan sale sul palco e si va a nascondere dietro la tastiera, qualcosa che ti
coinvolge sempre più canzone dopo canzone, qualcosa che ti accompagnerà per sempre. E c'è ancora
qualcuno che mi viene a raccontare che Dylan nei suoi concerti non dà niente al suo
pubblico...ridicolo... Come lui stesso ha detto nel libro "Tarantula" <>... Dylan non mi guarda negli occhi, mi guarda dritto nell'anima.

Non si possono paragonare Dylan e Bruce, si possono solo amare.

PS
Sulle polemiche nate dall'intervista di Fegiz a DeGregori ho detto anche troppo sul sito di Fegiz.
Secondo me DeGregori ha detto (su Bruce) un mucchio di fesserie deliranti, e su Dylan va bene dire
che è suo ammiratore e che si ispira a lui, ma purchè sia chiaro che se è sbagliato paragonare Dylan a
Bruce, bè confrontare Dylan e DeGregori sarebbe come confrontare "La dama con l'ermellino" di
Leonardo da Vinci con uno scarabocchio di un bambino dell'asilo fatto con i pastelli spuntati o come
confrontare Audrey Hepburn con Luciana Letizietto.

Freewheelin' Marco

Ciao Marco
e grazie per la tua bellisisma mail che condivido quasi interamente, tranne cioè il ps su De Gregori... io al limite paragonerei Dylan a Leonardo e De Gregori ad un suo allievo di talento ma che ovviamente non può avvicinarsi più di tanto al Maestro. Sinceramente mi sembra un po' ingeneroso, per quanto possa non piacere, paragonarlo ad un bambino dell'asilo...
Su Bob e Bruce anche io credo che non debbano dividere ma caso mai unire... Spinto dalle ultime mail elogiative e da una telefonata con Benedicta "Hamster", ho comprato Devils and Dust e devo riconoscere che è veramente - ma veramente - bello.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3280) Caro Michele, come allegato dell'ultimo numero de "L'Espresso", c'è un dvd su J. Hendrix (il dvd
precedente era "The Last Waltz"). E' un buon documento, con performance live di Jimi e con
testimoniante postume alla sua morte di vari musicisti e non: E.Clapton, L.Reed, il suo road manager,
ecc.
Hendrix era un profondo ammiratore di Dylan, e questo video ci offre una conferma ulteriore e per
taluni aspetti anche inaspettata. Almeno per il sottoscritto.
Ho pensato quindi di inviarti, a te e naturalmente al sito MF, la trascrizione di cosa dicono due ragazze
di Jimi intervistate nel documento del dvd.

LINDA KEITH

Non so perchè siamo andati lì. Non era un posto che frequentavo. Ma ci siamo andati quella sera: era
enorme, come una sala da ballo. C'era pochissima gente e un gruppo fisso che suonava abbastanza
male. Per lo meno non attirava la mia attenzione. E all'improvviso ho notato il chitarrista. Suonava in
seconda fila, in disparte. E da quel momento sono stata catturata. Era molto semplice, timido e nervoso.
Non ti guardava quando ti parlava. Tornò a casa con noi e suonò molti pezzi di Dylan, che era il suo
idolo. Pensava che Dylan fosse il migliore.

FAYNE PRIDGON
Gli dissi: "Amico, dimmi per chi hai speso i tuoi ultimi cinque dollari?". Non mi diceva niente, continuava
a sventolare qualcosa. Poi lo tirò fuori dalla busta. Ma non voleva farmelo leggere. Mi leggeva alcune
cose, tenendolo sopra la testa. Non capivo nulla comunque, quindi feci finta che non me ne fregasse
niente. Andai in camera e lui venne di là e disse che era Bob Dylan. Chiesi: "Bob chi?" "Bob Dylan, mai
sentito nominare?" "No, mai sentito."
Pensavo: "Che accidenti ha questo qui?".
Sì, Bob Dylan era un genio, ma non mi faceva impazzire. Credevo Jimi così preso da quello che mi
piaceva, che una cosa simile non poteva colpirlo. Invece lo amava alla follia.
Volevo alzarmi per andare in bagno, ma mi afferrava per il braccio...  per non farmi perdere il pezzo.
"Ascolta!" Non l'avrei perso comunque: si poteva sentire fino alla 42° strada. Ci hanno quasi sbattuto
fuori per via di Dylan.

LINDA KEITH
Non si era reso conto che la maggior parte delle star, come Dylan, non ha una gran voce...

Ad Hendrix non piaceva quindi solo AllAlongTheWatchTower o LikeARollingStone (canzoni che si
prestavano bene per essere "plagiate" al suo sound), piaceva Dylan, tanto da "narrarlo" alla sua ragazza,
tanto da suonarlo in privato ad un'altra. Ma c'è di più: forse Dylan, in virtù della sua voce e del suo
canto (ed ora penso alle parole di A.Carrera: Dylan non sa suonare ma ha inventato un modo di
suonare, non sa cantare ma ha inventato un modo di cantare), ha dato involontariamente ad Hendrix la
sicurezza di cui necessitava per poter affrontare un pubblico con la sua voce non accademicamente
bella. Ed infatti, nel dvd, un'altra testimonianza ci dice: "...si vergognava della sua voce".
Sempre su questo documentario è poi presente la versione che Hendrix fece a Monterey (si scrive
così?) di LikeARollingStone. Era almeno a me nota, ma grazie ai sottotitoli ho finalmente capito cosa
dice Jimi nell'inizio della interpretazione, ed è qui la cosa strana e simpatica: indicando con il dito un
luogo indeterminato del palco dice che lì c'è la nonna di Dylan!
La nonna di Dylan ad un concerto di Hendrix? Mi piace credere che quel dito indicasse non la nonna di
Dylan, ma Dylan stesso e che per non renderlo noto ma al tempo stesso volerlo dire, Hendrix abbia
detto che lì c'era appunto la nonna di Bob. Mistero!

Simone
Immancabili applausi al sito MF, e grazie per aver "pubblicato" l'articolo con tanto di foto su E.Till

Ciao Simone
grazie per il racconto, davvero interessante (cercherò il dvd in questione sperando che non sia andato esaurito come quello di Maradona che ho cercato il giorno stesso dell'uscita ed era già esaurito :o) )
La nonna di Dylan? Mi sembrerebbe strano :o)... Magari c'era davvero Bob! Non avevo mai sentito questo aneddoto...
A proposito di Hendrix e Dylan ti riporto questo trafiletto che avevo scritto tempo fa e che magari ti interessa.
Per quanto riguarda i rapporti tra Bob e Jimi Hendrix, i due non erano amici stretti pur conoscendosi e frequentandosi talvolta. Jimi era un grande fan di Dylan ed eseguì diverse canzoni di Bob, da "All along the watchtower" a "Drifter's Escape, da "Can you please crawl out your window?" a "Like a rolling stone" (celebre quest'ultima nell'epica versione da "Live at Monterey").
Jimi era particolarmente affascinato dal metodo di scrittura di Dylan di cui dichiarò di apprezzare l'uso di un linguaggio colto e poetico. Il metodo di scrittura di Bob influenzò molto materiale originale di Jimi. Canzoni come "Angel", "The Wind Cries Mary" e "Little Wing" hanno tutte uno stile molto dylaniano.
Anche Hendrix influenzò in parte Dylan, soprattutto naturalmente nella resa live di "All along the watchtower" che in concerto Bob esegue tenendo ben presente la versione hendrixiana.
Senza tenere conto naturalmente della versione tratta da "Before the flood", album live di Bob del 1974, quando la chitarra di Robbie Robertson e la tastiera di Garth Hudson ripresero palesemente gli assoli di chitarra di Jimi.
Jimi dichiarò a Rolling Stone nel 1969: "Amo Bob Dylan. L'ho incontrato una volta circa tre anni fa al Kettle of Fish in MacDougal Street. Fu prima che andassi in Inghilterra. Credo che entrambi eravamo molto ubriachi quella volta perciò probabilmente Bob non si ricorda nemmeno di avermi incontrato".
E ancora: "A volte canto una canzone di Dylan ed essa mi si adatta talmente che mi sembra di averla scritta io. Come cantante non faceva per me, il primo Dylan, poi ho iniziato ad ascoltare le parole e sono rimasto conquistato" (da Beat Instrumental magazine, 1969).
"All Along the Watchtower" nella versione di Jimi Hendrix entrò nella Top 20 nell'autunno del 1968 e nel 1974 fu uno degli hit radiofonici.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3281) Ciao Michele.
Il nostro amico Corrado continua a stupirsi della partecipazione di Dylan allo spot per le mutandine Victoria.

Eppure oggi la risposta a questo tipo di obiezioni su Dylan è venuta dallo stesso Dylan in maniera chiara e inequivocabile.
Lo ha scritto su Chronicles, che inviterei Corrado a leggere, perché quanto c'e' scritto non può più essere frainteso.
Ci sono stati periodi in cui Dylan ha lavorato esclusivamente per ribaltare la propria immagine presso un pubblico che cominciava a soffocarlo, mettendo in pericolo lui stesso e il suo menage familiare.

Dylan ne parla chiaramente nel capitolo che descrive la sua vita a Woodstock, o quando dice di essersi fatto fotografare al Muro del Pianto per pura provocazione (con quel solo colpo si è liberato di masse di estremisti che vedevano in lui una sorta di capopopolo. Ancor'oggi, finanche dopo la svolta cristiana, in Italia è diffusissima la credenza che Dylan sia un convinto finanziatore dei sionisti).

Ma soprattutto ne parla quando cerca di convincere il proprio promoter a farlo suonare almeno per tre anni consecutivi nelle stesse citta'. In quel caso Dylan dice chiaramente di voler spiazzare il suo vecchio pubblico a favore di uno nuovo, più giovane e meno incline ai vecchi Dylan-clichè.

Una cosa è certa: a Dylan non piace l'immagine di duro e puro che alcuni suoi fans hanno di lui e quindi dobbiamo aspettarci che ogni tanto rimescoli le carte.

E' possibile che Dylan, con lo spot Victoria, abbia voluto spiazzarci, ma più probabilmente credo che ne abbia approfittato per passare qualche giorno di vacanza a Venezia insieme a delle belle ragazze. :-)

Bruno Jackass

Ciao Bruno,
in effetti una delle cose che io sostenevo mesi fa quando ci fu il can can relativo allo spot di Victoria's Secret, oltre al discorso puramente legato alla pubblicità che il nome "Bob Dylan" ne ricavava (quanto mai benvenuta in un momento di crisi di "visibilità" per artisti di una certa età in relazione al loro pubblico potenziale), era che probabilmente Dylan molte cose le fa anche solo per il gusto di stupire e di andare contro l'immagine che molti hanno di lui, per spiazzare la gente e non sentirsi vincolato a fare o non fare qualcosa solo perchè si pensa che uno come lui non debba farla. Secondo me nel caso di Victoria's Secret convivono entrambe le situazioni. O forse tutte e tre, perchè in effetti anche la tua ultima ipotesi relativa al weekend veneziano con le ragazzone è tutt'altro che trascurabile :o)
Comunque la volta scorsa mi ero dimenticato di dire che io, al limite mediamente come dice Verdone, avrei pensato che a dare fastidio potesse essere più che altro il vedere che tramite il suo sito Dylan vende tazze, portachiavi, magliette e palle da baseball con la sua immagine, il suo nome, la scritta H61 et similia. Ecco, se proprio si vuole fare un discorso di critica in relazione allo "svendersi" forse quello è un campo sicuramente più attaccabile che uno spot televisivo molto ben fatto come quello di VS, secondo me.
Che ne pensano gli altri? Io comunque un po' di magliette le ho comprate quindi la predica non può venire dal mio pulpito.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3282) ciao michele,
sono arnaldo, e volevo chiederti se era possibile pubblicare la mia mail (quella da cui ti scrivo) per contatti con amici della farm su possibili scambi di opinions e di materiale bobbiano (scrivete a tougherthantherest75@yahoo.it), inoltre sono in attesa del tuo "autorevole" parere su Devils & dust,dicendoti inoltre cosa ne pensi dell'esibizione di ieri sera del caro Francesco e delle sue esecuzioni, dato che io ho intravisto una Dylanite acuta, che ho apprezzato e che certo non e' facile da far propria come il principe ha saputo attuare, perche' sostengo che a volte e' piu' difficile essere la copia di Bob che non l'originale di qualsiasi buon musicista...
inoltre volevo sapere da te e dagli amici cosa ne pensiate del video della canzone del boss: a me e' piaciuta molto, e quasi ha ribadito che Bruce e' tutto tranne che un furbacchione del rock.... grande capacita' solo di raccontare una storia profonda: quanti sono in grado oggi di reggere il palco da soli in questo modo, e di bucarlo, di darti un colpo che ti penetra e che ti lascia intravedere oltre la normale cortina di banalita' umane???
p.s.riguardo alla richiesta tua della eventuale commercializzazione di Springsteen (cioe' se Bruce fosse o meno commerciale nell'agire di Bob) il mio parere e' che entrambi non lo sono per nulla, anzi sono l'esatto opposto, e comunque se io fossi un musicista miliardario come i nostri venderei senza problemi i miei diritti a varie case pubblicitarie, accertandomi solo se l'utilizzo sia dignitoso (es:un normale accostamento tra un profumo come tanti e la mia song) o osceno (es: messaggi totalmente stupidi o banali o offensivi), e poi verserei i fior di milioni a cause umanitarie reali, sapendo che, nonostante la mia gia' lauta ricchezza, quel milione di dollari farebbe la fortuna e la cena di tanti bambini soli e denutriti, senza ovviamente dirlo, e non e' detto che i nostri eroi gia' non lo facciano, intendo cioe' che preferirei farmi dire male dal puntiglioso di turno e fare in segreto del gran bene...
Sul Boss commerciale o meno ti segnalo che il suo manager ha il mandato di selezionare le offerte e comunque di non aderire a varie pubblicita' per non mischiare e depurare il suo messaggio come musicista e uomo, e qui io non concordo, perche' se uno lega una canzone ad una pubblicita' credo dipende dall'uso che ne fa: ognuno e' una persona libera, non un mito da non rovinare in copertina, certo che se poi Bob leghera' LARS al prossimo meeting di wrestling anch'io ne direi due al nostro... dipende dall'uso direi insomma...
tu che ne pensi???
saluti, arnaldo

Ciao Arnaldo
direi che sono sulla tua lunghezza d'onda. Secondo me tutto dipende dal tipo di messaggio che passa con il nome o l'immagine di Dylan. Io non trovo che la biancheria intima femminile rientri in una categoria talmente "degradante", e poi dipende dal modo. Faccio un esempio: un video artistico come secondo me era quello girato da Dylan è una cosa. Altra cosa sarebbe se Dylan andasse in TV a fare da testimonial per i reggiseni in stile Giorgio Mastrota con i materassi, per fare un esempio. Sempre di biancheria si tratterebbe ma credo che ci sia una certa differenza tra le due cose. O no?
Come ho scritto sopra Devils & Dust mi è davvero piaciuto anche se ho pochi dischi di Springsteen e dunque non sono in grado di fare paragoni con gli altri. Di De Gregori al concerto del Primo Maggio ho perso il primo intervento in cui se ho capito bene ha cantato Compagni di viaggio, Celestino e Tempo reale... Ho visto invece l'intervento serale e La storia mi è sembrata un CAPOLAVORO ASSOLUTO, in questo nuovo arrangiamento (nuovo per me almeno... non so se in concerto l'ha già fatta così). Non mi è piaciuto per niente il duetto con Jannacci sebbene ho letto da più parti (e ho sentito dal Mollica Nazionale) che è stato una cosa indimenticabile. Mah! A me Jannacci è sembrato assolutamente fuori fase, stonato e fuori sincrono. De Gregori mi è sembrato uno che cercava di metterci la pezza ma non ci è riuscito perchè era impossibile. Sono l'unico che la pensa così? Comunque Sfiorisci bel fiore è una bellissima canzone, ma non nella versione di ieri, imho. Tu che ne dici? Immagino comunque che la dylanite l'abbia mostrata molto nella prima parte che mi sono perso, vero?
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


3283) Ciao Michele.
Magari lo sai già però repetita iuvat: la Minimum fax ha fatto uscire un libro intitolato Song Writers. Una serie di grandi autori del rock parlano del loro modo di comporre la canzone. Anche Dylan e Joan baez, di cui ho letto un'anticipazione sull'ultimo numero di Venerdì di Repubblica. (servizio con grande foto d'apertura di Dylan).

corrado elephant

Ciao Corrado
non lo sapevo, grazie dell'informazione! Ho trovato la copertina che riporto qui sotto...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3284) Un appello a proposito del succitato De Gregori. Mi hanno detto che durante la sua partecipazione alla trasmissione di Fiorello su RadioDue Francesco ha cantato in omaggio al grande Ivan Graziani la sua "Agnese". Se qualcuno l'ha registrata me la può mandare? Mi farebbe davvero felice!
Michele "Napoleon in rags"


3285) Carissimo Michele Murino,
ti volevo parlare del cofanetto (ormai obsoleto vista la mia segnalazione allegata) Le avventure
di Lucio Battisti e Mogol.
Di recensioni in merito ne ho lette e segnalate tante, ma così tante da venirne a noia (moltissime poi erano doppioni). Oggi navigavo come faccio di sovente e ho aperto la vostra pagina e ho notato la tua recensione sulla trilogia in questione:
"checcosa mi tocca sentire (e leggere e vedere) checcosa" (cit) Ma caro Michele, mi elimini graficamente Lucio dalla copertina?
Mi fai un elogio sperticato a Mogol? (sono una sua sostenitrice accanita nonostante i detrattori)
che fra l'altro ho visto a Pasqua ad un suo spettacolo dove ho potuto avere alcuni dialoghi cordiali.
Con tutto il rispetto per il più prolifico autore di testi italiano, viva Iddio potevi lasciarmi il Lucio nazionale in copertina, in fondo se ha venduto tantissimo è perchè Lucio è trainante in qualsiasi operazione che porti il suo nome.
Mi fa specie che proprio tu (ti do continuamente del tu ma mi viene spontaneo diversamente da altri contatti) che hai dedicato due belle pagine a Battisti lo abbia minimizzato ingiustamente.
Sono la prima a santificare Sor Giulio (come persona lo preferisco a Panella, Panella è grandissimo con Battisti ma meno geniale con altri); circa 2000 testi in 40 anni di storia della musica italiana leggera, disimpegnata, pop-olare nessuno glieli toglie dal groppone ma lasciamo gli elogi al prossimo cofanetto (mancano due giorni all'uscita) che sarà veramente un tributo a Mogol.
Sei comunque stato profetico perchè anche se in modo antologico "Mogol per altri" sarà al più presto in vendita.
Uscita che (a parte lo sfruttamento della copertina precedente dove tolgono Lucio) anche io aspetto con trepidazione.
Saprò essere oggettiva al riguardo, ho già una line aperta con la BMG in fatto di commenti (anche e spesso negativi).
Detto questo ti saluto cordialmente e ti ringrazio di aver letto la mia critica alla tua ... critica .

Raffaella

Ciao Raffaella
suppongo che la tua mail sia ironica... A meno che tu non abbia veramente preso per seria quella mia recensione (non vedo come potrebbe essere... significherebbe che sono stato così bravo da farmi prendere sul serio!). Naturalmente quella mia recensione era una protesta ironica contro Mogol, altro che esaltazione :o) Anche a me piace Mogol, per carità, non dico che le cose che ha scritto per Battisti non siano valide, anzi (anche se preferisco nettamente Panella). Ma la sua uscita con quel cofanetto Le Avventure di Mogol e Battisti mi ha dato molto fastidio e allora ecco quella mia recensione ironica che riporto così si chiarisce il mio intento (ma davvero l'hai presa sul serio?). Ecco cosa scrivevo:
E' uscito il nuovo imperdibile cofanetto con alcune tra le migliori canzoni scritte da Mogol. Contiene
anche tre inediti di Mogol che appaiono per la prima volta su disco.
Le avventure di Lucio Battisti e Mogol è il titolo del nuovo bellissimo triplo cd pubblicato dalla Numero
Uno. Raccoglie alcune tra le migliori canzoni mai scritte da Mogol (qui nell'interpretazione di Lucio
Battisti, un cantante scomparso prematuramente negli anni novanta e che forse qualcuno ricorderà).
L'importanza di Mogol quale autore di canzoni italiane, sicuramente il migliore e di gran lunga, viene
ancora una volta confermata da questa antologia che va ad affiancarsi ad un altro disco di recente
uscito con molti brani scritti da Mogol, parliamo di quel "C'è sempre un motivo" che ha scalato le vette
delle classifiche di vendita, a conferma di un periodo di altissimo profilo per Giulio Rapetti (il vero nome
di Mogol).
"Le avventure di..." prende spunto già fin dal titolo dalla mitica cavalcata che Mogol pensò, ideò,
propose e realizzò negli anni settanta. Da sempre molto interessato ai problemi legati alla natura, al
degrado dell'ambiente, ed ecologista convinto, Mogol realizzò il progetto di questa cavalcata che da
Milano portava a Roma.
La cavalcata iniziò il 21 giugno 1970 e terminò il 26 luglio dello stesso anno. Era inserita nell'ambito del
celebre progetto ideato da Mogol e dal nome suggestivo di  "Linea Verde", una sorta di movimento
ecologista che si estendeva al mondo della musica con brani come "Uno in più", un vero e proprio
manifesto di questa linea, scritto ovviamente da Mogol.
Mogol venne accompagnato nel viaggio verso la Capitale dal Lucio Battisti di cui parlavamo sopra,
cantante che all'epoca interpretava alcune delle canzoni scritte da Mogol. Così sulla bella e curatissima
copertina del cofanetto si può ammirare una bella foto tratta da quella cavalcata con Mogol a cavallo del suo Pinto.
Il titolo "Le avventure di..." fa naturalmente riferimento ad un altro celebre brano scritto da Mogol: Un
avventura. Bellissima la firma "Mogol" che campeggia in copertina.
Ma veniamo alle chicche inedite di questo cofanetto: tre brani scritti da Mogol e finora rimasti inediti in
questa versione. La prima traccia è Vendo Casa. E' un vero e proprio capolavoro con un testo costruito
mirabilmente su tutta una serie di quadretti descrittivi che dipingono una casa abbandonata (o meglio in
procinto di esserlo) dal suo occupante: "L'erba è alta ormai lo so e dovrei potare il melo Quanta polvere
c'è dentro casa è tutto un velo La cucina guarda che cos'è quanti piatti sporchi da lavare e mia madre
sempre qui che ripete non lasciarti andare...". Una casa in cui una volta c'è stato amore... Ma ora che il
protagonista è solo, abbandonato dalla sua donna, la casa è in vendita, da cui il titolo.
Il secondo capolavoro del disco (tra gli inediti) è La spada nel cuore, brano che Mogol scrisse per
Nicoletta Strambelli e Antonio Ciacci. Immortali i versi: "Era uno sguardo d’amore la spada è nel cuore
e ci resterà sei bella in questo momento più bella adesso che il vento ti allontana da me Notte di colpo la
notte il cuore che batte è fermo oramai La pioggia ancora col sole tu vedi chi nasce e chi muore per te.
Era uno sguardo d’amore la spada è nel cuore mi sento morire… morire per te".
Infine Le formiche brano di Mogol interpretato all'epoca da tale Vilma Goich.
Le altre 43 tracce del disco sono notissime, veri e propri capolavori della canzone d'autore, che hanno
consacrato la carriera di Mogol con successi come Emozioni, Fiori rosa fiori di pesco, Un'avventura,
Non è Francesca.
Speriamo che questo sia il primo di una lunga serie di cofanetti e già pregustiamo "Le Avventure di
Adriano Celentano e Mogol", "Le Avventure di Zucchero e Mogol", "Le Avventure di Riccardo
Cocciante e Mogol", "Le Avventure di Umberto Tozzi e Mogol", "Le Avventure di Mango e Mogol",
"Le Avventure di Eugenio Bennato e Mogol", "Le Avventure di Oscar Prudente e Mogol", "Le
Avventure di Mario Lavezzi e Mogol", etc.
Michele Murino
Direi che più chiaro di così! :o) Ora che mi dici del disco nuovo con solo le canzoni di Mogol da un lato sono contento perchè così posso vantarmi di aver profetizzato la cosa nella mia scherzosa recensione e dall'altro non mi stupisco nemmeno più di tanto perchè sinceramente viste le premesse me lo aspettavo.
Ecco il comunicato che mi invia Raffaella.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"
ps: comunque se incontri di nuovo Mogol digli pure di telefonarmi... se vuole (0165 41 422)... magari gli chiedo se mi manda un cofanetto.
ps2: comunque poteva almeno mettere i pezzi di Dylan che ha tradotto per Tenco e soci...

COMUNICATO STAMPA "LE STORIE di MOGOL"
Triplo CD con 50 canzoni In uscita il 29 aprile 2005 su etichetta Numero Uno/BMG

"LE STORIE di MOGOL": un importante capitolo della lunga storia della canzone italiana in 50 paragrafi. 50 canzoni che Giulio Rapetti ha selezionato tra la sua immensa produzione per questo triplo cd che rappresenta il percorso che in oltre 40 anni ha tessuto la più fitta rete di incontri, collaborazioni, momentanei innamoramenti, lunghe passioni e intese: in una parola "storie" che un artista - in questo caso della parola cantata - possa vantare.
Il cofanetto è arricchito da un libretto di 48 pagine contenente i testi delle canzoni e tre aforismi scritti da Mogol per l'occasione. La tracklist di "LE STORIE di MOGOL" sorprende anche perché ci fa scoprire che le parole di molte canzoni che tornano alla mente come un riflesso condizionato, portano un'unica firma.
Un patrimonio musicale in cui più generazioni possono riconoscersi grazie ad un eccezionale comune denominatore. Mogol ha ispirato anche le nuove generazioni di cantautori tant'è che Daniele Silvestri, nel tentare di spiegare il sentimento d'amore, nella sua canzone "Amarsi cantando" scrive: "Amarsi è facile basta conoscere a memoria tutta quanta l'opera completa di Mogol".
Una raccolta di grandi brani che hanno rappresentato e che rappresentano i molteplici frammenti di quella grande musica che per "essere tale", dice Mogol, "ti deve conquistare anche se non fai attenzione. Deve prenderti per la nostalgia che ha in sé, per il fascino che ti arriva come un effluvio". Da " Vita" di Dalla-Morandi , a "L'Arcobaleno di Adriano Celentano , a "Cervo a primavera" di Riccardo Cocciante , da "Oro" di Mango" a "Canzoni stonate" di Gianni Morandi", a"Un anno d'amore" di Mina, a "Se stasera sono qui" di Luigi Tenco, a "Stella nascente" di Ornella Vanoni, a "Impressoni
di settembre" della Pfm, "L'immensità" nella versione di Johnny Dorelli, "La prima cosa bella" di Nicola di Bari, "Nell'aria" di Marcella Bella, "Mamma mia" dei Camaleonti, "Perdono" di Caterina Caselli, e tornando molto indietro nel tempo, "Al di là" di Luciano Tajoli.
Una scorribanda attraverso epoche e generi diversi in un' altalena di emozioni a dir poco esaltante.
"LE STORIE" è anche l'occasione per ricordare l'abilità di Mogol nel rendere squisitamente "italiani" tanti successi stranieri, le famose "cover" così di moda negli anni '60. In questa raccolta tre esempi
straordinari: "A chi" di Fausto Leali, la "Hurt" di Timi Yuro; "Senza luce" ( qui interpretata da Wess), la celebre "A Whiter Shade of Pale" dei Procol Harum, e "Che colpa abbiamo noi" dei Rokes il cui originale era "Cheryl's Going Home" di Bob Lind.
Una vena creativa inestinguibile di cui si vorrebbe conoscere il segreto. In altre parole, come nasce una canzone di Mogol? "Sento la musica, cerco di capirne il significato, e poi lo attacco ad un pezzo della mia vita". Appunto, un segreto.

Tracklist CD1
"Al di là" Luciano Tajoli / "Se piangi se ridi" Bobby Solo / "Stessa spiaggia stesso mare " Piero Focaccia / "Una lacrima sul viso" Bobby Solo / "Chi ci sarà dopo di te" / "Con te sulla spiaggia" Nico Fidenco / "Un anno d'amore" Mina / "L'esercito del surf" Catherine Spaak / "A chi" Fausto Leali / "Riderà" Little Tony / "Perdono" Caterina Caselli / "Che colpa abbiamo noi" The Rokes / "Ma per fortuna" Amedeo Minghi / "Se stasera sono qui" Luigi Tenco / "L'immensità" Johnny Dorelli / "Guardo te e vedo mio
figlio" I Dik Dik / "29 settembre" Equipe 84 / "Sole pioggia vento" Mal / "Senza luce" (A Whiter Shade of Pale) Wess / "La farfalla impazzita" Paul Anka.

CD2
"Il Paradiso" Patty Pravo / "Marylou" Edoardo Bennato / "Mamma mia" I Camaleonti / "Sole giallo, Sole nero" Formula 3 / "La prima cosa bella" Nicola Di Bari / "Ti amo amo te" Domenico Modugno / "Canzone blu" Tony Renis / "Impressioni di settembre" PFM / "Pensieri e parole" Lucio Battisti
/ "Amore caro amore bello" Bruno Lauzi / "E' ancora giorno" Adriano Pappalardo / "Un uomo da bruciare" Renato Zero / "Gli orologi" Loredana Bertè / "Resta vile maschio dove sei" Rino Gaetano / "Cervo a primavera" Riccardo Cocciante / "Nell'aria" Marcella Bella / "Oro" Mango.

CD3
"Canzoni stonate" Gianni Moranti / "Celeste nostalgia" Riccardo Cocciante / "America ok" New Trolls / "Nuova gente" Gianni Bella / "Serena Alienazione" Riccardo del Turco / "Senza un briciolo di testa" Marcella Bella / "Vita" Dalla-Morandi / "Succede" Mario La vezzi / "Se tu provi" Mike Francis / "Stella nascente" Ornella Vanoni / "Mediterraneo" Mango / "Aria e cielo" Umberto Tozzi / "L'Arcobaleno" Adriano Celentano.

"Le Storie di Mogol" su etichetta Numero Uno/BMG. Prezzo consigliato al pubblico 29.90
Ufficio Stampa Midas di Michele Mondella - tel. 06 37350013 - mondella@midaspromotion.com
Promozione Catalogo BMG Maria Antonietta Mille - tel. 06 86511217 - antonietta.mille@bmg.com
Roma, 18 aprile 2005 www.click2music.it


3286) Mentre chiudo questa Talkin' sta scorrendo nel mio lettore un vecchio classico di John Lennon, Plastic Ono Band, e mi ero dimenticato di una bellissima canzone che non ascoltavo da parecchio (tanto da essermela appunto quasi dimenticata). E' forse la più dylaniana di Lennon, si chiama "Working Class Hero" ed è bellissima. Se non la conoscete cercatela!
Michele "Napoleon in rags"



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