parte 260
Lunedì 25 Aprile 2005


3268) Caro Michele,
rispondo alla tua domanda che mi hai posto nell'ultima puntata della Talkin'.

Solo il mio parere naturalmente. Io penso che né Bob né Bruce si siano mai venduti dal punto di vista
musicale. Certo, campano scrivendo e suonando, accettano (magari talvolta obtorto collo magari altre
volte più volontariamente) le regole dell'industria musicale. Non sono cioè dei Sieur de Sainte-Colombe
o dei Merceneiro tanto per intenderci, ma le loro composizioni hanno un  profilo così spesso e radici
profonde da far di loro autentici artisti capaci di raccontare da un lato l'epoca che vivono e dall'altro
offrire riflessioni su quel magma chiamato esistenza. Hanno scritto capolavori, buone canzoni e pessime
canzoni, ma sempre (per quanto io ne possa sapere) stando al volante della arte.

I tanti cross road che ha varcato Dylan sono stati passaggi coerenti (coerentissimi) nel cammino della
sua musica. In quel momento Bob aveva da dire quello e in quella forma musicale e così ha fatto. Punto
e basta. I pochi cross road che ha varcato Bruce sono ugualmente passaggi coerenti e sinceri del suo
modo di fare musica.

A me di Dylan non è andata giù quella scelta pubblicitaria, senza star qui a rivangare il tutto per non
diventare noioso. Mi chiedi se il Boss farebbe mai una scelta del genere. Sono stato clamorosamente
smentito da Dylan quindi figurati se metto più anche una sola unghia nel fuoco. Ricordo solo che ai
tempi di Born in the Usa una multinazionale americana di automobili avrebbe ricoperto lui e i suoi
discendenti fino alla quinta generazione di oro e di platino per usare le prime due battute della canzone,
ma lui rifiutò. E altri rifiuti li espresse successivamente. Ma mai dire mai certamente.

Non sono d'accordo invece coi tuoi amici integralisti che affermano Springsteen essere musicalmente
più commerciale di Dylan., più propenso cioè a sottostare alle leggi del business. Ma quando si è
verificato tutto questo? Springsteen qualche volta va in tv (molto raramente) e solo in programmi
parecchio selezionati. Cosa che fa anche Dylan. I suoi album (sì sono un vecchiaccio e li chiamo
ancora album) vengono in genere divisi in un numero non necessario di singoli, però dai, a scavare
magari anche Bob qualche scheletrino nell'armadio lo tiene no? La musica di Bob è più ostica di quella
di Bruce? Mah, se penso a 'Nebraska', 'The Ghost of Tom Joad', 'Devils&Dust' non mi sentirei di
sottoscrivere questa affermazione. Bob è stato più rivoluzionario certo, per poi finire (nel senso relativo
del termine mi raccomando) ad abbeverarsi nella tradizione della musica americana, Bruce ha navigato
sempre nel mare del rock e folk-rock, qualche rara volta accendendo luci più 'moderne' (termine
orrendo) come in 'Missing' o 'Streets of Philadelphia'. Ma tutto questo può portare a un giudizio così
tranchant come quello dei tuoi amici? No, non la penso così.

Ma sai cosa mi stupisce più di tutto? Mi stupisce il fatto che esista questa rivalità che in realtà è fittizia,
che non esiste nelle cose. Quasi i due fossero rappresentanti di gruppi pop con al seguito ragazzine con
voce simil-castrato. Tu stesso hai più volte sottolineato quanto Bruce non risparmi il suo amore per Bob
(che credi, lo leggo maggiesfarm altro che no!) e anche Dylan ha più volte citato Springsteen in termini
positivi. Ho letto nell'ultima talking una frase del tipo: se ascolti Dylan non hai tempo e voglia di
ascoltare altro. Brrrr

Sai una cosa? Io eviterei di fare di questi autentici musicisti dei totem. Che l'ortodossia lasci le nostre
vite in tutto e per tutto e si abbia la libertà di frequentare questi artisti in piena libertà. Godendo di quello
che ci possono dare senza buttare via tempo ed energia ad analizzare la famosa pagliuzza nell'occhio
dell'altro. I principi hanno sangue blu. Ma qualche volta mangiano pesante anche loro.

Un grande abbraccio

May you stay forever young/ stay hungry, stay alive if you can

(e così i due li abbiamo sposati)

Corrado the elephant

Ciao Corrado,
e grazie dell'intervento.
Ne approfitto per chiarire perchè non sono d'accordo con te sul discorso Victoria's Secret dal momento che anche altri amici magfarmiani e non con cui parlo di tanto in tanto mi dicono che lì Dylan ha veramente "toppato", che si è veramente "svenduto". Io ho l'impressione che in un campo come quello della musica leggera sia praticamente impossibile non scendere a patti con quello che il mercato, per la natura stessa del mestiere che i vari Dylan, Springsteen e compagni fanno, impone. Al di là del discorso artistico che può essere più o meno sentito dai musicisti, al di là di quella che può essere la linea di demarcazione tra un prodotto che esprima l'arte di un musicista e quello che segue e si piega alle mode nel tentativo di accattivarsi il consenso del pubblico, alla fin fine quello di Dylan, come quello di Springsteen o di De Gregori o di Gigi D'Alessio è a tutti gli effetti comunque un mestiere, non una missione o un hobby, e sinceramente io non mi sono stupito o risentito più di tanto se Dylan ha deciso di girare uno spot pubblicitario (come non mi stupirei se un giorno lo facesse anche Springsteen). Non mi stupisco perchè probabilmente Dylan ha ritenuto che fosse utile farlo. E il tornaconto (sia esso di immagine o economico) è una componente importante di un mestiere in cui uno incide dischi... Altrimenti ci si limita a scrivere canzoni per conto proprio senza venderle, magari suonandole agli amici per divertimento... anche quello sarebbe un modo per esprimere la propria arte no? Non serve mica venderla perchè essa sia tale...). Alessandro Carrera aveva scritto proprio su MF che la visibilità di Dylan nei negozi di dischi è praticamente nulla (così come nelle radio che non trasmettono le sue canzoni tranne rari casi) e che trovare forme alternative come un cd promozionale in vendita nei negozi della linea Victoria's Secret, oltre all'enorme esposizione che un passaggio televisivo del genere dà, evidentemente consente a Dylan di vendere più dischi ed avere più gente ai suoi concerti (cioè le due cose sicuramente non fondamentali per un artista ma necessarie per uno che lo fa di mestiere, e ancor più per Dylan che - come osservava Carrera - è di fatto il capo di un'azienda che deve produrre e vendere, un'azienda con oltre sessanta dipendenti da stipendiare in un periodo di grave crisi dell'industria discografica). Voglio dire che - almeno per quello che mi riguarda - se uno spot per la biancheria intima consente a Dylan di arrivare a portare la propria arte presso altre fasce di pubblico e allo stesso tempo a fargli guadagnare più soldi per potersi permettere di continuare a fare dischi e concerti allora ben venga. A patto che poi - come faceva notare Carrera - non arrivi magari a girare lo spot del formaggio...
E' per questo motivo che non riesco a condividere la tua opinione così negativa su quello spot (che è comunque quella di molti, anche dylaniani di vecchia data) o comunque non riesco a dare a quell'evento un'importanza tale da mettere in ombra quello che Dylan ha fatto che secondo me non sarà oscurato neanche da una eventuale sua partecipazione a Music Farm :o)...
Per quanto riguarda la rivalità tra i fans di Bob e quelli di Bruce non credo che esista più di tanto, anzi devo dire che in genere chi ama Dylan apprezza anche il boss e viceversa, almeno ne ho incontrati più d'uno... anche se, come scrivevo la volta scorsa, qualche dylaniano giudica Bob meno commerciale (ma probabilmente se lo chiediamo ad uno springsteeniano la risposta sarà opposta).
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


3269) Salve Michele

Rieccomi qui!
Ho comprato finalmente 'Planet Waves'.
Come spesso accade con Dylan è una specie di lucida follia, una combinazione tra caso e volontà.
Il tono è generalmente leggero, non a caso si parte con 'On A Night Like This', ma in più punti del disco ci sono squarci di dolore, momenti di concentrazione, di raccoglimento (e la classe dellla Band che ti
prende alla gola!).
La cosa paradossale, 'folle', è che l'album funzioni benissimo così, con la crudele e splendida 'Dirge'
incastrata tra la versione spensierata di 'Forever Young' e 'You Angel You'. È un disco davvero coeso,
malgrado la fretta con la quale sia stato registrato.
Tra gli album di Dylan che conosco mi sembra uno dei più adatti ad esere ascoltati per intero, senza pause nè shuffle, un po' come 'Oh Mercy', che fila via come un'unica lunga canzone.
Non che la coesione implichi un giudizio di valore.
'Time Out Of Mind' è forse il mio disco preferito di Dylan (ci devo pensare ancora un po', poi ti manderò le mie top ten!), ma allo stesso tempo è troppo 'grande' perchè lo si possa affrontare tutto in una volta.
Probabilmente è 'colpa' di Lanois, che ha avvolto nel mistero e nella nebbia delle paludi anche versi
semplici e malinconici su 'treni di mezzanotte' e 'sigari economici'. Posso comprendere la rabbia di
Dylan, che presumibilmente aveva già in mente il sound di 'Love and Theft', ma allo stesso tempo le
'complicazioni' del produttore canadese hanno reso ancora più strane e affascinanti le splendide canzoni di Bob. Non c'è disco di Dylan che non sia speciale!

Ti invio poi un bell'aneddoto di Leonard Cohen, riportato da Nigel Williamson in un breve articolo sul
numero 88 di Uncut. 'Leonard Cohen una volta mi ha raccontato una storia su un suo incontro con Bob Dylan. Arrivati al caffè chiese a Dylan quanto avesse impiegato a scrivere 'Every Grain Of Sand'. Col suo fare da spaccone, Dylan rispose, 'Circa cinque minuti' . Chiese poi a Cohen quanto avesse impiegato a scrivere 'Hallelujah'. 'Gli ho detto tre anni', mi ha riferito. 'Ma ho mentito. In realta ce ne son voluti cinque'.
Mi pare un'ulteriore riprova della grande differenza fra questi due grandi autori. La velocità di scrittura
di Dylan è celebre, spesso si è parlato di versi e canzoni improvvisati in studio.
Mi ricorda però la velocità del pittore giapponese del quale racconta Calvino nelle sue 'lezioni Americane'.
Anche il gesto più veloce, quando è eseguito da un grande artista, può essere perfetto, in quanto figlio
di lunga, magari lenta, meditazione.
Dylan ha cominciato da giovanissimo, non solo ad amare la musica e la poesia, ma anche a padroneggiare i meccanismi di blues e folk, ad abbandonarsi alla potenza delle canzoni.
È chiaro che poi può permettersi di scrivere 'Every Grain Of Sand' in cinque minuti!

Alla prossima Michele, continua così!
Paolo Bassotti

Ciao Paolo
il tuo riferimento allo shuffle mi ha fatto pensare che in realtà io non riesco a mischiare o saltare brani quando ascolto dischi di Bob. Non ricordo di averlo mai fatto. Se decido di ascoltare un disco di Bob lo faccio dalla prima all'ultima canzone in sequenza e senza saltarne. Comunque Planet Waves forse più di altri si fa ascoltare nella sua interezza, concordo. Sicuramente non salterei un solo secondo di Blood on the tracks o di Highway 61. Magari qualche brano da Basement Tapes (ma non quelli di Bob!!! :o) ).
L'aneddoto su Cohen lo conoscevo anche se mi ricordavo "I and I" al posto di "Every grain of sand"... ma cambia poco :o) Certo che cinque anni per Hallelujah mi sembrano un po' tanti... spero che Cohen scherzasse (sia sui cinque che sui tre). Comunque secondo me fa tutto parte di quel concetto di base per cui per Dylan una canzone è qualcosa di imperfetto, un abbozzo che poi sarà perfezionato con il tempo e con le esibizioni dal vivo. Un qualcosa che esprime il suo stato d'animo del momento, un qualcosa che vive di vita propria e di cui la versione su disco è solo una sorta di prima incarnazione, soggetta a molte altre reincarnazioni future. Evidentemente per Cohen invece quello che va su disco deve essere un lavoro già finito. In questo mi ricorda molto De Andrè che cantava dal vivo le canzoni tali e quali erano su disco.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


3270) Caro Michele,
mi sento un po' in colpa per non aver risposto ai tuoi numerosi appelli... ma è stato meglio così, la tua
idea per la Zimmy200 è geniale: sei riuscito a coinvolgere direttamente Bob nella sceneggiatura della
strip. Ma quanto si è fatto pagare ??? :-)
A proposito del "giallo" di Stefano Red Linx: anch'io non ricordavo la presenza di Jakob Dylan sul palco,
in occasione del concerto davanti al Papa; ho rivisto il video del concerto, ma lui proprio non c'è. In
compenso ricordo che in quei giorni i giornali riportarono la notizia che Dylan era accompagnato dalla
figlia Anna. Probabilmente lei approfittava per farsi un giro turistico in Italia, ma mi piace pensare che
volle accompagnare e stare vicino a papà, da poco ristabilitosi dalla grave malattia.
E veniamo a Changing Of The Guards. Ricordi bene quando dici che è una delle mie canzoni preferite.
E sono d'acccordo con Dario che il suo fascino stia soprattutto nella sua oscurità; a me piace proprio
perchè lascia immensi spazi interpretativi e ampia libertà alla fantasia, che ci può sguazzare a
piacimento.
Sono molto interessanti e intriganti le interpretazioni che riporti, probabilmente in tutte c'è un po' di
verità; ma secondo me stanno tutte un po' strette . Al di là del significato delle parole, quello che mi
colpisce in Changing Of The Guards è l'impasto inscindibile tra parole musica e voce. Come tutti
sappiamo (e come ci ha spiegato così bene Carrera) è questa una caratteristica del 90% dell'opera di
Dylan, ma in questo caso raggiunge livelli altissimi; provate ad ascoltare il brano facendo finta che
Dylan canti in cinese, oppure cercate di dimenticate tutte le vostre conoscenze dell'inglese: l'effetto è
impressionante !
La tua ragazza Anna Duck
PS: forse non ricordi bene, quella sera in metro non canticchiavo affatto "Shooting Star..." , mi
riconosco (e ti riconosco) di più in versi come "It's a wicked life but what the hell/The stars ain't falling
down..." :-)

Ciao paperotta,
mmm... "geniale" eh? Come mai tutte queste lodi? Cosa devi farti perdonare?... mmm sarà meglio che io cominci a fare qualche indagine... Hope I don't find out anything . . . hmm, great God! :o)
Ma naturalmente non te la caverai così, nel senso che la tua sceneggiatura è solo rimandata alla strip numero 250 che non è neanche tanto distante... Comunque come hai visto sei stata degnamente sostituita da Bob in persona e direi che è un onore non da poco, no? :o)
Dopo la lettera della nostra lince rossa anche io sono andato a riguardarmi il video papale e non ho visto Jakob. Va detto però che i radiocronisti avevano modo di vedere meglio visto che erano sul posto (suppongo) mentre noi ci dobbiamo fidare di quello che è stato inquadrato dalle telecamere. Resto però dell'idea che fosse qualcuno che gli somigliava. Certo però che l'aneddoto relativo alla figlia Anna che tu citi (e che io non conoscevo) potrebbe anche avallare la tesi della presenza di Jakob... nel senso che se c'era una figlia non è detto che non ci fosse anche un figlio... non è che magari erano andati a Bologna tutti insieme papà e figli?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: ci vediamo domani sera, allora? Pizza, cinema e poi ci spariamo "Street legal" all night long, ok?

3271) Caro Michele
in merito al tuo dubbio sulla bontà attuale della voce di Bob, in relazione alla mia positiva impressione dai
concerti di Los Angeles, ed alla contraria impressione riportata sul dylan pool, non saprei veramente che
dirti.
Non ho letto le recensioni che citi, ma ho l'impressione che occorra far molta attenzione a questi
resoconti fatti da persone di cui raramente sappiamo qualcosa.
Intendo dire che per capire il giudizio, occorrebbe conoscere la sensibilità di chi lo esprime, le sue
preferenze e le sue esperienze di concerti di Bob. Non potendo conoscerle, è difficile valutare tali
recensioni.
Posso solo fidarmi...  delle mie orecchie.... e dire che la voce di Bob è uno degli elementi su cui spesso ci sono le maggiori divergenze, non solo tra critici musicali ma anche tra fans e spesso dipende appunto
dalle diverse tipologie di esperienze e sensibilità da cui provengono i pareri.
Spesso, per quanto mi riguarda, la voce di Bob, anche dai fans, viene criticata secondo me a sproposito:
ha perso la voce, non ha più l'estensione vocale di una volta, gracchia, è afona, non si capiscono le
parole, bofonchia, ha perso un ottava, ne ha perse due...
Perpiacere, la voce di Bob, se la prendiamo così, può essere assoggettata in qualsiasi anno live a tali
critiche.
Andiamoci ad ascoltare alcuni concerti Usa del 1981 per ricordarci come era anche allora! O anche del
1984.
Certo che è invecchiata, ma sinceramente continuano ad esserci sere in cui anche recentemente io non
avverto differenze con venti o trenta anni fa, e ci sono sere che mi sembra cantare come non abbia mai
fatto prima così bene.
Comunque a me sembrava in peggior stato circa 3/4 anni fa.
E molto dipende dalla sua volontà. Ecco, questa forse è l'unica grossa differenza: l'alternanza di
impegno (forse derivato questo si dall'invecchiamento) profuso nelle singole canzoni all'interno dello
stesso concerto, cosa che non accadeva tanti anni fa. Ma a Los angeles questa alternanza non l'ho
avvertita.

Ciao
Andrea Orlandi

Ciao Andrea
e grazie per la testimonianza... Sono andato a scaricarmi un po' di mp3 dal dylan pool proprio per vedere com'era la situazione... Ho sentito molte canzoni di Denver e Seattle, qualcuna di Las Vegas e qualcuna di Los Angeles. Secondo me la voce di Dylan di questo tour non è così male come molti hanno scritto. Sul pool la cosa va più o meno così, a quanto ho notato: le recensioni scritte da quelli che hanno assistito al concerto sono in genere entusiastiche, del tipo "la migliore Tombstone Blues degli ultimi trent'anni" e cose simili. Poi ci sono i post inviati da quelli che ascoltano gli mp3 che sono spesso del tipo "la peggior voce degli ultimi dieci anni", "il punto più basso dell'intera carriera", etc. Insomma c'è una certa discordanza.
Io posso dire che molti mp3 mi sono decisamente piaciuti. Ad esempio la Chimes of freedom recentissima (che è una di quelle che ho scaricato) mi è sembrata molto ma molto bella. Ho trovato bella anche Saving grace e She belongs to me di Denver (se ricordo bene).
L'unica cosa che mi dà fastidio è che Dylan a volte esagera con l'effetto "uomo lupo" (per capire cosa intendo ascoltare She Belongs to me: "You are a walking... hhhhhhhhhantique").
Non mi è piaciuta la Sing me back home che ho ascoltato (parlo sempre esclusivamente della performance vocale). Non mi è piaciuto come ha cantato Just like Tom Thumb's Blues anche lì con troppi "ululati". Concordo con te comunque che più che altro è un discorso legato alla convinzione con cui Dylan affronta un brano, all'impegno con cui canta un brano piuttosto che un altro nell'ambito dello stesso concerto. Ad esempio nella Chimes of freedom che ho citato ho notato un'attenzione nel canto e nella scansione delle parole che in altri brani non ha avuto...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3272) Ciao Michele, sempre grande!!!!
Vorrei che tu gentilmente inserissi il seguente annuncio nella bacheca del sito MAGGIE'S FARM:

"CERCO E SCAMBIO CD DI FOLK E BLUES AMERICANO.
CONTATTATEMI AL SEGUENTE INDIRIZZO: siscos73@yahoo.it
CIAO FRANCESCO"

Grazie
Francesco frog

Ciao Francesco,
fatto!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3273) Ciao Michele
a proposito di cover e di Bon Jovi di cui parlavate tempo fa su MF ti segnalo che Bon Jovi ha cantato anche Seven Days dal vivo ma non mi risulta sia stata mai pubblicata. Poi ha cantato Just Like A Woman nel 1994 in occasione di The Great Music Experience (esiste un video in giro). Inoltre Knockin' On Heaven's Door mi risulta in un Unplugged in Brazil che non ho però per cui non so l'anno.
Inoltre ti segnalo anche che David Bowie ha cantato Tryin' To Get To Heaven in un cd promo del 1999.
Complimenti per il pezzo su Petty. Nel leggerlo mi sono chiesto: ma cosa diavolo significa "Temples in flames"? Perchè dare quel nome a quel tour? Qualcuno lo sa?
Bartolo

Ciao Bartolo.
Grazie per le segnalazioni relative alle covers dylaniane. Aggiornerò presto la pagina relativa.
Per quanto riguarda i "Templi in fiamme" di Dylan/Petty, trattandosi di un titolo inventato da Dylan e conoscendo le maggiori fonti di ispirazione di Bob credo che possa provenire dalla Bibbia, esattamente da Geremia 43:
"Quando Geremia finì di riferire a tutto il popolo tutte le parole del Signore loro Dio - tutte quelle parole
per cui il Signore lo aveva inviato a loro - Azaria figlio di Osaia e Giovanni figlio di Kàreca e tutti
quegli uomini superbi e ribelli dissero a Geremia: «Una menzogna stai dicendo! Non ti ha inviato il
Signore nostro Dio a dirci: Non andate in Egitto per dimorare là; ma Baruch figlio di Neria ti istiga
contro di noi per consegnarci nelle mani dei Caldei, perché ci uccidano e ci deportino in Babilonia». Pertanto Giovanni figlio di Kàreca e tutti i capi delle bande armate e tutto il popolo non obbedirono all'invito del Signore di rimanere nel paese di Giuda. Così Giovanni figlio di Kàreca e tutti i capi delle bande armate raccolsero tutti i superstiti di Giuda, che erano ritornati per abitare nella terra di Giuda da tutte le regioni in mezzo alle quali erano stati dispersi, uomini, donne, bambini, le principesse reali e tutte le persone che Nabuzaradàn, capo delle guardie, aveva lasciate con Godolia figlio di Achikàm, figlio di Safàn, insieme con il profeta Geremia e con Baruch figlio di Neria, e andarono nel paese d'Egitto, non avendo dato ascolto alla voce del Signore, e giunsero fino a Tafni. Allora la parola del Signore fu rivolta a Geremia in Tafni: «Prendi in mano grandi pietre e sotterrale nella mota nel quadrato dei mattoni all'ingresso della casa del faraone in Tafni, sotto agli occhi dei Giudei. Quindi dirai loro: Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Ecco, io manderò a prendere Nabucodònosor re di Babilonia, mio servo; egli porrà il trono su queste pietre che hai sotterrate e stenderà il baldacchino sopra di esse. Verrà infatti e colpirà il paese d'Egitto, mandando a morte chi è destinato alla morte, alla schiavitù chi è destinato alla schiavitù e uccidendo di spada chi è destinato alla spada. Darà alle fiamme i templi degli dèi d'Egitto, li brucerà e porterà gli dèi in esilio; ripulirà il paese di Egitto come un pastore pulisce dai pidocchi il mantello; poi se ne andrà tranquillo. Frantumerà gli obelischi del tempio del sole nel paese d'Egitto e darà alle fiamme i templi degli dèi d'Egitto".

Inoltre anche il tour precedente a Temples in flames, ancora con Petty, si chiamava True Confessions
che potrebbe a sua volta riferirsi ancora a Geremia, e precisamente alle "Confessioni di Geremia" cioè
quelle pagine in cui il profeta parla di sé in una sorta di autobiografia.
E in rete ho trovato questa descrizione delle Confessioni di Geremia che potrebbe far capire cosa intendesse Dylan con la scelta di quel nome per il suo tour con Petty:
"Nelle Confessioni Geremia fa intendere quanto gli accade nell'esercizio del suo ministero profetico.
Geremia è la coscienza critica, calpestata e inascoltata della nazione. La sua sarà soltanto una voce
scomoda, bruciante, aspra..."
Non sembra di sentir parlare di Dylan?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3274) Caro Michele,
cari amici della Farm,
sono Arnaldo e vi saluto come sempre con grande affetto.
Questa settimana vi scrivo perche' nel mondo musicale che noi amiamo, nel globo in cui ancora qualcosa di vero, buono e profondo accade, dove ogni tanto la necessita' unisce le esigenze dell'anima e non solo del corpo, beh in questo scenario rosso crepuscolare sono riempito dentro dalla musica che sto
ascoltando in cuffia ora, mentre vi scrivo, cioe' da Devils & Dust, Diavoli e Polvere, l'ultimo lavoro del
boss.
E' incredibilmente uniforme allo spirito dylaniano, al Bob dei due lavori da solista, chitarra e armonica: per la verita' Bruce non ha riprodotto una copia di quel capolavoro che risponde al nome di The Ghost of Tom Joad o Nebraska, ci sono pezzi acustici in cui altri suoni rendono il tutto piu' vivo e gioioso, e' un
lavoro di una cupezza speranzosa, di una tristezza che vuol divenire lotta per sopravvivere, per far uscire la nostra anima dal limite della vita terrena, ed e' inutile dire che per me si tratta di un album che mi restera' dentro e mi accompagnera' sempre come una decina di Bob, 5, 6 del Boss e una trentina di altri autori che stimo, quali Neil Young, Dire Straits, Cohen, e soprattutto quel poco che posseggo del "patriarca Woody".
La cosa che mi affascina di questo album e' che oggi non esiste piu' nessuno in grado (tranne i due
citati) di dar voce in modo reale e profondo e credibile alla vita di persone che vivono la strada, che
soffrono lotte di polvere, sangue e deserto, di gente comune come molti di noi, che tra un lavoro
comune, inquadrati da molti come cio' che non siamo, viviamo dentro la perenne musica di Black
Cowboys, o di Atlantic City, e sappiamo che la nostra pelle, la nostra reale resistenza non appartiene ad un banale voto politico, o ad una maglietta con visi di guerriglieri, ma appartiene a chi parla di cio' che lo divora dentro,tra rabbia, speranza, con prospettiva finale solo l'amore che ti riscatta e ti rende libero...
Gesu' Cristo, forse l'unico vero rivoluzionario della storia (di cui c'e' una memorabile canzone in questo
capolavoro "jesus was an only son") sosteneva che solo la verita' rende liberi e identificava questa con la pace dell'anima, con l'assenza del compromesso di noi stessi, con il vedere le cose con gli occhi della
purezza, e credo che, con le dovute proporzioni uomini come Woody, Bob e Springsteen siano oggi la voce di un certo tipo di suono, di un tipo di urlo dell'anima, nel mondo in cui molto appare, in cui la televisione rende stupido anche cio' che non vuole esserlo, nel mondo in cui la vera psicologia, la vera filosofia, la vera fede religiosa hanno lasciato spazio al prodotto impacchettato di loro stesse, mistificato da professionisti dell'apparire, beh in questo mondo del falso, c'e' ancora chi decanta la via dell'anima, della solitudine che rende liberi, percio' personalmente dispiace quando uomini reali quali DeGregori per un attimo dimenticano la loro profondita', (attenzione non gusto  musicale ma profondita' d'animo) e si equiparano ai molti che non vedono cio' che e' davvero vivo e vero e si lanciano in giudizi davvero tristi e banali su uomini come Bruce, che potranno anche non piacere a qualcuno, ci mancherebbe, ma che dimostrano una onesta', una profondita' che deve, a mio parere, essere l'esempio, la strada, e non l'occasione per sentirsi il Vespa o il Costanzo della situazione e rendere banale anche l'essenza del pensiero umano...
La fede, la psicologia, la filosofia, l'arte in genere, sono la ricchezza attraverso cui l'uomo diviene migliore e dà un senso al proprio percorso: woody, bob e bruce piu' di altri credo ci continuano a parlare di questo, semplicemente con una chitarra e con un'armonica e con lo strumento desolante e graffiante della loro unica voce, cerchiamo di capire dove indica la strada il loro cuore, perche' lì credo che risieda il vero tramonto in cui l'anima riposa in eterna pace liberta'...
grazie Bruce per queste emozioni profonde, incontriamoci quando vuoi al Matamoros Banks..... io ci
saro'.....

Ciao Arnaldo
e io posso aggiungere solo:

You can either go to the church of your choice
Or you can go to Brooklyn State Hospital
You'll find God in the church of your choice
You'll find Woody Guthrie in Brooklyn State Hospital

And though it's only my opinion
I may be right or wrong
You'll find them both
In the Grand Canyon
At sundown

Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: a questo punto andrò a comprare senz'altro "Devils & dust".


3275) Cerchiamo una canzone bella, anzi bellissima, da suonare con la batteria o con la chitarra all'esame di terza media, che parli dei nativi americani. Finora abbiamo trovato ben poco.. il grande Bob ci può
aiutare? Se mi spedite informazioni per favore specificate anche l'album. Grazie, luisa

Ciao Luisa
ahimè non credo che nella sterminata produzione di Dylan ci sia qualcosa del genere.
Un riferimento breve breve è in With God on our side: "Oh the history books tell it They tell it so well
The cavalries charged The Indians fell The cavalries charged The Indians died Oh the country was young
With God on its side."
Qualche riferimento c'è anche in Shenandoah dall'album "Down in the groove".
Altro non ricordo. Qualcuno sì?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3276) Carissimi..
vi regalo un'immagine "rubata" al concerto di Las Vegas del 19 marzo scorso, scattata con non poca difficoltà visti gli strettissimi controlli della sicurezza dentro il teatro...
A presto

Al Diesan

www.al-diesan.it

Ciao Al,
grazie, davvero bella!
La propongo "integrale" e in dettaglio ravvicinato e l'ho aggiunta alla nostra pagina.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"




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