parte 258
Lunedì 11 Aprile 2005


3233) Ciao Michele,
immagino che il personaggio "denunciato" da Medda ispirato a Dylan sul fumetto Nick Raider sia quello con il zazzerone che appare nella tavola che ti allego... Mah!... certo le caratteristiche dylaniane ci sono, ma ci vuole comunque una bella fantasia per vederci un riferimento diretto a Dylan.
Non dubito comunque che Medda abbia informazioni di prima mano e quindi prendiamo per buona la
velenosa citazione.
Da notare la preveggenza di D'Antonio e Polese che anticipano di dodici anni (l'albo è del 1989) i
baffetti di "LOVE AND THEFT".
A parziale "discolpa" di D'antonio mi sembra di ricordare un'intervista di parecchi anni fa in cui
dichiarava di apprezzare due interpreti vicine al mondo dylaniano quali Joan Baez e Buffy Saint-Marie...
ma forse in questo caso centra il non comune fascino femminile delle due cantanti...

Ciao,
Tommaso.

Ciao Tommaso
e grazie per la tavola a fumetti che mi hai inviato e che ho messo qualche giorno fa nel "Cosa c'è di nuovo" di MF (chi non l'ha vista la trova qui). Comunque a me sembra assolutamente identico Dylan! Strano che a te la somiglianza sembri minima. Secondo me è perfetto ed in effetti sono d'accordo con te che profetizzava moltissimo il look a la "Love and Theft".
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


3234) Salve Michele
Grazie per avermi risposto. Ecco qualche nuova considerazione, sempre sperando di non esagerare.

Effettivamente quel "tre dischi" mi è sfuggito, me ne sono accorto subito dopo aver premuto invio! (Paolo si riferisce alla lettera n. 3210 pubblicata nella scorsa puntata della Talkin').
Posseggo "Empire Burlesque", anche se quando lo metto nel lettore torno solamente a "Dark Eyes".
Quel che mi scoraggia è soprattutto il sound "alla Phil Collins" della batteria.
É lo stesso motivo per cui non amo molto "Infidels", nel quale il mega-riverbero rende insopportabile anche un grande come Sly Dunbar (non amo neanche la preponderanza di Knopfler! Lo stesso Dylan si accorse che gli stava venendo un album troppo "alla Dire Straits").

Ora che ci penso, un terzo album tra "Infidels" e "Oh Mercy" venne comunque realizzato da Dylan:
l'introvabile "Traveling Wilburys vol 1".
A tal proposito, domenica, guidando, ascoltavo la cassetta del vol.3: ecco un altro disco sottovalutato!
Sarà che non ho il paragone del lavoro con Roy Orbison, ma il vol.3 mi sembra comunque un album
gradevole, assolutamente perfetto per macinare chilometri, migliore ad esempio del quasi
contemporaneo disco di un altro super gruppo, i Little Village (Ry Cooder, John Hiatt, Nick Lowe e lo stesso Jim Keltner).
Da qualche parte ho letto che per Dylan realizzarlo fu molto stressante, ma a sentirlo non sembra affatto un disco teso. Piuttosto un po' alticcio!

Grazie per i consigli sulle opere "minori". Non sono i soli dischi di Dylan che mi mancano, ma con alcuni lavori "intermedi" ("Planet Waves", "Bob Dylan"...) so di andare sul sicuro, e li comprerò senza dubbi quando sarà il momento... economico!
Mi restano comunque su "New Morning" i dubbi che mi ha trasmesso Paolo Vites col suo libro. Sembra davvero che egli odi quel disco!

Una nota dolente. Riascoltando "Blonde on Blonde" in cuffia, ho sentito lontane tastiere soffocate nel mix, specialmente in "Sad Eyed...", e mi è venuto il dubbio di possedere una delle copie con la famigerata masterizzazione "anni 80". All'interno non c'è alcuna data, ci sono le foto, compresa quella con la Cardinale, e una pubblicità dei dischi di Dylan, tra i quali il più recente è "Time out of Mind". Io non so come regolarmi, non ho mai ascoltato altre copie di "Blonde on Blonde"! Attraverso gli indizi che ti ho dato sapresti dirmi se la versione che possiedo è "giusta" o no?
Lo so che è quasi impossibile, comunque grazie in anticipo.

Un'ultima cosa. Da qualche parte sul sito si può trovare la scaletta del recente concerto di Bob al
PalaLottomatica a Roma?

Grazie ancora per l'attenzione, continua così il tuo gran bel lavoro.

Paolo Bassotti.

Ciao Paolo
allora se possiedi "Empire Burlesque" e NON possiedi "Planet Waves", nella mia classifica dei consigli per gli acquisti della volta scorsa sicuramente quest'ultimo scalza dalla prima posizione "New Morning". Devi assolutamente prendere PW, questione del prezzo a parte. Credimi ne vale davvero la pena. E' un bellissimo album!
Ti confermo che "Traveling Wilburys Vol. 1" merita anch'esso moltissimo anche se in effetti è difficilissimo da trovare. Hai provato su e-bay? Alticcio potrebbe essere un buon termine simpatico per il vol . 3, certo erano sessions sicuramente effettuate nella più grande allegria ed improvvisazione e nei dischi la cosa si sente piacevolmente.
Per quanto riguarda i dubbi su "New Morning" in effetti Paolo Vites non ha mai amato quel disco che mi ha sempre dipinto come un disco non riuscito (come dice lui "Dylan che gioca a fare Dylan") anche se io ho provato a convincerlo del contrario :o) Bisogna però dire che di recente, cioè dopo la pubblicazione del suo libro, Paolo ha un po' cambiato opinione (magari non sul disco in sè ma almeno sulla bontà potenziale dei brani) dopo aver ascoltato le versioni differenti delle canzoni di NM venute alla luce tra i collezionisti. Ecco cosa scrive Paolo su MF a proposito: "(...) è stata per me una graditissima sorpresa. Si tratta di tutto il disco ufficiale, cioè i medesimi brani contenuti nel New Morning uscito nel 1970, ma con un mixaggio leggermente diverso, e le canzoni ci guadagnano: la voce è più nitida, più presente, insomma maggiormente in primo piano; il coro femminile (orribile, non perché non mi piacciano i cori soul o gospel, anzi: in Street Legal o Slow Train Coming sono fantastici ma qui il cantato sembra quasi una parodia dei cori black) è meno in primo piano, come avrebbe dovuto essere, leggermente più nascosto: brani come The Man in Me ne guadagnano enormemente. Il piano è anch'esso più presente: Winterlude diventa quasi accettabile, perché praticamente sembra di ascoltare il solo Dylan al pianoforte (...). Per leggere l'intero articolo clicca qui.
Comunque a me NM piace molto in entrambe le versioni e mi sento di confermarti il mio consiglio per l'acquisto (subordinato ora a PW). Se può servire come "sponsorizzazione" sappi che NM è uno dei dischi preferiti di De Gregori che vi si è ispirato un bel po' in varie sue canzoni (tra tutte "Buonanotte Fiorellino" ripresa da "Winterlude").
Per quanto riguarda la versione di "Blonde on blonde" in tuo possesso non sarei sicurissimo però se c'è la pubblicità di "Time out of mind" non credo sia la versione degli anni '80 (anche se magari potrebbe essere proprio quella, riciclata con l'aggiunta della pubblicità di TOOM). Qualcuno può confermare la cosa? Comunque Paolo, proprio in questi giorni dovresti trovare in edicola "TV Sorrisi e Canzoni" con allegato "Blonde on Blonde", nel caso vuoi provare...
Ecco la scaletta di Roma Palalottomatica 1 Novembre 2003

To Be Alone With You
It's All Over Now, Baby Blue (acustica)
Cry A While
The Lonesome Death Of Hattie Carroll (acustica)
It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding) (acustica)
Mr. Tambourine Man (acustica)
Man In The Long Black Coat
Tweedle Dee & Tweedle Dum
Love Minus Zero/No Limit (acustica)
Highway 61 Revisited
Every Grain Of Sand
Honest With Me
Don't Think Twice, It's All Right (acustica)
Summer Days

Bis:

Cat's In The Well
Like A Rolling Stone
All Along The Watchtower

Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


3235) Carissimo Michele,
innanzitutto grazie per aver messo in piedi un sito come Maggie's farm, che rivela in ogni suo aspetto la dedizione e l'amore per Dylan, e la costante attenzione alle innumerevoli sfaccettature di quello che,
giustamente, hai chiamato "Universo Bob Dylan" (definizione, a mio parere, azzeccatissima).
Sono un ragazzo di Roma che da circa 4 anni ha cominciato a conoscere ed amare Dylan, capendo subito che la sua opera si situava in una sfera difficilmente comparabile con qualsiasi altra cosa venisse classificata comunemente come "musica leggera".
Mi prendo la libertà di scriverti (e di darti del tu, ma per come scrivi su MF mi sembrerebbe irrispettoso usare il "lei"!) perché sto cercando qualcosa che non sono riuscito a rintracciare in rete: ero infatti
interessato a conoscere le tappe della Rolling thunder revue del 1975, ma a parte qualche indicazione isolata (come la partenza da Plymouth), non ho trovato nulla.
Mi chiedevo dunque se potevi consigliarmi un modo per soddisfare la mia curiosità.
Grazie del tempo che mi hai concesso, e di nuovo grazie (e complimenti) per il lavoro che fai per tutti noi.
Un saluto

Davide Martirani, Roma

Ciao Davide
e benvenuto sulle pagine di MF.
Ecco lo specchietto delle date della RTR
Ciao e grazie per i complimenti
Michele "Napoleon in rags"

Le date della Rolling Thunder Revue

Ottobre 1975

30 Plymouth, Massachusetts War Memorial Auditorium
31 Plymouth, Massachusetts War Memorial Auditorium

Novembre 1975

1 North Dartmouth, Massachusetts South Eastern Massachusetts University
2 Lowell, Massachusetts Technical University
4 Providence, Rhode Island Civic Center – Pomeriggio
4 Providence, Rhode Island Civic Center – Sera
6 Springfield, Massachusetts Civic Center – Pomeriggio
6 Springfield, Massachusetts Civic Center – Sera
8 Burlington, Vermont Patrick Gymnasium, University Of Vermont
9 Durham, New Hampshire University Of New Hampshire
11 Waterbury, Connecticut Palace Theater
13 New Haven, Connecticut Veterans Memorial Coliseum – Pomeriggio
13 New Haven, Connecticut Veterans Memorial Coliseum – Sera
15 Niagara Falls, New York Convention Center – Pomeriggio
15 Niagara Falls, New York Convention Center – Sera
17 Rochester, New York War Memorial Coliseum – Pomeriggio
17 Rochester, New York War Memorial Coliseum – Sera
19 Worcester, Massachusetts Memorial Auditorium
20 Cambridge, Massachusetts Harvard Square Theater
21 Boston, Massachusetts Boston Music Hall – Pomeriggio
21 Boston, Massachusetts Boston Music Hall – Sera
22 Waltham, Massachusetts Shapiro Gymnasium, Brandeis University
24 Hartford, Connecticut Civic Center Arena
26 Augusta, Maine Civic Center
27 Bangor, Maine Municipal Auditorium
29 Quebec City, Quebec, Canada Quebec City Coliseum

Dicembre 1975

1 Toronto, Ontario, Canada Maple Leaf Gardens
2 Toronto, Ontario, Canada Maple Leaf Gardens
4 Montreal, Quebec, Canada Forum de Montreal
7 Clinton, New Jersey Correctional Institution for Women
8 New York City, New York Madison Square Garden

Aprile 1976

18 Lakeland, Florida Civic Center
20 St. Petersburg, Florida Bayfront Civic Center Auditorium
21 Tampa, Florida Curtis Hixon Convention Center
22 Clearwater, Florida Starlight Ballroom, Belleview Biltmore Hotel – Pomeriggio
22 Clearwater, Florida Starlight Ballroom, Belleview Biltmore Hotel – Sera
23 Orlando, Florida Sports Stadium
25 Gainesville, Florida University Of Florida Field
27 Tallahassee, Florida Florida State University
28 Pensacola, Florida University Of West Florida
29 Mobile, Alabama Expo Hall, Municipal Auditorium – Pomeriggio
29 Mobile, Alabama Expo Hall, Municipal Auditorium – Sera

Maggio 1976

1 Hattiesburg, Mississippi Reid Green Coliseum
3 New Orleans, Louisiana The Warehouse – Pomeriggio
3 New Orleans, Louisiana The Warehouse – Sera
4 Baton Rouge, Louisiana L.S.U. Assembly Center
8 Houston, Texas Hofheinz Pavilion
10 Corpus Christi, Texas Memorial Coliseum
11 San Antonio, Texas Municipal Auditorium
12 Austin, Texas Municipal Auditorium
15 Gatesville, Texas Gatesville State School For Boys
16 Fort Worth, Texas Tarrant County Convention Center Arena
18 Oklahoma City, Oklahoma State Fair Arena
19 Wichita, Kansas Henry Levitt Arena
23 Fort Collins, Colorado Hughes Stadium, Colorado State University
25 Salt Lake City, Utah Salt Palace


3236) Ciao Michele
ho letto con grande piacere l'intervista al grande Carrera che hai appena pubblicato. Complimenti davvero. L'ho conosciuto anni fa ad Alba dove lo vidi anche cantare sul palco (You're a big girl now, se ricordo bene) e già allora mi resi conto della sua enorme competenza dylaniana (fu proprio lì che comprai anche il suo libro). Fagli i complimenti da parte mia.
Una piccola curiosità:  ma Bob Dylan come mai non ha fatto il servizio militare?
Ciao
Stefano

Ciao Stefano,
grazie. Alessandro leggerà sicuramente la tua mail.
C'ero anche io ad Alba quel giorno (magari ci siamo anche incontrati)... Alessandro cantò proprio You're a big girl now nella versione italiana ed anche Love minus zero/No limit.
Sul servizio militare di Bob non saprei... Insufficienza toracica? Chi lo sa?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3237) Ciao Michele,
solo per segnalare (nel caso ci fosse qualcuno interessato) che il prossimo numero de "L'Espresso" (il n.15, in uscita il 21 Aprile) conterrà nientepopodimeno che "L'Ultimo Valzer" di Martin Scorsese, lo storico concerto d'addio di The Band filmato in occasione del "Thanksgiving" del '76 proprio dal
celebre regista italo-americano.

Il costo totale dell'operazione (rivista + dvd) si aggira attorno ai 16 euro. Un po' "caruccio", ma credo ne valga sicuramente la pena, visto che stiamo parlando di uno dei più grandi "rockumentari" di tutti i tempi insieme (of course) a "Don't Look Back" di Pennebaker e a "Gimme Shelter" (dei fratelli Maysles) sui
mitici Rolling Stones!
Anyway, se qualcuno avesse ancora dei dubbi circa l'acquisto, credo valgano più d'ogni altra cosa le parole di chi quel film lo diresse, cioè Martin Scorsese.
"E' il solo dei miei film - disse una volta il regista del "tassista" più famoso della storia del cinema - che posso vedere e rivedere senza mai annoiarmi".
Insomma, se lo dice lui...

Approfitto ancora un poco dello spazio concessomi per segnalarti/vi anche un piccolo "giallo", o presunto tale.

La settimana scorsa, in occasione della morte di Giovanni Paolo II, sono tornato inevitabilmente indietro per un attimo a quello "storico" incontro (avvenuto - come tutti sanno - proprio in terra italiana, nel '97) tra il Nostro e l'ex Papa polacco Karol Wojtyla.

Registrai a suo tempo dalla radio (Radio 1) l'intero show bolognese di Bob (ricordo, a beneficio di quei pochi che non lo sapessero, che durante il suo breve set [tre canzoni in tutto] di fronte al Pontefice Bob eseguì nell'ordine Knockin' On Heaven's Door, A Hard Rain's A-Gonna Fall e Forever Young), e
riascoltando qualche giorno fa, a diversi anni di distanza, quel nastro e il commento dei conduttori (di cui però non ricordo assolutamente i nomi) ho fatto un piccolo balzo nella sedia. Perché? E' presto detto. Pare - stando almeno alle parole di uno dei due radiocronisti - che durante quel brevissimo set sia salito
per un attimo sul palco anche Jakob Dylan. Se la cosa fosse vera (ma - per quanto mi sforzi, e sebbene siano passati diversi anni - io non ricordo affatto una cosa del genere), essa avrebbe certamente dell'incredibile. Padre e figlio per la prima volta insieme su un palco, e per di più davanti ad un (anzi al)
Pontefice!

Che mi dici, Michele? Risulta anche a te (di aver sentito) una cosa del genere??

Ecco qua, prima di concludere, il passaggio "incriminato". Primo radiocronista (dopo la conclusione del breve set di Bob) : "e questa era Forever Young, la canzone, come abbiamo detto precedentemente, scritta da Dylan per il figlio Jakob. Siamo un po' preoccupati, perché vediamo Dylan che si è sfilato la
chitarra e non vorremmo che abbandonasse il palco... questa è una canzone che lui ha eseguito senza il cappello, e quindi ha mostrato - quasi drammaticamente direi - che a dispetto di quello che cantava è difficile rimanere per sempre giovani.
Secondo radiocronista: "c'è Jakob Dylan che lo accompagna...". Primo radiocronista: "il segno degli anni...non ho riconosciuto Jakob...". Secondo radiocronista: "sì, c'è Jakob Dylan, il figlio di Bob Dylan...". Primo radiocronista: "vediamo che sta abbandonando il palco, quindi anziché le cinque
o sei canzoni previste...[si inserisce proprio in questo istante anche Milly Carlucci, la cui voce è però coperta da quella del primo radiocronista]...ne ha eseguite soltanto tre, cioè Knockin' On Heaven's Door, A Hard Rain's A-Gonna Fall e Forever Young, che sono certamente tre dei brani in scaletta, che hanno a che vedere anche con questo momento di grande spiritualità... per curiosità, e anche per il rammarico di coloro che sono a casa, diciamo (quali sono) le tre canzoni che non sono state eseguite, I Shall Be Released (Io sarò liberato), anche questa una canzone dall'afflato religioso (anche se non parlava specificamente di religione); poi c'era With God On Our Side (Con Dio dalla nostra parte),
anche se questa canzone, a dispetto del titolo, non è proprio tenera nei confronti della Chiesa; e poi c'era Desolation Row, una lunghissima ballata che lui avrebbe probabilmente interpretato in una maniera inedita e diversa dal solito... questo perché... due annotazioni musicali vorrei fare... la prima è
quella che riguarda le canzoni dai testi (immediatamente) riconoscibili. E' il primo concerto (ed è l'ottavo che io vedo di Bob Dylan) dove i suoi testi sono cantati non in maniera storpiata, come fa di solito. E la seconda cosa, la versione di A Hard Rain's A-Gonna Fall era proprio quella originale, sua... e non
quella accorciata, come invece ha portato in tour negli ultimi anni...".

Ciao a tutti, e alla prossima
Stefano "Red Lynx"

Ciao Stefano
e grazie per la testimonianza "radiofonica" (io all'epoca non registrai la trasmissione radiofonica... guardai e registrai solo quella in TV). Non so che dirti. A me sembra strano che ci fosse Jakob sul palco e non ne ho mai sentito parlare. Mi sentirei di escluderlo ma proprio non saprei... Dalle immagini io non l'ho visto. Penso che sia più probabile che il radiocronista abbia visto qualcuno che gli somigliava... Qualcuno ne sa qualcosa?
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


3238) Carissima redazione ,
qualche giorno fa in libreria ho notato la presenza di un nuovo libro di testi su Dylan, con prefazione di
Patty Smith con copertina nera , i cui testi tradotti arrivano (credo) fino al 1985. Gradirei sapere se e
quando uscirà il libro con la traduzione dei rimanenti testi , cioè dal 1985 in poi. Non ricordo la casa
editrice. grazie

Michele Lenzi

Ciao Michele
le "Lyrics" sono attualmente in fase di traduzione. Alessandro Carrera ne sta curando la traduzione (come puoi leggere anche nell'intervista che trovi qui). La pubblicazione del primo volume (per Feltrinelli) è prevista entro il 2005 e naturalmente ne daremo notizia su MF appena Alessandro ce lo comunicherà. Però naturalmente essendo il primo volume conterrà solo i primi testi di Dylan. Per quelli dopo l'85 bisognerà aspettare ancora un bel po' credo.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


E a proposito di Alessandro riporto uno scambio tra me e lui che pur essendo privato può interessare credo anche altri. Scrivevo quanto segue ad Alessandro:

3239) Caro Alessandro,
a proposito della tua intervista su MF anche io penso come te che l'album di Dylan ispirato ai racconti di Checov sia Blood on the tracks.
Però nelle mie investigazioni notturne sulla Rete guarda cosa ho scoperto. Dopo aver eseguito Idiot Wind al Municipal Auditorium di San Antonio l'11 Maggio 1976, Dylan disse quanto segue al pubblico: "Thank you. That was influenced by Dostoevskij" (per i non anglofili: Grazie. Questa canzone è stata influenzata da Dostoevskij").
Ora i casi sono due:
- o si è ispirato ad entrambi gli scrittori per BOTT
- o si è confuso tra i due nomi, scambiando l'uno per l'altro (magari si è sbagliato a San Antonio, cioè voleva dire Checov e ha detto Dostoevskij per sbaglio, oppure si è sbagliato nella autobiografia
invertendo i nomi).
Non sarebbe la prima volta che Dylan sbaglia nomi di poeti o scrittori tra l'altro. Se ricordo bene aveva confuso Petrarca con Dante o qualcosa del genere, in riferimento ad una intervista in cui parlava di Tangled up in blue, penso che la ricordi.
Ciao
Michele


Ed ecco la risposta di Alessandro:

3240) Caro Michele,
grazie per l'informazione. Si', Dylan sbaglia continuamente i nomi (lo dice lui stesso nell'autobiografia da qualche parte che ricorda le facce ma non i nomi - e del resto lo dice anche in "Desolation Row", "I had to rearrange the faces and give them all another name"), e in un'intervista del 1978 aveva confuso Petrarca con Plutarco.
Penso pero' che l'uscita di San Antonio sia estemporanea.
Puo' darsi che in quell'occasione Dylan stesse pensando al romanzo di Dostoevskij "L'idiota", che e' la storia di un uomo/Cristo totalmente buono e/o totalmente idiota, convinto che "la bellezza salvera' il mondo", ma fino a prova contraria non darei troppo peso all'affermazione.
A presto!
Alessandro


3241) Ciao Michele
hai ragione, la volta scorsa mi ero rivolto a "pusher" dimenticandomi di specificare... Si tratta di un lettore che ha scritto al sito ibs scrivendo quanto segue a proposito di "Chronicles":
Pusher (30-03-2005)
Sono arrivato a p.60 e mi sono arreso. B. D. prova a fare Kerouac senza capire che i tempi della beat generation sono morti e sepolti. Anacronistico. Noioso fino alla morte. Soldi buttati... pazienza.
Voto: 1 / 5
Ecco perchè invitavo pusher a proseguire nella lettura...
Ciao
Gerry

Ciao Gerry,
tutto chiaro ora!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3242) Ciao Michele e ciao a tutti...
ultimamente mi sono ri-affezionato a una canzone di Bob che, stranamente, e' stata anche la prima che ho ascoltato (nel lontano 1978, avevo allora 13 anni..) e che ingiustamente non viene quasi mai annoverata tra le migliori: Changin' of the Guards da Street Legal.. la trovo semplicemente fantastica, con il suo ritmo incalzante, l'accattivante e springsteeniano riff di sax, il botta e risposta "soul" tra voce solista e coriste, il mitico saltellante organo hammond (ah, Blonde on Blonde!...) ed il testo "oscuro" pieno di immagini esoteriche e misteriose ma proprio per questo affascinanti (con la perla finale.." and cruel death surrender with its pale ghost retreating between the King and the Queen of Swords..."
qualcuno ha "tentato" una interpretazione di questo splendido testo?

Cambiando argomento, giorni fa ho riascoltato un vecchio disco di un altro dei miei artisti preferiti, il grandissimo geniaccio Frankie Zappa... in un bellissimo e divertentissimo pezzo c'e' una splendida imitazione del "nostro" con tanto di voce alla "One of Us Must Know" e armonica... il pezzo si chiama "Flakes" e parla di tutti gli scansafatiche che infestano la California e che sono incapaci di lavorare e sono buoni a rubarti solo i soldi (idraulici, meccanici, etc.) ed e' costruito su un botta e risposta tra Zappa ed il falso Dylan (all'epoca Bob e Frank erano vicini di casa a Malibu Beach) che si lamentano di come ogni qualvolta si rivolgono a qualcuno per riparare la macchina, o il bagno, o la cucina, questi non fanno un c..., e chiedono in cambio cifre da capogiro!
E' spassosissima, e l'imitatore di Bob (Adrian Belew, che in seguito ha suonato anche con Bowie) e' superlativo!
Ciao a tutti
DARIO-Torino

Ciao Dario
grazie per l'aneddoto zappiano che non conoscevo.
Per quanto riguarda "Changing of the guards" concordo con te. E' anche una delle mie preferite (e se ricordo bene anche della mia ragazza Anna "Duck"). Interpretazioni su MF ne abbiamo pubblicate un po' tempo fa anche in risposta ad una tua mail (forse non le hai lette quindi te le ripropongo). Ecco qua:
Quanto a Changing of the guards io ho sempre pensato che in quel brano Bob parla metaforicamente di avvenimenti che lo riguardano ed ho sempre creduto che fosse lui il protagonista della canzone. L'ho sempre pensato a causa dei primi versi Sixteen years, Sixteen banners united over the field che ho sempre pensato fossero un riferimento alla sua attività collegandolo al fatto che Street Legal, il disco su cui appare la canzone, è uscito 16 anni dopo il primo di Bob (1962/1978). E che i sixteen banners (le sedici bandiere) fossero i sedici dischi usciti fino a quel momento.
Credo poi ci siano come sempre molti riferimenti biblici in tutto il brano (alcuni evidenti alcuni meno).
Chi vuole mi mandi qualcosa su questo testo.
Intanto a titolo di cronaca riporto vari pezzi che ho tradotto (li ho trovati su un sito di commenti ai testi di Bob).
Nel primo, Tvargan, l'autore, scrive:
Changing of the guards, per me parla di una storia d'amore che si svolge durante le Crociate. Circa 1000 anni fa il Papa ordinò agli Europei di marciare verso Gerusalemme per liberare la città dai Musulmani.
Tutta l'Europa unita... 16 bandiere unite... (16 banners united)
The good shepherd (il Buon Pastore, cioè Cristo) è addolorato perchè la sua citta è nelle mani degli infedeli.
The market place where merchants and thieves are hungry for power sembra dare un'impressione mediorientale.
Un crociato (the captain) vede una ragazza musulmana del luogo e se ne innamora (Whose ebony face is beyond communication).
Il suo amore per lei si scontra con tutto quello che egli ha sempre creduto - lei è una pagana, un'infedele. L'amore non ricambiato è un simbolo di come sarebbe meglio se le due religioni potessero convivere insieme... l'alternativa è l'eliminazione: or your hearts must have the courage for the changing of the guards.
Nel finale leggiamo " peace will come " (giungerà la pace) e poi " when her false idols fall " (quando cadranno i suoi falsi idoli).
Tutto sembra indicare che questo folle scontro avrà fine, quando le due religioni saranno unite, e naturalmente questo è stato scritto ai tempi in cui Dylan si stava convertendo al Cristianesimo.
Potrei andare avanti, se siete interessati. C'è molto ancora da dire...
Un paio di informazioni finali:
con il termine "dog soldiers" si indicavano le peggiori truppe... il paragone è trascinare tutti i cani nel villaggio insieme e mandarli contro il nemico.
Sostanzialmente una metafora per indicare truppe totalmente indisciplinate (i crociati).
Un certo JH nello stesso sito segnala che
Peace will come with tranquillity and splendor on the wheels of fire
sarebbe ripreso dalla Bibbia, esattamente da
Daniele 7:9-14
(I beheld till the thrones were cast down, and the Ancient of days did sit, Whose garments were white as snow, and the hair of His head like the pure wool: His throne was like the fiery flame, and His wheels as the burning fire. A fiery stream issued and came forth from before Him: thousand thousands ministered unto Him, and ten thousand times ten thousand stood before Him: the judgment was set, and the books were opened. I beheld then because of the voice of the great words which the horn spake: I beheld even till the beast was slain, and his body destroyed, and given to the burning flame).
Dunque His wheels of fire... cioè le ruote infuocate del trono di Dio.
Sempre nello stesso sito Kees de Graaf scrive che "Street legal" segna un punto di svolta nella carriera di Dylan e che questo si riflette sui testi. Dylan, scrive l'autore, come un capitano si volta indietro a guardare i sedici anni passati come ad una parata militare. Il Buon Pastore (The Good Sheperd), ovvero Dio o Cristo, non è soddisfatto del risultato. Si avvicina il giorno del giudizio. Tutto sta arrivando ad una conclusione.
Tutto sta per cambiare. Sta per avvenire il cambio della guardia. Dylan, in Changing of the guards, chiederebbe alla persona che ama di aspettare finchè avvenga questo cambiamento affermando così le sue intenzioni di conversione che da lì a poco daranno i risultati che conosciamo (Slow Train Coming, Saved etc.).
Un tale Richard, sempre in quella pagina di commenti, afferma di aver studiato a lungo la canzone e la definisce una delle più importanti dell'intera carriera di Dylan.
Egli ricorda che in un'intervista del 1978 Dylan menzionò il suo "consigliere psichico", Tamara Rand. Costei aiutò Dylan a rivivere le sue vite passate tramite l'ipnosi (tecnica tipica basata sulla regressione ipnotica). Dunque Changing of the guards sarebbe un elenco delle vite passate di Dylan attraverso le varie epoche. La frase "I don't need your organization" rappresenta la sua vita presente. Il verso finale,
Peace will come
With tranquility and splendor on the wheels of fire
But will bring us no reward when her false idols fall
And cruel death surrenders with its pale ghost retreating
Between the King and the Queen of Swords.
sostiene ancora Richard, è forse il più profondo. In esso Dylan prevede un futuro in cui la morte finalmente sarà sconfitta ma non senza lotta (struggle). Ciò viene messo in relazione da Richard ai discorsi di Dylan sul palco del 79-80 in cui parlava di Dio che distrugge il Male, alla fine.
Insomma, un collegamento alla Bibbia sembra mettere d'accordo tutti. Comunque aspetto commenti di altri... Io propendo per l'ipotesi che Dylan parli di sè in chiave metaforica e faccia come sempre ampi riferimenti al Libro dei Libri anche se è affascinante e molto poetica la tesi del Crociato e della sua storia d'amore con una musulmana dal viso d'ebano, se pensiamo che di lì a poco Dylan si sposa con una ragazza di colore, Carolyn Dennis, e dissemina - come ci ha fatto notare Carrera in alcuni interventi su MF - in diverse canzoni, da Tight Connection a Angelina, i riferimenti a questo amore tra un uomo bianco ed una donna nera...
Ed ecco a proposito cosa scrisse proprio Alessandro Carrera su MF: "Per quanto riguarda l'ultimo verso di "Changing of the Guards" si riferisce certamente ai tarocchi, o semplicemente alle carte, perche' il re e la regina di spade non sono arcani maggiori. L'espressione fa il paio con "il principe e la principessa"
che discutono alla fine di "Gates of Eden". In quel caso molti hanno pensato a Dylan e alla Baez. Nel caso di "Changing of the Guards" potrebbe riferirsi a una qualunque coppia simbolica. Credo comunque che "Changing of the Guards" sia la prima puntata di una sorta di lungo poema nascosto che Dylan ha composto disseminandolo in varie canzoni tra "Street Legal" e "Empire Burlesque". In un modo o nell'altro, tutte le canzoni di questo poema nascosto, che comprende "Let's Keep It Between Us", "Need a Woman", "Angelina", "Caribbean Wind", "Groom's still Waiting at the Altar", "I and I", "Someone's Got a Hold of My Heart", "Tight Connection to My Heart" e forse anche "When the Night Comes Falling from the Sky", hanno a che fare con una storia d'amore impossibile tra un uomo di razza bianca e una donna afro-americana (o piu' donne). Lo si potrebbe chiamare il poema della Regina di Saba, che infatti e' evocata in "I and I". Sappiamo che questa era anche la situazione di Dylan in quegli anni, ma non restringerei l'interpretazione al fatto autobiografico, perche' ha a che fare con complessi riferimenti biblici e sociali. Prima o poi ho intenzione di scrivere qualcosa su questa corrente nascosta, forse perfino inconscia, di questo periodo dell'attivita' dylaniana".

Il verso in questione cui fa riferimento Carrera è il seguente:
"In another lifetime she must have owned the world, or been faithfully wed
To some righteous king who wrote psalms beside moonlit streams".
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


Ed ecco un'altra sezione degregoriana/dylaniana (che stavolta è anche springsteeniana)

3243) Ciao Michele
ho letto la tua bellissima recensione di Pezzi di De Gregori e devo dire di essere completamente d'accordo con te... Per quanto riguarda l'ipotesi di un duetto tra Bob e Francesco, sarebbe un sogno che si avvera, e io sono sicuro che prima o poi si avvererà... Impossibile? In fondo solo qualche anno fa chi avrebbe scommesso che una canzone di De Gregori sarebbe finita su un disco di Dylan? Eppure è successo con M&A. Quindi anche il duetto prima o poi arriverà secondo me, se non altro perchè DeGre farà di tutto perchè avvenga... In fondo la casa discografica è la stessa, i rapporti già ci sono stati (M&A e le tante cover di Bob incise da DeGre), Dylan viene in Italia spessissimo ormai, FDG stravede per lui, e poi come hai detto c'è già stato DeGregori/Baez, quindi per la proprietà transitiva se Baez ha duettato con Bob e DeGre ha duettato con Baez per la proprietà di cui sopra se ne deduce che prima o poi Bob duetterà con DeGre :o))) ... quindi... tempo al tempo...
Una domanda anche da parte mia su Pezzi: si sa chi è Nemo? Cioè se nasconde qualcuno o meno?
Ciao
Vincent

Ciao Vincent
sembra si tratti proprio del protagonista del romanzo. A proposito di Nemo De Gregori ha dichiarato:

«In Lacrime di Nemo critico l’uso indiscriminato della tecnologia, riallacciandomi un po’ allo spirito di un mio vecchio lavoro, Titanic...».
«Il luogo è il mare, e il luogo letterario è Ventimila leghe sotto i mari, la parabola di questo uomo che attraversava gli oceani a caccia delle navi delle nazioni civili, per affondarle, perchè aveva dichiarato guerra alla civiltà, ci sono anche da fare dei paralleli arditi con il terrorismo di oggi... il capitano Nemo oggi potrebbe essere realmente una minaccia; poi nella canzone c’è un discorso sull’uso della scienza, perchè il Nautilus era un sommergibile alimentato probabilmente a energia nucleare anche se ancora non era stata inventata...».
«Ho cercato di descrivere lo sconforto che mi viene quando penso alla scienza di oggi, alle possibilità che ci dà e alla assoluta nostra incapacità di scegliere, penso alle grandi scelte etiche che ci possono essere davanti, di fronte alla genetica, una scienza che è ancora più pericolosa oggi di quanto non lo fu quando naufragò il Titanic; è un discorso sulla tecnologia, sulle perle date ai porci, sulla nostra incapacità di gestire le cose che noi stessi inventiamo...».

Chissà se quando canta:

Illumina le torri medievali
E i falchi e il tempo e i sogni e gli ideali
E le città sconfitte in fondo al fumo
E il sangue e l'innocenza di nessuno
Il sangue e l'innocenza di nessuno

De Gregori fa un gioco di parole tra il nome Nemo e il "nemo" latino che si traduce appunto "nessuno"...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3244) Caro Michele,
sono Arnaldo ed ogni tanto qui dal mio eremo di Pescara riesco a scrivervi, ma leggo sempre voi amici
della Farm, e vi rinnovo la mia ammirazione per l'amore con cui parlate di Bob e tutto cio' che contorna
questo suo modo di scrivere, cantare e fare poesia...
Ti faccio i complimenti per l'ottima valutazione di "Pezzi", mi trovo molto in sintonia con i tuoi toni, stimo molto Francesco De Gregori, soprattutto, a differenza di molti, quello dell'ultimo decennio, diciamo ultimi 4 lavori, dal 90 circa, quello cioe' della maturita' artistica; in precedenza ne avevo una buona (come non
averla!!!) opinione, ma a mio parere, la grandezza artistica in qualsiasi settore si manifesta quando,
dopo la prima fase della carriera, di solito prospera e che fa chiaramente intravedere il talento, seguono
lavori di grande purezza e originalita'...
E' per questo che di Bob (un genio fuori dalle regole, anche quest'ultime) apprezzo sia la prima enorme
fase, ma in particolare adoro la fase cristiana, dove ha creato suoni, testi e musiche che erano fuori dalla comprensione musicale: intendo dire che si puo' provare come in Sound of silence ad aderire ai suoni dei primi anni dylaniani, ma nessuno hai mai neppure avvicinato il modo di scrivere e parlare di No time to think o giu' di li'...
Dopo questa divagazione artistica, torno al succo della mia letterina, che e' quello di mostrare grande
apprezzamento per l'ultimo lavoro di Francesco, davvero introspettivo ed originale anche nella
rielaborazione dei suoi amori musicali, ed invece, (pur sapendo che si tratta solo di un parere
personale, peraltro condiviso da molti miei compagni di viaggio che amano il tuo sito) grande discordia per le banali parole dello stesso Principe per il lavoro o il modo di lavorare di Springsteen: concordo che il boss ha un suono diverso dalla sua musica, rispetto sino in fondo il suo disamore per lo stesso, pero' denigro la sua superficialita' nell'affermare che bruce "ha studiato pero' la cosa finisce li' ":caro Francesco, per me sei un ottimo artista, pero' onestamente album come nebraska, the ghost of tom joad, o il nuovo in arrivo sentito nella sua favolosa canzone lancio (per non solcare poi l'arte rock del boss, tanto per citare un lavoro banaluccio come Born to run) sono lavori di una tale intensita' e di un tale individualismo che solo Bob, e prima Woody hanno saputo esprimere in tal maniera, tant'e' che lo stesso Bob ha sempre ritenuto Bruce come un fratellino minore, e non credo che Bob intenda la fratellanza alla maniera di Caino e Abele...
Per cui, discutere l'onesta' musicale di un tale artista (forse l'unico artista "lavoratore"e non mi si
fraintenda in modo banale) vuol dire essere un po' in fase di "mitizzazione o canonizzazione" della propria realta'.... Purtroppo io sono, secondo Francesco, un poverino che si e' fatto affascinare da Bruce perche' non ha conosciuto Dylan 30 anni fa... come siamo sfortunati noi trentenni di oggi (anche mio nonno mi diceva che non avendo conosciuto e vissuto il vero comunismo non potevo criticarlo... saggezza della vecchiaia!!)
Auguro a Francesco con simpatia di fare altri lavori come gli ultimi, per i quali gli rinnovo la mia totale
ammirazione, ma lo invito a sentire un po' meglio prima the times they are-a changing' e poi the ghost of tom joad, prima di sentenziare in tal modo.. e vi saluto, sperando abbiate compreso il mio tono chiaro ma comunque amichevole, con una traduzione di quel favoloso album del boss, testo davvero alla woody, che spero, Michele, tu voglia pubblicare: niente di piu' aderente all'universo dylaniano

THE GHOST OF TOM JOAD
Il fantasma di Tom Joad

Uomini a piedi lungo i binari
diretti verso un posto da cui non c'è ritorno;
elicotteri della stradale che spuntano dalla collina,

minestra a scaldare sul fuoco sotto il ponte,
la fila per il ricovero che fa il giro dell'isolato
benvenuti al nuovo ordine mondiale.
Famiglie che dormono in macchina nel Sudovest,
nè casa, nè lavoro, nè sicurezza, nè pace.

La strada è viva stasera
ma nessuno si illude su dove vada a finire
sto qui seduto alla luce del falò,
e cerco il fantasma di Tom Joad

II Predicatore tira fuori un libro dal sacco a pelo
accende un mozzicone e fa una tirata
in attesa del giorno in cui gli ultimi saranno i
primi,
e i primi saranno gli ultimi.
In uno scatolone di cartone, nel sottopassaggio,
trovo un biglietto di sola andata per la terra
promessa.
Hai un buco in pancia e una pistola in mano;
si dorme su un cuscino di sasso
ci si lava nell'acquedotto municipale

La strada è viva stanotte
ma nessuno si illude su dove vada a finire
sto qui seduto alla luce dei falò
e cerco il fantasma di Tom Joad

Diceva Tom: "..Mamma. dovunque un poliziotto picchia
una persona
dovunque un bambino nasce gridando per la fame
dovunque c'è una lotta contro il sangue e l'odio
nell'aria
cercami, e ci sarò.
Dovunque si combatte per uno spazio di dignità,
un lavoro decente, una mano d'aiuto,
dovunque qualcuno lotta per essere libero
guardalo negli occhi, e vedrai me.."

La strada è viva stanotte
ma dove va a finire lo sappiamo tutti;
sto qui seduto alla luce dei falò
assieme al fantasma del vecchio Tom Joad

DRY LIGTHNING
Lampo senza pioggia

Mi butto adosso la vestaglia
guardo il cerchio del fornello farsi rosso
fisso ipnotizzato il caffè nella tazza
mi tiro su gli stivali e faccio il letto.

La zanzariera sbatte fuori dai cardini
e non mi fa dormire la notte.
Guardo dalla finestra
e la sola cosa che vedo
è un lampo senza pioggia all'orizzonte,
solo un lampo senza pioggia e il pensiero di te.

Inseguivo il calore del suo corpo
come fosse il sacro graal
scendi splendido spirito
nel pallore della sera
il suo appaloosa
nel corral annusa la pioggia
c'è un sommesso rullare di tuono
oltre i mesquite della pianura
ma c'è solo un lampo senza pioggia all'orizzonte
solo un lampo asciutto e il pensiero di te.

Andavo giù per Alvarado Street
dove lei ballava per campare
passavo la sera curvo sul mio gin
mentre lei parlava coi suoi uomini
e poi il sole giallo piscio
sale e porta su il giorno
e lei diceva, nessuno mai darà a nessuno
quello di cui ha davvero bisogno

Sei cosi stufo di combattere
che ti passa la paura della fine
ma io non so farmi passare il tuo ricordo
e l'odore della tua pelle
e non c'è che un lampo asciutto all'orizzonte
un lampo secco e il pensiero di te.

Ciao Arnaldo
e bentornato su queste pagine.
Le dichiarazioni di Francesco su Bruce hanno lasciato alquanto sorpreso anche me.
Sono sostanzialmente d'accordo con quello che scrivi. Quello che mi ha colpito in particolare è che dall'intervista mi è parso che Francesco ci tenesse particolarmente a dire quelle cose. Voglio dire, Fegiz gli aveva detto solo che nel suo disco c'era qualcosa che ricordava Springsteen (e comunque non so dove perchè io non ce l'ho visto) ma Francesco avrebbe potuto semplicemente rispondere di no, e che c'era sicuramente Dylan ma non Bruce. E chiudere il discorso. Invece Francesco comincia una lunga disquisizione su Springsteen che mi è sembrata un po' "preparata", cioè qualcosa che Francesco aveva in mente da tempo di dire e che ha snocciolato appena gli si è presentata l'occasione (ovvero l'accenno di Fegiz). Questa è la sensazione che ho avuto. Mi sembra quasi che Francesco sia stato contento quando Fegiz gli ha fatto la domanda, come se non vedesse l'ora per esprimere il proprio parere su Bruce (anche se Francesco ha detto "so che mi farò molti nemici ora..."). Naturalmente questa cosa può anche andare a merito di De Gregori che dice quello che pensa e non ha paura di alienarsi magari le simpatie dei suoi fans che amano Springsteen... Certo lasciano un po' perplessi quelle frasi come "io suono gli strumenti come vanno suonati" (sottintendendo che Springsteen invece no). Ecco forse De Gregori avrebbe dovuto un po' precisare il concetto ma probabilmente il tempo era quello che era ed in fondo si parlava del suo disco e non di Springsteen. Ecco perchè secondo me avrebbe fatto meglio ad evitare di parlarne del tutto ed ecco ancora perchè penso che invece ci tenesse proprio a dire quelle cose, anche se non ne capisco il motivo.
Però io non credo che De Gregori intendesse offendere quelli che amano Springsteen con la frase "chi ha conosciuto Dylan e Guthrie non può farsi affascinare da Springsteen". Credo che parlasse esclusivamente per se stesso, quel "chi" secondo me equivaleva ad un "io". Come a dire: "Io che sono cresciuto con Dylan e Guthrie, non sono affascinato da Springsteen". Io l'ho letta così. Ed in questo caso sarebbe una sua opinione discutibile ma rispettabile (se pensiamo che Bob - che sicuramente De Gregori ama più di qualsiasi altro artista - ha cantato anche cose di Springsteen, evidentemente essendone affascinato).
Infine vorrei dire che non sono neanche sicurissimo che De Gregori bocciasse Springsteen su tutta la linea. Secondo me si riferiva solo al sound dei dischi del Boss, perchè quando Fegiz gli ha parlato del Bruce live De Gregori ha detto che lì non si pronunciava perchè non lo aveva mai visto dal vivo.
Che ne pensano gli altri? Magari Daria ed Alexan... che su Springsteen ne hanno di cose da dire...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3245) Caro Michele,
mi inserisco con una nota a margine tra gli interventi che sono seguiti alla tua recensione di "Pezzi".
Ascoltando la struggente "Parole a memoria" - straordinaria l'idea di evocare la morte del padre con le
note di Knockin' On Heaven's Door, una soluzione che solo chi ha consuetudine con il mondo poetico di
Dylan può apprezzare in tutta la sua profondità - sono rimasto colpito dalle immagini del periodo
pescarese della famiglia De Gregori evocate dalla seconda strofa. Immagini che si possono ritrovare
nella bella autobiografia del padre di De Gregori pubblicata postuma. Così ho pensato di fare cosa utile
segnalando a tutti coloro che seguono De Gregori, che noto con piacere essere molti tra i
maggiesfarmiani, tre libri sulla famiglia De Gregori. Si tratta di "Vita di un bibliotecario romano: Luigi
De Gregori" di Giorgio De Gregori, AIB, Roma, 1999; "La mia vita tra le rocce e tra i libri" di Giorgio
De Gregori, AIB, Roma 2003 e "Il diario di Bolla (Francesco De Gregori), Associazione partigiani
"Osoppo Friuli", Udine 2001. Sono libri un po' difficili da trovare. Per i primi due la cosa migliore è
conoscere un bibliotecario iscritto all'AIB (l'AIB è l'Associazione Italiana Biblioteche), per il terzo, fuori
commercio, bisogna scrivere all'associazione Osoppo, facendo un'offerta libera.
Si tratta di libri importanti per conoscere la storia della cultura italiana e delle sue classi dirigenti. Luigi
De Gregori, nonno di Francesco, è stato forse il più grande bibliotecario italiano; Giorgio De Gregori,
padre di Francesco, è stato uno degli animatori dell'AIB, protagonista del passaggio delle biblioteche
pubbliche italiane da luoghi di studio per eruditi a opportunità per la crescita civile dei cittadini.
Francesco De Gregori, fratello di Giorgio De Gregori, è il comandante partigiano Bolla, ucciso a Porzus
nel febbraio del 1945. Ma per chi segue Francesco De Gregori hanno un sapore particolare. Intanto si
trovano molte curiosità da fan, quali episodi dell'infanzia di Francesco, foto inedite. Io ho persino
scoperto che i De Gregori sono originari delle mie parti, per la precisione di Pogno sul Lago d'Orta, da
cui si sono mossi nel settecento per andare a Roma come impiegati nella burocrazia papalina. Ma
soprattutto è possibile respirare l'atmosfera nella quale si è formata la sua personalità. E comprendere
meglio la genesi e le immagini di molte canzoni quali, ad esempio, "Parole a memoria", "Il '56", "Tutto più
chiaro che qui", "Stelutis alpinis", "1940", "Il cuoco di salò", "San Lorenzo", molte canzoni di "Alice non lo
sa", ...

Un saluto
Gianni "The lonesome sparrow"

P.s. Grazie per la segnalazione del mio libro. Ti è piaciuto?
P.s./due Grazie a Elio "Rooster" e a Ila Ladybird - che nome affascinante! - per le belle parole che
hanno avuto per il mio "When We First Met". A Elio voglio dire che se mai ci incontreremo, dopo
esserci mancati a Blackbushe e ad Avignone, ho l'impressione che scopriremmo ancora molte cose in
comune, a cominciare dalla passione per Ruud Krol...

Ciao Gianni
ti dico subito che siamo in tre perchè prima di Maradona il mio idolo calcistico era proprio Rudy che ho visto innumerevoli volte al San Paolo ai bei tempi (e che quando arrivò a Napoli poco dopo il terremoto suscitava battute tipo: Krol a Napoli!... Un altro? :o) ). Il tuo libro è assolutamente affascinante e lo ricordo ancora a chi è interessato riportandone qui la copertina.
Grazie per le segnalazioni "degregoriane" e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"

Bertinotti - Ma la fortuna dei poveri dura poco - Interlinea Edizioni, Novara - 100 pagine - 10 euro
Dal retrocopertina del volume: Carolina Bertinotti è una donna come tante, nata in un piccolo paese del Piemonte rurale, in una famiglia di contadini. Una vita “normale” (il lavoro prima in campagna poi in fabbrica, le ristrettezze economiche, il matrimonio, otto figli), e poi la svolta: dopo l’8 settembre 1943  uno dei figli entra nella Resistenza, e così Carolina e il marito vengono coinvolti in prima persona nella lotta di liberazione. Un'opera straordinaria che parla anche di noi, di quello che siamo stati e di come stiamo diventando. Un atto di sopravvivenza e di strenua resistenza di una donna italiana nel turbine della Storia.


E a proposito di Springsteen...

3246) L'Associazione Culturale Bombacarta e Il Locale

presentano

Waiting for the Boss

Bruce Springsteen e dintorni

Guest Star: Joe D'Urso & The Stone Caravan

Il Locale, vicolo del Fico, 6 - venerdì 22 aprile 2005, Roma - Programma: ore 21,30 - Dust & Dreams: riflessione condotta da Andrea Monda ed aperta al pubblico su Bruce Springsteen, american poet. La discussione sui testi e la musica del Boss sarà accompagnata dalla visione di video rari e l'ascolto di cover acustiche realizzate da Antonio Zirilli;

ore 22,30 - Concerto di Joe D'Urso & The Stone Caravan

COMUNICATO STAMPA

Il 22 aprile esce in Europa Devils & Dust, 19° album ufficiale della lunga carriera di Bruce Springsteen. Per sottolineare l'evento, nella stessa serata del 22, Il Locale e l'associazione culturale BombaCarta offrono al pubblico romano una riflessione condotta da Andrea Monda e aperta al pubblico su Bruce Springsteen, grande cantore dell'epica americana contemporanea.

La discussione sui testi e la musica del Boss sarà accompagnata dalla visione di video rari e l'ascolto di cover acustiche realizzate da Antonio Zirilli.

Al termine della discussione si svolgerà il concerto di Joe D'Urso rocker newyorkese accompagnato dalla sua band The Stone Caravan.


3247) Un trafiletto su Bob da Mucchio!

Sal "Eagle"

Grazie
Michele "Napoleon in rags"


3248) Ciao Michele.
Ti giro una e.mail di Lorenzo Bertocchini.... guarda dov'era!!!

Sal "Eagle"

Beato lui!!! Lorenzo perchè non ci racconti qualcosa? Com'è andata?...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"





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