parte 257
Lunedì 4 Aprile 2005


3210) Salve Michele.
È la prima volta che ti scrivo, perciò complimenti per la Fattoria, ci passo quasi tutti i giorni, è veramente uno dei siti più completi che ci siano sulla rete, continua così!

Ecco alcune considerazioni e qualche domanda, con la speranza di non esagerare!

Il mio primo incontro con la musica di Bob: qualche anno fa, in un negozio di dischi che stava per
chiudere. Da un cesto di cassette a prezzi di liquidazione, ispirato dalla copertina (sembrava un disco 'importante'!), ho preso 'The Times are A-changin''. Incredibile. Ascoltandolo ieri per la milionesima volta ho avuto ancora le stesse senzazioni, tra ammirazione e sgomento. E ancora l'impressione che 'Boots of Spanish Leather' sia perfino superiore alla sua sorella maggiore ('Girl from the North Country').
Tornai qualche giorno dopo in quel negozio, per comprare 'Time out of Mind'...

Ho comperato da poco il cofanetto di 'The Last Waltz', il concerto d'addio alle scene della Band. Tutto molto bello, specialmente i set di Bob e Neil Young, ma ho l'impressione che l'ordine delle canzoni sia un po' caotico. Qual è stata la vera scaletta del concerto?

Tra i miei acquisti recenti c'è anche 'Shot of Love'.
Il disco più sottovalutato della storia del rock.
Sconsigliato dalle recensioni, non mi aspettavo granchè. Anzi, temevo un pasticcio alla 'Empire
Burlesque'. Ho trovato invece un album con vette strepitose. Oltre all'arcinota 'Every Grain...' ci sono 'Property of Jesus', 'Dead Man, Dead Man' e l'incontenibile 'The Groom...'.
Anche i brani 'troppo leggeri' non sono affatto dei disastri, piuttosto pop-rock di ottima fattura!
Nel complesso mi sembra un disco più solido, e con un miglior sound, del successivo, celebrato 'Infidels'.
Alla luce di questo, visto che oramai conosco bene i capolavori di Dylan, volevo chiedere a te, e agli
altri visitatori della Farm, qualche consiglio su come orientarmi nella sua 'produzione minore'.
Cosa acquisterò prossimamente? 'Saved', 'New Morning', 'Self Portrait', o addirittura uno dei tre dischi
precedenti a 'Oh Mercy'?
Non sarebbe male una specie di censimento sui dischi più sottovalutati di Bob!

Un'ultima cosa, per ora. É vero che Ani DiFranco è stata supporter in un tour di Dylan? Se sì, hanno mai duettato?

Grazie mille per l'attenzione! Alla prossima,

Paolo Bassotti

Ciao Paolo
e benvenuto sulle pagine di MF!
Grazie per i complimenti e vado subito a dirti che anche a me 'Shot of love' piace moltissimo. In effetti quando si leggono le recensioni o le classifiche o si guardano le stellette che gli vengono attribuite lo si ritrova sempre nelle posizioni basse (anche nella classifica basata sulle votazioni dei magfarmiani è addirittura al 29mo posto!!!!!). Per me è sempre stato inspiegabile questo fatto perchè se è vero che si può considerare un disco riuscito a metà, come ho scritto sul Legends di Bob Dylan, è anche vero che l'altra metà (diciamo così :o) ), cioè quella riuscita, ha canzoni splendide. "Every grain of sand" è secondo me una delle più belle di Bob. "Shot of love" è strepitosa e trascinante come poche del genere. E lo stesso discorso vale per "Property of Jesus" e "Dead man dead man". E vogliamo parlare di "In the summertime"? Anche "Lenny Bruce" è un bel pezzo che risente solo di un testo un po' frettoloso, come ho scritto sempre in "Legends". Secondo me "Shot of love" ha sempre pagato il fatto che Bob non incluse in quel disco alcuni capolavori come "Caribbean wind", "Angelina" e "The Groom..." (quest'ultima inserita in un secondo tempo solo nel cd). Certo che con quelle tre al posto di "Heart of mine", "Watered-down love" e "Trouble" quell'album "rischiava" di arrivare ai livelli dei più grandi di Bob.
Tra 'Boots of spanish leather' e 'Girl from the north country' in effetti è una bella lotta... Io ho avuto periodi in cui ho preferito la prima alla seconda (ricordo i primi ascolti che mi causavano immancabilmente le lacrime, e non esagero). Di recente forse è passata avanti di nuovo GFTNC, ma ripeto è come fare un paragone tra due gemme preziose...
Per quanto riguarda la scaletta del concerto del "Last Waltz" se ti riferisci a quella originale del concerto non saprei. Quella del set di Dylan invece è la seguente:
1. Baby Let Me Follow You Down
2. Hazel
3. I Don't Believe You
4. Forever Young
5. Baby Let Me Follow You Down
6. I Shall Be Released
Per quanto riguarda i "consigli per gli acquisti"... Se ho capito bene ti mancano ancora i seguenti:
Saved, Self portrait, New morning, Knocked out loaded, Down in the groove e... non ho capito qual è l'altro... Perchè parli dei "tre dischi precedenti a Oh Mercy", quindi in teoria il terzo che manca dovrebbe essere Empire Burlesque. Però quello lo citi dicendo "temevo un pasticcio alla 'Empire Burlesque' il che mi fa pensare che ce l'hai. Ad ogni modo nel dubbio lo inserisco tra quelli che non hai.
Beh, se vuoi un consiglio... io comincerei da New morning che è un bell'album. In secondo luogo passerei ad Empire burlesque e quindi a Saved. Poi Self portrait. Lascerei per ultimi KOL e DITG dove non c'è molto di veramente bello.
Per quanto riguarda Ani Di Franco è stata in cartellone con Dylan aprendo i suoi show nel 1997 durante il tour estivo in Canada e USA e poi anche in Europa se ricordo bene. Una nota simpatica: al Blossom Music Center di Cuyahoga Falls in Ohio il 26 Agosto del 1997 Bob disse rivolto al pubblico: "Beh, ve lo confesserò... Ani Di Franco! Me la sposerei se non fossi già sposato!" :o)
Non mi ricordo di duetti tra loro.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


La volta scorsa ho avuto il piacere di pubblicare una mail di uno dei miei idoli fumettistici (Michele Medda, il papà di Nathan Never, uno dei tre almeno), che è anche un grande dylaniano. Bene Michele mi riscrive quanto segue.

3211) Grazie a te, Michele.

Molte volte ho pensato di scriverti per questa o quell'altra cosa riguardo a Dylan, ma poi non ci sono mai riuscito. Nel senso che per me ascoltare Dylan è una esperienza così intensa e "privata" che non riesco a esternarla.
(A parte una recensione - in inglese! - del concerto di Cagliari, che avevo mandato a un certo Bill, e che ancora credo circoli in Rete).
Su Nathan Never ho infilato qua e là citazioni di Dylan, anche se indirette. L'unica volta che ho citato esplicitamente dei versi è stato nel numero 102, "Una canzone per Sara" (non Sara Lowndes, ovviamente... ;-). Nell'ultima vignetta della storia riporto un paio di versi di "Tight Connection to My Heart" (stravolgendo la metrica per tradurre in rima; essendo solo un paio di versi estrapolati dal contesto mi sono preso questa licenza).
Tra l'altro, non ricordo molti omaggi a Dylan nei fumetti. Ricordo che era uscito un volume con una specie di biografia a fumetti negli anni settanta (mi pare che l'autore fosse Antonio Tettamanti, sarebbe interessante recuperarlo); e ricordo un albo di Jonny Logan in cui uno dei personaggi intonava Hard Rain.
Ah, c'è anche un omaggio al contrario, per me imbarazzante, dato che l'autore è uno dei Grandi del fumetto italiano e uno dei miei autori preferiti, Gino D'Antonio. In una storia di Nick Raider, dovrebbe essere il numero 13, D'Antonio ha fatto disegnare uno dei cattivi con la faccia di Dylan, solo perché Dylan gli è antipatico!

Rinnovo i saluti e i complimenti

Michele Medda

Ciao Michele
e grazie per le informazioni. Leggevo Jonny Logan ma non mi ricordo di quella citazione di Hard rain... Cercherò di recuperare il numero in questione.
Mi crolla un mito! Gino D'Antonio odia Dylan!!! Se lo avessi saputo... sai che sono stato a casa sua per intervistarlo per un giornale sul quale scrivevo di fumetti...? Mi ha anche regalato una bellissima tavola originale (la copertina di un best sellers Mondadori dedicato alla sua "Storia del West")... Gli avrei potuto dare in cambio un po' di dischi di Bob... magari si convertiva :o) Non ho quel numero di Nick Raider in questione... Se qualcuno ce l'ha mi può scannerizzare una vignetta col Dylan "cattivo"?... Per quanto riguarda il libro che citi si chiamava "Bob Dylan - Le risposte nel vento in formato poster" e ne riporto qui sotto la copertina.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3212) Caro Michele,
ti invio una cosa che può interessare gli amici della Fattoria: una serata tributo a Bob Dylan al Noir Cafè di Inzago (MI) venerdì 15-4-2005, ovvero una manciata di pezzi suonati e cantati dal vivo con
traduzione dei testi in italiano prima della loro esecuzione. Se qualcuno degli amici del sito si trova da queste parti o vuole farci visita venga pure.
Il Noir Cafè che ci ospita è un piccolo bar letterario, un salotto caldo e accogliente situato nella provincia più estrema e orientale di Milano quasi al confine con la provincia di Bergamo. Un locale alternativo e tranquillo con servizio bar e una interessante libreria sia da consultazione che da acquisto.
Quindi se volete ascoltare qualche canzone di Bob Dylan sorseggiando una cioccolata, una tisana, un tè o un frappè (ma anche un semplice caffè o una birra...) questa è la serata che fa per voi.
Ciao a tutti
Ferdinando Pollastri (Ferdyp)

www.noir-cafe.it

www.ferdyp.cjb.net

Ciao Ferdinando
grazie per la segnalazione. Chi vuole vedere la locandina vada qui.
Ciao Ferdyp e ci vediamo a Roma per il MFFF.
Michele "Napoleon in rags"


3213) Ciao Napoleon...

Sono Fabrizia (sempre io!!! Sappi che da oggi in poi ti tormenterò...)

In questo esatto momento sto ascoltando Desire, e precisamente Isis... no, è appena finita... Cosa
selezionerà il computer? Ecco... Romance in Durango. Ma non divaghiamo... Volevo chiederti un altro
paio di cosette... Non ti stupire se ti chiedo solo curiosità su Joan... il problema è che i libri, le riviste, gli
articoli e le notizie su Dylan mi cadono addosso ogni volta che apro l'armadio... (non è vero, ce li ho su
uno scaffale!) mentre Joanie pare essere un po' dimenticata... Bè, dicevamo:

1) Indiscrezioni dal sito ufficiale di Joan... dicono che dovrebbe uscire più o meno in estate un disco live
registrato a New York il sei novembre 2004... tu ne sai qualcosa? (la verità non è che dubito del sito, ma della mia amica che me lo ha detto, anche perché quando me lo ha detto era il primo aprile...)

2) Come si chiama il figlio di Gabriel alias nipotino di Joan? (come mi piace la parola alias... non fa che
ricordarmi Bobby in Pat Garrett e Billy the Kid!)... E la moglie?

3) Una curiosità: premesso che hai 'And a voice to sing with' in italiano (e se non ce l'hai la domanda
non ha senso), ci sono le foto dentro? (è che io ho la versione americana...)

4) Sul sito di Joan (sempre lui!!!) nella sezione contatti c'è l'indirizzo di una certa Diamonds and rust
productions (e non è l'unico posto in cui è citata)... ora... io non ho mai capito a cosa serve... tu per caso lo sai?

Non so se ti sei reso conto... ho una cieca fiducia nelle tue conoscenze!

A proposito... Mi sembra che in un'intervista alla domanda 'Cosa ne pensi di Dylan Dog?' hai risposto
che immagini che DYD (come affettuosamente lo chiamiamo noi appassionati) si chiami così per
Bobby... Bè, si chiama così per Dylan Thomas (come del resto anche Bobby... Forse...). Anche se a
volte ci sono chiari riferimenti al mitico 'original vagabond'... come in un numero in cui il nome della
protagonista femminile era 'Blowin' in the wind' e Groucho (sosia di Groucho Marx, nonché spalla di
Dylan) fa una certa battuta ('Vi posso mettere insieme sul giradischi?') tirando fuori un vecchio lp di
Bob che si chiama Blowin' in the wind!!! (con una specie di disegno di Bob nell'inizio degli anni '70... tipo New Morning.... ehm...)

Ciao Fabrizia,
puntata fumettistica questa di oggi... Ti ricordi che numero di Dylan Dog è? Così lo inserisco nel nostro archivio dedicato a 'Dylan e i fumetti'...
Per quanto riguarda la versione italiana di "And a voice to sing with" ossia la autobiografia di Joan Baez ti dico che le foto ci sono, sono le stesse dell'edizione americana anche se di qualità peggiore per quanto riguarda la riproduzione. Per quanto riguarda Gabriel Harris, figlio di Joan, non so come si chiamino sua moglie e suo figlio e dubito che da qualche parte lo abbiano scritto anche perchè se è vero che Gabriel suona con un gruppo che fa musica etnica africana non è talmente famoso da avere già biografie in giro. Almeno credo. Se qualcuno lo sa mi faccia sapere.
Non ho sentito notizie di un live prossimo di Joan in uscita però è un po' che non vado sul sito ufficiale. Ho provato a controllare nei giorni scorsi ma il sito mi risulta irraggiungibile. Controllerò appena possibile e ti farò sapere. La Diamonds and rust productions è semplicemente il nome della "ditta" che si occupa di gestire il sito di Joan.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


3214) Per chi si trovasse nei paraggi, le selezioni Live del festival ScrivendoCanzoni di Sermide (MN) si
terranno a Mantova al teatro Officina delle arti in via Oberdan, domenica 10 e 24 aprile, dalle ore 21.00.
Potrebbe rivelarsi interessante... non solo: il 10 ci sono anch'io, chitarra armonica dylaniato fino
all'osso...

http://www.scrivendocanzoni.it/SelezioniLive2005.htm


3215) Caro Michele,
ho ri-visitato la tua pagina sulla bibliografia dylaniana in Italia.
Ho notato che mancano le immagini delle copertine di molti libri. Ti mando quelle dei libri in mio possesso, molti dei quali citati in quella pagina del tuo sito.
Ho omesso i piu' recenti e quelli gia' presenti, nonché quelli che ahimé mi furono rubati anni or sono... (tutta la serie originale di traduzioni della Newton Compton :-(((( ).
Ho aggiunto anche degli spartiti che in realta' non sono stati editi in Italia, ma che trovai in libreria qui a Roma.
Ho cercato di rimpicciolire le immagini in modo che tu le possa pubblicare direttamente sul sito senza ulteriori elaborazioni.
Ciao e grazie ancora per quanto fai
Bruno "Jackass"

Ciao Bruno
grazie infinite. Ho messo tutto nella nostra pagina che ora è mooolto più bella. Andate a vedere qui se non ci credete.
Ciao e grazie
Michele "Napoleon in rags"


3216) Ciao Michele
ho appena finito di leggere l'intervista a Carrera (ho aspettato anche la seconda parte per leggerla tutta insieme). Che dire? Non ho parole per descriverne la bellezza e voglio approfittare dello spazio che ci concedi per ringraziarlo davvero. Penso che nelle sue risposte - sempre precise, dettagliate e "coinvolte" - si confermi la sua grande capacità critica (e la sua predilezione per MF... le cose più belle sue le ho lette sempre sul tuo sito). Grande anche l'idea di far fare le domande a tutti i maggie's farmers... Ho visto che l'hai fatto anche per Eric Andersen (a proposito ti ho mandato anche io una domandina... ricevuta?). E' un'ottima idea, continua così. Tornando a Carrera dalle sue risposte viene fuori un quadro molto interessante di quello che c'è "dietro" a Chronicles, cose che magari ad una prima lettura non tutti colgono (per una futura ristampa del volume consiglio a Feltrinelli di allegare l'intervista di MF in questione come note a margine...). Complimenti davvero a Carrera (e a te!) e una domanda veloce sul Folk Festival di MF (ho letto il programma). Oltre agli artisti in cartellone ci sarà la possibilità per chi vuole di salire comunque sul palco come si faceva nelle hootenanny a cui ho visto che il MFFF si ispira? Te lo chiedo perchè così mi porto dietro la chitarra... :o)
Ciao
Vittorio

Ciao Vittorio
grazie per i complimenti e naturalmente su Carrera sono d'accordissimo con te. Quanto alla tua frase per cui "le cose più belle sue le ho lette sempre sul tuo sito"... beh spero però che tu abbia letto "La voce di Bob Dylan"... anche lì c'è qualcosa di interessante (diciamo circa trecento pagine)...:o)
Per la "hootenanny"... beh, se sarà possibile sicuramente coinvolgeremo anche altri che in maniera estemporanea vorranno esibirsi, almeno nella serata finale in cui è prevista una sorta di jam (e anche perchè questo consentirà a me e alla mia compagna d'avventure Benedicta "Hamster" di esibirci nei nostri pezzi forti come leggerai più sotto in una risposta ad Anna e Carlo...).
Per la domanda ad Eric Andersen: sì l'ho ricevuta e già girata... thanx!
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


3217) Ciao Michele
ti volevo fare i complimenti per la stupenda intervista ad Alessandro Carrera (un uomo un mito per noi dylaniani). L'ho trovata interessantissima e mi ha fatto capire che lavoro difficile deve essere stato tradurre uno scrittore come Dylan. Una nota: per quanto riguarda la traduzione della frase “Someone with a chopped topped head and a power in the community” di cui parla Carrera io direi che la soluzione migliore è quella che ha adottato, ossia “Qualcuno a cui era saltata la calotta del cranio ma che era anche radicato nella sua comunità”. Comunque le parole di Carrera mi hanno istillato la voglia di andarmi a leggere la versione originale di Bob, perchè comincio a credere che valga davvero la pena fare lo sforzo di leggerlo in inglese pur di leggere esattamente quello che Dylan ha scritto, una voglia che in realtà già l'articolo di Paolo Vites su MF in effetti mi aveva suscitato. Sai mica dirmi se qualche negozio in Italia lo potrebbe procurare?
Infine voglio dire al tale "pusher" qualora legga queste pagine che ha sbagliato davvero a fermarsi a pagina 60 di Chronicles nauseato. Se fosse andato avanti avrebbe scoperto che grande libro è. Un consiglio: ritiralo fuori e prosegui nella lettura, pusher. Fidati!
Ciao
Gerry

Ciao Gerry
grazie...
Non ho capito però chi è il "pusher" che citi... A chi ti riferisci? Fammi sapere...
Per quanto riguarda Chronicles in inglese secondo me l'unica è provare a contattare le Feltrinelli delle grandi città tipo Milano etc. che magari qualche copia in originale la riescono a procurare. Oppure tramite amazon.com. In altro modo non saprei.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3218) La volta scorsa mi ero dimenticato di riportare un bellissimo articolo di Franco Fabbri che mi aveva inviato Alessandro Carrera (e che da lui era stato citato nell'intervista a MF). Rimedio ora. Eccolo qua, leggetelo chè ne vale davvero la pena.
Michele "Napoleon in rags"

L'ARMONIA AL SERVIZIO DI SUA MAESTA' LA PAROLA
Franco Fabbri, in "L'Unità", 24 maggio 2001.
" <<Uàns apòn a tàim iù drèsd so fain, iù trù de bàms a dàim in iòr praim, didnt' iù? [...]>> Forse,
nonostante il massacro della traslitterazione (imperfetta, per di più), avrete riconosciuto l'inizio della
prima strofa di Like A Rolling Stone. Anche se non conoscete la canzone, anche se non sapete
l'inglese, provate a leggere queste poche righe: avrete in testa, nell'orecchio, la prova della formidabile
padronanza della lingua, della parola, della materia sonora verbale, da parte di Bob Dylan. Certo, quel testo dice anche qualcosa, ed è una storia drammatica, angosciosa, quasi un giallo, perchè per un bel tratto della canzone non sapremo quale sia l'evento che ha fatto precipitare la vita della protagonista dal lusso dei quartieri alti alla lotta quotidiana per l'esistenza, alla condizione di vagabonda, di rolling stone. E anche se a un certo punto Dylan ce lo dice che il colpevole è il maggiordomo (e chi, se no?), che non ha saputo stare al suo posto, che ha portato via tutto quello che c'era da rubare, noi non ci accontentiamo, e ci deliziamo - a sentire gli elenchi degli agi precedenti e delle sventure successive, sciorinati con la sapienza di un altro grande elencatore (Cole Porter), ma con un tono biblico di profezia infausta sovrapposto all'ironia.
Insomma, Dylan è un grande inventore di testi, calato in una tradizione americana che non è solo quella
delle ballate popolari, e che come nel caso dei migliori lyricists di Tin Pan Alley (lo stesso Porter, Ira Gershwin) si intreccia e si ispira alla poesia <<vera>>, quella scritta per la pagina. Ma Dylan non è solo un autore di testi raffinatamente sensibile alla musicalità del verso (tutte quelle <<a>>, e poi tutte quelle <<o>>, nelle righe che abbiamo letto insieme): è anche autore delle musiche, un autore altrettanto raffinato e sensibile. Davvero?
Forse la musica più nota di Dylan, oggi, è quella di Knockin' On Heaven's Door, con quella sequenza di
accordi che ha preso il posto della Bambolina come standard del chitarrista dilettante: di sicuro la conoscono tutti i professionisti, e quando ci sono due cantanti su un palco che decidono di improvvisare un duo si può scommettere che salteranno fuori quei sei accordi lì. Ecco, per ironia della storia, questo bel <<giro>> (I-V-II, I-V-IV, per i musicisti) è l'opposto della ragione per cui Dylan merita di essere ricordato come uno dei più grandi compositori di canzoni. Non c'è dubbio che piaccia oggi, perchè corrisponde all'estetica della ripetizione assoluta, del groove, dell'uso poetico delle macchine e degli algoritmi, e certamente ha senso in quella specifica canzone. E di sicuro Dylan ha scritto canzoni notevolissime basate su <<giri>> anche più schematici e ripetitivi, come All Along The Watchtower (VIIb-I-VI-Ib-VI). Ma la sua grandezza come compositore sta nel mettere l'armonia al servizio della parola, nella capacità di costruire una forma che sostiene e sviluppa il discorso del testo, con una progressione retorica implacabile. Like A Rolling Stone è un esempio eccellente. Ogni strofa è divisa in due parti: nella prima si rievocano gli splendori, con qualche accenno minaccioso alle successive disgrazie della protagonista; nella seconda il tempo si sposta al presente, e il rovescio della fortuna è già avvenuto. Nella prima parte (gli splendori) il basso sale, e gli accordi lo seguono inevitabilmente: I-II-III-IV-V (Do, Re minore, Mi minore, Fa, Sol), due volte, e poi IV-V, IV-V (Fa, Sol), ripetendo con un certo affanno gli ultimi due gradini della scala. Nella seconda parte (la disgrazia) il basso scende: IV-III-II-I (Fa, Mi minore, Re minore, Do), due volte. A questo punto "deve" succedere qualcosa: siamo compartecipi delle diverse fortune della protagonista, ci è diventata familiare, vorremmo dirle tutti insieme qualcosa, il racconto si deve concludere. Ma Dylan ci tiene ancora in sospeso, vuole che il discorso arrivi al momento più drammatico, con la cadenza più definitiva: II-IV-V (Re minore, Fa, Sol). E solo adesso possiamo chiedere insieme a lui: <<How does it feel?>> Come si sta, ad essere senza casa, come una perfetta sconosciuta, come una vagabonda? E qui sì che scatta il <<giro>>, la situazione bloccata, senza via d'uscita: sempre gli stessi tre accordi (I-IV-V, Do, Fa, Sol). La musica si fa servitrice, ancella della parola: con altri strumenti, con altre qualità rispetto al progetto della Camerata de' Bardi che sta alla base del melodramma italiano, ma con efficacia del tutto simile.
E' sorprendente notare che l'artificio retorico del basso discendente che funziona così bene in Dylan per
sottolineare la caduta in disgrazia dell'eroina della canzone sia sostanzialmente lo stesso al quale si
rifaceva Monteverdi per i suoi Lamenti: e non è che Dylan si ispiri o copi (è difficile pensare che la sua
pur composita cultura musicale nel 1965 comprendesse anche il Cinque-seicento italiano), ma certo l'idea nasce dalle stesse premesse e da intenzioni analoghe. A chiunque abbia ascoltato le canzoni di Dylan, fin dagli inizi, questa maestria appare evidente, anche se non sono altrettanto evidenti i mezzi che usa. Cos' l'influenza che esercita su altri autori di canzoni è enorme, ma in molti casi nei dylaniani - anche in quelli italiani - c'è più il suo colore che il suo stile.
C'è la qualità della voce, c'è il tono apocalittico dei primi testi (Buttiamo a mare la basi americane, Rudi
assuntino), c'è la semplicità degli accordi, che a volte fa anche a meno della settima sulla dominante
(per non dire di altri <<trucchi>> invisi ai dylaniani ai rocker, come seste, settime maggiori, none, per
carità!). C'è - a volte - un'identificazione seria, commossa e commovente (De Gregori, Bubola, De
Andrè). Ma quel tocco diabolico da predicatore-imbonitore in musica, quella logica implacabile è rimasta tutta sua. Se vi dilettate di musica, andate a risentire ora gli accordi di Blowin' In The Wind. Non sono come ve li ricordavate: sulla parola wind c'è un Fa, non un la minore (come tutti fanno). E, se ci pensate, non poteva essere che così. "
L'ARMONIA AL SERVIZIO DI SUA MAESTA' LA PAROLA,
Franco Fabbri, in "L'Unità", 24 maggio 2001.


3219) cerco urgentemente il seguente libro su Bob Dylan fuori commercio
chiedo pertanto di contattarmi a chi ne avesse una copia usata da vendermi (il libro è in lingua inglese)

autore : Alan Rinzler
titolo: Bob Dylan - The illustrated record
editore: Harmony bookd - New York 1978

il mio indirizzo e-mail è luciano.turrici@virgilio.it

ciao a tutti

Luciano


3220) Ciao Michele,

Ti inoltro questa notizia che mi è arrivata da BobDylan.com.

GREIL MARCUS' "LIKE A ROLLING STONE: BOB DYLAN AT THE CROSSROADS" PUBLISHED

Greil Marcus' new book, Like a Rolling Stone: Bob Dylan at the Crossroads, has just been published by
PublicAffairs, and he will be making appearances in several U.S. cities to talk about his book.

Publishers Weekly reviewed the book recently: "Marcus's engaging exegesis on the musical and
cultural ramifications of Dylan's 1965 six-and-half-minute hit is not just a study of a popular song and a
historic era, but an examination of the heroic status of the American visionary artist. Recorded when
American popular music was 'like a running election,' Dylan's 'music of transformations' induced a
conflicted, confused America to look at its social disasters of racism, drug abuse and Vietnam, Marcus
says, while simultaneously permitting it to strip away its illusions and hope for a better future. Ostensibly
about a rich young socialite's fall from grace, the song's lyrics are open to many interpretations, which
may have helped make it such a phenomenon. Marcus displays a comprehensive knowledge of
American popular and political history, tracing the song's roots back to Robert Johnson and Hank
Williams and spotting its influence on such disparate artists as Frank Zappa, the Village People and
various contestants on American Idol. Part scholarly discourse and part beatnik rambling, the book is
chockfull of lively metaphors and includes 20 pages of studio outtake banter. Marcus successfully
convinces readers that (in the words of hit songwriter Gerry Goffin), 'Dylan managed to do something
that not one of us was able to do: put poetry in rock n' roll and just stand up there like a mensch and sing it.' ".

Un saluto!
Emiliano "Nightingale"

Ciao Emiliano.
Grazie della notizia che vado brevemente a tradurre (e che è in tema con questa pagina visto l'articolo di Fabbri):
E' stato pubblicato il nuovo libro di Greil Marcus, 'Like a Rolling Stone: Bob Dylan at the Crossroads'.
Si tratta di una esegesi sulle ramificazioni musicali e culturali dell'hit di Dylan del 1965, 'Like a rolling stone'. Non solo uno studio di una canzone popolare e di un'era storica ma anche l'esame dello status eroico del visionario artista americano. La musica di Dylan spinse un'America confusa ed in conflitto a guardare al disastro sociale del razzismo, dell'abuso di droghe e del Vietnam, facendo cadere le illusioni e le speranze per un futuro migliore. Le liriche della canzone che apparentemente raccontano della caduta in disgrazia di una giovane ricca ragazza dell'alta società sono in realtà aperte a molte interpretazioni. Marcus fa risalire le radici della canzone a Robert Johnson ed Hank Williams e parla dell'influenza da essa avuta su artisti come Frank Zappa, i Village People ed altri. Marcus cita le parole di Gerry Goffin che dice: "Dylan è riuscito a fare qualcosa che nessuno di noi è stato capace di fare: mettere la poesia nel rock n' roll e stare in piedi e cantarla".
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3221) Ciao da Mario. Invio questa foto del giovane Bob.

6-Luglio-63. Pochi giorni dopo l'assassinio del leader negro Medgar W. Evers, Bob canta "Only a Pawn
in Their Game" al raduno per i Diritti Civili nella fattoria di Silas Mc Gee a Greenwood, Mississipi. Per
la morte di Evers fu processato due volte un certo Byron de la Beckwith, ma la giuria si rifiutò in
entrambi i casi di emettere la sentenza.

Ciao Mario,
molto bello questo primo piano di Bob che avevo visto sempre solo in video in Don't look back.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

3222) Ciao ragazzi,
a proposito del programma del Maggie's Farm Folkfest

> Fine Serata: Gran finale con duetti e jam sessions
> dei gruppi e dei cantanti che vogliono partecipare,
> tra quelli che si sono esibiti nel corso del festival
> e tra coloro che vogliono unirsi a loro.

e così pure stavolta ci becchiamo la Tangled Up In Blue Di Michele :-)
Carlo "Pig"


3223) Ciao ragazzi,
come ho già svelato a Carlo, ho una videocamera disponibile; quindi mi offro ufficialmente, insieme ad
Elio "Rooster", a videoriprendere l'intera manifestazione.
Mi pare opportuno che la Tangled Up finale sia videotrasmessa in Mondovisione....
Anna "Duck"

Ciao Carlo, ciao Anna...
dovete sapere che la jam session finale è stata da me e Benedicta pensata ed inserita nel programma della manifestazione solo ed esclusivamente per quel motivo. Ovvero: 1) per consentire al sottoscritto di esibirsi nel suo classico, TUIB 2) per consentire al sottoscritto e alla succitata Benedicta di esibirsi in duetto su uno dei loro cavalli di battaglia, "Hurricane" 3) per consentire al sottoscritto e a tutti gli altri di esibirsi in una "Knockin' on heaven's door" finale cui stavolta Elio "Rooster" non riuscirà a sottrarsi accampando scuse legate alla penuria di microfoni :o) come fece sempre a Roma tempo fa...
Ciao a tutti
Michele "Napoleon in rags"
ps per Anna: ovviamente sì! Sei nominata ufficialmente regista dello show che se non in Mondovisione trasmetteremo sicuramente in Italiavisione... Sarai il nostro "occhio" sul Fest, la nostra "bakerina" (neologismo dylaniano da 'Pennebaker').


3224) Se la caccia al bootleg dylaniano è il vostro forte...
vi aspetto il 9 e 10 aprile all'ippodromo di Varese.

Ciao

Mctell@libero.it


3225) Mi piace però ricordarti com'eri, pensare che ancora vivi, pensare che ancora mi ascolti e che come
allora sorridi...(F. Guccini)

Ciao Michele,
questo è il mio ricordo per Giovanni Paolo II, un grande papa, immenso, comunicativo e potrei andare
avanti con gli aggettivi fino a domani.
Io ho 25 anni, quando sono nato Lui era già lì, a portare speranza e amore in tutta la terra, ogni altra
parola mi sembra superflua... ci mancherà...

Addio Carol, hai bussato al Paradiso e le sue porte ti si sono spalancate... sei stato un grande papa.

Emiliano "Nightingale" 


3226) Ciao Michele,
mi stavo preoccupando del fatto che non avevi fatto cenno alla perdita del grande Giovanni Paolo II, era doveroso che tu scrivessi quel toccante articolo. Non potevi trovare parole migliori. Io sul mio sito
avevo già espresso tutto il mio cordoglio e ricordato il Papa inserendo la foto con Bob, ora mi unisco alle tue parole. E' una figura che al di là dell'immensa importanza religiosa ha cambiato il corso della storia
come uomo politico. E' tristissimo vedere che nonostante si sia mobilitato il mondo intero ci sia ancora qualcuno che si dissocia da questo dolore collettivo. Tornando a Bob, ho rivisto quel filmato di
Bologna e devo dire che anche Bob si sciolse letteralmente alla sua presenza. Due sere fa mentre il Papa era in agonia ha suonato Forever Young, ieri sera invece, probabilmente dopo aver appreso la notizia, ha suonato 'americani dicitur' una straordinaria versione di I Belive In You, raccogliendo applausi a scena aperta. Non ha mai fatto cenno alle sofferenze e alla morte del Papa ma penso che con il cuore era anche lui a Piazza S.Pietro. Il Papa del rock meritava di essere ricordato, e penso che al di là di tutto rimarrà nella storia, perché con lui si è chiusa un epoca.
Sal  "Eagle"

Grazie ad Emiliano e Sal per la testimoniana cui mi associo.
Michele "Napoleon in rags"


Nella scorsa Talkin' era stato fatto osservare che il personaggio apparso in una foto della Talkin' 255 non era Buddy Guy ma Bo Diddley. Sal "Eagle" che aveva inviato quella foto rettifica:

3227) Era Bo Diddley....stavo però ascoltando un disco di Buddy Guy.... e quindi è nato l'equivoco. Sorry. Anche gli dei sbagliano.

Sal "Eagle"


...tre mostri sacri: Robbie Robertson On Stage con Clapton & Bo Diddley alla Rock N' Roll Hall Of Fame...


3228) CARI AMICI,
vengo ad annunciarvi due meravigliosi e imperdibili appuntamenti musicali.

1) Per la rassegna sulla canzone d'autore
LA MIA ORA DI LIBERTA'
lunedì 4 aprile al Rasho-mon, via degli Argonauti 16 (zona via Libetta), h 21.30
(ingresso libero, tessera stagionale 3 euri)
si può ascoltare la suggestiva voce di
LEONARDO LEONARDI in concerto
nella sua interpretazione più classica e congeniale:
le canzoni di Fabrizio De Andrè.

2) In secondo luogo, non però minore in ordine d'importanza,
martedì 5 aprile
all'ARGILLATEATRI
in via dell'Argilla (zona san Pietro / Gregorio VII), con inizio alle h.21 30
(biglietto d'ingresso con annessa tessera a 5 euri)
si terrà il debutto stagionale dei

the TAMBOURINE
(prima e per ora unica cover band di Bob Dylan a Roma e nel centro Italia)
in formazione completa, e cioè

Franco Fosca - voce chitarra e armonica
Felice Zaccheo - chitarra solista, mandolino e violino
Roberto Arcipreti - basso
Aldo Abete - batteria

Poiché del concerto dei TAMBOURINE verrà prodotto in diretta un doppio demo (video e audio), si rende necessaria la partecipazione appassionata di un pubblico colto e amico.

Grazie per l'attenzione e buon lavoro.
Franco Fosca


Ed ora un po' di lettere "degregoriane" (ma si parla un po' anche di Dylan quindi leggetele). Rispondo alla fine cumulativamente:

3229) Carissimi della "Farm",

Sull'onda dell'entusiasmante articolo di Michele "Napoleon in rags" Murino, ieri sera messi a nanna i
bimbi, mi sono dedicato anima, core, divano e cuffie all'ascolto di "Pezzi" del mitico De Gregori.

"Se potessi rinascere ancora... Preferirei non rinascere qua...",... penso che sia una denuncia fortissima,
sulla quale si può anche essere d'accordo.

Ma io, potessi rinascere ancora, forse... vorrei rinascere ancora qua.
De Gregori è un bel pezzo dell'Italia che amo e se fossi nato in Svizzera, in Perù o nell'Oregon non avrei
potuto usufruire della sua splendida poesia.
Solo da Italiano posso comprendere la profondità, il senso e l'amarezza delle sue parole e poco importa
se dalle sue canzoni traspare tutto l'amore per Dylan. Anche Dylan ha le sue fonti d'ispirazione, come
chiunque produca arte.

Il plagio, le copiature e i riff scimmiottati sono cose sottili e decadenti che non trovano spazio nell'arte di
De Gregori; è originale, autentico e sincero fino all'angoscia.
Fa piacere sentire un pò di "all along the watchtower" in "il panorama di Betlemme", ma non ci ho certo
pensato mentre venivo avvolto dalle emozioni che la canzone di Francesco mi ha dato.
Emozioni tristi, sentimenti crudi e intrisi di sangue (la recensione di M. Murino è perfetta!) e per questo
terribilmente pieni di vita.

Sono cresciuto a pane, De Andrè, De Gregori e Bennato che insieme a pochi altri considero il fiore
all'occhiello della musica italiana. Inevitabilmente sono arrivato a Dylan.
Dylan mi ha felicemente accompagnato nei sentieri del Blues, del Folk e del Rock americano fino alle
sue radici.

E' bello pensare che dopo tutto, il faro illuminante (almeno per me) rimane ancora lui, il vecchio Bob, il
quale mi ha insegnato che l'efficacia di una canzone non sta nella sua originalità ma nella sua purezza.
Per capirci: una canzone può essere copiata pari pari da un'altra e per questo considerata non originale,
ma se chi la canta se ne impossessa al punto di credere in ogni parola ed in ogni nota suonata allora per
me la si può definire "pura" e solo le canzoni pure ti entrano dentro. Solo quelle riescono a toccarti.

Io per esempio amo Dylan da quando avevo sedici anni e non è certo merito delle parole o del
significato delle sue canzoni, perché, fatta eccezione per i pochi brani più famosi, gli altri li ho capiti alla
veneranda età di trentadue anni , quando ho potuto leggerli belli e tradotti (...e tradotti bene) al glorioso
indirizzo: www.maggiesfarm.it/ttt.htm, al quale rinnovo la mia riconoscenza.
Il significato delle canzoni di Dylan sono un inestimabile valore aggiunto, ma da ragazzo non erano le
parole ad incantarmi bensì la purezza, la rabbia pura, l'amore puro e la pura bellezza di uno che canta
con il cuore al posto giusto.
Lo stesso ho provato ascoltando De Gregori ieri sera e il "valore aggiunto" di tutti i pezzi che ho sentito
mi ha fatto venire la pelle d'oca.
Sono canzoni che riflettono lo stato d'animo di un uomo che vive nei miei stessi giorni e li canta con il
cuore al posto giusto.
Insomma: andate gente e comprate l'ultimo lavoro di De Gregori perché merita!

Un solo sfizio: per caso qualcuno sà chi è Gamba di Legno?

Saluti affettuosi

Alfredo Della Valle
alias
mctell@libero.it


3230) Ciao Michele
ho preso il nuovo di De Gregori e voglio consigliarlo a tutti quelli che non lo hanno ancora ascoltato. E' bello davvero. Mi ero spaventato quando avevo letto di riferimenti a Jovanotti (!!!) da parte di Francesco in Pezzi poi ho ascoltato il cd e ho visto che è ripreso invece in gran parte da Dylan... e... mi sono TRANQUILLIZZATO!!! :o)
Ciao
Bruno


3231) Ciao Michele
ho letto la tua bellissima recensione di Pezzi che condivido punto per punto. Voglio solo aggiungere che oltre a Vecchioni ho notato la somiglianza con un altro autore italiano che tu ben conosci, Massimo Bubola; in Gambadilegno a Parigi ci sono dei punti che mi ricordano molto da vicino Camicie Rosse. Che ne pensi?
Sandro


3232) Ciao Michele
dopo la tua strepitosa recensione (bellissima davvero, complimenti!) sono corso a comprare Pezzi... Gli ultimi dischi di De Gregori non mi avevano entusiasmato tanto che addirittura non li avevo neanche comprati, l'ultimo che ho è Canzoni d'amore, perchè ascoltando qualche brano a scrocco non mi avevano preso per niente (soprattutto il penultimo). Devo dire che "Pezzi" è per me una sorpresa perchè finalmente De Gregori è tornato a fare dei pezzi belli rockeggianti e soprattutto dylaniani... secondo me è il disco più dylaniano tra tutti quelli di DG e oltre a AATW, Knockin' e H61 io ci ho trovato anche l'atmosfera di Blood on the tracks in diversi punti. Le mie preferite sono Tempo Reale Revisited :o), Il panorama di Betlemme, Numeri da scaricare (che in effetti musicalmente è pari pari Meet me in the morning, e che ha un testo bellissimo secondo me) e Parole a memoria. Una domanda impossibile: ma secondo te ci sarà mai un duetto De Gregori / Dylan. Non sarebbe un sogno? Si sono mai incontrati i due che tu sappia?...
Ciao
Lorenzo

Ciao a tutti e grazie per le mail degregoriane (mi fa sempre piacere come sapete parlare anche del mio primo amore - Ciccio naturalmente! - su MF di tanto in tanto, anche perchè il primo amore, si sa, non si scorda mai).
A Lorenzo dico che un duetto Dylan / De Gregori (mettiamo prima il maestro e poi l'allievo, và :o) ) sarebbe davvero un sogno. Impossibile? Chi può dirlo? DeGre ha già duettato con Joan Baez quindi del tutto impossibile direi di no... Chissà, magari una delle prossime volte che Dylan viene in Italia... Io pagherei anche dieci volte il biglietto, magari per sentirli su If you see her say hello una strofa a testa, una in inglese e una in italiano... (oppure Francesco potrebbe cantare Parole a Memoria e Bob e la band cantare il ritornello di Knockin' on heaven's door negli stacchi strumentali tra una strofa e l'altra :o) ).
Che io sappia De Gregori e Bob si sono incontrati una sola volta nel camper di Bob durante un concerto in Italia, a Roma, di parecchi anni fa. DeGre gli aveva portato in regalo la musicassetta del suo ultimo disco (Scacchi e Tarocchi o più probabilmente Terra di nessuno). Lo stesso Ciccio ha ricordato l'incontro che però - ha precisato - è stato veramente molto breve, una cosa di sfuggita... letteralmente.
A Sandro dico che in effetti riascoltandola bene qualcosina di Camicie rosse c'è in Gambadilegno a Parigi ma magari un po' involontariamente, rispetto alle palesi citazioni di AATW o Knockin' etc., intendo... Magari glielo dico a Bubola che sarà contentissimo di questa citazione :o)
A Bruno dico che anche io quando avevo sentito di una possibile citazione di "Salvami" in "Vai in Africa, Celestino"... (se ricordo bene il titolo era proprio Salvami... un brano di Jovanotti... ma potrei sbagliare titolo perchè ne so poco del Cherubini) ho detto: "Beh, passare da Dylan a Jovanotti!!! Che succede a Ciccio?"... invece poi anche io ho scoperto con estremo piacere che in Pezzi DeGre è più dylaniano che mai.
Ad Alfredo dico che Gambadilegno non è nessuno in particolare. Solo un reduce di guerra.
Ecco cosa ha raccontato De Gregori su Gambadilegno: "Gambadilegno a Parigi" ha come sfondo il dopoguerra a Parigi, vi è una ferita. Anche qui si parla di soldati. Gambadilegno è un soldato sconfitto, un ferito che mescola sogno e realtà, battaglie e dopoguerra. Atene ricorre in questa canzone perché ricorre in me: Atene come culla della democrazia della civiltà, della pace, in contrapposizione con Sparta che significava la guerra. Atene era l'invenzione di nuove idee, immaginiamoci i vecchi che passeggiano a discutere di filosofia, beh non sarebbe bello rinascere lì? Gambadilegno a Parigi è il resoconto fedele di un sogno, di qualche cosa che non ha un inizio, non ha una partenza, e quando io ho cominciato a scrivere il primo verso, che suonava bene su un arpeggio di pianoforte, non avevo idea di dove sarebbe andata a finire la canzone; e poi piano piano si è venuta formando l’idea di questo soldato, di questo reduce da una guerra, chissà quale guerra, con una mutilazione addosso, una gamba di legno che lui va a cambiare a Parigi... e viene investito in questa sua sofferenza, in questo portarsi questa sua cicatrice dolorosa addosso, viene investito dalla luminosità di questa città così ricca di suggestioni, una città piena di arte, ma piena anche di erotismo, piena anche di scale, questo poveretto si sceglie un albergo dove non c’è l’ascensore e arranca con questa gamba di legno; poi va a dormire e sogna, e fa questo sogno dove c’è Atene, Atene dove nevica, una nevicata su Atene è uno stranissimo luogo dove far nevicare, è una visione. La canzone è nata proprio da questa storia di Atene sotto la nevicata, poi io ho pensato che Atene è la patria della filosofia e anche della democrazia, che dovrebbero essere l’antidoto alla guerra, un modo per fermare la guerra... Quest’uomo a Parigi ha come una seconda vita, e quindi: Lazzaro, Lazzaro di Notre Dame...”.
Dico anche che sono d'accordissimo con quanto dici, Alfredo. Direi che sei stato perfetto nelle tue argomentazioni che condivido al cento per cento e speriamo che qualcuno che continua ad accusare DeGre di plagi capisca leggendo la tua mail che la verità sta da un'altra parte. Song to woody è un "plagio" ma è bellissima. E così un sacco di brani tra Freewheelin' e The Times... e ancor prima e a volte dopo lungo tutta la produzione dylaniana... Ma come scrivi benissimo tu "l'efficacia di una canzone non sta nella sua originalità ma nella sua purezza" ed in questo senso De Gregori ha scritto dei veri e propri capolavori.
Ecco quello che ha detto di "Vai in Africa, Celestino": "La canzone è nata in dieci minuti. Avevo in testa da tempo l'idea di fare una canzone su un mondo in pezzi, con un vago riferimento a uno spunto di Dylan, esattamente al pezzo Everything is broken, avevo un taccuino dove annotavo pezzi di qua pezzi di là, poi mi sono messo al pianoforte e ho trovato il giro armonico"...
Furti d'amore = capolavori d'autore ("Love & Theft" docet).
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


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