parte 252
Lunedì 28 Febbraio 2005


Nella pagina della posta della settimana scorsa (vedi lettera di Bruno, n. 3134) si era discusso del Dylan "costruito a tavolino" da Grossman in relazione al volume di Mauro Eufrosini "Blowin' in the wind" (La storia del Rock vol. 2 - Editori Riuniti). Ecco un intervento dell'autore del libro in questione:

3142) caro Bruno, caro Michele
innanzi tutto grazie, di cuore, per il tempo che avete voluto dedicare al mio libro.

Vorrei rassicurare Bruno, e confermare Michele, circa quella frase a pagina 89 di Blowin' In The Wind.
Non vi era da parte mia alcuna volontà di giudicare (tantomeno di condannare) attitudini e comportamenti, peraltro riferiti da altre fonti e testimonianze, di Bob Dylan. Al contrario, quell'imporre la propria personalità attraverso la costruzione di un personaggio pubblico che ben poco aveva a fare con la realtà anagrafica, mi è sempre parso un primo evidente esempio della genialità di Dylan, quella genialità alla quale accenno qualche pagina più avanti.

Quanto poi al tanto discusso rapporto Dylan/Grossman, e in generale, ai rapporti (e ai torti), veri o presunti, tra Dylan e i suoi colleghi di allora, credo vadano interpretati, per quanto possibile e sulla base delle testimonianze esistenti, con serenità e cautela. Si tratta comunque sempre di show business, campo nel quale la competizione è elemento imprescindibile e spesso trainante, nel male ma anche e soprattutto nel bene.

Grazie per l'ospitalità su queste pagine e per le graditissime osservazioni.
Mauro Eufrosini

Ciao Mauro
grazie per il tuo intervento che in effetti conferma quanto da me ipotizzato nella risposta a Bruno.
Colgo l'occasione per farti i complimenti per il volume che ho trovato molto interessante.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


Ha suscitato "scalpore" l'articolo di Walter Mauro inviatoci la volta scorsa da Massimo (vedi lettera n. 3130).
Ecco Giorgio:

3143) Ciao Michele
ti mando la prefazione di Patti Smith alla ristampa di Mr. Tambourine (Arcana).

Aggiungo la trascrizione di quanto Patti scrive sul tour con Dylan tratta dal volume "PATTI SMITH COMPLETE - Canzoni, riflessioni, diari". Le foto che ti allego (che ritengo significative) sono parte delle illustrazioni dello stesso volume.

La ristampa delle traduzioni di Tito Schipa Jr. (con tutto il rispetto per la casa editrice ARCANA) mi sembra un'operazione di sconcertante tempismo. A Feltrinelli un invito a darsi una mossa (SVEGLIA!!!!!!!!) per la pubblicazione dei testi.

L'operazione di Tito Schipa, con tutte le sue buone intenzioni e giustificazioni (vedi i Consigli del traduttore nel Vol. I), mi è apparsa, da sempre, molto poco convincente. Penso che tradurre in rima, "italianizzando con ardire" (cito la recensione che ti allego) abbia reso i testi pressoché illeggibili e abbia reso un pessimo servizio alla divulgazione dell'opera di Dylan. Tanto vale accontentarsi di una buona traduzione letterale, o no?

Ritengo superfluo riproporre ora quelle traduzioni: beh, NOI siamo in febbricitante attesa di quelle di Carrera!

Per quelle, siamo disposti a "metterci" entrambe le mani sul fuoco.

Sul brano di Walter Mauro riportato nella posta:

se fossi cattivo direi che certi autori, non dico la retribuzione per il "lavoro" svolto, ma nemmeno meritano una risposta.

Cattivo non sono e due parole le spendo.

Riguardo a Frank Zappa ("il musicista certamente di maggior talento e cultura che il rock abbia espresso") è il minimo che si potesse dire. Io aggiungerei: anche il più serio! Non so poi quanto e in che modo nel volume l'argomento venga approfondito. Resta il fatto che l'alta considerazione dell'opera di Frank non dovrebbe essere assunta a pietra di paragone per tutto quanto ci capita di ascoltare (della serie: lui sì che è bravo, tutto il resto è merdaccia).

Liquidare Elvis come ". uno scadente esecutore di ballate romantiche, un imitatore di secondo piano ." mi sembra a dir poco azzardato. Per capire che non è così basterebbero gli esordi alla Sun Records ("crooner imitatore"? - ascoltare di quelle sedute "Blue Moon" - solo basso e la voce . non te la togli più dalla testa! Dylan nel '58 ne aveva già capito l'importanza). Basterebbe l'album di sole cover (blues e ballate) "ELVIS IS BACK" del 1960. Oppure, per restare a cose poco note, "HIS HAND IN MINE" dello stesso anno ("scadente esecutore di spiritual e gospel" direbbe Mauro?). La ciliegina sono le altrettanto poco conosciute sedute di "FROM ELVIS IN MEMPHIS" del '69 (country e R&B) che, in piena crisi, faranno correre il nostro (Bob) in sala di registrazione (vedi accurata descrizione di Paolo Vites).

Si dice che dopo la notizia della morte di Elvis, Dylan non abbia parlato per una settimana. Vorrà pur dire qualcosa, no?

Per finire, se proprio fossi cattivo, inviterei noi tutti a fare una colletta: per mandare a Walter Mauro una copia de "La voce di Bob Dylan". Nel caso non l'abbia ancora letto.

Saluti

Giorgio.

Ciao Giorgio
riporto in fondo a questa pagina gli allegati su Patti Smith. Per il resto grazie del tuo intervento che viene "corroborato" dalle mail qui sotto. Per quanto riguarda Tito Schipa, Jr. il mio parere è che quella delle "traduzioni poetiche" fu una scelta precisa - discutibile finchè si vuole - ma certamente coraggiosa (naturalmente Schipa avrebbe impiegato molto meno tempo a tradurre letteralmente i versi). Secondo me è un bene che ci siano quelle traduzioni che al limite all'epoca potevano essere affiancate da una traduzione anche letterale (naturalmente da un punto di vista editoriale sarebbe stato necessario uno sforzo maggiore da un punto di vista economico, raddoppiando le pagine). Comunque tra poco ci saranno le traduzioni di Alessandro Carrera che colmeranno la lacuna.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


Ed ecco Luca:

3144) Ciao Michele
un rapido intervento solo per dire che anche io dissento totalmente con quanto scritto da Walter Mauro nell'articolo citato la volta scorsa su MF. Spero per lui che abbia scritto quelle cose senza aver mai ascoltato i dischi di Bob da Blonde on blonde in poi, perchè se lo ha fatto ed ha tratto quelle conclusioni non so sinceramente con che spirito critico lo ha fatto.
Luca


E adesso tocca a Gianni:

3145) Ciao Michele
oltre alle cose che fai giustamente notare tu nella risposta relativa all'articolo di Walter Mauro voglio segnalare che egli scrive: "(Bob Dylan) subito toccato dal successo più gratificante in virtù di un modo particolare di cantare folk e suonare l'armonica".
Come se quello che ha fatto imporre Dylan fosse il modo in cui suonava!!! Non nego che quello è uno dei motivi, ma come si fa a non citare in prima battuta le cose che diceva e come le diceva??? E soprattutto il modo in cui scriveva?!!! Mah!
Comunque tutto l'articolo mi sembra discutibile e credo che ce ne voglia di coraggio per dire che Elvis era uno scadente esecutore ed imitatore di crooners (???).
Poi non ho capito dove sarebbe la componente apocalittica in "North country blues"...
Comunque la vera bestemmia secondo me è proprio quel "Oggi la sua musica ha ben poco da dire" anche se purtroppo devo constatare che è una opinione diffusa di chi di Dylan continua a riconoscere solo l'immagine del folksinger di protesta degli anni sessanta... Una irritante e limitante definizione secondo me che non riesco a capire come critici che dovrebbero in teoria essere attenti ad analizzare l'opera di un artista al di là dei periodi e delle mode continuano a spacciare come l'unica da riferire a Dylan.
Ciao
Gianni

Bene, il dibattito prosegue...
Grazie a tutti per gli interventi. E grazie a Giorgio per le bellissime foto "dylaniane" di Patti Smith che riporto in fondo.
Michele "Napoleon in rags"


3146) Ciao Michele
non ho il dvd citato ma la frase in questione (play fuckin' loud) la dice indubitabilmente Dylan (vedi lettera di Gianluca, n. 3131, nella scorsa Talkin')... Penso anche io che solo in quel caso poteva essere catturata nel disco ed in ogni caso la voce è inequivocabilmente quella tipica del Dylan di quegli anni.
Colgo l'occasione di farti i complimenti per il libro e spero di essere alla fnac il 10 marzo (se mia moglie mi dà la libera uscita :o) )...
Ciao
Andrea

Ciao Andrea
ho cercato un po' in giro per la Rete per vedere se qualcuno ipotizzava ipotesi (si potrà dire?) diverse da quella che fosse di Dylan la voce sibilante ed incazzata di quel "suonate fottutamente forte!" e confermo che tutti sono concordi nell'attribuirla a Bob. Qualcuno ha trovato diversamente?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3147) ciao michele
cogliendo il tuo invito ho provato a cercare eventuali dichiarazioni di dylan su janis joplin ed in effetti non ne ho trovate, nè su mf nè sulla rete nè sui molti libri su dylan che ho e mi sono chiesto come emiliano se in effetti dylan non ne abbia mai rilasciate... possibile? a parte quelle di chronicles recenti voglio dire... inoltre a proposito di janis joplin voglio segnalare che ho trovato in compenso il testo di dear landlord da lei cantato che è un po' diverso da quello orginale di dylan
Alessandro

Dear Landlord
Please don't put a price on my soul.
My burden is heavy, dear,
And my dreams are beyond my control,
Oh yes, they are.

But when that steam-boat whistle blows,
Oh, honey I'm gonna give you everything I ever had to give, yeah,
And I do hope that you can receive it well,
I know that it must be dependin' on the way you feel that you live.

Whoa, Landlord,
Please heed these words that I try to speak.
I know you must have suffered much,
But honey you ain't alone, you ain't so unique.
No, no, no, no, no.

All of us at times, I said, we might have worked too hard
Or too heavy, too fast and way too rushed, yeah!
But everyone can fill their life with anything
You can look around, but baby you just cannot touch.

Whoa, my Dear Landlord,
Please don't you dismiss my case.
I'm not about to argue with you,
And honey I'll tell ya, I'm ain't gonna move to no other place.
'Cause I just ain't gonna do it, no, no, no.

Each of us has his own special gift,
Oh honey, don't you know that it's got to be true
And if you don't underestimate me, I'll tell you one thing,
I said that I won't underestimate you, no

Ciao Alessandro
è quello che mi chiedevo anche io. Nessuno ha trovato nulla? Grazie per il resto...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3148) Ciao Michele,
complimenti per il sito che è sempre più ricco ed interessante.
Ti scrivo per chiederti se sai dirmi in cosa consisterà la partecipazione di Eric Andersen a Milano... Canterà qualcosa?
Inoltre ti allego una foto... Chi è il personaggio con Dylan su questa copertina?
Ciao
Vittorio

Ciao Vittorio,
per quanto riguarda Andersen suonerà alcune canzoni del suo nuovo disco e parlerà di Bob Dylan.
Per quanto riguarda invece il personaggio qui sopra si tratta di Babatunde Olatunji, musicista africano amico di Dylan (e di Joan Baez e di molti altri musicisti della scena newyorkese degli anni sessanta). Dylan lo citò anche in una canzone, I Shall Be Free, dall'album "The Freewheelin' Bob Dylan ":
What I want to know, Mr. Football Man, is
What do you do about Willy Mays, Martin Luther King, Olatunji?
Spero di vederti il 10...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

3149) Carissimi di M.F.
inutile complimentarmi per il sempre maggior successo del sito... ma lo faccio lo stesso: siete grandi! Anche per me consultare il sito quotidianamente è diventata quasi una droga, ma di quelle buone che non fanno male. Ieri sera ho perso le staffe perché su "SKY classic" hanno passato lo splendido "Pat Garrett and Billy the Kid" e io, che non lo sapevo mi sono perso un ottima occasione per registrarlo. Visto che non è più così facile reperirlo, almeno in Italiano, penso che faccia piacere a tutti sapere che Lunedì 28 alle 22.50 sarà ritrasmesso su Sky Classic. Chi può non se lo perda!

Ciao a tutti
McTell

Ciao McTell
ho segnalato la cosa giorni fa appena ricevuta la tua email. La riporto qui come promemoria.
Ciao e grazie
Michele "Napoleon in rags"


3150) Ciao Michele, non so se ce l'hai già.
Ciao Mario


Foto dell'arresto di William Zantzinger

Ciao Mario
no, non l'avevo. Grazie. L'ho aggiunta nella pagina dedicata ad Hattie Carroll
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3151) Ciao Michele,
visto che ultimamente si è parlato spesso di cani, avendo anch'io un "amico a quattro zampe", ho pensato di presentarlo anche a te e al resto della Fattoria!
L'esemplare di "pastorella sarda" che vedi nella foto si chiama Asia, e ha da poco compiuto (il 9 settembre scorso, per l'esattezza) cinque anni.
Non ho ancora ben capito se le piaccia o meno Bob Dylan...
Comunque, le poche volte che l'ha ascoltato (giù nel cortile, mentre lavavo la macchina...) non si è mai "addormentata" né ha protestato...
Ergo, se è sempre valido il famoso adagio del "chi tace acconsente"...
Beh, alla prossima!
Stefano "Red Lynx"
PS: ehmm... rimanendo ancora un attimo in "tema"... l'animale che vedete in queste altre due foto (cioè quello tutto a sinistra nella prima, e quell'altro sulla destra e con il bicchiere in mano nella seconda) sarei invece io... that is the famous "red lynx"...
Sono due foto scattate lo scorso dicembre a Roma, dove ho trascorso con una delle due associazioni di cui faccio parte (l'AEGEE) l'ultimo Capodanno...
...E dove spero di tornare anche il prossimo maggio (in occasione del first "Maggie's Farm Folk Fest") e di riuscire finalmente a conoscere anche di persona "the farmer" (cioè Michele) e il resto della ciurma...
Beh, adesso credo che sia davvero tutto! A presto...
Stefano "Red Lynx"
PS2: ti mando anche in allegato (sperando che già non ce l'abbia!) una foto che ho trovato su un sito francese. Il sito (non so se lo conosci) si chiama "shootingstar", e per quel poco che ho visto mi sembra carino...




Ciao Stefano
grazie di tutto (finalmente ti vediamo in foto!!!). La foto del tuo cane (che è un amore!) finirà di diritto nella pagina della Fattoria. Allora speriamo di vederci a Roma per il MFFF.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: Mens sana in corpore sardo? Troooppo forte...


Ed ecco le foto di Patti Smith di cui parlavamo con Giorgio e gli allegati relativi...




DUE O TRE COSE CHE SO DI DYLAN
di Patti Smith

La poetessa americana del rock presenta vent’anni di versi di mister Zimmerman in antologia

Quelli della mia generazione potrebbero tracciare con le parole di Bob Dylan il diagramma della loro vita.  E’ stato il nostro portavoce, la nostra musa.  Ha espresso il nostro sdegno, la confusione e il desiderio.  Il respiro della sua opera è così ampio che ha dato voce non soltanto a coloro che sono consapevoli della realtà sociale ma anche ai disadattati della società.  Era ancora ragazzo quando ha fatto sapere al mondo la sua risposta alla guerra, all'atomica e alla distruzione dell'ambiente.  Ha sostenuto attivamente il movimento per i Diritti civili e risvegliato in molti il bisogno di rivolta sociale e politica.  C'è riuscito usando delle canzoni.  Opere durature, magistrali come The Lonesome Death of Hattie Carroll, lt's Alright Ma e A Hard Rain's A-Gonna Fall.  Canti dell'innocenza e dell'esperienza, per dirla con William Blake.  Uno squillante appello al cambiamento. Avevano in sé il cambiamento. E’ impensabile l'idea di passare attraverso la vita senza quelle canzoni come fondale sonoro.  Quale canzone è più adatta ai tempi che corrono di Masters of War, una canzone scritta in risposta ai test nucleari e alla forza militare?  Mentre i nostri padri lottavano per la fine della guerra, l'uomo progettava l'atomica.  Come voler radicare il dissenso tra l'uomo e la natura.  Tra l'uomo e il suo Dio. Questo fa pensare a una semplice verità su Bob Dylan.  Anche se aveva l'aria di un ragazzo irrequieto, sradicato e scostante, i suoi stivali non hanno mai battuto strade senza Dio. Non ha mai ignorato la sua coscienza. S'è addossato tante responsabilità quante ne ha scansate. Era un giovane energico e ambizioso. Sembrava che avesse fretta di attraversare l'esistenza, come se la sua salvezza fosse in bilico. Invece è ancora tra noi. Un uomo di principio e di rivolta. Quelli che hanno seguito la strada di Bob Dylan con il cuore aperto sono stati ben ricompensati. Come Pablo Picasso, Dylan ha cambiato pelle molte volte, e molte volte ha variato i colori della sua esistenza. E’ stato un artista indiscreto e famelico. Ha fatto sua l'influenza dei beat, della Bibbia e del blues e l'ha risputata come una mamma uccello ai suoi piccoli. Col tempo, il cerchio della vita mi ha portato dal conoscerlo astrattamente attraverso le sue canzoni fino a cantare in concerto al suo fianco. La canzone era Dark Eyes. E’ stato un evento emozionante dividere il microfono con lui, ma alla fine l'esperienza è stata trascesa dalla bellezza e dalla forza della canzone in sé. Quando è sbocciato il suo lato elettrico ci ha regalato Highway 61 costruendo un ponte tra la poesia e il rock'n'roll. Da innamorato ci ha dato canzoni con l'atmosfera sacrale di Sad Eyed Lady of the Lowlands. In un momento di grande introspezione ci ha fatto dono delle canzoni su John Wesley Harding.  Non ha mai esitato nel darci il libretto d'opera della sua esistenza. Parole sgorgate magicamente da vene d'argento - senza sforzo da giovane e con più travaglio in età matura. Ha errato di città e in città, di mondo in mondo, attraverso due secoli, come un menestrello benigno, e con i suoi molti compari, un medicine show con personaggi bizzarri e una vibrante miscela di medicina buona, cibo per la mente e intrattenimento per famiglie. Ha capito che le canzoni sono in grado di incitare ed eccitare, ma anche di aggregare le persone, e possiedono un potere taumaturgico. E’ stato sovversivo, spirituale, ma senza mai perdere il senso dell'umorismo. Ha fatto il suo patto con l'alto potere. Il potere del bene.  E’ un gentiluomo che tiene sempre nascosti i suoi segreti nelle maniche. Sa bene quanti errori ha fatto come uomo o come musicista e si è sottomesso alla penitenza della strada, cantando le sue canzoni. Perché alla fine, questo è ciò che sono. Sono le canzoni di Bob Dylan, alcune con le piume strappate al vento, la miniera del senso comune, e alcune dal pozzo del suo io. Un artista ci consegna il corpo della sua opera. Ecco il suo corpo. Parola per parola.
(Traduzione di Valentina Pigmei)

PATTI SMITH COMPLETE
Canzoni, riflessioni, diari
Traduzione di Massimo Bubola
SPERLING & KUPFER - 2000
Nell’inverno del 1995 Bob Dylan mi chiese di fare un tour con lui sulla East Coast, così mettemmo insieme la squadra di Gone Again: formavano la band Lenny, Jay Dee, Tony, Oliver e Tom Verlaine, cui si aggiunsero inoltre amici e famigliari.  Sull'autobus Michael Stipe, un vero maestro con il forno a microonde, preparava squisiti nachos per tutti.
Per me fu un periodo gioioso, pieno di cameratismo: fu un sollievo togliersi un po' di dosso la «polvere del palcoscenico».  Il piatto forte era l'opportunità di accompagnare Bob in una canzone scelta da me. Scelsi Dark Eyes. Cantare con l'artista che era stato la principale fonte di ispirazione e di influenza sul mio lavoro fu un'esperienza che porterò sempre nel cuore.

CANZONI E PAROLE
A poche settimane dalle Chronicles autobiografiche ecco un altro imperdibile, voluminoso (1230 pagg.) eccentrico omaggio al più celebre menestrello dei giorni nostri. Sarà anche questo uno choc per i dylaniani, soprattutto per quelli di più antica ortodossia. Perché nel raggruppare e tradurre tutti i testi dei suoi album dal ’62 all’85 (da Bob Dylan a Empire Burlesque), nore di copertina comprese, Tito Schipa Jr., curiosa figura di produttore e musicista, si è abbandonato a una sua classica operazione pop. Tradendo con piena coscienza la lettera del testo per salvare lo spirito, il senso di una forma originale di comunicare (“il linguaggio basso la fa da padrone, attraverso questo apparente balbettare spesso volutamente illetterato, Dylan ci spalanca orizzonti di poesia improvvisi e violenti”), Schipa Jr. fa della mitica Highway 61 la Firenze-Mare, e via italianizzando con ardire. Per gli indignati restano i testi inglesi, a fronte. (G.P.)
Mr. Tambourine, Arcana, 18 euro.

da “Repubblica delle Donne” del 26 febbraio 2005


In conclusione vi ricordo l'appuntamento alla FNAC di Milano del 10 Marzo. Non mancate!!! Ci vediamo lì... - Michele "Napoleon in rags"
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