parte 244
Lunedì 3 Gennaio 2005


3014) Ciao.
Grazie per i ragguagli sulla pubblicazione dei testi recenti dylaniani.
Visitando il sito ho trovato un invito a entrare nel Porcile. Ci ho provato ma la porta non si apriva. In un primo momento mi son detto: hanno rubato di nuovo la maniglia, quei vandali!
In breve cliccando sul link al "porcile" non mi visualizza niente. Può essere che in quel momento la pagina non fosse disponibile a causa di modifiche in corso? Ho provato in diversi momenti ma non c'è stato verso di visualizzare la pagina.
Inoltre vorrei delle spiegazioni sul funzionamento dei trees. Ne avevo visitato uno su neil young ma non ci ho capito niente del meccanismo, anche perchè non c'è stato verso di trovare un utente italiano.

Ciao,
Piercle - the man in the long black kilt

Ciao Piercle
non saprei dirti come mai non funziona il link al Porcile... Magari era solo una cosa momentanea... Riprova e prima o poi vedrà che funziona... Per il funzionamento trovi tutte le spiegazioni dentro ma comunque è molto facile. Chiedi poi eventuali ulteriori spiegazioni al nostro Carlo "Pig" o in alternativa agli altri due tenutari del Porcile, Elio "Rooster" ed Anna "Duck". Trovi gli indirizzi di tutti e tre nella pagina in questione (http://porcile.tk).
Fammi sapere.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3015) Ciao a tutta la Maggie's Farm!
Vorrei dedicare queste poche righe ad una persona che rappresenta per me una grandissima icona della musica e a cui vorrei porgere i miei auguri di un fantastico compleanno.
Il 9 Gennaio del 1941, precisamente 64 anni fa, a Staten Island, nasceva colei che sarebbe ben presto diventata la regina del folk, la donna che ha saputo stregare con la sua incredibile voce intere generazioni: JOAN BAEZ!
Il tempo scorre in fretta per tutti; il mondo intorno cambia, nuovi orizzonti ci mostrano le strade da percorrere, nuovi profumi riempiono l'aria che respiriamo.
La nostra vita è un continuo mutare. Ma c'è chi rimane sempre coerente con se stesso; chi combatte per difendere quello in cui crede. Chi rimane sempre giovane.
Nonostante siano passati più di quarant'anni da quando è apparsa per la prima volta sulla scena, sembra proprio che la nostra eroina non sia affatto cambiata e continua ancora oggi a regalarci fantastiche emozioni.
Pur nella sua semplicità, è sempre riuscita a rivestire una grande eleganza, e in quei mistici versi che abbiamo appreso e che apprendiamo dalle sue canzoni, si celano dietro un mare di sensazioni che ci arrivano e ci colpiscono dritte al cuore.
Non è solo una leggenda, ma è e rimarrà sempre per me una grande anima!
Tanti auguri JOAN!
"You look around and you wonder how the years and you survive. Honey, you've got a mother who sings to you an Honest Lullaby..."

Annalisa "Puma"

Ciao Annalisa
mi associo e voglio anche io come ogni anno da queste pagine inviare gli auguri a Joan a nome di Maggie's Farm.
Joan Baez è stata la protagonista di una delle più belle giornate della mia vita come raccontai qui
e dunque mi sembra il minimo.
Auguri JOAN! E prima o poi tu e Bob mettete definitivamente una pietra sul passato e tornate a ridarci quelle emozioni insieme almeno per una volta...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

VENTO DEI VECCHI TEMPI
clicca qui
Joan Baez ricorda i suoi giorni con Dylan

3016) Buon 2005! Auguri a te e a tutti gli amici di Maggie's farm!
Elio "Rooster"

Ciao Elio
ricambio e giro anche io gli auguri a tutti i magfarmiani per un 2005 sereno e che ci faccia dimenticare questo orribile fine 2004...
Speriamo che sia un anno nel segno di Bob ma non mi riferisco a film biografici, interviste con Scorsese, nuove chronicles, lyrics o pubblicità varie... Bob vogliamo il nuovo disco!!!!! Solo così sarà davvero un grande 2005!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3017)  Egr. Sig. Michele,
ho visititato il suo sito, indirizzato da una foto di Pick Withers dei Dire Straits, fotografato insieme ad un suo amico di nome Tino. Potrebbe passarmi l'indirizzo e-mail di Tino ?

La ringrazio e le auguro in Felice 2005 !

Saluti

Mimmo Carrata


Tino e Pick

Ciao Mimmo (diamoci pure del tu),
non ho sottomano l'indirizzo di Tino che però so essere un frequentatore assiduo della Talkin'. Dunque gli giro l'appello.
Tino fatti vivo e mandami il tuo indirizzo email così lo giro a Mimmo, ok?
Grazie.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3018) Ed ora mi ritaglio uno spazietto nella Talkin' per ricordare per la terza volta a tutti i magfarmiani partenopei e zone limitrofe di non mancare all'appuntamento del 13 gennaio prossimo alla Libreria Feltrinelli di Napoli dove il sottoscritto sarà presente insieme alla MF's Crew per parlare di Chronicles volume 1. Ecco il programma di massima della serata.
Michele "Napoleon in rags"

PROGRAMMA PRESENTAZIONE "CHRONICLES - VOLUME 1"
PRESSO LA LIBRERIA FELTRINELLI DI NAPOLI

Feltrinelli Libri e Musica - Via S. Caterina a Chiaia 23 (angolo piazza dei Martiri) - inizio ore 18.30

- Introduzione di Federico Vacalebre ("Il Mattino" di Napoli) con presentazione e descrizione del volume "Chronicles" (interventi sull'argomento da parte di Michele Murino e degli altri redattori di Maggie's Farm)

- Presentazione del sito Maggie's Farm e degli ospiti (redattori e Maggie's Farm Southern Band) di Michele Murino

- Lettura di brani scelti dal volume "Chronicles" con commenti e dibattito col pubblico (commentano e rispondono alle domande Federico Vacalebre, Michele Murino e i redattori di Maggie's Farm)

- Proiezione del filmato con l'intervista a Bob Dylan registrata per il programma della CBS "60 minutes" e andata in onda nel mese di dicembre 2004 (con sottotitoli in italiano). Bob Dylan parla della sua vita e della sua carriera con riferimento a "Chronicles"

- Proiezione di rarità dylaniane recenti...

- Esibizione della Maggie's Farm Southern Band che eseguirà brani di Bob Dylan.
La MFSB chiuderà trionfalmente la serata con oltre 40 minuti di musica dylaniana (ed il sottoscritto Napoleon si prenota per un brano ovviamente!!!!)...

Dunque non potete mancare... ci saremo tutti noi di MF, da Antonio Genovese e Leo "Lion" Mazzei insieme agli altri musicians della Maggie's Farm Southern Band, alle colonne di MF Elio "Rooster" e Sal "Eagle" (e magari Francesco Little Crazy Eagle?), da Carlo "Pig" (spero!) a Michela "Lady Hawk" a tutti gli altri parte-nopei come Antonio "Cat", Aleidita "The Bee" ed Hilda "Tarantula", fino alla pugliese Giulia "Rabbit" che voci di corridoio mi danno presente (mi confermi Giulia?)... Insomma sarà una grande festa...
Don't dare miss it...!
 

CHRONICLES - VOLUME 1 - Clicca qui
il primo volume dell'autobiografia di Bob Dylan
in uscita a Gennaio 2005 per Feltrinelli

MAGGIE'S FARM E' A NAPOLI PER LA PRESENTAZIONE DI "CHRONICLES"
NON MANCATE!!!!!
13 Gennaio - Napoli - Libreria Feltrinelli Libri e Musica - Via S. Caterina a Chiaia 23 (angolo piazza dei Martiri) - Ore 18.30
Clicca qui


3019) Ciao Michele
ho notato che Dylan ha cantato un sacco di volte canzoni che parlavano di ragazze che fanno una brutta fine in seguito ad oscure vicende d'amore (un esempio per tutte Pretty Polly). O di ragazze che uccidono l'amato, o ancora che si suicidano. Molto spesso queste canzoni hanno anche nomi uguali o simili o quanto meno sono simili i nomi dei protagonisti. Come mai? Hai notizie al riguardo?
Grazie.
Vittorio

Ciao Vittorio,
semplicemente fanno tutte quante parte di un ricco filone in cui una canzone genera l'altra (spesso è la stessa storia riadattata e con i nomi cambiati). Un filone antichissimo della tradizione musicale popolare anglo-americana cui Dylan attinse ripetutamente nel corso della sua carriera.
Ti riporto di seguito un brano di Greil Marcus che ho tratto dal suo libro La repubblica invisibile in occasione di una domanda simile fatta in passato:
(...)
In If Ever I return, Pretty Peggy-O, il primo dei gialli della montagna pubblicati dalla McCrumb, c'è una cantante folk che parla a uno sceriffo di una delle vecchie ballate, Knoxville Girl, che si scopre essere in relazione con un omicidio. "E' una variante locale di The Wexford Girl", un classico della tradizione inglese" dice.
Risale al 1700 circa, ma la gente ne ha sempre cambiato le parole per adattarla ai crimini che venivano commessi nella loro realtà. The Oxford Girl. The Cruel Miller. C'è sempre una nuova ragazza morta di cui cantare. Sempre una ragazza morta.
Non è divertente come nelle versioni americane non venga mai detto perche viene uccisa? Ovviamente è incinta.
Ci sono tantissime canzoni su di questo. Omie Wise. Poor Ellen Smith...Tantissime ragazze assassinate,
tutte incinte, tutte gravide.
Pretty Polly era un'altra di queste. Racconta la storia di Willie, un giovane vagabondo che una sera conduce Pretty Polly alla sua tomba già scavata. Forse è la canzone più vecchia di questo genere, potrebbe essere il testo base della McCrumb; nelle sue versioni inglesi la gravidanza di Polly fa parte del racconto.
Però, nonostante alcune cose siano state omesse dalla versione americana del brano, in questa entrarono in gioco altri elementi, forse per la tormentata insistenza di Bob Dylan nel voler introdurre il mistero come "un fatto, un fatto tradizionale".
Togliendo il fatto attorno a cui si svolge una storia e introducendovi al suo posto nuovi desideri e nuove paure tutto viene messo sotto una nuova luce e anche le azioni dei protagonisti della storia assumono un nuovo significato.
Pretty Polly è già talmente lontana dalle sue progenitrici The Gosport Tragedy o The Cruel Ship's Carpenter che Polly potrebbe ancora comparire come un fantasma con il suo bambino tra le braccia anche dopo esser stata uccisa. Quando la canzone approdò nel nuovo mondo, Willie incominciò a oscillare tra la canzone di Polly e quella del cuculo. Tramandata per secoli in numerose forme diverse per tutto il Sud, Pretty Polly incominciò a essere cantata negli enclave del folk che si svolgevano nelle città del Nord tra gli anni Cinquanta e Sessanta.
Bob Dylan la cantò a Minneapolis nel 1961; due anni dopo, a New York, ne prese la melodia per la sua Ballad Of Hollis Brown, una ballata ispirata alla notizia riportata su di un quotidiano di un omicidio di massa avvenuto nel South Dakota.
Qui Willie ha un altro nome (Hollis Brown, appunto ), sposa Polly, diventa contadino, genera cinque figli e quando la sua fattoria fallisce spara a tutta la famiglia prima di rivolgere l' arma contro di sè.
Nel 1991 nella Polly dei Nirvana di NEVERMIND, la ragazza e la moglie assassinate tornano a essere una sola persona che si aggrappa alla vita mentre viene stuprata e torturata. "Polly wants a cracker"sogghigna Kurt Cobain come se fosse uno dei violentatori ("Polly vuole un cracker"; l'ambiguità deriva dalla parola 'cracker' che ha diversi sinonimi, tra cui 'petardo' e 'sorpresa' , NdT).
Secondo un qualche processo collettivo inconscio appartenente alla stessa tradizione (dove tutte le vittime di tutte le ballate tramano la loro vendetta), con quel ghigno il violentatore ammette la propria colpa. Cantando con quel tono pigro, ha aperto la finestra a quell'uccello parlante che moltissimo tempo addietro aveva assistito al delitto di Henry Lee, la ballata che nel 1993 Dylan incise come Love Henry. "Hush up, hush up, my parrot, she cried / Don' t tell no news on me" ("Zitto, zitto, pappagallo mio, lei pianse
/ Non raccontarmi le novità") cantava Dylan dell 'uccello che in molte sue varianti prende il nome di Pretty Poll.
Fly down, fly down, pretty parrot, she cried
And light on my right knee
The doors to your cane shall be decked with gold
And hung on a willow tree
I won't fly down, I can't fly down
And light on your right knee
A girl who would murder her own true love
Would kill a little bird like me
("Vieni giù, vieni giù, piccolo pappagallo, lei pianse / E posati sul mio ginocchio destro / Le porte della tua gabbia saranno abbellite con oro / E l'appenderò ad un salice / Non scenderò perche non lo voglio / E non mi poserò sul tuo ginocchio destro / Una ragazza che ucciderebbe il suo vero amore / Ucciderebbe anche un uccellino come me")
E, come sempre, anche in questa canzone c' è spazio per una nuova ragazza morta. Nel 1995 la cantante country di Chicago Cindy Norton, il cui nome d'arte è Ninnie, vide in un notiziario serale che il fratello di una sua amica d 'infanzia aveva ucciso la moglie ed era stato poi trovato con il loro figlio in braccio mentre continuava a ripetere "Non volevo farlo". Così nella Pretty Polly di Ninnie, un lamento funebre talmente lento che ogni parola sembra sfregare a terra, Willie è diventato Gary il quale ora si porta tra le braccia non un bambino (come Polly faceva all'inizio) ma la stessa Polly: "'I didn't meant to do it, Polly' / Was all that he could moan / Was all that he could moan / Was all that he could moan" ("Non volevo
farlo, Polly / Era il suo unico lamento / Era il suo unico lamento / Era il suo unico lamento").
Per tutto ciò, non si avverte alcun senso di voglia-di-tramandare nella peculiare aura che avvolge le registrazioni di Pretty Polly di Dock Boggs del 1927 e del 1963.
Ciò che si sente è un avvenimento mitologico, ma sempre un avvenimento: due persone ti compaiono davanti, una uccide l' altra e non c' è mito che possa oscurare il delitto. C' è un qualcosa di vagamente sovrannaturale che emerge dalla performance di Boggs nonostante non venga nominato nulla di ultraterreno nè vengano fatte delle allusioni in tal senso. Si leva un odore sulfureo perche nel modo in cui
Boggs racconta, sembra che nella storia non ci sia volontà, ma solo fatalità o ritualità.
Bang, bang, bang; la canzone incomincia lenta con ogni nota che si staglia nitida e da sola come se il banjo facesse rintoccare la sua campana. Questa volta Boggs butta fuori le sue vocali in modo piatto man mano che la canzone avanza. L 'uomo che racconta questa storia non ha fretta di concluderla; lui sa che cosa c' è che aspetta alla fine di ogni verso. Non ci sono sorprese, non ce n'è nemmeno la possibilità. Ecco che cosa c' è di assassino in questa performance.
La Pretty Pol1y di Boggs è la confessione di un assassino, rubata allo stesso narratore. II cantante inizia in prima persona: "I used to be a rambler, I stayed around in town, I used to be a rambler, I stayed around in town" ("Ero un vagabondo, giravo per la città, ero un vagabondo, giravo per la città"), poi scompare dalla storia e riappare in terza persona nella quarta strofa nella quale, lontanissimo dal suo delitto, impugna il badile con cui sta ricoprendo la tomba di Polly. All'interno di questa rimozione c'è un'allusione alle morbosità e alle utopie occultate sotto la facciata dell'intraprendenza e della manifesta fatalità americane. Il piccolo disegno circolare che il banjo traccia attorno a ogni respiro del racconto del vagabondo affonda le sue radici profondamente nel diciannovesimo secolo per l' ancestrale singolarità della sua cadenza. Riecheggia del grande canto delle Shakers Come Life, Shaker Life.
Le Shakers anelavano la propria liberazione proprio come le vecchie ballate inglesi anelavano la morte. Erano una setta che aveva origini sia nell'ordine dei Brethren Of The Free Spirit dell'Europa medievale sia in quello delle Ranters, una piccola setta dissidente dell'Inghilterra della metà del diciassettesimo secolo emersa a Manchester intorno al 1769. Guidate da una carismatica giovane chiamata Mother Ann Lee esse arrivarono in America nel 1774 e, nonostante la costante e virulenta persecuzione perpetrata nei loro confronti, iniziarono a espandersi negli anni successivi alla Rivoluzione. A tal proposito lo storico Stephen J. Steins criveva che "più di una volta Ann Lee venne trascinata via dal proprio letto, maltrattata dalle folle ed esaminata fisicamente per vedere se si trattasse di un uomo, di una donna o di una strega". Tra tutti i gruppi perfezionisti americani le Shakers erano le più severe. Un seguace ricordò Ann Lee dire ( con parole che potrebbero essere di Emily Dickinson) che il cuore era "come una gabbia di uccelli sudici". Per le Shakers il mondo era malvagio e il dio nei cieli era in attesa dei suoi veri cavalieri dell'apocalisse per porgli fine. Il Giudizio Universale non era un giorno, ma la storia alla ricerca del suo finale; il giudizio era già in corso. Per compiere il disegno di Dio, la razza umana corrotta e fuori dalla sua grazia, avrebbe
dovuto annientarsi. Così le Shakers si radunavano per attendere la loro ora sulla terra nella totale astinenza da qualunque desiderio. La setta avrebbe portato un numero sempre maggiore di creature di dio tra le sue fila e l'umanità avrebbe cominciato a deperire fino al tempo in cui (come disse un vecchio parente di Hawthorne appartenente alla setta) "la missione di Mother Ann avrebbe raggiunto il suo pieno compimento, ossia quando non sarebbero più nati ne morti dei bambini e quando l'ultimo vecchio sopravvissuto di questa razza mortale non avrebbe visto tramontare il sole per l'ultima volta, dato che questo non sarebbe mai più sorto su un mondo di peccato e dolore!"

GRAZIOSA POLLY
traditional

Ero solito andarmene in giro vagabondando, ho girovagato dappertutto
Ero solito andarmene in giro vagabondando, ho girovagato dappertutto
fino a quando ho corteggiato la Graziosa Polly

Graziosa Polly, Graziosa Polly, vieni, seguimi
Polly oh Polly, vieni, seguimi
Prima di sposarci proveremo piacere

Lei saltò dietro di lui e cavalcarono via
Lei saltò dietro di lui e cavalcarono via
fino al fiume che correva impetuoso nel selvaggio paese

Cavalcarono ancora un pò e cosa videro?
Cavalcarono ancora un pò e cosa videro?
Una fossa scavata di fresco ed una vanga lì vicino

Oh Willie, oh Willie, il tuo comportamento mi spaventa
Oh Willie, oh Willie, il tuo comportamento mi spaventa
Mi spaventa il pensiero che tu condurrai il mio povero corpo alla perdizione

Graziosa Polly, Graziosa Polly, hai immaginato il giusto
Graziosa Polly, Graziosa Polly, hai immaginato il giusto
Oh proprio la notte scorsa ho scavato la tua tomba

La trafisse al seno, il sangue le sgorgò dal cuore
La trafisse al seno, il sangue le sgorgò dal cuore
e nella sua tomba cadde la Graziosa Polly

Lui la coprì e la lasciò lì sola
Lui la coprì e la lasciò lì sola
senza nessuno che restasse lì a piangerla se non gli uccelli selvatici

Willie ha da pagare un debito al diavolo
Willie ha da pagare un debito al diavolo
per aver ucciso la Graziosa Polly ed esser corso via

Oh dov'è la Graziosa Polly? Sta laggiù.
Oh dov'è la Graziosa Polly? Sta laggiù.
Con gli anelli alle dita della sua mano di bianco giglio

Oh ricordatevi della Graziosa Polly, ricordatevene bene
Ricordatene il nome, ragazzi, ricordatevelo bene
Ricordatene il nome, ragazzi, ricordatevelo bene

(traduzione di Michele Murino)


3020) Ciao Michele
dopo i complimenti sentitissimi per tutto quello che fai con il tuo sito per noi dylaniani (è in assoluto il migliore sul Web) volevo farti una domanda che mi è venuta in mente dopo aver letto tutte le bellissime interviste a Bob che hai tradotto su MF. Ho notato che spesso Dylan risponde a domande relative al significato delle sue canzoni in maniera molto evasiva, sminuendo, negando spesso quella che è la opinione comune che si ha di un suo testo, anche quando questo sembra evidente (un esempio su tutti quando ha smentito che Masters of war è una canzone pacifista!!!). Spesso ha dichiarato di non sapere nemmeno lui che cosa significhi questa o quella canzone... che spesso le parole gli sono venute senza che nemmeno lui le pensasse... Mi sono chiesto allora se lo dice tanto per dire o se è serio... Tu che ne pensi? Soprattutto alla luce di quanto ha dichiarato nell'intervista alla CBS dove dice che non è più in grado di scrivere canzoni come faceva un tempo e che ad esempio It's all right ma è un brano che non sa nemmeno lui come abbia potuto scriverlo...
Ciao e buone feste
Sandro

Ciao Sandro,
bella domanda. E' vero che talvolta Bob può sembrare contradditorio nelle sue dichiarazioni ed a volte può dare l'idea che prenda un po' in giro l'intervistatore. Mi è venuta al riguardo in mente una bella lettera che Alessandro Carrera ci inviò in risposta ad una delle domande apparse sulla Talkin' di Maggie's Farm e che era molto simile alla tua. Eccola qua di seguito: "(...) Bob Dylan non ci ha preso affatto in giro. Il punto della creazione artistica è proprio questo: l’artista non “sa” sempre quello che fa. Se lo sapesse sarebbe un filosofo o un critico (lo diceva già Platone nello “Ione” e nella “Repubblica”), ma gli mancherebbe quella particolare ispirazione che nasce dal sentirsi come un medium attraverso il quale passano parole, colori, note musicali e chissà cos’altro. L’artista è colui che sente questo flusso scorrere dentro di sé e riesce a fermarlo in una forma, che sia una poesia, una canzone, un dipinto, ecc. Quando si è giovani questa energia può fluire spontaneamente (Hans Sachs, un personaggio dell’opera di Wagner “I maestri cantori di Norimberga”, dice che a vent’anni tutti sappiamo scrivere una bella poesia; dopo, è un altro discorso). Mantenere l’ispirazione nel corso del tempo significa instradarla e darle una disciplina, e questo lo sanno fare solo gli artisti veri.
Da un altro punto di vista, quando nel mio libro "La voce di Bob Dylan" ho ricostruito una genealogia testuale di “All Along the Watchtower” servendomi della Bibbia, di T.S. Eliot e di Wallace Stevens, il senso della mia operazione stava tutto nell’aggettivo “testuale”. Delle tre fonti che ho citato, l’unica che Dylan aveva sottomano era la Bibbia. Quanto alla Love Song di J. Alfred Prufrock di Eliot, Dylan l’aveva letta anni prima a Minneapolis e nessuno può sapere (nemmeno Dylan) se l’avesse in mente consciamente o inconsciamente mentre componeva All Along the Watchtower. Di The American Sublime di Wallace Stevens, non so affatto se l’avesse letta.
Ma anche se non l’ha letta le coincidenze testuali sono interessanti lo stesso, perché i testi hanno una
loro vita che è indipendente da quella del loro creatore. Che una poesia di Stevens e una canzone di
Dylan abbiano dei punti in comune è significativo indipendentemente dal fatto che Dylan conosca il
testo di Stevens, perché indica che la lingua della poesia è una rete di rimandi che si istituiscono anche
da soli, e che da soli creano la loro storia".
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3021) Ciao Michele sono il webmaster del sito Canti di lotta della sinistra italiana, il tuo sito mi è stato segnalato da Franco Forra, vorrei inserire un link al tuo sito Maggie's Farm nella pagina dei siti gemellati, vorrei avere la tua autorizzazione e in caso positivo se hai un banner o un immagine che vuoi associare al tuo link.
Mi farebbe piacere segnalare il tuo sito che è fatto con molto impegno e molto amore.

Domingo Donato

http://www.cantilotta.org

Ciao Domingo
certo che mi fa piacere essere linkato sul tuo sito. Usa pure l'immagini che preferisci.
Ti segnalo se non l'hai ancora vista una intervista a Giovanna Marini recentemente pubblicata su MF.
Maggie's Farm intervista Giovanna Marini
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


3022) Ciao Michele
per la lista della "fantomatica intervista a Bob Dylan"... Esiste una pagina dove visionare le domande che sono state poste fin qui?
Matteo Squirrel

Ciao Matteo
ecco la lista delle domande finora inviateci.

- Da circa 16 anni sei perennemente in tour... E' solo l'amore per la musica che ti spinge a suonare senza sosta da così tanto tempo?

- Negli ultimi tempi nei tuoi concerti usi il piano per tutto lo show e non piu' la chitarra elettrica. A cosa è dovuta questa decisione?

- Sono cinque anni che non vede la luce un tuo nuovo disco. A quando una nuova produzione?

- Anche Willy DeVille negli ultimi anni ha rispolverato molte canzoni della tradizione americana.
Conosci il suo lavoro? E' possibile aspettarsi nel futuro una collaborazione tra di voi?

- Utilizzi il computer? Segui quanto si scrive in rete su di te?

- Che ne pensi del lavoro di centinaia di persone in tutto il mondo che scrivono fiumi di parole sulla tua vita e sulla tua opera?

- Quali sono i tuoi dischi più belli?

Ciao
Michele "Napoleon in rags"


E chiudiamo questa puntata della Talkin con una foto che mi invia Toni "Albatros" (grazie Toni!)

3023) Sal "Eagle", Toni "Albatros" e Michele "Napoleon in rags" a Como davanti al palco di Bob - 3 luglio 2004



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