parte 236
Lunedì 8 Novembre 2004






2894) Ciao Michele, sono Annalisa (Puma).
Volevo farmi chiarire da te un dubbio che ho da tempo, su una canzone di Mr. Zimmerman che reputo
una delle mie preferite: Shooting Star. Ho sentito dire da alcuni amici, ma non so assolutamente se è
vero o se è soltanto una diceria, che questa canzone è stata scritta da Dylan in un periodo molto
particolare. Infatti, gli era stato diagnosticato un grave tumore, tanto che lui temeva avesse soltanto
pochi mesi di vita, e decise così di scrivere questa magnifica canzone che racchiude un mistico
significato... Nei versi: "It's the last tempation, the last account.." ho notato che accentua ancora di più
questa sua sensazione di paura per qualcosa che dovrà sopraggiungere e che lo trascinerà via da ciò
che a lui gli è più caro... quasi come se fosse una vera e propria preghiera. Questo è quello che ho
potuto desumere un pò seguendo la storia che mi è stata raccontata dai miei amici, ma essendo tu il
"dylanologo", chi meglio di te potrebbe dirmi il vero significato che si nasconde sotto questa canzone, e
magari darmi una tua interpretazione tenendo ovviamente conto del motivo che ha spinto Dylan a
scriverla!
Volevo chiederti anche un'altra cosa. Come tu ben sai, io sono anche una scatenata fan di Joan Baez.
Ebbene, sai se esiste su qualche vecchio disco di Joan o di Bob qualche loro duetto insieme? L'unico
che sono riuscita a trovare su internet in formato mp3 è With God on our side e devo dire che
ascoltando le loro due voci che duettanno insieme, anche se sono profondamente diverse e strane...mi
danno allo stesso tempo un mare di fantastiche emozioni che neanche io so spiegare.
Grazie in anticipo e un grande abbraccio a te e a tutta la Maggie's farm.
Saluto anche Vincent, il cantautore torinese che la scorsa volta mi ha mandato i suoi saluti.

Annalisa "Puma"

Ciao Annalisa
io non saprei dirti se la storia del tumore abbia qualche fondo di verità... Non ho letto nulla al riguardo... Mi ricordo invece di aver letto da qualche parte che si avanzava l'ipotesi che "Shooting Star" fosse stata scritta per un amico di Dylan morto qualche anno prima (bada bene, solo voci... niente di certo). Qualcuno sostiene che l'amico in questione sia Keith Green, cantante gospel amico di Dylan morto in un incidente aereo nel 1982.
Il sito "A lily among thorns" che esplora i riferimenti al cristianesimo nelle canzoni di Bob propende per una lettura in chiave religiosa del brano e che il qualcuno cui si riferisce Bob sia Dio (il sito evidenzia soprattutto la seconda strofa in questo senso, in un saggio di Ronnie Keohane).
Qualcuno ha letto qualcosa al riguardo? O ha qualche idea sul significato di Shooting Star? Fateci sapere.
Per quanto riguarda i duetti Bob/Joan, ce ne sono un sacco. Per quanto riguarda i dischi di Bob a memoria ti cito quelli che appaiono su Bootleg Series vol. 6, l'ultimo uscito... quello con il concerto alla Philarmonic Hall di New York del 1964 dove il re e la regina duettano su Mama you been on my mind, With God on our side e It ain't me babe, e con Silver Dagger che è cantata da Joan Baez con Dylan che l'accompagna all'armonica. Poi ci sono quelli del Bootleg Series Vol. 5, ossia quello precedente, dove duettano ai tempi della Rolling Thunder Revue su Blowin' in the wind, Mama you been on my mind, I shall be released e The water is wide.
Per quanto riguarda i dischi della Baez ci sono Joan Baez - Rare, Live & Classic un cofanetto della Vanguard (USA), 1993 in cui compare Troubled And I Don't Know Why eseguita dal vivo da Bob e Joan a Forest Hills, New York, il 17 Agosto 1963, e c'è anche Blowin' In The Wind eseguita dal vivo da Bob e Joan nella Rolling Thunder Revue, a Fort Collins, Colorado, il 23 Maggio 1976.
E ancora With God On Our Side dal vivo al Newport Folk Festival, Newport, Rhode Island, il 28 Luglio 1963, apparso sull'album della Vanguard  "Newport Broadsides (Topical Songs)", del 1964.
Poi It Ain't Me, Babe sempre dal Newport Folk Festival, dalla data del 24 Luglio 1964, che appare sull'album di Joan "Joan Baez Live At Newport", del 1997.
E poi With God On Our Side sempre dal Newport Folk Festival, dalla data del 26 Luglio 1964, che appare ancora sull'album "Joan Baez Live At Newport", 1997, Vanguard.
Poi naturalmente ti consiglio caldamente di entrare in possesso se non ce l'hai già del video di Hard Rain (rivolgiti a Carlo "Pig" del Porcile di Maggie's Farm - http://porcile.tk - dove lo trovi nel Dylan tree numero 24). In quel mitico video Joan e Bob danno i brividi su diverse canzoni: I pity the poor immigrant, Blowin' in the Wind, Railroad Boy, Deportees.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


2895) Caro Michele,

come ti ho anticipato la Maggie's Farm Southern Band sta producendo un CD promo con una quindicina di brani. La cosa ci impegnerà per qualche sessione e nel giro di qualche settimana metteremo a disposizione di tutti i magfarmiani il CD (speriamo di buona qualità).
Per il momento eccoti un cadeau (si fa per dire): la nostra primissima versione di
 - Tight Connection To My Heart (Has Anybody Seen My Love ?)
Naturalmente è decisamente imperfetta (ad essere ottimisti), ma mi pare abbastanza "ascoltabile".

Un abbraccio,

Antonio.

Ciao Antonio
perfetto. Speriamo che la cosa vada in porto così da diffondere il verbo della MFSB tra tutti. Magari facciamo un bel Dylan Tree nel Porcile. Il pezzo che mi hai inviato l'ho ascoltato è mi sembra ben più che ascoltabile. Decisamente buono e non lo dico perchè giochiamo in casa... Il lavoro di chitarre mi sembra eccellente. Il ritmo è incalzante, rispettoso dell'originale eppure ha un che di unico. Se posso permettermi un consiglio, secondo me dovreste solo alzare il livello della voce che a volte è un po' sovrastata dal suono. Mi sembra ben cantato soprattutto il pezzo del "Later he'll be shot for resisting arrest" con quella variazione melodica nel cantato verso il finale della strofa ed il tono che si alza. Bello anche l'attacco con la sola chitarra e l'entrata della batteria al "secondo giro"... Insomma very very compliments!
A proposito Antonio, hai notato che l'acronimo della Maggie's Farm Southern Band, ovvero MFSB, è lo stesso identico di un gruppo celebre tempo fa...? Piccolo quiz musicale: chi sa dirmi qual è il gruppo in questione? Diciamo insomma che è di buon auspicio... :o)
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


2896) Ciao Michele,
l'idea della grafica vintage di Chronicles (come dice Paolo Vites a cui non è piaciuta), a me personalmente piace molto, sia il colore delle pagine, le scritte del titolo in bassorilievo, i fogli tagliati storti, il carattere, l'interlinea, i titoli dei capitoli, richiamano a un libro di un'altra epoca, di quelli recuperati in soffitta in un giorno di pulizie, e che ti metti a sfogliare mentre la luce filtra dalle finestre impolverate con i granelli di polvere che girano nell'aria, e hai le mani sporche e vorresti girare le pagine senza toccarle, si collega bene al testo dove assieme al racconto si mescolano le emozioni , le impressioni di un attimo, i quadri , le cornici alle pareti, i libri alle pareti, le vecchie fotografie, la neve che cade, il suono gracchiante della radio con le canzoni alla moda di inizio anni 60, sembra quasi di essere nel film di Anna Frank, mi ricorda un po' quel filmato in soffitta dei primi anni 60 di Bob che canta mentre gli altri stanno giocando, se Dylan voleva trasmettere l'idea di creare queste emozioni ci è riuscito benissimo, perchè più che una idea dell'editore credo che questa sia una sua idea. E' un libro che vive ancor prime delle parole scritte, spero proprio che l'edizione italiana riprenda lo stesso concetto.
Magari Alessandro Carrera ne sa qualcosa

Michele Talo

Ciao Michele
grazie per la bella descrizione che mi ha fatto venire voglia di comprare l'edizione americana...
Spero che Alessandro Carrera possa anticiparci se l'edizione italiana rispetterà la grafica e l'impaginazione originali...
Alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


Come tutti sapranno nel Porcile di Maggie's Farm c'è un tree che riguarda il video di Roma'98. Ecco un commento di Carlo "Pig" che invoglia a mettersi in lista:

2897) Ciao ragazzi,
non ce la faccio a fare l' imparziale! è vero che è il mio primo concerto di Dylan (ma è anche vero che solo adesso l' ho rivalutato dal punto di vista della performance); è vero che ho impiegato alcune decine di ore per tradurlo su svcd con l' audio del bootleg, MA: devo pure dire che è il primo video di Dylan che m' ha fatto venir voglia di guardarlo interamente più di una volta; la telecamera è praticamente sempre ferma, come nel video di Binghamton 92, la qualità dell' immagine è molto alta per un video
amatoriale per gran parte delle canzoni (non può esserlo quando tra una canzone e l' altra si spengono le luci e in rari brevi momenti di esaltazione del pubblico in cui si perde il fuoco). Se volete potete guardare un' anteprima a partire dalla pagina del tree o dal link in rosso sulla pagina principale del Porcile.
Carlo "Pig"

Che aspettate? http://porcile.tk
Michele "Napoleon in rags"

Nella scorsa Talkin' ci chiedevamo se i luoghi di un tempo frequentati da Bob al Village ci sono ancora... ecco una prima risposta...

2898) Ciao Michele,
il "Cafè Wha?" nel 2001 esisteva ancora (gran bel posto).
Marco Severgnini


Il Cafe Wha? tra Bleecker Street e MacDougal Street

Ciao Marco
grazie per la dritta... Dunque il nostro amico che la volta scorsa ci parlava di un suo prossimo viaggio al Greenwich può mettersi alla ricerca del mitico locale...
Michele "Napoleon in rags"


2899) Ciao,
sono ancora Vincent. A questo punto ti mando di volta in volta un po' di mio materiale inerente all'argomento Dylan: qui ci sono Lay lady lay e Final theme eseguite dal mio trio acustico (Pietro Ripa - Fabio Bastico) in un concerto del 30.5.02.
In più ti mando questa foto con Mr.Bowie.
A proposito,si sa qualcosa del concorso sulle cover Dylan? Quando inizia?
Un salutone da Vincent.

Ciao Vincent
grazie per i files audio e per la foto (eccola qui sopra) di Bob con il Duca Bianco.
Per il concorso dico a te e a tutti quelli interessati che appena avremo un po' di materiale sufficiente a partire inaugureremo la pagina. Ricordatevi sempre di inviare i vostri files audio e tutti i relativi dati che vi riguardano a Salvatore "Eagle" seguendo le istruzioni di questa pagina.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"

2900) Ciao intanto vi volevo fare i complimenti per questo ottimo sito.. poi volevo porti un po' di domande..
1) dell'album Dylan del 1973 per caso sai se esiste un'edizione in CD? perchè io non l'ho trovata da nessuna parte
2) esistono libri su Bob Dylan con tutti i testi, magari anche con traduzione a fronte?
3) avendo tutti gli album di Dylan, tranne World Gone Wrong (spero sia giusto il titolo!!!) e le varie Bootleg Series me li consigli, soprattutto questi ultimi perchè l'altro lo compro sicuramente.. sarei tentato soprattutto dal Bootleg Series 1-3.. e per gli album dal vivo.. meglio i vari bootleg dei tree e scambi o Before the flood e At Budokan? grazie mille, probabilmente mi verranno fuori altre mille domande ma al momento mi vengono solo queste.. ciao a tutti i dylaniani
findtheriver

Ciao,
non c'era la tua firma dunque ho firmato con il tuo pseudonimo email.
Grazie per i complimenti al sito che mi fanno sempre piacere e per quanto riguarda le domande ti dirò che l'album Dylan, anche conosciuto con il titolo di "A fool such as I" è stato stampato su CD solo in Europa ma è fuori catalogo da tempo ed è alquanto difficile da trovare.
Per quanto riguarda i testi di Bob esistono i tre volumi di Arcana dal titolo Mr. Tambourine Man con la traduzione di Tito Schipa Jr.
Presto ci sarà l'edizione italiana delle Lyrics aggiornate con la traduzione di Alessandro Carrera (Feltrinelli).
E poi c'è la pagina di MF dedicata ai testi e alle traduzioni in italiano di tutte le canzoni cantate da Bob covers comprese, ovviamente.
Per quanto riguarda World gone wrong il titolo è esatto e te lo consiglio caldamente essendo stupendo secondo me! Lo stesso dicasi per i dischi della Bootleg Series soprattutto il primo (Vol. 1/3) che contiene un sacco di inediti e rarità assolutamente imperdibili come ad esempio She's Your Lover Now, Golden Loom, Angelina, Someone's Got a Hold of My Heart, Foot of Pride, Blind Willie McTell, Series of Dreams, tanto per citarne solo alcuni. Ma un po' tutti quelli di quella collana sono dei grandissimi dischi, in alcuni casi leggendari (vedi Royal Albert Hall, il secondo della serie). Per i live credo che con i tree del Porcile di Maggie's Farm potresti avere cose anche migliori di Before the flood e Budokan.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


2901) Ciao,
Volevo segnalarvi che nell'inserto settimanale 'Alias' del Manifesto del 6 novembre 2004, ci sono due pagine dedicate al rapporto Dylan e il Reggae.
Ciao
Corrado Mannino
Milano

Ciao Corrado
grazie per la notizia che ho riportato ieri. Se poi qualche anima buona mi fa avere una scansione la metto su MF (io non l'ho trovato).
Michele "Napoleon in rags"


2902) Ciao Michele,
guarda cosa mi spedisce Stefano "Porcupine" sulla coincidenza zimmerman/house-carpenter.
Con questa nota:
la xilografia è tratta da "Eygentliche Beschreibung Aller Staende auff Erden,etc ",
abbrev.:"Staendebuch"("The Book of Trades") di Jost Amman e Hans Sachs, pubblicato da Sigmund
Feyerabend in Frankfurt am Main, 1568. Versione tradotta in lingua inglese dalla Dover Publications,
1973.
Carlo "Pig"

Ciao Carlo,
grazie a te e a Stefano per la curiosa curiosità.
Michele "Napoleon in rags"

2903) Caro Michele,
stavo pensando (se tu e anche gli altri siete ovviamente d'accordo...) di inaugurare una nuova classifica!
Le 10 migliori "lovesong" di Bob Dylan!!
E' solo da poco che questa idea ha iniziato a frullarmi per la testa, anche se essa, in realtà, ha radici
assai lontane nel tempo. Sin da quando (più o meno una decina di anni fa) iniziai ad avvicinarmi (quasi
per caso) all' "universo Dylan" (poi un giorno anch'io racconterò come avvenne il famoso "primo
incontro"...) rimasi infatti da subito colpito (ma forse il termine più adatto sarebbe "folgorato"...), oltre
che dalle varie Idiot Wind, Like A Rolling Stone, Knockin' On Heaven's Door, Mr. Tambourine Man e
Blowin' In The Wind, dallo straordinario modo con cui Bob Dylan ha saputo cantare (in tutte le sue
mille sfaccettature, e - a mio avviso - meglio di ogni altro) l'amore (ebbene sì, lo confesso, sono un po'
romantico...).
Ecco perché credo (non me ne vogliano gli assertori della inutilità delle classifiche) che una classifica
del genere (visto soprattutto lo straordinario "materiale" che, in tal senso, Bob ci ha sinora lasciato...)
possa avere obbiettivamente un senso.
Adesso voglio confidarti un piccolo segreto, Michele. Mi capita spesso (essendo da alcuni anni membro
di una associazione studentesca internazionale) di avere contatti un po' con mezza Europa. Bèh, tu non
hai idea, caro Michele, di quanto scarsa sia la conoscenza di Bob (eccetto naturalmente che per i suoi
"classici", che più o meno tutti conoscono...) oltre frontiera. Ecco perché mi sono impegnato (un
impegno tutt'altro che "gravoso", naturalmente...) a far conoscere Dylan (soprattutto quello "meno
conosciuto"...) a tanti amici (ma soprattutto amiche) non italiani. Ho mandato più o meno un mese fa, ad
una ragazza di Atene che ho conosciuto quest'estate a Praga, una email con il testo di Make You Feel
My Love (canzone che adoro...). Bèh, ti lascio immaginare qual è stata la sua reazione. Non la
conosceva, naturalmente. Ma gli è piaciuta tantissimo! E così adesso (poiché, come spesso succede in
questi casi, una ciliegia tira l'altra...) almeno una volta alla settimana le mando qualcosa di "nuovo". E
come faccio con lei, così faccio naturalmente con tanti altri amici con cui sono in contatto (anche se, ad
onor del vero, le ragazze sono molto più sensibili alla "poesia" di quanto non lo siano - ad eccezione del
mio amico Nacho di Madrid e di pochissimi altri - i ragazzi...). Inutile dire che le canzoni di Bob
vengono sempre puntualmente assai apprezzate:)
Ora, con la scusa delle "lovesong", ho fatto questo piccolo esempio. Che comunque, per quanto piccolo,
è piuttosto emblematico. La maggior parte delle persone ha sentito (quando ne ha sentito) parlare di
Dylan o per Blowin' In The Wind, o per Like A Rolling Stone, o più spesso (solo) per Knockin' On
Heaven's Door. Ciò che però (il più delle volte) la gente ignora, è che Bob Dylan è stato, oltre che il
"profeta" di Blowin' In The Wind, il "rivoluzionario" di Like A Rolling Stone e l'autore di una delle più
belle ballate degli anni '70 (cioè quella Knockin' On Heaven's Door che i Guns'n'Roses hanno avuto
indubbiamente il merito di riportare in auge), anche uno straordinario scrittore di canzoni d'amore.
Anyway, tornando alla mia proposta di partenza, che si faccia o non (a te Michele, e a voi tutti la
decisione...) questa ennesima classifica, io la mia ve la do lo stesso, tenendo chiaramente presente che
non si tratta (come per tutte le classifiche in genere) di nulla di definitivo, ma di una scelta che risente in
buona parte del "mood" del momento. Ecco dunque la mia (attuale) top ten: 1) I Want you 2) She
Belongs To Me 3) Sad Eyed Lady Of The Lowlands 4) Love Minus Zero / No Limit 5) I'll Be Your
Baby Tonight 6) You're A Big Girl Now 7) Don't Fall Apart On Me Tonight 8) Shooting Star 9)
Moonlight 10) Make You Feel My Love.
Vorrei chiudere questo mio intervento spendendo due parole proprio su quest'ultima canzone, cioè
Make You Feel My Love. Faccio però prima una breve (ma necessaria) premessa. A me Time Out Of
Mind - come ho detto anche di recente - fa letteralmente impazzire! E' (attualmente) uno dei miei dischi
preferiti di Bob. Detto ciò, voglio solo concludere dicendo che - pur essendo un grandissimo estimatore
di Paolo Vites - non sono assolutamente d'accordo con la definizione di "stucchevole" data dallo stesso
a proposito di Make You Feel My Love nel suo libro "Bob Dylan - 40 anni di canzoni". Non credo cioè
(e nemmeno voglio crederlo), pur rispettando naturalmente l'autorevole opinione di chi scrive (e fermo
sempre restando che, sin dalla notte dei tempi, "gustibus sunt gustibus"...), che si tratti di un "incidente di
percorso" né tantomeno di un brano "per nulla necessario".
Time Out Of Mind contiene pezzi sicuramente migliori, questo è chiaro. Ma definire un "incidente di
percorso" Make You Feel My Love mi sembra (francamente) un tantino esagerato. Non
dimentichiamoci che stiamo parlando pur sempre di Bob Dylan...
In verità, non ho mai ben capito - leggendo il libro di Vites - se ad essere "stucchevole" è (secondo lui)
solo la melodia, solo il testo, o tutti e due. Personalmente, posso solo dire che trovo straordinari
entrambi. E' una canzone d'amore (questa Make You Feel My Love) che riesce ogni volta ad
emozionarmi, con quella sua melodia un po' malinconica e (soprattutto) con le sue parole semplici
eppure profondissime.
Dear Bob...no doubt in my mind where you belong...for sure!!
E' davvero così ragazzi, credetemi. Più ascolto questa canzone e più (senza nulla togliere ovviamente a
tutte le altre del disco) mi piace. Più leggo il testo...e più lo trovo (non smetterò mai di ringraziare il cielo
[pardon Napoléon!] per averci dato questa splendida comunità virtuale) straordinario! Mi piace proprio
tanto. E' davvero così.
Non ho mai sentito (per quanto famosa) la versione di Billy Joel vivamente consigliata da Paolone Vites
nel suo libro, perciò non posso esprimere alcun parere in proposito. Però - e con questo chiudo davvero
- memore del famoso "nobody sings Dylan like Dylan"...a me la splendida "versione" cantata da Bob su
Time Out Of Mind per il momento basta e avanza!!!
Hola a todos y a todas, y - como siempre - hasta luego...

Stefano "Red Lynx"

PS: ancora un'ultima cosa. Vorrei conoscere (da te Michele, ed eventualmente da tutti i magfarmiani in
ascolto) il vostro parere (oltre che naturalmente in ordine alla istituenda classifica) su Make You Feel
My Love. Che ne pensate? Credete anche voi che sia davvero così brutta??

Ciao Stefano,
per quello che posso dire io... a me Make you feel my love non dispiace pur non essendo uno dei miei pezzi preferiti, chiaramente. Le critiche mosse alla canzone secondo me sono più addebitabili al fatto che Dylan l'ha scritta a quanto sembra in cinque minuti in studio perchè serviva un pezzo e l'ha ricopiata più o meno da You Belong To Me (il brano che egli stesso coverizzò). Ripeto, secondo me non è una brutta canzone, forse risente anche del paragone con le altre di TOOM e nel confronto perde clamorosamente... ovviamente.
Se Paolo vuole replicare a Stefano ci faccia sapere...
Una classifica delle canzoni d'amore si potrebbe anche fare se i magfarmiani vogliono partecipare.
Intanto l'idea è lanciata. Fatevi sentire. La proposta di qualche tempo fa sulle "canzoni di odio" non ha avuto riscontro visto che nessuno ha proposto la sua. Vediamo se l'amore attira di più.
Per quanto riguarda la mia classifica personale... tempo fa ci avevo provato... magari la prossima volta dopo una ponderata scelta la proporrò... immagino però si intenda per canzone d'amore una canzone rivolta ad una donna (visto che a Bob quelle piacciono) e non "d'amore" in senso universale... perchè in tal caso io metto al primo posto senza dubbio "I believe in you".
Alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


2904) Ciao Michele,
ho appena letto le recensioni degli ultimi due boots per Maggie's Basement... sbaglio o furono oggetto del nostro primo grosso scambio?
Volevo fare due precisazioni sul contenuto del Hard to Find 5, con le quali se vuoi puoi integrare la recensione:
- la prima Blue Eyed Jane non è un outtake, ma la canzone originale del disco tributo
- la seconda Blue Eyed Jane non è un vero e proprio duetto perchè deriva dal mix della canzone originale cantata nel 94 (alla quale nel 97 è stata reincisa la voce per la versione definitiva del disco) col cantato posticcio della Harris
- le tracce pirata del cd sono molte, perchè oltre alla Shelter che citi e a Blue Eyed Jane, ci sono pure le 4 tracce del promo "pink" cd, che sono state pubblicate ufficialmente sui cd singoli di Not Dark Yet
Carlo "Pig"

Ciao Carlo
grazie per la segnalazione. Ho corretto il mio pezzo ma sei sicurissimo del primo punto? Cioè che la prima non è un outtake? Perchè varie fonti me la riportano come outtake e parlano di un reinciso della voce di Bob nella versione sul tributo a Jimmie Rodgers...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: mi sembra di ricordare che in effetti quei boots potrebbero essere stati oggetto del nostro primo scambio


2905) Ciao.. So che il mio annuncio è un po' diverso dagli altri, ma sono un chitarrista e cerco un gruppo per
creare una cover band di bob dylan. Sono della zona tra Milano e Lecco.. Se qualcuno è interessato
posso dare info maggiori tramite e-mail. Il mio indirizzo è: hardrain_mick@libero.it
Mick


2906) Hi.
Thought you might like to put a link to our site somewhere on Maggie's Farm.

This is an ongoing project since October 2003 to collect and document photos of Dylan - it originated
with various people at dylanpool and we now have most of it online at http://home.no.net/guron/

cheers
Stewart Grant

Hi Stewart,
OK! Done! Very very very very good project!!!
All the best,
Michele "Napoleon in rags"


Paolo Vites (che ringrazio) mi invia questo articolo di Alberto Mingardi da il Riformista, 6 novembre 2004

2907) Per comprendere davvero il blocco sociale che sostiene Bush, che poi vuol dire capire quella parte degli Usa più schiettamente americana, questa grande terra di mezzo, non servono letture erudite. Basta  un best-seller di fresca stampa, "Chronicles. Volume One", l'autore è Bob Dylan. Pagina 283: "I had a primitive way of looking at things and I liked country fair politics. My favourite politician was Senator Barry Goldwater". La rivelazione sta ai fan di Zimmerman come un Newport Folk festival dell'ideologia, la chitarra elettrica che rimescola i colori di un'icona appassionatamente riverita. Del resto, Dylan è sempre stato uno dei pochi a ricevere i fischi con candore. Raccontano i musicisti: "se hai comprato il
biglietto, hai diritto di fischiare", così dice Bob. Uomo di mercato, lo sapevamo. Ma che mentre scriveva Masters of War, dinamite contro il complesso militare-industriale ("Let me ask you one question/ Is your money that good/ Will it buy you forgiveness/ Do you think that it could"), Dylan votasse per l'autore di The Conscience of a Conservative è una primizia per gli storici del costume.
Goldwater coltivava ambizioni da liquidatore del Welfare State, più duro di Reagan (nei toni e nei contenuti), profeta inascoltato di una controrivoluzione ancora solo promessa.
"L'estremismo in difesa della libertà non è un vizio, la moderazione nel perseguire la giustizia non è una virtù". Sì, ma che c'azzecca col più grande menestrello del secolo breve, quello che continua a rotolare
di palco in palco fasciato in vestiti improbabili, ridotto "come un cameriere scarmigliato", la barba sfatta, la voce spenta, eterna colonna sonora di una generazione che ha fatto a pugni coi "valori tradizionali"?
Si dirà che in questo Dylan inaspettamente "destrorso", ennesimo mito che cade, c'entra la conversione, anzi le conversioni, plurime, rocambolesche, entusiaste, veloci. Ma la simpatia per Goldwater viene prima, risale proprio a quando il ragazzo del Minnesota approdava al Greenwich Village, è un rumore di fondo di Girl of the North Country, è istintiva, quasi "naturale".
Ci serva di lezione: la vittoria di George W. Bush sarà incomprensibile nelle proporzioni, potrà lasciarci di stucco alla luce del disastro iracheno, ma non dev'essere una sorpresa per chi fa una professione
della radiologia sociale. La guerra non è l'unico aspetto da tenere in considerazione: è vero che gli Stati del Sud, in cui W ha stravinto, sono quelli dov'è più sviluppata una tradizione delle armi, quelli che in Europa sono venuti a morire quasi con entusiasmo, particolare paradossale per la parte perdente nella "war between the states", quella che ha ammainato la bandiera. Ma, come nessuno ha evitato di sottolineare, la differenza fra Kerry e Bush in politica estera era questione di sfumature, avvertite sì e no da molti elettori, e anzi il curriculum di Kerry era ambiguo, improponibile per una campagna "pacifista".
L'America di mezzo ha votato non solo per una foreign policy ringhiosa, ha votato sui tagli alle tasse, sulla riforma delle pensioni, sul presunto scandalo di un sanità iniqua. La stessa coscienza di alcuni
conservatori avrebbe comandato, come ha scritto Robert George del New York Post in un esemplare servizio per la New Republic, un verdetto critico rispetto alla linea del GOP. Bush è un Presidente che non ha mai esercitato il suo diritto di veto, è un fautore della spesa come non se ne vedeva dai tempi di Lyndon Johnson, il domino del "conservatorismo compassionevole" finisce in una perniciosa influenza statale sul non profit.
Ma questo non è un dissenso che possa trovare asilo sotto l'ombrello di chi mira alla socialdemocratizzazione degli USA, peraltro in salsa politicamente corretta. Ecco, l'ipocrisia di quel "dispotismo paterno" che ogni giorno rende "meno necessario e più raro l'uso del libero arbitrio", una "servitù regolata e tranquilla", pure conciliabile con "qualcuna delle forme esteriori di libertà", così
Tocqueville in una pagina profetica, fa parte dell'offerta degli "Stati evoluti", dei "grandi giornali", delle università Ivy League, del mondo di Kerry - che gli elettori ruspanti del Texas, dell'Oklahoma, del
Colorado respingono al mittente.
La "middle America" ha scelto, per approssimazione, il candidato che le è meno distante. Questo è un Paese che non si chiede ciò che lo Stato può fare per me, e men che meno quel che io posso fare per lo Stato. Prega soltanto che lo Stato faccia il meno possibile per mettermi i bastoni fra le ruote.
Il self help non è una fede, è un'esigenza, per chi unisce ad un individualismo robusto la capacità di articolarlo in infinite combinazioni sociali. Qui fiorisce l'home schooling, la scuola a casa, perché il diritto di educare i figli è dei genitori. Qui il mantra dei "conservative values" non è polemica giornalistica, non è un vomitare fallacismi, non è un giocare da atei con la religione instrumentum regni: è un cantiere sempre aperto, sono politiche che si sostengono non col voto, ma col portafoglio, "sponsorizzando"
ad esempio le madri che scelgono di non abortire, e poi l'adozione. Morale e libertarismo non fanno a pugni: perché non scatta il cortocircuito, tutto europeo, per il quale a delle convinzioni personali deve seguire il ricorso all'apparato coercitivo.
Le politiche di Bush poi sono tutto fuorché sovrapponibili a tali sentimenti, ma per pescare voti è questa la retorica cui s'è appellato, la ownership society, l'intreccio di responsabilità e libertà.
L'eccezionalismo americano esiste, ed è l'ostinazione a non metabolizzare del tutto le logiche dello Stato moderno. In "Ne muoiono di più di crepacuore", il protagonista di Saul Bellow scandalizza il padre
intellettuale bon vivant abbandonando Parigi per rintanarsi nel Mid-West.
"Vado dove c'è l'azione". Prima di farsi travolgere dai punti interrogativi, l'opinione pubblica europea faccia uno sforzo, e lo segua.



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