parte 233
Lunedì 18 Ottobre 2004


2854) Ciao Michele,
ho ascoltato Dignity (la versione demo per soli voce e piano che avevo linkato qualche giorno fa) è m'è piaciuta molto. Ho letto sulla Talkin' ultima scorsa del promo cd allegato a Chronicles ed in cui Dignity è contenuta, ma volevo segnalarti che ne esiste anche una versione di 6 tracce con un altro "inedito": Cuckoo Is A Pretty Bird
Carlo "Pig"

Ciao Carlo
anche a me la versione demo di Dignity è piaciuta (moltissimo), la trovo più coinvolgente dell'originale... più "viva"... più trascinante, pur essendo un demo abbozzato... mi è spesso capitato anche in passato di apprezzare maggiormente le versioni di Dylan da solo, appena abbozzate, spesso delle semplici prove, più delle versioni finite e rifinite... con arrangiamenti particolari... mi piacerebbe ascoltare ad esempio eventuali provini di Time out of mind... L'ascolto di Dignity demo mi ha fatto tornare in mente quello che si diceva qualche settimana fa con Matteo "Squirrel", cioè l'ipotesi fantascientifica di un Bob che torna in concerto a fare qualche pezzo da solo, chitarra e voce (o, per restare in tema, piano e voce). Secondo me sarebbero delle grandi versioni, magari grezze, imperfette, ma con Dylan secondo me il bello è proprio quello... comunque spero che ne vengano fuori altre di chicche del genere di "Bob alone"... magari i mitologici demo al piano di Street Legal che non ho ancora capito se esistono davvero o se sono una leggenda creata ad arte per scherzo...
Grazie per la precisazione relativa a Chronicles... spero che salti fuori ben presto anche l'mp3 di Cuckoo is a pretty bird... ma scrivi "inedito" tra virgolette nel senso che è già apparso su bootleg, immagino... o che?
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


2855) Ciao sono sempre Andrea amico di Luciano Colabbatista e Giorgio Ceccarelli, volevo dirti che ti ringrazio tantissimo e che ho scritto ai vostri amici di Roma.

Mi dispiace non riuscire a conoscerti comunque noi per motivi di lavoro non abbiamo potuto partecipare all'ultimo tributo a Dylan al Big Mama ma abbiamo partecipato a tutti gli altri.

Nella penultima edizione abbiamo suonato con Giacomo Docimo. Giacomo suonava la chitarra acustica e cantava, mio fratello Tony suonava la chitarra acustica e cantava, io al basso e facevo i cori. Abbiamo suonato:
If you see her, say hello
You ain't goin' nowere
She Belongs to me

Se per caso hai qualche nome di locale dalle tue parti a noi farebbe molto piacere prendere il contatto così magari ci vediamo.

Grazie ancora e magari ci vediamo al teatro di Latina il 28 Gennaio.

May you stay ..... forever young

Andrea

P.S. non è che per caso hai una copia della pagina creata sul vostro sito per la scomparsa di Luciano da inviarmi ?
Mi farebbe piacere nello spettacolo al teatro farla vedere sullo schermo gigante a tutti a dimostrazione che Luciano era una persona molto stimata ed amata anche da chi non lo conosceva personalmente.

Ciao e grazie 1.000

Ciao Andrea
sono contento che lì a Roma i dylaniani fervano... l'ho sempre detto che mi devo trasferire lì ma ahimè  abito un po' lontanuccio nella colonia dell'Impero, Augusta Praetoria (Aosta), e di romano ho solo le mura, qui... Se capiti da queste parti il mio negozio (Libreria "Il Fumetto") è proprio attaccato alle porte pretoriane a pochi metri dall'arco di Augusto. Comunque, come dicevo, a Roma sono venuto spesso e dunque non è improbabile che ci si incontri lì prossimamente (per il momento accontentati di Carlo ed Elio... che tutto sommato sono dei bravi ragazzi... :o) ). Proprio a Roma se tutto va bene organizzeremo il primo Maggie's Farm Folk Fest, un festival a base di canzoni di Bob, Joan Baez e Woody Guhtrie... al quale spero anche voi partecipiate... Segui MF dove daremo eventualmente i dettagli in caso di sviluppo positivo della cosa...
Qui da me locali che possano proporre materiale dylaniano purtroppo non è che ce ne siano molti... comunque nel caso ti faccio sapere...
La pagina della Talkin' di Maggie's Farm che avevamo idealmente dedicato alla scomparsa di Luciano è quella che misi on line pochi giorni dopo la sua morte ma non ricordo ora come ora la data... se tu me la dici la trovo subito e te la linko... o se qualcuno se lo ricorda... ?
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


Nella scorsa Talkin' Sal "Eagle" mi inviava una foto di Bob insieme ai Byrds... Ecco una correzione:

2856) Ciao Michele
Mc Guinn non appare nell'ottima foto della lettera 2848.

Ci sono bensì gli altri 4 Byrds: Michael Clarke alla batteria, David Crosby con la chitarra, Gene Clark, Bob Dylan presso il microfono, Chris Hillman al basso.

Con affetto
Roberto "Terrapin"


2857) Caro Michele
Intanto ti saluto e rinnovo i complimenti per il lavoro che fate. Davvero splendido !

Vorrei comunque far osservare che nella didascalia della foto che ritrae Dylan con i Byrds, apparsa
sulla Talkin' 232, colui che viene indicato come Roger McGuinn, in realtà è Gene Clark.

Con grande affetto
Ivano Bison

Ciao Roberto, ciao Ivano
ricambio l'affetto e ringrazio per la precisazione (in effetti anche a me era venuto il dubbio ed era per quello che avevo scritto che McGuinn mi sembrava un po' cambiato :o) )
Sal è stato già crocefisso in sala mensa, fustigato, legato e messo in ginocchio sui ceci a guardare "Giovannona Coscialunga", "L'Esorciccio" e "La polizia si incazza...".
A parte scherzi non ci fu errore da parte del nostro Sal che si è limitato a riportare una didascalia in inglese evidentemente sbagliata.
Grazie per la correzione e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


Ed ora un appello di Alessandro Carrera ai magfarmiani:

2858) Caro Michele,
ho una domanda. Oltre a tradurre l'autobiografia di Dylan, sto aggiungendo anche note esplicative su
particolari che al lettore italiano potrebbero sembrare oscuri. Sto anche correggendo, nelle note, alcune
imprecisioni rimaste nel testo nonostante il lavoro di editing della Simon & Schuster. Ad esempio, Dylan
si riferisce a Mike Porco del Gerde's Folk City come al "padre siciliano che non ha mai avuto". Dalla
biografia di Robert Shelton ricavo che Porco era nato in Calabria nel 1914 e che era emigrato negli Stati
Uniti nel 1933. Al Big Mama l'estate scorsa avevo incontrato un maggiesfarmiano (se la memoria non
mi inganna) che mi aveva detto di essere un suo lontano parente. Saprebbe forse l'anno della sua
morte? O forse qualche altro maggiesfarmiano lo sa?

A presto!
Alessandro Carrera

Ciao Alessandro
a quel che ricordo Porco era effettivamente calabrese... Se la persona in questione citata da Alessandro è in ascolto si faccia vivo... O se qualcuno ha altre notizie in merito... Fateci sapere... Grazie.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2859) Ciao Michele,
ho letto con molta attenzione la tua risposta della settimana scorsa, e pur condividendo quasi tutto sento tuttavia il bisogno di puntualizzare alcuni passaggi del mio primo intervento.
Voglio innanzitutto "tranquillizzarti" sul fatto che anch'io ritengo superiori a Time Out Of Mind sia i dischi della triade elettrica (ci mancherebbe!) sia Oh Mercy e Blood On The Tracks. Personalmente, io metto in cima alla vetta Blonde On Blonde, che ritengo essere, ad un tempo, il più grande disco mai realizzato da Bob e il più grande album rock di tutti i tempi. Blood On The Tracks a me piace. Lo considero il capolavoro degli anni '70. Però ci sono dischi di Dylan che, almeno in questo momento, mi coinvolgono di più. Time Out Of Mind è senz'altro uno di questi. Anche secondo me (e questo in verità l'ho sempre pensato) le canzoni di Blood On The Tracks, prese singolarmente, sono oggettivamente superiori rispetto a quelle di Time Out Of Mind (sebbene vi siano in quest'ultimo - non dobbiamo dimenticarlo - brani assoluti come Love Sick, Not Dark Yet, Can't Wait, Cold Irons Bound e Highlands). Eppure Blood On The Tracks, in questo momento, non mi emoziona quanto Time Out Of Mind. Se dunque l'altra volta mi son fatto prendere un po' la mano, il motivo è proprio questo. In questo momento, Time Out Of Mind mi coinvolge di più rispetto a Blood On The Tracks, anche se quest'ultimo (per quanto non abbia la compattezza del primo) è oggettivamente un disco migliore. E' solo e soltanto una questione di mood. Tutto qui.
Nel mio intervento, in realtà, parlavo solo della mia "difficoltà" ad ascoltare oggi un disco come Blood On The Tracks, ma non intendevo (e non intendo) affatto mettere quest'ultimo in competizione con Time Out Of Mind. Sono due dischi molto diversi, è evidente. Anche se poi, a ben vedere, pur nella loro diversità e nel loro differente peso specifico (Blood On The Tracks, da un punto di vista "storico", è evidentemente più importante di Time Out Of Mind), c'è un comune filo rosso che lega tra loro (ma qui in verità si dovrebbe estendere il discorso anche a Oh Mercy) questi due dischi. Sia Blood On The Tracks sia Time Out Of mind sono infatti dischi di riflessione. Il primo sulla fine dell'amore coniugale; il secondo sulla condizione dell'animo umano, cioè dell'Io. Time Out Of Mind prosegue cioè, da questo punto di vista, quel discorso di introspezione e di "realismo" inaugurato da Dylan proprio con Blood On The Tracks (e ripreso naturalmente dallo stesso anche su Oh Mercy). Blood On The Tracks, Oh Mercy e Time Out Of Mind rappresentano dunque, seppur con accenti e sfumature diverse, la summa del "realismo dylaniano". Sono tre capolavori assoluti di realismo. Indiscutibilmente.
Quanto invece al rapporto tra Time Out Of Mind e gli altri dischi da me citati nell'intervento di due settimane fa, vorrei chiarire un punto. Quando dico, in quell'intervento, che Time Out Of Mind può stare degnamente accanto ai tre capolavori "elettrici" dei '60 e a Oh Mercy, intendo solamente rimarcare (se mai ce ne fosse bisogno) che per me si tratta di un capolavoro. Con il che, però, non intendo affatto dire (anche perché non lo penso) che sia superiore agli altri sopraccitati.
Tutto il mio discorso, in realtà, prendeva le mosse da una affermazione di Elvis Costello, il quale (in una vecchia intervista rilasciata all'epoca dei fatti, cioè nel '97, per Mojo) definì Time Out Of Mind "il più grande disco di sempre" di Bob Dylan. Giudizio forse un tantino esagerato, ma che la dice lunga sulla considerazione che ebbe, all'epoca, il disco in questione nell'ambiente musicale.
Ergo, quando dico che Time Out Of Mind è degno di sedere allo stesso tavolo di "quegli altri" (tavolo nel quale, beninteso, ha un posto d'onore anche Blood On The Tracks), intendo semplicemente dire che, pur non essendo "il migliore dei migliori", per me si tratta di un capolavoro.
Dove invece non sono del tutto d'accordo con te - e con questo concludo - è su "Love And Theft". Che si tratti di un gran disco è fuori discussione. Alcuni suoi brani sono energia allo stato puro. Penso, per esempio, a Summer Days, Lonesome Day Blues (che potrebbe essere la "Leopard Skin" del nuovo millennio...) e Honest With Me. Altri (come Bye And Bye, Moonlight e Sugar Baby) sono assolutamente deliziosi. Mississippi e High Water (forse il pezzo migliore dell'intero album) sono addirittura strepitose. Eppure, nonostante ciò, continuo a preferire, al più "fresco" "Love And Theft", l'oscuro e "monolitico" Time Out Of Mind.
"Love And Theft" è, nella sua atipicità, un album indubbiamente affascinante, ricco di spunti interessanti, decisamente più vario e "movimentato" rispetto a Time Out Of Mind. Però risulta essere, in definitiva, un disco "imperfetto". L'impressione che si ricava ascoltando "Love And Theft" (o almeno quella che ne ricavo io) è insomma quella di un disco "in fieri". Time Out Of Mind no. Time Out Of Mind non lo puoi ulteriormente migliorare, è perfetto così com'è. E questo è, in ultima analisi, ciò che fa di Time Out Of Mind un capolavoro e di "Love And Theft" (solo) un grande disco.
Tornando dunque, per concludere, al quesito di partenza, se per "ultimo grande disco" si intende (come mi par di capire) l'ultimo capolavoro, io continuo a non aver dubbi su Time Out Of Mind. Laddove invece si stia utilizzando l'espressione suddetta in un senso più ampio, allora non posso evidentemente non essere d'accordo con Michele, e quindi dico senz'altro anch'io "Love And Theft".

Stefano "Red Lynx"

Ciao Stefano,
come scrivevo la volta scorsa il mio gradimento va più a "Love And Theft" che a Time out of mind, ma naturalmente solo in base al mio gusto personale che mi fa preferire un Dylan più vario musicalmente parlando di quanto non lo sia in TOOM. Oltre che autore di versi più caustici e surreali, più narrativi e "cinematografici", talvolta ironici, fascinosamente misteriosi ed ambigui, talvolta belli anche solo per la sonorità, versi che in L&T esplodono secondo me quasi come ai tempi d'oro di H61 e degli altri dischi elettrici dei sixties. Parlo di brani come Floater, Summer Days, High Water, Honest with me, Cry a while o il capolavoro Po' Boy. Non credo che complessivamente L&T sia un disco superiore a TOOM e sicuramente è meno pensato e costruito (nel senso positivo del termine). Ma è proprio questa sua freschezza che me lo fa preferire, questa sua imperfezione o perfettibilità come tu dici, questo suo approccio live che conferisce al disco una grande immediatezza. Soprattutto mi dà la sensazione che nel farlo Dylan fosse più forte, vitale e "acceso" che in TOOM dove mi dà la sensazione di un uomo stanco e tutto sommato un po' ripetitivo (che poi d'altro canto è il fascino del disco, come un'unica lunghissima canzone in cui Dylan sfoga la propria amarezza).
Infatti TOOM è un disco che dal punto di vista della varietà dei temi è alquanto unidimensionale, laddove L&T è per me una sorta di viaggio a ritroso nel tempo, un viaggio un po' magico, fantastico ed entusiasmante nel corso del quale Bob attinge alla tradizione, come è stato osservato, e le ridà freschezza "riportando tutto a casa con un capolavoro che è un viaggio attraverso la storia musicale americana", in cui reinventa gli stili musicali dell'America che fu, "come un moderno alchimista".
Insomma L&T ha per me una superiore inventiva ed audacia compositiva sia a livello musicale che (soprattutto) delle liriche e soprattutto si apre verso l'esterno laddove TOOM mi sembra si richiuda un po' in se stesso (molti lo apprezzano proprio per questo, ma come scrivevo è una questione di gusti).
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


2860) Ciao Michele,

ho letto l'interessante saggio di Lillo su Blonde on blonde e gli faccio i miei complimenti. Volevo poi
suggerire una possibile traduzione del verso "Everybody must get stoned" di Rainy day women # 12 &
35, che potrebbe essere reso con "Tutti dovrebbero essere rintronati" per mantenere il doppio senso.

A presto.

Francesco Tiger

Ciao Francesco
la tua ipotesi di traduzione mi sembra perfetta (l'ho aggiunta nella pagina relativa con i nostri testi) visto che chi fa uso di cannabis o similia in effetti un certo rintronamento ce l'ha... e chi dovesse beccarsi una pietra in testa ("Se sei buono... ti tirano le pietre...") sicuramente si rintrona :o)...
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


2861) Ciao Michele,
ma del volume di Elaine Moryson, "La storia dietro ogni canzone di Bob Dylan", quando uscirà il seguito?
Elio "Rooster"

Ciao Elio
bella domanda! Non so se è già uscito in USA... Chi lo sa?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2862) Ciao,
ecco i miei dieci album preferiti...

1. BLOOD ON THE TRACKS
2. LIVE 1975: THE ROLLING THUNDER REVUE
3. HIGHWAY 61 REVISITED
4. DESIRE
5. BLONDE ON BLONDE
6. THE FREEWHEELIN' BOB DYALN
7. ANOTHER SIDE OF BOB DYLAN
8. JOHN WESLEY HARDING
9. TIME OUT OF MIND
10. THE TIMES THEAY ARE A-CHANGIN'

Luca

Ciao Luca,
ok, grazie! Blood on the tracks continua a spopolare, vedo...
Michele "Napoleon in rags"


2863) Ciao Michele
ti invio una foto di Bob dal recente concerto di San Francisco...
Mario

Ciao Mario
bellissima! Grazie.
Michele "Napoleon in rags"


2864) Salve,
vorrei sapere se nel nostro paese si trovano film di bob dylan anni '60/'70, o filmati dell'epoca ospite in varie trasmissioni, concerti, festival ecc... ovviamente stampati in vhs

Fatemi sapere
grazie

saluti Beat!

Peace&music

Matteobeat&amore

Ciao Matteo,
pressochè nulla in vhs o dvd ufficiali... una marea di roba in vhs, vcd e dvd di quelli che circolano tra collezionisti... Scrivi a Carlo "Pig" del nostro Porcile di Maggie's Farm (vai qui: http://porcile.tk) e se vuoi iscriviti ai relativi Dylan Tree grazie ai quali potrai entrare in possesso di un sacco di filmati di Bob 60/70 ma anche 80/90 etc.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2865) ciao,
volevo sapere se bob dylan ha scritto una canzone ripresa dai guns n' roses! se sì qual è il suo
titolo?
ciao complimenti per il sito graziano

Ciao Graziano
certo che sì. Si tratta di "Knockin' on heaven's door" scritta da Bob Dylan nel 1973 e pubblicata sull'album "Pat Garrett & Billy the Kid" con la colonna sonora del film omonimo, interamente composta da Bob.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2866) Ciao Michele
ti devo raccontare di quando ho scoperto per la prima volta l'esistenza di Paolo Limiti.
Nel 76 comprai il mio primo LP di Dylan, in un grande magazzino: si trattava di una edizione italiana
della CBS uscita quello stesso anno, una raccolta di "capolavori" intitolata "Il meglio di Bob Dylan - n.1"
Lato 1: Blowin'in the wind, It ain't me babe, The times they are a-changin', Mr. Tambourine, She
belongs to me, It's all over now baby blue
Lato 2: Subterranean homesick blues, One of us must know, like a rolling stone, just like a woman, rainy
day women, i want you.
Presa da una botta di nostalgia sono andata a disseppellirlo da sotto una pila di altri LP archiviati dentro
una cassapanca.
Non posso fare a meno di trascriverti le cover notes di Limiti, sul retro della copertina.
"Appena ho avuto in mano la copia-campione di questo disco, mi è venuta subito la tentazione di riporlo
in biblioteca tra un libro di Faulkner e uno di Hemingway. Intendiamoci, conosco perfettamente il senso
delle proporzioni, ma il fatto è che il signor Robert Zimmerman di Duluth (Minnesota) è considerato un
vero poeta non solo dagli specialisti di musica, ma anche dai critici di altro orientamento. Il fatto di
accostarlo a due nomi così prestigiosi della letteratura non è (scusate) mio, ma una dichiarazione
ufficiale del più importante e serio quotidiano degli Stati Uniti. Che poi nello stesso anno (il 1965), il
signor Dylan si sia trovato in testa alle classifiche della popolarità, in un'inchiesta svolta nelle università,
e che il risultato lo abbia messo giusto giusto a metà tra John F. Kennedy e Fidel Castro, è una prova in
più di come la sua arte abbia influenzato la società. Una società che lui ha aggredito, discusso, messo in
guardia e sezionato con la forza di una giovinezza intelligente e dalla vista tanto lunga come non si
sarebbe mai immaginato.
Questa prima raccolta di straordinarie canzoni (cui ne fa seguito una seconda) comincia subito a
chiarire perchè Bob Dylan fa parte di quella "schiera pazza di eroi" che non ha paura di dire la verità.
Anzi, Bob canta proprio dell'uomo lento di adesso che sarà il più veloce domani" o del "tuo esercito con
le mani vuote che ritorna in patria" o dell'uomo che non sarà amante per la tua vita e nient'altro di più".
Bob è con loro, con quelli che non hanno che la verità da offrire e che fanno parte delle cose che
succedono e stanno succedendo sia nella vita, sia nella mente della gente.
Lui stesso ha dichiarato: "La maniera in cui mi piace scrivere è come cammino e come parlo..." E se
l'inizio della sua carriera (ma non è neanche giusto chiamarla tale, perchè è solo un'espressione
artistica) lo vede decisamente orientato verso la vita folk e i suoi protagonisti, non appena i suoi orizzonti
e le sue esperienze si allargano Bob sente il bisogno di collettivizzare i sentimenti di "rabbia e di
solitudine" che gli resteranno addosso come simbolo per molti anni. Il passaggio dal folk al rock non
avviene comunque in sordina: c'è il clamoroso incidente al festival di Newport dove il fatto di non
vederlo solo con la sua vecchia chitarra spenta, ma con un gruppo rock e quella elettrica, spinge i
giovani a contestarlo. Ma già a Forrest Hills, poco tempo dopo, la maggioranza è dalla sua. Come
Woody Guthrie ha influenzato i suoi inizi, sono nomi come Chuck Berry e Buddy Holly che lo attirano
verso il rock: alla semplicità chiusa dei primi passi, si sostituisce l'esigenza di allargare il suo dolore
senza l'obbligo di dover rispettare immagini troppo logiche e oleografiche. E' il momento di lasciare
libera la fantasia e lasciarsi andare alle sensazioni e alle visioni; è il momento di colpire ancora più a
fondo l'animo umano con allusioni ancora più drammatiche e violente. Basta con le regole, l'importante
è capire. E tra i titoli di questo primo volume ce n'è abbastanza per dieci mondi. degli altri cento mondi
di Bob Dylan (e nostri!) parleremo ancora.
Paolo Limiti

A rileggerle oggi mi sembrano cose scontate e banalotte, ma allora mi impressionarono parecchio e per
colpa di Paolo Limiti cominciai a comprare tutti gli altri LP :-))
Un salutone grosso
Anna "Duck"

Ciao Anna
grazie per la testimonianza. Limiti è un grande secondo me... uno dei pochi che in TV non mi fa cambiare canale o spegnere l'apparecchio o peggio ancora vomitare (i suoi tributi a Battisti di qualche anno fa furono splendidi... così come i suoi racconti sulle star hollywoodiane spesso in chiave noir che erano dei veri e propri gioielli che ti tenevano avvinto dalla prima all'ultima parola). O le sue ricostruzioni storiche sulla musica degli anni 20/30/40 che mi augurerei di vedere in prima serata al posto di quelle porcate vomitevoli tipo Grande Fratello, o L'isola dei famosi... Oltre al suo impegno a difesa degli animali, naturalmente, che da sola gli vale comunque il titolo di grande...
Una persona così intelligente e colta non poteva non avere una tale considerazione di Dylan, ovvio...
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


E a proposito dei Byrds di cui si è parlato più su...

2867) Ciao a tutti! A beneficio di quanti non lo sapessero, la foto inviata la settimana scorsa da Sal (cioè quella che ritrae insieme Bob Dylan e i "primi" Byrds...) fu scattata nel 1965 a Los Angeles (da Ciro's), e documenta una delle prime uscite pubbliche della mitica band capitanata da Crosby e McGuinn (il quale, all'epoca, si chiamava ancora Jim e non Roger, nome che assumerà solo tre anni dopo, cioè nel 1968, a seguito della sua adesione alla setta ultra-cristiana Subud). La foto in questione si trova nel primo album ufficiale dei Byrds (il "seminale" Mr. Tambourine Man), uno dei dischi più importanti di tutti i tempi, non foss'altro perché segna la nascita di quel jingle-jangle sound che tanta influenza e fortuna avrà negli anni a venire su una vasta schiera di gruppi e artisti. Il disco contiene, oltre alla title-track, altre tre canzoni di Dylan, ossia Spanish Harlem Incident, All I Really Want To Do e Chimes Of Freedom.
Ci sono almeno due aneddoti interessanti legati a questo disco d'esordio dei Byrds. Il primo è che i Byrds incisero la loro Mr. Tambourine prima ancora che Dylan la registrasse per Bringing It All Back Home. Questo perché la canzone, in realtà, era destinata a finire in origine su Another Side, ma venne poi "scartata" dallo stesso Bob proprio all'ultimo momento. Circostanza, quest'ultima, confermata anche da Shelton nella sua biografia, quando dice: "in che modo i Byrds ebbero Tambourine Man non è chiaro. Molto probabilmente Dickson (cioè il loro manager) ottenne una copia prima che Dylan registrasse il disco
ufficiale, tratta forse dal quarto album, in cui cantava anche Jack Elliott".
Il secondo aneddoto riguarda invece le sessions del disco, e in particolare proprio la registrazione di Mr. Tambourine. Solo McGuinn, infatti, partecipò all'incisione in studio del brano. Probabilmente perché gli altri quattro (cioè Crosby, Clark, Hillman e Clarke) non furono ritenuti all'altezza di suonarla professionalmente, o comunque non con la perfezione formale che pretendeva la CBS. Circostanza, anche questa, riportata da Shelton nel suo libro: "una delle ironie della seconda registrazione di Tambourine Man fu che, tra i musicisti, McGuinn era l'unico Byrd presente. Gli altri erano impossibilitati a partecipare. Dunque al basso, per la famosa introduzione, suonò Larry Knetchel, con Hal Blaine alla batteria e Leon Russell seconda chitarra. I Byrds inserirono le complesse armonie vocali solo in seguito".

Stefano "Red Lynx"

Ciao Stefano,
grazie per le note...
E io aggiungo per i neofiti che, qualora non lo avessero già fatto, devono assolutamente ascoltare il disco "Sweetheart Of The Rodeo", un vero capolavoro dei Byrds... un album miliare!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"



clicca qui



Clicca qui per leggere i racconti finora pubblicati
Scrivete sempre a spettral@tin.it



E' UNA PRODUZIONE
TIGHT CONNECTION