parte 231
Lunedì 4 Ottobre 2004





2825) Ciao Michele,
complimenti sentitissimi per il sito...
E' la prima volta che scrivo, seguo il vecchio Bob dal 1981 (per me è come un secondo padre) e la molla
che mi spinge a farlo è la curiosità sui contenuti di "Chronicles"....

E' ancora il grande Carrera l'incaricato della traduzione (come a suo tempo anticipato)? Se sì, attendo
febbrilmente qualche commento in anteprima.... anche se il capitolo pubblicato su Newsweek non è che
prometta bene dal punto di vista lirico.....

Per chiudere mi piacerebbe sapere che ne pensano quelli della Fattoria dello strano annuncio di Bob di
voler registrare nuovamente i suoi vecchi brani... io penso che potrebbe essere una cosa piuttosto
interessante ma allo stesso tempo resto perplesso sull'operazione in generale, valutato il punto di vista
del nostro sul passato e sul tema della nostalgia.....

Luigi

PS: io credo che il prossimo album di Bob uscirà a settembre/ottobre 2005, sarà un altro capolavoro e
concluderà la trilogia iniziata con TOOM e L&T (un disco ogni 4 anni giusti....). Lo sento.

Ciao Luigi,
grazie per i complimenti al sito innanzi tutto.
Ti confermo che è Alessandro Carrera lo scrittore che tradurrà in italiano la biografia di Dylan, "Chronicles", e lascio a lui la parola in merito alle tue domande:

Caro Luigi,

grazie per il "grande" (troppo onore, qui di grande c'e' solo Dylan). Come ho gia' risposto ad altri maggiesfarmiani (vedi più giù in questa pagina), si', sto lavorando alla traduzione che devo spedire a Feltrinelli entro il 30 ottobre e che dovrebbe uscire a gennaio. Anticipazioni e commenti non ne posso fare fino al 12 ottobre, data in cui "Chronicles" uscira' negli Stati Uniti (l'editore e' legato per contratto a non fornire nessuna anticipazione, e la cosa vale anche per me). Posso dire solo una cosa: che non bisogna giudicare il libro dal frammento del terzo capitolo uscito su "Newsweek". Quello e' un capitolo pieno di amarezza e dove c'e' poco spazio per l'effusione lirica o per un senso di meraviglia. Il libro non e' tutto cosi'. Inoltre, si tratta della prima parte di un'opera in tre volumi. Non e' il caso di rimanere delusi se uno non trova esattamente quello che si aspetta, perche' magari lo trovera' nei prossimi. Dylan ha gia' detto in un'intervista che il capitolo su "Blood on the Tracks", ad esempio, apparira' in un prossimo volume. E credo di aver letto da qualche parte che sara' lo stesso per un capitolo su "Freewheelin'".

Alessandro Carrera

Grazie ad Alessandro e proseguo io con le risposte a Luigi.
In effetti anche io credevo che da un punto di vista letterario l'opera di Dylan sarebbe stata caratterizzata da una prosa differente, almeno viste anche le prime voci che erano circolate all'epoca che avanzavano addirittura l'ipotesi che la biografia sarebbe stata scritta nello stile delle note introduttive dell'album "World gone wrong". Dopo aver letto l'estratto in anteprima pubblicato su "Newsweek" in effetti anche io ho avuto l'impressione che sarà un'opera molto più "normale", per quanto può esserlo una biografia attesa da decenni e che per la prima volta vedrà Dylan raccontare in prima persona gli eventi cruciali della sua vita e della sua carriera. Naturalmente quanto ci scrive Alessandro Carrera qui sopra però mi fa pensare che effettivamente non bisogna giudicare l'intera opera solo da quel capitoletto.
A me sinceramente l'estratto è comunque piaciuto molto nonostante tutto e non vedo l'ora di leggere tutto il resto... ed ho già ricevuto diversi commenti entusiastici al riguardo tra cui una telefonata di Sal "Eagle" che mi comunicava euforicamente che - stando a quell'estratto in anteprima - secondo lui la bio di Bob sarà un capolavoro, e io spero che Sal abbia ragione (c'è da dubitarne?).
Per quanto riguarda lo strano annuncio di Bob di cui parli, di incidere nuovamente vecchi brani, io non sono particolarmente entusiasta e spero vivamente che piuttosto sforni qualcosa di nuovo anche perchè con tutti i bootleg che ci sono in circolazione, le vecchie canzoni le abbiamo ormai in tutte le salse. Che ne pensano gli altri magfarmiani? Fateci sapere. Ricordo che Luigi fa riferimento all'intervista pubblicata anche in Italia su "La Stampa" e che ho riportato qualche giorno fa su MF (clicca qui per l'articolo).
Anche io ho il sentore come te che comunque un nuovo disco di inediti in studio di Bob sia prossimo... Del resto "Love & Theft" risale ormai ad oltre tre anni fa e la tua previsione dei quattro anni di distanza mi sembra plausibile, anche se io spero in qualche mese di anticipo, diciamo tre o quattro... Oltre tutto Bob sfrutterebbe l'onda lunga della pubblicità che eventi come l'uscita della sua biografia o del film di Martin Scorsese a lui dedicato avrebbero sulla propria immagine, sicchè il disco verrebbe acquistato da molta più gente del solito.
Straremo a vedere.
Segui sempre MF dove speriamo che Alessandro Carrera possa presto dare qualche altra anticipazione su "Chronicles".
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


2826) Ciao Michele,
visto che me lo chiedi (e ti ringrazio per la tua stima), intervengo anch'io sulla questione della traduzione
del verso "...his long night is done" di 'Cross the green mountain (vedi ultime due puntate della Talkin'). Secondo me la tua traduzione va bene così e concordo con Stefano C. a proposito del suo significato. Infatti in questa canzone Dylan contrappone da una parte immagini di tenebra: una terra devastata (the ravaged land), un mondo vecchio e grigio (the world is old, the world is gray) e dunque senza o con scarsissima luce, l'oscurità delle maschere (the darkness of masks), un cielo invernale e cupo (chilled are the skies, keen is the frost / the ground's froze hard and the morning is lost) e dall'altra la luce, spesso con connotati ultraterreni, come nell'imponente immagine della luce che avanza per strade sconfinate legata all'intervento di Dio (the light's coming forward and the streets are broad / all must yield to the avenging God), o in quella della luce della natura da intendersi, secondo me, come creazione e quindi dotata di un'impronta divina (let them say that I walked in fair nature's light) o quando invita a guardare al di là della falsità del mondo (le maschere) le sorprese dell'alba (the surprises of dawn), e l'alba è un'altra immagine di luce. Inoltre la frase: il mattino è perduto (the morning is lost) è da intendersi proprio in questo contesto: il mattino è il momento in cui la luce ritorna dopo le tenebre della notte ed affermare che è perduto equivale a negare una qualsiasi speranza che il mondo possa da solo trovare una propria redenzione. La canzone infatti rimanda continuamente ad un altro mondo, specificatamente al paradiso, con una convinzione veramente forte come nel verso "I think of the souls in heaven who we'll meet" o in maniera più vaga ma comunque decisa nei versi "I listen while I stand / to the music that comes from a far better land e I feel that the unknown world is so near". Nell'ultima strofa viene proprio esplicitato che il riferimento alla luce non è atmosferico ma simbolico (I'm 10 miles outside the city and I'm lifted away / in an ancient light that is not of day) e questa fede in un mondo migliore (a far better land) rappresenta a mio avviso, oltre al cameratismo di cui parlava Alessandro Carrera in una delle sue due interessantissime conferenze a Stra il 2 Luglio, il vero elemento positivo di una canzone altrimenti molto pessimistica ("...but he'll never be better, he's already dead"). Dunque, a mio avviso, la notte del capitano è proprio la sua vita terrena, in accordo con le altre immagini di tenebra della canzone legate alla situazione del mondo.

Volevo anche fare una domanda al prof. Carrera: quando è prevista l'uscita della sua traduzione delle
Chronicles e delle Lyrics? Sa mica se è in programma in Italia una traduzione del libro di Cristopher
Ricks, Dylan's visions of sin?

A presto.

Francesco "Tiger"

Ciao Francesco,
la tua disamina sul verso in questione di "'Cross the green mountain " mi sembra molto accurata e plausibile. In effetti l'intero brano ha sempre dato anche a me un senso di sovrannaturale legato in particolare alle immagini che citi relative alla luce, ma non avevo mai nello specifico pensato più di tanto alla contrapposizione luce/tenebra che pure c'è e che tu hai ben evidenziato nella tua analisi, e che dopo la lettura della tua mail mi appare molto più evidente di prima e mi fa pensare che effettivamente Dylan abbia usato quei termini con l'intento di rimarcare tale contrasto per giungere alle strofe conclusive in cui la visione sovrannaturale prende il sopravvento. Alla luce (è il caso di dirlo!) dell'analisi relativa a quei versi direi che la lunga notte dell'ufficiale ucciso può essere intesa come conclusa, una vita di oscurità che finisce mentre una luce ultraterrena, una luce che non è quella del giorno, indica la strada per una città sita in una "far better land", quella terra lontana e migliore che potrebbe essere poi la città della luce che Dylan cantava anni prima ("C'è una città di luce, innalzata nella gloria. Gli angeli vestono di bianco. Non esiste malattia. Non esiste notte. C'è un paese di luce / C'è una città d'amore, lontano da questo mondo e dalla materia di cui son fatti i sogni, oltre il tramonto, oltre le stelle nel cielo, c'è una città d'amore", da "City of gold").
Per quanto riguarda le domande a Carrera lascio di nuovo a lui la parola:

Caro Francesco,
come ho scritto più su, la traduzione di Chronicles Vol. 1 e' prevista per il gennaio 2005 e sara' pubblicata da Feltrinelli. Per le Lyrics l'editore e io dobbiamo ancora decidere i tempi.
Non so se qualcuno abbia pensato di tradurre il libro di Christopher Ricks, Dylan's visions of sin. E' un libro molto "interno" alla lingua inglese (io lo sto leggendo ora, quando ho tempo), pieno di argomenti e sottigliezze molto difficili o quasi impossibili da tradurre (molti giochi di parole, molte discussioni tecniche su rime ed assonanze, praticamente nulla sulla musica). Ci vorrebbe molto lavoro ed e' anche un libro molto lungo, non so se qualcuno avra' il coraggio di buttarsi nell'impresa.
Alessandro Carrera

Ancora grazie ad Alessandro ed un ciao e alla prossima a Francesco,
Michele "Napoleon in rags"


2827) Hi guys!!!
Vorrei intervenire, seppur a distanza di parecchie settimane, sulla questione sollevata (non ricordo più da chi) in ordine all'ultimo grande disco di Bob Dylan. Non credo che "Good as I been to you" sia l'ultimo grande disco di Bob. E non credo che lo sia per una ragione tanto semplice quanto ovvia. Ossia che non si tratta di un disco contenente canzoni scritte da Bob Dylan! "Good as I been to you" è infatti - come tutti sanno - un disco di covers. Un gran bel disco di covers, senza dubbio. Ma pur sempre un disco di covers.
Che "Good as I been to you" (al pari del suo "gemello" uscito un anno più tardi, ossia "World gone wrong") sia un disco "importante" nessuno può negarlo. Esso infatti, da un lato, segna il ritorno all'acustico da parte di Bob a quasi trent'anni di distanza da "Another Side", dall'altro, la "riscoperta" e il riappropriarsi da parte dello stesso di un patrimonio, quello dei "traditionals", più che mai a rischio di estinzione nell'attuale epoca della "MTV generation".
Oltre che importante, "Good as I been to you" è poi sicuramente un disco "difficile". Un disco che rappresenta per così dire la quintessenza dell'anti-commercialità. "Good as I been to you", proprio come (e forse ancor più di) "World gone wrong", è un disco volutamente anti-commerciale. Anti-commerciale (e direi anche un po' spiazzante) sin dalla sua copertina, che, personalmente, trovo davvero orrenda. Come anti-commerciali e spiazzanti furono a loro tempo "Nebraska" e "The ghost of Tom Joad" di Bruce Springsteen.
Ma pur essendo tutte queste cose, "Good as I been to you" non è un vero disco di Bob Dylan! Questo è sostanzialmente il punto. Per me rimane un grandissimo disco di "traditionals", ma non riesco davvero a immaginarlo come un disco di Bob Dylan.
Tornando dunque al quesito di partenza, e dovendo proprio fare una scelta, io opterei senza esitazioni per "Time out of Mind". E non perché non mi piaccia "Love and Theft". Tutt'altro. Personalmente considero "Love and Theft" un grandissimo disco, forse il più "energico" (dopo "Highway 61" e "Blonde on Blonde") e "gioioso" (dopo "Nashville Skyline" e "Planet Waves") mai realizzato da Bob Dylan. Ma lo sconvolgimento emotivo che scatena ogni volta in me l'ascolto di "Time out of Mind" è veramente paragonabile a quello di pochi altri dischi di Bob! Questo disco è un autentico miracolo. E' un affascinante (e per certi versi inquietante) viaggio nelle viscere dell'animo umano. Con quel suo sound caldo e avvolgente, quelle atmosfere sospese e rarefatte (ma poteva essere diversamente con un "mostro" come Lanois in cabina di regia?), quella "circolarità" che pervade ogni singola canzone, quelle sue visioni di fantasmi del passato, con quella voce (soprattutto) di Bob sempre così incredibilmente onnipresente e in primo piano per tutti i suoi 75 minuti (e oltre) di durata, "Time out of Mind" potrebbe veramente essere - come disse a suo tempo Elvis Costello - "il miglior disco di sempre" di Bob Dylan. Che si tratti di un capolavoro assoluto, personalmente non ne dubito. Che sia addirittura il suo miglior disco di sempre è più difficile dirlo. Ma che possa stare degnamente a fianco di opere insuperabili (e forse insuperate) quali "Blonde on Blonde", "Bringing it all back home", "Highway 61" e "Oh Mercy" mi pare fuori discussione. Per me è in definitiva - per usare le parole di Vites - uno dei cinque grandi dischi di Bob Dylan, e non ci rinuncerei mai per nessuna ragione al mondo!
E' un disco, questo "Time out of Mind", che continua a crescere ancor oggi ascolto dopo ascolto. E continua a crescere perché ha - a mio avviso - una capacità di resistenza all'ascolto superiore a quella di molti altri (pur grandissimi) dischi di Bob. Penso ad esempio a "Freewheelin", ad "Another Side" e allo stesso (Michele non arrabbiarti...) "Blood on the Tracks". Ed è proprio con "Blood on the Tracks" che vorrei chiudere questo mio intervento. So (ne ho avuto anche ieri la conferma) che la maggior parte di voi (Michele in testa) lo considerano il più grande disco di Bob. Anch'io, a dire il vero, penso che sia uno dei migliori dischi mai realizzati da Bob (forse addirittura il migliore per la finezza dei suoi arrangiamenti). Eppure, nonostante ciò, ho sempre una certa difficoltà ad ascoltarlo. Anzi, quasi mai riesco ad ascoltarlo tutto dall'inizio alla fine. Non so perché. Pur essendo un disco che contiene alcune tra le migliori canzoni mai scritte da Bob ("Idiot wind", "Tangled up in blue" e "You're a big girl now" su tutte), ho sempre - per quanto mi sforzi - una certa difficoltà ad ascoltarlo.
Provo ad abbozzare una spiegazione. Ho come l'impressione (ma potrei naturalmente anche sbagliarmi) che "Blood on the Tracks" sia, tra i capolavori di Bob (perché - anche secondo me - di capolavoro si tratta), quello paradossalmente più "disomogeneo". E dico paradossalmente, perché in realtà un filo conduttore che lega tra loro (più o meno tutti) i brani del disco c'è, ed è - come tutti sanno - l'amore coniugale, o meglio la fine di un amore coniugale (quello tra Bob e Sara). Eppure, malgrado l'unicità del tema trattato, è come se manchi in "Blood on the Tracks" quell'idea di "viaggio" che caratterizza altri capolavori del Nostro quali "Blonde on Blonde", "Oh Mercy" e naturalmente lo stesso "Time out of Mind". La sua grandezza, cioè il motivo per cui il disco in questione è così tanto amato, risiede tutta (probabilmente) più nella straordinaria bellezza delle sue canzoni (rectius, di quasi tutte le sue canzoni... perdonatemi ragazzi, ma onestamente "Lily, Rosemary and The Jack of Hearts" non sono proprio mai riuscito a digerirla!), che nella intrinseca essenza del disco.
"Blood on the Tracks" mi sembra, cioè, più che un grande disco di canzoni, un disco di grandi (o se vogliamo grandissime) canzoni. Ciò che non mi ha mai pienamente convinto di "Blood on the Tracks" non sono dunque le canzoni in sé (che, prese singolarmente, sono di assoluto valore), quanto il modo in cui le stesse si legano tra loro all'interno del disco. Ed è proprio questo, in definitiva, il motivo che mi fa preferire a "Blood on the Tracks" (ma non solo a "Blood on the Tracks") dischi come "Blonde on Blonde", "Bringing it all back home", "Highway 61 revisited", "Oh Mercy" e naturalmente "Time out of Mind". Voi che ne pensate?
Un abbraccio a tutti, e a presto!

Stefano "Red Lynx"

Ciao Stefano
accidenti quanta carne al fuoco.
Fatevi sentire magfarmiani e difendete una delle mie canzoni preferite: Lily, Rosemary and the Jack of Hearts!!!
Scherzi a parte la tua mail mi sembra come sempre molto interessante Stefano e mi riprometto di rispondere nella prossima Talkin' ai vari argomenti, magari insieme ad altri magfarmiani che vorranno intervenire. Fatevi sentire!
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


2828) Ciao Michele,
ho appena finito di preparare due svcd con il video del concerto di Bob Dylan a Stra 2004 (B&P tree 30), quindi puoi annunciare nella Talkin' il tree del Porcile di Maggie's Farm che sta per partire.
Carlo "Pig"
ps: nel Porcile ho messo anche una scarna anteprima del video di Stra.

Ciao Carlo,
benissimo.
Andate a vedere tutto nel Porcile di MF: http://porcile.tk (cliccate sul link "B&P Tree" e poi sul link del tree numero 30, Video Stra 2004, in fondo alla pagina).
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2829) Ciao Michele, questa è la mia top ten degli album di Dylan (quella delle canzoni è in preparazione,
anche se con qualche difficoltà, visto che ci sono davvero troppe belle canzoni tra cui scegliere).

1.Bringing It All Back Home
2.Highway 61 Revisited
3.Blood On The Tracks
4.Blonde On Blonde
5.The Freewheelin'
6.Oh Mercy
7.John Wesley Harding
8.Time Out Of Mind
9.Slow Train Coming
10."Love And Theft"

un saluto a tutti
ciao

Riccardo Ranzato

Ciao Riccardo
e grazie per la classifica che archivio per il prossimo aggiornamento.
A proposito, proprio ieri ho messo on line le due pagine delle classifiche aggiornate con le votazioni degli ultimi mesi e come forse avrete visto, dopo un breve periodo di "interregno" è ritornato prepotentemente primo in classifica "Blood on the tracks" mentre al terzo posto "Highway 61 Revisited" sta insidiando pericolosamente "Blonde on blonde" in seconda posizione (solo tre voti li separano ormai).
A presto
Michele "Napoleon in rags"


2830) Ciao Michele,
ti invio due vecchi articoli dal Giornale di Vicenza (il giornale della mia città) che spesso e volentieri ha
parlato di Bob. Uno, più vecchio, parla del 60mo compleanno del nostro (non so risalire a quando sia
stato pubblicato con esattezza, è qualche anno che colleziono articoli e pezzi su Bob); l'altro è una
recensione (con qualche inesattezza) sul concerto di Stra dello scorso luglio.
Ho altri pezzi che ti invierò... non appena avrò ben imparato ad usare il nuovo scanner (che peraltro è il
primo che possiedo!!!)
Un saluto
Marco

Ciao Marco
grazie infinite e se hai altri articoli non presenti su MF mandameli pure. Ormai il nostro archivio di articoli e notizie sta diventando davvero enorme e possiamo dire con orgoglio che è il più vasto al mondo con materiale in lingua italiana.
Riporterò domani su MF i due articoli che mi invii.
Ciao e a presto
Michele "Napoleon in rags"


Ed ecco una nuova classifica degli album inviata da Enrico:

2831) Ciao.
Ecco la classifica degli album secondo me
1.Highway 61 revisited
2.Blood on the tracks
3.Blonde on Blonde
4.Bringing it all back home
5.The times they are a-changin'
6.Desire
7.John Wesley Harding
8.The freewhelin' Bob Dylan
9.The bootleg series Vol.5
"The Rolling Thunder Revue"
10.Nashville Skyline

Enrico Magrin

Ciao Enrico
anche la tua classifica è agli atti per il futuro prossimo aggiornamento. Noto che comunque i primi tre o quattro posti sono sempre più o meno lasciati agli stessi album (Blood on the tracks, Blonde on Blonde, Highway 61 e Bringing it all back home) e questo mi fa pensare che difficilmente nel tempo saranno mai scalzati dalla vetta della nostra classifica generale (magari ci potranno essere dei momentanei avvicendamenti tra l'uno e l'altro ma mi sembra difficile che vi si possano inserire gli album sottostanti).
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


Rileggendo la vecchia pagina della posta di MF mi sono accorto che non avevo risposto ad una parte della domanda che mi poneva Gerry sul perchè certe canzoni non sono eseguite da Bob in concerto. Riporto la sua mail intera (alla prima parte, quella relativa all'incontro con "Our Bobbiness" ed a quali canzoni Bob non ha mai eseguito dal vivo avevo già risposto la volta scorsa).

2832) Ciao Napoleon sono Gerry, scusa la mia lunga assenza, un po' mancavo non è vero?
Ho appena finito di leggere la tua fanta-intervista a Bob e devo dire che sei stato veramente grande,
avresti potuto continuare così per ore...
Una curiosità, davvero non hai mai in incontrato "Our Bobbiness"?
Altra curiosità, ci sono delle canzoni che Bob non ha mai eseguito dal vivo (a me viene in mente per
esempio "Subterrenean Homesick Blues") e perchè sono state sempre escluse?
Ciao e a presto.
Gerry

Ciao Gerry,
sul perchè Bob le abbia sempre escluse... le ipotesi sono le più disparate e secondo me variano a seconda della canzone in questione. Per molte di esse in effetti secondo me non si può dire esattamente perchè Bob non le canti o non le abbia mai cantate in concerto visto che si tratta spesso di autentici capolavori o comunque di canzoni molto valide e dunque si deve presumere che non le abbia mai fatte solo per un caso, o perchè magari non ci ha mai pensato più di tanto, o perchè non gli gira di farle dal vivo perchè magari troppo poco adatte ad una resa live, almeno a suo giudizio.
In questa categoria, quella dei capolavori o delle canzoni validissime non eseguite mai dal vivo intendo, io metterei secondo una mia personalissima classifica le seguenti (e pagherei il triplo del biglietto anche solo per sentirne una):

Angelina
Black Diamond Bay
'Cross the green mountain
Dirge
New Pony
No Time To Think
Sad Eyed Lady Of The Lowlands
She's Your Lover Now
Up To Me

Poi, sempre continuando il giochino di cercare di indovinare le motivazioni che spingono Bob a non cantare determinate canzoni, c'è la categoria opposta, ovvero quella delle canzoni troppo brutte (ma ce ne sono? :o) ) o da Bob ritenute tali e che non meritano dunque di essere proposte live, o quanto meno di canzoni troppo poco belle (ecco forse così va meglio...).
In questa categoria probabilmente si potrebbero inserire le seguenti:

Black Crow Blues
Death Is Not The End
Dirt Road Blues
George Jackson
I Am A Lonesome Hobo
I Shall Be Free
I Shall Be Free No 10
In Search Of Little Sadie
It Hurts Me Too
Kingsport Town
Mixed Up Confusion
Neighbourhood Bully
Never Say Goodbye
Night After Night
On A Night Like This
Something's Burning Baby
Ugliest Girl In The World
Under Your Spell
Wallflower

Poi c'è secondo me la categoria di quelle canzoni nate in un'atmosfera particolare, registrate in un momento particolare e dunque difficilmente riproducibili dal vivo mantenendone intatto il primitivo valore. In questa categoria potrebbero rientrare:

Apple Suckling Tree
Clothesline Saga
Going To Acapulco
Lo And Behold
Jet Pilot
Million Dollar Bash
Motorpsycho Nitemare
Nothing Was Delivered
Odds And Ends
On The Road Again
One More Weekend
Open The Door, Homer
Outlaw Blues
Please Mrs Henry
Santa Fe
Sitting On A Barbed Wire Fence
Talkin' Hava Negeliah Blues
Tiny Montgomery
Too Much Of Nothing

Poi ci sono quelle tipo "Ballad in plain d" che Dylan non ha mai eseguito nè mai eseguirà perchè ne ha disconosciuto il valore. Egli stesso disse di essere stato uno stronzo a scrivere una canzone del genere (sue testuali parole) e dunque quella non la si ascolterà mai dal vivo (anche se con Bob mai dire mai :o) ).

Poi ci sono quelle che sicuramente non esegue perchè non si prestano al suo tipo di show, o comunque in generale non si prestano ad essere eseguite dal vivo. La più indicativa in questa categoria è sicuramente "All the tired horses", brano che peraltro a me piace moltissimo ma che effettivamente è quanto di più inadatto ad essere eseguito in un concerto di Bob. O un brano come "Three angels", ad esempio.

Poi c'è la categoria dei brani esclusivamente strumentali che naturalmente non trovano posto negli show di Bob (anche se mi sembra di ricordare che raramente in passato qualche eccezione c'è stata, rarissima ma c'è stata... non ricordo esattamente quale/quali strumentali ma qualcosa c'è stata... chi se lo ricorda? O forse fu un brano "normale" che però venne eseguito senza che Bob ne cantasse il testo... Fatemi sapere chè la mia memoria vacilla). In questa categoria dunque rientrano ovviamente tutti gli strumentali di "Pat Garrett & Billy the Kid", più i brani musicali di "Self Portrait" e gli eventuali altri editi e inediti.

Ma con Bob non si può mai dire... Vedrai che prima o poi le ritira fuori tutte... :o)
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


Nella Talkin' scorsa Sal ci aveva inviato una lettera di John Lennon a Dylan in cui non avevo capito una parola... Ci viene in soccorso Marco:

2833) Nella lettera di j lennon potrebbe essere HILL la parola che manca, no?
Marco

E' vero! Hai ragione... E' proprio così. Bravo... Grazie.
Michele "Napoleon in rags"


...e sempre al riguardo interviene anche Bruno "Jackass" che corregge un mio errore di decifrazione del testo di Lennon oltre a confermare che la parola mancante era "Hill".

2834) Ciao Michele

John + Yoko
Titenhurst Park
Ascot, Sunning HILL
England

Ascot 23022

I told you about the
lake (?), but not about
the 8 track studio
which is now finished.
If you're around your
welcome to use it, it's
right inside the house
and is very COSY and
relaxing. - John + Yoko

P.S. I don't think "God"
is very "Donovan",
do you?!
 

"cosy" significa confortevole.
da notare la sgrammaticatura "your welcome"
che credo debba leggersi come "you're welcome".

Bruno "Jackass"

Ciao Bruno
grazie per la correzione. In effetti avevo sbagliato a decifrare quella parola e l'avevo scambiata per "easy".
E ti confermo che in effetti John scrive "your" al posto di "you're" in maniera sgrammaticata ma talvolta usata anche da Dylan.
Grazie e a presto
Michele "Napoleon in rags"


2835) Ciao Michele,
qui ci sono scannerizzate le pagine dedicate dal Newsweek a Dylan questa settimana
http://dylanstubs.com/newsweek/newsweek.htm .
Inoltre ho visto su ebay in vendita in questi giorni una vecchia copia di un settimanale italiano con Bob in copertina con Moana Pozzi! Mi sono ricordato dell'episodio che non mi sembra sia mai passato su Maggie's farm: tu lo sapevi che era successo pure questo? Scherzi a parte, quella rivista ce l'ho pure io e la copertina te la allego. Ti piace? Vogliamo mettere l'articolo (su Dylan) su Maggie's farm? (sono 12 pagine piuttosto belle per i 50 anni di Bob, con autentiche chicche come gli auguri, fra gli altri, di Giuliano Ferrara, Umberto Bossi, Paolo Liguori.....).
Un altro link che in questi giorni mi è piaciuto tantissimo è questo con una straordinaria
sequenza fotografica da Melbourne 78
http://www.jokerman.net/1978-bw/index.html
Fascino e particolarità del Dylan del 78 sono incredibili, e al mio "when we first met" (già anomalo
perchè proposto in due parti e perchè lungo sette anni) ho voglia di aggiungere una terza parte ancora,
con un approfondimento ulteriore sul mio periodo dylaniano incluso tra il 78 e l'81. Sarà fatto, spero
presto!
Elio Rooster

Ciao Elio
ok mandami pure l'articolo di Epoca con Moana in copertina, che lo metto su MF... Tra l'altro mi ricordo che la bellissima e sfortunata Moana aveva una volta dato i voti a vari politici e personaggi del mondo dello spettacolo in relazione alle loro prestazioni sessuali (che aveva sperimentato in prima persona). Chissà che voto avrebbe dato a Bob? :o)
Ok ovviamente per la terza parte del tuo When we first met. Mandamela appena l'hai completata. Sono andato inoltre a vedere le foto di Melbourne '78 che segnali ed in effetti sono bellissime (ne riporto una qui sotto). Consiglio a chi non le ha di andare a scaricarsele... Ho una sola domanda: ma quanto rimmel consumava all'epoca Bob? :o)
Grazie di tutto e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"



Ed ora una new entry nella Fattoria di Maggie's Farm... ovvero...

2836) Annalisa : Puma (il puma)

Come potete vedere questa qui sotto sono io.
Una delle due foto è stata scattata durante un concerto che ho fatto al teatro di Latina, proprio mentre cantavo "Shooting Star".
L'altra invece è di alcuni anni fa, e sono con la mia inseparabile chitarra elettrica.
Cosa dire di me? Ho 17 anni e sono di Aprilia, una città vicino Roma.
Sono cantautrice e chitarrista, e stravedo per Bob Dylan e Joan Baez (che io amo definire i miei due
maestri).
Un bacio a tutti!
Annalisa

Ciao Annalisa,
benvenuta tra noi!!! E allora che Puma sia. Ti ho già inserita nella nostra paginona della Fattoria.
"Shooting Star"? Teatro di Latina? Ma allora sei anche tu una "Figlia di Zimmerman"? Facci sapere... Mandaci un po' di notizie...
Aprilia? Ma sai che stiamo cercando di organizzare proprio a Roma un FolkFest di Maggie's Farm a base di canzoni di Bob, Joan e Woody Guthrie? Resta in linea e se vuoi partecipare...
Ciao e a presto
Michele "Napoleon in rags"



2837) Ciao Michele,

Jacques Levy è morto.... ne parlano anche nel Dylan pool...

Ciao
Sal "Eagle"

Ciao Sal
triste notizia per i dylaniani che erano particolarmente legati a Levy, il quale oltre a fare la "regia" per la mitica "Rolling Thunder Revue", è stato autore dei testi di alcune delle più belle canzoni di Bob, da "Hurricane" a "Isis", da "Romance in Durango" a "Black Diamond Bay"... e proprio quest'ultimo splendido testo, un capolavoro di metrica e rima, voglio riportare per ricordarlo sulle pagine di MF.

BLACK DIAMOND BAY
words: Jacques Levy and Bob Dylan

Up on the white veranda
She wears a necktie and a Panama hat.
Her passport shows a face
From another time and place
She looks nothin' like that.
And all the remnants of her recent past
Are scattered in the wild wind.
She walks across the marble floor
Where a voice from the gambling room
is callin' her to come on in.
She smiles, walks the other way
As the last ship sails and the moon fades away
From Black Diamond Bay.

As the mornin' light breaks open,
the Greek comes down
And he asks for a rope and a pen that will write.
"Pardon, monsieur," the desk clerk says,
Carefully removes his fez,
"Am I hearin' you right?"
And as the yellow fog is liftin'
The Greek is quickly headin' for the second floor.
She passes him on the spiral staircase
Thinkin' he's the Soviet Ambassador,
She starts to speak, but he walks away
As the storm clouds rise and the palm branches sway
On Black Diamond Bay.

A soldier sits beneath the fan
Doin' business with a tiny man who sells him a ring.
Lightning strikes, the lights blow out.
The desk clerk wakes and begins to shout,
"Can you see anything?"
Then the Greek appears on the second floor
In his bare feet with a rope around his neck,
While a loser in the gambling room lights up a candle,
Says, "Open up another deck."
But the dealer says, "Attendez-vous, s'il vous plait,''
As the rain beats down and the cranes fly away
From Black Diamond Bay.

The desk clerk heard the woman laugh
As he looked around the aftermath
and the soldier got tough.
He tried to grab the woman's hand,
Said, "Here's a ring, it cost a grand."
She said, "That ain't enough."
Then she ran upstairs to pack her bags
While a horse-drawn taxi waited at the curb.
She passed the door that the Greek had locked,
Where a handwritten sign read, "Do Not Disturb."
She knocked upon it anyway
As the sun went down and the music did play
On Black Diamond Bay.

"I've got to talk to someone quick!"
But the Greek said, "Go away,"
and he kicked the chair to the floor.
He hung there from the chandelier.
She cried, "Help, there's danger near
Please open up the door!"
Then the volcano erupted
And the lava flowed down
from the mountain high above.
The soldier and the tiny man
were crouched in the corner
Thinking of forbidden love.
But the desk clerk said, "It happens every day,"
As the stars fell down and the fields burned away
On Black Diamond Bay.

As the island slowly sank
The loser finally broke the bank in the gambling room.
The dealer said, "It's too late now.
You can take your money, but I don't know how
You'll spend it in the tomb."
The tiny man bit the soldier's ear
As the floor caved in
and the boiler in the basement blew,
While she's out on the balcony,
where a stranger tells her,
"My darling, je vous aime beaucoup."
She sheds a tear and then begins to pray
As the fire burns on and the smoke drifts away
From Black Diamond Bay.

I was sittin' home alone one night in L.A.,
Watchin' old Cronkite on the seven o'clock news.
It seems there was an earthquake that
Left nothin' but a Panama hat
And a pair of old Greek shoes.
Didn't seem like much was happenin',
So I turned it off and went to grab another beer.
Seems like every time you turn around
There's another hard-luck story that you're gonna hear
And there's really nothin' anyone can say
And I never did plan to go anyway
To Black Diamond Bay.


2838) Parole di grande elogio arrivano dagli USA per la versione di "One more cup of coffee" dei Cheap Wine, dal loro ultimo disco "Moving" (per una recensione del nostro Sal "Eagle" clicca qui)
Ne siamo sinceramente lieti per i Cheap Wine, grandi amici di MF.
Michele "Napoleon in rags"

Davvero entusiasta il commento del dj americano Jonathan Hensley dell'emittente DarkSide of the Radio (http://www.dsotr.8m.com) di Greenville (Kentucky) sul nuovo album dei Cheap Wine - Moving - e in
particolare sulla cover di One More Cup of Coffee di Bob Dylan.

I am totally blown away by your version of Dylan's "One More Cup of Coffee" on the new record. To me, it's the best cover version of the song that I've ever heard... even better than Robert Plant's recent
studio version. Congratulations on this new record. You guys are continuing to get better and better in the studio and I'm proud of ya. I will be featuring this record on DarkSide of the Radio.
[Jonathan Hensley]

Traduzione - La vostra versione di "One more cup of coffee" di Dylan mi ha letteralmente spazzato via. A mio giudizio, è la migliore versione di questa canzone che abbia mai ascoltato... migliore persino della recente versione in studio realizzata da Robert Plant. Congratulazioni per questo nuovo disco. State continuando a crescere sempre di più e sono orgoglioso di voi. Trasmetterò questo disco su DarkSide of the Radio
[Jonathan Hensley]



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