parte 228
Lunedì 13 Settembre 2004


Nella scorsa puntata della Talkin', Giorgio da Verona ci inviava questa foto che ritrae Bob e Muddy Waters sul palco e chiedeva in che occasione suonarono assieme e da dove proveniva la foto (la vedete riprodotta qui sotto). Ci viene in soccorso Paolo Vites che mi scrive quanto segue:

2788) Ciao Michele,
Muddy waters è morto nel 1983 (Giorgio aveva scritto: "Mi pare che Muddy Waters sia morto nel 1977") e quella foto che hai pubblicato è dal concerto di Muddy Waters al "Bottom Line" di New York del Luglio 1975 quando Dylan fu ospite in un paio di brani (vedi il capitolo sull'album "Desire" nel mio libro)

bye

Paolo Vites

ps: ecco qua un'altra foto di quel concerto e un divertente aneddoto sulla serata


MUDDY BY MISTAKE IS INTRODUCING BOB DYLAN AS "JOHN DYLAN". SOMEONE WHISPERED TO MUDDY "HIS NAME IS BOB, THAT'S BOB DYLAN".

A FEW SECONDS LATER MUDDY CORRECTED THE INTRODUCTION AND THE CROWD WENT WILD. PAUL IS HANDING DYLAN A MARINE BAND TO USE WHILE HE SITS IN.

(Muddy per errore presentò Dylan come "John Dylan". Qualcuno gli sussurrò: "Il suo nome è Bob, è Bob Dylan". Pochi secondi dopo Muddy corresse la presentazione ed il pubblico si scatenò. Paul sta dando a Dylan un'armonica "marine band" da usare).

Ciao Paolo
grazie per la foto e per le informazioni (spero che la mia traduzione qui sopra sia esatta).
Alla prossima.
Michele "Napoleon in rags"


Ed ecco una mail di Salvatore "Eagle" con i dati relativi al nostro concorso di covers dylaniane (vedi Talkin' scorsa). Presto lanceremo la pagina relativa con l'annuncio ufficiale. Intanto gli interessati incomincino a segnarsi questi dati e a spedire i cd se desiderano.

2789) Per il concorso di covers dylaniane di "Maggie's Farm" i brani devono essere in formato mp3 da 96 in poi di qualità. Verranno inseriti in un sito con programma ftp. Non si accettano formati differenti da quello mp3. Quindi niente MWA, MPG... etc. Solo ed esclusivamente mp3 di alta qualità da poter essere inseriti e convertiti per il cd.
Non si accettano nemmeno audio cassette o nastri vari.
Tutto va inviato su cd, non come audio ma come mp3, in busta chiusa e con note relative all'autore al seguente indirizzo:
Salvatore Esposito
Via Jacopo Comin, 3
81100 Caserta

Sal "Eagle"

Grazie Sal. Allora ricordate: chi vuole partecipare al nostro concorso registri una cover di Bob Dylan (solo canzoni scritte da lui) e la invii su cd all'indirizzo di Sal secondo le modalità sopra riportate.
Tra qualche mese, sperando che le adesioni siano abbastanza numerose da giustificare il concorso, una giuria scelta di esperti e addetti ai lavori (giornalisti, musicisti) sceglierà la cover migliore.
Se le nostre misere finanze ce lo consentiranno cercheremo di assegnare anche un premio al vincitore e se possibile cercheremo di diffondere un cd con le migliori covers (sempre secondo la classifica della giuria).
Fatevi sentire.
Michele "Napoleon in rags"


2790) Ciao Michele,
sono Luca da BG e volevo segnalarti che nella sezione con le covers di canzoni di Dylan manca (se non ho letto male) la versione degli Yardbirds di Most likely you go your way (and i'll go mine), tratta da "The BBC sessions". La data è 17 marzo 1967. Credo con Jimmy Page alla chitarra.
Ciao e ancora complimenti per il sito.

Ciao Luca
grazie per i complimenti e per la segnalazione. Ho provveduto ad aggiornare la nostra paginona delle covers.
Grazie e alla prossima.
Michele "Napoleon in rags"


2791) Ciao Michele
Dylan è stato ripetutamente citato al Festival della Letteratura Mantovano.

Saluti,
Giorgio.

Ciao Giorgio
grazie per la segnalazione e per l'articolo che mi hai inviato. L'ho inserito qualche giorno fa. Chi non lo ha ancora letto lo trova qui. E' un'interessante testimonianza di Andrea De Carlo che cita Dylan come una delle sue più importanti influenze letterarie. Mi è piaciuta molto la frase di De Carlo che paragona la scoperta di quella musica ad uno che sta chiuso nel buio di una galera ed all'improvviso vede la luce e i colori.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2792) Caro Michele,
scusa se rompo. In 33 anni che ascolto Bob, purtroppo, non sono mai riuscito a sentire e trovare da nessuna parte la canzone "George Jackson" (solo il testo) del 1970 credo. Ha niente da indicarmi????
Grazie

Giorgio da Verona

Ciao Giorgio,
allora ti consiglio di scrivere ad Anna Calvi (anna.calvi@inwind.it), la nostra papera della Fattoria, e partecipare al nostro Dylan tree "Theft & Love - Tree 7" in cui la canzone è inclusa. Trovi tutte le indicazioni nel "Porcile di Maggie's Farm" (http://porcile.tk). Clicca il link "Gli alberi" dalla pagina principale e troverai la pagina di "Theft & Love" e tutte le modalità.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2793) Ciao a tutti, sono un fan di Bob Dylan solo da qualche anno (beh, devo anche dire che ho solo 18 anni), e voglio ringraziare Michele e chiunque si dia da fare per questo sito, davvero eccezionale. Volevo chiedere se per caso qualcuno è a conoscenza di una versione italiana del documentario Don't Look Back. Io ho chiesto ad un Ricordi Mediastore e mi hanno detto che esiste in dvd, ma solo di importazione, quindi non si riesce a leggere dai lettori dvd europei. Qualcuno sa come potrei procurarmene una versione visibile anche in Europa?
Grazie e ciao
riccardo

Chi ne sa qualcosa? Fateci sapere. Grazie.
Michele "Napoleon in rags"
ps: grazie per i complimenti, Riccardo.


2794) Sono stato contento di leggere la traduzione delle liner notes di "Mooonshiner", una canzone che, nella versione di Dylan, trovo semplicemente sublime (concordo!).

Per curiosita' sono poi andato a leggerne la traduzione su Maggie's Farm e suggerirei di tradurre "vine" con "grappoli d'uva", o piu' semplicemente "grappoli".

"Vine" infatti significa "vite" e non semplicmente "piante". Per il distillatore clandestino e' molto chiara la differenza !! ;-)

Insomma troverei che "la rugiada sui grappoli" restituisca una sottigliezza del testo che credo abbia una sua valenza nel contesto della canzone.

Ciao!
Bruno Jackass

N.B. inutile ribadire i complimenti per il tuo grande lavoro!

Ciao Bruno,
suggerimento accolto. Ho provveduto a modificare la pagina relativa. In realtà io avevo deciso di tradurre con il termine "piante" perchè ricordo che in un primo tempo avevo tradotto:
"Dio le benedica quelle belle donne, vorrei fossero mie.
Il loro respiro è dolce come la rugiada sulle viti"
Solo che quel "viti" non mi convinceva perchè (era una mia fissazione ovviamente) mi richiamava alla mente le viti intese come quelle che si avvitano con il cacciavite ( :o) ). Insomma mi suonava male. Quindi cancellai "viti" e lo sostituii con "piante".
La tua soluzione direi che fila perfettamente e dunque così sia!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


E proseguiamo con le domande per la nostra ipotetica intervista a Dylan. Ce la invia ancora Bruno "Jackass".

2795) Caro Michele,
anche io avrei una domanda per Mr. Dylan:

DOMANDA:
Anche Willy DeVille negli ultimi anni ha rispolverato molte canzoni della tradizione americana.
Conosci il suo lavoro? E' possibile aspettarsi nel futuro una collaborazione tra di voi?

Una collaborazione tra Willy DeVille e Bob Dylan sarebbe per me il coronamento di un sogno musicale,
così come lo sono state in passato le collaborazioni tra Dylan e Mark Knopfler (Slow Train Coming etc.)
e tra quest'ultimo e lo stesso Willy DeVille (Miracle).

Ciao
Bruno Jackass

Ok. Anche questa domanda è archiviata. Siamo a quota cinque.
Se Bob non ci risponde potremo sempre trasformarla in una fantaintervista. A proposito avete letto quella che gli feci io anni fa?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2796) Ciao
Io sarei interessato ad avere il making del video di "We are the world"
Leggo che ne sai più di me su come reperirlo completo se mi puoi aiutare rispondimi ti ringrazio già da ora
roberto

Ciao Roberto
purtoppo io ho solo qualche minuto con pochi frammenti dell'apparizione di Dylan.
Chi ce l'ha completo? Può eventualmente contattare Roberto a questo indirizzo: wells@libero.it
Grazie.
Michele "Napoleon in rags"


2797) Ciao Michele
ecco la copertina di Chronicles e quella di un altro volume di Lyrics aggiornato, entrambi di prossima uscita.
Ciao
Giovanni

Ciao Giovanni
grazie. Ecco le foto seguite da una mia traduzione dei tamburini pubblicitari di Amazon.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

This title will be released on October 12, 2004.

Bob Dylan's CHRONICLES: Volume One will be published by Simon & Schuster on October 12. The book is the first in a series of the artist's self-penned personal histories, with this volume being comprised of first-person narratives focusing on significant periods in Dylan's life and career.

Simultaneous with the release of CHRONICLES: Volume One, Simon & Schuster will publish an updated edition of LYRICS: 1962-2001, a compendium of lyrics to nearly every song Bob Dylan has written.

Questo titolo sarà pubblicato il 12 Ottobre 2004.

CHRONICLES: Volume Uno, di Bob Dylan, sarà pubblicato da Simon & Schuster il 12 ottobre. Il libro è il primo di una serie di storie personali scritte dall'artista in persona, episodi vissuti in prima persona che si concentrano su periodi significativi della vita e della carriera di Dylan.

Contemporaneamente con la pubblicazione di CHRONICLES: Volume Uno, Simon & Schuster pubblicheranno una edizione aggiornata di LYRICS: 1962-2001, un compendio di liriche di quasi tutte le canzoni scritte da Bob Dylan.


2798) Ciao Michele.

Una chicca.

Sal "Eagle"

Ciao Sal,
thanx!


2799) Ciao Michele,
Lorenzo, un caro amico con cui collaboro che è il responsabile della sezione di Emergency Alto Friuli ha spedito a me e agli altri volontari questa mail..... mi è venuto in mente di girartela per la "citazione" musicale ma non solo... che dire?... appena rientrata in Italia assieme alla notizia della tragedia in Ossezia leggo questa intervista a Joan Baez di trenta anni fa e penso che forse, chissà, se nei prossimi trenta, trecento, tremila anni ci sarà più gente pazza d'amore o che disegna quadrifogli su lavagne o su libri tanto preziosi da temere nel sfogliarli non vedremo più i sorrisi dei bambini in foto su bare messe in fila una vicino all'altra....forse dico... but give peace a chance... senza pensare alla nonna aggredita da un camion precipitato dalla montagna con a bordo una bambina di pochi mesi e due pacifisti imbranati.
Un bacio
Eleonora Magpie

Ciao Eleo
grazie per questa intervista a Joan che non conoscevo.
Che ne dite?
Michele "Napoleon in rags"

"Ma cosa faresti se.?"
(un'intervista radiofonica a Joan Baez, 30 anni fa)

Fred: OK. Allora, tu sei una pacifista. Ma cosa faresti se, per ipotesi, qualcuno aggredisse tua nonna?
Joan: La mia povera nonnina?
Fred: Sì. Sei in una stanza con tua nonna e c'è un tipo che sta per saltarle addosso. Cosa faresti?
Joan: Griderei "Evviva, che ganza la nonna!" e lascerei la stanza.
Fred: No, dai, seriamente. Diciamo che il tipo ha una pistola e sta per spararle. Tu gli spareresti prima che lui possa farlo?
Joan: Ho una pistola?
Fred: Già.
Joan: No, io sono una pacifista. Non ho una pistola.
Fred: Be', in questo caso ce l'hai.
Joan: Va bene. Ho una buona mira?
Fred: Sì.
Joan: Gli farei saltar via la pistola di mano.
Fred: No, diciamo che non hai una buona mira.
Joan: Allora avrei paura di sparare. Potrei uccidere la nonna!
Fred: E va bene, ascolta. Ti faccio un altro esempio. Poniamo che tu stia guidando un camion. Sei in una stradina stretta, con una collina perpendicolare di lato. C'è una bambina nel mezzo della strada. Tu stai andando troppo veloce per fermarti. Cosa faresti?
Joan: Non lo so. Tu cosa faresti?
Fred: Sono io che lo domando a te. Sei tu, la pacifista.
Joan: Sì, lo so. Dunque: ho il controllo del camion?
Fred: Sì.
Joan: Potrei suonare il clacson, così che la bimba si tolga di mezzo?
Fred: E' troppo piccola per camminare. E il clacson non funziona.
Joan: Sterzo alla sua sinistra e passo oltre, visto che lei non si muove.
Fred: Non puoi, c'è una frana.
Joan: Oh. Be', allora giro verso la collina e salvo la piccola.
(Silenzio)
Fred: Ma se ci fosse qualcuno nel camion, con te? Che faresti?
Joan: Questa decisione cos'ha a che fare con il mio essere una pacifista?
Fred: Voglio dire che nel camion siete in due, e c'è una sola bambina in mezzo alla strada.
Joan: Scusa, posso sapere perché sei così ansioso di far fuori tutti i pacifisti?
Fred: No, che non lo sono! Io volevo solo sapere cosa faresti se.
Joan: Se fossi in un camion con un amico, e guidassi a velocità pazzesca su una strada a senso unico, mentre una bimba di 10 mesi se ne sta nel mezzo della via, con una frana da un lato e un bel burrone dall'altro.
Fred: Ecco.
Joan: Probabilmente frenerei di colpo, mandando il mio amico ad attraversare il parabrezza, poi slitterei sulla frana, travolgerei la bambina, sbanderei nel burrone e andrei incontro alla mia morte. Non c'è dubbio che la casa della nonna starebbe proprio sul fondo della scarpata, così il camion si schianterebbe sul suo tetto e la nonna resterebbe secca nel salotto, sai, la stanza dove finalmente è stata aggredita per la prima ed ultima volta.
Fred: Non hai risposto alla mia domanda. Stai solo tentando di sfuggire.
Joan: Veramente, sto provando a dire un paio di cose. Una è che nessuno sa cosa farà in un momento di crisi e che domande ipotetiche ottengono risposte ipotetiche. Sto anche suggerendo che tu abbia predisposto le situazioni di modo che fosse impossibile, per me, uscirne senza aver ucciso una persona o due. E poi mi dici: 'Ecco, vedi, il pacifismo è una bella idea, ma non funziona'. Ma non è questo a infastidirmi.
Fred: Cos'è che ti infastidisce?
Joan: Forse non ti piacerà. Non è una faccenda ipotetica, è proprio vera. E fa sembrare l'assalto alla nonna una festa danzante.
Fred: E sarebbe?
Joan: Il fatto che mettiamo le persone in processi d'apprendimento il cui scopo è trovare modi davvero efficaci di uccidere. Niente di accidentale, come i camion e le frane. E' proprio il contrario. Sai come funziona: ruggire e urlare, uccidere e strisciare via, e saltare giù dagli aeroplani. Roba ben organizzata. Diavolo, bisogna essere addestrati per infilzare bene la pancia della nonna con la baionetta!
Fred: Questa è un'altra cosa.
Joan: Sono d'accordo. E non ti accorgi di quanto più difficile è guardarla, questa cosa, perché è reale, e perché sta accadendo proprio ora? Senti: un generale pianta uno spillo in una mappa. Una settimana più tardi un mucchio di ragazzini suda in una giungla da qualche parte. Si fanno saltar via braccia e gambe, piangono, pregano e perdono il controllo degli intestini. Questo non ti sembra stupido?
Fred: Ma tu stai parlando della guerra.
Joan: Proprio. Non ti sembra stupida?
Fred: Ma cosa fai, allora? Porgi l'altra guancia, suppongo.
Joan: No. Ama il tuo nemico, e confrontati con il male. "Non uccidere".
Fred: Già, e guarda un po' che gli è successo, a quello che diceva "Non uccidere".
Joan: E' cresciuto, mi pare.
Fred: Lo hanno attaccato ad una maledetta croce, ecco cosa gli è successo! Io non voglio che mi attacchino ad una maledetta croce.
Joan: Non accadrà.
Fred: Eh?
Joan: Sto dicendo che non devi metterti a scegliere come morire, o dove. Puoi solo scegliere in che modo vivere. Adesso.
Fred: Be', non lascerò certo che chiunque faccia quel che vuole di me, questo è sicuro.
Joan: Confrontati con il male, ecco cosa ti dice la pacifista. Resisti con tutto il tuo cuore, tutta la tua mente, tutto il tuo corpo, finché esso sarà sconfitto.
Fred: Non ti seguo.
Joan: Resistenza nonviolenta organizzata. Gandhi. La lotta nonviolenta degli Indiani organizzati ha liberato l'India dall'Impero Britannico. Non male, come primo tentativo, non ti pare?
Fred: Sì, certo, ma Gandhi aveva a che fare con gli Inglesi, un popolo civile. Noi no.
Joan: Noi non siamo un popolo civile?
Fred: Non abbiamo a che fare con gente civile. Prova ad usare la tua nonviolenza con i Russi.
Joan: Oppure i Cinesi, che ne dici?
Fred: Ecco i Cinesi, provala con loro.
Joan: Oh, caro! La guerra esisteva ben prima che qualcuno solo sognasse il comunismo. Il comunismo è solo l'ultima giustificazione, non è il comunismo ad essere un problema. Il problema è il consenso. C'è del consenso là fuori sul fatto che va bene uccidere quando il tuo governo decide chi dev'essere ucciso. Se uccidi qualcuno nel tuo paese, hai dei guai. Se uccidi qualcuno fuori dal tuo paese, al tempo giusto, nella stagione giusta, perché è l'ultimo nemico in ordine di tempo, ti prendi una medaglia. Ci sono 130 stati nazione e ciascuno di essi pensa che non sia poi così peregrina l'idea di far fuori gli altri 129, perché il "nostro" stato è più importante. I pacifisti pensano che ci sia al mondo una sola tribù, di tre miliardi di persone. Queste persone vengono prima di tutto il resto. Noi pensiamo che uccidere un membro della famiglia sia un'idea cretina. Pensiamo che ci siano metodi più decenti, e più intelligenti, di comporre
le differenze. E l'umanità deve mettersi ad investigare questi metodi, perché se non lo fa, per errore o volutamente, è probabile che si uccida l'intera dannata razza umana.
Fred: Uccidere è nella natura umana. E' qualcosa che non puoi cambiare.
Joan: Davvero? Se è così naturale, perché addestriamo le persone a farlo? C'è violenza nella natura umana, ma c'è anche decenza, amore, gentilezza. C'è chi la organizza, la violenza, la compra e la vende, la esalta. I nonviolenti vogliono organizzare l'altro lato. La nonviolenza è questo: amore organizzato.
Fred: Tu sei pazza.
Joan: Non c'è dubbio, lo sono. Ma oseresti dirmi che il resto del mondo è sano di mente? Prova. Dimmi che la violenza è stata un grandioso successo negli ultimi 5.000 anni, che il mondo non è mai stato meglio, che le guerre hanno portato pace, comprensione, democrazia e libertà agli esseri umani, e che l'uccidersi l'un l'altro ha creato un'atmosfera di fiducia e speranza.
Fred: Io non me la passo così male.
Joan: Consideralo un fortunato incidente.
Fred: Io credo di dover difendere l'America, e tutto ciò che essa rappresenta. Tu non credi all'autodifesa?
Joan: No, la mafia è cominciata proprio così. Un piccolo gruppo di persone che si sono unite per proteggere i poveri. Preferisco la resistenza nonviolenta di Gandhi.
Fred: Ma ancora non ho capito dove vuole arrivare la nonviolenza.
Joan: Vogliamo arrivare a costruire un pavimento, un forte e nuovo pavimento, stando sul quale non si potrà più affondare. Una piattaforma, che sta un po' più in su del napalm, della tortura, dello sfruttamento, dei gas velenosi, delle bombe nucleari. Vogliamo dare all'umanità un posto decente per stare in piedi. Fino ad ora ci siamo trascinati nel sangue umano e nel vomito e nella carne bruciata, urlando che questo avrebbe portato pace al mondo. Poi uno ha messo fuori la testa da questo buco, e ha visto un gruppo di persone che tentavano di costruire una struttura sulla terra, all'aria aperta. "E' una bella idea, ma è impraticabile!", urla il tizio, e scivola di nuovo dentro il buco. Un po' la stessa cosa di quando abbiamo scoperto che la terra era rotonda. Ci siamo scannati per anni perché doveva rimanere piatta, contro ogni prova che non lo era affatto.
Fred: E come costruirete, praticamente, questa struttura?
Joan: Dalle fondamenta. Studiando, sperimentando ogni possibile alternativa alla violenza, ad ogni livello. Imparando a dire NO alle tasse per la guerra, NO alla leva, NO all'uccidere in genere e SI' alla cooperazione, dando vita ad istituzioni basate sul principio che l'omicidio in ogni sua forma è fuori discussione, creando e mantenendo relazioni nonviolente in tutto il mondo, impegnandoci in ogni occasione di dialogo con le persone e i gruppi, per spostare quel consenso che ora c'è attorno all'opzione di uccidere.
Fred: Suona proprio bene, ma non credo possa funzionare.
Joan: Probabilmente hai ragione. Probabilmente non abbiamo abbastanza tempo: ebbene, forse saremo un glorioso flop, ma sapendo che l'unico fallimento peggiore dell'organizzazione della nonviolenza è stato l'organizzazione della violenza.
(testo raccolto da Colman McCarthy, Centro Pace di Washington; traduzione M.G. Di Rienzo)



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