parte 226
Lunedì 30 Agosto 2004


2761) Ciao Michele! come va? risolti i problemini del computer?
Volevo ricordarti quell'idea che mi è venuta in mente mentre eravamo lìi nel tuo negozio.. Fare una sorta di concorso di cover (ovviamente dylaniane) sul sito. Tramite gli mp3 non dovrebbero esserci problemi..
Non ho ancora pensato a come strutturare meglio la cosa.. Se con giuria o votazione..
Un'altra idea che mi è venuta è quella di raccogliere le migliori domande che ipoteticamente ognuno di noi vorrebbe fare a Bobby nell'impossibile caso un giorno avesse la possibilità di parlargli.
Una volta compilata la lista con le domande più interessanti,... è fatta ! basta dargliela e lui ci risponde! facile no?:) Scherzi a parte, ovviamente è solo per sfizio.. anche se fargli avere le domande , magari
in un prossimo concerto in Italia, forse non è così impossibile.. Sicuramente è molto più arduo ottenere una risposta.. ma che importa noi si fa per "divertimento" giusto?
a presto
Matteo Squirrel

Ciao Matteo
i problemi al computer permangono ma spero di debellarli definitivamente con l'aiuto della nostra potente sezione "assistenza tecnica" del nostro Carlo "Pig" con il quale sto studiando una soluzione (o meglio la sta studiando lui, io mi limito a metterla in pratica). Riporto questo sulla Talkin' anche per cogliere l'occasione perdire che è per questo motivo che di recente ci sono rallentamenti negli aggiornamenti del sito ed è sempre per questo motivo che da un po' non rispondo a molte mail private. Non temete, appena possibile risponderò a tutti.
Le tue idee mi sembrano interessanti. Per quanto riguarda quella relativa al concorso di cover di cui parlammo ad Aosta direi che si può fare. Lascio a te il compito di studiare i dettagli relativi al tipo di votazione (io e Matteo avevamo ipotizzato una supergiuria di esperti come Paolo Vites, Alessandro Carrera, Riccardo Bertoncelli e magari vari cantanti entrati di diritto nell'entourage magfarmiano, dal grande Massimo Bubola a tanti altri che abbiamo intervistato). E' un'idea. Ma anche l'ipotesi della votazione pubblica di tutti è valida anche se comporta il problema che non si potrebbe determinare se qualcuno vota più di una volta... O no?
Per quanto riguarda lo spazio dove ospitare eventualmente gli mp3 direi che se Sal "Eagle" ci viene in soccorso... visto che ha il know how e lo spazio a disposizione... che ne dici Salvatore? O magari anche Leonardo "Lion"... o Alessandro Cavazzuti... insomma vedremo...
Per quanto riguarda le domande a Bob... anche questa è una buona idea... certo è chiaro che fargliele pervenire non sarebbe facilissimo però potremmo sfruttare le conoscenze altolocate della nostra insostituibile Ilaria "Ladybird" amica ormai strettissima di Larry Campbell. Ilaria potrebbe tradurre le domande e farle pervenire a Larry. Larry le potrebbe girare a Bob e chissà che magari Bob non si intenerisca e ci risponda davvero. Che ne dite? Intanto se volete mandatemi una serie di ipotetiche domande. Insomma, se ne aveste la possibilità, cosa chiedereste a Bob? Proviamoci... Intanto Ila facci sapere se ti va di girare eventualmente le domande a Larry.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


E a proposito di Carlo "Pig"... eccolo!

2762) Ciao Michele,
rispondo alla cosa che mi chiedevi sulla scorsa Talkin' all' interno della discussione sull' ultimo Dylan dal vivo ed in risposta alla lettera di Francesco. E' un po' il discorso della nostalgia per quando si è stati travolti da Dylan, magari anche perchè, come nel mio caso, si è iniziato ad ascoltarlo in tempi relativamente recenti, cioè quando aveva ormai da offrirci tutto insieme un universo; rispetto ad ora, in cui forse complici anche una certa stanchezza ed un approccio alla sua arte forse limitato, è per me più faticoso trovare qualcosa di nuovo che per usare un' espressione di Carrera "mi tenga sull'orlo della sedia con il rischio continuo di cadere". Ma ne abbiamo già parlato varie volte, credo anche nella Talkin', e questa specie di nostalgia, tanto più forte per chi pensa che Dylan gli abbia in qualche modo cambiato la vita, è stata ben descritta, sempre da Carrera, nell' articolo sul concerto di Stra di cui riporto il brano:
"(...) quando si trovano al loro fianco qualcuno che potrebbe essere loro figlio e che ha la fronte aggrottata come se avesse capito che lì su quel palco sta succedendo qualcosa di importante, hanno un solo rimpianto: vorrebbero essere come lui, scoprire ora Dylan per la prima volta, e avere tanti anni davanti per esplorare ancora quello stesso continente che quel giovane ha appena intravisto.
Secondo me è difficile fare lo stesso discorso dei bootleg anche per i concerti che in fondo capitano circa una volta all' anno.
Credo di aver capito il discorso di Francesco e la sua delusione mi sembra legittima, perchè e finchè derivante da considerazioni soggettive; finché non preclude ad alcuno la possibilità di riconoscere un contatto emotivo tra il pubblico e Dylan, né diversi approcci al concerto come ad esempio quello di chi come me preferisce assistervi da lontano, sottraendosi quasi completamente alla possibilità di interazione, quasi spiandolo; quasi non vedendolo. Credo di non essere d' accordo sul discorso legato alla maschera, perchè questa mi sembra inevitabile nella sproporzione di peso che si ha tra chi sale su di un palco e chi sta sotto; cioè non mi sembra che una maschera sia necessariamente uno schermo rispetto al contatto emotivo tra l' artista e il pubblico, anzi potrebbe esserne perfino il veicolo, a meno che non si chieda all' artista di denudarsi completamente, ma in quel caso potrebbe rimanere spoglio anche della sua arte. Ho dei dubbi anche sulla stanchezza di Dylan e credo che per questa questione dipenda molto da sera in sera, perchè se Dylan fosse veramente stanco dei concerti, potrebbe tranquillamente prendersi una pausa.
Francesco giustamente non vuole ascoltare da Dylan "prediche o barzellette" e per questo non è contro la sua opinione che ti mando questo piccolo allegato pornografico: è la lettera di Vasco Rossi al suo pubblico (scritta alla fine dell' ultimo tour); da leggersi come esempio del massimo dell' ipocrisia raggiungibile nel rapporto tra un artista di palco e il suo pubblico; da leggersi possibilmente lontano dai pasti.
Carlo

La nazionale è tornata a casa subito con la coda tra le gambe. La sinistra dice che ha vinto le elezioni e Berlusconi dice che lui comunque rimane lì fino al duemila e sei. Io sono un po' esaurito da questo fantastico tour. Forse non ho più il fisico. Ma l'importante è che sia qui a raccontarlo.
Cazzo quanto ho goduto quest'anno. Cazzo quanto siete fuori, e tanti!
Cazzo quanto siete belli! Siete talmente esaltati che mi fate quasi impressione.
Possibile che delle parole e della musica abbiano tanto potere? possano scatenare emozioni così violente? ..Altro che i quadri di Van Gogh!, mi verrebbe da dire.
Siete un'umanità fragile piena di illusioni in un mondo spietato e violento che non conosce la pietà.
Non è giusto o sbagliato, buono o cattivo. È semplicemente così.
La forza, la violenza, il sopruso la fanno da padroni in questo mondo.
Ma voi ce la farete.
Perché giorno per giorno troverete il motivo per affrontarlo, per viverlo, a volte anche per goderlo.
Certo sono più i giorni peggiori di quelli buoni. Ma chissà poi se è vero.
La vita è un brivido che vola via, basta lasciarsi trascinare dal vento dell'esistenza senza troppo pensare. Quello lo devono fare i filosofi, i pensatori. Che ci indichino pure i limiti, i confini che non si dovrebbero superare.le condanne morali, l'etica.
Noi andiamo avanti lasciandoci trascinare dal vento dell'esistenza. Ogni cosa che ci succede è buona, ogni esperienza è sana se non fa male al corpo o allo spirito. E se ci porta oltre i vostri limiti bè ci dispiace per voi ma a noi non ce ne frega niente. E non minacciateci con paradisi o inferni altrimenti non vi venderemo più il pane, il cibo. E morirete di fame o dovrete andare a lavorare. Noi siamo la gente comune quella normale. NOI SIAMO LA GENTE!

Ciao Carlo
grazie per l'intervento che mi sembra contenere diverse riflessioni interessanti in particolare con riferimento alla "maschera" che poi Dylan ha sempre indossato (anzi le maschere, visto che ne ha cambiate tante). Come al solito Carrera ha le parole esatte per cogliere nel segno e quella frase in effetti è perfetta per esprimere il concetto (la volevo citare già io qualche talkin' fa poi mi ero dimenticato).
Ecco se dovessi dire qual è stato il periodo dylaniano mio personale che più ricordo con piacere era quando avevo si è no la metà degli album e tre o quattro bootleg non di più... Ogni giorno era una scoperta, scaricare dalla Rete gli mp3, andare a comprare i dischi mancanti... un vero e proprio universo da esplorare...
Trovo molto pertinente la tua osservazione relativa alle parole di Francesco. Quella cioè della soggettività, di come cioè lo stesso concerto che ad una persona può non comunicare niente, ad un altro può invece trasmettere emozioni fortissime. Facendolo stare "sull'orlo della sedia".
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


Ed ecco un'altra lettera sull'argomento.

2763) Caro Michele,
credo che hai ragione quando parli di sovraesposizione riguardo a Dylan live.
La sovraesposizione riguarda il pubblico, ma anche Dylan stesso, al punto tale che egli deve averne fatto un progetto. E' il progetto di autodistruzione del suo stesso mito, che a mio parere Dylan persegue da molti anni, con qualche pausa, forse a partire da Nashville Skyline e dal fantomatico incidente di moto.

Pensavo a questa cosa durante il megaconcerto tenuto al Colosseo da Simon & Garfunkel al quale ho assistito (per modo di dire: l'ho visto su uno schermo rotto in bianco e nero a 400 metri di distanza dal palco...).
Una folla oceanica per due artisti che, confrontati al nostro, sono poco piu' che due autori di canzonette. Dopo vent'anni quei due hanno rifatto le loro 10 canzoni identiche a come le avevano incise sul vinile, e la gente di questo era incredibilmente felice perché stimolava la loro memoria dei bei tempi andati... Una roba che, a ben guardare, è patetica ma che ha funzionato egregiamente.

Non so se per Dylan potrà mai accadere una cosa del genere. Penso di no. E penso che sia stato lui a volere che cio' non possa più accadere. S'è rifugiato nella sua nicchia per non essere sommerso dalle masse oceaniche anche a costo di sembrare sgarbato :-)

Ciao
Bruno Jackass

P.S. il primo concerto e forse unico degli ArinGroup è andato bene. Prossimamente notizie su www.aringroup.it

Ciao Bruno,
che Bob si diverta a demitizzare in un certo modo le canzoni (soprattutto alcune canzoni) è una tesi da molti sostenuta... Quasi a voler rinnegare la sacralità di un brano, di un ritornello... laddove tutti si aspetterebbero un'enfatizzazione, una sottolineatura anche melodica che serva a cristallizzare il brano in un'aura di mito (che è poi quello che lo trasforma in "karaoke"), Bob se ne esce invece con un refrain differente, che magari apparentemente soffoca invece che esaltare la melodia (l'esempio più lampante lo si ha con "Like a rolling stone" il cui ritornello è per eccellenza quello che meglio si presterebbe ad una enfatizzazione, ad un "all together now"... e che invece Bob butta lì, quasi con noncuranza...).
Non sono però d'accordissimo su Simon e Garfunkel in relazione al loro valore... Secondo me hanno fatto grandi canzoni anche loro, molte ma molte meno di Bob sicuramente, ma alcuni capolavori indubbiamente, su tutte "The sound of silence", "The boxer" e "Mrs. Robinson"... Quanto al loro concerto "nostalgico" sicuramente sono d'accordo ed è uno dei motivi per cui un concerto di Bob oggi ha invece ancora un senso, un valore di novità , di un qualcosa che è in continua evoluzione, che ha ancora qualcosa da dire... anche se molti sicuramente applaudirebbero con gioia un Dylan nostalgico a la Simon/Garfunkel. Ciao
Michele "Napoleon in rags"


E a proposito di Alessandro Carrera riporto questa sua mail privata perchè qualche giorno fa avevo pubblicato la traduzione di "Sally Sue Brown" ma alcuni versi non mi erano chiari e non mi aveva lasciato soddisfatto la mia traduzione. Ho chiesto così un aiuto ad Alessandro che mi ha chiarito i dubbi relativi ad alcune frasi che mi sembravano un po' "appese", cioè un po' slegate dal resto del testo e per questo alquanto oscure. Ecco le strofe corrette della canzone. Grazie ad Alessandro.

2764) Caro Michele,
"Sally Sue Brown" e' una di quelle canzoni i cui versi, o alcuni dei quali, sembrano, e forse sono, "imprestati" da altre canzoni. Oppure sono solo degli one-liners, versi autosufficienti e che possono essere spostati da una strofa all'altra. A volte formano frasi coerenti, a volte vanno presi individualmente. Per cui:

Guarda che gonna stretta che porta,
ha quello che basta per farti del male.
Lo vedi dai suoi grandi occhi chiari,
meglio rifilarle un bel po' di bugie cattive e meschine.

Che cosa importa dove e' stata,
io torno al sud a rifare le stesse cose,
a cuocermi in una vasca d'acqua calda, da qualche parte lungo la strada.
Preferirei che fossi tu a rovinarmi il cuore.

A presto!

Alessandro Carrera


2765) Caro Michele, vorrei rispondere alla domanda sulla canzone più brutta di Bob che mi ponevi in qualche talkin' fa, ma proprio non mi riesce. Probabilmente lo immaginavi già. Tu però mi dici "provocatoriamente" e "se proprio dovessi", e allora io dico Like a rolling stone, in linea sia con la mia altrettanto improponibile top 10 (che la vede al primo posto) che sulla mia tesi sull'uniformità assoluta dell'opera dylaniana (quella del teorema Born to run di Bruce Springsteen quarantatreesimo miglior album di sempre, dopo i 42 di Dylan ex-aequo al primo posto).
Escludo qualunque brano del bellissimo Selfportrait; capisco la tua scelta di Got my mind made up (però in Knocked out loaded c'è pure di peggio, forse, con il coro dei bambini in They killed him, ma il brano non è scritto da Dylan .......), ma comunque proprio non saprei, non c'è un brano di Dylan che a me proprio non piaccia.
Un saluto a te e a tutti gli amici della Farm!
Elio Rooster

Ciao Elio,
in effetti immaginavo che ti sarebbe stato quasi impossibile trovare un brano brutto di Bob (scritto da Bob, cioè). Del resto la classifica ipotetica lanciata qualche Talkin' fa da Franco non ha avuto finora molto successo nel senso che non mi ha scritto quasi nessuno per comunicare la propria scelta. Segno che un po' per tutti i dylaniani è dura scegliere una canzone veramente brutta... Io proprio pensandoci e ripensandoci per un giorno intero avevo optato per Got my mind may up ma con mooolta incertezza perchè nessuna canzone di Bob mi dispiace completamente... Concordo su Selfportrait a proposito del quale ho un aneddoto da raccontare... un episodio che mi è capitato parlando con un cliente della mia libreria con il quale ci siamo messi a parlare di Bob... Non era un dylaniano di quelli ferrati ma piuttosto un ascoltatore di un po' tutto quello che usciva negli anni settanta a livello di rock cantautorale e quindi non aveva ascoltato tutti i dischi di Bob... ma circa una quindicina (mi diceva che non aveva più seguito Bob negli ultimi anni)... Parlando dei nostri rispettivi dischi di Bob preferiti io gli avevo detto che senza dubbio il mio preferito era "Blood on the tracks"... Lui mi dice, "ah sì mi piace... ma non è il mio preferito... a me piaceva molto quello doppio... quello molto vecchio... come si chiamava..."... Io gli faccio: "Ah, certo, ho capito... Vuoi dire "Blonde on blonde"...". E lui: "No, no... quello con quel dipinto in copertina... come si chiamava?"... !!!!!!!!!!!!
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


2766) Ciao Michele
Una sera facendo zapping in televisione mi sono imbattuto in una intervista fatta a Lenny Kravitz in
cui gli si chiedeva quali fossero i suoi progetti futuri. Ebbene, Kravitz ha risposto che gli piacerebbe
fare il produttore, magari nel prossimo disco di Bob Dylan, dato che Dylan in persona gli avrebbe chiesto
di produrlo, così come aveva fatto in passato con Mick Jagger. Ora, sinceramente la cosa mi ha lasciato un po' perplesso. Premesso che Kravitz mi piace davvero poco, ritengo Dylan appartenere ad un mondo che è decisamente lontano da quello di Kravitz (specie il Dylan degli ultimi anni), quindi tutto ciò mi
risulterebbe quantomeno insolito. Ecco, vorrei sapere se tu ne sai qualcosa e che cosa ne pensi di una
eventuale collaborazione tra i due.
Grazie
Cristian

Ciao Cristian,
grazie per la notizia che non avevo sentito... mah in effetti anche a me sembrerebbe strana una cosa del genere... Anche a me non fa impazzire Kravitz e lo trovo poco in linea con Bob... Staremo a vedere... L'importante è che un nuovo album di Bob ci sia... poi ben venga anche Kravitz come produttore :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2767) Ciao ragazzi,
non è che avete un attimo di tempo per spiegarmi come si fanno a scaricare e ad ascoltare i file definiti "torrent". Spero di riuscire ad ascoltare il concerto di Stra. Ho cliccato sopra il nome del file con il tasto dx e ho salvato, ma non so come aprirlo.
Grazie
McTell

Ciao McTell
ok facciamo così, quanto prima facciamo una paginetta apposita con tutte le istruzioni, ok?


2768) Ciao Napoleon!
Volevo chiedere a te e agli altri "dylaniani" un giudizio su una canzone che ho scoperto da poco e che per me merita di stare nelle parte altissima della "classifica" delle canzoni del Nostro, e cioe' "Dirge".
Personalmente la trovo da brividi, ed e' la conferma di come anche una sola delle canzoni meno famose e meno celebrate di Mr. Zimmerman potrebbe giustificare e nobilitare la carriera di un qualunque altro artista.... il piano ipnotico e martellante (lo suona Bob?), gli arpeggi di chitarra fantastici del Grande Capo Indiano Robbie, la voce sardonica, sofferta, che tocca uno dei suoi vertici di espressivita', il testo terribilmente aspro e disperato : " You were just another painted face on a trip down Suicide Road..."! Insomma, un magnifico capolavoro!

Per l'occasione, cambiando argomento, propongo una piccola chart di un genere di canzoni poco esplorato del Nostro: le canzoni "comiche", o meglio ironiche....
1) Motorpsycho Nightmare (con esilaranti citazioni di Hitchcock, Fidel castro, etc.)
2) Bob Dylan's 115th dream (Capitan Achab incontra Cristoforo Colombo.. e l'impresario di pompe funebri che gli dà il biglietto da visita dicendogli: chiamami quando muori....!)
3) Talking 3rd World Blues (il giochetto di parole finale, "ti faccio entrare nel mio sogno se mi fai entrare nel tuo...")
4) I shall be free (Cassius Clay, il senatore Goldwater, etc. presi per il c..)
5) Talkin' John Birch Paranoid Blues (fortissima satira oggi attualissima su chi va in giro a "cacciare" comunisti..).

Infine, un pettegolezzo... secondo voi il Nostro, noto "sciupafemmine", ha tirato i remi in barca sotto l'aspetto "altro sesso" o fa ancora danni.. :-)?

Ciao a tutti
DARIO - Torino

Ciao Dario,
"Dirge" è effettivamente un capolavoro e proprio la "C" le avevo dato nella mia "pagella dei giudizi" eoni fa su MF. Hai ragione in effetti quando dici che una qualunque delle "canzoni minori" di Bob sarebbe una delle canzoni di punta di qualunque altro artista... Quello che fa piuttosto rabbia è che Bob si sia dimenticato di questo tipo di canzoni e non le faccia più in concerto (qualcuna non l'ha nemmeno mai fatta). Sì il piano di "Dirge" lo suona Bob.
Per quanto riguarda le canzoni comiche metto anche io al primo posto "Motorpsycho Nitemare". Però metterei in classifica anche "Bob Dylan's New Orleans Rag" e "If you gotta go go now".
Sul Dylan sciupafemmine... chissà... secondo me i remi sono ancora in acqua...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2769) Ciao Michele
Permettimi di consultarti per una questione che riguarda me e un amico: che tipo di rapporti (se esistono) ci sono tra Dylan e Bon Jovi ? Le loro strade si sono mai incrociate , hanno mai rilasciato dichiarazioni
l'uno sull'altro? Scusa la generalità della domanda ma mi rivolgo a te come ad una autentica autorità in materia Dylaniana.
Ciao
Leonardo

Ciao Leonardo.
Da un'intervista a Bob:
Domanda: Ascolta la radio contemporanea?
Bob Dylan: Molto occasionalmente. Personalmente, mi piace ascoltare i programmi radio all'antica - sembra che quel tipo di trasmissioni ritorni un pò. E' persino il tipo di programma che ascoltavo da ragazzino: della roba genere gruppo di teatro che suona della musica ma che racconta anche delle storie...
Domanda: Ma ammettiamo che capita su un successo di Bon Jovi o di Springsteen: sa di cosa si tratta?
Bob Dylan: Bon Jovi, non lo saprei riconoscere (risate)... Bruce è diverso, è come un fratellino per me. Ha costruito una musica che si differenzia da quell' hard rock grossolano che si sente dappertutto ma che io non ascolto mai. Invece trovo che il rap sia legato in maniera più pura al blues delle musiche che pretendono di discendere dal blues. Non mi piace neanche tanto il nuovo soul, i cantanti che derivano da Marvin Gaye o da Stevie Wonder... Per quello stile di musica, è ancora lui il migliore, non vale la pena andare a cercare altrove".
Inoltre Luca in una vecchia Talkin' diceva che aveva ascoltato alla radio un brano di Bon Jovi di cui non conosceva il titolo ma che la sua ragazza sosteneva provenire dall'album "These days" e la cui base musicale era  assolutamente simile a quella di "I shall be released"
Inoltre Jon Bon Jovi ha inciso "Knockin' On Heaven's Door", "Shooting Star".
Qualcuno sa altro?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2770) >> ho maldestramente perso due di quelle immagini, quelle della Feltrinelli di Torino.
scrivevo nella scorsa Talkin'...

Dovrebbero essere queste.
Grazie di tutto.
Ciao Giorgio.

Ciao Giorgio,
sì erano quelle! Grazie, le riporto qui sotto (le ho già inserite nella pagina relativa).
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


Napoli - Libreria Feltrinelli




Torino - Libreria Feltrinelli

Grazie a Diego Dolphin che mi segnala questa intervista a Marco Denti relativa a Dylan:

2771)
http://www.libreriauniversitaria.it/merchants/libreriauniversitaria/ita/denti.jsp


2772) UNA GITA FUORI PORTA ALL'INSEGNA DI BOB DYLAN

Dear sisters and brothers,
non riuscite a rassegnarvi all'idea che l'estate sta terminando e che già si preannuncia una nuova quaresima di grandi fratelli e di isole dei famosi? non avete ancora colmato la vostra scorta di aria pura e di musica intelligente in vista dei tempi grami a venire? Eccovi allora una proposta utile a soddisfare tali primari ed impellenti bisogni.

Vincendo la vostra abituale - e sacrosanta - pigrizia, cominciate pure ad allertare vostra moglie o vostro marito e a prendere accordi con i vostri amici più cari, preventivando le spese di autostrada e benzina (15 euri totali a macchina: una minuzia) e disponendovi mentalmente ad affrontare un breve viaggio (mezz'oretta, una quarantina di minuti al massimo), perchè
DOMENICA 5 SETTEMBRE
a PALIANO
alla festa di Liberazione, verso le h.21.30, suoneranno

"the TAMBOURINE"
(unica cover bandi di Bob Dylan nel centro e nel sud Italia)

(IMPORTANTE: è la prima esibizione del gruppo a formazione completa, con tanto di basso e batteria, e potremmo avere bisogno di un pubblico amico, che ci aiuti a superare le difficoltà oggettive tipiche di ogni debutto).

Formazione:
Io me medesimo (Jessica Rabbit) alla voce, chitarra ed armonica Felice Zaccheo (il sublime) alla chitarra elettrica, mandolino e violino Roberto Arcipreti (il lascivo) al basso Aldo Abete (l'aspide) alla batteria

BREVISSIME SUL LUOGO
Paliano, antico feudo dei Colonna, è centro medievale di rara suggestione urbanistico-architettonica, dagli scorci mozzafiato e gli orizzonti vertiginosi.
Politicamente è di sinistrissima: alle recenti elezioni comunali ha stravinto una coalizione DS-Rifondazione.

PROGRAMMA CONSIGLIATO
Partenza da Roma con tutta calma, diciamo verso le h.18, ed arrivo in loco nel tardo pomeriggio. Breve tour per il paese per un aperitivo e per acquistare qualche specialità locale (consigliate le coppiette di cavallo) e quindi vela in direzione della zona della festa (qualunque indigeno saprà indicarvela con solerzia e dovizia di particolari). Cena al ristorante della festa (neonato fritto) ed infine in poltrona a godere delle dolci melodie del poeta di Duluth.

COME ARRIVARE
Niente di più facile, è un tragitto (55 km) che per lavoro io compio una ventina di volte all'anno. Si prende l'autostrada per Napoli (mi raccomando: dal raccordo anulare, non dalla "bretella" che è un nastro d'asfalto di 40 chilometri nel più totale deserto). Uscita Colleferro. Dopo il casello si svolta a sinistra e si segue la strada per una mezza dozzina di chilometri e si è praticamente arrivati.

Mi raccomando: non fate i brasati. Vi aspetto.
Voster semper voster

Franco Fosca (Jessica) 


2773) Le uscite della collana Distorsioni autunno/inverno 2004

La collana editoriale Distorsioni della Selene Edizioni,
diretta da Marco Denti
presenta per l¹autunno e l¹inverno 2004:

settembre
Jon Wiener, Dimmi la verità (Il dossier dell'FBI su John Lennon)

John Delmonico, I giorni del caos (Il dossier dell'FBI su Jim Morrison)

ottobre
Micaela Bonavia (a cura di), Giorgio Gaber: frammenti di un discorso

novembre
Mauro Zaccuri, Il futuro non è scritto (Nel Regno Unito dei Clash)

nel dettaglio:

Dimmi la verità (Il dossier dell'FBI su John Lennon) di Jon Wiener viene
ristampato nella collana Distorsioni dopo il successo riscontrato nella sua
pubblicazione, per la prima volta in Italia, nella collana Oltre la
frontiera (giugno 2002). Il libro, oltre a riportare gran parte dei dossier
dell'FBI su John Lennon, racconta la lunga e complessa battaglia legale che
ha portato Jon Wiener, professore della California University Press e grande
fan dei Beatles, a confrontarsi con l'FBI e con la giustizia americana fino
al suo massimo livello, la corte suprema, che dopo quindici anni ha
riconosciuto la validità delle sue istanze, intimando all'FBI, appunto, il
rilascio dei documenti. Dimmi la verità è la testimonianza di una grande
battaglia per la libertà d'espressione e per la giustizia, quanto mai
attuale.

John Delmonico, invece, con I giorni del caos (Il dossier dell'FBI su Jim
Morrison) ha seguito un percorso più istintivo e partendo dagli archivi già
disponibili sul leader dei Doors ha ricostruito l'inquietante complesso di
operazioni segrete (ed illegali) che, nella seconda metà degli anni Settanta
fino al Watergate (1972) erano destinate a contrastare i movimenti
studenteschi contro la guerra del Vietnam e quelli dei diritti civili e, più
in generale, l'area della dissidenza negli Stati Uniti, ivi comprese le
rock'n'roll star. Un'importante coincidenza storica vuole che la più
importante di quelle operazioni si chiamasse Chaos e che lo stesso Jim
Morrison, a più riprese, si dichiarò affascinato dal caos e dal disordine.
John Delmonico, già roadie, archivista e studioso, con un tono disincantato
e senza pretese intellettualoidi, riesce a spiegare perché, esattamente come
successe con Jim Morrison, un arresto per ubriachezza o atti osceni venisse
considerato un attentato alla sicurezza nazionale.

Giorgio Gaber: frammenti di un discorso è una lunga e articolata raccolta di
interviste ed interventi del grande cantautore, curata da Micaela Bonavia.
Il volume è caratterizzato proprio dall¹idea di dare voce, soprattutto
attraverso lo strumento dell¹intervista, direttamente al pensiero, alle idee
e alle visioni di Giorgio Gaber, con interventi esterni minimi ed
essenziali. Giorgio Gaber: frammenti di un discorso ricopre tutta la
carriera e la vita, presentandosi come uno dei libri più fedeli e vicini
alla sua figura, che resta quella di una delle più importanti voci della
cultura italiana degli ultimi decenni.

Il futuro non è scritto (Nel Regno Unito dei Clash) di Mauro Zaccuri
racconta l¹'evoluzione dei Clash, una rock'n'roll band che è passata dal
punk rivoluzionario del 1977 alle influenze più svariate di Sandinista e
Combat Rock nel contesto delle vicende politiche e sociali della Gran
Bretagna, partendo dalla metà degli anni Settanta in poi. Attraverso una
ricostruzione storica fedele e altrettanto lineare, Il futuro non è scritto
spiega nel dettaglio, i fattori che determinarono la coscienza politica dei
Clash: passando attraverso le influenze dirette e indirette del movimento
situazionista fino alla definizione del sogno rivoluzionario e terzomondista
espresso dal loro album più evoluto e più dichiaratamente impegnano ovvero
Sandinista. Non si tratta quindi di una semplice biografia dei Clash, che
restano una delle più grandi rock'n'roll band del mondo (e ancora amatissima
in Italia, dove London Calling, uno dei loro dischi più importanti, è
considerato né più né meno alla stregua di un capolavoro), ma di una
panoramica generale del rapporto tra la società inglese e il rock'n'roll.

Tutti gli autori sono disponibili per interviste (nel caso di Jon Wiener e
John Delmonico, anche via e-mail). Per ulteriori informazioni, richieste
copie per recensioni, varie ed eventuali: selene@edizioniselene.it oppure
02/26681738.



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