TALKIN'
BOB DYLAN BLUES
la posta
di Maggie's Farm
Ventiduesima parte
172) Ciao,
ho rivisto dopo tanti anni RENALDO & CLARA.
L'impressione è buona per la parte musicale
e un po' meno per quella cinematografica, quindi non è cambiata
in tutti questi anni.
La Rolling Thunder Revue era veramente un grande
circo e che differenza con la sobrietà dei concerti attuali.
Una cosa curiosa ma molto significativa: mentre
guardavo il film seguivo l'ordine delle canzoni riportato da MASTER OF
THE TRACK e ... sorpresa, l'ordine non è lo stesso, ma non tanto
credo per un errore del buon Krogsgaard, quanto per una sbagliata disposizione
delle bobine del film; ovvero chi ha montato le varie parti della pellicola
per la trasposizione su nastro televisivo, non
ha rispettato la giusta sequenza, con il risultato
che un gruppo di canzoni anticipava un altro gruppo!
Il colmo è pensare che vedendo il film
senza consultare l'elenco delle canzoni, non ci si accorgerebbe di questo
errore, tanto è incomprensibile la sua trama, insomma invertendo
i fattori il prodotto non cambia!
Tutto ciò la dice lunga su Bob regista.
Un uomo che ha fatto dell'improvvisazione musicale
uno dei suoi punti di forza, non può avere le
capacità per scrivere, dirigere, montare
un film nato proprio dall'improvvisazione.
Credo che solo un accanito fan possa "godersi"
la visione di questo film, però personalmente non sopporto l'uomo
del filpper.
E' stato piacevole anche rivedere lo speciale
tv HARD RAIN, mentre l'altro (nota di Michele: il cosiddetto Hard rain
2) era la prima volta che lo vedevo, ma la qualità mi sembra inferiore.
Dylan è più grintoso ed efficace
nel primo, ed anche i pezzi nel loro complesso sono migliori.
Certo è sorprendente vedere come nel giro
di pochi mesi e con gli stessi musicisti, Dylan sia stato capace di proporre
due stili di concerto alquanto diversi.
Infine, vedendo il filmato del concerto per il
Bangladesh, non ho potuto fare a meno di pensare: "Com'era giovane!"
Aurelio
Ciao Aurelio,
insomma ti sei fatto una
bella scorpacciata di video dylaniani tra Renaldo and Clara, Hard rain
1 e 2 ed il concerto per il Bangla Desh.
Sono d'accordo con te sul
fatto che la parte musicale di Renaldo and Clara è qualcosa di stratosferico
e più guardo quel film più mi convinco che quello è
il periodo che preferisco in quanto alle performance sul palco di Bob con
versioni inarrivabili di It ain't me babe, A hard rain's a-gonna fall,
Isis, When I paint my masterpiece e Never let me go (quest'ultima in coppia
con Joan Baez).
Non sono invece d'accordissimo
con te sulla qualità della parte relativa al film vero e proprio.
O meglio, sono d'accordo con te che effettivamente la trama risulta incomprensibile
ma più che altro io credo che non si debba cercare una trama tradizionale
in R&C che ho sempre visto come un grande esempio della creatività
di Dylan. Certo che se lo si guarda come se si guardasse un film normale
non se ne esce vivi. Personalmente lo vedo più come un affresco
in cui si mischia realtà e finzione, allegoria e documento, ma che
ha una sua validità se pur inferiore all'opera dylaniana più
strettamente legata alla produzione discografica o alle esibizioni dal
vivo.
Il tipo che gioca a flipper
e che tu non sopporti si chiama David Blue ed era uno dei più vecchi
amici di Bob. Nel film si limita a giocare a flipper ed a rievocare vecchi
aneddoti dei tempi del Greenwich Village del giovane Dylan.
Per chiunque voglia approfondire
il discorso su Renaldo and Clara ricordo che Maggie's farm ha dedicato
una pagina con l'esame del film sequenza per sequenza (se non l'avete ancora
letta vi invito a farlo ed a mandare vostre ulteriori considerazioni, interpretazioni
e commenti).
Sottolinei la differenza
delle esibizioni dei tempi della Rolling Thunder Revue con quelle sobrie
degli anni '90... Devo dire che io rimpiango quel periodo da "carrozzone
da circo" in cui la Revue si spostava in lungo ed in largo negli USA facendo
salire ad ogni tappa nuovi artisti sul carrozzone ed impostando il tutto
sull'estemporaneità, l'improvvisazione, l'estro del momento... Si
ritorna al discorso che facevo prima circa la creatività di Bob
di quel periodo. Ho l'impressione che allora Bob (e con lui tutti gli altri,
Joan, Roger Mc Guinn e soci) si divertivano veramente sul palco ed i filmati
musicali di R&C ne sono una testimonianza molto evidente.
Mi rendo conto che oggi
sarebbe probabilmente improponibile un approccio simile nelle esibizioni
di Dylan anche se a mio avviso un qualcosina in questo senso Bob potrebbe
fare vivacizzando gli attuali concerti che alla lunga risultano troppo
prevedibili.
Hai ragione sui due Hard
rain. Il primo è quello mitico con Bob con la banda bianca sulla
testa e Joan Baez con il turbante rosso ed è effettivamente grande.
Il secondo (che se non sbaglio era al Bellevue Biltmore Hotel di Clearwater)
effettivamente è meno coinvolgente del primo anche se mi fa morire
il pezzo in cui Joan sta per attaccare una canzone (ovviamente decisa prima
con Bob) mentre Dylan cambia improvvisamente idea attaccandone un'altra,
I dreamed I saw Saint Augustine, suscitando la risata "rassegnata" di Joan
che fa anche una battuta (credo circa la assoluta inaffidabilità
di Bob) che però non sono mai riuscito a capire (se qualcuno la
sa me lo faccia sapere) e con il pubblico che scoppia in una fragorosa
risata.
Ciao Aurelio e alla prossima,
Michele
173) Ciao Michele,
mi è piaciuto molto il fumetto sullo show
davanti al Papa. Già mi aveva
divertito il fatto che Dylan fosse stato pagato
800 milioni per farfugliare
tre canzoni (secondo me non era in gran forma,
oppure non era ispirato), il
fatto poi che si fosse rivolto in modo così
poco prostrante al capo della
cerimonia è stato uno spasso, soprattutto
quando il giorno dopo ho sentito
il commento furioso della Pivetti che nel biasimare
Dylan per il mancato
bacio, lo invitava a cambiare vita; probabilmente
la Pivetti faceva
riferimento all' immagine stereotipata di cantante
trasgressivo, libertario
e pure drogato! ma adesso che ci penso bene c'
è un' altra cosuccia che non
deve essere andata giù all' ex presidente
della camera, che nello stesso
anno tornò alla ribalta per un giudizio
discriminante gli ebrei come popolo
in quanto colpevoli di teicidio. Comunque il
giorno prima Dylan ha tenuto un
lungo concerto a porte chiuse a Bologna che è
documentato sul sito Bread
Crumb Sins (sezione "italian affairs") del quale
trovi il link sulla pagina
"other sites" di Expectingrain. Te lo segnalo
anche perchè è l' unico sito
italiano su Dylan oltre il tuo e afa.dylan.
Ciao, Carlo
Ciao Carlo... mi fa piacere
che quella strip di Zimmy ti sia piaciuta anche perchè non l'ho
ideata io ma l'amico Arcangelo che mi ha mandato una mail in cui mi suggeriva
la gag (io l'ho solo elaborata e disegnata) e che ovviamente ringrazio.
Il tuo aneddoto riguardante
la Pivetti (che mi era già antipatica prima figurati ora...) mi
ha fatto venire in mente un'altra cosa relativa ad un articolo che all'epoca
mi fece imbestialire al punto che avrei volentieri voluto dire quattro
paroline all'autrice di tale pezzo relativo alla performance di Dylan davanti
al Pontefice. Si trattava di un pezzo, forse addirittura una sorta di editoriale,
letto sul Mucchio Selvaggio, rivista musicale che io apprezzavo e compravo
talvolta ma che dopo l'articolo suddetto non ho più acquistato nè
mai più acquistero finchè resterò in vita... L'autrice
del pezzo di cui non ricordo però il nome anche perchè l'ho
volutamente rimosso, dimostrando a mio modesto avviso un'assoluta incapacità
critica, ebbe il coraggio di scrivere cose del tipo (cito a memoria non
avendo sottomano il numero del Mucchio Selvaggio in questione che ho ovviamente
bruciato e gettato nell'immondizia subito dopo aver letto quel pezzo) "l'esibizione
di Dylan davanti al Papa è stata penosa", "ha rubato mezzo miliardo
per tre canzoni pessime", "e poi Dylan è brutto, vecchio, antipatico,
perchè non si ritira?" ed altre piacevolezze del genere. Tutto il
tenore del pezzo era permeato di un livore ed un odio (a mio modestissimo
avviso dettato dall'invidia della frustrata articolista che probabilmente
avrebbe voluto lei il mezzo miliardo) verso Dylan che mi fece rimanere
assolutamente allibito soprattutto perchè letto su una rivista che
ritenevo seria ed obiettiva. Come si fa ad avere una sensibilità
così scarsa da usare quei termini nei confronti di un Uomo della
statura di Dylan?... Brutto? Vecchio? Antipatico? E queste cose, ammesso
che siano vere, cosa c'entrano con la musica, con un'esibizione di un artista?
Allora per pareggiare i
conti e visto che abbiamo questo modesto spazio telematico rispondo alla
tizia in questione dicendo che l'esibizione di Dylan davanti al Papa è
stata STRAORDINARIA (Bob aveva rischiato la morte pochissimo tempo prima,
ma questo alla nostra sensibilissima giornalista sembrava non importare,
anzi "peccato che non fosse morto"...), toccante, commovente, SUBLIME.
Che Bob cantò tre CAPOLAVORI assoluti della musica di ogni tempo
come "A hard-rain's a-gonna fall", "Forever young" e "Knockin' on Heaven's
door" che la nostra amica giornalista non sarebbe in grado di scrivere
nemmeno nel corso di 120 vite. Che effettivamente non avrebbero dovuto
dargli mezzo miliardo perchè quell'esibizione non ha prezzo o quanto
meno mezzo miliardo è veramente poco per un GENIO ASSOLUTO come
Dylan che avrebbe dovuto chiedere un cachet a partire dai dieci miliardi
in su. Quanto al "brutto, antipatico e vecchio" aggiungo che naturalmente
Bob è "bellissimo, simpaticissimo ed ovviamente forever young" e
che spero si sia speso i soldi (giustamente datigli) alla faccia della
giornalista in questione alla quale a mio modestissimo avviso non dovrebbe
più essere data in mano una penna se non per scrivere la nota della
spesa. A tal proposito, visto che non mi ricordo il nome dell'autrice del
pezzo e non vorrei che qualcuno pensasse che non la cito per paura, invito
chiunque possegga quel numero de "Il Mucchio Selvaggio" a mandarmi tutti
i dati relativi (anzi invito Andygi a guardare nelle sue librerie visto
che, se non ricordo male, egli possiede tutti i numeri di quel periodico).
Ripeto: era un numero di poco successivo al concerto di Bob a Bologna nell'ambito
del Congresso Eucaristico del 1997 in cui Dylan si esibì di fronte
al Papa insieme con Morandi, Celentano, Petrucciani, Dalla ed altri artisti.
Nel caso in cui qualcuno me li mandi riporterò quindi tutti i dati
relativi: nome e cognome della "giornalista" numero e data della rivista
in questione.
Ciao Carlo e grazie per
la tua lettera e per le segnalazioni finali sui siti italiani dedicati
al grande Bob.
Michele Murino
174) ESSO NON ERA UN CD
Ciao Michele
Dopo simpatche vicissitudini di vita, uno scontro
ideologico con il mio primary slave, e visioni calcistiche di stampo europeo
mi accingo a scriverti, dopo un pò di tempo, questa e-mail la cui
utilità, al momento, mi sfugge.
Ti vorrei raccontare una esperienza personale
che ha del "mistico".
In una afosa mattina di giugno illuminata da
un sole invadente mentre mi accincevo ad accendere la terza sigaretta quotidiana,
incrociai o meglio m'imbattei o meglio ancora, mi colpì a' reta
a' capa (dietro la testa) uno strano oggetto di forma perfettamente circolare,
stranamente somigliante a quell'oggetto tecnologico, comunemente definito
CD.
Alquanto incuriosito lo raccolsi e mosso da spirito
d'iniziativa sottoposi il predetto oggetto all'attenzione di un ingegnere,
mio amico (abbiamo fatto la scuola guida insieme), di stanza presso una
ditta elettrotecnica di rinomata popolarità nella provincia napoletana.
L'ingegnere, con il tipico sguardo professionale
che contraddistingue appunto gli ingegneri, dopo aver esaminato con occhi
obliqui l'oggetto traccheggiò la sua sentenza inappellabile.
Esso non era un CD bensì un CD-r.
Al che io chiesi: "Ingegnere si spieghi meglio,
mi sfugge la differenza".
Lui rispose: "I cd-r sono supporti sui quali
si può registrare una sola volta".
Al che io lo interuppi dicendo "Beh! Come la
vita!".
L'ingegnere, come tutti gli ingegneri che hanno
lo sguardo professionale, non capì la mia battuta alla Charlie Brown.
Rassegnato ed incupito concluse la sua spiegazione tecnica: "La <<r>>
sta a
significare <<ROM>> che in inglese vuol
dire, appunto, read only memory.
Ma c'è di più! .... Noto sull'angolino
una piccola scritta ... mmm .... Thin .....eee wilde ... ahh .... ecco
....thin wild mercury music... che in inglese dovrebbe significare pressapoco
"fine sottile musica di mercurio"... Secondo me è un Cd-r audio...
Amico!! Vuoi un consiglio? Fila via di fretta da qui prima di cacciarti
in qualche guaio e procurati un lettore multimediale".
Gli ingegneri hanno sempre avuto un personale
concetto del "guaio".
Comunque, corsi di filato a casa, introdussi
il suddetto oggetto nel lettore cd del mio computer e feci partire l'applicazione
"lettore multimediale".
E qui cari amici dylaniani finisce la storia
"del come sono venuto in possesso del cd "thin wild
mercury music" e parte la storia delle emozioni
che ho provato ad ascoltare questo materiale discografico che, udite udite,
è del nostro Bob Dylan.
Inizia con una trascinante canzone che definirei
"If you gotta go go now" e continua con una versione stupenda di "Visions
of Johanna" per poi planare su una "It's all over now Baby Blue" da brividi
(solo chitarra e senza il basso).
Poi credo di riconoscere (?) un brano interrotto
a metà ed qui che capisco che questo cd contiene
outtakes del periodo della svolta elettrica (gli
anni di Dylan che preferisco).
Ragazzi probabilmente a molti tra voi bootlegari
questo cd è noto, ma per me che l'ho ascoltato per la prima volta
è stato come ascoltare un'altro capolavoro di Dylan.
Bellissimo!!!!. Ma adesso l'utilità di
questa e-mail mi è chiara... Dato che io mi sono sempre
astenuto dal procurarmi i bootleg, lo sa il diavolo
come ne sono venuto in possesso, perchè ritenevo di fare una scortesia
nei confronti del Nostro (lui stesso ha dichiarato che se fosse stato per
lui neanche i "Basement tapes" del 1975 avrebbe pubblicato, ma poi i tempi
sono cambiati), ti chiedo se può parlarmi un pò di questo
cd-r, curiosità, aneddoti, particolari e notizie varie perchè
ascoltandolo ho tratto delle impressioni alle quali vorrei trovare conferma.
GRAZIE
ANTONIO
NAPOLI 26/06/2000
Ciao Antonio, ecco i dati relativi a quel boot che ho trovato sulla Rete con tanto di brevi recensioni:
Title: Thin Wild Mercury
Music
Year of Release: 15 Jan
65 - 27 Jan 66
T-Number: 350
Label: Spank Records SP
105
Reviews:
Submitter: Tobias Levander
" Of course, any Dylan fan
should hear the two alterate versions of "Visions of
Johanna" and the solo version
of "She´s Your Lover Now". They are included
on this cd, along with
fine alternate versions of "Love Minus Zero" and "Baby
Blue", among others. The
sound quality is fine too, so this is one of the first
bootlegs a Dylan fan should
get. Fascinating."
Send an Email to Tobias
Levander
Submitter: Anonymous
" A collection of studio
outtakes and alternates from the albums Bringing It All
Back Home, Highway 61 Revisited,
and Blonde On Blonde- recorded 1/15/65
thru 1/21/65."
Thin Wild Mercury Music:
Track 1.
If You Gotta Go, Go Now
Track 2.
She Belongs To Me
Track 3.
Freeze Out
(1)
Track 4.
From A Buick 6
Track 5.
It's All Over Now, Baby
Blue
Track 6.
Medicine Sunday
Track 7.
I Wanna Be Your Lover
Track 8.
Keep It With Mine (Instrumental)
Track 9.
Love Minus Zero/No Limit
Track 10.
Can You Please Crawl Out
Your Window?
Track 11.
Number One
Track 12.
Just A Little Glass Of
Water (1)
Track 13.
Pilot Eyes
Track 14.
Can You Please Crawl Out
Your Window?
Bonus track
Track 15.
Freeze Out
(2) Bonus track
Track 16.
Just A Little Glass Of
Water (2)
Bonus track
Track 17.
Miami Convention Message
Radio promo, ' 65
Track 18.
If You Gotta Go, Go Now
Bonus track
E' un boot che io non posseggo
anche se quasi tutto il materiale ce l'ho su altri dischi. E' secondo me
materiale molto interessante ed in particolare le prime tre tracce.
Michele
175) Ed ora un personale ringraziamento ad Anna
che mi ha spedito una bellissima cartolina dalle Isole Tremiti (con lo
Scoglio dell'Elefante dell'isola di San Domino) dove è stata in
vacanza qualche settimana fa.
Anna mi ringrazia "per tutto quello che fai per
noi dylaniati" ed io invece ringrazio lei e gli altri amici perchè
mi date materiale da poter mettere su Maggie's Farm che altrimenti sarebbe
uno dei soliti siti "morti", belli fin che si vuole ma per così
dire "senza audio".
176) Allora professore,
Leonard Cohen ha vissuto fino al giugno del '99
in un monastero buddista in
California, ma adesso è di nuovo tra noi
peccatori... che sia una sorta di
passaggio obbligatorio il "periodo religioso"
per certa gente?
Il bootleg che contiene la versione di "My blue
eyed Jane" cantata con
Hemmylou Harris è "Lost track searcher"
che ha come titolo alternativo "Hard
to find volume 5".
Giorni fa ho chiesto sul newsgroup se i bootleg
della serie "bobdylan.com" e
"from the vaults" avevano come fonte i files
scaricabili dal sito ufficiale
oppure i master delle registrazioni live, e mi
hanno confermato la prima
ipotesi, quindi chiunque può scaricarsi
65 canzoni live e costruirsi da solo
i bootleg; siccome da quando ho spiegato come
fare, le cose sono state
semplificate ulteriormente da un sito che riporta
i links a tutte le
performances comparse, riporto il sito per chi
fosse interessato:
http://www.freezeout.8m.com/
Sul sito è anche spiegato come reperire
il programma streambox-vcr che serve
allo scopo.
Carlo
Ciao Carlo, non dubitavo
che avresti saputo rispondere ai quesiti che ti avevo posto sulle pagine
della posta di Maggie's farm qualche giorno fa. Grazie per tutti i dati
che hai dato.
Ciao, Napoleon in rags
177) Ed ora leggete assolutamente questa lettera di Stefano che riporta uno STUPENDO articolo di Fernanda Pivano (LEI sì, una vera giornalista) che mi ha fatto venire le lacrime agli occhi.
Tempo fa avevo scritto qualche cosa riguardo ai
due
concerti di Bob Dylan che avevo visto, uno bellissimo
il 5-7-98 a
Roma e il giorno successivo poco brillante a
mio avviso quello di Lucca.
Come mia abitudine e credo di tutti i Dylaniani
e'
quello di comprare i giornali e leggere gli articoli
del dopo concerto e di tenerli come memoria di
un
evento in cui eri presente.
L'articolo che segue e' stato scritto da Fernanda
Pivano dopo
aver visto il concerto di Roma, un articolo secondo
me
molto vivo e per questo bellissimo e per certi
aspetti
emotivo.
Tra l'altro durante l'attesa del concerto sulla
scalinata vedemmo io e un mio amico Dylaniano
passare
e raggiungere il backstage proprio lei, Fernanda
Pivano
accolta da una valanga di applausi.
Stefano Catena
Al concerto di un ragazzo
di 58 anni, in pace con se
stesso
GUANCIA A GUANCIA CON DYLAN
di Fernanda Pivano.
Vestito di bianco come un
principe delle favole, senza
traccia di alcol ne' di
droga, con la
voce limpida di un tempo,
cinque canzoni dell'ultimo
disco, il quarantunesimo,
un nuovo
rispetto per la sua musica:
cosi si e' presentato Bob
Dylan ai 7000 giovani adoranti
sulla scalinata
dell'Eur per il Live Festival.
Sara' per la visita al
Papa, ma sembra uscito dallo
stereotipo che gli piaceva
tanto di poeta scomodo, di
ragazzo "contro", di cantante
irsuto, ruvido, scostante:
ora si e' mostrato sorridente,
di buon umore, come
nell'ultimo concerto, quando
ha cantato "Quando
dipingo il mio Capolavoro",
una canzone che il critico
Gino Castaldo ha riconosciuto
come un modo di fare una
dedica a Roma, con le citazioni
di Piazza di
Spagna e del Colosseo.
Il concerto mi ha permesso
di ascoltarlo seduta sul
palcoscenico, alle sue
spalle, abbastanza da vederlo
fare i suoi famosi tre
passi indietro quando non e'
direttamente coinvolto
nella canzone e invece di
eseguire i suoi fantastici
assolo di chitarre. Ormai
tutti le sanno le canzoni
che ha cantato, ma non erano
preparati a vedere il suo
viso sorridente come quello
di un ragazzo o di un uomo
di 58 anni ma forse in pace
con se stesso.
Prima del concerto lo avevo
incontrato al fondo del
palco,dove avevano allestito
i camerini e qualche
banco di ristoro. Il suo
camerino, forse scelto da
lui, era in fondo a un
lungo corridoio, fuori dalla
portata di visitatori e
curiosi, se qualcuno fosse
riuscito a passare.
Lo avevo visto uscire dalla
stanza che pareva di un
musicista qualunque e lo
avevo visto avvicinarsi con
quel suo passo da cowboy,
ma tutto aspettandomi tranne
che si avvicinasse a me.
Invece me lo sono visto
lì , muto ma con uno sguardo
pieno di amore, e mi ha
abbracciato come mi
aveva abbracciato Hemingway
a Cortina: chissa' come
aveva fatto a riconoscermi
dopo 30 e piu' anni.
Con la guancia appoggiata
alla sua gli ho detto
piangendo per l'emozione
: "Non sei cambiato, sei
preciso a quella sera a
Berkeley, nel 1965" , "No -
mi ha detto - Non e' possibile".
Ma anche i suoi occhi ,
quegli occhi che vedevano
tutto, erano bagnati di
lacrime.
Oh Bob, con quell'abbraccio,
con quelle lacrime mi hai
dato il mio inaspettato
premio Nobel, hai dato un
senso ai miei 60 anni di
lavoro , hai dato ragione
ai giovani che mi hanno
ascoltato.
Quei tuoi occhi mi accompagneranno
fino alla fine,
mentre ascoltero' le tue
canzoni sempre gremite
di tutte le tragedie del
mondo, ma ora aperte a
qualche speranza, la speranza
in una realta'
improvvisamente pietosa.
I tuoi occhi mi hanno accompagnato
mentre a Campo dei
Fiori ho raccontato qualcosa
di Chet
Baker , di cui Marco Cassini
aveva appena pubblicato
coraggiosamente le memorie,
premiate dall'ingresso
nelle classifiche dei giornali
e nelle classifiche del
cuore di chi lo ricorda
grande artista sfortunato,
ucciso dal veleno senza
pieta' del nostro tempo.
Tu certamente lo amavi
, quell'artista capace di
raggiungere gli immensi
spazi profumati dell'eternita'
col suono magico della
sua tromba.
Sull'angolo del Palcoscenico,
mentre ti ascoltavo
incantata , tremante di
emozioni e di ricordi
pensavo che con la tua
musica , con i tuoi versi di
grande poeta , il piu'
grande poeta d'America
di questo mezzo secolo,
avevi cambiato la faccia del
mondo.
I giovani lo sanno. E noi
sappiamo che il futuro e'
nelle loro mani.
FERNANDA PIVANO
(c) copyright Fernanda Pivano
178) Ciao a tutti.
Che ne pensate del bootleg "7 Years od Bad Luck" ?
Giuseppe.
Ciao Giuseppe, io purtroppo
non posseggo quel bootleg e non sono in grado di dare un giudizio. Invito
gli altri amici in linea che lo posseggono a dire la loro.
Di seguito ne riporto comunque
i dati trovati sulla Rete con le solite recensioni:
Title: 7 Years of Bad Luck
Year of Release: Nov 62
- May 70
T-Number: 311
Label: Spank Records SP
102
Reviews:
Submitter: Anonymous
"CD incorrectly dates tracks
14 thru 18 as having been recorded in 1969.
You've only to refer to
Clinton Heylin's " Bob Dylan- The Recording Sessions,
1960-1994" to confirm that
the year was 1970 between the Self-Portrait and New
Morning sessions, May 1."
7 Years of Bad Luck:
Track 1.
Hero Blues
Freewheelin' outtake
Track 2.
Whatcha Gonna Do
Freewheelin' outtake
Track 3.
Oxford Town
Freewheelin' unedited master
Track 4.
I Shall Be Free #10
Freewheelin' alternate
Track 5.
I Shall Be Free #10
Freewheelin' unedited master
Track 6.
I Shall Be Free #10
Freewheelin' alternate
Track 7.
I Shall Be Free #10
2 takes-Freewheelin' alternates
Track 8.
Hero Blues
Freewheelin' outtake
Track 9.
You've Been Hiding Too
Long
Live at Town Hall, ' 63
Track 10.
You Don't Have To Do That
Bringing It All Back Home
outtake
Track 11.
Vincent Van Gogh
Denver hotel, ' 66
Track 12.
Vincent Van Gogh
Denver hotel, ' 66
Track 13.
Just Like A Woman
Denver hotel, ' 66
Track 14.
Gates Of Eden
Studio outtake, May ' 70
Track 15.
I Threw It All Away
Studio outtake, May ' 70
Track 16.
I Don't Believe You
Studio outtake, May ' 70
Track 17.
Telephone Wire
Studio outtake, May ' 70
Track 18.
Honey, Just Allow Me One
More Chance
Studio outtake, May ' 70
179) Caro professore,
mi chiedo se qualcuno abbia avuto la mia stessa
emozione mercoledì sera...
mi spiego meglio: guardavo Alcatraz (il programma
di rai2) ed a un certo
punto Jack ha lanciato Tracy Chapman in un' esecuzione
dal vivo di "Talkin'
bout a revolution", da sola con la sua chitarra,
in un primo piano molto
stretto, e mi è sembrato di rivedere uno
dei vecchissimi filmati di Dylan in
bianco e nero in cui canta "The times they are
a-changin" o "Only a pawn in
their game" da solo, col microfono un po' spostato
e che come disse
qualcuno, "stava spalancando le porte della percezione
di una generazione
intera". Io credo che il primo album di Tracy
Chapman sia un capolavoro,
forse la cosa più bella che io conosca
degli anni '80, forse la più vicina a
Dylan.
Recentemente ho appreso dal newsgroup che Dylan
ha cantato per l' ultima
volta da solo nel 1992 (nello stesso anno aveva
cantato da solo anche al suo
30simo anniversario di carriera).
Carlo
Ciao Carlo, non ho visto il programma che citi anche se non stento a credere a quanto dici visto che Tracy Chapman è veramente grande e quanto di più vicino a Dylan si sia visto in tempi recenti. Mi ricordo ancora l'emozione che provai quando Tracy cantò "The times they are a-changin'" alla Bobfest del Madison Square Garden del 1992. E pensare che me la sono persa quando venne ad Aosta nel 92 pochi giorni dopo il concerto di Bob, sigh...
Chiunque voglia replicare alle discussioni
può inviare una e mail al seguente indirizzo: spettral@tin.it
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