TALKIN' BOB DYLAN BLUES
la posta di Maggie's Farm

Ventiduesima parte


172) Ciao,
ho rivisto dopo tanti anni RENALDO & CLARA.
L'impressione è buona per la parte musicale e un po' meno per quella cinematografica, quindi non è cambiata in tutti questi anni.
La Rolling Thunder Revue era veramente un grande circo e che differenza con la sobrietà dei concerti attuali.
Una cosa curiosa ma molto significativa: mentre guardavo il film seguivo l'ordine delle canzoni riportato da MASTER OF THE TRACK e ... sorpresa, l'ordine non è lo stesso, ma non tanto credo per un errore del buon Krogsgaard, quanto per una sbagliata disposizione delle bobine del film; ovvero chi ha montato le varie parti della pellicola per la trasposizione su nastro televisivo, non
ha rispettato la giusta sequenza, con il risultato che un gruppo di canzoni anticipava un altro gruppo!
Il colmo è pensare che vedendo il film senza consultare l'elenco delle canzoni, non ci si accorgerebbe di questo errore, tanto è incomprensibile la sua trama, insomma invertendo i fattori il prodotto non cambia!
Tutto ciò la dice lunga su Bob regista.
Un uomo che ha fatto dell'improvvisazione musicale uno dei suoi punti di forza, non può avere le
capacità per scrivere, dirigere, montare un film nato proprio dall'improvvisazione.
Credo che solo un accanito fan possa "godersi" la visione di questo film, però personalmente non sopporto l'uomo del filpper.
E' stato piacevole anche rivedere lo speciale tv HARD RAIN, mentre l'altro (nota di Michele: il cosiddetto Hard rain 2) era la prima volta che lo vedevo, ma la qualità mi sembra inferiore.
Dylan è più grintoso ed efficace nel primo, ed anche i pezzi nel loro complesso sono migliori.
Certo è sorprendente vedere come nel giro di pochi mesi e con gli stessi musicisti, Dylan sia stato capace di proporre due stili di concerto alquanto diversi.
Infine, vedendo il filmato del concerto per il Bangladesh, non ho potuto fare a meno di pensare: "Com'era giovane!"

Aurelio

Ciao Aurelio,
insomma ti sei fatto una bella scorpacciata di video dylaniani tra Renaldo and Clara, Hard rain 1 e 2 ed il concerto per il Bangla Desh.
Sono d'accordo con te sul fatto che la parte musicale di Renaldo and Clara è qualcosa di stratosferico e più guardo quel film più mi convinco che quello è il periodo che preferisco in quanto alle performance sul palco di Bob con versioni inarrivabili di It ain't me babe, A hard rain's a-gonna fall, Isis, When I paint my masterpiece e Never let me go (quest'ultima in coppia con Joan Baez).
Non sono invece d'accordissimo con te sulla qualità della parte relativa al film vero e proprio. O meglio, sono d'accordo con te che effettivamente la trama risulta incomprensibile ma più che altro io credo che non si debba cercare una trama tradizionale in R&C che ho sempre visto come un grande esempio della creatività di Dylan. Certo che se lo si guarda come se si guardasse un film normale non se ne esce vivi. Personalmente lo vedo più come un affresco in cui si mischia realtà e finzione, allegoria e documento, ma che ha una sua validità se pur inferiore all'opera dylaniana più strettamente legata alla produzione discografica o alle esibizioni dal vivo.
Il tipo che gioca a flipper e che tu non sopporti si chiama David Blue ed era uno dei più vecchi amici di Bob. Nel film si limita a giocare a flipper ed a rievocare vecchi aneddoti dei tempi del Greenwich Village del giovane Dylan.
Per chiunque voglia approfondire il discorso su Renaldo and Clara ricordo che Maggie's farm ha dedicato una pagina con l'esame del film sequenza per sequenza (se non l'avete ancora letta vi invito a farlo ed a mandare vostre ulteriori considerazioni, interpretazioni e commenti).
Sottolinei la differenza delle esibizioni dei tempi della Rolling Thunder Revue con quelle sobrie degli anni '90... Devo dire che io rimpiango quel periodo da "carrozzone da circo" in cui la Revue si spostava in lungo ed in largo negli USA facendo salire ad ogni tappa nuovi artisti sul carrozzone ed impostando il tutto sull'estemporaneità, l'improvvisazione, l'estro del momento... Si ritorna al discorso che facevo prima circa la creatività di Bob di quel periodo. Ho l'impressione che allora Bob (e con lui tutti gli altri, Joan, Roger Mc Guinn e soci) si divertivano veramente sul palco ed i filmati musicali di R&C ne sono una testimonianza molto evidente.
Mi rendo conto che oggi sarebbe probabilmente improponibile un approccio simile nelle esibizioni di Dylan anche se a mio avviso un qualcosina in questo senso Bob potrebbe fare vivacizzando gli attuali concerti che alla lunga risultano troppo prevedibili.
Hai ragione sui due Hard rain. Il primo è quello mitico con Bob con la banda bianca sulla testa e Joan Baez con il turbante rosso ed è effettivamente grande. Il secondo (che se non sbaglio era al Bellevue Biltmore Hotel di Clearwater) effettivamente è meno coinvolgente del primo anche se mi fa morire il pezzo in cui Joan sta per attaccare una canzone (ovviamente decisa prima con Bob) mentre Dylan cambia improvvisamente idea attaccandone un'altra, I dreamed I saw Saint Augustine, suscitando la risata "rassegnata" di Joan che fa anche una battuta (credo circa la assoluta inaffidabilità di Bob) che però non sono mai riuscito a capire (se qualcuno la sa me lo faccia sapere) e con il pubblico che scoppia in una fragorosa risata.
Ciao Aurelio e alla prossima,
Michele


173) Ciao Michele,
mi è piaciuto molto il fumetto sullo show davanti al Papa. Già mi aveva
divertito il fatto che Dylan fosse stato pagato 800 milioni per farfugliare
tre canzoni (secondo me non era in gran forma, oppure non era ispirato), il
fatto poi che si fosse rivolto in modo così poco prostrante al capo della
cerimonia è stato uno spasso, soprattutto quando il giorno dopo ho sentito
il commento furioso della Pivetti che nel biasimare Dylan per il mancato
bacio, lo invitava a cambiare vita; probabilmente la Pivetti faceva
riferimento all' immagine stereotipata di cantante trasgressivo, libertario
e pure drogato! ma adesso che ci penso bene c' è un' altra cosuccia che non
deve essere andata giù all' ex presidente della camera, che nello stesso
anno tornò alla ribalta per un giudizio discriminante gli ebrei come popolo
in quanto colpevoli di teicidio. Comunque il giorno prima Dylan ha tenuto un
lungo concerto a porte chiuse a Bologna che è documentato sul sito Bread
Crumb Sins (sezione "italian affairs") del quale trovi il link sulla pagina
"other sites" di Expectingrain. Te lo segnalo anche perchè è l' unico sito
italiano su Dylan oltre il tuo e afa.dylan.
Ciao, Carlo

Ciao Carlo... mi fa piacere che quella strip di Zimmy ti sia piaciuta anche perchè non l'ho ideata io ma l'amico Arcangelo che mi ha mandato una mail in cui mi suggeriva la gag (io l'ho solo elaborata e disegnata) e che ovviamente ringrazio.
Il tuo aneddoto riguardante la Pivetti (che mi era già antipatica prima figurati ora...) mi ha fatto venire in mente un'altra cosa relativa ad un articolo che all'epoca mi fece imbestialire al punto che avrei volentieri voluto dire quattro paroline all'autrice di tale pezzo relativo alla performance di Dylan davanti al Pontefice. Si trattava di un pezzo, forse addirittura una sorta di editoriale, letto sul Mucchio Selvaggio, rivista musicale che io apprezzavo e compravo talvolta ma che dopo l'articolo suddetto non ho più acquistato nè mai più acquistero finchè resterò in vita... L'autrice del pezzo di cui non ricordo però il nome anche perchè l'ho volutamente rimosso, dimostrando a mio modesto avviso un'assoluta incapacità critica, ebbe il coraggio di scrivere cose del tipo (cito a memoria non avendo sottomano il numero del Mucchio Selvaggio in questione che ho ovviamente bruciato e gettato nell'immondizia subito dopo aver letto quel pezzo) "l'esibizione di Dylan davanti al Papa è stata penosa", "ha rubato mezzo miliardo per tre canzoni pessime", "e poi Dylan è brutto, vecchio, antipatico, perchè non si ritira?" ed altre piacevolezze del genere. Tutto il tenore del pezzo era permeato di un livore ed un odio (a mio modestissimo avviso dettato dall'invidia della frustrata articolista che probabilmente avrebbe voluto lei il mezzo miliardo) verso Dylan che mi fece rimanere assolutamente allibito soprattutto perchè letto su una rivista che ritenevo seria ed obiettiva. Come si fa ad avere una sensibilità così scarsa da usare quei termini nei confronti di un Uomo della statura di Dylan?... Brutto? Vecchio? Antipatico? E queste cose, ammesso che siano vere, cosa c'entrano con la musica, con un'esibizione di un artista?
Allora per pareggiare i conti e visto che abbiamo questo modesto spazio telematico rispondo alla tizia in questione dicendo che l'esibizione di Dylan davanti al Papa è stata STRAORDINARIA (Bob aveva rischiato la morte pochissimo tempo prima, ma questo alla nostra sensibilissima giornalista sembrava non importare, anzi "peccato che non fosse morto"...), toccante, commovente, SUBLIME. Che Bob cantò tre CAPOLAVORI assoluti della musica di ogni tempo come "A hard-rain's a-gonna fall", "Forever young" e "Knockin' on Heaven's door" che la nostra amica giornalista non sarebbe in grado di scrivere nemmeno nel corso di 120 vite. Che effettivamente non avrebbero dovuto dargli mezzo miliardo perchè quell'esibizione non ha prezzo o quanto meno mezzo miliardo è veramente poco per un GENIO ASSOLUTO come Dylan che avrebbe dovuto chiedere un cachet a partire dai dieci miliardi in su. Quanto al "brutto, antipatico e vecchio" aggiungo che naturalmente Bob è "bellissimo, simpaticissimo ed ovviamente forever young" e che spero si sia speso i soldi (giustamente datigli) alla faccia della giornalista in questione alla quale a mio modestissimo avviso non dovrebbe più essere data in mano una penna se non per scrivere la nota della spesa. A tal proposito, visto che non mi ricordo il nome dell'autrice del pezzo e non vorrei che qualcuno pensasse che non la cito per paura, invito chiunque possegga quel numero de "Il Mucchio Selvaggio" a mandarmi tutti i dati relativi (anzi invito Andygi a guardare nelle sue librerie visto che, se non ricordo male, egli possiede tutti i numeri di quel periodico). Ripeto: era un numero di poco successivo al concerto di Bob a Bologna nell'ambito del Congresso Eucaristico del 1997 in cui Dylan si esibì di fronte al Papa insieme con Morandi, Celentano, Petrucciani, Dalla ed altri artisti. Nel caso in cui qualcuno me li mandi riporterò quindi tutti i dati relativi: nome e cognome della "giornalista" numero e data della rivista in questione.
Ciao Carlo e grazie per la tua lettera e per le segnalazioni finali sui siti italiani dedicati al grande Bob.
Michele Murino


174) ESSO NON ERA UN CD

Ciao Michele
Dopo simpatche vicissitudini di vita, uno scontro ideologico con il mio primary slave, e visioni calcistiche di stampo europeo mi accingo a scriverti, dopo un pò di tempo, questa e-mail la cui utilità, al momento, mi sfugge.
Ti vorrei raccontare una esperienza personale che ha del "mistico".
In una afosa mattina di giugno illuminata da un sole invadente mentre mi accincevo ad accendere la terza sigaretta quotidiana, incrociai o meglio m'imbattei o meglio ancora, mi colpì a' reta a' capa (dietro la testa) uno strano oggetto di forma perfettamente circolare, stranamente somigliante a quell'oggetto tecnologico, comunemente definito CD.
Alquanto incuriosito lo raccolsi e mosso da spirito d'iniziativa sottoposi il predetto oggetto all'attenzione di un ingegnere, mio amico (abbiamo fatto la scuola guida insieme), di stanza presso una ditta elettrotecnica di rinomata popolarità nella provincia napoletana.
L'ingegnere, con il tipico sguardo professionale che contraddistingue appunto gli ingegneri, dopo aver esaminato con occhi obliqui l'oggetto traccheggiò la sua sentenza inappellabile.
Esso non era un CD bensì un CD-r.
Al che io chiesi: "Ingegnere si spieghi meglio, mi sfugge la differenza".
Lui rispose: "I cd-r sono supporti sui quali si può registrare una sola volta".
Al che io lo interuppi dicendo "Beh! Come la vita!".
L'ingegnere, come tutti gli ingegneri che hanno lo sguardo professionale, non capì la mia battuta alla Charlie Brown. Rassegnato ed incupito concluse la sua spiegazione tecnica: "La <<r>> sta a
significare <<ROM>> che in inglese vuol dire, appunto, read only memory.
Ma c'è di più! .... Noto sull'angolino una piccola scritta ... mmm .... Thin .....eee wilde ... ahh .... ecco ....thin wild mercury music... che in inglese dovrebbe significare pressapoco "fine sottile musica di mercurio"... Secondo me è un Cd-r audio... Amico!! Vuoi un consiglio? Fila via di fretta da qui prima di cacciarti in qualche guaio e procurati un lettore multimediale".
Gli ingegneri hanno sempre avuto un personale concetto del "guaio".
Comunque, corsi di filato a casa, introdussi il suddetto oggetto nel lettore cd del mio computer e feci partire l'applicazione "lettore multimediale".
E qui cari amici dylaniani finisce la storia "del come sono venuto in possesso del cd "thin wild
mercury music" e parte la storia delle emozioni che ho provato ad ascoltare questo materiale discografico che, udite udite, è del nostro Bob Dylan.
Inizia con una trascinante canzone che definirei "If you gotta go go now" e continua con una versione stupenda di "Visions of Johanna" per poi planare su una "It's all over now Baby Blue" da brividi (solo chitarra e senza il basso).
Poi credo di riconoscere (?) un brano interrotto a metà ed qui che capisco che questo cd contiene
outtakes del periodo della svolta elettrica (gli anni di Dylan che preferisco).
Ragazzi probabilmente a molti tra voi bootlegari questo cd è noto, ma per me che l'ho ascoltato per la prima volta è stato come ascoltare un'altro capolavoro di Dylan.
Bellissimo!!!!. Ma adesso l'utilità di questa e-mail mi è chiara... Dato che io mi sono sempre
astenuto dal procurarmi i bootleg, lo sa il diavolo come ne sono venuto in possesso, perchè ritenevo di fare una scortesia nei confronti del Nostro (lui stesso ha dichiarato che se fosse stato per lui neanche i "Basement tapes" del 1975 avrebbe pubblicato, ma poi i tempi sono cambiati), ti chiedo se può parlarmi un pò di questo cd-r, curiosità, aneddoti, particolari e notizie varie perchè ascoltandolo ho tratto delle impressioni alle quali vorrei trovare conferma.
GRAZIE
ANTONIO
NAPOLI 26/06/2000

Ciao Antonio, ecco i dati relativi a quel boot che ho trovato sulla Rete con tanto di brevi recensioni:

Title: Thin Wild Mercury Music
Year of Release: 15 Jan 65 - 27 Jan 66
T-Number: 350
Label: Spank Records SP 105

Reviews:

Submitter: Tobias Levander

" Of course, any Dylan fan should hear the two alterate versions of "Visions of
Johanna" and the solo version of "She´s Your Lover Now". They are included
on this cd, along with fine alternate versions of "Love Minus Zero" and "Baby
Blue", among others. The sound quality is fine too, so this is one of the first
bootlegs a Dylan fan should get. Fascinating."
Send an Email to Tobias Levander
 

Submitter: Anonymous

" A collection of studio outtakes and alternates from the albums Bringing It All
Back Home, Highway 61 Revisited, and Blonde On Blonde- recorded 1/15/65
thru 1/21/65."
 

Thin Wild Mercury Music:

Track 1.
If You Gotta Go, Go Now
Track 2.
She Belongs To Me
Track 3.
Freeze Out
(1)
Track 4.
From A Buick 6
Track 5.
It's All Over Now, Baby Blue
Track 6.
Medicine Sunday
Track 7.
I Wanna Be Your Lover
Track 8.
Keep It With Mine (Instrumental)
Track 9.
Love Minus Zero/No Limit
Track 10.
Can You Please Crawl Out Your Window?
Track 11.
Number One
Track 12.
Just A Little Glass Of Water (1)
Track 13.
Pilot Eyes
Track 14.
Can You Please Crawl Out Your Window?
Bonus track
Track 15.
Freeze Out
(2) Bonus track
Track 16.
Just A Little Glass Of Water (2)

Bonus track
Track 17.
Miami Convention Message
Radio promo, ' 65
Track 18.
If You Gotta Go, Go Now
Bonus track

E' un boot che io non posseggo anche se quasi tutto il materiale ce l'ho su altri dischi. E' secondo me materiale molto interessante ed in particolare le prime tre tracce.
Michele


175) Ed ora un personale ringraziamento ad Anna che mi ha spedito una bellissima cartolina dalle Isole Tremiti (con lo Scoglio dell'Elefante dell'isola di San Domino) dove è stata in vacanza qualche settimana fa.
Anna mi ringrazia "per tutto quello che fai per noi dylaniati" ed io invece ringrazio lei e gli altri amici perchè mi date materiale da poter mettere su Maggie's Farm che altrimenti sarebbe uno dei soliti siti "morti", belli fin che si vuole ma per così dire "senza audio".



 

176) Allora professore,
Leonard Cohen ha vissuto fino al giugno del '99 in un monastero buddista in
California, ma adesso è di nuovo tra noi peccatori... che sia una sorta di
passaggio obbligatorio il "periodo religioso" per certa gente?
Il bootleg che contiene la versione di "My blue eyed Jane" cantata con
Hemmylou Harris è "Lost track searcher" che ha come titolo alternativo "Hard
to find volume 5".
Giorni fa ho chiesto sul newsgroup se i bootleg della serie "bobdylan.com" e
"from the vaults" avevano come fonte i files scaricabili dal sito ufficiale
oppure i master delle registrazioni live, e mi hanno confermato la prima
ipotesi, quindi chiunque può scaricarsi 65 canzoni live e costruirsi da solo
i bootleg; siccome da quando ho spiegato come fare, le cose sono state
semplificate ulteriormente da un sito che riporta i links a tutte le
performances comparse, riporto il sito per chi fosse interessato:
http://www.freezeout.8m.com/
Sul sito è anche spiegato come reperire il programma streambox-vcr che serve
allo scopo.
Carlo

Ciao Carlo, non dubitavo che avresti saputo rispondere ai quesiti che ti avevo posto sulle pagine della posta di Maggie's farm qualche giorno fa. Grazie per tutti i dati che hai dato.
Ciao, Napoleon in rags



 

177) Ed ora leggete assolutamente questa lettera di Stefano che riporta uno STUPENDO articolo di Fernanda Pivano (LEI sì, una vera giornalista) che mi ha fatto venire le lacrime agli occhi.

Tempo fa avevo scritto qualche cosa riguardo ai due
concerti di Bob Dylan che avevo visto, uno bellissimo il 5-7-98 a
Roma e il giorno successivo poco brillante a mio avviso quello di Lucca.
Come mia abitudine e credo di tutti i Dylaniani e'
quello di comprare i giornali e leggere gli articoli
del dopo concerto e di tenerli come memoria di un
evento in cui eri presente.
L'articolo che segue e' stato scritto da Fernanda Pivano dopo
aver visto il concerto di Roma, un articolo secondo me
molto vivo e per questo bellissimo e per certi aspetti
emotivo.
Tra l'altro durante l'attesa del concerto sulla
scalinata vedemmo io e un mio amico Dylaniano passare
e raggiungere il backstage proprio lei, Fernanda Pivano
accolta da una valanga di applausi.
Stefano Catena

Al concerto di un ragazzo di 58 anni, in pace con se
stesso

GUANCIA A GUANCIA CON DYLAN
di Fernanda Pivano.

Vestito di bianco come un principe delle favole, senza
traccia di alcol ne' di droga, con la
voce limpida di un tempo, cinque canzoni dell'ultimo
disco, il quarantunesimo, un nuovo
rispetto per la sua musica: cosi si e' presentato Bob
Dylan ai 7000 giovani adoranti sulla scalinata
dell'Eur per il Live Festival.
Sara' per la visita al Papa, ma sembra uscito dallo
stereotipo che gli piaceva tanto di poeta scomodo, di
ragazzo "contro", di cantante irsuto, ruvido, scostante:
ora si e' mostrato sorridente, di buon umore, come
nell'ultimo concerto, quando ha cantato "Quando
dipingo il mio Capolavoro", una canzone che il critico
Gino Castaldo ha riconosciuto come un modo di fare una
dedica a Roma, con le citazioni di Piazza di
Spagna e del Colosseo.
Il concerto mi ha permesso di ascoltarlo seduta sul
palcoscenico, alle sue spalle, abbastanza da vederlo
fare i suoi famosi tre passi indietro quando non e'
direttamente coinvolto nella canzone e invece di
eseguire i suoi fantastici assolo di chitarre. Ormai
tutti le sanno le canzoni che ha cantato, ma non erano
preparati a vedere il suo viso sorridente come quello
di un ragazzo o di un uomo di 58 anni ma forse in pace
con se stesso.
Prima del concerto lo avevo incontrato al fondo del
palco,dove avevano allestito i camerini e qualche
banco di ristoro. Il suo camerino, forse scelto da
lui, era in fondo a un lungo corridoio, fuori dalla
portata di visitatori e curiosi, se qualcuno fosse
riuscito a passare.
Lo avevo visto uscire dalla stanza che pareva di un
musicista qualunque e lo avevo visto avvicinarsi con
quel suo passo da cowboy, ma tutto aspettandomi tranne
che si avvicinasse a me.
Invece me lo sono visto lì , muto ma con uno sguardo
pieno di amore, e mi ha abbracciato come mi
aveva abbracciato Hemingway a Cortina: chissa' come
aveva fatto a riconoscermi dopo 30 e piu' anni.
Con la guancia appoggiata alla sua gli ho detto
piangendo per l'emozione : "Non sei cambiato, sei
preciso a quella sera a Berkeley, nel 1965" , "No -
mi ha detto - Non e' possibile".
Ma anche i suoi occhi , quegli occhi che vedevano
tutto, erano bagnati di lacrime.
Oh Bob, con quell'abbraccio, con quelle lacrime mi hai
dato il mio inaspettato premio Nobel, hai dato un
senso ai miei 60 anni di lavoro , hai dato ragione
ai giovani che mi hanno ascoltato.
Quei tuoi occhi mi accompagneranno fino alla fine,
mentre ascoltero' le tue canzoni sempre gremite
di tutte le tragedie del mondo, ma ora aperte a
qualche speranza, la speranza in una realta'
improvvisamente pietosa.
I tuoi occhi mi hanno accompagnato mentre a Campo dei
Fiori ho raccontato qualcosa di Chet
Baker , di cui Marco Cassini aveva appena pubblicato
coraggiosamente le memorie, premiate dall'ingresso
nelle classifiche dei giornali e nelle classifiche del
cuore di chi lo ricorda
grande artista sfortunato, ucciso dal veleno senza
pieta' del nostro tempo.
Tu certamente lo amavi , quell'artista capace di
raggiungere gli immensi spazi profumati dell'eternita'
col suono magico della sua tromba.
Sull'angolo del Palcoscenico, mentre ti ascoltavo
incantata , tremante di emozioni e di ricordi
pensavo che con la tua musica , con i tuoi versi di
grande poeta , il piu' grande poeta d'America
di questo mezzo secolo, avevi cambiato la faccia del
mondo.
I giovani lo sanno. E noi sappiamo che il futuro e'
nelle loro mani.

FERNANDA PIVANO

(c) copyright Fernanda Pivano


178) Ciao a tutti.

Che ne pensate del bootleg "7 Years od Bad Luck" ?

Giuseppe.

Ciao Giuseppe, io purtroppo non posseggo quel bootleg e non sono in grado di dare un giudizio. Invito gli altri amici in linea che lo posseggono a dire la loro.
Di seguito ne riporto comunque i dati trovati sulla Rete con le solite recensioni:

Title: 7 Years of Bad Luck
Year of Release: Nov 62 - May 70
T-Number: 311
Label: Spank Records SP 102
 

Reviews:

Submitter: Anonymous

"CD incorrectly dates tracks 14 thru 18 as having been recorded in 1969.
You've only to refer to Clinton Heylin's " Bob Dylan- The Recording Sessions,
1960-1994" to confirm that the year was 1970 between the Self-Portrait and New
Morning sessions, May 1."
 

7 Years of Bad Luck:

Track 1.
Hero Blues
Freewheelin' outtake
Track 2.
Whatcha Gonna Do
Freewheelin' outtake
Track 3.
Oxford Town
Freewheelin' unedited master
Track 4.
I Shall Be Free #10
Freewheelin' alternate
Track 5.
I Shall Be Free #10
Freewheelin' unedited master
Track 6.
I Shall Be Free #10
Freewheelin' alternate
Track 7.
I Shall Be Free #10
2 takes-Freewheelin' alternates
Track 8.
Hero Blues
Freewheelin' outtake
Track 9.
You've Been Hiding Too Long
Live at Town Hall, ' 63
Track 10.
You Don't Have To Do That
Bringing It All Back Home
outtake
Track 11.
Vincent Van Gogh
Denver hotel, ' 66
Track 12.
Vincent Van Gogh
Denver hotel, ' 66
Track 13.
Just Like A Woman
Denver hotel, ' 66
Track 14.
Gates Of Eden
Studio outtake, May ' 70
Track 15.
I Threw It All Away
Studio outtake, May ' 70
Track 16.
I Don't Believe You
Studio outtake, May ' 70
Track 17.
Telephone Wire
Studio outtake, May ' 70
Track 18.
Honey, Just Allow Me One
More Chance
Studio outtake, May ' 70


179) Caro professore,
mi chiedo se qualcuno abbia avuto la mia stessa emozione mercoledì sera...
mi spiego meglio: guardavo Alcatraz (il programma di rai2) ed a un certo
punto Jack ha lanciato Tracy Chapman in un' esecuzione dal vivo di "Talkin'
bout a revolution", da sola con la sua chitarra, in un primo piano molto
stretto, e mi è sembrato di rivedere uno dei vecchissimi filmati di Dylan in
bianco e nero in cui canta "The times they are a-changin" o "Only a pawn in
their game" da solo, col microfono un po' spostato e che come disse
qualcuno, "stava spalancando le porte della percezione di una generazione
intera". Io credo che il primo album di Tracy Chapman sia un capolavoro,
forse la cosa più bella che io conosca degli anni '80, forse la più vicina a
Dylan.
Recentemente ho appreso dal newsgroup che Dylan ha cantato per l' ultima
volta da solo nel 1992 (nello stesso anno aveva cantato da solo anche al suo
30simo anniversario di carriera).
Carlo

Ciao Carlo, non ho visto il programma che citi anche se non stento a credere a quanto dici visto che Tracy Chapman è veramente grande e quanto di più vicino a Dylan si sia visto in tempi recenti. Mi ricordo ancora l'emozione che provai quando Tracy cantò "The times they are a-changin'" alla Bobfest del Madison Square Garden del 1992. E pensare che me la sono persa quando venne ad Aosta nel 92 pochi giorni dopo il concerto di Bob, sigh...



 

Chiunque voglia replicare alle discussioni può inviare una e mail al seguente indirizzo: spettral@tin.it
 
 

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