parte 219
Lunedì 28 Giugno 2004



2668) Sal mi invia:

Una chicca sul 78... in tema con quanto riporta UNCUT questo mese.
C'è anche la copertina di Tenco canta Dylan








2669) >Il concerto di Dylan si terrà nell'ex galoppatoio di Villa Erba (altri concerti, come ad esempio quelli >di Baglioni e Giorgia, si terranno invece nel Parco di Villa Erba)

RETTIFICA !!!!

spero che sia giusta la mia

Appena letto la notiziola sopra citata mi sono chiesto e perche' Baglioni e Giorgia nel Parco di Villa Erba e BOB DYLAN no??? :-(((

Cosi ho telefonato a ticket one e mi hanno detto che Dylan fara' il concerto a Villa Erba, assolutamente non mi hanno menzionato ex-galoppatoio, anzi al Parco.

Se qualcuno sa qualche cosa in piu' e buona cosa

Stefano

che aggiungeva poi:

E' confermato il concerto di Dylan si tiene a Villa Erba all'interno del parco , dove a un centinaio di metri, c'e' l'ngresso per accedere all'ex galoppatoio . La motivazione e' che rispetto a dove si esibiscono Giorgia e Baglioni questi ultimi hanno una minor capienza rispetto al galoppatoio (da questo si evince che Dylan dovrebbe avere piu' spettatori)
Stefano.

Ciao Stefano,
io avevo controllato sul sito ufficiale di Villa Erba e davano il concerto all'ex galoppatoio. Comunque se ti sei informato direttamente evidentemente era sbagliata l'informazione sul sito.
Ciao e grazie
Michele "Napoleon in rags"


2670) Ciao Michele.
Certo che ti autorizzo a dare il mio cell. Ma pensavo che tutti lo avessero gelosamente conservato, dall'anno scorso.... :-)
A presto
Anna "Duck"

Allora ricordatevi che se volete contattare noi di MF ai concerti potete telefonare al 3332417057 (che è il mio cellulare). Oppure al 3387201018 (che è il cellulare di Sal), oppure al 3489040938, che è appunto il numero di Anna.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


Un po' di mail sul delirante articolo di Sofri di qualche giorno fa:

2671) Ho appena finito di leggere, col sorriso sulle labbra, l'articolo di Luca Sofri sulla presunta pallosità di Bob Dylan. Tra le tante fesserie che ha scritto, questo "polemista" ha ribadito più volte una cosa: è un cretino, un caso patologico perdipiù. Voglio sperare che la sua professione di polemista (ma che razza di lavoro sarà mai il polemista! se ne vada in fabbrica o nei campi...) lo abbia spinto a scrivere un articolo chiaramente provocatorio a proposito di qualcosa che per sua stessa ammissione conosce molto poco, altrimenti posso tranquillamente affermare che la sua situazione clinica è davvero seria. Potrei suggerirgli di consultare, per un parere musicale se non medico, proprio quei Peter Gabriel e specialmente quel Mark Knopfler che lui considera pionieri di un nuovo suono, chiedendo il loro parere sulla pallosità di quello che non è un'icona o un mito (bleah, che termini spregevoli), quanto semmai l'artista più vitale e prolifico dei nostri tempi.
Ciao a tutti, ci si vede a Padova per un'altro sorso di storia.

Cristiano

Cristiano


2672) Proprio così caro Michele,

Luca Sofri chi? Aveva l'alito cattivo, il ragazzo, e ha dato fiato su Bob cercando di rendere l'aria poco respirabile. Il ragazzo non c'è riuscito!
Amen!!

Dal che si evince che la "tuttologia" è un vizio di famiglia!

È un altro giornalista (sic) da mettere nel famoso elenco di quelli che capiscono tutto su Bob Dylan, che a sua volta direbbe "Po' Boy"

Statemi bene e gustatevi i due concerti, io, causa vacanza programmata con tanto anticipo, non ci sarò!

"Papa" Mario


2673) Sal rispiega Dylan per chi non lo avesse capito

Prima di immergermi nel mio sermone-accusa contro tale Luca Sofri (autore dell'articolo su Musica), voglio precisare una cosa: "I gusti sono gusti e vanno rispettati". Parlare di Bob Dylan è cosa difficilissima, scriverne è una cosa quasi da eletti. E ve lo dice uno che si è sbattuto parecchio per scrivere su Bob Dylan. Se qualcuno ricorda, una delle prime volta che scrissi su questo sito, vedevo Bob Dylan e i suoi fan come una casta di eletti, di persone che conoscevano qualcosa in più di me, quel qualcosa era l'arte di Bob Dylan. Ricordo che lessi per mesi con avidità ogni pagina del sito, desideroso di conoscere sempre di più, di scopire di sapere. Usavo una metafora che tutt'ora mi trovo ad usare spesso e cioè, studiare e capire Dylan, è come guardare attraverso un buco della serratura. Tutto quello che riesci a vedere è meraviglioso, tutto quello che riesci ad immaginare, è assolutamente da sogno. Venne poi il momento in cui ho avuto una visione più completa della sua vita, della sua arte, dei suoi pensieri (almeno quelli che ci trasmette), bene da allora ho capito che non esisteva nulla di meglio. Quello che ho provato ascoltando Ballad Of Thin Man, o It's All Right Ma, è qualcosa che non posso descrivere ma da quel momento ho visto il mondo con un occhio diverso. L'amore per Dylan non è stato proprio un colpo di fulmine, ma anzi è come quando conosci una persona, alla prima ti sta sulle palle perchè è spocchiosa, antipatica, impenetrabile, poi basta una scintilla e diventa il tuo migliore amico. Prima di amarlo Dylan forse un po' l'ho odiato, l'ho odiato per le nenie (e che nenie) di The Times They Are A-Changin', un disco che alla prima avevo catalogato come acquisto errato ma imprescindibile. Dopo due anni, cioè dopo che avevo sentito tutto di Bob Dylan, ho ripreso in mano quel disco, ed ecco che ho scoperto canzoni come The Lonesome Death of Hattie Carroll o Restless Farewell, o North Country Blues. Insomma Dylan non è
un Peter Gabriel, che ti stupisce con gli effetti speciali, ne un Knopfler che ti ipnotizza con la sua Stratocaster, ma nemmeno gli Smith con le loro melodie pop. Dylan è invece il cantautore delle sfumature, in un disco ne percepisci minimo 1000, ma solo se lo ascolti con concentrazione. Non è pensabile sentire Oh Mercy mentre pulisci la cucina o mentre giochi alla playstation, per quelle occasioni va bene anche Dragostea. Se si vuole conosce Dylan in modo completo bisogna addentrarsi in un mondo, quel mondo che è stato descritto magistralmente nella Repubblica Invisibile o nel libro di Carrera. Dylan non è il cantautore del disimpegno ma nemmeno quello della lotta, non è Vasco Rossi che fa lo stesso disco da dieci anni ormai. Cerchiamo di ragionare, amici, non è possibile catalogarlo in modo assoluto ma
sopratutto non è possibile metterlo a confronto, anche dal punto di vista musicale (Hei tu Sofri ma hai mai sentito Highwater??) perchè Dylan non è di questo mondo, ma di mille mondi paralleli, coincidenti,
sovrapposti, multiformi, multi-etnici. Dylan è quello di Masked & Anoymous, lì c'è tutto e forse anche di più, per tutto il film respiri l'aria delle canzoni di Bob, respiri la sua arte, la sua teatralità.
Sono cose che non vengono dal nulla, ma presuppongono un background particolarissimo di conoscenze. Certo è possibile che uno si innamori della musica di Bob alla prima occasione, ma è raro molto raro che
diventi un fan. Il fan di Dylan è molto più di un fan, perchè sa tutto di tutto, cioè immaginate solo i riferimenti letterari, ovvio che ognuno di noi, chi più chi meno sa trovarne le coordinate. Ragazzi questa è
cultura. Non parliamo dei riferimenti musicali, delle cover, delle influenze cinematografiche. Ragazzi, ripeto questa è cultura, ed è arrivata nelle nostre mani grazie a Bob Dylan. Non voglio toccare il messaggio perchè sarebbe lunghissimo ma basta dire che le sue canzoni sono apprezzate a tutti i livelli culturarli, e questo penso sia assolutamente sintomatico. Dylan trasmette, basta che ci sia qualcuno pronto a ricevere il suo messaggio. A lui non gli importa nulla se Sofri ha scritto un articolo facilone, tanto per riempire col botto uno spazio prestigioso come quello di Musica. Questo giornalismo talebano non porta
a nulla. Ovvio che in ogni disco di Bob Dylan ci siano brani mediocri, anzi sono il primo a dirlo ci sono certi dischi che meritano di essere cestinati, ma solo in relazione alle altre cose che ha fatto nella sua
vita. Non cambierei mai comunque una Under Your Spell, o una Night After Night con nessun'altra canzone. Sono cose preziose anche i riempitivi.
E' anche ovvio che la musica di Bob Dylan non sia il massimo dell'immediatezza, ma si potrebbe dire lo stesso anche di quella di Peter Gabriel, perchè è ovvio se per una vita ascolti i Genesis, non ascolterai mai Dylan ma Gabriel, viceversa se ascolti per una vita Dylan prima o poi ascolterai tutti i suoi "seguaci", e capirai quanto ha influenzato la musica mondiale. Prendiamo Everybody's Talkin', è una perla assoluta della discografia mondiale, sembra Dylan che canta, e invece non è lui, ma un suo fedele seguace Fred Neil. Bene andiamo a Ohio di CSN&Y, questa grande canzone di protesta, non sarebbe mai esistita se non ci fosse stato Dylan. E invece Peter Gabriel, Mark Knopfler, Morrissey, chi hanno influenzato?? Nessuno anzi, Gabriel, ha pescato e pesca sempre nel baratro senza fine del prog, Knopfler è un fortunato clone di un certo JJ Cale dal punto di vista chitarristi e di Dylan sul piano vocale, Morrissey è un clone di McCartney. Insomma gente, la musica non si inventa e non si distrugge, ma si cesella, si lavora, Bob fa eccezione perchè ha creato uno stile, un genere, anzi molti generi. Se pensate, i dischi dei Dire Straits (io li adoro), sono tutti uguali eccetto il primo, il migliore, hanno tutti la stessa struttura, prendete Dylan, non esiste un disco simile all'altro, eccetto forse i due acustici degl'anni 90, ma anche lì ci sarebbe da discutere
per ore. Non capisco dunque come si possa dire che ha sei come quoziente di capacità compositiva. Non mi voglio addentrare in quello che compone e reinventa sul palco, oggi chi lo fa?? Nessuno, nemmeno Neil Young. Young ha un modello fisso di arrangiamenti che si porta dietro dal sessantanove. E di volta in volta li ha adatatti ai suoi stili e ai suoi gusti del momento. Dylan no! Dylan ogni sera scolpisce, inventa, crea.
Signori, purtroppo l'arte logora chi non la ha. Parafrasando una frase di colui che è conosciuto con il soprannome del gobbo. Via, Sofri, vada a sentirsi un bel disco di Gabriel e lasci perdere Dylan perchè lui è di un altro mondo. Lei purtroppo è di questo come mille altre persone che credono che Dylan abbia le treccine, o che canti No Woman No Cry.


2674) Caro Michele
vorrei fare alcune brevissime considerazioni intorno all'articolo di Luca Sofri apparso di recente su "Musica", e riportato giusto qualche giorno fa in prima pagina.
Punto primo. Non credo che Luca Sofri sia un cretino (o che sia più cretino degli altri) per il solo fatto che non gli piace Bob Dylan. E che a Sofri Dylan non piaccia lo dimostrano in maniera inequivocabile, da un lato le sue parole di insofferenza, dall'altro una manifesta prevenzione nei suoi confronti (dire che contengano canzoni mediocri dischi come Blonde On Blonde, Highway 61 Revisited, Bringing It All Back Home, Oh Mercy e Time Out Of Mind... onestamente è "dura" per chiunque...).
Punto secondo. Credo invece che Sofri abbia una visione (e forse anche una conoscenza) un po' limitata del ROCK degli ultimi 40 anni. Gli artisti da lui citati (il geniale Peter Gabriel, gli Smiths e i Dire Straits) e giustapposti (con un accostamento - a mio avviso - fuorviante) a Bob Dylan, rivelano infatti (o almeno così sembra...) un attaccamento da parte dello stesso Sofri soprattutto alla musica degli '80. Ma il ROCK - come ben sanno i più avveduti - è cosa molto più vecchia...e che Bob Dylan sia stato (in ambito rock) uno dei protagonisti indiscussi degli ultimi 40 anni (oltre che un artista "rivoluzionario" e influente come solo pochi altri...penso ai Beatles, ai Rolling Stones, a Jimi Hendrix e ai Velvet Underground...), non lo diciamo noi di MF, ma lo dice la gran parte di coloro che hanno fatto musica negli ultimi 40 anni, lo dicono soprattutto (e direi inequivocabilmente) le migliaia di covers dylaniane sino ad oggi pervenute (ci sarà pur un motivo se centinaia e centinaia di artisti hanno deciso di reinterpretare Bob Dylan, o no?), e lo direbbe naturalmente qualsiasi critico musicale che abbia non dico un minimo di obiettività, ma un briciolo di professionalità e di onestà intellettuale.
In conclusione dunque (e parafrasando quanto mai opportunamente il titolo della rubrica...), credo che più che "il coraggio di dirlo"... certe volte (cioè quando non si ha niente di importante da dire) bisognerebbe avere il coraggio di tacere. Un abrazo a todos...

Stefano "Red Lynx"

Grazie a tutti per gli interventi. Secondo me Sofri non sa quasi nulla di Dylan e per questo ha scritto le castronerie che ha scritto, sbagliando addirittura i titoli delle canzoni e dimostrando la sua ignoranza citando una cover come una delle migliori canzoni di Dylan. Insomma quell'articolo secondo me è l'apoteosi del pressapochismo e dell'ignoranza in materia oltre che un tentativo di farsi pubblicità a spese di un grosso nome affermando provocatoriamente una serie di scemenze veramente insopportabili. E va bene che dice di essere cretino ma non basta. Anche alla cretineria dovrebbe esserci un limite, a mio avviso.
Michele "Napoleon in rags"


Ed ora un po' di mail sul dottorato di Dylan (prossimamente le foto):

2675) Ciao Michele,
forse le foto le hai già viste... altrimenti vai qui:
http://news.bbc.co.uk/1/hi/in_depth/photo_gallery/3834273.stm

divertentissime !!
Bacione
Anna


2676) ciao sono piero di ciampino
sul messagero di oggi (26 06 04) c'e' un articolo piccolissimo su bob.
ti leggo il trafiletto:
Bob dylan laureato annoiato.
bob dylan e stato insignito della laurea ad onorem in musica da un atica
universita scozesse.
noia e nessuna emozione per il cantante.
(nella foto sopra le righe c'e' un dylan che sbadiglia).
un saluto piero.


2677) stefano saw this story on BBC News Online and thought you should see it.

http://news.bbc.co.uk/1/hi/in_depth/photo_gallery/3834273.stm

Singer-songwriter Bob Dylan receives an honorary degree from Scotland's oldest university.
http://news.bbc.co.uk/go/em/fr/-/1/hi/in_depth/photo_gallery/3834273.stm


2678) Ti giro questa info, che mi inorgoglisce particolarmente x i motivi che tu già sai ;=)

A presto,
Ale Bee

http://194.6.181.128/sit/Swissinfo.html?siteSect=143&sid=5010947

17 giugno 2004 18.23

Musica: Bob Dylan, laurea ad honorem da università scozzese

LONDRA - La prestigiosa università scozzese di St. Andrews darà alla leggenda del folk-rock americano Bob Dylan una dottorato in musica ad honorem. L'università ha dichiarato che il cantante riceverà il riconoscimento durante le cerimonie di laurea che si terranno mercoledì prossimo.

Il musicista 63/enne, autore di classici come 'Like a Rolling Stone' e 'Mr Tambourine Man' andrà di persona a ricevere il dottorato ed aveva finora accettato una sola laurea ad honorem, nel 1970 dall'università di Princeton. Dylan, che è ora impegnato in un tour, terrà due concerti a Glasgow alla fine della settimana prossima.

Brian Lang, il rettore dell'università, ha dichiarato di essere onorato di concedere il dottorato ad un artista le cui celebri canzoni degli anni Sessanta e Settanta riescono ad essere ancora di rilievo al giorno d'oggi. «I suoi brani, e soprattutto i suoi testi, sono ancora parte della nostra coscienza».

171818 jun 04
 

SDA-ATS


2679) Paolo Vites invia

http://calvin.st-andrews.ac.uk/external_relations/fp_news_article.cfm?reference=662
 

Bob Dylan made a Doctor of Music 24 Jun 2004
 

Caption: Legendary folk-rock singer, Bob Dylan, with Chancellor Sir Keneth Dover after being awarded his honorary degree (MusD) yesterday (Wednesday 23rd June 2004).

The following laureation was given by Professor Neil Corcoran of the School of English.

Chancellor, it’s my privilege to present Bob Dylan for the Degree of Doctor of Music, honoris causa.

In one of his first concerts in New York in the 1960s Bob Dylan said that he’d recently been asked to contribute to a book about Woody Guthrie, the great folksinger, songwriter and political activist. He’d been asked to say ‘What does Woody Guthrie mean to you in 25 words?’, and, Bob Dylan said, ‘I couldn’t do it’. So instead he read ‘Last Thoughts on Woody Guthrie’, a tender poem about Guthrie and the spirit of American idealism.

I feel similarly incapable when I’m asked to say what Bob Dylan means to me in a few minutes. In fact, what I’m here to say isn’t really what he means to me, but what he means to the University of St Andrews that we should have offered him the honour of a doctoral degree. It goes without saying that his acceptance of our invitation deeply honours us, and I really can’t say what a great privilege and pleasure his presence here is today.

Bob Dylan was born Robert Allen Zimmerman in Duluth, Minnesota in 1941 and grew up in Hibbing, on the Canadian border. He briefly attended the University of Minnesota, and then made what’s become an almost mythical trip to New York to visit the dying Woody Guthrie, and to begin the career which he continues still - writing, singing, recording and performing his songs. Performing is what he'll be doing once more tonight; and not the least of Bob Dylan's claims on our attention is his mercurial, devoted and exceptional commitment to the constant renewal of his work that performance involves. It's as true now as it ever was that 'no one sings Dylan like Dylan'.

Bob Dylan’s life as writer and singer has the aspect of vocation, of calling, and his is an art of the most venturesome risk and the most patient endurance. He’s spent a lifetime applying himself to such long-sanctioned forms of art as folk, blues, country, and rock music. And, partly by transfusing them with various kinds of poetic art, he's reinvented them so radically that he's moved everything on to a place it had never expected to go and left the deepest imprint on human consciousness. Many members of my generation can't separate a sense of our own identity from his music and lyrics. He’s been for us an extension of consciousness - a way of growing up, and a way of growing more alive. And his work acts like that for succeeding generations too -witness the eager younger people who attend his concerts, which still sell out as soon as they're advertised. Bob Dylan possesses, in several senses of the phrase, staying power. He keeps on keeping on.

His magnificent songs will last as long as song itself does. There are the early songs of political engagement, songs like ‘The Lonesome Death of Hattie Carroll’, songs inseparable from the history of the American Civil Rights movement. There are the revolutionary songs of the mid-1960s, songs that seem to well up out of nowhere, an electric nowhere of American turbulence, songs like ‘Subterranean Homesick Blues’ and ‘Mr Tambourine Man’, ‘Desolation Row’ and ‘Like A Rolling Stone’ -songs that made their time as much as it made them. And then there are, always, the lovesongs -songs of longing and desire, of hope and hopelessness, songs like ‘Boots of Spanish Leather’ and ‘Lay, Lady, Lay’, ‘Tangled up in Blue’ and ‘Lovesick' -songs that make Bob Dylan one of the great writers of the drama of human relationship.

And there are so many other songs and other kinds of song: devotional songs like ‘Precious Angel’ and ‘I Believe in You’, and poignant songs of older age such as ‘Not Dark Yet’, songs of resilience, songs of what it means to have come through. Truly, there is God's plenty in Bob Dylan’s work; and something Franz Kafka said about Charles Dickens seems to apply to him too -‘his vast, instinctive prodigality': a kind of volatile superplus of creative energy and momentum. Bob Dylan’s work has been one of the places where the English language has extended itself in our time.

‘What are your songs about?’ Bob Dylan was once asked. ‘Oh,’ he said, ‘some of them are about three minutes, some of them are about five minutes, and some of them, believe it or not, are about eleven minutes’. And songs are about time, about passing the time and filling the time, and doing these things well. Bob Dylan has passed our time very well.

Our graduand has been given numerous awards, including France's highest cultural accolade, when he was made a Commander of the Order of Arts and Letters in 1990, and a Hollywood Oscar for his song ‘Things Have Changed’ in 2001. But he’s accepted only one honorary degree - from Princeton in 1970. It seems appropriate that his second such degree should come from Scotland’s oldest university, since Scottish border ballads and folksongs have been the inspiration for some of his melodies, and his great song 'Highlands' is an elaborate riff, or descant, on Robert Burns.

Chancellor, in recognition of his incomparable contribution to musical and literary culture, I invite you to confer on Bob Dylan the Degree of Doctor of Music, honoris causa.

ENDS 


2680) Dylan receives honorary degree
 

Bob Dylan was made a Doctor of Music
American folk-rock singer Bob Dylan has been awarded an honorary degree by Scotland's oldest university.
The University of St Andrews made Bob Dylan a Doctor of Music at this year's summer graduation ceremony on Wednesday.

Dylan has only ever accepted one other honorary degree - from Princeton University in 1970.

A garden party which was planned for after the event had to be held in doors because of the bad weather.

University principal, Dr Brian Lang, described Dylan as an "iconic figure for the 20th Century".

Mr Lang added: "His songs, and in particular his lyrics, are still part of our consciousness.

"We are very pleased to take this opportunity of honouring such a major artist."
 

The St Salvator's Chapel Choir performed its version of the Dylan classic, Blowin' in the Wind, before he stepped up to receive his degree.

The singer-songwriter knelt on the stage before the university's chancellor, Sir Kenneth Dover, who performed the ceremony in Latin.

Dylan was tapped on the head with the university's graduation cap, a late 17th Century doctor's birretum, which is thought to have been in use for the last 300 years.
 

Bob Dylan has only accepted one other honorary degree
He turned and bowed after receiving his degree, to cheers and applause from the audience.

Professor Neil Corcoran of the university's school of English said he was "deeply honoured" that Dylan had accepted the university's invitation.

"For many of us Bob Dylan has been an extension of our consciousness and part of our growing up," he said.

After the ceremony 23-year-old Jennifer Laurens, a graduate in social anthropology, said: "This is a very special day for St Andrews.

"Considering that this is Bob Dylan's second degree and that he had agreed to travel to Scotland, it makes it an achievement for us all."

Some Dylan fans were able to secure tickets for the event, while others waited outside in the rain in the hope of catching a glimpse of the star.

Glasgow dates

However, he left through a side door after the ceremony.

Best known for classic hits such as Like a Rolling Stone and Mr Tambourine Man, the singer-songwriter is credited as being one of the most influential artists of the 20th century.

Fusing rock, country, folk and blues, Dylan's unique sound and political lyrical content made him a poetic spokesman for the 1960s generation.

He remains as much an influence amongst current rock musicians as he was to the Beatles and the Stones in the sixties.

The singer is currently on tour in Europe and, after receiving his honorary degree, will play the first of two nights in Glasgow.


2681) Ciao a tutti . Siete davvero Grandi questo sito e' sempre una fornace di grandi notizie. Vengo al dunque sono RINO 55 ( dove rino sta per Severino e 55 il mio anno di nascita;pertanto non sono piu' di primo pelo in fatto di conoscenza DYLAN . desideravo porre una semplice domanda senza rubare troppo spazio al sito per la risposta: l'autobiografia chiamata CHRONICLE che 2 anni orsono avete dato notizia e che non ho piu' saputo niente come sta' procedendo? Si parlava di 5 volumi di cui il primo era in uscita nel 2003/2004 e' vero? Non vorrei mi fosse sfuggito qualche numero di TALKIN' BOB DYLAN BLUES. Ringrazio tutto lo staff di M.F. Un'abbraccio a tutti e grazie ciao severino
Brandizzo - TO

Ciao Severino
in effetti avevamo poi comunicato che - a quanto sembra - la bio di Bob è rimandata a data da definirsi perchè Dylan sembra essere stato colto da dubbi sull'efficacia e sul valore di quanto scritto finora e voglia revisionare il tutto. Naturalmente segui sempre MF dove daremo notizia di eventuali annunci di pubblicazione.
Ciao e grazie per i complimenti.
Michele "Napoleon in rags"


2682) Ciao Michele,se non sbaglio hai rimosso il link al video dell' Apollo. Da qui è ancora scaricabile:
http://melluh.student.utwente.nl/~dylan/
Carlo

Grazie Carlo
correte a scaricarvelo.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2683) ciao a tutti, pavo da monfalcone ( gorizia ) pavo65@interfree.it
ho in tasca il biglietto per il concerto di padova , vorrei sapere se da queste parti vive qualche dylaniano interessato a dividere viaggio, spese ,etc.....
un saluto a michele , al quale rinnovo i miei complimenti per il prezioso sito che ha realizzato.... ehi comunque vada ci si vede a padova

Ciao Pavo
grazie per i complimenti. Spero qualcuno ti contatti.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2684) Ciao Michele!
Dopo la breve (ma intensa) parentesi madridista, e in attesa di rifarmi vivo (non appena possibile) con nuovi interventi sulle pagine della Talkin' (in questo periodo sono alle prese con il mio ultimo esame universitario, e ho veramente i minuti contati...), approfitto del riacceso (e in verità mai sopito) dibattito Dylan-Baez (propiziato dalla recente intervista sul Corriere della Sera alla stessa Baez da parte di Alessandra Farkas), per inviarti un vecchio articolo apparso qualche anno fa sulla rubrica "Zattera" di Musica. E' un articolo scritto da Enrico Sisti nel gennaio del '97, esattamente alla vigilia del 56esimo compleanno della folksinger americana.
E' un pezzo che mi aveva colpito già a suo tempo (cioè quando uscì), e che stavo rileggendo proprio in questi giorni in occasione della "riapertura" del dibattito. In attesa di dirti che ne penso io (non tanto sull'articolo di Sisti, quanto più in generale sul rapporto Dylan-Baez...), dimmi un po' che ne pensi tu... sull'articolo in questione intendo! A presto...

Stefano "Red Lynx"

PS: Nada, amigos! Neppure stavolta (purtroppo) riusciremo a vederci per le date italiane di Bob. Ho l'appello del mio esame ai primi di luglio, e quindi non potrò muovermi da qui. Ma naturalmente seguirò tutto il Dylan's Italian Tour "minuto per minuto" dalle pagine di MF... e leggerò (come sempre) con estremo piacere tutti i resoconti degli inviati speciali della Farm! Bye for now...

Ciao Stefano
grazie per l'articolo. Nella prossima Talkin' faccio il mio commento ed il punto sulla situazione (diciamo così...).
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

9 gennaio 1941: Joan Baez, 56 anni di folk pasionario
 
Tra tanti personaggi, venuti su bene nell'epoca giusta, Joan Baez ha solo avuto il torto di invecchiare meno bene di altri. Se infatti la maggior parte dei suoi compagni di viaggio - alcuni anche molto più anziani di lei - si sono con gli anni rassodati, perfezionando ulteriormente convinzioni e sogni e lasciando intatta la quasi inspiegabile felicità di raccontare, pur sapendo che spesso le canzoni di protesta non cambiano niente, nemmeno un metro quadrato di mondo, lei ad un certo punto ha cambiato rotta, rinnegando la lotta, giustificando persino il Vietnam. Roba da non credere. Cosa può essere successo nella testa, ma più che altro nel cuore, di questa profetica donna di prima linea? Cosa può esserle andato di traverso? Già quando, scolorita in ogni suo gesto, bianca di capelli e chiusa in una torre di impenetrabile antipatia, adulava il pubblico del Palaeur di Roma con un'improponibile cover di "Buonanotte Fiorellino" di De Gregori, non era più la Baez di "Farewell Angelina", non era più niente di quello che sapevamo di lei. Di contro, non c'era più niente di quello che sentivamo per lei: affetto, riconoscenza, un imprecisato senso di complicità, un astratto desiderio di conoscerla un po' meglio. Era solo un'artista che si era improvvisamente trovata nel guado dei tempi molto malmessa, con uno zaino appena predisposto per una gita fuori porta. Con vecchie canzoni in cui neppure lei credeva più e che per questo non sapeva più come cantare. E con nuovi brani che gridavano vendetta al cospetto del Dio della Rivolta Ideologica, che impallidivano davanti al Gran Tribunale della Contestazione. Lo stesso Guccini, nel 1994, rimase allibito nell'appurare quanta abiura abitasse nei pensieri, "reificati", di questa leader. Joan Baez non aveva più la forza sana di un tempo e con quel che le restava non riusciva che a balbettare qualche disarmante appunto "conservatore" sulla condizione sociale dei giovani, demonizzando scriteriatamente chiunque si fosse accostato alla grettitudine del suo benessere di ultra-cinquantenne. Anche in ragione di questa lontananza dal vibrare delle emozioni, di questo non sentirsi più parte di qualcosa di vivo, i suoi ultimi dischi non hanno luce. Ed è quasi una fortuna. Perché è proprio dalla sovrapposizione delle due Baez che si può ancora adesso ammirare la forza naturale dell'artista che cantava con intransigente determinazione qualunque cosa le capitasse a tiro di chitarra, dai primi giorni del Festival di Newport alle convincenti parole con le quali accompagnò il film su Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo nel 1970. Quella che domani compie 56 anni è la donna che vogliamo ricordare fino a "Gulf Winds". Fino a quando - senza possibilità di equivoco - la musica ha risuonato in lei come la campana della sollevazione dell'istinto democratico, ma prima ancora come lo strumento liberatorio di un mondo in bilico. Vogliamo ricordare la sua voce tremula, da vera folksinger, le sue serate al Village, i suoi sentimenti (persino sororali) per Dylan. Non la cupa revisionista degli ultimi tempi. Che avrebbe sicuramente suscitato disprezzo in Angelina.
                                                                                                                                                                                                                        Enrico Sisti


2685) Ciao,
eccovi un link dal quale saprete che presto uscirà il nuovo album di Leonard
Cohen; con mia immensa gioia.
Carlo "Pig"

http://www.leonardcohenfiles.com/ny-heather.html


2686) Ciao a tutti
Ho tre posti liberi in macchina da Torino a Padova.
Il concerto a Strà (Padova) è il 2, ma parto il mattino del 1° Luglio per fare il turista a Venezia il giorno precedente.
Potete contattarmi

Roberto
apple.berry@libero.it


2687) Questa ve la dovevo davvero, non posso andare avanti a scroccare a stò modo senza nemmeno dirvi un grazie. Chiunque voi siate e per qualsiasi ragione lo facciate. Grazie!
Amo Dylan come la mamma, questa in sintesi la mia situazione.
Ho scoperto Maggiesfarm dopo aver visto il concerto di Dylan a Milano nel 2003. Quello del 2000(?) mi aveva deluso, non avevo un concetto aggiornato di Dylan . Gli ultimi amori erano stati i live di Budokan, il mio Dylan interiore vestiva ancora pantaloni attillati e cresta da tamarro, come nei migliori concerti con Tom Petty. Poi ho cominciato (sembra il racconto di una tossicodipendenza!) a guardare Maggie's Farm quasi tutti i giorni, poi tutti i giorni appena dopo il cappuccino!
Ed ecco che ingolosito da una quantità spaventosa di notizie, informazioni, saggi e traduzioni su Dylan, scopro che Dylan mi piace ancora un casino. E che non sapevo davvero una mazza di lui e che adesso che so praticamente tutto:) mi piace anche più di prima (fa impressione pensare che posso sapere tutti i giorni dov'era Mr. Dylan l'altro ieri o dove sarà e cos'ha cantato!!!) . Dylan è la porta da cui sono passato per arrivare, almeno ad apprezzare, tesori come il blues, il folk e tutti i generi che in qualche modo sono alle radici del rock che piace a me, ma è una porta sulla quale non smetto mai di battere.
Dove eravamo rimasti?
Mah!

Ciao
McTell

Ciao McTell
grazie. Sono felice di esserti stato d'aiuto (e con me naturalmente tutti quelli che collaborano a MF). A risentirci alla prossima e complimenti per lo pesudonimo.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2688) Caro Michele,
avrei bisogno di un'informazione piuttosto urgente.
Io verrò al concerto di Stra ma, venendo da Roma, vorrei sapere se dalla
stazione di Padova c'è modo di arrivare fino al luogo del concerto.
Please help me
Grazie mille
Francesco

Ciao Francesco,
non saprei. Qualcuno di quelle parti può darci qualche indizio. Fatemi sapere al più presto perchè tra qualche giorno parto...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2689) Carissimi amici,
Queste le date dei nostri prossimi concerti:

- sabato 3 luglio ore 21.30 Pollone (BI) Sagra di S. Barnaba

- giovedì 15 luglio ore 21.30 Biella, C.so 53° Fanteria "Rock chiama Biella"

Per i dettagli consultate il nostro sito web: www.lazybed.it

A presto !

Valeria   


2690) Cheap Wine - Criminal Tour
Le prossime date

Sabato 3 luglio: Fontigo di Sernaglia della Battaglia (TV) - Festa della
Birra

Sabato 10 luglio: Carpiano (MI) - Moon in June Festival
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Per organizzare un concerto dei Cheap Wine: tel. 328-1160406 /
338-1031646 / 0721-65199
E-mail: booking@cheapwine.net
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Per leggere le RECENSIONI riguardanti i quattro cd dei Cheap Wine clicca
qui: http://www.cheapwine.net/recensioni-fs.htm
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