parte 211
Lunedì 26 Aprile 2004


2544) Ciao michele,
mi ricordo che quando ci siamo visti mi avevi parlato di un giovane cantante bresciano, però non mi ricordo che nome mi avevi fatto.
Io ho trovato quest'articolo su un quotidiano bresciano, "inCittà" del 15/04/04. Non so se è lo stesso cantante che dicevi tu, comunque ho letto che ci sono dei riferimenti a bob dylan quindi ho pensato di mandartelo se magari ti poteva interessare. ciao
Marco

A poche settimane dall'uscita del suo album siamo andati alla scoperta del cantautore di Orzinuovi cresciuto a pane e Springsteen
MAFFONI, ROCK AMERICANO COL PROFUMO DELLA PROVINCIA
La nostra città è da tempo uno dei serbatoi più prolifici per la nuova musica italiana: sul "curriculum" musicale del capoluogo lombardo figurano infatti i nomi di Omar Pedrini e di Paolo Benvegnù. Al carnet si aggiunge il nome di Riccardo Maffoni, rocker di razza, fresco di esordio con la Warner: il suo Storie di chi vince a metà è un disco brillante, che segue le orme tracciate dai grandi cantautori americani, unendo una musica sanguigna a testi profondi e reali. InCittà ha parlato con lui del suo debutto discografico, della sua musica e delle sue aspettative per il futuro. "Ho fatto molta gavetta da solo, accompagnandomi unicamente con la chitarra acustica." - spiega Riccardo - "Un discografico della Warner mi ha notato al festival Città di Recanati e da li ho portato del materiale che si è trasformato nel mio disco d'esordio a un anno dal contratto".
Le influenze di questo lavoro, per tua stessa ammissione, sono da ricercare sulle highways americane...
"Oltre a Dylan e Springsteen mi piacciono molto anche Neil Young e Tom Waits: ho sempre ascoltato rock ed è normale che suoni quel genere di musica. Ultimamente sto riscoprendo anche i cantautori italiani come DeAndrè, DeGregori o Rino Gaetano: sono assolutamente interessanti, soprattutto dal punto di vista dei testi".
Non credi che la musica italiana degli anni '70 sia un patrimonio che si è un po' perso tra i giovani?
"Nel mio caso mi ha sempre colpito di più la musica americana, forse perchè quando sei più giovane sei portato ad identificarti con quelle sonorità. Poi si cresce e si capisce che le canzoni sono soprattutto fatte di melodie e di parole".
Tu hai un uso particolare dellla lingua italiana, sia come lessico sia come metrica...
"Il mio modo di cantare è stato sempre molto naturale. Le mie canzoni nascono spesso prima della musica ma capita anche che i pezzi nascano insieme con il testo, magari in soli dieci minuti. E' una sensazione, non la si può certo comandare".
Se ci dovessi indicare tre dischi che hanno segnato il tuo percorso di maturazione, quali diresti?
"Born in the USA di Bruce Springsteen, Highway 61 revisited di Bob Dylan e Exile on main street dei Rolling Stones".
Prima dell'uscita di Storie di chi vince a metà hai avuto modo di aprire un live della storica PFM e hai fatto da supporto ai Nomadi per dieci date. Hai appreso qualcosa da quelle esperienze?
"Sono una persona che osserva molto, quindi ho potuto vivere la situazione di un grande concerto, che prima di allora non mi era mai capitato. Con la PFM è stata una cosa isolata anche se ho potuto apprezzare le doti tecniche di musicisti davvero fuori del normale. Con i Nomadi ci siamo conosciuti meglio, sono persone molto ospitali e poi ho potuto davvero capire quanto siano famosi dal numero di fans che veniva ai loro concerti".
Non per fare della retorica, ma in Italia il mestiere di musicista è davvero poco considerato: pur avendo una grande tradizione, la categoria non è ben organizzata e si tende sempre a confondere un grande impegno con un semplice hobby.
"Purtroppo ti devo confermare che l'impegno è spesso sottovalutato e credo che la cosa peggiori quando ci si scontra con la realtà di provincia. Ci è voluto un anno per finire il mio lavoro eppure la gente continuava a chiedermi perchè ci mettessimo così tanto: si ignora ancora quanta fatica ci sia dietro a un disco".
Perchè hai scelto il titolo Storie di chi vince a metà?
"Volevo descrivere quella sensazione che si ha quando si raggiunge un traguardo che ci sembrava difficile e poi si capisce che non ci si è mossi più di tanto. Non è un'accezione negativa".
Brescia è una città musicalmente molto attiva: credi esista una scena musicale?
"Ci sono diversi gruppi che si stanno dando da fare e cercano di uscire: c'è una scena ma c'è ancora molto distacco. Personalmente sono in contatto con Charlie Cinelli, che secondo me è un grande artista".
Tu sei di Orzinuovi, un piccolo centro: stare lontano dalla città può avere influito sulla tua crescita a artistica?
"Sicuramente vivere in una grande città ha i suoi lati positivi: ci sono più locali dove suonare, negozi di musica e sale prove. Ma nel mio caso credo che la provincia mi abbia aiutato a venire fuori. Sono legato al mio paese: di certo non è stato solo quello ad aiutarmi in questo cammino ma la voglia di emergere è stata una componente essenziale".

Ciao Marco
sì è proprio lui, il mitico Ricky Maffoni di cui ti parlavo... "vecchio" amico che spesso io ed Anna "Duck" abbiamo incontrato durante i concerti omaggio a Dylan (sempre con la presenza degli altrettanto mitici Doctor Faust and the Tambourine Men) dove Riccardo eseguiva versioni da brivido di pezzi dylaniani come If you gotta go go now, Just like a woman, Mr. Tambourine Man... Ecco cosa scrivevo di lui tempo fa su MF:
Altro musicista, questa volta solista, è stato l'applauditissimo Ricky Maffoni, recente vincitore del prestigioso Premio Ciampi nella categoria Emergenti.
Ricky ha una forte personalità a dispetto della sua giovanissima età e si presenta sul palco con una notevole carica carismatica che lo avvicina alquanto al primo Bob Dylan.
Apparente rudezza, laconicità assoluta nei confronti del pubblico, repertorio dylaniano "purista" (esclusivamente ristretto al Dylan anni 60 da Freewheelin' a Blonde on Blonde), indubbio magnetismo, voce straordinariamente personale (pur con ascendenze vagamente alla Springsteen ma privo di voluti scimmiottamenti e già molto autonoma e peculiare). (...) E' poi salito sul palco Ricky Maffoni, chitarra ed armonica al collo, per il suo set acustico. Ha iniziato con Just like a woman suscitando subito grandi applausi. Le perle della sua performance sono state a mio avviso le successive She belongs to me e My back pages (quest'ultima veramente suggestiva nella reinterpretazione di Ricky).
A seguire altri classici anni 60 quali Girl from the North Country, It's all over now Baby Blue e 4th time around.  A chiudere una bellissima Mr.Tambourine man con splendido assolo di armonica.
Poi un altro degli highlights della serata con Ricky e Dr. Faust insieme per una "che più blues non si può" It takes a lot to laugh it takes a train to cry. (...) Ricky Maffoni ha una voce da brividi ed interpreta le canzoni di Dylan (in particolare quelle dei primi album) in maniera assolutamente originale con una voce incredibile. Per la cronaca My back pages la trovo superba nella sua interpretazione. Quella sera mi ha colpito in particolare una stupenda If you gotta go go now (or else you gotta stay all night) che Ricky ha eseguito in maniera incredibile (era la prima volta che gliela sentivo cantare).

Il nuovo disco di Riccardo è bellissimo, si chiama "Storie di chi vince a metà" e ve lo consiglio caldamente. Ecco la copertina...

Ciao
Michele "Napoleon in rags"

2545) Sono ancora una volta Matteo, torno a romperti le scatole perchè ho bisogno di un aiuto urgentissimo.
Frequento il Liceo classico e studiando Orazio oggi, la prof. ha chiesto di cercare collegamenti riguardo il "carpe diem" dello stesso in altre fonti letterarie. Così ho deciso di cercare qualkosa in Dylan, ma ho abbandonato perchè non ho trovato nulla. Potresti darmi un aiuto, - visto che di Dylan conosci praticamente tutto? Te ne sarei infinitamente grato.
Per essere più preciso mi servirebbe qualkosa sulla fugacità del tempo, sulla consapevolezza della morte.
Forse chiedo troppo, lo so, ma intanto provo a chiederlo...
Grazie comunque
Matteo

Ciao Matteo
allora devi leggere tutti i testi di Time out of mind che è incentrato proprio sul passare del tempo.
Le canzoni di Time out of mind le trovi tutte nella seguente pagina di Maggie's Farm:
http://www.maggiesfarm.it/testitimeout.htm

e ti consiglio anche la lettura di questo saggio relativo al disco sempre su MF:

http://www.maggiesfarm.it/poesiacarrerabis.htm

Qualcuno è in grado di segnalare altre correlazioni tra Dylan e il "Carpe diem" di Orazio...? Fatemi sapere che l'argomento è interessante... Secondo me anche "Lay lady lay" è un po' in tema...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2546) Ciao Michele,
qui c'è un articolo dettagliato sul vino prodotto da Bob... e c'è pure la foto delle bottiglie, molto sobrie ed eleganti, e pure molto care :-))
Ecco il link (l'ho trovato su expectingrain):
http://www.winespectator.com/Wine/Daily/News/0,1145,2415,00.html
E' confermata la Bobfest del 24 maggio a Roma ? avrei una mezza idea di venirci anch'io... fammi sapere!
Bacione
Anna "Duck"

Ciao paperotta
grazie!
Per Roma spero di confermare la cosa tra pochissimi giorni comunque direi che è confermata assolutamente!!! Il dubbio è tra il 24 ed il 25...
Bacione anche a te
Michele "Napoleon in rags"


2547) Ciao Michele! Come va?
Volevo sapere se è vero che i Queen hanno fatto una cover di Masters of war? Qualcuno sa qualcosa riguardo questa notizia? Io, anche se mi piacciono i Queen, devo ammettere che non ne ho mai sentito parlare.
Poi volevo dire alcune piccole cose sullo spot di Victoria's Secret e mandare un messaggio a Corrado e a tutti quelli che la pensano come lui (la minoranza, a quanto pare), sperando di chiudere qui queste secondo me inutili polemiche.
Il messaggio è molto semplice: prendi un cd (se li hai ancora!), ascoltatelo e... goditelo!
Goditi la musica, goditi le parole, goditi tutto quello che vuoi ma lascia perdere tutto il resto.
Detto così può sembrare un'affermazione un po' azzardata, anche perchè quel "resto" di cui parlo è praticamente la ragione di vita di queste pagine, ma è solo per cercare di spiegare che secondo me se hai amato la musica di Bob Dylan fino ad oggi non capisco perchè deve crollare tutto per una cosa che, in un certo senso, con la musica non c'entra niente.
Parlavo di questo proprio pochi giorni fa con tre "dylaniati-pazzi" (è un complimento, non arrabbiatevi...) come Liaty, Michele e Benedicta, e aver ricevuto la loro approvazione a queste mie idee mi ha fatto pensare che forse il modo in cui io mi sono avvicinato a Dylan è proprio quello giusto, cioè ascoltando una canzone e poi chiedersi semplicemente "Mi è piaciuta?" e le risposte possono essere solo SI o NO, nient'altro. Per approfondirle ulteriormente magari ci sarà tempo, o magari non servirà neanche, o magari tutto verrà da solo al momento giusto se proprio dovrà succedere.
Quindi non è che uno spot, indipendentemente dal giudizio che personalmente ognuno di noi può avere, possa influenzare cose ben più importanti come la musica, che è la vera "spina dorsale" di Bob Dylan.
L'avrà fatto per soldi? Beh, tanto meglio per lui... chi non l'avrebbe fatto, forse solo uno stupido. Bene, ha dimostrato di non esserlo!
L'avrà fatto perchè si crede di essere chissà chi? Non mi interessa, io ho la mia idea su di lui e proprio questi "misteri" sui suoi, a volte imprevedibili, comportamenti sono forse la cosa che mi attraggono di più.
L'avrà fatto per "cambiare"? Ecco, un altro punto a suo favore: negli anni ha sempre dimostrato di saperlo fare ed è per questo che dopo 40 anni è ancora ad alti livelli.
L'avrà fatto solo per farsi una vacanza a Venezia? Bellissima città, ottima scelta!
E poi scusate, per vendere un prodotto, qualsiasi prodotto, non si sceglie un Pinco Pallino qualsiasi perciò, con un ragionamento forse molto infantile, io penso che dovremmo essere tutti contenti che sia stato scelto lui piuttosto che un altro.

Detto questo, caro Michele, passiamo al privato: il batterista dei killerqueen si chiama Daniele Trambusti e faceva parte dei Litfiba. Io ho dato solo un'occhiata rapida ma se hai tempo e voglia di farti una ricerca ho visto che ci sono parecchie cose su di lui, insomma... non è l'ultimo arrivato, tanto per capirci.
La mia ignoranza musicale la conosci, ma penso che forse Ciccio Mercury non esagerava quando ha detto "un'istituzione del rock italiano".
Però che bello, chi l'avrebbe mai detto che sarebbe nata questa specie di gemellaggio dylan-queen?! E' la legge della natura: due poli opposti si attraggono...!
Marco

Ciao Marco
ok per tutto (nota: i killerqueen di cui parla Marco sono la cover band ufficiale italiana dei Queen e Marco ed io siamo andati a vederli di recente... il batterista cui si riferisce Marco è appunto quello dei KQ).
Per quanto riguarda la Masters of War dei Queen lancio un appello: qualcuno ne sa qualcosa? Qualcuno ce l'ha? Qualcuno l'ha mai sentita? Fateci sapere!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps privato: quella cassetta dei Queen poi non l'ho vista... sarà per la prossima volta...


2548) Pensavo di essere un grande invasato dylaniato. Poi ho scoperto questo sito e ho visto che ce n'è che stan peggio di me. Il sito è pattonale, veramente molto molto ammirevole, fossanco solo per le sue dimensioni!
Ma lasciam perdere le captationes benevolentiae, peraltro immotivate, e veniamo al dunque.
Il mio disco preferito è desire e lo voglio tirare un po' su. Sarà perchè suono il violino, e anche se Scarlet non era esattamente Uto Ughi, dà un tocco d'atmosfera che non può che galvanizzarmi.
Allora vediamo un po' la mia classifica degli album.

1-desire
2-another side of Bob Dylan
3-the times they are a-changing
4-good as I been to you
5-john wesley harding
6-highway 61 rivisited
7-time out of mind
8-street legal (ok, sembra fatto da un altro tizio, ma a me piace da dio!)
9-love and theft
10-freewheelin'

ciao napoleon, e grazie per gli infiniti giga dylaniati che ci hai donato

albatro

Ciao Albatro
grazie per i complimenti che mi fanno sempre molto piacere.
Ok per la classifica. Tra poco aggiornamento generale.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2549) Ciao Michele,
quando vuoi segnala il nuovo B&P tree, il 14: contiene i video del Bridge Benefit 88 e di Binghamton 92.
Carlo "Pig"

Fatto ieri in pompa magna e lo ribadisco qui. Correte tutti nel Porcile (http://porcile.tk).
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2550) Ciao Michele!
A ulteriore conferma (se mai ce ne fosse bisogno) di quanto ti dicevo qualche tempo fa a proposito della passione di David Bowie per Bob Dylan, ti segnalo due "nuove" covers del Nostro che ho scoperto proprio di recente essere state eseguite da "The White Duke" in person!
Entrambe le covers, in realtà, si trovano già nella sezione di MF all'uopo destinata (furono segnalate a suo tempo proprio dal sottoscritto...), ma essendone venuto materialmente in possesso solo recentemente tramite un amico, ho scoperto, ascoltandole bene, che l'interprete delle stesse è effettivamente David Bowie. Si tratta per l'esattezza della cover di Like a rolling stone, contenuta nel disco (uscito postumo nel '94) di Mick Ronson "Heaven & Hull", e di quella di (udite udite...) di Maggie's Farm, che trovasi invece in un EP dallo "strano" titolo, ossia "Maggie's Farm (Live) + Tin Machine", pubblicato dalla EMI Usa nell'89. Entrambe le covers in questione (questa è appunto la novità...) sono cantate da David Bowie. La versione di Like a rolling stone presente in "Heaven & Hull" è molto tirata, e somiglia a tratti (ma solo come cantato) a quella che Bob canta in "MTV Unplugged", mentre la cover di Maggie's Farm ricorda molto la versione grintosa eseguita dallo stesso Bob in "Hard Rain".
Sempre a proposito di covers, ho acquistato recentemente "Belly of the Sun" di Cassandra Wilson, disco interessantissimo in cui la "nuova signora del jazz" interpreta con gran classe due "classici" (scusate il gioco di parole...), ossia l'immortale "The Weight" di The Band e l'epica "Shelter from the Storm" del Nostro, versione quest'ultima che non fa certo rimpiangere l'originale cantata da Bob in "Blood on the Tracks".
Non ho ancora acquistato l'ultimo volume delle "Bootleg Series", però in compenso ho tra le mani una copia di "Highway 61" in SACD. L'ho comprata per provarla, ed in effetti non ho notato (avendo un normalissimo lettore audio) grosse differenze, anche perché il disco in questione risente probabilmente meno di altri degli anni passati. Aspetto (non appena caleranno un po' i prezzi...) di sentire "Freewheelin", "Another Side" e soprattutto "Infidels", disco quest'ultimo che (al pari di "Street Legal"...) avrebbe sicuramente meritato delle attenzioni maggiori in fase di produzione, registrazione e missaggio. Sono proprio curioso di sentirli nel nuovo formato...
Sicuramente il nuovo packaging e il rinnovato booklet che trovasi all'interno delle nuove stampe (con tanto di foto inedite), rendono le stesse molto più "accattivanti"...l'unico problema, come detto, rimane per ora il prezzo, ancora piuttosto elevato...speriamo bene...
Due parole, infine, su "Pat Garrett & Billy the Kid". Come ti dicevo già due settimane fa, sono finalmente riuscito, dopo non poche peripezie, a metter le mani sulla tanto agognata VHS della "De Agostini". Ho visto naturalmente il film, e mi è piaciuto parecchio! Non sarà forse uno dei massimi capolavori del cinema western, ma a me è piaciuto assai, e comunque - a mio parere - resta oggettivamente un gran bel film! Forse dovrò rivederlo almeno un'altra volta per apprezzarlo al meglio, e coglierne appieno tutte le sfumature. Ad ogni modo, la prima impressione che ne ho ricavato è che si tratta innanzitutto di un "vero" film western, un po' "atipico" forse, ma comunque un vero western. C'è un qualcosa di "romantico" in questo film. Questa amicizia così profonda, che lega quasi in un vincolo sacrale i due protagonisti, ossia l'ex fuorilegge ora passato (più per convenienza che per un reale pentimento...) "dalla parte dei buoni" Pat Garrett (impersonato da un grandissimo James Coburn...una vera "faccia da western"...), e l'irriducibile (ma anche idealista e romantico) Billy the Kid (uno straordinario Kris Kristofferson...), che resiste nonostante il mutare degli eventi, e che solo la morte interviene a spezzare, sembra proiettare la mente di chi guarda in un'altra dimensione. Sembra quasi una storia "fuori dal tempo", così come fuori dal tempo sembra Alias, cioè lo "strano" personaggio (enigmatico sin dal nome...), testimone di questa straordinaria vicenda umana, interpretato da Bob Dylan nel film. L'ambientazione, ancora, mi sembra piuttosto realistica (e anche questo concorre, mi pare, a fare di "Pat Garrett & Billy the Kid" un vero western...), e poi c'è naturalmente (e soprattutto) la grandissima colonna sonora musicata per l'occasione da Bob Dylan...senza alcun dubbio, una delle più belle colonne sonore di tutti i tempi!!!
Vabbuò, mi fermo qui per ora! Sarebbe comunque molto interessante - e con ciò concludo - sentire in proposito il parere di un "addetto ai lavori" come Michele "Scorpion", e magari (perché no?) trovare un "posticino" all'interno di MF che possa accogliere un breve saggio (mi pare che ancora non ci sia niente di simile, giusto?) in argomento, perché il film - a mio avviso - lo meriterebbe davvero. Che dici Michele?
Ciao a tutti, e a presto!

Stefano "Red Lynx"

PS: ancora un'ultima cosa! La VHS inizia con la scena del "tiro a segno" sulle (povere) galline da parte di Billy the Kid & soci...

Ciao Stefano
grazie per le segnalazioni relative alle covers di Bowie. Ho aggiornato la nostra pagina.
Per quanto riguarda l'idea che lanci di un saggio "tecnico" scritto dal nostro regista e super esperto di cinema e teatro Michele "Scorpion" su Pat Garrett l'idea non è male. Vedremo se la cosa è fattibile.
Dalla tua segnalazione finale ti dico allora che la versione che hai è quella ufficiale andata nelle sale. La versione director's cut invece, come ti scrivevo la volta scorsa, inizia con una sequenza in cui si vede lo sceriffo Pat Garrett cadere in un agguato, ucciso da sicari non identificati. Tutto il film sarebbe quindi un flash back degli eventi passati che ripassano davanti agli occhi dello sceriffo morente.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2551) Riciao Michele,
ho ascoltato in questi giorni il boot del concerto di Youngstown del 92 e c'è un brano bellissimo, che Bob interpreta in maniera sublime. Il brano si chiama Hang Me Oh Hang Me; sono andata a controllare ma non l'ho trovato nella lista delle tue traduzioni. Sai qualcosa di questa canzone ?
Ribacione
Anna "Duck"

Ciao Anna
dovrebbe essere un brano conosciuto anche come "I've Been All Around This World". Ecco il testo inglese. Fammi sapere se è quella la canzone cui alludi così la traduco.
Tribacione
Michele "Napoleon in rags"

I've Been All Around This World

I started out from Memphis with two dollars and a dime,
I started out from Memphis, boys, with two dollars and a dime,
But I landed in old Hazard, boys, I did not have a shine --
Lord, I've been all around this world.

I went to work on the railroad, boys, the mud up to my knees,
I went to work on the railroad, boys, the mud up to my knees.
The boss come round to boss me, boys, I done just as I pleased --
God knows, I been all round this world.

I went up to the Midway Inn with money to shoot some dice,
I went up to the Midway Inn with money to shoot some dice.
They took from me my money, boys, I begged them for my life --
God knows, I've been all around this world.

The new railroad is finished, boys, the cars are on the track,
The new railroad is finished, boys, the cars are on the track.
My doney girl has left me, boys, I know that she won't come back --
God knows, I've been all around this world.

I went to the Blue Ridge Mountains and there'll I'll take my stand,
I went to the Blue Ridge Mountains, boys, and there I'll take my stand,
With a rifle on my shoulder, boys, and a six-shooter in my hands --
God knows, I've been all around this world.

The officers came and arrested me and they take me down to jail,
The officers came and arrested me and they take me down to jail.
They said to me, "Old fellow, now you know you're allowed no bail." --
God knows, I've been all around this world.

They take me to the court house, boys, and there I had a crowd,
They take me to the court house, boys, and there I had a crowd.
The sentence was to hang me and leave my wife and child --
God knows, I've been all around this world.

The sentence was to hang me, well I don't care if you do,
The sentence was to hang me, well I don't care if you do.
But look out boys, when you hang me, it's liable to injure you --
God knows, I've been all around this world.

Father and mother, boys, and little sister make three,
Father and mother, boys, and little sister make three,
Came weeping to the gallows, boys, and see the last of me --
God knows, I've been all around this world.

You all can sing this song, boys, when I am dead and gone,
You all can sing this song, boys, when I am dead and gone.
Just think about old Justus, boys, they sung it 'fore he was gone --
God knows, but he went all around this world.

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Up on the Blue Ridge mountain, there I'll take my stand
Up on the Blue Ridge mountain, there I'll take my stand
A rifle on my shoulder, six-shooter in my hand
Lord, Lord, I've been all around this world

Lulu, my Lulu, come and open the door
Lulu, my Lulu, come and open the door
Before I have to walk on in with my old forty-four
Lord, I've been all around this world

Mama and papa, little sister makes three
Mama and papa, little sister makes three
They're coming in the morning, that's the last you'll see of me
Lord, lord, I've been all around this world

Hang me, oh hang me, so I'll be dead and gone
Hang me, oh hang me, so I'll be dead and gone
I wouldn't mind your hanging boys, but you wait in jail so long
Lord, I've been all around this world

Up on the Blue Ridge mountain, there I'll take my stand
Up on the Blue Ridge mountain, there I'll take my stand
A rifle on my shoulder, six-shooter in my hand
Lord, Lord, I've been all around this world


2552) Caro Michele, per tornare brevemente sulla questione "spot", c´è una frase nella canzone "Winds of the old days" di Joan Baez (una che Dylan lo conosce meglio di noi, credo...), una frase perfetta per l´occasione: "Perché gli idoli sono migliori quando sono fatti di pietra". Dylan, insomma, è un uomo, con tutte le sue debolezze e con i suoi pregi. La canzone prosegue con questa strofa:

"Così ti ringrazio di scrivere le più belle canzoni
ti ringrazio per aver raddrizzato un po' di torti
sei un dono selvaggio di un autobus per lunghe distanze
però sei sceso ed hai cantato per noi"

Che altro c´è da dire?

Se permetti, vorrei approfittare del sito per parlare di un argomento che a me sta molto a cuore, ma che con Dylan non c'entra per niente. Dico una sola parola: Atlantide (Già immagino un mio particolare amico che sghignazza...). Forse però devo correggermi. Non è l´argomento in sé che mi interessa, ma un libro in particolare che tratta di quell´argomento. È un libro che mi è capitato di leggere in maniera un po´ rocambolesca. Prima, di Atlantide non me ne poteva fregare di meno, come dicesi volgarmente: pensavo, come molti, che si trattasse di una leggenda. Poi ho letto questo libro ed ho cambiato radicalmente idea. Inoltre, questo libro rappresenta un torto vergognoso fatto al suo autore, un italiano come noi (e, di questi tempi, ogni volta che ascolto il Presidente parlare di patria e consimili, mi sento quasi disgustato), nonché a quelle cose ideali, astratte ma anche terribilmente concrete, che si chiamano conoscenza e amore della verità.
Non voglio dilungarmi molto. Il libro si intitola UNA CIVILTA´ SOTTO GHIACCIO, è edito dall´Editrice Nord di Milano ed il suo autore è Flavio Barbiero, ingegnere ed ex ammiraglio della Marina. La prima edizione è del 1974, recentemente è stato rivisto, approfondendo la parte scientifica, ed eliminando alcuni capitoli più speculativi (e, per averli letti, posso dire che questo taglio è un vero peccato). Assicuro che non si tratta del solito libro, scritto con intenti sensazionalistici, per fare magari un po´ di soldi. È un´opera seria, coerente, logica, attendibile, meticolosa, razionale. Soprattutto, è onesta. Non tenta di imbrogliare le acque, stornando l´attenzione da eventuali punti dolenti (che, peraltro, non ha). Quando uscì, suscitò anche un discreto interesse. Se ne parlò in televisione, e forse qualcuno ricorda anche qualcosa. Poi, e in questo sta la vergogna, è stato dimenticato. Nessuno, nemmeno insigni studiosi, hanno trovato punti deboli: però è stato ignorato.
In ogni caso, Barbiero ha individuato Atlantide in Antartide, che all´epoca (e questo si sa) era ricoperta solo in parte da ghiacci. Da notare che cinque o sei anni dopo anche due coniugi canadesi, i Flem-Ath, hanno localizzato Atlantide nello stesso luogo (ci sono moltissime prove, storiche e scientifiche, che avvalorano questa intuizione). Ma il fenomeno che loro pongono alla base della catastrofe che distrusse Atlantide non regge scientificamente, e inoltre non spiega tutti i punti oscuri. Il libro di Barbiero, invece, è perfetto. Non ha letteralmente punti deboli: basta avere un po´ di infarinatura scientifica e conoscenza generale per rendersene conto. Spiega davvero tutto: persino le glaciazioni, e come è accaduto che gli abitanti di Atlantide credettero che il loro continente fosse sprofondato (e si tratta di una vera beffa del destino). Ma in realtà non ci sono parole per spiegare questo libro. Per me è stata una folgorazione. Lo colloco tranquillamente tra i primi cinque di tutti i tempi. Non ha niente da invidiare, per esempio, ai capolavori di Darwin, di Newton, di Marx, di Freud ecc.
Ma ripeto, non voglio dilungarmi. Se qualcuno interessato all´argomento volesse maggiori delucidazioni, il mio indirizzo è yellow65@libero.it.
In ogni caso, chiunque volesse leggere quel libro, lo faccia tranquillamente con questa certezza: dal 1974 Atlantide non è più un mistero. Sono pronto a scommettere qualunque cosa che quel libro convincerà chiunque, anche il più scettico.

Ok per tutto.
Ciao.
Michele "Napoleon in rags"
ps: concordo con Joan e sono felice che Bob non sia un idolo ma un uomo...


2553) Carissimi,
vengo ad annunciarvi, gaudium magnum et gloriam dei, due appuntamenti musicali che mi vedono  impegnato in prima persona (du' serate "mie", insomma) al Vicolo de' Musici (via Madonna dei Monti 28 tel. 06.6786188).

SABATO 24 APRILE - h.21,30
Debutto dei TAMBOURINE, cover band di Bob Dylan (la prima e per ora l'unica a Roma), con Antonello Amalfi (chitarra) / il polistrumentista Felice Zaccheo (chitarra, violino e mandolino), nonché il sottoscritto (voce, chitarra ed armonica).

DOMENICA 25 APRILE - h.21.30 Serata dedicata alla CANZONE DI LOTTA (essendo il 25 aprile...), dai canti anarchici dell'Ottocento ai canti della Resistenza, passando per le canzoni più
politiche dei gruppi e dei  cantautori classici. Con Leonardo Leonardi, Filippo Lombardo e, sempre
e dovunque, come il prezzemolo, io me medesimo.

Accorrete molteplici e tumultuosi. Ricordate che dopo le h.22 è difficile trovare posti a sedere.
Voster semper voster

Franco Fosca


2554) Ciao Michele,
sono Luca (ricordi? Ti ho scritto l'ultima volta (emmmmh..... un anno fa!) per una recensione di un concerto di Guccini). Prima di tutto ti rinnovo i complimenti per il sito gestito veramente ..... alla grandissima!!!
Volevo semplicemente fare una rapida considerazione sull'articolo di Salvatore riguardo il film di Mel Gibson e mi interesserebbe una sua risposta a riguardo.
In generale gli accostamenti all'opera di Dylan sono assolutamente corretti e condivisibili e mi complimento per la ricerca nei temi e, appunto, la passione nello scriverne.
Ritengo invece che "The Passion" sia più cattolico per certi aspetti (i quali appunto lo distaccano dalla cultura protestante da cui parte Dylan nella sua trilogia cristiana).
Prima di tutto il forte significato eucaristico del sacrificio di Gesù che nel film è ricorrente e accompagnato sulla croce dal flashback dell'ultima cena.
Poi penso al ruolo commovente e materno ma decisamente importante riservato a Maria. Gibson indugia spesso su di lei, aggiungendo anche la scena dell'incontro con Claudia non presente nei vangeli,retaggio della formazione religiosa tradizionalista cattolica del regista. Che ne pensa?
Una curiosità: Dylan, tranne qualche piccola citazione, non è mai apparso "di persona " nei Simpson? Mi sono perso qualche puntata?
Voglio dire, con Homer e compagni hanno "recitato" tutti i più grandi personaggi della musica e, soprattutto, tutti i simboli (nel bene e nel male) dell'America, mancherebbe solo lui...........
Chissà come lo rappresenterebbe la mente genialoide di Matt Groening............. secondo me giocherebbe (ovviamente esagerando) sul suo essere schivo e riservato......... e con un certo caratteraccio, mai sorridente..........
Come funzionano queste cose? Magari hanno cercato di chiedergli il permesso......
Grazzzzzie!

Ciao Luca
grazie per i complimenti al sito, sono felice ti piaccia sempre più (fatti vivo più spesso... una mail all'anno mi sembra un po' poco :o) )...
Non so se è apparso nei cartoni però in rete tempo fa io e Beni avevamo beccato un'immagine di Bob versione Simpson disegnata da Groening e se non sbaglio l'avevo forse messa anche su MF. Non la trovo più. Se qualcuno ce l'ha me la manda? O se ha notizie di eventuali apparizioni di Bob nel cartoon di Matt Groening?... Intanto qui di seguito c'è una vecchia strip di Zimmy che avevamo dedicato ai Simpson. Se non l'hai letta fallo!!!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

http://www.maggiesfarm.it/zimmy96.htm


2555) Ciao
Volevo segnalare che il giorno 8 Maggio presso il Teatro del Borgo dell'oratorio di Ranica (Bergamo) si terrà lo spettacolo intitolato "Omaggio a Bob Dylan" organizzato da un gruppo di "Dylaniati" di Nembro, di cui faccio parte.

Da assiduo frequentatore del vostro sito ti sarei molto grato se inserissi fra le novità del sito anche il nostro appuntamento.

Cordiali saluti
Valoti Fabio

Ciao Fabio
ho già provveduto ieri e ribadisco di seguito,
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

OMAGGIO A BOB DYLAN

· Presentazione:
La prima idea dello spettacolo “Omaggio a Bob Dylan” è nata dalla passione e dalla lunga frequentazione delle canzoni del cantautore americano da parte di alcuni estimatori e musicisti in occasione del suo sessantesimo compleanno.
La sua realizzazione sfociò nella prima rappresentazione avvenuta presso il teatro San Filippo Neri di Nembro il 30 maggio 2003.
Gli organizzatori sono stati spinti alla sua realizzazione dalla considerazione condivisa che le sue canzoni nel corso di quarant’ anni hanno accompagnato le idee e i sogni di un’intera generazione e sono state una specie di “colonna sonora” di un’epoca e di un clima culturale. Nei suoi versi, che da tempo trovano posto nelle antologie scolastiche e lo hanno portato ad essere candidato al premio Nobel per la letteratura, ritornano, spesso velati in un linguaggio teso e immaginifico, i temi della pace e dei diritti civili, dell’amore e della dignità dell’uomo, della rabbia e della libertà. Le sue ballate, che hanno tratto ispirazione e linfa vitale nel blues e nella tradizione della musica folk e country americana hanno influenzato in modo determinante la storia della musica rock del Novecento.
Lo spettacolo della durata approssimativa di due ore è caratterizzato dalla armoniosa compenetrazione di una voce narrante che ripercorre le principali tappe della biografia musicale di Dylan, dalla proiezione di numerosi video che illustrano tra l’altro le influenze musicali che le sue canzoni hanno avuto anche su artisti italiani, tra i quali Fabrizio De André e Francesco De Gregori, dalla  lettura di alcuni passaggi di testi di canzoni particolarmente significative, dalla esecuzione dal vivo di canzoni da parte di due bands: quella delle “Sabbie”, a organico interamente femminile, e quella dei “Dylaniati”, specializzati nell’esecuzione del vastissimo repertorio di Dylan.


2556) Sal mi invia questa locandina... thanx!



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