parte 210
Lunedì 19 Aprile 2004


Prosegue il dibattito sul famigerato spot di Victoria's Secret (leggi le puntate 208 e 209 della Talkin'). La parola ad Anna "Duck" ed a Leonardo "Jokerman"...

2528) Ciao Michele, sono ancora in tempo per la Talkin ? ho scritto due righe di risposta a Corrado, a proposito dello spot pubblicitario...

Ciao Corrado, capisco la tua delusione e la tua amarezza, ma non le condivido. Dylan rappresenta per ognuno di noi qualcosa di diverso: un eroe, un idolo, un artista, un poeta, un profeta, un musicista, un faro, un sogno... ma io credo che Dylan sia soprattutto e innanzitutto un genio, un genio grandissimo e assoluto. E penso che un genio possa commettere qualsiasi "nefandezza" senza per questo intaccare la propria arte. Anzi, un genio è talmente sicuro della immortalità e della incorruttibilità della propria arte, che a volte, diabolicamente, è portato a sfidarne la grandezza, denigrandola e trascinandola nel fango, per vederla risorgere sempre più forte e grande. Un genio è conscio del fatto che la propria arte è "altro da sè", sa di essere un semplice strumento attraverso cui il prodotto artistico viene alla luce.
Un genio può permettersi di valicare ogni confine, si mette continuamente in gioco, realizza ogni esperienza, è capace di farci scendere all'inferno e trasportarci in paradiso, si fa corrompere, prova ogni cosa, senza limiti, senza schemi, senza pregiudizi; la coerenza non è una virtù del genio, e non possiamo pretenderla da Dylan. Insomma, come tutti i geni, anche Dylan ha la sua "stagione all'inferno"... anzi, ne ha avute più di una; Rimbaud ha scritto: "Una sera, ho preso la Bellezza sulle ginocchia - E l'ho trovata
amara - E l'ho ingiuriata...." Sembrano parole scritte per Dylan. Forse non è comodo nè tranquillizzante essere un fan di Dylan; ogni cosa che Dylan ha fatto, ogni sua azione, ogni suo comportamento, trova una poetica spiegazione in uno degli "11 outlined epitaphs" che sono tra le cose più belle che abbia mai scritto:

Woody Guthrie was my last idol
he was the last idol
because he was the first idol
I'd ever met
that taught me
face t' face
that men are men
shatterin' even himself
as an idol
an' that men have reasons
for what they do
an' for what they way
an' every action can be questioned
leavin' no command
untouched an' took for granted
obeyed an' bowed down to
forgettin' your own natural instincts
(for they're a million reasons
in the world
an' a million instincts
runnin' wild
an' its none too many times
the two shall meet)
the unseen idols create the fear
an' trample hopes when busted
Woody never made me fear
and he didn't trample any hopes
for he just carried a book of Man
an' gave it t' me t' read awhile
an' from it I learned my greatest lesson

you ask "how does it feel t' be an idol?"
it'd be silly of me t' answer, wouldn't it...

Credo che la "greatest lesson" di Woody, Bob abbia cercato di girarla a noi, ha speso gran parte della sua vita per questo: è l'arte quello che conta, è l'arte che è immortale e divina. L'autore è umano e corruttibile.
Come la Gioconda resta tale, anche se ne facciamo una caricatura scarabocchiandoci sopra un paio di baffi, così Love Sick è un capolavoro, anche se viene storpiata e usata in uno spot.
Non so, forse ho solo tentato di giustificare il fatto che continuerò ad ascoltare Dylan e ad andare ai suoi concerti... e perchè no? se mi capitasse di vedere in vetrina quella tale biancheria potrei anche decidere di stare al gioco e di comprare qualcosa.... anche se mi pare che sia abbastanza castigata e americanamente puritana :-)
...e poi trovo che l'espressione "marpionesca" che Bob assume nello spot sia divertentissima, e autoironica...
Un saluto
Anna "Duck"


2529) Cari amici Dylaniani
vorrei prendere parte al dibattito sulla recente iniziazione di Bob al mondo pubblicitario. Schierarsi contro Dylan è tipico, a mio modo di vedere, di una certa ostinata e poetica ossessione per la "diversità" (sempre che questa opinione sia basata sul principio che Dylan ha dimostrato di non essere contro "il sistema"). Quest'ultimo termine, assieme ad altre parole che fanno parte di un certo lessico, mi rimandano alla mia adolescenza, il tempo in cui tutti o quasi tutti siamo stati "contro". Col passar del tempo ho imparato, come dice un proverbio, che essere maturi significa fare la cosa giusta anche se a consigliarlo è la mamma. Dietro il bisogno della diversità, del distinguersi dalla massa vi è un tentativo di imitazione ancora più forte dello stesso conformismo, significa spesso voler "posare"la propria singolarità, mostrare certe caratteristiche non perché le possediamo ma perché "il resto" (guardato sempre con disprezzo) non le ha. Si tratta di uno snobismo che ci pone sopra il nostro prossimo, altezzosamente oltre. Con ciò non voglio tessere l'elogio della conformità. Semplicemente voglio affermare che chi è sincero con se stesso e con gli altri potrà apparire incoerente perché a volte starà con i meno altre volte con i più ma non sarà sempre e costantemente da una parte sola. Tutto ciò, lo ripeto, mi pare sintomo di coerenza anche se dall'esterno può sembrare l'opposto. Dylan ha sempre mostrato di non voler essere diverso a ogni costo di non voler cadere in questo conformismo paradossale. Non ha visto niente di negativo nella pubblicità e si deve esser domandato "Perché no?". Un gesto naturale e spontaneo che, proprio perché innocente, ha provocato su di lui gli strali delle impalcature mentali arroccate sulla presuntuosa originalità (forma mascherata di uniformità). Un autore che mi permetto di consigliare a tutti gli amici (come è successo per me) e che può aiutare a comprendere il mistero Dylan è lo scrittore e critico letterario Renè Girard nel suo libro "Menzogna romantica e verità romanzesca". Scusatemi questo tono professorale ma è un libro che avendomi toccato profondamente mi sento in tutta sincerità di consigliare a chiunque. E, come sempre.......
Tutti a Como e Padova!!!!!!!!!!!!
Ciao
Leonardo Jokerman


2530) un saluto agli autori di questo formidabile e aggiornatissimo sito. Ma perchè la pagina dei concerti italiani All the way... non à aggiornata? Ciao, a presto con le foto di Villa Pisani (gioco quasi in casa una volta tanto) THE VYPER

Ciao Vyper.
E' vero, solo che quella pagina è curata da Antonio "Cat" che è un po' latitante... Spero si faccia vivo per aggiornarla... al più presto.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: ok, aspetto le foto da Villa Pisani...


2531) Ciao Michele.
Volevo chiederti se hai notizie di "Gods & Generals", il brano di Dylan incluso nel film sulla Guerra Civile. L'abbiamo visto in video. Ma è uscito su disco?
Grazie.
Ciao

Mirko Saltori, Meano (TN)

Ciao Mirko
il brano si chiama in realtà " 'Cross the green mountain " ed è uscito sul cd "Gods and generals" con la colonna sonora del film.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2532) Ciao Michele,
Volevo avvisarti che su www.ticketone.it è iniziata la prevendita anche per il concerto del 2 luglio p.v. a Stra (Ve) del mitico Bobby
Ciao e a presto... e penso proprio ci si conoscerà a Stra!!!
Marco Pavan, Vicenza

Thanx,
Michele


2533) Ciao.
Mi chiamo Paolo e digito dalla provincia di Pesaro.
Se la memoria non mi inganna, il 24 giugno 1984 sono andato al concerto di Bob Dylan a Milano. Prima di lui hanno suonato Pino Daniele, e Santana.
Vorrei sapere se si trovano immagini, scritti, racconti, su quello che è stato uno dei più grossi concerti di Dylan in Italia.
Grazie.

Ciao Paolo

Nella nostra pagina "Stories in the press" ci sono i seguenti articoli relativi sia a Milano che più in generale al tour 1984 in Italia:

La ballata del camaleonte (da "L'Espresso" del 27 maggio 1984) Clicca qui

BOB DYLAN/SANTANA - TOUR ITALIANO 1984
Resoconto delle date italiane nel numero di Fare Musica di settembre 1984

CANTERA' ANCHE CON LA PIOGGIA - Dylan a Verona 1984 - Clicca qui

Dylan, ieri, oggi, domani - Un articolo del 1984 - Clicca qui

Chi può segnalare altro?
Michele "Napoleon in rags"


2534) Caro Michele,
sono Giorgio da Verona. Ancora molti anni or sono (piu' di 10) un amico di mio fratello mi presto' un disco doppio bianco contenente una raccolta di ballate scozzesi (tra cui "which side are you now?") ed altre. In una di esse notai il ritornello di Times are a'changing. Le parole erano pero' diverse. Capii che anche Bob, come tutti, aveva qualcosa copiato. Non so se posso esserTi di aiuto nel rintracciare quel disco. Ora mi rimettero' alla ricerca di quel vecchio amico e, se sapro' qualcosa, Ti faro' sapere.

Ciao Giorgio

Ciao Giorgio
ok fammi sapere (il riferimento è alla notizia riportata da un giornale scozzese... la trovate nel cosa c'è di nuovo alla data 14 aprile).
Michele "Napoleon in rags"


2535) Caro Michele, eccomi qui a replicare alla tua replica. Non posso certo negare di non avere letto affatto l'introduzione in cui tu spieghi che i giudizi sono tuoi personali, e basati sul tuo gradimento (a proposito, qual è la tua top ten?). In effetti ero così curioso di leggere i giudizi che ho trascurato completamente il resto. È un mio difetto: sono di frequente troppo precipitoso, e presumo ugualmente spesso. In passato questo mi ha causato certe figuracce... ancora adesso arrossisco se ci penso. Tuttavia, la gaffe che ho commesso, in fondo non credo che vanifichi del tutto la mia mail. È un discorso generale. Anzi, a tal proposito, oltre alle rubriche già esistenti, potresti aprirne un'altra: quale brano gli appassionati ritengono il migliore di Dylan, e perché.
Tuttavia, credo di essere stato frainteso.
Io non mi sono mai sognato di affermare che "The times" è il capolavoro di Dylan perché è la sua MIGLIORE canzone. Per carità! È evidente che non è così. Persino uno come me, praticamente non in grado di esprimere un giudizio tecnico sulla musica, se ne rende conto. La mia convinzione è un'altra. Al di là della bellezza, del testo, dell'importanza storica, dell'intensità che possono avere altre canzoni, io ritengo "The times" il capolavoro di Dylan soltanto perché è quella che meglio gli si adatta.
Ripeto ciò che ho detto la volta scorsa. Dalla stragrande maggioranza della gente, prima che un cantante lui è ritenuto una sorta di profeta, un simbolo, una voce, eccetera. E che sia così l'ho verificato spesso,
sentendo i discorsi di qualche conoscente, oppure leggendo sui giornali qualche giudizio espresso da chi in fondo non lo conosce bene, o ancora ascoltando servizi a lui dedicati dalle televisioni. Può darsi anche che io abbia travisato tutto spinto da un MIO modo di vedere Dylan. Io penso di no, però posso anche sbagliarmi.
Ad ogni modo, tutto concorre a dare di lui questa immagine. Persino la voce, che non è certo una bella voce, però è assai espressiva, proprio come quella di chi, più che divertire, vuole convincere e insegnare. O ammonire, appunto.
Per capire ciò che intendo dire sarebbe opportuno, forse, tentare un piccolo esperimento. Chiudere gli occhi. Pensare a ciò che Dylan è stato per qualche anno, agli inizi, e che in fondo ha continuato ad essere, perché anche quando ha cambiato argomento, parlando per esempio d'amore, le sue canzoni hanno mantenuto quel certo piglio, figlio di una personalità che è quella e non un'altra. Pensare alla sua voce. Pensare ai suoi testi. Pensare alla musica che accompagna ogni testo. Pensare a come un brano è cantato. Pensare a come Dylan è visto, spesso dai suoi stessi fan.
Se io faccio una cosa del genere, la canzone che mi viene in mente è "The times they are a-changin'".
Ce ne sono alcune che hanno maggiore intensità, un testo più bello, una musica più coinvolgente... ma per qualche motivo, magari banale, fosseanche per un pizzico di minore intensità di una delle componenti di cui sopra, secondo me non reggono il confronto con "The times".
Nell'insieme, quella è perfetta per Dylan. Gli si attaglia.
Prendiamo "Like a rolling stone". Credo di essere d'accordo che sia la migliore. Ma corrisponde poco, secondo me, a quell'immagine di Dylan che ha la gente, diciamo pure a quella sorta di aura che si è creata intorno a lui. Prendiamo "Desolation row". Anche questa è emblematica, certo. Ma ugualmente dà un'immagine di Dylan che solo gli appassionati conoscono.
All'esterno della loro cerchia, filtra poco di questo particolare aspetto dell'autore.
E poi le musiche. "Like a rolling stone" potrebbe benissimo essere suonata alla maniera di "Hurricane". Allo stesso modo, "Desolation row"
funzionerebbe anche con un motivo meno scarno. Dirò di più. Potrebbero anche cantarle altri cantanti: funzionerebbero. Magari non tanto bene (specialmente nel caso di "Like a rolling stone"), ma funzionerebbero. "The times" non credo. E' perfetta per Dylan. Ed è perfetta così com'è.
Se la cantasse più piano (come "With God on our side" oppure "My back pages") non sarebbe la stessa cosa, non percuoterebbe. Se la musica fosse più coinvolgente, distrarrebbe. Se il testo fosse più lungo, diventerebbe pesante. E, soprattutto, non credo che esista al mondo uno che abbia la voce adatta per un tipo di canzone come quella. Persino quando Dylan la canta dal vivo perde molto. La versione di UNPLUGGED è stupenda, molto più bella dell'originale, ma non ne possiede per niente la forza.
Perciò, io resto convinto che "The times" sia il capolavoro di Dylan.
Non per il suo valore assoluto, ma per via della sua fattura, che è perfetta per il suo autore, come una sorta di vestito talmente adatto a chi lo indossa che nessun altro può farlo. Non perché sia la migliore,
ma perché è quella che si identifica alla perfezione con l'immagine dell'autore.
Magari sono un fissato, ma la penso così.
Mario

Ciao Mario
il fatto è che Dylan ha talmente tante facce che è dura trovare una sola canzone che lo rappresenti... Hai sicuramente ragione a citare "The Times" per quanto riguarda l'immagine del Dylan "Profeta"... Forse se ne potrebbe idealmente scegliere una per ogni periodo. Like a rolling stone per quello del Dylan "poeta elettrico" della seconda metà dei sessanta. Lay lady lay per quello del periodo "crooner sentimentale". Tangled up in blue per quello degli anni settanta e così via passando per il periodo "cristiano" (magari Gotta serve somebody o Every grain of sand), per quello "pop anni 80" (sicuramente "Tight connection") per quello del ritorno alle radici folk fino a quello crepuscolare di Time out of mind...
La mia classifica? Ne inserii una nella preistorica 23ma puntata della Talkin' non basata sui miei gusti ma come spiegavo nella risposta a Giovanni su altri criteri (come vedi piazzavo The Times al secondo posto)...

Caro Giovanni, effettivamente non è facilissimo scegliere nella sterminata produzione dylaniana. Tuttavia se ci si riferisce alle canzoni che hanno significato qualcosa in questo secolo, che hanno cambiato la storia, per così dire, al di là quindi dei gusti personali di ogni singolo ascoltatore... beh io penso che la classifica delle prime dieci dovrebbe essere la seguente, ovviamente questa è la mia opinione...

1) BLOWIN' IN THE WIND
2) THE TIMES THEY ARE A-CHANGIN'
3) A HARD RAIN'S A-GONNA FALL
4) LIKE A ROLLING STONE
5) MR. TAMBOURINE MAN
6) IT'S ALL RIGHT MA' (I'M ONLY BLEEDING)
7) MASTERS OF WAR
8) DESOLATION ROW
9) ALL ALONG THE WATCHTOWER
10) CHIMES OF FREEDOM

Se invece vuoi saperne una basata sui miei gusti personalissimi ecco quella che stilerei al momento...

1) TANGLED UP IN BLUE
2) PO' BOY
3) HIGH WATER (FOR CHARLIE PATTON)
4) MY BACK PAGES (da Bathed in a stream of pure heat)
5) TIGHT CONNECTION TO MY HEART
6) COVENANT WOMAN
7) BALLAD OF A THIN MAN
8) ABANDONED LOVE
9) CARIBBEAN WIND
10) I WANT YOU

...che tra un mese potrebbe cambiare naturalmente...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2536) Ciao Michele,

mi sono accorto che il testo alternativo di Barbara Allen che hai tradotto prende il finale dalla ballata scozzese Lord Lovel. Il testo di Lord Lovel si può leggere in fondo alla pagina raggiungbile con questo link: http://utenti.lycos.it/Balladven/romtrag.html
In generale, sul sito http://utenti.lycos.it/Balladven , si trova uno studio approfondito delle Child Ballads.
Carlo "Pig"

Ciao Carlo
grazie della segnalazione.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2537) Dato che ho avuto il permesso di chiedere qualsiasi cosa, inizio immediatamente. Ho finito da poco di leggere la biografia di Dylan scritta da Howard Sounes - veramente dettagliata e piacevole - vorrei leggere altri libri su Dylan, ma non so quale scegliere tra i tanti, potresti consigliarmene uno???
Aspetto una tua risposta nel forum
Ciao
Matteo

Ciao Matteo
allora ti consiglio sicuramente i due libri segnalati nel Cosa c'è di nuovo di MF. Quello di Paolo Vites e Alessandro Cavazzuti (40 anni di canzoni) e quello di Alessandro Carrera (La voce di Bob Dylan). Trovi tutti i dati relativi in cima a quella pagina
Grazie al primo praticamente hai una visione completa di tutti i dischi di Bob e dei migliori concerti. Il libro approfondisce in maniera perfetta tutti i periodi dylaniani ed è anche uno dei più aggiornati essendo uscito pochi anni fa. Il secondo è un saggio interessantissimo che, per usare le parole di Carlo Pig, è come leggere un libro di avventure... E' difficile descriverlo in poche righe. Diciamo solo che è un "must have".
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2538) Ciao Michele,
guarda questa vignetta...

Sal

Carina, il riferimento è a "Foot of pride"...


2539) Ciao
mi chiedevo se Dylan avesse mai dedicato brani alla memoria delle vittime dell'olocausto, ed anche testi riguardanti questa piaga del secolo appena passato.
Grazie e complimenti per il sito, da me , appena scoperto.
Fortunatamente ho comperato il biglietto per la data di Como del tre luglio. Un bel viaggio con la mia moto.
Paolo

Ciao Paolo
brani interi no, strofe sì, come in "With God On Our Side" dall'album "The Times They Are A-Changin'".
Qui trovi il testo. Poi ci sarebbe Masters of war. Qualcuno si ricorda altri riferimenti?...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2540) Ciao Michele,

ti scrivo per esprimere alcune considerazioni sull'articolo di Salvatore sul film "The Passion". Innanzitutto vorrei fare una precisazione: non mi risulta affatto che il termine Barabbas sia stato usato come sostantivo né che significhi sobillatore. Barabba è un nome composto da due parole, bar, che significa figlio, e abbà, che significa padre: significa dunque figlio del padre, ma senza alcuna allusione al termine Figlio di Dio. Il fatto è che al tempo di Gesù molti si presentavano come il messia, a causa anche della profezia di Daniele che stabiliva in quegli anni la sua venuta, e l'aspettativa comune era di un uomo che sul piano politico-militare, oltre che religioso, rendesse grande Israele, liberandolo innanzitutto dal dominio romano. Forse anche Barabba era uno di questi, per alcuni accenni dei vangeli, ma prove non ne abbiamo.

Poi Salvatore scrive: "e non era un caso certo che il Sinedrio, sottoposto al potere romano, rispondesse con fermezza portando avanti con decisione la lotta contro questi impostori". Neanche questo è vero, perché il Sinedrio in altri casi si schierò con questi messia-sobillatori, che si opponevano al potere romano, perché naturalmente anche i suoi membri erano contrari a questo dominio.

Non sono nemmeno d'accordo con la rilettura in chiave dylaniana. Nelle canzoni di Dylan che parlano in maniera diretta della figura di Gesù, non viene mai sottolineato, come invece avviene nel film, il grande amore che Gesù ha per gli uomini, esplicitato in quello sguardo compassionevole che non viene annullato dalle grandi sofferenze, che ha anche per Giuda nella scena in cui viene buttato giù dall'orlo della strada e anche per tutti quelli che lo flagellano, lo insultano, lo condannano a morte e lo crocifiggono. Inoltre viene anche rimarcato (per due volte) come Gesù prega per tutti loro, chiedendo al Padre che vengano perdonati. E' sottolineato come il suo sacrificio sia volontario (nel flashback di quando parla dell'amore del buon pastore che dà liberamente la vita per le sue pecore e anche quando abbraccia la croce) e causa di salvezza per tutti gli uomini (nella citazione di Isaia prima dell'inizio del film: "Ma egli fu trafitto a causa dei nostri peccati, fu schiacciato a causa delle nostre colpe. Il castigo che ci rende la pace fu su di lui e per le sue piaghe noi siamo stati guariti."). Ed è proprio nella croce che viene manifestata la gloria di Dio, mostrando a quale estremo possa giungere l'amore.

A presto.

Francesco Tiger

Lascio la parola all'interessato Sal...


2541) Ciao Amici,
putroppo parlo solo con i miei articoli su MF, vedo che comunque li leggete e questo mi fa piacere... spero di non dire troppe cazzate. Intanto vi invio una bella foto della reunion dei maggiesfarmiani di Napoli e Caserta dell' 8 aprile. Abbiamo passato una bella serata tutti insieme qui a Caserta una bella pizza e poi tante canzoni "stonate" di Bob Dylan a Casa mia, per fortuna nessuno ci ha interrotto questa volta.

Bene vengo ai materassi e rispondendo a Francesco, che saluto con affetto anche perchè avrà già letto questa e.mail per conoscenza.

Quello che dice Francesco riguardo il termine Barabbas, è assolutamente esatto, se però si considera il fatto che molti sobillatori si autoidentificavano nella figura di un ipotetico Messia, i conti tornano. Mio
malgrado in questo periodo sono mi sono imbarcato in un interessante corso di Ebraico Biblico (che mi toglie moltissimo tempo ma che seguo con grande interesse) e con il mio prof. che sicuramente Francesco ricorderà (il Preside dell'istituto Salesiano) abbiamo discusso a lungo di questa cosa, in effetti in tempi precedenti la parola significava proprio Figlio del Padre, ma in un secondo tempo assunse un significato dispregiativo dato che fu a lungo abusato. Certo si tratta di casi specifici di cui spesso è solo accennato in
fonti storiche. Quanto al Sinedrio è verissima anche quest'altra sua nota, tuttavia bisogna ricordare che nel periodo in cui fu processato Gesù sul territorio delle province romane vigeva uno speciale sistema giuridico chiamato cognictio extra ordinem ovvero il primo grado del processo era gestito dalle autorità locali, mentre l'appello era ad appannaggio dei Romani. Questo particolare sistema giuridico sopratutto in medio-oriente creò numerosi problemi, infatti vi erano numerosi processi in cui i due gradi di giudizio venivano a sovrapporsi in quanto a seconda della convenienza o del momento politico, il processo si svolgeva sia nella prima che nella seconda fase dinanzi ad un solo tribunale o romano o ebraico in
questo caso. Il Sinedrio appoggiò sì alcuni casi ma resosi conto dell'impossibilità di fare fronte alla potenza romana ben presto abbandonò anche questa linea politica. Tornando al giudizio voglio precisare ancora una cosa: Gesù fu giudicato secondo la normale prassi e il Sinedrio che vedeva la sua figura come troppo rivoluzionaria (ricordiamo Cristo non era il messia che loro aspettavano ovvero colui che con un esercito avrebbe liberato gli Ebrei) e destabilizzante è ovvio che come ho detto portasse avanti la stessa linea di pensiero dei Romani. Quindi appoggiavano i capi popolo ma quelli che scendevano giù in campo con le spade non quelli che predicavano la pace! Spero di essermi spiegato in modo decente... quanto alla
rilettura in chiave dylaniana, è stato un tentativo di trovare dei semplici punti di contatto tra le due riletture della figura di Cristo, che secondo il mio parere in Mel Gibson è come ho detto è troppo tendente al protestantesimo per essere accettata da noi. E' qui il punto di contatto. Concordo che non viene mai sottolineato in Dylan l'amore che Gesù ha per tutti gli uomini ma è anche vero che vi sono ben altri elementi su cui focalizzare l'attenzione come quello del peccato, elemento molto forte in Dylan e su cui ho speso più di una parola nel mio articolo. Tutti gli altri elementi citati poi da Francesco sono tutti veri ma l'intento della mia rilettura (dico rilettura eh!! non interpretazione sono due cose ben diverse!!) era quello di cercare dei punti di contatto non di interpretare la passione su cui si basa il 90% delle mie convinzioni religiose su delle convinzioni non mie ovvero quelle personali di Dylan.
Salvatore "Eagle"


Leonardo Lion, Sal Eagle, Michela Lady Hawk, Aleidita Ale Bally The Bee, Hilda Tarantula


e sempre a proposito di "The Passion"...

2542) Ciao Michele,
volevo segnalarti/vi che da qualche giorno oltre alla colonna sonora del fim The Passion di Mel Gibson e' uscita una compilation curata sempre dall'attore/regista contenente delle songs che hanno ispirato poi la colonna sonora stessa.
Tra queste songs c'e' quella di Dylan "Not Dark Yet".
Ho visto il film e ho sentito la musica e in effetti qualche cosa traspare.
Voi che ne dite o pensate?

Stefano.

Ciao Stefano
non ho ancora visto il film... Che ne pensano gli altri (magari Francesco e Sal...)?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2543) "Vicolo De' Musici - Folkosteria" presenta:

MARTEDI' 20 APRILE

"Quasi Gol"

Testi di Osvaldo Soriano ed Edoardo Galeano

con:

Mario Palmieri - Voce recitante
Cristina Crispino - Voce recitante e ballo
Giorgio Mazzone - Chitarra
 

MERCOLEDI' 21 APRILE

Andrea Di Michele
(Canzone d'autore - Brani originali)

in concerto

GIOVEDI' 22 APRILE

Nell'ambito del ciclo "Anime Salve - Canzone d'autore"
(a cura di Roberto Petruccio e Marcello Canzoniere, i Servi disobbedienti):

Fabrizio Mozzillo e Pietro Cagnoni

in

"Fosforo e fantasia"

Brani inediti e cover di Francesco De Gregori e Francesco Guccini

Special guest: Roberto dei "Servi disobbedienti"
 

VENERDÌ 23 APRILE

Gianluca Zammarelli & Humus

in

"La più bella cosa"

Musica etnica
 

SABATO 24 APRILE

Nell'ambito della rassegna "Folk'n'roll:

"It ain't me babe"

Tributo a Bob Dylan
 

DOMENICA 25 APRILE

"Pure questo è amore..."

Serata dedicata alla musica "contro"

Con la partecipazione di vari artisti
 

LUNEDI' 26 APRILE

Rock a 360 gradi - Dal Punk ai Pink Floyd con Hattori Hanzo (Fausto e Cristiano)
 

MARTEDI' 27 APRILE

"In viaggio"

Musica italiana d'autore - Da Fabrizio De André ai CSI

con

Leonardo Leonardi
 

MERCOLEDI' 28 APRILE

Alessandro Fea e Daniele Federici

in

"Pin ups"

Omaggio a David Bowie

(+ Lou Reed e Iggy Pop)
 

Concerti: ore 21.00

"Vicolo De' Musici-Folkosteria"
Via della Madonna dei Monti, 28 (Vicino Metro B fermata Cavour) Roma
Per info e contatti: Tel. 066786188
                                  3282874962 (Roberto - Direttore artistico)
Internet:www.servidisobbedienti.net



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