parte 208
Lunedì 5 Aprile 2004


Auguri di buon compleanno alla nostra incommensurabile
(nonchè mia girlfriend preferita) Anna Duck!!!





2501) Ciao Michele,
non ti scrivo da parecchio tempo. E questa può essere l'ultima volta. Ti chiedo un favore da amico. Quella di pubblicare la mia lettera che ti mando in allegato. Anche se non sarai d'accordo con la sostanza. Anche se gli altri amici dylaniati non saranno affatto d'accordo.
un abbraccio
Corrado "The Elephant"

Caro Bob Dylan,

Io non so se mai avrai l’occasione di leggere questa lettera e ancor meno se, avendone la possibilità, vorrai dedicare qualche virgola del tuo tempo per farti tradurre queste righe. Non importa, io quanto ho da dirti te lo dico ugualmente perché con gli anni ho capito che non soltanto la risposta soffia nel vento, ma che nel cielo rimane qualunque gesto l’essere umano concepisca e realizzi.
Ti scrivo questa lettera dopo aver mandato giù bocconi di stupore amaro in tutti questi mesi in cui foto rubate, deduzioni e allusioni ancora sostituivano la prova di una notizia certa. E dopo aver trasformato quell’irritazione in un autentico pugno di rabbia quando ormai la realtà è stata evidente agli occhi di tutti: Bob Dylan ha accettato di posare per una marca pubblicitaria, anzi, come dicono quelli che pensano di parlare bene, di fare da “testimonial” per un’azienda la cui “mission” (brrrrr) è vendere indumenti intimi per donna. Bob Dylan appare attorniato da un nugolo di modelle che semisvestite ancheggiano, ammiccano e ballano al ritmo di “Love Sick”. Il tutto, in un nobile palazzo di Venezia. I media sguazzano nella piscina, tanto che hanno preso subito a chiamarti Mr. Lingerie Man.
Che tristezza Bob. Che tristezza assistere impotenti all’ennesima vittoria cannibalistica di un mezzo che, come un Michael Schumacher al quadrato, sembra non avere proprio avversari attorno tanto è capace di fagocitare qualunque cosa, persona e idea. Non voglio appoggiarmi a quanto scrivesti in “It’s All Right Ma’”, in fin dei conti quella canzone ha quarant’anni  e così facendo non farei che ricordare un Dylan che non c’è più. Né voglio pescare dall’infinito pozzo del tuo repertorio un tuo brandello di verso o strofa per sostenere il mio stato d’animo. Hai cambiato più pelle tu che un pitone secolare. Ma tu oggi non mi sembri più tanto un serpente la cui scansione biologica è dettata dal necessario cambio del vestito per sopravvivere. Inizio a vederti come uno Zelig, quello strano personaggio che cambia a seconda della persona con cui ha a che fare al momento assumendone le stesse fattezze fisiche e tono della voce. Perché è più rilassante e tranquillizzante essere in sintonia con interlocutori e tempi che difendersi sempre e in ogni circostanza dal conformismo.
In tutta la tua vita da musicista, in tutti i tuoi capitomboli esistenziali, in tutte le tue parole non dette e nel tuo pervicace difendere il desiderio di non apparire, di non presenziare, di non esserci in un universo che non ti apparteneva io ho colto negli anni tanto, ma tanto, ma tanto, ma tanto piacere di vita che non puoi neanche immaginare. E non liquidare tutto questo pensando che ti stia offrendo proprio quello che tu hai sempre fatto capire di detestare e temere di più, e cioé che il pubblico pretenda che tu sia come lui immagina che tu sia. Con un dylaniato vero questa giustificazione non attacca.
Cosa sarà mai una partecipazione in uno spot pubblicitario magari ti chiedi. Per me è tanto. È tantissimo perché è un universo mentale che, anche grazie a te, ho sempre tenuto a distanza, contro cui combatto ancor oggi, magari in una lotta di minoranza se non addirittura di retroguardia, per continuare a essere considerato persona e non consumatore, cittadino e non cliente. Un’arma che ti dice quello di cui tu hai bisogno, che te lo mostra nel suo vestito migliore e te lo fa agognare facendotelo annusare da vicino. E ti dice che se non lo possiedi stai sprecando il tuo ruolo su questo pianeta. Per poi sostituirtelo con un altro appena tu lo hai acquistato. E così compri, compri, compri, anche se non hai un reale bisogno di quello che acquisti, spendi, spendi, spendi e con la tua tribù inizi a dividere tra “Chi Sì” e “Chi No”. E chi se ne frega se senza spot pubblicitari quel prodotto costerebbe dieci volte meno. Se di quel prodotto non sai realmente cosa fartene, ma hai un bisogno fottuto di acquistare come hai bisogno di bere un bicchier d’acqua quando hai sete. Se quel prodotto è il frutto del più bieco sfruttamento dell’uomo sull’uomo, su bambini già vecchi e intossicati a dieci anni. Perché appunto noi serviamo solo se irrigidimentati nell’esercito di una marca pubblicitaria. Fermati, entra in una libreria e chiedi di “Euro 13,89” di Frédéric Beigbeder, poi leggitelo tutto. E se provi un po’ di schifo sappi che è lo stesso schifo che ho provato io.
Lo so che non ti dico niente di nuovo. Ma questo aumenta la mia tristezza di vederti attore di un circo molto più vicino al fanatismo religioso che a Barnum. E mi fa male vederti in un messaggio che ci mostra la donna nella veste in cui la nostra cultura l’ha ficcata di nuovo con forza. Essere piacente e non pensante. Insieme di curve non di sentimenti. Oggetto dei tuoi pruriti e non soggetto delle sue emozioni. E, perdonami, ma non sono un vetero di niente, anche se scrivo questo. Quindi non sbrigartela con quest’accusa.
Sono ben conscio che ci saranno schiere di altri dylaniati già pronti a difendere questa tua scelta mettendo sul campo l’ironia del messaggio, la tua abilità a spiazzare tutto e tutti, la pretesa libertà di non dover dimostrare nulla a nessuno, la differenza tra contraddittorietà e incoerenza e tanti ma tanti di quegli eccetera che sosterranno ancora il tuo mito. Anche se tu hai sempre voluto far capire che del tuo mito non te fotte un fico secco. Scusa ma non mi bevo tutti questi ragionamenti. Secondo me quando si incomincia a pensare che si può fare e dire tutto e il contrario di tutto significa che si è arrivati, magari solo per età, a una certa forma di rimbambimento. O magari nel tuo caso si tratta solo di manie di gigantismo che non riescono più a essere governate. E, Bobby permettimi, se anche così fosse non sarebbe un gran bel vedere il tuo.
O magari, rivoluzione delle rivoluzioni, anche tu non hai più niente da dire. E lo fai così come ti è capitato in quella stanza di Venezia. Una volta che sei diventato un fantasma, chi te lo fa fare a negarti se poi ti riempiono le tasche di denari no? Forse Joan Baez tutto questo lo ha capito da decenni. Io ci sono arrivato ora.
So bene che non hai mai avuto e mai avrai bisogno né dei miei soldi né della mia attenzione. Ma non è questo il punto. Io non so se ti ascolterò ancora in futuro, se mi fermerò per dedicarmi a quello che canterai. Al momento questa mi sembra una possibilità molto remota, ma ho rotto tante di quelle promesse nella mia vita, cambiato così tante opinioni sulle persone che non mi sconvolgerebbe una capriola del destino su di te. No, non è neanche questo il punto. Perché questa, alla fine della fiera, è una lettera di congratulazioni. Sì Bob, ti scrivo per accoglierti. Benvenuto Bob Dylan, benvenuto nel mondo degli esseri ordinari, benvenuto nella massa.
Corrado Ori Tanzi – Milano - Italia

Ciao Corrado, rispondo qui sotto approfittando di un'altra mail sull'argomento...
Michele "Napoleon in rags"


2502) Ciao Michele
ho visto la bella pagina che hai messo con il video di Victoria's Secret (dove l'hai scovato?...).
Le immagini sono molto belle ma secondo te che diavolo c'entra Dylan con la lingerie...? Tu che l'hai visto, come ti è sembrato il video comunque?
Ciao
Toni

Ciao Toni,
è sicuramente un video ben girato e molto affascinante, per certi versi... Resta il mistero sul perchè Dylan abbia deciso di prendervi parte. Per soldi? Ne dubito.
Perchè allora "sputtanarsi", come - meglio di quanto mai avrei potuto scrivere io - ha scritto Corrado nella mail qui sopra...? Perchè esporsi alle critiche di tutti quelli che mai avrebbero pensato che egli sarebbe arrivato ad un punto tanto "basso"? Perchè rischiare di alienarsi il seguito di chi vede in lui l'ultimo portabandiera contro la massificazione e tutte quelle altre "belle" cosette che la pubblicità porta seco...?
Si potrebbe rispondere con una serie infinita di altre domande: perchè Dylan ha inciso Self Portrait? Perchè ha "rinnegato" le sue prime canzoni? Perchè ha detto che "Masters of war" non ha niente a che vedere col pacifismo e che anzi egli è tutto tranne che un pacifista? Perchè ha suonato per le accademie militari? Perchè ha pronunciato quelle parole contro gli omosessuali a San Francisco? Perchè ha scritto ed inciso "Neighborhood bully"? Perchè ha cantato a squarciagola l'inno americano accanto al Presidente? Perchè ha recitato in "Hearts of fire" facendo capire che gli interessavano solo i soldi? Perchè ha concesso che fosse utilizzata "The times they are a-changin'" per una campagna pubblicitaria di una banca? Perchè concede i suoi versi per una marca di vini di cui egli stesso è coproduttore? Perchè, se tutti inequivocabilmente gli hanno detto che non sa recitare, ha realizzato "Masked and Anonymous"?
Il fatto è che Dylan, come scrive Carrera, è davvero "inafferrabile" e ama fare quello che gli altri, decidendo per lui, sostengono che egli non farà mai (o che non deve fare mai), al punto da girare uno spot pubblicitario per promuovere una marca di lingerie anche solo perchè tutti avrebbero giurato che non lo avrebbe mai fatto, anzi magari per prendersi gioco di tutti ricordandosi di un'altra celebre presa in giro che lo vide sostenere nel '65 - durante la conferenza stampa di San Francisco - che egli era interessato, oltre alla musica, proprio alla biancheria intima femminile. Troppo poco per giustificarlo? Il fatto è che Dylan, è chiaro, non vuole essere giustificato... Non voleva esserlo quando cantava le canzoni di "Nashville skyline" o quando cantava "Saved"... Non voleva esserlo quando in maniera pietosa il suo Billy Parker cercava di stare a galla tra James Colt e Fiona... Non voleva esserlo quando pronunciava sermoni reazionari nei campus...
Forse è tutto qui.
Tra l'altro non vorrei che ci fosse lo zampino di Dylan nell'ideazione stessa del trailer. Dico questo
perchè nel guardarlo mi ha ricordato "Renaldo and Clara".
In "Renaldo and Clara" c'erano, per ammissione dello stesso Dylan, i simboli del fiore e del cappello, il primo dei quali rappresentava la vagina ed il secondo il pene. In una scena di R&C il fiore cadeva a Joan Baez/Donna in bianco. Dylan/Renaldo lo raccoglieva e glielo restituiva (come segno di rifiuto di quello che il fiore rappresentava?). Nel trailer di Victoria's Secret è il cappello/pene (quello di Dylan) a cadere in una sequenza. E nella sequenza dopo lo vediamo in testa alla ragazza che appare con Dylan nel trailer (come segno di accettazione di quello che eventualmente il cappello rappresenta?). Per di più la ragazza ha delle ali di angelo (il trailer si intitola Angels in Venice) ed in Renaldo and Clara David Mansfield ha anch'egli delle ali di angelo mentre viene circuito dalle prostitute del bordello della zingara (Joan Baez ed un altro paio di ragazze).
Saranno coincidenze ma non ho potuto fare a meno di pensarci. Quindi chissà che Dylan non abbia messo lo zampino anche nell'ideazione del commercial e questo potrebbe costituire un motivo per la sua partecipazione. Resta, infatti, il dato di fatto incontrovertibile che negli ultimi anni Dylan sembra molto interessato al cinema e ai video. Basti pensare alla comparsata fatta nella serie televisiva "Dharma & Greg" (chi ci avrebbe scommesso solo qualche anno prima?), e poi alla sua partecipazione virtuale al film "Gods and Generals", con quel bellissimo video che sembra un outtake del film stesso, per non parlare naturalmente di "Masked and Anonymous" di cui è protagonista ed autore, e adesso questo Victoria's Secret (e senza contare il prossimo film di Scorsese e quello sulla sua vita di prossima uscita).
Insomma Dylan ancora una volta, come ha sempre fatto fin da quando "Sing out!" lo accusava di tradire la causa nel '64, va da un'altra parte rispetto a quella verso la quale tutti vorrebbero che egli andasse... Citando Alessandro Carrera, Dylan/Fate recita in "Masked and Anonymous": "Certe volte non basta capire quello che le cose vogliono dire. Qualche volta è più importante sapere anche quello che non vogliono dire". (...) Mentre il dylanista si ferma a ponderare, Dylan è già altrove.
E, aggiungo io, Dylan ancora una volta sembra ribadire: "Non vi aspettate niente da me... I will only let you down...".
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps per Corrado: naturalmente spero che invece continui a scrivere a MF...


Ed ecco un nuovo racconto della serie "When we first met..." opera di Mario che ringrazio (l'ho già inserito nella sezione apposita).

2503) Non posso stabilire da quando conosco Bob Dylan. Ricordo che, ero adolescente, mi capitò tra le mani un suo poster.
Era un poster di quelli pubblicati da un giornale musicale, forse BOY MUSIC (non sono nemmeno certo di questo nome). Si trattava di un ritratto, e non una foto. Sul retro, il poster riportava la discografia e una succinta biografia. Il particolare che mi è rimasto impresso è questo: l'autore della biografia indicava in BLONDE ON BLONDE l'album migliore. Ma io accolsi tale indicazione con molta perplessità, anzi del tutto in disaccordo. Leggevo le canzoni degli album e mi pareva assurda questa posizione di privilegio, dal momento che l'unica canzone famosa di quell'album era "Just like a woman". Ero molto ingenuo, ma devo ammettere che questo particolare tipo di ingenuità, con relativo scetticismo, mi è sempre rimasto: il primo giudizio su qualcosa o qualcuno, o la mia prima impressione, fungono da cardine per le mie opinioni. Ed è difficile in seguito schiodarli. Anche per un'altra mia grande passione (più grande di quella che ho per Bob, devo ammettere), la fantascienza, è successa la stessa cosa.
Ad ogni modo, ciò che conta è che io, adolescente, già conoscevo alcune canzoni di Dylan, anche se non ricordo assolutamente se le abbia mai ascoltate. Quindi, la mia conoscenza di Bob risale alla mia
fanciullezza. Ma si trattava chiaramente di una conoscenza per modo di dire, estremamente superficiale: lo conoscevo come conoscevo gli Abba, o i Led Zeppelin, o Frank Sinatra, o tanti altri. Diciamo pure che sapevo che esisteva.
Il vero momento in cui sono rimasto folgorato da lui è un altro. È una scena che ho davanti ai miei occhi, anche se, ancora una volta, non posso collocarla temporalmente con precisione: dovrebbe trattarsi di fine anni '80, inizio anni '90.
A quell'epoca il Tg trasmetteva quella rubrica, che in molti ricorderanno, chiamata "Tre minuti di...". Eravamo a tavola, intenti a pranzare. Una giornata come tante. D'improvviso, la televisione rovesciò su di me le note e le immagini di "Hurricane"... Forse un concerto del periodo in cui la canzone è uscita (anzi, se qualcuno lo sa, per favore me lo faccia sapere), non so. Comunque, la canzone, il modo in cui Dylan la cantava, la sua rabbia, il modo in cui si muoveva sul palco mi coinvolsero totalmente. Restai incollato al video per tutti i tre minuti, dimenticando il pranzo. Da allora, è nata la mia passione per Dylan.
Una passione pacata, devo dire, come tutte le altre (la fantascienza, i fumetti, la poesia, la storia del calcio e, ahimè, l'Inter...), nel senso che, per quanto forti possano essere, concretamente mi getto in esse con l'anima ma non col corpo... Per L'Inter, ad esempio, a volte sono giunto a star male davvero, ma non sono mai andato a vedere una partita allo stadio. La mia passione per Bob si esplicava attraverso l'acquisto degli album, ma con calma, e senza eccedere. Un po' per ragioni economiche, un po' perché non ho la passione del collezionismo. A me interessa ascoltare la musica, e la mia preferenza va ai pezzi in studio.
Comunque, è curioso che la prima cosa di Dylan che abbia mai avuto fosse proprio il primo album. Si trattava di una cassetta, non originale, coi soliti titoli sbagliati e registrata male. Dopo qualche tempo, si è rotta. All'epoca pensavo si trattasse di una raccolta (purtroppo avevo smarrito il famoso poster. Per me all'epoca non era affatto un cimelio) e mi irritava il fatto che gli incompetenti che l'avevano realizzata non avessero incluso brani famosi... Mi appassionai soprattutto a "House of the risin' sun".
L'estate scorsa è poi accaduto l'altro fatto rilevante.
Il mio più caro amico si chiama Rocco Saracino, un nome che forse alcuni di voi conoscono, dal momento che frequenta MAGGIE'S FARM assai più assiduamente di me (è il R. '72 della presente rubrica). Ebbene, lui non è mai stato attratto da Dylan. Anzi, approfitto dell'occasione per sputtanarlo pubblicamente...: il giudizio più lusinghiero che dava di Dylan era: "E' una cornacchia" (che soddisfazione, per me, la notte dello scorso capodanno, quando ammise, con tanto di testimoni, che Bob  era meglio dei Pink Floyd! Oh, in seguito ritrattò, incolpando il vino... ma non si dice che nel vino c'è la verità?). Comunque lui, come me del resto, era patito dei Pink Floyd. Ha sviscerato questo gruppo con una tenacia e una meticolosità sorprendenti (io non sono tanto maniaco). Una volta gli diedi da ascoltare una raccolta di Dylan. Lui ascoltò "It ain't me babe" e "Blowin' in the wind". Poi giunse a "Hollis Brown" e questa canzone segnò la fine del suo tentativo di conoscere Bob... Spesso il caso è determinante. Lui non sopportava le canzoni acustiche, troppo striminzite musicalmente (adesso invece ha scoperto che gli piacciono).
Se avessi dato un'occhiata preventiva alla cassetta, avrei potuto dargliela predisposta per l'altro lato, dove c'erano "Subterranean homesick blues" e "Like a rolling stone", e allora chissà? Una mia grave
negligenza. Ho privato per anni un essere umano dell'Ultima Conoscenza (terrena?).
L'estate scorsa, comunque, gli ho chiesto un piacere. Dal momento che lui possiede un'auto con un impianto stereo decente, gli ho chiesto di poter provare come si sente Dylan in auto. Lui ha acconsentito (è la prova somma della nostra amicizia: in passato aveva sempre sostenuto che non avrebbe mai contagiato in tal modo il suo stereo...). Ho registrato una raccolta e glie l'ho lasciata in macchina, in attesa di potermi togliere quella piccola soddisfazione. Lui ha ignorato il CD per qualche giorno, poi l'ha infilato nello stereo, colto da chissà quale insano impulso... Ha ascoltato "A satisfied mind", "Saved", "Hurricane" e quindi è giunto a "Señor". In seguito mi ha confessato di esserne rimasto folgorato, e di averla riascoltata tre o quattro volte di seguito... E infatti è rimasta la sua preferita in assoluto. In ogni caso, e siamo tutti d'accordo su questo, ho scatenato una sorta di mostro. Mi ha letteralmente costretto a terminare la raccolta di album in CD (ne avevo solo 8...), lui ha iniziato a collezionare i live, ha cominciato a leggere i miei libri, ne ha comprato uno lui (e adesso ne sa molto più di me, anche perché lui non scorda niente di ciò che lo appassiona), ascolta Dylan in ogni momento possibile, ha cominciato a ricercare siti (è lui che ha scovato Maggie's Farm. Io non ne conoscevo l'esistenza e nemmeno ci pensavo), ed è riuscito persino a coinvolgere altri amici, amici che prima non si sarebbero mai sognati di appassionarsi a Dylan. Dopo aver lanciato la moda Pink Floyd, ha lanciato quella Dylan nel nostro paesello, cosa che io non sarei mai stato capace di fare.
Infine, e ce n'è voluto, è riuscito a trascinarmi ad un concerto, quello di Roma, lo scorso autunno. Un concerto che ancora adesso reputo un pò deludente. Non tanto per via della musica in sé. Ma avrei preferito che le canzoni fossero un tantino più immediatamente riconoscibili...
Ammetterete che è frustrante andare a sentire il proprio artista preferito e, anche per via dei posti non ideali dove eravamo, anziché godersi la musica, passare buona parte del tempo tentando di riconoscere
quale brano stia cantando... Almeno, a me è accaduto questo. Non ho orecchio musicale, se l'interpretazione è troppo diversa dall'originale fatico a riconoscere la canzone. Rocco, ad esempio, che era quasi digiuno di canzoni dylaniane, ne ha riconosciute ben quattro prima di me.
Comunque sia, ho visto Dylan dal vivo. È il solo modo per sapere se un idolo esiste o non è che un simulacro costruito a nostra insaputa da ignoti.
Ho avuto diverse passioni musicali nella mia vita, i Pooh, Battisti, i Pink Floyd... ma nessuna così forte. Per me la grandezza di Bob è tale che, paradossalmente, a volte desidero maledirlo. Perché dopo aver
ascoltato lui tutto il resto diventa insipido: e sì che in fatto di musica io divoro di tutto! I Pink Floyd, gli unici che possono tentare di competere, ora mi appaiono freddi nella loro perfezione, nella meticolosità che adoperano per confezionare brani e dischi: nell'ascoltarli, non provo più lo stesso piacere di una volta, anche se non li depennerò mai dall'elenco dei miei idoli. Inoltre i loro testi non si possono nemmeno lontanamente paragonare, benché Waters se la cavi piuttosto bene.
Questa, in sintesi, è la storia del mio incontro con Bob. Da un poster e una cassetta pirata all'intera raccolta degli album. Mi resta poco altro da scoprire, tutto sommato. E questo è il guaio: come farò, ora? Ora che, se voglio ascoltare qualcosa di nuovo dovrò necessariamente imboccare le vie insipide?

Mario "Yellow" Giallorenzo

Ciao Mario
e grazie per il bellissimo racconto che ho inserito nella nostra pagina "When we first met...".
Sulla non riconoscibilità delle canzoni di Dylan ai concerti dovrai abituarti (è rarissimo che esegua una canzone come suonava su disco) ma scoprirai alla lunga che questo in realtà è un merito perchè ci offre la possibilità di apprezzare molte altre sfumature di ogni singola canzone (a proposito non perderti i concerti di Como e Padova prossimi).
Scrivi: "Mi resta poco altro da scoprire, tutto sommato. E questo è il guaio: come farò, ora?"
Se non ho capito male hai solo i dischi ufficiali (o no?) in tal caso ti consiglio il nostro Porcile di Maggie's Farm (http://porcile.tk). Partecipa ai tree visto che nei cd che la pagina propone ci sono un sacco di inediti che probabilmente non hai...
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


... e a tal proposito...

2504) Ciao Michele,
ho messo on-line un nuovo tree per il quale ti chiediamo il solito disegno di Zimmy per la copertina. Si chiama "Dylan in Italia vol. 1" e contiene il documentario del tour dell' 84, il concerto del Papa del '97 e brevi brani da Napoli '93 e Aosta '92 su vcd, più in cd-rom con mp3 da Roma '84, Milano '89 e '93 e Pistoia '96. Il titolo inaugura una collana che sarà presto allungata.
Carlo "Pig"

Ciao Carlo
ok! Ecco qui sotto il mio nuovo capolavoro per la copertina del cd.
Correte tutti nel Porcile di Maggie's Farm ad iscrivervi (http://porcile.tk)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2505) Ciao Michele,
Franco Fosca mi aveva già parlato della "festa di compleanno" del caro Bob... mi piacerebbe davvero esserci, anche perché così potrei finalmente conoscerti e, con te, tanti altri amici per adesso solo virtuali.
Frequento ormai quotidianamente il tuo sito, che mi piace un sacco, e mi sono così affezionato da
considerarti "uno di famiglia". Prima o poi ti manderò le mie poesie (una parte, ovviamente). Grazie di
tutto e speriamo di rivederci a Roma (o, chissà, a Padova o Como... io propendo per Padova, ma solo
perché mio fratello abita a Verona)...
A presto!

Ciao, Rocco

Ciao Rocco
ok allora speriamo di vederci a Roma alla festa di compleanno dylaniana alla Folkosteria il 24 maggio durante la quale presenteremo tra l'altro con un reading un'anteprima di "Un giorno tutto sarà calmo", il lavoro teatrale che il sottoscritto ha scritto insieme ad Alessandro Carrera, Benedicta Froelich e Michele Salimbeni (che sarà anche il regista dello spettacolo teatrale), presenti gli autori.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: mandami le tue poesie se vuoi 


2506) Ciao Michele,
a Francesco Olivieri, di cui non ho trovato l'email, puoi dire che io ho una copia in vinile del concerto della Baez a Milano Arena Civica. Posso provare a digitalizzarlo ma non posso garantire la perfetta riuscita perche' il mio giradischi funziona poco e male.
Mi piacerebbe invece partecipare alla festa di Dylan il 24 Maggio alla folkosteria, dove naturalmente mi piacerebbe anche potervi cantare almeno una canzone di Bob.
Fammi sapere grazie
ciao
Bruno Jackass

Ciao Bruno.
Allora Francesco facci sapere il tuo indirizzo email così ti contattiamo.
Durante la serata per il compleanno di Dylan che stiamo organizzando per il 24 maggio come scrivevo sopra si esibiranno i TAMBOURINE (Franco Fosca voce chitarra e armonica / Antonello "Dylan doc" Amalfi chitarra / Felice Zaccheo chitarra, mandolino e violino). Ad ogni modo spero ci sia la possibilità di fare quello che auspichi, ovvero interventi esterni. Vedremo...
Tra l'altro ricordo o meglio anticipo anche che i TAMBOURINE debutteranno sempre al Vicolo dei
Musici/Folkosteria, esattamente un mese prima: sabato 24 aprile. Dunque dylaniani romani fateci un salto ma naturalmente poi non mancate neanche il 24 maggio.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


2507) Sostengo l' idea del ritiro in agriturismo proposto da Elio prima della due giorni Padova-Como.
Bellissima iniziativa

Marco "groundhog"

Ok Marco allora tieni i contatti con Elio "Rooster" che si sta interessando di questo progetto. Ecco il suo indirizzo: eliogallotti@hotmail.com.
Ricordo a chi non ha letto la scorsa Talkin' che l'idea di Elio è quella di una 3 giorni in una località a metà strada tra Padova e Como (tipo zona sud del lago di Garda, a ridosso dell'autostrada che collega in pratica le due città), dove il 1° luglio potremmo festeggiare alla grande il compleanno di MF ed i concerti dylaniani, con - tra l'altro - l'incontro tra le band del nord e quelle del sud di Maggie's farm...
Dunque chi è interessato ci faccia sapere contattando Elio, ok?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2508) Ciao, sono Massimo e vorrei continuare il discorso del mese scorso su De Andre', Dylan e Battisti,
prendendo spunto da ciò che si è detto e integrandolo con alcune opinioni personali.
Adoro De Andrè e Battisti che ritengo siano i più grandi apparsi nel panorama musicale italiano e non
solo. Le canzoni di Battisti non sono datate, come qualcuno ha affermato, semmai risentono della
maggior “esposizione” per quanto riguarda l’ascolto, almeno quelle più conosciute e orecchiabili. Non
dimentichiamo che Battisti ha pubblicato degli autentici capolavori, ad oggi ancora non completamente
riconosciuti come tali e assimilati, uno su tutti “Anima Latina” del 1974 (per me insuperabile) o “La
sposa occidentale” del 1990.
I testi scritti da Andrè personalmente non li ritengo inferiori ad altri, nemmeno a quelli di Dylan, a nulla
obiettando che si è avvalso di varie collaborazioni.
E’ giusto ricordare che Dylan, ad esempio, è il risultato, certamente incredibile, di una tradizione
musicale americana talmente ricca, nella quale attingere comporta solo l’imbarazzo della scelta.
De Andrè non ha molto in comune con Dylan, a parte le cover e l’ammirazione che provava per Bob,
dichiarando che gli piacevano una cinquantina di canzoni dell’americano, ma che se la sarebbe fatta
addosso al pensiero di esibirsi con lui (nelle due occasioni in cui ebbe l’opportunità di farlo) e rifiutando
così un duetto… che lascio solo immaginare.
Anzi, le occasioni in cui Fabrizio si è avvicinato a Bob, prendendo alcuni spunti, evidenziano
un’ispirazione musicale inferiore.
Sono convinto che Fabrizio avesse delle capacità superiori a quelle espresse e che non siano venute
fuori solo per un fatto caratteriale, per una certa ritrosia e per il suo perfezionismo che non gli
consentiva di uscire sul mercato con una maggior frequenza.

Battisti invece si avvicina molto a Dylan, specie in alcuni momenti iniziali della carriera Come egli stesso
ammise, lo ascoltò a lungo, poi lo dimenticò volutamente e forse in seguito ne rimase deluso.
(Ricordo di aver letto da qualche parte che un amico di Battisti, agli inizi di carriera quando le cose non
andavano proprio per il meglio, di fronte a un Lucio sconsolato, lo rinfrancò con un aneddoto sulla
presunta competenza musicale dei discografici. A tal proposito, riferì di un addetto ai lavori che, preso
tra le mani un disco, avrebbe pronunciato più o meno queste parole:”Prendi ad esempio questo giovane
cantante americano, lo dobbiamo recensire, ma non andrà lontano”. Quel disco era “The freewheelin’ Bob Dylan”!!!)
Ritengo che sia proprio Battisti quello più originale, perché assolutamente più innovatore, come i
Beatles, anzi addirittura penalizzato dalla asfittica collaborazione con Mogol e dalla mancanza di
collaborazioni con artisti di un certo spessore.
Comunque, di De Andrè e Battisti si fa prima a elencare gli album che non si ritiene annoverare tra i
capolavori assoluti, fermo restando che incarnano concezioni musicali differenti, ma entrambe geniali.
Ritengo che si possano tranquillamente amare entrambi, come i Beatles e Dylan… appunto.
Ciao.
Massimo.

Ciao Massimo,
concordo al cento per cento. Tra l'altro ho riletto alcuni libri di recente in cui ci sono molti aneddoti sul rapporto Battisti/Dylan. Ecco alcuni stralci tratti da "Lucio Battisti" di Gianfranco Salvatore (Giunti), "Battisti Talk" di Francesco Mirenzi (Castelvecchi) e "Pensieri e parole" di Luciano Ceri (Tarab).

Roby Matano dei Satiri doveva trovare un chitarrista per il suo gruppo e dopo aver optato inizialmente per Alberto Radius cambiò idea quando: "... una sera del 1963 alla "Cabala", locale romano frequentato dai divi del cinema, notai un chitarrista che aveva un modo particolare di suonare... ero talmente entusiasta di lui che gli feci un'offerta ... il suo nome era Lucio Battisti... andammo a suonare in Germania ed in Olanda... passavamo le giornate ad ascoltare Bob Dylan..."

Lucio Battisti e Roby Matano stettero in Germania ed Olanda un mese intero. Lucio era molto eccitato... Allontanandosi dall'Italia si ascoltavano cose dell'altro mondo. Di sera Lucio e Roby suonavano ma di giorno stavano attaccati alla radio. Scoprirono Bob Dylan, il vate della canzone di protesta americana, e il gruppo inglese degli Animals... Così Lucio e Roby assimilavano, suonavano, cantavano. Ogni pomeriggio se ne andavano in giro a cercare quei dischi nei negozi. Ritornarono in Italia gasatissimi... Chissà se si poteva (nella canzone italiana) metterci dentro un po' di Dylan e di Beatles, in una prosa italiana, con un respiro ed un sentimento nostro..."
"Lucio fu tra i primissimi a parlare a Pietruccio (Montalbetti, dei Dik Dik) di certi cantautori americani ed inglesi ancora misteriosi, di Bob Dylan, di Donovan e di alcuni complessi che creavano cose diverse sia dai Beatles che dai Rolling Stones, come gli Animals..."

Dice Montalbetti: "Mi ricordo che Battisti si era innamorato delle canzoni di Dylan, si era comprato tutti i suoi dischi e si faceva vedere poco in giro. Noi amici lo cercavamo ma Lucio ci diceva sempre che aveva da fare, che stava lavorando, che stava scrivendo cose nuove. Poi ad un certo punto, e tutti noi ce lo ricordiamo benissimo ancora adesso, si rifece vivo e ci disse testualmente queste parole: "Ragazzi ho capito tutto. A regà sò troppo forte, me faccio paura! L'importante non sono gli accordi, ma i rivolti degli accordi, trovare i rivolti giusti, quelli che ti danno il suono". E questo lo aveva imparato da Dylan".

Mario Campora così ricorda Battisti: "Nel corso di un'audizione a Milano scritturai il quartetto dei Campioni, un gruppo che si distingueva per l'ottimo sound e per la straordinaria tecnica dei musicisti. Battisti, che faceva parte del gruppo, già allora componeva canzoni che eseguiva spesso nel corso della serata. Il tempo libero pomeridiano lo trascorreva studiando ed esercitandosi assiduamente alla chitarra. Ricordo che prediligeva le canzoni del nuovo idolo americano Bob Dylan".

(a proposito dell'influenza di Dylan e dei Byrds su Battisti e sui gruppi italiani dell'epoca)
"In realtà i Byrds furono strumenti di una sottile ed inconsapevole strategia propagandistica: perchè in agguato dietro di loro, e pronto a saltare in groppa a tutti i beat italiani, c'era Bob Dylan. Aveva perfino suonato a Roma al Folkstudio, ma non se n'era accorto nessuno. Allora non si sapeva, perchè i Byrds erano i Byrds e guai a chi dissentiva, ma era lui, non loro, l'autore di Mr. Tambourine Man. Il pur informatissimo Ricky Gianco solo nel '67 mise le mani su un suo classico, Just like a woman. Arrivò prima il solito Mogol che nel '66 tradusse Like a rolling stone in Come una pietra che rotola e la diede a Gianni Pettenati. Ma erano tutti in ritardo. Già nel '63 era uscito in America il primo capolavoro del Vate, The Freewheelin' Bob Dylan, contenente tesori come Blowin' in the wind, Masters of War, A hard rain's a-gonna fall e Don't think twice, it's all right. Lucio Battisti era uno dei pochissimi a conoscere quei pezzi grazie ai dischi presi durante la prima tournée all'estero dei Campioni, gruppo in cui militava..."

Sul 45 giri di Battisti "Luisa Rossi" compare quel piccolo gioiello di "Era", realizzata con due chitarre ed una spinetta, e che richiama alla mente le ballate acustiche di Dylan e Donovan, con il classico accento sui bassi della chitarra che detta l'ossatura ritmica della canzone.

La quarta canzone pubblicata della coppia Battisti/Mogol fu "Le ombre della sera", interpretata dai Profeti di Renato Brioschi, una canzone fortemente debitrice nei confronti del filone folk/rock alla Byrds/Dylan.

Nel Luglio del 1966 arriva l'atteso momento dell'esordio canoro di Lucio Battisti (fino a quel momento solo autore per altri cantanti), che riprende due brani già portati al successo dai Ribelli e dai Dik Dik, "Per una lira" e "Dolce di giorno" (la seconda con un'armonica molto dylaniana). L'immagine di copertina del 45 giri vede Lucio di spalle mentre abbraccia una ragazza. La foto ricorda per scelta di Battisti quella stampata su un album del suo idolo Bob Dylan, "The freewheelin' Bob Dylan".

...Ricki Maiocchi, già leader del gruppo I Camaleonti, firma un contratto da solista con la Cbs e decide di chiedere la collaborazione di Battisti e Mogol. Nasce così "Uno in più", ballata di protesta molto raffinata che diventa subito un grande successo. Il testo si rifà alla cosiddetta "linea verde", movimento che si ispira alle canzoni di protesta di Bob Dylan e Joan Baez...

(sempre a proposito di "Uno in più")
...accattivante sia nella strofa che nel ritornello, il brano sembra rifarsi pure nella musica e nella struttura a Dylan & Co., con l'aggiunta magari di un po' di beat..."

(a proposito del primo lp di Lucio Battisti, omonimo)
...La Ricordi, una volta restia a dare spazio ad una sorta di Bob Dylan italiano, completamente fuori dai leziosi canoni interpretativi nostrani, non riesce ora ad ignorare il fenomeno a tutto raggio di Lucio Battisti..."

Domanda: Tra i cantanti stranieri quali preferisci?
Battisti: "Bob Dylan, Ray Charles, Donovan, Beatles, Led Zeppelin e Otis Redding. La mia formazione musicale la devo a loro, a tutto quanto ho assimilato dai loro dischi...

Battisti: "Le mie canzoni riecheggiano la musica folk nordamericana, ma credo che sia una cosa del tutto logica, dato che sono proprio quelli gli autori che preferisco. Gente che ha qualcosa da dire, perchè l'importante non è solamente rinnovare i testi, ma soprattutto il sound... Adoro Bob Dylan, l'ho studiato a lungo, mi sono ispirato a lui ma ora l'ho volutamente dimenticato... Ma quello che conta è l'influenza che Bob e la sua musica hanno esercitato sulla mia personalità..."

Ciao
Michele "Napoleon in rags"

ps: il fotogramma qui sotto è tratto dal videoclip di "Sì viaggiare" dove Lucio "posa" davanti ad una immagine di Dylan dalla copertina di "Another side".


"Da Dylan ho imparato a dire quello che mi pare"

(Lucio Battisti, "Registrazione")



2509) Ciao Michele, sono Massimo, volevo chiederti dove è possibile scaricare "Silver Dagger", oltre che da Kazaa, cioè senza scaricare un programma di file sharing.
Ho il bootleg "Halloween Mask" che è praticamente il Live 64 appena uscito, mancante però solo di
questa canzone cantata da Joan Baez.
Inoltre cercavo il retro della copertina del cd del Live 64. La pubblicherete su MF?
Un salutone.
Massimo.

Ciao Massimo
per "Silver Dagger" sinceramente non saprei, io proverei con Winmx, al limite.
Per le foto del Live 1964 le metterò tutte prossimamente ed intanto ecco quella che ti serve.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2510) Ciao Michele
ho letto con piacere nel tuo articolo dal concerto di Massimo Bubola a Bellinzona che sta preparando
una versione in italiano di Shelter from the storm. Ne sono molto felice perchè La sua Avventura a Durango è l'unica cover di Dylan in italiano che considero all'altezza dell'originale. Quelle di De Gregori mi convincono a metà. Ti ha detto se la inciderà per un disco? Ciao e ancora complimenti...
Tommaso
ps sto cercando di Bubola il primo "Nastro Giallo"?... Potresti mica chiedergli se riesce a farmelo
avere? Pago bene...

Ciao Tommaso
grazie per i complimenti e per quanto riguarda "Shelter from the storm" Massimo mi ha detto che per il momento la eseguirà in concerto (ma stai certo che prima o poi finirà su un suo disco...).
Per "Nastro giallo" proprio a Bellinzona parlavo con lui e con la sua band del fatto che non è assolutamente più reperibile se non nel circuito collezionistico. Visto che mi manca ho chiesto se potevo avere almeno una duplicazione e mi han detto di sì dunque se ti accontenti di una copia fammi sapere che al limite te la duplico io (fammi sapere il tuo indirizzo eventualmente)...
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


2511) Grazie a Sal che mi invia i testi delle varie "Hazel" (che magari tradurrò prossimamente per la nostra sezione Testi in italiano) in occasione della riproposizione in concerto del 2 aprile:

Winterland / San Francisco, California / 25 November 1976 / The Last Waltz sessions

Hazel, moondust in your eye
You're goin' somewhere, but don't say goodbye...
You got something that I'm dreeee-aming off,
Ooh, for a little touch of your love.

Hazel, dirty-blonde hair
You throwin'...
You got something that I'm dreeee-aming off,
Ooh, a little touch of your love.

Oh no, I don't need any reminder
To know how much I really care
But it's just making me blinder and blinder
'Cause I'm up on a hill and still you're not there.

Hazel, you called and I came,
Now don't-make-me-play-this waiting game.
You got something that I'm dreeee-aming off,
Ooh, a little touch of your love.

Oh no, I don't need any reminder
To know how much I really care
But it's just making me blinder and blinder
'Cause I'm up on a hill and still you're not there.

Hazel, you called and I came,
Now don't-make-me-play-this waiting game.
You got something that I'm dreeee-aming off,
Ooh, a little touch of your love.

Oh no, I don't need any reminder
To know how much I really care
But it's just making me blinder and blinder
'Cause I'm up on a hill and still you're not there.

War Memorial Coliseum / New Haven, Connecticut / 17 September 1978 / Soundcheck before concert.

Angel, dirty-blonde
I wouldn't (?) anywhere...
You got something I need plenty of
Ooh, a little touch of your love.

Angel, (?) dry your eyes
You don't mean to go, (?)
You got something I need plenty of
Ooh, a little touch of your love.

Oh no, I can't (?) any higher,
I couldn't do it if I tried
But don't take that back to (?)
Cause I'm up on the hill and still (?)

Angel, stardust in your eye
You're goin' somewhere and so am I.
You got something I need plenty of
Ooh, a little touch of your love.

Oh, have you ever looked behind you?
Have you ever turned away?
Oh I need something to remind you
You got my (?) and you're still so far away

Angel, what can I do?
I'm gonna (?) but I'm so stuck on you
You got something I need, plenty of
Ooh, a little touch of your love.
You got something I need, plenty of
Ooh, a little touch of your love.

Sony Music Studios / New York City, New York / 15?16 November 1994 / Camera rehearsals for MTV Unplugged taping sessions.

Hazel, dirty blonde hair
I... wouldn't be ashamed to be... (seen with) you anywhere
You got something I need plenty of
Ooh, a little touch of your love

Hazel, stardust in your eye
Ya going somewhere and so am I
You got something I need plenty of
Ooh, a little touch of your love

Oh, no, I don't need any reminder
(...)
But it's just making me blinder and blinder
'Cause I'm up on a hill, still you're not there

Hazel, you called and I came
Now don't make me play this waiting game
You got something I need plenty of
Ooh, a little touch of your love

Sony Music Studios / New York City, New York / 16 November 1994 / Rehearsals for MTV Unplugged taping sessions. (no recording exists)

Sony Music Studios / New York City, New York / 17 November 1994 / First MTV
Unplugged taping session.

Hazel, dirty blonde hair
I wouldn't be ashamed to be seen with you anywhere
You got something I need plenty of
Ooh, a little touch of your love

Hazel, stardust in your eye
You're going somewhere and so am I
You got something I need plenty of
Ooh, a little touch of your love

I don't need any reminder
To know how much he?d seem to care
But it's just making me blinder and blinder
Because I'm up on a hill, still you're not there

Hazel, you called and I came
Now, please, don't make me play this waiting game
You got something I need plenty of
Ooh, a little touch of your love

I don't need any reminder
To know how much I really care
But it's just making me blinder and blinder
Because I'm up on a hill, still you're not there

Hazel, you called and I came
Now, please, don't make me play this waiting game
You got something I want plenty of
Ooh, a little touch of your love


2512) "Vicolo De' Musici - Folkosteria" presenta:

LUNEDI' 5 APRILE

Gli amici del "Vicolo" LIVE

MARTEDI' 6 APRILE

Gli amici del "Vicolo" LIVE

MERCOLEDI' 7 APRILE

Leonardo Leonardi in

"Canto del servo pastore" - Tributo a Fabrizio De André

GIOVEDI' 8 APRILE

Nell'ambito del ciclo "Anime Salve - Canzone d'autore" (a cura di Roberto Petruccio e Marcello Canzoniere, i Servi disobbedienti):

"Cercando un altro Egitto..." - viaggio nella canzone d'autore italiana con

Franco Fosca, Gianluca Zammarelli & friends

VENERDÌ 9 APRILE

Stornelli - Gara di interpretazione, stornelli antichi ed originali con premio finale

SABATO 10 APRILE

Nell'ambito della rassegna "Folk'n'roll:

Acoustic QUEEN - con Alex Zammara, Michele Ricci e Guido Gori

LUNEDI' 12 APRILE

Rock a 360 gradi - Dal Punk ai Pink Floyd con Hattori Hanzo (Fausto e Cristiano)

MARTEDI' 13 APRILE

Helgalogo (Post-rock acustico) in concerto

MERCOLEDI' 14 APRILE

Lilium (Rock italiano acustico) in concerto

Barbara Di Prospero - Voce e chitarra
Marcello Lardo - Chitarra
Giovanni Staccone - Basso
Caterpillar - Batteria

Concerti: ore 21.00

Vicolo De' Musici-Folkosteria"
Via della Madonna dei Monti, 28 (Vicino Metro B fermata Cavour) Roma
Per info e contatti: Tel. 066786188
                                  3282874962 (Roberto - Direttore artistico)
Internet:www.servidisobbedienti.net



clicca qui



Clicca qui per leggere i racconti finora pubblicati
Scrivete sempre a spettral@tin.it



E' UNA PRODUZIONE
TIGHT CONNECTION