parte 205
Lunedì 15 Marzo 2004


2448) Ciao Michele
se me lo consenti, vorrei utilizzare per una volta questo spazio non per replicare ai soliti dibattiti
o per discutere su Bob Dylan, ma per esprimere tutto il mio sdegno per l'orribile e vile attentato
che giovedì 11 marzo ha colpito al cuore la città di Madrid, e per manifestare la mia sincera
solidarietà, in questo momento così difficile, a tutto il popolo spagnolo.
Adesso purtroppo è "ufficiale". Come ormai da tempo si temeva (e ci si aspettava) il Terrore è
davvero sbarcato (anche) in Europa.
Sono seriamente preoccupato e spaventato per tutta questa violenza. Mi sembra tutto così
incredibile e assurdo. Non riesco a immaginare che vi siano persone che possono ucciderne
altre e versare tutto questo sangue innocente solo per raggiungere uno scopo, per quanto
importante esso sia.
Quello di giovedì scorso rimarrà, in verità, un giorno tristissimo (e una pagina nera) non solo per
la Spagna e per il popolo spagnolo, ma per l'umanità tutta.
Pare che ormai la logica delle armi (un po' da tutte le parti) stia progressivamente soppiantando
quella (tradizionale) della politica. Tutto ciò è preoccupante. Non so dove andremo a finire di
questo passo.
Abbiamo già avuto un 11 Settembre (nel 2001) e un 11 Marzo (giovedì scorso). Cos'altro
dobbiamo attenderci? Non c'è davvero da star molto allegri di questi tempi.
Ho due carissimi amici a Madrid, e quindi questa immane sciagura mi ha colpito ancor più da
vicino. Giovedì scorso, appena saputo dell'attentato, li ho immediatamente contattati. Per
fortuna stanno bene, e nulla di grave è successo ai loro familiari, amici e conoscenti. Ma
so anche che non tutti sono stati così fortunati, e che tanta gente in queste ore sta soffrendo a
causa di questo vile attentato.
E anche se il mio dolore non è (e non può essere) il loro dolore (perché - come ha scritto in un
bellissimo verso quel grande poeta della canzone italiana di nome Fabrizio De André - "il dolore
degli altri è sempre un dolore a metà"...), posso dirvi che questa è una tragedia che mi ha
veramente toccato il cuore, e che comprendo benissimo tutta la loro rabbia e tristezza.
Non voglio aggiungere altro. Anche perché qualsiasi altra parola, in questo frangente, sarebbe
del tutto inutile. Tutto ciò che voglio, in questo tristissimo momento, è essere vicino a loro, al
loro dolore e a quello del popolo spagnolo tutto.
Un fuerte abrazo a todos y a todas...

Non so se le canzoni possano cambiare il mondo (credo di no), ma talvolta forse possono aiutare la gente
a riflettere meglio sulle vicende dello stesso.

"Blowin’ in the wind" è in tal senso una canzone eccezionale. La sto ascoltando spesso in questi giorni, e
il suo messaggio, anche alla luce degli ultimi tragici fatti accaduti a Madrid, mi sembra ancor oggi (e più
che mai) di una attualità straordinaria.

E’ una canzone carica di angoscia "Blowin’ in the wind", una riflessione amara sulle vicende passate,
presenti e future del mondo. Ma contiene anche (e allo stesso tempo) un messaggio di speranza, speranza
che un giorno le cose possano cambiare.

Ti mando con la presente la versione spagnola di questa epocale ed immortale canzone. Mi sembra un
buon modo per restare vicini, in queste tragiche ore, ai nostri fratelli (dylaniani e no) spagnoli.

Hasta luego…

Stefano "Red Lynx"
 

Flotando en el viento (Bob Dylan)

Cuántos caminos debe recorrer un hombre
antes de que le consideréis un hombre?
Sí, y cuántos mares debe surcar una paloma blanca
antes de que ella duerma sobre la arena?
Sí, y cuántas veces deben las balas del cañón volar
antes de que sean prohibidas para siempre?

La respuesta, amigo mío, está flotando en el viento
la respuesta está flotando en el viento.

Cuántas veces debe un hombre alzar la vista
antes de que pueda ver el cielo?
Sí, y cuántas orejas debe tener un hombre
antes de que pueda oír gritar a la gente?
Sí, y cuántas muertes serán necesarias hasta que él comprenda
que ya ha muerto demasiada gente?

La respuesta, amigo mío, está flotando en el viento
la respuesta está flotando en el viento.

Cuántos años puede una montaña existir
antes de que sea arrastrada al mar?
Sí, y cuántos años pueden algunas personas existir
antes de que se les permita ser libres?
Sí, y cuántas veces puede un hombre volver su cabeza
fingiendo simplemente que no ve?

La respuesta, amigo mío, está flotando en el viento
la respuesta está flotando en el viento.


2449) Un saluto a tutti i maggiesfarmers!
Ho una domanda e spero che chiunque abbia notizie me le possa gentilmente fornire.
Sto cercando il libro di Sam Shepard "Rolling Thunder Logbook" scritto dal commediografo statunitense durante il tour di Bob nel '75. Vorrei sapere se il libro è stato tradotto in italiano, e dove lo posso trovare. In caso contrario mi andrebbe bene anche l'edizione originale, ma il problema rimane: dove reperirlo? Io ho fatto visita a numerose librerie ma finora nessuna traccia del libro... Peraltro esso viene citato proprio qui sotto nel forum da Marco, che dunque dovrebbe avere informazioni in merito. Un saluto a tutti. Mauro bloodonthetracks@hotmail.com

Ciao Mauro
in italiano non esiste che io sappia.
In inglese secondo me si potrebbe trovare tramite Internet. Se Marco ne sa qualcosa può farsi vivo?
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 

2450) Ciao Michele,
mi e' appena arrivato dagli States il film ufficiale di "Masked & Anonymous". Ti allego cio' che riguarda il Dvd.
Speravo di trovare un booklet all'interno invece nulla, l'uscita sonora e il film stesso e' 5.1 e la colonna sonora in tal modo si sente a meraviglia, inserti speciali ce ne sono molti, commenti del regista, scene tagliate, si vede un Dylan dietro le quinte ridere con gli adetti ai lavori, o che parla con Jessica Lange.
Sottotitoli solo in Francese. (?)
Regional code 1. Vediamo se il DVD lo fanno uscire anche in  Europa, qualcuno sa qualche cosa?

Stefano.

Ciao Stefano
grazie per la recensione. Non ho ancora letto nulla in merito ad una eventuale edizione europea/italiana. Speriamo bene.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

Ecco le immagini che Stefano mi ha inviato:




2451) Gentile Michele e staff tutto,
mi chiamo Alex Crispini ho 32 anni, sono di Urbisaglia (Mc) e lavoro come mediatore artistico-organizzatore nel difficile mondo della musica.
Sono, in compagnia del mio "maestro" e "fratello Antonio Prosperi, ovviamente un adepto del
grandissimo Bob Dylan. Girando per internet ho scoperto il vostro bellissimo sito ed oltre che farvi i complimenti volevo spronarvi a continuare il vostro minuzioso lavoro di ricerca dylaniana.
Ah,dimenticavo, sono anche un chitarrista e proprio con l'amico Antonio abbiamo appena iniziato a
lavorare su una nostra band tributo al grande Dylan: Antonio ricoprira' con orgoglio e qualita' il "ruolo" di
Dylan. Si chiamera' "THE ROLLING TUNDER BAND" e presentera' oltre ai caratteristici suoni
elettro-acustici tipici di Dylan anche piccole variazioni sonore da me volute come l'introduzione delle
percussioni (in realta' gia' presenti nella musica di Dylan, per me at Budokan è una pietra miliare) e
soprattutto del trombone, strumento che per me straordinariamente si fonde alle sonorita' di Dylan. Siamo solo alle prime prove (il risultato è pero' piu' che incoraggiante) ma se in futuro vorrete organizzare qualche happening musicale a tema, magari teneteci in considerazione.
Vi saluto con affetto,
Alex

Ciao Alex,
ok!
Grazie per i complimenti. Se poi vuoi mandarmi i dati della vostra band e quanto altro ti inserisco nei nostri Figli di Zimmerman visto che mi par di capire che tali vi possiate considerare.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2452) Ciao Michele !
A proposito del dibattito "Dylan-cantautori italiani"... mi è tornato alla mente di aver letto diversi anni fa un aneddoto riguardante un incontro avvenuto tra Edoardo Bennato e Bob. Come già avevo scritto, nel mio racconto "When we first met", il mio primo amore musicale fu proprio quello per Bennato. Tra i due o tre libri che trovai su di lui c'era questo "Il succo del nocciolo" cioè la biografia scritta da due suoi collaboratori di sempre e amici d'infanzia. Ti invio la parte che c'interessa che anche se breve è simpatica e con qualche presagio all'interno..

P.S. ti allego anche l'immagine della copertina regalata a Bob e il testo della canzone
Ciao!
Matteo Squirrel

LA TORRE DI BABELE

Non vi fermate
dovete costruire la vostra torre
la Torre di Babele
sempre più grande
sempre più alta e bella
... Siete o non siete i padroni della terra?

Strappate tutti i segreti alla natura
e non ci sarà più niente
che vi farà paura
e sarete voi a far girare la terra
con un filo, come una trottola
dall'alto di una stella.

E quella stella sarà il quartier generale
per conquistare
quello che c'è ancora da conquistare
e da quella stella
per tutto l'universo
l'uomo si spazia, per superare se stesso.

Non vi fermate
dovete costruire la vostra torre
la torre di Babele
costi quel che costi
anche guerra dopo guerra
siete o non siete i padroni della terra?

Non vi fermate
dovete costruire la vostra torre
la torre di Babele
si deve fare e serve a dimostrare
che l'uomo è superiore
a ogni altro animale!...

Più o meno in quello stesso periodo (nota: stiamo parlando del 1981), Edoardo ebbe modo di conoscere
Bob Dylan. Avvenne nei pressi di Amburgo dove il cantautore Americano tenne un concerto nell’ambito del suo breve tour
europeo. Edoardo e Dylan s’incontrarono nei camerini, dopo lo
spettacolo, presentati da un amico comune. La scena è da registrare.
- Complimenti Bob, è stato un magnifico concerto
- Grazie Edoardo, non è stato male vero? Ma mi piacerebbe fare anche qualcosa di più…
- Cioè?
- Mi piacerebbe fare un concerto a Roma per il Papa
- Mah.. non credo che sia una buona idea
- Comunque prima o poi verrò in Italia per suonare.
- Sai Bob, ti ho visto un paio di anni fa, a Dortmund, ma stasera mi sei piaciuto di più
- Come mai?
- Perché stasera hai suonato anche dei pezzi acustici da solo, con la tua chitarra. Credo che sia giusto
fare un break durante un concerto e restare da soli sul palco senza la band per creare dei momenti più
rilassanti..
- Si è vero, credo che lo farò molto spesso.
Alla fine Edoardo gli regalò la xerigrafia del disegno di copertina di “La Torre di Babele” che Dylan
gradì moltissimo. Subito dopo mi disse che quell’incontro era stato importante per lui perché gli aveva
mostrato un Dylan al di là del mito, un uomo, un artista autentico, con i suoi stessi pregi, le sue stesse
manie come quella, ad esempio, di disporre la chitarra e il basso in un certo posto del palco anziché in
un altro.

Ciao Matteo
grazie per il pezzo, davvero interessante (e che in relazione all'incontro col Papa dimostra ancora una volta le doti profetiche di Bob).
Del resto il primo Bennato era veramente una sorta di Dylan italiano ed il brano che riporti sopra è molto in stile "Masters of war".
Leggevo su uno dei tanti libri su Lucio Battisti che, quando Bennato, giovanissimo, frequentava il giro di Lucio (agli esordi è venuto fuori dall'entourage battistiano), Battisti spesso gli chiedeva di fargli sentire pezzi di Dylan che Edoardo prontamente gli eseguiva chitarra e armonica. Bennato dichiarò: "Lucio era colpito da come portavo l'armonica fissata al collo come il suo idolo Bob Dylan".
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


2453) Cari amici
vorrei proporvi una piccola riflessione su De Gregori. Premetto che mi sono avvicinato a Dylan sulla
scia del mio amore per la canzone d'autore Italiana. De Gregori, un autentico poeta capace di una
potenza introspettiva insuperata (in Italia) nella misura in cui le sue immagini sfocate e sfuggenti
delineano, mi pare, esemplarmente, quell'essere sfumato e contraddittorio che è l'uomo. In buona
parte, non è un segreto, Dylan ha ispirato De Gregori. Con l'andar del tempo, però, la stella Dylaniana ha finito per "peggiorare" il cantautore  romano, eclissandone il genio. Il suo amore per Bob, ha come
assorbito la sua originalità a discapito della sua creatività. De Gregori, col passare degli anni, ha degradato la qualità dei suoi testi e della sua musica.......... questo non è accaduto in De Andrè il quale, pur richiamandosi a Dylan, ha sempre mantenuto la propria identità e coerenza.
Ciao Leonardo

Ciao Leonardo,
Se ho capito bene, tu dici che forse ad un certo punto - nello scrivere e nel comporre i brani - l'approccio di De Gregori allo stile tipico di Dylan abbia impoverito l'originalità di Francesco e lo abbia spinto ad abbandonare un discorso di composizione personale.
Sinceramente non me la sentirei di dire che l'influenza di Dylan abbia eclissato il genio di De Gregori.
Anche perchè secondo me Francesco ha una sorta di doppio filone di canzoni, uno dei quali in effetti è molto dylaniano, l'altro è assolutamente degregoriano. Una canzone come "La valigia dell'attore", ad esempio, è secondo me un capolavoro assoluto (tra le migliori canzoni mai scritte, sia a livello di testo che di musica) e mi trasmette emozioni come le migliori canzoni di Bob. Ed è un brano assolutamente non dylaniano, anzi assolutamente degregoriano. E come quella ce ne sono tante altre, penso a La Donna Cannone, Il cuoco di Salò, I matti, etc... Che ne pensano i degregoriani in ascolto?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2454) Ciao Michele,
ho un dubbio che non ricordo se avete affrontato.
Mark Knopfler che ha prodotto Infidels pare, con risultati finali non molto condivisi, nel suo disco cita
Jack Frost in "The Ragpicker's Dream"

When Jack Frost came for Christmas
With a brass monkey date
The rail-king and the scarecrow
Hopped a Florida freight
And they blew on their paper cups
And stared through the steam
Then they drank half a bottle
Of Ragpicker's Dream where..."

a questo punto che sia un omaggio al produttore di L & T e che Jack Frost sia Bob Dylan stesso oppure
che Jack Frost sia lo stesso Knopfler oppure che andando a caso entrambi abbiano scelto lo stesso
nome, oppure che per entrambi la citazione riguardi il personaggio dell'omonimo film, oppure...

Michele Talo

Ciao Michele
non avevo notato quella citazione e sì che quell'album di Knopfler ce l'ho. Complimenti per averlo scovato. Quel disco di Knopfler è alquanto dylaniano. "Why aye man", il primo brano dell'album è - musicalmente - praticamente identica a "John Brown" e tra l'altro proprio in quella canzone Knopfler scrive "Nae more work on Maggie's Farm...". Non è escluso che potrebbe esserci un riferimento a Dylan anche in "Ragpicker's dream", visto che "Jack Frost" è il nome che Bob si è scelto per firmare la produzione di "Love and Theft" (e co-firmare quella di "Time out of mind")... Ma naturalmente la canzone parla di Natale e Jack Frost è uno dei tipici personaggi natalizi americani, il pupazzone di neve (e nel brano Mark cita anche Santa Claus) dunque magari è una coincidenza o chissà una voluta citazione (magari un inside joke buttato lì).
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2455) Ciao Michele
ti segnalo che a Sanremo Massimo Modugno ha detto di amare molto Bob Dylan.
Sempre a Sanremo Pacifico è stato definito un cantautore in stile Dylan.
Ciao
Michele "Scorpion"

Ciao Michele
ho seguito Sanremo a spizzichi e bocconi e non ho sentito le due cose che citi. Grazie per la segnalazione.
La canzone di Modugno comunque mi è piaciuta, anche e forse sopratutto per i Gipsy Kings. Sentire che ama Dylan me lo fa apprezzare ulteriormente (ma c'è un musicista che possa non amare Dylan? Questa è la domanda...). La canzone di Pacifico l'ho ascoltata, anche se non molte volte, ed in effetti ad un primo ascolto mi sembra alquanto degregoriana/dylaniana.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2456) Caro Michele,
sento spesso, da molto tempo, dire che Dylan, durante i concerti, e' molto scorbutico ed irrispettoso del proprio pubblico. Io vado ai Suoi concerti da anni ed ho notato parecchio. A Bolzano ero in alto ed ho visto molto bene. Non avete notato? Appare circondato con le luci, si spengono le luci, si riaccendono e si vede solamente la band. Poi, forse qualcuno gli fa un segnale, arriva da un'altra parte. Si nasconde. Evita di scatenare momenti di euforia incontrollabile. Si avvicina al centro con le luci ben accese e le guardie del corpo che (credo anche in prima fila) gli diano il via. Saluta, suona un'altra canzone e inganna tutti lasciando il palco in una direzione che cambia all'ultimo istante. Dopo un po', una luce gli illumina la via dietro gli strumenti e le guardie del corpo lo circondano. I momenti al buio e di euforia sarebbero i migliori per un'attentato. Le persone che l'hanno conosciuto, lo dichiarano molto schivo e riservato ma molto cordiale e simpatico. Ha sempre detto: ho paura di finire come John Lennon.

Giorgio da Verona

Ciao Giorgio
e c'è chi sostiene che nel tour italiano recente indossasse un giubbotto antiproiettile (ad una osservazione ravvicinata con binocoli la sua giacca presentava un inusitato spessore). Quello che ti posso dire io per essergli stato vicino per mezz'ora a Bolzano nell'albergo in cui alloggiava è che Bob non viene mai lasciato nemmeno per un secondo dalla sua guardia del corpo. Quando è arrivato il pullman sul quale doveva salire, il bodyguard gli si è messo vicino e poco c'è mancato che lo portasse su in braccio tanto gli stava attaccato (eppure Bob doveva praticamente fare cinque passi, dall'entrata dell'albergo al pullman).
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2457) Ciao Michele
Bob è stato di parola. Diavolo di un uomo, altro che una sorpresa il fatto che abbia girato uno spot per una campagna pubblicitaria di biancheria intima femminile... Altro che notizia strana, altro che decisione incredibile. Lo aveva già deciso e addirittura comunicato ufficialmente quaranta anni fa. E Bob è di parola. Ecco lo stralcio dall'intervista di San Francisco del 1965:

3 Dicembre - Conferenza stampa a San Francisco presso i KQED studios, tenuta da Ralph Gleason con Allen Ginsberg tra il pubblico

D. Ti consideri più cantante o più poeta?
Dylan: Oh, mi ritengo uno che racconta storie...
D. Josh Dunson sembra sostenere che tu ti sia venduto a interessi commerciali...
Dylan: Sinceramente non mi sento colpevole
D. Se ti dovessi dedicare a un interesse più commerciale, quale sceglieresti?
Dylan: Biancheria per signora...

(San Francisco, 1965)

Ciao
Giuseppe

Ciao Giuseppe,
hai ragione!!!!
Questo dimostra che Bob non racconta balle...
Ora speriamo che non si avveri anche quello che diceva sull'Armageddon all'inizio degli '80... :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2458) Ciao Michele, le mie classifiche dei singoli e degli album, di cui mi chiedi nell'ultima talkin', te
le scrissi con la prima mail che ti spedii quasi tre anni fa. Nel farlo ti segnalavo che la mia era
comunque una scelta impossibile e estremamente variabile, e mettevo BLONDE ON BLONDE
-  BLOOD ON THE TRACKS - HIGHWAY 61 REVISITED - INFIDELS -  LIVE 1966 THE
ROYAL ALBERT HALL CONCERT -  OH MERCY - BRINGING IT ALL BACK HOME - TIME
OUT OF MIND -THE FREEWHELIN' BOB DYLAN -  BEFORE THE FLOOD per gli album
e LIKE A ROLLING STONE - KNOCKIN' ON HEAVEN'S DOOR -  A HARD RAIN A GONNA
FALL - SIMPLE TWIST OF FATE - IT'S ALL OVER NOW BABY BLUE - MOST OF THE
TIME - EMOTIONALLY YOURS - EVERY GRAIN OF SAND - MAKE YOU FEEL MY LOVE - I THREW IT ALL AWAY come singoli.
Successivamente ho più di una volta ribadito la mia impossibilità nel selezionare, in un contesto artistico come quello di Dylan, delle cose rispetto ad altre, lì dove per me un primo posto a pari merito lo merita tutta l'opera omnia di Bob.
Di conseguenza qualunque top 10 a me sta bene e, solo per gioco, potrei comunque farne tante io stesso, scegliendo semplicemente un criterio: giorni fa leggevo i titoli dei brani ufficiali mai inseriti in album e ne poteva uscire più di una di possibile top 10, pensa anche solo alle recenti DIGNITY, THINGS HAVE CHANGED, CROSS THE GREEN MOUNTAIN, più le tante perle di Bootleg series 1-3 e Biograph.
Ma se pure andiamo su sistemi più improbabili il risultato è accettabile: tempo fa avevo immaginato (questa volevo risparmiartela, ma forse rende meglio il concetto), durante una acuta crisi di infantilismo (una sindrome di cui fortunatamente continuo sistematicamente a soffrire e dalla quale spero di non guarire mai)  una sfida calcistica, maschi contro femmine, con, pronti per il calcio d'inizio, ventidue personaggi citati nel titolo di una canzone di Bob!  Da un lato le SUGAR BABY con ALBERTA, BARBARA ALLEN, RITA MAY, SARAH JANE, RAMONA, MARGARITA, ISIS, LILY, DELIA,
ROSEMARY, HAZEL, dall'altro i JOKERMAN con JOHN WESLEY HARDING,  JOHN BROWN, JUDAS PRIEST, GEORGE JACKSON, DIAMOND JOE,  LENNY BRUCE, BLIND WILLIE McTELL, TINY MONTGOMERY, HOLLIS BROWN, LITTLE MOSES, FRANKIE LEE.
Non porebbero essere due abbondanti top 10? Potrei continuare, ma non mi sembra necessario (aspetta, dimenticavo che le squadre scendevano in campo - termini che mi sembrano adattissimi ai ruoli - agli ordini dell'arbitro TROUBLE, assistito dai guardalinee DIRGE e SHENANDOAH, quarto uomo CATFISH).
Bene. Spero di aver forzato definitivamente il concetto che qualsiasi brano scritto, cantato o suonato da Dylan viene per me prima di qualsiasi brano non scritto, non cantato o non suonato da lui.
Michele, io dovessi proprio rifarle le due mie top 10 oggi confermerei gli album e buona parte dei brani, escludendo magari una tra EMOTIONALLY YOURS e MOST OF THE TIME con SEEING THE REAL YOU AT LAST perchè spesso sono le situazioni e gli stati d'animo che mi accompagnano in un determinato periodo che mi rendono, in quel momento, un brano di Dylan più vicino di un altro, perchè mi capita che una canzone di Bob è più delle altre in linea con quanto mi sta succedendo, al tempo che fa, ad un ricordo particolare. O anche solo ad una cosa che vedo o leggo, e per questo motivo oggi sostituirei anche MAKE YOU FEEL MY LOVE, che volli premiare solo perchè da tutti sempre troppo bistrattata, definita inutile e fatta in due minuti soltanto, con HE WAS A FRIEND OF MINE, che, dopo la talkin' di lunedì scorso, è stato decisamente il mio brano della settimana.
Un saluto a te e a tutti gli amici della farm!
Elio Rooster

Ciao Elio
ok!
A questo punto mi hai fatto venire in mente che non sarebbe male per il 2005 un calendario con i disegni delle girls dylaniane (uno per mese ovvio), magari un po' discinte :o)... C'è qualcuno dei nostri disegnatori che si presterebbe? Già mi vedo una Isis da fare impallidire la Bellucci o una Rita May da oscurare la Corna... :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2459) Ciao, sono Alberto "vecchio" fan di Bob. Possiedo tutta la discografia ufficiale in Cd più una trentina di vinile del Nostro.
Ho scoperto da poco MF, un sito veramente formidabile. Complimenti! Vi mando la mia classifica del
momento:
01. Man in the long black coat
02. Love minus zero/No limit
03. Blind Willie McTell
04. Dignity
05. Foot of Pride
06. Visions of Johanna
07. Like a Rolling Stone
08.  Abandoned love
09. Tangled up in blue
10. All along the watchtower

A presto

Alberto

Ciao Alberto
grazie per i complimenti e per la classifica.
Ho notato tra l'altro che hai messo nelle 10 migliori canzoni di Bob ben quattro brani scartati da Dylan da vari dischi... Io - a volte - più ci penso è più non riesco davvero a capacitarmi di come Bob possa aver tenuto fuori delle canzoni così belle. Ho riletto di recente una delle duemila biografie di Bob e - visto che prima si parlava di Knopfler - ho letto un pezzo in cui Mark raccontava che al suo ritorno dopo un tour (se ricordo bene) aveva visto il disco "Infidels", da lui prodotto inizialmente e poi lasciato nelle mani di Bob dopo alcuni (sembra) dissapori, e nello scorrere la scaletta delle canzoni gli era venuto un colpo ed aveva esclamato: "E dov'è finita Blind Willie McTell...? Com'è possibile?"...
Ricordati che se vuoi puoi inviare anche quella degli album.
Alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


2460) Un saluto a tutta redazione!
E' confermato ormai ufficialmente il concerto di Dylan allo stadio Sinigaglia di Como, la data sarà alternativamente il 3 oppure il 6 luglio. La notizia è comparsa sul quotidiano cittadino "La Provincia di Como" proprio oggi, 13 Marzo, ed il concerto è dato come certo, anche se l'articolo parla di  un recente ricovbero di Bob a Londra, speriamo niente di grave. Io sono di Como e per mè è una gioia immensa sapere che il "maestro" possa approdare sulle rive del Lario!
Ciao a tutti, Mauro

Ciao Mauro
grazie per la segnalazione che ho riportato qualche giorno fa nel "Cosa c'è di nuovo di MF". Quanto al ricovero londinese di Bob niente paura, è avvenuto durante lo scorso tour irlandese, quando ha avuto problemi di voce. Ma gli ultimi concerti dimostrano che è più in forma che mai.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2461) Caro Michele, ti allego altre 9 foto che trovo particolarmente belle: la tua sensazione che le
mie preferite possano presto arrivare a 100 mi piace e, se sei d'accordo, direi di modificare la
top 10 che mi avevi destinato con una mia più ampia selezione fotografica .
Con queste foto qui arrivo a quota 30 (le 10 iniziali più l'undicesima di Kramer e le 10 di
spalle), un pò per volta aggiungo le altre che, come valutavamo telefonicamente, potremmo
poi proporre tutte su una pagina sola, in piccolo formato, apribili singolarmente. OK?
Elio Rooster

Ok Elio
le ho inserite qui aggiornando la tua superclassifica (siamo a quota tre pagine)... Quando saranno 100 foto facciamo un paginone iniziale riassuntivo con i cento thumbnails cliccabili separatamente...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2462) Ciao a tutti dalla lucertola,
una domanda: qualcuno sa che pick up usi Bob? Quali sulla telecaster e sulla strat (magari quali siano montati sulla strat da lui firmata)?

Ciao di nuovo e speriamo che la storia di Como sia vera.
Roberto "Lizard"

Ciao Roberto
spero che qualche super esperto possa risponderti...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2463) Ciao da Mario di Roma.
Vorrei chiarire un punto della tua traduzione di "Going Going, Gone". Mi sembra che la parola "Gone" andrebbe tradotta con "Finito" e non con "Andato" perché è quello, secondo me, il suo preciso significato, oltre al fatto che in questo caso è un aggettivo e non il participio passato del verbo andare. Inoltre, mi pare che rende di più l'idea. Cosa ne pensi?

Ciao Mario,
il termine "gone", sia come participio passato che come aggettivo, può essere reso con: "andato", "passato" e per estensione nel linguaggio familiare: "rovinato", "finito", "perduto".
Quindi può essere correttamente tradotto in entrambi i modi in questione ("andato" o "finito"). Io preferisco "andato" perchè mi dà un senso di sospensione, ciò che secondo me la canzone vuol dare. Qualcosa che si lascia alle spalle, si chiude il libro, come dice Dylan, ma si va avanti... Inoltre secondo me suona anche molto meglio che non "...sto andando... sto andando... sono finito..." (I'm going... I'm going... I'm gone). Che ne pensano gli altri amici in ascolto?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2464) Ciao Michele,
non so se hai visto questa notizia.
Giorgio Brianese

BIG MAMA NEWS
www.bigmama.it
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I CONCERTI IN PROGRAMMA
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Giovedì 18 marzo
MR TAMBOURINE BAND
Ingresso libero - Tessera Annuale E.13
Bob Dylan e` un folksinger, ma pochi musicisti hanno avuto tanta influenza sulla musica rock (e sul costume del suo tempo) come questo folksinger. Bob Dylan fu almeno due cose per la sua generazione: prima il folksinger "a ruota libera", il folksinger dal dito puntato che accusava i "masters of war" e aizzava le folle dei sit-in, e poi il musicista che invento` il folk-rock e ne fece un'arte barocca. Ma Bob Dylan e` piu` della somma delle sue parti. Bob Dylan e` innanzitutto un mito, forse l'unico vero "mito" della storia del rock. La sua e` musica mitologica, almeno dai primi inni politici fino alla conversione religiosa. Gli artisti che si sono cimentati con Dylan compositore è lunga: da George Harrison a Johnny Cash passando per Eric Clapton, Neil Young, Tom Petty, Tracy Chapman. Ma le più pazze e irriverenti cover di Dylan le ha fatte lui stesso, con versioni a volte irriconoscibili, salmodiate con totale indifferenza verso le melodie, aiutato da gruppi come The Band o i Grateful Dead, o da formazioni create appositamente per dei tour, testimoniate da dischi live come "Hard Rain". A presentare brani  come Lay Lady Lay/ Oh Sister/ Just like a woman/ Highway 61 revisited / Billy  / Knocking on Haeven's door / Hurricane / ci saranno PIETRO MARIA TIRABASSI (chitarra e voce) SIMONE RAUSO (chitarra e voce) MARCO BERTOGNA (basso) ENZO  CIVITAREALE (batteria). L'impresa è ardua, perciò i nostri saranno aiutati da musicisti più o meno noti, ma tutti "giusti". Da artisti folk di strada a violinisti imperturbabili, lasciando spazio con discrezione a chi volesse partecipare, senza clamore, nonostante la propria fama. Tra questi, Antonio Sasso al violino, Marco De Annutis e Umberto Barbuto alla chitarra, Fabio Melis e Arrigo Iovino alla voce e chitarra.

Ciao Giorgio
grazie per la segnalazione (e grazie anche ad Elio "Rooster" che me l'ha inviata). Comunque io Bob ad aizzare le folle proprio non l'ho mai visto... :o)
Michele "Napoleon in rags"


2465) Ciao Michele!
Sono velocissima, anzi telegrafica
Notizia secondo me da passare a tutti i baeziani e non di MF... andate su Farewell Angelina a vedere le
foto di Joan Baez ad Oxford! Sono SPETTACOLARI secondo me!! Specialmente la penultima, quella di schiena, ha uno strano aroma di RTR (come tutto il servizio d'altra parte, ma quella in particolare! Forse perchè vedendo Joan di schiena sembra davvero il 76!! Non che adesso la nostra Joanie sia una vecchiaccia, beninteso, (anzi, sei bellissima Joan!!) però insomma la schiena aiuta!....)... capirete subito il perchè!  Ci sentiamo con più calma Un abbraccio a tutti Eleo ps: Ci sono delle belllissime foto nuove anche sul sito ufficiale di Joan scattate durante il suo ultimo viaggio in Messico (te ne mando una d'assaggio!).... molto 60s!! Voci non sicure ma affidabili mi hanno detto, e tra l'altro anche se ufficiosamente ne ho avuto conferma sul sito di Andrea, che Joan verrà in Italia la prossima primavera..... speriamo!
Bacioni
Eleo

Ciao Eleo
grazie per la segnalazione.
Ecco le foto in questione e naturalmente Joan è più bella che mai!
Un bacione
Michele "Napoleon in rags"

Le prime due foto qui sotto sono di Wina Gunn e sono tratte dal sito Farewell Angelina di Andrea Garutti




Ed ecco un messaggio della nostra amica Valeria:

2466)


Gentili amici,
Ho il piacere di invitarvi al mio prossimo concerto.
Si terrà sabato 3 aprile 2004 alle ore 22.00 presso i locali del Circolo Vizioso, Bioglio (BI) Via Rimembranze, 11.
Il concerto sarà preceduto dalla proiezione di un video a cura di Emergency.
L'ingresso è gratuito.

Per ulteriori dettagli ed iniziative analoghe
vi rimando direttamente agli organizzatori:

http://www.ilcircolovizioso.it

Arrivederci a tutti !

Valeria Caucino


2467) "Vicolo De' Musici - Folkosteria" presenta:

MARTEDI' 16 MARZO

Jam session dedicata a Francesco Guccini

MERCOLEDI' 17 MARZO

Jam session con gli amici del Vicolo

Concerti: ore 21.00

"Vicolo De' Musici-Folkosteria"
Via della Madonna dei Monti, 28 (Vicino Metro B fermata Cavour) Roma
Per info e contatti: Tel. 066786188
                                  3282874962 (Roberto - Direttore artistico)
Internet:www.servidisobbedienti.net


2468) Cheap Wine news

Cheap Wine live: recensione del Buscadero
Questa recensione del concerto del 17 gennaio 2004 al Joe's Cafè di Somma Lombardo (Va) appare sul
numero di Marzo 2004 del Buscadero ed è firmata da Mauro Zambellini.

17 gennaio 2004: Joe's Cafè - Somma Lombardo (Va)
La mia amara impressione è che i Cheap Wine in Italia non avranno mai successo: troppo bravi, troppo
rock, troppo estranei alle logiche del mercato e dei compromessi.
Mi ricordo quando negli anni '80 lavoravo per una rivista di rock la cui redazione mi accusava di
"arretratezza" perché non "capivo" l'intelligenza pop e la creatività dei Timoria, gruppo che andava per
la maggiore nel "nuovo" rock italiano di allora. Beh, sapete come è andata a finire? Il leader di quel
gruppo è ora segregato nel convento "creativo" e preparatorio messo in piedi dal duo Tony Renis -
Mogol per esercitare i cantanti in vista del prossimo Festivai di Sanremo. Umiliante.
In Italia per avere "successo" bisogna sottostare a certe regole mafiose, in alternativa c'è il circuito dei
centri sociali. Chi non si adegua (e non rientra) in queste due polarità e non ha l'appoggio di nessuna
casa discografica che conta, è tagliato fuori, deve farsi i dischi a proprie spese, pagarsi la pubblicità,
sperare in qualche data e sostenersi in tutto e per tutto. Come i Cheap Wine che resistono nonostante
tutto, sono indie prima ancora che questa parola fosse inventata, suonano alla grande e fanno dischi coi
fiocchi tutti a spese loro ma faticano ad avere "serate" perché non si compromettono e purtroppo sono
ignorati da quegli stessi club (pochi tra l'altro) che in Italia programmano rock, blues e sottogeneri affini.

Per fortuna c'è un posto come il Joe's Cafè di Somma Lombardo, un locale che è ormai diventato
un'oasi felice per i rocker di ogni età e tendenza, che per la terza volta li ha chiamati a suonare, non per
un opera di bene ma perchè le precedenti date hanno "scosso" pubblico e proprietario.
Nell'attesa di entrare in studio per registrare il nuovo album, questa volta dedicato al tema del viaggio, i
Cheap Wine hanno affilato le armi e hanno riscaldato la fredda serata del 17 gennaio, dando un ulteriore
prova della loro bravura e riuscendo nell'impossibile, ovvero inscenando un concerto ancora più
coinvolgente ed eccitante dei precedenti.
Sarà stato per il particolare umore del gruppo, sarà stato perché fuori faceva un freddo cane e
occorreva una sferzata di energia, sarà perché l'album Crime Stories è ormai un piccolo culto della
discografia italiana del rock e molti presenti lo conoscevano bene, ma lo show dei Cheap Wine è andato
oltre ogni più rosea previsione ed è stato il migliore di quelli visti fino ad ora nelle lande del nord.
Elettrizzante, feroce, torrido, torrenziale e anche romantico quando il cantante Marco Diamantini si
immergeva in ballate dal tono agrodolce che sanno di Dylan e di deserto al tempo stesso, lo show del 17
gennaio ha mostrato una band che non ha difficoltà a spaziare tra rock d'autore di matrice urbana e
grunge, tra roots rock e psichedelia, mantenendo inalterato il proprio stile di rock'n'roll band, ma
spingendosi in improvvisazioni jam che sono state una nota altamente positiva del concerto.
Sospinti da una sezione ritmica killer, con Zano Zanotti indemoniato e sotto pressione come non mai alla
batteria, Fruscio Grazioli scalpitante e concentrato al basso come fosse un nuovo Paul Simonon (Clash,
per chi non lo sapesse), i Cheap Wine hanno tirato dritto, veementi e crudi, evocando i giorni del vino e
delle rose con una forza ed una determinazione entusiasmante. Naturalmente, davanti a questo micidiale
treno ritmico, i fratelli Diamantini hanno dimostrato che le Marche, in quanto a rock bothers, non sono
seconde a nessuno.
Marco ha tenuto la musica della band ben piantata per terra con le sue ballate, il suo realismo da
songwriter e la sua disperata rabbia rock, mentre il fratello Michele (miglior chitarrista italiano di rock
elettrico per il sottoscritto) ha dato fondo alla sua fantasia, jammando, riffando e rasoiando e
spingendosi in improvvisazioni cosmiche a metà tra le psichedelia dei Quicksilver e la Marquee Moon
dei Television.
Un fiume in piena ha investito i presenti, ritmo, riff e canzoni col cuore spezzato hanno trasformato la
serata in un saturday night special.
La parte del leone l'ha fatta Crime Stories con Scatterbrain, Murderer Song, I Like Your Smell, Behind
The Bars, Coming Breakdown, Reckless, Castaway e la lunga devastante e jammata Temptation, brano
topico del loro divagare, ma anche Ruby Shade ha avuto la sua gloria con Bad Guy, Set Up A
Rock'n'Roll Band al solito usata come apertura dello show, Crazy Hurricane e A Blaze In The Dark.
Dentro un tale diluvio di rock è entrata anche Among The Stones, eredità del primo album, l'inno alla
strada di A Better Place e soprattutto due canzoni di Dylan, una personale versione di Tombstone Blues
riveduta in chiave rots-rock e una corale Like A Rolling Stone che, dopo tre encore, ha chiuso uno
show straordinario e applauditissimo.
[BUSCADERO - Mauro Zambellini]

Per organizzare un concerto dei Cheap Wine: tel. 328-1160406 / 338-1031646 / 0721-65199
E-mail: booking@cheapwine.net



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