parte 204
Lunedì 8 Marzo 2004


2432) Ciao Michele, per la serie "When we first met" ti allego un racconto un po' particolare che spero ti possa divertire. Un saluto e un abbraccio dylaniano.
Sandro

Per la serie "When we first met", non vi voglio raccontare il mio primo incontro con Bob, bensì la storia
di come ho fatto conoscere Bob a uno sconosciuto.
Correva l’anno 1993 e il sottoscritto era alle prese con quella esperienza che riguardava noi maschietti e
che ora per fortuna dei nuovi pargoli è diventata facoltativa: il servizio militare. Chi fra voi ha avuto la
sventura di incappare nelle grinfie dell’esercito sa benissimo che ci si deve inventare di tutto per far
passare il tempo; e allora che cosa di meglio se non un po’ di CD e qualche libro? Va da sé che un
dylaniano come il sottoscritto si era riempito l’armadietto di ogni cimelio del buon Bob. Fra questi un
libro, del quale non ricordo il titolo e nemmeno l’autore, con una raccolta selezionata di testi e poesie di
Dylan con traduzione a fronte. Fatto sta che questo libro comincia a girare fra le camerate, e
l’incredibile è che un sacco di persone vengono da me e mi chiedono chi sia questo Bob Dylan, se ho
qualcosa da fargli ascoltare, se ho altri libri a casa. Figuratevi il mio stupore, non dimenticate che sto
parlando del servizio militare, certo un ambiente non molto aperto dal punto di vista culturale; sto
parlando di persone che parlavano di calcio, donne e pornografia per dieci ore al giorno, gente che
faceva fatica a leggere uno scontrino fiscale tanto era pigra nella lettura. Ebbene, da quel giorno ho
cominciato a far girare un po’ di cassette, CD e altro materiale di Bob; da non credere, per qualche
giorno nella mia cameretta non si parlava di altro: e secondo te questa poesia cosa significa, e questo
pezzo di Masters of war ci fa proprio incazzare con l’esercito, ecc. Eh già ragazzi, proprio Masters of
war: e qui sta il trucco che adesso vengo a spiegarvi. Quando il primo commilitone (ammazza che brutta
parola) mi ha chiesto di dare un’occhiata al libro che stavo leggendo mi sono detto: adesso questo
prende il libro, vede che ci sono dentro una sfilza di poesie e come minimo me lo butta dalla finestra;
bisogna che cominci a leggere qualcosa che lo possa sconvolgere. E allora, visto che eravamo lì da soli
tre mesi e altri nove ci attendevano, visto che ci continuavano a ripetere che in caserma dovevamo
azzerare la vita civile perché eravamo dei “soldati”, visto che ci facevano marciare per quattro/cinque
ore al giorno sottozero (eravamo in Friuli in pieno dicembre, che fortuna eh?), e visto che eravamo tutti
un po’ depressi mi sono detto: con tutte queste sensazioni negative che abbiamo dentro e la rabbia che
abbiamo verso l’esercito, vuoi vedere che se gli faccio leggere Masters of war miscelo tutto quanto e
gli faccio esplodere una bomba dentro? Così ho messo il segnalibro nella pagina di Masters e gli ho
detto di cominciare da lì. E in effetti la lettura di Masters lo ha letteralmente sconvolto, la sera dopo il
ragazzo (non ricordo più il nome, so solo che era di Bergamo e fino a quel momento la sua cultura
musicale si fermava alla disco music) è tornato nella mia camera e ha cominciato a sproloquiare contro
l’esercito, e questi ci stanno prendendo tutti per i fondelli, e qui stiamo buttando alle ortiche un anno
della nostra vita (ovviamente i termini erano più coloriti). Da quel momento il libro di Bob ha cominciato
a girare di mano in mano, e ogni volta Masters provocava dei veri e propri terremoti emotivi. Adesso
concludo raccontandovi il gran finale: un giorno il libro torna fra le mie mani e da lì nel mio armadietto.
Ormai le scosse di terremoto si erano assestate, chi era interessato al libro se lo era già letto; e invece
un giorno il libro sparisce dal mio armadietto. Tenete conto che di solito a militare spariscono soldi,
vestiti, documenti. A me avevano rubato un libro di Bob, quindi tutto sommato non potevo certo
lamentarmi, anzi era un modo come un altro per diffondere il messaggio. Il bello è che il “ladro”, non
contento del semplice furto, ha pensato bene di battere a macchina tutto il testo di Masters of war e di
appenderlo in bella vista nella bacheca della caserma, dove di solito venivano esposti i turni di guardia.
Figuratevi il pandemonio: sergenti, tenenti, capitani e graduati vari imbufaliti in caccia del responsabile
del misfatto. E nessuno, dico nessuno, che abbia mai fatto un nome e nemmeno un cognome. Poi il
foglio è sparito dalla bacheca, io non ho più rivisto il mio libro e la storia è stata piano piano dimenticata.
E io, ancora adesso, voglio ringraziare quell’intrepido neo dylaniano che ha osato sfidare l’esercito
esponendo in una caserma il semplice testo di Masters of war.
Questa è la piccola storia che volevo raccontarvi, credo più interessante e divertente del mio primo
incontro con Bob (il filmato del concerto di Raitre, roba già scritta mille volte). Un ultimo commento,
direttamente per Bob: caro mio, quando tu ci racconti che Masters of war non è una canzone
antimilitare e che l’hai scritta perché c’era da farci sopra un sacco di soldi, io non me la bevo. Eh no, io
ho visto coi miei occhi ciò che può provocare quella canzone se messa nelle mani giuste al momento
giusto. Quindi, tu continua pure a provocarci e spiazzarci con le tue dichiarazioni contrastanti, ma io ti
assicuro che non credo a una sola parola di quello che dici quando scendi da quel palco: è da lì che parla
il vero Bob Dylan.
Ah, un’ultima cosa: mia figlia di 15 mesi ha incontrato per la prima volta Bob all’età di… meno 6 mesi.
Nel senso che era ancora nella pancia della mamma quando siamo andati al concerto al Forum del
2002. Che dite, un bel record no?
Sandro

Ciao Sandro grazie per il tuo bellissimo racconto che ho già inserito nella nostra apposita sezione WHEN WE FIRST MET...
Chissà che la persona che citi non legga queste righe e ci contatti.
Quello di tua figlia è sicuramente un bel record, credo battuto (o eguagliato... bisognerebbe sapere i mesi...) solo da Alex, il Coyote di Maggie's Farm che ci raccontò un aneddoto simile tempo fa.
Anzi la cosa mi ha fatto venire un'idea: perchè non diffondere videocassette e dischi dylaniani nei reparti maternità degli ospedali? Così tra una quindicina d'anni i concerti di Bob avranno una media di duecentomila spettatori... :o)
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags" 


2433) Ciao Michele
ho letto la nota di Alessandro Carrera riferita a Big Brown citato da Dylan nelle liner notes di Cameron Crowe pubblicate sul cofanetto Biograph e l'eventuale collegamento con il discorso che Bob faceva prima di cantare Senor (nota di Napoleon: vedi Talkin' scorse). Ora la cosa mi ha incuriosito perchè io ho sempre creduto che Dylan in quella canzone parlasse di temi religiosi, l'ho sempre trovata molto religiosa come canzone, una specie di anticipazione della conversione dei dischi successivi e che il "Senor" citato fosse Dio. Ora volevo chiedere al Prof. Carrera la sua opinione su questa canzone... Chi è il "Signore" di cui parla Dylan? Come si può interpretare tutto il brano? Io ho letto che parlerebbe di emigranti messicani ma non riesco a vederceli in quella canzone (forse solo quando parla del vagone... ma non so...). Spero che il Prof. Carrera possa chiarire i miei dubbi... Grazie.
Ciao
Giuseppe

Ciao Giuseppe
ok, spero che Alessandro possa risponderti.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2434) ciao Michele.
ti rinnovo i complimenti per il sito che consulto quotidianamente.
trovo interessanti moltissimi spunti e ogni volta mi riprometto di scrivere qualcosa per offrire nuovo materiale di discussione.
un po' per esigenze di tempo, un po' per cronica svogliatezza, tutto però finisce per restare in forma di bozze.
vediamo un po'...
tanto per dire, che cosa ne pensi dell'ennesima trovata di Dylan di portare sul palco un altro batterista?
non è la prima volta, è vero: lo ha già fatto negli anni '90, richiamando Charlie Quintana in tournée.
ovviamente, non ho ancora avuto modo di ascoltare gli ultimi arrangiamenti e non azzardo commenti.
stavolta però mi sembra azzeccata la scelta di optare per un percussionista a tutto tondo come Richie Hayward.
del resto, nel corso degli anni, Dylan ha sentito spesso la necessità di dare più forza alla ritmica delle sue canzoni.
nel '78, quando già in tournée girava con una possente sezione ritmica, espresse il desiderio di inserire nella band un altro batterista (cosa che - come abbiamo visto - è poi è riuscito effettivamente a fare).
ripeto, sono curioso di ascoltare qualche brano degli ultimi concerti.
eppure sono convinto che il sound abbia acquistato più spessore. chissà, magari mi sbaglio e invece c'è soltanto più confusione...
però ho un sogno: vorrei che Dylan si portasse appresso un tastierista con tanto di organo Hammond.
e per completare il sogno aggiungo anche un chitarrista alla Billy Cross (senza nulla togliere a Campbell e Koella, sia ben chiaro).

...e poi le classifiche di Maggie's Farm...
ho provato e riprovato a stilare una graduatoria delle canzoni e degli album.
ma ti giuro che è stato praticamente impossibile.
sono così affezionato a ogni brano e a ogni disco che è troppo complicato compilare pagelle di merito.
ho deciso perciò di applicare un metodo non proprio ortodosso.
la premessa è che, pur con i dovuti distinguo (non è certo possibile mettere sullo stesso piano Like A Rolling Stone e Trust Yourself, o Shelter From The Storm e I'll Be Your Babe Tonight) secondo me occorrerebbe assegnare a tutta la produzione dylaniana un primo posto ex aequo.
fatta la premessa, la classifica che segue è quindi solo una foto scattata negli ultimi giorni.
diciamo che rappresenta la compilation di ciò che più mi piace ascoltare in questo periodo.
cioè, tra un giorno, una settimana o un mese la classifica potrebbe cambiare radicalmente e, a questo punto, non so se valga ai fini del calcolo complessivo!
...a ogni modo eccola:

1) Idiot Wind (da Hard Rain, live '76)
2) Masters Of War (live 1978)
3) I Shall Be Released (una versione qualsiasi)
4) God Knows (da Under The Red Sky, 1990)
5) Disease Of Conceit (da Oh Mercy 1989)
6) If You See Her Say Hello (dal bootleg CHRISTIANIA, live 1996)
7) Just Like A Woman (da Before The Flood, live 1974)
8) The Man In Me (da New Morning 1970)
9) Maggie's Farm (live version 1988)
10) In The Garden (live Hard To Handle, 1987)

fuori concorso (perché non scritte da Dylan ma semplicemente interpretate):

1) You Belong To Me (dalla colonna sonora Natural Born Killers)
2) Lonesome River (with Ralph Stanley)...
entrambe meriterebbero una menzione speciale e un primo posto ex aequo per la bellezza e la poesia che Dylan riesce a trasmettere.

e per chiudere una sofferta (e variabilissima, in base agli umori del mattino) top ten album...

1) Blonde On Blonde
2) Blood On The Tracks
3) Street Legal
4) Freewheeling Bob Dylan
5) Desire
6) Highway 61 Revisited
7) Bringin' it all back home
8) Slow Train Coming
9) Oh Mercy
10) New Morning

be', penso di averti rubato sin troppo tempo.
ti rinnovo i miei complimenti e auguro a te e a tutti gli affezionati di Maggie's Farm tutto ciò che possiate desiderare.

neversaygoodbye
Gianni.

Ciao Gianni
grazie per i complimenti. Sul doppio batterista io sono favorevole, lo ero già ai tempi che tu citi. Mi sembra che le canzoni ne acquistino in potenza.
Comunque secondo me il "problema" non è tanto una o due batterie quanto il fatto che Dylan dovrebbe tornare a suonare la chitarra e come tu auspichi magari aggiungere un tastierista.
Se non hai ancora ascoltato canzoni recenti ti ricordo che in questa pagina ho linkato un bel po' di mp3 da St. Louis e Chicago.
Okay per le classifiche (mi ha colpito "Disease of conceit" così in alto).
Il tuo ragionamento non fa una grinza e l'idea di un ex-aequo totale sull'intera produzione dylaniana mi ha fatto pensare al concetto identico espresso di recente da Elio "Rooster" su queste pagine. A proposito di Elio, questa cosa mi ha fatto venire un dubbio: Elio, a suo tempo avevi mandato le tue classifiche? Forse ti ho già fatto questa domanda ma non ricordo...
Ciao Gianni e alla prossima
Michele "Napoleon in rags" 


2435) Ciao Michele
la canzone strumentale non l'hai piu' saputa?
roby

Ciao Roby
purtroppo no. Rinnovo l'invito: chi si ricorda che pezzo era quello strumentale che introduceva la presentazione di Dylan ai concerti recenti, quello subito prima dell'entrata di Bob e band?
Michele "Napoleon in rags"


2436) Ciao Michele,
questa sera per me è una delle rare sere di riconciliazione con le emozioni antiche legate a Bobbone. Ho visto il video-cd di Binhampton '92, concerto del 12 ottobre, strepitoso. Strepitoso il video-cd e bellissimi alcuni brani del concerto. E' una registrazione audience, ma la telecamera è fissa su Dylan e ogni tanto si allarga; l' immagine è fermissima: sicuramente la telecamera sta su un treppiedi e sia il riversamento in digitale che la qualità della registrazione sono ai limiti della tecnologia di allora e del formato video-cd. Dylan fa un gran numero di pezzi acustici molto belli, bellissima Little Moses e le seguenti.
Bellissima la Pretty Peggy-o con la quale apre. Bellissima la It Ain't Me Babe alla fine del secondo video-cd. Per me questa canzone ha un valore speciale da quando l' ho scoperta improvvisamente
ascoltandone la versione dell' Hammermith del '93, ma pure qui la rende sublime: all' inizio sembra una versione normale, abbordabile, e il pubblico batte le mani e canta i primi versi con lui come se si trattasse di Blowin' o Knockin' e non della canzone in cui Dylan si riprende le sue distanze.
Alla seconda strofa è già da solo, ma la terza è ancora più diversa e Dylan ancora più lontano e solo. Quelli di prima, quelli che avevano iniziato a cantarla con lui non lo capiranno: per loro che lo seguono da tempo e probabilmente saranno di nuovo là davanti al concerto successivo, probabilmente c'erano al precedente, quel sottrarsi forse è il tentativo di guadagnare una distanza dalla quale lo scambio sia più sincero, o forse solo una schermaglia amorosa.
Secondo me quel vcd è veramente un picco tra i vcd esistenti; ce ne sono altri che possono eguagliarlo in
qualità, ma non tra i primi anni del NET e non tra gli show completi. Ce ne sono vari ad esempio dal 97
in poi, ma il valore aggiunto di quel bootleg-video sta proprio nel periodo, che secondo me è stato il
migliore del NET: fine 92, inizio 93; le canzoni sono già dilatate come all' Hammersmith e in più c'è
ancora la bellissima Idiot Wind di San José 92 per intendersi.
Per ultimo leggo (Anna "Duck" sa da dove): "Finché le parole sono nella tua bocca, sei il loro signore, quando sono uscite sei il loro servo"; se questa regola vale pure per le canzoni, Dylan ha trovato il modo per uscirne.
Ciao
Carlo "Pig"

Ciao Carlo
da dove viene la frase in questione? Bellissima!
Mi hai fatto venire voglia di vedere il concerto che citi... Ce l'avrò? Me l'avevi spedito? (non mi ricordo più quello che ho... devo decidermi ad aggiornare la lista per iscritto). Comunque se ce l'ho ti faccio sapere il mio commento la prossima volta.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags" 


2437) Ciao Michele. Sai se circola già qualche mp3 dei concerti che sta facendo adesso Dylan?
Davide

Ciao Davide
come segnalato nei giorni scorsi su MF ti ricordo che qui ce ne sono molti e che su Sharing the groove è disponibile l'intero concerto di Chicago (il primo) in formato bit torrent (nella sezione 2004 Winter Tours).
Segui sempre MF dove segnaleremo eventuali mp3 che circolano in Rete.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


2438) Hey Mick, guarda un po' cosa ho trovato... ti dice qualcosa questo tizio occhialuto sorpreso
dall'obbiettivo a rovistare tra i bidoni dei rifiuti alla spasmodica ricerca del "current bag", ossia dell'ultimo
sacchetto?
Ma sì, è proprio lui! L'inventore della "spazzaturologia" (o "garbology") A. J. Weberman, immortalato qui mentre "esibisce" (quasi fossero dei trofei...) un sigaro spento e un sacchetto di pannolini (quelli di
Jakob forse?) estratti nientepopodimeno che dal bidone dell'immondizia che trovavasi proprio di fronte
alla casa di Bob Dylan (a Manhattan), nell'ottobre del '71.
Per la serie "dimmi cosa produci e ti dirò chi sei"... oppure (e in alternativa) "di Bob non si butta mai via
niente"...
Curioso (e anche un po' inquietante, a dire il vero...), non trovi?
Ciao, e alla prossima!

Stefano "Red Lynx"

Ciao Stefano
grazie per la foto. Per chi non lo sapesse ricordo che questo pazzo di Weberman era appunto un imbecille che cercava nella spazzatura di Dylan le prove della sua presunta dipendenza dall'eroina oltre alle prove che Dylan si era "venduto al sistema". Per la cronaca è quello che ritiene la canzone "Idiot Wind" scritta da Dylan per lui. Che "I'll be your baby tonight" è un brano in cui Dylan parla della sua dipendenza dall'eroina (that big fat moon is gonna shine like a spoon). Questo tizio ha anche registrato una sua conversazione telefonica con Dylan che si trova su un bootleg che vi sconsiglio. Lo ha anche intervistato e trovate qui tutto.
Aveva fondato il Dylan liberation front. Un imbecille.
The Big Paolo Vites dixit: "AJ Weberman, uno psicopatico autonominatosi “dylanologo” e leader del “movimento di liberazione di Bob Dylan” (il cui slogan era “Free Bob Dylan, power to the people”) che frugherà nei bidoni della spazzatura alla ricerca di prove del fatto che il cantante si è venduto al sistema, terrorizzerà la moglie e i figli con incursioni nel giardino di casa e organizzerà addirittura sit-in davanti all’abitazione. Il tutto si risolverà con un (sacrosanto) tentativo di aggressione da parte di un Dylan esasperato, che, incrociato Weberman in Elizabeth Street, nel Village, verrà trattenuto a stento dall’infliggergli un autentico pestaggio".
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

2439) Ciao Amici della fattoria,
ormai parlo solo attraverso i miei articoli, e non va bene, scusatemi... sono proprio incasinato in questo periodo. Michele ne sa qualcosa....eh? Michè... tutta colpa di Ciccio. Dunque intervengo subito sulla polemica cantautori italiani, non è che mi ricordo perfettamente tutto ciò di cui si andava discorrendo nelle precendenti puntate, vi posso dire che l'esperienza di intervistare Massimo Bubola e di condividere con lui un sincero rapporto di amicizia mi ha permesso di valutare dal dentro un cantautore specialmente italiano. Il valore dei nostri non è ne' complementare a quello dei grandi nomi stranieri ne' assolutamente secondario, i nostri cantautori vivono tutti una vita propria in cui confluiscono come è giusto i loro gusti musicali. Massimo è un grande, e non perchè è mio amico, ma perchè è l'unico in Italia a fondere la nostra tradizione con il rock americano vuoi dylaniano ma anche di frontiera e parlo di De Ville, Ely, ect... così come era grande Battisti, le cui canzoni rimarrano sempe nella nostra memoria e non solo quelle con
Mogol ma sopratutto quelle con Panella di cui ancora la massa non ha afferrato nemmeno il 20% della grandezza. C'è da dire anche che i nostri cantautori vivono nel sommerso ovvero sotto la merda che popola i teleschermi e le classifiche, sì è una vera merda quella che passano le radio, dove sono le stazioni rock?? al massimo ti piantano la next big thing e poi tanta robaccia? ah sì forse un giorno ho sentito di striscio 103.3 che metteva su Dylan (vero eh Sugar Babe ma anche Bye & Bye) ah... se è per questo mette pure Califano... dandogli del poeta... ahahahaha come lo chiameno.... Er Prevert de Trastevere.... ma fatemi il piacere signori. Non che voglia difendere la musica che piace a me, ma almeno differenziate le cose, non ditemi che il nuovo San Remo ci ha regalato il nuovo De Gregori (Pacifico credo... eh) e il nuovo x o il nuovo y, i bei tempi sono finiti e chi fa cose serie finisce nel buio pesto. Qui a Caserta pensate Massimo Bubola ha venduto circa 15 copie in un mese (sono davvero contento per una
città dove se dici Bubola... ti dicono Bohhh) ovvero hanno ordinato il disco per 3 volte (in un solo negozio però) sapete quante ne ha vendute una compilation di San Remo almeno 20 volte tanto. Ecco dunque il fatto è che ormai non so chi sta tentando di metterci con la testa nel sacco standardizzandoci i gusti, la musica ormai è sempre la stessa... tump... tump... tump bam... bim amore sei bella come la nutella e roba
del genere vi rendete conto dove siamo arrivati?? E' una roba drammatica... era meglio quando c'erano i Cugini di Campagna almeno Anima Mia è una signora canzone anche con una certa cifra poetica se vogliamo. E se parlassimo ad esempio di un Claudio Lolli... o di un Edoardo De Angelis... chi punterebbe su di loro?? O chi direbbe ah sì questi due sono due grandissimi cantautori hanno fatto parte del Folkstudio... ah grandi bei tempi...? Non c'è più nessuno eccetto pochissimi che hanno il coraggio di ascoltarli. O ancora i Gang ragazzi i Gang, non perchè sono miei amici, ma cavolo loro hanno fatto grande musica per anni, hanno suonato con Billy Bragg non so se mi spiego... ormai li considerano bolliti e comunisti in un'era di Berlusconiani al potere con Apicella a manetta. Allora tutto questo discorso perchè è venuto giù così... è semplice non limitiamoci a beccarci tra di noi sulla genuinità di questo o quel testo di De Andrè, o su Battisti, non ha senso ma come si dice uniamoci e combattiamo l'ignoranza. Poco importa poi se Massimo ha scritto al 90% i 2 album con Fabrizio... o se Battisti non sarebbe stato nessuno senza Mogol (...cazzo Mogol che fine di merda che ha fatto... avete sentito l'ultimo testo... è da brividi nel senso che fa rabbrividire per la povertà.) Come detto quelli di Battisti erano altri tempi. Bene vi dico anche un'altra cosa a me Battisti con Mogol eccetto rare eccezioni non li ascolto più (li adoro in generale, se mi capita di fare qualche sing along, partecipo eh) sarà che ormai sono andato con i miei illustri sconosciuti ma trovo superiori i lavori con Panella, ovvero altri 4 (nota di Napoleon: 5) dischi di una coppia di illustri sconosciuti. Ascoltare troppa musica forse fa male. Bene venendo a Budokan... che adoravo penso sia il peggior disco live di Bob, e credo il 1978 in toto Bob Dylan abbia fatto bene a rimuoverlo dai suoi ricordi, non fosse altro per una serie di arrangiamenti completamente out eccetto quello di It's All Right Ma e forse quello di Like A Rolling Stone. Ok vanno alla grande come band, ma quei pifferi qua e là,
quella Mr.Tambourine, o Blowin' In The Wind, o le canzoni reggae... sono delle devastazioni non vi dico di cosa, anche perchè il conto del carrozziere è assai salato. Ovvio è un mio parere, sinceramente penso che il NET e i primi anni 80 siano insieme al 66 l'apice della carriera di Bob, in ogni concerto trovi una perla o più perle, è sempre una sorpresa, è questo che mi fa amare Bob. Un confronto con Neil Young... di cui mi sto occupando sempre più spesso, è sicuramente uno. Con Michela abbiamo visto di recente il DVD di Silver & Gold un concerto acustico di poco più di 40 minuti in cui Neil si esibisce da solo in acustico, cimentandosi alla grande alla chitarra, al piano e al pump organ. Bene, gli ultimissimi testi di Neil (eccetto Greendale ovvio) sono quello che sono eccetto qualche eccezione, parlando spesso d'amore abbandonato in modo semplice e con parole semplici, insomma nulla a che vedere con la poetica di Mr. Bob Dylan però Neil è assolutamente più professionale. Neil Young non cala mai di livello, sempre grandi
concerti, senza grandi acuti forse ma senza nemmeno cadute micidiali.
Pensate l'altra sera durante un concerto dove eseguiva l'intero set di Greendale durante la prima canzone gli è caduto un foglio con i testi e ha fermato tutto dicendo... Non è che legga però senza non mi sento sicuro. E ha ricominciato dall'inizio tutto. Bob se ne sarebbe fregato e avrebbe cantato l'ennesima Desolation Mc Tell, non che ci dispiaccia particolarmente, anzi è anche carina come cosa però il criticaccio di turno è pronto a gettargli merda addosso come il frescone di qualche mese fa (Novembre) quando mise in risalto l'errore di Milano su Lonesome Death Of Hattie Carroll. Ovvio Bob è fatto così e questo è il suo genio, i geni sono così alti, bassi, scavano il fondo, risalgono alla grande... Conclusione No
Nobody Sings Dylan Like Dylan... nemmeno Neil che in questo periodo ripropone ogni sera All Along The Watchtower ormai entrata di diritto nel suo repertorio e ogni tanto anche Just Like Tom Thumb's Blues, come quando è partito il tour 2004 di Bob proprio da una città storica per Neil ovvero Tulsa della mitica e dylaniana Last Trip To Tulsa. Insomma che vi devo dire di più ascoltate grande musica, evitate tutto ciò che vi possa contaminare le orecchie, e date un occhio anche in Italia, nel sommerso Gang, Estra, Bubola, Lolli, De Angelis, il grandissimo Priviero... anche lui è mio amico però è bravo davvero e tutta quella gente che fa musica sbattendosi in questo mondo che libero non è.... Keep On Rockin' My Farm!!

Sal

PS Ovvio che dal concerto di Bubola e I Waterboys (di cui ho parlato ampiamente con Michele) vi porterò grandi cose... interviste cover dylaniane, grande musica, insomma speriamo per Mike Scott.... sarebbe un colpaccio intanto mi sono assicurato un pass per il backstage.

Ciao Sal
qual è il disco di Battisti che ti manca di quelli con Panella? Fammi sapere che te lo dup... ehm... te lo regalo... (qualunque sia non può mancarti).
Bene, il dibattito continua e dopo la tua mail - non so perchè - ma prevedo un po' di mail di replica, soprattutto dai fans di Califano... :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


Squillino le trombe rullino i tamburi ecco la soluzione al Dylan Quiz number four:

2440) ciao michele,
mi sa che arrivo in ritardo con il quiz ma ci provo lo stesso!

1) jacques levy, collaboratore di Dylan in "Desire".
2) joe gallo, citato da Dylan in "Joey".
3) john wesley hardin, citato da Dylan in "John Wesley Harding".
4) lenny bruce, al quale Dylan ha dedicato la canzone che porta il suo nome.

boh?

a presto
Gianni

COMPLIMENTI Gianni!
Risposta esatta!
La t-shirt dylaniana va dunque a te (te la invierò al più presto).
Adesso spiego per quelli che non avevano colto al volo i miei indizi:


Jaques Levy
L'indizio "BOMBAY" riferito alla prima foto doveva portare a "CALCUTTA", altra città dell'India", e da qui si arrivava ad "Oh Calcutta!" di cui Jacques Levy ha fatto la regia e dunque al personaggio della foto, Jaques Levy, appunto, coautore di molte canzoni dell'album "Desire" con Bob Dylan per quanto riguarda i testi.

Joey Gallo
L'indizio "FISARMONICA" riferito alla seconda foto" doveva portare alla parola inglese "ACCORDION" che significa appunto fisarmonica e che Dylan canta nella canzone Joey dal disco "Desire". Il personaggio della foto era dunque naturalmente Joey Gallo, il gangster italo americano cui Dylan dedicò la canzone (Born in Red Hook, Brooklyn, in the year of who knows when / Opened up his eyes to the tune of an accordion / Always on the outside of whatever side there was / When they asked him why it had to be that way, "Well," he answered, "just because").

John Wesley Hardin
L'indizio "CRADLE MOUNTAIN" riferito alla terza foto doveva portare alla frase "CATENA MONTUOSA AUSTRALIANA". Infatti Cradle Mountain è appunto il nome di una catena montuosa dell'Australia. Naturalmente la frase "catena montuosa australiana" doveva portare alla canzone di Bob Dylan "Outlaw Blues" dal disco "Bringing it all back home" in cui Dylan canta appunto: "Bè, vorrei trovarmi su qualche catena montuosa australiana". E visto che la canzone aveva per titolo "Outlaw Blues" bisognava pensare ad un celebre fuorilegge (outlaw) cantato da Dylan e naturalmente questi non poteva essere che John Wesley Hardin, il personaggio della foto, ed il riferimento dylaniano era ovviamente al disco "John Wesley Harding".

Lenny Bruce
Infine l'indizio "STANLEY BECK" riferito alla quarta foto doveva portare appunto a Stanley Beck, attore che ha interpretato il film "Lenny" dedicato a Lenny Bruce. E chiaramente il personaggio della foto era appunto Lenny Bruce cui Dylan dedicò una bella canzone del disco "Shot of love".
Al prossimo Dylan Quiz.
Michele "Napoleon in rags" 

2441) Ciao Michele,

ecco il mio tentativo di risposta al "Dylan quiz" n° 4:

1) Jacques Levy: commediografo e paroliere dei Byrds ha collaborato con Bob in "Desire" ed a
partecipato alla "Rolling Thunder Revue".
2) "Crazy" Joe Gallo: criminale italo-americano sul quale Bob ha scritto (con Levy) "Joey".
3) Jesse James, il fuorilegge citato da Bob in "Outlaws Blues" del 1965.
4) Lenny Bruce: dissacrante comico americano scomparso nel 1966a cui Bob ha dedicato l'omonima
canzone del 1981.

Ciao (complimenti per la "farm"e per il "porcile"!!)

Andrea Mortara

Ciao Andrea
come detto sopra il premio è andato a Gianni "neversaygoodbye"...
Avevi sbagliato solo la terza che era come visto JWH e non Jesse James anche se l'indizio poteva trarre in inganno visto che in "Outlaw Blues" Dylan cita in effetti Jesse James. Complimenti comunque e ritenta al prossimo Dylan Quiz.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: grazie per i complimenti


2442) Ciao Michele,
fuori concorso ti invio le mie risposte all'ultimo dylanquiz:
1. Jacques Levy (coautore di alcune canzoni di Dylan su Desire)
2. Joey Gallo (gangster al quale Dylan dedica Joey, cofirmata da Jacques Levy)
3. Jesse James (citato in Outlaw Blues)
4. Lenny Bruce (al quale Dylan dedica l'omonima canzone di Shot of love)
A presto.
Francesco "Tiger"

Ciao Francesco
complimenti... Come visto il premio è andato a Gianni di Cagliari...
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


2443) Ciao Michele,
ho pronto il tree dei concerti italiani di quest' anno. Siccome è un solo cd ho pensato ad una diversa
mono-vignetta che Anna mi ha approvato. Te la sottopongo e ti chiedo pure se hai qualche idea per il
titolo (per gli altri tour italiani scegliemmo "On the shore of sunny Italy" e "Father Blessed").
Meniconi sta seduto sul divanetto e vicino in piedi c'è Dylan col solito travestimento biondo con
cappello; Dylan gli fa: "scusa, mi faresti sedere?... mi sono allontanato solo un attimo per un drink..." e
Meniconi "aho, a bionno... guarda che fino a du' minuti fa qui ce stava seduto Dylan... cor cacchio che
me sposto!" (Perfetta! Eccola qui sotto per chi vuole vederla... Adoro disegnare il romanaccio Nando Meniconi... Michele "Napoleon in rags").

Ti riporto il dettaglio delle versioni di My Blue Eyed Jane (se ne parlava nella scorsa Talkin'): la versione originale è stata registrata nel 94 e l' unico frammento disponibile (30 sec) sta sul cd Highway 61 interactive (è il file Blueye.mov all'interno della cartella Media). La versione uscita sul disco di tributo a Jimmie Rodgers contiene il cantato reinciso da Dylan durante le session di TOOM e mixata da Lanois. Poi c'è una versione scartata presente nel bootleg Lost Track Searcher (Hard To Find vol.5) in Genuine Bootleg Series Vol. 3 (cd3), in cui è stato aggiunto alla prima versione il cantato posticcio di EmmyLou Harris.
Carlo "Pig"

Ciao Carlo
ok per tutto.
Ricordatevi dunque che è pronto il nuovo Dylan Tree che si chiama "Blonde Non Blonde" e contiene su un cd gli mp3 dei concerti di Bolzano, Roma, Milano e Zurigo 2003. E' il Dylan tree 12 e per le iscrizioni a questo albero dovete spedire i vostri dati in una e-mail con oggetto "tree12" all' indirizzo: anna.calvi@inwind.it
Di questo tree è disponibile anche la versione B&P
Correte nel Porcile di Maggie's Farm (http://porcile.tk) e prenotatevi.
Grazie per i dati su My Blue Eyed Jane.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2444) Ciao Napoleon. sono la bella della fattoria (aspetta che il naso tocca lo schermo) ovvero Michela Lady Hawk. Ti scrivo per inviarti questo biglietto che la Feltrinelli ha messo in vendita nei Ricordi Media Stores alla modica cifra di 2.50 euro. Buena Vista..

Ciao Michela
thanx! Già inserito in Memorabilia
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps quando ti decidi a lasciare quel giramondo di Salvatore (sempre in giro per concerti di Dylan) e metterti con me? :o)

Una curiosità stralciata da una mail privata. Elio Rooster mi fa sapere a proposito della soap Un posto al sole...

2445) ...non vi dico la sorpresa quando anni fa Renato e Giulia, due dei protagonisti, ricordavano la loro gioventù a bordo di un pullmino Wolskwagen, con in sottofondo nientepopodimeno che HONEY JUST ALLOW ME ONE MORE CHANCE di Bob!!!!
Elio "Rooster"

Il pullmino Wolkswagen era una citazione dalla copertina di Freewheelin', immagino... Era azzurro?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2446) Ciao Michele
guarda questi francobolli di Dylan
Sal Eagle

Ciao Sal
belli! Anche questi già inseriti in Memorabilia


2447) comunicato stampa

Un concerto per il libro dedicato a Rino Gaetano

Cantù, 13 marzo 2004

Tributo al cantautore Rino Gaetano e presentazione del libro Se mai qualcuno
capirà Rino Gaetano di Alfredo Del Curatolo (Selene Edizioni, collana
Distorsioni)

Circolo ARCI Mirabello, via Tiziano 5, Cantù (Co)
Sabato 13 marzo 2004, a partire dalle ore 20.30

Nel quinto anniversario della scomparsa di Fabrizio De André, il circolo
ARCI Mirabello di Cantù propone un altro tributo a un grande incompreso
della canzone d'autore italiana. Rino Gaetano, cantautore calabrese vissuto
a Roma e morto a soli 31 anni, nel 1981, nonostante la breve vita è
diventato un vero e proprio oggetto di culto ed ha lasciato un patrimonio
fatto di testi poetici gonfi di ironia e denuncia sociale. Rino Gaetano
merita di essere riscoperto e inserito di diritto nel gotha della canzone
d'autore italiana, per una visione del nostro paese non meno nitida e
lungimirante di quella riconosciuta a geni quali Giorgio Gaber, Luigi Tenco
e Piero Ciampi, ed è quello che Alfredo del Curatolo ha cercato di fare nel
suo libro Se mai qualcuno capirà Rino Gaetano.

La formula della serata canturina ricalcherà quella vincente del tributo a
Faber: otto artisti si alterneranno sul palco per proporre le canzoni di
Gaetano, intervallati dagli interventi di Alfredo del Curatolo, che leggerà
brani del suo libro e interpreterà a sua volta i testi dellíartista
calabrese, proponendo anche alcuni brani originali a lui ispirati.
Parteciperanno l'Orchestra La Minore, Paolo Pieretto, Andrea Parodi,
Fatt'acustic, Alessio Lega, Isa, Renato Franchi e l'orchestrina del
suonatore Jones.

Per ulteriori informazioni: Selene Edizioni, 02/26681738 oppure
www.edizioniselene.it



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