parte 203
Lunedì 1 Marzo 2004


2423) Ciao
ecco (vedi poesie di Carrera nella scorsa Talkin') un link ad una magnifica canzone dell'ultimo album di Leonard Cohen, Ten New Songs.
La canzone è Alexandra Leaving, ispiratagli da una poesia di Kavafis.

http://www.webheights.net/10newsongs/dedicate.htm#alexleave

ciao
Fausto

Ciao Fausto
grazie della segnalazione.
Alla prossima,
Michele "Napoleon in rags" 


Ecco un nuovo tentativo per il Dylan Quiz n. 4

2424) Michele, forse ho le risposte:
1- Pete Seeger, amico e ispiratore di Bob nei suoi primi anni di carriera
2- William Zanzinger, citato nella canzone "The lonesome death of Hattie Carroll"
3- Phil Ochs, amico di Bob negli anni sessanta, purtroppo morto suicida
4- Ramblin' Jack Elliott, amico di Bob nei prmi anni della sua carriera

Ciao, spero di aver risposto giusto...
Alessandro

Ciao Alessandro
purtroppo no, mi spiace. Ritenta.
Visto però che gli indizi della volta scorsa non sono bastati eccone altri un po' più facili (?)

Allora, diciamo che quando ho scritto come indizio alla prima foto la parola
BOMBAY... questa avrebbe dovuto portarvi per deduzione a CALCUTTA (altra città indiana...) e da qui sempre per deduzione... eh eh eh! Pensateci!...

Quando ho scritto come indizio alla seconda foto la parola
FISARMONICA questa avrebbe dovuto portarvi ad un verso di Dylan (pensateci bene, non è così difficile)

Quando ho scritto come indizio alla terza foto la parola
CRADLE MOUNTAIN... questa doveva portarvi ad una CATENA MONTUOSA AUSTRALIANA (tale appunto è la Cradle Mountain) e per deduzione farvi pensare ad un pezzo di Dylan che vi avrebbe potuto aiutare ad individuare il personaggio della foto.

Infine quando ho scritto come indizio alla quarta foto la parola
STANLEY BECK... beh questo era l'indizio più facile... basta fare una piccola ricerca... è facilissimo arrivare al personaggio legato a lui

Su, datevi da fare... ricordatevi che c'è in palio una rara t-shirt celebrativa del concerto per i 30 anni di attitvità di Bob al Madison Square Garden
Ciao Alessandro
e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


Sta appassionando il dibattito Dylan/De Adrè/Battisti e cantautori italiani in genere... Ecco alcuni nuovi interventi...

2425) Ciao Michele
volevo chiederti un giudizio su The songs of Jimmie Rodgers di cui hai tradotto di recente le note per MF. Vale la pena prenderlo quel disco? Io non l'ho comprato perchè per una sola canzone di Bob mi sembrava una spesa inutile...
Mi permetto inoltre di dissentire con quanto scritto da Davide che nello scorso Talkin' mette in discussione il valore di Battisti (secondo me il più grande con De Andrè in Italia e con Dylan, Beatles e pochi altri per gli stranieri). Ma siccome non saprei farlo bene come il personaggio di cui prendo in prestito l'analisi qui sotto lascio la parola a lui dicendo che si tratta di Roberto Vecchioni e che queste cose le ha scritte (il primo trafiletto) in veste di docente per un saggio universitario (Vecchioni è professore universitario) ed il secondo trafiletto per la Enciclopedia Treccani (voce: La canzone d'autore). Sono brani in cui Vecchioni ben evidenzia oltre alla grandezza "insuperabile ed inimitabile" di Battisti (testuale) anche la sua rivoluzionarietà, che tu giustamente hai rimarcato la volta scorsa. Trattandosi di Vecchioni, cioè un cantautore, uno che ha fatto della canzone d'autore il suo credo, uno che ama ed ammira l'opera di De Andrè, di Guccini etc., direi che il suo riconoscimento a Battisti è indubbiamente super partes.
Ciao
Valerio

Roberto Vecchioni (da un saggio redatto nella stagione scolastica 1999-2000 in occasione di incontri
universitari  sul tema "Musica e poesia" tesi ad illustrare l'evoluzione storica della canzone d'autore, per
il riconoscimento pieno della canzone come forma poetica a se stante): " (...) A vari livelli negli anni ’60
nascono gruppi prima smaccatamente emulativi, poi sempre più autosufficienti che, partendo
dall’ascolto di Beatles, Stones, Mama’s and papa’s, Bee Gees o di solisti da Presley alla westcoast,
riescono a ricucire in modo semplice ma diretto istanze, sogni giovanili, con strutture melodiche del tutto
rivoluzionarie rispetto alla nostra tradizione.
La summa, la sintesi più alta di tutto ciò, il momento irripetibile si verificherà all’interno di Lucio Battisti
e Mogol, come vedremo. Giustamente De Mauro definisce Battisti “anfibio” perché di due nature è la
sua anima e le due nature (tradizionale e nuova) saprà unire in connubio insuperabile (...)".

Roberto Vecchioni (dalla Enciclopedia "Treccani" alla voce: La canzone d'autore): "(...) Con "29
settembre" di Lucio Battisti, ha "veramente" inizio la parabola inimitata e inimitabile del suo incontro con
Mogol. Il segreto del loro successo travolgente sta in una coincidenza perfetta di luoghi, tempi, persone,
che si verifica una volta e mai più. Battisti assomma il meglio compositivo delle melodie classiche,
tradizionali, alla lezione americana, impattando perfettamente l'inconscio collettivo e trascinando il
pubblico come il pifferaio di Hamelin alla palingenesi, viaggio a ritroso nell'istinto e nell'innocenza. (...)
Ne consegue drammatica, ma persino comica, insinuante, una teoria del rapporto uomo-donna, descritto
come é, come tutti lo vivono, in un linguaggio accessibile ma alto; un andamento visivo, cinematografico
di eventi, tracolli, attese in cui due risultano i piani di comunicazione che continuamente si intersecano:
quello oggettivo, ambientale e quello intimo, confessionale dell'anima. Inutile chiedersi se Battisti sia
dentro, fuori, oltre la canzone d'autore; ininfluente interrogarsi se la sua sia arte: nessuno come lui é mai
arrivato così a fondo nell'anima di tutti (...)".
Roberto Vecchioni

Ciao Valerio
grazie per il tuo contributo alla discussione "Dylan e i cantautori italiani".
Per quanto riguarda il disco di Jimmie Rodgers io ti consiglio di prenderlo a prescindere da Dylan. E' verò, c'è una sola canzone cantata da lui su quel disco (My blue eyed Jane, bellissima) ma vale la pena ascoltarlo anche per gli altri. E' uscito per una etichetta di proprietà di Dylan, la Egyptian Records... anzi se non ricordo male è stato il primo titolo per questa casa di Bob (ce ne sono stati altri? Qualcuno lo sa?).
Il disco è stato "pensato" e voluto da Dylan stesso, da sempre grande ammiratore del grande Jimmie Rodgers, uno degli idoli della sua infanzia insieme a Guthrie, Leadbelly etc. Nelle note del disco, scritte da Dylan, Bob definisce appunto Rodgers "...una delle luci guida del ventesimo secolo il cui approccio alle canzoni è stato da sempre fonte di ispirazione per quelli di noi che hanno seguito il sentiero. Una stella fiammeggiante il cui sound era e rimane l'essenza dell'individualismo in un mare di conformismo e non ha eguali."
Il disco vede un' eccellente serie di artisti interpretare le canzoni di Jimmie, da Bono a Van Morrison, da Jerry Garcia (ultima interpretazione prima della sua morte) a Willie Nelson, da John Mellencamp a Mary Chapin Carpenter, fino ad arrivare allo stesso Bob Dylan che nel disco canta come scrivevo la bellissima "My blued eyed Jane". Sul disco c'è la versione del solo Bob anche se ne esiste un'altra forse ancora più bella di Dylan che canta il pezzo inseme con Emmy Lou Harris.
Ecco la scaletta completa, artista e canzone:
1) Bono - Dreaming with tears in my eyes
2) Alison Kraus and Union Station - Any old time
3) Dickey Betts - Waiting for a train
4) Mary Chapin Carpenter - Somewhere down below the Mason Dixon line
5) David Ball - Miss the Mississippi and you
6) Bob Dylan - My blue eyed Jane
7) Willie Nelson - Peach pickin' time down in Georgia
8) Steve Earle and the V-Roys - In the jailhouse, now
9) Jerry Garcia, David Grisman e John Kahn - Blue Yodel n.9
10) Iris De Ment - Hobo Bill's last ride
11) John Mellencamp - Gambling bar room blues
12) Van Morrison - Mule skinner blues
13) Aaron Neville - Why should I be lonely
14) Dwight Yoakam - T for Texas

Insomma un bel disco che permette a chi non lo conosce di apprezzare l'opera di Jimmie Rodgers, autore poco conosciuto ma che giustamente Bob esalta in quelle note che ho tradotto.
Ciao e alla prossima,
Michele "Napoleon in rags"


E proseguiamo sul dibattito in questione...

2426) Ciao a tutti,
complimenti per l'intervista a Luigi Grechi, sono contento che MF si occupi sempre più anche dei cantautori italiani oltre naturalmente a colui da cui sono nati un po' tutti, ossia il nostro Zimmy.
Volevo inserirmi nel dibattito recente Dylan/De Andrè/Battisti e rispondere a Davide che accusa Battisti scrivendo che: "...le canzoni di Battisti mi sembrano abbastanza datate" e poi quello che più mi ha lasciato esterrefatto: "...dopo gli anni 70 Battisti non ha combinato più nulla" (???).
I gusti sono gusti ma sinceramente è esattamente l'opposto. I cinque dischi del periodo post Mogol (ed
anche "E già" che li precede) sono dei capolavori, assolutamente rivoluzionari, lo sono ancora oggi dopo
quasi venti anni !!!! Altro che "datati". Consiglio a Davide sinceramente di ascoltare attentamente
quegli album, potrebbe ricredersi e riporto di seguito le recensioni di Repubblica per i dischi in questione
ed una illuminante dichiarazione di De Gregori, ammiratore di Battisti al punto da rendergli omaggio nella sua Leva calcistica citando Vento nel vento, capolavoro di Lucio, oltre a cantare Anche per te, un'altra splendida canzone di Battisti (tra l'altro De Gregori disse che Battisti aveva fatto cose fenomenali nell'intervista registrata in una cassetta allegata anni fa alla rivista "Tutto").
Ciao
Roberto

E'già - 1982
Lucio Battisti affronta gli anni Ottanta con un disco che lascia a bocca aperta tutti i suoi estimatori. E'
una piccola grande rivoluzione, fatta di ricerca e sperimentazione sonora sulla forma-canzone.
Don Giovanni - 1986
Se la musica italiana degli anni Ottanta può annoverare un capolavoro questo è Don Giovanni, dove
Battisti e Pasquale Panella mettono insieme l'opera più originale e ardita della loro carriera, quella in cui
magicamente il cerchio si chiude: l'arte del pop incontra l'avanguardia e la poesia. Irripetibile.
L'apparenza - 1988
Le canzoni "destrutturate", le melodie interrotte, i testi sempre più misteriosi. Eppure la magia del disco
precedente viene ancora in parte replicata.
La sposa occidentale - 1990
La collaborazione tra Battisti e Panella raggiunge vertici di creatività superiori a quelli della media della
canzone italiana.
Cosa succederà alla ragazza - 1992
Quattro anni di silenzio e quindi un album ancora più singolare e alieno. Nulla è cantabile, niente da
ricordare, difficile capire. Battisti è sempre più chiuso nel suo universo sonoro.
Hegel - 1994
Il disco sembra chiudere il percorso iniziato agli inizi degli anni Ottanta, prefigurando ancora nuove
strade. Un brano come La bellezza riunita vale un tesoro.

«Don Giovanni è una pietra miliare. D'ora in poi dovremo tutti fare i conti con un nuovo modo di
scrivere la musica»
Francesco De Gregori (1986)

Ciao Roberto
okay, thanx!
Confermo la cosa di De Gregori (ho quella cassetta che citi) ed ho anche una registrazione scaricata da Winmx dell'ultima intervista radiofonica rilasciata da Battisti (fine anni 70) in cui alla domanda su chi apprezzasse tra i nuovi cantautori, Battisti citò proprio De Gregori.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags" 


Ed ecco ancora Stefano...

2427) Ciao Michele
vorrei dire solo due o tre cosette cercando stavolta di non dilungarmi troppo. La prima. Ringrazio di
cuore Alex Cavazzuti per aver risposto al mio invito.
Caro Alessandro, ho letto con estrema attenzione la tua risposta su "at Budokan", e non avendo mai
ascoltato nessun bootleg relativo a quel periodo non posso che rimettermi al tuo insindacabile giudizio.
Anche se - nonostante la tua opinione in merito non proprio lusinghiera - a me "at Budokan", anche per
una questione affettiva (è stato il mio "primo" live di Bob...), continua a piacere parecchio.
A questo punto, se - come tu dici - qualsiasi altro concerto di quel fantastico tour che seguì all'uscita di
"Street Legal" è qualitativamente superiore a quello finito su "at Budokan", non oso immaginare
(piacendo a me così tanto "at Budokan"...) cosa saranno mai questi bootlegs!!! Beh, comunque mi fa
piacere che almeno sulla voce di Bob concordi con me! Come ho detto già in occasione del mio
intervento di due settimane fa, adoro quel modo di cantare così pulito e ispirato che caratterizza "at
Budokan"...mentre mi piace meno (decisamente meno...) la voce di Bob (e solo quella) in "Real Live"...

La seconda è per l'amico Jerry. Scusami Jerry, se sono stato un po' duro nei tuoi confronti in occasione
delle mie due mails. Il fatto è - come ho scritto anche la settimana scorsa - che a me De André piace
davvero tantissimo (quasi quanto Dylan...), e quindi mi sono stupito non poco (oltre che irritato)
leggendo quelle tue affermazioni. Ed essendo la lince - come è noto - un felino... se stuzzicata a volte
può graffiare!!! Se ho dunque "graffiato" troppo, me ne scuso... e sono pronto a stringerti la mano, o per
meglio dire la zampa!
D'altra parte, come ciascuno di noi ha il sacrosanto diritto di esprimere in piena libertà (e per fortuna...)
le proprie opinioni, allo stesso modo ognuno è altrettanto libero di contrastare (anche con fermezza)
quelle altrui quando con esse (come è accaduto a me con Jerry) si trova in totale disaccordo.
Io non so se le mie argomentazioni su De André ti hanno convinto. So però che tutto ciò che dovevo
dire (e che mi sentivo in dovere di dire) l'ho detto in lungo e in largo (anche troppo...) nell'ultima
Talkin'. E qui lo ribadisco. Senza nulla togliere a Battisti e a tutti gli altri cantautori "storici" (che pure
apprezzo), per me De André rimane inarrivabile. Anche musicalmente. Perché ha lasciato dietro di sé
non soltanto "parole" ma (anche) capolavori assoluti di musica. Poi naturalmente (come in tutte le cose)
ciascuno è liberissimo di pensarla come gli pare...
La terza ed ultima è invece per te, Michele. Hai perfettamente ragione ad aver sottolineato che Battisti
è stato un "formidabile musicista". Rileggendo la mia mail (e la tua risposta) in effetti mi rendo conto di
esser stato un po' riduttivo nell'aver definito Battisti solo un "arrangiatore di canzoni", per quanto
formidabile. Devi scusarmi. Ma il mio era principalmente (credo lo si sia capito...) uno "sfogo", oltre che
un intervento a difesa di quello che considero il più grande di tutti in Italia, cioè De André. Mi sono
sforzato - come dicevo in premessa la volta scorsa - di essere obbiettivo, e credo in verità (avendo
riletto più e più volte quella mail...) di esserci quasi riuscito. Ma nel caso di specie hai ragione tu. Battisti
è stato indiscutibilmente un "formidabile musicista".
Right! Prima di chiudere, vorrei chiederti e chiedervi (riallacciandomi a quanto dicevo la volta scorsa)
solo un'ultima cosa. Cioè se vi sembrano così peregrini quei "collegamenti" tra l'opera (e l'importanza) di
Dylan e quella (limitatamente all'Italia) di De André cui accennavo nell'ultima Talkin'. A me pare che,
pur nella diversità delle rispettive radici e dei rispettivi percorsi artistici, dei punti di contatto tra i due
(quantomeno dal punto di vista della loro "importanza storica"...) vi siano. Che ne pensate?
Ciao a tutti e alla prossima!

Stefano "Red Lynx"

Ciao Stefano
non credo che la discussione sia stata dura nè che tu abbia "graffiato" qualcuno... anzi credo che il bello della Talkin' di MF sia proprio che ognuno dice la sua senza eccessi o attacchi... cosa che purtroppo (dico io...) succede in altri forum dove si arriva all'insulto.
Raccontavo l'aneddoto tempo fa alla papera Anna se ben ricordo... una volta me ne andai in giro per forum e mi imbattei in quello di Mina che stava se ricordo bene per lanciare un nuovo disco o un nuovo video molto atteso, qualcosa del genere, ed ero con un mio amico che amava molto Mina e mi chiese di andare a vedere cosa si dicesse sul forum... Bene leggemmo di tutto e di più, insulti, offese da trivio in cui la meno volgare era "Mina fa le pompe ai cavalli" (testuale). Era il periodo in cui dovevo decidere se mettere su MF un forum o una pagina della posta classica "da rivista" come è la Talkin'... Naturalmente dopo quella edificante esperienza optai per la formula attuale che si è rivelata vincente in cui tutti dicono quel che pensano senza insultare alcuno... Quindi continuiamo così...
Ti confermo il discorso di Alessandro Cavazzuti sul fatto che ci sono boot del periodo con materiale superiore a Budokan (per esempio Border Beneath the Sun con lo show di Parigi del 6 luglio) ma come detto a me piace molto anche Budokan.
Per quanto riguarda i paralleli tra Dylan e De Andrè io direi che non sono peregrini e se lo chiedi alla Pivano ti dice che i due sono assolutamente accomunabili (qui trovi un articolo al riguardo). Solo che la Pivano sostiene che non è De Andrè il Dylan italiano bensì Dylan il De Andrè americano sostenendo che De Andrè diceva quelle cose molto prima di Dylan, e - per tutte le volte che l'ho incontrata e l'ho sentita parlare - posso dirti che considera De Andrè un poeta superiore a Dylan. E qui potremmo aprire una nuova discussione.
Comunque i punti di contatto non sono pochi (siano essi volontari o involontari), soprattutto con il primo Dylan, ossia scrivere canzoni con un messaggio, con argomenti sociali o di attualità (scriveva Romana: la comune attenzione per temi come la guerra, la droga, il potere, il condiviso orrore per la violenza. Con un apporto di disillusione in più da parte di Dylan, con un palpito in più di fede nell’uomo da parte di De André), e se è vero che, come scrivevo la volta scorsa, probabilmente l'avvicinamento definitivo a Dylan da parte di Faber soprattutto da un punto di vista musicale è avvenuto in particolar modo grazie alla collaborazione di De Gregori e Bubola è anche vero che già in Storia di un impiegato c'era una canzone dylanianissima come Al ballo mascherato. E in ogni caso, anche se son stati altri a "introdurre" Fabrizio a Dylan di fatto lui ne è stato ben contento, quindi il risultato non cambia molto... Come ho ricordato tempo fa nel corso di un'intervista andata in onda sulla coda di una trasmissione televisiva di Italia Uno che - non vorrei dire castronerie ma era una roba tipo Vota la voce - De Andrè alla domanda su chi avesse con successo conciliato poesia e musica disse che un solo artista c'era riuscito, Bob Dylan.
Ecco quello che ha scritto la Pivano in quell'articolo che citavo prima: "Che cosa posso dire di Bob Dylan e Fabrizio De Andrè... Con poeti così non si può neanche fare delle date, perchè sono esistiti da sempre ed esisteranno sempre. Non ha date la proposta di gente libera, fuori dai sepolcri imbiancati, incapace di discriminazioni, con gli occhi spalancati sulle ingiustizie del mondo, con ironia bruciante per i falsi poteri e tenerezza senza confini per le debolezze degli uomini, con inorriditi pensieri per la guerra e ostinate speranze di non violenza e di pace, con amori incapaci di regole e inerme pazienza per disgrazie e dolori".
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags" 


2428) Ciao Michele,

>una curiosità: esiste qualche rapporto tra Bob Dylan e i Led Zeppellin, che
>tu sappia?
>Michele "Scorpion"

I Led Zeppelin hanno inciso "In my time of dying" in "Physical Graffiti" 1975. Versione infuocata. Da sentire.

Si può ascoltare anche "Led Zeppelin III", disco con molti pezzi acustici, molto vicini a Dylan e al mondo folk/blues.

Daniele

Ciao Daniele
grazie per la risposta. Daniele si riferiva ad una domanda di Michele "Scorpion" apparsa nell'ultima Talkin'...
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


Grazie a Toni per questa segnalazione sul nuovo cd di Bob:

2429) All-new, Previously Unreleased Double CD
In Stores Tuesday, March 30

The Bootleg Series Vol. 6: Bob Dylan LIVE 1964 - Concert At Philharmonic Hall

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~ All 19 tracks are previously unreleased
~ 4 tracks performed with Joan Baez

The recording captures the 23-year-old artist at a transitional moment in his career, and is the only and
earliest official release of an all-acoustic Bob Dylan concert.

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For more about this historic concert, visit bobdylan.com


2430) Ciao Michele,

non puoi immaginare il motivo per cui ti scrivo.

Martedì sera aspettavo un amico per andare in pizzeria e datosi che tardava, sono andato a completare
la lettura della Talkin' 202. Rivedendo per l’ennesima volta, a fine pagina, il link a “Buongiorno principessa”, rimuginavo su cosa ti piacesse veramente di quest’attrice (nota di Napoleon: Nicoletta Braschi). Nel panorama artistico ed estetico attuale diciamo che la “principessa” si colloca come un Self Portrait (non me ne voglia Elio) nella produzione di Dylan...

Ebbene il mio amico si presenta alquanto in ritardo a casa per cui optiamo per una pizzeria vicino casa.
Il tempo di aspettare che si liberasse un tavolino per non fumatori, quando decidono di metterci accanto
ad un’altra coppia chiedendoci se ciò non creasse problemi. Insomma tutto questo preambolo per dirti
che l’altra coppia era proprio Nicoletta Braschi col marito Benigni che erano lì in attesa di mangiarsi
una pizza come una coppia qualunque.

Mi sono ricreduto! Lei è veramente carina, ha un sorriso dolcissimo come non ha mostrato in nessun
film e sprizza tanta tanta femminilità.

Chiedo pertanto venia a te, nostro webmaster, ti assicuro un paio di click settimanali verso la
“principessa” e finisco per chiederti cosa ti piace veramente di lei….

Un saluto

Arduino “fly”

Ciao Arduino
in realtà quel sito su Nicoletta lo gestisco soprattutto su richiesta di Carlo Pig che è un grande fan di Nicoletta...
Io poi sono letteralmente innamorato di Nicoletta e spero sempre che prima o poi lasci Benigni per me, quindi...
Cosa mi piace? Non saprei di preciso, forse il sorriso in particolare... ma direi un po' tutto... Come attrice forse equivale a Self Portrait ma ci sarebbe da discutere... Dipende dalle parti che le fanno fare... In Ovosodo dimostra di saper recitare eccome! E poi ne Il Mostro è irresistibilmente comica...
Ciao e grazie per il racconto (la prossima  volta fermala e falle un'intervista per BP... :o) o al limite fatti dare il numero di telefono :o) )...
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


2431) "Vicolo De' Musici - Folkosteria" presenta:

GIOVEDI' 4 MARZO

Nell'ambito del ciclo "Anime Salve - Canzone d'autore"
(a cura di Roberto Petruccio e Marcello Canzoniere, i Servi disobbedienti):

Cover di Francesco De Gregori, Caetano Veloso e Vinicio Capossela

con Ciccio e Catenaccio

VENERDÌ 5 MARZO

Gianluca Zammarelli in

"Etnomalia"

SABATO 6 MARZO

Nell'ambito della rassegna "Folk'n'roll:

Cover di Neil Young, Joni Mitchell, Nirvana e West Coast varia

con "Il danno fatto"
(Marco De Annuntiis e Cristina De Laurentiis)

DOMENICA 7 MARZO

Nell'ambito della rassegna "Gli originali"
(dedicata agli artisti che propongono esclusivamente brani inediti):

Rein
(Rock italiano d'autore)

in concerto

LUNEDI' 8 MARZO

Azulao
(Bossa nova)

MARTEDI' 9 MARZO

Prog acustico e cantautorame

con Peppe Strega

Concerti: ore 21.00

"Vicolo De' Musici-Folkosteria"
Via della Madonna dei Monti, 28 (Vicino Metro B fermata Cavour) Roma
Per info e contatti: Tel. 066786188
3282874962 (Roberto - Direttore artistico)
Internet:www.servidisobbedienti.net



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