parte 196
Lunedì 12 Gennaio 2004
Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
Hai domande da porre, storie da raccontare, emozioni da condividere, sul grande Bob o inerenti la sua  musica e la sua vita? Scrivi a spettral@tin.it e le tue mail saranno pubblicate in queste pagine ogni lunedì.
Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags

2298) Ciao Michele! Auguri a te e a tutti i lettori del tuo sito per un felice anno nuovo.
Essendo genovese, volevo aggiungere qualcosina riguardo la presunta data di Bob Dylan a Genova. Si dice che sia quasi certa ma è quel "quasi" che non fa dare la notizia in maniera ufficiale agli organizzatori, i quali hanno detto appunto di non voler divulgare notizie destinate poi a cadere nel nulla. Devo dire che di questo concerto se ne parla già da almeno un anno (si diceva che sarebbero venuti anche gli U2) e questo fa ben sperare; quello che invece fa meno sperare è la deludente macchina organizzativa, che per questo famigerato 2004 (Genova capitale europea della cultura), sembra essere ancora in alto mare (sigh!)
Matteo Squirrel

Ciao Matteo,
auguri di buon anno anche a te!
Grazie per le notizie e speriamo in bene... Ricordo a chi non ha letto la scorsa Talkin' che si tratta di una possibile partecipazione di Bob Dylan a Genova nell'ambito di un grosso evento che si sta organizzando (per l'estate?). La notizia è stata riportata dalla RAI nel corso di un servizio del TG in cui veniva intervistato sull'argomento Gino Paoli (che presumo sarà tra i partecipanti). Secondo me se la data dell'evento genovese coincidesse con il periodo del concerto spagnolo a Barcellona cui Dylan parteciperà ci sono buone possibilità che la cosa si concretizzi.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags" 


Ecco il nuovo aggiornamento di Roberto "Terrapin"...

2299) Milan, Italy Filaforum Assago
2 November 2003

http://www.sharingthegroove.org/msgboard/showthread.php?s=&threadid=32307

Disc One (67:18)   Disc Two (53:35)
Remastered version, improved sound with Cool Edit Pro.

AGGIORNAMENTO 8 GENNAIO 2004:

Nuova uscita: MILANO 2 NOVEMBRE 2003

http://digilander.libero.it/appleberry/dylaninitaly.htm

Ciao da Roberto

Ciao Roberto
e grazie per la segnalazione.
Per quelli che non conoscono l'inglese dirò che Roberto segnala qui sopra che si tratta di una versione rimasterizzata con il suono migliorato grazie a Cool Edit Pro.
Michele "Napoleon in rags" 


Nella scorsa Talkin' invitavo Serena a parlarci del suo "pellegrinaggio" dylaniano statunitense tra Hibbing, Duluth e New York...

2300) Ok, magari ci faccio un pensierino!!!
Cmq x una copia di Renaldo&Clara mi devo rivolgere all'indirizzo indicato nel Porcile, vero?
Ancora tanti auguri!!
(festeggiamo ancora x poco che tra un po' si ritorna a lavorare o, per me, a studiare...)
Bye&Bye
Seren@

Ciao Serena,
OK, ci conto!
Per R&C la risposta è sì, devi fare riferimento al Porcile di Maggie's Farm...
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags" 


2301) Ciao, sono un giovane fan di Bob e qualche tempo fa ho letto sul vostro sito dell'uscita del film Pat Garrett & Billy the kid in edicola. Ho girato varie edicole ma sfortunatamente non sono riuscito a trovare nulla!!! Vorrei sapere se si tratta di una bufala o se la notizia è vera. Se è vera vorrei sapere con quale settimanale o qualsiasi altro tipo di giornale esce e se possibile il numero, in modo da richiederlo!!!
Grazie di tutto e

4ever DYLAN!!!!!!!!!

Antonio

Ciao Antonio,
tutto vero. Confermato dal nostro Michele "Scorpion" che ha acquistato in edicola il film in questione.
Non è allegato ad alcuna rivista. E' della De Agostini e fa parte di una collana di classici del Western che esce credo ogni quindici giorni.Probabilmente è già andato esaurito (?)... Prova a chiedere ancora, prima o poi lo troverai...
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


2302) Ciao Michele,
Beni mi ha raccontato le meraviglie della voce di Eleonora... allora quello che mi raccontava Diego
circa un annetto fa non erano solo impressioni sue.... Non vedo l'ora che venga l'occasione di
ascoltarla... me la immagino già lanciatissima (Sanremo è vicino:-)) e titoloni sulla stampa del settore:
"E' NATA LA NUOVA JOAN BAEZ..."
Un abbraccione
Anna "Duck"

Ciao Papera
certo che sì... Confermo tutto e credo che tra qualche anno con la dovuta escalation progressiva di
esperienza e di perfezionamento avremo una grande interprete ed una ricchissima manager (Beni
"Hamster" che tale si è autoproclamata :o) ).
Per la cronaca la voce di Eleo è stata definita (testualmente) dalla Pivano "dono del cielo" (vedi mail
successiva).
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


2303) Grazie a Benedicta "Hamster" che mi invia quanto segue. Con Benedicta, come vi raccontavo nella scorsa Talkin', sono stato giorni fa a casa della grande Nanda Pivano (e con noi c'erano anche Eleonora "Magpie" e Liaty "Linx") e queste che seguono sono le foto ricordo della serata che voglio dividere con tutti i lettori di MF (a proposito per chi non lo sa Nanda è una grande amica di MF e qui e qui trovate due sue interviste che ci concesse illo tempore). Con Nanda abbiamo passato una bellissima serata affascinati dai suoi racconti su Dylan, Joan Baez, Ginsberg, Kerouac e tutti gli altri suoi amici degli anni sessanta. Nanda mi ha anche firmato il suo libro "C'era una volta un beat" (Ed. Frassinelli, 2003) di cui riporto per ovvie ragioni dylaniane la copertina più giù, copertina in cui è ritratta la Nanda con Bob Dylan, Allen Ginsberg & company.
Michele "Napoleon in rags"


Nanda Pivano con Beni "Hamster", Eleonora "Magpie" e Michele "Napoleon in rags"



E qui con Liaty "Lynx" ed Eleo...

Qui è a San Francisco con Bob Dylan, Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti (alla destra di Ginsberg) e Peter Orlowsky (alla sinistra di Dylan). Era il 2 dicembre 1965.

2304) Ehilà Michele buon anno, questa te la volevo chiedere da tempo: nel CD The Best of Doug Sahm
and The Sir Douglas Quintet 1968-75 il Nostro appare come backin vocals nel trascinante brano San
Antone (Is Anybody Goin' To) insieme alla trascinante fisarmonica di Flaco Jimenez. Il brano fu poi
registrato anche dalla superband Texas Tornados e musicalmente ricorda Darlington County di Bruce e
in maggior misura San Antonio Girl di Steve Earle. Siccome amo in modo particolare questi speziati
sapori tex-mex sai dirmi qualcosa in più su questa collaborazione tra Dylan e Sahm (scomparso egli da
qualche tempo)?-------MARCO "groundhog"

Ciao Marco,
buon anno anche a te!
Allora... partiamo dall'inizio.
Dylan conobbe Doug Sahm, grande musicista e cantante texano, negli anni sessanta e ne divenne un grande amico. Sahm faceva parte allora, insieme con il praticamente inseparabile Augie Meyers, del gruppo conosciuto come Sir Douglas Quintet (o anche "Doug Sahm and the Sir Douglas Quintet").


Bob Dylan e Doug Sahm nel 1973
Successivamente Doug mise su la Doug Sahm Band e, ancora più tardi, i Texas Tornados (ancora con Augie Meyers ed insieme a Flaco Jimenez e Freddy Fender). Country, rock, Western swing, Tex-Mex,
polka, e blues gli stilemi del genere musicale di questo grande musicista dello Stato della stella solitaria.
Una curiosità su Augie Meyers... qualcuno si ricorderà la sua partecipazione a "Love and Theft".
Nel 1972 ci fu il progetto "Doug Sahm and Band", un album per la Atlantic con la produzione di Jerry Wexler (e la collaborazione di Bob Dylan) che riuniva un supergruppo composto tra gli altri da Bob Dylan, Dr. John, David Bromberg e Flaco Jimenez, oltre naturalmente a Doug Sahm. "Suonai la chitarra e le tastiere su quell'album di Doug Sahm - ricorda Bob Dylan - e cantai su un paio di pezzi, "Wallflower" e "Blues stay away from me". Andai semplicemente a vedere cosa combinava Sahm... Andammo a casa di Jerry Wexler... Non ricordo perchè volle che prendessi parte a quell'album... Io suonavo una Telecaster e lui suonava tutti i fill...".
Nel suo racconto naturalmente Bob si dimentica di citare San Antone.
L'album fu registrato agli Atlantic Recording Studios di New York nell'Ottobre del 1972 e comprendeva Wallflower, Goin' to San Antone ed un'out-take (Just Like Tom Thumb's Blues).
Una incerta collaborazione con Sahm è anche quella relativa a Tennessee Blues, un brano in cui Dylan dovrebbe suonare l'armonica e tratta da "Texas Tornado" di Doug Sahm (è reperibile nel bootleg Alias Vol. 5).
Nel 1994 Dylan suonò ad Austin, in Texas - patria di Sahm - ed invitò sul palco Doug per eseguire con
lui "Just like Tom Thumb's Blues". Doug cantò un verso addizionale dicendo quanto Austin amasse Bob.
Da ricordare anche che il 15 Giugno del 2000, poco dopo la scomparsa di Sahm, Bob ha cantato She's About A Mover un brano che Doug aveva inciso negli anni sessanta (divenne un hit all'epoca entrando nella top ten) spacciando se stesso ed il suo gruppo come una band Inglese (!), The Sir Douglas Quintet, appunto, su consiglio del suo produttore che in piena esplosione della beatlemania cercò di "britannizzare" il gruppo.
Doug Sahm è morto il 18 novembre del 1999 all'età di 58 anni. Era nato il 6 Novembre 1941 a San Antonio, Texas.
Ciao Marco e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


SAN ANTONE
(Qualcuno va a San Antone?)
di Dave Kirby e Glen Martin

da "DOUG SAHM AND BAND" (Ottobre 1972)

Questa è una canzone che parla della mia città natale...

Pioggia gocciola dall'orlo del mio cappello, sembra che faccia freddo oggi
Son qui che cammino lungo la 66, vorrei che lei non mi avesse trattato a quel modo

A dormire sotto un tavolo in un parcheggio sul ciglio della strada un uomo può svegliarsi morto
Di certo mi è sembrato più caldo dormire nel mio letto da re

Qualcuno va a San Antone o a Phoenix, Arizona?
Qualsiasi posto va bene purchè possa dimenticarmi di averla mai conosciuta

Vento sferza sul colletto della mia camicia come se non avessi nulla addosso
Ma preferisco affrontare il vento e la pioggia piuttosto che quello che dovevo affrontare a casa

Qualcuno va a San Antone o a Phoenix, Arizona?
Qualsiasi posto va bene purchè possa dimenticarmi di averla mai conosciuta

Laggiù sta passando un camion con la posta per gli Stati Uniti della gente che scrive a casa
Beh, domani lei vorrà che io ritorni ed io me ne sarò andato

Qualcuno va a San Antone o a Phoenix, Arizona?
Qualsiasi posto va bene purchè possa dimenticarmi di averla mai conosciuta

traduzione di Michele Murino


TRISTEZZA STAI LONTANA DA ME
di Wayne Raney, Alton and Rabon Delmore, Henry Glover

da "DOUG SAHM AND BAND" (Ottobre 1972)

Tristezza, stai lontana da me.
Tristezza, perchè non mi lasci stare?
Non so perchè continui a perseguitarmi.

L'amore non è stato mai nel mio destino
Il vero amore non è stato mai nel mio destino
Sembra che in un modo o nell'altro io e lui non siamo mai andati d'accordo

Lacrime, talmente tante che non ci vedo
Gli anni non significano nulla per me
Il tempo scorre ed ancora non riesco ad essere libero

traduzione di Michele Murino 


2305) Ciao Michele,
potresti inserire anche le traduzioni di "You Wanna Ramble" e "Precious Memories" da Knocked Out
Loaded?
A presto.
Francesco Tiger

Ok Francesco,
sarà fatto!
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


2306) Sono un insegnante di Bari,
vado alla disperata ricerca del testo in italiano della canzone di Bob Dylan "Blowin in the wind". Spero
possiate aiutarmi. In attesa di vostre notizie vi ringrazio e vi saluto.
Phillys

Ciao Phillys
ecco qua. Ricordo che tutti i testi di Bob Dylan tradotti in italiano sono disponibili nella nostra sezione TESTI IN ITALIANO.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"

SOFFIA NEL VENTO
parole e musica Bob Dylan

Quante strade deve percorrere un uomo
prima che lo si possa chiamare uomo?
Sì, e quanti mari deve sorvolare una bianca colomba
prima che possa riposare nella sabbia?
E quante volte le palle di cannone dovranno volare
prima che siano per sempre bandite?
La risposta, amico, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento

Quante volte un uomo deve guardare verso l'alto
prima che riesca a vedere il cielo?
E quante orecchie deve avere un uomo
prima che possa ascoltare la gente piangere?
E quante morti ci vorranno perchè egli sappia
che troppi sono morti?
La risposta, amico, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento

Quanti anni può esistere una montagna
prima di essere lavata dal mare?
E quanti anni la gente deve vivere
prima che possa essere finalmente libera?
E quante volte un uomo può voltare la testa
fingendo di non vedere?
La risposta, amico, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento

BLOWIN' IN THE WIND
words and music Bob Dylan

How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, 'n' how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, 'n' how many times must the cannon balls fly
Before they're forever banned?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.

How many times must a man look up
Before he can see the sky?
Yes, 'n' how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, 'n' how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.

How many years can a mountain exist
Before it's washed to the sea?
Yes, 'n' how many years can some people exist
Before they're allowed to be free?
Yes, 'n' how many times can a man turn his head,
Pretending he just doesn't see?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.

traduzione di Michele Murino

Se serve qui c'è una versione alternativa eseguita da Dylan al Finjian Club il 2 luglio 1962


2307) Carissimi amici di Maggie's Farm,
mi chiamo Giorgio Malesani classe 1961. Scrivo da Verona, dove vivo.
Sono un fan di Bob da quando ero ragazzino. Ho tutta la discografia, vari bootlegs ed ho visto 10
concerti in Italia (l'ultimo il 30 Ottobre a Bolzano). La mia richesta e' la seguente: nel 1985 Bob Dylan
suono' e lesse i testi delle Sue canzoni ad un concerto che si tenne a Mosca. Nel 1985 il Muro ancora
resisteva. La notizia venne riportata velocemente e con piccolissimi articoli. Pare che, non si sa da che
parte e per quale motivo, sia stato tutto messo a tacere velocemente e non se ne sia piu' parlato.
Non sono mai riuscito a trovare nient'altro riguardo a cio' e non ne so il perche'. Chiedo a Voi notizie e
sarei grato se poteste pubblicare qualche articolo su quel concerto.

Grazie Infinite

Giorgio Malesani

Ciao Giorgio
io sapevo più o meno quello che riportavi tu nella tua mail così ho chiesto notizie al nostro Alessandro Carrera che ci risponde quanto segue... 


2308) Caro Michele,
effettivamente Dylan e' stato a Mosca nel 1985. Il poeta Evgheny Evtushenko, che aveva un po' di
mano libera con le autorita' grazie alla sua fama sia in Europa che in America, era riuscito a invitare
Dylan al dodicesimo "Festival Mondiale della Gioventu' Studentesca" che si teneva a Mosca nel luglio di
quell'anno. Davanti a seimila persone riunite allo Stadio Lenin, il 25 luglio 1985 Dylan ha fatto
un'apparizione a sorpresa (il suo nome non era nel programma) e ha cantato (o qualuno dice che si e'
limitato a leggere, questo non lo so) "Blowin' in the Wind", "A Hard Rain's A-Gonna Fall" e "The Times
They Are A-Changin'". Per il pubblico e' stata una completa sorpresa, per cui non ci sono registrazioni
dell'evento o, se ci sono, sono private e non sono mai uscite dalla Russia. Dopo il festival Dylan e' andato in Crimea a visitare la citta' di Odessa, da dove la famiglia di suo padre era emigrata in America intorno al 1905.

A presto,

Alessandro Carrera

Grazie ad Alessandro... Quanto ad articoli sull'evento se qualcuno ne possiede e me li fa avere li pubblico su MF nella nostra sezione Stories in the press.
Ciao Giorgio e alla prossima
Michele "Napoleon in rags" 


2309) Quando potremo vedere "masked and anonymous" nei cinema italiani?
Complimenti per il sito. Ciao!!!
Daniele

Ciao Daniele
purtroppo (azzardo naturalmente) temo che nei cinema italiani M&A non approderà mai. In America il film è stato un fiasco dal punto di vista commerciale e dubito che qualche distributore italiano investa su un film che interesserebbe pochissimi nelle sale cinematografiche. Io spero almeno nel dvd con i sottotitoli...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2310) Ciao Michele,
per la domanda alla quale solleciti una risposta sull' ultima Talkin' (come vedi sono sempre indietro), sì, per me vanno bene anche i versi con "l'arberi pizzuti"; mi piacciono un po' di più gli "originali", ma puoi
sostituirli, oppure aggiungerli in nota.
Ieri sera è passato su Rete4 un minuto di MTV Unplugged, ma purtroppo si trattava di una citazione all' interno di uno speciale dedicato agli anni '90... almeno credo (non ho continuato a guardarlo).
Carlo "Pig"

Ciao Carlo
naturalmente la mia proposta era puramente "pour parler"... non oserei mai modificare i tuoi versi da "Te vojo" che - ne sono convinto - saranno un giorno affiancati nelle antologie scolastiche a quelli di Trilussa e del Belli... Mi fa comunque piacere il tuo voto di approvazione anche se conta poco perchè non sei "romano romano" (eh sì, paghi lo scotto del tuo retaggio urbinate!!!) :o) Piuttosto cerca di convincere Anna sulla mia proposta (la Country pie in milanese...). Da me sollecitata non risponde!
Non ho visto la trasmissione che citi. Chi l'ha vista? Di che si trattava?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2311) ciao a tutti ragazzi, sono mattia, ho scritto la scorsa settimana per il concorso del Dylan quiz. una mail ulteriore mi sembra doverosa, visto che ormai abbiamo fatto conoscenza... e la cosa non mi dispiace: sono così poche le persone competenti (ma anche non...) con cui si possa parlare di bob dylan, il maestro. sono un cantante, e ho cominciato a suonare la chitarra sette anni fa (avevo 13 anni!!) xkè volevo imparare a cantare "is your love in vain", la prima del mitico che mi ha appassionato (e street legal è rimasto il mio album preferito di sempre)... molto spesso faccio serate eseguendo canzoni di bob che nessuno sa (neanche il mio produttore, che pure è un appassionato di vecchia data) alternate alle mie... e mi sento sempre dire "Che strano vedere un giovane di 20 anni con chitarra e armonica che fa sta roba!!"...ignoranti figli della sottocultura, dico io! ma cosa si può volere di più? bah... cmq, cambiando discorso, grazie per i complimenti relativi alle mie risposte, e se posso permettermi, senza spirito polemico, vorrei amichevolmente contestare la risposta del ragazzo che ha vinto quando cita il remake di like a rolling stone degli articolo 31 come canzone con parole in italiano: la risposta è secondo me scorretta, in quanto la canzone era in inglese, bob non la interpreta ma viene dagli autori inserita una registrazione originale del 65, e non è stata certo scritta così da lui per altri. non corrisponde dunque ai requisiti richiesti. dal canto mio, devo ammettere che non sono sicuro che la parola veranda da me annoverata tra le spagnole, sia effettivamente spagnola e non italiana... fa niente. tra l'altro, complimenti per il sito e saluti al professor carrera di cui ho apprezzato il libro e che ho conosciuto qualche tempo fa via e-mail: lo ringrazio per i preziosi suggerimenti che mi ha dato per alcuni dei miei testi. spero di vedere pubblicata la mail sul sito, e approfitto per chiedervi di pubblicare il mio indirizzo e-mail
mattia1@bresciaonline.it, nella speranza che qualcuno voglia scrivermi per discutere un po' di bobby (o
di altro)... non mi dispiacerebbe conoscere qualche altro patito! ciao a tutti. mat

Ciao Mattia,
grazie per i complimenti al sito, sono contento di sentire che ti piace e che ti è utile.
Giro i tuoi complimenti ad Alessandro Carrera che sicuramente leggerà queste tue righe.
A proposito, per quanto riguarda "discutere di Bobby" naturalmente puoi farlo anche su queste pagine, se vuoi.
La questione "Come una pietra scalciata" è spinosa, te ne do atto, ma secondo me la risposta di
Francesco "Tiger" è corretta in quanto io avevo specificato che valevano tutte le canzoni presenti nella
nostra sezione TESTI IN ITALIANO.
Avevo ulteriormente precisato che valevano anche quelle non scritte interamente da Dylan ma
co-firmate con altri (e non era necessario che fosse Dylan ad interpretarle, come specificavo, altrimenti
non valeva nemmeno Time to end this masquerade che è interpretata da altri artisti e che non esiste
nella versione di Dylan).
Ora, ti posso dare atto sul fatto che c'è una querelle su Come una pietra scalciata e ci sono alcuni che lo
considerano un pezzo di Dylan/Articolo 31 ed inseribile nella discografia di Dylan e ci sono altri che non sono d'accordo con questa teoria. Ma naturalmente io propendo per la prima ipotesi (come spiegherò nel dettaglio tra qualche riga) e proprio per questo motivo, per aggirare l'ostacolo e fugare qualsiasi dubbio, avevo scritto che valevano tutte le canzoni di quella nostra pagina di traduzioni (capisci che se avessi specificato esplicitamente: "Vale anche una canzone in cui non è Dylan a cantare in italiano ma altri artisti..." avrei praticamente suggerito una soluzione visto il caso praticamente unico di Come una pietra scalciata).

A proposito di questa querelle e per rispondere anche a chi ogni tanto mi chiede se quel brano è secondo me da considerarsi parte della discografia di Dylan dico che la questione in effetti è aperta ma io propendo ad attribuire quel brano anche a Dylan ed a considerarlo di fatto un brano da inserire nella sua discografia.
Infatti si tratta a tutti gli effetti di una versione di Like a rolling stone ufficiale interpretata da Dylan in coppia con gli Articolo 31 e con essi co-firmata. Il fatto che Dylan e i due componenti degli Articolo 31 magari nemmeno si sono mai visti non ha nessuna importanza ai fini dell'attribuzione della canzone. Quello che conta è che le parole e la musica del brano sono state scritte in parte da Bob Dylan ed in parte dagli Articolo 31 (si pensi, tanto per fare anche solo un esempio, all'aspetto legale della questione, all'aspetto legato ai diritti d'autore... Essi appartengono indiscutibilmente a Dylan ed agli Articolo 31 perchè il brano è opera tanto dell'uno quanto degli altri sia dal punto vista musicale che delle liriche). Dunque secondo me Come una pietra scalciata è da annoverare nella discografia di Dylan (oltre che in quella degli Articolo 31, ovviamente) perchè in essa cantano sia i due rapper italiani che Dylan e per di più il testo e la musica del brano sono in parte degli autori italiani ed in parte di Dylan.
Secondo me il fatto che la voce di Dylan sia campionata è relativo. La canzone è stata autorizzata da Dylan (e dunque riconosciuta ufficialmente) e la voce è indiscutibilmente la sua.
Che fosse la stessa registrazione del '65 o che Dylan l'avesse ricantata ex novo per il nuovo disco secondo me ha poca importanza in relazione all'inserimento o meno del brano nella discografia ufficiale di Dylan. Intendo dire che un brano secondo me possiede i crismi per essere inserito nella discografia di un artista se nel brano in questione c'è la sua voce, la sua musica e le sue parole. E nel caso di Come una pietra scalciata ciò è indiscutibile.
Inoltre la stessa casa discografica di Dylan avvalora la mia tesi. Guardate infatti come riporta il brano in questione sul disco ufficiale:


Tutte le canzoni, parole e musica di Bob Dylan
eccetto "Diamond Joe" e "Dixie": traditional, adattati da Bob Dylan
"Like a Rolling Stone": scritta da Bob Dylan/Vito Perrini/Alessandro Aleotti

Direi che più chiaro di così...
Venendo a te, invece, ti ricordo che abbiamo una sezione chiamata "Tutti figli di Zimmerman" dedicata a tutti i cantautori che hanno ascendenze dylaniane. Trovi la pagina QUI. Se ti fa piacere essere inserito mandami tutto quello che vuoi su di te.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags" 


2312) Dylan e la filosofia

http://www.apa.udel.edu/apa/opportunities/conferences/2004/jan/bobdylan.html

ciao davide

Ciao Davide
grazie della segnalazione.
Michele "Napoleon in rags" 


2313) Hi Michele
and hi also to you..."Maggie's people"! Spero che abbiate trascorso bene queste vacanze e colgo innanzitutto l'occasione per augurare a tutti voi "all the best" per questo 2004 appena iniziato!
Io ho trascorso un fantastico Capodanno nella "Città Eterna"... con una delle 2 associazioni di cui faccio parte (l'Aegee...Association des Etats Généraux des Etudiants de l'Europe...), a contatto per quasi una settimana con 50 ragazzi e ragazze provenienti da tutta Europa!
E proprio il giorno del mio arrivo nell' Urbe ( il 29 Dicembre...) ho avuto l'onore di incontrare e di poter scambiare "quattro chiacchiere" (quattro nel vero senso del termine... perché avevo - purtroppo - il tempo ridotto all'osso...) nientepopodimeno che con uno dei "padri fondatori" della Fattoria, ossia il mitico Elio "Rooster"! Inutile dire che è stato per quanto mi riguarda un incontro assolutamente emozionante...
Ho incontrato, a dire il vero, anche Carlo "Pig"... con il quale tuttavia ho parlato solo pochi minuti perché andava di gran fretta e non poteva trattenersi...
Bene! Detto ciò - e venendo per così dire alle cose di "casa nostra" - vorrei spendere due parole a proposito dello "speciale" dedicato qualche tempo fa a Dylan dal "Mucchio Extra".
Premetto innanzitutto che non ho nulla di "personale" contro gli amici del "Mucchio Extra" e che, essendo da anni un grande appassionato di musica (rock, soprattutto, ma anche blues e jazz...), ho accolto fin dal principio e con estremo piacere l'iniziativa intrapresa, ormai quasi tre anni fa, da Guglielmi & Co. e culminata con la pubblicazione nella primavera del 2001 del primo numero del progetto "Extra".
Premetto anche che pur ascoltando e apprezzando un sacco di altri artisti, Dylan è - ormai da molti anni - il mio artista preferito. E questo è appunto il motivo per cui ho deciso, dopo qualche esitazione, di entrare a far parte della "grande famiglia" di MF.
Fatte queste opportune oltre che necessarie premesse, vengo dunque al punto. E ti dico sin d'ora che la mia opinione in proposito non è sostanzialmente molto dissimile dalla tua. Infatti, neanche a me, lo "speciale" in questione è piaciuto granché, o meglio mi è piaciuto solo in parte. Ho apprezzato abbastanza la prima delle due parti (quella curata da Eddy Cilìa) e decisamente meno (molto meno...) la seconda (cioè quella a firma Testani).
Non mi è piaciuta per niente, in particolare, l'operazione "distruttiva" compiuta da Testani a pag. 44 (quella dedicata ai "Live" di Bob), dove vengono liquidati in maniera un po' troppo frettolosa (e superficiale) come "inutili" (il recensore non usa esattamente questa parola, ma il concetto - secondo me - è quello...) quasi tutti i dischi "Live" di Dylan tranne (mi pare) "Before the Flood".
Premesso che io adoro "Before the Flood" (indiscutibilmente uno dei più grandi "Live" non solo di Bob Dylan ma dell'intera storia del rock...), non riesco tuttavia a capire come si faccia a bistrattare dischi come "Hard Rain" (il cui unico "difetto" - se vogliamo chiamarlo così - è di non essere uscito, come sarebbe stato forse auspicabile, doppio), "Live at Budokan" (altro "Live" di Bob sistematicamente e ingiustamente "vituperato", che - al di là della innegabile levigatezza del sound - a me piace da impazzire, perché denota una maturità musicale (di stili) che Dylan, probabilmente, mai aveva raggiunto prima di allora) o "Dylan Mtv Unplugged" (uno dei migliori della "serie" - a mio avviso - insieme a quelli di Nirvana, Neil Young, Eric Clapton and of course... Rolling Stones!).
A questo punto, ci sarebbe seriamente da chiedersi se il "caro" Testani abbia mai ascoltato a fondo i dischi in questione. Io qualche dubbio, in proposito, ce l'avrei...
Ma al di là delle "discutibilissime" opinioni del Signor Testani sui "Live" di Bob, e nonostante la (pur buona) prima parte curata da Eddy Cilìa, è tutto lo "speciale" in sé a non convincere/mi pienamente. Non so. Ho come l'impressione - e non credo di sbagliarmi - che i curatori del servizio non si siano impegnati (a differenza delle altre volte...) più di tanto nell'impresa. Che abbiano svolto il "compitino" con troppa sufficienza. E ciò è tanto più "strano"... se si pensa che, nelle "famose" classifiche dei "migliori 500 dischi rock di tutti i tempi", Dylan compare sempre (in qualche caso - come per gli anni '60 - anche con più di un disco), e sempre viene indicato come uno degli artisti imprescindibili del Novecento.
Paradossalmente, valgono molto di più le (bellissime) foto scelte dai recensori... che tutto ciò che questi ultimi hanno "inserito" tra una foto e l'altra.
Forse il mio sarà un giudizio un tantino esagerato, ma non credo di essere il solo a pensarla in questo modo. Il fatto è che questo "speciale" su Dylan era veramente molto atteso... e quindi ci si aspettava (legittimamente) qualcosa di più.
Per quanto mi riguarda, questo servizio poteva (e può) forse andar bene per un "neofita"... ma non soddisfa pienamente le aspettative di tutti coloro che come te, me e tanti altri hanno di Dylan una conoscenza "superiore". In realtà, non mi pare che sia stato scritto niente di "nuovo" su Dylan di quanto già non si sapesse. Secondo me si poteva (e doveva) fare di più. Questa è, perlomeno, la mia opinione.
Mi piacerebbe conoscere, a questo punto, qualche altro parere per vedere se la mia è un'opinione "isolata" (ma credo di no...) o per vedere se anche altri hanno notato le stesse cose che ho notato io (o se ne hanno notato delle altre che a me sono sfuggite...).
Perciò - come disse Bennato in quella famosissima canzone - "che il dibattito sia aperto"...a cominciare of course da te, Michele, anche se la tua opinione più o meno l'avevi già espressa qualche tempo fa.

A big hug from the "deep south" and of course... long live to Bob!!! See you...

Stefano "Red Lynx"

PS > approfitto ancora un po' della tua pazienza per chiederti se sai qualcosa circa l'uscita della VHS di "Pat Garrett & Billy the Kid" segnalata poco prima di Natale sulla Talking. Io sto battendo a tappeto tutte le edicole di Cagliari...ma per ora "nada de nada"...

Ciao Stefano
sulla vhs di Pat Garrett & Billy the Kid ho risposto nella mail in cima a questa pagina. Probabilmente ha avuto una diffusione che non ha raggiunto tutte le edicole (a meno che non sia uscita solo in Sardegna dove Michele "Scorpion" vive e l'ha acquistata... Qualcun altro l'ha trovata?).
Sul Mucchio Extra ribadisco che anche secondo me poteva essere curato meglio e sono d'accordissimo con te quando dici che non ha aggiunto niente di nuovo. E' anche vero che non è facile dire qualcosa di nuovo su Dylan soprattutto in uno special che vuole essere una sorta di riassunto della sua opera. Si finisce sempre per fare più o meno le stesse cose (le recensioni disco per disco, una breve storia dell'artista etc.). Effettivamente delle due parti è migliore la prima, concordo.
Io credo comunque che gli intenti fossero proprio quelli di presentare Dylan ai neofiti ed in questo senso sicuramente lo speciale ha una sua validità.
Su Budokan concordo. E' uno dei miei dischi preferiti di Bob e sinceramente non ho mai capito perchè viene sempre (o quasi) bistrattato nelle recensioni.
Sulle foto secondo me potevano fare meglio anche se ce ne sono di belle. A questo proposito chiederei il parere di Elio, attento osservatore ed ottimo giudice di queste cose. Che ne pensi Elio? Tu che foto avresti messo? (mmm... mi sta venendo in questo momento l'insana idea di aprire un sondaggio sulle più belle foto di Bob...).
Ciao Stefano e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


2314) Cari Bobcats,

qualcuno ha il lost album del 1992 con David Bromberg o mi sa
dire come posso procurarmelo?

Molte grazie
Marcus Perryman
marcusp@tin.it
Marcus Perryman
Tel **39-45-582605
Fax **39-45-582605
e-mail: marcusp@tin.it


Sal "Eagle" mi invia queste interviste a De Gregori (ed un post molto critico sul suo album "Mix") reperite in Rete. Leggetele anche se non vi interessa De Gregori perchè si parla anche di Bob...

2315) De Gregori: «Sotto sotto sono un rocker»

«Macché cantautore, adoro da sempre gli Stones e agli inizi suonavo da solo perché non potevo permettermi una band». Questa è soltanto una delle cose che forse non sapete del cantautore romano. Che si racconta senza reticenze in un'intervista pubblicata sul numero di "Sorrisi" in edicola. Qui vi proponiamo in esclusiva la versione integrale.

9/12/2003

di Giovanni Pianetta (DA TV SORRISI E CANZONI)

Lui dice di no. Che non è vero. Che non è mai stato nè timido («Come farei a fare questo mestiere?») nè schivo («Un aggettivo che non mi piace»). Un po' «orsesco» almeno? Per carità... Eppure negli ambienti musicali e discografici era questa la fama di cui godeva. Almeno sino a qualche tempo fa. Però, diciamo dall'uscita de «Il fischio del vapore» in poi, Francesco De Gregori non lesina interviste e incontri. Neppure in tv. Disponibile a confrontarsi e raccontare. Ti guarda con quegli occhi dolci e buoni, seduto alla tavola di un ristorante romano sotto casa, e versa un altro bicchiere di un vellutato Chianti riserva che lui ha sapientemente scelto. Modi squisiti - mica a caso l'hanno soprannominato il Principe - e sigaro acceso.
Magari accenna al fatto che «arrivati a una certa età, uno si ammorbidisce, abbandona le rigidità, diventa più tollerante». Si parla del suo nuovo lavoro «Mix», un doppio Cd con 31 brani, alcuni in versione originale, altri «live». Appunto una miscellanea delle sue più belle canzoni, con tre inediti: una rilettura originalissima della celeberrima «A chi» («Hurt», brano degli Anni 60 portato al successo in Italia da Fausto Leali); la stupenda «Ti leggo nel pensiero» (scritta due anni fa per Ron e oggi singolo di lancio del Cd); la malinconica «Come il giorno» (cover di «I shall be released» del suo maestro Bob Dylan). Tra l'altro, il grande Bob ha scelto per la cononna sonora del suo film «Masked and anonymous» il brano «Non dirle che non è così», rilettura della sua «If you see her, say hello» e presente anch'essa nel Cd «Mix».
Partiamo dalla foto di copertina che è bellissima.
«È una foto scattata da mia moglie, che è una brava fotografa dilettante, ed eravamo in un motel in America a girare il clip di Adelante adelante: stavo ascoltando col walkman proprio il brano. Lavorando su vecchi brani sono andato a ripescare anche le foto negli scatoloni...».
Questo doppio album è un po' il tuo autoritratto in musica ora che hai girato la boa dei 50?
«Mah, ci devo pensare: autoritratto non è una parola che mi affascina... Diciamo che è uno dei tanti autoritratti possibili: avrei potuto mettere altre canzoni mie. Qui non c'è Titanic, non c'è ?'La Leva calcistica neppure La storia siamo noi: canzoni con cui la gente mi ha identificato. Autoritratto? Massì, anche se parziale».
Allora perchè proprio queste canzoni? «Per una scelta di suono. Alcuni pezzi vecchi alle mie orecchie di oggi suonavano davvero male, sorpassati, cantati in un modo non più gradevole. Magari solo perchè c'è un rullante della batteria che non mi convince. Non ho scelto l'importanza del brano, ma il suono».
Ultimamente sembri più evidenziare la tua parte di cantante e musicista che non quella di autore di testi...
«Forse è giusto che sia così dopo anni in cui la parte del mio lavoro più percepita è stata quella dei testi. Chissà che non sia il mio tentativo di scrollarmi di dosso questa etichetta di cantautore a tutti i costi... In
fondo questa cosa non mi è mai piaciuta tanto. A me è sempre piaciuto cantare. Non sono certo Bocelli o Dalla, però sono un cantante, anche se particolare. Non è un caso che ho inciso un brano come A chi. Avrei potuto prendere un brano di Conte, ma certo nessuno si aspettava che cantassi un brano di Leali. Ho spiazzato pure me quando l'ho fatto...
La cantavi da ragazzo?
«È una canzone che appartiene alla mia vita. La sentivo perchè mio fratello Gigi, che ha sette anni più di me, fu uno dei primi a comprarsi il 45 giri originale. Ma mi piacque tanto anche nella versione di Leali».
E com'è che l'hai ripescata?
«Perchè una sera, registrando il disco della Marini, dopo cena eravamo su di giri... E così, con la band, siamo ritornati in studio e ci siamo messi a suonare. Di tutto e di più. Qualsiasi cosa. Dai Beatles ai Rolling alla Canzone del sole, stile gita scolastica. Mi resi subito conto che A chi era venuta proprio bene grazie all'intuizione del batterista di darle un altro tempo. La mia è una versione più incazzata di quella bellissima di Fausto».
A proposito di grinta: dal vivo, quando suoni, sei molto più rock che stile cantautore.
«Ma è un filone che ho sempre seguito. Nella mia vita, i dischi che più ho amato sono rock: dai Rolling a Dylan. Il fatto è che quando nascemmo noi cantautori romani - io, Antonello e altri- manco c'avevamo i soldi per pagare un bassista e un batterista: suonavamo solo con la chitarra o con il piano. E la cosa funzionava. Nessun discografico voleva che cambiassimo il suono. La prima occasione che ho avuto di incidere con strumentisti è stata per Rimmel, con il gruppo che accompagnava Cocciante. C'è voluto tempo per vivere questa dimensione di band con cui suonare che ho oggi. Ed è piacevolissima. Non mi interessa più fare tournèe classiche: mi piace andare a suonare quando ci chiamano, anche in posti ristretti. Sono il cantante della band...».
A proposito di tour, recentemente Bob Dylan, il tuo mito, è stato in Italia a suonare: sei andato a sentirlo?
«In Italia no, ma sono andato ai due concerti di Amsterdam e a quello di Bruxelles».
Vi siete parlati?
«No, lui ama molto la sua impenetrabilità. Ci siamo conosciuti solo una volta in un camerino dopo un concerto. Giusto i saluti. Non ho neppure idea di perchè abbia scelto la mia cover per la colonna sonora del suo film. Io penso comunque che Dylan sia pazzo. Ma naturalmente la mia gioia di esser stato scelto è smisurata...».
Anche gli Articolo 31 son stati scelti con la loro cover di «Like a rolling stone»: che ne pensi?
«Confesso che non ho mai amato la loro musica, però questa versione non mi è affatto dispiaciuta. E adesso mi piace tantissimo anche il loro singolo La mia ragazza mena! Mi diverte. E J. Ax è un cantante musicalmente molto interessante».
Certo che, Francesco, questi non sono tempi che invogliano alla spensieratezza. Tu, che sei un laico, hai scritto il verso «religione può essere terrore» epperò hai pure scritto un brano a forte sfondo spirituale
per Ron. In questo momento hai paura dei fondamentalismi religiosi?
«Vorrei che non esistessero. Penso che rovinino la vita delle genti, sia credenti che non. Fondamentalismo e integralismo non sono altro che arroccamento, rifiuto del dialogo. Negare l'incontro con chi è diverso da te. Sono nemici della cultura. Nemici del Vangelo e del Corano. Miei nemici.
Ma attenzione, perchè anche nella Chiesa cattolica esistono posizioni integraliste...».
Tornando ad argomenti più leggeri, a una puntata del «Costanzo Show», Claudio Baglioni ti ha accusato di essere più vanitoso di lui: che gli rispondi?
«Ma non gli rispondo! Claudio ha scherzato, è stata una battuta».
Invece hai scritto con Venditti «Io e mio fratello»: com'è questo vostro rapporto così altalenante?
«È dovuto al fatto che siamo persone diversissime come carattere e come scelte di vita, però anche simili per la nostra voglia di comunicare. In certi momenti il nostro rapporto si è molto rarefatto. Ma senza litigi. E nella vita succede. Di base c'è un grande affetto che nasce dal nostro passato. Quando uno divide le esperienze da ragazzo con un'altra persona, poi qualcosa ti rimane dentro. Non ci sono mai stati giochi sporchi tra noi. Forse un po' di sana competitività, ma è normale tra artisti».
Che ricordo hai del tour con Pino Daniele, Fiorella Mannoia e Ron?
«Bellissimo. Mi sono divertito tanto a suonare, specie con Pino. La considero però un'esperienza chiusa. Non è stato un tour che ha sfondato ai botteghini, chissà perchè: forse bisognava farlo tempo prima. Quella con Dalla resta nella storia della musica, questa probabilmente no».
E Vasco? La sua cover di «Generale» ti è piaciuta?
«Io non ne sapevo nulla. Però mi aveva già detto che gli piaceva molto quel brano. Con lui ci saremo incontrati tre volte, non di più. Sono stato contento, perchè lo stimo molto. Ne ha fatto una versione più sanguigna».
Hai rilanciato Giovanna Marini, grande interprete della musica popolare: un tuo vero merito.
«Non l'ho rilanciata, l'ho fatta conoscere ai giovani. La canzone popolare è rimossa dagli scaffali dei dischi. Siamo fieri di averla riproposta. Giovanna è una maestra, non ha bisogno di pigmalioni...».
Come spieghi il successo inaspettato di quell'album?
«Perchè sono canzoni belle, ricche di pathos. Certo: c'è una componente sociale e politica, ma il valore è che dietro c'è il fiato di un popolo, è l'Italia che canta. Un pezzo di storia».
Venendo ai giovani di oggi, chi ti piace?
«Ma io non vado per categorie di età: mi piace Frankie Hi-Nrg come Enrico Ruggeri, Morgan come Battiato».
A proposito di Battiato, perchè hai scelto lui per arrangiare «Il cuoco di Salò»?
«Con Franco ci conosciamo da tanto: se vado in Sicilia passo sempre a trovarlo. Quando uscì L'Agnello di Dio, lui mi disse: Bella questa canzone, ma io te l'avrei arrangiata molto, molto meglio!. Ci parliamo
sempre con franchezza. Quando, anni dopo, scrissi Il cuoco di Salò, non mi convinceva il risultato. Mi ricordai di lui e andai a Catania. Si prese il suo tempo, ma il lavoro fu straordinario. Solo Battiato poteva pensare a quella tromba che si sente in lontananza...».
Per Zucchero hai scritto i versi struggenti di due brani come «Diamante» e «Tobia». Come riesci a scrivere su storie raccontate da altri?
«Lui mi manda delle musiche, peraltro bellissime, e io gli dico: Zucchero, ma perchè non te le scrivi tu, che tra l'altro sei bravissimo?. Ed è la stessa cosa che dicevo a Dalla. Però lui insiste: Ma tu sei un poeta!. Io non sono un poeta, lui invece è un grande autore. Solo che non lo sa. Non so se soffra di complessi di provincialismo. O forse si sente solo musicista. Ma sbaglia. Riesce a far affiorare i suoi ricordi con grande sensibilità. Fatto sta che comincia a perseguitarmi: L'hai fatto il testo?. E alla fine
cedo. Certo, ci vuole anche del mestiere nelle cose».
Ma anche cuore.
«Sì, però il cuore fa parte del mestiere e il mestiere è importante se riesce a entrare dentro il cuore».
Oggi scrivi ancora per esprimerti, per raccontarti o lo fai perchè ormai sei abituato a vivere così e non sapresti fare altro?
«Both, come si dice in inglese. Entrambi. Sono cosciente che il mio è un mestiere, anche se non è esattamente come timbrare un cartellino, ma se non c'è l'ispirazione serve a poco. Sì, scrivo ancora per raccontarmi e raccontare».
L'album-tributo a De Andrè è ai vertici delle classifiche: tu, che pure hai scritto con lui tante canzoni, quella sera a Genova non c'eri. Come mai?
«Perchè non mi hanno invitato. E una risposta secca e dolorosa, ma è la verità». 


De Gregori, gli intellettuali ci usano

In una settimana memorabile, in cui la canzone d'autore italiana, da Vasco Rossi e Ligabue, atterra sulle piattaforme virtuali del Dvd, la presenza di Francesco De Gregori è addirittura sorprendente. Da oggi i fans del Principe possono scegliere sul doppio cd Mix e sul dvd Mix Film che raccoglie tre anni di concerti. Ma il punto è un altro: improvvisamente, con l'approdo tecnologico, la consuetudine con canzoni arcinote e personaggi molto amati si fa ancora più forte. A cominciare proprio dall'autore di Rimmel e Titanic.

De Gregori, sembra più rilassato di un tempo.

Me lo dicono tutti, quindi sarà vero, ma non so da cosa dipenda. Comunque, spero di rimanere sempre così. Lei dice che ero burbero? Forse sì, forse non mi andava di parlare con la stampa, poi è arrivato il disco con Giovanna Marini. Bisognava parlarne, correva il rischio di passare inosservato e ho cercato il confronto. E' andata bene: ho sentito un grande affetto nei miei confronti.

Diciamo ch'è rispettato da fans, colleghi, intellettuali.

Ne sono orgoglioso: in fondo non ho mai trattenuto nessuno con la forza ai miei concerti. E non sono nemmeno compiacente: se vado sul palco, è perché ho qualcosa da dire. Ma non penso di piacere molto agli intellettuali, che usano i cantanti come vuoti a perdere: per firmare appelli o per farli esibire in specifiche occasioni. E poi cosa vuol dire intellettuale? Io lo sono più di tanti altri che comunicano con dieci persone: perlomeno arrivo a moltissima gente.

E' difficile trovare le parole adatte, oggi?

Più di ieri. Le parole sono come le note musicali: non puoi trovarne all'infinito quando hai scritto canzoni che parlavano di certi argomenti. Non riscriverei né Pablo né Rimmel. Non è un calo d'ispirazione,
semplicemente non puoi ripeterti. Quando sei giovane, fai un disco all'anno.Dopo ti prendi più tempo.

Lei dice che tradurre la politica in canzone è difficile. Vale anche per la storia?

Dipende. Per me è stata di grande ispirazione: Il cuoco di Salò, La storia siamo noi, Buffalo Bill. Ma dev'essere storia che ti brucia dentro, perché se devi fare un tema, meglio lasciar perdere. Si può anche
scrivere sulla Rivoluzione francese, ma non mi interessa. Invece farlo sulla Repubblica di Salò mi ha coinvolto per tanti aspetti.

Oggi si sente ispirato?

No, proprio no, altrimenti starei scrivendo qualcosa. Nello stesso tempo, non si può fare canzoni da tutto ciò che ti colpisce.

Perché lei, come altri artisti italiani, sente l'urgenza di un dvd antologico?

Perché il mio mestiere è quello di un uomo che si dà, che si offre, e quindi anche un dvd su ciò che hai fatto negli ultimi tre anni fa parte del tuo esibizionismo. Tenga presente che non ho mai avuto molti passaggi in tv e che sono uno degli artisti meno fotografati che si conoscano.

La coerenza, in arte, paga?

Soprattutto chi ce l'ha. Paga se stessi, non so se in termini assoluti. A volte può diventare rigore estremo e allontanare la possibilità di essere capiti. Per me questa coerenza è semplicemente essere se stessi. Non chiedersi se verrai frainteso, se una canzone piacerà o se era meglio un'altra. A fare ciò che si ritiene giusto, il primo a essere remunerato è l'artista.

Sembra il ritratto di Bob Dylan.

Sì, ma io ammiro Dylan per quello che fa, non per la sua coerenza.

Le fa piacere far parte della colonna sonora di Masked & Anonymous?

Moltissimo, anche se non so come si possa giustificare la mia presenza o quella degli Articolo 31: credo che Dylan e il regista siano due pazzi.

Lei ha cantato nell'ultimo album di Venditti: un'amicizia oltre il mestiere?

Siamo due musicisti che fanno cose diverse, ma il rapporto personale non si è mai interrotto.

La sua assenza brilla in appelli come quello di Vasco Rossi sulla droga. Perché?

Perché mi tengo da parte. Voglio dire: mettiamo che mi chiedano una firma contro la mafia. Mi sembra scontato dire di sì, ma poi penso: che cavolo lo fanno a fare? Insomma, cerco delle scuse per non apparire in questi elenchi. Per dire come la pensa, uno che fa il mio mestiere ha già le canzoni.

Intervista di Renato Tortarolo - IL SECOLO XIX - 20/11/2003 


De Gregori, un "Mix" di bufale e mozzarelle

postato da Leon Ravasi - 10:11 27 Novembre 2003

Tutto sommato non si può dire che Francesco De Gregori sia avaro di uscite discografiche. Avaro di parole forse, avaro di inediti magari anche, ma in quanto a fare dischi non gli sta dietro nessuno! Se non ho sbagliato i conti siamo alla 27esima uscita discografica di Francesco in 30 anni di carriera, così divise: 16 dischi della discografia ufficiale, 9 dischi dal vivo (di cui 3 doppi) e 2 raccolte (e mezza). Troppa grazia san Francesco!
Ora ti puoi anche riposare. Forse, a pensarci bene, potevi riposarti anche prima di dare alla stampa questo insulso Mix. Cosa aggiunge? A chi serve? Abbiamo davvero bisogno di sentirti cantare A chi? E se anche ne avessimo proprio bisogno (mamma mia come saremmo ridotti male!) abbiamo bisogno di
ascoltarla inscatolata in mezzo all'altra paccottiglia con cui l'hai infiorata? Come? C'è anche un inedito tradotto da Dylan? E c'è pure il pezzo che hai scritto per Ron? Ma allora questa produzione sparsa non potrebbe trovare collocazione in un disco tutto suo? Pensaci: abbiamo La topolino amaranto, Anche per te, Addio Lugano bella, Napul è, Via della povertà, Anidride Solforosa, Sudamerica che, stando al bellissimo libro di Deregibus su di te hai fatto in varie occasioni in concerto. Pensa che magnifico lavoro: le cover del Deg!

E invece niente. Ci tocca (a me no, a chi vuole. Questo è un disco da piratare) sborsare un pacco di euri, 29 quando va bene, per sentirci tre inediti, un po' di canzoni live e un cd di studio totalmente inutile. Perché è la domanda? Perché è Natale è la risposta. E la Sony con De Gregori vende di sicuro. Tenete conto, sempre come dice il Deregibus (lo si citerà come il Sapegno per Dante) che tutti gli ultimi album di De Gregori hanno esordito direttamente al primo posto in classifica tra i dischi più venduti e, per intenderci, solo Mira Mare tra tutti i dischi del Deg si è fermato al quinto posto. Tutti gli altri, tranne Alice non lo sa, sono andati meglio.
Quindi, a fenomeno di vendite ponti d'oro. A uno capace di prendere anche Giovanna Marini, dopo quasi 40 anni di onorata carriera, e proiettarla nell'olimpo dei dischi più venduti bisogna pur concedere spazio. E il ritorno di Francesco? E' ovviamente quello di avere mano libera da parte della sua casa
discografica, in modo da poter fare i dischi con la Marini e della Marini e di produrre il disco del fratello (facendolo distribuire dalla Sony. Come dire: una mano lava l'altra e tutte e due preparano il brodo. Questo brodino un po' indigesto che va sotto il nome di Mix (il titolo più brutto dell'intera discografia) offre 31 canzoni in due cd per quasi due ore e mezzo di musica (come scrive il suo sito in un messaggio
promozionale) che ha come unico criterio quello di non avere un criterio (Che fa? Ci sfotte?). Insomma cercano di farci passare per "documento di vita disorganico e anarcoide" quell'insieme di canzoni a cui neanche loro, neanche i potenti uffici marketing della Sony sono riusciti a trovare un senso. Dentro questi cd ci stanno A chi (da Timi Yuro e Fausto Leali!) "che è un semplice divertissement". Altri inediti: Ti leggo nel pensiero, Come il giorno, cover di I Shall Be Released di Bob Dylan. Presenti
anche Non dirle che non è così , ovvero If You See Her Say Hallo, sempre di Dylan, La donna cannone, Il cuoco di Salò, Pablo, La valigia dell'attore, Stelutis alpinis, Alice, Rimmel, Pezzi di vetro, Generale, Niente da capire, Bufalo Bill, Viva l'Italia, Viaggi e miraggi, Sempre e per sempre, L'agnello di Dio, Sotto le stelle del Messico a trapanar. Che dire d'altro? Le canzoni di De Gregori sono belle,
bellissime, il meglio che si possa desiderare (e non sono per niente ironico) ma l'ennesima riproposizione cosa aggiunge? E non serve nemmeno che il pur bravo Massimo Cotto si guadagni la sua marchetta scrivendo un'appassionata presentazione del disco sul sito della Sony, definendolo "due tempi di una partita dove tutti sognano i supplementari, ovvero altre storie e altre canzoni decise da un solo rigore". Non vorremmo solo questo.
Vorremmo non essere presi in giro. Non considerati vacche da mungere, bieca manodopera comprereccia. Questo disco non ha nessun valore: è una bufala! E per restare in tema di bufala, attenzione alla superbufala in arrivo sotto forma di mozzarella e Dvd. Il "progettone-panettone" Mix prevede anche la versione video. La parte "visiva" della stessa medaglia si intitola Mix Film e raccoglie in Dvd brani da diversi concerti, alcuni videoclip (tra cui il montaggio di animazione realizzato da Vincenzo Mollica per La donna cannone), e tre contributi speciali. Riporto dal sito: "Un lungo viaggio
musicale attraverso i concerti di Francesco De Gregori" come spiega lo strillo di copertina del Dvd. Dunque il soggetto non è lui, Mix Film è girato "addosso2 alle sue canzoni, da Alice e Cercando un altro Egitto a Il Signor Hood, Il bandito e il campione, Pezzi di vetro, Come il giorno, Ti leggo nel pensiero ed altre per un totale di 15 soltanto in questa sezione intitolata Concerto. Oltre a La donna cannone, troviamo poi i videoclip di Adelante! Adelante!, Agnello di Dio, La valigia dell'attore e A chi. Nella parte dei Contributi speciali troviamo infine estratti dal concerto del 1° Maggio 2003 da Piazza San Giovanni a Roma (Niente da capire, Sangue su sangue, Viva l'Italia ); una intervista rilasciata a Jesi nel Teatro Pergolesi lo scorso 13 febbraio, e momenti relativi al tour Fuoco amico (I muscoli del capitano, La casa di Hilde, Bambini venite parvulos). Il tutto per la regia di Cesare Pierleoni, che è anche tra i produttori del lavoro insieme a Michele Mondella e Marco Godano.

Francesco De Gregori
Mix
Sonymusic, 2003 


2316) Come si suol dire: "riceviamo e MOLTO volentieri pubblichiamo"...

Comunicato stampa

MASSIMO BUBOLA
DAL 10 FEBBRAIO IN VENDITA IL SUO NUOVO DISCO

"SEGRETI TRASPARENTI"

(CHE CONTIENE UNA CANZONE DEDICATA A DE ANDRÉ E GABER)

Cinque anni dopo l'uscita di "Diavoli e Farfalle", MASSIMO BUBOLA pubblica, con la sua etichetta
Eccher Music, il suo nuovo album di canzoni inedite "Segreti Trasparenti".

Il disco, prodotto dallo stesso Bubola (che ha ovviamente firmato le parole e la musica delle undici canzoni), sarà in vendita dal 10 febbraio (distribuito da Self).
Ascoltare il nuovo album di MASSIMO BUBOLA è come affacciarsi alla finestra e osservare la vita: il
disco si muove su estremi emotivi proprio come la nostra quotidianità, con canzoni scure (ma non
oscure) e altre improntate alla gioia. I testi nascono anche dal superamento del dolore più grande: la
perdita di persone care come l'amico fraterno Fabrizio De André.

Al fratello Giovanni Maria è dedicata "Quella campana" (scomparso nel 1970 a 12 anni, è la prima
volta che Massimo riesce a parlarne pubblicamente); mentre "Specialmente in gennaio" è per "Faber"
(De Andrè) e anche per Gaber, due grandi artisti scomparsi proprio nel mese di gennaio..

A MASSIMO BUBOLA piace esprimersi per ossimori: il nuovo album s'intitola "Segreti Trasparenti"
con la consapevolezza che un segreto non può essere trasparente, ma solo rendendo trasparenti i nostri
segreti possiamo affrontare più serenamente la vita.

"Bisogna mostrarsi nudi nelle canzoni, anche se risulti perdente", sostiene MASSIMO BUBOLA.
"Mostrare le proprie fragilità, infatti, è un contributo importante alla pacificazione collettiva. La nostra
società c'impone di ostentare una forza d'animo che non sempre abbiamo, così chi non possiede il
phisique du role del vincente, porta avanti un'esistenza di grande inquietudine, vissuta col fiatone. La
principale lezione della poesia è proprio smascherare i limiti della natura umana: questo ci tranquillizza,
perché ci permette di condividere le sconfitte".

Milano, 7 gennaio 2004 


2317) Un libro dedicato a Rino Gaetano nella collana Distorsioni (Selene Edizioni)

Sarà in libreria dal 15 gennaio, Se mai qualcuno capirà Rino Gaetano, un saggio atipico e appassionato che ripercorre le tappe fondamentali della breve e intensa carriera dell'artista nato a Crotone e vissuto a Roma, scomparso prematuramente a trentuno anni, figlio di emigranti e amico di Antonello Venditti e Francesco De Gregori.

Alfredo del Curatolo, musicologo e a sua volta cantautore, rivive la storia di un genio dotato di una sensibilità fuori dal comune, di ironia e capacità di sviscerare i malcostumi italiani e mettere alla berlina la classe politica, la mondanità, i media e l'alta finanza, senza smettere di far sorridere e allo stesso tempo riflettere. Un artista genuino, umile e senza bandiere. Per questo, forse, è stato messo da parte, poi frainteso e infine dimenticato per molti anni. Questo libro ne parla al presente, come se fosse ancora vivo. Perché attraverso le sue attualissime canzoni, lo è.

Alfredo Del Curatolo, Se mai qualcuno capirà Rino Gaetano, Selene Edizioni/collana Distorsioni (145 pagine, 10,50 euro)

Per ulteriori informazioni:
selene@edizioniselene.it oppure 02/26681738.



 
 
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