parte 189
Lunedì 24 Novembre 2003
Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
Hai domande da porre, storie da raccontare, emozioni da condividere, sul grande Bob o inerenti la sua  musica e la sua vita? Scrivi a spettral@tin.it e le tue mail saranno pubblicate in queste pagine ogni lunedì.
Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags

Apro questa puntata della posta con un encomio solenne per Francesco Tiger che ha avuto un'intuizione da dieci e lode. Chiedevo nella vecchia pagina della posta se qualcuno aveva idea del perchè Dylan ha modificato un verso di Man in the long black coat (But people don't live or die, people just float) con il nuovo "I went to the river and I just missed the boat" (Sono andato al fiume ma la barca era già partita). Francesco mi ha scritto la mail seguente e secondo me (e secondo Alessandro Carrera cui ho chiesto di dire la sua subito dopo) ci ha azzeccato in pieno. Bravo Tiger e grazie per l'aiuto.
Michele "Napoleon in rags"

2181) Ciao Michele,
a proposito del verso cambiato in Man in the long black coat (I went to the river and I just missed the
boat), secondo me avvalora l'ipotesi, riportata anche nel libro di Carrera "La voce di Bob Dylan", che la canzone sia un rifacimento di House Carpenter dal punto di vista del carpentiere. Infatti il misterioso uomo in nero (the daemon lover) scappa con la donna appunto in una nave.
Ti volevo chiedere poi se potevi pubblicare il testo con relativa traduzione di Need a woman nella
versione di The bootleg series: infatti è abbastanza diverso da quello ufficiale. Potresti poi tradurre
anche questi versi di Jim Jones non riportati nella versione ufficiale del testo (forse un'aggiunta di
Dylan?) che sono inseriti prima dell'ultima strofa:
"There's no time for mischief there'', they say,
"Remember that'', say they
For they'll flog the poachin' out of you
down there in Botany Bay.
A presto.
Francesco Tiger
P.S. Quella della FarmFest di Antonio a me sembra una grande idea. Fatemi sapere per eventuali
sviluppi.

Ciao Francesco
grazie di tutto. Alessandro Carrera cui ho chiesto aiuto - del resto era stato chiamato indirettamente in causa con la citazione del suo libro - mi scrive quanto segue (per Need a woman ok, prossimamente).
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2182) Caro Michele,
puo' darsi benissimo che il verso "I went to the river and I just missed the boat" si riferisca al falegname che e' andato al fiume a riprendere la sua donna ma il battello era gia' partito. E' comunque in tono con la canzone.
Per quanto riguarda i versi aggiunti di Jim Jones, non compaiono nel testo ma non sono di mano di Dylan. Fanno comunque parte di varie versioni della stessa ballata.
"There's no time for mischief there'', they say, "Remember that", say they. For they'll flog the poachin' out of you down there in Botany Bay".
Vogliono dire: "Qui non c'e' modo di fare i furbi, ricordatevelo. Perche' a Botany Bay [colonia penale in Australia] vi fanno passare la voglia di sgarrare a forza di frustate".
"Poachin'" ha il senso di fare del bracconaggio e anche di entrare senza permesso in territorio altrui. Direi che si puo' tradurre con "sgarrare".

A presto!

Alessandro Carrera

Grazie per l'aiuto Alessandro
e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"
 

CARPENTIERE
traditional - arrangiamento e nuove parole Bob Dylan

Ben ritrovata, ben ritrovata, amore mio
Ben ritrovato, ben ritrovato, gridò lei
Sono appena ritornato dall'oceano
e l'ho fatto per il tuo amore

Avrei potuto sposare la figlia del Re laggiù
E lei mi avrebbe sposato
Ma ho rinunciato alla figlia del Re
e l'ho fatto per il tuo amore

Ebbene, se tu avresti potuto sposare la figlia di un Re laggiù
Certo la colpa è solo tua
Poichè io sono sposata ad un carpentiere
ed è sicuro che egli è un bel giovane

Abbandona, abbandona il tuo carpentiere
e vieni via con me
Ti porterò dove l'erba cresce verde
sulle spiagge dell'assolata Italia

Così lei prese in braccio i suoi tre bimbi
e diede loro uno, due, tre baci
e disse "Prendetevi cura del vostro papà mentre io sono lontana
e fategli compagnia"

Navigavano da circa due settimane
sono sicuro non fossero tre
quando la più giovane delle ragazze venne sul ponte
dicendo che cercava compagnia

"Stai piangendo al pensiero di casa tua?
O stai piangendo per i tuoi tre bimbi?
"Non piango per il mio carpentiere,
sto piangendo per i miei tre bimbi"

Oh cosa sono quelle colline laggiù, amor mio
Sembrano bianche come la neve
Quelle sono le colline del paradiso, amor mio
che tu ed io non conosceremo mai

Oh cosa sono quelle colline laggiù, amor mio
Sembrano scure come la notte
Quelle sono le colline dell'inferno, amor mio
dove tu ed io saremo uniti

Oh per due volte la bella nave girò intorno
sono sicuro che non furono tre
Quando la nave all'improvviso fece acqua da una falla
e piombò in fondo all'oceano
 

L'UOMO DAL LUNGO CAPPOTTO NERO
parole e musica Bob Dylan

I grilli friniscono, l'acqua e' alta
c'è un vestito di cotone leggero
appeso ad asciugare
una finestra spalancata, alberi africani
piegati all'indietro dal soffio di un uragano.
Non una parola di saluto,
nemmeno un biglietto
Lei se ne è andata con l'uomo
dal lungo cappotto nero.

Qualcuno lo vide aggirarsi intorno
alla vecchia sala da ballo
nei sobborghi della città
Lui guardo' nei suoi occhi
Quando lei lo fermò per chiedergli
se voleva ballare,
il suo volto era come una maschera.
Qualcuno disse che citava dalla bibbia
C'era polvere sull'uomo
dal lungo cappotto nero.

Il predicatore stava parlando,
stava facendo un sermone
disse che ogni coscienza umana è vile e depravata,
non puoi contare su questo per farti guidare
quando sei tu che devi soddisfare tutto questo.
Non e' facile da mandare giù,
ti si ferma in gola
Lei ha dato il suo cuore all'uomo
dal lungo cappotto nero.

Non ci sono errori nella vita dice la gente
a volte è vero, puoi vederla cosi'.
Ma le persone non vivono o muoiono,
le persone semplicemente galleggiano
(Verso alternativo: Sono andato al fiume
ma la barca era già partita)
Lei se n'è andata con l'uomo
dal lungo cappotto nero.

C'è del fumo sull'acqua, è lì da giugno
tronchi sradicati, sotto la luna crescente
senti il pulsare e le vibrazioni
e la potenza che romba
qualcuno è là fuori
sta bastonando un cavallo morto
Lei non ha detto nulla,
non c'è niente che abbia scritto,
Se n'è andata con l'uomo
dal lungo cappotto nero.


2183) Ciao Michele
ho letto l' intervista che hai fatto a Fabio Treves...molto
interessante... proprio oggi ho scoperto che ha suonato l'armonica nella
canzone "I consigli di un pirla", tratta dall'ultimo album degli Articolo 31.
Ciao
Zimmy "Nightingale"

Ciao Zimmy
mi fa piacere che tu l'abbia trovata interessante (comunque il grosso l'han fatto Sal Eagle e Corrado the Elephant). Voglio anzi cogliere l'occasione per ringraziare pubblicamente Fabio Treves che qualche giorno dopo ci ha fatto sapere che ha gradito moltissimo la pagina facendoci i complimenti.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


2184) Ciao!
Finalmente, dopo un sommario ascolto musicale del disco di Blowin'in the Wind, ho dato un'occhiata alle
traduzione degli 8 brani del cd e devo dire che sono testi molto impegnati... tutti hanno un loro fascino: i
testi che più ho apprezzato sono stati "Blowin' in The Wind" e "Don't Think Twice, it's all Right".
Grandi brani!!! Giudizio ottimo x quanto riguarda i testi, buono per quanto riguarda le musiche. Appena
leggerò le traduzioni degli altri pezzi del disco ti farò sapere.
A presto.
Giovanni

Ciao Giovanni,
ok! E che mi dici di A Hard Rain's a-gonna fall? Secondo me è il testo più bello di quell'album...
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


2185) Hi  Michael,
in the december 2003 issue of Mojo: BOB DYLAN - How the arrival of The Basement Tapes in
Britain changed the face of music. Story by John Harris.

Then free! BEST OF 2003 CD - 18 tracks from the year's best albums.......

.......and THE BEATLES: the tangled, twisted history of how Let It be became Let It Be... Naked.
Story by Jim Irvin.

Bye-bye

Elliott Rooster

Thank you very much, Elliott!
Bye,
Michael "Napoleon in rags" 


2186) Ciao Michele!
Eccoti le mitiche foto di Milano!!
Scusa per la qualità ma l'unico scanner a mia disposizione era quello dell'università e non sono molto
pratica ad usarlo, questo è il meglio che sono riuscita ad ottenere.. se riesco te le rimando più avanti
magari un po' migliori...
Una è col mitico Larry, noterai la mia espressione un po' al settimo cielo...
Vorrei andare a Londra per sentire i concerti... la mia ex coinquilina, con cui avevo conosciuto per la
prima volta tutti quanti tre anni fa, che ora vive a Londra, è andata a Wembley e andrà ancora nelle
altre date della prossima settimana... quanto la invidio!!! Perchè non fanno una decina di date tutte a
Milano, come a Londra??????
Un abbraccio dalla coccinella
Ilaria

Ciao Ilaria
grazie per la foto che avevo già messo e ripropongo per quelli a cui è sfuggita (e più che al settimo mi sembri al ventisettesimo cielo! :o) ).
Spero davvero che tu sia poi andata a Londra perchè così hai potuto assistere al concerto memorabile di ieri con la scaletta rivoluzionata. Fammi sapere.
Un abbraccio
Michele "Napoleon in rags"

...ed ecco Larry and Ila...


2187) Ho 34 anni e premetto che dal 1984 dylan ha cambiato in parte la mia vita, ma non è questo ciò che voglio dire.
Ho sentito parlare che forse <<blood on the tracks>> sia il disco più bello di bob, difficile da dire,
certamente un Dylan disperato e triste, come non mai. Condizioni ideali per far esplodere la creatività.
Ma è difficile fare un confronto ad esempio con <<blonde on blonde>> e  altri ancora, la spontaneità di
questo disco (per la verità anche nei due precedenti) riesce a comunicare al di sopra della musica, in cui
si uniscono alcune piccole sfumature o piccole imperfezioni che ti fanno sentire di essere seduto al
centro della sala di registrazione con la band che sta suonando e si muove intorno a te.
Un disco nato più dall'istinto che dalle conoscenze "scolastiche" musicali, unico per i cambiamenti che
ha apportato alla cultura musicale dell'epoca (assieme sempre ai due precedenti), tralasciando
ovviamnte il contenuto artistico di incomparabile bellezza.
Un disco da studiare e spulciare tra le note.
E poi è più bello il cielo o il mare?.......
Un'altra cosa invece, personalmente trovo che quando Dylan è accompagnato dalla chitarra di Mark
Knopfler nasca una miscela esplosiva, credo che forse più di chiunque altro chitarrista si integri e riesca
ad apportare del vero valore aggiunto alle opere di Bob.

Qualcuno sa la vera causa della pausa di 20' dopo poche canzoni del concerto di Parigi?

I complimenti per il sito li ho gia fatti in passato.
Ciao a tutti
Alessandro

Ciao Alessandro
concordo su Knopfler che è un grandissimo, forse il mio preferito tra i chitarristi che hanno collaborato con Bob. Slow train coming è il suo capolavoro.
Sul concerto di Parigi sembra che la pausa sia stata legati a problemi sindacali... Se ho capito bene è una specie di legge del sindacato in Francia che vuole una pausa per i lavoratori durante ogni manifestazione (concerti, rappresentazioni etc.). Però non sono sicurissimo perchè ho letto la cosa "di sfuggita"... Qualcuno può confermare?
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2188) Sal mi invia questa vignetta satirica su Dylan. Thanx.


Traduzione volante di Napoleon:
Lui: Che succede, amore? Perchè piangi?
Lei: Sniff... Stavo guardando il mio video di "Love Story".
Lo... sniff... lo sai ... il finale mi fa sempre p... piangere! Sob!
Lui: Ma tu piangi tutte le volte che lo guardi! Perchè continui a guardarlo se lo sai che ti turba?
Lei: E... e allora perchè tu continui ad ascol... sniff... ascoltare gli show di Dylan del 1991... sniff... Eh?
Lui: Yep! Fin troppo giusto. Non si può discutere su questo!


2189) ciao bob,
sono un tuo grande fans della sardegna, con tanta conoscenza della tua vita come il tuo libro scritto da
feltrinelli.
saluti da Fabio

cagliari 


2190) Hey voi, della Fattoria.
Forse la mia insufficiente cognizione tecnologica ha impedito di raggiungervi. Molto probabile che mi sia
sbagliato nel pigiare sul tasto.
Alcuni giorni fa ho spedito un brevissimo racconto su "...la prima volta che ho incontrato Dylan".
E' scritto in terza persona; Dylan viene indicato solo come quello di "...in the wind", ma spero che la
cosa non guasti.
Come mi auguro che certi riferimenti alle circostanze (ambientali) non turbino il tono che volete dare
alla rubrica. Se così fosse me ne scuso, comprendendo ogni vostra censura.
Faccio un altro tentativo.  Schiaccio con maggiore vigore sul tasto, sperando in quello giusto.
Finisco, con i complimenti (vivissimi) per il lavoro che fate e per l'amore che traspare nella
composizione del vostro sito.

Allego la storia. Spero degna di pubblicazione.

Saluti carissimi e grazie.
Ivano

Ciao Ivano
il tasto è stato pigiato bene perchè stavolta è arrivato tutto ed ho già messo il tuo bellissimo ed originalissimo racconto nella sezione apposita. Chi non lo ha ancora letto lo faccia andando qui.
Ciao e grazie per i complimenti
Michele "Napoleon in rags" 


2191) Ed ecco una nuova classifica delle canzoni:

Like a Rolling Stone
Forever Young
Blind Willie Mc Tell
Desolation Row
A Hard Rain's Gonna Fall
A Simple Twist Of Fate
Buckets of Rain
I Shall Be Released
Highway 61 Revisited
Tombstone Blues

Arrivederci

Luca Ciuti
Livorno

Ciao Luca
ok. Classifica archiviata ed altri dieci punti per LARS (piove sul bagnato).
Al prossimo aggiornamento della classifica generale tra un mesetto.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


Ed ora una lettera "privata" che voglio proporre qui a titolo di curiosità perchè mi sembra un aneddoto curioso, appunto.

2192) Caro Michele,
ho letto il resoconto del tuo incontro oculare con Bob e ho percepito quella sensazione di estraniazione
dal mondo insieme dolorosa, patita e voluta, che tu hai descritto. In un certo senso e' la stessa che si
ricava guardando "Masked & Anonymous". Quanto alla stretta di mano mancata, non so, potrebbe
essere un caso che non gliel'abbia stretta, ma una cosa su cui concordano persone che hanno stretto la
mano a Dylan e' che ha le mani flaccide, che sembra di stringere in mano una lattuga. Il che e'
doppiamente strano, perche' se suoni la chitarra o il pianoforte non puoi avere le mani cosi' molli.
A presto!
Alessandro Carrera

Una precisazione: la mancata stretta di mano è quella di Bob alla signora tedesca di cui ho raccontato...
Michele "Napoleon in rags" 


2193) Ciao Michele,
mi dispiace che Giulia se la sia presa per quella mia affermazione fatta nel mio Racconto dal NET ma era un modo come un altro per ironizzare sul fatto che io e Michela per 4 ore dico 4 ore siamo stati schiacciati al cancello da una folla incivile e stupida... e al momento di entrare quando hanno deciso
di aprire una sola delle porte io e Michela ci siamo spostati verso il centro per evitare di essere ammazzati dalla calca. Mentre tutto ciò accadeva abbiamo sentito qualcuno che da dietro ha detto "sono i soliti napoletani di merda a fare casino". Tutto qui. Era un modo molto velato per ironizzare su una cosa che mi ha fatto incazzare di brutto. Mi dispiace moltissimo che Giulia si sia offesa, ma non vedo il motivo dato che se fossi razzista o polemico io che sono meridionale sarei proprio un idiota e non mi
sembra il mio caso. Quanto a Milano lo ammetto ho fatto una furbata grossa ma alla fine l'aver fregato qualche centimetro a qualcuno mi ha permesso di essere salutato da Bob e non è affatto poco per essere al secondo concerto.
Mi sono lasciato trascinare troppo dall'entusiasmo ma già a Roma dove ero in seconda fila era stata una botta non da poco... visto che avevo la possibilità di ripetere il trip fantastico beh... ci ho provato. Quanto alla mancanza di feeling con il pubblico in questi concerti non posso esprimermi dato che questo è stato il mio primo tour, ma posso dire di aver sentito Bob davvero molto vicino, soprattutto a Roma in certi momenti sembrava che fosse lì solo per me e per Michela... un'emozione incredibile. Se avessi avuto la possibilità di portarla con me anche a Milano sarebbe stato splendido anche perchè lei ci teneva moltissimo... ma i suoi impegni di liceale l'hanno costretta ad un rapido rientro. Per giorni dopo essere tornato a casa ho continuato a sentire l'odore inebriante dell'incenso e quando riascolto il bootleg di Roma riesco a provare le stesse sensazioni di quei momenti magici, è stato un grande tour amici... da Bolzano in poi è stato un crescendo incredibile. Chitarra o non chitarra, piano o non piano... facendo un
confronto con il 2002 di cui ho ascoltato un bel po' di bootleg posso dire che la voce è nettamente migliore, soprattutto rispetto ai due concerti italiani e che il suo modo di strimpellare anzi di martoriare quella sua tastiera è assolutamente "cool" soprattuto per come si muove. Chi dimenticherà mai It's All Right Ma o Boots Of Spanish Leather, o ancora Shooting Star o Desolation Row... immenso... immenso... immenso... immenso...

Beh un saluto a tutti... torno a lavoro!
Sal 


E a proposito di Giulia, eccola...

2194) Ciao Michele,
mi sono dimenticata di dirti che il tuo paragonare Bob senza chitarra a Maradona, Zorro ed Ercole mi ha fatto morire......dalle risate anche perchè rende perfettamente l'idea!!!!!!

...piccola richiesta....
ma quando metterai la traduzione di You belong to me?

un abbraccio Giulia

Ciao Giulia,
hai ragione. Mancava nella nostra sezione... Eccola qui sotto
Un abbraccio
Michele "Napoleon in rags"

TU APPARTIENI A ME
parole e musica Pee Wee King, Redd Stewart & Shilton Price

Vedi le Piramidi
lungo il Nilo
Guardi l'alba
su un'isola tropicale
Ricordati solo cara
che in ogni momento
tu appartieni a me...

Guarda il mercato
nella vecchia Algeri
Mandami fotografie
e souvenirs
Ricordati solo che
finchè si realizza il tuo sogno
tu appartieni a me

Sarò così solo
senza di te
Forse
anche tu sarai sola
Forse
anche tu sarai sola
e triste

Vola al di là dell'oceano
su un aeroplano d'argento
Guarda la giungla
bagnata di pioggia
Ricordati solo che
finchè non sarai di nuovo a casa
o finchè io non tornerò a casa da te
tu appartieni a me...

YOU BELONG TO ME
words and music Pee Wee King, Redd Stewart & Shilton Price

See The Pyramids
Along the Nile
Watch the sun rise
On a tropic isle
Just remember darling
All the while
You belong to me...

See the market place
In old Algiers
Send me photographs
And souvenirs
Just remember
'Til your dream appears
You belong to me....

I'll be so alone
Without you
Maybe
You'll be lonesome, too
Maybe
You'll be lonesome too
And blue

Fly the ocean
In a silver plane
See the jungle
When its wet with rains
Just remember
Till you're home again
Or until I come home to you
You belong to me...


2195) Ed un grazie a Sal che mi invia il testo della nuova "Down along the cove" che Dylan sta proponendo in concerto in questi giorni. Ecco una mia traduzione.
Michele "Napoleon in rags"

GIU' ALLA BAIA
parole e musica Bob Dylan

nuova versione autunno 2003

Giù alla baia, ho guardato di nascosto il mio fagottino di gioia
Giu' alla baia, ho guardato di nascosto il mio fagottino di gioia
Ho detto: "Signore, abbi pietà, bambina mi fai sentire come un ragazzino"

Giù alla baia, un gruppo di persone che gironzolano qua e là
Giù alla baia, un gruppo di persone che gironzolano qua e là
Dio abbia misericordia, bambina, ti prendono a pugni, ti prendono a calci se sei a terra

Giù alla baia, mi sento in alto come se fossi un uccello
Giù alla baia, mi sento in alto come se fossi un uccello
Dio abbia pietà, bambina, come mai non dici mai una parola?

Giù alla baia, ho visto la Jackson River Queen
Giù alla baia, ho visto la Jackson River Queen
Ho detto: "Che il signore abbia pietà, bambina, non è la più grossa barca che tu abbia mai visto?"

Giù alla baia, puoi metter giù il tuo denaro
Ho detto: "Giù alla baia, puoi metter giù il tuo denaro"
Ho detto: "Dio abbia pietà, tesoro, non è una vergogna il modo in cui ti spingono da tutte le parti?"

Giù alla baia, ho la mia valigia nella mano
Giù alla baia, ho la mia valigia nella mano
Per l'amor del cielo, bambina, non sei felice che io sia nella banda?

DOWN ALONG THE COVE
words and music Bob Dylan

Down along the cove, I spied my little bundle of joy
Down along the cove, I spied my little bundle of joy
I said, "Lord have mercy, baby, you make me feel like a baby boy"

Down along the cove, a bunch of people milling around
Down along the cove, a bunch of people milling around
Lord have mercy, baby, gonna knock you up, gonna kick you when you're down

Down along the cove, I feel as high as a bird
Down along the cove, I feel as high as a bird
Lord have mercy, baby, how come you never say a mumbling word?

Down along the cove, I seen the Jackson River Queen
Down along the cove, I seen the Jackson River Queen
I said, "Lord have mercy, baby, ain't that the biggest boat that you ever
seen?"

Down along the cove, you can lay your money down
I said, "Down along the cove, you can lay your money down"
I said, "Lord have mercy, honey, ain't it a shame the way they shove ya and
push ya around?"

Down along the cove, I got my suitcase in my hand
Down along the cove, I got my suitcase in my hand
Lord have mercy, baby, ain't ya glad that I'm in the band?


Un altro stralcio da una mail privata a titolo di curiosità...

2196) Ciao,
lo sai chi è andato fino in Olanda per sentire Bob? Francesco De Gregori. Ha assistito a entrambi i concerti.
Luca

!!!
Michele "Napoleon in rags"


E a proposito di DeGre ecco cosa mi invia Sal...

2197) Il 'mix' di De Gregori: musica e immagini per 'non prendersi troppo sul serio'

da www.rockol.it

C'era un volta il De Gregori cantautore. C'era una volta il De Gregori che
faceva dischi e, ogni tanto, li andava a suonare in tournée. C'era una volta
un De Gregori rigorosamente compreso nel suo ruolo.
Oggi c'è un altro De Gregori: un musicista che si diverte a stare sul palco
(su ogni genere di palco) e a fare il cantante di una rock band. Che si
applica con metodica casualità, o con metodo del tutto casuale, a scomporre
e ricomporre i pezzi del suo catalogo discografico, pubblicando "riassunti",
revisioni, antologie e dischi dal vivo come se piovesse. Mix, per esempio:
un doppio CD parte in studio e parte dal vivo, antologico e con qualche
inedito, che arriva nei negozi oggi, venerdì 21 novembre, in compagnia di un
Dvd gemello, Mix film, video-reportage delle ultime stagioni
concertistiche con il corredo di un'intervista e una manciata di videoclip.
Sono passati cinque anni e un solo album di inediti dalla sua
ultima raccolta, Curve nella memoria. E due anni appena dall'ultimo disco
dal vivo, Fuoco amico (ha inciso più live De Gregori che tutti i
cantautori della sua generazione messi assieme).

Non teme, Francesco, di essere ridondante?

FDG: Ridondante? Non credo. Quando faccio un nuovo disco, non
è che obbligo la gente a comprarlo puntandogli la pistola alla testa. Mi
diverte l'idea di continuare a documentare in qualche modo quel che faccio
sul palco. Mi piace che chi non ha avuto modo di venire ai concerti possa
ascoltare com'è diversa da quella originale la versione 2003 de L'agnello
di Dio: una canzone che oggi amo particolarmente, e che ai tempi venne
presa soprattutto come una provocazione. Faccio uscire troppi album dal
vivo? Ma per un artista la parola troppo non significa nulla: un pittore
fa i quadri che si sente di fare, e lo stesso fa un musicista con i dischi.
Le considerazioni di mercato vengono dopo.

Come il sommo Dylan, De Gregori non è di quelli che amano praticare la
strategia dell'assenza per rendersi più misteriosi e appetibili al pubblico.
E, se potesse, suonerebbe anche di più di quel che già fa.

FDG:  Il concetto stesso di tour, l'idea di prendere in mano un calendario e fissare a priori
una serie di date per i miei concerti, non mi piace più. Chi fa il nostro
mestiere dovrebbe essere sempre pronto alla chiamata: come un avvocato, o
chi guida un'ambulanza. Se mi chiamano a suonare, io ci vado.

Il nome di mr. Zimmerman ricorre, inevitabilmente, nei crediti di Mix, con la già
nota versione italiana di If you say her, say hello (Non dirle che non è
così) inserita recentemente nella colonna sonora di Masked & anonymous,
e quella finora inedita di I shall be released.

FDG: Come il giorno risale al periodo del tour con Fiorella Mannoia, Ron e Pino Daniele.
E' stato il mio mandolinista, Marco Rosini, a suggerirmi di tradurla.
Conosco bene la versione che la Band ne fece in The last waltz e in un
paio di giorni ho completato il lavoro. Ho sentito Masked & anonymous,
naturalmente, e ad un primo ascolto sembra un progetto folle, con quella
versione depistante di My back pages fatta da un gruppo giapponese (si
chiamano Magokoro Brothers, per la cronaca). Magari ad un ascoltatore
americano farà lo stesso effetto la mia versione di If you see her, say
hello. E probabilmente il tutto assumerà un senso nel momento in cui avremo
modo di vedere il film.

Mix, e l'autore ci tiene a precisarlo, nasce con assoluta casualità,
senza criteri razionali di compilazione.

FDG:  Ma sono contento che dentro ci siano pezzi come la versione originale de La donna
cannone, anche se non è la mia canzone preferita. Mi fa piacere vederla
restituita al suo essere originario perché è uno di quei rari pezzi che non
si prestano ad essere riprodotti dal vivo: mi piace ancora l'arrangiamento,
e il modo in cui l'ho cantata all'epoca. Mi piace la versione live di
Stelutis alpinis e amo ancora molto I matti. Oggi non inciderei più quei
colpi di rullante, magari: ma trovo che quelle canzoni sono sopravvissute
degnamente a certe ingenuità dell'epoca.

De La donna cannone Mix film contiene anche il videoclip, montato da
Vincenzo Mollica usando sequenze da film d'animazione.

FDG: Ma il Dvd è soprattutto un documentario, molto rough e molto frammentato, una
fotografia in movimento dei miei concerti degli ultimi due-tre anni", spiega
De Gregori. "Cambia di volta in volta l'ambientazione, e cambia la mia
faccia: ma questo è, senza alcuna ricercatezza o levigatezza. I videoclip
continuano a non piacermi, in genere, anche se molti sono girati meglio
della pubblicità del Campari. Li trovo noiosi, e anche ipocriti: alludono al
sesso, o alla violenza, senza mai dichiarare esplicitamente.

E magari danno anche adito a fraintendimenti, come a De Gregori è successo più volte, con
le sue canzoni

FDG:  L'arte nasce per essere fraintesa. Un'opera artistica vive
negli occhi di chi la guarda, assume significati diversi a seconda di chi la
fruisce. E' successo anche con Sgt. Pepper's, con Transformer, o magari
con l'ultimo disco di Moby: ognuno gli dà il senso che preferisce. Diverso
quando si usa la canzone come manifesto politico, come è successo anche a
me: allora è una forma di speculazione che può diventare fastidiosa, persino
odiosa. E oltretutto non controllabile da parte dell'autore: è il destino di
tutte le cose che vengono scritte, registrate, filmate, dipinte.

Scompone e ricompone la sua musica, De Gregori, e in un certo senso la fa a
pezzi. Ma che ne pensa del fatto che, con Internet e i download, gli
ascoltatori possano fare altrettanto?

FDG: Cinque anni fa ti avrei risposto diversamente, ma oggi ti dico che mi va benissimo così.
Una volta forse ero più rigoroso sul mio lavoro, oggi penso che il pubblico è sovrano.
Certo, io continuo a concepire un disco come Rimmel come un'opera completa e
circolare. Ma non ci si può opporre a una tendenza storica del mercato.
Capita anche me, leggendo un libro, di saltare da un capitolo all'altro, di
leggere due pagine e poi spegnere la luce. In fondo non la ritengo un'
operazione sleale nei confronti dell'autore.

Resta da chiedergli del futuro: a quando, finalmente, un nuovo album di
inediti?

FDG:  Mi piacerebbe farlo uscire nel 2004. Con la band, abbiamo provato
due o tre pezzi nuovi, qualche mese fa. Mi sento pronto per farlo.

E un sequel a Il fischio del vapore, arriverà mai?

FDG:  No, quello no. Io e Giovanna Marini abbiamo evidentemente tappato un buco,
e soddisfatto un' esigenza di molti, traducendo in bella copia canzoni meravigliose che sono
nella coscienza collettiva. Ma i numeri due non vengono mai bene come i
numeri uno. Sarebbe bello se lo facesse qualcun altro, piuttosto, un disco
del genere. Qualcuno pazzo e sconsiderato come noi.


2198) Grazie ancora a Sal che mi invia:

Martedì 18 Novembre 2003

L'intervista/ Francesco Guccini, cantautore-mito. Il nuovo libro su
Bologna, gli anni 60, l'influenza di Gadda e Dylan. E i luoghi dell'infanzia
«Tornare alle radici, ecco la vita nuova»

di LUIGI VACCARI

TRE libri, una vita. 1989: Cròniche epafàniche , sull'infanzia a Pàvana,
sull'Appennino, dove oggi vive buona parte dell'anno. 1993: Vacca d'un cane,
sull'adolescenza a Modena nei tardi Anni Cinquanta. (Tutt'e due pubblicati
da Feltrinelli). 2003: Cittanòva blues , sulla Bologna degli Anni Sessanta.
L'ultimo atto della trilogia è in libreria da qualche giorno (Mondadori, 218
pagine, 15 euro). Francesco Guccini, modenese, 63 anni, cantautore-mito di
più di una generazione, narratore (con Loriano Macchiavelli ha scritto tre
romanzi gialli e la raccolta di racconti Lo spirito e altri briganti ; con
Giorgio Celli e Valerio Massimo Manfredi Racconti d'inverno ), rievoca la
vita picaresca dei "musici" di quel decennio nella città felsinea; i
complessi, «allora si nomavano complessi, ed erano di là da venire i tempi
dei gruppi, e poi quello delle band, come la band d'Affori»; il sesso (molto
parlato); i bar; le morose; la naia; le osterie e le grandi bevute; la Cento
Scudi (la Cinquecento); il tràppolo (la «garsoniera»), l'Eskimo e
l'imbottito McGregor; la deludente esperienza americana (che non è una
stravagante divagazione). E racconta, l'autore, con una prosa affatto
personale, lirica e poetica, imbevuta di dialetto, espressioni gergali,
termini antichi, ampiamente spiegati nel divertente, divertito e ricco
glossario a fondo libro.

Parliamo al telefono. Chiedo:

«... e ti sembra che mala gente imbastardita ti circondi e vuoi fuggire da
un luogo che più non conosci, non senti come tuo...». Che cosa mortifica e
offende oggi Bologna, la Grassa Signora, la Vecchia Bòsa?

«Era una città a mezza strada fra la grande città e la città di provincia.
Io ci sono andato negli Anni Sessanta ed era, fuor di retorica, a misura
d'uomo: un bellissimo posto nel quale abitare. Quando mi spostavo a Roma o a
Milano non vedevo l'ora di tornare; dicevo ai romani e ai milanesi: "Sì, si
sta bene qui. Ma Bologna è un'altra dimensione". E tutti ne convenivano. Era
una città po' sognata: le dimensioni non erano tanto grandi; ci si poteva
spostare a piedi; se si prendeva la macchina per andare al cinema, si
parcheggiava a 100 metri ed era già una grande distanza. Ma questo del
traffico è un problema di tutte le metropoli. Negli Anni Settanta è arrivata
l'eroina: ha prodotto una serie di avvenimenti a catena che le hanno
cambiato il volto; è cambiata anche la mala. Conoscevo persone di non ottima
fama, con le quali si poteva convivere. Adesso...».

La immalinconisce anche che nessuno parli più il dialetto?

«Il bolognese aveva questa caratteristica: diceva una frase in dialetto e
immediatamente la traduceva in italiano. Non accadeva da nessuna parte. Il
dialetto si sente ancora nella cintura, piccoli paesi attorno a Bologna:
Granarolo, Minerbio... A Bologna neanche i giovani lo parlano più».

Per questo ne ha fatto largo uso in "Cittanòva blues"?

«C'è anche negli altri due romanzi. Uso l'italiano parlato. Adopero il
gergo, che è pro prio di quegli anni. E questo per una ricerca
espressionistica sul linguaggio che faccio da tempo».
Non teme che possa disorientare i lettori di altre regioni?
«E' un problema che mi son posto. Mi è piaciuto scrivere così. E'
un'occasione in più per giocare e lavorare attorno alle parole, cercare di
capire. Penso al gran successo che ha avuto Andrea Camilleri, che non è di
facilissima lettura: soprattutto l'ultimo romanzo è tutto in siciliano».

Perché ha scelto di ignorare la politica, in generale, e il Sessantotto, in
particolare?

«Perché le cose, anche del Sessantotto, non erano così chiare come lo
possono essere adesso. Era tutto abbastanza confuso, sospeso. Se avessi
parlato degli Anni Settanta, sicuramente avrei trattato molto di più
l'argomento».

Chi ha nutrito il cantautore e chi lo scrittore? Ha avuto degli autori di
riferimento?

«Oddio, sì. Son sempre stato un lettore onnivoro, fin da ragazzino: sognavo
di fare lo scrittore... E' difficile dire quali possono essere... Per questi
tre romanzi, i riferimenti sono stati Carlo Emilio Gadda e Luigi Meneghello,
sicuramente. Per il cantautore, agli inizi, i francesi, certi gruppi
italiani, successivamente Bob Dylan. Dopo sono andato avanti da solo. C'è
sempre qualche suggestione che affiora: per l'ultima canzone che ho scritto,
l'ho finita qualche giorno fa, l'argomento è Ulisse, chiederò scusa e
ringrazierò Omero, Dante Alighieri per un verso, Jean-Claude Izzo, il
giornalista e scrittore marsigliese morto tre anni fa, e anche un mio
cugino».

Lo scrittore potrebbe accantonare il cantautore?

«No, assolutamente. Le due attività possono procedere, con tecniche molto
diverse. Dico sempre che la canzone deve essere scritta sul foglio di carta,
mentre i romanzi li scrivo col computer».

Il maresciallo Santovito, che ha inventato con Macchiavelli, si misurerà
anche con i nostri giorni?

«Con i nostri giorni no, perché sarebbe troppo vecchio, o addirittura, Dio
non voglia, già morto. Noi lo abbiamo datato. Ma, un po' perché mi dispiace,
e forse anche a Loriano, abbandonarlo, proprio ieri mi è venuta una mezza
idea che sottoporrò a Macchiavelli e vediamo se riusciamo a fare qualcosa a
posteriori, a sviluppare una storia».

Pensa di aver commesso errori gravi nella vita?

«Forse. Ma poi: sono stati errori o tutto doveva andare grosso modo così?
Adesso sono relativamente soddisfatto. Quindi errori gravi alle spalle mi
pare di non averne».

Guarda ai suoi sbagli con indulgenza o con severità?

«Domandandomi: "Se..."?. Ma sono sempre giochi di fantasia».

"Incipit Vita Nova" è il titolo conclusivo di «Cittanòva blues». Esiste un
sogno «rimasto impigliato da qualche parte della mente» che vorrebbe
realizzare?

«L'ho realizzato: il giro a 360 gradi. Anche se sono nato a Modena, la
"Città della Motta", sono partito da Pàvana, dove ho cominciato a parlare, a
mangiare, a camminare, e a Pàvana, a cui sono sempre stato legatissimo, sono
tornato. Qui trascorro ormai la maggior parte del mio tempo. Non so dove sia
in questo momento lei: io vedo un panorama bellissimo; un bellissimo
castagno d'india che sta perdendo le foglie rosse; un sole bellissimo che
illumina la parte ?di là dall'acqua?, di là dal fiume; qualche casa sparsa;
un cielo azzurrissimo... E' questa la Vita Nova».



 
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