parte 183
Lunedì 6 Ottobre 2003
Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
Hai domande da porre, storie da raccontare, emozioni da condividere, sul grande Bob o inerenti la sua  musica e la sua vita? Scrivi a spettral@tin.it e le tue mail saranno pubblicate in queste pagine ogni lunedì.
Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags

Iniziamo questa puntata della Talkin' con una mail indirizzata una volta tanto direttamente a Bob. Spero che possa leggerla un giorno o che qualcuno gliela faccia avere.

2041) Ciao Dylan,
lo so, non sopporti che la gente ti riconosca per strada e che ti parli come si parla ad un vecchio amico, ma ho appena finito di ascoltare una tua canzone, e volevo ringraziarti.

Non so se grazie sia la parola più corretta. L'ultima volta che mi è stato detto "Grazie" è stato di notte, alla stazione. Mi ha detto "Grazie", mi ha abbracciato e si è allontanata, per sempre. Credo sia stata la scelta più giusta per entrambi, ma chissà, potrebbe anche essere che sia stata la più sbagliata. Comunque non importa più ormai. Una storia che finisce fa sempre male, una storia che finisce con un "Grazie" ti fa pensare tante cose. Grazie… Ehi dolcezza, mica ti ho offerto una sigaretta, ti ho dato me stesso baby, ho scavalcato il muro, ho attraversato il fiume, ho saltato la staccionata, ho fatto le fottute olimpiadi per te, che cazzo vuol dire grazie ? Certo, lei potrebbe rispondermi:

"E cos'altro avrei dovuto dirti ?" Non lo so, non lo so davvero. Forse niente, visto che tutto è finito nel niente.

Facciamo così Dylan, io non ti dico semplicemente grazie, io cercherò di spiegarti perché ci sono tante persone che sentono il bisogno di ringraziarti e tante altre che ti considerano molto più di un amico, addirittura un padre.

Ricordo la prima volta che ho assistito ad un tuo concerto. E' stato circa dieci anni fa, al Pistoia Blues Festival. Un ragazzo stava parlando con un amico, e ho sentito dirgli queste parole: "Bruce Springsteen è come un fratello per me, e Bob Dylan come un padre." Io ho pensato: OK, d'accordo per Bruce come fratello, e la Terra Promessa come Sogno, ma Dylan come padre mi sembra assolutamente esagerato.  Oggi la penso esattamente come quel ragazzo.

Dylan, ero morto e mi hai fatto ri-nascere, quindi o sei mio padre o sei Dio, scegli tu, per me è indifferente. Non sto bestemmiando, non sto rinnegando mio padre e non sono impazzito. Sono resuscitato, sono vivo, sono rinato, e lo devo soprattutto a te, alle tue parole, alla voce, alla tua armonica. Quando non c'era nessuno, tu eri lì.

E' difficile far capire al resto del mondo cosa abbia significato per me entrare dentro il tuo album "Blood on the tracks", quanto sia stato vitale sedermi al tuo fianco in "Tangled up in blue", buttare fuori il dolore in "Idiot Wind" e riuscire ad accettare l'impossibile divenuto realtà in "Simple twist of fate" e "If you see her, say hello".

In queste canzoni c'è la tua anima, c'è il tuo cuore, ecco cos'è che le rende speciali. Il sangue di "Blood on the tracks" non è solo il tuo sangue, è anche il mio. Ricapitoliamo: hai il mio stesso sangue e mi hai messo al mondo… come puoi negare di essere mio padre ?

Lo sai, in realtà è successo tutto all'improvviso; è stato come se all'interno della mia mente ci fosse sempre stato un interruttore posizionato su off. Poi all'improvviso arrivi tu, e click, accendi la luce. All'inizio non capivo cosa mi stava succedendo. Avevo già ascoltato le tue canzoni e ho sempre considerato splendido l'album "Blood on the tracks". Ma non avevo mai provato il tuo stesso dolore, e non potevo realmente capirti. Sì, adesso ti capisco, almeno in parte.

Dylan, se vuoi proverò a spiegarti con un esempio cosa significa per me la tua musica, le tue parole e la tua voce. Adesso chiudi gli occhi e prova ad immaginarti nato e vissuto nel Medioevo. Bene, apri una cartina geografica e osserva la rappresentazione del Mondo: un bel rettangolo, piatto. Ora prendi una macchina del tempo e arriva al Duemila: MacMenù, telefonini MMS e un libro di scienze che sconvolge ogni tua precedente concezione: la Terra non è piatta, è sferica, ruota su se stessa e intorno al Sole. E non solo, ci sono altri pianeti, altri universi, e le molecole, e i quark e l'infinito. Ecco, prima di te io vivevo in un libro di geografia del Medioevo, anzi no: io ero nato, vissuto e morto nel Medioevo. Mi hai aperto la mente, hai dato un valore alla mia anima e non vuoi neppure che ti ringrazi. E no Dylan, io non solo ti ringrazio oggi, ma ti ringrazierò ogni giorno della mia vita.

Perché credi che oggi ci sia ancora tanta gente ai tuoi concerti ? Sono persone che sanno di doverti qualcosa, e anche se tu non aprissi bocca per due ore intere pagherebbero lo stesso il biglietto, per vederti, per sentire la tua anima pulsare, per sentire battere il tuo cuore, per dirti grazie.

Lo sai Dylan, oggi mi si è aperta un'altra ferita nel cuore. Fa un male cane, è tutto il giorno che sanguino. Adesso sembra che la ferita, molto lentamente, si stia rimarginando. Credo sia solo una tregua momentanea, ma una cosa è certa: parlarti mi ha fatto bene. Hai ragione tu: non sei mio padre, non sei neppure Dio. Sei come una pietra che rotola nel vicolo della desolazione, il posto dove cadono le lacrime, sei una stella cadente, un Uragano,  il Mississippi, le Highlands, sei il tempo fuori della mente, sangue sulle tracce, un soffio nel vento, i tempi che cambiano, un altro giorno che passa, un inquieto addio, il blues di un corvo nero, pagine passate, il tempo che passa lentamente, un nuovo mattino, lacrime di rabbia, sei un giorno d’estate, le pagine del mio passato, una notte solitaria nella lampeggiante polvere di stelle, un'alba sul lago ghiacciato, sei lontano dove soffia il vento leggero, un cane che corre libero attraverso le paludi del tempo, una cicatrice che il sole non può curare, un vagabondo solitario, per sempre giovane, mister tambourine man, sei un sogno, sei BOB DYLAN.

Lone Soldier on the cross


2042) Ciao Michele
Bob e Bruce!! WoW! Sono contento anche perchè mi sembra la fine di quell'alzata di scudi vicendevole tra dylaniani e springsteeniani di qualche Talkin' fa... Si sa cosa ha detto Bruce presentando Bob?...
Ciao
Lino

Ciao Lino
concordo. Io non partecipai neanche con una virgola a quel dibattito sviluppatosi su Maggie's Farm perchè mi sembrava un po' strano quel dividersi tra fans di Bob e fans di Bruce visti i legami indissolubili tra i due. Anzi leggendo quanto detto l'altro ieri dal "Boss", il suo discorso mi sembra quasi una sorta di "risposta" ideale alla polemica apparsa su MF (che Bruce segua il nostro sito :o) ? ). Scherzi a parte... siamo stati buoni profeti in ogni caso auspicando di mettere una pietra sopra la cosa, sembra che Bruce ci abbia letto nel pensiero... Il suo discorso l'ho inserito nel "Cosa c'è di nuovo" di ieri... Se l'hai perso comunque lo riporto qui sotto.
Bruce Springsteen ha presentato Dylan così: "Un buon amico ed una fonte di ispirazione per tutti noi, Bob Dylan è qui stasera". Poi, mentre Dylan andava via dopo la canzone (Highway 61 revisited), Springsteen ha aggiunto: "Non saremmo qui stasera se non fosse stato per lui". Ed in un'altra occasione ha detto: "Cercare la verità è l'american way. L'ho imparato da Bob Dylan". Poi Bruce ha tenuto un discorso abbastanza lungo prima della canzone successiva dicendo: "L'opera di Bob Dylan è fatta di canzoni nate in un'epoca particolare della storia di questo Paese quando lui da solo stava in piedi sulla linea del fuoco. Mi ricordo che da piccolo stavo nella mia stanza e le sue canzoni mi davano pieni poteri e mi mostravano un mondo al di fuori della mia città. Non lo so se sono i grandi uomini a fare la storia o se è la storia a fare i grandi uomini ma Bob è uno di questi grandi. Ora e per sempre. Grazie per aver impreziosito questo palco e per essere stato una fonte di ispirazione per me. Quando ho scritto questa canzone io stavo cercando di seguire le sue orme". Poi Springsteen ha attaccato "Land of Hope and Dreams".
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2043) Ciao Michele
gira i miei complimenti a Stefano Rizzo per il bellissimo saggio che ha pubblicato su MF. E' stato davvero un piacere leggerlo... per un "vecchio" (ma forever young) come me che ha conosciuto Dylan grazie proprio ai testi di Rizzo dal famoso Blues Ballate etc...
Toni
ps: e Masked and Anonymous?!? Quando esce da noi?

Ciao Toni
ok, girerò i tuoi complimenti all'autore. Colgo l'occasione per segnalare che ho aggiunto a quel saggio le note che in un primo tempo mancavano (non ero riuscito a visualizzarle nel file inviatomi da Stefano Rizzo). Dunque se l'avevate salvato il primo giorno in cui era on line risalvatelo ora che è completo di note.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: M&A era stato annunciato da vari giornali come in uscita imminente anche in Italia ma per il momento non si sa nulla... Speriamo!

Come Writers And Critics...
MESSAGGIO POETICO E COMUNICAZIONE DI MASSA NEL PRIMO BOB DYLAN
di Stefano Rizzo - Clicca qui


Nella scorsa pagina della posta si parlava di una canzone dell'ultimo album di Neil Young, "Greendale", in cui veniva citato Bob. Ecco un po' di mail che ci aiutano in questo senso...

2044) Ciao Michele,
Neil Young in effetti cita Dylan nella canzone 'Bandit' dall'ultimo album
'Greendale'.
'You're invisible...you got too many secrets...Bob Dylan said that...or
something like that..'

Quanto poi alle sessions di Bromberg, dubito che esistano ulteriori
registrazioni in circolazione, a parte le 4 canzoni recentemente emerse
anche se pare certo che almeno un collezionista le abbia in toto.

Alessandro

Ciao Alessandro
grazie.
Spero che il fantomatico collezionista prima o poi faccia venire alla luce anche le altre canzoni perchè stando alle 4 già ascoltate direi che il materiale di quelle sessions è eccezionale.
Michele "Napoleon in rags"


2045) Ciao Michele!
Ho letto nel tuo sito che cerchi conferma alla presenza, nei testi del recente "Greendale" di Neil Young, del buon vecchio Dylan.
In effetti è così. Nella canzone "Bandit", Neil Young canta:

«... No one can touch you now.
I can touch you now.
You're invisible.
You've got too many secrets.

(Bob Dylan said that.
Or something like that.) ...»

Ciao!
Giorgio Brianese


2046) Nella canzone Bandit di "Greendale" è citato BOB, dillo al grande Salimbeni e
fagli i complimenti per la sua analisi di Vanilla Sky...è un grande

No one can touch you now.
I can touch you now.
You're invisible.
You've got too many secrets.

(Bob Dylan said that.
Or something like that.)

Salvatore "Eagle"

Ok. Complimenti girati a Michele che spero sia in ascolto.
Michele "Napoleon in rags"


Sal aggiungeva in una seconda mail in riferimento alla canzone "Blues in Bob Minor" citata da Michele Salimbeni nell'ultima Talkin':

2047) La canzone che ti ha detto Salimbeni la conoscevo benissimo pure io...ma mi
sono sempre dimenticato di dirtelo, è un bel pezzo di uno dei miei più amati
autori inglesi. Robert Wyatt è stato il batterista e cantante dei Soft
Machine, una band eccellente forse più dei Pink Floyd.

Quanto al vinile di The Bootleg Series Vol. 5 di cui chiedeva
Enrico nell'ultima Talkin', ho controllato pure io ma pare che in America sia
circolato con un bonus singolo con 4 pezzi in più. Probabile, dato che è un
etichetta minuscola, che la Sundazed abbia un sito poco aggiornato.

Salvatore "Eagle"

ps: ecco la copertina di Don't look back richiesta nell'ultima Talkin'

Ciao Sal, grazie. Comunque chi sa come reperire il vinile in questione ce lo faccia sapere. Grazie.
Michele "Napoleon in rags"


2048) Ciao Michele
mi hanno detto di una tua versione italiana di Shelter from the storm che non riesco a trovare nella pagina delle covers... Dov'è apparsa?...
Simone

Ciao Simone
hai ragione mi ero dimenticato di inserirla nella solita pagina... l'ho messa solo sull'ultima Talkin'. Comunque ora l'ho inserita. Ad ogni modo te la riporto anche qui sotto.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: spero te ne avessero parlato bene... :o)

RIPARO DALLA TEMPESTA
di Michele "Napoleon in rags"

Fu in un'altra vita, di sangue e di sudore
nero era una virtù e non solo un colore
venivo dal deserto, senza un dove nè un perchè
"Entra" - lei mi disse - "Sarai in salvo qui con me"

Ma se tornassi indietro, tu puoi stare sicuro
per lei farei il mio meglio, e questo te lo giuro
in un mondo di morte dove pace non ce n'è
"Entra" - lei mi disse - "Sarai in salvo qui con me"

Ci guardammo dentro gli occhi e non dicemmo molto
a quel tempo tutto quanto era ancora irrisolto
Prova a immaginare un posto dove freddo non ce n'è
"Entra" - lei mi disse - "Sarai in salvo qui con me"

Bruciavo sotto il sole e nella grandinata
avvelenato in mezzo ai rovi, stremato sulla strada,
come una preda in fuga per cui scampo non ce n'è
"Entra" - lei mi disse - "Sarai in salvo qui con me"

Di colpo mi voltai, vidi i suoi fianchi snelli
Aveva braccialetti ai polsi e fiori nei capelli
Con grazia la corona di spine mi levò
"Entra" - lei mi disse - "Riparo ti darò"

Qualcosa è andato perso, ora tra di noi c'è un muro
tutto si è complicato, ho dato troppo per sicuro
Se penso a quel mattino quando tutto incominciò
"Entra" - lei mi disse - "Riparo ti darò"

Su freddi e duri chiodi cammina il deputato
e in un futile corno il becchino ha già soffiato
sarà soltanto il fato che deciderà per te
"Entra" - lei mi disse - "Sarai in salvo qui con me"

Ho visto bimbi piangere con voce di colomba
e vecchi con i denti rotti a un passo dalla tomba
Che vita è questa, chiedi, se speranza non ce n'è
"Entra" - lei mi disse - "Sarai in salvo qui con me"

In cima alla collina in un gioco sleale
ho perso i miei vestiti e vinto una dose letale
E per la mia innocenza è solo scherno quel che avrò
"Entra" - lei mi disse - "Riparo ti darò"

Vivo in terra straniera ma passerò il confine
inseguo la bellezza in una corsa senza fine
Potessi ritornare al tempo in cui Dio la creò
"Entra" - lei mi disse - "Riparo ti darò"


2049) Ciao Michele,
nell'inserto del Corriere di sabato, "Io Donna", c'è un bell'articolo su Joan Baez. (Grazie per avermelo inviato Anna, lo riporto più sotto).

Ed ora vorrei chiederti un grosso favore: se puoi pubblicare qualche avvertimento riguardante i Dylantree del "Porcile di Maggie's Farm"...

Ciao a tutti !
Ecco alcuni avvisi importanti per tutti gli abitanti della Fattoria:
1) I trees del Porcile di Maggie non hanno una data di scadenza, quindi sono sempre tutti attivi e per la maggior parte di essi i cd sono immediatamente disponibili.
2) Anche per coloro che non sono in possesso di un masterizzatore, esiste la possibilità di iscriversi ai trees Blank&Postage come foglie, e quindi di ricevere il prezioso materiale semplicemente inviando i cd vergini al nodo che li precede.
3) I trees del porcile sono IMPERDIBILI e IMPRESCINDIBILI (ma questo è ormai universalmente noto)...
Un saluto affettuoso a tutti !
Anna la papera

Grazie, un bacione, e spero di rivederti presto!
Anna

Ciao Anna
e grazie.
Ecco qua:

E' stata l'eroina della controcultura. Ha manifestato, cantato ed è finita in carcere per la pace. «Ho spesso fantasticato di tornare in prigione» confessa oggi, a Londra per presentare il suo nuovo album, Dark chords on a big guitar, che in questi giorni esce anche in Italia. Ma Joan Baez non è una che parla del più e del meno, e non si è mai occupata di promozione quando il
mondo, fuori, ha bisogno di essere cambiato. Quarant'anni fa marciava in Alabama al fianco di Martin Luther King. E si trovava a pochi metri da lui, a Washington, in occasione del discorso I have a dream. Qualche anno dopo sedeva in un rifugio antiaereo ad Hanoi, l'unica donna a fare da scudo umano per protesta contro il coinvolgimento americano nella guerra. E, come ricorda, era già stata imprigionata due volte per le sue idee. «Quando guardo al passato, stento a credere alle cose che ho fatto» dice adesso Joan Baez. «Ouella ragazza mi sembra così lontana e precoce. Perchè non sono uscita urlando dal rifugio ad Hanoi o da quella cella, e non ho perso la testa?».
Decenni di attivismo e disobbedienza civile, però, non le impediscono di pensare che oggi il mondo stia peggio che mai: «È il periodo più spaventoso, secondo la mia esperienza. L'America è governata da una dittatura che ha comprato le elezioni e cerca di convincerci a forza di bugie. A questa amministrazione non importa quanti milioni di persone dimostrino contro di loro. Spengono la tv e basta». Nonostante tutto, Joan Baez resta l'eterna ottimista. «La prima manifestazione a cui ho partecipato nel 1963 era di trenta persone» ricorda " e non mi sono lasciata scoraggiare". In sei milioni si sono mobilitati contro la guerra in Iraq, e siamo disorientati e scoraggiati perche questo non ha cambiato il corso degli eventi. Ma quanti anni ci sono voluti per sbarazzarci di Nixon? Possiamo andare in malora con Bush e Cheney e la loro banda. Oppure possiamo lottare per
rimanere a galla e imparare da questa lezione».
In tutto questo, la cantautrice è certa che la musica farà la sua parte. «Mi sono chiesta più volte nel corso degli anni perchè non si scrivessero più canzoni come Blowin' in the wind di Bob Dylan. E la risposta è che ci trovavamo in una sorta di vuoto. Ora il vuoto non c'è più: con i tempi che corrono, ci sarà un modo più radicalizzato di comporre canzoni. Gli occhi della gente si apro-
no su una realtà americana che forse prima non vedevano. E questo influirà sulla musica». In realtà, se si eccettua la vibrante Christmas in Washington di Steve Earle, non ci sono canzoni di protesta nel nuovo album di Joan Baez. Al contrario, ha registrato composizioni di autori statunitensi contemporanei, quali Ryan Adams, Gillian Welch e Caitlin Cary: gente che ha meno della metà dei suoi anni. «Non è un gesto di generosità» afferma decisa «è solo che non voglio più scrivere. Comporre canzoni per me è come spremere cemento da un tubetto del dentifricio». Eppure questo servirsi di autori più giovani l'ha ringiovanita. Cinque anni fa, in occasione di un'altra intervista, appariva nervosa e irritata all'idea di essere considerata un «pezzo di storia ambulante». Oggi, a sessantadue anni, si trova comoda nella sua pelle. E si vede. «C' è voluto un duro lavoro e molta terapia» spiega. «Mi guardo indietro e scopro che avevo paura dei cambiamenti.
C'era tanta spazzatura di cui dovevo sbarazzarmi». La terapia, insiste, «ha richiesto più coraggio» che sedere nel rifugio antiaereo in Vietnam. «Non mi interessa essere una leggenda. Ma oggi non provo più fastidio per il mio passato, dal momento che ho iniziato ad aggiornarmi musicalmente. Ho dovuto farlo per la mia pace mentale. Ora mi sento fiera di aver fatto parte di quegli anni Sessanta». Joan Baez è stata testimone di alcuni degli eventi più importanti di quel decennio. In un recente concerto negli Stati Uniti, ha presentato una canzone rievocando una dimostrazione per i diritti civili in Mississippi in cui la polizia aizzò i cani contro i manifestanti di colore. «Di colpo ho capito che stavo tenendo una lezionedi storia» ricorda. «Dopo lo spettacolo. la gente è venuta da me e mi ha chiesto se me lo fossi inventato. Aizzare i cani contro la gente di colore non compariva nei loro libri di scuola. non ne sapevano nulla e non ci credevano. Sono rimasta scioccata».
Nata nel 1941 a New York in una famiglia quacchera liberale (il padre era messicano, la madre scozzese), la musicista ricorda con precisione il momento in cui sono scaturite la sua coscienza politica e l'idea gandhiana di resistenza non violenta che ha ispirato la sua vita. «Mi è tornato in mente di recente, mentre guardavo il bombardamento di Bagdad. Mio padre ci aveva portati là quando avevo dieci anni. e mentre ero a Bagdad lessi più volte il Diario di Anna Frank. Mi commosse profondamente». S'impose all'attenzione per la prima volta nel 1959, a diciotto anni, quando conquistò il pubblico del Newport Folk Festival con la sua pura voce da soprano. Il primo album uscì l'anno successivo, e quando un giovane trasandato e sconosciuto, aspirante Woody Guthrie, di nome Bob Dylan, arrivò al Greenwich Village di New York nel 1961, la Baez era
già una star affermata. Divenne il mentore di Dylan presentandolo come suo ospite in numerosi concerti, incluso il debutto a Newport nel 1963. Per brevi ma magici mesi che, con sua grande irritazione, restano la prima cosa che i giornalisti le chiedono ancora oggi, lei e Dylan furono il re e la regina del movimento folk. Si parlò di matrimonio e di figli. Secondo la Baez, discussero perfino del nome dei bambini. Ma nel 1965, con l'esplosione della fama di Dylan, si erano ormai allontanati emotivamente e artisticamente. Lui abbracciò il rock'n'roll e le disse di aver scritto canzoni di protesta solo perche rappresentavano un'occasione per far soldi. L 'apparente "tradimento" delle cause a lei più care la ferì? «No, sapevo che erano sciocchezze. Lui non è mai stato un manifestante, però ha scritto le canzoni perr noi che manifestavamo. Quando disse di averlo fatto per soldi, non lo presi certo sul serio. Gli -dissi che erano tutte scemenze». E mentre Bob Dylan passò
da eroe del folk a messia elettrico, Joan Baez restò fedele alla protesta. Nel 1968 sposò il pacifista David Harris, e la loro resistenza li fece entrambi finire in prigione. Tra una condanna e l' altra ebbero un figlio, Gabe, ma quando divorziarono, nel 1972, il bambino finì col vivere per lo più con il padre. Lei si perse anche il suo primo Natale, perche si trovava ad Hanoi.
Eppure ora che sia i gusti musicali sia il clima politico sono cambiati, le sue canzoni folk più sincere iniziano a farla sembrare un po' anacronistica. Dedica ancora tempo alla difesa dei diritti umani nell' America del Sud, in Africa, nell'Europa dell'Est e ovunque regnino repressione e intolleranza. Ma con gli anni Ottanta la sua carriera si trovò in apparente declino, con Ronald Reagan che guidava un'amministrazione di destra respingendo tutto ciò per cui lei aveva combattuto. Così Joan Baez fece quello che ogni americano avrebbe fatto: si sdraiò sul lettino dell'analista. «So che fuori dagli Stati Uniti detestano questa parola, ma sono entrata in terapia. Ero fobica e nevrotica, e nessuno lo sapeva perchè sul palco mantenevo un controllo totale». Quando riemerse da quello che definisce «un lavoro di recupero», scoprì che i suoi complessi e le sue paure erano spariti. «Pensavo che un terapeuta ti aiutasse a tenere insieme i pezzi, per consentirti di passare alla crisi successiva. Ma io invece avevo bisogno di disintegrarmi, esaminare i pezzi e ricomporli riportandoli dove avrebbero dovuto stare fin dall'inizio». Con gioia, scoprì che il cuore delle sue convinzioni era rimasto intatto. E per la prima volta si rese conto che la vita può anche essere divertente e non solo un'eterna lotta. Finalmente diventò una madre per Gabe. Non aveva compreso quanto l'attivismo politico consumasse il resto, nè come l'avesse portata a trascurare la propria felicità e quella dei suoi cari. «Quando sei coinvolto in grandi battaglie per la libertà e la giustizia, la gratificazione personale ti sembra una debolezza» afferma. «Ho preso da mio padre, che era quacchero. Vacanza, riposo, relax e divertimento non facevano parte del vocabolario della mia famiglia. Ho dovuto impararle».Anche sua madre, che vive con lei in California, le sta apprendendo ora. A ottant'anni ha fumato il primo spinello. Ne ha appena compiuti novanta e scopre adesso il piacere di nuotare nuda. «Sta acquisendo la consapevolezza di quanto sia bella» dice Joan Baez con soddisfazione. «Ci stiamo entrambe rieducando a goderci la vecchiaia». Il che forse spiega la sua recente passione per il circo. «Tre anni fa andai a vedere questo circo con trapezio, giocolieri e musicisti: ne rimasi affascinata. Il giorno dopo chiamai il direttore e gli dissi che volevo partecipare». Le assegnarono il ruolo principale di presentatrice, Madame Zinzanni. Da allora, ogni estate trascorre due mesi in tournee con il carrozzone. «Il mio manager è furioso» spiega, ridacchiando. C'è posto nella sua vita per il circo e il carcere? «Non lo so, ma sento che arriverà. Il carcere è istruttivo: chiunque voglia sapere qualcosa di sè o del proprio Paese dovrebbe trascorrere almeno 24 ore nella prigione locale. E chi desidera ricoprire una carica pubblica dovrebbe starci una settimana». Ride ancora. «E George Bush dovrebbe scontare un ergastolo».
da "The Guardian"

Tre momenti dell'attivismo di Joan Baez negli anni sessanta. Da sinistra: in concerto fuori dall'Università di Berkeley; a Londra, in marcia contro la guerra in Vietnam; a Oakland, in California, arrestata durante una manifestazione.

La cantautrice insieme a Bob Dylan (a sinistra), al quale fu legata anche nella vita. Con Jimi Hendrix (al centro), nel backstage di un concerto per i rifugiati della guerra civile in Nigeria. Sul palco con Bruce Springsteen (a destra).

Ancora Sal sulla domanda di Jerry inerente Dylan/Hendrix:

2050) Ciao Michele
nella tua risposta su Dylan/Henrix, potevi citare il
lungo saggio che dedicai ad Hendrix nel mega articolo dimenticato da tempo
immemore sulle cover (una vera miniera che dovrebbe soddisfare più o meno
tutti!!!!), e poi l'intervista a Tolo Marton, lì c'era qualche spunto di
riflessione.:::::::!!!!!

Sal

Giusto!
Ecco fatto.

MAY YOUR SONG ALWAYS BE SUNG

MAGGIE'S FARM INTERVISTA TOLO MARTON

Michele "Napoleon in rags"


2051) Ciao Michele,
ho trovato due cose su Dylan, anche se forse le sai già.

Nell'episodio 19 della quarta serie di Dawson's Creek, intitolato "Late"
la canzone che fa da tema principale è Forever Young di Bob Dylan, ma interpretata
da Joan Baez.
Piccola curiosità: Tutto l'episodio è incentrato sulla nascita di un bambino.
(trasmesso il 29 settembre da italia uno)

Nella limited edition dell'album "Come away with me" di Norah Jones c'è
una splendida cover della canzone di Dylan "I'll be your baby tonight".

A presto,
Veruschka

Ciao Veruschka
grazie di tutto.
Michele "Napoleon in rags"


E sempre a proposito di Veruschka (e Michele Salimbeni)...

2052) Ciao Michele,
abbiamo deciso che è giunto il momento di entrare a far parte della tua
bellissima Fattoria.
Abbiamo scelto due animaletti simpatici.....
Michele lo scorpione
Veruschka la Donnola.
Facci sapere cosa dobbiamo fare per entrare nella Fattoria.

Su Max di questo mese c'è una pagina dedicata alle uscite dei quindici cd
sacds e alla tournè italiana (c'è anche una foto).
Brevi sulla tournè italiana anche sull'ultimo Rockstar.
A presto
Michele e Veruschka

Ciao,
non dovete fare alcunchè... :o) Siete inseriti come Weasel (Donnola) e Scorpion (Scorpione) nella FATTORIA
Grazie per le segnalazioni su Rockstar e Max.
Michele "Napoleon in rags"


2053) Ciao Michele,
grazie per la segnalazione delle canzoni delle Bromberg Sessions. Le ho scaricate appena le ho viste su Maggie's Farm e sono stupende, aveva ragione Vites. Soprattutto Catskill e Polly Vaughn sono sublimi secondo me. Grazie anche per aver tempestivamente messo le traduzioni ed i testi con le note su MF, sei un grande.
Non è che ora spunteranno anche le altre? Si sanno i dati di tutte...?
Marco

Ciao Marco
grazie per i complimenti.
Concordo.
Per i dati che chiedi ecco qui:

Le Sessions di Bob Dylan con Dave Bromberg e la sua band si sono tenute agli
ACME STUDIOS di CHICAGO nel Giugno 1992

Ecco i musicisti.

Sezione fiati:
Peter Ecklund (tromba)
Curtis Linberg (trombone)
John Firmin (sax tenore e clarinetto).

Sezione ritmica:
Butch Amiot (basso)
Chris Cameron (tastiere)
Richard Crooks (batteria) (Richard Crooks aveva suonato anche in "Blood On the Tracks").

Altri musicisti:
Jeff Wisor (violino e mandolino)
Dick Fegy (mandolino)
Glenn Lowe (chitarra).
e naturalmente Dave Bromberg

In una delle sessions era presente anche un coro.
C'era anche una fisarmonica nella canzone "North East Texas Woman"

Durante le sessions Bob e soci suonarono alcuni blues di Muddy Waters così come alcune canzoni di Jimmie Rodgers oltre a canzoni di Bromberg. Anche Hey Joe fu eseguita come "riscaldamento" ma non si sa se sia stata registrata.
La caratteristica delle sessions, come sottolineato da Vites nel suo articolo per Maggie's Farm, era che tutti i musicisti che di volta in volta eseguivano i brani suonavano contemporaneamente, questo perchè Dylan voleva dare all'album un sound live.

Ecco la lista delle canzoni registrate:

I'll Rise Again (traditional)
Nobody's Fault But Mine (Blind Willie Johnson)
Lady Came From Baltimore (traditional)
Casey Jones (traditional)
Duncan And Brady (traditional)
World Of Fools (David Bromberg)
North East Texas Woman
Miss The Mississippi & You
Kaatskill Serenade
Sloppy Drunk
Polly Vaughn

Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


2054) Amici della fattoria sono di nuovo jerry.
Alcune domande.

1) Mi sapreste indicare un buon disco di cover dylaniane? (Escluso quello dei trent'anni di carriera)

2) Esiste una registrazione del concerto di Milano del 29/06/93... c'ero anch'io.

3) Quale bootleg contiene le registrazioni di Newport 1965? Esistono delle ristampe?

4) Infine una domanda "personale"... Come sta "Mr Tarantula? ho trepidato anch'io nel '97 alla notizia dell'infezione al cuore, ora è tutto ok?

5) una valutazione personale , preferisco la versione originale di Mr. Tambourine Man, così grigiastra e sognante.

I Byrds ne avranno fatto un successo commerciale, ma quella del Maestro resta inimitabile.

Ciao e  a presto, Jerry.

Ciao Jerry
eccoti le risposte:

1) Mmm. Io a caldo direi senza dubbio "Masked and Anonymous" non solo perchè è di attualità ma soprattutto perchè è zeppo di bellissime covers secondo me, da De Gregori alla Caesar, da Jerry Garcia a Sertab etc. Lascio però giudicare il super esperto Sal che da me interpellato risponde quanto segue:

"L'argomento cover, come ho già detto nel mio mega e purtroppo incompleto
articolo sulle cover dylaniane, è senza dubbio controverso in quanto i fan
dylaniani sono divisi in varie fazioni, quelli a cui piacciono ma restano
fedeli all'originale, quelli che sostengono che altri hanno eseguito meglio le
canzoni di Bob e altri che le odiano e difendono a spada tratta l'originale.
Io mi aggrego alla prima fazione, mi piace infatti ascoltare come altri
artisti rielaborano le canzoni di Bob e quali tratti approfondiscono o
meglio quali tralasciano. La questione dischi di cover la possiamo risolvere
ma non in breve; dico subito che esistono vari tipi di dischi tributo, e
soprattutto ce ne sono tantissimi; consultate i siti per verificare:

http://www.bjorner.com/Covers.htm
(in questo c'è la possibilità di scaricare ogni mese alcune cover abbastanza
buone; questo mese 5 versioni diverse di All Along The Watchtower)

http://dylancoveralbums.com/

Innumerevoli infatti sono le band o i singoli artisti che hanno intepretato
Bob, da gente del calibro di Neil Young, Jimi Hendrix, Patti Smith fino ai
fan del Dylan Pool. Nel tempo ho avuto modo di ascoltarne una buona parte e
molte di esse si possono reperire facilmente nel Tree B&P (confezionato da
me!) nel Porcile di Maggie's Farm (http://porcile.tk), i risultati sono a volte ottimi,
a volte disastrosi, ma è tutto comunque molto molto soggettivo.
Per quanto riguarda le cover dei fan, è un discorso a parte, eccetto qualche eccezione.
Di recente ho avuto la fortuna di ascoltare e recensire per il mio sito su Neil Young
e per MF, due dischi di home recordings di Alessandro Cavazzuti (autore dell'interessante
appendice al libro di Paolo Vites su Bob), e devo dire che sono rimasto
stupefatto per la perizia con cui si è avvicinato all'opera di Dylan ma
anche ai traditional o a Neil Young, questo giusto per dire che nelle
riletture per un buon 50% conta la passione, e poi tutto il resto.

Riporto una sintesi con i migliori dischi per ciascuna categoria.

Raccolte monografiche che prendono in esame un solo periodo o rielaborano
le canzoni in un solo genere:

- Gotta Serve Somebody: The Gospel Songs of Bob Dylan Columbia/Sony
- Tangled Up In Blues - Songs Of Bob Dylan/Songs Of Bob Dylan: All Blues'd
Up! (Raccolta davvero bella. Tra gli interpreti: The Band, Taj Mahal, Leon
Russell, Alvin Youngblood Hart)
- Blues On Blonde on Blonde (Raccolta di canzoni Dylaniane rilette in chiave
Blues)
- Forever Young: A British Folk Tribute to Bob Dylan (tributo a Dylan di
Band Folk inglesi con Fairport Convention, Albinon Band, Magna Carta etc.)

Raccolte Ufficiali

- Tutti e tre i volumi di May Your Song Always Be Sung, BMG (di qualità
altalenante ma nascondono molte perle)
- I Shall Be Unreleased, Rhino R4 70518 (raccolta di pezzi inediti
dylaniani interpretati da artisti vari come Eric Clapton, Joan Baez, Rod
Stewart, Roger Mc Guinn)
- United Artists For The Poet: Bob Dylan 30th Anniversary, Columbia (ottima
raccolta, con The Band, Eric Clapton, Stevie Wonder, Brian Ferry... etc.
compilata da Paolo Vites)
- Doin' Dylan... A Contemporary Tribute To The Incomparable Songs Of Bob
Dylan, Columbia (anche questa ottima, su due cd con Edie Brickell, Nina
Simone, David Allen Coe & Lacy J. Dalton, The Band... e tantissimi altri)
- Doin' Dylan 2, Columbia (secondo volume della stessa serie)
 

Raccolte Uscite Su Etichette Indipendenti

- And The Times They Were A-Changin', Debutante Deluxe 555 431-2 (con The
Band,The Byrds, Jimi Hendrix, Fairport Convention)
- Hard Rain Vol. One-Two: A Tribute To Bob Dylan, Uncut 2002 06 (forse la
migliore raccolta di cover mai pubblicata con grandi interpreti
contemporanei da Paul Weller a Cassandra Wilson, ad Ani Di Franco fino a Echo
& The Bunnymen, senza dimenticare i mitici Waterboys, che nella loro
carriera hanno fatto grandi cover di Bob dal vivo!)

Raccolte di Fan

- Woot Was It You Wanted? - Songs From The Pool (I Dylan Poolers
interpretano Dylan... tutti con grande passione... procuratevelo, in attesa di
sentire la Maggie's Farm Southern Band e il tributo a Bob che prima o poi
compileremo noi di Maggie's Farm... vero Michele?

Bene riprendo la parola io (Michele appunto) per dire che dopo questa sfilza di roba ho telefonato a Sal dicendo che forse a Jerry bastava un solo titolo... Dunque messo con le spalle al muro (che per telefono è una cosa molto difficile vi assicuro) Sal ha sentenziato: okay se ne devo dire solo uno allora direi Doin' Dylan 1 e 2 (e così ne ha detti comunque due!).

2) Sì. Milano '93 (ma la data esatta è 27 giugno) lo trovi nel boot Breadcrumb Sins (etichetta Razor's Edge). Ecco la copertina.

3) Il bootleg dove puoi trovare quelle canzoni è "Don't Look Back". Ecco la copertina.

O anche "Folk Rogue 1964/65". O ancora "From the heart vol. 3". E anche in "From Newport to the Ancient Empty Streets in LA"... Ma anche "Live In Newport 1965". Insomma ce n'è un bel po' che contengono quelle mitiche canzoni.

4) Direi che ora Bob è in forma perfetta a parte i problemi alla spalla che - dicitur - sono la causa dell'utilizzo del piano di recente :o)

5) Ok. Però io - non me ne vogliano i dylaniani - considero la Mr.Tambourine Man simbolo, quella storica intendo, la versione dei Byrds (e ciò è fonte di continue liti con la mia ragazza Anna che minaccia ogni volta di lasciarmi se non ammetto che è superiore la versione di Dylan :o) )

Ciao Jerry e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


2055) Ciao Michele

Anche io mi sono sottoposto al tuo test totalizzando 25 punti! Sono andato a
leggere i risultati e in pratica mi consigli di non ascoltare più Spice
Girls e compagnia varia. Il fatto è che io quella robaccia non l'ho mai
ascoltata! Che depressione! Non sono degno di entrare nel walhalla
dylaniano, ma condannato a camminare tra Fra' Cionfoli e Laura Pausini. Addio
mondo crudele... (Però anche tu dai, dovevi proprio chiedere delle donne di
Dylan e dei nomignoli dei Traveling Wilburys?).
Corrado "The Elephant"

Ciao Corrado
in effetti quel test era un po' difficilotto ma direi che 25 non è affatto male come risultato. I miei commenti erano più che altro ironici... quindi sei mondato da ogni colpa e puoi entrare nel Walhalla liberamente, ma ricordati di chiudere la porta :o)
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: però per l'assoluzione completa devi risolvere il nuovo Dylan Quiz. Se ne parla più giù...


2056) Caro Michele
sono Chiara (la Baeziana), quella di Talkin' 171.
Scrivo solo per dire (con immenso ritardo e me ne scuso) che la puntata in questione di "Dawson's Creek" (in cui si può ascoltare "Forever Young") è stata replicata 2 o 3 giorni fa su Italia 1 (L'anno dovrebbe essere 2000 o 2001).
Saluti
Chiara

Ciao Chiara
e grazie per la tua mail che fa il paio con quella di Veruschka più sopra. Dunque ho aggiornato la nostra pagina relativa con i dati che mi avete fornito.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


Ed ora un po' di risposte - tutte errate ahimè ed incredibilmente tutte con la stessa risposta!!! - per il Dylan quiz: "Do I understand your question...?". Alla fine farò un commento e darò un indizio per risolvere l'enigma.

2057) Ciao Michele,
ti scrivo in merito al dylanquiz. Non ho ben capito se le parole FICTION GIRL sono da interpretarsi insieme o no, e tra l'altro non conoscendo bene l'inglese non ho nemmeno capito bene il significato che qui assume la parola fiction. Ad ogni modo mi butto e ti do la mia interpretazione (senza pretese, naturalmente): la canzone in questione è Brownsville girl (o New Danville girl). La spiegazione della parola girl mi sembra più che ovvia, mentre la parola Fiction l'ho intesa in queste due accezioni:
1. Se fiction girl è da intendersi tutto insieme, allora, forse, potrebbe significare qualcosa del tipo "donna dello schermo". Citando Carrera "Per tutta la prima parte della canzone Dylan si sta rivolgendo a una donna che sembra essere presente o almeno la destinataria delle sue parole, finché ad un certo punto capiamo che in realtà si trova con un'altra ma mentalmente sta parlando alla prima, quella che non c'è. Il procedimento è un po' quello che i poeti del Dolce Stil Novo chiamavano la "donna dello schermo", vale a dire una seconda donna della quale si parla per non parlare della prima, anche se in questo caso lo schermo è duplice, perché non sappiamo mai se la "ragazza di Brownsville" sia quella presente o quella che manca."
2. La canzone è stata scritta insieme a Sam Shepard, che essendo commediografo e sceneggiatore, non so se può essere anche definito scrittore di fiction.
3. Inoltre ad un certo punto della canzone Dylan dice alla donna che quando ha testimoniato per lui dal giudice, quella è stata la miglior recita che le abbia mai visto fare.
Ciao.
Francesco "Tiger"


2058) CIAO MICHELE , SPARO UNA RISPOSTA PER IL DYLAN QUIZ: FICTION GIRL=RAGAZZA FACILE IN BROWNSVILLE GIRL?

Marco


2059) ciao Michele

come ti va? penso che verrai al concerto di Milano e quindi, se non ci vedremo
prima, ci vedremo là.
questa volta ho deciso di fare qualcosa che non avevo mai fatto ed ho preso
anche un biglietto per Parigi (la città di Francoise Hardy) ... chissà se
lì potrò incontrare qualche altro animale della fattoria.

provo con il quiz: la canzone è BROWNSVILLE GIRL ed il motivo è questo:
" ...il fatto che quando compare una donna di nome Ruby viene descritta minuziosamente
("Aveva i capelli rossi acconciati dietro la nuca") probabilmente è più
dovuto a Shepard che a Dylan. Ma certamente appartiene a Dylan il senso
di incertezza rispetto alla storia che viene raccontata. Per tutta la prima
parte della canzone Dylan si sta rivolgendo a una donna che sembra essere
presente o almeno la destinataria delle sue parole, finché ad un certo punto
capiamo che in realtà si trova con un'altra ma mentalmente sta parlando
alla prima, quella che non c'è. Il procedimento è un po' quello che i poeti
del Dolce Stil Novo chiamavano la "donna dello schermo", vale a dire una
seconda donna della quale si parla per non parlare della prima, anche se
in questo caso lo schermo è duplice, perché non sappiamo mai se la "ragazza
di Brownsville" sia quella presente o quella che manca. La storia si svolge
quindi con questo gioco di specchi tra personaggi che non sappiamo mai bene
che ruolo abbiano. Non siamo nemmeno sicuri se si tratti solo di un ricordo,
cioè se il narratore stia ricordando un'avventura con una prima donna, o
se sta parlando di ciò che effettivamente accade nel momento presente con
la seconda".

Ti saluto

Alexan Wolf


2060) Secondo me le parole Fiction Girl vanno asspociate alla canzone BROWNSVILLE GIRL, in quanto la parola girl ricorre già nel titolo, mentre nel brano Dylan parla di "a movie that I've seen one time", un film che aveva visto una volta, se non ricordo male il testo a memoria... quindi un film,vale a dire una fiction!
Dimmi che ho vinto,dai!!!!!!!!!!!!
ciao!!!!!!

Cristian


2061) BROWNSVILLE GIRL.

Sal "Eagle"

Allora ragazzi,
purtroppo la risposta è errata (ma com'è che avete pensato tutti a Brownsville Girl?). Comunque i vostri ragionamenti sono degni di lode... In realtà però il mio quiz è molto più terra terra... molto più da Settimana Enigmistica, tipo "Aguzzate la vista" per intenderci... Dunque non richiede ragionamenti interpretativi o filosofici :o) Insomma dovete solo GUARDARE BENE!!! Certo il quiz è difficile ma è per super super super esperti dylaniani. Comunque siccome mi rendo conto che c'è bisogno di qualche indizio per portarvi sulla buona strada iniziamo con questo qui sotto. Guardate bene, spremetevi le meningi, fate uno sforzo di memoria e ci arriverete. Naturalmente vale sempre la regola: il primo che mi scrive vince il premio e ricordatevi che le domande sono due: 1) Quale canzone va associata alla frase "Fiction Girl"? 2) Perchè?
Good Luck!
Michele "Napoleon in rags

Ecco l'indizio:

Ora è facile no? Però ricordatevi GUARDATE BENE ! AGUZZATE LA VISTA...
e correte a rispondere! Dovete darmi 2 risposte!!!


2062) Mitzy ha pubblicato una foto di Peter Rowan nel suo ultimo post. Lascio qui il mio indirizzo e-mail (cocciaguzzidibottiglia@tin.it), perchè spero riesca a scrivermi dove è possibile recuperare qualche album di Peter Rowan! Quest'estate non ho trovato suoi album nemmeno negli USA!!! Pazzesco...

Ciao,
Simone.


2063) Ciao Michele,
guarda qua!
Sal

Ciao Sal,
bellissime. Le ho già inserite nella nostra pagina MEMORABILIA.
Ciao e grazie.
Michele "Napoleon in rags"



2064) Ciao Michele,
ti allego un bell'articolo dal Mucchio Selvaggio extra della primavera 2002.
Ricordo che il numero al momento in edicola del trimestrale ha copertina
e un articolone di 27 pagine su Bob (costa 11 euro con cd allegato,
7 euro nella versione senza cd).
Ciao
Elio "Rooster"

Ciao Elio
grazie. Ho messo tutto qui facendo precedere l'articolo di cui parli all'inizio della tua mail (La Faccia di Bob Dylan) da quello che mi avevi inviato precedentemente tratto dal Mucchio Selvaggio Extra attuale con tanto di copertina iniziale.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2065) Su La repubblica di oggi, Domenica 6, c'è la pagina intera degli spettacoli dedicata
ai nuovi cantautori dal titolo "I figli di Dylan e Baez" (con una foto di
Bob).
Ciao e a presto
Michele "Scorpion"

Ricevuto!


2066) Ciao a tutti,
mi chiedevo...c'è qualcuno che fa il giro largo
per vedere i concerti?
(cioè tutti e tre quelli italiani più Zurigo?)
magari si poteva fare il viaggio assieme....
per contatti questa è la mia mail
up_in_blue@yahoo.it
riciao Giulia


2067) Grazie a Leonardo Lion che mi invia questa nuova foto di Bob e Bruce dal concerto dell'altro ieri. Grazie Leo l'ho già inserita nella pagina relativa
Michele "Napoleon in rags"


2068) Ciao Michele,

Come volevasi dimostrare, Bob e Bruce insieme! Fossi stato allo Shea Stadium
quello sarebbe stato probabilmente il mio ultimo concerto. Anzi sarei uscito
dopo il duetto dicendo: "Ho visto tutto ormai posso chiudere qui, ho visto
cose che voi umani...".

Speriamo che confermino la notizia che hai pubblicato relativo alle Bootleg
Series....

Non so se ti interessa: Da Ricordi a Milano, nel reparto riviste, vendono
una monografia in inglese (è una rivista) tutta su Bobby, piena di foto, che
riprende tutta la sua carriera, con interventi di personaggi vari. Credo (ma
prendila con beneficio d'inventario) che la testata sia Mojo. Costa 8,5
euro.

Corrado "The Elephant"

Ciao Corrado
grande la citazione da Blade Runner. Io invece citando il mio amato Totò ed immaginandomi nella stessa situazione allo Shea Stadium avrei esclamato: "Alla faccia di Cartagine e dei Cartaginesi! Per Dinci e anche per Bacco!". Credo di aver capito qual è la rivista che dici... Se è quella, l'ho divorata da cima a fondo a casa della mitica Benedicta "Hamster" che ne è in possesso. Sulla notizia relativa a Bootleg Series che ho messo ieri nel Cosa c'è di nuovo si tratta di voci per il momento senza alcuna conferma anche se ci spero pure io of course!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


Ed ecco un aggiornamento per il sito di Neil Young curato da Sal "Eagle" inviatomi testè da egli medesimo di persona:

2069) Hi Folks!
Rockin' In The Free World torna alla grande questa settimana presentando
numerose novità...siamo in crescita costante anche se non si nota.....eh!!

LA PRIMA CHE ANNUNCIAMO IN POMPA MAGNA E' L'INTERVISTA ESCLUSIVA A MARCO
GROMPI autore dello splendido libro edito da Editori Riuniti "Neil Young: 40
anni di Rock Imbizzarrito"

Ecco le altre novità

- ISCRIVETEVI NEL FORUM AL PRIMO RUSTY'S GARAGE FREEBIE

- SPECIALE GREENDALE (raccolta monografica sull'ultimo lavoro di Neil)
Articoli e Interviste

-Greendale (Buscadero) (La splendida recensione di Greendale concessami da
Marco Grompi, a cui va il mio personale ringraziamento)

-Greendale (Musicboom)

-Greendale- La presentazione del Film

-Lo stile chitarristico di Neil

-Intervista a Neil Young (Da "Il Messaggero")

-Last Waltz (di Riccardo Bertoncelli)

-Le Ristampe in SACD II

-Oh Me Lonesome (articolo-curiosità su questa oscura cover)

-La Greendale di Neil Young

-Year Of Horse: Due Analisi

-Aggiornamento SET LIST

-TESTI: traduzioni di "Falling From Above" e "Double E" a cura di Michele Murino

-Aggiornata la sezione album fotografico con altre due pagine di splendide
immagini da
H.O.R.D.E. 1997 e Verde Valley Benefit 2000

-Aggiornata la sezione concerti con l'inserimento di nuove recensioni e di
una pagina dedicata alle Tour Band

-Rusty's Basement: Visitate la nuova sezione importanti novità all'interno.
Recensioni dei dischi di Ammuina e Alessandro Cavazzuti.

UN CARO SALUTO A TUTTI
Salvatore Esposito


2070) NOVITA' DAL SITO DI AL DIESAN.

La bonus track di questo mese è "I and I", che il mese prossimo sarà
affiancata da una inedita versione live originale.
Potete trovarla alla pagina

http://www.al-diesan.it/html/bonustrack.ita.htm

Sperando di incontrare il vostro gradimento si porgono
Cordiali saluti



 
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WHEN WE FIRST MET...
La "prima volta" con Dylan
Raccontate il vostro primo "incontro" con Bob ed i vostri racconti appariranno in questa rubrica...

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Scrivete sempre a spettral@tin.it

 
BUONGIORNO
PRINCIPESSA!
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